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Le connessioni tra elementi in acciaio

considerazioni sull'analisi delle sollecitazioni nella connessione

tipi di connessione (bullonata e saldata)

discussione di alcuni esempi

un riferimento normativo Eurocodice 3: Design of steel structures Part 1-8: Design of joints

Contents

1 Introduction

2 Basis of design

3 Connections made with bolts, rivets or pins

3.1 Bolts, nuts and washers

3.2 Rivets

3.3 Anchor bolts

3.4 Categories of bolted connections

3.5 Positioning of holes for bolts and rivets

3.6 Design resistance of individual fasteners

3.7 Group of fasteners

3.8 Long joints

3.9 Slip-resistant connections using 8.8 or 10.9 bolts

3.10 Deductions for fastener holes

3.11 Prying forces

3.12 Distribution of forces between fasteners at the ultimate limit state

3.13 Connections made with pins

Le connessioni degli elementi strutturali in acciaio si compongono in genere

di

pannelli in acciaio ricavati da lamiere o ferri piatti

di

bulloni che consentono di realizzare il collegamento mediante il semplice

serraggio con coppia controllata (p.es mediante chiave dinamometrica)

di saldature, che permettono un'unione tra gli elementi metallici, da realizzarsi

preferibilmente in officina (per un migliore controllo di qualità sull'esecuzione)

(per un migliore controllo di qualità sull'esecuzione) il collegamento riguarda porzioni limitate dei profilati,

il collegamento riguarda porzioni limitate dei profilati, dove però si concentrano numerosi bulloni e saldature

queste zone non possono essere schematizzate con semplici modelli di calcolo e il problema di determinare le forze trasmesse da ogni componente è di difficile soluzione

?
?

per esempio, ogni bullone è in grado di trasmettere

una forza di trazione che impedisce il distacco delle piastre

e una forza di taglio che può essere orientata in qualsiasi direzione nel piano delle piastre collegate (ha due componenti, lungo x e y)

quindi il numero di forze incognite che i componenti si trasmettono è spesso molto elevato e le semplici equazioni di equilibrio non sono sufficienti a determinarle

occorre però trovare dei metodi pratici che permettano di risolvere il problema

in maniera sufficientemente agile (una struttura in acciaio ha molte connessioni

da dimensionare)

ci viene in soccorso il teorema statico dell'analisi limite

teorema statico dell'analisi limite

ipotesi

- materiale duttile (plasticità illimitata)

- assenza di fenomeni di instabilità

qualsiasi distribuzione delle forze interne e delle tensioni che:

a) è in equilibrio

b) soddisfa in ogni punto il criterio di resistenza del materiale

fornisce un valore del carico di collasso della strutture che è non maggiore del vero carico di collasso

diverse distribuzioni equilibrate delle forze possono essere adottate nei calcoli

equilibrate delle forze possono essere adottate nei calcoli ma in realtà la duttilità non è illimitata

ma in realtà la duttilità non è illimitata una distribuzione il più possibile realistica delle forze richiede meno ridistribuzioni ad opera delle deformazioni plastiche per il raggiungimento della condizione di collasso

alle volte si fa riferimento a configurazioni equilibrate prese a prestito da teorie non molto corrette per il problema in esame

da teorie non molto corrette per il problema in esame considerare l'ala della squadretta come una

considerare l'ala della squadretta come una mensola non porta a risultati precisi perché la teoria di de Saint Venant si applica agli elementi prismatici allungati

in questo caso la "luce" e è più corta dell'altezza della sezione h

però si ottiene una soluzione equilibrata che tenta di approssimare quella corretta che è di ben più difficile determinazione

forze che si scambiano tra due solai uniti da seti di controvento

forze che si scambiano tra due solai uniti da seti di controvento

forze che si scambiano tra due solai uniti da seti di controvento

le stesse formule per l'analisi dei controventi possono essere impiegate per

determinare la distribuzione in campo elastico delle forze di taglio nelle bullonature

vi

sono due piastre che si ipotizzano rigide e che hanno un moto relativo

le

forze che nascono sono proporzionali allo scorrimento tra i fori corrispondenti

e che hanno un moto relativo le forze che nascono sono proporzionali allo scorrimento tra i

comportamento elastico

forze proporzionali allo scorrimento tra i fori corripondenti delle due piastre

allo scorrimento tra i fori corripondenti delle due piastre comportamento plastico le forze hanno come direzione

comportamento plastico

le forze hanno come direzione quella

dello scorrimento tra i fori corrispondenti ma i moduli sono pari alla resistenza

di ciascun bullone

come direzione quella dello scorrimento tra i fori corrispondenti ma i moduli sono pari alla resistenza

altre possibili distribuzioni plastiche

il rapporto tra rotazione e scorrimento delle piastre determina il ruolo del taglio orizzontale e verticale di ogni bullone

rapporto tra rotazione e scorrimento delle piastre determina il ruolo del taglio orizzontale e verticale di
rapporto tra rotazione e scorrimento delle piastre determina il ruolo del taglio orizzontale e verticale di

è bene tenere conto della risposta ben diversa dei pannelli d'acciaio che compongono le sezioni se sollecitati nel loro piano o fuori piano

risposta ben diversa dei pannelli d'acciaio che compongono le sezioni se sollecitati nel loro piano o
risposta ben diversa dei pannelli d'acciaio che compongono le sezioni se sollecitati nel loro piano o
b eff spesso si ipotizza che le tensioni siano distribuite uniformemente su di una larghezza
b
b

eff

spesso si ipotizza che le tensioni siano distribuite uniformemente su di una larghezza ridotta b eff corrispondente alla diffusione a 45°dai raccordi circolari o dalle saldature tra anima e ala

b eff = spess.anima + 2·R + 2·spess.ala

un'ipotesi di questo tipo produce una tensione media più simile al picco della distribuzione reale, rispetto alla meno realistica ipotesi di ripartire la trazione trasversale su tutta la larghezza del'ala

reale, rispetto alla meno realistica ipotesi di ripartire la trazione trasversale su tutta la larghezza del'ala

per questo i nodi trave-colonna che devono trasmettere il momento vengono realizzati saldando dei "fazzoletti" tra le ali della colonna

che devono trasmettere il momento vengono realizzati saldando dei "fazzoletti" tra le ali della colonna

anche le piastre di ripartizione alla base delle colonne pongono lo stesso problema la rigidezza fuori piano della piastra non è molto elevata rispetto a quella del blocco monolitico di calcestruzzo che costituisce la sottostante fondazione

di calcestruzzo che costituisce la sottostante fondazione anche qui una ripartizione sull'intera area della

anche qui una ripartizione sull'intera area della piastra non sarebbe realistica

si può ipotizzare che di tutta la piastra

sia veramente efficace solo una fascia

di spessore c tutto attorno ai pannelli

verticali che compongono la colonna

c è dato dallo spessore della saldatura

dallo spessore della piastra di ripartizione. La piastra viene dimensionata in modo che la pressione sull'area efficace sia tale da non daneggiare il calcestruzzo

e

efficace sia tale da non daneggiare il calcestruzzo e in alternativa si aumenta lo sviluppo dei

in

alternativa si aumenta

lo

sviluppo dei pannelli

mediante l'aggiunta di costolature

esempi di irrigidimento delle piastre di collegamento delle colonne alla fondazione

esempi di irrigidimento delle piastre di collegamento delle colonne alla fondazione
esempi di irrigidimento delle piastre di collegamento delle colonne alla fondazione

per questa ragione nelle squadrette di collegamento tra le anime delle travi principali e secondarie in genere si assegnano ai bulloni solo forze di taglio, trascurando il contributo a trazione

solo forze di taglio, trascurando il contributo a trazione le forze verticali che ci interessa trasmettere
solo forze di taglio, trascurando il contributo a trazione le forze verticali che ci interessa trasmettere

le forze verticali che ci interessa trasmettere non agiscono sullo stesso asse Occorre soddisfare l'equilibrio alla rotazione

ipotesi da preferire (solo forze complanari)

alla rotazione ipotesi da preferire (solo forze complanari) qui l'equilibrio alla rotazione coinvolge la trazione di

qui l'equilibrio alla rotazione coinvolge la trazione di alcuni bulloni, che è ortogonale all'ala dell'angolare

rispetto alle forze attese, dovute al carico che la trave secondaria scarica sulla principale, nascono
rispetto alle forze attese, dovute al carico che la trave secondaria scarica sulla principale, nascono

rispetto alle forze attese, dovute al carico che la trave secondaria scarica sulla principale, nascono delle forze "parassite" orizzontali che sono necessarie per ristabilire l'equilibrio alla rotazione

sommando le due componenti di ciascun bullone si trovano delle forze oblique che si incontrano lungo lo spigolo all'intersezione delle due ali dell'angolare.

In sostanza è come se l'azione e la reazione si scambiassero lungo quella retta verticale, annullando di fatto ogni eccentricità tra di esse

di solito le distanze tra i bulloni sono dettate dalle indicazioni normative o da problemi

di solito le distanze tra i bulloni sono dettate dalle indicazioni normative o da problemi esecutivi

dettate dalle indicazioni normative o da problemi esecutivi nota la geometria, e quindi i bracci delle

nota la geometria, e quindi i bracci delle forze, con l'equilibrio alla rotazione si ricavano le forze orizzontali

la forza verticale è 1/4 del carico

(2 bulloni x 2 squadrette)

per un giunto corto con due soli bulloni le forze orizzontali sono confrontabili con le verticali

per effetto delle forze parassite il taglio nei bulloni aumenta di circa il 40%

con squadrette più lunghe aumenta il braccio delle forze orizzontali e il loro effetto si riduce

con squadrette più lunghe aumenta il braccio delle forze orizzontali e il loro effetto si riduce

l'esempio dei due tiranti in parallelo (o delle piastre con più bulloni, ecc)

tiranti in parallelo (o delle piastre con più bulloni, ecc) dimensionando i componenti in accordo con

dimensionando i componenti in accordo con la distribuzione iniziale delle forze (in campo elastico) ci si orienta già verso la distribuzione naturale delle forze e si fa in modo che le parti coinvolte lavorino fin da subito allo stesso livello tensionale

si richiedono quindi meno adattamenti alla struttura per portare alla plasticizzazione gli elementi necessari perche si attivi un cinematismo di rottura: questi snervano assieme, non ci sono parti sottodimensionate che si plasticizzano subito e che devono deformarsi molto per consentire anche alle parti che lavorano meno di raggiungere la condizione di snervamento

2.5 Ipotesi di progetto

I collegamenti devono essere progettati sulla base di un'ipotesi realistica sulla distribuzione delle forze interne e dei momenti.

Le ipotesi seguenti devono essere utilizzate nel valutare la distribuzione delle forze:

(a) le forze interne e i momenti ipotizzati nell'analisi sono in equilibrio

con le forze ed i momenti applicati al collegamento,

(b)

ogni elemento del colleg. è capace di resistere alle forze interne e ai momenti,

(c)

le deformazioni coinvolte dalla distribuzione non eccedono la capacità di

deformazione dei bulloni e delle saldature e delle parti connesse,

(d) la distribuzione delle forze interne ipotizzata deve essere realistica

con riferimento alle rigidezze relative all'interno del collegamento

(e) le deformazioni ipotizzate nel modello di calcolo sono basate su rotazioni rigide

e/o deformazioni nel piano che siano fisicamente possibili

(f) qualsiasi modello utilizzato sia in accordo con la valutazione dei risultati di prove (si veda la EN 1990 - Eurocodice 0).

data l'aprossimazione degli schemi utilizzati e le concentrazioni tensionali dovute a fori e saldature, i collegamenti vengono progettati con un maggiore coefficiente di sicurezza per il materiale

1.25 1.25
1.25
1.25

come possono cedere i bulloni ?

come possono cedere i bulloni ? se sollecitati a trazione si rompe il gambo (nella parte
come possono cedere i bulloni ? se sollecitati a trazione si rompe il gambo (nella parte

se sollecitati a trazione

si rompe il gambo (nella parte filettata) si piegano o punzonano le piastre che sono unite

se sollecitati a taglio

si rompe il gambo (nella parte liscia o filettata) si ovalizzano i fori per schiacciamento (rifollamento) si rompe l'acciaio attorno ai fori (trazione o taglio-trazione)

si ovalizzano i fori per schiacciamento (rifollamento) si rompe l'acciaio attorno ai fori (trazione o taglio-trazione)
si ovalizzano i fori per schiacciamento (rifollamento) si rompe l'acciaio attorno ai fori (trazione o taglio-trazione)

area resistente dei bulloni tesi o sollecitati a taglio

area resistente dei bulloni tesi o sollecitati a taglio
area resistente dei bulloni tesi o sollecitati a taglio

il problema del cedimento delle lamiere ad opera della trazione dei bulloni

cedimento delle lamiere ad opera della trazione dei bulloni assumendo una diffusione a 45°si determina la
cedimento delle lamiere ad opera della trazione dei bulloni assumendo una diffusione a 45°si determina la

assumendo una diffusione a 45°si determina la larghezza efficace che funge da incastro per questa specie di mensola

ma i meccanismi possono essere più articolati

ma i meccanismi possono essere più articolati i 3 possibili meccanismi di collasso di una flangia

i 3 possibili meccanismi di collasso

di una flangia tesa

il collasso avviene:

- solo nei bulloni

- nei bulloni + flangia piegata

- doppia piegatura della flangia

le piastre irrigidite

con costolature

per contrastare

la flessione

dovuta alla trazione

dei bulloni

della flangia le piastre irrigidite con costolature per contrastare la flessione dovuta alla trazione dei bulloni
il precarico non influenza la capacità ultima d m = diam. medio dado t p

il precarico non influenza la capacità ultima

il precarico non influenza la capacità ultima d m = diam. medio dado t p =

d m = diam. medio dado t p = spessore piastra

alta resistenza sono necessari per il serraggio controllato (unioni ad attrito) resistenza a taglio resistenza

alta resistenza

sono necessari per il serraggio controllato (unioni ad attrito)

resistenza a taglio resistenza a trazione / √2 è in realtà una rottura a taglio-flessione
resistenza a taglio resistenza a trazione / √2
è in realtà una rottura a taglio-flessione
perché il gambo si flette un po'

nei calcoli si tratta con formule semplici F = ·A e la massima si ricava interpretando con la stessa formula l'esito delle prove sperimentali (è una equivalente che comprende gli effetti della flessione

rifollamento

ovvero l'ovalizzazione dei fori ad opera delle forti pressioni di contatto col gambo del bullone

il materiale è confinato (compressione triassiale) è mostra una resistenza 2.5-3 volte superiore a quella osservata in una prova di compressione o trazione semplice

Area di rifollamento =
Area di
rifollamento
=

distribuzione realistica delle forze di contatto

distribuzione convenzionale utilizzata nei calcoli

x

diametro del gambo

spessore della piastra

occorre osservare delle distanze minime tra i fori e tra questi e i bordi

delle distanze minime tra i fori e tra questi e i bordi questo per evitare lo
delle distanze minime tra i fori e tra questi e i bordi questo per evitare lo

questo per evitare lo strappo delle lamiere collegate

bordi questo per evitare lo strappo delle lamiere collegate occorre osservare anche delle distanze massime (contro

occorre osservare anche delle distanze massime (contro l'instabilità locale)

lo strappo delle lamiere collegate occorre osservare anche delle distanze massime (contro l'instabilità locale)

essendo la geometria dei bulloni standardizzata, le forze massime e le coppie di serraggio possono essere raccolte in tabelle

e le coppie di serraggio possono essere raccolte in tabelle il serraggio nell'Eurocodice 3 N s

il serraggio nell'Eurocodice 3

il serraggio nell'Eurocodice 3

N s = 0.8 f k,N · A

T s = 0.2 N s · d res
T s = 0.2 N s · d
res

3.4 Categorie di collegamenti bullonati

3.4.1 collegamenti a taglio

Le unioni bullonate sollecitate a taglio devono essere progettate come una delle seguenti categorie (da A a C):

Categoria A: di tipo portante in questa categoria possono essere usati bulloni da 4.6 a 10.9 non è richiesto il serraggio controllato o trattamenti speciali delle superfici. Il carico di progetto allo stato limite ultimo non deve superare la resistenza di progetto, ottenuta da 3.6, né la resistenza di progetto, ottenuta da 3.6 e 3.7.

3.6 Resistenza di progetto di singoli connettori

3.7 Gruppi di connettori

resistenza di progetto, ottenuta da 3.6 e 3.7. 3.6 Resistenza di progetto di singoli connettori 3.7
tranciamento dei bulloni
tranciamento
dei
bulloni

piano di taglio: attraverso la parte filettata o quella liscia

l'area resistente è l'area di trazione A s o l'area lorda A rispettivamente

il taglio ultimo è circa il 50% della resistenza a trazione ultima

rifollamento direzione del carico
rifollamento
direzione del carico
rifollamento direzione del carico la resistenza del materiale è riferita alla piastre b indica il punto

la resistenza del materiale è riferita alla piastre

b indica il punto debole tra:

il bullone (compresso) f ub rapportata a f u la piastra vicino al foro (compressa) f u rapp.a f u = 1 la rottura globale della piastra (taglio/trazione) d

k 1 tiene conto del confinamento del materiale

d = diametro del bullone

d 0 = diametro del foro

direzione del carico x d 0 distanze minime per evitare una riduzione di resistenza a

direzione del carico

x d 0
x d 0

distanze minime per evitare una riduzione di resistenza a causa di a d e k 1

una riduzione di resistenza a causa di a d e k 1 vi sono anche delle
una riduzione di resistenza a causa di a d e k 1 vi sono anche delle

vi sono anche delle distanze massime per evitare imbozzamenti

rotture globali delle piastre

rotture globali delle piastre x 0.5 per carico eccentrico resistenza a taglio diversi coeff di sicurezza
rotture globali delle piastre x 0.5 per carico eccentrico resistenza a taglio diversi coeff di sicurezza

x 0.5

per carico eccentrico

rotture globali delle piastre x 0.5 per carico eccentrico resistenza a taglio diversi coeff di sicurezza

resistenza a taglio

rotture globali delle piastre x 0.5 per carico eccentrico resistenza a taglio diversi coeff di sicurezza

diversi coeff di sicurezza del materiale

segue 3.4 Categorie di connessioni bullonate

3.4.1 Connessioni a taglio

Categoria B: Resistenti allo scorrimento allo stato limite di esercizio Vanno utilizzati i bulloni a serraggio controllato in accordo con 3.1.2(1) Lo scorrimento non deve avvenire allo stato limite di esercizio. Il carico di taglio di esercizio non deve eccedere la resistenza allo scorrimento, ottenuta dal punto 3.9. Il carico ultimo di progetto non deve superare la resistenza ultima a taglio, ottenuta da 3.6, né la capacità portante ottenuta da 3.6 e 3.7.

da 3.6, né la capacità portante ottenuta da 3.6 e 3.7. n = numero di superfici
da 3.6, né la capacità portante ottenuta da 3.6 e 3.7. n = numero di superfici
da 3.6, né la capacità portante ottenuta da 3.6 e 3.7. n = numero di superfici

n = numero di superfici di attrito = coefficiente d'attrito k s fattore di forma del foro

forza di serraggio controllato dei bulloni ad alta resistenza

shape of the hole

shape of the hole 0.45 preparazione e assemblaggio in officina 0.30 assemblaggio in opera 1.2.7 Reference
shape of the hole 0.45 preparazione e assemblaggio in officina 0.30 assemblaggio in opera 1.2.7 Reference

0.45

preparazione e assemblaggio in officina

0.30

assemblaggio in opera

1.2.7 Reference Standard, Group 7:

Execution of steel structures

EN 1090-2 Requirements for the execution of steel structures

forza di scorrimento vs resistenza a taglio del bullone

forza di scorrimento vs resistenza a taglio del bullone v = 0.5 A = A s

v = 0.5

A = A s per taglio attraverso la filettatura

M2 =

1.25

s per taglio attraverso la filettatura M 2 = 1.25 k s = 1.0 n =

k s = 1.0 n = 1 = 0.4 F p,C = 0.7 f ub A s M3 = 1.25

cancellando le parti comuni (A s , f ub , M ) si ottiene

F s,Rd / F v, Rd = 0.4 · 0.7 / 0.5 = 0.56

da confrontare con Carico SLE / Carico SLU

la resistenza ultima a taglio dei bulloni è molto maggiore dell'attrito.

progettare per la resistenza allo scorrimento sotto carico di esercizio è più stringente che progettare per la resistenza a taglio sotto il carico ultimo (nel caso in cui il collasso non sia governato dal rifollamento)

3.4 Categories of bolted connections

3.4.1 Shear connections

Categoria C: Resistenti allo scorrimento allo stato limite ultimo Vanno utilizzati bulloni a serraggio controllato in accordo con 3.1.2(1). Lo scorrimento non deve avvenire allo stato limite ultimo. Il carico ultimo non deve superare la resistenza allo scorrimento di progetto, ottenuta da 3.9, né la capacità portante di progetto, ottenuta da 3.6 e 3.7. Inoltre, per connessioni tese, la resistenza plastica di progetto della sezione forata netta N net,Rd , (si veda 6.2 of EN 1993-1-1), deve essere verificata allo stato limite ultimo.

l'eventuale eccentricità tra gli assi baricentrici e di truschino

eccentricità tra gli assi baricentrici e di truschino i collegamenti e le membrature devono essere progettati

i collegamenti e le membrature devono essere progettati per le forze e le coppie conseguenti

baricentrici e di truschino i collegamenti e le membrature devono essere progettati per le forze e

connessioni saldate

2 tipi principali per connessioni portanti: a cordone d'angolo e a completa penetrazione

saldatura a cordone d'angolo

e a completa penetrazione saldatura a cordone d'angolo apporto di materiale tra due piastre ortogonali l'area

apporto di materiale tra due piastre ortogonali

l'area resistente è definita dalla lunghezza del cordone e dall'altezza di gola a pari all'altezza del triangolo inscritto nella sezione del cordone

di norma si adottano delle dimensioni minime di 40mm per la lunghezza e i 3mm per l'altezza di gola

per comodità di calcolo, secondo alcune normative la sezione di gola può essere ribaltata su uno dei due piani collegati, riconducendo le tensioni a sole e ortogonali al cordone (a cui vanno aggiunte le eventuali parallele che sono indipendenti dal ribaltamento)

sole e ortogonali al cordone (a cui vanno aggiunte le eventuali parallele che sono indipendenti dal
nell'EC3 il metodo "direzionale" considera invece le effettive componenti tensionali rispetto al piano della
nell'EC3 il metodo "direzionale" considera invece le effettive componenti
tensionali rispetto al piano della sezione di gola

ma vi è anche un metodo semplificato in cui la forza totale viene trattata come se fosse di puro taglio (e quindi penalizzata di 3 anche se produce una )

(e quindi penalizzata di √ 3 anche se produce una ) questa formula è utile in

questa formula è utile in ogni caso per i cordoni d'angolo caricati solo // alla saldatura

anche se produce una ) questa formula è utile in ogni caso per i cordoni d'angolo

la sollecitazione massima nel cordone d'angolo in accordo con la vecchia norma tecnica CNR 10011

un dominio a sfera mozza

//
//

queste formule non risentono del ribaltamento della sezione di gola e quindi si prestano alla semplificazione dei calcoli

queste formule non risentono del ribaltamento della sezione di gola e quindi si prestano alla semplificazione

saldature a completa penetrazione

la resistenza di progetto è pari a quella della più debole parte collegata, nel caso che la saldatura sia realizzata con materiali idonei che producono campioni di saldatura aventi una resistenza minima a snervamento e a rottura non inferiore di quella delle parti saldate

saldature a penetrazione parziale

la resistenza di progetto viene determinata con i metodi utilizzati per le connessioni a completa penetrazione

unioni a cerniera

unioni a cerniera rigidezza flessionale crescente si veda ad esempio il cap 6.3 Rotational stiffness dell'EC3

rigidezza flessionale crescente

unioni a cerniera rigidezza flessionale crescente si veda ad esempio il cap 6.3 Rotational stiffness dell'EC3
unioni a cerniera rigidezza flessionale crescente si veda ad esempio il cap 6.3 Rotational stiffness dell'EC3

l'effetto della rigidezza del nodo si vede già studiando un semplice telaio

rigidezza del nodo si vede già studiando un semplice telaio il modello a elementi finiti consiste
rigidezza del nodo si vede già studiando un semplice telaio il modello a elementi finiti consiste

il modello a elementi finiti consiste in una rete di punti (nodi) collegati da aste (elementi)

se non specificato diversamente, il collegamento nasce come un perfetto incastro tra nodo e asta

e quindi se vi sono più aste collegate allo stesso nodo, queste risultano tra di loro incastrate

incastro tra nodo e asta e quindi se vi sono più aste collegate allo stesso nodo,

il caso di una connessione estremamente flessibile

il caso di una connessione estremamente flessibile all'estremo opposto c'è il caso in cui gli estremi

all'estremo opposto c'è il caso in cui gli estremi di un'asta siano "sganciati" dal nodo limitatatamente ad alcuni gradi di libertà (in questo caso la rotazione)

da notare che se le colonne sono incernierate anche alla base, esse diventano delle bielle

e si ottiene un telaio "pendolare" in cui la trave

è labile rispetto alle azioni orizzontali

in cui la trave è labile rispetto alle azioni orizzontali per eseguire l'analisi è stato necessario
in cui la trave è labile rispetto alle azioni orizzontali per eseguire l'analisi è stato necessario

per eseguire l'analisi è stato necessario incastrare la base

di

una colonna.

In

assenza di azioni

orizzontali l'incastro non

fa nulla, ma evita la labilità

e il programma è in grado

di calcolare lo spostamento

orizzontale della trave (che è zero)

nulla, ma evita la labilità e il programma è in grado di calcolare lo spostamento orizzontale
la trave a questo punto si flette indipendentemente dalle colonne esiste anche la possibilità di
la trave a questo punto si flette indipendentemente dalle colonne esiste anche la possibilità di

la trave a questo punto si flette indipendentemente dalle colonne

esiste anche la possibilità di considerare un caso intermedio tra cerniera e incastro, introducendo una molla rotazionale tra le aste la sua costante può essere determinata seguendo le indicazioni del paragrafo 6.3 dell'Eurocodice 3 parte 1-8

le aste la sua costante può essere determinata seguendo le indicazioni del paragrafo 6.3 dell'Eurocodice 3

calcolo rapido della freccia e della sollecitazione massima delle travi reticolari Si assume cha la sezione sia composta da due aree concentrate di materiale A 1 e A 2 poste alla distanza d. Il baricentro G è definito dalle distanze d 1 e d 2

d 1 = d · A 2 / (A 1 +A 2 )

d 2 = d · A 1 / (A 1 +A 2 )

Il momento di inerzia rispetto all'asse baricentrico è dato dalla somma (aree · distanze 2 )

Ix = A 1 · d 1 2 + A 2 · d 2 2 = d 2 · [A 1 ·A 2 / (A 1 +A 2 )] Se la briglia superiore ha una pendenza, la sezione ha un'altezza e quindi una rigidezza variabile. In genere è sufficientemente accurato misurare l'altezza d ai quarti della luce Si può ricavare il momento resistente W , che permette di determinare direttamente la sollecitazione nelle sezioni A 1 and A 2 a partire dal momento flettente. Nel caso generale, se le aree sono diverse hanno una diversa distanza dal baricentro,

e la tensione è differente nelle due aree, per cui occorre definire due valori di W W = Ix / distanza del punto di interesse da G

quindi

Lo stesso risultato si ottiene considerando che la forza totale (trazione o compressione)

esercitata sulle aree A 1 e A 2 è data dalmomento flettente diviso per l'altezza d:

Quindi la tensione in ciascuna area è data da (M / d) / area, che fornisce ancora W 1 e W 2

W 1 = Ix / d 1 = d · A 1

W 2 = Ix / d 2 = d · A 2

(M / d).

W 1 e W 2 W 1 = Ix / d 1 = d · A
A 1 d 1 G d 2 A 2
A
1
d
1
G
d
2
A
2