Sei sulla pagina 1di 22

Soluzione del metodo dell’equilibrio limite globale

per l’analisi di stabilità dei versanti

Materiale didattico per il Corso di Complementi di Geologia Applicata


A.A. 2003-2004

Matteo Berti
Dipartimento di Scienze della Terra e Geologico-Ambientali
Università di Bologna
berti@geomin.unibo.it

Principali riferimenti bibliografici:

Abramson L.W., Lee T.S., Sharma S. & Boyce G. M. (1996) – Slope stability and stabilization
methods. John Wiley & Sons, 629 pp.
Bromhead E.N. (1991) – Stabilità dei pendii. Dario Flaccovio Editore, 376 pp.
Fredlund F.K. & Krahn J. (1977) – Comparison of slope stability methods of analysis. Canadian
Geotechnical Journal, 14, 429-439.
Geo-Slope International Ltd – SlopeW Users’s Guide. Free download at http://www.geoslope.com
Lancellotta R. (1987) – Geotecnica. Zanichelli, 531 pp.
Nash D. (1987) – A comparative review of limit equilibrium methods of stability analysis. In:
“Slope Stability”, Anderson M.G. & Richards K.S. eds., John Wiley & Sons, 11-75.
Variabili in gioco e condizioni di equilibrio

Dato il versante generico riportato in figura:

si vuole determinare il Fattore di Sicurezza del versante.


Il Fattore di Sicurezza è definito come il fattore di cui deve essere ridotta la resistenza disponibile
per portare la massa in uno stato di equilibrio limite lungo la superficie scelta:

resistenze disponibili τ
F= = [1]
sforzo di taglio agente τ m

Per un’analisi in tensioni efficaci, le resistenze disponibili τ possono essere espresse dal criterio di
rottura di Mohr-Coulomb in condizioni drenate:

τ = c'+ (σ − u ) tan φ ' [2]

Per un’analisi in tensioni totali, le resistenze disponibili sono date invece dal criterio di rottura di
Mohr-Coulomb in condizioni non drenate:

τ = cu [3]

come si può notare, le pressioni dell’acqua non sono richieste in questo tipo di analisi.

L’entità delle forze di taglio agenti si ricava combinando la [1] e la [2] (in tensioni efficaci):
τβ c' β + ( N − uβ ) tan φ '
Sm = = [4]
F F

Le equazioni della statica che possono essere usate per determinare le forze in gioco ( N, S m ) sono
tre:

• Equilibrio delle forze verticali,∑F = 0v

• Equilibrio delle forze orizzontali, ∑ F = 0h

• Equilibrio dei momenti, ∑ M = 0

Proviamo a derivarle per un singolo concio facendo riferimento ai simboli riportati in figura.

Notare che tutte le forze sono totali ed includono implicitamente il contributo dell’acqua.

Equilibrio delle forze verticali


− W + ( X L − X R ) + N cos α + S m sin α = 0 [E1]

Equilibrio delle forze orizzontali


( E L − E R ) − N sin α + S m cos α = 0 [E2]

Equilibrio dei momenti


b b
E L hL − E R h R + X L + X R − Nh N = 0 [E3]
2 2
Nel caso di un concio di larghezza infinitesima db e nell’ipotesi che la risultante N agisca nel
punto in cui la retta di azione W intercetta la base del concio ( hN = 0 ), che sono le assunzioni
adottate in Janbu rigoroso, la [E3] diventa

db db
E L hL − E R hR + X L + XR =0 [5]
2 2

Inoltre, possiamo scrivere:

E L = E R + dE
X L = X R + dX

e sostituendo nella [5] si ottiene

+ ( X R + dX ) = 0
db db
E R hL + dEhL − E R hR + X R [6]
2 2

Se definiamo α h l’angolo tra l’orizzontale e la linea di applicazione delle forze interconcio, si ha:

hR = hL + db tan α h

che sostituita nella [6] fornisce

db db db
E R hR − E R db tan α h + dEhR − dEdb tan α L − E R hR + X R + XR + dX =0
2 2 2

Trascurando gli infinitesimi di ordine superiore (prodotti di infinitesimi) si ha:

X R db − E R db tan α h + dEhR = 0 [7]


(Confronta con Lancellotta p.442 eq.8.67. Notare che l’autore usa una notazione invertita per il
segno di X , che vanno quindi considerate negative nella [7]).

oppure, isolando E L e X L invece di E R e X R :

X L db − E L db tan α h + dEhR = 0 [7a]


(Confronta con Nash p.49 eq.4. Notare che l’autore usa un concio con il lato a valle verso destra,
quindi i pedici R ed L nella [7a] vanno invertiti).
Numero delle equazioni e delle incognite

In sostanza, per ogni concio abbiamo le seguenti 3 equazioni di equilibrio statico:

− W + ( X L − X R ) + N cos α + S m sin α = 0 forze verticali [E1]

( E L − E R ) − N sin α + S m cos α = 0 forze orizzontali [E2]


b b
E L hL − E R h R + X L + X R − Nh N = 0 momenti [E3]
2 2

e l’equazione [4]

c ' β + ( N − uβ ) tan φ '


Sm = [4]
F

Se dividiamo la massa in n conci:

n Equilibrio forze orizzontali


n Equilibrio forze verticali
n Equilibrio dei momenti
n Equazione del fattore di sicurezza
totale 4n equazioni

Abbiamo però le seguenti incognite:

n valori della risultante N


n valori di hN (il punto di applicazione di N non è noto)
n valori di S m , sforzo di taglio agente alla base del concio
n −1 valori di X . Nota che X Ri = X Li +1 per il principio di azione-reazione, ed inoltre le
forze interconcio esterne per il primo ed ultimo concio sono pari a zero (vedi figura
sotto).
n −1 valori di E . Vale lo stesso discorso fatto per le X
n −1 valori di h (il punto di applicazione di E non è noto)
1 Fattore di sicurezza F
totale 6n − 2 incognite

Bromhead (1991) e Abramson et al. (1996) forniscono lo stesso risultato. Lancellotta e Nash non
considerano la [4] tra le equazioni disponibili, quindi indicano solo le 3n equazioni di equilibrio.
Sostituiscono però S m con la [4] nelle equazioni [E1] e [E3], per cui non hanno S m nelle incognite
ed il numero totale di incognite è 5n − 2 .
La guida di SlopeW (Geo-Slope International Ltd) conta 4n equazioni e 6n − 1 incognite, visto che
aggiunge il parametro λ alle incognite (vedi sotto).

Il problema è in ogni caso indeterminato e sono necessarie delle assunzioni. Quelle comunemente
adottate riguardano:

1) il punto di applicazione della forza N , assunta al centro della base del concio; elimino così
n incognite.
2) l’inclinazione delle forze interconcio

Se l’inclinazione delle forze interconcio è considerata nota si ha:

X / E = costante = λf (x) [8]

ho quindi un’altra equazione ed il numero totale di equazioni diventa 5n . Avendo eliminato n


incognite con la prima assunzione ed aggiunto l’incognita λ con la seconda, si arriva a 5n − 1
incognite complessive. Il problema è così sovradeterminato di 1.

Si ottiene lo stesso risultato non considerando la [8] come nuova relazione (rimangono quindi 4n
equazioni) e sostituendo X con Eλf (x ) nelle equazioni [E1] e [E3]. Elimino così n − 1 incognite,
e con la prima assunzione arrivo a 4n − 1 incognite. Il problema è di nuovo sovradeterminato di 1.
Soluzione del metodo dell’Equilibrio Limite Globale

Ritorniamo al concio singolo e riscriviamo tutte le forze agenti su di esso:

Nella formulazione generale del metodo dell’equilibrio limite vengono utilizzate 4 equazioni, tre
che esprimono l’equilibrio del concio ed una che permette di esprimere lo sforzo di taglio S m come
rapporto tra forza resistente e fattore di sicurezza:

1) Equilibrio delle forze verticali di ogni concio (si ricava N )


− W + ( X L − X R ) + N cos α + S m sin α = 0 [E1]

2) Equilibrio delle forze orizzontali di ogni concio (si ricava E )


( E L − E R ) − N sin α + S m cos α = 0 [E2]

3) Equilibrio globale dei momenti di tutti i conci (si ricava Fm )

∑ Wx − ∑ S m R − ∑ Nf = 0 [E4]

[Notare che nell’equilibrio dei momenti non compaiono le forze interconcio E ed X . Questo
perché su ogni lato di un concio agiscono le stesse forze E ed X con verso opposto (la forza E R
agente sul concio n è uguale alla forza E L agente sul concio n + 1 , ma con segno opposto), per cui
la sommatoria dei momenti di tutti i conci è pari a zero.]

4) Equilibrio globale delle forze orizzontali di tutti i conci (si ricava F f )

∑ ( E − E ) − ∑ (N sin α ) + ∑ (S
L R m cos α ) = 0

− ∑ ( N sin α ) + ∑ (S cos α ) = 0
m [E5]

[Notare che anche in questo caso ∑ ( E L − E R ) = 0 su tutta la massa, per lo stesso motivo sopra
spiegato per l’equilibrio globale dei momenti]
Il valore di S m viene espresso con la [4]

c ' β + ( N − uβ ) tan φ '


Sm = [4]
F

ovvero come rapporto tra forza resistente e fattore di sicurezza F. E’ particolarmente importante
notare che il fattore di sicurezza F dovrebbe essere quello del concio di analisi, mentre verrà
uguagliato al fattore di sicurezza globale della massa: si assume cioè che tutti i conci hanno lo
stesso fattore di sicurezza.

Le forze interconcio di taglio X sono infine espresse tramite la [8]

X = Eλf (x) [8]

Con queste due sostituzioni possiamo riscrivere le 4 equazioni di base come:

1) Equilibrio delle forze verticali:


c ' βsenα + uβ tan φ ' senα
W + ( E R λf ( x) − E L λf ( x )) −
N= F [10]
sin α tan φ '
cos α +
F

2) Equilibrio delle forze orizzontali:

ER = E L +
(c' β − uβ tan φ ')cosα + N  tan φ ' cosα − sin α 
  [11]
F  F 

3) Equilibrio globale dei momenti:

Fm =
∑ (c' βR + (N − uβ )R tan φ ') [12]
∑Wx − ∑ Nf
4) Equilibrio globale delle forze orizzontali

Ff =
∑ (c' β cosα + (N − uβ ) tan φ ' cosα ) [13]
∑ N sin α
Il calcolo può essere svolto nelle seguenti fasi (vedi file Matlab GLE.m):

1. Scelta di un valore arbitrario di λ

2. Scelta di un valore arbitrario di F

3. Calcolo simultaneo di N ed E R di ogni singolo concio con la [10] e la [11]


Il calcolo inizia col primo concio a sinistra. Per questo concio si ha che E L = 0 , per cui rimangono
sole le 2 incognite N ed E R da determinare con le 2 equazioni [10] e [11].
Se definiamo i seguenti termini:
sin α tan φ '
a1 = cosα +
F
a 2 = −λf ( x )
c ' βsenα + uβ tan φ ' senα
a3 = W − E L λf ( x) −
F

tan φ ' cosα


b1 = sin α −
F
b2 = 1
b3 = E L +
(c' β − uβ tan φ ')cos α
F

possiamo scrivere la [10] e la [11] come:

a1N + a 2 E R = a3
b1N + b 2 E R = b3

che è un sistema di 2 equazioni in 2 incognite.


Scriviamo il sistema in forma matriciale:

 a1 a 2  N  a3
b1 b 2  ⋅  E  = b3
   R  

un modo di ottenere la soluzione di

Ax = b

usando l’algebra delle matrici è quella di moltiplicare entrambe le parti per l’inverso di A

A −1 Ax = bA −1

da cui

x = A −1 b

La soluzione della matrice è quindi:

−1
 N  a1 a 2  a3
 E  = b1 b 2  ⋅ b3
 R    

Il vettore di sinistra contiene lo sforzo normale N e la forza interconcio normale E R del primo
concio di sinistra.
Per il secondo concio, il calcolo avviene nel medesimo modo. Anche in questo caso si hanno solo 2
incognite, visto che E L del secondo concio è uguale al valore di E R appena calcolato per il primo
concio. Si continua così fino all’ultimo concio di destra, per il quale si ha ovviamente E R = 0 .
4a. Calcolo del fattore di sicurezza rispetto ai momenti Fm

Si usa l’equazione [12] e si calcola Fm . Se il valore ottenuto è diverso da quello iniziale di tentativo
(punto 2) si ritorna al punto 2 scegliendo un’altro valore. Questo processo iterativo continua fino a
che i due valori del fattore di sicurezza rientrano all’interno del margine di approssimazione scelto.

4b. Calcolo del fattore di sicurezza rispetto alle forze F f

Si usa l’equazione [13] e si calcola F f . Quindi si procede per iterazione come per il fattore di
sicurezza dei momenti.

5. Relazione λ − Fm , F f

I valori ottenuti di Fm e F f sono relativi ad un singolo valore di λ , scelto arbitrariamente nel punto
1. Con ogni probabilità, tali valori sono diversi ed indicano un diverso fattore di sicurezza del
versante per le forze e per i momenti.
L’intero ciclo 1-4 è quindi ripetuto per diversi valori di λ , così da costruire le due curve λ − Fm e
λ − F f (vedi figura). Il punto in cui le due curve si incrociano ( Fm = F f ) identifica il fattore di
sicurezza del versante.

Nella figura (dalla guida di SlopeW) viene indicato un valore iniziale di tentativo di λ pari a 2/3
della pendenza nicchia-piede della superficie di scorrimento.
Soluzioni semplificate

Metodo ordinario dei conci o di Fellenius

Il metodo di Fellenius si basa sulle seguenti assunzioni:

• la risultante delle forze interconcio è parallela alla base del concio, X / E = tan α
• la superficie di scorrimento è cilindrica, per cui f = 0 nella [12]

e sulle seguenti equazioni di equilibrio:

• equilibrio delle forze normali alla base del concio per il calcolo di N
• equilibrio globale dei momenti per il calcolo di Fm equazione [12]

Il poligono delle forze è il seguente:

Come si può notare, la forza normale N non dipende dal valore delle forze interconcio, ed è pari a:

N = W cos α [14]

oltre che dal poligono delle forze, si arriva alla [14] dall’equilibrio delle forze normali:

N − W cos α = 0

Si ottiene la medesima espressione della forza N utilizzando la soluzione generale dell’equilibrio


limite e ponendo X = E tan α .
L’equilibrio alle forze orizzontali diventa:

− W + ( E L tan α − E R tan α ) + N cos α + S m sin α = 0 [15]

Dall’equilibrio delle forze orizzontali si ottiene

( E L − E R ) − N sin α + S m cos α = 0 [E2]


E R − E L + N sin α
Sm =
cos α

che sostituito nella [15] fornisce

sin 2 α
− W + ( E L tan α − E R tan α ) + N cos α + E R tan α − E L tan α + N =0
cos α

Le forze interconcio si elidono e l’equazione si riduce alla [14]

N = W cos α

La forza normale così calcolata è utilizzata nell’equilibrio globale dei momenti [12]. Essendo la
superficie di scorrimento cilindrica, f = 0 e la [12] si riduce a:

Fm =
∑ (c' βR + (N − uβ )R tan φ ') [16]
∑ Wx
La [16] è un’equazione lineare e si risolve direttamente senza iterazioni.

Bishop semplificato

Il metodo di Bishop semplificato si basa sulle seguenti assunzioni:

• forze interconcio orizzontali, cioè X R = X L = 0


• superficie di scorrimento cilindrica, f = 0

e sulle seguenti equazioni di equilibrio:

• equilibrio delle forze verticali per il calcolo di N , equazione [10]


• equilibrio globale dei momenti per il calcolo di Fm equazione [12]

Il poligono delle forze risulta:


In questo caso, a differenza del metodo di Fellenius, la forza normale N dipende dalle forze
interconcio ( E ).
Oltre che dal poligono delle forze, tale dipendenza si vede considerando l’equilibrio delle forze
orizzontali [E1] con X R = X L = 0 :

W − S m sin α
N=
cos α

visto che la forza di taglio S m dipende da E come indicato dall’equilibrio delle forze orizzontali
[E2]:

E R − E L + N sin α
Sm =
cos α

Pertanto, nella formula di N prostata da Bishop, che si deriva anche dalla formula generale [10]
ponendo X R = X L = 0

c ' βsenα + uβ tan φ ' senα


W−
N= F [17]
sin α tan φ '
cos α +
F

non compaiono le forze interconcio E ma esse sono tenute implicitamente in conto nei termini
derivati da S m . In questo sta la differenza fondamentale col metodo di Fellenius, in cui la forza
normale N non dipende in alcun modo dalle forze interconcio. Confronta la [17] con Nash p.40
equazione [2].

Essendo la superficie di scorrimento cilindrica, f = 0 e la [12] si riduce a:

Fm =
∑ (c' βR + (N − uβ )R tan φ ') [18]
∑ Wx
Confronta con Nash p.40 equazione [4]

Le due equazioni [17] e [18] vanno risolte per iterazione, ma la convergenza è generalmente rapida.

Si noti che l’assunzione di forze interconcio orizzontali è analoga a considerare λ = 0 . Si può


quindi utilizzare la procedura risolutiva generale del metodo dell’equilibrio limite, ponendo λ = 0 e
considerando il solo fattore di sicurezza rispetto ai momenti Fm .

Janbu semplificato

Il metodo di Janbu semplificato si basa sulle seguenti assunzioni:

• forze interconcio orizzontali, cioè X R = X L = 0

e sulle seguenti equazioni di equilibrio:

• equilibrio delle forze verticali per il calcolo di N , equazione [10]


• equilibrio globale delle forze orizzontali per il calcolo di F f equazione [13]

Il poligono delle forze e l’equazione per il calcolo di N sono uguali a quelle utilizzate nel metodo
di Bishop semplificato:

c ' βsenα + uβ tan φ ' senα


W−
N= F [17]
sin α tan φ '
cos α +
F

confronta con Nash p.42 equazione [2]

L’equilibrio globale delle forze orizzontali è [13]:

Ff =
∑ (c' β cosα + (N − uβ ) tan φ ' cosα ) [13]
∑ N sin α
confronta con Nash p.42 equazione [6]

Nota: Nash calcola anche l’equilibrio delle forze orizzontali di ogni singolo concio, ma i valori
ottenuti di E R e E L non vengono utilizzati nel calcolo. Altri autori (es. Abramson) usano solo le due
equazioni di equilibrio sopra indicate.
La soluzione segue quella generale sopra descritta ponendo λ = 0 , analogamente a quanto fatto per
Bishop semplificato. La differenza è che in questo caso viene utilizzato il fattore di sicurezza F f
rispetto alle forze orizzontali al posto di quello dei momenti.

Morgenstern & Price


Il metodo di Morgenstern & Price è basato sull’assunzione:

• relazione nota tra forze interconcio orizzontali e verticali, X = Eλf (x )

e sulle seguenti equazioni di equilibrio:

• equilibrio delle forze verticali e orizzontali per il calcolo di N e E , equazioni [10] e [11]
• equilibrio globale dei momenti per il calcolo di Fm equazione [12]
• equilibrio globale delle forze orizzontali per il calcolo di F f equazione [13]

Il poligono delle forze e la procedura risolutiva è quella sopra illustrata per il metodo dell’equilibrio
limite generale.

La figura sottostante (dalla guida di SlopeW) mostra in modo chiaro le assunzioni relative ai tre
metodi sopra illustrati.
Esempio con Matlab

Consideriamo il versante riportato in figura (file SlopeW Matlab01.slz). La falda è assente e le


caratteristiche del terreno sono:

γ = 20 kN/m3
c' = 10 kPa
φ ' = 20°

Confrontiamo le forze calcolate da SlopeW con i vari metodi semplificati con quelle ottenute dalla
soluzione generale dell’equilibrio limite implementata in Matlab (file GLE.m). La soluzione
generale è quella illustrata precedentemente, basata sull’equilibrio delle forze orizzontali e verticali
di ogni singolo concio e sull’equilibrio globale delle forze orizzontali e dei momenti.
I vari metodi semplificati sono simulati utilizzando valori appropriati del parametro λ :

Metodo λ Relazione f.interc.


Fellenius tan α X = E tan α
Bishop semplificato 0 X =0
Janbu semplificato 0 X =0
Morgenstern & Price λ X = Eλf (x)

per semplicità, è stata utilizzata una funzione costante f ( x) = 1 . Si noti che nel file GLE.m di
Matlab deve essere specificato il fattore di sicurezza (come detto sopra il calcolo di F è iterativo e
bisogna partire con valori arbitrari); i valori riportati sono quelli ottenuti da SlopeW, in modo tale
da porsi nelle stesse condizioni e poter confrontare le forze sui conci.
I risultati del confronto sono riportati nelle pagine seguenti (tutti i valori sono in kN)
Fellenius

Slice N Matlab N SlopeW ER Matlab ER SlopeW XR Matlab XR SlopeW


1 1.8 1.9 3.3 0 0.6 0
2 5.5 5.6 7.2 0 1.4 0
3 9.2 9.3 11.6 0 2.3 0
4 12.9 13.0 16.6 0 3.2 0
5 16.5 16.3 18.8 0 7.8 0
6 19.8 19.7 20.8 0 8.7 0
7 23.2 23.0 22.6 0 9.4 0
8 26.5 26.3 24.2 0 10.1 0
9 1.4 1.4 24.3 0 10.1 0
10 27.3 27.1 18.4 0 14.8 0
11 24.8 24.6 13.5 0 10.9 0
12 22.3 22.1 9.5 0 7.6 0
13 13.4 13.5 5.4 0 6.6 0
14 11.2 11.3 2.5 0 3.0 0
15 9.0 9.0 0.8 0 1.0 0
16 3.0 3.0 0.0 0 0.0 0

35.0

N Matlab
30.0
N SlopeW

25.0

20.0

15.0

10.0

5.0

0.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-5.0

-10.0
N
Bishop semplificato

Slice N Matlab N SlopeW ER Matlab ER SlopeW XR Matlab XR SlopeW


1 1.2 1.3 3.2 3.2 0 0
2 4.8 4.9 6.8 7.0 0 0
3 8.4 8.5 11.0 11.3 0 0
4 12.0 12.1 15.7 16.1 0 0
5 15.7 15.5 17.8 18.4 0 0
6 19.1 19.0 19.6 20.4 0 0
7 22.6 22.4 21.2 22.2 0 0
8 26.0 25.8 22.5 23.8 0 0
9 1.4 1.4 22.6 23.9 0 0
10 32.2 32.0 14.7 16.3 0 0
11 29.0 28.8 8.0 9.9 0 0
12 25.8 25.5 3.2 4.6 0 0
13 19.1 19.3 -4.2 -2.7 0 0
14 15.2 15.4 -9.5 -7.8 0 0
15 11.4 11.5 -12.5 -10.8 0 0
16 -7.2 -7.2 0.0 0.0 0 0

35.0

N Matlab
30.0
N SlopeW

25.0

20.0

15.0

10.0

5.0

0.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-5.0

-10.0
N

30.0

25.0

ER Matlab
ER SlopeW
20.0

15.0

10.0

5.0

0.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-5.0

-10.0

-15.0
ER
Janbu semplificato

Slice N Matlab N SlopeW ER Matlab ER SlopeW XR Matlab XR SlopeW


1 1.2 1.2 3.2 3.2 0 0
2 4.8 4.9 6.9 7.0 0 0
3 8.4 8.5 11.2 11.3 0 0
4 12.0 12.1 15.9 16.1 0 0
5 15.6 15.5 18.1 18.4 0 0
6 19.1 18.9 20.1 20.4 0 0
7 22.5 22.3 21.8 22.2 0 0
8 25.9 25.7 23.3 23.8 0 0
9 1.4 1.4 23.4 23.9 0 0
10 32.1 31.8 15.8 16.3 0 0
11 28.8 28.6 9.3 9.9 0 0
12 25.6 25.4 4.0 4.6 0 0
13 19.0 19.0 -3.3 -2.7 0 0
14 15.1 15.2 -8.4 -7.8 0 0
15 11.3 11.3 -11.4 -10.8 0 0
16 -7.5 -7.6 0.0 0.0 0 0

35.0

N Matlab
30.0 N SlopeW

25.0

20.0

15.0

10.0

5.0

0.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-5.0

-10.0
N

30.0

ER Matlab
25.0 ER SlopeW

20.0

15.0

10.0

5.0

0.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-5.0

-10.0

-15.0
ER
Morgenstern & Price

Slice N Matlab N SlopeW ER Matlab ER SlopeW XR Matlab XR SlopeW


1 2.0 2.0 3.3 3.3 0.8 0.8
2 5.7 5.8 7.0 7.1 1.8 1.8
3 9.5 9.6 11.4 11.4 2.8 2.9
4 13.2 13.3 16.2 16.3 4.1 4.1
5 16.1 16.0 18.2 18.4 4.6 4.6
6 19.5 19.4 20.0 20.3 5.0 5.1
7 22.9 22.8 21.6 21.9 5.4 5.5
8 26.3 26.1 22.9 23.3 5.7 5.8
9 1.4 1.4 23.0 23.3 5.7 5.8
10 30.4 30.2 15.8 16.2 3.9 4.1
11 27.4 27.2 9.7 10.1 2.4 2.5
12 24.5 24.3 4.6 5.2 1.2 1.3
13 17.4 17.5 -1.8 -1.2 -0.5 -0.3
14 14.0 14.1 -6.4 -5.8 -1.6 -1.4
15 10.6 10.7 -9.1 -8.5 -2.3 -2.1
16 -4.0667 -3.9 0.0 0.0 0.0 0.0

35.0

N Matlab
30.0
N SlopeW

25.0

20.0

15.0

10.0

5.0

0.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-5.0

-10.0
N

25.0

7.0
ER Matlab
20.0 ER SlopeW
6.0 XR Matlab
XR SlopeW

15.0 5.0

4.0
10.0

3.0

5.0
2.0

0.0 1.0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

0.0
-5.0 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18

-1.0

-10.0
-2.0

-15.0 -3.0

ER XR
Come si può notare, l’accordo è buono e ciò dimostra che adottando opportune espressioni delle
forze interconcio si riescono a simulare i vari metodi semplificati partendo dalla soluzione generale.

Una differenza significativa nei valori delle forze interconcio si nota però col metodo di Fellenius.
Come detto, l’assunzione dell’autore è che la risultante della forza interconcio è parallela alla base
dei conci, per cui X = E tan α . Questo è ciò che risulta dal calcolo con Matlab.
SlopeW, invece, considera pari a zero sia E che X e nella guida in linea, sezione “Simulation of
the various methods”, riporta che il metodo di Fellenius trascura le forza interconcio e che λ = 0 .
Queste affermazioni non sembrano corrette visto che il metodo assume in realtà λ = tan α e sia E
che X sono diverse da zero.
Dal punto di vista del calcolo di N , comunque, ciò non comporta alcuna differenza: si dimostra
infatti (vedi sopra) che l’assunzione di parallelismo tra forza interconcio e base del concio rende N
indipendente dal valore della forza interconcio.

Soluzione generale

Nel metodo generale, il fattore di sicurezza del versante è determinato calcolando Fm e F f per
diversi valori di λ , ed individuando il punto in cui Fm = F f . Nei grafici riportati di seguito
vengono confrontati i diagrammi λ − Fm , F f del versante di esempio calcolati con SlopeW (metodo
GLE) e col file Matlab GLE_IterativeF.m. Anche in questo caso l’accordo è buono.

Matlab
SlopeW