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Appunti delle lezioni di Costruzione di Macchine

Prof. A. Pasta

Applicazioni della Teoria dellElasticit


a problemi assialsimmetrici

Cilindri in pressione
Cilindri di grosso spessore
sottoposti a pressione interna ed esterna
Forzamento con interferenza
Cerchiatura ed autocerhiatura.
Recipienti cilindrici a pareti sottili.

Dischi rotanti
Analisi dellinfluenza della forza centrifuga.
Dischi ad uniforma resistenza.
Disco a spessore costante con mozzo e corona.

Distorsioni termiche
Dischi sottili
Cilindri di grosso spessore

Gaetano Restivo
Palermo, gennaio 1998 Antonino Siddiolo
Pagina 1

Premessa
Il filo conduttore degli argomenti trattati nel presente fascicolo lunicit del modello
matematico a cui essi si possono riferire, si schematizzano tutti cio nel seguente modo: dato un
solido cilindrico sollecitato in senso radiale e assiale, e sottoposto a distorsioni termiche,
analizzarne lo stato tensionale. Tale problema e risolvibile in forma chiusa con metodi analitici e
con la teoria della Scienza delle Costruzioni.
A tale semplice modello matematico ci si riferir per tutta la trattazione seguente specificando
di volta in volta quale significato dare ai singoli termini per rendere concreto il problema e la
soluzione che se ne ricaver.
Vediamo di chiarire meglio le affermazioni precedenti con alcuni esempi significativi: un
mozzo calettato su un albero non altro che un cilindro cavo sollecitato internamente in senso
radiale dalla pressione di calettamento, il tratto di albero interessato invece un cilindro pieno
sollecitato esternamente, sempre in senso radiale, una tubazione attraversata da un fluido in
pressione e ad alta temperatura , ancora una volta, un cilindro sollecitato radialmente dalla
pressione interna del fluido e sottoposto ad un gradiente di temperatura, un altro esempio pu
essere la bocca di un cannone al momento dello sparo, o la canna di un fucile; o ancora un
recipiente in pressione come un serbatoio o un caldaia e quantaltro di simile si possa pensare.
Tutti gli esempi fin qui esposti si riferiscono tuttavia alla prima sezione del fascicolo
denominata cilindri in pressione nella quale si studiano inoltre dei metodi per migliorare la
resistenza alle sollecitazioni radiali, quali la Cerchiatura e lAutocerchiatura.
Nella seconda sezione si studiano tutti quei casi in cui per la particolare geometria
(dimensione assiale molto pi piccola del diametro) e per le elevate velocit di rotazione non
possibile trascurare lazione della forza centrifuga; vengono indicati col nome generico di
dischi rotanti. Un simile modello pu essere utilmente propedeutico per lo studio di pulegge e
volani o delle mole di rettifica, anche se in questi casi andranno aggiunte altre sollecitazioni di
non poca importanza. E evidente come anche un disco rotante possa rientrare nel modello
matematico generale proposto, daltronde le sollecitazioni della forza centrifuga sono anchesse
radiali, una mola poi pu essere soggetta ad un gradiente termico derivante dalle condizioni di
esercizio.
Si studier inoltre la geometria di un disco ad uniforme resistenza e lo stato tensionale di un
disco a spessore costante con mozzo e corona, e il metodo di Grammel.
In appendice, infine, sono proposti alcuni esercizi risolti.
Pagina 2

SEZIONE A

Cilindri in pressione
(a cura di Gaetano Restivo)

Sommario

pag

1. Pressioni interne ed esterne3

2. Forzamento con interferenza Cerchiatura. 10

3. Autocerchiatura 14

4. Recipienti a pareti sottili...19


Pagina 3

1. Pressioni interne ed esterne


Si consideri un cilindro cavo sollecitato soltanto da pressione interna (pi) ed esterna (pe), di
diametro esterno De e diametro interno Di; col termine spessore si indicher la differenza tra il
raggio esterno e quello interno (s = Re-Ri).

Figura 1.
La particolare simmetria assiale, sia della geometria che delle condizioni di carico, fa si
che lo stato tensionale sia cilindrico, pertanto una direzione principale quella assiale e le
altre due si possono scegliere arbitrariamente nel piano perpendicolare allasse. Si ha inoltre
che la tensione nella direzione assiale (a) nulla poich il cilindro non n chiuso alle
estremit n vincolato in alcun modo, lo stato tensionale perci piano, e dato che la
dimensione assiale non avr nessuna importanza sar considerata unitaria.
Le precedenti considerazioni (a=0) vanno intese pi come ipotesi semplificative che come
dati rigorosi, nella realt le condizioni di carico o i vincoli faranno senzaltro nascere una
tensione assiale magari diversa da punto a punto; al paragrafo 4, riguardante i recipienti a
pareti sottili, si torner sullargomento.
Ogni direzione ortogonale allasse , come gi detto, principale (per le tensioni); si suole,
in ragione di ci, scegliere un sistema di coordinate polari e indicare come tensione radiale
quella diretta lungo il raggio (r) e come tensione circonferenziale quella perpendicolare alla
radiale (c). Questultima viene spesso indicata come tensione tangenziale, volendo intendere
che punto per punto tangente alla circonferenza considerata; si presti particolare attenzione a
non confonderla con la tensione tangenziale di ben altro significato; nel seguito si cercher
di evitare tale notazione salvo ove esplicitamente indicato.
Pagina 4

Si consideri ora un cilindro infinitesimo di spessore dr a distanza r dal centro (Figura 2) e


se ne scriva lequilibrio alla traslazione lungo un asse orientato come la c.

Figura 2
La tensione c agisce su una superficie pari a dr1 e va computata due volte, la r invece su
una superficie pari a rd 1, considerando la componente della tensione lungo lasse
( r sen ) e integrando si ha

r r sen d = r r sen d = r r [ cos ]0 = 2 r r
0 0

in maniera analoga per la r+dr, si perviene dunque alla seguente equazione:


2 c dr + 2 r r 2( r + d r )(r + dr ) = 0

dividendo per 2 e svolgendo le operazioni in parentesi


c dr + r r r r r dr rd r d r dr = 0
semplificando e trascurando drdr in quanto infinitesimo di ordine superiore, si ha
d r
c r r =0 (1.1)
dr
equazione indefinita di equilibrio nelle incognite c e r; per trovare laltra equazione
consideriamo la deformazione assiale ricordando che a=0

a = ( c + r )
E
ovvero, raggruppando i fattori costanti
E a
c +r = = 2C1 (1.2)

si ha cos il seguente sistema di due equazioni, una algebrica e una differenziale, nelle due
incognite c e r
Pagina 5

d r
c r r =0
dr
c + r = 2C1

eliminando c
d r d r
2C1 r r r = 0r + 2 r = 2C1 (1.3)
dr dr
si noti ora che
d 2 d r d r
(r r ) = r 2 + 2 r r = r r + 2 r (1.4)
dr dr dr
sostituendo questultima relazione (1.4) nella (1.3) si ha
1 d 2
(r r ) = 2C1
r dr
separando le variabili

d (r ) = C1 2rdr
2
r

e integrando si ottiene
C2
r 2 r = r 2C1 + C2 r = C1 + (1.5)
r2
essendo C2 la costante di integrazione,
sostituendo la (1.5) nella (1.2) ( c + r = 2C1 ) si ricava c

C2
c = C1 (1.6)
r2
La (1.5) e la (1.6) sono le leggi di variazione delle tensioni radiali e circonferenziali in
funzione delle due costanti C1 e C2; per determinare tali costanti si faccia riferimento alla
figura 1 e facendo attenzione al fatto che le pressioni interna ed esterna sono entrambe di
compressione, si considerino le seguenti condizioni al contorno:
r = Ri r = pi

r = Re r = pe
si ricava rispettivamente
C2
pi = C1 + R 2
i
(1.7)
p = C + C 2
e 1
Re2

sottraendo membro a membro


Pagina 6

1 1
pi + pe = C2 2 2 da cui
Ri Re
Ri2 Re2
C2 = ( pe pi ) 2
Re Ri2
per ricavare C1 occorre moltiplicare la prima delle (1.7) per Ri2 e la seconda per Re2 e poi
sottrarre membro a membro
Ri2 pi + Re2 pe = C1 ( Ri2 Re2 ) da cui

pi Ri2 pe Re2
C1 =
Re2 Ri2

ora possibile avere le espressioni degli andamenti di r e c

p i Ri2 p e R e2 Ri2 R e2 1
r = + ( pe pi ) 2
R e2 Ri2 R e Ri2 r 2
(1.8)
p R 2 p e R e2 Ri2 R e2 1
c = i i2 ( p e p i )
R e Ri2 R e2 Ri2 r 2
note come formule di Lam; si noti che r + c una quantit costante in tutto il cilindro,
se ne tenga conto al momento di tracciare i grafici delle tensioni.
Vediamo adesso di analizzare due casi molto significativi e cio quello di un cilindro
sottoposto a sola pressione interna e quello di un cilindro sottoposto a sola pressione esterna:
si tratter di imporre nelle (1.8) una volta pi=0 e unaltra pe=0 e ricavare i rispettivi andamenti
di r e c ed i valori massimi e minimi, pur tuttavia si raccomanda di fissare bene in mente i
suddetti valori e i grafici degli andamenti in quanto saranno pi volte richiamati nel seguito.
Cilindro sottoposto a pressione interna
pe=0
Ri2 Ri2 Re2 1 Ri2 Re2
r = pi p = p 1 2 (sempre negativa) (1.9a)
Re2 Ri2
i
Re2 Ri2 r 2
i
Re2 Ri2 r

Ri2 Ri2 Re2 1 Ri2 Re2


c = pi 2 + pi 2 = pi 2 1 + 2 (sempre positiva) (1.9b)
Re Ri2 Re Ri2 r 2 Re Ri2 r

la pressione interna tende ad aprire il cilindro, a dilatarlo, per questo motivo la
tensione circonferenziale risulta positiva.

Al raggio interno r=Ri si ha


r = pi ,
Pagina 7

Re2 + Ri2
c = pi ,
Re2 Ri2
al raggio esterno r=Re
r = 0
2 Ri2
c = pi
Re2 Ri2

si pu notare che il valore di c minore del precedente e ci dovuto al fatto che si


considera una circonferenza maggiore.
d2 d2
Fissati tali valori, notato che le derivate seconde r , c sono rispettivamente
dr 2 dr 2
una negativa e laltra positiva, e ricordando che la somma delle due tensioni deve
mantenersi costante, si possono rappresentare graficamente gli andamenti:

Si noti che sia per quanto riguarda la r che per la c, il punto maggiormente
sollecitato quello interno (r=Ri).
Cerchi del Mohr al raggio interno ed esterno
Pagina 8

Cilindro sottoposto a pressione esterna


pi=0
Re2 Ri2 Re2 1 Re2 Ri2
r = pe + p = p 1
Re2 Ri2 r 2
e e
Re2 Ri2 Re2 Ri2 r 2
(sempre negative) (1.10)
R2 R2R2 1 R2 R2
c = pe 2 e 2 pe 2 i e 2 2 = pe 2 e 2 1 + 2i
Re Ri Re Ri r Re Ri r

Entrambe le funzioni assumono sempre valori negativi, ci era pienamente


prevedibile: la pressione esterna , come di consueto, di compressione, pertanto la r
negativa, per quanto concerne la c si ragiona in modo analogo al caso precedente, ora
per la pressione tende a comprimere il cilindro. Si pu inoltre notare che la c , in
valore assoluto, sempre maggiore della r.
Al raggio esterno r=Re
r = pe
Re2 + Ri2
c = pe 2
Re Ri2
Al raggio interno r=Ri
r = 0
2 Re2
c = pe
Re2 Ri2
si notino analogie e differenze col caso precedente, in particolare si presti attenzione al
valore della c a r=Ri, tale valore maggiore di quello a r=Re perch si considera una
circonferenza pi piccola, ed il massimo che assume la c in questo caso.
Uno sguardo alle derivate seconde ed possibile tracciare gli andamenti.
Pagina 9

Cerchi del Mohr:

Risulta parecchio interessante studiare come si modificano i precedenti valori quando


il raggio interno diventa molto piccolo e quando uguale a zero (cilindro pieno).

Nel caso di cilindro pieno, le tensioni radiale e circonferenziale sono in ogni punto
uguali fra loro e pari al valore della pressione esterna cambiato di segno, si ha dunque
una croce doppia di compressione. Appena si fora il cilindro, la tensione radiale deve
andare a zero al raggio interno; il passaggio dal valore al raggio esterno (-pe) a zero
tanto pi brusco quanto maggiore lo spessore del cilindro.
Pagina 10

2. Forzamento con interferenza - Cerchiatura


Dati due cilindri della stessa lunghezza forzati a caldo, come in figura 3, si vuole studiare
lo stato tensionale residuo.
Siano(il pedice i si riferisce al cilindro interno, il pedice o a quello esterno):
o = incremento del raggio interno del cilindro esterno
i = decremento del raggio esterno del cilindro interno
= o+(-i) = interferenza
p = pressione che si esercita fra i due cilindri
ic = tensione circonferenziale in corrispondenza del raggio esterno del cilindro interno
oc = tensione circonferenziale in corrispondenza del raggio interno del cilindro esterno

Figura 3
Dal paragrafo precedente si ha che al raggio b:
b2 + a2
ic = p
b2 a2
c2 + b2
oc = p
c2 b2
ir = or = p
espressioni che permettono di calcolare i valori delle tensioni nota la geometria e la pressione
di forzamento; normalmente p non nota ma pu essere messa in relazione con linterferenza
.
La deformazione circonferenziale per il cilindro esterno in corrispondenza del diametro
interno vale:
variazione della circonferenza 2 (b + o ) 2 b o
oc = = = (2.1)
circonferenza originaria 2 b b
si presti attenzione, non si tratta di una deformazione radiale.
Pagina 11

per la legge di Hooke


oc or p c2 + b2 p p c2 + b2
oc = = + = 2 + (2.2)
Eo Eo Eo c b
2 2
Eo Eo c b 2

confrontando la (2.1) con la (2.2)

bp c 2 + b 2
o = 2 +
Eo c b 2

Analogamente per la circonferenza esterna del cilindro interno
variazione della circonferenza 2 b 2 (b i ) i
oc = = =
circonferenza originaria 2 b b

ic ir p b2 + a2 p p b2 + a2
ic = = + = 2
Ec Ei Ei b a
2 2
Ei Ei b a
2

bp b 2 + a 2
i = 2
Ei b a 2

linterferenza vale quindi

bp c 2 + b 2 bp b 2 + a 2
= o i = + + (2.3)
E o c 2 b 2 E b2 a2
i
la (2.3) lega il valore della pressione di forzamento allinterferenza; ponendo per
semplicit E o = E1 si ha

E (c 2 b 2 )(b 2 a 2 )
p=
b 2b 2 (c 2 a 2 )

Andamenti delle tensioni residue a forzamento avvenuto:


per il clindro interno varranno le (1.10) scritte come di seguito
Re2 Ri2 b2 a2
r = pe 2 1 = p 2 1 2
Re Ri2 r2 b a2 r
(2.4)
R 2
Ri2 b2 a2
c = pe 2 e 2 1 + = p 2 1 + 2
Re Ri r 2 b a2 r
mentre per il cilindro esterno varranno le (1.9) ovvero
Ri2 Re2 b2 c2
r = pi 1 = p 2 1
Re2 Ri2
r2 c b 2 r 2
(2.5)
R2 Re2 b2 c2
c = pi 2 i 2 1 + = p 1 +
Re Ri r 2 c 2 b 2 r 2

Si riporta di seguito la rappresentazione grafica delle (2.4) e (2.5).


Pagina 12

Nel caso si vogliano applicare i precedenti risultati allo studio di un collegamento albero
mozzo occorre tener presente che il suddetto collegamento interessa soltanto una parte
dellalbero e pertanto si generer alle estremit del mozzo un aumento delle tensioni; di ci si
terr conto considerando un fattore di concentrazione di tensioni in genere maggiore di due.

Proviamo adesso a immaginare il cilindro interno come una tubazione, che sar poi
attraversata da un fluido in pressione; lo stato tensionale residuo generato dal forzamento
influisce beneficamente in quanto andr in buona parte a mitigare lo stato tensionale generato
dalla pressione interna:
Pagina 13

Si vede dai grafici che le tensioni radiali della pressione interna e del forzamento si
sommano perch dello stesso segno, mentre le tensioni circonferenziali della pressione interna
vengono mitigate; nel complesso l'effetto della cerchiatura decisamente benefico.
Pagina 14

3. Autocerchiatura
Un altro metodo utilizzato per migliorare la resistenza di un cilindro cavo soggetto a
pressione interna l'autocerchiatura ovvero la plasticizzazione totale o parziale dello stesso; si
assumer che il materiale sia elastico perfettamente plastico (EPP).
Consideriamo un cilindro sottoposto a pressione interna (figura sotto),

in un punto al raggio interno si ha:


re2 + ri 2
r = pi , c = pi e a=0.
re2 ri 2

Si ricordino a tal proposito i cerchi di Mohr.

Per il criterio di Tresca (Guest) si raggiunge lo snervamento quando la massima tensione


tangenziale raggiunge il valore limite associato alla tensione di snervamento Rs in stato
monoassiale ovvero quando
max min Rs
* = = ovvero * = max min = Rs
2 2
Pagina 15

nel nostro caso max e min coincidono con le tensioni circonferenziale e radiale, dunque
possibile calcolare il valore della pressione p* che porta a snervamento la fibra pi sollecitata,
cio quella interna:
re2 + ri 2
= c r = p 2
* *
+ 1 = Rs da cui

r
e ri
2

r2 r2
p * = e 2 i Rs . (3.1)
2re
Si vuole adesso determinare la pressione che plasticizza il cilindro sino al raggio rp.
Essendo il materiale elastico perfettamente plastico, per r rp risulter c r = Rs ,

d r d r
pertanto lequazione indefinita di equilibrio c r r = 0 diventer: Rs = r
dr dr
separando le variabili
dr
d r = Rs
r
e integrando si ha:
( r ) pl = Rs ln r + C
(3.2)
( c ) pl = Rs (1 + ln r ) + C

per determinare la costante si consideri che al raggio di plasticizzazione non possono


esserci discontinuit per quanto riguarda i valori delle tensioni, consideriamo quindi
luguaglianza della tensione radiale ( r ) pl = ( r ) el a r = rp.

Naturalmente per r rp valgono le relazioni ricavate nel caso di materiale elastico lineare

C2
( r ) el = C1 + (3.3a)
r2
C2
( c ) el = C1 (3.3b)
r2
in cui le costanti C1 e C2 si determinano imponendo le seguenti condizioni al contorno:
r=re r=0 e r=rp c-r=Rs
si ha cos:
2
Rs 2 R rp
C2 = rp e C1 = s 2
2 2 re
Landamento delle sollecitazioni nella zona elastica quindi il seguente:

R rp2 Rs rp2
r = s (3.4a)
2 r2 2 r2
e
Pagina 16

Rs rp2 Rs rp2
c = + (3.4b)
2 r2 2 r2
e
imponendo ora la condizione ( r ) pl = ( r ) el a r = rp si ricava

1 1 rp2
C = Rs + 2 ln rp .
2 2 re

Landamento delle tensioni nella zona plasticizzata il seguente:


1 1 rp2 r
r = Rs + 2 ln p (3.5a)
2 2 re r

1 1 rp2 r
c = Rs + 2 ln p (3.5b)
2 2 re r

si vede immediatamente che la loro differenza costante e uguale a Rs.


Il valore di pressione che plasticizza fino ad rp si ricava dalla (r)pl a imponendo al raggio
interno (r)ri = -p
1 1 r2 r
p ' = r (ri ) = Rs + p2 ln p (3.6)

2 2 re ri

mentre il valore di pressione che plasticizza lintero cilindro si trova ponendo rp=re e
re
calcolando r per r = ri si ha pl = r (ri ) = Rs ln .
ri

Di seguito si riportano anche gli andamenti delle tensioni nel caso di cilindro
completamente plasticizzato:
re
r = Rs ln (3.7a)
r
re
c = Rs 1 ln (3.7b)
r
Dalle (3.4) si evince che le tensioni radiali e circonferenziali in campo elastico sono
rispettivamente una sempre negativa e una sempre positiva, come gi fatto notare al paragrafo
1, si anche detto in quella sede che la pressione interna tende ad aprire il cilindro e
pertanto la c doveva, anche intuitivamente, essere positiva, analogamente la tensione radiale
comprime i singoli raggi e doveva essere negativa. Ora durante la plasticizzazione, che
avviene pur sempre a mezzo di una pressione interna, deve essere rpl 0 cpl 0 ;

imponendo nelle (3.5) tali condizioni si ha che la prima sempre verificata mentre dalla
seconda si ricava
Pagina 17

1 rp
2
1+ 2
2 re
rp ri e
, se il cilindro deve essere completamente plasticizzato deve valere

re ri e come pu anche ricavarsi dalla (3.7b)


Rappresentazione grafica degli andamenti delle tensioni durante la plasticizzazione:

Tensioni residue.
Lo scaricamento equivale ad imporre una trazione radiale sul bordo interno pari a pl, valgono
in tal caso le relazioni lineari elastiche c e r , di seguito sono rappresentate le tensioni durante
il caricamento e quelle dello scaricamento cambiate di segno, visto che poi vanno sottratte.
Pagina 18

si ottiene quindi il seguente stato tensionale residuo:

Si intuisce, in analogia a quanto visto a proposito della cerchiatura, che un simile stato
tensionale residuo mitigher le tensioni dovute ad una eventuale pressione interna
Pagina 19

4. Recipienti cilindrici (a pareti sottili)


Quando lo spessore del cilindro sottoposto a pressione interna molto piccolo rispetto al
raggio medio, possibile pervenire a delle formule molto pi semplici di quelle ricavate al
paragrafo 1, inoltre lintroduzione di tale semplificazione permette anche di studiare il caso di
un cilindro con le estremit chiuse e libero di deformarsi assialmente, quale pu essere cio
un recipiente in pressione.
In realt anche nel caso di cilindri di grosso spessore possibile studiare quelli con le
estremit chiuse, purch queste siano fisse, come in figura, in modo da poter pur sempre
porre a=0.

In tale caso, al dire il vero di scarso interesse pratico, risulterebbe:


a
a = ( c + r ) a = ( c + r ) , cio
E E
pi Ri2 pe Re2
a = 2 (4.1)
Re2 Ri2
Consideriamo ora un cilindro di piccolo spessore

Si ha, analogamente a quanto visto al paragrafo 1,


r = p
pD
2 c s = pD c =
2s
Pagina 20

tali formule possono pure ricavarsi dalle (1.9) ponendo Re-Ri=s, Re+Ri=2R, Re=Ri=r=R,
infatti

Ri2 Re2 R 2 R 2 pR pD
c = p 1 + 2 = p 1 + = =
( Re Ri )( Re + Ri ) r s 2 R R 2 s 2s

analogamente r=-p.
F
Per quanto riguarda la a si consideri la relazione a = in cui F la forza dovuta alla
A
pressione sul fondo e A larea anulare si spessore s.
D2
F = p r 2 = p ; A = 2 R s = Ds , quindi
4
pD 1
a = = c
4s 2
Cerchi del Mohr:

Risulta parecchio significativo il seguente esempio:


Si consideri un serbatoio cilindrico di piccolo spessore appoggiato alle stremit, pieno di
fluido pesante con pressione p. Si vuole determinare la tensione tangenziale massima e il
punto in cui agisce.
Si indichi con q la somma dei pesi per unit di lunghezza del cilindro e del fluido
Pagina 21

Si ha che il momento flettente massimo in mezzeria e vale Mmax=ql2/8.


Consideriamo la sezione in mezzeria e analizziamo i tre punti segnati A,B,C

Cerchi del Mohr (a lato, in ordine A, B e C)).


Si vede chiaramente che i punti pi pericolosi sono
A e C ed in questi andr eseguita la verifica.

Una notevole familiarit col piano del Mohr aiuta


considerevolmente nello svolgimento di esercizi di
questo tipo, questesempio in particolare si presta, per
la sua semplicit, al conseguimento dello scopo.
SEZIONE B

Dischi rotanti
(a cura di Antonino Siddiolo e Simona Selvaggi)

Sommario

pag

5. Dischi rotanti a forte velocit...23

6. Disco a spessore costante 25

7. Disco rotante con mozzo e corona... 29

8. Metodo di Grammel 32

9. Dischi ad uniforme resistenza.. 35


Pagina 23

1.Dischi rotanti a forte velocit


In questa sezione sintende studiare lo stato di sollecitazione cui soggetto un solido rotante a
forte velocit.
Supponiamo, per semplicit, che il solido sia assialsimmetrico e che abbia un piano di simmetria
normale allasse di rotazione. Ed ancora supponiamo che lo spessore non vari in modo repentino,
cosa pienamente giustificata, e che sia piccolo rispetto al raggio, s da considerare trascurabile la
variazione di tensione lungo lo spessore. Lo stato tensionale risulta allora piano. Premesso ci
sintende ora ricavare lequazione differenziale che governa il fenomeno, riservandoci, quindi, di
studiare i casi di maggior interesse, particolarizzando lespressione che ricaveremo.
Si abbia il solido di cui sopra. Si consideri un elemento di massa compreso fra due piani passanti
per lasse del disco e formanti langolo df e due cilindri coassiali di raggi r ed (r+dr). Sindichi

con:
- velocit angolare del disco;
- peso specifico del materiale;
- spessore del disco al raggio r generico.
[ In quanto segue, contrariamente a quanto sin qui fatto, sindicher la tensione circonferenziale
con il pedice t, e la si chiamer tensione tangenziale, ritenendo non vi sia pi alcuna
possibilit di fraintendimenti ]

d/2 d/2

La forza centrifuga elementare sar pari a:



dFc = dm 2 r = y 2 r 2 d dr (1)
g
e rivolta verso lesterno.
La forza applicata al raggio interno e rivolta verso linterno sar pari a :
Pagina 24

dFi = r r y d . (2)
La forza applicata al raggio esterno e rivolta verso lesterno, invece:
d d d
dFe = dFi + ( dFi )dr = r ryd + ( r ryd )dr = r ry + ( r ry )dr d . ( 3.1)
dr dr dr
d y
dFe = r ry + ( r ry )dr d = r ry + ry r dr + r r dr + y r dr d . ( 3.2)
dr r r
Sui due piani inclinati di d agiscono due forze di egual modulo dFt pari a:
dFt = t ydr .
La risultante di tali due forze ha direzione radiale, rivolta verso linterno ed ha modulo pari a:
d
dT = dFt d = 2 t (dry ) = t ydrd (4)
2
Allora per lequilibrio dellelemento di massa deve aversi:
dFc + dFe = dFi + dT (5)
Sostituendo la (1), (2), (3.2) e (4) nella ( 5 ) si ha:
d r dy
2 r 2 y + r y + r + y ( r t ) = 0 (6)
g dr dr
Occorre ora una nuova equazione che relazioni le tensioni incognite t e r .
Per la legge di Hooke scritta in condizioni di stato piano di tensione deve aversi:
1
t = ( t r )
E
(7)
1
r = ( r t )
E
dalle quali si deduce:
E
t = ( t + r ); r = E 2 ( r + t ) (8)
1 2
1
Se indichiamo con lo spostamento in senso radiale del generico punto del disco, si ha:
2 (r + ) 2r d
t = = ; r = (9)
2r r dr
Infine sostituendo queste ultime espressioni nellequazione che esprime lequilibrio
dellelementino, si ottiene lequazione differenziale su cui argomenteremo:
d 2 d 1 dy 1 dy 1 2 1 2
+ + + + r=0 ( 10 )
dr 2 dr y dr r ry dr r 2 g E
La risoluzione di tale equazione differenziale del secondo ordine dipende dallespressione della
y = y (r).
Pagina 25

2.Disco a spessore costante


Il nostro obiettivo scoprire come reagisce il materiale qualora sia sottoposto ad elevate forze
centrifughe. Naturalmente in esercizio esse non saranno le sole a stressare il materiale. Ma in
questa sede, per non perdere di vista lobiettivo, prescinderemo da ogni altra causa che possa
destare tensioni in seno al corpo, quale pu essere la pressione esterna o la pressione interna.
Daltro canto, procedendo con il principio di sovrapposizione degli effetti, non sar difficoltoso
andare a sommare alle soluzioni che ricaveremo quelle relative al caso di dischi a piccolo
spessore soggetti a pressione interna ed esterna. A tal proposito riportiamo qui tali leggi1:
2 2 2
b b b
+1 +
t = pi 2 a r
r
pe 2
b b
1 1
a a
2 2 2
( 11 )
b b b
1
r = pi r
pe 2
a r
2
b b
1 1
a a
dove si indica con:
- b raggio esterno
- a raggio interno
Rispetto ai sistemi di calettamento quali chiavette, accoppiamenti scanalati e quantaltro, il
forzamento cilindrico liscio, insieme alla saldatura per attrito, resta uno dei mezzi pi idonei per
la trasmissione del momento torcente. Osserviamo ancora che laver ricavato lo stato tensionale
per i soli dischi a spessore costante non riduttivo in quanto ad essi ci rifaremo anche nel caso di
dischi a profilo comunque variabile (vedi pi avanti il metodo di Grammel). A tal proposito
cominciamo con il trattare il caso di dischi rotanti a forte velocit a spessore costante aventi
pressioni nulle al raggio interno ed al raggio esterno. In formule:
pi = 0; pe = 0; y = y (r ) = t = costante.
La ( 10 ) allora diviene:
d 2 1 d 1 2 1 2
+ + r = 0. ( 12 )
dr 2 r dr r2 g E
Osservando ora che:

1
Le equazioni (11) sono uguali alle equazioni (1.8) descritte nella sezione A, pag. 6, ove si posto a=ri, e b=re.
Pagina 26

d 1 d d 1 d 1 d d 2
(r ) = + = + + ( 13 )
dr r dr dr r dr r 2 r dr dr 2
possiamo riscrivere la ( 12 ):
d 1 d
(r ) = 2 1 r. ( 14 )
dr r dr g E
Integrando pi volte ed eseguendo le opportune operazioni otteniamo:
1 2 r 3 r C
= 2 + C1 + 2
g E 8 2 r
( 15 )
d 3 2 1 2 2 1 C
= r + C1 22
dr 8g E 2 r
Sostituendo le ( 15 ), a mezzo delle ( 9 ), nelle ( 8 ), che qui ricordiamo:
E
t = ( t + r )
1 2
E
r = ( r + t )
1 2
si ha:
1 1 C2 3 + 2 2
r = E C1 r
2(1 ) 1 + r 2 8 g
( 16 )
1 1 C 2 3 + 1 2 2
t = E C1 + r
2(1 ) 1 + r 2 8 g
Imponendo che sia:
r (r = a ) = 0
r (r = b ) = 0
come ipotizzato, si ottiene:

C1= 1 (1 v)(3 + v) 2 a 2 + b 2
E g 4
( 17 )
2 2
C2= 1 (1 + v)(3 + v) (a b)
E g 8

e sostituendo infine le ( 17 ) nelle ( 16 ):

3 + 2 2
2

(a + b ) r 2
ab
r = 2

8 g r
( 18 )
3 + 2 2 ab 1 + 3 2
2

t = (a + b ) +
2
r
8 g r 3 +
Pagina 27

1
Osserviamo che la massima tensione radiale si ha quando r = (ab) 2
, dove vale:
3 + 2
r = (b a )2
8 g
La massima tensione tangenziale la si ha, invece, al raggio interno:
3 + 2 2 1 2
t = b + a
4 g 3 +
Se supponiamo che il nostro disco non sia forato ( pensiamo, ad esempio, ai dischi delle turbine
De Laval ) tornando alle ( 16 ) notiamo che necessariamente deve essere C2=0. Allora si ha:
E 3 + 2 2
r = C1 r
2(1 ) 8 g
( 19 )
E 3 + 1 2 2
t = C1 r
2(1 ) 8 g
Per le solite ipotesi in cui ci muoviamo, al bordo esterno devessere:

r (r = b) = E C1 _ 3 + v 2 b 2 = 0
2(1 v) 8 g
da cui:
(3 + )(1 ) 2 2
C1 = b .
4E g
Allora risulta:
3 + 2 2
r = (b r 2 )
8 g
. ( 20 )
3 + 2 2 3 + 1 2
t = b r
8 g 3 +
Osserviamo che in questo caso anche la tensione radiale massima al centro. Infatti ad r = 0
risulta:
3 + 2 2
r =t = b .
8 g
Rammentiamo che nel caso di disco forato si aveva, al raggio interno:
3 + 2 1 2
t (r = a) = a + b2
4 g 3 +
e quando a diviene molto piccolo:
3 + 2 2
t b .
4 g
Da ci realizziamo che anche la presenza di un piccolissimo forellino al centro del disco rotante
fa, ivi, pi che raddoppiare la tensione tangenziale. Se ora desiderassimo conoscere lo stato
Pagina 28

tensionale in un disco forato rotante a forte velocit e soggetto ad una certa pressione interna ed
esterna, baster sommare alle leggi or ora ricavate quelle relative alla sollecitazione considerata.
In particolare nel nostro caso si ha:
B
r = A 2
Cr 2
r . ( 21 )
B
t = A + 2 Dr 2

r
Dove s posto:

A = 3 + v 2 (a2 + b2) + pi 1 _ pe (b/a)2 .


2
8 g (b/a) - 1 (b/a)2 1

B = 3 + v 2 (a b)2 + pi b2 _ pe b2 .
2
8 g (b/a) - 1 (b/a)2 1

C = 3 + v 2
8 g

D = 1+ 3 v 2
8 g
Pagina 29

3.Disco rotante con mozzo e corona


Nel caso in cui la pressione interna od esterna al disco a spessore costante rotante a forte velocit
derivi dalle tensioni fra il disco stesso e il mozzo o la corona, necessario effettuare unanalisi a
parte. Il problema sarebbe naturalmente risolto se conoscessimo le tensioni rA e rB agenti sul
y
disco. In tal caso avremmo per il mozzo una tensione allinterfaccia pari a rA e per la
bm
y
corona rB . Non essendo note, procediamo scrivendo la congruenza degli spostamenti
bc

rA e rB. Difatti lo spostamento rA della sezione cilindrica A, come appartenente al disco,

esprimibile in funzione della rA e della rB sul disco. Il medesimo spostamento rA, come

y
appartenente al mozzo, esprimibile, allo stesso tempo, in funzione di rA e della
bm
presssione di calettamento pc. Eguagliando tali due espressioni di rA si ottiene unequazione
nelle incognite rA e rB . Procedendo analogamente per la sezione cilindrica B, si ricava la
seconda equazione che ci permette di risolvere il problema.

-Forza centrifuga:
rAI = tI a.
Essendo:

Ir = 0

It = 3 + v 2 1 v a2 + b2
4 g 3+v
Pagina 30

risulta:

It = 1 3 + v 2 1 v a2 + b2
E 4 g 3+v

ed allora:

rIA = a 3 + v 2 1 v a2 + b2 ( 22 )
E 4 g 3+v

-Pressione rA :

rAII = tII a
Essendo:
rII = rA
b2 + a 2
tII = rA
b2 a 2
risulta:
a rA b 2 + a 2
rAII = 2 + ( 23 )
E b a 2

-Pressione rB :

rAIII = tIII a
Essendo:

IIIr = 0

IIIt = _ 2b2 rB
b - a2
2

Risulta:

rIIIA = _ a 2b2 rB ( 24 )
E b2 - a2

Allora lo spostamento complessivo radiale della sezione cilindrica A dato da:


rA1 = rAI + rAII + rAIII = F1 ( rA , rB ) . ( 25 )
Pagina 31

Analogamente a quanto fatto per determinare lo spostamento rA1, possibile ricavare lo


spostamento radiale della sezione A pensata appartenente al mozzo soggetto alla pc e alla
y
rA . Si trover:
bm

rA2 = F2 ( rA ) .
Allora, eguagliando F1 ed F2, si ottiene unequazione che lega le due tensioni incognite rA e
rB . Procedendo analogamente per la sezione B, il problema risolto. Nel caso in cui si abbiano
numerose variazioni di sezione, il livello di difficolt cui perviene il metodo appena esposto
risulta notevole. La difficolt sta nel dover risolvere un sistema di [n 1] equazioni in [n 1]
incognite, dove n rappresenta il numero di dischi elementari a spessore costante cui
riconducibile il nostro disco rotante.
Pagina 32

4.Metodo di Grammel
Per ovviare ai problemi palesati nel precedente paragrafo, ci accingiamo ad esporre un metodo
alquanto semplice per la risoluzione di dischi con spessore variabile a gradini e, pi in generale,
di dischi a profilo generico. E il ben noto metodo di Grammel.
Un disco rotante a forte velocit a profilo generico soggetto a pressione interna ed esterna
schematizzabile, in prima approssimazione, come costituito da un numero discreto di dischi a
spessore costante. Un criterio per affrontare il problema potrebbe essere quello di fare in modo
che la variazione percentuale di spessore fra un disco elementare ed il successivo sia costante.
Ricordiamo le (21) che esprimevano lo stato tensionale di un disco rotante soggetto a pressione
esterna ed interna:
B
r = A Cr 2
r2
B
t = A + 2 Dr 2
r
Per chiarire cosa sintende per discretizzazione di un disco a profilo generico, riportiamo un
esempio a titolo indicativo:

Supponiamo di partire dal disco elementare interno, scelto a spessore costante. Esso risulta
sollecitato al raggio interno da una pressione nota r = pi . La t al raggio interno incognita.

Poniamo per essa un valore di tentativo to . Posto:

s = r + Cr 2
( 26 )
t = t + Dr 2

essendo note r e t al raggio interno, possiamo calcolare s( ri ) e t ( ri ) e quindi ricavare:

A = [ t(ri) + s(ri) ]
( 27 )
2
B = [ t(ri) - s(ri) ] r
Pagina 33

che sono le costanti A e B che compaiono nelle ( 21 ) e che ci permettono di conoscere lo stato
tensionale del disco elementare interno per un valore r generico. Risulta quindi noto lo stato
tensionale al raggio esterno del primo disco elementare. Per passare allo studio del disco
successivo occorre conoscerne lo stato tensionale al raggio interno. Dobbiamo quindi cercare di
capire come variano le tensioni a causa del brusco cambiamento di spessore. Sar:
_
y = y + y
_
r = r + r ( 28 )
_
t = t + t
avendo indicato col sovrasegno le dimensioni e le tensioni riferite al secondo disco elementare.
Nella sezione cilindrica dattacco fra primo e secondo disco devono essere verificate le seguenti
eguaglianze, per lequilibrio e la compatibilit:
_ _
ry =r y
( 29 )
1
( t r ) = 1 t v r = t
_ _ _
t =
E E
Dalle ( 28 ) e dalle ( 29 ) si ricava:
y
r = r
y + y ( 30 )
t = r
ed quindi noto lo stato tensionale al raggio interno del secondo disco elementare del nostro
modello. Cos come proceduto per il primo disco possibile andare avanti per il secondo e
ricavarne lo stato tensionale. Iterando tale procedimento si giunge alla conoscenza dello stato
tensionale del disco elementare esterno. Se avessimo scelto, la to opportuna al raggio interno
del primo disco, al raggio esterno dellultimo disco elementare avremmo trovato:
r = pe
In realt anche per lultimo disco necessario considerare al raggio esterno una brusca
variazione di spessore, dato che, in generale, lo spessore dellultimo disco elementare non
coincide con quello del disco reale al raggio esterno. Allora dobbiamo considerare, anche qui, le
r e le t dateci dalle ( 28) unitamente alle ( 30 ). Puntualizzato ci, chiamiamo r' e t' le

tensioni trovate per il valore di tentativo della t al raggio interno, che non coincidono con
quelle effettive. Supponiamo il nostro modello fisso ed imponiamo che al raggio interno del
primo disco elementare sia:
Pagina 34

r = 0
( 31 )
t = to
Procedendo esattamente come prima, ricaviamo le tensioni indicate con:

r' ' e t''

che risultano proporzionali a to . Imponendo semplicemente che sia:

r' + K r' ' = r ( 32 )


al raggio esterno dellultimo disco elementare, si ricava la costante K risalendo cos allo stato
tensionale effettivo ( nei limiti dellapprossimazione adottata ). Se tale metodo viene utilizzato
per profili non simmetrici si ha, ovviamente, unulteriore approssimazione. Ad esempio nel caso
di giranti di turbine , o di compressori, o di pompe la presenza delle palette pu essere tenuta in
considerazione adottando un peso specifico fittizio, al fine di valutare il loro effetto massivo
globale. In tal modo viene trascurato leffetto flettente provocato dalle pale.
E necessario dare un ulteriore cenno sulla pressione interna che si supposta nota al raggio
interno del primo disco. A disco fermo la pressione di calettamento deve essere maggiore della
pressione minima che garantisce la trasmissione del momento torcente, e precisamente della
quantit che in moto viene annullata dalla forza centrifuga. Date le molte approssimazioni fatte
utilizzando tale metodo, e che non si limitano a quanto precedentemente descritto, opportuno
adottare un coefficiente di sicurezza pari circa a due nella espressione della pmin , che risulta
essere:
Mt
p min =
d2
f b
2
dove:
- Mt il momento massimo trasmissibile;
- d il diametro dellalbero;
- b la lunghezza assiale del collegamento;
- f il coefficiente dattrito.
Pagina 35

5.Dischi ad uniforme resistenza


In questo paragrafo si vuole ricavare quale debba essere il profilo da dare ad un disco rotante a
forte velocit affinch per ogni punto risulti:
r = t = = costante ( 33 )
Ricordiamo la ( 6 ):
d dy
y 2 r 2 + r r y + r + y ( r t ) = 0
g dr dr
esprimente semplicemente lequilibrio dellelemento infinitesimo di disco rotante. Essa, con la
condizione ( 33 ), diviene:
dy
y 2 r 2 + r r =0 ( 34 )
g dr
equazione differenziale facilmente integrabile. Risulta successivamente:

2
dy = _ r dr
y g
( 35 )
2 2
ln(y) = _ r +K
g 2

e quindi, a meno di una costante, lequazione del profilo risulta essere:

_ 2r2
2g
y=Ce ( 36 )

Noto il valore dello spessore del disco al raggio interno o al raggio esterno, immediatamente
calcolabile il valore della costante C. Osserviamo che la soluzione trovata suppone un disco
senza foro centrale ed indefinitamente esteso radialmente. Questultima ipotesi , naturalmente,
puramente ideale. Nei casi pratici, allora, dovendo il disco essere troncato esternamente, e
dovendo, quindi, essere r (re ) = 0 , si applicher una corona tale che risulti:

r (re ) =
Una situazione analoga si verifica al raggio interno, dove leventuale mozzo dovr avere forma
tale da esercitare una pressione radiale prefissata. Naturalmente cos si avr un nuovo stato
tensionale che si sovrapporr al primo. Se al centro y = yi , si ha:
Pagina 36

2 r 2

2 g
y = yi e ( 37 )

ovvero se al raggio esterno y = y e :


2 2 2
( re r )
2 g
y = ye e ( 38 )
Riportiamo qui di seguito un esempio di profilo di disco ad uniforme resistenza:
[m] [ m / s2 ] [ N / m3 ]
R y ye g g
0,03 9,81 77400
0 0,1098418
0,05 0,109486 [ giri / min ] [ rad / s ] [ Pa ] [m]
0,1 0,1084255 n w s re
0,15 0,1066807 3000 314,16 300000000 1
0,2 0,104285
0,25 0,1012838
0,3 0,0977326
0,35 0,093696
0,4 0,0892451
0,45 0,0844558
0,5 0,0794065
0,55 0,0741762
0,6 0,0688422
0,65 0,0634786
0,7 0,0581542
0,75 0,0529318
0,8 0,0478668
0,85 0,0430064
0,9 0,0383896
0,95 0,0340468
1 0,03
0,3 y [ m ]

0,25

0,2

0,15

0,1

0,05

r [ m ]
0
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,1 1,2
Pagina 37

SEZIONE C

Distorsioni termiche

Sommario

pag

Dischi sottili .. 38

Cilindri di grosso spessore.40


Pagina 38

1.Sollecitazioni termiche nei dischi

Si facciano alcune considerazioni. Poniamo davere un corpo, vincolato isostaticamente, la cui


temperatura cresca o decresca uniformemente ovunque. Per ogni punto di tale corpo le
deformazioni varranno:

x = y = z = (T )

dove con a s indicato il coefficiente di dilatazione termica del materiale e ovviamente con
DT il relativo cambiamento di temperatura. Si sperimenta quindi un semplice aumento di volume
senza la nascita dalcun stato tensionale. Difatti, essendo il corpo vincolato isostaticamente,
laumento di temperatura fa compiere al corpo un moto rigido.
Immaginiamo ora una trave vincolata iperstaticamente sottoposta allo stesso aumento di
temperatura. Anche qui tendono a nascere delle deformazioni, le quali, se impedite per via della
su ipotizzata iperstaticit, causano delle tensioni diverse da zero, comunemente chiamate
autotensioni per sottolineare il fatto che sorgono anche in assenza dun sistema di carichi.
A questo punto, se immaginiamo un disco od un cilindro soggetto ad un gradiente termico non
nullo DT=DT(r), intuibile la nascita duno stato autotensionale dovuto alle infinite
iperstaticit che caratterizzano tali corpi. Si pensi, per una immediata comprensione, al corpo
come discretizzato in una infinit di cilindri a piccolo spessore soggetti a DT diversi e proprio
per tale motivo portati a dilatarsi di quantit differenti. Per motivi di continuit del solido tali
differenziate deformazioni non possono attualizzarsi e da qui il sorgere dello stato tensionale.
Si vuole in questa sezione analizzare proprio lo stato tensionale effetto dellimposto DT.

Disco a spessore sottile

Supponiamo, per cominciare, di studiare un disco caratterizzato dallavere spessore sottile


relativamente alle altre dimensioni. Lo stato tensionale sar piano, cos come lo stato
deformativo. Le equazioni di compatibilit si scrivono:

1
r = ( r t ) + (T )
E
. ( 39 )
1
t = ( t r ) + (T )
E
Essendo il disco a spessore costante, lequazione dequilibrio si scrive:

d r r t
+ = 0. ( 40 )
dr r

Onde trovare le incognite r e t , introduciamo la cosiddetta funzione di stress , tale che:


r =
r
. ( 41 )
d
t =
dr
Pagina 39

Ricordiamo, a questo punto, che:

2 ( r + ) 2r
t = =
2r r
; ( 42 )
d
r =
dr

eliminando da tale equazione si giunge ad unespressione semplificata delle equazioni di


compatibilit:

d
(r t ) r = 0 . ( 43 )
dr

Usando la funzione di stress e le relazioni fra tensioni e deformazioni giungiamo alla:

d 1 d
(r ) = E d (T ) . ( 44 )
dr r dr dr

Integrando la ( 44 ) si ricava lespressione della funzione . Risulta:

E r
r C2
=
r (T )rdr + C
a
1
2
+
r
( 45 )

dove:
r [a, b] , con a raggio interno e b raggio esterno (se a = 0 trattasi di disco pieno) ;
C1 e C 2 costanti dintegrazioni.
Le nostre funzioni incognite, sostituendo la ( 45 ), or ora trovata, nelle ( 41 ), divengono:

E r
C C2
r =
r 2 (T )rdr + 2
a
1
+
r2
. ( 46 )
1
r

t = E (T ) + 2 (T )rdr + C1 C22
r a 2 r

Nota la legge di variazione della temperatura con il raggio e la pressione al raggio interno ed al
raggio esterno, il problema risulta essere risolto.
Pagina 40

Cilindri a grosso spessore


Vale qui lo stesso simbolismo adottato per i dischi. Ovvero r [a, b] , con a raggio interno e
b raggio esterno (se a = 0 trattasi di disco pieno) .
Supponiamo che il cilindro non sia libero di deformarsi assialmente. In tale ipotesi lo stato
deformativo risulta essere piano. Allora le equazioni di compatibilit divengono:

1 +
r = [(1 ) r t + E (T )]
E , ( 47 )
1 +
t = [(1 ) t r + E (T )]
E

ed inoltre per la su ipotizzata impossibilit di deformazione assiale deve aversi:

a = ( r + t ) E (T ) . ( 48 )

Utilizzando, anche qui, la funzione di stress precedentemente definita :


r =
r
( 49 )
d
t =
dr

le equazioni di compatibilit diviene, procedendo come per i dischi:

d 1 d E d (T )
(r ) = . ( 50 )
dr r dr 1 dr

Osserviamo che ad eccezione del fattore (1 ) a denominatore del secondo membro, tale
equazione differenziale risulta essere assolutamente identica a quella ricavata trattando i dischi a
piccolo spessore. Allora lespressione della funzione di stress diviene:

E r
= (T )rdr + C1 r + C 2 . ( 51 )
(1 )r a 2 r

Come su proceduto giungiamo infine a trovare le nostre funzioni incognite, che sono, per un
cilindro pieno ( a = 0) :

E 1 b 1 r
r = (T )rdr 2 (T )rdr
(1 ) b 0 r 0
E 1
b
1 r
t = ( T ) + ( T )rdr + 2
(T )rdr
(1 ) b 0 r 0 . ( 52 )
E 2 b

a =
(1 ) b (T )rdr (T )
0
Pagina 41

Invece per un cilindro con raggio interno a , abbiamo:

E 1 r a b r

r = ( T )rdr (T )rdr
(1 ) r b a a a
E 1 r + a b r

t = ( T )rdr + (T )rdr (T )r ( 53 )
(1 ) r b a a a
E 2 b
a = (T )rdr (T )
(1 ) b a a

ed anche in questo caso il problema facilmente risolvibile, una volta nota la funzione
=(r).
Veniamo ora al caso di cilindro ancora infinitamente lungo, ma stavolta libero di deformarsi
assialmente. Imponendo lequilibrio assiale, si ha, per un cilindro pieno:

b b
E 2 b

0 2r a dr = 0 2r (1 ) b (T )rdr (T ) + E 0 dr = 0

( 54 )
0

quindi:

2E
b
(T )rdr
b 0
E 0 = ( 55 )

e allora:

E 2 b
a = (T )rdr (T ) ( 56 )
(1 ) b 0

mentre le restanti due tensioni sono analoghe alle precedenti. Ovvero:

E 1 b 1 r
r = (T )rdr 2 (T )rdr
(1 ) b 0 r 0
. ( 57)
E 1
b
1 r
t = ( T ) + ( T )rdr + 2
(T )rdr
(1 ) b 0 r 0

Nel caso invece di cilindro libero di deformarsi ma cavo:

2E
b
(T )rdr
b a a
E 0 = ( 58 )

ed allora la tensione assiale risulta:


Pagina 42

E 2 b
a = (T )rdr (T ) ( 59 )
(1 ) b a a

mentre le tensioni radiali e tangenziali rimangono le stesse. Ovvero:

E 1 r a b r

r = ( T )rdr (T )rdr
(1 ) r b a a a
. ( 60)
E 1 r + a b r

t = ( T )rdr + (T )rdr (T )r
(1 ) r b a a a

Osserviamo che nel caso di regime termico stazionario, flusso di calore costante fra la superficie
interna mantenuta alla temperatura Ti e la esterna mantenuta alla temperatura Te , la distribuzione
di temperatura lungo il raggio del disco risulta seguire una legge logaritmica:

Ti Te b
T = T ( r ) = Te + ln ( 61 )
ln( b ) r
a

Essendo usuale lapplicazione del principio di sovrapposizione degli effetti riportiamo la


soluzione delle ( 56 ) e delle ( 57 ), a mezzo della distribuzione ipotizzata ( 61 ), valida quindi
per cilindri infinitamente lunghi e liberi di deformarsi assialmente. Si suppone nulla quindi la
pressione al raggio interno ed al raggio esterno. Risulta:

r =
E (Ti Te )
( ) ( )
ln b
a b b
1 ln a ( )
2(1 ) ln b r b a r
a

t =
E (Ti Te )
( ) ( )
1 ln b
a b b
r b a
1 + ln
a
( ) ( 62 )
2(1 ) ln b r
a
a =
E (Ti Te )
( ) ( )
1 2 ln b
2a
ln b ( )

2(1 ) ln b r b a a
a

Osserviamo ancora una volta che in virt della gi menzionata somiglianza formale fra le
soluzioni del disco a piccolo spessore e quelle del cilindro, le soluzioni su riportate valgono
anche per i primi, ma cos modificate:

r =
E (Ti Te )
( a)
2 ln b
( )
b a b b
( )
ln r b a 1 r ln a


( 63 )
t =
E (Ti Te )
( a)
2 ln b
( )
b a b b
1 ln r b a 1 + r ln a

( )

Naturalmente la tensione assiale non compare, essendo il disco a piccolo spessore. Si noti che,
avendo analizzato il solo effetto del gradiente termico, le tensioni radiali al raggio interno ed al
raggio esterno devono risultare nulle. Cos , infatti. Per qualsiasi altro valore del raggio,
osserviamo che, se
Pagina 43

Ti > Te , ( 64 )

la tensione radiale ovunque minore di zero. Inoltre, per la fibra interna e la esterna sar :

E (Ti Te ) 2b b
t (a ) = a (a ) = 1 ln < 0
b b a a
2(1 )ln
a
( 65 )
E (Ti Te ) 2a b
t (b ) = a (b ) = 1 ln > 0
b b a a
2(1 )ln
a

ed essendo questultima maggiore di zero, bisogna prestare particolare attenzione nel caso in cui
si stiano trattando materiali debolmente resistenti a trazione.
Pagina 44

APPENDICE

Esercitazioni svolte

Sommario

pag

10. Cerchiatura Autocerchiatura (es. del 17/11/1998) 45

11. Dischi rotanti Distorsioni termiche (es. del 12/11/1998)...51


Pagina 45

Esercitazione n.1
Cilindri di grosso spessore

Esercizio n1
Per i tratti di tubazione in acciaio forzati a caldo, come in figura a lato,
si desidera una tensione circonferenziale di forzamento sul raggio
interno del tubo esterno pari a 50 Mpa.

Determinare:
a) le dimensioni degli elementi prima del forzamento;
b) landamento delle tensioni a forzamento avvenuto;
c) la massima pressione interna di esercizio considerando un
acciaio con una tensione di snervamento s=500 MPa ed un
coefficiente di sicurezza =2;
d) landamento delle tensioni in esercizio.

Esercizio n2
Per una tubazione autocerchiata, come in figura a lato, si determini la
pressione di autocerchiatura che produce lo snervamento fino a un
raggio plastico Rp=20mm supposta una tensione di snervamento
s=500 MPa.

Si determini inoltre:
e) lo stato tensionale durante lautocerchiatura;
f) lo stato tensionale residuo ad autocerchiatura avvenuta;
g) la massima pressione interna di esercizio considerando un
coefficiente di sicurezza =2;
h) landamento delle tensioni in esercizio.

Si confronti infine lo stato tensionale in esercizio nei due casi di


cerchiatura (esercizio 1) ed autocerchiatura (esercizio 2).

Risoluzione

Esercizio n.1
Si far riferimento alle formule e alle conclusioni cui si pervenuti nel paragrafo 2 della sezione
A.
La tensione circonferenziale di forzamento sul raggio interno del cilindro esterno vale 50 Mpa,
pertanto:
c2 + b2
oc = p 2 = 50MPa dove chiaramente a=15mm, b=20mm e c=40mm
c b2
c2 b2 40 2 20 2
da tale relazione si ricava p = oc 2 = 50 = 30MPa .
c + b2 40 2 + 20 2

Per trovare le dimensioni originali degli elementi si ricordi che:


Pagina 46

bp c 2 + b 2
o = 2 + = 5,62 m e
Eo c b 2

bp b + a
2 2

i = 2 = 9,38m
Ei b a 2

pertanto le dimensioni originali saranno:
b0=b-0=19,99438mm
bi=b+i=20,00938mm.

Gli andamenti delle tensioni a forzamento avvenuto sono le (2.4) e (2.5), di seguito si riporta la
rappresentazione grafica delle stesse.
tensioni [ MPa ] sr
60 st

30

0
0,015 0,02 0,025 0,03 0,035 0,04
r[m]
-30

-60

-90

-120

-150

Consideriamo adesso lo stato tensionale dovuto ad una eventuale pressione interna pi; per
ottenere lespressione analitica basta scrivere le (1.9) tra il raggio interno a e il raggio esterno c:

Ri2 Re2 a2 c2
r = pi 1 2 = p i 2 1 2
Re2 Ri2 r c a2
r

Ri2 Re2 a2 c2
c = pi 2 1 + = p 1 + 2 .
Re Ri2 r 2
i
c2 a2 r

Sommando questi due contributi, il forzamento e la pressione interna, si avranno i seguenti valori
di tensioni ai vari raggi:
Pagina 47

1) per il cilindro esterno

r= b c

r -30-0,49pi 0

c 50+0,818pi 20+0,327pi

2) per il cilindro interno

r= a b

r -pi -30-0,49pi

c -137,1+1,327pi 107,1+0,818pi

Occorre adesso, in ognuno di questi punti, calcolare la tensione equivalente di Von Mises ed
eguagliarla alla met della sigma di snervamento:

Rs
eq = r2 + c2 = = 250 , ovvero r2 + c2 = 250 2
n

e ricavare il valore di pi; tra i quattro trovati si sceglier quello pi piccolo.

Punto interno cilindro interno:

18808,2 501,195 pi + 4,08893 pi2=2502

pi 181,46 Mpa

Punto esterno cilindro interno:

9165,31 173,922 pi + 1,31207 pi2=2502

pi 278,509 Mpa

Punto interno cilindro esterno:

4900 160,364 pi + 1,31207 pi2=2502

pi 157,143 Mpa

Punto esterno cilindro esterno:

400 13 pi + 0,107 pi2=2502

pi 702 Mpa

Chiaramente la condizione pi restrittiva la impone il punto interno del cilindro esterno come di
poteva prevedere osservando i grafici (pur se indicativi) di pag. 13.
Pagina 48

E ora possibile tracciare gli andamenti delle tensioni in esercizio:

Tensioni radiali dovute al forzamento, alla pressione interna e totali:


0

-25

-50

-75

-100

-125

-150

15 20 25 30 35 40

Tensioni circonferenziali dovute al forzamento, alla pressione interna e totali:


200

150

100

50

-50

-100

15 20 25 30 35 40
Tensioni radiali e circonferenziali totali:

150

100

50

-50

-100

-150
15 20 25 30 35 40
Pagina 49

Esercizio n2
Si far riferimento al paragrafo 3 della sezione A.
La pressione che plasticizza sino al raggio rp dato dalla 3.6, si ha
1 1 r 2 2 rp
p' = Rs + 2 ln = 165 MPa
p

2 2 re ri

Stato tensionale durante lautocerchiatura


sr
tensioni [ MPa ]
280
st

200

120

40
r [ mm ]

15 20 25 30 35 40
-40

-120

-200

-280

-360

Stato tensionale residuo


60 tensioni [ MPa ]

30

0
15 20 25 30 35 40
-30 r [ mm ]

-60

-90

-120

-150

-180

-210
sr
-240
st
-270

-300
Pagina 50

Per determinare la massima si ragioni analogamente a quanto fatto nellesercizio n1 e si


consideri quindi la seguente tabella:

r= A rp

r -pi -24,84-0,49 pi

c -271,1+2,327pi 41,4+0,818 pi

Applicando il criterio di Tresca, analogamente a quanto fatto sopra col criterio di Von Mises, si
ricava, per il punto a rp (il maggiormente sollecitato):
(pi)max=140,4 MPa

Le tensioni in esercizio sono:


tensioni [ MPa ]
160
sr
st
120

80

40

r [ mm ]
0
15 20 25 30 35 40

-40

-80

-120

-160

Confrontando i due stati tensionali si vede che le tensioni radiali sono simili, differenze vi sono
invece per quanto riguarda le tensioni circonferenziali ed in particolare nel tratto tra il raggio 15
e 20.
Pagina 51

Esercitazione
Per un disco a spessore costante calettato su un albero, determinare il valore della interferenza
necessaria per trasmettere un dato momento torcente a disco fermo.
Determinare, quindi, la riduzione del momento torcente trasmittibile a causa delleffetto della
velocit di rotazione ed i coefficienti di sicurezza nel caso di disco fermo ed in rotazione.

Dati del problema

Mt (momento torcente a disco fermo) 350 Nm


78000 N/m
R 950 Mpa
S 700 MPa
f (coefficiente dattrito) 0,12
c (diametro esterno del disco) 0,4 m
b (diametro interno del disco) 0,025 m
t (spessore del disco) 0,01 m
E 210 Gpa
0,33
n 10000 giri/min=1047 rad/s
(coeff. di dilatazione lineare) 10,8 10 6 C 1
o

Ti 30 C
Te 350 C

Svolgimento

Si vuole trasmettere un dato momento torcente Mt , allora devessere:

M t = f ( p 2bt )b ,

da cui:

Mt
p' = = 297,1 MPa .
2b tf

Trattandosi di disco forzato su albero pieno, la formula che ci d linterferenza diviene (a=0):

p ' b 2c
' = = 35,51 m .
E c b

Con tale valore dinterferenza sarebbe possibile trasmettere un momento torcente pari a 350 Nm
se gli effetti termici fossero trascurabile. Non essendo cos, vediamo come tenerne conto.Il disco
soggetto ad una distribuzione della temperatura del tipo:
Pagina 52

400
t [ C ]

350

300

250

200

150

100

50

r [ m ]

0
0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,1 0,12 0,14 0,16 0 ,1 8 0,2

costante nel tempo. In tali condizioni si ha nel disco linstaurarsi di un sistema dautotensioni
rappresentato dalle seguenti equazioni:

r =
E (Ti T e )
( b)
2 ln c
ln (c r ) c b b 1 cr ln (c b )

t =
E (Ti T e )
( b)
2 ln c
c ( ) b c c
1 ln r c b 1 + r ln b

( )

e la tensione assiale la consideriamo nulla, essendo il disco a piccolo spessore. Graficamente:

o [ MPa ] Tensione tangenziale o [ M Pa ] tensione radiale


700 200

600

500 150

400
100
300

200
50
100
r[m] r [ m ]
0 0
0 0,05 0,1 0,15 0,2
0 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25
-100

-200 -50

A causa di tali tensioni si ha una variazione del raggio interno del disco pari a:

' ' = t (b ) b
Pagina 53

dove:

1
t ( b) = [ t ( r + a )]
E

Ora, essendo:

t ( b) =
E (Ti Te )
( b)
2 ln c
2c
( )
c
1 c b ln b = 597,7 MPa

r ( b) = 0 ,
a (b) = 0

risulta:

t
''= = 35,58 m .
E

Allora il valore dellinterferenza necessaria risulta essere:

'+ ' ' = 35,51 + 35,58 = 71,09 m ,

che sottiene con una pressione di calettamento di:

E c b
p' ' = ' = 594,8 MPa .
b 2c

Le tensioni sul disco, dovute a tale pressione, sono:

0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,1 0,12 0,14 0,16 0,18 0,2
0
r[m ]

-100

-200

-300

-400

-500

-600

o [ M Pa ]
Pagina 54
o [ M Pa ]

700

600

500

400

300

200

100

r [m ]
0
0 0 ,0 2 0 ,0 4 0 ,0 6 0 ,0 8 0 ,1 0 ,1 2 0 ,1 4 0 ,1 6 0 ,1 8 0 ,2

Qualora il disco ruoti ad una elevata velocit, ad esempio pari a quella nei dati indicata, gli effetti
della forza centrifuga sono rilevanti. Vediamo di trovare la riduzione della pressione
allinterfaccia albero-disco, e quindi la riduzione del momento torcente trasmissibile.
Per il solo effetto della forza centrifuga il disco risulterebbe sollecitato da un tale sistema di
tensioni:

3 + 2 2
2

(b + c ) r 2
bc
r = 2

8 g r
3 + 2 2 bc 1 + 3 2
2

t = (b + c ) +
2
r
8 g r 3 +

che graficamente danno:

t e n s io n e t a n g e n z ia le
o [ MPa ]
300

250

200

150

100

50

r [ m ]
0
0 0 ,0 5 0 ,1 0 ,1 5 0 ,2
Pagina 55

o [M P a ] t e n s io n e r a d ia le
140

120

100

80

60

40

20

r [ m ]
0
0 0 ,0 5 0 ,1 0 ,1 5 0 ,2 0 ,2 5

-2 0

La variazione del raggio interno del disco dovuta a tali tensioni, :

' ' ' = t ( b) b ,

dove:

1
t ( b) = [ t ( r + a )]
E

Ora, essendo:

3 + 1
t ( b) = b + c = 290,5 MPa
4 g 3 +
r ( b) = 0 ,
a ( b) = 0

risulta:

t
''' = = 17,29 m .
E

E tale la riduzione dellinterferenza che si ha a regime, ovvero alla velocit di diecimila giri al
minuto. Riducendosi linterferenza, si riduce la pressione allinterfaccia fra albero e disco, che
diviene, infatti:

p' ' ' = 152,4 MPa .


Pagina 56

Essendovi tale pressione, minore sar il momento torcente trasmittibile dallaccoppiamento. Il


nuovo limite varr:

M t ' = f ( p' ' '2bt )b = 179,5 Nm .

Rispetto al caso in cui trascurabile lazione della forza centrifuga, si ha una riduzione del
momento torcente trasmittibile pari a:

M t M t ' 350 179,5


= = 0,4871 .
Mt 350

Veniamo ora alla verifica di resistenza nel caso di disco fermo ed in rotazione. Nel primo caso,
considerando le tensioni dovute alla pressione di calettamento ed al gradiente termico, la
tensione ideale di Von Mises varia con il raggio in questo modo:
o [ M Pa ]
1600

1400

1200

1000

800

600

400

200

0 r [ m ]
0 0 ,0 2 0 ,0 4 0 ,0 6 0 ,0 8 0 ,1 0 ,1 2 0 ,1 4 0 ,1 6 0 ,1 8 0 ,2

Invece nel caso di disco rotante si ha:

o [ M Pa ]

2000

1800

1600

1400

1200

1000

800

600

400

200

0 r [ m ]
0 0 ,0 2 0 ,0 4 0 ,0 6 0 ,0 8 0 ,1 0 ,1 2 0 ,1 4 0 ,1 6 0 ,1 8 0 ,2
Pagina 57

Ed osserviamo che, sia mel caso di disco fermo che in rotazione, la fibra interna del disco ad
essere soggetta alla pi gravosa situazione. In particolare risulta, rispettivamente:

' V . M . = 1581 MPa


,
V'' . M . = 1858 MPa

ed essendo, la tensione di snervamento del materiale, pari a 700 Mpa, il disco non resiste.
Per rendere unidea di quanto si al di l della resistenza del materiale, osserviamo che, ferme
restando geometria e materiali, le condizioni di carico, ad esempio, dovrebbero cos variare per
rientrare in sicurezza:

= 1047 rad s 314,16 rad s


M t = 350 Nm 100 Nm
T = 320 C 150 C
o o

e per le tensioni ideali da fermo ed in moto, avremmo rispettivamente:

' V . M . = 648,4 MPa


V'' . M . = 673,4 MPa

ed i coefficienti di sicurezza varrebbero:

n st = 1,157
.
ndin = 1,114