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G.

Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine


34.1
34. CILINDRI IN PRESSIONE
Equazioni del problema elastico
In questo capitolo esposto il problema elastico relativo a solidi geometricamente assialsimmetrici di forma
cilindrica, spessore h costante, soggetti a carichi agenti parallelamente al piano ortogonale allasse di simmetria. La
geometria si presta ad essere descritta in coordinate cilindriche r, e l con il sistema di riferimento disposto come in
fig.1.
Unipotesi semplificativa quella di considerare il problema come piano anche se in genere lipotesi realmente
verificata solo nel caso di elementi sottili (rapporto h/r
e
basso, con r
e
raggio esterno). Le equazione principali del
problema elastico in coordinate cilindriche possono essere ottenute da quelle in coordinate cartesiane mediante una
trasformazione di coordinate. Le equazioni di equilibrio e di compatibilit nel piano r- diventano rispettivamente:
1
0
r r r
r
F
r r r


+ + + =


1
2 0
r r
F
r r r


+ + + =

(34.1)
r
u
r


1 u v
r r

= +


1
r
v v u
r r



= +

(34.2)
essendo
r
e

le tensioni normali agenti in direzione radiale e circonferenziale (o tangenziale),


r
le tensioni
tangenziali nel piano r-,
r
,

e
r
le corrispondenti deformazioni, u e v gli spostamenti radiali e circonferenziali.
In generale possono essere presenti anche tensioni e/o deformazioni longitudinali
l
ed
l
.
Le equazioni costitutive nel caso assialsimmetrico possono essere derivate direttamente dalle (3.7) relative ad
assi cartesiani sostituendo direttamente le componenti di deformazione (
r
,

,
r
) e di tensione (
r
,

,
r
)
corrispondenti.
Una ulteriore semplificazione pu essere ottenuta nel caso in cui il problema elastico sia assialsimmetrico nel
suo complesso, ipotesi che risulta verificata se:
la geometria dellelemento assialsimmetrica,
il materiale isotropo o ortotropo assialsimmetrico,
il carico assialsimmetrico.
Nellipotesi di assialsimmetria tutte le grandezze emisimmetriche devono essere considerate nulle (
r
=
r
=v=0)
e le altre risultano funzioni della sola variabile r.
In molti casi la teoria esposta, basata sullo stato piano, pu essere accettata per elementi con spessore
leggermente variabile con legge h(r). La presenza di piccole irregolarit, come fori, attacchi ecc, rende lipotesi di
geometria assialsimmetrica meno realistica, ma, in molti casi, ancora accettabile.
Il teorema di Mitchell consente di affermare che, in assenza di forze di massa e sollecitazioni termiche, le ipotesi
di tensioni e deformazioni piane portano a soluzioni coincidenti.
Determinazione diretta dell'equazione di equilibrio radiale
Lequazione dellequilibrio radiale nel caso assialsimmetrico pu essere ottenuta direttamente considerando
lequilibrio di un elementino delimitato da due archi di circonferenza di lunghezza rispettiva rd e (r+dr)d, con lati
di lunghezza dr e altezza h costante. Nel caso di elementi in pressione lunica forza di massa il peso che pu essere
trascurato, per cui le forze agenti sono:
1. forze in direzione radiale dovute alle tensioni
r
:
per r+dr: ( )
1
r
a r
d
dF dr r dr hd
dr


| |
= + +
|
\
= (34.3)
=

r r
r r
d d
h r d h dr d h r dr d h dr dr d
dr dr

+ + +

per r:
1

b r
dF h r d = (34.4)
Considerando positiva la direzione radiale uscente e attribuendo il segno negativo alla dF
1b
, trascurando gli
infinitesimi di ordine superiore, la risultante delle forze dovute alle tensioni radiali

1

r
r
d
dF h dr d h r dr d
dr

= + (34.5)
2. forze in direzione radiale dovute alle tensioni

:
2
2 sin 2 dF h dr d

= (34.6)
essendo sen d/2d/2 si ha:
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34.2

2
dF h dr d

= (34.7)
Sommando tutte le forze col segno appropriato e dividendo per dV h r dr d = si ottiene
0
r r
d
dr r


+ = (34.8)
Determinazione diretta delle equazioni di compatibilit
Nel caso assialsimmetrico le equazioni di compatibilit dipendono dallunica funzione di spostamento diversa da 0,
lo spostamento radiale u(r) e possono essere ricavate direttamente. Se u lo spostamento di un punto a distanza r dal
centro del cilindro, l'incremento del raggio coincide con esso e la deformazione radiale risulta data da:

r
du
dr
= (34.9)
A seguito della deformazione tutti i punti appartenenti ad una circonferenza di raggio r, di lunghezza iniziale
2r, si spostano in direzione radiale della stessa quantit u e la nuova lunghezza della circonferenza risulta 2(r+u).
La variazione di lunghezza della circonferenza risulta quindi essere 2(r+u)2r=2u e la deformazione
circonferenziale

, costante lungo la circonferenza stessa per lipotesi di assialsimmetria, pu essere espressa, a sua
volta, come rapporto tra la variazione e lunghezza iniziale:

( ) 2 2
2
r u r u
r r

+
= = (34.10)
L'allungamento circonferenziale pu essere espresso come 2r

. e l'incremento del raggio pu essere espresso


in funzione della deformazione circonferenziale invertendo la (10):
= u r

(34.11)
L'equazione di congruenza interna mette in relazione

ed
r
ed data dalla seguente espressione:

( )
r
d r du d
r
dr dr dr


= = = + (34.12)
Equazioni costitutive
Le equazioni costitutive possono essere scritte in base alle due ipotesi possibili di stato di tensione piano e stato di
deformazione piano.
La prima ipotesi adatta al problema dei dischi nei quali lo spessore longitudinale non elevato. In questo caso,
essendo nulla la tensione agli estremi, si pu considerare tale anche lungo lo spessore, mentre il piccolo spessore
permette la presenza di deformazioni longitudinali. La legge di Hooke per materiale omogeneo ed isotropo nel caso
piano di tensione per
l
=0 fornisce:
( ) T
E
r


+ =
1
( ) T
E
r r

+ =
1
(34.13,14)
essendo il coefficiente di dilatazione termica e T la variazione di temperatura. In forma matriciale le equazioni
(13-14) assumono la forma:
r

l
z
y
x
P

r+dr

r
d
Fm
r
r+dr
Fig.34.1 Sistema di coordinate cilindriche ed equilibrio dellelementino di volume nel piano r-.

r
d/2
r
d/2
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34.3
1 1
1

1 1
r r
T
E


( ( ( (
= +
( ( ( (


(34.15)
La deformazione longitudinale per
l
=0 data dalla seguente equazione indipendente
( )
l r
T
E

= + + (34.16)
Il caso di deformazione assiale nulla risulta verificata se essa impedita da vincoli posti nelle sezioni di
estremit che impediscono gli spostamenti longitudinali o nel caso di elementi di grosso spessore (longitudinale) ed
elevati gradienti di tensione. In questo caso la tensione longitudinale data dalla seguente espressione
( )
l r
E T

= + (34.17)
Utilizzando la (17), il legame deformazioni-sforzi tra le variabili principali
r
,

ed
r
,

risulta espresso dalle


seguenti equazioni:
( )
1
1
r
E T
E


+
( = + +

( )
1
1
r r
E T
E


+
( = +

(34.18,b)
In forma matriciale le equazioni (18) assumono la forma:
( )
1 1
1
1
1 1
r r
T
E



( ( ( ( +
= + +
( ( ( (


(34.19)
Soluzione
La soluzione consiste nel determinare
r
,

ed u funzioni di r. Per la determinazione delle tensioni abbiamo a


disposizione l'equazione di congruenza (12) e l'equazione di equilibrio radiale (8); la funzione degli spostamenti pu
essere ottenuta successivamente mediante leq.(11).
Per la determinazione delle tensioni opportuno ricondursi ad unequazione differenziale in una sola incognita.
Utilizzando la formulazione agli spostamenti:
con le equazioni costitutive e le equazioni di congruenza si esprimono le tensioni in funzione degli spostamenti
=(u);
si introducono le espressioni ottenute nellequazione di equilibrio che, in questo modo, risultano espresse in
funzione degli spostamenti.
Formulazione alle tensioni (equazioni di Michell-Beltrami)
Utilizzando la formulazione alle tensioni:
1. si scrive lequazione di congruenza interna (12) in funzione delle tensioni sostituendo alle deformazioni le
espressioni (15) o (19),
2. dallequazioni di equilibrio (8) si ottiene lespressione della tensione circonferenziale in funzione della tensione
radiale e della sua derivata,
3. si sostituisce anche questa espressione nellequazione di compatibilit ottenendo unequazione in funzione della
sola
r
che pu essere risolta agevolmente.
Stato di tensione piano
Nel caso di stato di tensione piano si sostituiscono le espressioni delle deformazioni in funzione delle tensioni (13-
14) nell'equazione di congruenza (12) che viene cos riscritta in termini di tensioni
( )
( )
( )
1 1 1
r
r r
d E T
E T r E T
E E dr E




+
+ = + + (34.20)
da cui
( )( ) 1 0
r
r
d d dT
r r Er
dr dr dr


+ + + = (34.21)
In assenza di variazioni di temperatura la (21) diventa
( )( ) 1 0
r
r
d d
r r
dr dr


+ + = (34.21b)
Una di queste equazioni accoppiata allequazione di equilibrio (8) fornisce un sistema di equazioni differenziali
del primo ordine nelle incognite
r
e

.
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34.4
Stato di deformazione piano
Nel caso di stato di deformazione piano si sostituiscono le espressioni delle deformazioni in funzione delle tensioni
(18a,b) nell'equazione di congruenza (12) che viene cos riscritta in termini di tensioni
( )
( )
( ) ( )
( )
1 1 1
1 1
r
r r
d E T
E T r E T
E E dr




( + + + +


( + = + +
`


)
(34.22)
da cui
( ) 0 1 = + +
dr
dT
r E
dr
d
r
dr
d
r
r
r

(34.23)
In assenza di variazioni di temperatura la (23) diventa
( ) ( ) 0 1 = +
dr
d
r
dr
d
r
r
r

(34.23b)
Una did queste equazioni accoppiata allequazione di equilibrio (8) fornisce un sistema di equazioni differenziali
del primo ordine nelle incognite
r
e

.
Soluzione per spessore costante in assenza di forze di massa e dilatazione termica
Il caso di spessore costante, assenza di forze di massa e dilatazione termica utile a descrivere il caso di cilindri
sottoposti a pressione interna ed esterna. Lequazione differenziale che si ottiene lomogenea associata alle
equazioni che si ottengono nei casi in cui sono presenti forze di massa e dilatazioni termiche. In questo caso le
soluzioni (le funzioni
r
e

) per stato di tensione e deformazione piano coincidono.


Le equazioni a disposizione per la soluzione in termini di tensione sono lequazione di congruenza in termini di
tensioni (21b) o (23b) e lequazione di equilibrio (8). Per la soluzione opportuno scrivere l'equazione di
congruenza (21b) in termini della sola
r
con i due seguenti passaggi:
1. si ottiene

dall'equazione di equilibrio (8),


2. si sostituisce lespressione ottenuta nell'equazione di congruenza (21b).
Portando la

al primo membro della (8) e moltiplicando ambo i membri per r si ottiene


dr
d
r
r
r

+ = (34.24)
Sostituendo la tensione (24) nella (21b) si ottiene:
0
3
2
2
= +
dr
d
r dr
d
r r

(34.25)
La (25) una equazione omogenea a variabili separabili; ponendo f=d
r
/dr si pu scrivere
3
d f
f
dr r
= ,
r
dr
f
df
3 = (34.26,27)
ottenendo
C r
dr
d
r
+ = ln 3 ln


ln
3ln 3ln
r
d
r C r C
dr
e e e e

+
= =
3 C r
d
e r
dr

= (34.28a-c)
Integrando ulteriormente si ottiene
3 1
3 1
C
r
r
e A
+
= +
+

2
1
2
C
r
e
A
r
= (34.29a,b)
Infine, ponendo B=e
C
/2 nella (29b) e sostituendo lespressione ottenuta nella (24) si ottiene rispettivamente:

2 r
B
A
r
=
2
B
A
r

= + (34.30,31)
Si osserva che la somma delle tensioni radiali e circonferenziali ovunque costante (
r
+

=2A): questo implica


che in caso di stato piano di tensione, la deformazione assiale (16) risulta costante in tutti i punti del piano.
Le costanti A e B possono essere determinate nei vari casi imponendo che le (30,31) rispettino le equazioni di
equilibrio al contorno, cio assumano valori opportuni ai raggi interno ed esterno.
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34.5
Cilindri in pressione
Le equazioni presentate nei seguenti paragrafi sono valide per tubi e serbatoi cilindrici soggetti a pressione interna
e/o esterna. Introducendo le tensioni espresse mediante le (30-31) nella (16) possibile vedere che la deformazione
longitudinale ottenuta costante al variare del raggio, cio tutti punti del cilindro, a causa delle sole tensioni radiali
e circonferenziali, sono soggetti alla stessa deformazione longitudinale. In questo caso, nonostante lo spessore
longitudinale possa essere elevato, poich non vi sono zone indeformate che si oppongano alla deformazione
longitudinale delle zone pi sollecitate nel piano, in assenza di sollecitazioni esterne o di vincoli in direzione
longitudinale, la
l
risulta nulla e si verifica lo stato piano di tensione.
Nel caso dei tubi si considera lelemento come indefinito nel senso della lunghezza e la presenza di una
l

dipende solitamente da eventuali vincoli posti sulle sezioni estreme. Nel caso dei serbatoi la presenza dei fondi crea
una tensione longitudinale costante
l
nello spessore, indipendente da quella radiale e circonferenziale. Il problema
elastico rimane piano per la determinazione di
r
e

(variabili principali del problema) e la tensione


l
pu essere
determinata a parte.
La geometria viene descritta dai seguenti parametri:
r
e
raggio esterno,
r
i
raggio interno,
=r
i
/r
e
, con <1,
=r/r
e
, essendo 1.
In particolare la variabile adimensionale sar utilizzata al posto di r, in modo da rendere lunico parametro
necessario a descrivere la geometria del cilindro.
Nelle espressioni ottenute nel seguito, la pressione agente deve essere introdotta utilizzando come unit di
misura il Megapascal [MPa=N/mm
2
]. In appendice riportata una tabella di conversione tra le unit di misura pi
utilizzate per quantificare la pressione.
Tensione longitudinale
L'equazione di equilibrio tra la forza dovuta alle tensioni longitudinali agenti nello spessore
(r
e
r
i
) e la forza agente su uno dei fondi :
( ) ( )
2 2

2

2
e e i i i e
i e
l
r p r p r r
r r
=
|

\
|
+
(34.32)
da cui si ricava

2
2
1

=
e i
l
p p
(34.33)
Pressione esterna
Nel caso di pressione esterna agente le condizioni al contorno da imporre alle (30,31) sono le seguenti:

r
=p
e
r=r
e
(=1)

r
=0 r=r
i
(=) (34.34)
Imponendo tali condizioni nelle (30,31)
e
p A B =
2
0 B A = (34.35)
si ottiene
2
1
1
e
A p


2
2
1
e
B p

(34.36,37)
Le espressioni delle tensioni al variare di (fig.2a) sono date da:
|
|

\
|

=
2
2
2
1
1
1

e r
p |

\
|
+

=
2
2
2
1
1
1

e
p
2
1
1

=
e l
p (34.38-40)
Tutte le tensioni agenti risultano negative e la tensione massima quella circonferenziale agente al bordo
interno.
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34.6
Tensioni massime ed equivalenti
Le tensioni radiali e circonferenziali massime agenti nello spessore del cilindro sono:

r e
p = r=r
e
,
2
1
2

=
e
p r=r
i
. (34.41,42)
Il punto critico in genere si trova sul diametro interno (=) dove le tensioni sono:

r
= 0
2
1
2

=
e
p
2
1
1

=
e l
p (34.43-45)
Considerando che la massima tensione principale la

e che la tensione tangenziale massima agisce nel piano


-r, il criterio di Navier per i materiali fragili e il criterio di Tresca per i duttili, forniscono la stessa tensione
equivalente

2
1
2

= =
e e
p (34.46)
Introducendo la tensione ammissibile
am
possibile determinare il valore di progetto da assegnare a :

2
1
e
am
p

= (34.47)
In alternativa, il criterio di Von Mises per materiali duttili e tensioni longitudinali diverse da 0 fornisce:

2 2 2
2
2 2 2 2
1 1 2 2
0 0
2 1 1 1 1
e
e
p


(
| | | | | |
= + + + + + (
| | |

( \ \ \

2
3
1
e
p

(34.48)
Dalla (48) pu essere ricavato il seguente valore di progetto per :

1.732
1
e
am
p

= (34.49)

Spostamenti radiali
La funzione degli spostamenti radiali pu essere ricavata dalle (11) e (13)
( )
r
r
u r
E

= = (34.50)
dalla quale, introducendo le (38) e (39), si ottiene:

( )
( ) ( )
2
2 2
1 1
1
e e
u p r
E



(
= + +
(


(34.51)

Pressione interna
Operando come nel caso precedente, cio imponendo le opportune condizioni al contorno (
r
=p
i
per = e
r
=0
per =1), si ottengono le seguenti espressioni delle tensioni al variare di per pressione interna:
2
2 2
1
1
1
r i
p


| |
=
|

\

2
2 2
1
1
1
i
p


| |
= +
|

\

2
2
1
l i
p

(34.52-54)
In fig.2b mostrato landamento delle tensioni radiali e tangenziali normalizzate al valore della pressione interna
p
i
, insieme alla tensione equivalente di Tresca per il caso di =0.625. E facile notare come la tensione
circonferenziale risulti positiva e maggiore in valore assoluto rispetto a quella radiale, con valore massimo al
contorno interno.
In fig.3 sono mostrati andamenti delle tensioni radiali e circonferenziali normalizzate al valore della pressione
interna p
i
al variare del raggio r per cilindri con r
i
=1 e diversi valori di . possibile notare come le tensioni
circonferenziali crescano notevolmente al crescere di e quindi al diminuire dello spessore del cilindro, mentre per
le tensioni radiali si ha sempre 1<
r
/p
i
<0 dovendo essere rispettate le condizioni al contorno.
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34.7
Tensioni massime ed equivalenti
Le massime tensioni in valore assoluto si hanno sulla superficie interna dove = e le loro grandezze sono:

r i
p =
2
2
1
1

+
=
i
p
2
2
1

=
i l
p (34.55-57)
La

al bordo interno risulta sempre la massima tensione per qualsiasi valore di . Essa tende al valore p
i
per
0 (spessore) e ad infinito per 1 (spessore0) (fig.4). La tensione tangenziale massima agisce nel piano
r-, essendo le tensioni circonferenziali e radiali di segno opposto.
Per materiali duttili, il criterio di Tresca (fig.2b) fornisce la seguente tensione equivalente al bordo interno

2
2 2
1 2
1 1
e r i i i
p p p



+
= = + =

(34.58)
Introducendo la tensione ammissibile
a
, possibile determinare il valore di progetto da assegnare a :

2
1
i
a
p

= (34.59)
Il criterio di Von Mises, per tensioni longitudinali diverse da 0, fornisce la seguente tensione equivalente

(
(

|
|

\
|
+

+
+
|
|

\
|
+

+
|
|

\
|

+
=
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2 2
1
1
1
1
1 1 1
1
2

i
e
p
2
1
3

=
i
p (34.60)
che consente di determinare il valore di progetto da assegnare a con la seguente espressione:

1.732
1
i
am
p

= (34.61)
Nel caso dei materiali fragili la tensione equivalente di Navier al bordo interno coincide con la sola

(56) e
lequazione di progetto diventa

am i
am i
p
p

=
+
(34.62)
Spostamenti radiali
La funzione degli spostamenti radiali pu essere ottenuta operando come nel caso precedente:

( )
( ) ( )
2
2 2
1
1 1
1
i e
u p r
E



(
= + +
(


(34.63)


0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1
-4
-3
-2
-1
0
1
2
3
4
Circonferenziale
Radiale
Tresca

0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1
-1
-0.5
0
0.5
1
1.5
2
2.5
3
3.5
Circonferenziale
Radiale
Tresca

(a) (b)
Fig.34.2 - Tensioni normalizzate (/pi) radiali, circonferenziali ed equivalenti di Tresca in cilindri soggetti a pressione esterna (a) ed interna (b)
nel caso di =0.625.
/p
e

/p
e

e
=|

|

e
=|

r
|

r



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34.8
Pressione esterna ed interna
In caso di simultanea presenza di pressione esterna ed interna le tensioni radiali e circonferenziali possono essere
ottenute mediante la sovrapposizione degli effetti, ottenendo le seguenti espressioni:
( )
2
2
2 2
1
1
i e
r i e
p p
p p



(
=
(



( )
2
2
2 2
1
1
i e
i e
p p
p p



(
= +
(


(34.64,65)
La tensione radiale al raggio interno e al raggio esterno data da:
i r
p = (=)
e r
p = (=1) (34.66a,b)
La tensione circonferenziale ai raggi interno ed esterno data rispettivamente da:
( )
2
2
1 2
1
i e
p p

+
=


( )
2 2
2
1 2
1
e i
p p

+
=

(34.67a,b)
Lo spostamento radiale vale:

( )
( ) ( ) ( )
( )
2
2
2 2
1 1
1
i e e
i e
p p
r
u p p
E



(
= + +
(


(34.68)
Cerchiatura
Nel caso di pressione elevata l'aumento dello spessore non sempre sufficiente ad evitare la crisi del materiale al
bordo interno del cilindro. Nel caso di pressione interna, la relazione (61) non fornisce soluzioni se p
i
>
a
/1.732 e
valori della pressione vicini a tale livello a producono valori di tendenti a 0 (cio r
e
). In fig.4 possibile
osservare landamento delle tensioni circonferenziali e di Tresca (normalizzate rispetto alla pressione), agenti al
bordo interno di un cilindro sollecitato a pressione interna, al variare del rapporto . Si nota come, per 0 (r
e
),
la tensione circonferenziale non scende al di sotto di p
i
e, conseguentemente, la
e
di Tresca al di sotto di 2p
i
.
Elevate pressioni interne possono essere sopportate mediante la cosiddetta cerchiatura che consiste nel forzare
un cilindro esterno sul primo. Con riferimento alla fig.5, il cilindro esterno (2) deve avere un raggio interno r
i2

leggermente inferiore al raggio esterno del cilindro interno (1) r
e1
(cio r
e1
>r
i2
); la differenza tra tali raggi =r
e1
r
i2

definita interferenza. Per eseguire loperazione di forzamento si genera una differenza di temperatura fra i due
cilindri che rende temporaneamente r
e1
<r
i2
. Dopo il montaggio e il successivo raggiungimento dell'equilibrio
termico i due raggi diventano coincidenti (cio r
e1
=r
i2
): il cilindro interno risulta contratto e quello esterno dilatato.
Tale deformazione legata ad una pressione p
f
al contatto tra i cilindri (tipicamente tale da rendere praticamente
impossibile lo smontaggio; questo lo stesso metodo con il quale si calettano i mozzi sugli alberi). La pressione p
f

viene vista come pressione esterna dal cilindro interno e viceversa; nel cilindro interno, in particolare, le tensioni
circonferenziali dovute al forzamento sono di compressione e si sottraggono a quelle dovute alla pressione (interna)
di esercizio rendendo lo stato tensionale meno severo. I punti critici dellaccoppiamento sono ai raggi interni di
entrambi i cilindri, poich la pressione di forzamento pu risultare eccessiva per il cilindro esterno. Per il massimo
sfruttamento del materiale, il forzamento deve essere effettuato in modo che le tensioni equivalenti in detti punti
siano uguali tra loro e pari alla tensione ammissibile. In aggiunta alle ipotesi formulate necessario assumere che i
due cilindri abbiano la stessa lunghezza.


0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10

/pi
e

1 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6
0
2
4
6
8
10
=0.91
=0.88
=0.81
=0.63
/pi

r

Fig.34.3 Tensioni radiali e circonferenziali normalizzate in funzione Fig.34.4 Tensioni di Tresca e circonferenziali per pressione interna
di r per diversi valori di con ri=1. linea continua, r linea per =, al variare di .
punteggiata.
G. Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine
34.9
Interferenza e pressione di forzamento
Siano r
i1
ed r
e1
i raggi interno ed esterno del cilindro interno (1) ed r
i2
, r
e2
i raggi interno ed esterno del cilindro
esterno (2). Come detto linterferenza provoca una pressione di forzamento p
f
fra i due cilindri al raggio r
e1
=r
i2
che
viene vista come esterna dal cilindro interno e viceversa. Ci si propone di determinare la relazione tra p
f
e .
Siano:

e1
la diminuzione del raggio esterno del cilindro interno in base alleq.(51)
( )
2
1
1
1 1 2
1 1

1
1
1
f e
e
p r
u
E

| | +
= =
|

\
(34.69)

i2
l'incremento del raggio interno del cilindro esterno in base alleq.(68)
( )
2
1
2
2 2 2 2
2 2

1
1
f e
i
p r
u
E

| | +
= = +
|

\
(34.70)
l'interferenza :
2 2
2 1
2 1 1 2 1 2 2
2 2 1 1
1 1 1 1

1 1
i e f e
p r
E E



(
| | | | + +
= = + +
( | |

\ \
(34.71)
In queste equazioni E
1
ed E
2
e
1
e
2
sono, rispettivamente, i moduli di elasticit e i coefficienti di Poisson dei
materiali dei due cilindri; se i materiali sono uguali la relazione si semplifica in

( ) ( )
2 2
1
2 1
2 2
2 1
2
1
1 1
f e
p r
E

=

(34.72)
Linversa consente di ottenere la pressione assegnata linterferenza

( )( )
2 2
2 1
2 2
1 2 1
1 1

2 1
f
e
E
p
r

(34.73)
In fase di progetto i parametri geometrici da determinare per il forzamento sono
1
,
2
e . Questultimo viene
ricavato dalla (72) una volta determinata la pressione di forzamento p
f
con le relazione mostrate nel seguito.



e1
i2
2 1
re1
ri2
re2
ri1
Fig.34.5 Dimensioni dei cilindri nella cerchiatura.
G. Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine
34.10
Tensioni ai raggi interni
Le tensioni agenti in corrispondenza del raggio interno dei due cilindri a causa del solo forzamento si ottengono
rispettivamente dalle (43,44) e (55,56), ponendo rispettivamente =
1
e =
2
:
1
0
rf
=
1 2
1
2
1
f f
p

(34.74,75)
2 rf f
p =
2
2
2 2
2
1
1
f f
p

+
=

(34.76,77)
Le analoghe tensioni dovute alla sola pressione interna si ottengono considerando i due cilindri come un unico
cilindro di raggio interno r
i1
e raggio esterno r
e2
, avente, quindi, =r
i1
/r
e2
=(r
i1
/r
e1
)(r
e1
/r
e2
)=
1

2
. In particolare al
raggio interno si ottengono dalle (55,56) ponendo =
1

2
, mentre al raggio interno del cilindro esterno si ottengono
dalle (52,53) ponendo =
1

2
e =
2
:
i ri
p =
1

2 2
1 2
1 2 2
1 2
1
1
i i
p


+
=

(34.78,79)
( )
2 2
1 2
2 2 2
1 2
1
1
ri i
p


( )
2 2
1 2
2 2 2
1 2
1
1
i i
p


+
=

(34.80,81)
Gli 8 valori di tensione (74-81), relativi ai 2 cilindri e alle sole pressioni di esercizio e di forzamento, sono
visualizzati in fig.6. Le tensioni dovute alla presenza simultanea del forzamento e della pressione interna per i due
cilindri si ottengono sommando i singoli contributi (o dalle 64-67):
1 1 1 r ri rf i
p = + =
2 2
1 2
1 1 1 2 2 2
1 2 1
1 2
1 1
i f i f
p p




+
= + =

(34.82,83)
( )
2 2
1 2
2 2 2 2 2
1 2
1
1
r ri rf i f
p p


= + =


( )
2 2
2
1 2
2
2 2 2 2 2 2
1 2 2
1
1
1 1
i f i f
p p



+
+
= + = +

(34.84,85)
Considerando materiali duttili, le tensioni di Tresca agenti in corrispondenza del raggio interno dei due cilindri,
dovute alla presenza simultanea del forzamento e della pressione di esercizio, sono, in base alle (82,83) e (84,85):

1 1 1 2 2 2
1 2 1
2 2
1 1
e r i f
p p



= =

(34.86)

2
1
2 2 2 2 2 2
1 2 2
2 2
1 1
e r i f
p p



= = +

(34.87)

50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100
-1
-0.5
0
0.5
1
1.5
50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100
0
0.5
1
1.5
2
2.5
Ten. Eq. complessiva
Ten. Eq. pressione
Ten. Eq. forzamento

Fig.34.6 Tensioni normalizzate (/pi) nella cerchiatura nel caso di ri=50mm, pi=100 MPa, am=200 MPa. I valori ottimali di progetto risultano
=1=2=0.707. a) tensioni radiali e circonferenziali dovute al solo forzamento (rf e f) e alla sola pressione interna (ri e i); b) tensioni
equivalenti dovute al solo forzamento (ef), alla sola pressione interna (ei) e tensioni equivalenti totali di esercizio (e).
/p

i




f2


rf2

rf1



f1 ri


r
/p


ei


e1 e2







ef1 ef2




r
a) b)
G. Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine
34.11
Scelte di progetto
Nel caso pi generale i parametri da determinare sono 3, cio
1
,
2
e p
f
, mentre le equazioni disponibili sono 2, cio
la (86) e la (87). Come anticipato, si deve operare in modo che le tensioni equivalenti di esercizio al raggio interno
dei due cilindri risultino uguali e pari alla tensione ammissibile, cio si abbia
e1
=
e2
=
am
. Affinch si abbia
e1
=
e2

la pressione di forzamento deve assumere valori appropriati. Uguagliando i termini di destra delle (86) e (87) ed
esplicitando rispetto a p
f
, si ottiene:

( )( )
( ) ( )
2 2
2
2 1
1
2 2 2 2
1 2 1 2
1 1
1
1 1 1
f i
p p

=
+
(34.88)
Questa relazione permette di ricavare il valore della pressione di forzamento necessaria a rendere uguali le
tensioni
e1
e
e2
, assegnati i valori di
1
e
2
. Unaltra equazione di progetto pu essere ottenuta imponendo che le
tensioni equivalenti di esercizio a raggi interni siano pari alla tensione ammissibile, cio si abbia
e1
=
am
e/o

e2
=
am
. Ad esempio, utilizzando lespressione (86) della
e1
e sostituendo p
f
con la (88), si ottiene:

( ) ( )
1
2 2
1 2
2
1 1
i
e am
p


= =
+
(34.89)
Poich le incognite sono 3 e le equazioni 2, loperazione pi opportuna consiste nellassegnare il valore di
1
o

2
determinando laltro tramite la (89) e determinare la p
f
con la (88). Ottenuta p
f
, linterferenza da assegnare ai
cilindri si determina mediante la (72). Al variare del valore di prescelto si ottengono differenti valori del prodotto

2
che determina lo spessore complessivo dei cilindri accoppiati.
Scelta ottimale
Si pu dimostrare che i valori pi bassi dello spessore complessivo dei cilindri (corrispondenti a pi alti valori di
=
1

2
) si ottengono se si impone
1
=
2
=
0
. In questo caso la (89) consente di determinare lunica incognita
0
e da
essa =
0
2


0
1
i
am
p

= ;
2
0
1
i
am
p

= = (34.90,91)
La (88) e la (72) si trasformano rispettivamente in

2
0
2
0
1
2 1
i
f
p
p

=
+

2
1
0
2
0
2
1
1
f e
p r
E

+
=

(34.92,93)
Sostituendo la (92) nella (93), inoltre, si ha

1 i e
p r
E
= (34.94)
In fig.6 mostrato un esempio dellandamento delle tensioni che si ottengono utilizzando le (90-94), mentre in
fig.7 mostrato un confronto tra i valori del diametro esterno ottenuti con la (61) per singolo cilindro e (91) per
coppia di cilindri forzati.

Fig.34.7- Andamenti del rapporto tra raggio esterno ed interno (re/ri=1/) determinati con leq.(59) per cilindro normale e leq.(91) per coppia di
cilindri forzati (1=2=0), al variare del rapporto tra la pressione interna pi applicata e la tensione ammissibile am. Si osserva come tale rapporto
diverga per pi/am=0.5 per cilindro normale. Con linea tratteggiata indicato il rapporto tra i raggi esterni ottenuti con la (59) (cilindro normale) e
la (97) (cilindro forzato); ovviamente landamento ha significato sino al valore pi/am=0.5 oltre il quale non possibile dimensionare il cilindro
singolo.
0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8
0
0.5
1
1.5
2
2.5
3
3.5
4
4.5
5
pi/am
ren/rec
cerchiato normale
r
e
/
r
i
=
1
/


G. Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine
34.12
Soluzione in presenza di dilatazione termica
Utilizzando le equazioni (23) e (24) e operando in modo analogo al caso di assenza di dilatazione termica si ottiene
la seguente equazione differenziale:
( )
2
2
3
0
1
r r
d d E dT
d d d


+ + =

(34.95)
Nella (95) compare la derivata prima della temperatura rispetto allascissa , da cui si deduce che variazione
uniforme di temperatura, per materiale isotropo, non provoca alcuna alterazione dello stato tensionale.
Come gi visto, la soluzione dellomogenea associata alla (99), cio la (25), data dalla (30) qui riscritta:
2 r
B
A
r
= (34.30)
Per ottenere la soluzione completa della (95) necessario ricavarne una soluzione particolare conoscendo
landamento della temperatura in funzione del raggio. I due casi di principale interesse sono il caso in cui la
funzione temperatura di tipo logaritmico e il caso in cui esprimibile come polinomio di grado n.

Transitori termici
Nei transitori di temperatura necessario conoscere la funzione T() in funzione del tempo e risolvere,
conseguentemente, la (95) istante per istante. Se si provoca una variazione termica istantanea al bordo interno o
esterno, cui corrisponde il massimo gradiente teorico di temperatura, cio lo shock termico, il materiale che si trova
ancora alla temperatura iniziale impedisce al materiale che ha subito la variazione di temperatura di deformarsi in
direzione circonferenziale ed assiale. Le corrispondenti tensioni possono essere calcolate ponendo
l
=

=
r
=0 nelle
equazioni costitutive complete, ottenendo:

( )
1
1
S l
E T T

= = =

(34.96)
nella quale
S
la tensione di shock termico, che verr utilizzata nel seguito come valore di riferimento.
Questa espressione pu essere utilizzata per verificare se il tubo in grado di sopportare transitori termici
onerosi.

T( ) di tipo logaritmico
Nel caso di flusso termico stazionario, dovuto a differenza di temperatura tra raggio interno ed esterno costante nel
tempo, la distribuzione della temperatura lungo il raggio di tipo logaritmico:
( ) ( )
1 1
ln
ln
T T T T

= (34.97)
La cui derivata della (97) pu essere espressa come
( )
1
1
ln
dT
T T
d


= (34.98)
La (95) diventa
( )
( )
2
1
2 2
3 1
0
ln 1
r r
E T T
d d
d d

+ + =

(34.99)
Una soluzione particolare della (99), ricordando la (96), data in questa forma:
( )
( )
1 ln ln
2 1 ln 2 ln
S
r
E T T

= =

(34.100)
La soluzione generale si ottiene sommando questa funzione alla soluzione relativa allomogenea associata (30) e
imponendo le condizioni al contorno. Nel caso di sola variazione di temperatura, quindi in assenza di pressione, le
condizioni al contorno prevedono che sia
r
=0 sia per = che per =1. In definitiva, ricordando la (96), le
espressioni delle tensioni dovute a gradiente di temperatura nel caso stazionario (fig.8) sono date da:
G. Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine
34.13

2 2
2 2
1 ln
2 1 ln
S
r


| |
= +
|

\

2 2
2 2
1 ln 1
2 1 ln ln
S


| | +
= + +
|

\
(34.101,102)
Al contrario di quanto visto nel caso della sola pressione agente, la somma delle tensioni radiali e
circonferenziali (101) e (102) non risulta costante nel piano e, in base alla (16), anche la deformazione assiale, in
assenza di vincoli, avrebbe tale caratteristica. Per elementi di piccolo spessore (longitudinale) tale deformazione
trascurabile, mentre, per elementi piani di grosso spessore, essa darebbe luogo a notevoli ingobbamenti delle
superfici di estremit. Poich si osserva che la deformazione assiale
l
in questi casi risulta praticamente costante
sulla superficie, cio tende a rispettare lipotesi di stato piano, a sufficiente distanza dalle estremit, deve essere
presente una tensione longitudinale opportunamente variabile rispetto al raggio che compensi gli effetti della
variabilit rispetto a delle (101) e (102) e della dilatazione termica derivante direttamente dalla distribuzione di
temperatura (97). In base a questa considerazione possibile dimostrare che, per cilindro libero alle estremit, la
tensione longitudinale a sufficiente distanza dalle estremit risulta data dalla somma della
r
e della

(fig.8):

2
2
ln 1
2 2
2 1 ln ln
S
l r



(
= + = + +
(


(34.103)
In fig.9 sono riportate la deformazione longitudinale complessiva (costante) e le varie componenti.
Nel caso di cilindro incastrato alle estremit, viceversa, uneventuale deformazione longitudinale costante
rispetto al raggio, ammessa nello stato di deformazione piano, verrebbe impedita e, essendo
l
=0, in base alla (17),
landamento della tensione longitudinale (fig.8) risulta data da

2
. 1 2
ln
2 2
2 1 ln ln
S
l
ET



(
= + +
(


(34.104)

0.5 0.55 0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1
20
40
60
80
100
120
140
160
180
200
220
0.5 0.55 0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1
-1
-0.8
-0.6
-0.4
-0.2
0
0.2
0.4

Fig.34.8 A sinistra landamento della temperatura di tipo logaritmico nello spessore per il caso di T=220, T1=20 e =0.5, a destra le tensioni
termiche nello spessore per cilindro in acciaio (E=210.000 N/mm
2
, =11 10
6
). La l tracciata con linea a tratto e punto quella relativa al
cilindro vincolato agli estremi (eq.104). Le tensioni sono normalizzate rispetto al modulo della tensione per gradiente massimo espressa
dalleq.(96) e pari, in questo caso, a 641.7 N/mm
2
.


Fig.34.9 Deformazioni longitudinali nel cilindro di grosso spessore soggetto a variazione di temperatura di tipo logaritmico. l deformazione
totale, 1 deformazione termica, 2 deformazione dovuta alle tensioni nel piano, 3 deformazione dovuta alla tensione longitudinale.
0.5 0.55 0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1
-2
-1.5
-1
-0.5
0
0.5
1
1.5
2
2.5
x 10
-3



3=()
l=1+2+3=cost
2=(r+)/E
1=l/E
/|
S
|

T

l
G. Petrucci Lezioni di Costruzione di Macchine
34.14
Soluzione per il caso generico
La soluzione completa della (95) per il caso generico considerando, pressione interna ed esterna nulle, ha la
seguente forma:

( )
1 2 2
2 2

1 1
r
E
T d T d

=
(

(


(34.99)
da cui

( )
1 2 2
2
2 2

1 1
E
T d T d T





(
+
=
(

(


, (34.100)

( )
1
2
2

1 1
l
E
T d T



(
=
(

(

(34.101)
Conoscendo la funzione T() possibile valutare gli integrali nelle (99-101) in forma chiusa o numerica.

Appendice
A.1 La formula di Mariotte
La formula di Mariotte una formula semplificata per il dimensionamento di contenitori e tubi cilindrici di piccolo
spessore. Nel caso di cilindri soggetti a pressione interna, il valor medio della distribuzione della tensione
circonferenziale (52) si ha per = e pu essere espresso come segue

2
2
2
1 1
1
1 1
i i
i i
e i
p R
p p
R R

| |
+
| = + = =
|

\
(A1)
Introducendo lo spessore del cilindro s=R
e
R
i
, la (A1) pu essere riscritta come segue

1 2
i i i i
i
p R p D
p
s s

= = =

(A2)
Nel caso in cui lo spessore del cilindro sufficientemente piccolo rispetto alle dimensioni (i raggi interno e/o
esterno), cio per 0.9, lerrore commesso considerando la tensione circonferenziale costante e pari alla tensione
media risulta inferiore al 5% e la tensione radiale diventa trascurabile. Il numeratore a destra della (A2) pari alla
spinta che la pressione interna esercita su met del cilindro considerato di altezza unitaria. Tale spinta tenderebbe a
separare le due met del cilindro tra loro ed equilibrata dalla tensione circonferenziale agente sulle 2 sezioni del
cilindro stesso.
La (A2) nota come formula di Mariotte ed largamente utilizzata per il calcolo dello spessore di tubi e
contenitori cilindrici di piccolo spessore; introducendo la tensione ammissibile
am
ed esplicitando rispetto allo
spessore si ottiene:

2
i i
am
p D
s

= (A3)

A.2 Fattori di conversione delle unit di misura della pressione

Fattori di conversione delle unit di misura di pressione
1 MPa 1 at 1 psi 1 Pascal 1 bar 1 atm 1 Torr
MPa [N/mm
2
] 1 10,2 145,038 100 10 9,87 7506
at [kg/cm
2
] 0,0981 1 14,2 98 100 0,981 0,968 736
psi [lbf/in
2
] 6,8910
-3
7,0210
-2
1 6,8997 6,8910
-2
6,810
-2
51,71
Pa [N/m
2
] 10
-6
0,9610
-4
1,4510
-4
1 10
-5
0,98710
5
0,0075
bar [daN/cm
2
] 0,1 1,02 14,5 100 000 1 0,987 750
atm [760 torr] 0,953 1,0332 14,7 95 325 1,013 1 760
torr 1,3310
4
1,3610
-3
1,9310
-2
133 0,00133 0,00132 1

Tab.A2.1 - Tabella dei fattori di conversione delle unit di misura della pressione. Utilizzare i fattori nella prima colonna per ottenere la pressione
in MPa a partire da valori di pressione indicati nelle varie unit di misura (at=atmosfera tecnica, psi=pound square inch, atm=atmosfera
fisica).