Sei sulla pagina 1di 21

Instabilità torsionale e flesso-torsionale (svergolamento)

(aggiornamento 07-01-2010)

Instabilità torsionale (Ballio §9.2.4)

07-01-2010) Instabilità torsionale (Ballio §9.2.4) Nelle sezioni doppiamente simmetriche (centro di ta glio

Nelle sezioni doppiamente simmetriche (centro di taglio coincidente col baricentro) l’avvitamento è una possibile modalità di collasso. Per queste sezioni esso è disaccoppiato dall’instabilità flessionale e si ha:

σ

cr

=

G I

T

I

0

(a)

In particolare questa forma di instabilità va controllata per le sezioni a croce, per le quali la (a) diviene:

σ

cr

=

G t

2

b

2

essendo t lo spessore. Si ha infatti:

I

I

T

0

=

=

4

2

b t

3

3

1

12

t (2b)

3

=

4

3

t b

3

(a) diviene: σ cr = G t 2 b 2 essendo t lo spessore. Si ha

Svergolamento (Ballio §9.3)

Svergolamento (Ballio §9.3) Il fenomeno viene anche chiamato: - Stabilità della flessione piana - Stabilità laterale

Il fenomeno viene anche chiamato:

- Stabilità della flessione piana

- Stabilità laterale

- Stabilità flesso-torsionale

Lo svergolamento è dovuto alla forza di compressione che agisce su una parte della sezione e che

può provocare sbandamento laterale e torsione, senza che il profilo riesca a manifestare le sue risorse flessionali. Dipende da:

- rigidezza flesionale intorno all’asse debole

- rigidezza torsionale (I T , I ω )

- lunghezza libera (distanza tra sezioni impedite di traslare orizzontalmente e quindi di ruotare)

- vincoli esterni

- quota del punto di applicazione del carico

Nella figura le travi secondarie impediscono lo sbandamento dell’ala superiore della trave principale. Nel caso

Nella figura le travi secondarie impediscono lo sbandamento dell’ala superiore della trave principale. Nel caso di trave soggetta a momento costante, con vincoli di appoggio torsionale, il momento critico elastico è dato dalla relazione:

π π 2 EI ω = EI GI 1 + M cr z T 2
π
π
2 EI
ω
=
EI GI
1
+
M cr
z
T
2
L
L GI
T
M

(1)

M

appoggio torsionale

teorico (forcella)

M appoggio torsionale teorico (forcella) appoggio torsionale pratico

appoggio torsionale

pratico

M appoggio torsionale teorico (forcella) appoggio torsionale pratico

Nel caso di momento variabile lungo l’asta, il valore del momento massimo che determina l’instabilità è maggiore. Il punto di applicazione del carico influenza il valore del momento critico: un carico applicato all’estradosso è più instabilizzante.

Normativa italiana CNR 10011

La CNR 10011/85 indica due metodi approssimati che permettono di evitare il calcolo del momento critico e considerano critica una distribuzione di momento flettente definita da un momento equivalente M eq M eq = 1.3 M m con la limitazione 0.75 M max < M eq < M max per travi appoggiate o continue M eq = M m con la limitazione 0. 5 M max < M eq < M max per travi a mensola essendo M m il momento medio lungo la trave:

M m

=

Mdx

L

Se il carico è applicato all’estradosso, si deve applicare un ulteriore coefficiente di sicurezza

pari a 1,4.

Metodo ω 1

Il coefficiente ω 1 è funzione del rapporto

σ =

hL

bt

f

ω

1

ω M

1

eq

≤ σ

W adm

=

f

y

hL

0.585E bt

f

Il metodo è applicabile per travi a doppio T laminate o saldate (con rapporti dimensionali definiti) e

deriva dalle considerazioni che seguono.

Se nella (1) si trascura la rigidezza torsionale secondaria EI ω /L 2 rispetto alla primaria GI T , la

tensione critica si scrive:

σ

cr,D

=

1

π

W L

EI GI z T
EI GI
z
T

=

π I I z T EG L W
π
I I
z
T
EG
L W

Per le travi a doppio T del sagomario si ha:

σ cr,D

= π

W Per le travi a doppio T del sagomario si ha: σ cr,D = π EG

EG 0.3

bt

f

hL

0.3 0.3

bt

f

W h

= π

206000 80000 0.3

bt

f

hL

= 121000

bt

f

hL

N / mm

2

Nello spirito delle tensioni ammissibili si può scrivere:

σ ≤

σ cr,D

ν

=

σ

adm

ω

1

ω

1

=

σ

adm

ν

f

y

=

σ

cr,D

σ

cr,D

ω

1

=

f

y

hL

f

y

hL

=

121000 bt

f

0.585E bt

f

Metodo dell’ala isolata

E’ un metodo a favore di stabilità, applicabile a qualsiasi trave, anche nel caso di corrente

compresso controventato con una trave orizzontale reticolare (ad esempio per le vie di corsa).

Se si trascura la rigidezza torsionale primaria GI T , la stabilità è affidata alla rigidezza flessionale,

intorno all’asse z-z, dell’ala compressa considerata isolata dall’anima (v. figura).

N eq

N eq L z z t f y y z b f
N eq
L
z
z
t f
y
y
z
b
f

z

Si verifica quindi l’ala a carico di punta soggetta alla forza assiale N eq :

N

eq

=

σ

ala

dA

=

M

eq

I

y

S

y

M eq

d

Si verifica l’asta col metodo ω o χ, con la curva di stabilità c o d, usando come lunghezza di libera

inflessione la luce L e come momento d’inerzia quello dell’ala intorno all’asse z:

I 1z =

t b

f

3

f

12

i

b f = 12
b
f
=
12

λ =

L

i

Eurocodice 3 edizione 1992 §5.5.2 – Instabilità flesso-torsionale delle travi

M

b,Rd

= χ

LT

β

w

W

pl, y

f

y

/ γ

M1

M

b,Rd

= χ

LT

M

c,Rd

Il coefficiente χ LT di riduzione per l’instabilità flesso-torsionale è uguale al coefficiente χ per carico

di punta e si ricava in funzione della snellezza adimensionale

carico di punta:

, analoga alla snellezza λ per

λ LT

λ LT

=

M ⎛ pl ⎜ M ⎜ cr ⎝
M
pl
M
cr

λ =

N pl N cr
N
pl
N
cr

per carico di punta

M cr è il momento critico di svergolamento calcolato in campo elastico. Nell’appendice F sono

riportate le formule per vari casi di carico; per momento costante vale la (1). Altre formule sono

reperibili in letteratura. In casi particolarmente complessi si può ricorrere ad un’analisi di buckling

con un programma agli elementi finiti, discretizzando la trave con elementi plate.

Si

devono adottare i valori di χ della curva a per sezioni laminate e della curva c per sezioni saldate.

Se

λ

LT

<

0.4

non è necessaria la verifica a svergolamento.

NTC – D.M. 14-1-2008

Le Norme Tecniche per le Costruzioni e l’EC3:2005 usano un approccio simile a quello dell’EC3:1992, senza però fornire le formule per il calcolo del momento critico elastico.

approccio simile a quello dell’EC3:1992, senza però fornire le formule per il calcolo del momento critico
approccio simile a quello dell’EC3:1992, senza però fornire le formule per il calcolo del momento critico
approccio simile a quello dell’EC3:1992, senza però fornire le formule per il calcolo del momento critico
approccio simile a quello dell’EC3:1992, senza però fornire le formule per il calcolo del momento critico
approccio simile a quello dell’EC3:1992, senza però fornire le formule per il calcolo del momento critico
Se si assume β = 1, la (4.2.51), a parte il fattore f di distribuzione
Se si assume β = 1, la (4.2.51), a parte il fattore f di distribuzione
Se si assume β = 1, la (4.2.51), a parte il fattore f di distribuzione

Se si assume β= 1, la (4.2.51), a parte il fattore f di distribuzione del momento flettente, coincide con l’espressione di χ per la verifica a carico di punta. Anche

coincide con l’espressione di Φ per la verifica

a carico di punta. A favore di sicurezza si possono quindi usare i valori di χ. Se

l’espressione di

Φ

λ

LT,0

con

=

0,2

LT

invece si usa β=0,75 e

λ

LT,0

= 0,4

si ottengono valori maggiori di χ LT .

ESEMPIO 1

Calcolare il carico massimo ammissibile (applicato all’estradosso) per la trave di figura

q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235)
q
L=10 m
Particolare appoggi
HE 260 A
Fe 360 (S 235)
q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R

R

q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R
q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R
q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R
q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R
q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R
q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R

R

q L=10 m Particolare appoggi HE 260 A Fe 360 (S 235) R R

CNR 10011 metodo ω 1

M

m

=

1

2

2 qL

L 3

8

L

=

0.75M

max

=

2

qL

<

10.7

10.7

2

qL

12

M

eq

<

M

M

max

eq

=

1.3M

O.K.

m

=

2

qL

9.23

W y,el = 836 cm 3

h = 250 mm

b f = 260 mm

t f = 12.5 mm

σ adm = 156 N/mm 2

f yk = 235 N/mm 2

Poiché il carico è applicato all’estradosso, il coefficiente ω 1 va moltiplicato per 1.4

1.4

ω

hL

b t

f

f

1

M

eq

≤ σ

adm

=

769

M

eq

130.4

=

1.4 1.5

W

ω

=

1

156 836

=

235

130.4 kNm

769

=

=

0.585 206000

1.50

62.1 kNm

9.23 62.1

q

adm

=

10

2

= 5.73 kN / m

Se la trave fosse controventata il carico ammissibile sarebbe quasi doppio:

q adm

=

8

σ

adm

W

8 156

836

=

2

L

100

= 10.4 kN / m

CNR 10011 metodo dell’ala isolata

snellezza ala

ω N

eq

A

f

≤ σ

adm

λ =

L 10000 = = 133 → i 260 / 12 z 156 (260 12.5) ⋅
L 10000
=
=
133 →
i
260 /
12
z
156 (260 12.5)
10
N eq
2.89

3

ω

(curva c)

= 175 kN

=

2.89

M

eq

q adm

=

N

eq

d

=

175 (250

12.5)10

9,23 41.6

100

= 3.84 kN / m

3

=

41.6 kNm

Il metodo dell’ala isolata dà risultati molto più cautelativi.

Eurocodice 3:1992 ⎧ 2 ⎫ 2 2 π EI ⎪ ⎛ k ⎞ I (kL)
Eurocodice 3:1992
2
2
2
π EI
k
I
(kL) GI
z
w
T
2
M
= C
+
+
(C z
)
C z
cr
1
2
2
2
g
2
g
(kL)
k
I
π EI
w
z
z
con :
k
=
1
k
=
1
C
=
1.132
C
=
0.459
z
=
125 mm (ordinata di q rispetto al baricentro)
w
1
2
g
I
= 3668 cm
4 mom. inerzia
z
I 516400 cm
=
6 mom. inerzia settoriale o costante di ingobbamento
w
I 52.37 cm
=
4 mom. inerzia torsionale
T
2
2
E
=
210000 N/mm
G
=
80769 N/mm
6
M
=
1.132 760236 {
14095
+
55639
+
3292
57.38}10
=
183.2 kNm
cr
3
M
=
f
W
=
235 919.8 10
=
216.2
kN
pl
yk
pl
M
pl
λ
=
=
=
1.086
χ
(curva a)
=
0.605
LT
M
cr
216.2
M
= χ
M
=
0.605
= 124.6 kNm
b,Rd
LT
c,Rd
1.05

q

Ed

=

8 124.6

100

=

9.97 kN / m

q

adm

=

q

Ed

1.5

= 6.64 kN / m

Il carico ammissibile è leggermente superiore a quello ottenuto col metodo ω 1 (q adm =5.73

kN/m).

La verifica può essere eseguita immediatamente con il programma Profili.

Il coefficiente k determina la lunghezza di libera inflessione kL dell’ala compressa nel suo piano:

Il coefficiente k determina la lunghezza di libera inflessione kL dell’ala compressa nel suo piano:

k=0.5 k=0.7
k=0.5
k=0.7

vista in pianta

Il coefficiente k w tiene conto del vincolo all’ingobbamento delle sezioni di estremità e anch’esso

assume i valori 0.5 (2 vincoli) 0.7 (1 vincolo). Realizzare un vincolo all’ingobbamento pienamente

efficiente è difficile e quindi si assume solitamente k w =1.

pienamente efficiente è difficile e quindi si assume solitamente k w =1. Ingobbamento parzialmente impedito 10

Ingobbamento

parzialmente

impedito

NTC e Eurocodice 3:2005

Le NTC e l’EC3 prevedono per le travi laminate con sezione a doppio T l’uso della curva di instabilità b, più gravosa rispetto alla curva a, ma il cui effetto è mitigato dalla possibilità di usare

per il calcolo di χ LT i valori

λ

LT,0

=0,4 e β=0,75.

Secondo le NTC la snellezza

corrispondente alla distribuzione uniforme.

λ LT

va calcolata in base al valore del momento critico elastico M cr

M cr =200,7 kNm

λ

LT

=

=critico elastico M c r M c r =200,7 kNm λ LT = 1,038 Usando la

1,038

Usando la curva di instabilità b e calcolando χ LT con

λ LT,0

=0,4 e β=0,75 si ottiene:

[ (λ )+ 2 ]= Φ = 0,51 + α − λ βλ 1,0125 LT
[
)+
2
]=
Φ
=
0,51
+ α
− λ
βλ
1,0125
LT
LT,0
LT
LT
LT
1
χ
=
=0,6764
LT
2
2
Φ
+
Φ
−βλ
LT
LT
LT

Il coefficiente riduttivo χ LT va amplificato col fattore f di distribuzione del momento flettente:

f

= 1 0,5(1 k

c

[

) 1 2,0(λ

LT

0,8)

2

]

[

= 1 0,5(1 0,94) 1 2,0(1,038 0,8)

χ

LT,mod

=

χ LT

0,6764

=

f 0,973

M

b,Rd

= χ

LT,mod

M

c,Rd

=

=

0,695

<

0,695

216,2

1,05

1 = 3,47 2 f λ LT = 143,1 kNm
1
= 3,47
2
f
λ LT
= 143,1 kNm

q

Ed

=

8 143,1

100

=

11,4 kN / m

q

adm

=

q

Ed

1,5

= 7,63 kN / m

2

]

=0,973

Il carico ammissibile è superiore a quello ottenuto al punto precedente (6,64 kN/m). Con questa impostazione non si tiene però conto del fatto che il carico è applicato all’estradosso. Il confronto va quindi eseguito nel caso di carico applicato al baricentro, per il quale si ha M b,Rd =140,6.

confronto va quindi eseguito nel caso di carico applicato al barice ntro, per il quale si

Circolare 2-2-2009

Circolare 2-2-2009 Questa formula è evidentemente applicabile solo al caso di diagramma del momento variabile

Questa formula è evidentemente applicabile solo al caso di diagramma del momento variabile

linearmente.

Ad esempio per M B =0 si ha ψ=1,75 e il momento critico diventa:

=M B =0 si ha ψ =1,75 e il momento critico diventa: 4 210000 ⋅ 3668

4

210000 366810 80769 52,37 10

4

210000 ⋅ 3668 ⋅ 10 ⋅ 80769 ⋅ 52,37 ⋅ 10 4 = 5,708 ⋅ 10

= 5,70810

2 ⎛ π ⎟ ⎞ EJ ω 1 + ⎜ ⎜ L ⎠ ⎟ GJ
2
π
⎟ ⎞ EJ
ω
1 + ⎜
L
⎠ ⎟ GJ
cr
T
6 π ⋅ ⋅ = 1 + ⎜ ⎛ ⎞ 2 210000 516400 10 ⎟
6
π
=
1
+ ⎜ ⎛
⎞ 2 210000 516400 10
= 1,119
4
10000
⎠ 80769 52,37 10

M

cr

=

1,75

π

10000

5,708 10

11

1,119 /10

6

=

351,3 kNm

con:

11

Nmm

2

I

I

I

E

z

w

T

=

3668 cm

4 mom. inerzia

=

=

516400 cm

52.37 cm

4

6

mom. inerzia settoriale o costante di ingobbamento mom. inerzia torsionale

=

210000 N/mm

2

G

=

80769 N/mm

2

Questo valore è in discreto accordo con quello più affidabile ricavabile con la formulazione

dell’EC3 edizione 1992, implementato nel programma profili, che fornisce M cr =377 kNm.

con la formulazione dell’EC3 edizione 1992, implementato nel programma profili, che fornisce M c r =377
con la formulazione dell’EC3 edizione 1992, implementato nel programma profili, che fornisce M c r =377

CALCOLO DEL MOMENTO CRITICO ELASTICO CON PROGRAMMA AGLI ELEMENTI FINITI

Le versioni più recenti di numerosi programmi commerciali agli elementi finiti contemplano, nell’analisi di buckling, oltre all’instabilità flessionale (instabilità euleriana), anche l’instabilità flesso-torsionale. Se si schematizza la trave con elementi “beam”, che sono implementati secondo la teoria classica delle travi e quindi trascurano la rigidezza bi-flessionale (non è presente il momento d’inerzia settoriale I w fra le caratteristiche meccaniche della sezione), si otterrà una stima generalmente a favore di sicurezza del momento critico. Si tenga inoltre presente che normalmente, se si caricano i dati delle sezioni dalle librerie dei profili contenute nei programmi, non vengono caricati i valori dei momenti di inerzia torsionali I T , che vengono invece calcolati con la formula approssimata

, senza tener conto del contributo dei raccordi che non è affatto trascurabile nel

I

T

=

bt

3

/ 3

calcolo di

I

T

.

affatto trascurabile nel I T = ∑ bt 3 / 3 calcolo di I T .

Nella mesh di figura la trave dell’esempio 1 è discretizzata con 10 elementi beam. I vincoli sono le tre traslazioni e la rotazione torsionale agli estremi. Si applica all’asse baricentrico un carico distribuito di 18,18 kN/m che determina un valore del momento massimo M max =227,2 kNm, momento critico elastico nel caso di carico applicato al baricentro (non è possibile modellare l’effetto del carico applicato all’estradosso). Questo valore del momento critico è fornito dal

programma profili in base alla formula generale contenuta nell’edizione 1992 dell’EC3, e coincide anche col valore dato dal programma LTBeam (vedi più avanti). L’analisi di buckling agli elementi finiti fornisce il moltiplicatore critico m cr =0,739 (M cr =167,9). Il valore è notevolmente inferiore all’unità perché l’analisi con elementi beam trascura la rigidezza bi- flessionale e inoltre il programma usa per il momento d’inerzia torsionale il valore I T =37,02 cm 4 anziché 52,37. Se si trascura la rigidezza bi-flessionale EI w , la trave si comporta come se avesse una sezione rettangolare di piccolo spessore, per la quale il Timoscenko, nel volume “Theory of elestic stability” fornisce la formula (6.39) del carico critico:

(qL)

cr

=

28,3 EJ GJ z T 2 L
28,3
EJ GJ
z
T
2
L

=

28,3

28,3 210000 3668 10 ⋅ ⋅ 4 ⋅ 80769 37,02 10 ⋅ ⋅ 4

210000 3668 10

4

80769 37,02 10

4

 

2

10000

10

3

=

135,8 kN

Il valore del momento critico è quindi M cr =169,8 kNm, in buon accordo col risultato dell’analisi agli elementi finiti.

Per poter tener conto della rigidezza bi-flessionale, è necessario modellare la trave con elementi “plate”.

è necessario modellare la trave con elementi “plate”. Con il carico distribuito di 18,18 kN/m applicato

Con il carico distribuito di 18,18 kN/m applicato al baricentro, l’analisi di buckling fornisce il moltiplicatore critico m cr =0,865 (M cr =196,5 kNm). Questo valore del momento critico è inferiore al valore di 227,2 kNm dato dal programma profili. Il motivo è legato al fatto che nel modello agli elementi finiti non si possono inserire i raccordi fra anima ed ali che fanno aumentare notevolmente

la rigidezza torsionale primaria legata al momento d’inerzia torsionale I T . Nel programma profili si

può però inserire un profilo definito dall’utente, nella tipologia “Saldati Simmetrici”, con i dati

dell’HE260A, ma senza raccordi.

Simmetrici”, con i dati dell’HE260A, ma senza raccordi. In questo modo si ha I T =37,02

In questo modo si ha I T =37,02 cm 4 e per la verifica a svergolamento si ha M cr =198,7 kNm, in buon

accordo col valore (M cr =196,5) ricavato con l’analisi FEM.

col valore (M c r =196,5) ricavato con l’analisi FEM. Se nell’analisi FEM il carico viene

Se nell’analisi FEM il carico viene applicato all’estradosso, si ottiene m cr =0,675 (M cr =153,4), valore in buon accordo con quello (M cr =155,5) fornito dal programma profili:

r =0,675 (M c r =153,4), valore in buon accordo con quello (M c r =155,5)

CALCOLO DEL MOMENTO CRITICO ELASTICO COL PROGRAMMA LTBeam

E’ disponibile gratuitamente in internet il programma LTBeam per il calcolo del momento critico

elastico di travi variamente vincolate e caricate. Il programma è stato sviluppato da CTICM (Centre

Technique Industriel de la Construction Métallique - France) nell’ambito di un programma europeo

di ricerca parzialmente finanziato dalla Comunità Europea per il Carbone e l’Acciaio (ECSC

Project N° 7210-PR183 : "Lateral torsional buckling of steel and composite beams" - 1999-2002).

Si presentano le schermate per il calcolo del momento critico dell’esempio 1 con carico distribuito

applicato all’estradosso.

le schermate per il calcolo del momento critico dell’esempio 1 con carico distribuito applicato all’estradosso. 17
le schermate per il calcolo del momento critico dell’esempio 1 con carico distribuito applicato all’estradosso. 17
Il valore del momento critico coincide praticamente con quello dato dal programma profili (M c
Il valore del momento critico coincide praticamente con quello dato dal programma profili (M c

Il valore del momento critico coincide praticamente con quello dato dal programma profili

(M cr =183,2).

ESEMPIO 2

15

Verificare a svergolamento secondo le NTC (D.M. 14-1-2008) la mensola di figura. Acciaio S275.

NTC (D.M. 14- 1-2008) la mensola di figura. Acciaio S275. q L=2 m 150 20 200

q

L=2 m

150 20 200
150
20
200

Poiché l’ala è tesa, non si può applicare il metodo dell’ala isolata. Per il calcolo del momento critico elastico non si possono usare le formule dell’Eurocodice (edizione 1992) che non valgono nel caso delle mensole. Per il calcolo del momento critico si può ricorrere ad un programma agli elementi finiti. Con la mesh di figura si ottiene M cr =438 kNm.

Con la mesh di figura si ottiene M c r =438 kNm. Con il programma LTBeam

Con il programma LTBeam si ottiene un valore leggermente maggiore (M cr =496 kNm). Poiché la sezione ha modulo di resistenza a flessione W y =216000 mm 3 , il momento critico di 496 kNm determinerebbe una tensione σ cr =2296 MPa >> f y . L’instabilità avviene quindi in campo plastico. Snellezza adimensionale (usiamo per semplicità il W el ):

λ

LT

=

W f y y M cr
W f
y
y
M
cr

=

− 6 216000 275 10 ⋅ ⋅ 496
− 6
216000 275 10
496
59,4 496
59,4
496

= =

0,346

χ

LT

= χ

(curva c)

=

0,926

L’instabilità riduce quindi la resistenza a flessione al 92%:

M

b,Rd

= χ

LT

M

c,Rd

=

0,926

59,4

1,05

= 52,4 kNm

Allo stato limite ultimo la trave può portare il carico:

kN / m

=

q Ed

=

2

M

2

L

2 52,4 / 2

2

=

26,2

b,Rd

Si noti che se si esegue l’analisi di buckling sulla mesh con elementi beam, si ottiene in questo caso

una stima a sfavore di sicurezza con M cr =731 kNm.

sull a mesh con elementi beam, si ottiene in questo caso una stima a sfavore di

Aste inflesse (Ballio §9.5.3.2)

Spesso le condizioni reali di vincolo sono più favorevoli di quelle ideali.

reali di vincolo sono più favorevoli di quelle ideali. Le travi secondarie costituiscono un vincolo elastico

Le travi secondarie costituiscono un vincolo elastico per quelle principali

costituiscono un vincolo elastico per quelle principali I carichi possono avere un effetto stabili zzante anche

I carichi possono avere un effetto stabilizzante anche se applicati all’estradosso

effetto stabili zzante anche se applicati all’estradosso Le vie di corsa devono spesso esse re controventate

Le vie di corsa devono spesso essere controventate con tralicciatura