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Fondamenti Teorici delle Formule per il Calcolo dei Fasciami Cilindrici nelle Attrezzature a

Pressione. Confronto tra Codici di Progettazione.



Natale Palumbo
ISPESL Dipartimento Territoriale di Brescia

Sommario
Dalla risoluzione dellequazione di equilibrio di un elemento infinitesimo di fasciame cilindrico, sottoposto a
pressione interna, si ricavano le espressioni analitiche delle tre tensioni principali.
In base alle ipotesi di rottura adottate dai diversi codici di progettazione, si giunge alle formule progettuali
per la determinazione dello spessore dei fasciami cilindrici.
Nella presente memoria si esaminano e si pongono a confronto i campi di applicazione delle formule dettate
dalle seguenti norme: VSR rev. 95, VSG rev. 95, ASME VIII Div.1, Div.2 e Div.3 ed. 2004, EN13445 ed.
2004, CODAP 2000, AD-2000 Merkblatt; PD 5500 ed. 2000.
Abstract
From solution of equilibrium equation of an infinitesimal element of cylindrical shell under internal pressure,
the analytical relations of the three principal stresses are derived.
On the basis of the failure modes adopted by different design codes, the design formulas to determine the
thickness of cylindrical shells are obtained.
In this paper the conditions of applicability of mandatory formulas are given in the following standards: VSR
rev. 95, VSG rev. 95, ASME VIII Div.1, Div.2 e Div.3 ed. 2004, EN13445 ed. 2004, CODAP 2000, AD-
2000 Merkblatt; PD 5500 ed. 2000.

1.0 Introduzione.
Le attrezzature in pressione sono assoggettate ad un stato di tensione triassiale. Nel caso particolare di
recipienti cilindrici chiusi da fondi, il problema della ricerca dello stato tensionale nel fasciame
semplificato dalla loro simmetria assiale. A tal fine si consideri un cilindro cavo (fig. 1.0.1) di raggio interno
r
i
, raggio esterno r
e
, spessore s=(r
e
-r
i
), di lunghezza indefinita, chiuso alle estremit e soggetto ad una
pressione interna p. Il materiale costituente il cilindro sia omogeneo ed isotropo. Stante la assialsimmetria
geometrica e del carico, le tensioni principali in un punto del materiale sono dirette secondo il raggio
(
r
=tensione radiale), secondo la tangente alla circonferenza (
t
=tensione tangenziale o circonferenziale), e
secondo lasse del cilindro (
a
=tensione assiale).



Fig. 1.0.1 - Cilindro cavo: tensioni principali nellelemento infinitesimo.

1.1 La tensione assiale
a
.
La tensione assiale distribuita uniformemente lungo lo spessore, e la sua espressione si ricava facilmente
eseguendo lequilibrio delle forze agenti su una corona circolare situata sufficientemente lontano dai fondi.
Con riferimento alla fig. 1.0.1 possibile scrivere lequazione:

( )
2
i
2
i
2
e a
r p r r = equilibrio assiale (1.1.1)
dove il primo membro rappresenta la reazione della corona circolare ed il secondo membro rappresenta la
forza agente su un fondo.
1.2 La tensione tangenziale
t
e la tensione radiale
r
.
Lequilibrio dellelemento infinitesimo di fasciame, di lunghezza unitaria, spessore dr ed ampiezza angolare
d, riportato in fig. 1.0.1, secondo la direzione del raggio, conduce alla equazione differenziale di seguito
riportata, ottenuta considerando le forze dovute alle tensioni radiali e le componenti radiali delle forze dovute
alle tensioni tangenziali:
0
dr
d
r
r
r t
= equilibrio radiale (1.2.1)
1.3 Distribuzione delle tensioni principali lungo lo spessore in campo elastico.
La soluzione delle precedenti equazioni (1.1.1) e (1.2.1), con lipotesi aggiuntiva che la sollecitazione di
pressione sia tale da rimanere nel campo elastico, fornisce la distribuzione delle tre tensioni principali lungo
lo spessore del cilindro cavo. Le espressioni che si ottengono sono le seguenti, con =r
e
/r
i
:

=
2
2
e
2
t
r
r
1
1
p
tensione tangenziale elastica (1.3.1)

=
2
2
e
2
r
r
r
1
1
p
tensione radiale elastica (1.3.2)

1
p

2
a

=
tensione assiale elastica (1.3.3)
Le tre relazioni precedenti sono note come formule di Lam, per le quali sono opportune le seguenti
considerazioni:
1) valgono in campo elastico; 2) la tensione tangenziale
t
sempre di trazione, raggiunge il suo valore
massimo in corrispondenza della fibra interna e minimo in corrispondenza della fibra esterna; 3) la tensione
radiale
r
sempre di compressione, raggiunge il suo massimo, in valore assoluto, in corrispondenza della
fibra interna e si annulla in corrispondenza della fibra esterna; 4) la tensione assiale
a
sempre di trazione e
si mantiene costante lungo lo spessore assumendo un valore medio tra le prime due.
Appare evidente che la
a
nulla se il recipiente privo di fondi ed i bordi sono liberi di muoversi, come si
pu assimilare per tubazioni molto lunghe; se invece le estremit sono vincolate allora la tensione assiale va
ricavata con lausilio delle equazioni di deformazione. Nella fig. 1.3.1, rappresentato landamento delle
tensioni per un cilindro con fondi.

Distribuzione Tensioni in Regime Elastico
Raggio
T
e
n
s
i
o
n
e
0

r
-p
r
i
r
e

Fig. 1.3.1 - Distribuzione delle tensioni in regime elastico lungo lo spessore in un cilindro chiuso.


2.0 Teorie di Resistenza.
Per correlare lo stato di sollecitazione triassiale con i valori di resistenza del materiale ricavati in una prova
di trazione, e quindi in uno stato di sollecitazione monoassiale, occorre riferirsi alle teorie di resistenza, che
forniscono una tensione di confronto o tensione ideale, indicata con
id
, che quella tensione monoassiale
equivalente, ai fini della stabilit, allo stato di tensione triassiale. Nei codici di progettazione qui esaminati,
vengono adottati i seguenti criteri di resistenza o ipotesi di rottura: 1) massima tensione normale o di Lam;
2) massima tensione tangenziale o di Guest-Tresca; 3) massimo lavoro per variazione di forma o di Von
Mises. Dai suddetti criteri discendono differenti espressioni della
id
. Nel paragrafo seguente saranno
ricavate le formule che forniscono la
id
in corrispondenza della fibra interna, perch ivi si raggiunge il
valore massimo in regime elastico.
2.1 Criterio della massima tensione normale o di Lam.
La
id
pari alla massima tensione normale, che si verifica in corrispondenza della parete interna, pertanto:

ti max id
= = (2.1.1)
e per la (1.3.1), calcolata per r=r
i
, si ottiene:

1
1
p
2
2
i id,

+
= (2.1.2)
2.2 Criterio della massima tensione tangenziale o di Guest-Tresca.
La massima tensione tangenziale data dalla semidifferenza tra la massima e la minima delle tensioni
principali, ossia:

2

min max
max

= (2.2.1)
ove con
max
e
min
, si sono indicate rispettivamente la massima e la minima delle tre tensioni principali.
In uno stato di sollecitazione monoassiale la massima tensione tangenziale data da:

2

id
max
= (2.2.2)
e dal confronto tra le ultime due relazioni ne segue:

ri ti min max id
= = (2.2.3)
Ora, calcolando la (1.3.2), in corrispondenza di r
i
, si trova che
r
=p, e poi, tenendo conto della (2.1.2), si
ricava la seguente espressione per la (2.2.3):

1
2
p
2
2
i id,

= (2.2.4)
2.3 Criterio del massimo lavoro per variazione di forma o di Von Mises.
La relazione che fornisce il massimo lavoro per variazione di forma la seguente:
( )
a r r t a t
2
a
2
r
2
t
2
id
+ + + + = (2.3.1)
da cui, considerato che
a
=(
t
+
r
)/2, si ricava:
id
=(3/2)(
t
-
r
). Da questultima, considerando i valori
assunti dalla tensione tangenziale e da quella radiale in corrispondenza della fibra interna e sostituendoli in
essa, si ottiene la
id,i
nellipotesi di Von Mises:

1
3
p
2
2
i id,

= (2.3.2)

3.0 Distribuzione delle tensioni lungo lo spessore in campo plastico.
3.1 Distribuzione delle tensioni principali lungo lo spessore in campo plastico.
Al crescere del cimento dovuto alla pressione p crescono pure le tensioni
t
,
r
, e
a
viste prima, fintanto che
nella fibra interna la tensione ideale raggiunge quella di snervamento
s
. Con una ulteriore crescita della
pressione, la tensione ideale nella fibra interna rimane uguale a quella di snervamento, e cominciano a
snervarsi le fibre pi esterne. Il processo prosegue fino a che in tutto lo spessore la tensione ideale uguaglia
la tensione di snervamento. In tali condizioni, la distribuzione delle tensioni principali dipende dai criteri
assunti per la determinazione della
id
, ossia dipende dalle ipotesi di rottura.
Con lipotesi di rottura della massima tensione tangenziale, le espressioni delle tensioni divengono:

=
r
r
ln 1
e
s t

tensione tangenziale plastica
(Guest-Tresca)
(3.1.1)

r
r
ln
e
s r
=
tensione radiale plastica
(Guest-Tresca)
(3.1.2)

=
r
r
ln
2
1

e
s a

tensione assiale plastica
(Guest-Tresca)
(3.1.3)
mentre con lipotesi di rottura del massimo lavoro per variazione di forma, si ha:

=
r
r
ln 1
3
2

e
s t

tensione tangenziale plastica
(Von Mises)
(3.1.4)

r
r
ln
3
2

e
s r
=
tensione radiale plastica
(Von Mises)
(3.1.5)

=
r
r
ln
2
1

3
2

e
s a

tensione assiale plastica
(Von Mises)
(3.1.6)
Sulle precedenti relazioni opportuno precisare che: 1) valgono in campo plastico; 2) hanno un andamento
completamente differente dal caso elastico; 3) la tensione radiale sempre di compressione, e raggiunge il
suo massimo, in valore assoluto, in corrispondenza della fibra interna e si annulla in quella esterna; 4) la
tensione assiale assume un valore medio tra le prime due. Al riguardo si veda la fig. 3.1.1.
Distribuzione Tensioni in Regime Plastico
Raggio
T
e
n
s
i
o
n
e
r
e
r
i

r
0
-p

Fig. 3.1.1 - Distribuzione delle tensioni in regime plastico lungo lo spessore in un cilindro chiuso.

4.0 Le formule della Raccolta VSR rev. 95.
4.1 Le formule generali della VSR.
Il criterio di resistenza adottato dalla Raccolta VSR, che la norma italiana per la verifica di stabilit dei
recipienti a pressione, quello della massima tensione tangenziale. In ambito VRS, si sceglie di tenere in
conto il contributo dato dalle fibre esterne, limitando la tensione ideale in corrispondenza della fibra interna

id,i
ad un valore pari a 1,5 volte la
amm
e pertanto grazie alla (2.2.4) si ottiene:

1
2
p 1,5
2
2
amm

= (4.1.1)
La (4.1.1) dopo opportuni passaggi fornisce:


=
amm
amm e

p 1,333
1
2
D
s (4.1.2)
che, utilizzando la simbologia delle Raccolte ISPESL, in cui la
amm
viene indicata con f, lo spessore con s
0
,
ed il modulo di efficienza di eventuali saldature con z1, pu essere riscritta come segue:


=
z f
p 1,333 z f
1
2
D
s
e
0
(4.1.3)
Come si vede la (4.1.3) la formula 2.1 riportata nella regola VSR.1.D.2 della Raccolta VSR.
In base alle ipotesi utilizzate per ricavarle, le formule (4.1.2) o (4.1.3) valgono senza limitazioni al valore
dello spessore, mentre in seguito vedremo come esse si semplificano quando lo spessore del fasciame sia
piccolo rispetto al diametro.
Nel caso in cui il fasciame presenti delle forature, la tensione tangenziale maggiore di quella che si avrebbe
in assenza delle stesse. Ora, indicato con z
for
1, il modulo di efficienza della foratura, con
ti,foratura
la tensione
nella fibra interna in corrispondenza di una foratura e con
ti
e
ri
rispettivamente la tensione tangenziale e
quella radiale nella fibra interna in zona non forata, ne viene:

for
ti
forature ti,
z

=
(4.1.4)
e da essa, si ricava, con lipotesi di Guest-Tresca, la seguente relazione per la tensione ideale:

ri
for
ti
ri forature ti, forature i, id,

z

= =
(4.1.5)
e tenuto conto che
1
1
p
2
2
ti

+
= e che p
ri
= , ne risulta:
p
1
1
z
p

2
2
for
forature i, id,
+

+
= (4.1.6)
ed ancora, ammettendo che la tensione ideale nella fibra interna in corrispondenza di una foratura
id,i,foratura
,
raggiunga un valore pari a 1,5 volte la
amm
, si ottiene:
p
1
1
z
p
1,5
2
2
for
amm
+

+
= (4.1.7)
E da questultima, dopo qualche passaggio, si giunge alla seguente espressione:

( )
( )

+
+
=
for for amm
for for amm e
z 1 p 0,666 z
z 1 p 0,666 z
1
2
D
s (4.1.8)
che, con la simbologia delle Raccolte ISPESL, s=s
0
,
amm
=f e z
for
=z, diventa:

( )
( )

+
+
=
z 1 p 0,666 z f
z 1 p 0,666 z f
1
2
D
s
e
0
(4.1.9)
La (4.1.9) coincide con la formula 2.5 di cui alla regola VSR.1.D.2 della VSR. La (4.1.8) nel caso di z
for
=1,
ossia in assenza di forature, coincide con la (4.1.2), come era fisicamente prevedibile.
4.2 Le formule particolari della VSR.
Le espressioni trovate sopra valgono come gi detto per qualunque valore dello spessore. Lo scopo di questo
paragrafo quello di giungere ad una formula semplificata rispetto alle precedenti da applicare al caso in cui
lo spessore del fasciame sia trascurabile rispetto al diametro o, in altre parole, quando il rapporto tra i raggi
=r
e
/r
i
sia prossimo allunit. Nelle ipotesi predette lecito ipotizzare che le tensioni si mantengano costanti
lungo lo spessore. Il valore delle tensioni assunto per lo sviluppo dei calcoli quello medio, che come noto
si ricava dallintegrazione della funzione rappresentativa delle tensioni diviso lintervallo di integrazione.
Calcoliamo dapprima il valor medio della
t
e poi quello della
r
, in modo da ricavare un valore medio della

id
. Il valor medio della
t
dato dalla risoluzione dellintegrale che segue:

dr
r
r
1
1
p
r r
1

2
2
e
r
r
2
i e
medio t,
e
i

=


(4.2.1)
che fornisce:

1
p

medio t,

=
(4.2.2)
ed analogamente il valor medio della
r
si ottiene dallintegrazione sotto riportata:

dr
r
r
1
1
p
r r
1

2
2
e
r
r
2
i e
medio r,
e
i

=


(4.2.3)
il cui risultato :

1
p

medio r,
+
=
(4.2.4)
Poich siamo nel campo degli spessori sottili possibile porre 1, cosicch la precedente diventa:

2
p

medio r,
= (4.2.5)
E ora possibile calcolare il valore cercato di
id,medio
, con Guest-Tresca, nel modo che segue:

1
1
2
p

medio r, medio t, medio id,

+
= =
(4.2.6)
e da questultima, limitando
id,medio
alla tensione ammissibile, immediato ottenere:

1
1
2
p

amm

+
=
(4.2.7)
Dalla relazione appena trovata facile evincere lespressione che segue, dove lo spessore del fasciame
fornito in funzione della pressione, del diametro medio D
m
=(D
e
+D
i
)/2 e della tensione ammissibile:

amm
m
2
D p
s

=
(4.2.8)
La relazione appena scritta nota nella letteratura come formula del diametro medio, e da essa immediato
pervenire alle espressioni che tengono conto del diametro esterno D
e
o di quello interno D
i
. Qui si riporta
soltanto la formula che fornisce lo spessore in funzione del diametro esterno:

p 2
D p
s
amm
e
+

=
(4.2.9)
E palese riconoscere in essa, con le opportune sostituzioni dei simboli adottati nella norma italiana e,
tenendo conto della efficienza delle saldature, la formula 1.1 della Regola VRS.1.D.2 della Raccolta VSR:

p z f 2
D p
s
e
0
+

=
(4.2.10)
4.3 Il campo di applicazione delle formule VSR.
Nel paragrafio 4.1 si sono ricavate le formule (4.1.3) e (4.1.9) che consentono di dimensionare i fasciami
cilindrici dei recipienti a pressione con il criterio di limitare la tensione ideale secondo Guest-Tresca nella
fibra interna ad un valore pari a 1,5 volte la tensione ammissibile nel materiale; mentre nel paragrafo 4.2 si
trovata la formula semplificata (4.2.10), limitando il valore medio della tensione ideale secondo Guest-
Tresca alla tensione ammissibile. Nella figura 4.3.1 di seguito riportata vengono tracciati i diagrammi delle
formule (4.1.3), (4.1.9) e (4.2.10). Come si vede la formula (4.1.3) per valori di s/D
e
0,18 e di p/fz0,449,
fornisce spessori che sono inferiori a quelli ottenuti dallapplicazione della formula (4.2.10), ed per questo
motivo che la norma VSR prescrive, ad evidente favore di sicurezza, che gli spessori debbano essere
determinati con la (4.2.10) fino a valori di p/fz0,449, e con la formula (4.1.3) per valori di p/fz>0,449. La
terza curva rappresenta la formula (4.1.9) per un modulo di efficienza della foratura z
for
=0,8. Si comprende
dunque il motivo per cui duso riferirsi alle relazioni precedenti con lappellativo di formula per gli
spessori grossi per la (4.1.3) e formula per gli spessori sottili per la (4.2.10).
Spessori Fasciame VSR
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
p/fz
s
/
D
e
Grossi
(4.1.3)
Sottili
(4.2.10)
0,449
0,18
z
for
=0,8
(4.1.9)

Fig. 4.3.1 - Curve adimensionali s/D
e
-p/fz nella Raccolta VSR.

Prima di passare alla trattazione delle altre norme opportuno notare che le espressioni di cui sopra valgono
in condizioni di progetto, mentre in condizioni di prova idraulica devono essere adottate le formule (2.3) e
(2.7) della Regola VSR.1.D.2. La ragione di tale distinzione risiede nel fatto che queste ultime sono state
ottenute imponendo che
id,i
non superi di 1,1 volte la
amm
(1,05 secondo le Raccomandazioni del Comitato
Termotecnico Italiano). Non sono imposti limiti al valore della pressione.

5.0 Le formule della Raccolta VSG rev. 95.
5.1 Le formule generali e particolari della VSG.
I procedimenti esposti prima a proposito della VSR valgono interamente per la VSG, la norma italiana per la
verifica di stabilit dei generatori di vapore, con la sola variazione del limite imposto alla tensione ideale
interna
id,i
nella (4.1.1) nella condizione di progetto e di prova idraulica: rispettivamente 1,6 e 1,25 volte la

amm
(1,05 secondo le Raccomandazioni del CTI). Con le modifiche suddette le relazioni (4.1.3) e (4.1.9)
della VSR si trasformano nelle seguenti (5.1.1) e (5.1.2) valide in campo VSG per le condizioni di progetto e
che rappresentano rispettivamente le formule (2.5) e (2.1) della Regola VSG.1.D.2:


=
z f
p 1,25 z f
1
2
D
s
e
0
(5.1.1)

( )
( )

+
+
=
z 1 p 0,625 z f
z 1 p 625 , 0 z f
1
2
D
s
e
0
(5.1.2)
Resta immutata la formula per i piccoli spessori, data da:

p z f 2
D p
s
e
0
+

=
(5.1.3)
5.2 Il campo di applicazione delle formule VSG.
Nella figura 5.2.1 seguente sono state diagrammate, in forma adimensionale, le curve fornite dalle formule
(5.1.1), (5.1.2) per z
for
=0,8 e (5.1.3). Come si rileva, in questo caso il limite di demarcazione tra i piccoli ed i
grandi spessori individuato dalla condizione s/D
e
0,21 e p/fz0,530. Non sono imposti limiti al valore
della pressione.
Spessori Fasciame VSG
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
p/fz
s
/
D
e
z
for
=0,8
(5.1.2)
0,21
0,530
Grossi
(5.1.1)
Sottili
(5.1.3)

Fig. 5.2.1 - Curve adimensionali s/D
e
-p/fz nella Raccolta VSG.

6.0 Le formule del Codice ASME VIII Div. 1.
6.1 La formula generale della ASME VIII Div. 1.
Il criterio di resistenza adottato dal codice ASME VIII Div. 1, che la prima norma americana per la
progettazione dei recipienti a pressione, quello della massima tensione normale o di Lam. Come gi visto
la massima tensione normale coincide con la tensione tangenziale nella fibra interna per cui la
id,i
data dalla
(2.1.2) deve essere uguale alla
amm
, e da ci si ottiene:

1
1
p
2
2
amm

+
= (6.1.1)
La relazione precedente, dopo opportuni passaggi al fine di esplicitare lo spessore, e tenuto conto del modulo
di efficienza della saldatura z, diventa:

+

=
p z
p z
1
2
D
s
amm
amm e
(6.1.2)
che, posto s=t, p=P,
amm
=S, z=E, D
e
/2=R
o
e Z=(SE+P)/(SEP) diventa:

1/2
1/2
o
Z
1 Z
R t

= (6.1.3)
che coincide con la formula (1) della regola 1-2 riportata nella Appendice Mandatoria 1 della ASME VIII
Div. 1, dove sono dettate le formule supplementari di progettazione.
6.2 La formula particolare della ASME VIII Div. 1.
La regola UG-27 della ASME VIII Div. 1 riporta la seguente formula per il calcolo degli spessori dei
fasciami cilindrici:

0,6P - SE
PR
t =
(6.2.1)
nella quale R il raggio interno del cilindro. Con i simboli qui utilizzati la relazione appena scritta si
trasforma nella:

p 0,8 z 2
D p
s
amm
e
+

=
(6.2.2)
La (6.2.1) nota come ASME modified membrane equation in quanto ottenuta modificando opportunamente
la semplice relazione seguente allo scopo di approssimare la (6.1.3) di Lam nel dominio degli spessori
sottili:

SE
PR
t = (6.2.3)
La (6.2.3), conosciuta anche come formula di Mariotte, valida per le membrane sottili e si ricava
dallequilibrio di met cilindro nellipotesi della uniforme distribuzione delle tensioni.
6.3 Il campo di applicazione delle formule ASME VIII Div. 1.
Nella fig. 6.3.1 sono diagrammate, in forma adimensionale e con la posizione di
amm
=S, p=P e z=E, la
formula (6.1.2) equivalente alla (6.1.3) e la (6.2.2) equivalente alla (6.2.1). E facile riconoscere la
giustificazione dei limiti imposti dalla norma in argomento alla validit delle formule, ossia P/SE0,385, cui
corrisponde un rapporto s/D
e
0,167. Infatti per P/SE0,385 la relazione (6.2.1) coincide praticamente con la
Spessori Fasciame ASME VIII Div. 1
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
P/SE
s
/
D
e
0,385
0,167
Grossi
(6.1.3)
Sottili
(6.2.1)

Fig. 6.3.1 - Curve adimensionali s/D
e
-P/SE nel Codice ASME VIII Div.1.

(6.1.3), e quindi la si preferisce in quanto di pi semplice calcolazione, mentre per P/SE>0,385 la (6.2.1)
diverge verso il basso fornendo spessori pi piccoli. Per tale ragione nel campo P/SE>0,385 il codice ASME
VIII Div.1 prescrive lutilizzo della formula (6.1.3). La pressione limite di progetto 3000 psi 200 bar,
come specificato nella regola U-1(d).

7.0 Le formule del Codice ASME VIII Div. 2.
7.1 La formula generale della ASME VIII Div. 2.
Il criterio di resistenza adottato dal codice ASME VIII Div. 2, che la seconda norma americana per la
progettazione dei recipienti a pressione, quello della massima tensione tangenziale. A differenza di quanto
visto per la VSR, in cui si ammetteva che la
id
in corrispondenza della fibra interna, ricavata con lipotesi
della massima tensione tangenziale fosse uguale a 1,5 volte la
amm
, qui si ammette che lintera sezione del
cilindro si plasticizzi, ossia che in ogni fibra la
id
sia uguale alla tensione di snervamento
s
e si adotta
lipotesi di rottura di Guest-Tresca. Per quanto detto si ha (
t

r
)=
s
, lungo tutto lo spessore, e la relazione
da applicare la (3.1.2) che si qui si riscrive:

r
r
ln
e
s r
=
tensione radiale plastica
(Guest-Tresca)
(7.1.1)
che, tenuto conto delle condizioni al contorno, ossia che per r=r
i
deve essere
r
=p, e dopo aver sostituito
s

con
amm
a favore di sicurezza, si pu riscrivere nella forma che segue:

amm i
e

p
r
r
ln =
(7.1.2)
ed infine, posto
amm
=S, r
i
=R, s=t, p=P, e quindi r
e
=R+t, si ricava la relazione di cui alla regola AD-201 del
codice ASME VIII Div. 2:

S
P
R
t) (R
ln =
+
(7.1.3)
e volendo esplicitare lo spessore s, dalla relazione (7.1.2) se ne trae la:

amm
amm

p
e
e
1 e
2
D
s

= (7.1.4)
7.2 La formula particolare della ASME VIII Div. 2.
Laltra formula dettata dalla regola AD-201 della ASME VIII Div.2, la seguente:

0,5P - S
PR
t =
(7.2.1)
che, con le opportune sostituzioni di simboli, restituisce la relazione:

p 2
D p
s
amm
e
+

=
(7.2.2)
che coincide con la (4.2.9), ossia con la formula del diametro medio, gi vista in ambito VSR. Pertanto si
pu affermare che nel campo degli spessori sottili la ASME VIII Div. 2 adotta lipotesi della massima
tensione tangenziale limitando il valore medio della tensione ideale a quella ammissibile.
7.3 Il campo di applicazione delle formule ASME VIII Div. 2.
Con la posizione
amm
=S e P=p tracciamo le curve adimensionali, ottenute dalla formula (7.1.4) equivalente
alla (7.1.3) e dalla (7.2.2) equivalente alla (7.2.1), nel diagramma di fig. 7.3.1. Le due curve sono
praticamente sovrapposte per P/S0,4, mentre per valori superiori di P/S la formula (7.1.3) fornisce valori
inferiori di s/D
e
rispetto a quelli ottenuti con la (7.2.1). E palese che in questo codice lapplicazione della
formula per gli spessori sottili sia sempre pi cautelativa, tuttavia per P/S>0,4 la norma consente di
determinare lo spessore servendosi della relazione (7.1.3). Vale la pena notare che in questa Divisione
dellASME il modulo di efficienza adottato sempre 1. Nella regola AG-110 detto che la Divisione 2 non
specifica un limite alla pressione di progetto, ma si avverte che per pressioni molto alte possono essere
necessarie alcune modifiche alle regole stesse.
Spessori Fasciami ASME VIII Div. 2
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
P/S
s
/
D
e
0,4
0,167
Grossi
(7.1.3)
Sottili
(7.2.1)

Fig. 7.3.1 - Curve adimensionali s/D
e
-P/S nel Codice ASME VIII Div.2.

8.0 Le formule del Codice ASME VIII Div. 3.
8.1 La formula generale della ASME VIII Div. 3.
Il criterio di resistenza adottato dal codice ASME VIII Div. 3, che la terza norma americana per la
progettazione dei recipienti a pressione, quello del massimo lavoro per variazione di forma. La formula
viene ricavata ipotizzando che lintera sezione del fasciame si plasticizzi, come gi considerato nella Sez.
VIII Div. 2, ma a differenza di questultima la tensione ideale viene ottenuta utilizzando lipotesi di Von
Mises, quindi
id
=(3/2)(
t
-
r
), per poi uguagliarla alla tensione di snervamento
s
. La relazione da
applicare la (3.1.5), che si riscrive di seguito:

r
r
ln
3
2

e
s r
=
tensione radiale plastica
(Von Mises)
(8.1.1)
e dovendo essere
r
=p per r=r
i
, con la sostituzione
s
=
amm
, si ricava la formula:

amm i
e

p
r
r
ln
3
2
=
(8.1.2)
Poich in questa Div. la tensione ammissibile assunta pari a met dello snervamento, con i simboli del
codice in argomento si pu porre:
amm
=S
y
/2, p=P
D
, r
e
/r
i
=Y, e riesce immediato scrivere la formula dettata
dalla ASME VIII Div. 3 nella regola KD-251.1:

( ) ( ) Y ln S
1,732
1
P
y D
=
(8.1.3)
e siccome vogliamo esplicitare lo spessore, dobbiamo scrivere la precedente come:

y
d
y
d
S
P
3
S
P
3
e
e
1 e
2
D
s

= (8.1.4)
8.2 Il campo di applicazione della formula ASME VIII Div. 3.
Lapplicazione della formula nel campo dei grossi spessori implicita nel sottotitolo del codice in parola
Alternative Rules for High Pressure Vessels e nella regola KG-101 dove si stabilisce che il Codice adatto
a recipienti metallici con pressione di progetto superiore a 10.000 psi 700 bar. Nella fig. 8.2.1 riportato il
diagramma nel quale la curva inferiore rappresenta la (8.1.2), tracciata in base ad un valore non definito di

amm
, come si proceduto per le altre norme, invece quella superiore rappresenta la (8.1.3) equivalente alla
(8.1.4), nella quale si posto il valore della tensione ammissibile utilizzato nel codice in esame, ossia

amm
=S
y
/2.
Spessori Fasciame ASME VIII Div.3
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
P
D
/S
y
o
s
/
D
e
Von Mises
Plastico
(x=p/
amm
)
(8.1.2)
ASME VIII-3
(x=P
D
/S
y
)
(8.1.3)
p/
amm

Fig.8.2.1 - Curva adimensionale s/D
e
-P
D
/S
y
nel Codice ASME VIII Div.3.

9.0 Le formule della AD 2000-Merkblatt.
9.1 La formula generale della AD 2000.
Nella norma tedesca per i recipienti a pressione AD 2000, la formula adottata per i grossi spessori una
approssimazione della relazione (2.3.2) che fornisce la tensione ideale nella fibra interna con lipotesi di Von
Mises nel campo elastico. La formula (2.3.2) di cui sopra, sostituendo, al solito, la
id,i
con la
amm
diventa:

1
3
p
2
2
amm

= (9.1.1)
e dopo qualche operazione si giunge alla:

=
amm
e

p
3 1 1
2
D
s (9.1.2)
La formula che il codice AD 2000 stabilisce per i grossi spessori richiamata nel capitolo B10 al paragrafo
6.1.1, ed la seguente, a meno delle tolleranze c
1
e c
2
, e con p in bar:

p
S
K
23
p D
s
a

=
(9.1.3)
che, assunto D
a
=D
e
, p in MPa, K/S=
amm
, diventa:

p 2,3
p D
s
amm
e


=
(9.1.4)
9.2 La formula particolare della AD 2000.
Per gli spessori sottili la norma in oggetto, nel capitolo B1, paragrafo 5 riporta la relazione:

p v
S
K
20
p D
s
a
+

=
(9.2.1)
con v modulo di efficienza. Ma, per le posizioni prima assunte, e prendendo v=1, la precedente diventa:

p 2
p D
s
amm
e
+

=
(9.2.2)
che la gi richiamata formula del diametro medio.
9.3 Il campo di applicazione delle formule AD 2000.
Come si vede nel diagramma a sinistra della fig. 9.3.1, la formula (9.1.4) equivalente alla (9.1.3), che
quella che il regolamento prevede per i grossi spessori, approssima molto bene, fino al punto di coordinate
p/(K/S)=0,25 e s/D
e
=0,12, la curva (9.1.2) che discende dalla ipotesi di Von Mises in campo elastico per la
fibra interna. Per valori di p/(K/S) crescenti la curva dettata dal codice si discosta da quella ricavata con
lipotesi di Von Mises, fornendo spessori inferiori e quindi non a favore di sicurezza. E questo il motivo per
cui la validit della (9.1.3) viene limitata ad un valore di D
e
/D
i
=1,5, cui corrispondono lascissa
p/(K/S)=0,329 e le ordinate s/D
e
=0,167 sulla curva AD2000 e s/D
e
=0,172 sulla curva di Von Mises, la cui
differenza del 3%. Per D
e
/D
i
>1,5 necessario riferirsi alla letteratura in materia. Nel diagramma pure
tracciata la curva (9.2.1) equivalente alla (9.2.2) che, come evidenziato meglio nellingrandimento a destra
della fig. (9.3.1), interseca la curva dei grossi spessori nel punto p/(K/S)=0,15, s/D
e
=0,07. Seppur a destra di
questo punto la (9.2.1) risulta meno cautelativa di quella prima descritta per i grossi spessori, il codice
tedesco consente di utilizzarla poco oltre tale limite, fino ad un rapporto D
e
/D
i
1,2 (p/(K/S)=0,174,
s/D
e
=0,08) essendo ivi la differenza tra la (9.2.1) e la (9.1.3) trascurabile. Per 1,2<D
e
/D
i
1,5 obbligatorio
impiegare la relazione per i grossi spessori. Non sono dati limiti di pressione.
Spessori Fasciame AD 2000
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
p/(K/S)
s
/
D
e
Von Mises Elastico
(9.1.2)
Grossi
(9.1.3)
Sottili
(9.2.1)
0,167
0,08
0,174
0,329
Spessori Fasciame AD 2000
0
0,01
0,02
0,03
0,04
0,05
0,06
0,07
0,08
0,09
0,1
0 0,05 0,1 0,15 0,2
p/(K/S)
s
/
D
e
Sottili
(9.2.1)
Grossi
(9.1.3)
0,174
Fig. 9.3.1 - Curve adimensionali s/D
e
p/(K/S) nel Codice AD 2000.

10.0 La formula del Codice PD 5500.
10.1 La formula particolare della PD 5500.
Il codice britannico per il dimensionamento dei recipienti in pressione di cui si tratta non fornisce una
formula per i calcolo dei cilindri di grosso spessore, rimandando ad analisi pi approfondite, mentre per gli
spessori sottili prescrive nella sezione 3, al paragrafo 3.5.1.2, la formula (3.5.1-2) che si riscrive qui sotto:

p 2f
pD
e
o
+
=
(10.1.1)
E immediato riconoscere in essa la formula del diametro medio gi vista pi volte, pur di notare che e=s,
D
o
=D
e
e f=
amm
, e dedurne che la PD5500 limita a
amm
la tensione media trovata con Guest-Tresca elastico.
10.2 Il campo di applicazione della formula PD 5500.
Spessori Fasciame PD5500
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8
p/f
s
/
D
eSottili
(10.1.1)
Lam Elastico
(6.1.2)
0,13
0,25

Fig. 10.2.1 - Curve adimensionali s/D
e
-p/f nel Codice PD5500.
Il limite di applicazione della formula sopra vista viene fissato nella sezione 3 al paragrafo 3.2.2 (Design
Criteria) con il seguente rapporto dei diametri D
e
/D
i
1,3. Nella letteratura consultata non riportata lorigine
di tale limite e perci, procedendo per tentativi, congetturiamo che esso derivi dalla quasi totale
sovrapposizione tra la curva del diametro medio e quella di Lam in campo elastico gi vista per lASME
VIII-1. Infatti nella fig. 10.2.1 di cui sopra, le curve rappresentano la (10.1.1) e la (6.1.2), e si nota
chiaramente che esse si sovrappongono fino al punto di coordinate p/f=0,25; s/D
e
=0,13, cui corrisponde
D
e
/D
i
=1,3. E interessante notare che non viene dato un modulo di efficienza della saldatura, ma vengono
posti limiti ai valori massimi di spessore in funzione della percentuale di controlli non distruttivi eseguiti
secondo la tabella 3.4-1 del Codice. Non vi sono limiti di pressione.

11.0 La formula della Norma CODAP 2000.
11.1 La formula particolare del CODAP 2000.
Nel capitolo C2.1 del CODAP2000, il codice francese per il calcolo degli apparecchi a pressione, viene data
la relazione seguente, nella quale si riconosce ancora, con le posizioni s=e e p=P, la formula del diametro
medio. Quindi si evince che pure il codice francese accetta per il dimensionamento dei cilindri cavi di
piccolo spessore lipotesi di Guest-Tresca relativamente alla tensione ideale media.

P z 2f
D P
e
e
+

= (11.1.1)
11.2 Il campo di applicazione della formula CODAP 2000.
La (11.1.1) precedente si applica fin quando 5eD
m
, ossia per s/D
e
0,167. Per rapporti di s/D
m
>0,2, nel
CODAP si deve procedere con una analisi delle tensioni. La formula precedente rappresentata dalla curva
(10.1.1) degli spessori sottili disegnata nel diagramma della fig. 10.2.1 fino al punto p/fz=0,4, s/D
e
0,167.
Non vi sono limiti di pressione.

12.0 La formula della Norma EN 13445.
12.1 La formula particolare della EN 13445.
La EN 13445 la norma europea per la progettazione dei recipienti in pressione non soggetti alla fiamma, e
la sua applicazione soddisfa implicitamente i requisiti essenziali di sicurezza della Direttiva 97/23/CE (PED).
La formula che in essa viene data al paragrafo 7.4 per il calcolo dei fasciami cilindrici quella del diametro
medio, come si vede dalla seguente relazione, con s=e e p=P, e pertanto anche la norma europea adotta
lipotesi di Guest-Tresca con la tensione ideale media:

P z 2f
D P
e
e
+

= (12.1.1)
12.2 Il campo di applicazione della formula EN 13445.
La formula precedente vale per s/D
e
0,16. Per valori di s/D
e
>0,16 si entra nel campo dei grossi spessori in
cui non viene specificata una formula generale, ma si stabilisce che la progettazione venga eseguita non pi
con il criterio della design by formula bens con quello della design by analysis. In altre parole alle
formule chiuse che forniscono direttamente lo spessore si sostituisce una analisi delle tensioni per
confrontarle con le tensioni ammissibili. La formula precedente rappresentata dalla curva (10.1.1) degli
spessori sottili disegnata nel diagramma della fig. 10.2.1 fino al punto di coordinate p/fz=0,38, s/D
e
=0,16.
Non sono prescritti limiti di pressione.

13 0 Conclusioni.
Lanalisi dei codici presi in considerazione consente di compilare la tabella 13.0.1 sotto riportata nella quale
sono sintetizzati i limiti di applicazione richiamati nel testo nonch le ipotesi di rottura adottate e di tracciare
le curve delle figg. 13.0.2 e 13.0.3. E evidente che il parametro meccanico p/
amm
e quelli geometrici (i.e.
s/D
e
) sono un modo diverso per affermare lo stesso concetto, ossia per stabilire una linea di demarcazione del
dominio in cui le attrezzature a pressione possono essere considerate di piccolo spessore rispetto al diametro.
Si vede pure che nel dominio degli spessori sottili tutte le norme accettano il criterio di resistenza di Guest-
Tresca in campo elastico con la tensione ideale media uguagliata alla tensione ammisssibile, ad eccezione
della ASME VIII-1 che adotta il criterio di Lam in campo elastico con la tensione ideale massima,
anchessa uguagliata alla tensione ammissibile, e della ASME VIII-3 che non si presta ad essere applicata in
questo dominio. Nel campo degli spessori grossi invece le differenze sono pi marcate; infatti la VSR e la
VSG ammettono rispettivamente che la tensione ideale massima di Guest-Tresca, che quella in
corrispondenza della fibra interna, possa raggiungere 1,5 e 1,6 volte la tensione ammissibile. Per la ASME
VIII-1 non vi differenza nel criterio, ma solo nella formula da applicare che in forma esponenziale. Le
ASME VIII Div. 2 e 3 ammettono invece che lo spessore si plasticizzi totalmente, e ricavano la tensione
ideale: la prima (VIII-2) con il criterio di Guest-Tresca plastico ponendola uguale alla tensione ammissibile,
mentre la seconda (VIII-3) con il criterio di Von Mises uguagliandola a met della tensione di snervamento.
La AD2000 accoglie il criterio di Von Mises elastico e pone la tensione ideale massima cos trovata uguale
alla tensione ammissibile. Le ultime tre norme PD5500, CODAP ed EN13445 non forniscono una formula
ben definita rimandando alla analisi delle tensioni o stress analysis. Nelle figg. 13.0.2 e 13.0.3 le curve sono
tracciate in funzione del parametro p/
amm
, fatta eccezione per la curva ASME VIII-3 che disegnata con il
parametro p/S
y
, e qui riportata per completezza. Il confronto tra i codici viene eseguito, ovviamente, a parit
di p/
amm
. Dalla fig. 13.0.2, si desume che nel campo degli spessori sottili la norma ASMEVIII-1 la pi
cautelativa in quanto richiede spessori maggiori di quelli ottenuti con le altre norme, come era intuitivo
aspettarsi visto che la ASME VIII-1 assume quale tensione ideale quella massima a differenza di quella
assunta dalle altre norme: tensione media di Guest-Tresca. Dallesame della fig. 13.0.3, nel campo dei grossi
spessori si evince che la AD2000, nel proprio intervallo di validit (da 0,174 a 0,329 p/
amm
) la pi
cautelativa delle norme esaminate, poich ottenuta da Von Mises in campo elastico, considerando la tensione
ideale nella fibra interna uguagliata alla
amm
; mentre gli altri codici possono essere ordinati dal pi al meno
cautelativo, a partire da p/
amm
>0,6,come segue: VSR, VSG, ASME VIII-1, ASME VIII-2 e Von Mises
Plastico (ASME VIII-3). La classificazione appena esposta discende dalle ipotesi assunte dai diversi codici:
VSR e VSG calcolano la
id
con Guest-Tresca nella fibra interna, ma ammettono la collaborazione delle fibre
meno sollecitate; ASME VIII-1 ricava la
id
nella fibra interna con Lam; le ASME VIII-2 e ASME VIII-3
accettano la plasticizzazione totale dello spessore, ma la Div. 2 ricava la distribuzione delle tensioni con
Guest-Tresca, mentre la Div. 3 con Von Mises. In merito ai tre criteri di resistenza considerati nel presente
studio si pu affermare che: 1) il criterio della massima tensione normale o di Lam stato il primo ad essere
stato impiegato, e rispecchia meglio il comportamento a rottura dei materiali fragili quali la ghisa a
temperatura ambiente o gli acciai al carbonio al di sotto della temperatura di transizione; 2) il criterio della
massima tensione tangenziale o di Guest-Tresca indicato a descrivere il comportamento a rottura dei
materiali duttili in quanto sono le tensioni tangenziali a determinare la crisi; 3) il criterio del massimo
lavoro per variazione di forma (distorsione) o di Von Mises, che un criterio basato sullenergia di
deformazione, coinvolge, se pure indirettamente, le tensioni tangenziali , perch sono queste tensioni a
produrre la variazione di forma, e pertanto anchesso descrive meglio il collasso dei materiali duttili.




Tab. 13.0.1 Spessori Fasciame: Ipotesi di Rottura e Parametri Adimensionali, Geometrici e Meccanici.
(in grassetto sono evidenziati i limiti dettati nei codici)

CODICE VSR VSG
ASME
VIII-1
ASME
VIII-2
ASME
VIII-3
AD 2000 PD5500 CODAP EN13445
S
o
t
t
i
l
e

G
u
e
s
t

E
l
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s
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o
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r
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G
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o
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1
,
5

G
u
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1
,
6

G
u
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y
s
i
s

S
t
r
e
s
s

A
n
a
l
y
s
i
s

s/D
i
0,28 0,36 0,25 0,25 0,10 0,25 0,15 0,25 0,23
s/D
m
0,22 0,27 0,20 0,20 0,09 0,20 0,13 0,20 0,19
s/D
e
0,18 0,21 0,167 0,167 0,08 0,167 0,11 0,167 0,16
s/R
i
0,56 0,72 0,5 0,5 0,20 0,5 0,30 0,5 0,46
D
e
/D
i
1,56 1,72 1,5 1,5 1,2 1,5 1,3 1,5 1,47
C
a
m
p
o

d
i

A
p
p
l
i
c
a
z
i
o
n
e

p/
amm
0,449 0,530 0,385 0,4
Nessun
Parametro
0,174 0,329 0,25 0,4 0,38
Confronto Codici Spessore Sottile
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6
s
/
D
e
(1) Guest Elastico
Tensione Media
(2) Lam Elastico
Tensione
Massima
p/
amm

Fig. 13.0.2 - Curva (1) VSR, VSG, ASME VIII-2, AD2000, PD5500, CODAP, EN13445.
Curva (2) ASME VIII-1.
Confronto Codici Spessore Grosso
0
0,05
0,1
0,15
0,2
0,25
0,3
0,35
0,4
0,45
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7
s
/
D
e
AD 2000
VSR
Von Mises Plastico
(ASME VIII-3 con
amm
)
VSG
ASME VIII-1
ASME VIII-2
p/
am
ASME VIII-3
con
amm=
S
y
/2

Fig. 13.0.3 Curve per gli spessori grossi.

Ringraziamenti
Esprimo il mio vivo ringraziamento al Dott. Ing. Giuseppe Mul, Direttore del Dipartimento ISPESL di
Brescia, per avermi indicato il tema della presente memoria. Egli ha da lungo tempo evidenziato, sia nella
sua attivit di ricerca che in quella didattica presso il Politecnico di Milano, quali fossero le ipotesi alla base
delle formule per il dimensionamento dei fasciami cilindri, sottolineando la distinzione tra spessore grosso e
sottile, che ha trovato legittimazione nella recente norma europea EN13445.

Bibliografia
(1) Mul G.: Il dimensionamento dei fasciami cilindrici, Lezioni tenute al Politecnico di Milano-Dipartimento di Meccanica
nel Corso Annuale di Analisi Strutturale dei Componenti e Sistemi in Pressione.
(2) Iurzolla E.: Il calcolo dei recipienti a pressione, Edizioni Libreria Cortina, Padova, 1981.
(3) Annaratone A.: Recipienti in pressione, Edizioni Libreria CLUP, Milano, 1998.
(4) Annaratone A.: Generatori di Vapore, Edizioni Libreria CLUP, Milano, 1998.
(5) Martini D.: Calcolo automatico di recipienti in pressione, Pitagora Editrice, Bologna, 1999.
(6) Brownell L.E., Young E.H.: Process equipment design, John Wiley and Sons, New York, 1968.
(7) Belluzzi O.: Scienza delle costruzioni, Zanichelli, Bologna, 1992.
(8) Moss D.: Pressure Vessel Design Manual, Elsevier, Oxford, 2004.
(9) Megyesy E.F.: Pressure Vessel Handbook, Publishing Corporation, Tulsa, 1984.
(10) Vidiri E.:I criteri di resistenza applicati ai corpi cilindrici in pressione, Il Calore, n. 9, 1972, pp. 391-404.
(11) Kalnins A., Updike D.P.: Limit Pressures of Cylindrical and Spherical Shells, Journal of Pressure Vessel Technology,
vol. 123, 2001, pp. 288-292.
(12) Siebel E.:Die Festigkeit dickwandiger Hohlzylinder, Konstruktion,, n. 5, 1951, pp.137-141.
(13) Class I.: Stellungnahme zum Aufstz Die Festigkeit dickwandiger Hohlzylinder Von E. Siebel, Konstruction, n.1, 1952,
pp. 25.
(14) Raccolta VSR Specificazioni Tecniche per la Verifica della Stabilit dei Recipienti in Pressione rev.95.
(15) Raccolta VSG Specificazioni Tecniche per la Verifica della Stabilit dei Generatori di Vapore dAcqua rev.95.
(16) Raccomandazioni del Comitato Termotecnico Italiano per luso delle Raccolte ISPESL rev. 95 nellambito della Direttiva
97/23/CE edizione Maggio 2005
(17) ASME Boiler&Pressure Vessel Code, Sez.VIII Div. 1 Rules for Construction of Pressure Vessels, Div. 2 Alternative
Rules e Div. 3 Alternative Rules for Construction of High Pressure Vessels, ed 2004
(18) AD-2000 Merkblatt Technical Rules for Pressure Vessels, ed. 2000
(19) CODAP Code de Construction des Appareils a Pression, ed. 2000
(20) PD5500 Unfired Fusion Welded Pressure Vessels, ed 2000
(21) EN13445 Unfired Pressure Vessel, ed 2004