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Il Sole 24 Ore - UNITELNews24

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Servizio di informazione ed approfondimento in tema di

ambiente, appalti, edilizia, urbanistica e sicurezza

novembre 2008

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Speciale

EFFICIENZA ENERGETICA
DEGLI EDIFICI
2008 Il Sole 24 ORE S.p.a. I testi e lelaborazione dei testi, anche se curati con scrupolosa attenzione, non possono comportare specifiche responsabilit per involontari errori e inesattezze Sede legale e Amministrazione: via Monte Rosa, 91 20149 Milano

a cura della Redazione Elettronica Edilizia, Ambiente e PA de Il Sole 24 ORE


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n. 13 novembre 2008

Efficienza energetica degli edifici Sommario


Pagina Introduzione Presentazione Il quadro normativo attuale APPROFONDIMENTI Compravendita COMPRAVENDITE, NON NECESSARIO ALLEGARE LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA Ivan Meo, Informatore de Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2008, n. 33 Bonus cubatura SCATTA IL PREMIO DI CUBATURA PER TUTTI GLI IMMOBILI AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA Daniele Verdesca, Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2008, n. 29 Bioedilizia e certificazione BIOEDILIZIA COME CARTA DI QUALIT. PRONTA LA CERTIFICAZIONE LEED ITALIA Franco Tanel, Edilizia e Territorio - Tabloid, Il Sole 24 Ore, 3-8 novembre 2008 Determinazione prestazioni energetiche PER IL CALCOLO DELLE PRESTAZIONI SI APPLICANO LE NORME UNI Alberto Galeotto, Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2008, n. 29 APPROFONDIMENTI POLITICHE REGIONALI Il puzzle della normativa locale sul risparmio LIMITI AL CONSUMO ENERGETICO: LE REGIONI SCELGONO IL FAI DA TE Silvia Di Stefano, Giovanna Landi, Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 5 aprile 2008, n. 13 Bonus cubatura LOMBARDIA, SERVE LA VARIANTE PER IL BONUS CUBATURE DEL 2008 Giovanna Landi Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2008, n. 36 Bioedilizia LAZIO, PER GLI EDIFICI IN ARRIVO LA PAGELLA DELLA SOSTENIBILIT Giovanna Landi, Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 16 giugno 2008, n. 24 Uso razionale dellenergia RISPARMIO ENERGETICO PER LA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO Giancarlo Terenzi, Informatore Pirola, Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2008, n. 1 Requisiti minimi per linvolucro e la climatizzazione invernale SULLISOLAMENTO DEGLI IMMOBILI LIGURIA IN ANTICIPO DI DUE ANNI Deborah Appolloni Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 17 dicembre 2007, n. 49 Prevalenza delle regole regionali su quelle nazionali LOMBARDIA, REQUISITI ENERGETICI OBBLIGATORI PER NUOVI EDIFICI CON NULLA OSTA RICHIESTI DAL 2008 Giovanna Land, Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2007, n. 47 5 6 8

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ASPETTI FISCALI Introduzione Detrazione 55% FINANZIARIA 2008 DETRAZIONE 55% PER IL RISPARMIO ENERGETICO PROROGA 31 DICEMBRE 2010 Mario Jannaccone, La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, 21 febbraio 2008, n. 7 Fotovoltaico DISCIPLINA FISCALE DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI: ASPETTI GENERALI Sandro Cerato, Informatore, Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2008, n. 34 Bioedilizia e certificazione GLI IMMOBILI "MERCE" ESCLUSI DALLA DETRAZIONE DEL 55% Flavio Guidi, Paolo Duranti, Consulente Immobiliare, Il Sole 24 Ore, 15 agosto 2008, n. 820 Agevolazioni: non cumulabilit TARIFFA INCENTIVANTE E 55% NON SONO FRA LORO CUMULABILI Domenico Valia, Consulente Immobiliare, Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2008, n. 818 Novit in materia di agevolazioni RISPARMIO ENERGETICO - AGEVOLAZIONI FISCALI - PRINCIPALI NOVIT Mario Jannaccone, La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, 15 maggio 2008, n. 19 Modalit di fruizione degli incentivi RISPARMIO ENERGETICO - MODALIT DI FRUIZIONE DEGLI INCENTIVI - LA PROCEDURA ACCESSO ALLE DETRAZIONI RICHIEDE L'ASSEVERAZIONE DEL TECNICO SPECIALIZZATO LESPERTO RISPONDE DOCUMENTAZIONE TECNICA Introduzione Calcolo del risparmio energetico Calcolo semplificato del risparmio annuo di energia in fonte priamria previsto con un intervento di efficienza energetica Calcolo semplificato del risparmio annuo di energia in fonte priamria ottenibile con linstallazione dei pannelli solari Esempio di calcolo semplificato del risparmio annuo di energia in fonte primaria ottenibile con linstallazione di una caldaia a condensazione unifamiliare a 4 stelle Esempi per il calcolo della trasmittanza di solai, pareti perimetrali, serramenti, ponti termici Cosa la trasmittanza Pavimento contro terra Solaio di copertura Pareti perimetrali Pareti perimetrali - Cassonetto Porte esterne Telaio portone esterno 114 116 117 118 119 120 121 107 109 113 106
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Sandro Cerato, Fabio Balestra, Guida alle Novit Fiscali, Il Sole 24 Ore, 1 giugno 2007, n. 5

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Serramenti in legno e vetro isolante con camera d'aria mm 6 - Tipo SV1 Serramenti in legno e vetro isolante con camera d'aria mm 6 - Tipo SV2 Serramenti in legno e vetro isolante con camera d'aria mm 6 - Tipo SV3 Calcolo dei ponti termici lineari TECNOLOGIE Esempi di razionalizzazione energetica dell'involucro edilizio Pareti verticali Cappotto esterno Cappotto interno Intonaco isolante Isolamento e sottofinestra Parete ventilata Isolamento cassonetto Coperture Copertura piana con isolante interno Isolamento a copertura piana con isolante esterno Copertura a falde con isolante allintradosso della falda Copertura a falde con isolante sotto il manto antimeteorico Copertura a falde allestradosso dellultima soletta Pavimenti Isolamento soffitti sopra locali non riscaldati - Isolamento allestradosso del solaio Isolamento solai controterra e vespai Isolamento solai su porticato - Intervento di isolamento allintradosso del solaio con sistema a cappotto Isolamento solai su porticato - Intervento di isolamento allestradosso del solaio Appendice 1 - Metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti 2 - Attestato di qualificazione energetica 3 - Schema di procedura semplificata per la determinazione dellindice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale delledificio 4 - Tabelle aggiornate dei valori limite dellindice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale 5 - Tabelle dei valori limite della trasmittanza termica 6 - Scheda informativa per interventi di cui all'articolo 1, comma 344, 345, 346 e 347 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296

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In Italia, soltanto di recente e rispondendo allobbligo di recepimento previsto dalla Direttiva europea 2002/91/CE, stato emanato il primo provvedimento destinato a riordinare la normativa energetica nel settore edilizio: il D.Lgs. n. 192/2005 relativo al rendimento energetico degli edifici. Tale provvedimento, al centro di numerose attenzioni e di elevati interessi, ha suscitato osservazioni, critiche e non poche perplessit da parte delle categorie interessate, evidenziando da subito la necessit di chiarimenti, integrazioni e modifiche. La monografia propone unanalisi del D.Lgs. n.192/2005, (cos come modificato dal D.Lgs. n. 311/2006 e recentemente integrato dal Dlgs 115/2008 e dalla L 133/2008), nellambito del quadro normativo in cui ha avuto origine e in cui continua ad evolversi. Il quadro normativo incompleto, la legislazione regionale non uniforme, la recente semplificazione per la certificazione energetica non pi obbligatoria in occasione degli atti di acquisto di abitazioni, lobbligo dellinstallazione della contabilizzazione di calore soltanto per i nuovi edifici, determina certamente confusione in merito ad una vera e propria sfida tecnologica. Nella convinzione che, in generale, lapproccio da preferire prevede lo studio della normativa e delle disposizioni connesse, nonch la conoscenza propedeutica di nozioni teoriche e di soluzioni tecnologiche specifiche del settore, la monografia propone la rassegna di provvedimenti di interesse, i commenti di autorevoli esperti e le soluzioni tecniche intese a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti proposte dallENEA.

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In Italia, sin dagli anni 70, stata avviata una politica diretta ad affrontare in modo organico e completo sia le problematiche del settore energetico sia le considerevoli ripercussioni sulleconomia nazionale. In particolare, in tema di contenimento dei consumi energetici per usi termici negli edifici, stata emanata nel 19762 la prima legge a livello nazionale per regolamentare, negli edifici pubblici o privati, le caratteristiche di prestazione dei componenti, la installazione, lesercizio e la manutenzione degli impianti termici per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari, alimentati da combustibili solidi, liquidi o gassosi.3 Con la medesima normativa sono state stabilite le caratteristiche di isolamento termico degli edifici di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione, in cui era prevista linstallazione di un impianto termico di riscaldamento degli ambienti. Successivamente la materia stata riorganizzata e aggiornata con la legge n. 10/19914, una legge quadro con cui sono stati introdotti principi innovativi e nuovi strumenti operativi. Cambiano, infatti, dal punto di vista della progettazione termica, lapproccio metodologico e gli aspetti da considerare: unitamente alle caratteristiche dellinvolucro edilizio devono essere considerate anche le caratteristiche ambientali e impiantistiche che influenzano il bilancio termico delledificio5. Tra gli strumenti operativi, inoltre, di notevole interesse la certificazione energetica degli edifici6, introdotta allo scopo sia di disporre di un documento per riassumere le prestazioni energetiche del sistema edificio-impianto sia, indirettamente, di avviare un processo di promozione del contenimento dei consumi energetici nel settore edilizio. I provvedimenti legislativi precedentemente citati, completati e integrati dai numerosi decreti e regolamenti attuativi emanati in tempi successivi, hanno posto in quegli anni lItalia in primo piano in Europea e hanno preceduto norme simili ad altre nazioni, nonch costituito un punto di riferimento per la formulazione delle direttive dellUnione europea. Nel 1990, infatti, la certificazione energetica degli edifici era prevista, seppur come atto volontario, in pochissime nazioni europee e, come documento obbligatorio, soltanto in Danimarca. Dal punto di vista operativo, per, negli anni successivi allemanazione della legge n. 10/1991 (e sino a oggi), sono mancate le modalit per
Giuseppe Losito, Prestazioni energetiche e certificazione degli edifici, Il Sole 24 Ore, luglio 2007 (n.d.r.). Legge ordinaria del Parlamento 30 aprile 1976, n. 373, dal titolo .Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici., pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 1976, n. 148. 3 Ibidem, Capo I - Ambito di applicazione della legge, art. 1. 4 Legge 9 gennaio 1991, n. 10, Norme per l.attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dellenergia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia(in vigore dal 17 gennaio 1991). 5 Il progettista deve considerare, nella valutazione del bilancio termico delledificio, fattori di tipo ambientale, tipologico, tecnico-costruttivo e impiantistico. 6 Legge del 9 gennaio 1991, n. 10, Titolo II, art. 30 - Certificazione energetica degli edifici.
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rendere la certificazione energetica degli edifici concreta e operante, nonostante, entro novanta giorni dallentrata in vigore della stessa legge7, doveva essere emanato opportuno decreto per regolamentare largomento8. Conseguentemente non stato possibile applicare lart. 30 e sono stati vanificati gli intenti e gli effetti positivi prospettati dalladozione di questo strumento. Il ritardo nellemanazione dei decreti attuativi della legge n. 10/1991, indispensabili per renderla pienamente operativa, confermato dalla pubblicazione9 sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo dellart. 4 commi 1 e 2. Diversamente, sia a livello europeo sia a livello internazionale, analoghe iniziative pubbliche e/o private (per esempio in Danimarca10, in Gran Bretagna11, in Germania12, in Canada e negli Stati Uniti13, pur proponendo approcci, metodologie e sistemi di valutazione differenti tra loro, sono state caratterizzate da concrete fasi attuative che hanno condotto al raggiungimento di obiettivi comuni importanti: sperimentazione, esperienza, retroazione, acquisizione di informazioni, formazione di banche dati dedicate, riduzione dei consumi energetici e dei costi connessi, ulteriori informazioni da fornire agli utenti e maggior trasparenza del mercato immobiliare. Qualche anno fa, con ladozione a livello comunitario della direttiva sul rendimento energetico in edilizia14 (in continuit con la Direttiva SAVE15 il parlamento europeo ha avvertito lesigenza di uno strumento giuridico complementare che sancisca interventi pi concreti al fine di realizzare il grande potenziale di risparmio energetico tuttora inattuato e di ridurre lampio divario tra le risultanze dei diversi Stati membri in questo settore16. In conseguenza, anche in Italia con il D.Lgs. n. 192/2005 si inteso procedere a introdurre modifiche, integrazioni e aggiornamenti alla disciplina attualmente vigente in materia, al fine di evitare disarmonie con le nuove normative comunitarie.

Art. 37 - Entrata in vigore delle norme del titolo II e dei relativi decreti ministeriali. 1. Le disposizioni del presente titolo entrano in vigore 180 gg dopo la data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale e si applicano alle denunce di inizio lavori presentate ai comuni dopo tale termine di entrata in vigore. 2. I decreti ministeriali di cui al presente titolo entrano in vigore 180 gg. dopo la data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e si applicano alle denunce di inizio lavori presentate ai comuni dopo tale termine di entrata in vigore. 8 Art. 30 - Certificazione energetica degli edifici. 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Presidente della Repubblica, (...) sono emanate norme per la certificazione energetica degli edifici. Tale decreto individua tra l.altro i soggetti abilitati alla certificazione. 9 Decreto del Ministero delle infrastrutture 27 luglio 2005, dal titolo .Norma concernente il regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (art. 4, commi 1 e 2), recante: .Norme per l.attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dellenergia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 2005, n. 178 (in vigore dal 17 agosto 2005). 10 Sono operativi da tempo gli schemi di certificazione obbligatoria per edifici ELO e EM. 11 Il BRE (Building Research Establishment) ha messo a punto uno schema di certificazione BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method) per la certificazione energetico-ambientale degli edifici. 12 Tra gli strumenti proposti e adottati, di notevole interesse Checklist: BM Bau Building Passpor. 13 E operativo dal 1996 il LEED RS (Leadership in Energy and Enviromental Design Rating System) messo a punto dallUSGBC (United States Green Building Council). 14 Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002 sul rendimento energetico nelledilizia. 15 Specific Actions for Vigorous Energy Efficiency. Direttiva 93/76/CEE del Consiglio del 13 settembre 1993, pubblicata nella G.U.C.E. L 237, del 22 settembre 1993 (pag. 28). 16 Punto (7) dei considerando della Direttiva 2002/91/CE.

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La direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico dell'edilizia, recepita nel nostro Paese dal D.Lgs. 192 del 19 agosto 2005 e dalle sue successive modifiche (D.Lgs. 311 del 29 dicembre 2006), riprende molti concetti gi da tempo espressi dalla legge 10/1991 Norme in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia affrontando il tema della certificazione energetica in un'ottica di completa attuazione della direttiva comunitaria. Tali normative dispongono che, dal luglio 2007, la certificazione sia obbligatoria per gli immobili di oltre 1.000 mq in caso di cessione, ma dal prossimo luglio, e soprattutto a partire dal luglio 2009, tutti gli immobili, compresi gli appartamenti, dovranno essere certificati, pena l'impossibilit di venderli o acquistarli. Tuttavia, l'effettiva attuazione di queste normative sembra stia richiedendo tempistiche estremamente lunghe. Infatti, nonostante l'attenzione nei confronti del risparmio energetico in edilizia abbia ormai compiuto 17 anni, malgrado questi due ultimi provvedimenti (ai quali dobbiamo comunque riconoscere di averne risvegliato l'interesse), a oggi non sono ancora stati emanati i decreti attuativi di livello nazionale che consentano di rendere effettivamente operative tali disposizioni normative. In altre parole, dopo pi di un anno dall'emanazione dell'ultimo decreto in tema di risparmio energetico, quasi nulla cambiato. I D.Lgs. 192/2005 e 311/2006 hanno, infatti, rimandato l'emanazione di linee guida nazionali a un decreto attuativo che tuttora inesistente. Il risultato che, avvalendosi esclusivamente dell'attuale legislazione di carattere nazionale, a oggi obbligatorio, ma non ancora effettivamente possibile, certificare gli edifici e definirne la classe energetica di appartenenza. Questo ritardo, che perdura ormai da diversi anni - tutti trascorsi in ardente attesa delle linee guida nazionali - ha indotto alcune regioni ad avviare una serie di iniziative e decreti in maniera autonoma, senza aspettare l'emanazione di linee guida nazionali, ma avvalendosi esclusivamente delle normative in vigore. Dopo la provincia autonoma di Bolzano (dove la certificazione energetica degli edifici obbligatoria da diversi anni), la Lombardia, la Liguria, il Piemonte e l'Emilia Romagna hanno messo a punto norme e procedure proprie di certificazione degli edifici che rendono al momento applicabile nel loro territorio, seppur con delle considerevoli differenze, la certificazione energetica. Nel frattempo, durante questa lunga fase di transizione, l'attestato di qualificazione energetica che determina le prestazioni energetiche di un edificio nel nostro Paese, un documento transitorio introdotto dal D.Lgs. 311/2006 che sostituisce l'attestato di certificazione energetica nelle regioni tuttora sprovviste del decreto attuativo fino all'entrata in vigore delle linee guida nazionali.1

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Il Decreto Legislativo n. 115/2008 La Direttiva 2006/32/CE in materia di efficienza energetica degli usi finali dellenergia e servizi energetici stata recepita a livello nazionale dal D.Lgs. n.115/2008, che stabilisce un quadro di misure volte al miglioramento dellefficienza degli usi finali dellenergia sotto il profilo costi e benefici. In particolare il decreto si propone di migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e al tutela dell'ambiente attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, e a questo scopo stabilisce un quadro di misure volte al miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia sotto il profilo costi e benefici, definendo obiettivi, meccanismi ed incentivi necessari ad eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul mercato che ostacolano un efficiente uso finale dell'energia. Il decreto si applica ai fornitori di misure di miglioramento dell'efficienza energetica, ai distributori di energia, ai gestori dei sistemi di distribuzione, alle societ di vendita di energia al dettaglio e ai clienti finali. Nel quadro degli obiettivi sopra delineati si inseriscono le disposizioni di cui allart. 11, che introducono una serie di misure volte a migliorare lefficienza energetica degli edifici. In particolare i commi 1 e 2 dellart. 11 stabiliscono che per gli edifici nuovi non rientrano nel calcolo delle volumetrie gli spessori delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti superiori ai 30 centimetri (per la sola parte eccedente, fino a un massimo di 25 centimetri), nonch il maggiore spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e le maggiori superfici necessari all'esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici (fino a un massimo di 15 centimetri per i solai intermedi). Sempre negli stessi limiti si pu fare eccezione alle distanze minime tra gli edifici e tra edificio e strada, nonch alle altezze massime dei fabbricati (le distanze tra palazzi sono fissate in tre metri dal Codice civile, ma sono quasi sempre notevolmente aumentate dalle norme locali). Negli edifici esistenti sui quali si intende realizzare interventi di riqualificazione energetica, le deroghe riguardano solo distanze e altezze, in 20 centimetri al massimo per lo spessore delle pareti verticali esterne e delle altezze massime degli edifici e in 25 centimetri per il maggior spessore degli elementi di copertura. Tuttavia occorre raggiungere in entrambi i casi un livello di prestazioni energetiche pari al 10% in meno di quello prevista dal Dlgs 192 del 19 agosto 2005. Il comma 3 dellarticolo 11 prevede semplificazioni per gli interventi di realizzazione di: - singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro; - impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi.

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Gli interventi sopra descritti sono considerati di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla disciplina della denuncia di inizio attivit di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (TU edilizia) ma alla presentazione di una semplice comunicazione preventiva al Comune, fatti salvi i casi in cui gli immobili interessati siano beni culturali o paesaggistici tutelati ai sensi del DLgs 42/2004. Il comma 4 dellarticolo 11 dispone che tutte le disposizioni illustrate trovano applicazione fino all'emanazione di apposita normativa regionale che renda operativi i principi di esenzione minima ivi contenuti Il comma 5 prevede, inoltre che l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 non pu in ogni caso derogare le prescrizioni in materia di sicurezza stradale e antisismica. Il comma 6 dellarticolo 11 fornisce un chiarimento sul contributo finanziario previsto dai commi 351 e 352 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 e stabilisce che: Ai fini della realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 351, finanziabili in riferimento alle dotazioni finanziarie stanziate dall'articolo 1, comma 352, della legge n. 296 del 2006 per gli anni 2008 e 2009, la data ultima di inizio lavori da intendersi fissata al 31 dicembre 2009 e quella di fine lavori da comprendersi entro i tre anni successivi. Di grande rilevanza, infine, la disposizione contenuta nel comma 6 dellart. 18 rubricato Diagnosi energetiche e campagne di informazione che dispone: Ai fini di dare piena attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, in materia di diagnosi energetiche e certificazione energetica degli edifici, nelle more dell'emanazione dei decreti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a), b) e c), del medesimo decreto legislativo e fino alla data di entrata in vigore degli stessi decreti, si applica l'allegato III al presente decreto legislativo. Ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, le disposizioni di cui all'allegato III si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano ancora provveduto ad adottare propri provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/CE e comunque sino alla data di entrata in vigore dei predetti provvedimenti nazionali o regionali. Le regioni e le province autonome che abbiano gi provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE adottano misure atte a favorire la coerenza e il graduale ravvicinamento dei propri provvedimenti con i contenuti dell'allegato III. La legge n. 133/2008 In ordine cronologico sul tema della certificazione energetica degli edifici va segnalata la legge 6 agosto 2008, n. 133 (G.U. 21 agosto 2008, n. 195, s.o. n. 196), Conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivit, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria.

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Un articolo recita: Sono abrogati i commi 3 e 4 dellart. 6 e i commi 8 e 9 dellart. 15 del D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192. I primi due commi obbligavano ad allegare lattestato di qualificazione energetica agli atti traslativi a titolo oneroso ed a consegnare lo stesso attestato al conduttore in caso di locazione; gli altri stabilivano la sanzione della nullit relativa del contratto in caso di violazione di tali obblighi. Lentrata in vigore di tale disciplina impone - al solo fine di fornire delle prime indicazioni operative - di verificare laddove possibile, gli effetti di tale abrogazione, sia rispetto alla disciplina comunitaria di riferimento, sia con riferimento alle leggi e alle delibere regionali che sono state emesse da quelle regioni in forza dellart. 117 della Costituzione.2 In particolare, mentre labrogazione dei commi 8 e 9 dellart. 15 del d.lgs. 192/2005 non comporta - come si avr modo di approfondire nel corso della trattazione - problemi di compatibilit con lordinamento comunitario, labrogazione dei commi 3 e 4 dellart. 6 dello stesso atto, non accompagnata dalla previsione di alcunaltra disposizione volta a trasporre nellordinamento interno gli obblighi previsti dal primo paragrafo dellart. 7 della direttiva 2002/91/CE, crea indubbiamente un vuoto normativo che contrasta con lobbligo, imposto agli Stati membri dallordinamento comunitario, di prevedere che lattestato di certificazione energetica sia messo dal proprietario a disposizione del futuro acquirente o locatario. ----(1) Maria Luisa Del Gatto, Certificazione energetica: a che punto siamo?, Consulente Immobiliare, Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2008, n. 811, p. 645. (2) Giuliano DallO, Annalisa Galante, Gianluca Ruggieri Guida alla valorizzazione energetica degli immobili, Il Sole 24 Ore, ottobre 2008, pag. 55. (3) Consiglio Nazionale del Notariato Appunti sullabrogazione dellobbligo di allegazione della certificazione energetica, 6 agosto 2008.
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Compravendite, non necessario allegare la certificazione energetica
Informatore de Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2008, n. 33, p. 46 a cura di Ivan Meo Argomento - Atti di compravendita senza certificazione energetica e senza dichiarazione di conformit degli impianti; queste alcune delle principali novit contenute nel D.L. 112/2008, convertito nella legge 133/2008. Il recente D.L. 112 del 25 giugno 2008 (cosiddetta Manovra estiva) ha riaperto, e forse definitamene chiuso, una annosa questione in tema di obbligo di certificazione energetica degli immobili. [1] Ma prima di affrontare le recenti modiche introdotte dal provvedimento opportuno fare un piccolo passo indietro. Con l'attuazione dell'art. 11 quaterdecies, comma 13, lett. a) della legge 248 del 2 dicembre 2005, recante il Riordino delle disposizioni in materia di attivit di installazione degli impianti all'interno degli edifici si prevedeva l'obbligo di conservare la documentazione amministrativa e tecnica e il libretto di uso e manutenzione degli impianti presenti negli edifici e, in caso di trasferimento dell'immobile, a qualsiasi titolo (vendita, locazione) di consegnare tale documentazione all'acquirente o inquilino. Era prescritto che l'atto di trasferimento riportasse la garanzia del venditore in ordine alla conformit degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contenesse in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformit. Nel caso in cui la dichiarazione di conformit non fosse stata prodotta o non fosse pi reperibile, sarebbe stata sostituita (per gli impianti eseguiti prima dell'entrata in vigore del D.M. 37/2008) da una dichiarazione di rispondenza resa da un professionista del settore impiantistico.[2] La nuova normativa aveva prospettato principalmente tre ordini di problemi: 1. il blocco dei rogiti - a prima lettura sembrava imporre obblighi stringenti alla compravendita degli immobili che non erano in regola con il nuovo decreto. Circa la consegna della documentazione prevista ex art. 13, il dettato normativo lasciava supporre che tale consegna potesse indifferentemente precedere o seguire l'atto di compravendita. Riguardo l'onere di l'allegazione della dichiarazione, ex art. 7, non veniva, invece, prevista nessuna sanzione in caso di violazione di tale prescrizione. La violazione di tale obbligo non incideva sulla validit dell'atto, anche perch su espressa previsione normativa, le Parti, di comune accordo, potevano escludere la necessit di predetta allegazione;

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2. l'incognita dei rincari - la norma, di non facile interpretazione, aveva anche creato delle problematiche sotto l'aspetto pratico in quanto ci si sarebbe trovati di fronte a un mercato immobiliare avente immobili di serie A e di serie B, a seconda se muniti o meno di idonea documentazione, [3] provocando inevitabilmente una contrazione e un allarmismo nel mercato immobiliare. Per cui gli immobili non dotati di certificazione regolare potevano essere esposti a una veloce svalutazione; 3. confusione terminologica - nelle prime applicazioni della normativa in commento, gli addetti ai lavori si sono posti il quesito se tale normativa trovasse anche applicazione nei confronti di quei manufatti privi di impianti energeticamente rilevanti oppure dotati di un'impiantista termica ma non funzionante o non in grado di funzionare.[4] In secondo luogo, in riferimento alla tipologia di impianti esistenti negli edifici, il legislatore utilizza un riferimento terminologico generico quello di impianti senza dare alcune specificazione se in tale categoria dovessero comprendersi anche gli impianti di illuminazione artificiale.[5] 4. i dubbi delle categorie - il D.M. 37/2008, ha anche creato una serie di preoccupazioni che hanno coinvolto notai e agenti immobiliari. Per la prima categoria l'attenzione si focalizzata sul fatto che la disposizione prevede una dichiarazione dell'alienante in sede di atto pubblico di vendita; da qui l'esigenza di chiarire la derogabilit o meno di tale dichiarazione e l'estraneit del notaio a riguardo. Si precisato in merito che, innanzitutto, va respinta l'ipotesi che la non conformit degli impianti possa essere causa di invalidit del contratto di vendita e in secondo luogo la garanzia del venditore, a riguardo della regolarit degli impianti, nasce ex lege a prescindere dalle prescrizioni contenute nel decreto ministeriale. Donde la possibilit che le Parti contrattualmente deroghino dall'obbligo di garanzia in capo al venditore, liberando lo stesso da ogni responsabilit al riguardo.6 Preoccupazioni sono sorte anche in capo agli agenti immobiliari che si sono visti coinvolti nella vicenda in relazione ai possibili coinvolgimenti nella responsabilit ex art. 1759 c.c., nei confronti dei compratori. Le novit - Con un emendamento all'art. 35 del D.L. 112 del 25 giugno 2008, il Governo, consapevole di queste difficolt applicative e interpretative, ha apportato delle sostanziali modifiche su tale settore. Nella tabella 1 analizziamo meglio la portata innovativa del provvedimento. Inoltre: - il certificato sar sempre e comunque vincolante per i nuovi edifici per ottenere l'abitabilit ; - rimane l'obbligo, dal 1 luglio 2009 , per tutte le abitazioni (anche singole), di sottoporti a un check up energetico ; - con l'abrogazione dell'art. 13, l'acquirente comunque tutelato dalla mancata messa a norma degli impianti, sulla base delle garanzie previste dal Codice civile (artt. 1375, 1490 e 1491). La manovra d'estate, per, se da un lato ha eliminato alcuni problemi pratici, dall'altro ne ha aperti alcuni di carattere squisitamente interpretativi (A. Busani, Salta la classe energetica, ma non sempre , www.casa24.ilsole24ore.com).

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Infatti, la cancellazione delle relative disposizioni contenute nel D.Lgs. 192/2005 determina una situazione piuttosto complessa, perch il nostro Paese ha dato attuazione alla dir. n. 2002/91/CE (art. 7, comma 1) per la quale "gli Stati membri provvedono a che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l'attestato di certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario o che questi lo metta a disposizione del futuro acquirente o locatario, a seconda dei casi". Pertanto, con l'abrogazione del D.Lgs. 192/2005 si apre un situazione di una complessit rilevante in quanto molti Governi regionali hanno emanato normative ad hoc in attuazione del D.Lgs. 192/2005. Che cosa succeder ora? Probabilmente, le sanzioni amministrative pecuniarie resteranno operative (A. Busani, Salta la classe energetica, ma non sempre , cit.). Occorre, infine, precisare che la norma abrogatrice contenuta nel maxiemendamento non tocca: a. l'obbligo di predisposizione dell'attestato di certificazione energetica per accedere a incentivi e agevolazioni di qualsiasi specie; b. l'obbligo di depositare in Comune l'attestato di certificazione energetica, da parte del direttore dei lavori, contestualmente alla fine lavori. Tabella 1 Scompare l'obbligo di allegare l'attestato di certificazione energetica all'atto di compravendita di interi immobili o di singole unit immobiliari e l'obbligo, nel caso delle locazioni, di consegnare o mettere a disposizione del conduttore l'attestato di certificazione energetica.[1] Dall'entrata in vigore della nuova legge verr meno l'obbligo di allegare l'attestato di certificazione energetica agli atti di compravendita, ma non l'obbligo di redigerlo, previsto dall'art. 6 del D.Lgs. 192/2005. Viene cancellato l'obbligo di allegare ai contratti di compravendita o di locazione di immobili usati la dichiarazione di conformit degli impianti, previsto dall'art. 13 del D.M. 37/2008, relativo all'installazione degli impianti all'interno degli edifici. Entro il 31.3.2009 saranno previste norme specifiche in materia di installazione degli impianti all'interno degli edifici, semplificando gli adempimenti per i proprietari di abitazioni e per le imprese; sar definito un sistema di verifiche degli impianti; sia rivista la disciplina sanzionatoria.

Atti di compravendita: eliminato l'obbligo di allegazione della certificazione energetica

Atti di compravendita o di locazione senza dichiarazione di conformit degli impianti

Norme specifiche in materia di installazione degli impianti

(1) Questi obblighi sono previsti dai commi 3 e 4 dell'art. 6 del D.Lgs 192/2005, che l'emendamento intende abrogare, insieme con i commi 8 e 9 dell'art. 15 dello stesso D.Lgs. 192/2005 concernenti le relative sanzioni.

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----(1) La funzione della certificazione energetica quella di consegnare a ciascuna unit immobiliare una sorta di attestazione di salubrit che consenta di determinare una particolare valorizzazione sul mercato dell'unit considerata rispetto ad altre unit immobiliari aventi caratteristiche energetiche scadenti. (2) La disciplina sulla certificazione energetica, dalla sua entrata in vigore, ha subito numerose critiche dagli addetti ai lavori, soprattutto per la confusione terminologica adottata dal legislatore. (3) In tal senso si veda A. Busani, Impianti, rogiti senza vincoli, in Il Sole 24 ORE del 18 marzo 2008. (4) La risposta che stata data a questo quesito che laddove ci si trovasse in presenza di immobili privi di impianti o non funzionanti non ricorre l'obbligo di dotazione del certificato. (5) Da un'attenta lettura della norma ci si accorge che la finalit principe della legge quella di contenere i consumi di energia, a cui strettamente correlata lo scopo della certificazione, per cui non vengono presi in considerazione gli impianti di illuminazione artificiale connaturate alle esigenze abitative private. (6) Per gli approfondimenti tecnici su questo punto si rimanda a M. Sartorio, Garanzia contrattuale del venditore e responsabilit del mediatore, in Immobili e Diritto 5/08, pag. 7.

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Scatta il premio di cubatura per tutti gli immobili ad alta efficienza energetica
in vigore il Dlgs 115/2008 in materia di efficienza degli usi finali dell'energia. Il bonus cubatura ai nuovi edifici che garantiscano il 10% in meno dell'indice energetico del Dlgs 192. Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2008, n. 29, p. 6 a cura di Daniele Verdesca Scomputo dei volumi e delle superfici per i nuovi edifici che garantiscano almeno il 10% di riduzione rispetto alla prestazione energetica codificata dal Dlgs 192/2005. Deroga alle distanze minime tra gli edifici in caso di maggiori spessori per le ristrutturazioni energetiche delle costruzioni esistenti (sempre con almeno il 10% di riduzione). Prolungamento delle scadenze per il contributo alle nuove costruzioni con alte prestazioni energetiche. Nuove regole per la certificazione energetica degli edifici e dei soggetti abilitati a farlo. Sono queste, in estrema sintesi, le novit pi significative per l'edilizia presenti nel Dlgs 115/2008, relativo all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici. Il decreto, pubblicato nella Gu del 3 luglio 2008, recepisce in Italia le disposizioni presenti nella direttiva 2006/32/Ce, volte a stabilire un quadro organico di misure per il miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia sotto il profilo dei costi e dei benefici; in questa ottica, il decreto definisce gli obiettivi indicativi, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale (ma anche finanziario e giuridico) necessari a eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul mercato che ostacolano, appunto, un uso finale dell'energia efficiente. Nell'ambito del Titolo II del decreto (l'efficienza energetica), sono di particolare interesse per l'edilizia le disposizioni riguardanti: a) gli incentivi e gli strumenti finanziari; b) la semplificazione e la rimozione degli ostacoli normativi; c) le misure di accompagnamento. Incentivi e strumenti finanziari Relativamente al tema degli incentivi, di particolare importanza per il settore sono le disposizioni presenti nell'articolo 11 del Dlgs 115/2008, denominato semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative e regolamentari. In questo articolo, in particolare ai commi 1 e 2, per incentivare la prestazione energetica degli edifici, prevista tutta una serie di deroghe ai regolamenti urbanistici comunali in materia di computo di volumetrie e superfici, cos come di distanze minime dagli edifici.

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Nello specifico, nel caso di edifici di nuova costruzione, il decreto precisa che non verranno considerate nei computi per la determinazione: 1) dei volumi; 2) delle superfici; 3) dei rapporti di copertura, quelle parti delle nuove edificazioni che presentino lo spessore delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, superiore ai 30 cm e fino a un massimo di ulteriori 25 cm; il maggiore spessore dei solai di copertura sino a un massimo di ulteriori 25 cm; il maggiore spessore dei solai intermedi sino a un massimo di ulteriori 15 cm.

LA CONCESSIONE GRATUITA L'articolo 26 della legge 10/1991 stabilisce che ai nuovi impianti relativi alle fonti rinnovabili, alla conservazione, al risparmio e all'uso razionale dell'energia, la concessione viene rilasciata gratuitamente. Inoltre, gli interventi per l'utilizzo delle fonti rinnovabili o il risparmio energetico in edifici e impianti industriali non devono essere soggetti ad autorizzazione specifica e vanno assimilati alla manutenzione straordinaria. Infine, l'installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati da considerarsi estensione dell'impianto idrico-sanitario gi in opera.

Questo bonus volumetrico e delle superfici potr essere ottenuto se e solo se l'edificio in questione sia in grado di garantire, proprio grazie a questi maggiori spessori murari, una riduzione minima del 10% dell'indice di prestazione energetica previsto dal Dlgs 192/2005 computato con le stesse procedure previste dalla certificazione energetica definite sempre dal predetto decreto base del 2005. Nel rispetto dei limiti prima elencati, le nuove edificazioni a risparmio energetico potranno derogare, all'interno delle procedure di rilascio dei titoli abilitativi previsti dal Dpr 380/2001 (Testo unico Edilizia), a quanto previsto dalle normative (nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali) in merito: alle distanze minime tra gli edifici; alle distanze minime di protezione da nastro stradale; alle altezze massime degli edifici. Analogo bonus previsto anche per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti. Qualora sia necessario aumentare gli spessori delle murature o delle coperture (ad esempio, cappotti termici) per garantire una riduzione del 10% dei limiti di trasmittanza delle componenti costruttive in oggetto (ovverosia quelle previste sempre dal Dlgs 192/2005 e relative procedure di certificazione energetica), si potranno avere maggiorazioni in deroga a quanto previsto dalle vigenti normative.

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Sempre all'interno delle procedure previste dal succitato Testo unico dell'Edilizia (Titolo II: rilascio dei titoli abitativi), infatti, sar possibile derogare alle normative (sempre nazionali, regionali e dei regolamenti comunali) per quel che riguarda: 1.1) Le distanze minime dagli edifici (da parte di entrambi gli edifici confinanti) e dal bordo di protezione del nastro stradale, per una dimensione massima di 20 cm (per il maggiore spessore delle superfici verticali); 1.2) Le altezze massime degli edifici, nella misura massima di 25 cm (per il maggior spessore degli elementi di copertura). per opportuno segnalare come tutte le deroghe dimensionali prima elencate non potranno essere utilizzate nel caso in cui ci si trovi di fronte a limiti posti dalle prescrizioni normative in materia di sicurezza stradale e antisismica. In ogni caso, le disposizioni sui bonus volumetrici e sulle distanze contenute nel Dlgs 115/2008 avranno carattere di temporaneit, ovverosia rimarranno in vigore sino a quando le Regioni non avranno provveduto a emanare apposita normativa locale che renda operativi i principi di esenzione minima decisi a livello territoriale (clausola costituzionale di cedevolezza tra normativa statale e quella regionale in materia urbanistica). Incentivi per le rinnovabili Ulteriori bonus, in questo caso procedurali, sono previsti dal Dlgs 115/2008 anche per quel che riguarda l'installazione di impianti che producano energia da fonti rinnovabili. In prima battuta il comma 3, sempre dell'articolo 11 del decreto legislativo, conferma le disposizioni dell'articolo 26 comma 1 della legge 10/1991. A quanto gi previsto dalla legislazione vigente vanno ad aggiungersi le nuove disposizioni del Dlgs 115/2008 in materia di semplificazioni procedurali per gli impianti a fonti rinnovabili. In caso di interventi per l'incremento dell'efficienza energetica degli edifici, infatti, qualora sia prevista l'installazione di singoli generatori eolici, questi ultimi non sono soggetti a Dia (articoli 22 e 23 del Testo unico dell'Edilizia), nel caso abbiano: 1) Altezza complessiva non superiore a 1,5 metri; 2) Diametro non superiore a un metro. Analogamente, anche l'installazione di impianti solari (termici o fotovoltaici) non da assoggettare a Dia nel caso in cui i moduli: siano aderenti o integrati nei tetti degli edifici; con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda; i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi; la superficie dell'impianto non deve essere superiore a quella del tetto stesso. In questo caso l'installazione assimilata dal decreto agli interventi di manutenzione straordinaria, ovverosia non soggetti alla denuncia di inizio attivit, ma semplicemente a una comunicazione preventiva al Comune (eccezion fatta per gli interventi effettuati su edifici a valenza storico-paesistica previsti nel Codice dei beni culturali e paesistici).

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Sebbene questa semplificazione autorizzativa sia sicuramente positiva, va per nel senso limitativo rispetto a quanto gi prevede la legislazione nazionale e l'Autorit nazionale per l'energia in materia di conto energia, ovverosia gli incentivi economici per l'installazione dei pannelli fotovoltaici. Questa specifica normativa, infatti, premia, in termini di contributi tariffati, la maggiore integrazione dei pannelli di piccola potenza nel corpo stesso degli edifici; indicazione questa subito recepita dall'Autorit dell'energia che ha predisposto una specifica linea guida tecnica per illustrare i diversi modi in cui i moduli fotovoltaici siano da considerarsi come integrati nel sistema costruttivo. Il lungo elenco di esempi predisposto dall'Autorit non per limitato al solo tetto, ma comprende anche le pareti verticali (portanti o vetrate), cos come le balaustre o le persiane delle finestre. Poich il Dlgs 115/2008 limita la semplificazione autorizzativa alla sola installazione sui tetti, sar interessante monitorare l'evoluzione della normativa, per verificare se la sola comunicazione preventiva potr applicarsi anche nei casi in cui l'impianto non sia collocato solo sul tetto dell'edificio. Completa il plafond degli incentivi il prolungamento delle date per l'ottenimento del contributo per le nuove costruzioni ad alte prestazioni energetiche. Questo elemento era di particolare importanza poich, per la prima volta, questa tipologia di contributo al risparmio e all'efficienza energetica era espressamente rivolta alle nuove edificazioni e non solo, invece, agli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti (l'ormai famosa detrazione del 55%). L'articolo 1, comma 351, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), infatti, prevedeva uno specifico contributo per gli interventi di realizzazione di nuovi edifici (o nuovi complessi di edifici) di volumetria complessiva superiore ai 10.000 metri cubi. Nel caso in cui i summenzionati interventi avessero presentato (non veniva specificato se in fase progettuale o realizzativa) un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadrato di superficie utile dell'edificio inferiore di almeno il 50% dei parametri riportati nel Dlgs 192/2005 (Allegato C, numero 1, tabella 1), nonch del fabbisogno di energia per il condizionamento estivo e l'illuminazione, avrebbero avuto diritto a un contributo pari al 55% degli extracosti sostenuti per conseguire quei valori di prestazione energetica, incluse le maggiori spese di progettazione. Sarebbe stato poi un successivo decreto del ministero dell'Economia, di concerto con quello dello Sviluppo economico, a specificare e a parametrizzare le procedure di attuazione, ovverosia come calcolare il valore degli extracosti rispetto ai prezziari di mercato. Come dotazione economica, per il triennio 2007-2009, veniva messo a disposizioni un plafond di 15 milioni di euro per anno (una cifra in verit molto modesta rispetto alle attese del mercato). Il nodo critico di quanto disposto dalla Finanziaria era per di natura temporale. Per accedere al contributo, per altro reso di fatto impossibile dalla mancata emanazione del decreto attuativo, i lavori avrebbero dovuto avere come inizio la data massima del 31 dicembre 2007 e concludersi nel termine dei tre anni successivi. A fronte della mancata emanazione del predetto decreto attuativo, il comma 6 dell'articolo 11 del Dlgs 115/2008 sposta la soglia di inizio dei lavori al 31 dicembre 2009, mantenendo quella di conclusione degli stessi sempre entro i tre anni successivi.

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La certificazione energetica degli edifici Come gi accennato in precedenza, una delle ulteriori novit di maggiore interesse per il settore dell'edilizia rappresentata da un primo, anche se temporaneo, chiarimento sui riferimenti tecnici per la certificazione degli edifici e i soggetti abilitati a farlo (Allegato III). In attesa che vengano pubblicate le linee guida nazionali in merito alle metodologie per il calcolo della prestazione energetica degli edifici (decreto ministeriale con parere della Conferenza Stato-Regioni da adottare ai sensi dell'articolo 6 comma 9 del Dlgs 192/2005), il Dlgs 115/2008 anticipa quelli che probabilmente saranno gli approcci di calcolo termotecnico necessari alla certificazione dei manufatti edilizi. In ogni caso, va sottolineato come le Regioni e le Province autonome che abbiano gi provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/Ce sul risparmio energetico degli edifici, dovranno adottare misure atte a favorire la coerenza e il graduale ravvicinamento dei propri contenuti rispetto a quelli dell'Allegato III del decreto legislativo. Per le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, infatti, il Dlgs 115/2008 adotta le norme Uni Ts 11300 con specifica indicazione per: a) il fabbisogno di energia termica per la climatizzazione estiva e invernale (Parte 1); b) il fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria nel caso di utilizzo di: a ) combustibili fossili (Parte 2-1); b ) energie rinnovabile (Parte 2-2); c ) sistemi di cogenerazione, teleriscaldamento, pompe di calore elettriche e a gas (Parte 2-2). A fronte di queste indicazioni, le aziende produttrici di software tecnico dovranno attestare che i loro prodotti abbiano uno scostamento massimo di pi o meno il 5% rispetto ai corrispondenti parametri delle metodologie Uni; in ogni caso sar il Comitato termotecnico italiano (Cti) e l'Ente nazionale italiano di unificazione (Uni) a effettuare le verifiche della corrispondenza di calcolo. In ogni caso, oltre alle norme Uni, il decreto conferma ancora una volta i principi per la progettazione degli edifici e per la progettazione e installazione degli impianti fissati dalle precedenti leggi in materia (legge 10/1991 modificata dal Dpr 412/1993) e comunque dal Dlgs 192/2005 (vedi Allegato I). Novit di rilievo, invece, per quel che riguarda i soggetti che possono effettuare la certificazione energetica degli edifici. Viene specificato, infatti, che possono definirsi come tecnici abilitati i soggetti operanti: - in veste di dipendenti di enti e organismi pubblici; - di societ di servizi pubbliche o private, comprese le societ di ingegneria, - come liberi professionisti, singoli o associati, iscritti ai propri ordini, e abilitati alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi.

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Il tecnico per dovr operare all'interno delle proprie competenze; nel caso non potesse coprirle tutte, dovr operare in collaborazione con altro tecnico abilitato, in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali di cui richiesta la competenza. per importante sottolineare come, ai soli fini della certificazione energetica, sono da considerarsi come tecnici abilitati tutti quei soggetti in possesso di titoli di studio tecnico-scientifici, individuati in ambito territoriale da Regioni e Province autonome. Devono per aver frequentato specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici, con superamento di esame finale (i corsi saranno svolti direttamente dalle Regioni o da soggetti autorizzati da quest'ultime). In ogni caso i tecnici abilitati dovranno assicurare indipendenza e imparzialit di giudizio, ovverosia l'assenza di conflitti di interesse: 1) nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione garantendo il non coinvolgimento (diretto o indiretto) nel processo di progettazione o realizzazione dell'edificio, in particolare con i produttori dei materiali e dei componenti che vengono utilizzati, nonch rispetto ai vantaggi che ne possono derivare al richiedente; 2) nel caso di certificazione di edifici esistenti garantendo il non coinvolgimento (diretto o indiretto) con i produttori dei materiali e dei componenti che vengono utilizzati, nonch rispetto ai vantaggi che ne possono derivare al richiedente. Sempre l'allegato III, infine, specifica che nel caso di edifici gi dotati di attestato di certificazione energetica ma sottoposti ad adeguamenti impiantistici (compresa la sostituzione del generatore di calore), l'aggiornamento dell'attestato potr essere predisposto anche da un tecnico abilitato dall'impresa di costruzione/installazione incaricata di realizzare i predetti adeguamenti.

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Bioedilizia come carta di qualit. Pronta la certificazione Leed Italia
Edilizia e Territorio - Tabloid, Il Sole 24 Ore, 3-8 novembre 2008, p. 3 a cura di Franco Tanel In tutto il mondo gli edifici che possiedono una certificazione di sostenibilit ambientale hanno un valore di mercato maggiore e in questo momento di crisi delle costruzioni, mantengono inalterati o riducono in percentuale assai limitata i loro prezzi di mercato sia nel caso della vendita che dellaffitto. Il dato emerge dallo studio svolto dal World Green Building Council, lassociazione dei 47 Green Building Council Nazionali esistenti al mondo che adottano il sistema di classificazione Leed, e presentato in occasione del Construction Day organizzato da Fiera Verona e Cresme. Il sistema di classificazione Leed (Leadership in energy and enviromental design) ideato negli Stati Uniti, riconosciuto a livello mondiale come benchmark di riferimento per misurare le performance di sostenibilit ambientale di un edificio. Basato su rigorosissimi parametri tecnico-scientifici, prende in esame sei categorie a cui sono attribuiti dei crediti: siti sostenibili, gestione delle acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualit ambientale interna, progettazione e innovazione. Da sottolineare che, allestero, il rating Leed di un edificio dichiarato dal costruttore ha valore di parametro contrattuale: insomma non basta genericamente dichiarare un obiettivo di sostenibilit, bisogna concretamente tradurlo in pratica e far sottoporre ledificio alla verifica di congruit. Negli Stati Uniti, ma non solo l spiega Mario Zoccatelli, presidente del Green Building Council Italia gli edifici che espongono la targa Leed sono venduti prima ancora di essere completati. In Italia siamo ancora allinizio di questo percorso che per proprio in questa fase di rallentamento delleconomia pu essere unopportunit. Fino a oggi abbiamo adottato il Leed americano, dalla prossima estate sar finalmente disponibile la versione Italiana del sistema di rating che, con un poderoso lavoro scientifico in collaborazione con le principali Universit italiane, abbiamo tradotto e adattato alla legislazione nazionale ed europea. Il Leed italiano avr valore anche internazionale. Questo vuol dire che le nostre imprese che lavorano anche allestero continua Zoccatelli potranno utilizzare la certificazione Leed nazionale ovunque, con un immediato vantaggio competitivo e una certificazione di qualit riconosciuta dal mercato. Una buona opportunit per loro e un vantaggio per tutti, dagli utilizzatori degli edifici stessi a tutto lambiente. Un processo che richieder tempo.

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Serve formazione sia fra i progettisti sia fra le imprese di costruzione. La sostenibilit che alla base della certificazione Leed, non quella di applicare a un edificio qualche tecnologia verde ma di integrare assieme competenze interdisciplinari, in modo da soddisfare le esigenze potenzialmente in contrasto tra loro della profittabilit dellinvestimento, del benessere per chi ci abita e della tutela dellambiente . Il Leed potrebbe essere inserito nei bandi conclude Zoccatelli come elemento di qualit che fa punteggio. E il maggior costo iniziale dellimmobile ampiamente compensato dai risparmi negli anni a venire.

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Per il calcolo delle prestazioni si applicano le norme Uni
Il decreto 115 chiede ai progettisti di applicare una norma Uni (la Ts 11300) per determinare le prestazioni energetiche degli edifici. Le due parti finora disponibili riguardano il fabbisogno per la climatizzazione estiva e invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria. Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2008, n. 29, p. 14 a cura di Alberto Galeotto Oltre a introdurre importanti novit di natura tecnica nel panorama legislativo di riferimento in materia di efficienza energetica, il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 contribuisce in modo significativo a introdurre a livello nazionale il principio innovativo del Nuovo approccio europeo, in virt del quale le autorit competenti stabiliscono i principi e criteri generali di sistemi e servizi, demandando, per quanto possibile, i dettagli prescrittivi a strumenti normativi di applicazione quali le norme Uni. Questo a conferma della crescente autorevolezza acquisita nel settore costruzioni dal sistema normativo volontario, consapevole e partecipato, non imposto ma condiviso e come tale apprezzato, ritenuto utile e quindi applicato. Proprio in materia di efficienza energetica degli edifici, Uni ha pubblicato nel mese di maggio 2008 le specifiche tecniche Uni/ Ts 11300 Prestazioni energetiche degli edifici, citate nell'Allegato III riguardante le metodologie di calcolo e i requisiti dei soggetti per l'esecuzione delle diagnosi energetiche e la certificazione energetica degli edifici. Questo pacchetto normativo intende fornire una metodologia univoca di calcolo per la determinazione del fabbisogno di energia degli edifici in un documento tecnico pi sintetico rispetto alle norme europee En gi disponibili sull'argomento. Di fatto completa il quadro delineato dalla normativa europea integrandolo con i dati nazionali richiesti e garantendo la necessaria univocit di metodo e riproducibilit dei risultati. La determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici richiede metodi di calcolo per: 1) il fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento ambiente; 2) il fabbisogno di energia per acqua calda sanitaria; 3) il rendimento e il fabbisogno di energia primaria degli impianti di climatizzazione invernale; 4) il rendimento e il fabbisogno di energia primaria per la produzione di acqua calda sanitaria; 5) il risparmio di energia primaria ottenibile utilizzando energie rinnovabili e altri metodi di generazione per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria; 6) il rendimento e il fabbisogno di energia primaria degli impianti di climatizzazione estiva.

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La norma Uni Questi metodi di calcolo sono descritti nel pacchetto Uni/Ts 11300, composto da quattro parti. Le prime due sono gi pubblicate (e citate nel decreto, sebbene con qualche imprecisione). La Parte 1 Determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione estiva e invernale definisce le modalit per l'applicazione nazionale della norma europea Uni En Iso 13790, con riferimento al metodo mensile per il calcolo dei fabbisogni di energia termica per riscaldamento e per raffrescamento. rivolta alle applicazioni previste dalla norma europea quali: - calcolo di progetto (design rating), utile per esempio al conseguimento del permesso di costruire e della certificazione o qualificazione energetica del progetto; - valutazione energetica di edifici attraverso il calcolo in condizioni standard (asset rating), utile per esempio al conseguimento della certificazione o qualificazione energetica del progetto; - valutazione energetica di edifici in particolari condizioni climatiche e d'esercizio (tailored rating), utile all'ottimizzazione, alla validazione, alla diagnosi e alla programmazione di interventi di riqualificazione.

NORME UNI: TESTI NON PUBBLICABILI Il legislatore ha scelto di prendere come modello di riferimento una norma tecnica, elaborata dall'Uni che un ente privato, il quale tradizionalmente, commercializza le proprie normative. Per questo motivo il testo della norma Uni Ts 11300 non disponibile gratuitamente, ma acquistabile a un prezzo di 86 euro, per la parte I e di 90 euro per la II. Edilizia e territorio quindi non potendo fornire questo servizio ai lettori ha chiesto proprio all'Uni di illustrare in breve i contenuti della norma.

In particolare sono definiti i valori convenzionali di riferimento relativi a: - temperature interne di set-point; - ricambi d'aria; - durata dei periodi di raffrescamento e riscaldamento; - regime di funzionamento dell'impianto termico; - apporti di calore interni. Nel caso di edifici esistenti, in cui non siano note le stratigrafie delle strutture, possibile utilizzare valori di riferimento, riportati nell'appendice B, che consentono di definire la trasmittanza termica in funzione della tipologia, dello spessore e dell'epoca di costruzione. La Parte 2 Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria si applica a sistemi di nuova progettazione, ristrutturati o esistenti e fornisce invece dati e metodi per la determinazione: - del fabbisogno di energia utile per acqua calda sanitaria;

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- dei rendimenti e dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari dei sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria; - dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione invernale e per la produzione dell'acqua calda sanitaria. Anche per gli impianti, nel caso di edifici esistenti in cui non siano disponibili tutti i dati di progetto, previsto un approccio semplificato mediante valori di rendimento pre-calcolati in base a condizioni di installazione predefinite. L'applicazione della parte 2 limitata a impianti di riscaldamento tradizionali (sistemi con generatori di calore alimentati da combustibili fossili). In arrivo Le altre due parti della Uni/Ts 11300, di prossima pubblicazione, riguardano la determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva (parte 3) e l'utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per riscaldamento di ambienti e preparazione acqua calda sanitaria (parte 4). La Uni/Ts 11300 coerente con la serie di norme elaborate dal Cen (Comitato europeo di normazione) nell'ambito del mandato M/343 rilasciato dalla Commissione europea a supporto della Direttiva europea 2002/91/Ce sulle prestazioni energetiche degli edifici e forniscono univocit di valori e di metodi per consentire la riproducibilit e la confrontabilit dei risultati.

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Limiti al consumo energetico: le Regioni scelgono il fai da te
Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 5 aprile 2008, n. 13, p. 9 a cura di Silvia Di Stefano, Giovanna Landi Il puzzle della normativa locale sul risparmio. Gli enti territoriali vanno oltre le leggi nazionali e dettano regole precise, introducendo in molti casi anche lobbligo di autorizzazione per costruire impianti che utilizzano le fonti rinnovabili. Le norme nazionali in materia di risparmio energetico e di promozione dellutilizzo e produzione di fonti rinnovabili nel territorio nazionale sono state attuate dalle autorit regionali nellambito delle competenze loro riconosciute dalla normativa nazionale (Dlgs 112/1998 articoli 29, 30 e 31) e dalla Carta costituzionale, secondo cui vi competenza concorrente dello Stato e delle Regioni in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale di energia. In particolare, le Regioni avevano gi avviato politiche energetiche territoriali allinterno dei piani energetici regionali, come previsto dalla legge 10/1991, dei piani operativi regionali, o di altri documenti di pianificazione e programmazione territoriale regionale. Luso dellenergia nelledilizia stato quindi inserito dalla maggior parte delle autorit regionali allinterno della pianificazione energetica territoriale, mediante le regole contenute nelle norme regionali di seguito brevemente descritte. Abruzzo Questa regione dal 1999 ha introdotto una disciplina per la promozione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e del risparmio energetico. Tra gli altri, sono promossi quegli impianti finalizzati a ridurre di almeno il 30% il consumo di energia. Esistono vari bandi regionali di finanziamento, oltre a una legge speciale sullilluminazione esterna degli edifici volta a prevenire linquinamento luminoso e coerente con gli obiettivi di risparmio energetico. La maggior parte dei poteri amministrativi riconosciuta alla Regione, mentre gli enti locali hanno funzioni di controllo, finanziamento di opere volte alla riqualificazione energetica del patrimonio demaniale e divulgazione di iniziative sul risparmio energetico secondo la ripartizione delle funzioni di cui alla Lr n. 11 del 1999, come modificata, recante lindividuazione e il conferimento delle funzioni amministrative.

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Basilicata La finanziaria regionale contiene norme per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, lo scomputo di volumetrie edilizie per favorire il risparmio energetico ai sensi della Lr n. 15 del 2000 previo parere e la successiva autorizzazione allintervento. in vigore un piano energetico regionale e nel 2006 stata istituita la Societ Energetica Lucana, avente per oggetto la definizione e lattuazione concreta di azioni miranti a migliorare la gestione della domanda e dellofferta di energia, la promozione del risparmio e dellefficienza energetica. La Lr 47/1998 in materia di valutazione di impatto ambientale regolamenta le opere soggette a Via tra cui alcune categorie di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e la relativa procedura. La Regione ha altres approvato una normativa sullinquinamento luminoso (Lr n. 41 del 2000) che prescrive distanze minime dagli osservatori astronomici ed eventuali schermature. Provincia di Bolzano La Provincia autonoma di Bolzano s dotata di una normativa sul risparmio energetico negli edifici gi con legge n. 4 del 1993, cui ha fatto seguito il decreto del presidente della Provincia n. 341 del 2004, recante norme regolamentari. La Provincia ha inoltre costituito unagenzia per la promozione della riduzione dei consumi energetici, dotandosi di un autonomo sistema di certificazione degli edifici denominato Casaclima. Tra i vari vincoli si segnala la necessit di avere ottenuto una certificazione energetica delledificio (sia per usi abitativi che per uffici) secondo la classificazione Casaclima almeno in fascia C, al fine di ottenere il certificato di abitabilit, salvo che limmobile sia situato in zona produttiva. Calabria La normativa in materia di energia ed edilizia stata abrogata nel 2000 e non risulta sostituita, n si registrano attivit normative specifiche in rapporto alledilizia e/o al miglioramento dellefficienza energetica degli edifici, salvo larticolo 35 della Lr n. 10 del 2003 nella parte in cui prevede lincentivazione di programmi di risparmio energetico e sperimentazione delle tecnologie innovative nei centri storici. Molte competenze di settore sono attribuite alle Province ai sensi della Lr n. 34 del 2002. C un piano energetico regionale e gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile sono rilasciati sulla base di una procedura unica. Campania La Regione si dotata di una normativa di regolamentazione dellinquinamento luminoso che prescrive particolari modalit per la realizzazione tecnica di impianti illuminanti esterni su edifici privati. Larticolo 8 della Lr n. 19 del 2002 ha abrogato diverse disposizioni in materia di risparmio energetico e fonti alternative o rinnovabili che non risultano ancora sostituite, salva la previsione delle linee guida in materia di sviluppo sostenibile nel settore energetico approvate con delibera della Giunta regionale n. 4818 del 2002.

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Sono in corso studi preliminari per lelaborazione del piano energetico regionale. Vi sono vari contributi regionali per il risparmio energetico e lincentivazione delle energie alternative nelledilizia e in agricoltura, industria e artigianato. La Regione ha emanato linee guida per lautorizzazione unica di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili. Emilia Romagna recente lapprovazione di un atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici che definisce un proprio ambito di applicazione a partire dal 1 luglio 2008, prevedendo altres la presentazione di una relazione tecnica in caso di interventi di ristrutturazione che rientrino allinterno dellapplicazione della deliberazione. Tale atto modifica e integra la delibera della Giunta regionale 387/2002 recante il coordinamento dei compiti attribuiti agli enti locali in materia di contenimento dei consumi di energia negli edifici. Gi la legge regionale del 2004, per prevedeva lobbligo per i Comuni di valutare, per interventi di nuova edificazione o ristrutturazione, la fattibilit dellapplicazione di impianti di produzione basati su fonti rinnovabili, nonch le relative procedure di autorizzazione per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. La Regione aveva altres iniziato a intraprendere iniziative volte al risparmio energetico mediante, ad esempio, la legge del 2001 sul controllo dei consumi energetici derivanti dagli impianti di illuminazione pubblica. La Regione dotata di un proprio piano energetico per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Friuli Venezia Giulia Questa Regione non ha una normativa speciale in materia di certificazione energetica degli edifici o sullutilizzo delle fonti rinnovabili, anche se attiva con azioni di pianificazione e programmazione dei bisogni e dei livelli produttivi mediante un sistema di bilancio energetico. Le linee guida sono stabilite dalla legge regionale del 2002 in materia di energia. Da sottolinearsi una norma del 2006, con la quale la Regione ha promosso lo sviluppo di societ cooperative, denominate Gruppi dacquisto, che perseguano lo scopo di ridurre il prezzo dacquisto dellenergia elettrica e del gas delle utenze domestiche. Le leggi finanziarie regionali del 2001 e del 1999, inoltre, contengono i principi per lincentivazione regionale a iniziative volte al risparmio energetico, allo sviluppo di energie rinnovabili e al contenimento degli usi dellenergia nei processi produttivi. Lazio La legge finanziaria contiene alcune novit che la Regione ha introdotto in attuazione, per quanto di propria competenza, agli obiettivi imposti dal trattato di Kyoto. In particolare, dispone lesonero dalla richiesta dei titoli abilitativi le installazioni di pannelli solari fino a 30 mq, e di pompe di calore per la produzione di acqua calda e di aria negli edifici pubblici e privati; di impianti fotovoltaici

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parzialmente o totalmente integrati agli edifici pubblici e privati ovvero anche non integrati, qualora posti sulle coperture di edifici commerciali e industriali, fino a 20 kWp; di impianti eolici fino a 5 kWp negli edifici pubblici e privati. Oltre a ci, la Regione e gli altri enti locali si impegnano, dal 1 gennaio 2009, a utilizzare esclusivamente lampade ad alta efficienza e macchine per ufficio con alte prestazioni energetiche, e a ridurre del 20% i consumi energetici entro il 2012. Nel 2006 la Regione ha delegato alle Province poteri e attribuzioni in materia di energia. I Comuni sono competenti per il controllo dellutilizzo dellenergia e delle performances energetiche nel settore delledilizia, anche a seguito di una norma regionale del 2004 sulla promozione dellenergia solare termica per il fabbisogno energetico residenziale degli edifici. Anche questa Regione dotata del proprio piano energetico regionale, approvato nel 2001. Liguria La Liguria, con la legge del 2007 in materia di energia, ha recepito la normativa nazionale in materia di certificazione energetica degli edifici rinviandone per lentrata in vigore allemanazione di un regolamento attuativo contenente i criteri per la valutazione energetica degli edifici, che stato emesso con deliberazione di Giunta regionale n. 6 dell8 novembre 2007. Altre due deliberazioni hanno poi istituito e regolamentato lelenco regionale dei professionisti abilitatati al rilascio della certificazione energetica (rispettivamente, delibere di Giunta regionale n. 954 del 3 agosto 2007 e n. 1336 del 9 novembre 2007). A tale riguardo si segnala che la legge prevede che negli edifici di nuova costruzione debba essere prevista linstallazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda. La Regione istituisce lelenco dei professionisti abilitati al rilascio della certificazione energetica secondo modalit stabilite con deliberazione della Giunta regionale. Nella stessa legge sono contenute le regole per il rilascio dellautorizzazione di impianti che producono energia da fonti rinnovabili, incluse le procedure semplificate per impianti di taglia ridotta. Tale legge ha del resto abrogato la maggior parte delle regole sul conferimento delle competenze in materia di energia contenute dalla legge regionale 18/1999 sul conferimento delle funzioni agli enti locali. Questa Regione si dotata anche di linee guida per il risparmio energetico nel settore ospedaliero emanate dallAgenzia regionale per lEnergia nella Liguria nel 2002. Lombardia Questa Regione, con Lr n. 12 del 2005, ha demandato ai Comuni lapplicazione di riduzioni degli oneri di urbanizzazione in relazione a interventi di edilizia bioclimatica o finalizzati al risparmio energetico. Inoltre, stata introdotta la possibilit che i nuovi piani di governo del territorio prevedano premi volumetrici per gli interventi finalizzati alla promozione delledilizia bioclimatica e del risparmio energetico. La Regione ha inoltre approvato la disciplina complessiva per la certificazione energetica degli edifici con delibera della Giunta regionale del 26 giugno 2007, n. 8/5018, poi modificata e integrata.

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La disciplina sulla certificazione energetica entrata in vigore a partire dal 1 settembre 2007 per il trasferimento a titolo oneroso di interi immobili (cio dellinsieme delle unit immobiliari che li compongono) e per quelli oggetto di interventi edilizi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria e ristrutturazione e ristrutturazione edilizia che coinvolgono pi del 25% della superficie disperdente; per gli altri immobili entrer pienamente a regime con successive scadenze progressive. Le delibere definiscono, inoltre, le modalit applicative e le procedure per la certificazione energetica, definiscono i requisiti di prestazione energetica di edifici e impianti, nonch i requisiti e le procedure per laccreditamento dei certificatori. Le metodologie di calcolo per la predisposizione degli attestati di certificazione energetica sono attualmente contenuti nella delibera dirigenziale 13 dicembre 2007, n. 15833. Infine, si segnala che la Regione Lombardia ha introdotto, negli anni passati, misure urgenti per il risparmio energetico a uso di illuminazione esterna e per incentivare lintroduzione di piccoli impianti idroelettrici, di generatori elettrici eolici, di impianti a pompe di calore e di sfruttamento di energia geotermica per il riscaldamento degli edifici. Marche Con Lr 17 maggio 1999, n. 10, la Regione ha delegato ai Comuni le funzioni concernenti la concessione di contributi per il risparmio energetico e lo sviluppo di fonti rinnovabili di energia, nonch per la certificazione energetica degli edifici. Con la successiva Lr 28 ottobre 2003, n. 20 stato ribadito linteresse della Regione a incentivare lo sviluppo di fonti rinnovabili, con particolare attenzione allutilizzo di energia solare, prevedendo laccesso ai contributi anche in favore di soggetti privati per interventi effettuati su edifici di abitazione. La Regione , inoltre, dotata dal 2005 di un piano energetico ambientale regionale, nel quale sono previste tra laltro le azioni concrete per il risparmio energetico nelledilizia. Tali azioni consistono, da un lato, nella predisposizione di strumenti normativi (il regolamento edilizio tipo o Ret e i regolamenti edilizi comunali o Rec) e, dallaltro lato, nellindividuazione di pratiche edilizie note come edilizia bioclimatica. In particolare, tra le misure previste dal Pear si segnala lintroduzione nei regolamenti edilizi di alcune pratiche obbligatorie (cosiddetti requisiti cogenti) per gli interventi edilizi e altri requisiti raccomandati o consigliati, che danno diritto a incentivi volumetrici, riduzioni degli oneri di urbanizzazione urbanizzazione e/o delle tasse locali (Ici). Si deve segnalare che attualmente allesame dellassemblea regionale una proposta di legge regionale che avr a oggetto la certificazione della sostenibilit degli edifici e che si baser da un punto di vista tecnico sui principi del protocollo Itaca, fondato sul sistema internazionale di valutazione energetica ambientale green building challenge (gi fatto proprio dalla Regione con delibere di Giunta regionale n. 579/2003 e n. 1138/2003). Infine, si segnala la Lr 10 del 2002, con la quale sono state adottate misure urgenti per il contenimento dellinquinamento luminoso e dei consumi energetici.

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Molise Nel 2002 la Regione ha regolamentato le modalit di calcolo di parametri urbanistico edilizi finalizzati a migliorare la qualit di calcolo di parametri urbanistico-edilizi finalizzati a migliorare la qualit funzionale degli edifici e a contenere il consumo energetico applicabile sia agli edifici di nuova costruzione che agli interventi di ristrutturazione degli esistenti. Varie forme di incentivazione sono previste per impianti fotovoltaici e solari termici. Piemonte A partire dal 2002 il Piemonte si dotato di un proprio piano energetico regionale e ha analizzato la situazione del fabbisogno energetico nel proprio territorio. Azioni specifiche sono state intraprese, ad esempio con legge n. 13 del 2007 contenente disposizioni in materia di rendimento energetico nelledilizia. Tale legge prevede la certificazione energetica degli edifici che consentir ai cittadini interessati allacquisto o alla locazione di un immobile di conoscere le caratteristiche energetiche dello stesso; il miglioramento delle caratteristiche energetiche degli edifici nuovi e oggetto di ristrutturazione che, a fronte di una spesa aggiuntiva minima (al di sotto dell1% dei costi complessivi) potr determinare risparmi di energia superiori al 50% dei consumi attuali; un sistema di autocertificazione per tutti gli impianti termici, attraverso lapposizione di un bollino verde da parte del manutentore, che permetta di semplificare e diminuire gli oneri economici e gli adempimenti previsti per gli utenti; nuove modalit di ispezione dirette a individuare gli impianti termici sprovvisti di bollino verde e di manutenzione. Puglia La Regione Puglia sta varando un disegno di legge per labitare sostenibile che riprende e riassume tutti i principali obblighi relativi alla gestione del fabbisogno energetico nel settore. La Regione ha anche assunto recentemente una posizione difforme rispetto a quanto indicato dalla legge finanziaria 2008, semplificando ulteriormente la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile mediante presentazione di dichiarazione di inizio attivit senza necessit di ottenimento di alcuna autorizzazione. Sardegna In questa Regione, la legge finanziaria 2007 aveva delegato la Giunta regionale a emanare linee guida per la riduzione dei consumi energetici e dellinquinamento luminoso e acustico sul territorio regionale. Anche questa Regione ha un proprio piano energetico regionale. Sicilia A partire dalla legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 (Finanziaria per lanno 2003), la Regione Siciliana ha avviato una serie di iniziative finalizzate alla riduzione dei consumi di energia negli immobili e nelle strutture in uso allamministrazione regionale e agli altri enti pubblici.

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In tal senso sono state individuate con due successive circolari assessorili in data 3 luglio 2003 e in data 11 aprile 2005, le iniziative da assumere per il contenimento dei consumi e il risparmio dellenergia. Inoltre, stato attribuito allassessorato regionale alla Presidenza il compito di proporre iniziative per la promozione della programmazione e della riduzione dei consumi e la vigilanza sui livelli di realizzazione del risparmio energetico. Sotto il profilo della promozione delle fonti energetiche rinnovabili, si segnalano i criteri adottati per la realizzazione di impianti per la promozione di energia mediante lo sfruttamento del sole (decreto assessoriale 17 maggio 2006) e quelli relativi agli impianti industriali che sfruttano la medesima fonte energetica rinnovabile (decreto assessoriale 14 novembre 2005). I decreti stabiliscono le direttive, i criteri, i titoli abilitativi e le modalit procedurali per lautorizzazione dei progetti relativi a impianti solari fotovoltaici e termici. Si noti che, con circolare n. 371 del 23 gennaio 2008, lassessorato Territorio e ambiente della Regione Siciliana ha escluso la necessit di esperire la Via per gli impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 20 kW. Infine, si segnala che la Regione Siciliana ha predisposto una bozza di piano energetico regionale. Toscana La Regione Toscana ha approvato la legge regionale n. 39 del 2005. Si tratta di una sorta di testo unico regionale contenente Disposizioni in materia di energia. In primo luogo, il legislatore regionale ha previsto lapprovazione di un piano di indirizzo energetico regionale (Pier), finalizzato a individuare i fabbisogni energetici e gli obiettivi di risparmio ed efficienza energetica, nonch gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili. Si demanda, invece, agli strumenti urbanistici comunali e ai regolamenti edilizi per lindividuazione delle prescrizioni concernenti lefficienza energetica edilizia e per la previsione delle disposizioni concernenti la progettazione e gestione degli impianti e il contenimento dei consumi energetici. La legge regionale 39/2005 disciplina, inoltre, le competenze e le modalit per il rilascio delle autorizzazioni per la costruzione e lesercizio degli impianti energetici, prevedendo in generale il rilascio di unautorizzazione unica ovvero di una denuncia di inizio attivit (Dia) e individuando anche i casi in cui linstallazione di impianti non necessita di titolo abilitativo (ad esempio pannelli solari fotovoltaici di potenza nominale uguale o inferiore a 3 chilowatt). Inoltre, la legge regionale 39/2005 detta la disciplina generale per la certificazione energetica degli edifici. Si noti che la medesima legge dispone che in caso di nuova costruzione e ristrutturazione vi lobbligo di installare impianti solari termici. In attuazione della legge regionale 39/2005, si segnala che sono stati approvati gli indirizzi per lattuazione del progetto di ricerca per la certificazione energetica degli edifici (delibera di Giunta regionale 3 dicembre 2007, n. 898) e che, in data 3 dicembre 2007, stato diffuso un primo testo di piano di indirizzo energetico regionale (Pier).

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Provincia di Trento La Provincia di Trento stata tra le prime autorit pubbliche a interessarsi di risparmio e certificazione energetica degli edifici; la prima legge provinciale in materia risale infatti al 1980. Negli anni successivi, inoltre, la Giunta provinciale ha emanato criteri di calcolo, gli ultimi dei quali pubblicati nel 2006. Umbria La Regione Umbria ha adottato il piano energetico regionale (Per) con Dcr 21 luglio 2004, n. 402. Il Per ha individuato gli obiettivi della politica energetica regionale nella promozione della ecoefficienza nel settore edilizio e delledilizia bio-climatica, nella certificazione energetica degli edifici e nellimplementazione delle fonti rinnovabili. La legge regionale 18 febbraio 2004, n. 1, contenente Norme per lattivit edilizia ha introdotto norme specifiche per il miglioramento del comfort ambientale e del risparmio energetico degli edifici, prevedendo criteri per il calcolo delle volumetrie e soluzioni di architettura bio-climatica, valide per le nuove costruzioni e il recupero degli immobili esistenti. altres previsto lesonero dal contributo di costruzione per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni relativi a fonti rinnovabili di energia e risparmio energetico, mentre sono stati esonerati dalla richiesta del titolo abilitativo le installazioni riguardanti impianti solari termici senza serbatoio di accumulo esterno fuori dalle zone A. Si segnala, poi, che questa Regione ha approvato le linee guida per lo svolgimento del procedimento di rilascio delle autorizzazioni uniche concernenti la costruzione e lesercizio di impianti di produzione di energia rinnovabile (delibera di Giunta regionale 23 luglio 2007, n. 1253) e che stato recentemente approvato dalla Giunta regionale un disegno di legge in materia di Sostenibilit ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi, che introdurr anche le procedure di certificazione ambientale degli edifici e il concetto di fabbricato ecologico. La proposta di legge stata inviata al Consiglio per lapprovazione definitiva. Valle dAosta La Regione si dotata di una legge regionale nel 2006 che costituisce lo strumento principale per la pianificazione e la promozione di iniziative volte a favorire luso razionale delle risorse energetiche, attraverso lincentivazione delle tecnologie che consentono il risparmio dellenergia e lo sfruttamento delle fonti rinnovabili anche mediante la razionalizzazione e la semplificazione dei relativi procedimenti amministrativi. La Regione ha previsto la concessione di agevolazioni volte a promuovere gli investimenti realizzati da soggetti privati e dagli enti locali territoriali nel settore delledilizia residenziale. Sono presenti norme di regolazione dellilluminazione esterna degli edifici con obbligo di certificazione da parte dellinstallatore e sanzioni eventuali.

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Veneto Nel 2007 questa Regione ha emanato una legge regionale a sostegno delledilizia sostenibile definita come losservanza di teorie progettuali che fondano lideazione e la realizzazione del manufatto edilizio su principi di compatibilit dello stesso con lambiente e di miglioramento della qualit della vita umana. La norma prevede che, per gli interventi in edilizia sostenibile finalizzati al contenimento del fabbisogno energetico, riconosciuti conformi alle linee guida, i Comuni prevedono nel regolamento edilizio lo scomputo dei volumi tecnici e delle murature perimetrali degli edifici. Nel 2005 stato approvato il piano energetico regionale.

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Lombardia, serve la variante per il bonus cubature del 2008
Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2008, n. 36, p. 13 a cura di Giovanna Landi Con una circolare la giunta Formigoni coordina le disposizioni regionali con quelle nazionali sul premio di cubature per interventi di isolamento energetico. E precisa che per i lavori autorizzati dopo il primo gennaio 2008 il bonus si ottiene solo presentando una richiesta di variante in corso d'opera. Le autorit regionali proseguono nella loro attivit di applicazione pratica della disciplina sulla certificazione energetica in ambito edilizio, e avvertono la necessit di introdurre regole interpretative e soluzioni pratiche che prendono le mosse dai principi espressi su base nazionale e che vengono poi ripresi e specificati mediante norme e circolari regionali e locali. Le norme in materia di certificazione energetica, infatti, necessitano di un coordinamento e completamento con le regole edilizie e urbanistiche, poich vi sono molti ambiti di sovrapposizione; oltre a ci, quando si hanno norme regionali preesistenti a leggi dello Stato, le autorit regionali devono affrontare anche questioni di adeguamento e di validit delle proprie regole. La Regione Lombardia, con una circolare (approvata con decreto n. 8935 del 7 agosto 2008), ha armonizzato la disciplina nazionale e regionale in materia di benefici concessi agli involucri esterni degli edifici necessari per migliorarne l'isolamento e, quindi, i consumi energetici. Il bonus volumetrie Questa circolare in particolare fa riferimento all'applicazione della Lr 26/1995, come modificata dall'articolo 12 della Lr 33/2007, recante "Nuove modalit di calcolo delle volumetrie edilizie e dei rapporti di copertura limitatamente ai casi di aumento degli spessori dei tamponamenti perimetrali e orizzontali per il perseguimento di maggiori livelli di coibentazione termoacustica o di inerzia termica" alla luce delle nuove previsioni nazionali introdotte dall'articolo 11 del Dlgs 115/2008. La disciplina regionale, preesistente rispetto a quella nazionale, prevede, infatti, che l'involucro esterno di nuove costruzioni e di ristrutturazioni soggette ai limiti di fabbisogno di energia primaria o di trasmittanza termica non sar considerato nei computi, a condizione che sia conseguita una riduzione di almeno il 10% rispetto ai valori limite previsti dalle disposizioni regionali. A tale riguardo, pertanto, la circolare chiarisce sia l'ambito di applicazione del beneficio dello scomputo agli edifici in corso di realizzazione e a quelli in fase di ristrutturazione, che gli adempimenti e requisiti necessari per certificare la riduzione stabilita in attuazione delle regole regionali sulla certificazione energetica.

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In particolare, per quanto riguarda l'ambito di applicazione del beneficio, da segnalarsi che la circolare coordina i termini di entrata in vigore delle norme sulla certificazione energetica degli edifici con quelli di cui alla Lr 26/1995 e stabilisce che, in caso di titoli abilitativi perfezionati dopo il 1 gennaio 2008, sar necessario richiedere una variante in corso d'opera che dimostri l'ottenimento dei requisiti di rendimento energetico calcolati ai sensi della disciplina regionale, al fine di poter avere diritto allo scomputo. Eguale regola vale per progetti presentati prima del 2008, ovviamente nel caso in cui i lavori non siano gi conclusi. Lo scomputo costituisce, infatti, una misura premiale da calcolare anche con riferimento alla determinazione degli oneri di urbanizzazione, che si determinano sulle misure lorde degli edifici, e deve comunque calcolarsi sulla base della richiamata legge regionale del 1995. Nello specifico, dunque, la disciplina della Regione Lombardia di cui all'articolo 12 della legge di modifica della Lr 26/1995 prevede che "i muri perimetrali portanti e di tamponamento, nonch i solai che costituiscono involucro esterno di nuove costruzioni e di ristrutturazioni soggette al rispetto dei limiti di fabbisogno di energia primaria o di trasmittanza termica, previsti dalle disposizioni regionali in materia di risparmio energetico, non sono considerati nei computi per la determinazione della superficie lorda di pavimento (Slp), dei volumi e dei rapporti di copertura in presenza di riduzioni certificate superiori al 10 per cento rispetto ai valori limite previsti dalle disposizioni regionali". La necessit di emanare una nuova circolare, per molti aspetti meramente confermativa della disciplina regionale in vigore, sorge principalmente a causa dell'emanazione del Dlgs 115/2008 che, all'articolo 11 ha introdotto a livello nazionale il medesimo beneficio dello scomputo dalla determinazione dei volumi per i maggiori spessori necessari a ottenere una riduzione minima del 10% dell'indice di prestazione energetica dell'edificio di nuova costruzione o soggetto a intervento di riqualificazione energetica. La norma nazionale ha altres previsto che, nel rispetto dei limiti indicati, sia consentito derogare, nell'ambito di rilascio dei necessari titoli abilitativi, a quanto previsto "dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nonch alle altezze massime degli edifici". Non occorre un occhio particolarmente esperto per distinguere le diversit contenute nelle disposizioni regionale e nazionale. Ad esempio, innanzitutto, la norma regionale richiama espressamente termini e valori indicati dalle linee guida regionali sulla certificazione energetica (che a livello nazionale ancora a livello di legge quadro). Oltre a ci, mentre la norma nazionale fa riferimento a deroghe relative a distanze minime tra edifici, dal nastro stradale e all'altezza massima degli edifici, quella regionale richiama unicamente la superficie lorda di pavimento; ci farebbe s, dunque, che la relativa determinazione possa essere effettuata solamente mediante le regole di cui ai regolamenti edilizi locali e riguardi esclusivamente gli aspetti volumetrici e non urbanistici, come invece previsto dal decreto nazionale.

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Si rendeva pertanto necessario un chiarimento in merito alla compatibilit delle due discipline e, a tale riguardo, la circolare regionale spiega innanzitutto che la norma regionale che ha introdotto il meccanismo dello scomputo non entra nel merito delle distanze minime poich tale previsione stata inserita in un articolo di una legge avente altre finalit. La Lr 33/2007, che ha integrato la Lr 26/1995 introducendo lo scomputo, infatti, riguardava in realt disposizioni di attuazione del documento programmatico economico-finanziario regionale. Alla luce di ci, prosegue la circolare, deve ritenersi per che la norma regionale di cui alla Lr 26/1995, pur se previgente rispetto al decreto nazionale, sia prevalente su quest'ultimo, in quanto introdotta con le medesime finalit. Ci rende superfluo - chiarisce sempre la stessa circolare l'adozione di una nuova norma regionale in attuazione dell'articolo 11 del Dlgs 115/2008. Le distanze Per quel che riguarda, invece, le previsioni in materia di deroga alle distanze minime e alle altezze massime, da ritenersi direttamente applicabile quanto previsto dal Dlgs 115/2008, fermo restando comunque che la riduzione del fabbisogno energetico, considerato requisito indispensabile all'applicazione della deroga, deve essere calcolato secondo la normativa regionale. La deroga stessa, inoltre, vale soltanto ed esclusivamente con riferimento "agli spessori decurtabili in base all'articolo 11 del Dlgs 115/2008" (vedi box).

MA PER IL CALCOLO SI GUARDA ALLA NORMA NAZIONALE La circolare sembra rinviare tout court al metodo di calcolo del bonus di cubature indicato dalla norma nazionale, anche se questo presenta delle differenze sostanziali con la norma della Lombardia. In base all'articolo 11 infatti il premio di cubatura si calcola solo sulla parte di "murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, superiori ai 30 centimetri". In Lombardia invece, il bonus si calcola su tutti "i muri perimetrali portanti e di tamponamento" e non solo sulla quota che eccede i 30 centimetri. In questo senso quindi il richiamo alla normativa nazionale potrebbe avere una portata restrittiva del beneficio.

Nel merito del meccanismo dello scomputo, si evidenzia innanzitutto che esso deve garantirsi solo per quegli aumenti volumetrici "necessari" al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento delle performances energetiche degli edifici, come indicato sia dalla norma nazionale che da quella regionale; spetter, dunque, alle autorit comunali verificare l'effettiva necessit di tali aumenti, autorizzandone, se del caso, la realizzazione richiesta mediante apposita progettazione. Il recepimento Merita attenzione sottolineare la tecnica di recepimento utilizzata nella circolare dall'autorit lombarda, poich, nel dare attuazione alla normativa nazionale, ne seleziona di fatto le parti da

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ritenersi direttamente applicabili, distinguendo quei criteri e quelle regole ove invece prevale la legge regionale. Ci poich, come precisa l'atto in commento, le norme nazionali e regionali in materia condividono le medesime finalit, e in particolare quelle di "favorire la realizzazione di interventi edilizi energeticamente efficienti, compensando parzialmente gli spessori e gli extra costi necessari per ridurre la trasmittanza termica degli involucri edilizi". La scelta interpretativa dovrebbe ritenersi consentita ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 11 del Dlgs 115/2008, il quale prevede che le disposizioni ivi contenute sono da considerarsi applicabili "fino all'emanazione di apposita normativa regionale che renda operativi i principi di esenzione minima ivi contenuti". Nel caso della Lombardia, dunque, i principi erano gi operativi prima dell'entrata in vigore della norma nazionale e vengono semplicemente ribaditi e richiamati come validi e pienamente efficaci. Deve notarsi al riguardo il reiterato utilizzo da parte del legislatore nazionale della cosiddetta clausola di cedevolezza, secondo cui lo Stato competente ad adottare disposizioni di normazione diretta in materie di competenza regionale, con efficacia provvisoria e limitata al momento in cui le Regioni stesse non esercitino le attribuzioni a esse riconosciute. In materia di certificazione energetica, infatti, il legislatore nazionale fa largo uso di tale previsione che invece, richiamando la giurisprudenza costituzionale (cfr. ad es. Corte costituzionale 214/1985), garantire deve essere ammessa eccezionalmente dei nuovi qualora recare la legge una statale di intervenga dettaglio, modificando i principi di disciplina di una materia di competenza regionale potendo, "al fine di l'attuazione immediata principi, norma immediatamente operativa, idonea a disciplinare la materia fino a quando non sia sostituita da una legislazione regionale conforme ai nuovi principi". In caso contrario, proseguiva la Corte nella sentenza citata, si potrebbe pervenire all'assurdo risultato per cui, in mancanza di espressa abrogazione della preesistente normativa regionale e di conseguente introduzione di normativa statale suppletiva e cedevole, si vanificherebbero in realt i principi stessi introdotti dalla normativa statale. La pratica, e l'uso frequente di tale clausola, sta facendo per un p vacillare la forza dell'applicazione diretta e obbligata dei principi statali prevalenti rispetto alle discipline regionali. In materia di certificazione energetica, cos come, pi in generale, nei settori dell'ambiente e dell'energia, infatti, molto spesso accade, come nel caso di specie, che i legislatori regionali siano molto pi solerti e impegnati rispetto a quello nazionale nell'attuazione di previsioni contenute da accordi internazionali e regole comunitarie, introducendo norme regionali in diretta attuazione di direttive e altri atti comunitari. Tale potere del resto espressamente riconosciuto alle Regioni e, nella pratica, ci comporta che tali autorit siano spesso dotate di proprie norme attuative di principi comunitari prima che essi vengano recepiti da leggi nazionali e come tali entrino in vigore in Italia.

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La norma nazionale, dunque, una volta in vigore, non fa che ripetere il valore di tali principi ma ha la forza, e neanche la necessit, di abrogare quelle leggi regionali, anche preesistenti, che gi li applicano. Questa situazione, in linea di principio, esattamente antitetica a quella prevista per l'applicazione della clausola di cedevolezza stessa. C' comunque da aspettarsi che il caso della Regione Lombardia non rimanga isolato, dal momento che varie Regioni hanno gi introdotto al loro interno il beneficio dello scomputo nei termini indicati dal Dlgs 115/2008, e pertanto queste leggi potranno ritenersi applicabili e prevalenti rispetto a quest'ultimo, sia in presenza di un atto confermativo come nel caso della circolare, che non.

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Lazio, per gli edifici in arrivo la pagella della sostenibilit
La Giunta emaner un protocollo entro 180 giorni dall'approvazione della legge sulla bioedilizia. I contributi per gli interventi miranti a ottenere la certificazione saranno erogati sulla base di punteggi relativi a diverse aree di valutazione dell'impatto ambientale Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 16 giugno 2008, n. 24, p.13 a cura di Giovanna Landi stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale del Lazio n. 21 del 7 giugno scorso la legge regionale n. 6 del 27 maggio 2008, con cui la Regione Lazio regolamenta i nuovi interventi edilizi. Tale legge, recante Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia mira a sostenere e agevolare quegli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione dell'esistente che garantiscano, oltre che lo sviluppo armonioso e sostenibile del territorio e l'identit storica degli agglomerati urbani, determinati obiettivi di risparmio delle risorse idriche ed energetiche, nonch l'utilizzo di materiali e tecniche ambientalmente compatibili. L'ambito di applicazione di tale norma - che contiene senza dubbio previsioni innovative e pi avanzate rispetto al quadro di riferimento nazionale - riguarda, dunque, la progettazione e realizzazione di opere edilizie sia pubbliche che private. Essa rappresenta un quadro di riferimento contenente i principi generali, sulla base dei quali l'amministrazione regionale chiamata, nei prossimi mesi, a definire regole e criteri in materia di bioedilizia, incluso un sistema di valutazione e certificazione della sostenibilit energetico-ambientale degli edifici. La certificazione energetica La scelta del legislatore regionale appare dunque essere quella di includere lo strumento della certificazione energetica degli edifici, introdotta a livello nazionale dal Dlgs 192/2005 all'interno di un pi ampio contesto, pur se di carattere volontario, di certificazione delle performances ambientali e di sostenibilit degli edifici. Oltre a ci, essa introduce alcuni obblighi in caso di nuovi interventi edificatori miranti a ridurre i consumi ambientali ed energetici. La norma in oggetto non modifica n integra la vigente disciplina nazionale in materia di certificazione energetica degli edifici; quest'ultima viene, infatti, richiamata come integralmente applicabile (si confrontino gli articoli 7 e 9) senza alcuna specificazione, ad esempio, in merito alle metodologie di calcolo o alle procedure per la certificazione, introdotte ormai da varie Regioni con proprie norme regionali.

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Deve pertanto dedursi che, nell'attesa dell'emanazione delle linee guida nazionali previste dal Dlgs 192/2005 nel territorio laziale continuer ad applicarsi l'attestato di qualificazione energetica di cui all'articolo 11 del medesimo decreto e che, una volta entrate in vigore, esse troveranno diretta applicazione salvo ulteriori previsioni del legislatore regionale in merito. Nel contempo, per, come accennato, la certificazione energetica inserita in un contesto di pi ampio respiro relativo a un programma di sviluppo della sostenibilit degli edifici di nuova costruzione, ovvero soggetti a ristrutturazione.

LE DEFINIZIONI DA RIVEDERE Bisogna segnalare che nel testo in esame non sembra troppo chiaramente definito il concetto di intervento di edilizia sostenibile, ovvero di architettura sostenibile e di bioedilizia, oggetto della norma. L'articolo 3, infatti, rinvia a una serie di requisiti - che, si presume, non siano da applicarsi cumulativamente per poter definire sostenibile un intervento edilizio - estremamente generici (ad esempio perseguire uno sviluppo armonioso e sostenibile del territorio, dell'ambiente urbano e dell'intervento edilizio), ovvero dal forte connotato soggettivo (ad esempio garantire il benessere, la salute e la sicurezza degli occupanti). L'auspicio dunque che tali definizioni diventeranno nel tempo pi precise e qualificanti, tramite prassi applicative e sviluppo delle relative esperienze. A tale riguardo, infatti, va segnalato che non esiste una definizione ufficiale condivisa di edilizia sostenibile, o bioedilizia (si confrontino, ad esempio, il parere del Comitato economico e sociale sul tema Sviluppo sostenibile: edilizia abitativa in Europa in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. C 355 del 21 novembre 1997, ovvero il Capitolato speciale per la bioedilizia della Regione Veneto di cui al decreto di Giunta della Regione Veneto n. 1564 del 23 maggio 2003). In generale, pertanto, sulla base delle esperienze maturate sino a ora, pu dirsi che le tecniche edilizie si classificano come ecocompatibili allorch mirino a tutelare le risorse naturali e umane, utilizzando materiali ecocompatibili, preferibilmente locali, e prevedendo un limitato consumo delle risorse sfruttando fonti rinnovabili, ove possibile, e con il minor impatto sull'ambiente.

Gli obblighi per i nuovi interventi La nuova legge regionale-introduce una serie di importanti requisiti obbligatori nel settore edilizio da applicarsi agli interventi di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica.

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Essi riguardano principalmente: - l'introduzione di sistemi di recupero delle acque piovane, installazione di scarichi differenziati e rubinetterie con miscelatori, impiego di pavimentazioni drenanti secondo le condizioni elencate dall'articolo 4; - l'installazione di impianti per il ricorso a fonti energetiche rinnovabili per soddisfare i fabbisogni di acqua calda e di energia elettrica dell'edificio nei limiti e alle condizioni di cui all'articolo 5. Mentre gli obblighi relativi alla copertura di quote del fabbisogno energetico degli edifici sono pressoch mutuati dalle disposizioni di cui alla legge finanziaria nazionale per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244), quelli sul risparmio delle risorse idriche costituiscono una novit rispetto al panorama normativo nazionale, che trova riferimento soltanto in qualche norma regionale (ad esempio, Lombardia, Provincia di Bolzano) in materia. Si noti che, diversamente dal Dlgs 192/2005 il quale contiene un proprio assetto definitorio, la legge in esame fa esplicito riferimento alle definizioni contenute nel Testo unico dell'edilizia (Dpr 380/2001), esemplificando il compito dei soggetti chiamati ad attuare tale norma e consentendone il coordinamento con la disciplina urbanistica. Le installazioni semplificate Sempre per quel che riguarda l'installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, la norma richiama la disciplina introdotta dal comma 4 dell'articolo 19 della legge finanziaria regionale (legge regionale 26/2007), secondo cui talune categorie di impianti non necessitano di titoli abilitativi purch, ovviamente, installati da tecnici abilitati (in particolare, la legge fa riferimento a: pannelli solari termici di sviluppo uguale o inferiore a 30 mq e di pompe di calore destinate alla produzione di acqua calda e di aria; impianti fotovoltaici parzialmente o totalmente integrati qualora posti sulle coperture di edifici commerciali e industriali di potenza nominale uguale o inferiore a 20 KWp; impianti eolici di potenza uguale o inferiore a 5 KWp), mentre altri sono sottoposti a mera denuncia di inizio attivit (essi sono, pannelli solari termici di sviluppo superiore a 30 mq che non comportino modifiche dei volumi). Ancora una volta dunque le performances energetiche del settore edilizio sono strettamente collegate allo sviluppo di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile. Una limitazione per tali interventi di un certo rilievo contenuta al comma 2 dell'articolo 5 secondo cui la progettazione di tali interventi deve curare l'integrazione con le strutture del fabbricato o del quartiere. Ci tutela ovviamente l'integrit dei centri storici e di edifici storici (per cui la norma prevede particolari garanzie) ma pu comportare limiti e prescrizioni all'attuazione nel caso concreto di tali obblighi. L'ottenimento di un equilibrio tra miglioramento delle performances energetiche degli edifici e necessit di modificarne la loro sagoma e struttura, infatti, oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore regionale.

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Il protocollo regionale sulla bioedilizia La norma in esame introduce anche un sistema premiale, su base volontaria, di certificazione della sostenibilit degli interventi edilizi. Il certificato di sostenibilit rilasciato, su richiesta del proprietario dell'immobile o di chi attua l'intervento, da un professionista estraneo alla progettazione e ai lavori, secondo procedure e sistemi che dovranno essere determinati con regolamento regionale. La valutazione dovr essere effettuata sulla base di un Protocollo regionale sulla bioedilizia, che la Giunta deve adottare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa. Diversamente dal sistema di certificazione energetica, nel Lazio la certificazione sostenibile attribuisce all'intervento un punteggio all'interno di una graduatoria per l'ottenimento dei relativi contributi previsti dalla legge. Il protocollo definir altres soglie minime di valutazione al di sotto delle quali non previsto n il rilascio della certificazione n l'accesso agli incentivi e ai contributi. Vi sono quindi dei requisiti minimi da raggiungere per ottenere tale certificazione regionale. Le aree di valutazione La norma regionale in oggetto elenca i contenuti principali del protocollo, il quale sar suddiviso in aree di valutazione e dovr indicare i requisiti di bioedilizia richiesti relativamente alle corrispondenti scale di prestazione quantitativa e qualitativa con riferimento ai parametri indicati dall'articolo 7 (ad esempio la qualit ambientale degli spazi esterni, il risparmio delle risorse, i carichi ambientali degli edifici). Un apposito regolamento regionale, inoltre, discipliner il sistema di accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio e le relative procedure. I controlli per accertare la conformit degli interventi con i requisiti della certificazione saranno invece effettuati dai Comuni, anche in raccordo con la Regione, sempre nel rispetto delle condizioni indicate dall'emanando regolamento regionale. Le sanzioni Anche se il sistema di certificazione introdotto su base volontaria, si evidenziano due aspetti di particolare rilievo: il certificato ricomprende la certificazione energetica obbligatoria di cui al Dlgs 192/2005 e, in caso di difformit riscontrate in sede di controllo, previsto un sistema sanzionatorio amministrativo ai sensi del quale la certificazione, ove perduri l'inottemperanza accertata, deve essere revocata. Sono previste sanzioni anche per i certificatori nel caso di irregolarit nel rilascio della certificazione ovvero nel mancato rispetto dei requisiti di accreditamento. Le sanzioni si rendono necessarie poich l'ottenimento della certificazione di sostenibilit d diritto a incentivi economici previsti a livello regionale e ad altre misure di sostegno.

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Gli incentivi Il capo IV della norma introduce varie forme di promozione degli interventi edilizi conformi a criteri di bioedilizia e di sostenibilit. Innanzitutto, si prevede lo scomputo di volumi nella determinazione dell'indice di fabbricabilit per tutte quelle strutture necessarie a migliorare il rendimento energetico dell'edificio (ad esempio, spessori delle murature esterne e dei solai, serre solari, volumi per l'isolamento termico e acustico), a patto che si dimostri che tali maggiori volumi siano effettivamente destinati al contenimento del consumo energetico nell'ambito della documentazione tecnica richiesta per il titolo abilitativo. Lo scomputo vale anche ai fini della determinazione del contributo di costruzione per il rilascio del permesso a costruire. La norma fa salvi comunque tutti gli elementi costruttivi e decorativi di pregio storico e artistico nonch le conformazioni che caratterizzano edifici di antica formazione che devono essere comunque salvaguardati. Gli interventi di bioedilizia sono agevolati mediante riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria e dei costi di costruzione fino a un massimo del 50%, come indicato dall'articolo 13, e tale sgravio cumulabile con eventuali altre riduzioni previste dalla normativa vigente (si richiamano nuovamente quelle previste dalla Finanziaria 2008). Una quota del fondo regionale per gli interventi edilizi dovr inoltre essere destinata a finanziare la realizzazione di tali interventi da parte di pubblici e privati. Una valutazione preliminare La norma in esame contiene senza dubbio, -come sopra detto, obiettivi molto ambiziosi e importanti, pur se la loro concreta applicazione , di fatto, rinviata a regolamenti attuativi che dovranno essere emanati nei prossimi mesi dagli organi amministrativi regionali. Ci si interroga, pertanto, sul fatto se il mercato immobiliare di riferimento sia sufficientemente pronto e maturo per l'introduzione di un simile sistema che, come visto, non si basa solamente sui requisiti energetici degli edifici nuovi e ristrutturati, ma impone una valutazione integrata e complessa della sostenibilit ambientale di materiali e tecniche. Previsioni come quelle introdotte dalla norma in oggetto, del resto, specie rispetto al Dlgs 192/2005 sembrano soddisfare maggiormente l'esigenza di un'architettura verde ed ecocompatibile ormai diffusa tra i consumatori e oggetto di vari interventi da parte dei legislatori regionali ormai da qualche anno (si richiamano, a mero titolo esemplificativo, il protocollo d'intesa Edilizia sostenibile, uso razionale dell'energia e certificazione energetico-ambientale degli edifici della Regione Lombardia, la legge provinciale di Trento n. 1 del 4 marzo 2008 Pianificazione urbanistica e governo del territorio, il disegno di legge sulla Sostenibilit ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi della Regione Umbria, capo IV della legge della Regione Basilicata n. 28 del 28 dicembre 2007).

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Le norme gi introdotte nel 2004 In particolare, per, per quanto riguarda questa Regione, si ricorda che gi nel 2004, mediante la legge regionale n. 15, erano stati introdotti obblighi relativi, ad esempio, all'installazione e all'impiego di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, alla realizzazione di sistemi di recupero delle acque piovane e delle acque grigie e riutilizzo delle stesse per gli scarichi igienici, ovvero all'utilizzo di pavimenti drenanti. La legge del 2004, per, delegava i Comuni all'introduzione di specifiche disposizioni che rendessero obbligatori tali parametri in caso di realizzazione o ristrutturazione di edifici pubblici e privati, in relazione alle proprie caratteristiche e al proprio assetto urbanistico e territoriale, nonch nel rispetto degli eventuali limiti imposti dall'esistenza di vincoli storici, ambientali e paesistici. La medesima norma prevedeva anche gi premi volumetrici nel caso di interventi di isolamento o contenimento dei consumi energetici degli edifici. Il fatto che a distanza di anni le medesime prescrizioni vengano ribadite e fatte nuovamente oggetto di prescrizioni obbligatorie, stavolta imposte direttamente dall'autorit regionale nel proprio territorio, fa riflettere sul fatto che, molto probabilmente fino a ora la normativa in materia di bioedilizia sia stata pressoch disattesa da parte delle autorit locali, o quantomeno abbia portato a scarsi risultati pratici. Certamente oggi rispetto al 2004 c' una maggiore consapevolezza e un pi elevato livello di attenzione da parte dei cittadini e delle autorit rispetto a tali problematiche, pur tuttavia in pratica risulta ancora difficile conciliare le esigenze primarie dello sviluppo urbanistico del territorio, ancora legato ad esempio alla lotta all'abusivismo o al rispetto di aree soggette a vincolo, con la concreta attuazione di parametri edilizi cos specifici e spesso sofisticati come quelli della bioedilizia. Sar pertanto decisivo il ruolo della Regione Lazio al pari delle altre autorit regionali impegnate in questo percorso - nel mettere in pratica i principi contenuti nella norma recentemente approvata al fine di riuscire a imporre delle regole concrete e vincolanti in un mercato che necessita sicuramente di essere sviluppato e integrato con previsioni di tutela ambientale e di maggiore responsabilit nell'utilizzo delle risorse.

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Risparmio energetico per la provincia autonoma di Bolzano
Informatore Pirola, Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2008, n. 1, p. 119 a cura di Giancarlo Terenzi Il 6 novembre 2007 stato pubblicato, sul supplemento 1 al Bollettino Ufficiale della regione autonoma Trentino Alto Adige (BURATAA) 45, la delibera di Giunta provinciale n. 3564, 22 ottobre 2007 della provincia autonoma di Bolzano, che modifica, integralmente, i criteri e le precedenti modalit e approva il nuovo Testo Unico per la concessione di contributi ai sensi dellart. 1, comma 3, riguardante gli Interventi di sensibilizzazione nel settore risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili di energia, legge provinciale 4 del 19 febbraio 1993, concernente le Nuove norme in materia di uso razionale dellenergia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. Le istanze, che dovranno essere spedite allUfficio ripartizione acque pubbliche ed energia, Ufficio risparmio energetico, saranno ammesse a contributo fino a concorrenza delle risorse disponibili. La domanda e la scheda tecnica aperta non presentano particolari problemi perch organizzate in formulario, anche se non comprendono specifiche note esplicative. Oltre alle spese per apporre il bollo sulla domanda di presentazione, non sono previsti, a eccezione di una specifica tipologia, costi aggiuntivi per la compilazione della suddetta domanda, poich non necessario avvalersi di particolari figure professionali qualificate. Il testo integrale della sopra citata delibera di Giunta provinciale disponibile sul sito della Regione autonoma (www.regione.taa.it), mentre la modulistica (domanda, scheda tecnica aperta) scaricabile dal sito della Provincia autonoma (http://www.provinz.bz.it/wasser%2Denergie/ 3702/form/form_i.asp). I soggetti abilitati a richiedere i contributi sono i privati, gli agricoltori, le imprese, le associazioni, le fondazioni, gli Enti pubblici locali, per iniziative che diffondono conoscenze tecnologiche relative allimpiego delle fonti di energia rinnovabile e del risparmio energetico. Tali iniziative, per le quali stato richiesto un contribuito, non devono essere utilizzate per scopi pubblicitari, sia pubblicit personale che pubblicit per prodotti, ma devono rivolgersi ad un pubblico vasto con informazioni obiettive e reali. Nello specifico, le suddette iniziative riguardano: a. opuscoli e pubblicazioni: - testo; - grafica; - traduzione; - stampa;

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b. manifestazioni di aggiornamento come convegni, seminari, corsi: - affitto sala; - spese per traduttori simultanei e relatori; - pubblicit specifica (pubblicit in giornali e radio, stampa di manifesti e inviti). Gli onorari per relatori e moderatori di corsi di formazione (seminari, corsi, congressi e convegni), nonch le spese di viaggio, vitto e alloggio, possono essere sovvenzionati solo in base ai criteri validi per lAmministrazione provinciale. Per i relatori dipendenti delle associazioni non sono ammesse le relative notule di onorario; c. consulenza energetica per il cittadino: - la quantit di ore concesse per la consulenza energetica viene calcolata in base al numero di abitanti del Comune; - fino a 3.000 abitanti 40 ore/anno; - da 3.000 a 10.000 abitanti 80 ore/anno; - oltre 10.000 abitanti120 ore/anno. La tariffa oraria di Euro 31,00 e pu essere adeguata annualmente al valore ISTAT; d. consulenze per lottimizzazione energetica di edifici pubblici, per la concessione del contributo richiesta la relazione tecnica firmata da un tecnico autorizzato iscritto allAlbo professionale e la certificazione energetica secondo le vigenti disposizioni di legge; e. elaborazione di materiale audiovisivo, escludendo la pubblicit per le ditte; f. sono possibili anche deroghe delle sopra citate iniziative se la commissione valuta positivamente liniziativa. Non sono, invece, ammissibili a contributo la partecipazione di rappresentanti degli enti pubblici e delle associazioni a manifestazioni o corsi, le spese correnti come affitto del locale, telefono, spese postali, corrente, carta da lettere ecc., nonch gli stipendi, lacquisto di arredamento e macchine dufficio, di libri e riviste specializzate, i buffet, i pranzi, lideazione di un sito web, lomaggio ai relatori e i gadget ai partecipanti. Sono finanziati sia programmi annuali che singole iniziative e la spesa certificata non deve essere inferiore a Euro 3.500,00, al netto dellIVA. Per quanto riguarda i programmi annuali, i richiedenti possono inoltrare, entro il 28 febbraio di ogni anno, le domande per le attivit riguardanti lo stesso anno. Oltre il predetto termine, sono accettate solo domande presentate da associazioni o Enti che si sono costituiti dopo il 28 febbraio. Per quanto riguarda, invece, le singole iniziative, i richiedenti hanno la possibilit di presentare fino a due domande allanno, che possono essere inoltrate in ogni momento ma, comunque, prima dellinizio delliniziativa. I contributi, che sono concessi solo per iniziative che non perseguono scopi di lucro, sono concessi, in ununica soluzione, nella misura del 50% delle spese ritenute ammissibili, al netto di eventuali contributi, finanziamenti da parte di terzi ed entrate proprie.

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Le domande in bollo, redatte utilizzando, esclusivamente, la modulistica allegata al bando, comprensive della scheda tecnica aperta e della documentazione richiesta dal bando stesso, devono essere presentate allUfficio protocollo della competente struttura provinciale o inviate, tramite Ufficio postale, alla provincia autonoma di Bolzano, ripartizione acque pubbliche ed energia, Ufficio risparmio energetico, via Mendola 33, 39100 Bolzano. Le domande pervenute sono esaminate dalla competente struttura provinciale che procede alla loro valutazione sulla base della qualit e del valore didattico-scientifico delliniziativa proposta, della capacit di incidenza sullopinione pubblica e sulla congruit della spesa, tenendo altres conto dei fondi previsti in bilancio. Le domande incomplete devono presentare la documentazione mancante entro i successivi 60 giorni, pena la loro archiviazione. La concessione dei contributi avviene con delibera di Giunta provinciale, su proposta dellassessore competente, e la relativa documentazione di spesa deve essere presentata entro due anni dallo svolgimento delliniziativa, pena larchiviazione della pratica stessa.

Documentazione richiesta sia per le iniziative singole che per i programmi annuali - Domanda su carta legale; - preventivo dettagliato; - piano di finanziamento con lindicazione se per la domanda in questione sono gi stati concessi dei contributi o dei finanziamenti o se sono state presentate domande di contributo o di finanziamento per la stessa iniziativa alla Amministrazione provinciale o ad altre Amministrazioni; - relazione sullattivit prevista; - dichiarazione relativa alla ritenuta dacconto; - atto costitutivo o Statuto dellassociazione se si tratta della prima richiesta o in caso di modifiche.

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Sullisolamento degli immobili Liguria in anticipo di due anni
Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 17 dicembre 2007, n. 49, p. 6 a cura di Deborah Appolloni In vigore dal 13 dicembre le disposizioni della Liguria per il rendimento energetico e la certificazione degli edifici. Da segnalare che la Regione ha scelto di anticipare al primo gennaio prossimo i requisiti minimi per linvolucro e la climatizzazione invernale. La Liguria vara la certificazione energetica degli edifici e istituisce lelenco regionale dei certificatori. Ammessi ingegneri, architetti, periti industriali, edili e geometri. Richiesti cinque anni di iscrizione allordine o al collegio professionale, esperienza comprovata di tre anni nella progettazione energetica degli edifici e affini, la frequenza di un corso di formazione presso un ente accreditato in Regione o allUniversit. Possibilit di accesso anche ai certificatori abilitati in altre regioni e agli Energy manager. Istituita una commissione ad hoc con il compito di verificare le candidature e gestire lelenco. Anticipati di due anni, rispetto alla legge nazionale, i requisiti minimi di prestazione energetica richiesti alle nuove costruzioni a partire dal prossimo 1 gennaio, mentre il certificato energetico sar obbligatorio dal 13 dicembre per gli edifici nuovi ed esistenti con superficie superiore a 1.000 mq interamente ristrutturati, dal prossimo maggio per la compravendita o la locazione di interi stabili con superficie superiore a 1.000 mq, da novembre 2008 anche per quelli con superficie inferiore a 1.000 mq ed entro maggio 2009 anche per le singole unit immobiliari. Inoltre, il regolamento indica la metodologia di calcolo e le procedure per il rilevamento dei consumi, fissa la scala in sette classi (A-G) introducendo anche la denominazione non qualificato energeticamente (Nqe) e pubblica il prototipo del certificato energetico. Le indicazioni per listituzione dellelenco dei certificatori sono contenute in due deliberazioni di Giunta pubblicate sul Bollettino regionale n. 48 del 28 novembre scorso (parte II) con lo scopo di dare attuazione alla legge regionale n. 22 del 29 maggio 2007 Norme in materia di energia che, al titolo IV, fissa le norme sul rendimento energetico degli edifici, stabilendo il principio secondo il quale le nuove costruzioni e alcune tipologie di ristrutturazioni devono avvenire in modo da contenere i consumi di energia in linea con la normativa statale, ovvero con il Dlgs 192/2005 e successive modifiche. In particolare, larticolo 30 prevede lemanazione da parte della Giunta regionale di una delibera per listituzione dellelenco dei professionisti abilitati al rilascio della certificazione energetica. Nel caso specifico, le delibere sono due. La prima (Deliberazione della Giunta regionale 3 agosto 2007, n. 954 Istituzione elenco regionale dei professionisti abilitati al rilascio della certificazione energetica.

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Articolo 30 legge regionale 29 maggio 2007 n. 22 Norme in materia di energia), in cui vengono indicate le figure professionali abilitate e i requisti, integrata da una seconda deliberazione (Deliberazione della Giunta regionale 9 novembre 2007, n. 1336 Disposizioni concernenti lelenco regionale dei professionisti abilitati al rilascio della certificazione energetica di cui allarticolo 30 Lr 22/2007 e modifica Dgr n. 954 del 3 agosto 2007) che, oltre a un paio di correzioni della prima, stabilisce la costituzione di una commissione ad hoc per la gestione dellelenco dei certificatori e le modalit di consegna delle domande per le richieste di iscrizione. Sempre la stessa legge regionale allarticolo 29 rimanda a un successivo regolamento per la determinazione dei criteri per il contenimento dei consumi di energia, i requisiti minimi di rendimento energetico e il rilascio della certificazione energetica. Con il Regolamento regionale 8 novembre 2007, n. 6 Regolamento di attuazione dellarticolo 29 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 22 (norme in materia di energia), la Liguria ha recepito la normativa comunitaria e nazionale (Dlgs 192/2005 e successive modifiche) anticipando per al 1 gennaio 2008 i requisiti di efficienza energetica dellinvolucro che la legge statale richiede a partire dal 2010 e introducendo un calendario diverso anche per lobbligo della certificazione energetica. I requisiti dei certificatori La competenza sullelenco e sullintera materia in Liguria dellassessorato allAmbiente, quindi lelenco verr istituito presso il dipartimento Ambiente ufficio Energia della Regione. Liscrizione riservata esclusivamente alle persone fisiche in possesso dei titoli di studio elencati nella deliberazione n. 954. Sono ammessi i diplomi di laurea in Ingegneria, in Architettura, il diploma di Perito industriale meccanico e/o termotecnico e il diploma di Geometra. La deliberazione n. 1336 integra questo elenco introducendo anche il titolo di studio di Perito edile. Tutte le figure professionali ammesse devono dimostrare di essere in possesso dellabilitazione allesercizio della professione e di essere iscritti ai vari Ordini o Collegi professionali da almeno cinque anni. Ai fini delliscrizione nellelenco dei certificatori richiesta anche unesperienza di almeno tre anni in alcune attivit professionali specifiche. LOrdine o il Collegio di appartenenza dovr rilasciare una dichiarazione in cui si attesti che il professionista abbia operato, e abbia quindi unesperienza triennale, in almeno due delle seguenti attivit: progettazione dellisolamento termico degli edifici, progettazione di impianti di climatizzazione invernale ed estiva, gestione energetica di edifici e impianti e certificazione e diagnosi energetiche. Da segnalare che lesperienza triennale deve essere acquisita prima della data di presentazione della domanda di iscrizione come precisa la deliberazione n. 1336 correggendo il provvedimento n. 954 che indicava la data di pubblicazione sul Bur della delibera (quindi il 28 novembre scorso) come limite per lacquisizione della suddetta esperienza. Altro requisito da presentare al momento della richiesta di iscrizione la frequenza di un corso di formazione organizzato da un organismo

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accreditato presso la Regione o lUniversit con attestato comprovante il superamento dellesame finale. Anche qui interviene la seconda delibera chiarendo che gli iscritti avranno un anno di tempo dallattivazione dei corsi per integrare la documentazione con lattestato del corso. In altre parole, mancando lattivazione di corsi regionali, la commissione esaminatrice prescinder da questo requisito fino allavvio delle lezioni, concedendo un anno di tempo per la frequenza a coloro che in quel momento saranno gi iscritti nellelenco (vedi box). PUNTI IN PIU A CHI E GIA ISCRITTO IN ALTRE REGIONI Titolo preferenziale, ma non sostitutivo di altri requisiti, per ottenere laccesso allelenco dei certificatori, sar considerato il riconoscimento di certificatore energetico ottenuto in altre Regioni, Province autonome o Paesi comunitari. Anche lesercizio della funzione di Energy manager iscritto ufficialmente nellelenco Fire da pi di tre anni potr essere considerato titolo preferenziale.

La commissione Avr il compito di esaminare le richieste dei professionisti, approvare le modalit di funzionamento, gli indirizzi relativi alla tenuta, aggiornamento e revisione dellelenco. Il gruppo di lavoro, denominato Commissione, istituito presso il dipartimento Ambientale della Regione sar composto da un dirigente dellufficio Energia, da un funzionario tecnico e da un funzionario amministrativo. Con un successivo atto del direttore generale del dipartimento Ambiente verranno resi noti i nomi. La Commissione, che dovr riunirsi almeno ogni trimestre, potr chiedere, per una sola volta, integrazioni o chiarimenti rispetto alla documentazione presentata dai professionisti per liscrizione allelenco. Il riconoscimento di certificatore inoltre dovr avvenire attraverso lemanazione di un decreto del dirigente regionale. Le domande per accedere allelenco dovranno essere inoltrate in bollo alla Regione Liguria dipartimento Ambiente ufficio Energia, via Fieschi, n. 15 Genova. Dovranno contenere una dichiarazione sostitutiva con i dati anagrafici del richiedente e la documentazione attestante i requisiti richiesti per liscrizione allelenco. Il calendario della certificazione Con lentrata in vigore del regolamento, il 13 dicembre (15 giorni dopo la pubblicazione sul Bur), il certificato energetico diventa obbligatorio per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni integrali di edifici con superficie superiore ai 1.000 mq. Infatti, larticolo 2 del regolamento rimanda allarticolo 28 della Lr 22/2007 che sottopone lobbligo di certificazione allentrata in vigore del regolamento di cui allarticolo 29 della stessa legge. Inoltre, stabilisce che entro sei mesi dallemanazione di questo regolamento, il certificato sia obbligatorio per edifici superiori a 1.000 mq, entro un anno per edifici fino a 1.000 ed entro 18 mesi per le singole unit abitative.

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Larticolo 4 invece anticipa lentrata in vigore dei requisiti minimi per linvolucro e la climatizzazione invernale previsti dal Dlgs 192/2005 per il 2010 al 1 gennaio 2008. Le tabelle sono riportate nellallegato B del provvedimento, mentre i valori di trasmittanza nellallegato C e le prestazioni degli impianti nellallegato D. Il certificato ligure Il software per il calcolo del rendimento energetico dovr garantire il rispetto delle norme Uni En 832 ed essere basato su di un bilancio energetico stazionario (articolo 6), garantito da una dichiarazione formale del costruttore. La metodologia di classificazione (articolo 8) si basa sul fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale e produzione di acqua sanitaria Epi (kWh/m2 anno), sulle dispersioni dellinvolucro e il rendimento degli impianti. La classificazione ricalca quella nazionale (A-G) introducendo la classe Nqe (non qualificato energeticamente). Il certificato dovr indicare il fabbisogno energetico (reale e possibile con miglioramenti), le emissioni CO 2 , le efficienze degli impianti e gli interventi consigliati. Infine, larticolo 15 descrive le procedure per il rilascio della certificazione energetica. E il proprietario o il progettista o lamministratore di condominio che devono richiederla a un professionista abilitato (iscritto nellelenco regionale). Il professionista provvede ai calcoli e poi rilascia lattestato di certificazione energetica e ne invia copia alla Regione e al Comune in cui ubicato limmobile. Gli oneri sono a carico del richiedente.

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Lombardia, requisiti energetici obbligatori per nuovi edifici con nulla osta richiesti dal 2008
Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2007, n. 47, p. 14 a cura di Giovanna Landi La Lombardia corregge il tiro sullefficienza energetica in edilizia. Chiarito lambito di applicazione della disciplina e ribadita la prevalenza delle regole regionali su quelle nazionali. La Regione Lombardia ha modificato e integrato la precedente deliberazione 5018/2007 recante le Disposizioni inerenti allefficienza energetica in edilizia in considerazione delle difficolt pratiche riscontrate sino a ora nellattuazione di tale disciplina. Il primo aspetto che oggetto di una rilevante integrazione costituito dallesatta definizione dellambito di applicazione degli obblighi previsti in materia di certificazione energetica, mentre un secondo profilo oggetto di intervento stato determinato della necessit di meglio armonizzare la disciplina dellaccreditamento e della formazione dei certificatori con quanto previsto in settori affini. Il Dlgs 192/2005 come integrato e modificato, prevede che ciascuna autorit regionale si doti di proprie linee guida e procedure relativamente alla certificazione energetica degli edifici e la Regione Lombardia stata una delle prime Regioni a introdurre una propria disciplina regionale mediante la deliberazione sopra richiamata. La normativa lombarda, comunque, conteneva, sin dal suo inizio, criteri temporali e strutturali in parte diversi da quelli indicati a livello nazionale. Ci, come anche le difficolt pratiche legate a una normativa tecnica non di facile attuazione, ha provocato in questi mesi un impatto negativo sulle compravendite immobiliari in Lombardia, come era stato anche evidenziato dalla stampa (cfr Il Sole 24 Ore, mercoled 5 settembre 2007 n. 243 Gli attestati verdi fanno rallentare le compravendite). La normativa nazionale, come anche quella regionale, prevede infatti la nullit degli atti in caso di mancato rispetto degli adempimenti ivi previsti (in sostanza riconducibili allottenimento e alla produzione dellattestato di certificazione energetica nei tempi e nei modi indicati dalla legge), ma, al tempo stesso, non offriva indicazioni univoche e chiarissime in merito allambito di applicazione. La presente deliberazione n. 5773 del 31 ottobre 2007 tenta di migliorare tali aspetti sostanziali e provvede a sostituire le disposizioni di cui alla precedente deliberazione 5018/2007, con esclusione dellallegato E relativo alle procedure di calcolo. In realt la nuova deliberazione integra le previsioni precedenti, facendone salve la maggior parte. In particolare, essa riprende integralmente lassetto definitorio di cui alla precedente deliberazione che, si ricorda, conteneva gi profili differenti rispetto a quanto indicato dalla normativa nazionale, di cui al Dlgs 192/2005 (ad esempio il fatto che lattestato di certificazione energetica debba essere necessariamente predisposto ed asseverato da un professionista accreditato, estraneo alla propriet, alla progettazione o alla realizzazione delledificio).

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Lambito di applicazione La nuova deliberazione prevede, allarticolo 4, un pi definito ambito di applicazione con riferimento agli edifici di nuova costruzione. In particolare, infatti, essa dispone che le previsioni gi contenute, e ivi riprese, dallarticolo 4.1 (a) e (b) in merito ai requisiti di risparmio energetico in sede di progettazione di edifici nuovi si debbano applicare a quegli edifici per i quali, a decorrere dal 1 gennaio 2008, verr presentata la Dia o domanda di permesso di costruzione per interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria ovvero ristrutturazione e ampliamenti volumetrici (sempre che il volume a temperatura controllata della nuova porzione delledificio risulti superiore al 20% di quello esistente). In questo caso, dunque, i termini temporali per lapplicazione della normativa vengono chiariti. Unaltra rilevante novit, sempre con riferimento allambito di applicazione della disciplina in oggetto, costituita da quanto previsto allarticolo 6.2; tale articolo detta le scadenze temporali relative allapplicazione della disciplina agli edifici esistenti in caso di loro trasferimento. A tale riguardo giova richiamare che loriginaria dizione della norma nazionale faceva riferimento a contratti compravendita, poi sostituita da trasferimento a titolo oneroso (cfr articolo 6 Dlgs 192/2005). Il concetto di trasferimento a titolo oneroso crea, di fatto, una fondamentale incertezza sullambito di applicazione della disciplina in esame con riferimento a particolari tipologie contrattuali che comportano indirettamente un trasferimento della propriet delledificio, come, ad esempio compravendita di quote di societ che detengono immobili, ovvero contratti di leasing con riscatto ecc. Su tale punto non vi sono ancora significative pronunce giurisprudenziali. Lunico ausilio interpretativo che pu servire in tale contesto viene dai lavori preparatori alla modifica del Dlgs 192/2005 avvenuta con Dlgs 311/2006 secondo cui la ratio della norma andava ravvisata nella tutela dei consumatori, i quali dovevano essere messi nelle condizioni di conoscere le performance energetiche degli immobili che intendevano acquistare, al pari di come gi succede per determinate categorie di beni (si pensi, banalmente, agli elettrodomestici o alle vetture). Linteresse del legislatore quindi orientato verso i consumatori finali, e, alla luce di tale priorit, il legislatore regionale prova a porre rimedio allesistente situazione specificando il regime applicativo secondo cui: gli edifici esistenti [] sono soggetti allobbligo della certificazione energetica [] a decorrere dal 1 settembre 2007 nel caso di trasferimento a titolo oneroso dellintero [edificio] che avvenga mediante la vendita di tutte le unit immobiliari che lo compongono, effettuata con un unico contratto. Si noti a tale riguardo che non pu considerarsi intero edificio lente edilizio a qualsiasi uso destinato, quando esso faccia parte di un pi ampio organismo edilizio contraddistinto dalla condivisione di strutture edilizie portanti [] edificato sulla base di uno o pi provvedimenti edilizi abilitativi che lo riguardano esclusivamente (articolo 6.5). Fa da corollario alla previsione di cui allarticolo 6.2 lassunto, gi contenuto peraltro nella precedente deliberazione 5018/2007, secondo cui qualora ledificio oggetto di vendita sia costituito da pi unit immobiliari, servite da impianti termici autonomi, previsto lobbligo della certificazione energetica di ciascuna unit.

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Prosegue la deliberazione prevedendo un ulteriore caso specifico in cui vi lobbligo della certificazione energetica, relativo alle vendite giudiziali conseguenti a procedure esecutive individuali e di vendite conseguenti a procedure concorsuali purch le stesse si siano aperte rispettivamente, con pignoramenti trascritti ovvero con provvedimenti pronunciati a decorrere dal 1 gennaio 2008 (cfr articolo 6.3). Vi poi una norma di chiusura (articolo 6.12) secondo cui lattestato di certificazione energetica pu essere richiesto per qualsiasi tipologia di edificio anche nei casi non previsti dal presente provvedimento. Oltre a ci, la deliberazione introduce un dettagliato nonch decisamente pi completo rispetto alla disciplina nazionale regime di esclusione degli obblighi previsti dalla legge. Essi riguardano: R. il caso in cui ledificio o la singola unit immobiliare in caso di sua autonoma rilevanza sia privo dellimpianto termico o di uno dei suoi sottosistemi necessari alla climatizzazione degli ambienti interni delledificio (cfr articolo 6.6); ii) tutte le ipotesi di trasferimenti a titolo oneroso di quote immobiliari indivise, nonch di autonomo trasferimento del diritto di nuda propriet o di diritti reali parziali (articolo 6.8) (vedi box seguente).

LA CERTIFICAZIONE DEI SINGOLI APPARTAMENTI In ultimo, larticolo 6 contiene delucidazioni relativamente alla certificazione energetica delle singole unit immobiliari presenti nel medesimo edificio prevedendo che, ove vi sia un impianto termico centralizzato, il relativo attestato di certificazione energetica pu fondarsi o sulla valutazione delle prestazioni delledificio energetiche comprensivo dellunit di tutte interessata le unit oppure su che una lo certificazione comune immobiliari

compongono, ove esse abbiano tutte la stessa destinazione duso (articolo 6.10). Tale previsione aiuta ragionevolmente quei consumatori privati impegnati nellacquisto di singole unit immobiliari.

Norme regionali prevalenti su quelle nazionali Si deve rilevare inoltre che la disciplina lombarda fa riferimento allattestato di certificazione energetica, mentre la legge nazionale ancora parla di qualificazione energetica fino allentrata in vigore delle linee guida nazionali di cui allarticolo 11 del Dlgs 152/2005. Tale Regione si , infatti, gi dotata di linee guida tecniche (allegate alle deliberazioni citate) e ad una normativa completa ed esaustiva, di fronte alla quale la normativa nazionale deve teoricamente cedere, fermi restando i principi generali nazionali espressamente richiamati (cfr. articolo 17 Dlgs 192/2005). A conferma di ci, si richiama anche il nuovo articolo 16 secondo cui per tutto quanto non espressamente indicato dalla disciplina regionale qui in esame, continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nel Dlgs 192/2005 e successive modifiche.

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La nuova deliberazione prevede che ove sia previsto lobbligo di dotazione o allegazione dellattestato di certificazione energetica, questo sostituisce in Lombardia lattestato di qualificazione energetica di cui alla norma nazionale. Questo chiarimento risolve definitivamente in pratica, dunque, la perdurante querelle sulla prevalenza delle previsioni regionali rispetto a quelle nazionali nel caso concreto. Il legislatore regionale imbocca definitivamente la strada della prevalenza della disciplina regionale rispetto a quella nazionale, usufruendo appieno del principio di cedevolezza sopra richiamato. La deliberazione in oggetto, inoltre, specifica anche che, nel caso in cui sia stato disposto lattestato di certificazione energetica in conformit alle presenti disposizioni, lo stesso potr essere utilizzato, in sostituzione dellattestato di qualificazione energetica previsto dalla disciplina nazionale, per gli edifici ricadenti nel territorio della Regione Lombardia per i quali non ricorrono gli obblighi di dotazione dellattestato di certificazione energetica secondo le presenti disposizioni (articolo 6.11 introdotto dalla nuova deliberazione). Ci significa che, almeno in teoria, la certificazione energetica potr avere in questa regione un ambito di applicazione pi esteso rispetto a quello indicato dalla disciplina nazionale. La nuova deliberazione peraltro conferma condizioni supplementari rispetto a quelle indicate dalla norma regionale, quale ad esempio la previsione di cui al comma 4.12 secondo cui, a partire dalla data di pubblicazione della deliberazione, nel caso di edifici di nuova costruzione, ovvero in caso di nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici, obbligatorio progettare e realizzare limpianto di produzione di energia termica in modo tale da coprire almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria attraverso il contributo di impianti alimentati da collettori solari termici o da risorse geotermiche o da pompe di calore, come gi incentivate dallart. 10 della Lr 24/2006 regolante lutilizzo delle risorse geotermiche a bassa entalpia e delle pompe di calore geotermiche. Tale requisito si abbassa del 20% per gli edifici dei centri storici e si ritiene raggiunto ove lacqua calda sanitaria derivi da una rete di teleriscaldamento o dai reflui energetici di un processo produttivo non altrimenti realizzabile. Le procedure La deliberazione in oggetto contiene anche qualche integrazione relativamente alla procedura per la certificazione energetica degli edifici per i quali richiesto il titolo abilitativo di ci allarticolo 9. In particolare, infatti, essa espressamente dispone che lattestato di certificazione energetica ha validit solo se compilato e asseverato da un soggetto certificatore iscritto nellapposito elenco regionale e timbrato per accettazione (non pi vidimato) dal Comune competente per territorio (cfr articolo 7.6). Il soggetto richiedente dovr anche depositare la ricevuta generata dal Catasto energetico di cui allarticolo 15. Il proprietario delledificio che richiede la certificazione, inoltre, dovr versare un contributo di 10 euro allOrganismo di accreditamento per la gestione delle attivit connesse al sistema della certificazione. UNITELNews24 n. 13

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Si noti che il rispetto di tale procedura ora richiesto anche nel caso di edifici di propriet pubblica, come enunciato dallultima riga aggiunta allarticolo 9.3. Rimangono sostanzialmente invariate le previsioni relative alla targa energetica e al regime degli accertamenti e delle ispezioni di cui alla deliberazione n. 5018/2007. La nuova deliberazione, in ultimo, prevede disposizioni integrative al fine di garantire imparzialit e terziet del soggetto certificatore, il quale non deve essere coinvolto in una serie di posizioni o attivit rispetto alledificio da certificare (ad esempio, non deve aver collaborato nella progettazione, gestione o manutenzione impianti e anche in tutte le attivit connesse alla funzione di responsabile della sicurezza come specifica il nuovo punto f) dellarticolo 13.7). Deroghe a tale generale principio sono previste per gli edifici delle pubbliche amministrazioni, i cui certificatori possono essere loro dipendenti che abbiano frequentato i corsi di formazione introdotti dalla disciplina regionale, ovvero soggetti dipendenti da altri enti o societ pubbliche. Il meccanismo di iscrizione allorganismo di accreditamento viene anche perfezionato mediante lintroduzione di un contributo di Euro 120 da parte di ciascun iscritto a partire dal 1 gennaio 2008 quale partecipazione alle spese di gestione e attivit connesse al sistema di certificazione energetica (si noti che liscrizione ha validit per lanno in corso e se liscrizione avviene nel secondo semestre dellanno solare la quota ridotta della met). In ultimo, la deliberazione in oggetto introduce una nuova categoria di professionisti abilitati a ottenere il titolo di certificatore (cfr articolo 13.2 a), ossia i diplomati in lauree specialistiche in scienze e tecnologie agrarie e scienze e tecnologie forestali e ambientali, nonch gli iscritti ai relativi ordini; e inoltre, nel tentativo di meglio coordinare la nuova figura del certificatore energetico con gli altri albi e categorie professionali esistenti introduce un Tavolo tecnico composto da rappresentanti di Ordini, colleghi e associazioni professionali da cui i certificatori devono provenire (es. ingegneri, architetti, chimici, geometri), dal Comitato regionale notarile lombardo e dai rappresentati della Regione Lombardia e delle societ Punto energia (rete di agenzie provinciali di consulenza in materia energetica istituite con il programma europeo Save). Questo Tavolo tecnico deve avere, ai sensi dellarticolo 14.3, un ruolo consultivo e propositivo in merito al sistema della certificazione e dellefficienza energetica degli edifici ed integrabile con esperti di settore. Il coordinamento affidato alla Regione e non vi sono emolumenti previsti per i partecipanti. Attraverso lintroduzione di tale strumento, sembra intendersi che il legislatore lombardo cerchi di porre rimedio alle carenze informative e divulgative che hanno caratterizzato lattuazione della certificazione energetica in questi primi mesi. Dal punto di vista pratico, infatti, si sono riscontrati vari inconvenienti come, ad esempio, ordini professionali non informati sui meccanismi di certificazione e sui soggetti abilitati, difficolt di reperimento e di diffusione pubblicitaria della lista dei soggetti certificatori, scarsa conoscenza dei costi e dei compiti dei soggetti certificatori.

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Introduzione
La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha introdotto importanti agevolazioni fiscali a favore dei contribuenti che sostengono spese finalizzate ad interventi di qualificazione energetica degli edifici. I benefici consistono in una detrazione dalle imposte sui redditi del 55 per cento delle spese sostenute dal contribuente entro il 31 dicembre 2007, da ripartire in tre rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione diverso a seconda della tipologia dellintervento eseguito. Con il decreto del 19 febbraio 2007 del Ministro dellEconomia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, sono stati individuati in modo dettagliato i tipi di intervento per i quali si pu fruire delle nuove agevolazioni tributarie e tutti gli adempimenti necessari per ottenerle. In particolare, per quanto attiene alla determinazione del risparmio energetico conseguito, alla certificazione energetica e al significato della terminologia, occorre far riferimento al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 integrato con il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. La Finanziaria per il 2008 (L. 24.12.2007, n. 244), con l'art. 1, c. 20-24, proroga per gli anni 2008, 2009 e 2010 le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico introdotte inizialmente per il solo periodo d'imposta 2007, aggiungendo alcune importanti novit; le spese sostenute sino al 31 dicembre 2010 e la detrazione potr essere ripartita, a scelta del contribuente, in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci. La scelta non pu essere revocata e deve essere effettuata all'atto della prima detrazione. La possibilit di spalmare in pi anni la detrazione spettante consente di sfruttare appieno il beneficio nei soggetti che, trovandosi incapienti di imposta, avrebbero con la vecchia disposizione perso una parte del contributo. Ricordiamo infatti che il contributo assegnato fino a capienza di imposta e che lo stesso non pu generare credito.

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Finanziaria 2008 - Detrazione 55% per il risparmio energetico - Proroga fino al 31 dicembre 2010
La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, 21 febbraio 2008, n. 7, p. 19 a cura di Mario Jannaccone

QUADRO NORMATIVO

L'art. 1, c. 344-347, L. 27.12.2006, n. 296 ha previsto, nel quadro delle misure di politica energetico-ambientale, specifiche agevolazioni fiscali per la realizzazione di determinati interventi finalizzati al contenimento dei consumi energetici, effettuati su edifici esistenti. Il beneficio fiscale consiste in una detrazione d'imposta nella misura del 55% delle spese sostenute entro il 2007, da ripartire in tre rate annuali di pari importo entro un limite massimo di detrazione fruibile, stabilito in relazione a ciascuno degli interventi previsti. Con il D.M. 19.2.2007 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26.2.2007) emanato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico, sono state individuate le norme di attuazione delle agevolazioni in questione. Recependo le segnalazioni degli operatori del settore, il D.M. 26.10.2007 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2007) ha corretto alcune norme del D.M. 19.2.2007. L'Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in tema di risparmio energetico con la C.M. 31.5.2007, n. 36/E e le RR.MM. 5.7.2007, n. 152/E e 11.9.2007, n. 244/E. La Finanziaria per il 2008 (L. 24.12.2007, n. 244), con l'art. 1, c. 20-24, proroga per gli anni 2008, 2009 e 2010 le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico introdotte, inizialmente per il solo periodo d'imposta 2007, dall'art. 1, c. 344-347, L. 296/2006 con l'aggiunta di alcune modificazioni.

SPESE

PER

IL

RISPARMIO

ENERGETICO

DETRAZIONE

DEL

55%

SOGGETTI

BENEFICIARI: la L. 244/2007 (Finanziaria 2008), oltre a prorogare per gli anni 2008, 2009 e 2010 le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, ha, contestualmente, introdotto alcune modifiche alla disciplina agevolativa, che si evidenziano, qui di seguito. La platea dei soggetti ammessi alla detrazione del 55%, finalizzata ad incentivare l'adeguamento del patrimonio edilizio a specifici standard di risparmio energetico, non limitata alle sole persone fisiche.

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L'ambito soggettivo dell'agevolazione fiscale ricomprende, infatti, tutti i soggetti, residenti e non, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui sono titolari. In particolare, rientrano nell'ambito soggettivo di applicazione della detrazione: persone fisiche; esercenti arti e professioni e associazioni tra professionisti; imprese, societ di persone e societ di capitali; enti pubblici e privati che non svolgono attivit commerciale (come precisato con R.M. 5.2.2008, n. 33/E). Tali soggetti possono fruire della detrazione a condizione che sostengano le spese e che queste siano rimaste a loro carico. Inoltre, devono possedere o detenere l'immobile sul quale saranno eseguiti gli interventi per il risparmio energetico in base ad un titolo idoneo, che pu consistere nel diritto di propriet o nella nuda propriet, in un diritto reale o in un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato. Nel caso in cui i lavori siano eseguiti attraverso contratti di leasing, la detrazione spetta all'utilizzatore ed determinata in base al costo sostenuto dalla societ di leasing. Non rilevano, ai fini della detrazione, i canoni di leasing addebitati all'utilizzatore. Possono fruire della detrazione anche i familiari di cui all'art. 5, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 conviventi con il possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento, che sostengano le spese per la realizzazione dei lavori. In tale ipotesi, la detrazione per i lavori di risparmio energetico trova applicazione limitatamente ai lavori eseguiti su immobili appartenenti all'ambito "privatistico", quelli cio nei quali pu esplicarsi la convivenza, ma non in relazione ai lavori eseguiti su immobili strumentali all'attivit d'impresa, arte o professione. In relazione ai soggetti interessati la Finanziaria 2008 non apporta novit. EDIFICI INTERESSATI: l'agevolazione fiscale riguarda esclusivamente interventi attuati su edifici o parti di edifici o unit immobiliari esistenti, appartenenti a qualsiasi categoria catastale (anche rurale), compresi quelli strumentali. Il D.M. 19.2.2007 sottolinea, infatti, che la finalit della norma quella di potenziare le preesistenti incentivazioni fiscali riconosciute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (elevando la quota detraibile e riducendo il numero di anni in cui essa deve essere ripartita) per favorirne la riqualificazione energetica, escludendo, pertanto, dall'agevolazione gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell'immobile. L'esclusione degli edifici di nuova costruzione risulta, poi, coerente con la normativa di settore adottata a livello comunitario, in base alla quale tutti i nuovi edifici sono assoggettati a prescrizioni minime sulla prestazione energetica in funzione delle condizioni climatiche e della tipologia. In merito alle caratteristiche specifiche che gli edifici devono presentare in relazione ad alcune tipologie di interventi, la C.M. 31.5.2007, n. 36/E precisa, ad esempio, che gli edifici: - devono essere gi dotati di impianto di riscaldamento;

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- nelle ristrutturazioni per le quali previsto il frazionamento dell'unit immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unit; - nel caso di ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione, si pu accedere al beneficio solo nel caso di fedele ricostruzione. In relazione agli immobili interessati non si segnalano modificazioni a norma della Finanziaria 2008. TIPOLOGIA DI INTERVENTI AGEVOLATI E LIMITE MASSIMO DI DETRAZIONE: gli interventi agevolati sono individuati dai c. 344, 345, 346 e 347 dell'art. 1, L. 27.12.2006, n. 296 (Finanziaria 2007) e definiti dal D.M. attuativo 19.2.2007, modificato dal D.M. 26.10.2007, che riporta in allegato le tabelle di riferimento per la valutazione tecnica dell'intervento. Ove necessario, si riportano le modifiche introdotte dalla legge Finanziaria 2008. Ciascuna tipologia di intervento ha un proprio limite massimo di spesa. Nello specifico, gli interventi interessati sono i seguenti: interventi di riqualificazione globale su edifici esistenti (art. 1, c. 344), a seguito dei quali si consegue un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nelle Tabelle di cui all'Allegato C del citato D.M. 19.2.2007. Per tali interventi l'ammontare massimo della detrazione non pu superare Euro 100.000. L'art. 1, c. 24, lett. a), L. 244/2007 prevede che per beneficiare delle agevolazioni fiscali per le spese sostenute per gli anni 2008, 2009 e 2010 i valori limite del fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale dovranno essere definiti con apposito decreto del Ministero dello Sviluppo economico, da emanarsi entro il 28 febbraio 2008; interventi su strutture opache e su infissi (art. 1, c. 345) su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unit immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, della Tabella 3 allegata alla L. 296/2006. Con l'art. 1, c. 23, L. 244/2007 si pone rimedio ad un errore commesso con la Finanziaria 2007 che aveva escluso, tra gli interventi agevolabili ai sensi dell'art. 1, c. 345, L. 296/2006, quelli effettuati sulle strutture opache orizzontali, non essendo possibile determinare i requisiti minimi di trasmittanza U, necessari per ottenere il beneficio. Ora introdotta una nuova tabella di riferimento con efficacia dall'1.1.2007, facendo salvi tutti gli interventi effettuati sulle strutture opache orizzontali. Tra gli infissi vanno comprese anche le strutture accessorie che hanno effetto sulla dispersione di calore quali, ad esempio, gli scuri o le persiane, o che risultino strutturalmente accorpate al manufatto come, ad esempio, i cassonetti incorporati nel telaio dell'infisso. Per tali interventi il valore massimo della detrazione fiscale di Euro 60.000; installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, industriali,

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nonch per il fabbisogno di piscine, strutture sportive, case di ricovero e di cura, scuole e universit (art. 1, c. 346). Anche in questo caso il valore massimo della detrazione di Euro 60.000; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (art. 1, c. 347). Tali interventi consistono nella sostituzione integrale o parziale degli impianti di climatizzazione esistenti con altri dotati di caldaie di tipo a condensazione e relativa messa a punto. Per tali interventi il valore massimo della detrazione fiscale di Euro 30.000. L'art. 1, c. 20, L. 244/2007 prevede che il beneficio fiscale in esame si applichi anche alle spese sostenute per la sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale diversi dalle caldaie a condensazione. Sulle caldaie non a condensazione, che garantiscono rispetto a quelle a condensazione un minor risparmio energetico, la detrazione viene riconosciuta: - per le spese sostenute dall'1.1.2008 al 31.12.2009; - secondo modalit da definirsi con apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze; - nei limiti di uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro annui. Inoltre l'art. 1, c. 286, L. 244/2007 prevede la detraibilit delle spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia. SPESE AMMESSE AL BENEFICIO: sono detraibili le spese per le prestazioni professionali, comprese sia quelle necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati sia quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica richiesta per fruire del beneficio. In particolare, sono detraibili le spese per: la fornitura e messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti; la fornitura e messa in opera di materiali ordinari, anche necessari per la realizzazione di ulteriori strutture murarie a ridosso di quelle preesistenti, per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti; la demolizione e ricostruzione dell'elemento costruttivo; la fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso; le integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati esistenti: la fornitura e messa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonch delle opere idrauliche e murarie per le realizzazione di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione. Negli interventi ammissibili sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell'acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione, nonch sui sistemi di emissione.

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PROCEDURA DI ACCESSO ALL'AGEVOLAZIONE: la procedura da seguire per beneficiare della detrazione del 55% contenuta nel D.M. 19.2.2007. Si evidenza che in questo caso non previsto l'obbligo di inviare la comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara. Secondo la C.M. n. 36/E/2007 , invece, necessario indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata per la realizzazione dell'intervento (prevista per le ristrutturazioni edilizie), anche se il D.M. 19.2.2007 non vi fa espresso riferimento. L'art. 4 del D.M. citato illustra la procedura per fruire della detrazione fiscale del 55%. In particolare, i soggetti che intendono avvalersi della detrazione devono: acquisire l'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell'intervento ai requisiti tecnici richiesti dallo stesso decreto. In caso di esecuzione di pi lavori sul medesimo edificio l'asseverazione pu avere carattere unitario e fornire in modo complessivo i dati e le informazioni richieste; trasmettere in via telematica (attraverso il sito www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica), o per raccomandata all'ENEA, Dipartimento Ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile, Via Anguillarese 301, 00123 Santa Maria di Galeria, Roma, entro 60 giorni dalla fine dei lavori, copia dell'attestato di certificazione o qualificazione energetica dell'edificio e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell'Allegato E al D.M. di attuazione. La scheda deve contenere i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese, dell'edificio su cui i lavori sono stati eseguiti, la tipologia di intervento eseguito ed il risparmio di energia che conseguito, nonch il relativo costo, specificando quello delle spese professionali, e l'importo utilizzato per il calcolo della detrazione; effettuare (da parte dei soggetti non titolari di reddito d'impresa) i pagamenti mediante bonifico bancario o postale, dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario del bonifico. Per espressa previsione normativa il pagamento mediante bonifico non pu essere effettuato dai soggetti esercenti attivit d'impresa, poich, in base a quanto disposto dall'art. 109 D.P.R. 917/1986, il momento di imputazione dei costi si verifica per le prestazioni di servizi alla data in cui sono ultimate e, per i beni mobili, alla data di consegna o spedizione, salvo che sia diversa e successiva la data in cui si verifica l'effetto traslativo. Pertanto, il pagamento della spesa per gli esercenti attivit d'impresa non assume alcuna rilevanza per la determinazione di tale categoria di reddito; conservare ed esibire, previa richiesta degli Uffici finanziari, l'asseverazione, la ricevuta della documentazione inviata all'ENEA, nonch le fatture e le ricevute del bonifico bancario o postale relative alle spese per le quali si fa valere la detrazione.

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ASSEVERAZIONE E ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE/QUALIFICAZIONE ENERGETICA: l'asseverazione e l'attestato di certificazione/qualificazione energetica devono essere rilasciati da tecnici abilitati, intendendosi tali i soggetti abilitati alla progettazione di edifici ed impianti nell'ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi professionali. Il D.M. 19.2.2007 cita, all'art. 1, c. 6, gli ingegneri, gli architetti, i geometri e i periti industriali. Rientrano nella categoria anche i dottori agronomi, i dottori forestali e i periti agrari, se iscritti al proprio ordine o collegio professionale. Al fine di agevolare l'applicabilit della procedura previsto, in base agli artt. 7, 8 e 9, D.M. 19.2.2007, che le caratteristiche di determinati beni possano essere attestate, in alternativa, dai produttori stessi. L'art. 1, c. 24, lett. c), L. 244/2007 stabilisce che non richiesta l'acquisizione da parte del contribuente della certificazione energetica dell'edificio per gli interventi di cui all'art. 1, c. 345, L. 296/2006, limitatamente alla sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unit immobiliari (l'esenzione non opera per le spese sostenute nel 2007 - "Telefisco 2008") e al c. 346 per l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda. CARATTERISTICHE DELLA DETRAZIONE: l'agevolazione consiste in una detrazione dall'imposta lorda, sia ai fini Irpef che Ires, in misura pari al 55% delle spese sostenute. Secondo quanto previsto dalla Finanziaria 2007 la detrazione spettante doveva essere ripartita in tre quote annuali di pari importo, da far valere nella dichiarazione relativa al periodo d'imposta in corso al 31.12.2007 e nei due periodi d'imposta successivi. Il limite massimo di detrazione (Euro 100.000, Euro 60.000 ed Euro 30.000), fissato in relazione ai singoli interventi agevolabili, deve intendersi riferito all'unit immobiliare oggetto dell'intervento e, pertanto, andr suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell'immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell'onere che ciascuno ha effettivamente sostenuto. NOVITA' INTRODOTTA DALLA FINANZIARIA 2008: l'art. 1, c. 24, lett. b), L. 244/2007 interviene in merito alla rateizzazione della detrazione del 55%, prevedendo la possibilit di ripartire la detrazione per tutti gli interventi effettuati negli anni dal 2008 al 2010, in un numero di quote non inferiori a 3 e non superiore a 10, a scelta irrevocabile del contribuente operata all'atto della prima detrazione. Si ritiene opportuno evidenziare che, nell'ambito di Telefisco 2008, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che non si pu ripartire da 3 a 10 anni la detrazione del 55% delle spese per interventi di risparmio energetico sugli edifici realizzate nel 2007. In questo caso, quindi, rimane valida la rateazione obbligatoria in tre quote annuali, come stabilito dalla Finanziaria 2007.

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CUMULABILITA': la detrazione del 55% non cumulabile con altre agevolazioni fiscali concesse per i medesimi interventi, mentre compatibile con gli incentivi previsti in materia di risparmio energetico. Come precisato nella C.M. n. 36/E/2007, l'agevolazione di cui trattasi si sovrappone, in molti casi, alla detrazione prevista per le ristrutturazioni edilizie; ne rappresenta, in sostanza, una specificazione, in quanto concessa in relazione alle ristrutturazioni edilizie che investono la muratura dell'edificio, gli impianti di riscaldamento e la produzione di acqua calda, migliorando la prestazione energetica dell'immobile. Ne consegue che il contribuente potr fruire, per le medesime spese, soltanto dell'una o dell'altra agevolazione. ALIQUOTA IVA APPLICABILE: per le operazioni di riqualificazione energetica degli edifici, che danno diritto alla detrazione del 55%, si applica, quindi, l'Iva in base alle aliquote previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (manutenzione, ristrutturazione, ecc.). La Finanziaria 2008 (art. 1, c. 18, L. 244/2007) ha prorogato per il triennio 2008-2010 l'applicazione dell'Iva ridotta al 10% per le prestazioni di servizi relativi ad interventi di recupero edilizio realizzati su fabbricati a prevalente uso abitativo privato. TRASFERIMENTO DEGLI IMMOBILI OGGETTO DI INTERVENTI AGEVOLATI: per quanto riguarda la variazione del possesso dell'immobile oggetto di interventi finalizzati al risparmio energetico, trovano applicazione le stesse disposizioni che disciplinano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

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Disciplina fiscale degli impianti fotovoltaici: aspetti generali
Informatore, Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2008, n. 34, p. 64 a cura di Sandro Cerato Argomento - Il D.Lgs. 387, 29 dicembre 2003, in attuazione della dir. UE n. 2001/77/CE del 27 settembre 2001, intende promuovere l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell'elettricit. In particolare, il citato D.Lgs. 387/2003 finalizzato a sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica ecc.), in quanto fonti di energia non esauribili. In questo primo intervento, si intendono affrontare le questioni fiscali generali connesse alla tariffa incentivante di cui all'art. 7 del D.Lgs. 387/2003, rinviando a un successivo contributo l'analisi specifica del trattamento fiscale derivante dalla vendita di energia. Definizioni - Prima di addentrarci negli aspetti fiscali connessi all'utilizzo e alla produzione di energia derivante dagli impianti fotovoltaici, bene fornire alcune definizioni di carattere generale. Nella tabella 1, e come illustrato anche nella circ. n. 46/E, 19 luglio 2007, sono chiarite le definizioni che incidono in merito agli aspetti fiscali. Tabella 1
Tariffa incentivante (art. 7, D.Lgs. 387/2003)

Costituisce un incentivo, differenziato a seconda della potenza dell'impianto, erogato, per un periodo di venti anni, per ristorare il titolare dell'impianto dei costi sostenuti per la costruzione dell'impianto medesimo e di quelli di esercizio. L'importo dell'incentivo proporzionale all'energia fotovoltaica prodotta annualmente dall'impianto stesso, il quale deve essere realizzato nel rispetto delle norme tecniche previste dall'art. 4 del D.M. 19.2.2007, e non viene corrisposto quando l'impianto non produce energia il destinatario dell'incentivo (tariffa), ed il soggetto responsabile dell'esercizio dell'impianto. Entro 60 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto, il soggetto responsabile deve far pervenire al soggetto attuatore la richiesta di concessione della tariffa incentivante Possono beneficiare dell'incentivo le persone fisiche e giuridiche, compresi i soggetti pubblici e i condomini di edifici responsabili dell'impianto Soggetto che stabilisce le modalit e le condizioni di erogazione della tariffa incentivante per gli impianti fotovoltaici, nonch le modalit di presentazione delle domande di accesso al'agevolazione e le necessarie verifiche. L'autorit per l'energia elettrica e il gas, con delib. n. 188, 14.9.2005, ha individuato nella societ Gestore dei Servizi Elettrici - GSE S.p.A. il soggetto attuatore del programma di incentivazione della produzione di energia

Soggetto responsabile (art. 2, comma 1, D.M. 19.2.2007) Soggetti beneficiari dell'incentivo (art. 3, D.M. 19.2.2007) Soggetto attuatore

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Cumulabilit dell'incentivo - L'Agenzia delle entrate ha avuto modo di precisare che il beneficio in esame non cumulabile con altri incentivi fiscali previsti da altre disposizioni normative. In particolare: a. la circ. n. 46/E/2008 ha precisato che la tariffa incentivante non riconosciuta all'elettricit prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale del 36% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui all'art. 2, comma 5, legge 289, 27 dicembre 2002 (agevolazione da ultimo prorogata dall'art. 1, comma 17, legge 244/2007); b. la ris. n. 207/E, 20 maggio 2008, rispondendo a un'istanza di interpello presentata da un contribuente che, durante i lavori di ristrutturazione della casa di abitazione, ha installato un impianto fotovoltaico integrato nel tetto, e chiedeva l'applicazione sia della detrazione del 55% per gli interventi di risparmio energetico (art. 1, comma 344, legge 296/2006), sia dell'incentivo relativo alla tariffa incentivante, ha precisato che, poich l'impianto finalizzato alla produzione di energia elettrica e non alla riduzione del consumo per il riscaldamento invernale, possibile beneficiare solamente della tariffa incentivante e non anche della detrazione IRPEF del 55%. Tuttavia, precisa l'Agenzia delle entrate, possibile fruire di tale ultima detrazione per le spese sostenute, fino a un valore massimo della detrazione pari a 100.000,00, in relazione ai costi di manodopera e di isolamento del tetto, in quanto si configura un intervento di riqualificazione energetica di cui all'art. 1, comma 344, della legge 296/2006, semprech da tale intervento si consegua un indice di prestazione per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nel D.M. 19 febbraio 2007, come modificato dal D.M. 7 aprile 2008. La risposta fornita dall'Amministrazione finanziaria trova il suo fondamento nel fatto che le due agevolazioni operano in ambiti differenti tra loro, e che tramite la tariffa incentivante si consente il recupero dell'investimento iniziale, con conseguente restituzione della spesa inizialmente sostenuta. Pertanto, le due agevolazioni non possono essere cumulate tra di loro. Disciplina IVA - Gli aspetti da analizzare ai fini IVA sono i seguenti: - disciplina IVA della tariffa incentivante; - aliquota applicabile all'acquisto o alla realizzazione dell'impianto; - detrazione dell'imposta assolta sull'acquisto o sulla realizzazione dell'impianto. Trattamento IVA tariffa incentivante - Relativamente al primo aspetto, la circ. n. 46/E/2007 contiene un'importante precisazione, laddove sancisce l'irrilevanza ai fini IVA della somma erogata a titolo di tariffa incentivante, da parte del soggetto attuatore, nei confronti del soggetto responsabile dell'impianto. Tale conclusione, secondo l'Agenzia, non muta anche nel caso in cui il soggetto responsabile dell'impianto percepisca la tariffa nello svolgimento di un'attivit d'impresa o di lavoro autonomo, in quanto manca il presupposto oggettivo per l'applicazione dell'imposta. Pi precisamente, come si evince dalla definizione contenuta nell'art. 7, D.Lgs. 387/2003, le somme erogate non rappresentano un prezzo o il corrispettivo per la fornitura dell'energia, ma

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solamente un contributo finalizzato a ristorare il soggetto responsabile dei costi sostenuti per la costruzione dell'impianto e per la sua gestione. In altre parole, nel caso di specie non sussiste alcun sinallagma tra il soggetto che eroga il contributo (soggetto attuatore) e il soggetto percipiente, il quale non , infatti, tenuto a prestare alcune servizio o a cedere alcun bene in contropartita. Dal punto di vista normativo, l'Agenzia inquadra l'esclusione da IVA nell'art. 2, comma 3, lett. a), D.P.R. 633/1972, ovvero tra le cessioni di denaro o crediti in denaro. L'analisi contenuta nella circ. n. 46/E/2007 prende in considerazione anche un ulteriore aspetto, e in particolare quello relativo alla possibilit di qualificare la tariffa incentivante quale integrazione di corrispettivo ai sensi dell'art. 13, comma 1, D.P.R. 633/1972 (che trova il suo fondamento nell'art. 73 della dir. n. 112/2006). Anche tale analisi si conclude negativamente, nel senso che la tariffa incentivante, per essere inquadrabile come integrazione di corrispettivo, dovrebbe alternativamente costituire: - parte integrante dei corrispettivi dovuti da altri soggetto; - un'integrazione dei prezzi praticati all'atto della cessione del bene o della prestazione del servizio. Come si evince dalla definizione di tariffa incentivante in precedenza fornita, nessuna delle due ipotesi ricorre, atteso che la tariffa stessa erogata al dono fine di favorire la produzione di energia elettrica destinata al consumo del percipiente dell'incentivo. Passando ora all'analisi del secondo aspetto, quello dell'aliquota IVA applicabile ai costi sostenuti per l'acquisto o la realizzazione dell'impianto fotovoltaico, la circ. n. 46/E/2008 ritiene applicabile l'aliquota del 10%, richiamando il n. 127-quinquies) della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/1972, secondo cui tale aliquota dovuta per "impianti di produzione e reti di distribuzione calore-energia e di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica ed eolica". Aliquota IVA - Relativamente all'aliquota applicabile, la ris. n. 61/E, 22.02.2008, ha fornito ulteriori interessanti chiarimenti, analizzando il caso del Ministero della difesa che ha bandito una gara per la concessione della progettazione esecutiva, realizzazione e manutenzione di tre impianti fotovoltaici da installare presso delle caserme. In tale fattispecie, poich la ditta aggiudicataria assume l'obbligo, oltre che di costruire l'impianto, anche di provvedere alla relativa manutenzione, l'Agenzia delle entrate ha precisato che il corrispettivo complessivo deve essere distinto come segue: - la parte riferita alla progettazione e realizzazione degli impianti, se indicata separatamente in fattura, fruisce dell'aliquota ridotta del 10%, ai sensi del n. 127-quinquies) della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/1972; - la parte relativa alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti stessi, invece, assoggettata ad aliquota ordinaria del 20%.

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Detrazione IVA acquisto o realizzazione impianto - L'ultimo aspetto da analizzare per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto quello relativo alla detraibilit dell'IVA assolta sui costi di acquisto o realizzazione dell'impianto, semprech, ovviamente, il contribuente sia un soggetto passivo d'imposta. L'aspetto critico nasce dal fatto che, come visto in precedenza, l'erogazione della tariffa incentivante esclusa dal campo di applicazione dell'IVA, per carenza del presupposto oggettivo (trattasi, infatti, di un contributo erogato senza alcuna contropartita). Potrebbe quindi sorgere il dubbio in merito alla detraibilit dell'imposta assolta sull'acquisto o realizzazione dell'impianto, in quanto l'art. 19, D.P.R. 633/1972, nel sancire la detrazione in relazione all'utilizzo dell'impianto nell'esercizio d'impresa, arte o professione, stabilisce i seguenti limiti: - comma 4: se l'impianto utilizzato anche per scopi provati, o comunque non attinenti la sfera imprenditoriale o professionale, non detraibile l'IVA corrispondente alla quota imputabile a tali utilizzi; - comma 2: non detraibile l'imposta relativa all'acquisto di beni afferenti operazioni esenti o comunque non soggette a IVA. Sulla questione, la circ. n. 46/E/2007 contiene importanti precisazioni, conformandosi all'indirizzo giurisprudenziale espresso in sede europea dalla Corte di giustizia, secondo cui ai fini della detrazione dell'imposta irrilevante che l'acquisto o la realizzazione dell'impianto benefici di una tariffa incentivante esclusa da IVA. Infatti, nella sent. n. C-243/03, 6 ottobre 2005, i giudici comunitari hanno ricordato che, secondo i principi espressi nelle direttive UE, nessuna limitazione alla detrazione dell'imposta pu essere adottata dalle legislazione dei singoli Stati membri, salve le deroghe specifiche previste nei soli casi contemplati dalle direttive stesse. E tra tali deroghe, conclude l'Agenzia, non vi sono limiti alla detraibilit dell'imposta in relazione all'acquisto di beni o servizi finanziati mediante sovvenzioni, come nel caso degli impianti fotovoltaici. Relativamente alla seconda limitazione prevista dall'art. 19, quella del comma 2 (cosiddetta indetraibilit diretta), la circ. n. 46/E/2007 evidenzia che la detrazione dell'imposta assolta sull'acquisto o la realizzazione dell'impianto spetta nella misura in cui il soggetto utilizzi l'impianto stesso per l'effettuazione di operazioni imponibili. Ritenuta d'acconto - Nel comparto delle imposte dirette, la prima questione da affrontare riguarda l'applicazione della ritenuta d'acconto alla tariffa incentivante. In particolare, l'art. 28, comma 2 del D.P.R. 600/1973, dispone che le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e privati devono operare una ritenuta del quattro per cento a titolo d'acconto (...) sull'ammontare dei contributi corrisposti a imprese, esclusi quelli per l'acquisto di beni strumentali". Come si evince dal dettato normativo, i presupposti, affinch si renda applicabile la ritenuta d'acconto del 4%, sono individuati nella tabella 2.

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Tabella 2 Natura del soggetto erogante Il soggetto che eroga il contributo deve esser un Ente pubblico tipico (Regione, Provincia ecc.), ovvero altro Ente pubblico e privato. Nel caso di specie, secondo l'Agenzia delle entrate (circ. n. 46/E/2007), il soggetto attuatore GSE S.p.A. assume la natura di sostituto d'imposta, in quanto la nozione di Ente privato comprende anche le societ per azioni incaricate della gestione di un contributo pubblico in forza di provvedimenti legislativi e regolamentari che ne stabiliscono le modalit di attribuzione e di finanziamento Oggettivo L'art. 28, comma 2, D.P.R. 600/1973, come gi chiarito dalla ris. n. 193/E/2002, caso della esclude tariffa e dall'obbligo di effettuazione l'Agenzia della nella dello in ritenuta circ. n. solamente i contributi corrisposti per l'acquisto di beni strumentali. Nel incentivante, non la quelli tariffa sostiene per 46/E/2007, la finalit di compensare i costi derivanti dall'utilizzo dell'impianto, l'acquisto un stesso. conto Conseguentemente, costituisce contributo

esercizio ricadente nell'ambito di applicazione della ritenuta Natura del soggetto destinatario Come precisato dall'art. 28, comma 2 del citato D.P.R. 600/1973, il contributo, per essere soggetto a ritenuta, deve essere erogato a imprese, con la conseguenza che GSE S.p.A. deve operare la ritenuta solamente se la tariffa incentivante corrisposta a imprese, ovvero Enti non commerciali per i quali l'impianto attiene l'attivit commerciale esercitata, e non deve operare alcuna ritenuta nel caso in cui il soggetto beneficiario non svolga alcuna attivit commerciale (per esempio, sia un privato cittadino)

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Gli immobili "merce" esclusi dalla detrazione del 55%
Negli ultimi mesi l'Agenzia delle entrate ha chiarito pi di un aspetto relativo alla detraibilit del 55% degli oneri sostenuti per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su immobili. Consulente Immobiliare, Il Sole 24 Ore, 15 agosto 2008, n. 820 p. 1527 a cura di Flavio Guidi , Paolo Duranti La detrazione per gli interventi di risparmio energetico stata introdotta dalla Finanziaria 2007 (legge 296 del 27 dicembre 2006), all'art. 1, commi da 344 a 349. Il beneficio, originariamente limitato al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, stato successivamente esteso anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2010, per effetto dell'art. 1, comma 20, della Finanziaria 2008 (legge 244 del 24 dicembre 2007). Gli interventi di risparmio energetico per i quali disposta l'agevolazione sono suddivisi in quattro categorie, a ciascuna delle quali corrisponde uno specifico importo massimo detraibile, da 30 mila euro a 100 mila euro. Soggetti interessati Anche i soggetti titolari di reddito di impresa - che abbiano sostenuto spese per l'esecuzione degli interventi su edifici esistenti, su parti di essi o su unit immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale (anche rurali), posseduti o anche semplicemente detenuti - possono usufruire della detrazione del 55%. Immobili strumentali e immobili merce La detrazione del 55%, quindi - a differenza di quanto previsto per l'agevolazione relativa agli interventi di ristrutturazione edilizia (cio la detrazione del 36%), che espressamente riservata ai soli edifici residenziali - interessa i fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria catastale (anche rurale). Sono pertanto interessati anche gli immobili strumentali (Ag. entrate, circ. n. 36 del 31 maggio 2007). Per gli immobili merce il discorso diverso. Sono considerati tali gli immobili alla cui produzione o scambio diretta l'attivit dell'impresa. Per gli interventi di riqualificazione energetica su tali beni non possibile usufruire della detrazione IRPEF del 55% (ris. n. 303/E del 15 luglio 2008), in quanto il beneficio si applica esclusivamente agli utilizzatori degli immobili e non anche ai soggetti che ne fanno commercio, quali le societ immobiliari. La disciplina , quindi, differente da quella dettata con riferimento alla detrazione per gli interventi di ristrutturazione (36%), estesa dall'art. 9 della Finanziaria 2002 (legge 448 del 28 dicembre 2001) agli oneri sostenuti da imprese di costruzione o ristrutturazione di immobili che provvedano alla successiva alienazione dei medesimi.

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Modalit di fruizione della detrazione Per quanto riguarda gli interventi effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2008, possibile ripartire la detrazione in un numero di rate, di pari importo, compreso tra 3 e 10, a scelta irrevocabile del contribuente. Quest'ultimo deve effettuare la scelta nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui la spesa stata sostenuta (art. 1, comma 20, lett. b) , della legge 244/2007). Adempimenti del contribuente In relazione alle spese sostenute a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2008, comprese quelle concernenti la prosecuzione di interventi iniziati nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, gli adempimenti posti a carico del contribuente sono indicati dettagliatamente dalla normativa di attuazione della Finanziaria 2007 (art. 4, comma 1 bis, del D.M. 19 febbraio 2007, modificato dal D.M. 26 ottobre 2007; D.M. 7 aprile 2008). Sostituzione impianti di climatizzazione invernale Per tali spese l'importo massimo di detrazione pari a 30 mila euro. Si tratta degli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale preesistenti con l'installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione nonch, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2008, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione. Non sono quindi agevolabili: a. l'installazione di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti; b. la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore che, sia pure ad alto rendimento, siano diversi da quelli espressamente individuati dalla norma. Per i lavori agevolabili il beneficiario deve: - acquisire l'asseverazione di un tecnico abilitato attestante la rispondenza dell'intervento ai requisiti richiesti dalla legge; - acquisire e trasmettere all'ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori: 1. i dati contenuti nell'attestato di certificazione energetica, o nell'attestato di qualificazione energetica, prodotto da un tecnico abilitato, che pu essere anche il medesimo tecnico che produce l'asseverazione. A tal fine si deve utilizzare lo schema di cui all'allegato A del D.M. 19 febbraio 2007; 2. una scheda informativa relativa agli interventi realizzati (si veda l'allegato E dello stesso decreto). L'invio dei dati all'ENEA deve essere effettuato attraverso il sito www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica; - effettuare il pagamento delle spese mediante bonifico bancario o postale;

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- conservare e - su richiesta dell'Amministrazione - esibire la ricevuta dell'invio degli atti all'Enea, le fatture o le ricevute fiscali o altra idonea documentazione comprovante le spese effettuate. Le caratteristiche tecniche e di rendimento degli impianti sono indicate all'art. 9 del D.M. 19 febbraio 2007.

Nota bene: I suddetti adempimenti sono prescritti anche nelle ipotesi di sostenimento di spese per la climatizzazione invernale consistenti nella prosecuzione di interventi iniziati nel corso del 2007 (art. 4, comma 1 bis, del D.M. 19 febbraio 2007, introdotto dall'art. 4 del D.M. 7 aprile 2008). Pannelli solari Il diritto alla detrazione del 55% spetta a condizione che tali impianti vengano destinati alla produzione di acqua calda per uso sanitario e rispondano a determinati requisiti tecnici, indicati nella normativa (ris. n. 299/E del 14 luglio 2008). Spese per le quali spetta la detrazione Sono agevolabili (ris. n. 283/E/2008) : - lo smontaggio e la dismissione dell'impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale; - la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per: a. la sostituzione, a regola d'arte, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, nonch con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia; b. la realizzazione a regola d'arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianto di riscaldamento; - l'installazione di pannelli solari utilizzati per la produzione di acqua calda e aventi le caratteristiche tecniche prescritte; - il sostenimento delle spese direttamente ricollegabili a tale installazione (ris. n. 299/E/2008). Opere murarie Tra le spese ammesse alla detrazione del 55% sono comprese anche quelle sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell'intervento di risparmio energetico (circ. n. 36/E del 31 maggio 2007). In altre parole, il beneficio riconosciuto soltanto per gli oneri strettamente connessi alla realizzazione dell'intervento che assicura il risparmio energetico. A tal fine l'Agenzia delle entrate, con la ris. n. 283/E del 7 luglio 2008, ha ricordato che l'individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato.

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Esempio: La detrazione non spetta per le spese sostenute per il rifacimento di tutti i pavimenti dell'unit immobiliare o per la dismissione del vecchio pavimento o, infine, per lo smaltimento del materiale relativo a esso. Detrazione del 36% Tuttavia, in relazione alle spese per cui non compete la detrazione del 55%, il contribuente potr fruire, in presenza di tutte le condizioni prescritte dalla relativa normativa (contenuta nella Finanziaria 1998 e nelle disposizioni attuative e modificative), della detrazione del 36% delle spese di ristrutturazione. Documentazione Se in relazione a determinati lavori - in corso di realizzazione (ad esempio a cavallo tra il 2008 e il 2009) - il contribuente non sia ancora in possesso della documentazione, spetta comunque il diritto alla detrazione nel periodo di imposta in cui la spesa viene sostenuta, a condizione che egli attesti che i lavori non sono ancora ultimati. Quindi, per rimanere nell'esempio appena riportato, nell'anno 2008 la detrazione pu riguardare unicamente le spese effettivamente sostenute in tale annualit. Anche nell'ipotesi in cui il pagamento sia frazionato, comunque possibile detrarre le spese, purch i pagamenti rateali siano effettuati mediante bonifico bancario o postale entro il 2010 (ris. n. 283/E/2008). Limite massimo di detrazione Nel computo del limite massimo di detrazione spettante, pari a 100 mila euro - ai sensi dell'art. 1, comma 344, della Finanziaria 2008 - si devono considerare cumulativamente tutte le spese sostenute in anni diversi in relazione al medesimo intervento. Se gli interventi finalizzati al risparmio energetico consistono nella mera prosecuzione di lavori appartenenti alla stessa categoria ed effettuati sullo stesso immobile a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, ai fini del computo del limite massimo della detrazione, si deve tenere conto anche delle detrazioni fruite negli anni precedenti (art. 2 del D.M. 7 aprile 2008, che ha modificato l'art. 2, comma 3, del D.M. 19 febbraio 2007). Lo ha ricordato l'Amministrazione fiscale con la ris. n. 295 dell'11 luglio 2008.

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Tariffa incentivante e 55% non sono fra loro cumulabili
Nell'ipotesi in cui su un edificio vengano realizzati contemporaneamente interventi di isolamento termico del tetto e installazione di pannelli fotovoltaici, la detrazione del 55% riconosciuta solo per le spese sostenute per l'isolamento del tetto. Lo ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la ris. n. 207/E/2008, in risposta a un quesito formulato da un contribuente, relativo alla cumulabilit tra la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e la tariffa incentivante, prevista per l'installazione di pannelli fotovoltaici. Consulente Immobiliare, Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2008, n. 818, p. 1349 a cura di Domenico Valia

L'istante, avendo installato, nell'ambito della ristrutturazione del proprio immobile, un impianto fotovoltaico integrato nel tetto, chiede all'Agenzia delle entrate chiarimenti in merito alle condizioni richieste per poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa di settore. In particolare, chiede in primo luogo se pu godere, ai sensi dell'art. 1, comma 344 della legge 296 del 27 dicembre 2006, della detrazione del 55% del costo sostenuto per l'acquisto dei pannelli fotovoltaici e per l'eventuale manodopera, quindi se pu cumulare tale agevolazione con gli incentivi previsti dall'art. 7 del D.Lgs. 387 del 29 dicembre 2003 (1), avente a oggetto la promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell'elettricit. Avendo soddisfatto il presupposto di cui all'art. 1, comma 344, della legge 296/2006 - mediante il conseguimento di un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al D.Lgs. 192 del 19 agosto 2005 - l'istante ritiene, con riferimento ai costi d'isolamento del tetto (comprese le tegole), ai costi di acquisto dei pannelli fotovoltaici e ai costi di manodopera, di poter beneficiare della detrazione del 55% prevista per gli interventi di risparmio energetico. Secondo l'istante, la detrazione del 55% sarebbe incompatibile, come deducibile dal combinato disposto delle disposizioni normative di settore, soltanto con la detrazione fiscale prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia ex legge 289 del 27 dicembre 2002 e pertanto per l'installazione dell'impianto fotovoltaico sarebbe possibile beneficiare anche degli incentivi contemplati dagli artt. 6 e 7 del D.M. 19 febbraio 2007, consistenti da un lato nella possibilit di godere di una tariffa incentivante in relazione alla potenza nominale e alla tipologia dell'impianto, dall'altro nell'ammissibilit, per gli impianti fotovoltaici che accedono alle tariffe incentivanti, al beneficio di un premio aggiuntivo erogato secondo specifiche modalit e condizioni disciplinate nello stesso decreto ministeriale.

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I chiarimenti delle Entrate L'Agenzia delle entrate, dopo aver novellato l'art. 7, comma 2, del D.Lgs. 387/2003 e l'art. 1, comma 344, della legge 296/2006, sottolinea come la ratio delle due disposizioni normative sia destinata a conseguire finalit diverse. Infatti, mentre una - tramite l'erogazione della tariffa incentivante (avente la natura di contributo a fondo perduto) - favorisce la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da fonte rinnovabile, l'altra - mediante il riconoscimento di una detrazione d'imposta per le spese di riqualificazione degli edifici - favorisce il contenimento dei consumi. Dati questi presupposti, diversamente da quanto sostenuto dal contribuente, l'Agenzia ritiene che le due misure agevolative non trovano applicazione in relazione al medesimo intervento, essendovi un'incompatibilit sia sotto l'aspetto tecnico sia sotto quello giuridico. Non pu neppure essere assunta a sostegno della cumulabilit dei due benefici la circostanza che il D.M. sviluppo economico 19 febbraio 2007, emanato in attuazione dell'art. 7 del D.Lgs. 387/2007 disponga che le tariffe incentivanti non sono applicabili all'elettricit prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale del 36%, ai sensi della legge 289/2002 mentre non contiene una analoga disposizione in relazione alla detrazione del 55% prevista dalla legge 296/2006. La mancanza di tale previsione trae origine, secondo l'Agenzia delle entrate, dal diverso contesto in cui trovano applicazione le due disposizioni normative dal momento che non possibile realizzare la produzione di energia mediante interventi volti al contenimento del fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale dell'edificio n, per altro verso, possibile conseguire un risparmio energetico mediante la installazione di impianti volti alla produzione di energia. In definitiva, le spese sostenute per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici, non essendo questi finalizzati alla riduzione del consumo per il riscaldamento invernale ma alla produzione di energia elettrica, non possono essere ammesse alla detrazione d'imposta del 55%. Peraltro, tramite la tariffa incentivante applicata all'elettricit prodotta dagli impianti fotovoltaici l'investimento iniziale viene recuperato nel tempo mediante la produzione di energia e, quindi, il contribuente che volesse beneficiare di tale incentivo non si troverebbe nella condizione di aver sostenuto l'onere sul quale far valere la detrazione d'imposta. Fatte queste considerazioni l'Agenzia delle entrate, assumendo quale presupposto che l'intervento di riqualificazione energetica realizzato sull'edificio abbia effettivamente conseguito un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nel D.M. 19 febbraio 2007 cos come modificato dal D.M. 7 aprile 2008, ha ritenuto ammissibile al beneficio della detrazione del 55% solo ed esclusivamente le spese sostenute per la riqualificazione energetica (costi di isolamento del tetto, manodopera), escludendo i costi di acquisto dell'impianto fotovoltaico oggetto, invece, del beneficio della tariffa incentivante e del premio aggiuntivo previsti dagli artt. 6 e 7 del D.M. 19 febbraio 2007.

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Le spese sostenute per l'installazione di pannelli fotovoltaici, finalizzati alla produzione di energia elettrica da fonte solare, non beneficiano delle detrazioni del 55% _____ (1) L'art. 7 comma 2, del D.Lgs. 387/2003 al punto d) stabilisce che per l'elettricit prodotta mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, d'intesa con la Conferenza unificata prevedono una speciale tariffa incentivante, d'importo decrescente e di durata tale da garantire una equa remunerazione dei costi d'investimento e di esercizio.

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Risparmio energetico - Agevolazioni fiscali - Principali novit
La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, 15 maggio 2008, n. 19, p. 29 a cura di Mario Jannaccone

QUADRO NORMATIVO Il D.M. 7.4.2008, recante disposizioni in materia di detrazione per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell'art. 1, c. 349, L. 27.12.2006, n. 296 (Finanziaria 2007) stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 24.4.2008. Tale provvedimento ha integrato i criteri ed i parametri di applicazione del beneficio fiscale per il risparmio energetico stabiliti dal D.M. 19.2.2007, a seguito della proroga fino al 2010 e delle altre novit introdotte dalla L. 244/2007 (Finanziaria 2008). In particolare, vengono individuati nuovi requisiti per interventi di riqualificazione energetica realizzati su edifici esistenti riguardanti strutture opache verticali e orizzontali e finestre comprensive di infissi ovvero per interventi sull'involucro di edifici esistenti ovvero per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Vengono, altres, forniti importanti chiarimenti riguardanti la prosecuzione dei lavori iniziati nell'anno 2007 e non ancora ultimati nonch altre indicazioni operative in materia di risparmio energetico. Infine, il decreto conferma quanto gi era stato precedentemente precisato nella C.M. 31.5.2007, n. 36/E in caso di trasferimento per atto tra vivi dell'immobile sul quale sono stati realizzati gli interventi di risparmio energetico ed in caso di decesso dell'avente diritto.

PREMESSA NORMATIVA: la Finanziaria 2008 (L. 244/ 2007) ha prorogato fino al 31.12. 2010 l'agevolazione fiscale introdotta dalla Finanziaria 2007 (L. 296/2006), a favore dei contribuenti che sostengono spese per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per l'installazione di pannelli solari, per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ecc. Il beneficio consiste in una detrazione dalle imposte sui redditi pari al 55% delle spese sostenute dal contribuente, entro un limite massimo di detrazione diverso a seconda della tipologia dell'intervento eseguito. Con il D.M. 19.2.2007 del Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, sono state individuate in modo dettagliato le tipologie di intervento per le quali si pu fruire del beneficio fiscale e tutti gli adempimenti necessari per ottenerlo.

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Successivamente, con il D.M. 11.3.2008 sono stati fissati i valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo e di trasmittanza termica per gli interventi rientranti nei c. 344 e 345 dell'art. 1, L. 296/2006. MODIFICHE INTRODOTTE DAL D.M. 7.4.2008: il D.M. 7.4.2008 ha apportato le sotto riportate modifiche al D.M. 19.2.2007. In particolare: a) per gli interventi realizzati a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31.12.2008, l'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non deve essere superiore ai valori individuati dal D.M. 11.3.2008; b) per gli interventi sull'involucro di edifici esistenti, realizzati a partire dal periodo d'imposta in corso al 31.12.2008, devono intendersi gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unit immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato verso l'esterno e verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/ m2K, definiti dal D.M. 11.3.2008; c) per gli interventi, realizzati dal periodo d'imposta 2008, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione, si stabilisce che gli stessi rientrano nell'ambito degli interventi di cui al c. 347 dell'art. 1, L. 296/2006. PROSECUZIONE DEI LAVORI: stabilito che nel caso in cui uno degli interventi consista nella mera prosecuzione di interventi della stessa tipologia effettuati sullo stesso immobile a partire dal periodo d'imposta 2007, per calcolare il limite massimo della detrazione, deve tenersi conto di quanto gi detratto negli anni precedenti. INVIO ON LINE DELL'ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA (O DI

QUALIFICAZIONE ENERGETICA) ALL'ENEA ENTRO 90 GIORNI: per le spese sostenute a partire dal periodo d'imposta in corso al 31.12.2008, comprese quelle relative alla prosecuzione di interventi iniziati nel 2007, il contribuente dovr acquisire l'attestato di certificazione energetica (o di qualificazione energetica) e trasmetterlo, in via telematica, all'Enea entro 90 giorni dal termine dei lavori, attraverso il seguente sito internet: www.acs.enea.it. Il contribuente tenuto a trasmettere i dati contenuti nell'attestato di certificazione (o di qualificazione energetica), avvalendosi dello schema di cui all'allegato A al presente decreto, nonch la scheda informativa di cui all'allegato E. Per gli interventi, realizzati a partire dal 2008, limitatamente alla sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unit immobiliari e all'installazione di pannelli solari non pi richiesto l'attestato di certificazione energetica (o di qualificazione energetica).

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In questo caso, il contribuente dovr utilizzare la scheda informativa di cui all'allegato F al presente decreto, in luogo di quella di cui all'allegato E. Solo nei casi in cui la scadenza del termine di trasmissione sia precedente al 30.4.2008 ovvero qualora la complessit dei lavori eseguiti non trovi adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall'Enea, la documentazione pu essere inviata, in copia, entro 90 giorni a mezzo raccomandata, con ricevuta semplice, al seguente indirizzo: Enea, Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile, Via Anguillarese 301 -00123, Santa Maria di Galeria (Roma), specificando quale riferimento: Detrazioni fiscali- riqualificazione energetica. IPOTESI DI LAVORI IN CORSO DI REALIZZAZIONE: qualora il contribuente non sia in possesso della documentazione, in quanto l'intervento ancora in corso di realizzazione, pu fruire della detrazione per le spese sostenute in ciascun periodo d'imposta, purch attesti che i lavori non sono ultimati. ALTRE DISPOSIZIONI: il citato decreto stabilisce che per gli interventi iniziati nel 2007 si applicano i parametri previsti all'art. 1, c. 344 e 345, L. 296/ 2006. Per quelli iniziati a partire dal periodo d'imposta 2008 si applicano i parametri individuati dal D.M. 11.3.2008. RIPARTIZIONE DELLA DETRAZIONE E TRASFERIMENTO DELLE QUOTE DI DETRAZIONE RESIDUE: a partire dal periodo d'imposta 2008 il contribuente, nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui la spesa stata sostenuta, deve optare per la ripartizione della detrazione in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci. Inoltre stabilito che in caso di trasferimento per atto tra vivi dell'immobile sul quale sono stati eseguiti gli interventi, le quote di detrazione residue spettano, per i rimanenti periodi d'imposta, all'acquirente persona fisica dell'immobile. In caso di decesso dell'avente diritto, la detrazione si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene. Nelle due ipotesi su indicate, l'acquirente ovvero gli eredi possono rideterminare il numero di quote in cui ripartire la detrazione residua.

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La procedura di accesso alle detrazioni richiede l'asseverazione del tecnico specializzato
Guida alle Novit Fiscali, Il Sole 24 Ore, n. 5, 1 giugno 2007, p. 43 a cura di Sandro Cerato, Fabio Balestra L'articolo 1, commi 334-349, della legge 296/2006 ammette in detrazione le spese sostenute nel corso del periodo d'imposta 2007 in relazione a determinati interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti. Esistono in linea di sintesi quattro tipologie di interventi agevolabili le cui esatte definizioni sono contenute nell'articolo 3 del decreto interministeriale del 19 febbraio 2007, che si schematizza nella tabella riportata in questa pagina. Il decreto dell'Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007 ha identificato tutti gli adempimenti da porre in essere ai fini del riconoscimento della detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. Interventi agevolabili
OBIETTIVO Riduzione della trasmittanza termica U degli elementi opachi costituenti l'involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali ed accessorie Riduzione della trasmittanza termica U delle finestre comprensive degli infissi Interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda OPERAZIONE (*) Fornitura e messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti Fornitura e messa in opera di materiali ordinari, anche necessari alla realizzazione di ulteriori strutture murarie a ridosso di quelle preesistenti, per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti Demolizione e ricostruzione dell'elemento costruttivo Miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti con la fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso Miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, con integrazioni e sostituzioni Fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonch delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d'arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento Smontaggio e dismissione dell'impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale, fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regole d'arte, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a compensazione. Negli interventi ammissibili sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell'acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione nonch sui sistemi di emissione

(*) Sono comprese nell'agevolazione anche le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi sopra evidenziati.

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I soggetti che intendono avvalersi della detrazione relativa alle spese in oggetto devono porre in essere i seguenti adempimenti: 1) acquisire l'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell'intervento ai pertinenti requisiti richiesti. L'asseverazione presentata dal tecnico pu anche essere compresa nell'ambito di quella resa dal direttore lavori sulla conformit al progetto delle opere realizzate, obbligatoria ai sensi dell'articolo 8 comma 2, del Dlgs 19 agosto 2005 n. 192. Qualora sia effettuato, per lo stesso edificio o unit immobiliare, pi di un intervento fra quelli per i quali possibile fruire della detrazione, l'asseverazione del tecnico pu avere carattere unitario e fornire tutti i dati in modo unico e onnicomprensivo; 2) acquisire e trasmettere entro sessanta giorni dalla fine dei lavori e, comunque, non oltre il 29 febbraio 2008, all'Enea ovvero, per i soggetti con periodo di imposta non coincidente con l'anno solare, non oltre sessanta giorni dalla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, la seguente documentazione: copia dell'attestato di certificazione energetica prodotto successivamente alla esecuzione degli interventi utilizzando le procedure approvate dagli enti pubblici preposti (regioni, province autonome e comuni) oppure in assenza delle citate procedure copia dell'attestato di qualificazione energetica contenente i dati elencati nello schema di cui all'allegato A del decreto in esame. Profilo professionale del tecnico abilitato Secondo quanto disposto dall'articolo 6 del decreto interministeriale, per tecnico abilitato si intende un soggetto abilitato alla progettazione di edifici ed impianti nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente, iscritto agli ordini professionali degli ingegneri o degli architetti, ovvero ai collegi professionali dei geometri o dei periti industriali. In riferimento alle spese sostenute per far fronte alle prestazioni professionali si tiene a precisare che anche queste rilevano ai fini della detrazione. Si tiene a specificare che l'attestato di certificazione energetica, ovvero di qualificazione energetica, prodotto da un tecnico abilitato, che pu essere il medesimo tecnico che produce l'asseverazione di cui alla lettera a) dell'articolo 4 del decreto interministeriale (riportato nel testo al precedente al punto 1). la scheda informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati elencati nello schema di cui all'allegato E al presente decreto ai fini dell'attivit di monitoraggio di cui all'articolo 11 il quale dispone che l'Enea, dopo aver elaborato le informazioni ricevute, trasmette entro il 31 dicembre 2008 agli enti preposti una relazione sui risultati degli interventi.

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Una volta inviata la suddetta documentazione il contribuente ottiene e conserva ricevuta informatica inviando la documentazione: attraverso il sito internet www.acs.enea.it disponibile dal 30 aprile 2007. In alternativa la medesima documentazione pu essere inviata, entro gli stessi termini e a mezzo raccomandata con ricevuta semplice, a: Enea, Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile, via Anguillarese, 301 - 00123 Santa Maria di Galeria (Roma), specificando come riferimento: "Finanziaria 2007 - riqualificazione energetica". 3) effettuare il pagamento delle spese sostenute per l'esecuzione degli interventi mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita Iva, ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico effettuato. Questa condizione richiesta per i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) (persone fisiche e i soggetti di cui all'articolo 5 del Tuir non titolari di reddito d'impresa). Nessuna particolare modalit di pagamento viene richiesta per i soggetti imprenditori; 4) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari: l'asseverazione del tecnico abilitato; la ricevuta informatica di trasmissione all'Enea; le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi; la ricevuta del bonifico bancario, ovvero del bonifico postale, attraverso il quale stato effettuato il pagamento solo per i soggetti non imprenditori di cui all'articolo 2, c. 1, lettera a). Qualora le cessioni di beni e le prestazioni di servizi siano poste in essere da soggetti non tenuti all'osservanza delle disposizioni di cui al Dpr 633/1972 la prova delle spese pu essere costituita da altra idonea documentazione. Gli interventi su parti comuni di edifici

Nel caso in cui gli interventi siano effettuati su parti comuni degli edifici di cui all'articolo 1117 Cc, va altres conservata ed esibita: copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese; se i lavori sono effettuati dal detentore, ad esempio il conduttore, va altres conservata ed esibita la dichiarazione del possessore, ad esempio il proprietario, di consenso all'esecuzione dei lavori.

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Cumulabilit con altre agevolazioni e comunicazione di inizio lavori Le detrazioni disposte dal decreto in oggetto non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge nazionali, dunque nel momento stesso in cui un contribuente usufruisce delle disposizioni in oggetto non potr certo avvalersi della detrazione del 36% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio A tale proposito, si tiene a precisare che il decreto del 19 febbraio 2007 non richiede espressamente di inviare comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara. Tuttavia l'articolo 1, comma 348, della legge 296/2006 collega la detrazione del 55% oggetto di disamina con la disciplina contenuta nella legge 449/1997 e nelle relative norme di attuazione di cui al decreto 41/1998. Nel rispetto della ratio di queste disposizioni sembrerebbe dunque necessario, o comunque opportuno, inviare all'Agenzia delle entrate di Pescara l'apposita comunicazione (la quale tuttavia mal si concilia con le caratteristiche dell'agevolazione di cui ci stiamo occupando). La procedura

Adempimenti necessari per l'ottenimento della detrazione 55%

Asservazione di un tecnico qualificato pu essere compresa nell'ambito di quella resa dal direttore lavori sulla conformit al progetto delle opere realizzate (Dlgs 192/2005)

Acquisizione e trasmissione a Enea di: attestato di certificazione/qualificazione energetica scheda informativa relativa agli interventi realizzati

Effettuare, nel caso di beneficiari non imprenditori, il pagamento delle spese per interventi con bonifico bancario o postale con causale di versamento e dati del beneficiario della detrazione

Conservazione ed esibizione in caso di richiesta di: asservazione del tecnico ricevuta informatica di trasmissione a Enea fatture/ricevute per le spese ricevute/bonifici

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In conclusione, visti i dubbi in merito appare prudente procedere comunque alla predisposizione della comunicazione almeno fino a che non interverranno definitivi chiarimenti in merito. Gli esperti sciolgono i dubbi

Agevolazione spettante anche agli imprenditori D. Sono un imprenditore individuale e sono interessato ad usufruire della "nuova" detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica; chiedo se il beneficio esteso anche alle imprese o limitato alle persone fisiche. Inoltre se il comune non ha provveduto ad approvare procedure e metodologie di attestazione dell'intervento di riqualificazione come si deve comportare il tecnico? R. La definizione utilizzata dalla Finanziaria 2007 all'articolo 1, commi 344-347, dove appunto si parla di "detrazione dall'imposta lorda", apre l'agevolazione a tutti i soggetti. Pi specificamente il decreto 19 febbraio 2007 all'articolo 2, comma 1, richiama come beneficiari dell'agevolazione: "i soggetti titolari di reddito d'impresa che sostengono le spese per la esecuzione degli interventi di cui al predetto articolo 1, commi da 2 a 5, sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unit immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti". Dunque ogni soggetto titolare di reddito d'impresa pu usufruire delle detrazioni e dunque sono ammessi al beneficio imprenditori individuali, societ di persone, societ di capitali e anche enti non commerciali nel caso di utilizzo di immobili per attivit commerciali. Per quanto concerne la circostanza in cui il Comune non avesse gi attivato le apposite procedure per la certificazione degli interventi, il tecnico abilitato deve produrre attestato di qualificazione energetica indicando i dati richiesti dall'allegato A al decreto in esame. Pi interventi sullo stesso fabbricato D. Pi proprietari all'interno di uno stesso fabbricato decidono di intervenire sull'immobile ponendo in essere un intervento agevolabile secondo le nuovi disposizioni della Finanziaria inerenti alla riqualificazione energetica. E' necessario che ognuno richieda l'asseverazione di un tecnico? Quali comunicazioni devono essere eseguite? R. E' necessario che un tecnico abilitato rilasci una asseverazione che attesti la rispondenza degli interventi ai requisiti richiesti dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007 agli articoli 6, 7, 8 e 9. In caso di pi interventi su un medesimo edificio l'asseverazione pu essere unica e riferita all'operazione effettuata nel suo complesso. L'attestazione del tecnico e la scheda informativa relativa agli interventi effettuati vanno inviati entro 60 giorni dalla fine dei lavori (e comunque entro il 29 febbraio 2008) all'Enea che relazioner i risultati agli organi preposti entro il 31 dicembre 2008.

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Pannelli solari in condominio D. Un condominio decide di istallare i pannelli solari usufruendo dell'agevolazione del 55%. Alcuni soggetti sono proprietari, altri sono inquilini in affitto. Quali documenti occorre redigere e conservare? Inoltre si possono pagare alcuni compensi di modico valore relativi all'intervento in contanti? R. Oltre all'attestazione rilasciata dal tecnico occorre conservare la ricevuta dell'invio della documentazione all'Enea, le fatture (o gli altri documenti) comprovanti le spese sostenute, le ricevute di bonifici bancari o postali e, nel caso proposto, copia della delibera dell'assemblea condominiale in riferimento all'intervento di riqualificazione energetica con allegata la tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi effettuati su parti comuni. Inoltre, nel caso di inquilini partecipanti agli interventi, occorre tenere agli atti copia della dichiarazione del proprietario che acconsente all'esecuzione dell'intervento nel caso in cui sia l'affittuario a provvedervi. In merito alle modalit di pagamento, i soggetti non imprenditori devono obbligatoriamente effettuare bonifici bancari o postali mentre i soggetti imprenditori possono effettuare i pagamenti anche secondo altre modalit.

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde 20 ottobre 2008, N. 83 Angelo Busani , Eloisa Luini CONTROVERSIE LEGALI - CERTIFICAZIONE ENERGETICA NON PI OBBLIGATORIA D. La nostra ditta ha riscattato il contratto di leasing finanziario per un immobile industriale a Baranzate (Mi). Rogiteremo entro l'anno. A seguito del Dl 112/08, saremo ancora obbligati a presentare al notaio la certificazione energetica? C. A. T. - BARANZATE R. Per effetto della cosiddetta manovra destate (Dl 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), a partire dal 22 agosto 2008, non pi necessario allegare, a pena di nullit, agli atti di trasferimento immobiliari a titolo oneroso, lattestato di certificazione energetica (Ace) o lattestato di qualificazione energetica (Aqe). Con la citata manovra, infatti, sono stati abrogati i commi 3 e 4 dellarticolo 6, e i commi 8 e 9 dellarticolo 15 del Dlgs 19 agosto 2005, n. 192 e con essi lobbligo di allegare ai rogiti, a pena di nullit, l Ace o l Aqe e, nei contratti di locazione, di consegnare l Ace o l Aqe allinquilino., tuttavia, necessario fare due precisazioni. La prima, che il Dl 112/2008 in esame non ha abrogato anche la restanti norme del Dlgs 19 agosto 2005, n. 192. Di conseguenza, in caso di trasferimento a titolo oneroso di edificio, lalienante deve comunque consegnare allacquirente l Ace o l Aqe, qualora sussistano i presupposti elencati nei commi 1 bis, 1 ter e 1 quater dellarticolo 1 del citato Dlgs 192/2005. La violazione di questo obbligo non comporta la nullit dellatto di trasferimento, ma pu essere fonte di responsabilit civile dellalienante verso lacquirente. La seconda, che il Dl 112/2008 non ha abrogato la normativa regionale in materia di certificazione energetica, neanche nella parte in cui questultima stabilisce la necessit di allegare allatto di trasferimento l Ace o l Aqe. Di conseguenza, preferibile assumere un atteggiamento prudenziale e continuare ad allegare lattestato energetico agli atti di trasferimento immobiliare a titolo oneroso che si riferiscono a edifici siti in Regioni (come la Lombardia, la Liguria, il Piemonte, l'Emilia Romagna e la Toscana) che si siano dotate di una normativa la quale, a vario titolo, preveda lobbligo di allegazione dellattestato. Pertanto, nel caso del lettore, qualora sussistano i presupposti di cui alla Delibera della Giunta Regionale Lombardia 31 ottobre 2007, n. 5773, lattestato dovrebbe essere allegato allatto di riscatto del bene in leasing.

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 19 ottobre 2008, N. 82 Massimo Ghiloni EDILIZIA E URBANISTICA - IL BONUS VOLUMETRIA RIGUARDA ANCHE LE ALTEZZE D. Dobbiamo rifare la copertura a terrazzo del nostro condominio e con loccasione vorremmo installare una coibentazione di 8 centimetri, oltre alla doppia guaina impermeabile gi esistente. Il condominio dietro al nostro ha un precario a suo favore col quale ci impedisce di aumentare ulteriormente laltezza del nostro edificio e, pertanto, non potremmo mettere la coibentazione. La legge sul risparmio energetico permette una maggiore altezza del fabbricato, anche in deroga ai rapporti con i terzi beneficiari del precario? A. A. - COMO R. Dando attuazione alla direttiva 2006/32/CE il Dlgs 115 del 30 maggio 2008 ha introdotto a livello statale il bonus volumetria gi autonomamente regolamentato da parte di alcune legislazione regionali (Basilicata, Lombardia, Lazio, Puglia, Marche) .In particolare, larticolo 11, comma 1, prevede un premio di cubatura in considerazione dellaumento degli spessori delle pareti: nel caso di edifici di nuova costruzione lo spessore delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, superiori ai 30 centimetri, nonch il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari ad ottenere una riduzione minima del 10% dellindice di prestazione energetica previsto dal Dlgs 192/2005 e successive modificazioni, certificata con le modalit di cui al medesimo decreto legislativo, non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura, con riferimento alla sola parte eccedente i 30 centimetri e fino ad un massimo di ulteriori 25 centimetri per gli elementi verticali e di copertura e di 15 centimetri per quelli orizzontali intermedi. Nel rispetto dei suddetti limiti, sar possibile derogare a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nonch alle altezze massime degli edifici. Nel caso di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di copertura , invece, permesso derogare alle suddette norme nella misura massima di 20 centimetri per il maggior spessore delle pareti verticali esterne, nonch alle altezze massime degli edifici nella misura massima di 25 centimetri per il maggior spessore delle coperture. La deroga pu essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti (comma 2) Applicando le sopra indicate disposizioni al caso di specie, ne consegue la legittimit della deroga alle altezze massime previste per gli edifici nella indicata misura massima di 25 centimetri.

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde 7 settembre 2008, N. 70 Massimo Ghiloni EDILIZIA E URBANISTICA - LA VILLETTA VA CERTIFICATA DAL 1 LUGLIO 2009 D. Devo vendere una villetta singola di 120 metri quadri circa, facente parte di un complesso di ville singole costruite con un'unica concessione edilizia. In tal caso, obbligatoria la presentazione del certificato energetico o per tale tipologia tale obbligo entra in vigore dal 1 gennaio 2009? M. B. - MANFREDONIA R. Larticolo 6, comma 1, del Dlgs 192/2005 prevedeva lobbligo per gli edifici di nuova costruzione e per quelli esistenti di superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati (sia nel caso di ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti linvolucro che di demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria) della dotazione di un attestato di certificazione energetica al termine della costruzione. Tale obbligo riguardava gli edifici per i quali il relativo titolo edilizio (permesso di costruire o denuncia di inizio attivit) era stato richiesto successivamente alla data di entrata in vigore del suindicato decreto, ossia dopo l8 ottobre 2005.Non essendo stati emanati i previsti decreti attuativi tra cui le Linee guida nazionali per la certificazione energetica il relativo attestato non poteva essere rilasciato. Al Dlgs 192/2005 succeduto il Dlgs 311/2006 il quale ha modificato ed integrato il primo. In particolare, il decreto ha stabilito che fino alla data di entrata in vigore delle previste Linee guida lattestato di certificazione energetica degli edifici sostituito, a tutti gli effetti dallattestato di qualificazione energetica o da un equivalente procedura di certificazione energetica stabilita dal Comune con proprio regolamento antecedente alla data dell8 ottobre 2005.Il Dlgs 311/2006 inoltre, ha aggiunto allarticolo 6 del Dlgs 192/2005 il comma 1 bis con sui stata disposta lestensione graduale della certificazione energetica a tutti gli edifici in caso di trasferimento a titolo oneroso, con onore a carico del venditore, indipendentemente da eventuali interventi di ristrutturazione: a decorrere dal 1 luglio 2007 per gli edifici di superficie utile superiore a 1.000 metri quadri nel caso di trasferimento a titolo oneroso dellintero immobile; a decorrere dal 1 luglio 2008 per gli edifici di superficie utile fino a 1.000 metri quadri nel caso di trasferimento a titolo oneroso dellintero immobile con lesclusione delle singole unit immobiliari; a decorrere dal 1 luglio 2009 nel caso di trasferimento a titolo oneroso delle singole unit immobiliari. Dal tenore testuale delle sopraesposte disposizioni si evince, pertanto, che nel caso in cui la vendita interessi la singola unit immobiliare (come appunto nel caso di specie) lobbligo di attestazione scatter dal 1 luglio 2009.

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde 7 luglio 2008, N. 53 Marco Zandon AGEVOLAZIONI SULLA CASA - BISOGNA SCEGLIERE SE APPLICARE IL 55 O IL 36% D. Ho appaltato i lavori di ristrutturazione della mia prima casa per 62.000 euro, Iva compresa, di cui circa 10.000 euro per la sostituzione degli infissi e i restanti per i lavori di ristrutturazione. Trattandosi di un unico contratto, posso fruire cumulativamente della detrazione del 55% per la quota parte relativa agli infissi e del 36% per la restante parte fino a 48.000 euro?Inoltre, la casa cointestata con mia moglie, ma i lavori saranno tutti a mio carico. Posso fruire da solo dell'intera detrazione? A. V. - MILANO R. In ordine al caso di specie, occorre innanzitutto precisare che il Dm 19 febbraio 2007 prevede espressamente che la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (articolo 1, commi 20-24 della legge 244/2007 Finanziaria 2008) non sia cumulabile con le agevolazioni previste da altre disposizioni di legge nazionale per i medesimi interventi (ad esempio, detrazione Irpef del 36% per gli interventi di recupero degli edifici abitativi). In tal ambito, la circolare 36/E/2007 ha chiarito ulteriormente che, stante la possibile sovrapposizione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici con analoghi interventi agevolabili nellambito della detrazione Irpef del 36%, in tema di recupero edilizio abitativo, il contribuente pu avvalersi per le medesime spese, in via alternativa, delluna o dellaltra agevolazione, nel rispetto della normativa specifica e degli adempimenti previsti per ognuna di esse. Successivamente, lamministrazione finanziaria ha precisato i criteri applicativi del beneficio del 55% nel caso (come quello proposto) in cui, su uno stesso edificio a destinazione abitativa, vengano effettuate opere di ristrutturazione edilizia, agevolate in base alla detrazione Irpef del 36% (articolo 1, commi 17-19 della legge 244/2007 Finanziaria 2008), che includano anche lavori per la riqualificazione energetica. Nel ribadire espressamente il divieto di cumulo del beneficio con altre agevolazioni fiscali previste da legge nazionale (ai sensi dellarticolo 10 del citato Dm 19 febbraio 2007), con la risoluzione 152/E/2007 stato chiarito che nel caso in cui, sullo stesso fabbricato abitativo, siano eseguiti interventi di ristrutturazione, gi agevolati ai fini del 36%, che comprendano anche lavori diretti al risparmio energetico, il contribuente pu scegliere, limitatamente a questi ultimi, di applicare la detrazione del 55%, a condizione che per per le relative spese il contribuente non abbia gi fruito della detrazione del 36%, e a condizione che nella fattura rilasciata al contribuente vengano individuate specificamente le spese relative a uno o pi interventi finalizzati al risparmio energetico, fermi restando in ogni caso tutti gli adempimenti previsti per l'una e l'altra agevolazione. Ci porta a ritenere che, nel caso di specie, se la fattura evidenzia separatamente le spese per la sostituzione degli infissi (agevolabili ai fini della

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detrazione del 55%, nel limite massimo di detrazione di 30.000 euro) e i restanti lavori di ristrutturazione (agevolabili ai fini della detrazione Irpef del 36% nel limite massimo di spesa di 48.000 euro), l'istante debba procedere ai pagamenti separati dei relativi corrispettivi (obbligatoriamente tramite bonifico bancario o postale, a pena di decadenza da entrambi i benefici articolo 4 comma 1, lettera b) del Dm 41/98). Inoltre, occorre precisare che il contribuente ammesso ad entrambe le agevolazioni per l'intero importo delle spese sostenute, a prescindere dalla circostanza che l'immobile oggetto degli interventi agevolabili sia in compropriet con il coniuge, a condizione per che siano a lui intestate le fatture emesse (circolare 95/E/2000 ai fini della detrazione Irpef del 36% e circolare 34/E/2008 ai fini della detrazione del 55 per cento).

Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 29 giugno 2008, N. 50 Marco zandon AGEVOLAZIONI SULLA CASA - DETRAIBILI GLI INFISSI SOVRAPPOSTI AGLI ESISTENTI D. Il montaggio di doppi infissi (all'esterno di quelli esistenti, senza la sostituzione di quelli gi in uso) rientra tra gli interventi che fruiscono dell'agevolazione del 55 per cento? Qual dal 2008 la corretta procedura? chiaro che non c' pi bisogno di un tecnico, ma quale la modulistica di riferimento e a chi va inviata? G. I.- TORRE DEL GRECO R. La risposta affermativa. Tra le spese agevolate con la detrazione del 55% (articolo 1, commi 20-24, legge 244/2007 Finanziaria 2008), relative alla sostituzione di finestre comprensive di infissi, larticolo 3, comma 1, lettera b), del Dm 19 febbraio 2007, annovera espressamente anche quelle sostenute per ottenere il miglioramento delle caratteristiche termiche degli infissi esistenti, attraverso integrazioni o sostituzioni degli stessi, come nel caso di specie. Nella fattispecie in esame, pertanto, si ritiene che il contribuente, pur in assenza di un precise indicazioni in merito da parte dell'agenzia delle Entrate, possa fruire dellagevolazione, anche qualora proceda al solo montaggio di doppi infissi all'esterno di quelli preesistenti, e non, invece, alla sostituzione dellintera finestra comprensiva degli infissi. Ci a condizione che siano rispettati i valori di trasmittanza termica riportati, per lavori iniziati dal 1 gennaio 2008, nellallegato B al Dm 11 marzo 2008. Si ricorda inoltre che, qualora le finestre fossero gi idonee al conseguimento del risparmio energetico, necessario che lintervento sia comunque volto a migliorarne la prestazione energetica e, a tal fine, viene richiesto che lasseverazione riporti anche una stima dei valori delle trasmittanze originarie dei componenti su cui si interviene, nonch di quelli raggiunti a seguito dei lavori realizzati (articolo 7, comma 1 bis, Dm 19 febbraio 2007, inserito dal Dm 7 aprile 2008).

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Per quanto riguarda la procedura da seguire, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 bis e 1 ter, del Dm 19 febbraio 2007 (risultante dalle modifiche apportate dal Dm 7 aprile 2008), per gli interventi sulle finestre comprensive di infissi avviati dal 2008, il contribuente dovr acquisire lasseverazione di un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti di risparmio energetico stabiliti, ai sensi dell'articolo 7, commi 1 bis e 2 del medesimo Dm 19 febbraio 2007, in cui dovr essere certificato che i valori di trasmittanza termica siano inferiori o uguali a quelli riportati nellallegato B del Dm 11 marzo 2008. Oltre allasseverazione, dovr poi essere compilata direttamente dal contribuente la scheda informativa degli interventi realizzati, di cui all'allegato F del citato Dm 19 febbraio 2007. Entro 90 giorni dallultimazione dellintervento (da intendere coincidente con il "collaudo" dei lavori - risoluzione 244/E/2007), dovr poi essere inviata la sola scheda informativa degli interventi (lasseverazione non deve invece essere inviata) all'Enea, attraverso il sito internet www.acs.enea.it. Resta comunque fermo lobbligo di conservazione della documentazione tecnica, unitamente alla ricevuta postale di spedizione o di invio tramite internet della stessa, nonch delle fatture e delle ricevute dei bonifici bancari o postali, con i quali sono stati effettuati i pagamenti (articolo 4 Dm 19 febbraio 2007). Si ricorda, infine, che rientrano nella detrazione del 55% anche le spese sostenute per acquisire la certificazione energetica richiesta per fruire del beneficio (circolare 36/E/2007).

Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 9 giugno 2008, N. 45 Marco Zandon AGEVOLAZIONI SULLA CASA - GLI INTERVENTI ENERGETICI SI SCONTANO PER CASSA D. Nel 2007 abbiamo iniziato dei lavori di ristrutturazione di un edificio privato. In relazione alla legge sul risparmio energetico, i lavori che presentavano le caratteristiche richieste dalla normativa per la detrazione del 55% sono stati pagati con bonifici bancari. In considerazione del fatto che i lavori non sono ancora terminati, non stata inviata nessuna documentazione all'Enea. Le spese sostenute nel 2007 e pagate entro il 31 dicembre possono essere inserite nella dichiarazione dei redditi di quest'anno? M. G. - PADOVA R. La risposta affermativa. Come precisato dallAgenzia delle Entrate (circolare 36/E/2007), per i soggetti non titolari di reddito dimpresa, la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (articolo 1, commi 344-347, della legge 296/2006 Finanziaria 2007) spetta in base al cosiddetto criterio di cassa, ossia relativamente allammontare delle spese pagate con bonifico bancario o postale entro la fine del periodo dimposta agevolato. Stante la proroga dellagevolazione prevista, sino al 2010, dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, commi 2024, legge 24 dicembre 2007, n. 244), tale principio valido anche per individuare il periodo

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dimposta cui imputare la detrazione spettante, quando gli interventi energetici e i relativi pagamenti vengano effettuati nel corso di pi annualit agevolate come nel caso di specie. Ci in analogia a quanto precisato per la detrazione Irpef del 36% per il recupero delle abitazioni (articolo 1, commi 17-19, legge 24 dicembre 2007, n. 244, Finanziaria 2008), per la quale stato chiarito che lammontare delle spese detraibili in ciascun periodo dimposta va individuato in base alla data del relativo bonifico di pagamento, a prescindere dallultimazione dei lavori o dalla data di emissione delle fatture (circolare 57/E/98). Ci implica che il contribuente, nellipotesi di lavori iniziati nel 2007 e che proseguono anche nel 2008, possa intanto fruire della detrazione del 55% in sede di Unico/2008 (relativo ai redditi 2007) con riferimento agli acconti pagati con bonifico entro il 31 dicembre 2007, anche se i lavori energetici saranno ultimati successivamente e bench, solo da tale momento, sar possibile acquisire e inviare all Enea la documentazione tecnica richiesta dal Dm 19 febbraio 2007. Le spese pagate nel 2008 potranno, invece, essere detratte nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2009, sempre in virt del citato criterio di cassa. Una conferma in tal senso viene data dal decreto 7 aprile 2008, che prevede espressamente la possibilit di fruire della detrazione con riferimento alle spese sostenute in ciascun periodo dimposta, anche qualora il contribuente non sia in possesso della prescritta documentazione tecnica, perch gli interventi agevolati, al termine dellanno, sono in realt ancora in corso di esecuzione e, quindi, non ultimati. Ci a condizione che il contribuente attesti comunque che i lavori non sono ancora terminati alla fine del periodo dimposta (attestazione in carta semplice, da non inviare all Enea e da esibire a richiesta dellamministrazione finanziaria. Anche in tale ipotesi, resta, comunque, ferma la necessit di inviare all Enea la prescritta documentazione tecnica, entro 90 giorni dalla fine lavori, pena la complessiva decadenza dalla detrazione, che colpirebbe in ogni caso anche la quota gi fru0ita nel 2007.

Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 7 aprile 2008, N. 27 Marco Zandon AGEVOLAZIONI SULLA CASA - L'ONORARIO DEL TECNICO TRA LE VOCI AGEVOLABILI D. Nell'anno 2007 ho predisposto la pratica di una denuncia di inizio attivit per l'installazione di pannelli solari che effettuer nell'anno 2008.Le relative spese inerenti i bolli, i diritti di segreteria e la parcella del tecnico (sostenute nell'anno 2007) possono essere detratte per l'anno 2007 nell'ambito delle agevolazione del 55%, considerato che non ho potuto inviare (in quanto i lavori non sono stati eseguiti) la prevista relazione tecnica da fare entro la fine di febbraio 2008? S. R. SPELLO R. In ordine al caso di specie, occorre premettere che, come chiarito dalla circolare 36/E/2007, ai fini della detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti

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(articolo 1, commi 20-24 della legge 244/2007), tra le spese agevolabili sono indicate anche quelle relative alle prestazioni professionali, comprendendovi sia quelle necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati, sia quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica richiesta per fruire del beneficio. Pertanto, si ritiene che, ai fini del calcolo della detrazione spettante, siano da comprendere anche tutte le spese relative allacquisizione del titolo urbanistico abilitativo allintervento che si intende eseguire (come le spese relative alla predisposizione della denuncia inizio attivit per linstallazione di pannelli solari, comprensive di prestazione professionale del tecnico che la predispone, bolli e diritti di segreteria, in quanto necessarie alla realizzazione dellintervento) .Ci premesso, in assenza di precisazioni ufficiali, si ritiene che il contribuente possa iniziare a fruire della detrazione in sede di Unico/2008 (relativo ai redditi 2007) con riferimento alle spese sostenute e pagate con bonifico entro il 31 dicembre 2007, in base al cosiddetto criterio di cassa. Come precisato dallagenzia delle Entrate (circolare 36/E/2007), infatti, per i soggetti non titolari di reddito dimpresa, la detrazione del 55% spetta in base al cosiddetto 0criterio di cassa, ossia relativamente allammontare delle spese pagate con bonifico bancario o postale entro la fine del periodo dimposta agevolato. Stante la proroga della citata agevolazione, prevista sino al 2010, si ritiene quindi che tale principio possa ritenersi valido anche per individuare il periodo dimposta cui imputare la detrazione spettante, quando lintervento energetico ed i relativi pagamenti vengano effettuati nel corso di pi annualit agevolate. Ci in analogia a quanto precisato per la detrazione Irpef del 36% per il recupero delle abitazioni (articolo 1, commi 17-19, legge 244/2007), per la quale stato chiarito che lammontare delle spese detraibili in ciascun periodo dimposta va individuato in base alla data del relativo bonifico di pagamento, a prescindere dallultimazione dei lavori o dalla data di emissione delle fatture (circolare 57/E/1998) .Per quanto riguarda lacquisizione di tutta la documentazione necessaria ai fini della fruizione della suddetta detrazione, il contribuente, dovr rispettare gli adempimenti previsti dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007, come modificato dal decreto ministeriale 26 ottobre 2007, e trasmettere all Enea quanto necessario solo a conclusione dellintervento, precisamente entro 60 giorni dalla fine dei lavori (decorrenti dalla data del collaudo dei lavori, come chiarito nella risoluzione 244/E/2007), anche se le spese sono state in parte sostenute nel corso del 2007 ed in parte verranno sostenute nel 2008.

Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde 10 marzo 2008, N. 20 Marco Zandon AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - LA DETRAZIONE DEL 55% SOLO DALLE SPESE DEL 2007 D. Una societ di persone, titolare di reddito d'impresa, ha effettuato una manutenzione straordinaria, oggettivamente agevolabile per la legge sul risparmio energetico, iniziata nel 2005 e terminata nel 2008. Sono agevolabili anche le spese sostenute nel 2006 e nel 2005?

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R. La risposta negativa, in quanto possono essere agevolate con la detrazione del 55% (articolo 1, commi 20-24, legge 244/2007) solo le spese per interventi energetici sostenute in vigenza dellagevolazione e non anche quelle relative a periodi dimposta in cui tale beneficio fiscale non era stato ancora introdotto e disciplinato a livello normativo. Ci in analogia a quanto precisato in passato per la detrazione Irpef del 36% spettante per lacquisto di abitazioni ristrutturate (articolo 1, comma 17, lettera b), legge 244/2007), laddove stato chiarito che i lavori di recupero integrale del fabbricato dovevano essere iniziati successivamente al 1 gennaio 1998, data a partire dalla quale stata introdotta, in generale, lagevolazione del 36% per gli interventi di recupero edilizio delle abitazioni (circolare 15/E/2002). Nel caso di specie, pertanto, si ritiene che la societ titolare di reddito dimpresa possa beneficiare della detrazione del 55% con riferimento al periodo dimposta 2008 (secondo il criterio di competenza, ossia avuto riguardo allannualit in cui lintervento viene ultimato, ai sensi dellarticolo 109, comma 2, del Dpr 917/86 si veda la circolare 36/E/2007), solo nellipotesi in cui sia in grado di individuare (anche nelle fatture relative ai lavori complessivamente realizzati) le spese per lintervento energetico sostenute nel 2007 e nel 2008, in modo da fruire dellagevolazione solo per queste e non anche per i costi relativi, invece, al 2005 e al 2006 (quando la detrazione del 55% non era ancora vigente). Ci potrebbe verificarsi soprattutto nellipotesi in cui gli interventi energetici, ancorch compresi nei pi generali lavori di manutenzione straordinaria del fabbricato, siano specificatamente individuabili e siano stati di fatto realizzati in uno dei periodi dimposta agevolati con il medesimo beneficio fiscale (ad esempio, se si trattasse della sostituzione di finestre comprensive di infissi, o dellimpianto di climatizzazione invernale avvenuto nel 2007 o nel 2008).

Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde 10 marzo 2008, N. 20 Marco Zandon AGEVOLAZIONI SULLA CASA - RISPARMIO ENERGETICO: DAL 2008 SCONTO IN 10 ANNI D. I presupposti per godere della detrazione del 55% sul risparmio energetico prevedono l'invio all'Enea, comunque entro il 28 febbraio, dell'attestato di qualificazione e della scheda informativa. Per i lavori iniziati nel 2007 che proseguono nel 2008, stante il persistere delle agevolazioni, come bisogna regolarsi? Il problema si pone in quanto le attestazioni normalmente seguono il "fine lavori" che in caso di prosecuzione degli stessi interverrebbe solo nel 2008. Si perdono le agevolazioni per i bonifici effettuati nel 2007? Come fare per non perdere le detrazioni per il 2007 e 2008? L'estensione a 10 anni della rateizzazione riguarda solo i bonifici effettuati nel 2008 o anche quelli del 2007? R. Come precisato dallagenzia delle Entrate (circolare 36/E/2007), per i soggetti non titolari di

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reddito dimpresa, la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (articolo 1, commi 344-347, della legge 296/2006) spetta in base al cosiddetto criterio di cassa, ossia relativamente allammontare delle spese pagate con bonifico bancario o postale entro la fine del periodo dimposta agevolato. Stante la proroga dellagevolazione prevista, sino al 2010, dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, commi 20-24, legge 24 dicembre 2007, n. 244) si ritiene che tale principio possa ritenersi valido anche per individuare il periodo dimposta cui imputare la detrazione spettante, quando gli interventi energetici e i relativi pagamenti vengano effettuati nel corso di pi annualit agevolate. Ci in analogia a quanto precisato per la detrazione Irpef del 36% per il recupero delle abitazioni (articolo 1, commi 17-19, legge 24 dicembre 2007, n. 244), per la quale stato chiarito che lammontare delle spese detraibili in ciascun periodo dimposta va individuato in base alla data del relativo bonifico di pagamento, a prescindere dallultimazione dei lavori o dalla data di emissione delle fatture (circolare 57/E/1998). Nel caso prospettato, quindi, anche se le modalit applicative della proroga dellagevolazione non sono state ancora oggetto di chiarimenti ufficiali, si ritiene che il contribuente possa intanto fruire della detrazione del 55% in sede di Unico/2008 (relativo ai redditi 2007) con riferimento agli acconti pagati con bonifico entro il 31 dicembre 2007, anche se i lavori energetici saranno ultimati successivamente e bench, solo da tale momento, sar possibile acquisire ed inviare all Enea la documentazione tecnica richiesta dal Dm 19 febbraio 2007. Le spese pagate nel 2008 potranno, invece, essere detratte nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2009, sempre in virt del citato criterio di cassa. Resta comunque ferma la necessit di inviare all Enea la prescritta documentazione tecnica entro i 60 giorni successivi allultimazione degli interventi energetici (articolo 4 del Dm 19 febbraio 2007), pena la complessiva decadenza dalla detrazione, che colpirebbe in ogni caso anche la quota gi fruita nel 2007. Nel disporre la proroga, la legge 244/2007 introduce, inoltre, alcune modifiche alla disciplina dellagevolazione, prevedendo, in particolare, la possibilit di ripartire la detrazione in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a 3 e non superiore a 10, su scelta irrevocabile del contribuente allatto della prima detrazione (articolo1, comma 24, lettera b); legge 244/2007). Al riguardo, lagenzia delle Entrate ha espressamente chiarito che tale modifica si applica a partire dalle spese sostenute nel 2008 e, pertanto, a partire dalla dichiarazione dei redditi 2009 (risposta 1.2, circolare 12/E del 19 febbraio 2008). Per le spese sostenute nel 2007, in sede di dichiarazione dei redditi 2008 occorrer ripartire la detrazione obbligatoriamente in tre rate di eguale importo.

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 25 febbraio 2008, N. 16 Marco Zandon AGEVOLAZIONI SULLA CASA - IL COSTO DEI PONTEGGI VA RIPARTITO TRA 36 E 55% D. Il condominio ha autorizzato la spesa sia per il rifacimento del tetto (che verrebbe coibentato per ottenere risparmio energetico) che per la facciata. Prima dellinizio dei lavori verr inviata la comunicazione al Centro operativo di Pescara. Vorrei sapere se possibile ripartire il costo per il ponteggio in percentuale alla fatturazione per le spese del tetto e per le spese della facciata al fine di ottenere benefici fiscali differenziati e cio: 55% per la parte tetto e 36% per la parte facciata. G. A. - PONZONE R. La risposta affermativa, ma a condizione che si possa distinguere, in sede di contratto scritto, per evitare contestazioni da parte dellamministrazione finanziaria, le spese per il ponteggio attribuibili (in base percentuale e tenuto conto dellentit dei lavori per il tetto rispetto a quelli della facciata) al rifacimento del tetto, che fruisce della detrazione del 55%, rispetto a quelli di rifacimento della facciata, che fruisce della detrazione Irpef del 36 per cento. Il decreto 19 febbraio 2007 prevede, infatti, che la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici non cumulabile con le agevolazioni previste da altre disposizioni di legge nazionale per i medesimi interventi (ad esempio detrazione Irpef del 36% per gli interventi di recupero degli edifici abitativi). In questo ambito, la circolare 36/E/2007 ha chiarito ulteriormente che, stante la possibile sovrapposizione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici con analoghi interventi agevolabili nellambito della detrazione Irpef del 36%, in tema di recupero edilizio abitativo, il contribuente pu avvalersi per le medesime spese, in via alternativa, delluna o dellaltra agevolazione, nel rispetto della normativa specifica e degli adempimenti previsti per ognuna di esse. In particolare, lamministrazione finanziaria ha precisato i criteri applicativi del beneficio del 55% nel caso in cui, su uno stesso edificio a destinazione abitativa (come nel caso di specie), vengano effettuate opere di ristrutturazione edilizia, agevolate in base alla detrazione Irpef del 36% (di cui allarticolo 1 della legge 449/97), che includano anche lavori per la riqualificazione energetica. Nel ribadire espressamente il divieto di cumulo del beneficio con altre agevolazioni fiscali previste da legge nazionale (ai sensi dellarticolo 10 del Dm 19 febbraio 2007), con la risoluzione 152/E/2007 stato chiarito che: nel caso in cui, sullo stesso fabbricato abitativo, siano eseguiti interventi di ristrutturazione, gi agevolati ai fini del 36%, che comprendano anche lavori diretti al risparmio energetico, il contribuente pu scegliere, limitatamente a questi ultimi, di applicare la detrazione del 55%, a condizione che per le stesse spese non abbia gi fruito della detrazione del 36%; la detrazione del 55% compete solo a condizione che nella fattura rilasciata al contribuente vengano individuate specificamente le spese relative ad uno o pi interventi finalizzati al risparmio energetico riconducibili allelencazione contenuta nellarticolo 3 del Dm 19

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febbraio 2007; con riferimento agli interventi di riqualificazione energetica, il contribuente deve, in ogni caso, osservare gli adempimenti specifici previsti dallarticolo 4 del Dm 19 febbraio 2007 (asseverazione del tecnico abilitato, invio della copia dellattestato di certificazione/qualificazione energetica e scheda informativa all Enea eccetera), fermo restando lobbligo di conservazione ed esibizione, a richiesta degli uffici, delle fatture e delle ricevute dei bonifici bancari relativi alle spese sulle quali si applica la detrazione. Allo stesse conclusioni si giunge per le spese di ponteggio che possono essere attribuite, percentualmente, al rifacimento del tetto e della facciata.

Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde- 25 febbraio 2008, N. 16 Marco Zandon, Massimo Ghiloni AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - LA DESTINAZIONE D'USO IRRILEVANTE PER IL 55% D. Sono proprietario di un capannone di 250 mq a uso artigianale e vorrei ristrutturarlo isolandolo termicamente e attrezzandolo con una caldaia a biomassa. La mia idea quella di aprire assieme alla mia compagna un'attivit artigianale facendolo diventare un "loft" e quindi ricavare anche uno spazio abitativo integrato dentro lo stesso immobile. Il Comune vista la posizione ad alto vincolo (aperta campagna) mi impedisce di cambiare parzialmente la destinazione d'uso (abitativo). Vorrei sapere in cosa incorro se la Polizia Municipale dovesse accertare che una parte del fabbricato serve effettivamente come casa. Inoltre, vorrei sapere se per l'inizio dei lavori (la struttura e la cubatura restano invariate) necessaria una semplice Dia (denuncia di inizio attivit) o se occorre una concessione edilizia. Facendo lavori che migliorano l'isolamento termico e installando un gruppo termico a energia rinnovabile posso fruire della detrazione del 55 per cento? R. Per ci che concerne la detrazione del 55% (articolo 1, commi 20-24, legge 244/2007) risulta, in realt, irrilevante la destinazione duso dellimmobile, potendosi la stessa applicare in relazione ad interventi energetici realizzati su qualsiasi fabbricato, a prescindere dalla relativa classificazione catastale (circolare 36/E/2007). Si evidenzia, tuttavia, che, anche per tale beneficio fiscale, si deve ritenere applicabile il principio di carattere generale, in base al quale le agevolazioni fiscali, a vario titolo riconosciute (a esempio, in termini di aliquote Iva ridotte, o sottoforma di sgravi fiscali), si rendono legittimamente applicabili in presenza di interventi realizzati in conformit alla normativa urbanistica locale e nel rispetto delle prescrizioni da questa imposte. Ci premesso, si evidenzia comunque che i lavori relativi allisolamento termico del capannone possono rientrare nella detrazione del 55%, come interventi eseguiti sulle strutture opache verticali e/o orizzontali, per i quali lagevolazione spetta nella misura massima di 60.000 euro (articolo 1, comma 345, legge 296/2006), a condizione che permettano di conseguire valori di trasmittanza termica inferiori o uguali a quelli che verranno definiti con apposito decreto, da emanare entro il prossimo 28 febbraio 2008 (articolo 1, comma 24, lettera a, legge 244/2007).

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Diversamente, linstallazione della caldaia a biomassa non pu considerarsi attualmente di per s agevolabile, in quanto, per gli interventi riguardanti gli impianti di climatizzazione invernale, la detrazione spetta in caso di relativa sostituzione con impianti dotati di caldaia a condensazione (articolo 1, comma 347, legge 296/2006) e, dal 2008, con impianti a pompa di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici (articolo 1, comma 286, legge 244/2007). In realt, la legge Finanziaria 2008 (articolo 1, commi 20-21, legge 244/2007), nel prorogare lagevolazione, ha previsto lestensione della stessa anche alle spese sostenute sino al 2009 per la sostituzione di impianti di climatizzazione con caldaie anche non a condensazione (quali possono essere quelle a biomassa), ma per queste occorre aspettare un apposito decreto che ne stabilisca le specifiche modalit operative. Da evidenziare, comunque, che la detrazione potr spettare complessivamente nella misura massima di 100.000 euro per entrambi gli interventi eseguiti (articolo 1, comma 344, legge 296/2006), qualora la sostituzione dellimpianto esistente con quello dotato di caldaia a biomassa, unitamente ai lavori di isolamento termico del capannone, permettano il conseguimento di un valore di fabbisogno di energia primaria annuo inferiore di almeno il 20% rispetto a valori che saranno definiti con decreto entro il prossimo 28 febbraio 2008 (in ogni caso, quindi, per verificare leffettiva applicabilit dellagevolazione, occorre comunque attendere questultimo decreto che stabilir, per il periodo 2008-2010, i valori di risparmio energetico da conseguire tramite gli interventi realizzati). Si evidenzia, infine, che per considerare potenzialmente agevolabile il capannone artigianale necessario che lo stesso, anche prima dei lavori, risulti gi dotato di impianto di riscaldamento. Tale condizione stata infatti ritenuta essenziale dall Amministrazione finanziaria per tutti gli interventi agevolabili con la detrazione del 55%, con la sola eccezione di quelli consistenti nellinstallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (circolare 36/E/2007) .Dal punto di vista della disciplina urbanistica negli insediamenti industriali ed artigianali ammessa una ridotta quota pertinenziale di abitazione quando la stessa sia funzionale alle esigenze del custode. Tale quota non assume una destinazione residenziale, ma viene assorbita in quella principale seguendone la disciplina sotto il profilo edilizio (Tar Emilia Romagna, Sezione Parma, n. 89/1996) .Se si esula da tale ipotesi, in caso di accertamento da parte del Comune, si sarebbe in presenza di mutamento di destinazione duso con opere eseguite senza permesso di costruire ed in contrasto con le prescrizioni dello strumento urbanistico, con conseguente ordinanza di demolizione delle opere eseguite. Nel caso di mutamento senza opere occorre verificare le disposizioni dettate dalla Regione di competenza, in quanto lo Stato, con la legge 47/85 prima e con il Dpr 380/2001 poi, ha attribuito a questo ente territoriale la decisione in ordine allobbligo di acquisire il permesso di costruire ovvero la Dia (denuncia di inizio attivit).

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde 6 febbraio 2008 Raffaele Cusmai RENDIMENTO FOTOVOLTAICI D.Vorrei sapere se secondo le norme vigenti attualmente nel caso di nuove costruzioni civili obbligatoria l'installazione di pannelli solari e pannelli fotovoltaici. Nel mio caso la concessione edilizia del 2007, e l'inizio lavori verr data nel febbraio 2008. R. Inquadramento normativo della fattispecie. Il decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192 recante disposizioni di attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia, come modificato dal d.lgs. n. 311 del 2006 in vigore dal 02.02.2007. all'art. 1 cos recita "1. Il presente decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le modalit per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di Kyoto, promuovere la competitivit dei comparti pi avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico. 2. Il presente decreto disciplina in particolare:a) la metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche integrate degli edifici; b) l'applicazione di requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici; c) i criteri generali per la certificazione energetica degli edifici; d) le ispezioni periodiche degli impianti di climatizzazione; e) i criteri per garantire la qualificazione e l'indipendenza degli esperti incaricati della certificazione energetica e delle ispezioni degli impianti; f) la raccolta delle informazioni e delle esperienze, delle elaborazioni e degli studi necessari all'orientamento della politica energetica del settore; g) la promozione dell'uso razionale dell'energia anche attraverso l'informazione e la sensibilizzazione degli utenti finali, la formazione e l'aggiornamento degli operatori del settore. 3. Ai fini di cui al comma 1, lo Stato, le regioni e le province autonome, avvalendosi di meccanismi di raccordo e cooperazione, predispongono programmi, interventi e strumenti volti, nel rispetto dei principi di semplificazione e di coerenza normativa, alla: a) attuazione omogenea e coordinata delle presenti norme; b) sorveglianza dell'attuazione delle norme, anche attraverso la raccolta e l'elaborazione di informazioni e di dati; c) realizzazione di studi che consentano adeguamenti legislativi nel rispetto delle esigenze dei cittadini e dello sviluppo del mercato; d) promozione dell'uso razionale dell'energia e delle fonti rinnovabili, anche attraverso la sensibilizzazione e l'informazione degli utenti finali". L'art. 3, rubricato "Ambito di intervento", stabilisce che "1. Salve le esclusioni di cui al comma 3, il presente decreto si applica, ai fini del contenimento dei consumi energetici: a) alla progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi installati, di nuovi impianti installati in edifici esistenti, delle opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti con le modalit e le eccezioni previste ai commi 2 e 3; ENERGETICO EDILIZI INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI E

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b) all'esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici degli edifici, anche preesistenti, secondo quanto previsto agli articoli 7, 9 e 12; c) alla certificazione energetica degli edifici, secondo quanto previsto all'articolo 6. 2. Nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti, e per quanto riguarda i requisiti minimi prestazionali di cui all'articolo 4, prevista un'applicazione graduale in relazione al tipo di intervento. A tale fine, sono previsti diversi gradi di applicazione: a) una applicazione integrale a tutto l'edificio nel caso di: 1) ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l'involucro di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati; 2) demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati; b) una applicazione integrale, ma limitata al solo ampliamento dell'edificio nel caso che lo stesso ampliamento risulti volumetricamente superiore al 20 per cento dell'intero edificio esistente; c) una applicazione limitata al rispetto di specifici parametri, livelli prestazionali e prescrizioni, nel caso di interventi su edifici esistenti, quali: 1) ristrutturazioni totali o parziali, manutenzione straordinaria dell'involucro edilizio e ampliamenti volumetrici all'infuori di quanto gi previsto alle lettere a) e b); 2) nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti o ristrutturazione degli stessi impianti; 3) sostituzione di generatori di calore. 3. Sono escluse dall'applicazione del presente decreto le seguenti categorie di edifici e di impianti:a) gli immobili ricadenti nell'ambito della disciplina della parte seconda e dell'articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio nei casi in cui il rispetto delle prescrizioni implicherebbe una alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici; b) i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; c) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati; c bis) gli impianti installati ai fini del processo produttivo realizzato nell'edificio, anche se utilizzati, in parte non preponderante, per gli usi tipici del settore civile". Il successivo art. 9, rubricato "Funzioni delle regioni e degli enti locali" stabilisce che "1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono all'attuazione del presente decreto. 2. Le autorit competenti realizzano, con cadenza periodica, privilegiando accordi tra gli enti locali o anche attraverso altri organismi pubblici o privati di cui sia garantita la qualificazione e l'indipendenza, gli accertamenti e le ispezioni necessarie all'osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti di climatizzazione e assicurano che la copertura dei costi avvenga con una equa ripartizione tra tutti gli utenti finali e l'integrazione di questa attivit nel sistema delle ispezioni degli impianti all'interno degli edifici previsto all'articolo 1, comma 44, della legge 23 agosto 2004, n. 239, cos da garantire il minor onere e il minor impatto possibile a carico dei cittadini; tali attivit, le cui metodologie e requisiti degli operatori sono previsti dai

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decreti di cui all'articolo 4, comma 1, sono svolte secondo principi di imparzialit, trasparenza, pubblicit, omogeneit territoriale e sono finalizzate a:a) ridurre il consumo di energia e i livelli di emissioni inquinanti; b) correggere le situazioni non conformi alle prescrizioni del presente decreto; c) rispettare quanto prescritto all'articolo 7; d) monitorare l'efficacia delle politiche pubbliche. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di facilitare e omogeneizzare territorialmente l'impegno degli enti o organismi preposti agli accertamenti e alle ispezioni sugli edifici e sugli impianti, nonch per adempiere in modo pi efficace agli obblighi previsti al comma 2, possono promuovere la realizzazione di programmi informatici per la costituzione dei catasti degli impianti di climatizzazione presso le autorit competenti, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti interessati. In questo caso, stabilendo contestualmente l'obbligo per i soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, di comunicare ai Comuni le principali caratteristiche del proprio impianto e le successive modifiche significative e per i soggetti di cui all'articolo 17 del d.P.R. 22 dicembre 1999, n. 551, di comunicare le informazioni relative all'ubicazione e alla titolarit degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi. 3 bis. Ai sensi dell'articolo 1, comma 3, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in accordo con gli enti locali, predispongono entro il 31 dicembre 2008 un programma di sensibilizzazione e riqualificazione energetica del parco immobiliare territoriale, sviluppando in particolare alcuni dei seguenti aspetti:a) la realizzazione di campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, anche in collaborazione con le imprese distributrici di energia elettrica e gas, in attuazione dei decreti del Ministro delle attivit produttive 20 luglio 2004 concernenti l'efficienza energetica negli usi finali; b) l'attivazione di accordi con le parti sociali interessate alla materia; c) l'applicazione di un sistema di certificazione energetica coerente con i principi generali del presente decreto legislativo;d) la realizzazione di diagnosi energetiche a partire dagli edifici presumibilmente a pi bassa efficienza; e) la definizione di regole coerenti con i principi generali del presente decreto legislativo per eventuali sistemi di incentivazione locali; f) la facolt di promuovere, con istituti di credito, di strumenti di finanziamento agevolato destinati alla realizzazione degli interventi di miglioramento individuati con le diagnosi energetiche nell'attestato di certificazione energetica, o in occasione delle attivit ispettive di cui all'allegato L, comma 16. 3 ter. Ai fini della predisposizione del programma di cui al comma 3 bis, i comuni possono richiedere ai proprietari e agli amministratori degli immobili nel territorio di competenza di fornire gli elementi essenziali, complementari a quelli previsti per il catasto degli impianti di climatizzazione di cui al comma 3, per la costituzione di un sistema informativo relativo agli usi energetici degli edifici". L'art. 22 della legge regione Lazio n. 15/2004 cos recita: "1. I comuni, in relazione alle proprie caratteristiche e al proprio assetto urbanistico e territoriale, nonch nel rispetto degli eventuali limiti imposti dall'esistenza di vincoli storici, ambientali e paesistici, devono prevedere specifiche disposizioni per realizzare su edifici, pubblici e privati, di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione edilizia, i seguenti interventi: a) installazione ed impiego di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria...

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2. Al fine di favorire la costruzione di edifici a basso consumo energetico, i comuni devono, altres, prevedere che nel calcolo delle volumetrie degli edifici non vengano computati, se superiori a trenta centimetri, gli spessori delle pareti e dei solai nonch delle serre solari e delle torri del vento. Il contenimento del consumo energetico deve essere dimostrato da un'apposita relazione tecnica, corredata da calcoli e grafici dimostrativi completi, che costituisce parte integrante della documentazione richiesta per il rilascio del necessario titolo abilitativo. 3. I comuni, in sede di rilascio dei necessari titoli abilitativi, verificano il rispetto del progetto alle disposizioni di cui al presente articolo. 4. Gli interventi di cui al comma 1 riguardano esclusivamente edifici situati al di fuori dei centri storici". Il comma 346 dell'art. 1 della legge finanziaria 2007 prescrive che "Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative all'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e Universit, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo". Conclusioni. L'installazione di pannelli solari e fotovoltaici pur non essendo obbligatoria a livello nazionale rientra nella politica di risparmio energetico, quella s obbligatoria, imposta dal legislatore comunitario. Il nostro ordinamento giuridico si uniformato alle disposizioni dettate dal legislatore sovranazionale con il decreto legislativo n. 192/2005 poi modificato dal d.lgs. n. 311/2006 recante disposizioni in materia di risparmio energetico nel settore dell'edilizia, cui stato demandato alle Regioni il compito di darvi attuazione mediante l'emanazione di apposite leggi regionali. Ad esempio, la legge regionale del Lazio n. 15/2004 prevede espressamente l'obbligatoria installazione di pannelli solari nel caso di edifici di nuova costruzione, stabilendo espressamene che la certificazione del contenimento del consumo energetico costituisce condicio sine qua non del rilascio del permesso di costruire. Non conoscendo la regione in cui ubicato l'edificio oggetto del quesito sottoposto non possiamo stabilire se vi sia o meno l'obbligo per il proprietario di installare pannelli solari per conseguire quei risparmi energetici voluti dal legislatore nazionale ed indicati all'allegato A del decreto 311, pubblicato sulla gazzetta ufficiale (facilmente reperibile anche on line), ma tuttavia possiamo con certezza affermare che detti risparmi energetici devono in ogni caso essere conseguiti, pena le sanzioni previste dall'art. 15 del decreto, indipendentemente dallo strumento utilizzato. Ad abundantiam, precisiamo che anche la finanziaria 2008 ha previsto la possibilit di beneficiare della detrazione irpef del 55% per le spese sostenute per l'installazione di pannelli solari.

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Il Sole 24 Ore - L'Esperto Risponde - 13 gennaio 2008, N. 3 Marco Zandon - AGEVOLAZIONI SULLA CASA - S AI BENEFICI PER LA CALDAIA AD ALTO RENDIMENTO D. Vorrei sapere se la sostituzione della caldaia di riscaldamento a gas singola, non a condensazione, ma sempre ad alto rendimento gode dell'agevolazione Irpef del 36%. In caso affermativo, quali adempimenti sono necessari (semplice raccomandata al Centro operativo di Pescara) ? Quale aliquota Iva sconta? R. La risposta affermativa. Nei casi in cui non sia possibile rientrare nelle agevolazioni di cui allarticolo 1, comma 347 della legge 296/2006 Finanziaria 2007, (detrazione Irpef del 55% per la sostituzione della caldaia con una a condensazione) possibile fruire della detrazione del 36% ai sensi dei commi 387-388 della legge 296/2006 per interventi di recupero del patrimonio edilizio. Infatti, la installazione della caldaia non a condensazione continua a rientrare nella detrazione ordinaria Irpef del 36% con riferimento alle altre spese sostenute per le opere finalizzate al risparmio energetico (articolo 1 della legge 449/97). In particolare, come chiarito dallamministrazione finanziaria (circolare 57/E/98), in relazione ad interventi su edifici esistenti, le tipologie di opere volte al contenimento dei consumi energetici negli edifici, ammesse alla detrazione Irpef del 36%, sono quelle individuate dallarticolo 1 del Dm 15 febbraio 1992, tra le quali le pi frequentemente realizzate sono proprio quelle dirette alla sostituzione della caldaia. In questi casi, occorre sempre inviare, preventivamente allinizio dei lavori di installazione, la prescritta comunicazione al Centro operativo di Pescara e pagare le fatture con bonifico bancario. Occorre, inoltre, acquisire idonea documentazione (ad esempio, scheda tecnica del produttore) che attesti che la caldaia permette di conseguire il risparmio energetico, nel rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente in materia. Per ci che concerne lapplicazione dell Iva in presenza di beni significativi (elencati tassativamente dal Dm 29 dicembre 1999, tra i quali compresa anche la caldaia), si applica laliquota agevolata al 10% ma solo sino a concorrenza del valore della manodopera impiegata nellesecuzione dei lavori (intendendosi comprensiva anche delle materie prime impiegate nellintervento - circolare 71/E/2000). Per la parte eccedente di valore della caldaia si applica l Iva con laliquota ordinaria del 20%.

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a cura dellENEA - Ministero dello Sviluppo Economico

Introduzione
In questa sezione sono descritte alcune soluzioni tecniche intese a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti. Alcune soluzioni riguardano interventi sullinvolucro, altre interventi sugli impianti o interventi che prevedono di utilizzare fonti energetiche rinnovabili (solare termico, solare fotovoltaico, biomassa). Per ciascuna di esse sono descritte le tecniche applicative, i vantaggi e le criticit. Lo scopo di questa sezione quello di informare lutente, non necessariamente tecnico, su ci che si pu fare per ridurre i consumi di energia migliorando il comfort. Con due premesse: la prima che la lista delle soluzioni qui presentate, a causa della continua evoluzione tecnologica, pu non essere esaustiva, la seconda che ogni soluzione tecnica deve essere progettata, dimensionata e verificata da un tecnico esperto e competente.

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Calcolo del risparmio energetico
Calcolo semplificato del risparmio annuo di energia in fonte primaria previsto con un intervento di efficienza energetica
In un involucro edilizio ogni intervento di qualificazione energetica su un generico elemento opaco o finestrato produce come effetto la riduzione della sua trasmittanza U. Dato un elemento opaco di superficie nota S, se definiamo con U la generica variazione di trasmittanza dovuta allintervento effettuato (espressa in W/m2 K) e con T la differenza di temperatura tra le due facce dellelemento, la potenza termica che non viene dispersa attraverso lelemento stesso data da: Qh = U * T * S Se consideriamo che T = (GG/GR) * R * f dove: GG = gradi giorno della localit dove sorge ledificio in cui viene effettuato lintervento; GR = durata in giorni del periodo di riscaldamento; R = fattore di correzione della differenza di temperatura in funzione del tipo di elemento opaco; si consiglia di applicare i seguenti valori: R = 1 se lelemento opaco o finestrato divide un ambiente riscaldato dallesterno; R = 0,5 se lelemento opaco divide un ambiente riscaldato da uno non riscaldato; R = 0,8 se lelemento opaco divide un ambiente riscaldato dal terreno o da un ambiente non riscaldato e ventilato; f = fattore di correzione che tiene conto del valore della temperatura interna media (inferiore a 20 C, poich il riscaldamento negli ambienti non avviene ininterrottamente nellarco della giornata ma soltanto in orari prestabiliti). Si consiglia per gli edifici residenziali f = 0,9, e per tutti gli altri casi da 0,4 a 0,8. Dalle espressioni precedenti, possibile valutare lenergia risparmiata durante tutto il periodo del riscaldamento: Qa = (Qh * 24 * GR)/1000 = GG * 24 * f * R * U * S/1000 [kWh] Una volta definita la dispersione termica (Qa), lenergia risparmiata come fonte primaria Qpr data dalla seguente espressione: [W]

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Qpr = Qa / dove

g il rendimento globale medio stagionale del sistema edificio-impianto. Esso definito

come il rapporto tra il fabbisogno di energia termica utile per la climatizzazione invernale e lenergia primaria delle fonti energetiche (compresa quella elettrica) calcolato con riferimento al periodo annuale di esercizio. Per la determinazione di g si possono seguire due diverse modalit: 1. utilizzare la definizione stessa di g, dividendo il fabbisogno termico utile delledificio per

lenergia primaria richiesta su base annua. Ricordiamo che il D.Lgs. 19 agosto 2005 n 192 e successive modificazioni ne stabilisce il valore limite minimo in percentuale g = (75 + 3 log Pn) che in valore assoluto diventa: g = (75 + 3 log Pn)/100 dove log Pn il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del generatore o dei generatori di calore al servizio del singolo impianto termico, espressa in kW. Per valori di Pn superiori a 1000 kW la soglia minima per il rendimento globale stagionale pari all84%. 2. calcolare g come prodotto dei singoli rendimenti: =
p.

dove
p d r e

= rendimento di produzione; = rendimento di distribuzione; = rendimento di regolazione; = rendimento di emissione;

cos come descritti dalla norma UNI 10348. Nel caso non sia agevole il reperimento dei dati necessari al calcolo analitico del rendimento globale medio stagionale, un tecnico esperto pu stimare con buona approssimazione il valore combustibile utilizzato. In questo caso si consiglia di contenere detto valore tra 0,65 e 0,80.
g

in

relazione alle caratteristiche dellimpianto, alla potenza del generatore di calore e al tipo di

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Calcolo semplificato del risparmio annuo di energia in fonte primaria ottenibile con linstallazione di pannelli solari
La presente procedura semplificata derivata dalla metodologia adottata dall'AEEG per l'applicazione dei decreti ministeriali per l'efficienza energetica 20 luglio 2004. Passo 1): individuazione della fascia solare Dal punto di vista dellirraggiamento solare, lItalia stata divisa, a livello provinciale, in cinque fasce. L'utente deve per prima cosa individuare la propria fascia di appartenenza sulla scorta della seguente tabella: Fascia solare

PROVINCE Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Biella, Bolzano, Como, Cuneo, Gorizia, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Novara, Padova, Pavia, Pistoia, Pordenone, Prato, Torino, Trieste, Udine, Varese, Verbania, Vercelli, Verona, Vicenza Ancona, Aquila, Ascoli, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Firenze, Forl, Genova, Isernia, La Spezia, Lucca, Massa C., Modena, Parma, Perugia, Pesaro, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Trento, Treviso, Venezia, Viterbo Avellino, Benevento, Cagliari, Campobasso, Chieti, Foggia, Frosinone, Grosseto, Imperia, Livorno, Macerata, Matera, Pescara, Pisa, Potenza, Roma Bari, Brindisi, Caserta, Catanzaro, Crotone, Latina, Lecce, Messina, Napoli, Nuoro, Oristano, Reggio Calabria, Sassari, Taranto, Vibo-Valentia Agrigento, Caltanissetta, Catania, Cosenza, Enna, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani

Fascia 1

Fascia 2

Fascia 3 Fascia 4 Fascia 5

Passo 2): verifica della rispondenza del rendimento del collettore al valore minimo ammissibile Ogni collettore posto sul mercato deve essere corredato dalla propria curva di rendimento, definita da un apposito laboratorio certificato. Va verificato che il rendimento del collettore prescelto per linstallazione rispetti i requisiti minimi di rendimento riportati nel seguente diagramma, in cui: in ordinata riportato il rendimento istantaneo del collettore, cos definito:

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in ascissa compare il parametro x, dato da: x =

con: W = potenza termica prodotta [W] I = insolazione [W/m2] S = superficie trasparente attraverso cui100 viene captata la radiazione [m2] ti = temperatura dellacqua allingresso del collettore [C] tu = temperatura dellacqua alluscita dal collettore [C] ta = temperatura ambiente [C] x = parametro caratterizzante le condizioni di funzionamento

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Passo 3): determinazione del risparmio specifico lordo per unit di superficie dei collettori Il risparmio specifico RSL pu essere desunto dalla seguente tabella a tripla entrata, in funzione della fascia solare, del tipo di collettore installato (se piano o sotto vuoto) e dellimpianto di produzione termica sostituito (se boiler elettrico oppure a gas o gasolio):

Risparmio specifico lordo per unit di Di superficie di collettori solari (RSL):

RSL (kWh/anno/ m2 di superficie collettori solari) Tipo di collettori solari Piani Impianto integrato o sostituito Boiler elettrico 1.419 1.919 2.105 2.651 2.872 Gas, gasolio 709 953 1.047 1.314 1.430 Sotto vuoto Impianto integrato o sostituito Boiler elettrico 1.779 2.233 2.430 2.895 3.128 Gas, gasolio 884 1.116 1.209 1.442 1.558

Fascia solare 1 2 3 4 5

Passo 4): calcolo del risparmio globale lordo di energia primaria Una volta determinato il risparmio lordo specifico - per m2 di pannello solare - occorre moltiplicarlo per la superficie installata: RL = RSL S [kWh/anno] Esempio di calcolo Si voglia installare, in unabitazione nella provincia di Firenze, un impianto a pannelli solari piani, di 4 m2 di estensione, per la produzione di acqua calda sanitaria in sostituzione di un boiler a gas, per unutenza monofamiliare. Procedura 1) Firenze appartiene alla fascia solare 2. 2) Il risparmio annuo conseguibile dato dal fattore RSL ricavabile dalla seconda tabella. In corrispondenza di: fascia solare 2, collettori piani, gas, gasolio si ottiene il valore di 953 kWh/anno/m2 3) Moltiplicando il precedente valore per 4 m2, si ottiene il risparmio annuo conseguibile, pari a: 953 4 = 3.812 kWh/anno.

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Commenti al risultato Il risparmio ottenuto da intendersi come lordo, ossia come calore producibile dal pannello ma non necessariamente utilizzato dallutenza monofamiliare. Per verificare il bilancio energetico tra la producibilit termica del collettore solare e le esigenze di acqua calda sanitaria dellutenza, possiamo ipotizzare: numero di componenti del nucleo familiare: 4 esigenze di acqua calda per ogni componente: 60 l/giorno aumento di temperatura richiesto allacqua calda rispetto alla temperatura di acquedotto (supposta mediamente di 10 C): 40 C numero di giorni di richiesta di acqua calda: 330 giorni/anno Con le precedenti assunzioni, la domanda energetica annua E per il servizio di acqua calda : E = 4 60 40 330/860 = 3.684 kWh/anno essendo 860 [kcal/kWh] l'equivalente termico dell'energia elettrica. Il tutto si traduce in una copertura del fabbisogno familiare pari a: 3.812/3.684 100 = 103%.

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Esempio di calcolo semplificato del risparmio annuo di energia in fonte primaria ottenibile con linstallazione di una caldaia a condensazione unifamiliare a 4 stelle
La presente procedura semplificata derivata dalla metodologia adottata dall'AEEG per l'applicazione dei decreti ministeriali per l'efficienza energetica 20 luglio 2004. Tale procedura pu essere di supporto e verifica nella determinazione del risparmio conseguito con un intervento di sostituzione di un generatore di calore esistente con altro a condensazione. Premessa La quasi totalit del mercato italiano rappresentata da caldaie a 1 o 2 stelle di rendimento che rappresentano la tecnologia di riferimento e per le quali si assume unefficienza media stagionale dell80%. Determinazione del risparmio di energia primaria Metodo di valutazione standardizzata (1) Unit fisica di riferimento (UFR): caldaia unifamiliare a 4 stelle di efficienza, alimentata a gas naturale e al servizio di un appartamento tipo di 82 mq. Risparmio specifico lordo (RSL) di energia primaria conseguibile per singola UFR Tipo di utilizzo Riscaldamento Riscaldamento Riscaldamento Riscaldamento Riscaldamento Riscaldamento + acs Riscaldamento + acs Riscaldamento + acs Riscaldamento + acs Riscaldamento + acs Zona climatica A, B C D E F A, B C D E F RSL (kWh/app.toanno) 128 198 395 663 930 430 500 698 965 1221

(1) di cui allart. 4 dellallegato A alla delibera dellAutorit per lenergia elettrica e il gas n. 103/2003

Norme tecniche da rispettare Decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 660, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 231 alla Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 302, del 27 dicembre 1996.

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Esempi per il calcolo della trasmittanza di solai, pareti perimetrali, serramenti, ponti termici
Cosa la trasmittanza termica La trasmissione del calore avviene attraverso un corpo quando esso sottoposto ad una differenza di temperatura. Lenergia si trasferisce dal punto a temperatura maggiore al punto a temperatura minore. La schematizzazione che si applica alla trasmissione di calore si basa su tre meccanismi fondamentali: Conduzione Convezione Irraggiamento Lanalisi rigorosa di questo fenomeno si basa su basi teoriche molto complesse, e quindi per rendere pi agevole lo sviluppo dei calcoli si ipotizzano le seguenti condizioni: regime stazionario (flusso di calore costante nel tempo) parete piana di estensione infinita materiale componente perfettamente omogeneo ed isotropo le due facce esterne della parete sono considerate come superfici isoterme La trasmittanza U (UNI EN ISO 6946) si definisce come il flusso di calore che attraversa una superficie unitaria sottoposta a differenza di temperatura pari ad 1C ed legata alle caratteristiche del materiale che costituisce la struttura e alle condizioni di scambio termico liminare e si assume pari allinverso della sommatoria delle resistenze termiche degli strati

con:

Rsi R1;R2;Rn Rse

resistenza superficiale interna; resistenze termiche utili di ciascuno strato; resistenza superficiale esterna;

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con:

con: d dello strato di materiale nel componente; conduttivit termica utile calcolata secondo ISO/DIS 10456.2 oppure ricavata da valori tabulati. Per il calcolo della trasmittanza dei componenti edilizi finestrati si fa riferimento alla UNI EN ISO 10077-1.

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Pavimento contro terra


Schema della struttura

Per la determinazione della trasmittanza termica del pavimento appoggiato sul terreno U0 (in questo caso costituito da sabbia e ghiaia), si utilizza il prospetti I della UNI 13370 che tiene conto della conduttivit termica del pavimento.

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Solaio di copertura
Schema della struttura

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Pareti perimetrali
Schema della struttura

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Pareti perimetrali - Cassonetto


Schema della struttura

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Porte esterne
Schema della struttura

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Telaio portone esterno

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Serramenti in legno e vetro isolante con camera d'aria mm 6 - Tipo SV1


Schema della struttura

La trasmittanza termica del componente edilizio finestrato Uw composta da un singolo serramento e relativo componente trasparente risulta essere pari a:

La trasmittanza termica del componente trasparente Ug, nel caso di vetrate multiple, pari a:

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Ricavato il valore Ug possibile calcolare il valore di Uw

Linfisso viene previsto con linstallazione di tapparella esterna e si introduce una resistenza termica aggiuntiva, la trasmittanza termica risultante Uws risulta essere pari a:

Il valore di R, resistenza termica addizionale, si desume dal punto (10) paragrafo 5.3 della UNI EN 10077-1 ed pari a 0,55 Rsh + 0,11 m2K/W; Rsh si ricava dallAppendice G della UNI EN 10077-1 ed uguale a 0,10 m2K/W, da cui:

Il valore medio della trasmittanza del componente trasparente Um viene calcolato tenendo conto della variazione della trasmittanza nel tempo utilizzando i valori tw, periodo di tempo in cui il componente ha trasmittanza Uw, e tws periodo di tempo in cui il componente ha trasmittanza Uws e risulta pari a:

i valori di tw e tws desunti dalla Raccomandazione CTI 03/2003 App. B punto B.5 sono i seguenti:

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Serramenti in legno e vetro isolante con camera daria mm 6 - Tipo SV2


Schema della struttura

La trasmittanza termica del componente edilizio finestrato Uw composta da un singolo serramento e relativo componente trasparente risulta essere pari a:

La trasmittanza termica del componente trasparente Ug, nel caso di vetrate multiple, pari a:

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Ricavato il valore Ug possibile calcolare il valore di Uw

Linfisso viene previsto con linstallazione di tapparella esterna e si introduce una resistenza termica aggiuntiva, la trasmittanza termica risultante Uws risulta essere pari a:

Il valore di R, resistenza termica addizionale, si desume dal punto (10) paragrafo 5.3 della UNI EN 10077-1 ed pari a 0,55 Rsh + 0,11 m2K/W; Rsh si ricava dallAppendice G della UNI EN 10077-1 ed uguale a 0,10 m2K/W, da cui:

Il valore medio della trasmittanza del componente trasparente Um viene calcolato tenendo conto della variazione della trasmittanza nel tempo utilizzando i valori tw, periodo di tempo in cui il componente ha trasmittanza Uw, e tws periodo di tempo in cui il componente ha trasmittanza Uws e risulta pari a:

i valori di tw e tws desunti dalla Raccomandazione CTI 03/2003 App. B punto B.5 sono i seguenti:

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Serramenti in legno e vetro isolante con camera daria mm 6 - Tipo SV3


Schema della struttura

La trasmittanza termica del componente edilizio finestrato Uw composta da un singolo serramento e relativo componente trasparente risulta essere pari a:

La trasmittanza termica del componente trasparente Ug pari a:

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Ricavato il valore Ug possibile calcolare il valore di Uw

Linfisso viene previsto con linstallazione di tapparella esterna e si introduce una resistenza termica aggiuntiva, la trasmittanza termica risultante Uws risulta essere pari a:

Il valore di R, resistenza termica addizionale, si desume dal punto (10) paragrafo 5.3 della UNI EN 10077-1 ed pari a 0,55 Rsh + 0,11 m2K/W; Rsh si ricava dallAppendice G della UNI EN 10077-1 ed uguale a 0,10 m2K/W, da cui:

Il valore medio della trasmittanza del componente trasparente Um viene calcolato tenendo conto della variazione della trasmittanza nel tempo utilizzando i valori tw, periodo di tempo in cui il componente ha trasmittanza Uw, e tws periodo di tempo in cui il componente ha trasmittanza Uws e risulta pari a:

i valori di tw e tws desunti dalla Raccomandazione CTI 03/2003 App. B punto B.5 sono i seguenti:

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Calcolo dei ponti termici lineari


Premessa: Per ponti termici si intendono quelle zone, limitate in termine di superficie, dove si verificano disomogeneit del materiale e variazioni di forma. In queste zone vi un incremento del valore dei flussi termici e una variazione delle temperature superficiali interne, con conseguente aumento della quantit di calore disperso attraverso le pareti. Nelle strutture edilizie reali si presentano degli effetti perturbativi locali che inducono ad un incremento della conduttanza termica e che sono appunto i ponti termici. Generalmente si possono dividere in ponti termici di struttura, ove la presenza di elementi eterogenei di maggior conduttivit incrementa il flusso termico locale, e ponti termici di forma, quale la presenza di spigoli che provocando un addensamento delle isoterme provocano un aumento del flusso termico totale. Calcolo dei ponti termici lineari: Il calcolo del valore della potenza termica dispersa dai ponti termici per trasmissione attraverso linvolucro edilizio espresso in watt, si effettua con la seguente relazione:

con:
l

k k

lunghezza del ponte termico in metri trasmittanza termica lineica del ponte termico espressa in W/m2K

Il coefficiente , per i diversi casi strutturali, viene calcolato in base a quanto previsto dalla UNI EN ISO 14683. Nel calcolo della potenza termica dispersa viene quindi richiesto il valore della trasmittanza lineica del ponte termico espressa in watt/mK, pertanto se non si vogliono effettuare calcoli molto onerosi, come previsto dalla norma UNI, si possono utilizzare i valori delle trasmittanze lineiche ricavati dallatlante dei ponti termici; si riportano a seguito gli inerenti ledificio da calcolare: PT1 Giunto tra muro esterno a isolamento ripartito e solaio di copertura in cls isolato esternamente con isolamento non interrotto PT2 Angolo tra muri uguali con isolamento ripartito PT3 Giunto tra parete e serramento =0,06 W/mK =0,19 W/mK =0,18 W/mK

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ESEMPI DI RAZIONALIZZAZIONE ENERGETICA DELL'INVOLUCRO EDILIZIO


a cura dellENEA - Ministero dello Sviluppo Economico

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Pareti verticali
Cappotto esterno Lisolamento termico dei fabbricati dallesterno, comunemente detto a cappotto, ha avuto le sue prime applicazioni alcuni decenni fa e ancora oggi costituisce uno dei sistemi di isolamento pi efficaci sia per interventi sul nuovo che sullesistente. E un sistema che pu essere utilizzato per tutti i tipi di pareti (edifici civili ed industriali, silos o serbatoi) ed conseguentemente utilizzato sia dal pubblico che dal privato. Dal punto di vista tecnologico, esso comporta lapplicazione di un rivestimento isolante sulla parte esterna delle pareti delledificio, cos da correggere i ponti termici e ridurre gli effetti indotti nelle strutture e nei paramenti murari dalle variazioni rapide o notevoli della temperatura esterna. Il sistema consente di mantenere le pareti dambito a temperatura pi elevata, evitando fenomeni di condensa e aumentando il confort abitativo. Inoltre, comportando un intervento dallesterno, esso evita disagi agli occupanti le abitazioni stesse in cui richiesto lintervento. Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione preventiva delle superfici esterne dei manufatti, nellapplicazione su di esse tramite incollaggio, dei pannelli isolanti di natura, consistenza e spessore ritenuti pi idonei, nella rifinitura con intonaco rasante a due strati da applicare bagnato su bagnato o in tempi immediatamente successivi luno dallaltro, con interposta rete in fibra di vetro di vario tipo, ed infine con trattamento superficiale di finitura. Infine, il sistema consente di resistere ad urti anche di una certa intensit (prova al perfotest), e di intervenire facilmente, qualora si verificassero danni che vanno ad interessare anche il coibente (mediante massellatura e ripristino dellintonaco esterno).

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Cappotto interno

Il sistema applicabile sia sul nuovo che sullesistente ma trova la sua naturale applicazione sugli edifici esistenti. Dal punto di vista tecnologico, esso consiste in unapplicazione mediante incollaggio di pannelli composti (p.e. isolante e cartongesso) sulla faccia interna delle pareti di tamponamento. Nel dettaglio, la tecnica comporta che il supporto non presenti difetti di planarit e fuori piombo molto accentuati e nel caso di interventi sullesistente, che vengano rimosse mediante spazzolatura le finiture preesistenti che tendono a staccarsi e a sfarinare e che di conseguenza non assicurano un adeguato aggrappaggio per il collante. A differenza del cappotto esterno, questa tecnica non corregge i ponti termici e non consente di mantenere le pareti dambito a temperatura pi elevata, con i vantaggi gi visti nella coibentazione dallesterno.

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Intonaco isolante Rappresenta una tecnica ormai consolidata che non comporta particolari difficolt di applicazione. Consiste nellapplicazione a mano o con macchina intonacatrice di uno strato di intonaco continuo con caratteristiche isolanti, al paramento esterno delle facciate. Gli intonaci isolanti normalmente usati sono miscele di vari componenti con composizioni per lo pi protette da brevetto che variano da produttore a produttore. Sono costituiti di una componente isolante, che pu essere fornita da materiali minerali espansi (perlite, vermiculite) o da materiali minerali fibrosi (lane di roccia, di vetro) o ancora da sostanze sintetiche in granulometria opportuna, di leganti idraulici e di speciali resine addittivanti. Successivamente, questi intonaci sono protetti da rivestimenti che devono essere traspiranti con funzioni di finitura e antimeteoriche.

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Isolamento e sottofinestra Dal punto di vista tecnologico, il sistema prevede la posa in opera di un pannello coibente con barriera al vapore, da lasciare in vista nel caso che nel vano vada alloggiato un radiatore, e da completare verso linterno del locale con cartongesso o con un controtavolato in tavelle, nel caso in cui esso sia a vista. Il sistema comporta che il supporto sia asciutto, non polveroso e friabile e privo di muffa. Inoltre, particolare cura dovr essere posta al fine di ottenere una completa e regolare sigillatura degli spigoli e angoli laterali della controparete, onde realizzare un isolamento termico che non inneschi condensazione con conseguenti formazioni di muffe. Come tutti gli isolamenti dallinterno, la tecnica ha il limite di non eliminare i ponti termici di soletta.

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Parete ventilata La parete ventilata un sistema di coibentazione dallesterno. Dal punto di vista tecnologico, il sistema si compone di tre strati tecnici interconnessi: uno strato isolante applicato alla parete perimetrale, normalmente costituito da pannelli semirigidi incollati al paramento murario e fissati con tasselli, o fissati soltanto con tasselli del tipo in nylon con corpo scanalato e disco finale sempre in nylon; unintercapedine ventilata, di 2-4 cm, (allinterno di una struttura che ha la funzione di portare il rivestimento esterno), aperta alla base e alla sommit della facciata, che permette la ventilazione dellisolante, disperdendo il vapor acqueo proveniente dallinterno dei locali; un rivestimento esterno, costituito da diversi materiali quali lastre di vario tipo, doghe, lamiere lavorate, intonaco armato, materiali lapidei o cementizi, che deve proteggere efficacemente lisolante dagli agenti atmosferici. I vantaggi che si ottengono sono simili a quelli forniti dal cappotto esterno: correzione dei ponti termici e riduzione degli effetti indotti nelle strutture e nei paramenti murari dalle variazioni rapide o notevoli della temperatura esterna. Il sistema consente di mantenere le pareti dambito a temperatura pi elevata, evitando fenomeni di condensa e aumentando il confort abitativo. Inoltre, dal momento che si interviene dallesterno, sono anche evitati disagi agli occupanti le abitazioni in cui richiesto lintervento.

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Isolamento cassonetto Dal punto di vista tecnologico, la coibentazione termica del cassonetto comporta lapplicazione di uno strato di materiale isolante rigido e opportunamente sagomato, di spessore non inferiore a 3 cm. Nel dettaglio, la coibentazione deve essere applicata su tutta la superficie del cassonetto mediante un continuo e sottile strato di adesivo (adeguato alluso), e lapplicazione di tasselli meccanici per mezzo di idonei chiodi, in numero non inferiore a sei (uno per ciascun angolo e due al centro), per una completa e uniforme aderenza dello strato isolante alla paretina orizzontale superiore. Nel caso si debba isolare un cassonetto gi in opera, necessario verificare le dimensioni reali di ingombro del rullo avvolgibile ed i conseguenti spazi rimasti liberi per determinare il massimo spessore consentito per le dimensioni del pannello isolante.

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Coperture
Copertura piana con isolante interno La tecnica consiste nella coibentazione del solaio dallinterno e risulta particolarmente utile in quei casi in cui sia impossibile eseguire la coibentazione sullestradosso del solaio, che rimane comunque la tecnica di coibentazione da preferirsi poich particolarmente adatta ad eliminare i ponti termici e il conseguente rischio di condense. La tecnica comporta la posa in opera di pannelli isolanti, in genere gi finiti e solo da tinteggiare, da incollare sullintradosso della soletta. In altri casi si utilizza un pacchetto costituito da componente isolante e gesso rivestito con alluminio. Lo spessore dei pannelli funzione delle dispersioni termiche della copertura, ma comunque non inferiore a 2 cm. Nel dettaglio, la tecnica consiste nella pulizia del supporto con eventuale asportazione delle tinteggiature (nei casi in cui si vada ad intervenire in edifici esistenti), nellincollaggio dei pannelli con apposito collante costituito da malta adesiva miscelata con cemento, nella listatura con garza dei punti di aderenza tra pannelli e loro stuccatura con gesso, ed infine nella finitura con idropittura.

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Isolamento a copertura piana con isolante esterno Lisolamento di una copertura piana dallesterno consente di intervenire molto efficacemente in quelle coperture che per vetust o carenze tecniche non sono pi in grado di garantire il confort termico. A seconda del diverso tipo di protezione di manto impermeabile adottato, il sistema garantisce coperture praticabili o meno. Dal punto di vista tecnologico, il sistema comporta lapplicazione al di sopra della struttura esistente (solaio, massetto per creare la pendenza, manto impermeabile esistente con funzione di barriera al vapore), di un nuovo strato isolante, di un nuovo manto impermeabile ed infine, di una protezione del manto stesso conforme alluso che tale copertura dovr avere: ghiaia ed argilla espansa se non praticabile, pavimentazione se praticabile.

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Copertura a falde con isolante allintradosso della falda Lisolamento termico dellultima soletta effettuato allintradosso costituisce uno dei sistemi di isolamento pi adottati nei fabbricati coperti con tetti a falde inclinate, dotati di sottotetto abitabile. E un sistema che risulta di facile esecuzione e viene utilizzato sia per interventi sul nuovo che sullesistente. Inoltre, costituisce una soluzione che si presenta valida anche esteticamente. Dal punto di vista tecnologico, il sistema comporta la posa in opera dellisolante direttamente sulla struttura della falda (che pu essere in listelli di legno, ferro o travetti prefabbricati), mediante lutilizzo anche di elementi contenenti lisolante, prefiniti a gesso che si prestano ad essere ulteriormente trattati. Nel dettaglio, perch il materiale coibente conservi nel tempo le sue caratteristiche, utile che esso sia sempre protetto verso linterno da unadeguata barriera al vapore che deve essere continua, senza interruzioni. Particolare attenzione va prestata poi alla finitura, che deve essere valida esteticamente.

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Copertura a falde con isolante sotto il manto antimeteorico Lisolamento di una copertura a falda con isolante sotto il manto antimeteorico consiste nel porre in opera lisolante subito sotto le tegole, i coppi o le lastre della copertura, sostenuto dalle falde inclinate del tetto. Dal punto di vista tecnologico, nelle solette piene in c.a. o laterocemento, lisolante va posto sullestradosso della falda, tra listelli di legno posati longitudinalmente nel senso della pendenza e a distanza di 50/60 cm luno dallaltro, con spessore uguale o maggiore a quello dello strato isolante stesso. Al di sopra, deve essere poi fissata una seconda orditura di listelli in senso normale alla prima, per lappoggio del manto antimeteorico. Nel dettaglio, bene che gli isolanti siano dotati sulla faccia inferiore di un foglio con funzioni di barriera al vapore.

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Copertura a falde con isolante allestradosso dellultima soletta Lisolamento termico dellultima soletta effettuato allestradosso costituisce uno dei sistemi di isolamento pi adottati nei fabbricati coperti con tetti a falde inclinate, dotati di sottotetto. E un sistema che risulta di facile esecuzione e viene adottato sia per interventi sul nuovo che sullesistente. Dal punto di vista tecnologico, nel caso in cui il sottotetto sia non praticabile, il sistema consiste nella posa in opera a secco sullestradosso della soletta, pulita e priva di asperit, di uno strato di barriera al vapore, costituita da fogli di polietilene, di peso non inferiore a 0,35 Kg/m2. I fogli di polietilene dovranno essere connessi mediante sovrapposizione ed uniti tra loro mediante nastro biadesivo. Successivamente, dovr essere collocato il materiale isolante, senza alcuna protezione superiore. Nel dettaglio, consigliabile mantenere il sottotetto adeguatamente ventilato (con ventilazione controllata, cos da evitare la presenza di volatili attirati dallisolante), per conservare sempre asciutto il materiale isolante nel periodo invernale e nello stesso tempo disperdere il calore dovuto allirraggiamento in estate.

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Pavimenti
Isolamento soffitti sopra locali non riscaldati Isolamento allestradosso del solaio Lisolamento del solaio che copre spazi cantinati o comunque non riscaldati, effettuato al suo estradosso, viene utilizzato negli edifici di nuova realizzazione. Pu essere eseguito su qualsiasi tipo di supporto (solai in laterocemento o in c.a. gettati in opera o prefabbricati), previa idonea preparazione. Dal punto di vista tecnologico, il sistema prevede la collocazione dellisolante in corrispondenza della faccia superiore della soletta. Lintervento consente la correzione dei ponti termici, garantendo al tempo stesso elevata durata dellintervento, forte resistenza agli urti accidentali, idoneo comportamento al fuoco, semplicit di posa in opera. Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione del supporto, che deve essere privato di asperit e materiali incoerenti, cos da avere unadeguata planarit per ricevere il materiale isolante; nella posa in opera dello stesso e nella sua successiva rivestitura, con finalit protettive, con un massetto in cls, in preferenza leggermente armato con una rete elettrosaldata di maglia 10*10, che costituisce il piano di posa della soprastante pavimentazione. Infine, nel caso in cui si utilizzi un isolante in pannelli, particolare cura va posta allaccostamento reciproco tra gli stessi. Nel caso di pannelli in fibre, ladozione della tecnica comporta che sia necessario realizzare al di sopra di essi uno strato di tenuta allacqua a vaschetta, in modo tale che il getto del massetto di calcestruzzo soprastante non causi la totale imbibizione del materiale isolante, con conseguente riduzione delle sue caratteristiche coibenti. Nel caso si adoperi massetto coibente in calcestruzzo alleggerito, necessario che limpasto posato sia omogeneo e di adeguato spessore.

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Isolamento solai controterra e vespai Dal punto di vista tecnologico, lisolamento dei solai contro terra o su vespaio comporta lapplicazione di uno strato isolante allestradosso del solaio. Dovendo lisolante sopportare il peso del massetto soprastante, esso dovr avere una resistenza meccanica idonea a tale finalit. Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione preventiva della superficie, che non dovr presentare asperit, cos da essere idonea ad accogliere eventualmente un isolante in pannelli. Al di sopra di questo, dovr essere realizzato un massetto, di preferenza armato con rete elettrosaldata, a protezione dellisolante stesso e a supporto della soprastante pavimentazione. Infine, nei solai controterra, per fronteggiare uneventuale presenza di umidit, si pu porre uno strato impermeabile prima del materiale isolante. Per mantenere asciutti i vespai, consigliata una ventilazione degli stessi.

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Isolamento solai su porticato Intervento di isolamento allintradosso del solaio con sistema a cappotto Lisolamento del solaio che si affaccia su porticato o spazi aperti, al suo intradosso, con sistema comunemente detto a cappotto, pu essere utilizzato sia per interventi sul nuovo che sullesistente. Pu essere eseguito su qualsiasi superficie, previa idonea preparazione e applicazione di adeguato collante. Dal punto di vista tecnologico, esso prevede la collocazione dellisolante in corrispondenza della faccia inferiore della soletta. Lintervento consente la correzione dei ponti termici, garantendo al tempo stesso elevata durata dellintervento, forte resistenza agli urti accidentali, idoneo comportamento al fuoco, semplicit di posa in opera. Nel dettaglio, se il supporto costituito da solaio intonacato con calce o malta cementizia che tende a sfarinare, asportata la finitura pittorica a calce, qualora presente, ladozione della tecnica comporta unopportuna spazzolatura della superficie e un accurato lavaggio della stessa con impianto ad acqua calda in pressione, consolidando successivamente il tutto con applicazione di prodotti non filmanti che penetrino in profondit nellintonaco, cos da consentire un buon ancoraggio alla stessa del collante cementizio. Viceversa, qualora il supporto sia costituito da solaio intonacato con calce o malta cementizia e finito con idropittura, rivestimento plastico o quarzo, in cattivo stato di conservazione, asportato completamente lintonaco mediante sabbiatura, lavato il supporto con acqua calda in pressione, la tecnica comporta il consolidamento dello stesso con pitture e silicati. Infine, particolare attenzione va prestata al tipo di collante, che deve essere funzione del tipo di isolante usato.

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Isolamento solai su porticato Intervento di isolamento allestradosso del solaio Lisolamento del solaio che copre spazi scantinati o aperti, effettuato al suo estradosso, viene utilizzato negli edifici di nuova realizzazione. Pu essere eseguito su qualsiasi tipo di supporto (solai in laterocemento o in c.a. gettati in opera o prefabbricati), previa idonea preparazione. Dal punto di vista tecnologico, il sistema prevede la collocazione dellisolante in corrispondenza della faccia superiore della soletta. Lintervento consente la correzione dei ponti termici, garantendo al tempo stesso elevata durata dellintervento, forte resistenza agli urti accidentali, idoneo comportamento al fuoco, semplicit di posa in opera. Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione del supporto, che deve essere privato di asperit e materiali incoerenti, cos da avere unadeguata planarit per ricevere il materiale isolante; nella posa in opera dello stesso e nella sua successiva rivestitura, con finalit protettive, con un massetto in cls, in preferenza leggermente armato con una rete elettrosaldata di maglia 10*10, che costituisce il piano di posa della soprastante pavimentazione. Infine, nel caso in cui si utilizzi un isolante in pannelli, particolare cura va posta allaccostamento reciproco tra gli stessi. Nel caso di pannelli in fibre, ladozione della tecnica comporta che sia necessario realizzare al di sopra di essi uno strato di tenuta allacqua a vaschetta, in modo tale che il getto del massetto di calcestruzzo soprastante non causi la totale imbibizione del materiale isolante, con conseguente riduzione delle sue caratteristiche coibenti. Nel caso si adoperi massetto coibente in calcestruzzo alleggerito, necessario che limpasto posato sia omogeneo e di adeguato spessore.

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1 - Metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti (Allegato III del Decreto Legislativo 30 maggio 2008 n.115) 1. Per le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici si adottano le seguenti norme tecniche nazionali e loro successive modificazioni: a) UNI TS 11300 Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1: determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edifico per la climatizzazione estiva ed invernale; b) UNI TS 11300 prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2-1: determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria nel caso di utilizzo dei combustibili fossili; c) UNI TS 11300 prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2-2: determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria nel caso di: 1) utilizzo di energie rinnovabili (solare-termico, solare fotovoltaico, bio-masse); 2) utilizzo di altri sistemi di generazione (cogenerazione, teleriscaldamento, pompe di calore elettriche e a gas). 2. Gli strumenti di calcolo applicativi delle metodologie di cui al punto 1 (software commerciali), garantiscono che i valori degli indici di prestazione energetica, calcolati attraverso il loro utilizzo, abbiano uno scostamento massimo di pi o meno il 5 per cento rispetto ai corrispondenti parametri determinati con l'applicazione dello strumento nazionale di riferimento. La predetta garanzia fornita attraverso una verifica e dichiarazione resa dal Comitato termotecnico italiano (CTI) o dall'Ente nazionale italiano di unificazione (UNI). 3. In relazione alle norme tecniche di cui al punto 1, il CTI predispone lo strumento nazionale di riferimento sulla cui base fornire la garanzia di cui al punto 2. 4. Nelle more del rilascio della dichiarazione di cui sopra, la medesima sostituita da autodichiarazione del produttore dello strumento di calcolo, in cui compare il riferimento della richiesta di verifica e dichiarazione avanzata dal predetto soggetto ad uno degli organismi citati al punto 2. 5. Ai fini della certificazione degli edifici, le metodologie per il calcolo della prestazione energetica, sono riportate nelle linee guida nazionali di cui al decreto ministeriale adottato ai sensi dell'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni. 6. Sono confermati i criteri generali e i requisiti della prestazione energetica per la progettazione degli edifici e per la progettazione ed installazione degli impianti, fissati dalla legge 9 gennaio 1991, n. 10, dal decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, come modificati UNITELNews24 n. 13

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dal presente decreto legislativo, e dall'allegato I al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni. 2. Soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici. 1. Sono abilitati ai fini dell'attivit di certificazione energetica, e quindi riconosciuti come soggetti certificatori i tecnici abilitati, cos come definiti al punto 2. 2. Si definisce tecnico abilitato un tecnico operante sia in veste di dipendente di enti ed organismi pubblici o di societ di servizi pubbliche o private (comprese le societ di ingegneria) che di professionista libero od associato, iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ed abilitato all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti, asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente. Il tecnico abilitato opera quindi all'interno delle proprie competenze. Ove il tecnico non sia competente nei campi sopra citati (o nel caso che alcuni di essi esulino dal proprio ambito di competenza), egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui richiesta la competenza. Ai soli fini della certificazione energetica, sono tecnici abilitati anche i soggetti in possesso di titoli di studio tecnico scientifici, individuati in ambito territoriale da regioni e province autonome, e abilitati dalle predette amministrazioni a seguito di specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici con superamento di esami finale. I predetti corsi ed esami sono svolti direttamente da regioni e province autonome o autorizzati dalle stesse amministrazioni. 3. Ai fini di assicurare indipendenza ed imparzialit di giudizio dei soggetti certificatori di cui al punto 1, i tecnici abilitati, all'atto di sottoscrizione dell'attestato di certificazione energetica, dichiarano: a) nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, l'assenza di conflitto di interessi, tra l'altro espressa attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell'edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati, nonch rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente; b) nel caso di certificazione di edifici esistenti, l'assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati, nonch rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente. 4. Qualora il tecnico abilitato sia dipendente od operi per conto di enti pubblici ovvero di organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia, il requisito di indipendenza di cui al punto 3 da intendersi superato dalle stesse finalit istituzionali di perseguimento di obiettivi di interesse pubblico proprie di tali enti ed organismi. 5. Per gli edifici gi dotati di attestato di certificazione energetica, sottoposti ad adeguamenti impiantistici, compresa la sostituzione del generatore di calore, l'eventuale aggiornamento dell'attestato di certificazione, di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, pu essere predisposto anche da un tecnico abilitato dell'impresa di costruzione e/o installatrice incaricata dei predetti adeguamenti.

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2 - Attestato di qualificazione energetica Allegato A del Decreto Ministero dell Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007

ATTESTATO DI QUALIFICAZIONE ENERGETICA (dati riferiti alla situazione successiva agli interventi)
Dati generali (1) Ubicazione dell'edificio: ............................................................................ (2) Anno di costruzione: ............................................................................ (3) Propriet dell'edificio: ............................................................................ (4) Destinazione d'uso: ............................................................................ (5) Tipologia edilizia: ............................................................................ Involucro edilizio (6) Tipologia costruttiva: ............................................................................ (7) Volume lordo riscaldato V [m 3] : ............................................................................ (8) Superficie disperdente S [m 2]: ............................................................................ (9) Rapporto S/V [m -1]: ............................................................................ (10) Superficie utile [m 2] : ............................................................................ (11) Eventuali interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione: .......................................................................................................................................... .......................................................................................................................................... .......................................................................................................................................... (12) Anno d'installazione del generatore di calore: ....................................................... Impianto di riscaldamento (13) Tipo di impianto: (14) Tipo di terminali di erogazione del calore: (15) Tipo di distribuzione: (16) Tipo di regolazione: (17) Tipo di generatore: (18) Combustibile utilizzato: ....................................................... ....................................................... ....................................................... ....................................................... ...................................................... ......................................................

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(19) Potenza nominale al focolare del generatore di calore [kW] :

............................

(20) Eventuali interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione: .......................................................................................................................................... .......................................................................................................................................... Dati climatici (21) Zona climatica: .......................................................................................................... (22) Gradi giorno: ............................................................................................................ Tecnologie di utilizzo delle fonti rinnovabili, ove presenti (23) Tipologia di sistemi per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili: ........................... .......................................................................................................................................... Risultati della valutazione energetica Dati generali (24) Riferimento alle norme tecniche utilizzate: .......................................................... .......................................................................................................................................... (25) Metodo di valutazione della prestazione energetica utilizzato: ......................... .......................................................................................................................................... (26) Parametri climatici utilizzati: .................................................................................. .......................................................................................................................................... Dati di ingresso (27) Descrizione dell'edificio e della sua localizzazione e della destinazione d'uso: .......................................................................................................................................... ..................................... Risultati (28) Fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale [kWh/anno] : .............................................................................................................................................. (29) Indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale proprio dell'edificio [kWh/mq anno o kWh/mc anno]: ........................................................... (30) Pertinente valore limite dell'indice di prestazione energetica limite per la climatizzazione invernale [kWh/mq anno o kWh/mc anno]: .................................... Lista delle raccomandazioni (31) Indicazione dei potenziali interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche con una loro valutazione sintetica in termini di costi benefici: .......................................................................................................................................... .......................................................................................................................................... .......................................................................................................................................... .................................................................................................................. Dati relativi al compilatore (32) Indicare il nome del compilatore, il ruolo in relazione all'edificio in oggetto, data di nascita, iscrizione all'albo professionale, residenza: .......................................................................................................................................... Luogo e data Timbro e firma del tecnico

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NOTE PER LA COMPILAZIONE DELL'ALLEGATO A (1) Ubicazione dell'edificio - definire l'indirizzo preciso dell'immobile con provincia, comune e CAP, oppure i dati catastali (codice comune, foglio, mappale subalterno). (2) Dato da indicare ove disponibile (3) Dati del proprietario (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale) (4) Destinazione d'uso: secondo art. 3 D.P.R. 412/93. (5) Tipologia edilizia: precisare la tipologia dell'edificio: (linea, torre, schiera, villino isolato, bifamiliare, palazzina piccola/media/grande., ..); nel caso di appartamento in condominio: dichiararlo e precisare la tipologia dell'edificio ed il numero di unit immobiliari presenti; nel caso di unit immobiliari non residenziali facenti parte di un edificio: dichiararlo e precisare la tipologia dell'edificio. (6) Tipologia costruttiva: precisare il procedimento costruttivo adottato per la realizzazione dell'immobile (es: muratura portante, telaio in calcestruzzo armato, telaio in acciaio, mista, pannelli prefabbricati, ecc). (7) Volume lordo riscaldato: il volume lordo, espresso in metri cubi, delle parti di edificio riscaldate, definito dalle superfici che lo delimitano. (8) Superficie disperdente: la superficie, espressa in metri quadrati, che delimita verso l'esterno, ovvero verso vani non dotati di impianti di riscaldamento, il volume riscaldato V. (10) Superficie utile: superficie netta calpestabile di un edificio, espressa in metri quadrati. (11) Eventuali interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione: indicare la data e la tipologia degli interventi effettuati, ove tali dati siano disponibili. (12) Anno d'installazione del generatore di calore: indicare ove noto; se l'anno d'installazione coincide con l'anno di costruzione dell'edificio lasciare in bianco; in caso di pi sostituzioni, indicare la data dell'ultima sostituzione. (13) Indicare se trattasi di impianto autonomo o impianto centralizzato. In quest'ultimo caso, indicare se esiste o meno una contabilizzazione del calore per singolo utente. (14) Indicare se trattasi di: termosifoni, pannelli radianti, ventilconvettori, ecc. (15) Indicare se trattasi di distribuzione a: colonne montanti, per piano, ecc. (16) Indicare se la regolazione effettuata con: valvole termostatiche, centralina programmabile, bruciatore modulante, ecc. (17) Specificare se la caldaia a condensazione o meno. Nel caso in cui non sia a condensazione, indicare il rendimento al 100% della potenza nominale del focolare, riportato sul libretto di uso e manutenzione della caldaia. (18) Indicare se viene usato gas metano, gasolio, GPL, ecc. (19) Riportare il dato come indicato sulla targhetta della caldaia, sul libretto di impianto o centrale, o sul libretto di uso e manutenzione della caldaia. (20) Eventuali interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione: indicare la data e la tipologia degli interventi effettuati sull'impianto di riscaldamento. (21) Zona climatica: come definita all'art. 2 del D.P.R. 412/93 anche chiedendo al Comune di ubicazione dell'immobile. (22) Gradi giorno: indicare i gradi giorno della localit facendo riferimento all'allegato A del D.P.R.

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412/93 e aggiornamenti, anche chiedendo al Comune di ubicazione dell'immobile. (23) Tipologia di sistemi per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili: indicare e descrivere l'eventuale presenza di impianti per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili (fotovoltaici, solare termico, biomassa, solari passivi, ecc.). (24) Richiamare, con riferimento all'allegato M del decreto legislativo 192/05 come modificato dal decreto legislativo 311/06 le norme tecniche utilizzate per il calcolo dei fabbisogni energetici e dell'indice di prestazione. (25) Richiamare, con riferimento all'allegato I del decreto legislativo 192/05 come modificato dal decreto legislativo 311/06 la metodologia utilizzata per il calcolo dei fabbisogni di energia e dell'indice di prestazione energetica. Nel caso di utilizzo del metodo semplificato di cui all'allegato B al presente decreto evidenziare l'applicazione delle Raccomandazioni CTI-R 03/3 ivi richiamate. (26) Specificare i valori dei parametri climatici utilizzati per il calcolo dei fabbisogni di energia e dell'indice di prestazione (Gradi giorno e temperatura esterna di progetto). (27) Fornire una descrizione sintetica dell'edificio (numero di piani, numero di appartamento per piano, tipo di paramento esterno, tipo di copertura superiore, ecc), dell'uso a cui adibito. (28) Indicare il risultato ottenuto sulla base dei riferimenti richiamati alle note 24, 25 e 26. (29) E' il parametro ottenuto come da indicazioni della nota 28 diviso la superficie utile (nota 10) o il volume lordo riscaldato (nota 7). (30) Indicare, in relazione all'ubicazione e alla tipologia dell'edificio, i pertinenti valori limiti previsti dall'allegato C, comma 1, del decreto legislativo 192/05 come modificato dal decreto legislativo 311/06. (31) Elencare i possibili interventi di miglioramento dell'efficienza energetica tecnicamente ed economicamente applicabili all'edificio e ai suoi impianti, specificando la tipologia, il costo indicativo ed il risparmio energetico atteso. (32) Dati riferiti al tecnico abilitato che produce l'attestazione di qualificazione energetica.

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3 - Schema di procedura semplificata per la determinazione dellindice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale delledificio Allegato B del decreto Ministero dell Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007 Si determina l'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale sulla base dei gradi giorno della localit di insediamento dell'edificio e del suo rapporto di forma S/V attraverso l'utilizzo della tabella 1 dell'Allegato C al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192: EPlim Per ogni elemento edilizio, facente parte dell'involucro che racchiude il volume riscaldato, si procede al calcolo del prodotto della singola trasmittanza (U) per la relativa superficie esterna. La sommatoria di tali prodotti diviso la sommatoria delle superfici esterne fornisce la trasmittanza media globale propria dell'edificio Ug. Ug = (S1 x U1) + (S2 x U2) + ......../S1+S2+S3 ........ In relazione ai gradi giorno della localit dove sorge l'edificio si individuano i valori limite delle trasmittanze, dalle tabelle 2, 3 e 4 dell'allegato C al D.Lgs. n. 192/05 si procede al calcolo della trasmittanza globale limite dell'edificio. Ug lim. = (S1 x U1 lim) + (S2 x U2 lim) + ......../S1+S2+S3 ........ Dal rapporto tra il valore delle due trasmittanze globali precedentemente calcolate si ottiene un coefficiente correttivo adimensionale (CC trasm.) che esprime lo scostamento tra la dispersione di calore dall'involucro dell'edificio da quella massima ammissibile per quella localit. CC trasm = Ug/Ug lim Se tale rapporto minore di uno, per i calcoli successivi si considera CC trasm = 1 Per l'impianto di riscaldamento si procede alla determinazione del rendimento termico utile alla potenza nominale (dato di targa) del generatore di calore installato nell'edificio (). Sulla base della potenza termica installata (Pn) si procede alla determinazione del corrispondente rendimento minimo ammissibile ( lim) con la seguente formula: lim= 90 + 2 log. Pn Dove il log Pn il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, espressa in kW e dove per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW. Con il rapporto tra i due rendimenti si determina il coefficiente correttivo adimensionale (CC) imp. che esprime lo scostamento del rendimento del generatore installato da quello di riferimento: CC imp. - lim / Se tale rapporto minore di uno, per i calcoli successivi si prende: CC imp. = 1 Con questi elementi si determina il coefficiente globale correttivo edificio-impianto (CC glob.), quale prodotto dei due coefficienti precedentemente calcolati: CC glob. = CC trasm. x CC imp.

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Attraverso il prodotto del coefficiente globale correttivo edificio-impianto (CC glob.) per l'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale (EPlim), precedentemente determinato, si individua l'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale da attribuire all'edificio per la sua certificazione energetica (EPi c): EPi c = CC glob x EPi lim Per l'applicazione della presente procedura si applicano le norme Uni vigenti. Nell'impossibilit di reperire le stratigrafie delle pareti opache e delle caratteristiche degli infissi possono essere adottati i valori riportati nelle Raccomandazione CTI-R 03/3 "Prestazioni energetiche degli edifici" Certificazione Energetica - Esecuzione della certificazione energetica - Dati relativi all'edificio Appendice "A".

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4 - Tabelle aggiornate dei valori limite dellindice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale Allegato C del decreto Ministero dell Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007 Edifici residenziali della classe E1 (classificazione art. 3, DPR 412/93), esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme Tabella 1.1 Valori limite dell'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale, espresso in kWh/m2 anno

Zona climatica Rapporto di forma dell'edificio S/V A fino a 600 GG 10 45 a 601 GG 10 45 B a 900 GG 15 60 a 901 GG 15 60 C a 1400 GG 25 85 a 1401 GG 25 85 D a 2100 GG 40 110 a 2101 GG 40 110 E a 3000 GG 55 145 F oltre 3000 GG 55 145

0,2 0,9

Tutti gli altri edifici Tabella 2.1 Valori limite dell'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale espresso in kWh/m3 anno

Zona climatica Rapporto di forma dell'edificio S/V A fino a 600 GG 2,5 11 a 601 GG 2,5 11 B a 900 GG 4,5 17 a 901 GG 4,5 17 C a 1400 GG 7,5 23 a 1401 GG 7,5 23 D a 2100 GG 12 30 a 2101 GG 12 30 E a 3000 GG 16 41 F oltre 3000 GG 16 41

0,2 0,9

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I valori limite riportati nelle tabelle sono espressi in funzione della zona climatica, cos come individuata all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e del rapporto di forma dell'edificio S/V, dove: a) S, espressa in metri quadrati, la superficie che delimita verso l'esterno (ovvero verso ambienti non dotati di impianto di riscaldamento), il volume riscaldato V; b) V il volume lordo, espresso in metri cubi, delle parti di edificio riscaldate, definito dalle superfici che lo delimitano. Per valori di S/V compresi nell'intervallo 0,2-0,9 e, analogamente, per gradi giorno (GG) intermedi ai limiti delle zone climatiche riportati in tabella si procede mediante interpolazione lineare. Per localit caratterizzate da un numero di gradi giorno superiori a 3001 i valori limite sono determinati per estrapolazione lineare, sulla base dei valori fissati per la zona climatica E, con riferimento al numero di GG proprio della localit in esame.

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5 - Tabelle dei valori limite della trasmittanza termica


Allegato D del decreto Ministero dell Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007

Zona climatica A B C D E F

strutture opache verticali U (W/m2K) 0,72 0,54 0,46 0,40 0,37 0,35

finestre comprensive di infissi U (W/m2K) 5,0 3,6 3,0 2,8 2,5 2,2

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6 - Scheda informativa per interventi di cui all'articolo 1, comma 344, 345, 346 e 347 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296
Allegato E del decreto Ministero dell Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2007 1. Dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese: Se persona fisica indicare: Codice Fiscale, Cognome, nome, comune e data di nascita, sesso; Titolo a cui sono stati fatti i lavori: possessore, detentore, contitolare; Se persona giuridica indicare: Denominazione, partita IVA, Sede sociale Se gli interventi riguardano parti comuni condominiali indicare: il codice fiscale del condominio e se il soggetto che trasmette la scheda informativa l'amministratore o un condomino. 2. Dati identificativi della struttura oggetto dell'intervento: Indicare l'ubicazione (denominazione COMUNE, sigla PROV, via con numero civico, interno, CAP o dati catastali: cod. comune catasto, foglio, mappale, subalterno); 3. Identificazione della tipologia di intervento eseguito: Comma [344] [345] [346] [347] Pareti verticali - Superficie m2. - Trasmittanza precedente - attuale W/m2K - verso esterno o parti non riscaldate [Si] [No] Pareti orizzontali o inclinate - Tipo (Pavimenti, solai, falde tetto) - Superficie m2. - Trasmittanza precedente - attuale W/m2K - verso esterno o parti non riscaldate [Si] [No] Infissi - Tipologia esistente (Legno, alluminio, acciaio, materiali plastici, misto; tipo di vetro singolo, doppio, a bassa emissione ..... ) - Sostituzione infisso [Si] [No] se "si" indicare la nuova tipologia del telaio e del vetro - Sostituzione vetro [Si] [No] se "si" indicare la nuova tipologia del vetro - Superficie mq. totale vetro e telaio - Trasmittanza attuale W/m2K Solare Termico - Superficie netta m2.

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- Tipo installazione (tetto piano, falda ..... ) - Inclinazione % - Orientamento [N] [S] [E] [O] [NE] [NO] [SE] [SO] - Accumulo (litri) Accumulo sanitario (litri) - Integrazione con riscaldamento [Si] [No] - Integrazione con produzione di acqua calda sanitaria [Si] [No] - Fluido di scambio (acqua, glicole, altro) Climatizzazione invernale - Caldaia a condensazione e distribuzione a bassa temperatura/caldaia tradizionale - Potenza nominale al focolare del nuovo generatore termico kW - Potenza nominale al focolare del generatore termico sostituito kW - Integrazione con accumulo di calore [SI] [No] - Tipo di accumulo calore: Solare termico, cogenerativo, pompa di calore - Trasformazione di impianti centralizzati per rendere applicabile la contabilizzazione del calore - Tipologia di contabilizzazione del calore prevista. 4. Risparmio annuo di energia in fonti primarie previsto con l'intervento (kWh) 5. Costo dell'intervento di qualificazione energetica al netto delle spese professionali (Euro): 6. Importo utilizzato per il calcolo della detrazione (Euro): 7. Costo delle spese professionali (Euro):

Data e firma del richiedente

Data e Firma del tecnico compilatore

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