Sei sulla pagina 1di 0

ACCA software S.p.A.

presenta gli atti dei convegni sul tema:

Calcolo Strutturale e nuova normativa

svoltisi in:

Avellino, 10 marzo 2005 Bari, 30 marzo 2005 Napoli, 28 aprile 2005 Torino, 23 maggio 2005

Bologna, 18 marzo 2005 Roma, 14 aprile 2005 Milano, 16 maggio 2005 Messina, 9 giugno 2005

Prima edizione - ottobre 2005

ACCA software S.p.A.

Via Michelangelo Cianciulli 83048 MONTELLA (AV) - Italy Tel. (+39) 0827/69504 - Fax (+39) 0827/ 601235 E-mail: info@acca.it - Internet: www.acca.it

ACCA software e i Relatori non si assumono alcuna responsabilità per danni di- retti o indiretti eventualmente causati dall’uso delle informazioni contenute nel- la presente pubblicazione.

Questa pubblicazione, o parte di essa, non può essere riprodotta in nessuna for- ma, in alcun modo e per nessuno scopo, senza l’autorizzazione scritta di ACCA software S.p.A. e dei Relatori.

Relatori

Relatori

Ing. Antimo Bencivenga Ricerca e sviluppo C.S.I. s.r.l.

Prof. Ing. Alberto Castellani Ordinario di Costruzioni in Zona Sismica, Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Politecnico di Milano

Ing. Antonio Cianciulli ACCA software S.p.A

Prof. Ing. Alessandro De Stefano Ordinario di Costruzioni in Zona Sismica, Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica, Politecnico di Torino

Prof. Ing. Ciro Faella Ordinario di Tecnica delle Costruzioni, Facoltà di Ingegneria, Università di Salerno

Prof. Ing. Aurelio Ghersi Ordinario di Tecnica delle Costruzioni, Facoltà di Ingegneria, Università di Catania

Ing. Gerardo Masciandaro Amministratore C.S.I. s.r.l.

Prof. Ing. Roberto Ramasco Ordinario di Costruzioni in Zona Sismica, Facoltà di Ingegneria, Università di Napoli

Calcolo Strutturale e nuova normativa

Presentazione

Presentazione

Il 20 marzo 2003, è stata firmata dal Presidente del Consiglio l’Ordinanza 3274 che, su indicazione della Protezione Civile, ha pro- fondamente modificato le Norme Tecniche per le costruzioni in zona si- smica ed introdotto una nuova Classificazione Sismica dell’intero terri- torio nazionale.

Numerose e molto importanti le novità introdotte dal documento:

abbandono definitivo del “Metodo delle tensioni ammissibili” ed a- dozione del solo “Metodo agli stati limite”;

introduzione di una disciplina specifica per ponti e opere geotecniche;

considerazione degli effetti locali nella valutazione della sollecitazio- ne sismica;

nuova classificazione sismica dei comuni italiani in attesa che le Re- gioni provvedano, sulla base dei criteri generali definiti all’Allegato 1, all’individuazione, formazione ed aggiornamento, dell’elenco delle zone sismiche;

introduzione dell’obbligo di verifiche per alcune categorie di edifici ed opere infrastrutturali, da effettuarsi secondo le nuove norme, entro cinque anni dalla pubblicazione dell’ordinanza.

Gli elementi innovativi dell’Ordinanza sono numerosi ed introdotti in maniera così repentina da non poter non lasciare disorientati tutti i tec- nici e gli “addetti ai lavori”.

Calcolo Strutturale e nuova normativa

ACCA software, da sempre vicina ai professionisti e sensibile alle loro

esigenze ha organizzato, tra i mesi di marzo e giugno del 2005, un ciclo

di giornate di studio dal titolo “Calcolo strutturale e nuova normativa: i

punti più controversi”.

Questi incontri, pensati per consentire ai professionisti di mantenersi costantemente aggiornati rispetto alle continue evoluzioni normative e tecniche tuttora in corso, avevano l’obiettivo di porsi come naturale momento di approfondimento dei corsi già tenuti dagli ordini professio- nali italiani dopo l’emanazione dell’Ordinanza 3274.

Nel corso dei seminari sono stati affrontati i punti maggiormente rile-

vanti e controversi delle nuove norme tecniche, tra cui i principi genera-

li relativi all’analisi sismica, all’analisi dinamica, alle problematiche concernenti la gerarchia delle resistenze.

Ai seminari hanno preso parte relatori di assoluta competenza e profes-

sionalità, tra i quali eminenti docenti universitari e professionisti esperti

di progettazione e realizzazione di software per il calcolo strutturale.

ACCA ha voluto raccogliere in questo volume gli interventi degli auto- revoli relatori, certa di rendere un utile servizio non solo alle migliaia di tecnici che hanno partecipato agli incontri tenutisi in tutta Italia ma an- che ai professionisti che non erano in quelle sedi presenti.

Questa raccolta degli atti intende fornire al lettore una preziosa testimo- nianza del dibattito sviluppatosi nelle varie giornate e dell’attenta disami-

na condotta dagli stimati relatori sulla normativa per le costruzioni in zo-

na sismica. Essa comprende gli interventi fatti nei vari incontri tenuti in varie città italiane nel corso del 2005. Nel testo si troveranno pertanto in-

terventi che trattano problematiche analoghe affrontate da diversi relatori.

Ing. Antonio Cianciulli

ACCA software S.p.A.

Introduzione - L’evoluzione della normativa tecnica per le costruzioni

Introduzione

L’evoluzione della normativa tecnica per le costruzioni

Ing. Antonio Cianciulli ACCA software S.p.A.

Avellino, 10 marzo 2005

Nel nostro paese la progettazione e la realizzazione di opere di ingegne- ria civile sono regolamentate da un corpus normativo costituito da un ri- levante numero di provvedimenti (Leggi e Decreti) la cui applicazione è obbligatoria.

Le leggi di riferimento per la progettazione, la direzione dei lavori ed il collaudo di opere strutturali sono:

Legge n. 1086 del 5 novembre 1971 (Gazzetta Ufficiale del 21 di- cembre 1971 n. 321): “Norme per la disciplina delle opere in con- glomerato cementizio armato, normale e precompresso, ed a struttura metallica”

Legge n. 64 del 2 febbraio 1974 (Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 1974 n. 76): “Provvedimenti per le costruzioni con particolari pre- scrizioni per le zone sismiche”

Calcolo Strutturale e nuova normativa

Tali leggi prevedono che le norme di carattere strettamente tecnico sia- no emanate dal Ministero dei LL.PP. (attualmente Ministero delle Infra- strutture e dei Trasporti) di concerto con il Ministero dell’Interno con appositi decreti.

Esse prevedono, inoltre, che le norme tecniche siano specifiche per i di- versi materiali e sistemi costruttivi e che siano oggetto di frequenti ag- giornamenti, ad opera dello stesso Ministero.

In particolare è previsto (art. 21 L. 1086/1971) un aggiornamento bien- nale e, nel caso delle norme “antisismiche”, < ogni qual volta occorra in relazione al progredire delle conoscenze del fenomeno sismico>.

Il Legislatore, in sostanza, ha previsto l’emanazione di norme tecniche attraverso provvedimenti di rango secondario (D.M.) che richiedono tempi certamente più ridotti e procedure certamente più snelle rispetto alle Leggi (che devono essere approvate in parlamento), anche e soprat- tutto in considerazione dell’esigenza di aggiornamento frequente della normativa tecnica legata all’evoluzione delle conoscenze, delle tecniche e delle metodologie costruttive.

Nonostante ciò la frequenza degli aggiornamenti prevista dalle L. 1086/71 e 64/74 non è stata rispettata; gli ultimi Decreti emanati in ma- teria dal Ministero dei Lavori Pubblici risalgono, infatti, al gennaio del 1996 e sono:

D.M. 9.1.1996 “Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione ed il col- laudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche” (Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 1996, n. 29 - Suppl. Ord.)

D.M. 16.1.1996 “Norme tecniche per le Costruzioni in zona sismica” (Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 1996, n. 29 - Suppl. Ord.)

D.M. 16.1.1996 “Norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi"” (Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 1996, n. 29 - Suppl. Ord.).

Introduzione - L’evoluzione della normativa tecnica per le costruzioni

Tali provvedimenti ancora oggi regolano, di fatto, la progettazione.

Come è ben noto agli addetti ai lavori il primo dei tre citati decreti pre- vede tre metodi di calcolo: le tensioni ammissibili, gli stati limite in “versione nazionale” e gli stati limite in “versione europea”.

Per le tensioni ammissibili il Decreto fa semplice riferimento a quello precedente del 1992, senza riprodurne il testo. Tale metodologia, infatti, seppur ancora largamente applicata nella pratica (per lunga consolidata abitudine), non è di fatto aggiornabile in quanto estranea, da lungo tem- po, ad ogni filone di ricerca.

Dal gennaio del 1996, quindi, il complesso delle norme tecniche rimane sostanzialmente invariato fino al marzo del 2003, quando si verifica una reale (e inattesa), rivoluzione normativa.

In seguito all’onda emotiva seguita ai tristemente noti episodi di S. Giuliano di Puglia (che in realtà ben poco hanno a che vedere con il mancato aggiornamento della normativa tecnica), viene emanata, in tempi brevissimi, una nuova normativa per le costruzioni in zona si- smica, che coglie di sorpresa tecnici, categorie professionali e parte delle istituzioni.

Lo stupore e le perplessità degli addetti ai lavori si devono a due diverse motivazioni: modalità di emanazione delle norme e contenuti delle norme stesse.

Le nuove norme non sono infatti contenute in un provvedimento del Ministero delle Infrastrutture, come previsto dalle L. 1086/1971 e L. 64/1974, ma emanate attraverso un’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri su indicazione del Dipartimento della Protezio- ne Civile.

Il crollo della scuola di San Giuliano, che ha suscitato comunque nell’opinione pubblica la sensazione di inadeguatezza della vigente normativa sismica nazionale, ha giustificato un’iniziativa di interven- to “drastica” e “straordinaria” di un soggetto di norma non preposto a tale compito.

Calcolo Strutturale e nuova normativa

Il provvedimento emanato, l’ormai celeberrima Ordinanza n. 3274/2003, è corredato da quattro voluminosi allegati attraverso i quali viene sostanzialmente riscritta, in un sol colpo, tutta la normativa per le Costruzioni in zona sismica (in tutti gli aspetti) e viene adottata una nuova classificazione sismica di tutto il territorio nazionale.

Essa introduce numerosissimi elementi di novità tra i quali ricordiamo:

classificazione dell’intero territorio nazionale come zona sismica;

definitivo abbandono del metodo delle tensioni ammissibili, ritenuto obsoleto;

verifiche degli spostamenti della struttura per effetto del sisma (S.L.D.);

introduzione del concetto di progettazione in alta e bassa duttilità;

considerazione degli effetti locali nella valutazione della sollecitazio- ne sismica.

L’Ordinanza 3274 prevede, inizialmente, un periodo transitorio, cioè un periodo di coesistenza con la precedente normativa, di 18 mesi a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta l’8 maggio 2003.

Ciò tuttavia non è sufficiente ad evitare le perplessità ed i timori di nu- merosi professionisti davanti ad una mole tanto consistente quanto inat- tesa di novità.

I tempi così ristretti, inoltre, non hanno evidentemente consentito il coinvolgimento e la consultazione delle categorie professionali interes- sate e delle istituzioni (le Regioni) suscitando malumori e malcontento.

L’Ordinanza 3274 è motivo di acceso contrasto tra il Dipartimento della Protezione Civile – che ha redatto il provvedimento – ed il Ministero delle Infrastrutture, cioè il soggetto di norma preposto all’emanazione ed all’aggiornamento della normativa tecnica, che mostra di non gradire l’“invasione di campo”.

Introduzione - L’evoluzione della normativa tecnica per le costruzioni

Il Ministro Lunardi nomina una commissione allo scopo di elaborare un testo organico che provveda ad aggiornare e coordinare tutte le norme tecniche per le costruzioni, quindi di ambito ben più ampio delle dispo- sizioni contenute nell’Ordinanza, ma con il dichiarato intento di giunge- re all’emanazione prima dell’entrata in vigore in via esclusiva dell’Ordinanza 3274 e, quindi, di vanificarne di fatto gli effetti.

Paradossalmente, dopo un decennio di stagnazione, dunque, due diversi organi dello Stato procedono alla revisione della normativa ignorando ciascuno il lavoro dell’altro: il Dipartimento della Protezione Civile re- visionando gli allegati tecnici all’Ordinanza 3274 (anche sulla base del- le indicazioni ricevute dalle Regioni) e il Ministero lavorando, con un riserbo assoluto, alla stesura di un testo totalmente nuovo.

Il poco edificante conflitto istituzionale viene risolto soltanto con l’emanazione Decreto Legge 28 maggio 2004, n. 136 che stabilisce che il Ministero delle Infrastrutture deve provvedere all’emanazione di nuove norme tecniche per le costruzioni “di concerto” con il Diparti- mento della Protezione Civile.

Ad oggi, i lavori della Commissione incaricata dal Ministro delle Infra- strutture sono conclusi ed il testo delle “Norme Tecniche per le Costru- zioni” è sottoposto al vaglio delle Regioni e del Dipartimento della Pro- tezione Civile.

Tale documento presumibilmente verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il prossimo autunno; per la sua entrata in vigore si prevede un ul- teriore periodo transitorio della durata di 18 mesi nel quale sarà possibi- le continuare ad operare anche con la precedente normativa (1996) e- manata dal Ministero dei Lavori Pubblici. La pubblicazione “Norme Tecniche per le Costruzioni”, non segnerà comunque, anche dopo il termine della prevista fase transitoria, la fine dell’Ordinanza 3274/2003.

La normativa di prossima pubblicazione prevede (al Punto 5.7.1.1), in- fatti, la possibilità di continuare ad operare con le norme predisposte dal Dipartimento della Protezione Civile.

Calcolo Strutturale e nuova normativa

Queste ultime, dopo un processo di revisione ed aggiornamento durato quasi 2 anni, hanno superato la quasi totalità delle imprecisioni e delle perplessità che avevano accompagnato la prima versione pubblicata.

Infatti, senza scendere in particolari, la prima versione dell’Ordinanza 3274 ed i relativi allegati contenevano (inevitabilmente, considerati i tempi ristrettissimi impiegati per la stesura) un considerevole numero di imprecisioni e talvolta errori che hanno richiesto diverse rettifiche ed aggiornamenti (si veda, a tal proposito, la Tabella seguente).

All’Ordinanza va riconosciuto certamente il merito di aver smosso la normativa italiana da un immobilismo nel quale versava da diversi anni e di aver recepito i criteri fondamentali codificati dai principali paesi soggetti ad eventi sismici.

Essa, che può essere considerata la sintesi applicativa delle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche dell’ingegneria sismica, ha fornito un’importantissima occasione di rinnovamento della pratica progettuale (si pensi che oltre 25.000 ingegneri hanno frequentato i corsi di aggior- namento sulla 3274) ed è certamente una significativa “tappa di avvici- namento” a quegli Eurocodici che dovranno diventare (Direttiva CEE 89/106) la base dell’Ordinamento ufficiale italiano.

Introduzione - L’evoluzione della normativa tecnica per le costruzioni

Cronologia dei provvedimenti emanati da marzo 2003 ad agosto 2005

     

Data

 
 

Normativa

 

Titolo

 

Pubblicazione/

 

Note

   

Approvazione

 

Ordinanza del Presiden- te del Consiglio dei Mi- nistri n. 3274 del 20 marzo 2003

Primi elementi in materia di criteri generali per la classi- ficazione sismica del territo- rio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica

Gazzetta Ufficiale

 

n.

105 del 8.5.2003 - Supplemento Ordinario n. 72

Nota esplicativa del Servizio Sismico Nazio- nale del 4 giugno 2003

Nota esplicativa dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio

Risulta NON pub- blicata in Gazzetta

Ritirata in seguito alla ema- nazione dell’Ordinanza del P.C.D.M. n. 3316 del

dei

Ministri n.

3274

del

20

marzo 2003

   

2.10.2003

1° Nota (1° Errata Cor- rige)

 

Gazzetta Ufficiale

 

n.

157 del 9 luglio

2003

2° Nota (2° Errata Cor- rige) – Comunicato del Ministero di Giustizia

 

Gazzetta Ufficiale

Annulla la precedente rettifi- ca

n.

160 del 12 luglio

2003

Ordinanza del Presiden- te del Consiglio dei Mi- nistri n. 3316 del 2 otto- bre 2003

 

Gazzetta Ufficiale

Rettifica numerose formule

n.

236 del 10 otto- bre 2003

contenute

nel

testo

dell’Ordinanza 3274.

Decreto della Presiden- za del Consiglio dei

Disposizioni attuative del- l'art. 2, commi 2, 3 e 4, del- l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.

Gazzetta Ufficiale

Sono definite le tipologie degli edifici e delle opere infrastrut- turali per le quali è obbligatorio procedere, ai sensi dell’art. 2 dell’Ordinanza 3274, alla veri- fica entro il 20 marzo 2008, e sono fornite le indicazioni per tali verifiche tecniche.

Ministri - Dipartimento della Protezione Civile

n.

252 del 29 otto- bre 2003

21

ottobre 2003

3274 del 20 marzo 2003

   

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (Ordinanza 23 gennaio 2004, n. 3333)

“Disposizioni urgenti di pro- tezione civile.”

Gazzetta Ufficiale

 

n.

26 del 2 febbraio

2004

Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Tra- sporti n. 113/AG/30/15 del 28 gennaio 2004

   

Nomina di una commissione

 

-

destinata alla redazione del T.U. norme tecniche

Decreto del Capo di Dipartimento della Pro- tezione Civile n. 123 del

   

Nomina di un Gruppo di

 

-

lavoro destinato ad “aggior-

nare le tematiche contenute nell’Ord. 3274”

22

gennaio 2004

 

prosegue alla pagina successiva

Calcolo Strutturale e nuova normativa

continua dalla pagina precedente

     

Data

 

Normativa

 

Titolo

Pubblicazione/

Note

 

Approvazione

Nota esplicativa del Dipartimento della Pro- tezione Civile del 29 marzo 2004

Elementi informativi sulla Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante “Primi elementi in materia di criteri generali per la classifi- cazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica” (Gazzetta Uffi- ciale n. 105 del 8.5.2003)

 

-

 

Decreto Legge 28 mag- gio 2004, n. 136 Disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubbli- ca amministrazione.

Disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione.

Gazzetta Ufficiale

Art. 5 - Normative tecniche in materia di costruzioni (Le norme tecniche per le co-

n.

124 del 28 mag- gio 2004

struzioni devono essere approvate “di concerto” tra Dipartimento della Protezio- ne Civile e C.S.LL.PP. )

 

Conversione in Legge del D.L. 28 maggio 2004 , n. 136

Gazzetta Ufficiale

 

L. 27 luglio 2004 , n. 186

n.

175 del 27 luglio

2004

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (Ordinanza n. 3379)

Differimento all’8 maggio 2005 dell’entrata in vigore esclusiva dell’Ordinanza 3274

Gazzetta Ufficiale n. 269 del 16 no- vembre 2004

 

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (Ordinanza n. 3431)

Differimento all’8 agosto 2005 della entrata in vigore esclu- siva dell’Ordinanza 3274

Gazzetta Ufficiale

 

n.

107 del 10 mag- gio 2005

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (Ordinanza n. 3452)

Differimento all’8 ottobre 2005 della entrata in vigore esclusi- va dell’Ordinanza 3274

Gazzetta Ufficiale

 

n.

181 del 5 agosto

2005

 

Conversione in Legge, con

Gazzetta Ufficiale

Art. 14 undevicies - Modifica dell’art. 5 della L. 186 con l’introduzione di un regime transitorio di 18 mesi per le “Norme Tecniche per le Costruzioni”.

L. 17 agosto 2005, n. 168

modificazioni,

del

D.L.

n.

194 del 22 ago- sto 2005

115/2005

Approfondimenti di calcolo

Approfondimenti di calcolo

Principi di base dell’analisi modale: spettri di risposta e fattore di struttura - Calcolo di sollecitazioni e spostamenti con gli stati limite

Ing. Antimo Bencivenga Ricerca e Sviluppo C.S.I. s.r.l.

Bari, 30 marzo 2005

Il motivo di questa breve digressione teorica nasce dall’aver riscontrato, nella nostra esperienza di sviluppatori di software, che alcuni concetti e teorie che l’Ordinanza da per scontati, non sempre fanno parte del baga- glio culturale di tutti i tecnici.

Molti di noi, infatti, si sono laureati da molto tempo, altri si sono specia- lizzati in altre branche della professione, ecc

Abbiamo ritenuto utili questi brevi cenni per dare a tutti la possibilità di seguire meglio il prosieguo del convegno.

I concetti esposti sono basilari per la comprensione della “Nuova Norma- tiva Sismica”, sia che entri in vigore l’Ordinanza, il Testo Unico o quello che sarà, perché, in ogni caso, dovremo fare l’analisi dinamica, le verifiche agli Stati Limite e via dicendo.

Calcolo Strutturale e nuova normativa

EEqquuiilliibbrriioo ddiinnaammiiccoo

FF == MM ** AA

11)) MM ** AA((tt)) ++ KK ** xx((tt)) == FF((tt))

22)) MM ** ((AAtt((tt)) ++ AAmm((tt)))) ++ KK ** xx((tt)) == 00

33)) MM ** AAmm((tt)) ++ KK ** xx((tt)) == -- MM ** AAtt((tt))

3 ) ) M M * * A A m m ( ( t t )
Am M K At
Am
M
K
At

Fig. 1

Partiamo dall’“Analisi dinamica”. La prima legge da cui si parte è il famoso 2° Principio della Meccanica, che sicuramente conosciamo tutti:

F = m * a

Esso ci dice che se abbiamo una massa m completamente sospesa e ad essa applichiamo una forza F, la massa accelererà di una accelerazione a e le quantità F ed il prodotto m * a saranno uguali tra loro.

Facciamo un successivo passo e vediamo cosa accade alla prima struttura

in

Fig. 1. La massa m ora non è più sospesa in aria ma sta alla sommità

di

un’asta dotata, a sua volta, di una rigidezza che indicheremo con K.

Se applichiamo alla massa una forza F, avverrà che non solo la massa accelera ma si sposterà anche l’asta, cui essa è solidale, di una certa quantità x. Quindi stavolta la forza esterna F che prima era uguale ad m * a adesso sarà uguale a:

m * a + K * x = F

La relazione 1) di Fig. 1 dice che ci deve essere equilibrio tra la forza che noi applichiamo e le altre due forze che nascono, una di tipo iner-

ziale m * a l’altra di tipo elastico k * x e, poiché questo è vero al varia-

re del tempo t, possiamo scrivere che:

m * a(t) + K * x(t) = F(t)

Approfondimenti di calcolo

Consideriamo ora la seconda struttura di Fig. 1 in cui è stata tolta la for- za F e si suppone che si muova il terreno alla base. Se la forza non c’è, il secondo membro diventa uguale a 0 e, poiché se si muove il terreno alla base, il movimento si trasmette anche alla massa m, possiamo dire che l’accelerazione totale che subisce la massa è data dalla somma di due accelerazioni: quella del terreno at(t) e quella della massa rispetto alla base am(t), ottenendo la relazione n. 2). Modifichiamo la 2) portan- do at(t) (l’accelerazione del terreno) al secondo membro ottenendo la re- lazione 3), che confrontata con la 1) fornisce:

F = - m * at(t)

È, quindi, come se volessimo studiare la nostra struttura soggetta a una forza F pari alla massa per l’accelerazione del terreno.

Quest’equazione molto semplice, ricavata su una struttura altrettanto semplice, ci dà l’idea di quelle che sono le forze in gioco, anche se non possiamo utilizzarla per le strutture reali.

AAnnaalliissii ddiinnaammiiccaa mmooddaallee

AAnnaalliizzzziiaammoo iill ssiisstteemmaa iinn aasssseennzzaa ddii aazziioonnii eesstteerrnnee::

MM

** AA((tt)) ++ KK ** xx((tt)) == 00

PPoonniiaammoo:: ω=

AAll

tteemmppoo 00 ssppoossttaammeennttoo XX 00 ee vveelloocciittàà VV 00 ;; iinntteeggrraannddoo::

K / M
K / M

11)) XX((tt)) == VV 00 ssiinn((ωωtt))// ωω ++ XX 00 ccooss((ωωtt))

/ / ω ω + + X X 0 0 c c o o s s

PPeerriiooddoo == 2π /ω= 2π M / K DDiippeennddee ddaa KK ee ddaa MM

FFrreeqquueennzzaa == iinnvveerrssoo ddeell ppeerriiooddoo

LLeeqquuaazziioonnee 11 rraapppprreesseennttaa uunnaa oosscciillllaazziioonnee lliibbeerraa ((iinn aasssseennzzaa cciiooèè ddii ffoorrzzee ddeell ssiisstteemmaa)) ee vviieennee ddeettttaa aanncchhee MMooddoo nnaattuurraallee ddii VViibbrraazziioonnee

Fig. 2

Facciamo un piccolo passo teorico in avanti, togliendo sia la forza e- sterna che l’accelerazione del terreno e lasciando solo le forze inerziali ed elastiche, la cui somma viene posta = 0. Questa è un’equazione dif- ferenziale di secondo grado perché l’accelerazione è la derivata seconda dello spostamento. Se in questa equazione differenziale fissiamo i valo- ri iniziali della velocità e dello spostamento ad un tempo “0” ed inte- griamo, otterremo la formula n. 1) in Fig. 2.

Calcolo Strutturale e nuova normativa

Tale formula descrive la legge dello spostamento della struttura nel momento in cui, ad un tempo iniziale “0”, diamo uno spostamento X 0 ed una velocità V 0 , laddove si è posto ω = K M e cioè la radice qua-

drata della rigidezza diviso la massa.

L’equazione 1), rappresentata in un piano cartesiano xy, è semplice- mente un moto armonico che, poiché stiamo trascurando tutti gli effetti dello smorzamento, prosegue indefinitamente.

Questo moto armonico è caratterizzato da alcune cose: la prima è il periodo. Basta immaginare per un attimo la mensola che si muove a- vanti e indietro: il periodo è il tempo che intercorre tra due posizioni uguali successive; in questa formula il periodo è 2 π ω e cioè

questa formula il periodo è 2 ⋅ π ω e cioè 2 ⋅ π ⋅ M
questa formula il periodo è 2 ⋅ π ω e cioè 2 ⋅ π ⋅ M

2π

M K
M K

Da essa si nota che il periodo dipende in modo diretto (anche se sotto radice quadrata) dalla massa e in modo inverso dalla rigidezza; ciò ha una grande importanza, come preciseremo meglio tra poco. Resta il concetto-base che una struttura molto rigida avrà un periodo proprio di vibrazione basso mentre una struttura con una grande massa avrà un pe- riodo elevato, cose del resto abbastanza intuitive.

Ragionando in termini di frequenza, che è l’inverso del periodo, ossia il numero di oscillazioni compiute nell’unità di tempo. Si ha che una struttura molto rigida compie numerose oscillazioni al secondo, mentre una “pesante” ne compie poche. Questo moto, oltre che dal periodo, è caratterizzato dall’ampiezza, cioè dagli spostamenti massimi.

L’equazione 1) descrive quello che si chiama “modo naturale di vibra- zione” del sistema. Abbiamo certamente sentito parlare di “modo di vi- brazione” e mi auguro che il concetto risulti chiaro. Tuttavia un richia- mo può essere ugualmente utile.

Quello descritto è il modo naturale di vibrazione del sistema, cioè un si- stema in assenza di forze e per una struttura molto semplice. Ma cosa accade quando le strutture cominciano a diventare più complesse? Il di- scorso si complica ma non eccessivamente.

Supponiamo che per un attimo la nostra mensola, oltre alla massa in som- mità, ne abbia un’altra anche in mezzeria. Dando l’impulso alla massa in al-

Approfondimenti di calcolo

to avremo un certo modo di vibrazione ma, se lo diamo alla massa al centro della mensola, il modo di vibrare sarà certamente diverso dal semplice pen- dolo che oscilla, e quindi è nato un secondo modo naturale di vibrazione.

Possiamo riassumere che in una struttura contenuta in un piano, con un solo tipo di movimento, abbiamo tanti modi naturali di vibrazione per quante sono le masse che si possono muovere.

Questo discorso dei modi naturali di vibrazione è importantissimo e, an- che se tralascio completamente i passaggi matematici, deve restare il se- guente concetto: quando ci si trova in presenza del sisma andremo a co- noscere i singoli modi di vibrazione della nostra struttura reale che, op- portunamente combinati tra loro, ci diranno cosa accade in essa struttura.

MMooddii ddii vviibbrraazziioonnee

PPeerr uunn mmooddoo ddii vviibbrraazziioonnee ccoonnssiiddeerriiaammoo ssoolloo lleeffffeettttoo mmaassssiimmoo ((cchhee ssii rriippeettee cciicclliiccaammeennttee iinn ffuunnzziioonnee ddeell ppeerriiooddoo TT11)) SSuuppppoonniiaammoo aadd eesseemmppiioo cchhee ttaallee eeffffeettttoo ssiiaa iill ttaagglliioo aallllaa bbaassee,, cchhiiaammaattoo FF11

UUnnaa ssttrruuttttuurraa rreeaallee hhaa mmoollttee mmaassssee,, ppeerr ooggnnuunnaa ddeellllee qquuaallii èè ppoossssiibbiillee rriippeettee-- rree iill rraaggiioonnaammeennttoo pprreecceeddeennttee ee,, qquuiinnddii,, aavvrreemmoo ttaannttii mmooddii ddii vviibbrraazziioonnee,, oo-- ggnnuunnoo ccaarraatttteerriizzzzaattoo ddaa uunn ppeerriiooddoo TTii ee ddaa uunn eeffffeettttoo mmaassssiimmoo FFii

LLeevveennttoo ssiissmmiiccoo hhaa lleeffffeettttoo ddii eecccciittaarree ttaallii mmooddii ddii vviibbrraazziioonnee ccoonn iill rriissuullttaattoo ddii ttrraassffoorrmmaarree iill mmoottoo aarrmmoonniiccoo tteeoorriiccoo iinn uunn mmoottoo iirrrreeggoollaarree,, mmaa ccoommuunnqquuee ccaarraatttteerriizzzzaattoo,, aadd uunn cceerrttoo iissttaannttee,, ddiivveerrssoo ppeerr ooggnnii mmooddoo ddii vviibbrraazziioonnee,, ddaall rraaggggiiuunnggiimmeennttoo ddeell mmaassssiimmoo

Fig. 3

Ritornando un attimo alle strutture reali, quando si ha un’accelerazione del terreno, è ovvio che tutte le masse comincino contemporaneamente

a vibrare, ma quello che accade nella struttura è comunque una combi-

nazione di quello che accade nei singoli modi di vibrazione. Pertanto conoscendo i singoli modi di vibrazione si riesce (e vedremo poi in che modo) a conoscere il comportamento dell’intera struttura. Ancora un paio di osservazioni sui modi di vibrazione prima di passare al discorso sulle loro combinazioni.

I modi di vibrazione non sono tutti uguali tra loro, nel senso che per la

posizione che hanno le masse all’interno della struttura ed altri motivi simili, ce ne sono alcuni che sono più importanti ed alcuni meno.

Calcolo Strutturale e nuova normativa

È intuitivo che se applico un impulso ad una massa che sta in alto, mi si mobilita tutta la massa della struttura mentre, se ho una massa molto vi- cina all’incastro, l’impulso dato ad essa probabilmente non si ripercuote sulle altre masse. Ogni modo di vibrazione è caratterizzato, quindi, dall’avere la sua, chiamiamola così, “importanza”.

Il secondo aspetto da prendere in considerazione è che ogni modo di

vibrazione è un movimento continuo e, in ogni istante, è caratterizzato dal suo effetto, nel senso che in ogni istante varia, ad esempio, il ta- glio alla base. Ai fini del calcolo non ci interessa seguire tali variazioni istantanee, ma ci è sufficiente poter conoscere l’effetto massimo.

Inoltre, poiché ogni modo di vibrazione ha un periodo diverso, tale ef- fetto massimo non si verificherà contemporaneamente per ogni modo.

Quale è allora il valore, ad esempio, del taglio alla base rappresentativo dell’evento sismico che prenderemo in considerazione per effettuare i nostri dimensionamenti?

Il discorso è strettamente statistico: considerando ogni modo come un even-

to indipendente, il valore più probabile di una serie di valori indipendenti

tra loro è la radice quadrata della somma dei quadrati dei singoli valori.

CCoommbbiinnaazziioonnee ddeeii mmooddii ddii vviibbrraazziioonnee aa))

EEvveennttoo ssiissmmiiccoo:: ccoossaa ssuucccceeddee??

SSiimmuullttaanneeiittàà mmooddii vviibbrraazziioonnee SSiimmuullttaanneeiittàà mmooddii vviibbrraazziioonnee NNOONN ssiimmuullttaanneeiittàà mmaassssiimmii RRaaggiioonnaammeennttoo ddii ttiippoo pprroobbaabbiilliissttiiccoo ((vvaalloorrii sseemmpprree ppoossiittiivvii))::

11)) RRaaddiiccee qquuaaddrraattaa ddeellllaa ssoommmmaa ddeeii qquuaaddrraattii ((SSRRSSSS)) 22)) CCoommbbiinnaazziioonnee qquuaaddrraattiiccaa ccoommpplleettaa ((CCQQCC)) SSii sscceegglliiee iinn ffuunnzziioonnee ddeeii ppeerriiooddii ddeeii mmooddii ddii vviibbrraazziioonnee::

aa)) PPeerriiooddii bbeenn ddiiffffeerreennzziiaattii vvaa bbeennee llaa SSRRSSSS bb)) PPeerriiooddii vviicciinnii ((<< 1100%%)) oobbbblliiggaattoorriiaa llaa CCQQCC LLaa CCQQCC ffoorrnniissccee vvaalloorrii ppiiùù aallttii ddeellllaa SSRRSSSS

Fig. 4

Se, ad esempio, una struttura con tre modi di vibrazione comincia a oscilla-

re

per effetto del sisma, avrò che il primo modo fornisce una sollecitazione

di

5000, il secondo di 3000 ed il terzo di 1000, ma non nascerà, per questo,

Approfondimenti di calcolo

una sollecitazione con valore di 9000 totale perché, avendo i tre modi di vi- brazione periodi differenti, i valori massimi nascono in istanti diversi.

Come possiamo calcolare, ad esempio, il valore del taglio alla base con cui andremo a dimensionare la nostra struttura?

Considerando i modi di vibrazione come una serie di eventi indipenden- ti (molto diversi l’uno dall’altro), faremo un ragionamento di tipo pro- babilistico. Se facciamo la radice quadrata della somma dei quadrati ot- terremo, come valore più probabile, circa 6000 e non 9000.

Si sono supposti eventi indipendenti, ma l’Ordinanza introduce una im- portante puntualizzazione: se i modi di vibrazione sono vicini tra loro, non si possono più definire totalmente indipendenti. Quindi la combi- nazione SRSS (Square Root of Square Sum - radice quadrata della somma dei quadrati) non va più bene e bisogna usare la combinazione CQC (Combinazione Quadratica Completa).

I valori ottenuti con la combinazione CQC sono sempre maggiori di quelli ottenuti con la combinazione SRSS. Di quanto sono maggiori i valori cal- colati con la SRSS dipende da quanto sono vicini i periodi (vedi Fig. 4).

Riassumendo, per periodi ben differenziati fra loro, va bene la SRSS (radice quadrata della somma dei quadrati), altrimenti bisogna usare ne- cessariamente la CQC (Combinazione Quadratica Completa).

SScceellttaa ddeeii mmooddii ddii vviibbrraazziioonnee

OOggnnii mmooddoo ddii vviibbrraazziioonnee èè ccaarraatttteerriizzzzaattoo ddaa uunn CCooeeffffiicciieennttee ddii PPaarrtteecciippaa-- zziioonnee cchhee èè uunnaa mmiissuurraa ddii qquuaannttoo èè eecccciittaabbiillee qquueell mmooddoo rriissppeettttoo aallllaa ttoottaalliittàà ddeeii mmooddii,, iinn rreellaazziioonnee aallllaa ddiirreezziioonnee ddeell ssiissmmaa UUnn mmooddoo ddii vviibbrraazziioonnee èè ttaannttoo ppiiùù iimmppoorrttaannttee qquuaannttoo mmaaggggiioorree èè llaa mmaassssaa ppaarrtteecciippaannttee,, iinn rraappppoorrttoo aallllaa mmaassssaa ttoottaallee PPeerr eesssseerree ssiiccuurrii ddii eecccciittaarree iill 110000%% ddeellllaa mmaassssaa ttoottaallee ddoovvrreemmmmoo eessttrraarrrree ttuuttttii ii mmooddii ddii vviibbrraazz