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Capitolo 4

TRAVE AD ASSE CURVILINEO


(prof. Elio Sacco)
4.1

Le equazioni dellarco

4.1.1

Equazioni di equilibrio

Si consideri una trave ad asse curvilineo. Per determinare le equazioni di equilibrio si


consideri il tratto di trave, di lunghezza infinitesima, riportato in figura 4.1.
Imponendo lequilibrio si determinano le seguenti equazioni:
equilibrio alla traslazione verticale

T cos

d
d
d
d
+ N sin
+ p ds + (T + dT ) cos
+ (N + dN) sin
=0
2
2
2
2

(4.1)

equilibrio alla traslazione orizzontale

N cos

d
d
d
d
T sin
+ q ds + (N + dN) cos
(T + dT ) sin
=0
2
2
2
2

(4.2)

equilibrio alla rotazione

d
M T R tan +q ds
2

!
d
R
R (T + dT ) R tan +M +dM +m ds = 0 (4.3)
d
2
cos 2
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CAPITOLO 4. TRAVE AD ASSE CURVILINEO (PROF. ELIO SACCO)


p*

q*

M+dM

T+dT

N+dN

Figura 4.1: Tratto infinitesimo di trave ad asse cuvilineo.


avendo indicato con q il carico distribuito agente lungo la tangente alla trave, con p il
carico distribuito radiale alla trave curva e con m le coppie distribuite. Poich il tratto
di lunghezza infinitesima, si pu porre:
cos

d
1
2

sin

d
d
d
tan

2
2
2

(4.4)

per cui le equazioni (4.1), (4.2) e (4.3) diventano:


T + N

d
d
+ p ds + (T + dT ) + (N + dN)
=0
2
2

d
d
+ q ds + N + dN (T + dT )
=0
2
2
d
d
M T R + q ds (R R) (T + dT ) R + M + dM + m ds = 0
2
2
Semplificando e trascurando gli infinitesimi di ordine superiore, si ottiene:
N T

(4.5)
(4.6)
(4.7)

N d + p ds + dT = 0

(4.8)

T d + q ds + dN = 0

(4.9)

T Rd + dM + m Rd = 0

(4.10)

4.1. LE EQUAZIONI DELLARCO

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Dividendo tutto per ds e ricordando che ds = R d, si ottengono le equazioni indefinite


di equilibrio della trave ad asse curvilineo:
dT
1
+ N + p = 0
ds
R

(4.11)

dN
1
T + q = 0
ds
R

(4.12)

dM
T +m=0
ds

(4.13)

Q + f = 0

(4.14)

che in forma matriciale diventano:

con

d
ds
R1

1
R
d
ds

0
0

d
ds

T
N
Q=

q
f =

(4.15)

dove rappresenta loperatore dierenziale matriciale, Q il vettore delle caratteristiche


della sollecitazione ed f il vettore delle forze nel sistema di riferimento locale.
Si evidenzia che le forze esterne hanno direzione radiale e tangente la curva, che
cambiano da sezione a sezione lungo lascissa curvilinea della trave. Per scrivere le
equazioni di equilibrio facendo riferimento a forze espresse rispetto ad un riferimento
globale e fisso, si considera la tipica sezione della trave ad asse curvilineo rappresentata
in figura 4.2 e si trasformano le componenti delle forze lette nel riferimento locale
(y , z ) in componenti nel riferimento globale (y, z).
Con riferimento alla figura 4.2 si ricava:
py = p cos
qy = q sin

pz = p sin
qz = q cos

(4.16)

e quindi

cos sin 0 p
p py + qy p cos + q sin
p sin + q cos
q
p + qz
=
= sin cos 0 q
=

z
m
0
0
1
m
m
m
(4.17)
ovvero

cos sin 0
f = R f
R = sin cos 0
(4.18)
0
0
1

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CAPITOLO 4. TRAVE AD ASSE CURVILINEO (PROF. ELIO SACCO)


q*

p
p*

y*

y*
z*

qz*

pz*

qy*

q*
y

z*

p*

py*

Figura 4.2: Decomposizione delle forze nel sistema di riferimento globale.


A titolo di esempio in figura 4.3 illustrato un arco soggetto a carico circonferenziale q
e radiale p , determinando i valori di q e p per diversi valori dellanomalia :

1 0 0 p(0) p(0)
p (0)
q(0)
q(0)
q (0)
=
= 0 1 0

m(0)
0 0 1
m(0)
m(0)

1 1 0 p(45) p(45) q(45)


p (45)
q (45)
p(45) + q(45)
q(45)
= 22 1 1 0
= 22
(4.19)

m(45)
0 0 1
m(45)
m(45)

p
0
1
0
p(90)
q(90)
(90)

q(90)
p(90)
q (90)
= 1 0 0
=

m(90)
0 0 1
m(90)
m(90)

In definitiva, lequazione di equilibrio (4.14) riscritta nel riferimento globale dei


carichi assume la forma:
Q + Rf = 0
(4.20)

4.1.2

Cinematica

Per quanto riguarda la cinematica della trave ad asse curvilineo, si assume che la generica sezione retta resti piana a deformazione avvenuta e subisca una traslazione lungo
la tangente, una traslazione lungo la normale alla curva della trave ed una rotazione,
come illustrato schematicamente in figura 4.4.

4.1. LE EQUAZIONI DELLARCO

59

p*(0)

q*(0)

p*(45)
q*(45)

p*(90)
z
q*(90)

Figura 4.3: Carichi circonferenziali e radiali agenti su un arco circolare a tutto sesto.

p*
q

z*
t

*
v*

n
y*

Figura 4.4: Cinematica della trave.

w0*

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Il campo di spostamenti nel sistema di riferimento locale (y , z ) assume la forma:
u2 = v (s)
u3 = w0 (s) + y (s)

(4.21)

u = v (s) n (s) + [w0 (s) + y (s)] t (s)

(4.22)

ovvero in forma vettoriale:

Indicando con s0 lascissa curvilinea della fibra a distanza y dallasse della trave
curvilinea, la derivata del campo di spostamenti rispetto a s0 vale:
u,s0 = v,s 0 n + v n,s0 + [w0 + y ],s0 t + [w0 + y ] t,s0

(4.23)

Tenendo conto delle formule di Frenet1 :


n,s0 =

1
t
R y

t,s0 =

1
n
R y

(4.24)

lequazione (4.23) diventa:


u,s0

= v,s0 +
[w + y ] n
R y 0

+
v + [w0 + y ],s0 t
R y

(4.25)

La deformazione si determina allora come:


u3
1
=
v + w0 ,s0 + y ,s0
0
s
R y
1
u u
[w0 + y ] +
= 20 + 3 = v,s 0 +

s
y
Ry
=

(4.26)

Tenendo conto della relazione:


R

=
s0
R y s
1

(4.27)

Frenet, Jean (Prigueux 1816 - Prigueux 1900), etrato nella Scuola Normale Superiore nel 1840,
ha studiato successivamente a Tolosa, dove scrisse la sua tesi di dottorato nel 1847. Parte della tesi
contiene la teoria delle curve nello spazio e le formule ben note come Formule di Frenet. Frenet in
realt forn solo 6 delle 9 formule; infatti Serret successivamente ha determinato le altre 3. Frenet ha
pubblicato parte della tesi in Journal de Mathmatiques Pures et Appliques nel 1852.
Frenet divent professore a Tolosa, quindi nel 1848 si trasfer a Lione come professore di matematica,
dove stato direttore dellosservatorio astronomico, conducendo studi anche sulla meteorologia.

4.1. LE EQUAZIONI DELLARCO


la (4.26) diventa:

61

1
R

= Ry
v + Ry w0 ,s + y ,s
R
1

= Ry
v,s + Ry [w0 + y ] +

(4.28)

Nel caso di trave ad asse rettilineo in cui il raggio di curvatura sia molto maggiore
della dimensione della sezione retta, i.e. R y , le equazioni di congruenza (4.28)
forniscono:
1
= v + w0 ,s + y ,s
R
1

= v,s + w0 +
R

(4.29)

La deformazione assiale, la curvatura e lo scorrimento angolare in definitiva valgono:


1
0 = v + w0 ,s
R

c = ,s

= v,s +

1
w +
R 0

(4.30)

che in forma matriciale diventano:

con

e =

d
ds
R1

1
R
d
ds

1
0

d
ds

e = d

w0
=

(4.31)


0
d=

(4.32)

Introducendo il vettore degli spostamenti , letti nel sistema di riferimento globale,


come il ruotato tramite la matrice R del vettore , si ha:
= R

(4.33)

e R = d

(4.34)

per cui lequazione (4.31) diventa

4.1.3

Legame costitutivo

Le relazioni tra gli enti deformazione della trave (, 0 , c) e le caratteristiche della


sollecitazione (T, N, M) sono:
T = G As
N = E A 0
(4.35)
M =EIc
ovvero in forma matriciale:
Q = Cd

(4.36)

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con

G As 0
0
EA 0
C= 0
(4.37)
0
0
EI
essendo E il modulo elastico, G il modulo a taglio, A larea della sezione retta, I il
momento dinerzia della sezione retta e As larea ecace a taglio.

4.1.4

Problema dellequilibrio elastico

Il problema dellequilibrio elastico definito dalle equazioni derivate, riportate per


maggiore chiarezza nel seguito.
Equazioni di equilibrio (4.20)
Q + Rf = 0

(4.38)

Equazioni di congruenza (4.34)

Equazioni di legame (4.36)

e R = d

(4.39)

Q = Cd

(4.40)

Lequazione della linea elastica per la trave ad asse curvilineo si ottiene sostituendo la
(4.39) nella (4.40) ed il risultato nella (4.38), premoltiplicata per RT :

4.1.5

Esempio 1

e R + f = 0
RT C

(4.41)

Si considera un arco circolare a tutto sesto incastrato e soggetto ad una forza concentrata F in chiave, come illustrato in figura 4.5. Vista la simmetria della struttura
possibile studiare solo la met dellarco come mostrato in figura 4.5.
Si risolve il sistema di equazioni dierenziali (4.41) ponendo f = 0. Le costanti di
integrazione si determinano imponendo le condizioni al contorno:
T (0)
w(0)
(0)
v(/2)
w(/2)
(/2)

=
=
=
=
=
=

F/2
0
0
0
0
0

4.1. LE EQUAZIONI DELLARCO

63

F/2

z
y

Figura 4.5: Arco corcolare a tutto sesto incastrato.


Si considerano i seguenti dati geometrici, del materiale e di carico:
sezione rettangolare b = 100 mm, h = 100 mm;
arco circolare R = 865 mm;
moduli elastici: E = 1500 MPa, = 0.2;
forza applicata: F = 5000 N.
In figura 4.6 sono riportati i diagrammi del taglio, dello sforzo normale e del momento flettente per larco incastrato, ottenuti come soluzione del problema dellequilibrio
elastico. Analogamente in figura riportati i diagrammi degli spostamenti orizzontali e
verticali dellarco.

4.1.6

Esempio 2

Si considera un arco circolare a tutto sesto incernierato agli estremi e con una cerniera
anche in chiave. Tale schema comunemente detto arco a tre cerniere. La struttura
soggetta anche in questo caso ad una forza concentrata F in chiave, come illustrato in
figura 4.8. Come per il caso precedente, vista la simmetria della struttura possibile
studiare solo la met dellarco come mostrato in figura 4.8.
Poich la struttura isostatica possibile risolvere il problema statico indipendentemente dalla cinematica. La soluzione delle equazioni diereziali di equilibrio (4.8),

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taglio

sforzo normale

momento flettente

Figura 4.6: Diagrammi del taglio, dello sforzo normale e del momento flettente per
larco incastrato.

s p o s ta m e n to ve rtic a le

s p o s ta m e n to o riz z o n ta le

Figura 4.7: Diagrammi degli spostamenti orizzontali e verticali dellarco.

4.1. LE EQUAZIONI DELLARCO

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F/2

z
y

Figura 4.8: Arco a tre cerniere soggetto ad una forza concentrata in chiave.
(4.9) e (4.10), assume la forma:
1
F (cos + sin )
2
1
F (cos sin )
T =
2
1
T =
F R (cos + sin 1)
2

N =

In figura sono riportati di diagrammi del taglio, dello sforzo normale e del momento
flettente per R = 865 mm e F = 5000 N,

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taglio

sforzo normale

momento flettente

Figura 4.9: Taglio, sforzo normale e momento flettente per unarco circolare a tre
cerniere.