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DIMENSIONAMENTO MECCANICO DELLE LINEE


AEREE



1. INTRODUZIONE

2. DEFINIZIONE

3. CATENARIA DI UN CONDUTTORE TESATO TRA DUE PUNTI

3.1. SISTEMA DELLE FORZE ESTERNE AGENTI E RELAZIONI TRA DI ESSE
3.2. CAMPATA CON ATTACCHI A LIVELLO: FORMULA DELLA CATENARIA
3.3. CALCOLO DELLA FRECCIA
3.4. NORMATIVE
3.5. CAMPATE CON ATTACCHI A DISLIVELLO


4. EFFETTI DELLA VARIAZIONE DI TEMPERATURA E
DELL ELASTICITA

4.1 LUNGHEZZA EFFETTIVA DEL CONDUTTORE
4.2.EQUAZIONE DEL CAMBIAMENTO DI STATO
4.3. MODULO DI ELASTICIT ( E ) E COEFFICIENTE DI DILATAZIONE TERMICA
LINEARE (o ) DI UN CONDUTTORE BIMETALLICO.

5. SOVRACCARICO E VERIFICA

5.1 CONDIZIONI DI MASSIMO SOVRACCARICO
5.2 CRITERI DI VERIFICA DEI CONDUTTORI
5.3 CENNI SUI CRITERI DI VERIFICA DEI SOSTEGNI
5.4 FONDAZIONI
















2






DIMENSIONAMENTO MECCANICO DELLE LINEE
AEREE




1. INTRODUZIONE

Per le linee aeree sussistono problematiche non solo di natura elettrica, ma anche di natura
meccanica: infatti, bisogna fare in modo che il conduttore non sia sottoposto a sforzi di
trazione maggiore del carico di rottura. Nelle linee in cavo, tali problemi sono risolti a posteriori
al momento della messa in opera e della costruzione.
Ricordiamo, inoltre, che i conduttori sono composti da due elementi: alluminio e acciaio. Il
primo incaricato del trasporto di energia, il secondo assolve ai compiti meccanici.


Gli obiettivi da perseguire sono i seguenti:


Il tiro (o la freccia) nelle condizioni geometriche di posa della linea, va calcolato in
modo che, anche nelle condizioni peggiori, lo sforzo cui soggetto il conduttore sia
minore del carico di rottura.

Successivamente, occorre verificare che il franco da terra, sia superiore ai limiti fissati
dalle normative, anche nella condizione di massima temperatura che corrisponde alla
condizione di massimo allungamento (franco da terra minimo).


Le norme CEI riguardanti le linee aeree sono state tradotte in DPR (Decreto del Presidente
della Repubblica).















3






3. DEFINIZIONE DI CATENARIA


Definizione
Catenaria la curva secondo la quale si dispone un filo pesante, perfettamente
omogeneo, flessibile e inestensibile, avente i suoi estremi in due punti fissi.


Lequazione della catenaria si esprime mediante il coseno iperbolico



Le linee elettriche aeree e i cavi delle funivie descrivono curve che non si discostano
sensibilmente da una catenaria. Le problematiche di natura meccanica sono anche le stesse
che riguardano la costruzione dei ponti sospesi, ponti cio in cui limpalcato sospeso
mediante tiranti in acciaio ai cavi portanti disposti secondo una certa curva e sostenuti da alti
piloni.




La catenaria non si discosta di molto da una parabola:










4







5
3. CATENARIA DI UN CONDUTTORE TESATO FRA DUE PUNTI


3.1. Sistema delle forze esterne agenti e relazioni tra di esse

Il sistema delle forze che agisce sul conduttore di una linea aerea costituita da:

peso proprio (Pp) per unit di lunghezza;
peso di un eventuale manicotto di ghiaccio (Pm) per unit di lunghezza;
forza dovuta al vento, che si considera sempre spirante orizzontalmente e normalmente
alla linea (Pv);




Il conduttore si dispone su un piano passante per i punti di attacco e formante con la
verticale un angolo |.


La risultante Pp + Pm si compone
settorialmente con Pv. Il carico totale agente
sul conduttore :

2 2
( )
p m v
P P P P = + +
e forma con la verticale un angolo

v
p m
P
arctg
P P
| =
+

v
p
P
= arctg
P
v
p m m
P
tg
P P P
| | =
+ +

6

3.2. CAMPATA CON ATTACCHI A LIVELLO: FORMULA DELLA CATENARIA


Supponiamo che gli attacchi siano allo stesso livello. Consideriamo il sistema di riferimento nel
piano cos individuato. Assumiamo un sistema di assi cartesiani, in cui lasse y passa per il
punto pi basso della catenaria e l'asse x sia ad una distanza dal punto pi basso definita
franco da terra.






Consideriamo un elementino di conduttore e imponiamo l'equilibrio delle forze.


7
d ( T cos )
x: - T cos + T cos + 0
d s
d (T sin )
y: - T sin - P ds + T sin + 0
ds
ds
ds
o
o o
o
o o



dove
2 2
( ) ( ) ds dx dy = +


risulta:

d ( T cos )
0
d s
d (T sin )
ds
ds
ds
o
o
=
P ds =





Otteniamo subito un primo risultato:

Tx = T cos o = To = cost.

To la componente del tiro orizzontale; esso costante in tutti punti della catenaria
e pari al valore che il tiro ha nel punto pi basso della stessa (dove il tiro tangente
alla curva, quindi parallelo all'asse x o = 0 cos o = 1).



To = T cos o il tiro cui si fa riferimento per le valutazioni sulle sollecitazioni.


Ritorniamo al nostro sistema:

( ) dT dT sin
0 cos sin 0 (1)
ds ds cos

( sin )
sin cos (2)
Sostituendo la (1) nella (2), otteniamo:
sin
T
cos
d To d T d
T
ds ds ds
d T dT d
P T P
ds ds ds
d
ds
o o o
o o
o
o o
o o
o o
o

= = =



= + =


| |

|
\ .
2
2
2 2
2 2
sin cos dividendo per T cos
sin
e sostituendo To = T cos
cos cos
sin sin d
1
ds cos cos
d
T P
ds
d d P
ds ds T
d d P P
ds ds To To
o
o o o
o o o
o
o o
o o o o o
o o
+ =
+ =
| |
+ = + =
|
\ .
2
d 1
(3)
ds cos
P
To
o
o
| |
=
|
\ .



8

Poich
2 2 2 2
dx 1 1
cos allora cos =
ds
1 ( ')
1
dx
dx ds
d x d y y
dy
dx
o o = = = =
+ +
| |
+
|
\ .


Sostituendo questultimo valore trovato nella (3), otteniamo:

( )
2
1 ( ')
d P
y
ds To
o
+ =
(4)

inoltre ricordando la definizione di curvatura:

3
2
2
''
(1 ( ') )
d y
ds
y
o
=
+


che sostituito nella (4) ci d:

2
3
2
2
''
(1 ( ') )
(1 ( ') )
y P
y
To
y
+ =
+


quindi otteniamo quanto segue:

2
Equazione differenziale del II ordine non lineare;
''

x
la risolviamo per tentativi, ponendo y' = sinh( )
1 ( ')
a
y P
To
y
=
+



2
La y' come definita, per essere soluzione della equazione differenziale, ovviamente la deve verificare,
sostituendo il valore imposto, otteniamo:
1
cosh
1 a
,
a
sinh
x
P P a
To To
x
a
a
| |
|
\ .
= =
| |
+
|
\ .
ed in definitiva
To
a =
P



Questa relazione mostra, come praticamente intuibile, che aumentando To il valore
di a aumenta, mentre aumentando il peso del conduttore a diminuisce.




1
9


Lo possiamo vedere dalla seguente figura:






Poich



Tenendo presente che le campate sono dell'ordine di qualche centinaio di metri in alta tensione
e qualche decina di metri in media e bassa tensione, (x/a) piccola, quindi si pu
approssimare lequazione della catenaria con lo sviluppo in serie arrestato al secondo termine:

2 2
2
(1 )
2 2
x x
y a a
a a
= + = +

otteniamo

2
EQUAZIONE DELLA CATENARIA (formula della parabola)
2
x
y a
a
= +



x
' sinh , risulta y = a cos h cos
a
imponendo la condizione iniziale, y (x=0) = a, otteniamo
y = a + cost = a cost = a
Allora diventa

x
y t
a
| | | |
= +
| |
\ . \ .

EQUAZIONE DELLA CATENARIA


x
y = a cos h
formula precisa a
| |
|
\ .

0
10








11
3.3. CALCOLO DELLA FRECCIA

Possiamo calcolarci la freccia:

2 2
2 2
2 2 2
2 8
8 8 8 cos
l l
x x
x l
f y a a a
a a
l Pl Pl
f
a To T o
= =
| |
= = + =
|

\ .
= = =




Maggiore il tiro, minore la freccia e viceversa.


2
0
2
N
, indicando con il tiro unitario sul conduttore e tenendo presente
8 mm
che il peso unitario dato da p = S, dove il peso specifico del materiale, allora abbiamo

Pl To
f
To S
o

(
= =
(

2 2 2
0 0 0
P l
f =
8 8 8
S l l
S S

o o o

= =






Questa relazione mostra che sul valore della freccia non influisce la sezione del
conduttore, ma

1) il suo peso specifico (con conseguente necessit di materiali leggeri)
2) la lunghezza della campata
3) il tiro unitario o tensione a trazione.



da notare che la freccia non pu assumere un valore qualsiasi, perch da essa dipendono
altre caratteristiche della linea, come la distanza verso terra (franco verso terra) e la distanza
tra i punti di attacco di conduttori agli isolatori.















12
3.4. NORMATIVE




La norma CEI 11-4 stabilisce, per esempio, che le altezze dei conduttori sul terreno e sulle
acque non navigabili non siano inferiori a:


m 5 per le linee di classe 0, I e per le linee in cavo aereo di qualsiasi classe;

(5.5 + 0.006 U) m, con minimo di 6 m, per le linee di classe II e III
con U < 300 kV, dove U la tensione nominale in kV;

La maggiore fra il valore precedente ed il valore ottenibile da 0.0195 U per le linee
di classe III con 300 kV < U < 800 kV.




Per quanto riguarda la distanza dei conduttori dai punti di attacco, la stessa norma
prescrive, salvo alcune eccezioni, un valore in m non inferiore a:

0.01 D n f L U = + +


Dove
n = 0.6 per conduttori in alluminio e lega d'alluminio (non bimetalli) e 0.5 negli altri casi;
f la freccia nelle condizioni di sovraccarico
L la lunghezza della catena di isolatori


Per le linee di classe 0, I, II, i valori precedenti vanno ridotti del 30%.


Possiamo inoltre determinare il tiro all'attacco trovando infine che:


T To p f ~ +




In pratica, in condizioni normali, i valori di T non sono molto diversi da quelli di To dato
l'esiguo valore di p f.


(p il peso per unit di lunghezza)







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3.5. CAMPATE CON ATTACCHI A DISLIVELLO


Supponiamo di avere appoggi non a livello






In questo caso possiamo riferirci a due campate virtuali di lunghezza l1 ed l2.


1 2
2 2
1 2
1 2 1 2 1 2
o o
1 2
2 1 2
la differenza di altezza tra i 2 appoggi
P l P l
h = ( ) ( ) ( ) 2
8 T 8 T 8 8
dato che: l = l (figura) 2 l = l
2
Si hanno cos due equazioni in
o o
h f f
P P
l l l l l l l
T T
l l
l
A =

A = + =

+ +
1 2 1 2
1 2 1 2
1
2
due incognite
l 2 l 2

8 4
2
Sommando e sottraendo ricaviamo:
l 2
l 2
o o
o
o
l l l l
T T
l l h l l h
l P l P
h T
l
l P
h T
l
l P
+ = + =



= A = A


A
= +





f1
f2
14
Considerazioni

Con il variare delle condizioni di esercizio e di peso (a seconda che ci sia o meno il
manicotto di ghiaccio oppure condizioni del vento mutate) la posizione del punto pi
basso della catenaria cambia, ovvero, le due campate virtuali possono diventare molto
diverse da quelle calcolate per un determinato P e To.
Il metodo delle campate virtuali serve solo per lo studio in una determinata condizione
di peso e temperatura.

Non possibile applicare lequazione del cambiamento di stato di riferendoci
alle campate virtuali.

Quello che si potrebbe fare il calcolo esatto dell'equazione del conduttore disposto tra i
due appoggi a dislivello, ma questo richiede di risolvere un'equazione in senh e cosh.

L'alternativa quella di usare tecniche semplificate. In sostanza ci corrisponde a fare le
seguenti operazioni:

- si traccia la congiungente tra i due appoggi;
- si traccia la tangente alla curva, parallela a questa congiungente;
- la catenaria cui ci riferiamo quella che ha come freccia la distanza tra queste due rette;

Ci si riferisce cos a un nuovo sistema di riferimento.


Questa tecnica semplificata valida nel caso di piccoli dislivelli 1 2 m





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4. EFFETTI DELLA VARIAZIONE DI TEMPERATURA E DELL' ELASTICIT




4.1 LUNGHEZZA EFFETTIVA DEL CONDUTTORE

La lunghezza effettiva o del conduttore,relativa a una campata, leggermente maggiore della
luce della campata l (nelle condizioni di posa individuate dalla temperatura to e tiro unitario
oo).

Ricaviamo allora la lunghezza effettiva della linea ovvero del filo conduttore:

/ 2 / 2 / 2 / 2
2 2 2
2
0 0 0 0
/ 2
l/2
2
0 0
2 2 2 1 ( ') 2 1 sinh
= 2 cosh 2 sinh 2 sinh
2


l l l l
l
x
ds d x d y y dx
a
x x l
dx a a
a a a
| |
= = + = + = + =
|
\ .
( | | | | | |
= =
| | | (

\ . \ . \ .
} } } }
}
l
= 2 a sinh
2 a
| |

|

\ .


Sviluppando in serie e fermando lo sviluppo al secondo termine
( )
3 3 3 3
3 3 2 2
2
2 2
2
1 1 1 1 8
2 2
2 3! 2 6 3 3 8 (2 ) 8 8
2
8 8
= l +
3 l 8 3
8
= l +
3
l l l l l l l
a a l l
a a l a a a
a
l f
l
a l
f
l
(
| | | |
( = + = + = + = + =
| |

\ . (
\ .

| |
= +
|

\ .



, la lunghezza effettiva della linea, dipende da quadrato della freccia

Questespressione ci permette di scrivere le equazione del cambiamento di stato















dx

(dx)+(dy)=
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4.2.EQUAZIONE DEL CAMBIAMENTO DI STATO

I conduttori delle linee aeree non possono essere considerati come dei corpi rigidi, di
dimensioni costanti, ma subiscono delle variazioni dimensionali a causa dei cambiamenti di
temperatura e per gli sforzi meccanici a cui sono sottoposti. Essendo corpi filiformi, in cui la
dimensione prevalente quella assiale, baster considerare solo le loro variazioni in lunghezza.
Se, per esempio, il conduttore viene posato con un certo valore di temperatura ambiente ed
esercitando su di esso un certo tiro, in modo da ottenere una determinata freccia, evidente
che all'aumentare della temperatura la freccia diventer maggiore; lo stesso succede se, a
parit di temperatura il carico meccanico aumenta per effetto del vento e della ghiaccio.

Per impostare il problema si considerino due condizioni diverse, e si indichi con:
- At = t to la variazione di temperatura;
- f1 ed fo le frecce nelle condizioni 1 e 0;
- o1 e oo i carichi unitari nelle condizioni 1 e 0;
- ed
o
la lunghezza nelle condizioni di posa ed in una generica situazione;
- o
t
il coefficiente di dilatazione termica del conduttore in K
-1
;
- E modulo di elasticit normale (di Young) del materiale conduttore [N/mmq].

Indicando con Ae ed At le variazioni di lunghezza dovute rispettivamente all'elasticit e alla
variazione di temperatura, la variazione di lunghezza totale data da:



Se indichiamo con c l'allungamento elastico unitario con Ac la sua variazione ed applichiamo
la legge di Hooke

E
o
c =


si ha:
1 0
considerato E costante
o
o o
l
E E
o o o
c
A
A = A = =


La variazione di lunghezza per cause termiche data da:
2
o
o
( )
Si ottiene quindi
- ( )
= 1 ( ) EQUAZIONE DEL CAMBIAMENTO DI STATO
o t o t o
o
o o t o
o
t o
l t t t
t t
E
t t
E
o o
o o
o
o o
o
A = A =

= +
(
+ +
(




Per le due distinte condizioni di funzionamento possiamo determinare:

2
8
= l +
3
f
l


2
o
8
= l +
3
o
f
l




=o=e+t
e
t


= l 0 = l +

17
2 2 2
8 8 ( )
8
o o
l l l P
f
a T t T
P

= = =
| |

|
\ .

2
8 ( )
o
o
o o
l P
f
T t

=




To = o S componente orizzontale del tiro, dove o la sollecitazione [kg/mmq]

(0)
o o
T S o =
componen. orizzon. del tiro relativo alle condizioni di posa.


Sostituendo nellespressione della freccia:

2 2 2
2 2 2
(0)
l
=
8 8 8
l
=
8 8 8
o
o o o
o o
o o o
l P l P P
f
S f S T
l P l P P
f
T S f S
o
o
o
o

= =

= =




I MODO (abaco di Colonnetti)

Sostituendo nell'equazione del cambiamento di stato:

2 2 2 2
8 8 1
1 ( ) (*)
3 3 8 8
o o
o
o
f l P f l P
l l t t
l l E f S f S
o
( | | | |
+ = + + +
( | |

(
\ . \ .


Abbiamo cos l'espressione del cambiamento di stato in funzione di f
3
; per risolvere questa
equazione si usa labaco Colonnetti.

E arctg c = . A la condizione pi
gravosa (ad esempio per la zona A:
vento a 130 km/h temp. 5 C, tiro
0.4 o
r
).
In corrispondenza di A il tiro 0.4 o
r

dove o
r
la tensione di rottura del
conduttore (determinata in prove di
laboratorio di breve durata). Il carico
passa da Po a P1 alla stessa
temperatura to. Se la temperatura
passa da to a t restando costante il
carico, si passa al punto C.



A
angolo
E arctg c =

B
C
0.4r
18
Cio: la condizione A(T0,P0,t0) caratterizzata da un certo P0, se si diminuisce il carico a P1,
il sistema passa in B(T0,P1,t0). In B, o
r
minore
,
inoltre, pure diminuita la lunghezza del
conduttore rispetto alla luce della campata l.

Il passaggio da A a C(T0,P1,t) si ha, invece, per variazione di temperatura che da t0 si porta a
t. Ci comporta una variazione del peso che da P0 passa a P1.

II MODO

Lequazione di stato si pu porre in altra forma,
ricordando che:

2 2
1
1
1
2 2
o
8
ed f
3 8
8
ed f
3 8
o
o
o
f l
l
l
f l
l
l

o

= + =


= + =



Poich
1 2
l l l A = A + A
, otteniamo:

2
1
2 2
1
1 1
( A)
24
o
t
o
l
t
E
o o
o
o o
| |
= A
|
\ .


Questa relazione consente di calcolare il tiro unitario o1, conseguente ad una
variazione di temperatura At (e non AP) in funzione del valore iniziale oo e delle
caratteristiche del materiale conduttore e della campata.

Anche per questa determinazione si possono utilizzare grafici sperimentali (diversi dallabaco
Colonnetti che permettono di ricavare 1 e o1 al variare di t e P) detti diagrammi di
cambiamento di stato, che danno l'andamento di oo in funzione di t per i vari tipi di
conduttori.

Si nota che, all'aumentare della temperatura, oo diminuisce: infatti il conduttore,
allungandosi, perde tensione meccanica.



Conoscendo cos la nuova o1 alla temperatura t1 possibile determinare la

2
1
1
8
l
f

o

e quindi il franco da terra per vedere se rientra nella norma.



T [K]
=e+t
19
4.3. MODULO DI ELASTICIT ( E ) E COEFFICIENTE DI DILATAZIONE
TERMICA LINEARE (o ) DI UN CONDUTTORE BIMETALLICO.




Ricaviamo nel caso di conduttore bimetallico i valori di E ed o da sostituire nellequazione del
cambiamento di stato.
Per i conduttori bimetallici si ricavano un modulo di elasticit ed un coefficiente di
dilatazione termica equivalenti (o virtuali), tenendo conto che i due materiali costituenti i
conduttori hanno caratteristiche diverse e supponendo che non ci sia scorrimento tra anima e
mantello. I conduttori che si usano attualmente per le linee di alta tensione sono di alluminio
con anima di acciaio. Lanima di acciaio ha uno scopo meccanico, la funzione elettrica viene
svolta invece dal mantello di alluminio.

Essendo il conduttore ancorato in corrispondenza delle morse di amarra o delle morse di
collegamento alle catene di isolatori, lo scorrimento effettivamente trascurabile.
Avendo supposto un allungamento unico per l'alluminio e l'acciaio, per ricavare o del
conduttore, imponiamo la condizione di equilibrio, ovvero, imponiamo che la forza di trazione
che in mantello di alluminio esercita sull'anima di acciaio sia uguale alla forza di compressione
che dell'anima di acciaio esercita sul mantello di alluminio


( )
acc acc Al al
S S o o =


Diversamente per calcolare E, se applico T sul bimetallo questo uguale alla somma degli
sforzi di trazione esercitate dal conduttore.






Lacciaio ha un coeff. di
dilatazione termico minore di
quello dellalluminio

o
acc
< o
all

20

4.3.1. Calcolo di E equivalente

Per calcolare E dobbiamo imporre che lo sforzo totale deve essere uguale alla somma degli
sforzi agenti singolarmente su anima e mantello
( S o =
acc acc Al al
S S o o +
)

Per la legge di Hooke

L
L E
o
c
A
= =

nelle nostre ipotesi
L
L
A
uguale per l'acciaio e l'alluminio, per cui:


Al

Al
acc Al
acc Al
Acc acc
E
E
E E E
E
E
o
o
o o o
o
o

= =



dove
- o: sollecitazione che si ha sul conduttore bimetallico;
- E: modulo di elasticit equivalente del conduttore bimetallico;

Inoltre la sollecitazione complessiva o S , dove S = S
Al
+ S
Acc
la sezione complessiva del
conduttore bimetallico, data dalla somma degli sforzi che agiscono sulle singole parti
componenti il conduttore

Acc Al
Equazioni dell'equilibrio degli sforzi
o o
acc acc Al Al
To T T
S S S o o o
= +
= +



Acc
( ) sostituendo i valori di ,
( )
MODULO DI ELASTICITA'
EQUIVALENTE DEL CONDUTTO
Al Acc Acc Acc Al Al Al
Al Acc Acc Acc Al Al
Acc Acc Al Al
Al Acc
S A S S
S S E S E S
E E
S E S E
E
S S
o o o o o
o o
o
+ = +
+ = +
+
=
+
RE
BIMETALLICO



il modulo di elasticit del conduttore bimetallico la media pesata dei moduli di
elasticit dei singoli componenti utilizzando come pesi le rispettive sezioni.









21
4.3.2. CALCOLO DI o DEL CONDUTTORE DI METALLICO


In seguito ad un aumento di temperatura At, l'anima e il mantello, se fossero libere di dilatarsi,
si allungherebbero rispettivamente di


Acc
Acc Al
l
/ e dove l l
l
Al Al Acc
l l t t o o
A
A = A = A A ( A

mentre il realt, poich sono tra loro vincolati, si allungano di una quantit o At maggiore di

Acc
t o A

ma minore di
Al
t o A

Al
( )
Acc
o o (

in quanto il mantello tira l'anima e questa comprime il mantello.

L'allungamento del conduttore bimetallico :

Acc
Al
( ) ( )
l
Poich
l
Acc Al
Acc
Acc Al
Acc Al
Al
l
t t
l
l
E
l
l E E E
E
l
o o o o
o
o o o
o
A
= A = A
A
=

A
= = =

A


( )
( )
Acc
Al
Per cui
Sforzo di compressione che

l'acciaio esercita sull'alluminio
Sforzo di compressione c

Acc Acc Acc Acc Acc Acc
Al Al Al Al Al Al
l
S E S t E S
l
l
S E S t E S
l
o o o
o o o
A | |
= = A
|
\ .
A | |
= = A
|
\ .
he
l'alluminio esercita sull'acciaio



o Acc Al
Per cui: T
o Acc Acc Al Al
T S S o o = =

poich gli sforzi che si trasmettono sono uguali ma di segno opposto.

( ) ( )
COEFFICIENTE DI DILATAZIONE TERMICA

lineare equivalente di un cond
Acc Acc Acc Al Al Al
Acc Acc Al Al Al Al Al Acc Acc Acc
Al Al Al Acc Acc Acc
Al Al Acc Acc
E S E S
E S E S E S E S
S E S E
S E S E
o o o o
o o o
o o
o
=
( + = +

+
=
+ uttore bimetallico

Acc Al
dove o o o ( (


Il coefficiente di dilatazione termica lineare del conduttore bimetallico la media dei
due coefficienti di dilatazione termica dei due componenti utilizzando come pesi i
prodotti delle rispettive sezioni per i rispettivi moduli di elasticit.

In genere i valori di E ed o vengono ricavati sperimentalmente
22
5. SOVRACCARICO e VERIFICA

(Dal Conte)


5.1 Condizioni di massimo sovraccarico

Abbiamo gi detto che i conduttori e le funi di guardia, oltre al peso proprio, sono soggetti a
dei sovraccarichi dovuti alla spinta del vento e alla formazione di eventuali depositi di ghiaccio
su di essi (v. 3.1 sistema di forze ext.). L'entit di questi sovraccarichi, essendo legata alle
condizione atmosferiche, evidentemente variabile; per tale ragione la norma CEI 11-4 indica
delle condizioni normalizzate di massimo sovraccarico.

A questo riguardo, la norma citata suddivide il territorio nazionale in due zone:

- Zona A, comprendente l'Italia centrale, meridionale e insulare per altitudini non
superiori a 800 metri sul livello del mare;
- Zona B, comprendente l'Italia settentrionale per qualsiasi altitudine e l'Italia
centrale, meridionale e insulare per altitudini superiori a 800 metri sul livello del
mare.

Le condizioni di massimo sovraccarico sono:

- Condizioni MSA (massima sollecitazione in zona A):
temperatura di 5 C (268 K);
vento spirante in direzione perpendicolare ai conduttori, alla velocit di 130 km/h;
assenza di manicotto di ghiaccio.

- Condizioni MSB (massima sollecitazione in zona B):
temperatura di 20 C (253 K);
vento spirante in direzione perpendicolare ai conduttori, alla velocit di 65 km/h;
manicotto di ghiaccio attorno ai conduttori di spessore 12 mm e densit

6
3 3
0.92 0.92 10
kg kg
dm mm

=



5.2 CRITERI DI VERIFICA DEI CONDUTTORI

La verifica meccanica dei conduttori e delle funi di guardia consiste nell'accertare che la
sollecitazione di trazione, in specificate condizioni di carico, sia inferiore a dei limiti
prefissati; bisogna inoltre verificare che l'altezza dal suolo e le altre distanze di rispetto
stabilite dalle norme, in condizioni di freccia massima, siano superiori ai limiti stabiliti.

La norma ha CEI 11-4 prescrive tre ipotesi di verifica.

IPOTESI 1
Viene detta condizione EDS (every day stress) e considera i conduttori e le funi di guardia
scarichi (soggetti solo al peso proprio), alla temperatura di15 C . In tali condizioni la
sollecitazione a trazione non deve superare il 25% del carico di rottura per conduttori e funi di
guardia a filo unico o per le corde in condizione di conduttore assestato, il 30% per le corde in
condizioni di conduttore non assestato.

IPOTESI 2
Si considerano le condizioni di massima sollecitazione MSA e MSB, come precedentemente
specificato. In tali condizioni la sollecitazione a trazione non deve superare il 50% del carico di
rottura per conduttori e funi di guardia delle linee di terza classe e il 40% per le linee di classe
0, prima e seconda.
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IPOTESI 3
la condizione in cui deve essere calcolata la massima freccia e considera i conduttori e le funi
di guardia scarichi alla temperatura di 55 C per la zona A e 40 C per la zona B.



5.3 CENNI SUI CRITERI DI VERIFICA DEI SOSTEGNI

Anche i sostegni delle linee aeree sono soggetti a vari sforzi meccanici, che sono:

- spinta del vento su conduttori e fune di guardia e da questi trasmessa al sostegno;
- spinta del vento su isolatori e morsettiera;
- spinta del vento sul sostegno;
- componenti orizzontali dei tiri dei conduttori e delle funi di guardia;
- componenti verticali dei tiri precedenti (peso dei conduttori e del manicotto di ghiaccio);
- peso di isolatori e morsetteria;
- peso degli elementi costituenti il sostegno.


In generale come mostrato in figura, sul sostegno agir una risultante Fo delle forze orizzontali
e una risultante Fv delle forze verticali, applicate a una altezza H
f
dalla base del sostegno.

La componente Fv da generalmente luogo a sollecitazioni di compressione trascurabili, mentre
la componente Fo esercita un momento flettente, rispetto alla base del sostegno, pari a
M
f
= Fo H
f
.
Nel caso di sostegni allineati (in rettifilo) le componenti orizzontali dei tiri dei conduttori relativi
alle due campate adiacenti si annullano e rimane solo la spinta del vento; questo non avviene
per sostegni dangolo.



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Per considerare le condizioni pi gravose, la norma CEI 11-4 considera anche l'ipotesi di
rottura di uno o due conduttori della stessa campata, con conseguente squilibrio delle forze e
maggiore sollecitazione sul sostegno.
La predetta norma stabilisce determinate ipotesi di calcolo per la verifica meccanica dei
sostegni, in base alle quali si calcolano le sollecitazioni massime, che andranno confrontate con
quelle indicate dalla stessa norma per i vari tipi di sostegno e con i coefficienti di sicurezza,
sempre stabiliti dalla norma, che si dovranno rispettare.

Le norme prescrivono che il franco non deve essere inferiore a:
- 5 m per le linee a tensione inferiore o uguale a 1000 V (BT)
- 6 m aumentati di 1 cm per ogni kV di tensione oltre i 100 kV per linee a tensione
superiore a 1000 V (AT).
N.B.
Le sollecitazioni di lunga durata possono portare alla rottura del conduttore per valori di o << o
r
, dove o
r
la tensione di rottura del conduttore determinata in prove di laboratorio di breve
durata. Le norme CEI ammettono due valori di tensione di rottura: una per sollecitazione di
lunga durata ed una per sollecitazione di breve durata.

5.4 FONDAZIONI

Si possono considerare diverse soluzioni:
Fondazione a blocco unico: che pu essere realizzato con un blocco rettangolare o con un
blocco con riseghe

per sfruttare al massimo l'azione del carico di terreno compreso entro l'angolo stabilito dalle
norme. Inoltre esistono fondazioni con pi riseghe. Ci sono anche pali a portanti tenuti fissi con
due tiranti per ogni lato



Il fascicolo CEI che riguarda le norme sulle linee elettriche aeree esterne, precisa i criteri da
seguire per il dimensionamento dei pali (sia quelli ad asta unica che quelli di sostegno a
traliccio).
Nello stesso fascicolo sono indicate le verifiche da farsi sulle fondazioni:
Verifica al rovesciamento (considerando agenti sul palo: l'azione del vento e la risultante del
peso proprio dei conduttori) M
rovesciamento
s M
rovesciamento max
(momento di stabilit);
Verifica della sollecitazione provocata dal peso proprio del traliccio pi il peso proprio della
fondazione sul terreno, questa sollecitazione deve essere minore della massima sollecitazione
ammissibile.