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Fisica I con laboratorio

Prova scritta in itinere del 03/05/2018

1) Due corpi di massa m1 e m 2 = m1 poggiano su un piano orizzontale liscio e sono connessi tra
loro da una molla avente lunghezza a riposo L, costante elastica k e massa trascurabile rispetto a
quella dei corpi.
a) La molla è tenuta compressa ad un valore pari a L/2 da
una corda inestensibile e di massa trascurabile rispetto a
quelle dei corpi. Determinare la tensione della corda.
b) Quale sarebbe la tensione della corda se il piano
orizzontale fosse scabro con coefficiente attrito statico μ ?
c) Con il piano liscio, se al tempo t=t 0 la corda viene
tagliata, determinare il periodo di oscillazione dei due corpi
d) Se la molla è solo appoggiata ai corpi, quale è la velocità finale dei corpi dopo che la molla si è
estesa?
e) i valori numerici delle domande precedenti nel caso in cui m1 = (5.00 ± 0.05) kg, L = (100 ± 1)
cm, k = (5.0 ± 0.1) N/m, μ = (0.10 ± 0.01)

2) Un'asta di lunghezza L e massa mA è vincolata a ruotare senza attrito intorno ad un asse


orizzontale passante per O distante L/10 da un suo estremo. Per effetto dell'applicazione all'altro
estremo di una forza F diretta verso l'alto l'asta è in equilibrio
in posizione orizzontale.
Determinare:
a) il modulo della forza F necessaria per l'equilibrio
b) la reazione vincolare in O
c) una volta eliminata la forza F , il periodo di oscillazione
dell'asta.
d) la reazione vincolare in O quando l'asta passa nel suo moto nella posizione verticale.
e) i valori numerici delle domande precedenti nel caso in cui mA = (10.0 ± 0.1) kg, L = (20 ±1) cm.

3) Il sistema in esame è costituito da due corpi di massa m 1 e m 2 collegati tra loro da una corda, di
massa trascurabile rispetto a quella dei corpi, che scorre senza attrito su due carrucole (assimilabili
a dischi di massa m C1 e m C2 = 4 m C1 e raggi r 1 e r 2 = 2 r 1).
La massa m 1 poggia su un piano orizzontale scabro, avente
coefficiente di attrito statico μ , mentre la massa m 2 è sospesa
ad una quota h rispetto al piano stesso.
a) Determinare il massimo valore di m 2 per cui il sistema
rimane in equilibrio statico
b) Nella condizione in cui m 2 = m 2max determinare le
reazioni vincolari applicate dagli assi delle carrucole.
c) Se la massa m 2 = 5 m 2max determinare la velocità con la
quale la massa m 2 arriva a terra tenendo conto che il
coefficiente di attrito dinamico è la metà di quello statico.
d) Come cambia il risultato della domanda c) se la corda invece di scorrere senza attrito sulle
carrucole le trascina solidalmente al proprio moto?
e) i valori numerici delle domande precedenti nel caso in cui h = (50.0 ±0.1) cm, μ = (0.20 ± 0.01)
m 1 = (8.00 ± 0.01) kg, m C1 = (100 ± 1) g, r 1 = (2.0 ± 0.1) cm.

Tempo a disposizione: 2 ore.


Si possono consultare testi e appunti. Si può usare la calcolatrice. I cellulari devono essere
spenti.
COMPITO DEL 03/05/2018

Problema 1
Quesito a
Affinché il sistema sia in equilibrio statico devono valere le due equazioni cardinali della
statica che si traducono nelle relazioni vettoriali F~ (e) = 0 e M~ (e) = 0. Il problema non
tratta rotazioni di corpi e quindi possiamo cercare di risolverlo considerando solo la prima.
La molla ha la proprietà di applicare, una volta deformata, due forze uguali e contrarie ai
suoi estremi. Nel caso del quesito le forze hanno quindi modulo |F~m | = k L/2. Analoga-
mente la corda inestensibile ha la proprietà di applicare due forze uguali e contrarie ai
suoi estremi il cui modulo indicheremo con T .
Scegliendo un sistema di riferimento con l’asse y perpendicolare al pavimento e l’asse x
parallelo ad esso, le forze applicate a ciascuna delle due masse sono:
1) la forza peso P~ = m~g = −mg ~uy
2) la reazione vincolare del piano orizzontale che, essendo liscio, è solo perpendicolare al
piano, ovvero R ~ = R ~uy
3) la spinta della molla che per la massa di sinistra sarà data da F~m = −k L/2 ~ux (e per
quella di destra avrà segno opposto)
4) la trazione del filo che per la massa di sinistra sarà data da T~ = T ~ux (e per quella di
destra avrà segno opposto)
Applicando quindi la prima equazione cardinale al corpo di sinistra

F~ (e) = 0 → Fy(e) = 0 = R − Mg
→ Fx(e) = 0 = T − kL/2

da cui

R = Mg T = kL/2

Lo stesso risultato lo otterremo applicando la prima equazione cardinale al corpo di destra.

Quesito b
La forza di attrito dovuta al pavimento si oppone al moto dei due corpi, è diretta nel
verso positivo dell’asse x scelto per la massa di sinistra, negativo per quella di destra, e
quindi può sostituire la forza T~ prima applicata dal filo. Sappiamo inoltre che il modulo
della forza di attrito Ratt è legato alla componente normale della reazione vincolare del
pavimento dalla relazione Ratt = µ · R, con µ coefficiente di attrito statico. Per quanto
riguarda le forze dirette verticalmente nulla è cambiato rispetto al caso precedente (in

1
~ = R ~uy è rimasta invariata) e quindi per il corpo di
particolare la reazione verticale R
sinistra avremo quindi

F~ (e) = 0 → Fx(e) = 0 = µ · R − kL/2 = µ · mg − kL/2

da cui
kL
µ=
2mg

Quesito c
Il sistema è simmetrico rispetto al punto centrale della distanza tra i due corpi, punto
dove, è facile capirlo, si trova il centro di massa del sistema. Una volta eliminato il
filo inestendibile, le uniche forze non compensate agenti sul sistema sono le forze appli-
cate dalla molla ai corpi, che sono forze interne al sistema. Applicando quindi la prima
equazione cardinale della dinamica al sistema complessivo dei due corpi avremo, indicando
con M = m1 + m2 la massa totale

F~ (e) = 0 = M ~aCM

dove ~aCM è il vettore accelerazione del centro di massa. Da questa equazione segue
immediatamente che ~aCM = 0 e quindi il centro di massa, che inizialmente era fermo,
resterà fermo anche successivamente.
Sfruttando questo fatto, potremo limitarci a studiare il moto di una sola delle due masse,
ad esempio quella di destra, prendendo come origine delle ascisse quella del centro di
massa.
Riferendoci quindi alla sola massa di destra, essa, inizialmente ferma, si muoverà sotto
l’effetto della sola forza applicata dalla molla.
Particolare attenzione va posta nella determinazione di tale forza: il fatto di aver spezzato
il sistema totale in due parti fa sı̀ che la nuova molla da tenere in considerazione ha
lunghezza dimezzata rispetto a quella originaria. La nuova molla avrà lunghezza di riposo
L/2 (metà di quella originale), posizione di rilascio a una lunghezza L/4 e spinta iniziale
di modulo uguale a quello determinato in condizioni statiche, cioè kL/2. Per tale motivo
la nuova molla avrà una costante elastica k ′ = 2k. Questo risultato lo avremmo potuto
ottenere direttamente ricordando che due molle aventi la stessa costante elastica k ′ e
messe in serie formano un’unica molla avente costante elastica k pari alla metà di k ′ ,
ovvero k = k ′ /2.
Consapevoli di tale risultato possiamo ora applicare la prima equazione cardinale al corpo
di destra e ottenere

F~ (e) = m ~a → Fx(e) = −k ′ (x − L/2) = mẍ

che, riordinando i termini, porta all’equazione differenziale non omogenea


k′ k′L
ẍ + x =
m 2m
2
La soluzione generale di questa equazione differenziale è data dalla somma della soluzione
dell’equazione omogenea (ovvero con il secondo membro uguale a zero) + una soluzione
particolare della equazione non omogenea.
L’equazione differenziale omogenea è quella caratteristica
p di un moto armonico e ha per
soluzione xomog (t) = Acos(ωt + φ) con ω = k /m e A e φ da determinarsi con le

condizioni iniziali.
Una semplice soluzione particolare dell’equazione differenziale non omogenea è data da
xnonom (t) = L/2 (basta sostituirla nell’equazione differenziale e verificare che valga l’ugua-
glianza). Concludendo, la soluzione generale dell’equazione differenziale non omogenea è
data da:

x(t) = Acos(ωt + φ) + L/2

Imponendo le condizioni iniziali x(0) = L/4 e ẋ(0) = 0 si ottengono i seguenti valori per
A e φ: A = −L/4, φ = 0. Infine avremo che l’equazione del moto della massa m è

x(t) = L/2 − (L/4) cos(ωt))

ovvero un moto armonico di pulsazione ω intorno alla posizione x = L/2.


Il periodo di oscillazione del corpo è dato da
r r
2π m m
T = = 2π = 2π
ω k ′ 2k

Quesito d
Il distacco della massa m dalla molla avviene quando la molla raggiunge la sua posizione
di riposo e quindi basterà determinare il valore di ẋ quando è x = L/2, ovvero quando
t = T /4.
Avremo quindi

ẋ(t) = (L/4) ω sen(ωt)

che, calcolato in t = T /4 = π/(2ω) dà

ẋ(T /4) = (L/4) ω

Allo stesso risultato si sarebbe potuti arrivare utilizzando la conservazione dell’energia


meccanica: allo studente è lasciato il piacere di verificarlo.

Quesito e
I valori numerici delle domande precedenti sono:
a) T = (2.50 ± 0.08) N
b) µ = 0.051 ± 0.002)
c) T = (4.44 ± 0.07) s
d) ẋ = (0.354 ± 0.008) m/s

3
Problema 2
Quesito a
Affinché il sistema sia in equilibrio statico devono valere le due equazioni cardinali della
statica che si traducono nelle relazioni vettoriali F~ (e) = 0 e M
~ (e) = 0. Il problema tratta la
rotazione di un corpo e quindi la seconda equazione cardinale sarà di particolare interesse.
Prendendo un sistema di riferimento cartesiano con asse x orizzontale diretto verso destra,
asse y diretto verso l’alto ( e quindi asse z uscente dal foglio), le forze agenti sull’asta sono:
- il peso P~ = mA ~g = −mA g ~uy che potremo pensare applicato nel centro dell’asta
- la reazione vincolare R~ che l’asse fisso di rotazione applica all’asta nel punto di contatto
- la forza F~ = F ~uy verticale applicata all’estremo esterno dell’asta
Se prendiamo come asse di riferimento per il calcolo dei momenti di forza l’asse fisso di
rotazione, la reazione vincolare avrà momento nullo, la forza darà un momento M ~P =
Mp ~uz e la forza F~ un momento M ~ F = −MF ~uz .
Proiettando quindi la seconda equazione cardinale della statica sull’asse z si ha
~ (e) = 0 → M (e) = 0 = −(9/10) L F + (4/10) L MA g
M z

Da questa si ricava immediatamente che

F = (4/9) MA g

Quesito b
Per determinare la reazione vincolare dell’asse dovremo utilizzare la prima equazione car-
dinale della statica. Le altre forze esterne agenti sull’asta sono tutte verticali e quindi
anche la reazione vincolare dell’asse si dovrà preoccupare di compensare solo forze ver-
ticali, ovvero avrà solo componente verticale (R~ = R~uy ). Applicando quindi la prima
equazione della statica all’asta avremo

F~ (e) = 0 → Fy(e) = F + R − MA g

Tenendo conto del valore di F ottenuto nel quesito a) abbiamo quindi

R = −F + MA g = (5/9) MA g

Quesito c
Una volta eliminata la forza F~ l’asta sarà libera di ruotare intorno all’asse fisso per effetto
del momento di forze applicato dal suo peso. Si tratta di un classico pendolo composto
la cui equazione di moto può essere ottenuta dall’applicazione della seconda equazione
cardinale della dinamica. Indicando con φ l’angolo, positivo antiorario, che l’asta forma
con la verticale, la seconda equazione cardinale della statica darà allora
4L
Mz(e) = −MA g sen φ = I φ̈
10
4
dove I è il momento di inerzia dell’asta rispetto all’asse di rotazione che, per il Teorema di
1 16 73
Huygens-Steiner, è dato da I = Ibar +MA ·[(4/10)L]2 = 12 MA L2 + 100 MA L2 = 300 MA L2 .
Riordinando l’espressione precedente si ottiene l’equazione differenziale del secondo ordine
4L MA g
φ̈ + sen φ = 0
10I
tipica del moto oscillatorio di un pendolo. La pulsazione ω del moto sarà
r r
4L MA g 120 g
ω= =
10I 73 L
e il periodo di oscillazione
1 φo
T = To (1 + sen2 + ........)
4 2
con To = 2 π /ω.

Quesito d
La reazione vincolare dell’asse di rotazione dovrà applicare all’asta una forza tale da per-
mettere all’asta stessa la rotazione, senza ostacolarla. Quando l’asta passa nella posizione
verticale la reazione vincolare dovrà preoccuparsi di compensare il peso dell’asta e di
fornire all’asta (e in particolare al suo centro di massa) la forza centripeta per mantenersi
in rotazione (ovvero mantenere il centro di massa dell’asta sulla traiettoria circolare).
Trattandosi di moto circolare, potremo scrivere la prima equazione cardinale della di-
namica scomponendola nella componente radiale e in quella tangenziale alla traiettoria.
4
Avremo quindi, indicando con dCM = 10 L la distanza del centro di massa dall’asse
v2
F~ (e) = MA ~aCM → Fr(e) = R − MA g = MA aCMr = MA CM
dCM
(e)
→ Ft = 0 = MA aCMt
Dalla prima di queste equazioni si ricava immediatamente che la reazione vincolare dell’asse
ha modulo
2
 
vCM
R = MA g +
dCM
ed è diretta lungo l’asse verticale del nostro sistema di riferimento.
Il modulo della velocità del centro di massa vCM è dato da vCM = dCM · φ̇ e φ̇ può essere
ricavato dalla conservazione dell’energia meccanica
r r
1 2 MA g d CM 240 g
I φ̇2 = MA g dCM → φ̇ = =
2 I 73 L
e quindi
h i
R = MA g + φ̇2 dCM

5
Quesito e
I valori numerici delle domande precedenti sono:
a) F = (43.6 ± 0.4) N
b) R = (54.4 ± 0.5) N
c) I = (0.097 ± 0.011) kg m2 ω = (8.2 ± 0.2) rad/s T0 = (0.77 ± 0.02) s
d) φ̇ = (12.7 ± 0.3) rad/s R = (227 ± 15) N

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Problema 3
Quesito a
Affinché il sistema sia in equilibrio statico devono valere le due equazioni cardinali della
statica che si traducono nelle relazioni vettoriali F~ (e) = 0 e M ~ (e) = 0. Il problema
tratta rotazioni (carrucole) e traslazioni di corpi e quindi dovremo considerare entrambe
le relazioni.
Per affrontare il problema scegliamo un sistema di assi cartesiani con l’asse y diretto verso
l’alto e l’asse x diretto da sinistra verso destra.
Consideriamo innanzitutto la massa m1 che può solo traslare. Per essa potremo quindi
cercare di utilizzare la prima equazione cardinale. Sulla massa m1 agiscono le seguenti
forze:
- la forza peso m1~g diretta verso il basso
- la reazione vincolare R ~ 1 che avrà sia una componente verticale che quella orizzontale,
per effetto dell’attrito
- la trazione della corda T~ , diretta orizzontalmente. In condizioni statiche avremo quindi
F~ (e) = 0 → Fx(e) = 0 = Rx + T Fy(e) = 0 = Ry − m1 g

La corda ha il compito di trasmettere la trazione T~ all’altro estremo, al quale è appesa la


massa m2 . In maniera analoga a quanto fatto per m1 otteniamo
F~ (e) = 0 → Fx(e) = 0 Fy(e) = 0 = T − m2 g
Da queste si ricava immediatamente che T = m2 g e sostituendo nelle equazioni ricavate
per m1 si ottiene Rx = −T = −m2 g. Ricordando che la reazione Rx è dovuta all’attrito
del piano orizzontale, sappiamo che per essa la realazione Rx ≤ µ Ry = µ m1 g e otteniamo
infine
m2 g ≤ µ m1 g → m2−max = µ m1

Quesito b
Nella condizione in cui m2 = m2−max il sistema complessivo è ancora in equilibrio statico
e la trazione della corda è pari a T = m2−max g. Esaminiamo separatamente le condizioni
statiche delle 2 carrucole. Per la carrucola 1 le forze agenti sono:
- la forza peso mC1 ~g diretta verso il basso
~ C1 dell’asse di rotazione
- la reazione vincolare R
- la trazione della corda T~ che agisce sia orizzontalmente in direzione della massa m1 che
verticalmente in direzione della carricola C2 . Per la staticità della carrucola C1 avremo
quindi
F~ (e) = 0 → Fx(e) = 0 = RC1−x − T Fy(e) = 0 = RC1−y − mC1 g + T
e quindi
RC1−x = T = m2−max g RC1−y = mC1 g − T = (mC1 − m2−max ) g

7
Per la carrucola 2 le forze agenti sono:
- la forza peso mC2 ~g diretta verso il basso
- la reazione vincolare R ~ C2 dell’asse di rotazione
- la trazione della corda T~ che agisce verticalmente su ambedue i lati della carrucola.
Per la staticità della carrucola C2 avremo quindi

F~ (e) = 0 → Fx(e) = 0 = RC2−x Fy(e) = 0 = RC2−y − mC2 g − 2 T

e quindi

RC2−x = 0 RC2−y = mC2 g + 2T = (mC2 + 2 m2−max ) g

Quesito c
Se m2 = 5 m2−max l’attrito del piano orizzontale sulla massa m1 non riesce più a trat-
tenerla e quindi il sistema si mette in moto. A causa dell’assenza di attrito tra la corda
e le carrucole, queste ultime rimarrano comunque ferme anche se le masse m1 e m2 si
muovono. Infine, per il fatto che la corda è inestensibile, lo spostamento orizzontale della
massa m1 sarà uguale allo spostamento verticale della massa m2 .
Per determinare la velocità della massa m2 al momento dell’arrivo a terra dopo aver per-
corso un tratto di lunghezza h potremo utilizzare la conservazione dell’energia (attenzione:
non solo quella meccanica!) e scrivere:
1 1
m2 g h − µ m1 g h = m2 v22 + m1 v12
2 2
dove il secondo termine a primo membro tiene conto dell’energia dissipata per effetto
dell’attrito su m1 . Tenendo conto che v1 = v2 otteniamo
1
g h (5 µ m1 − µ m1 ) = g h 4 µ m1 = v22 (5 µ m1 + m1 )
2
e quindi
s
8µgh
v2 =
5 µ+1

Quesito d
Se la corda trascina le carrucole solidalmente durante il suo moto potremo applicare, come
già fatto nel punto c), la conservazione dell’energia tenendo conto anche dell’energia cine-
tica delle due carrucole, esprimibile, per ognuna delle due carrucole, nella forma 12 IC−i ωi2
2
con IC−i momento inerzia ( = (1/2) mCi rCi ) di ognuna delle due carrucole e ωi = v2 / rCi
le corrispondenti velocità angolari. Avremo quindi
1 1 1
g h (5 µ m1 − µ m1 ) = v22 (5 µ m1 + m1 + mC1 + mC2 )
2 2 2

8
e quindi
s
8 µ m1 g h
v2 = ≃ v2−C
5 µ m1 + m1 + 12 mC1 + 1
2
mC2

dove l’ultimo passaggio indica che, tenendo conto che mC1 << m1 e mC2 << m1 , la
velocità v2 è praticamente la stessa del punto c).

Quesito e
I valori numerici delle domande precedenti sono:
a) m2−max = (1.60 ± 0.08) kg
b) RC1−x = (15.7 ± 0.8) N RC1−y = (14.7 ± 0.7) N RC2−y = (35.3 ± 1.8) N
c) v2 = (2.0 ± 0.1) m/s
d) come c)