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PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA "OLTRE LA STRADA"

Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni
capoluogo di provincia previsto dal DPCM 25/05/16, sottoscritto il 06/03/2017 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Comune di Brescia,
registrato dalla Corte dei Conti in data 04/05/2017 Reg.ne - Prev. n. 974

Responsabile Unico del Procedimento: arch. Gianpiero Ribolla

SC.1 _ RIGENERAZIONE DEL COMPLESSO POLIFUNZIONALE "CASE DEL SOLE"

PROGETTO ESECUTIVO FASE 1 - LOTTO1

committente Comune di Brescia


Piazza della Loggia 1 - 25123 Brescia
t: +39 030 29771
urbanistica@comune.brescia.it - www.comune.brescia.it

Responsabile Unico del Procedimento:


arch. Gianpiero Ribolla

progettista Brescia Infrastrutture s.r.l.


Viale Triumplina 14 - 25123 Brescia
t: +39 030 3061400 f: +39 030 3061401
info@bresciainfrastrutture.it - www.bresciainfrastrutture.it

responsabile del progetto: arch. Paolo Livi coordinatore generale: arch. Camillo Botticini

strutturista: ing. Massimo Torquati

gruppo di progettazione: arch. Stefano Bordoli


arch. Paola Daleffe

Dr. Geologo Massimo Compagnoni


via G. Zanardelli 3 - 25020 Capriano del Colle - Brescia
t: +39 3384679767
massimo.compagnoni@geo3studio.it

elaborato STUDIO GEOLOGICO GENERALE

SC.1 -
scala
GE2.1 data 22-09-2017

- - - - - -

01 22-09-2017 COMPAGNONI CONTU MERLINI PROGETTO VERIFICATO

00 14-09-2017 COMPAGNONI CONTU MERLINI PRIMA EMISSIONE

REV. DATA DISEGNATO VERIFICATO APPROVATO DESCRIZIONE

COMMESSA FASE SISTEMA PROG. ELABORATO REVISIONE

TIC029 - CDS E G E 302 R T 0 1


Dott. Geol. Massimo Compagnoni
Studio di Geologia Applicata Ambientale e Territoriale
Via G. Zanardelli, 3 – 25020 Capriano del Colle (BS) – Tel. 3384679767 – email massimo.compagnoni@geo3studio.it

RELAZIONE GEOLOGICA
ai sensi della DGR n. 2616/2011 e del DM 14-01-2008 (NTC p.to 6.2.1)

MODELLAZIONE GEOTECNICA
ai sensi della del DM 14-01-2008 (NTC p.to 6.2.2)

PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA “OLTRE LA STRADA”


PROGETTAZIONE ESECUTIVA

Comune di Brescia (BS)

SC6

SC1
IN2

IN3

Il geologo incaricato
Dott. Geol. Massimo Compagnoni

DATA EMISSIONE:
13 Settembre 2017

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – C.F.: CMP MSM 73E10 B157G – P.IVA: 02365160981
Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

INDICE
1. Premessa ...................................................................................................................................... 3
2. Riferimenti normativi ................................................................................................................... 5
3. Fonti bibliografiche ...................................................................................................................... 6
4. Ubicazione geografica dell’area................................................................................................... 7
5. Riferimenti agli studi relativi al governo del territorio ................................................................ 8
6. Componente di uso del suolo e idrografia ................................................................................. 11
7. Componente geomorfologica, pedologica e geologico-stratigrafica ........................................ 11
8. Componente idrogeologica ........................................................................................................ 15
9. Aspetti lito-tecnici del sottosuolo............................................................................................... 19
10. Sismicità e componente sismica territoriale .......................................................................... 20
11. Modello geologico dell’area e studi di approfondimento ...................................................... 28
12. Approfondimento sismico – Fenomeni di amplificazione stratigrafica ................................. 29
12.1. Premessa ............................................................................................................................ 29
12.2. Misure HVSR ...................................................................................................................... 30
12.3. Indagini di sismica a rifrazione in fase P e indagini MASW ............................................... 33
12.4. Analisi di 2° livello con approccio numerico (2° grado di approfondimento – DGR
5001/16)......................................................................................................................................... 38
12.4.1. Scelta del codice di calcolo per il calcolo dei fattori di amplificazione ..................... 38
12.4.2. Moto di input ............................................................................................................. 39
12.4.3. Sismo-stratigrafia di riferimento ............................................................................... 41
12.4.4. Curve di decadimento dei materiali .......................................................................... 43
12.4.5. Risultati ...................................................................................................................... 44
13. Approfondimento lito-tecnico – Parametrizzazione dei litotipi ............................................. 46
14. Modellazione geotecnica ....................................................................................................... 57
14.1. Sito SC.1 – Complesso polifunzionale “Case del Sole” ...................................................... 58
15. Analisi sismica dei siti ............................................................................................................. 60
16. Considerazioni finali ............................................................................................................... 61

ALLEGATI
Allegato n. 1: Carta Geologica con ubicazione delle indagini pregresse e di nuova esecuzione
Allegato n. 2: Rapporti di indagine HVSR
Allegato n. 3: Rapporti di indagine di sismica a rifrazione
Allegato n. 4: Rapporti di indagine MASW
Allegato n. 5: Rapporti d’indagini in sito pregresse disponibili
Allegato n. 6: Rapporti d’indagini in sito di nuova esecuzione

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -2- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

1. Premessa

Su incarico di Brescia Infrastrutture S.r.l. e per conto del Comune di Brescia si è eseguito lo studio
geologico generale, ai sensi della DGR n. 2616/2011 e del DM 14/01/08, a supporto della
progettazione definitiva del Progetto di riqualificazione urbana “Oltre la Strada”, nell’ambito del
Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie
delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia previsto dal DPCM 25/05/2016,
sottoscritto il 06/03/2017 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Comune di Brescia,
registrato dalla Corte dei Conti in data 04/05/2017 Reg.ne – Prev. N. 974.
Il progetto prevede una serie di interventi puntuali nell’area di Via Milano e Via Rose, finalizzati
alla riqualificazione dell’intero comparto; in particolare lo scopo principale del presente studio è la
ricostruzione del modello geologico senso lato, del modello sismico e del modello geotecnico del
sito in esame, a supporto della progettazione edilizia e strutturale dei seguenti interventi:
- Intervento SC.1 di rigenerazione del complesso funzionale “Case del Sole”: riqualificazione del
complesso polifunzionale mediante la realizzazione di spazi flessibili per attività sportive
leggere (spazi aperti) e spazi destinati a laboratori e corsi per lo sviluppo di competenze;
- Intervento SC.6 di rigenerazione edificio “ex-Ideal Clima”: riqualificazione dell’area esistente
mediante l’acquisizione, la demolizione e la restituzione del fabbricato destinando la struttura
a nuovi servizi, quali teatro, spazi polifunzionali flessibili per attività motorie e laboratori;
- Intervento IN.2 adeguamento e riqualificazione della stazione di Borgo S. Giovanni con
realizzazione di sottopasso carraio e ampliamento della sezione stradale di via del Rampino;
- Intervento IN.3 realizzazione di sottopasso ferroviario di Via Rose, finalizzato a superare le
interferenze con il potenziamento della linea ferroviaria BS-Iseo-Edolo.

Il modello geologico fornisce indicazioni sui caratteri stratigrafici, litologici, strutturali,


idrogeologici, geomorfologici e in generale informazioni sulla pericolosità geologica dell’ambito
territoriale con cui il progetto interagisce, al fine di valutare compiutamente le interazioni fra il
contesto geologico e l’opera di progetto.
Per la redazione del quadro geologico conoscitivo si sono utilizzati:
- dati di letteratura, derivati dalla Carta Geologica d’Italia e da altre cartografie geologiche
disponibili
- dati desunti dallo studio geologico a supporto del PGT comunale,
- dati desunti dalle indagini di caratterizzazione ambientale del SIN “Brescia-Caffaro”,

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -3- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

- dati desunti da precedenti lavori eseguiti nelle vicinanze dell’area,


- dati in possesso dello scrivente e ricavati dal piano d’indagine condotto nel presente studio.

Il modello geofisico o sismico fornisce indicazioni sulle caratteristiche elastiche del sottosuolo in
termini di velocità delle onde di taglio e permette di quantificare i fenomeni di amplificazione
sismica stratigrafica e topografica, sia attraverso la procedura semplificata proposta dalle NTC,
definendo la categoria di sottosuolo e la categoria topografica, sia attraverso l’analisi sismica di 2°
e 3° livello definita dai criteri regionali mediante la metodologia riportata nell’allegato 5 “Analisi e
valutazione degli effetti sismici di sito in Lombardia finalizzate alla definizione dell’aspetto sismico
nei Piani di Governo del Territorio” ai sensi del DGR 22/12/2005 n. VIII/1566 “Criteri attuativi per lo
studio della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio in
attuazione dell’art. 57 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12” modificati con DGR 28 maggio 2008 n.
VIII/7374 ed aggiornati con DGR 30 novembre 2011 n. IX/2616.

Il modello geotecnico fornisce indicazioni sul comportamento fisico - meccanico dei terreni
presenti nel volume significativo di sottosuolo interagente con l’opera di progetto, il quale è
definito in funzione dello specifico problema geotecnico; la definizione del modello geotecnico è
dedotto dai risultati di prove ed indagini geognostiche programmate ad hoc sulla base del
modello geologico.

L’area di studio è particolarmente nota dal punto di vista della litologia del primo sottosuolo e dal
punto di vista idrogeologico per quanto riguarda le caratteristiche piezometriche del primo
acquifero, grazie agli studi di caratterizzazione ambientale condotti dal Ministero dell’Ambiente e
della tutela del Territorio, in qualità di Autorità Competente ai sensi dell’art. 252 del D.lgs. 152/06
del Sito di Interesse Nazionale “Brescia-Caffaro”, agli studi di monitoraggio delle qualità delle
acque di falda nel SIN Brescia-Caffaro, condotti da ARPA a seguito di specifico Accordo di
Programma del 29 settembre 2009 tra Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e ARPA
Lombardia, approvato con Decreto del Direttore Generale di ARPA Lombardia n. 327 del 16
maggio 2013 e agli studi condotti dalla Provincia di Brescia, in collaborazione con ARPA
Lombardia, relativa alle attività di affinamento delle conoscenze sulla contaminazione delle acque
sotterranee nell’area BS002 Brescia-Caffaro (Lotto A) con definizione dei Plumes di contaminanti
ed individuazione delle potenziali fonti di contaminazione.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -4- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

L’obiettivo del presente studio esula da tutti gli aspetti di natura ambientale e riguarda
esclusivamente la caratterizzazione geologica e geotecnica ai sensi della normativa nazionale e
regionale vigente in tema di costruzioni a supporto dei 4 interventi sopra citati.
La scelta di eseguire un unico studio geologico a supporto dei 4 interventi considerati è giustificata
dal fatto che essi rientrano in un unico progetto urbanistico-architettonico e che le loro distanze
reciproche sono considerate limitate in relazione all’assetto geologico generale dell’area.

2. Riferimenti normativi

Per la stesura del seguente documento si è fatto riferimento a:


- LR 12/05 e direttive regionali ai sensi del DGR n. 9/1566 del 22/12/2005, DGR n. 8/7374 del
28/05/2008 e DGR 30 novembre 2011 n. IX/2616
- OPCM n. 3274/2003 e successive modifiche e integrazioni
- DM 14-01-2008 – Norme Tecniche per le Costruzioni
- Circolare 2 febbraio 2009 n. 617 “Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per
le costruzioni di cui al DM 14-01-2008
- Associazione Geotecnica Italiana “Raccomandazioni sulla programmazione ed esecuzione delle
indagini geotecniche”, giugno 1977
- Associazione Geotecnica Italiana “Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica”, 2005
La normativa a cui si è fatto principalmente riferimento è il DM 14-01-2008 contenente le Norme
Tecniche per le Costruzioni attualmente vigenti.
Il presente documento raccoglie le relazioni specialistiche ritenute necessarie alla realizzazione
delle opere di progetto, le quali costituiscono parte integrante del progetto strutturale, come
disposto dal paragrafo 10.1 delle Norme Tecniche per le Costruzioni approvate con DM 14-01-
2008 e dal paragrafo C 10.1 della circolare esplicativa n. 617 del 02-02-2009, ovvero:

- la relazione geologica di cui ai paragrafi 6.2.1 delle NTC e C 6.2.1 della circolare esplicativa,
- la relazione sismica concernente la valutazione della pericolosità sismica di base e locale cosi
come definito nei paragrafi 3.2 e 7.11.3.1 delle NTC e C 3.2 e C 7.11.3.1 della circolare.
- la relazione geotecnica sulle indagini, caratterizzazione e modellazione del volume significativo
di terreno cosi come definito nei paragrafi 6.2.2 delle NTC e C 6.2.2. della circolare (le analisi
per la verifica di sicurezza e la valutazione delle prestazioni nelle condizioni ultime e di esercizio
del sistema costruzione-terreno sono contenute nella relazione di calcolo progettuale a firma
del Progettista incaricato).

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -5- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

3. Fonti bibliografiche

Per la stesura della presente relazione sono stati consultati i seguenti documenti:
- banche dati on-line a disposizione su portali cartografici nazionali e regionali;
- cartografia geologica d’Italia a scala 1:100000 e 1:50000;
- studio geologico comunale attualmente vigente redatto ai sensi dell’art. 57 della L.R. 11 marzo
2005 n. 12 “Criteri attuativi per lo studio della componente geologica, idrogeologica e sismica
del Piano di Governo del Territorio” (Vercesi et al., 2012 e Gasparetti et al., 2016);
- relazione geologica-geotecnica per la costruzione di un nuovo edificio residenziale-
commerciale “Case del Sole” (Coluzzi, 2008);
- relazione geologica-geotecnica a supporto della progettazione del nuovo sorappasso di Via
Rose di Sopra (Gasparetti, 2004);
- monitoraggio acque sotterranee: risultati rilievo freatimetrico dell’aprile 2014 (ARPA
Lombardia, 2014);
- monitoraggio acque sotterranee: risultati delle indagini geochimiche e piezometriche -
campagna di giugno 2014 (ARPA Lombardia, 2015);
- attività di affinamento delle conoscenze sulla contaminazione delle acque sotterranee nel
lotto A Area BS002 “Brescia-Caffaro” con definizione dei Plumes di contaminazione ed
individuazione delle potenziali fonti di contaminazione – Fase 1 Relazione idrogeologica di
inquadramento (EG/R1/0316/PBS/MN, 2016);
- attività di affinamento delle conoscenze sulla contaminazione delle acque sotterranee nel
lotto A Area BS002 “Brescia-Caffaro” con definizione dei Plumes di contaminazione ed
individuazione delle potenziali fonti di contaminazione – Fase 1 Aree individuate come
effettive o potenziali sorgenti di contaminazione (EG/R2/0316/PBS/AC, 2016);
- attività di affinamento delle conoscenze sulla contaminazione delle acque sotterranee nel
lotto A Area BS002 “Brescia-Caffaro” con definizione dei Plumes di contaminazione ed
individuazione delle potenziali fonti di contaminazione – Fase 2 Relazione di progetto dei
nuovi piezometri di monitoraggio (EG/R3/0316/PBS/MM, 2016);
- dati in possesso dello scrivente derivati da studi eseguiti in aree limitrofe.

Al fine di verificare l’affidabilità dei dati desunti dalle fonti bibliografiche sopra elencate è stato
eseguito specifico sopralluogo e programmato un adeguato piano di indagine, commisurato
all’importanza dell’opera, alla complessità geologica dell’area ove ricadono i siti di intervento e
alle conoscenze geotecniche disponibili per l’area.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -6- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

4. Ubicazione geografica dell’area

L’area interessata dallo studio geologico si colloca in sinistra orografica del Fiume Mella ed è
delimitata a nord da Via Milano, a ovest dalla Tangenziale Ovest, a sud da Via Morosini e a est da
Via Villa Glori per gli interventi 1, 2 e 4 tra loro distanti da 250 a 300 m; l’intervento 3 dista da
questi circa 700-1000 m in linea d’aria in direzione SE e è situato in corrispondenza
dell’attraversamento di Via Rose con la ferrovia BS-Edolo.
L’area ricade nella tavoletta 047 IV SE – Travagliato della cartografia ufficiale IGM a scala 1:25000
e nella sezione D6b1 - Brescia della cartografia tecnica regionale CTR a scala 1:10000.

SC6

SC1
IN2

IN3

Gli interventi si collocano alle seguenti coordinate medie:


INTERVENTO SC1 – CASE DEL SOLE
COORDINATE GEOGRAFICHE WGS84 COORDINATE GEOGRAFICHE ED50
Longitudine Latitudine Longitudine Latitudine
10° 11’ 12.0” 45° 32’ 39.8” 10° 11’ 15.7” 45° 32’ 43.1”
10.1866604 45.55443817 10.1876984 45.5453049
COORDINATE PIANE UTM 32N-WGS84 COORDINATE PIANE UTM 32N-ED50
X = 592637 Y = 5044112 X = 592720 Y = 5044310
COORDINATE PIANE GAUSS - BOAGA
X =1592666 Y = 5044131

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -7- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

INTERVENTO SC6 – ex IDEAL CLIMA


COORDINATE GEOGRAFICHE WGS84 COORDINATE GEOGRAFICHE ED50
Longitudine Latitudine Longitudine Latitudine
10° 11’ 21.4” 45° 32’ 44.8” 10° 11’ 25.1” 45° 32’ 48.1”
10.1892644 45.5457678 10.1903024 45.5466909
COORDINATE PIANE UTM 32N-WGS84 COORDINATE PIANE UTM 32N-ED50
X = 592838 Y = 5044269 X = 592922 Y = 5044467
COORDINATE PIANE GAUSS - BOAGA
X =1592867 Y = 5044288
INTERVENTO IN2 – STAZIONE BORGO SAN GIOVANNI
COORDINATE GEOGRAFICHE WGS84 COORDINATE GEOGRAFICHE ED50
Longitudine Latitudine Longitudine Latitudine
10° 11’ 26.7” 45° 32’ 35.9” 10° 11’ 30.4” 45° 32’ 39.3”
10.1907498 45.5433130 10.1917877 45.5442362
COORDINATE PIANE UTM 32N-WGS84 COORDINATE PIANE UTM 32N-ED50
X = 592958 Y = 5043998 X = 593042 Y = 5044196
COORDINATE PIANE GAUSS - BOAGA
X =1592987 Y = 5044018

INTERVENTO IN3 – SOTTOPASSO VIA ROSE


COORDINATE GEOGRAFICHE WGS84 COORDINATE GEOGRAFICHE ED50
Longitudine Latitudine Longitudine Latitudine
10° 11’ 50.3” 45° 32’ 20.8” 10° 11’ 54.0” 45° 32’ 24.1”
10.1973088 45.5391130 10.1983465 45.5400362
COORDINATE PIANE UTM 32N-WGS84 COORDINATE PIANE UTM 32N-ED50
X = 593477 Y = 5043539 X = 593561 Y = 5043737
COORDINATE PIANE GAUSS - BOAGA
X =1593507 Y = 5043559

5. Riferimenti agli studi relativi al governo del territorio

Per quanto riguarda gli strumenti di pianificazione sovraordinata quali: Piano stralcio delle Fasce
fluviali del fiume Po (PSFF), Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Bacino del fiume Po
(PAI), Piano Straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato (PS267) e Piano di
Gestione del Rischio di Alluvioni del Distretto Idrografico Padano (PGRA), a seguito della Direttiva
Europea 2007/60/CE, recepita nel diritto italiano con D. Lgs. 49/2010, in base ai dati disponibili nel
sistema informativo territoriale (SIT) della Regione Lombardia, l’area in esame ricade all’interno
delle aree a rischio alluvionale per piena catastrofica (definita assumendo come portata di
riferimento la massima piena storicamente registrata se corrispondente ad un tempo di ritorno
superiore a 100 o 200 anni oppure in assenza di essa la piana con TR di 500 anni).

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -8- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Di seguito si riporta l’estratto della Carta “PAI” allegata allo studio geologico comunale (Vercesi,
2012), ove è evidenziato il limite della FASCIA C (linea blu con pallini):

Carta PAI vigente


Tale perimetrazione è stata confermata e in parte modificata con la recente perimetrazione della
pericolosità idraulica contenuta nel PGRA revisione regionale del 2015, che rappresenta
l’integrazione al quadro conoscitivo del PAI e quadro di riferimento per la verifica delle previsioni
e prescrizioni del PAI ai sensi dell’art. 1 comma 9 delle N.d.A. del PAI:

Perimetrazione pericolosità idraulica PGRA

L’area di studio ricade nell’ambito delle aree interessate da alluvione rara (aree P1 o L), con
rischio idraulico R1 e R2, ovvero aree interessate da piene con tempo di ritorno superiore ai 200
anni, per cui non sono vigenti le misure di salvaguardia in vigore nelle aree a rischio molto elevato

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo -9- SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

R4 di cui al punto 3.1 a dell’atto di indirizzo e coordinamento emanati con DPCM 29-09-98,
applicabili in attesa dell’approvazione definitiva della Variante di Piano PAI, avviata con decreto n.
115 del 19-06-2015.
Per quanto riguarda il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale PTCP (tavola 3a.22
Ambiente e Rischio – Atlante dei rischi idraulici e idrogeologici e tavola 3b.22 Ambiente e Rischio –
Carta inventario dei dissesti) l’area in esame non è interessata da fenomeni di dissesto in generale
e ricade all’interno delle aree soggette a rischi idraulici (Fascia C del PAI).
La Carta di Fattibilità per le azioni di piano dello studio geologico comunale vigente riporta la
delimitazione delle aree a diversa classe di fattibilità geologica, aggiornate ed attribuite ai sensi
delle direttive regionali di cui alla DGR n. IX/2616 del 30 novembre 2011.
L’area di studio ricade in classe di fattibilità 2c ovvero con modeste limitazioni geologiche “area
stabile, coincidente con zone di pianura caratterizzata da un substrato in genere contraddistinto da
buone caratteristiche geotecniche, ma caratterizzate da bassa soggiacenza della falda freatica
(profondità della falda inferiore ai 5 m dal piano campagna)”.
Per quanto riguarda le prescrizioni di piano relative alla componente sismica l’area ricade
all’interno della zona di pericolosità sismica locale Z4a (zona di fondovalle e di pianura con
presenza di depositi alluvionali e/o fluvio-glaciali granulari e/o coesivi), per la quale sono previste
in fase di progettazione urbanistica l’applicazione degli approfondimenti di 3° livello o in
alternativa l’utilizzo dello spettro di norma caratteristico della categoria di sottosuolo superiore.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 10 - SETTEMBRE 2017


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6. Componente di uso del suolo e idrografia

Per quanto riguarda l’utilizzo del suolo l’area risulta interamente urbanizzata.
Il reticolo idrografico superficiale è rappresentato dall’asse vallivo principale del Fiume Mella, che
nel tratto prossimo all’area di studio si presenta interamente arginato, e da un complesso sistema
di rogge e canali che tendono a svilupparsi in uscita dall’area urbana verso le aree agricole
presenti a sud.
Non si evidenzia la presenza di rogge e corsi d’acqua significativi interferenti con i 4 siti
d’intervento.

7. Componente geomorfologica, pedologica e geologico-stratigrafica

Dal punto di vista geomorfologico l’area ricade nel sistema L, sottosistema LC e unità LC1,
rappresentata da estese superfici a morfologia sub-pianeggiante, solcate da evidenti tracce di
paleo-idrografia a canali intrecciati e talvolta dolcemente ondulate in prossimità del solco vallivo
del Fiume Mella che appartiene al sistema V, sottosistema VI e all’unità VI6.
L’area di studio appartiene alle superfici alluvionali stabili, piane o poco ondulate dell'alta pianura
ghiaiosa, a pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 130-150 m.s.l. e presenta pietrosità
superficiale moderata.
Dal punto di vista pedologico l’area è interessata da suoli generalmente profondi o
moderatamente profondi limitati da orizzonti a tessitura fortemente contrastante; presentano
una tessitura moderatamente fine, scheletro da assente a comune, da neutri ad alcalini, a
drenaggio buono e permeabilità da moderata a moderatamente bassa, da calcarei a
estremamente calcarei, con alta AWC e alto tasso di saturazione in basi.
In generale i suoli dell’area, ove ancora presenti perché non disturbati o obliterati dall’azione
antropica, appartengono alla famiglia dei “fine loamy, mixed, active, mesic, Typic Hapludalfs”
(Classificazione USDA, KST 2006) e possiedono un basso valore naturalistico e una capacità
protettiva elevata per le acque profonde e moderata per quelle superficiali, favorendo il
ruscellamento superficiale.
Dal punto di vista geologico-stratigrafico il substrato pedogenetico è rappresentato da depositi
alluvionali rappresentati da depositi ghiaioso-sabbiosi, come mostrato nella:
- cartografia geologica tradizionale (Carta geologica d’Italia in scala 1:100000 Foglio 47 Brescia -
1970), nella quale è riportata la presenza di 3 diverse tipologie di alluvioni fluviali del Fiume
Mella;

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 11 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

- carta geologica di piano (Carta geologica a scala 1:15000 – Studio geologico Comunale, 2012),
nella quale viene genericamente indicata la presenza di depositi di origine alluvionale antichi.

Il Fiume Mella, a partire dal Pleistocene Superiore, ha fortemente inciso i depositi fluvio-glaciali
costituenti il livello fondamentale dell’alta pianura, rappresentati da depositi da molto grossolani
a ghiaiosi (fg); il solco vallivo è stato gradualmente riempito dapprima dalle alluvioni
prevalentemente sabbiose e limose del tardo pleistocene (fwg), che affiorano nel sito d’intervento
IN3 di via Rose, poi dalle alluvioni sabbioso-ghiaiose terrazzate post-glaciali antiche oloceniche
(a1), che affiorano negli altri 3 siti di intervento (SC1, SC6 e IN2) ed infine dalle alluvioni ghiaioso-
sabbiose recenti ed attuali (a2).
Di seguito si riporta l’estratto della cartografia geologica a scala 1:100000:

In particolare i depositi fluvio-glaciali sono rappresentati da ciottoli, ghiaie e sabbie con scarse
intercalazioni argillose e con un buon grado di addensamento, mentre i depositi alluvionali antichi
presentano tendenzialmente una maggior frazione di fine con matrice limoso-argillosa e
generalmente si presentano da sciolti a poco addensati con frequenti corpi lenticolari limoso-
argillosi, la cui distribuzione è strettamente connessa alla dinamica fluviale antica; i depositi

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Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

alluvionali recenti ed attuali presentano una granulometria più grossolana con ciottoli immersi in
matrice ghiaioso-sabbiosa da moderatamente addensata ad addensata.
Al di sotto dei depositi alluvionali e/o fluvio-glaciali tardo-wurmiani e wurmiani sono presenti
depositi grossolani in parte cementati costituiti da conglomerati, ghiaie, sabbie e sottili
intercalazioni lentiformi di arenaria collegabili agli effetti degli scaricatori glaciali pre-wurmiani,
che per analogia litologica con quanto presente in altre zone pedemontane lombarde possono
essere ricondotti al Ceppo Lombardo. In prossimità del Fiume Mella una parte dei corpi
conglomeratici presenti nel sottosuolo sarebbero ascrivibili al suo paleoalveo, che inciderebbe
localmente la sottostante Unità Villafranchiana o Argille villafranchiane; esse sono costituite da
limi, limi sabbiosi e argillosi di colore grigio azzurro, talora fossiliferi di origine lacustre e/o
palustre con intercalazioni sabbioso-ghiaiose di forma lenticolare, presenti a profondità variabili
da 70 a 80 m e poggianti sul substrato roccioso pre-quaternario.

Nell’area di studio è presente la sequenza stratigrafica sopra descritta tipica dell’area bresciana,
con transizione dalle alluvioni recenti alle alluvioni antiche in direzione W ad E:

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0m 0m
W Deposito superficiale parzialmente pedogenizzato
sostituito localmente da materiale di Riporto
E
antropico (unità geologica G1)
1-3 m 1-3 m

Alluvioni recenti passanti verso est ad alluvioni


antiche e a depositi fluvio-glaciali
(unità geologica G2)

10-15 m

Alluvioni antiche il cui spessore tende ad


aumentare verso sud con lenti limoso-argillose
(unità geologica G3)

30-40 m 30-40 m

Alternanze di orizzonti conglomeratici e arenaria


passanti a ghiaie e sabbie parzialmente cementate
con frequenti intercalazioni di lenti limoso-argillose
di limitata continuità laterale e di spessore
variabile da 5 a 10 m; lo spessore dell’unità tende a
diminuire verso sud
(unità geologica G4)

70-90 m 70-90 m

Argille, limi e limi argillosi fossiliferi talora torbosi


con corpi lenticolari sabbiosi e sabbioso-ghiaiosi di
discreta continuità laterale e di spessore non
superiore a 8-10 m; lo spessore dell’unità tende ad
aumentare verso sud
(unità geologica G5)

> 200 m > 200 m


Substrato roccioso pre-quaternario
(unità geologica G6)

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8. Componente idrogeologica

Dal punto di vista idrogeologico l’area si colloca al margine settentrionale del Bacino Idrogeologico
Padano, così come definito nello studio condotto dalla Regione Lombardia e dall’ENI Divisione
Agip nel 2002. Sulla base dell’interpretazione geologico-stratigrafica riportata nel capitolo 7 e in
considerazione delle seguenti definizioni di unità idro-stratigrafica:

“corpo geologico di notevole estensione areale che costituisce un dominio dello spazio fisico, in cui
ha sede un sistema idrologico ragionevolmente distinto (Maxey, 1964)”

“formazione, parte di una formazione oppure un gruppo di formazioni con caratteristiche


idrologiche omogenee, ovvero distribuite in modo da permettere una suddivisione interna in
acquiferi e barriere di permeabilità associate (Domenico & Schwartz, 1990)”

è possibile distinguere 3 unità con caratteristiche idrogeologiche diverse i cui rapporti stratigrafici
sono descritti e schematizzati nel lavoro di Francani et al., Studio idrogeologico del Comune di
Brescia (1999):

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Sulla base dello studio condotto dalla Regione Lombardia e dall’ENI Divisione Agip nel 2002 il
Bacino Idrogeologico Padano è costituito da 4 gruppi di acquiferi fondamentali, ciascuno costituito
da un’unità idrostratigrafica sequenziale, posti a profondità variabili ed identificati con le lettere
A, B, C e D, le quali sono correlabili con le unità stratigrafiche e le unità idrostratigrafiche
tradizionali definite in studi precedenti, secondo il seguente schema riassuntivo:

L’unità ghiaioso-sabbiosa, ospitante il primo acquifero, si estende mediamente per uno spessore
di circa 30 m con la locale presenza di orizzonti e lenti limoso-argillose, più frequenti verso la base
dell’unità a partire dai 20-30 m di profondità; presenta alta permeabilità e consente la ricarica
degli acquiferi da parte delle acque meteoriche e incanalate.
L’unità conglomeratica sottostante si estende fino a circa 70-90 m e costituisce la roccia serbatoio
dell’acquifero principale; i livelli limoso argillosi posti a diverse profondità presentano
un’insufficiente estensione areale per determinare una vera e propria compartimentazione
dell’acquifero; l’acquifero presenta pertanto caratteristiche di falda libera con solo locali caratteri
di semi-confinata.
L’unità sabbioso-argillosa (Villafranchiano) è stata rinvenuta fino a profondità di almeno 170-200
m, raggiunta dai pozzi più profondi dell’area: l’unità è prevalentemente limoso-argillosa con
intercalazione di livelli sabbiosi e sabbioso-ghiaiosi di discreta continuità laterale ma di spessore
limitato generalmente di 8-10 m, sede di falde confinate (acquiferi profondi).

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Le sezioni idrogeologiche dell’area cittadina di Brescia, disponibile nella relazione idrogeologica di


inquadramento (EG/R1/0316/PBS/MN, 2016) “attività di affinamento delle conoscenze sulla
contaminazione delle acque sotterranee nel lotto A Area BS002 “Brescia-Caffaro” con definizione
dei Plumes di contaminazione ed individuazione delle potenziali fonti di contaminazione”
mostrano quanto sopra descritto.
Di seguito si riportano le sezioni passanti per l’area di studio:

Nell’area di studio sono pertanto presenti circa 30 m di ghiaia prevalente con lento limoso-
argillose e sabbiose di spessore metrico a partire dai 10-15 m di profondità; oltre i 30 m
compaiono i conglomerati.

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Per quanto riguarda la piezometria dell’acquifero libero i recenti studi condotti per finalità
ambientali mostrano un forte abbassamento tra la situazione dei primi anni ’40 e la situazione del
1985, legato al forte aumento demografico e produttivo della città negli anni ’60.; il livello
piezometrico è passato da circa 123-126 m s.l.m. nei primi anni ’40 a circa 113-115 m s.l.m. negli
anni 1985-1994, confermato nelle successive campagne piezometriche del 2001, 2004 e 2008.
Dal 2008 ad oggi si assiste ad un trend di innalzamento, come mostrato dalle misure in continuo
eseguite nel piezometro Pz5 Caffaro:

Di seguito si riporta l’estratto della carta delle isopiezometriche relative alla campagna di
monitoraggio di gennaio 2015 (ARPA, 2016):

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La situazione piezometrica attuale mostra i seguenti livelli piezometrici:


- per il sito SC1 un livello di circa 122 m s.l.m.;
- per il sito SC6 un livello di circa 123 m s.l.m.;
- per il sito IN2 un livello di circa 121 m s.l.m.;
- per il sito IN3 un livello di circa 120 m s.l.m.
corrispondenti in media a circa 18-20 m di soggiacenza della falda.

9. Aspetti lito-tecnici del sottosuolo

Dal punto di vista lito-tecnico il deposito alluvionale appartenente alle unità geologiche G1, G2 e
G3 e all’unità idrogeologica A (unità ghiaioso-sabbiosa) è stato caratterizzato in occasione di
precedenti interventi, tra i quali il Progetto del Metrobus cittadino, ed è suddiviso nelle seguenti
unità litotecniche:
1. UNITA’ L0: rappresentato da materiale di natura eluviale (suolo e substrato pedogenetico) con
rimaneggiamento antropico, caotico, eterogeneo, con prevalenza di ghiaia poligenica evoluta
con ciottoli e presenza di abbondante matrice sabbioso limosa di colore avana; talvolta
ingloba materiali antropici quali resti di laterizi e trovanti eterogenei. Secondo la
classificazione AASHO M145-49 a questa unità appartengono una varietà di materiali compresi
tra le classi A1 fino a A6;
2. UNITÀ L1: rappresentata da limi sabbiosi e argille limose di colore bruno inglobanti ghiaia
medio fine e rari ciottoli. Tale unità si rinviene in superficie e in lenti isolate di spessore quasi
mai superiore ai 5 metri, comunque raramente in strati continui. Con una percentuale di limo
+ argilla che risulta comunque sempre > del 50% e con una frazione ghiaiosa che può risultare
nulla. Da prove eseguite in laboratorio (Progetto Metrobus) l’unità L1 è caratterizzata da un
peso di volume dell’ordine di 20 kN/m3, con limite liquido compreso tra 26 e 33, un limite
plastico compreso tra 18 e 22 e un indice plastico compreso tra 8 e 12; da un angolo di attrito
compreso tra 26° e 28°, da una coesione drenata compresa tra 10 e 20 kPa, da una coesione
non drenata compresa tra 100 e 120 kPa, da un modulo di deformazione edometrica di 17.5
MPa e da un coefficiente di permeabilità dell’ordine dei 6 x 10-7 cm/s;
3. UNITÀ L2: rappresentata da ghiaia eterometrica, poligenica, con ciottoli, immersa in matrice
sabbioso – limosa, suddivisibile, dati gli estesi spessori, in 3 sotto-unità in funzione della
percentuale della frazione fine nell’ambito della distribuzione granulometrica, che secondo la
classificazione USCS ricade nel gruppo G (con sottogruppi appartenenti a GW, GP e GM). Le
ghiaie che presentano maggiori percentuali di matrice fine si rinvengono normalmente in lenti
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di spessore variabile ma comunque con maggiore frequenza nei primi 15 metri di profondità,
indice di apporti fluviali concentrati.
Le 3 sotto-unità sono caratterizzate da una percentuale di ghiaia variabile dal 40% ad oltre il
50%, da sabbia compresa tra il 20% e il 35% e da limo+argilla compreso tra il 10% e il 35%;
sono caratterizzate da un peso di volume variabile da 19 a 22 kN/m3, da un angolo di attrito
variabile da un minimo di 36° ad un massimo di 42° e da una coesione drenata nulla, da un
modulo di deformazione edometrica compreso tra 25 e 100 MPa e da un coefficiente di
permeabilità dell’ordine dei 2.6 x 10-3 cm/s.
I dati litotecnici disponibili rappresentano una prima indicazione in base alla quale predisporre
uno specifico piano d’indagine.

10. Sismicità e componente sismica territoriale

L’Ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3274, emanata il 20 marzo 2003, pubblicata sul
supplemento ordinario 72 alla Gazzetta Ufficiale n.105 del 8 maggio 2003 recante “Primi elementi
in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative
tecniche per le costruzioni in zona sismica”, modificata ed integrata dalle OPCM 3316/2003,
OPCM 3333/2004, OPCM 3431/2005 è intervenuta direttamente sull’aggiornamento della
pericolosità sismica “ufficiale”, ossia sulla classificazione sismica e sulle norme tecniche per le
costruzioni in zona sismica.
La deliberazione della Giunta Regionale n. 14964 del 7 novembre 2003 ha recepito la
classificazione sismica di cui all’allegato A dell’OPCM n. 3274/03, ha obbligato la progettazione
antisismica in Zona sismica 4 solo per edifici strategici e rilevanti ed ha obbligato l’adeguamento
degli studi geologici di supporto ai PGT per i comuni ricadenti in Zona sismica 2 e 3. Inoltre con
d.d.u.o. n. 19904 del 21 novembre 2003 ha approvato l’elenco delle tipologie di edifici ed opere
classificabili come strategiche e rilevanti.
La classificazione sismica attualmente in vigore in Regione Lombardia è basata sui valori di
accelerazione orizzontale attesa su suolo rigido e pianeggiante con probabilità di eccedenza del
10% in 50 anni (Tr 475 anni) riportati nella mappa di pericolosità sismica nazionale (Gruppo di
LavoroMS4) e pubblicati ufficialmente, insieme ai criteri di classificazione, nell’Allegato 1b
all’OPCM n. 3519 del 28 aprile 2006.
Con DGR n. X/2129 del 11 luglio 2014 la Regione Lombardia ha aggiornato, in tal senso, la
zonazione sismica regionale vigente dal 2003, ai sensi della L.R. 1/2000 art. 3, C.108, lett. D,
classificando il Comune di Brescia in zona sismica 2, assegnandovi come valore di accelerazione di
Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 20 - SETTEMBRE 2017
Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

riferimento 0.154219g. Dopo successivi decreti di differimento (DGR n. X/2489 del 10 ottobre
2014 e DGR n. X/4144 del 8 ottobre 2015) la nuova classificazione sismica è in vigore dal 10 aprile
2016, contestualmente alla normativa regionale in materia di autorizzazione preventiva e
deposito sismico (L.R. 33/2015 e DGR 5001/2016).
Di seguito si riportano la carta di classificazione sismica regionale attualmente vigente e l’estratto
regionale della mappa di pericolosità sismica nazionale (Gruppo di Lavoro 2004), presa
ufficialmente come riferimento di base per l’applicazione delle politiche nazionali e regionali
relative alla riduzione del rischio sismico:

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Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Il Comune di Brescia ricade nella zona sismogenetica 907, caratterizzata da una sismicità di
energia normalmente medio-bassa con la sola eccezione del terremoto di Soncino del 1802 a cui
viene assegnata una magnitudo momento MW intorno a 5.6.
La zona sismogenetica 907 appartiene, dal punto di vista geodinamico e cinematica, alle zone di
interazione tra piastra adriatica e piastra europea con meccanismi di rottura attesi di tipo thrust e
transpressivi.
Sulla base dei dati contenuti nei cataloghi è possibile selezionare le notizie in modo da definire
"Storie sismiche" dei singoli siti, identificanti cioè la successione temporale delle intensità risentite
(in una definita località) rispetto alle intensità epicentrali dei vari eventi nel corso dei secoli.
In base alla consultazione del catalogo macrosismico italiano DBMI11 (Locati, Camassi e Stucchi,
2011), riportante le osservazioni macrosismiche:

è possibile prevedere, per gli eventi documentati, risentimenti al sito:


- dell’8° grado della scala macrosismica MCS, determinati da eventi sismici medio-forti
(magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0) e molto vicini (es: terremoti del 1065 e del 1222);
- del 6°-7° grado della scala macrosismica MCS, determinati da eventi sismici medi (magnitudo
compresa tra 4.5 e 5.0) e molto vicini (es: terremoti del 1774 e del 1799), da eventi sismici
medio-forti (magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0) e vicini (es: terremoti del 1892, del 1894, del
1901 e del 2004) e da eventi sismici forti (magnitudo superiore a 6.0) lontani, provenienti dal
settore orientale veronese (es: terremoto del 1117)
- del 5°-6° grado della scala macrosismica MCS, determinati da eventi sismici medio-bassi
(magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5) e molto vicini (es: terremoti del 1540 e del 1839), da
eventi sismici da medi a medio-alti (magnitudo compresa tra 4.5 e 5.5) e relativamente vicini
(es: terremoto del 1802, 1951, 1960 e del 1979).

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Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Risentimenti inferiori al 5° grado della scala macrosismica MCS sono da ritenersi poco significativi
in termini di danneggiamento e sono determinati, oltre che ovviamente da eventi di bassa
magnitudo molto vicini, da eventi da medi a forti provenienti dai distretti sismici circostanti quali
Veronese-Garda, Bolognese, Parmense, Piacentino e Garfagnana-Lunigiana.
Di seguito si riportano gli eventi sismici tra i più severi risentiti a Brescia (risentimento superiore al
5° grado della scala MCS), per i quali sono evidenziati l’intensità macrosismica epicentrale (Io), la
magnitudo momento MW e l’intensità macrosismica al sito (IS):
IS Data Nome evento Io MW (DBMI11) MSP (CPTI04)
8 27 marzo 1065 11:25 Brescia 7 5.14 ± 0.34 -
8 25 dicembre 1222 12:30 Basso Bresciano 7-8 5.84 ± 0.56 6.05 ± 0.13
7 1 marzo 1117 15:15 Veronese 9-10 6.69 ± 0.20 6.49 ± 0.15
7 30 ottobre 1901 14:49 Salò 8 5.70 ± 0.10 5.55 ± 0.11
6-7 29 maggio 1799 19:00 Castenedolo 6-7 5.01 ± 0.51 -
6 5 gennaio 1892 Garda occidentale 6-7 5.02 ± 0.15 -
6 27 novembre 1894 05:07 Franciacorta 6 5.07 ± 0.10 -
5-6 24 novembre 2004 22:59 Lago di Garda 7-8 5.06 ± 0.09 -
5 3 gennaio 1505 02:00 Bolognese 8 5.57 ± 0.25 -
5 1 settembre 1540 08:10 Brescia 5 4.30 ± 0.34 -
5 12 maggio 1802 09:00 Valle dell’Oglio 8 5.64 ± 0.22 5.54 ± 0.13
5 9 agosto 1839 08:45 Brescia 5 4.30 ± 0.34 -
5 15 maggio 1951 22:54 Lodigiano 6-7 5.39 ± 0.14 -
5 19 febbraio 1960 02:30 Giudicarie 6 4.91 ± 0.22 -
5 9 febbraio 1979 14:44 Capriate S. Gervasio 6 4.85 ± 0.13 -

1901 - SALÒ 1222 – BASSO BRESCIANO


1802 - VALLE DELL’OGLIO

1117 – VERONESE

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 23 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Nella figura sono riportate le ubicazioni degli epicentri dei terremoti, distinti in funzione della
magnitudo MSP, contenuti nel catalogo parametrico dei terremoti italiani CPTI04, che cataloga
1041 eventi avvenuti nella finestra temporale compresa tra il 217 a.c. e il 2002 e sul quale sono
state basate le stime di pericolosità sismica GdL2004, attualmente vigenti; il sito oggetto
d’intervento è rappresentato con il triangolo azzurro.
L’analisi della sismicità storica evidenzia come la pericolosità sismica del sito oggetto d’intervento
sia ben rappresentata dall’occorrenza di un terremoto di magnitudo compresa tra 4.0-5.0 con
distanza epicentrale entro i 10 km (EVENTO VICINO), seguita da quella di un terremoto di
magnitudo compresa tra 5.0-6.0 con distanza epicentrale compresa tra i 10 e i 20 km (EVENTO
LONTANO).

Ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni le azione sismiche secondo cui eseguire le
verifiche sismiche progettuali sono calcolate sulla base dei dati di pericolosità estratti
direttamente dalla mappa ufficiale di pericolosità sismica nazionale (valori di ag - Allegato 1b
all’OPCM n. 3519 del 28 aprile 2006), mediante l’utilizzo di altri due parametri di significato
spettrale (Fo e Tc*) e di relative formule empiriche per la determinazione della forma spettrale
elastica di riferimento (paragrafo 3.2.3. e Tabella 1 allegato B – DM 14-01-08); pertanto la
definizione delle azione sismiche è totalmente svincolata dalla zonazione sismica.
Per la determinazione dell’azione sismica, da utilizzarsi nelle verifiche agli stati limite ultimi e di
esercizio delle opere di progetto, è necessario calcolare per il sito il valore di accelerazione
orizzontale massima attesa su suolo rigido e pianeggiante con una probabilità di eccedenza
rispettivamente del 10% e del 63% in VR anni: la vita di riferimento VR è definita dal Progettista in
base al valore della vita nominale VN dell’opera di progetto e della sua classe d’uso CU.
In funzione di VN, CU e VR sono definiti i rispettivi periodi di ritorno di riferimento corrispondenti
alle probabilità di eccedenza fissate per le analisi agli stati limite di salvaguardia della vita SLV e di
danno SLD: in considerazione degli interventi di progetto potranno essere previsti valori di CU di
1.5 (interventi di interesse rilevante, quali potrebbero essere SC1 e SC6) e di 2.0 (interventi di
interesse strategico, quali potrebbero essere IN2 e IN3) con vita nominale ordinaria pari a 50 anni,
corrispondente a TR di 75 e 101 anni per SLD e 712 e 949 anni per SLV; qualora il Progettista
scegliesse di innalzare la vita nominale delle opere a 100 anni i TR di riferimento sarebbero 151 e
201 anni per SLD e 1424 e 1898 anni per SLV.
Per i dettagli in merito si rimanda pertanto alla relazione di calcolo del Progettista.

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In questa sede si individuano i punti del reticolo di riferimento che circondano i siti oggetto
d’intervento, rappresentati con i cerchi blu rispetto all’ubicazione dei siti (cerchio rosso),
riconvertiti in coordinate Gauss-Boaga e proiettati sulla cartografia CTR a scala 1:10.000.
Secondo quanto riportato nell’allegato A alle norme, il valore da assegnare al sito può essere
calcolato come media pesata dei valori assunti nei quattro vertici della maglia elementare del
reticolo di riferimento contenente il punto in esame, utilizzando come pesi gli inversi delle
distanze tra il punto in questione ed i quattro vertici, di seguito riportati:

I valori di ag disponibili nell’allegato 1 delle NTC 2008 derivano dall’analisi di pericolosità sismica
nazionale (MPS, 2004) condotta secondo metodologia probabilistica e corrispondenti al 50°
percentile delle stime ottenute, i cui risultati sono associati a ciascun punto della griglia di
riferimento (pallini blu).

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 25 - SETTEMBRE 2017


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Per ciascun punto sono disponibili anche i risultati delle analisi di disaggregazione della
pericolosità, utili al fine di determinare gli eventi sismici che contribuiscono maggiormente alla
pericolosità sismica di un sito.
Di seguito si riportano le stime di disaggregazione riferite al punto più vicino ai siti d’intervento
(ID12053) valide per una probabilità di eccedenza del 2% e del 22% in 50 anni corrispondenti
rispettivamente a Tr di 2475 (a sinistra) e 201 anni (a destra):

Per probabilità di eccedenza più alta ovvero per Tr più bassi contribuiscono maggiormente alla
pericolosità del sito gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 con distanze epicentrali più alte
fino a 20 km, mentre per Tr più elevati contribuiscono maggiormente gli eventi più energetici e
vicini ovvero magnitudo comprese tra 4.5 e 5.5 e distanze epicentrali entro 10 km, considerati
eventi sismici più rari.
Questo aspetto è fondamentale per quelle analisi e verifiche di sicurezza condotte secondo
procedure e metodologie funzione del valore di magnitudo, quali il fenomeno della liquefazione o
le analisi di risposta sismica locale con metodi numerici.
Per il dimensionamento delle strutture in elevazione il modello di riferimento per la descrizione
del moto sismico in un punto della superficie libera del sottosuolo pianeggiante e rigido potrà far
riferimento allo spettro di risposta elastico in accelerazione riferito ad uno smorzamento
convenzionale del 5%, il quale dovrà essere opportunamente modificato per tenere in
considerazione le modifiche in ampiezza e contenuto in frequenza del moto sismico legate ai
cosiddetti effetti di sito e in particolare ai fenomeni di amplificazione sismica.
Tali fenomeni sono attesi nei siti di intervento come evidenziato dallo studio geologico a supporto
del PGT, che ha analizzato la componente sismica del territorio comunale mediante l’applicazione

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 26 - SETTEMBRE 2017


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della procedura descritta nell’allegato 5 “Analisi e valutazione degli effetti sismici di sito in
Lombardia finalizzate alla definizione dell’aspetto sismico nei Piani di Governo del Territorio” ai
“Criteri attuativi per lo studio della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di
Governo del Territorio in attuazione dell’art. 57 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12” (DGR 22/12/2005
n. 8/1566 - DGR 28/05/2008 n. 8/7374 - DGR 30/11/11 n. 9/2616):
- l’analisi sismica di livello 1 permette di ricostruire la carta della Pericolosità Sismica Locale, la
quale evidenzia per l’area in oggetto uno scenario di Pericolosità Sismica Locale corrispondente
alla zona Z4a, al quale sono associati fenomeni di amplificazione sismica di tipo litologico –
stratigrafico, escludendo fenomeni di amplificazione morfologica;
- l’analisi sismica di livello 2 permette la verifica in termini energetici della compatibilità dello
spettro di risposta di normativa assegnato attraverso il parametro VS30 con i fenomeni di
amplificazione stratigrafici attesi al sito e stimati mediante il fattore di amplificazione.
L’estratto della carta di Pericolosità Sismica Locale di 1° livello (Gasparetti e Quassoli, 2016)
allegata allo Studio Geologico Comunale attualmente vigente evidenziano la presenza nelle
vicinanze dei siti oggetto di intervento di due indagini sismiche MASW (017029L1 e 017029L2),
sulle cui risultanze è stata eseguita l’analisi di livello 2:

I siti ricadono all’interno della zona ove la categoria di sottosuolo identificata è la categoria B e
ove il fattore di amplificazione calcolato FAC per periodi compresi tra 0.1-0.5 s è risultato
superiore al valore di soglia comunale FAS; si segnala che l’analisi di 2° livello, eseguita nell’ambito
dello studio geologico comunale, è stata eseguita per l’intera area, facendo riferimento alla sismo-
stratigrafia derivata dalle indagini 017029L1 e 017029L2, calcolando il fattore di amplificazione
FAC in corrispondenza del piano campagna e adottando la scheda di valutazione della litologia
limoso argillosa tipo 1 e limoso sabbiosa tipo 2, ipotesi poco adattabili ai siti oggetto di intervento.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 27 - SETTEMBRE 2017


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11. Modello geologico dell’area e studi di approfondimento

Ai fini della completezza della documentazione progettuale è necessario predisporre il modello


geologico del sito oggetto dell’intervento ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni vigenti
(definita “relazione geologica R1” ai sensi della DGR 5001/2016) e definire la fattibilità geologica
dell’intervento ai sensi dei criteri geologici regionali di cui alla DGR 2616/2011 (definita “relazione
geologica R3” ai sensi della DGR 5001/2016).
In particolare il sito oggetto d’intervento ricade:
- in classe di fattibilità geologica 2c, per la quale si evidenziano modeste limitazioni legate alla
bassa soggiacenza della falda;
- nello senario Z4a, per il quale il fattore di amplificazione Fa calcolato in fase di pianificazione
(FAC) per periodi 0.1-0.5 s è risultato maggiore del valore di soglia comunale (FAS).
Sulla base della normativa nazionale e regionale vigente, in considerazione delle caratteristiche
geologiche generali esposte nei precedenti capitoli e in relazione alla tipologia degli interventi
previsti, il modello geologico del sito permette di verificare:
- l’assenza di problematiche legate alla possibile interferenza delle opere con la falda
(soggiacenza dell’ordine dei 18-20 m come esposto al capitolo 8);
- la presenza delle condizioni sismo-stratigrafiche necessarie per l’applicabilità sia della
procedura di analisi sismica di 2° livello proposta dai criteri regionali sia della procedura
semplificata basata sulle categorie di sottosuolo proposta dalla normativa nazionale;
- l’assenza dei fattori predisponenti il fenomeno della liquefazione, sebbene risultino presenti i
relativi fattori scatenanti ai sensi del punto 7.11.3.4.2 delle NTC 2008.
Le problematiche evidenziate, per le quali sono stati previsti specifici approfondimenti mediante
l’esecuzione di indagini in sito eseguite nei giorni 26-05-2017, 30-05-2017 e 09-06-2017, descritti
nei successivi paragrafi, riguardano:
1. la definizione dell’andamento dei valori di velocità delle onde di taglio VS con la profondità,
che meglio rappresenta la situazione presente nei siti d’indagine, in base alle risultanze delle
misure HVSR e MASW e conseguente calcolo dei fattori di amplificazione mediante la
procedura prevista dai criteri regionali (2° grado di approfondimento – modulo 9 DGR
5001/2016);
2. la caratterizzazione meccanica delle unità geologiche G1, G2 e G3, al fine di verificarne
l’analogia con le unità litotecniche conosciute in letteratura e descritte al capitolo 9 (vedi
allegato n. 1 – Carta Geologica con ubicazione delle indagini in sito pregresse e nuove).

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 28 - SETTEMBRE 2017


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12. Approfondimento sismico – Fenomeni di amplificazione stratigrafica

12.1. Premessa
La campagna di indagine geofisica, eseguita il 30-05-2017 dallo Scrivente, è stata cosi organizzata:
- n. 4 indagini puntuali con acquisizione di rumore sismico ambientale a stazione singola,
finalizzate all’applicazione della tecnica HVSR e alla determinazione della relativa curva HV dei
siti;
- n. 3 indagine lineare di sismica a rifrazione e MASW, finalizzate alla ricostruzione della sezione
2D in termini di velocità delle onde longitudinali (VP), all’individuazione del profilo di rigidezza
medio e al parametro VS30 rappresentativo del sito, dal quale è possibile definire la categoria
di sottosuolo di appartenenza ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni - DM 14 gennaio
2008, Gazzetta Ufficiale, n. 29 del 4 febbraio 2008, Supplemento Ordinario n. 30, paragrafo
3.2.2. Tabella 3.2.II.

Di seguito si riportano le ubicazioni delle indagini geofisiche eseguite:

HVSR2
HVSR1 MASW2
MASW1

HVSR3
MASW3

HVSR4
MASW4

Per il sito delle Case del Sole si è fatto riferimento all’indagine MASW già disponibile (L017029L1)
eseguita nell’ambito dello studio geologico comunale e denominata nel presente studio MASW1.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 29 - SETTEMBRE 2017


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12.2. Misure HVSR


Il modello geologico del sito, per quanto riguarda la propagazione delle onde sismiche generate
dallo scuotimento di un evento sismico, è ben assimilabile ad un modello monodimensionale a
strati piano e paralleli, in quanto le geometrie sepolte sono rappresentate dal contatto tra corpi
sedimentari più o meno lenticolari con spessori che risultano poco significativi dal punto di vista
dei fenomeni di amplificazione sismica di tipo geometrico.
L’omogeneità della risposta sismica dell’area di studio è stata verificata attraverso il metodo HVSR
(Horizzontal to Vertical Spectral Ratio), finalizzato all’individuazione delle frequenze
caratteristiche di risonanza di un sito, le quali risultano correlabili a contatti litologici presenti nel
sottosuolo e caratterizzati da un sufficiente contrasto di impedenza sismica in termini di rigidezza.
Il rumore sismico ambientale o microtremore è caratterizzato da vibrazioni ambientali di bassa
energia con ampiezze dell’ordine dei 10-2-10-4 mm, non percepibili dall’uomo, e originate da una
molteplicità di sorgenti agenti a diverse frequenze: le onde marine e le perturbazioni
atmosferiche contribuiscono al campo d’onda prevalentemente con frequenze inferiori a 0.5 Hz,
mentre il vento, il traffico veicolare e le attività antropiche contribuiscono prevalentemente a
frequenze superiori a 0.5 Hz. La tecnica a stazione singola analizza, in termini di ampiezza, il
campo delle vibrazioni ambientali, sfruttando la sua irregolarità temporale, in quanto questa è
legata all’indipendenza dinamica delle sorgenti e alla molteplicità dei percorsi delle onde da esse
generate; questa irregolarità permette di definire la struttura media del segnale costituente il
campo delle vibrazioni ambientali come statisticamente indipendente dalla natura e posizione
delle sorgenti e di considerare quindi il segnale acquisito condizionato esclusivamente dalla
struttura del sottosuolo. L’ipotesi di base è pertanto la presenza di sorgenti distribuite in modo
statisticamente omogeneo attorno al sito di misura, che si attivano in modo non coordinato tra
loro. In particolare la tecnica HVSR permette di determinare la curva sperimentale che
rappresenta il rapporto tra le ampiezze spettrali medie delle componenti orizzontali e quelle della
componente verticale delle vibrazioni ambientali in funzione della frequenza (Nogoshi e Igarashi,
1970; Nakamura, 1989).
L’attrezzatura e la strumentazione utilizzata è costituita da un velocimetro tridirezionale del tipo
Trillium compact 20 s della Nanometrics, collegati ad acquisitore Centaur, fornito di antenna GPS
per la rilevazione del tempo universale UTC, posizionati in corrispondenza dei 4 siti investigati:
- HVSR 1: Centro Polifunzionale “Case del Sole”;
- HVSR 2: Ex edificio Ideal-Clima;

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 30 - SETTEMBRE 2017


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- HVSR 3: Stazione Borgo San Giovanni;


- HVSR 4: Intersezione Via Rose con linea ferroviaria BS-Edolo.
L’accoppiamento dello strumento al terreno è garantito da piedini regolabili in altezza, utilizzabili
in presenza di superfici pavimentate, o da puntali infissi nel terreno, utilizzabili in presenza di
superfici naturali, mentre la sua orizzontalità è garantita tramite l’utilizzo di una bolla sferica.
Il sensore è stato orientato secondo i punti cardinali; le acquisizioni sono state eseguite con
tempo meteorologico sereno, privo di vento significativo; la durata di acquisizione è stata di circa
2h con frequenza di campionamento di 200 Hz.
Si ricorda infatti che, siccome le misure di tipo passivo mirano a determinare caratteristiche medie
del moto del suolo associato alle vibrazioni ambientali, è necessario che le misure risultino
statisticamente rappresentative del fenomeno analizzato; la durata dell’acquisizione deve
pertanto essere commisurata alla frequenza d’indagine di interesse: nell’intervallo di interesse
ingegneristico compreso tra 0.1 e 20 Hz un campionamento adeguato deve durare almeno 15-40
minuti, in modo da garantire un’analisi del segnale su un numero sufficiente di finestre di
lunghezza adeguata, considerando inoltre che l’intervallo utile di acquisizione si riduce a causa
della rimozione dei disturbi in grado di alterare lo spettro medio, situazione che in alcuni siti può
essere particolarmente frequente.
L’elaborazione delle acquisizioni a stazione singola sono state eseguite selezionando per ciascuna
registrazione l’intervallo centrale, eliminando la prima parte poco rappresentativa legata alla fase
di stabilizzazione del sensore e la parte finale, disturbata dalle operazioni di spegnimento
dell’acquisitore; sono stati inoltre rimossi eventuali transienti presenti nella registrazione,
attraverso la procedura che si basa sul confronto tra la media dell’ampiezza del segnale calcolata
su un periodo breve di tempo “STA” (Short Time Average, fissato pari a 5 s per tutte le
acquisizioni) e quella calcolata su una finestra di tempo più lunga dell’ordine delle decine di
secondi “LTA” (Long Time Average, fissato pari a 40 s per tutte le acquisizioni); in caso di presenza
di lunghi transienti, in cui il rapporto STA/LTA rimane all’interno dei limiti imposti (0.20-2.50 per
tutte le acquisizioni), si è operato eliminando le finestre in cui LTA supera un certo valore
percentuale del LTA massima calcolata sull’intera registrazione oppure attraverso rimozione
manuale. Il segnale ottenuto viene segmentato in finestre di campionamento, il cui numero e
lunghezza minima sono funzione della frequenza principale di risonanza f0; per ciascuna finestra di
elaborazione (fissata pari a 40 s) sono calcolati gli spettri di Fourier di ciascuna componente,
prevedendo una procedura di lisciamento con un’opportuna funzione di smoothing (lisciamento

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 31 - SETTEMBRE 2017


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Konno & Ohmachi con costante del 40%); per ciascuna finestra vengono combinati gli spettri delle
componenti orizzontali con una media quadratica e calcolato, frequenza per frequenza, il
rapporto tra la componente orizzontale così ottenuta e quella verticale; il rapporto HVSR è dato
dalla media del valore spettrale delle componenti orizzontali (NS e EW) e il valore spettrale della
componente verticale (Z), secondo la formula:

I risultati ottenuti da ciascuna finestra di elaborazione sono stati elaborati statisticamente,


definendo la curva HV media con la relativa deviazione standard e, per le stesse finestre di
elaborazione, è stata analizzata la direzionalità del campo d’onda acquisito.
L’elaborazione dei segnali è stata eseguita tramite il software Geopsy 2.9 (Geopsy team, SESAME
European Project, 2005).
Tramite l’applicazione dei criteri del progetto SESAME (2004) sono state valutate le caratteristiche
dei picchi di risonanza della curva HV, ove presenti, in termini di affidabilità statistica e chiarezza:
la prima parte dei criteri è dedicata alla valutazione dell’attendibilità statistica della curva HVSR,
ovvero viene valutato se la registrazione sia stata effettuata per un periodo sufficientemente
lungo ed analizzata per un numero sufficiente di finestre temporali; la seconda parte dei criteri è
dedicata alla valutazione della chiarezza del picco H/V attraverso un’analisi morfologica.
In allegato n. 2 sono riportati i rapporti di prova delle acquisizioni HVSR, con le elaborazioni e i
risultati ottenuti per ciascuna acquisizione, ovvero la registrazione nelle 3 componenti dello
spazio, la loro fenestratura, gli spettri di Fourier medi di ciascuna componente, la curva HV
calcolata per ciascuna finestra di elaborazione, la curva HV media e relativa deviazione standard, il
grafico della direzionalità della curva HV e l’applicazione dei criteri SESAME (2004).
Di seguito per ciascuna acquisizione si riportano i valori di frequenza ed ampiezza medi dei picchi
di risonanza evidenziati:
PICCHI DI RISONANZA EVIDENZIATI DALLE CURVE HV
PICCO 1 PICCO 2
HVSR
f0 A0 f0 A0
1 3.65441 ± 0.432585 2.91978 0.69408 ± 0.108354 2.92208
2 3.26370 ± 0.451694 2.09911 0.63602 ± 0.081738 4.81415
3 3.53201 ± 0.396582 3.02856 0.59715 ± 0.077739 5.05283
4 3.63895 ± 0.412320 2.84632 0.66196 ± 0.115555 2.97372

La frequenza dei due picchi individuati è molto prossima in tutti i 4 siti investigati, come mostrato
nel grafico seguente:

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 32 - SETTEMBRE 2017


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6 PICCO 2
HVSR1 HVSR2
5 HVSR3 HVSR4

PICCO 1
4

3
Rapporto HV

0
0.1 1 10 100
Frequenza (Hz)
L’interpretazione stratigrafica dei 2 picchi della curva HV è coerente con il modello geologico, in
quanto:
- il picco 1 a circa 3.3-3.6 Hz è generato dalla risonanza del tetto dell’unità conglomeratica
(interfaccia geologica G3-G4), posta a profondità dell’ordine dei 30 m;
- il picco 2 a circa 0.6-0.7 Hz è generato dalla risonanza del tetto del substrato roccioso
(interfaccia geologia G5-G6), posta a profondità superiori a 200 m.

Le condizioni sismo-stratigrafiche dei 4 siti risultano pertanto tra loro omogenee per quanto
riguarda le caratteristiche elastiche oltre i 30-40 m di profondità; differenze in termini di rigidezza
sono eventualmente presenti negli strati più superficiali, che sono stati investigati con tecniche
geofisiche attive, come di seguito descritto.

12.3. Indagini di sismica a rifrazione in fase P e indagini MASW


L’attrezzatura e la strumentazione utilizzata è costituita da:
• un sistema di energizzazione per le onde P: la sorgente è costituita da una mazza del peso di
8 Kg battente verticalmente su piastra posta direttamente sul p.c. per la generazione
prevalentemente di onde P e secondariamente di onde SV, in grado di generare onde
elastiche ad alta frequenza ricche di energia, con forme d’onda ripetibili e direzionali;
• un sistema di ricezione: costituito da 24 geofoni verticali monocomponente del tipo
elettromagnetico a bobina mobile a massa sospesa con frequenza propria 4.5 Hz, ovvero dei
trasduttori di velocità in grado di tradurre in segnale elettrico la velocità con cui il suolo si
sposta al passaggio delle onde sismiche longitudinali e trasversali prodotte da una specifica
sorgente;

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 33 - SETTEMBRE 2017


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• un sistema di acquisizione dati: con memoria dinamica a 24 bit composto da sismografo a 24


canali della Geometrics, con range dinamico di sistema di 144 dB, intervallo di
campionamento compreso tra 0.02 e 16 ms, fino a 16000 campioni per traccia; il sismografo
è alimentato con batteria al Pb a 12 V ed è collegato al notebook PC per il salvataggio delle
acquisizioni e la gestione dei parametri di configurazione spaziali e temporali; i geofoni sono
collegati al sismografo tramite cavo sismico;
• un sistema di trigger: consiste in un circuito elettrico che viene chiuso (attraverso sensore di
movimento applicato alla mazza) nell’istante in cui il grave colpisce la base di battuta,
consentendo ad un condensatore di scaricare la carica precedentemente immagazzinata e di
produrre un impulso che viene inviato a un sensore collegato al sistema di acquisizione dati;
in questo modo è possibile individuare e visualizzare l’esatto istante in cui la sorgente viene
attivata e fissare l’inizio della registrazione;

Il metodo sismico a rifrazione si basa sul concetto della bi-rifrazione delle onde elastiche a seguito
del fronte d’onda conico. Data una sorgente di onde elastiche e uno stendimento di geofoni lungo
un profilo giungeranno in superficie ai geofoni onde dirette, onde riflesse ed onde coniche o bi-
rifratte (head wave): le onde analizzate sono quelle birifratte, cioè quelle che giungono sulla
superficie di separazione con un angolo d’incidenza critico (secondo la legge di Snell) e che quindi
vengono rifratte con un angolo di 90° propagandosi parallelamente alla superficie rifrangente e
venendo nuovamente rifratte verso la superficie con lo stesso angolo di incidenza. I contrasti di
proprietà possono essere legati a cause stratigrafiche, strutturali, idrogeologiche.

Il metodo MASW (Multichannel Analysis of Surface Waves) (Park et al., 1999) è una tecnica di
indagine non invasiva che permette di individuare il profilo medio di velocità delle onde di taglio
VS, sulla base della misura delle onde superficiali eseguita in corrispondenza di diversi sensori
(geofoni nel caso specifico) posti sulla superficie del suolo. Il contributo predominante alle onde
superficiali è dato dalle onde di Rayleigh, che viaggiano con una velocità correlata alla rigidezza
della porzione di terreno interessata dalla propagazione delle onde. In un mezzo omogeneo ed
isotropo la velocità di propagazione delle onde di Rayleigh è indipendente dalla frequenza e il
moto indotto dalla propagazione si smorza rapidamente con la profondità, sino ad estinguersi ad
una profondità circa pari ad una lunghezza d’onda. In un mezzo verticalmente eterogeneo, ovvero
stratificato, le onde di Rayleigh sono dispersive (fenomeno della dispersione geometrica), cioè
onde con diverse lunghezze d’onda si propagano con diverse velocità di fase e velocità di gruppo

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 34 - SETTEMBRE 2017


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(Achenbach, J.D., 1999, Aki, K. and Richards, P.G., 1980) o detto in maniera equivalente la velocità
di fase (o di gruppo) apparente delle onde di Rayleigh dipende dalla frequenza di propagazione.
La natura dispersiva delle onde di Rayleigh è correlabile al fatto che onde ad alta frequenza con
lunghezza d’onda corta si propagano negli strati più superficiali e quindi danno informazioni sulla
parte più superficiale del suolo, invece onde a bassa frequenza si propagano negli strati più
profondi e quindi interessano gli strati più profondi del suolo.
La propagazione delle onde di Rayleigh in un mezzo stratificato è un fenomeno multi-modale,
ovvero in corrispondenza di una certa frequenza, per un determinato sito caratterizzato da una
specifica stratigrafia, possono esistere diverse velocità di propagazione, a cui corrisponde un
determinato modo di vibrazione del sito.
Il metodo di indagine MASW attivo consiste nella generazione artificiale di onde superficiali in un
punto sulla superficie del suolo (tramite energizzazione con mazza battente parallelamente
all’array) e nell’acquisizione della perturbazione generata lungo uno stendimento lineare di
sensori. Il metodo attivo generalmente consente di ottenere una curva di dispersione
sperimentale apparente nel range di frequenze compreso tra 10-15Hz e 70-100Hz, quindi fornisce
informazioni sulla parte più superficiale del suolo, generalmente compresa nei primi 30 m, in
funzione della rigidezza del suolo e delle caratteristiche della sorgente. Lungo lo stendimento di
sensori cosi predisposto è possibile acquisire anche rumore ambientale.
I fondamenti teorici del metodo MASW fanno riferimento ad un semispazio stratificato con strati
paralleli e orizzontali, quindi una limitazione alla sua applicabilità potrebbe essere rappresentata
dalla presenza di pendenze significative superiori a 20°, sia della topografia sia delle diverse
discontinuità elastiche.

Sulla base delle condizioni logistiche dei siti sono stati allestiti stendimento lineari della lunghezza
di 46 m, lungo i quali sono stati disposti e collegati in serie i 24 geofoni con interdistanza pari a 2
m; sono stati eseguiti n. 7 punti di energizzazione, organizzati simmetricamente con 3 shots
interni ugualmente spaziati e 2 shots esterni per ciascun estremo dello stendimento posti a 6 e 10
m dai geofoni esterni. Sono stati utilizzati sistemi di riferimento relativi, con origine dell’ascissa
posta in corrispondenza dello shot S1 esterno al 1° geofono posto ad W per gli stendimenti
MASW2 e MASW3 e a N per lo stendimento MASW4.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 35 - SETTEMBRE 2017


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Di seguito si riportano in modo sintetico i parametri configurazionali (spaziali e temporali) delle 3


acquisizioni lineari:
PARAMETRI CONFIGURAZIONALI SISMICA LINEARE ATTIVA
Sigla _ Orientamento MASW2 _ W-E MASW3 _ W-E MASW4 _ N-S
Dislivello altimetrico tra gli shots esterni 0m 0m 0m
Lunghezza stendimento compresi shots esterni 66.0 m 66.0 m 66.0 m
Lunghezza stendimento ricevitori 46.0 m 46.0 m 46.0 m
Numero Geofoni 24 24 24
Distanza intergeofonica 2.0 m 2.0 m 2.0 m
Numero punti di energizzazione (shots) 7 7 7
1° Shot esterno 6.0 m 6.0 m 6.0 m
2° Shot esterno 10.0 m 10.0 m 10.0 m
Durata acquisizione 2s 2s 2s
Pre-triggering delay 0 ms 0 ms 0 ms
Intervallo di campionamento 0.25 ms 0.25 ms 0.25 ms
Numero di campioni per traccia 8000 8000 8000
Massima frequenza campionabile 2 kHz 2 kHz 2 kHz

La lunghezza degli stendimenti sismici permette in linea teorica una capacità penetrativa
dell’indagine di sismica a rifrazione dell’ordine dei 10 m, variabile in funzione della chiarezza ed
attendibilità dei segnali acquisiti a maggiore distanza dalle sorgenti e delle caratteristiche sismo-
stratigrafiche del sottosuolo.
L’analisi delle acquisizioni ha permesso di individuare il tempo di primo arrivo in corrispondenza di
ciascun ricevitore per ciascun punto di energizzazione, attraverso la procedura di picking manuale;
tali valori sono stati riportati in un grafico distanza-tempo per ottenere l’andamento delle
dromocrone; la profondità totale investigata è legata alla lunghezza dello stendimento di
ricevitori.
La ricostruzione del modello sismostratigrafico può avvenire attraverso l’utilizzo di molteplici
metodi di interpretazione; tra i metodi disponibili in letteratura si è scelto di utilizzare il metodo di
tomografia sismica, il quale, partendo dal modello iniziale 1D di velocità e dai dati di traveltime
ottenuti dal picking manuale, modella il percorso bidimensionale di un fascio di raggi curvilinei per
ogni arrivo (Hermann, 1980; Worthington, 1984; Nolet, 1987), mediante l’algoritmo tomografico
basato sull’adattamento iterativo SIRT (Simultaneous Iterative Reconstruction Technique) con
interpretazione mediante il software Reflexw versione 7.5 della Sandmeier software (2014).
Per i dettagli sull’elaborazione si rimanda ai rapporti di prova contenuti nell’allegato n. 3.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 36 - SETTEMBRE 2017


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L’interpretazione delle acquisizioni ha fornito risultati compatibili con un modello mono-


dimensionale, tale da poter giustificare l’interpretazione delle acquisizioni esterne anche in
termini di onde superficiali nel dominio della frequenza (tecnica MASW); i dati di campagna
acquisiti nel dominio del tempo sono stati pertanto trasformati tramite una doppia trasformata di
Fourier nel dominio f-k (frequenza – numero d’onda): i massimi di energia individuati sono
associabili alle onde di Rayleigh; per ogni frequenza il picco spettrale è associato a un determinato
valore del numero d’onda k, da cui è possibile ricavare la velocità di fase delle onde di Rayleigh.
Per ciascuna acquisizione è stato determinato quindi lo spettro di velocità ottenuto tramite
operazioni di filtraggio, con le quali si è cerca di rimuovere l’influenza delle onde di volume e degli
eventuali modi superiori dell’onda di Rayleigh, al fine di evidenziare al meglio la curva di
dispersione sperimentale rappresentativa del sito. L’osservazione degli spettri di velocità ottenuti
ha permesso di scegliere l’acquisizione che fornisce una curva di dispersione sperimentale
apparente meglio definita per quanto riguarda il modo fondamentale dell’onda di Rayleigh;
l’acquisizione cosi selezionata è stata sottoposta ad elaborazione e successiva inversione.
Sulla base del modello geologico dell’area, del modello sismo-stratigrafico medio individuato con
il metodo della sismica a rifrazione in onde longitudinali è stato stimato un modello 1D
preliminare in termini di VS, prevedendo la modifica controllata dei valori di densità di massa ρ,
spessore h, velocità delle onde di taglio VSV e del coefficiente di Poisson υ di ciascun strato che
costituisce il modello stesso.
Successivamente, tramite procedura diretta, è stata calcolata la relativa curva di dispersione
numerica utilizzando il software winMASW5.2 (2013) della Eliosoft. Il modello preliminare così
individuato è stato utilizzato come modello di partenza nella procedura di inversione, che prevede
come target la curva di dispersione sperimentale apparente individuata tramite picking sullo
spettro di velocità. L’individuazione del profilo di velocità delle onde di taglio rappresentativo del
sito avviene integrando tra loro i risultati ottenuti con la modellazione diretta e quelli ottenuti con
l’inversione automatica.
Per i dettagli sull’elaborazione si rimanda ai rapporti di prova contenuti nell’allegato n. 4.

In sintesi le indagini di sismica attiva hanno confermato la presenza di una situazione sismo-
stratigrafica riconducibile ad un modello monodimensionale, giustificando l’utilizzo della tecnica
MASW e il successivo impiego di metodi semplificati per la stima dei fenomeni di amplificazione
stratigrafica.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 37 - SETTEMBRE 2017


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12.4. Analisi di 2° livello con approccio numerico (2° grado di approfondimento – DGR 5001/16)
Come approfondimento in merito alla stima dei fenomeni di amplificazione stratigrafica si è scelto
di calcolare i valori del fattore di amplificazione FAC attraverso un’analisi di 3° livello, utilizzando i
database regionali per l’individuazione degli input accelerometrici e delle curve di degrado dei
materiali; la verifica mediante l’approfondimento di 2° grado permette di valutare l’applicabilità
della procedura semplificata basata sulle categorie di sottosuolo proposta dalla normativa
nazionale.
L’applicazione dell’analisi di 3° livello di tipo numerico richiede:
- scelta del codice di calcolo più appropriato alla situazione da esaminare;
- definizione del moto di input;
- definizione della sismo-stratigrafia di riferimento;
- definizione delle curve di decadimento dei materiali.

12.4.1. Scelta del codice di calcolo per il calcolo dei fattori di amplificazione

Il modello geologico del sito, per quanto riguarda la propagazione delle onde sismiche generate
dallo scuotimento di un terremoto, è ben assimilabile ad un modello monodimensionale a strati
piano e paralleli, in quanto le geometrie sepolte sono rappresentate da corpi lenticolari, immersi
nelle ghiaie, costituiti da litologie differenti (sabbie o limi-argillosi o conglomerati) con spessori di
pochi metri, che risultano poco significative dal punto di vista dei fenomeni di amplificazione
sismica di tipo geometrico.
Pertanto è stato scelto di utilizzare un codice di calcolo monodimensionale, nato dalla revisione
del codice SHAKE91 (Idriss and Sun, 1992), che è finalizzato ad analizzare siti caratterizzati da
strati piano paralleli, ipotizzando lateralmente omogenea la stratigrafia presente ai lati della
verticale di analisi: il codice di calcolo utilizza la trattazione del mezzo stratificato per tenere in
considerazione l’eterogeneità verticale del sottosuolo, impiegando un modello continuo. Il
modello fisico utilizzato è quello a strati continui ed omogenei a comportamento viscoelastico
linearizzato di Kelvin-Voigt e consiste di n strati piani e paralleli di estensione orizzontale infinita
su un semispazio corrispondente al bedrock su cui si applica il moto di input (onde S)
verticalmente: ogni strato è considerato omogeneo ed isotropo ed è caratterizzato dallo spessore
h, dal peso di volume γ, dal modulo di taglio iniziale G0 e dal rapporto di smorzamento iniziale D0.
La frontiera inferiore (bedrock sismico o substrato rigido) è considerata deformabile, in modo da
evitare l’intrappolamento, all’interno del modello, dell’energia associata alle onde riflesse e
tenere cosi in conto la perdita di energia per radiazione o smorzamento geometrico; infatti una

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 38 - SETTEMBRE 2017


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frontiera perfettamente rigida riflette completamente le onde riflesse dalla superficie, mentre nel
caso di una frontiera deformabile parte delle onde vengono trasmesse nella roccia sottostante.
Pertanto il codice di calcolo richiede anche i parametri del bedrock, ovvero il peso di volume γ, la
velocità delle onde S e lo smorzamento D (considerato costante), utilizzati per il calcolo del
contrasto di impedenza sismica roccia-terreno.
Il programma adotta l’analisi lineare equivalente per considerare, nella soluzione dell’equilibrio
dinamico del sistema, il legame non lineare: tale analisi consiste nell’esecuzione di una sequenza
di analisi lineari complete con aggiornamento successivo dei parametri di rigidezza e
smorzamento fino al soddisfacimento di un prefissato criterio di convergenza. Il processo di
calcolo è pertanto iterativo ed opera nel dominio delle frequenze, utilizzando l’analisi di Fourier;
per ogni iterazione o ciclo viene calcolato il moto dell’intero sistema.
Tale codice di calcolo si può considerare sufficientemente esaustivo per l’analisi dei fenomeni di
amplificazione sismica presenti nel sito d’intervento, in quanto possono essere ritenuti
trascurabili possibili effetti di geometria sepolta.
Date le finalità dell’analisi si è scelto di far riferimento al set accelerometrico e alle curve di
decadimento del modulo di taglio (G/G0) e del rapporto di smorzamento (D) in funzione della
deformazione tangenziale (γ) estratte dalla banca dati regionale; pertanto i risultati possono
essere considerati attendibili solo in termini di fattore di amplificazione e non in termini di spettro
di risposta elastico, per i quali si necessita di moti di input compatibili con i livelli di pericolosità
adottati in progettazione.

12.4.2. Moto di input


Nell’analisi sono stati utilizzati come moto di input i 5 accelerogrammi registrati ed
opportunamente scalati messi a disposizione dalla Regione Lombardia validi per comuni ricadenti
nella fascia di pericolosità VIII°, nella quale ricade il Comune di Brescia, come riportato nella
mappa seguente:
nello studio regionale l’intero territorio è stato
suddiviso in fasce caratterizzate da severità
sismica omogenea sulla base dei valori di
accelerazione massima attesa al suolo (Gruppo
di Lavoro, 2004) e dei valori dell’ordinata
spettrale massima (NTC, 2008), considerando
un intervallo del ± 10% dal valore medio.

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Gli accelerogrammi sono stati estratti dalla banca dati accelerometrica di eventi italiani ITACA
(Luzi L., Sabetta F., 2006): sono stati individuati gli eventi sismici compatibili con le caratteristiche
sismogenetiche principali della sorgente, che, per il territorio lombardo, corrispondono ad un
meccanismo prevalentemente compressivo, con profondità comprese tra 8-12 km (Gruppo di
Lavoro, 2004), caratterizzati da una magnitudo massima attesa di 5.5-6.0 e distanze variabili tra 5-
80 km (Spallarossa e Barani, 2007).

Il set accelerometrico messo a disposizione da Regione Lombardia fa riferimento ad un tempo di


ritorno di 475 anni, convenzionalmente utilizzato negli studi di pianificazione, e la sua media in
termini spettrali risulta spettro-compatibile con la media, calcolata all’interno della fascia di
pericolosità considerata, dell’ordinata spettrale massima riferita a bassi periodi (inferiori a 0.5 s);
il suo utilizzo è pertanto limitato alla determinazione dei fattori di amplificazione, che, essendo
definiti come rapporti tra output in superficie ed input al bedrock sismico, rappresentano una
tipologia di risultato in grado di limitare l’effetto delle caratteristiche degli accelerogrammi
impiegati nell’analisi.
I 5 accelerogrammi assegnati alla fascia di pericolosità VIII° sono riferiti alle seguenti registrazioni
relative ai due eventi sismici, rappresentativi della pericolosità sismica dell’area, di cui si dispone
di dati strumentali:

Evento Data Ora Lat (°) Long (°) Prof. (km) Mw ML St. Com.
FRIULI 2 16-09-1977 23:48:07 46.280 12.980 21 5.3 5.3 SRC0 NS
FRIULI 2 16-09-1977 23:48:07 46.280 12.980 21 5.3 5.3 SMT NS
FRIULI 2 16-09-1977 23:48:07 46.280 12.980 21 5.3 5.3 SMU NS
FRIULI 2 16-09-1977 23:48:07 46.280 12.980 21 5.3 5.3 SMU WE
GARDA MERIDIONALE 24-11-2004 22:59:39 45.650 10.560 5.3 5.2 5.3 GVD NS

Le stazioni di registrazione (St.) sono riferite ai siti di S. Rocco (6.1 km dall’epicentro) e di


Somplago (9.1 km dall’epicentro), entrambi in Friuli Venezia Giulia e posti su calcari e calcari
dolomitici e al sito di Gazzino a Vallio Terme (14.4 km dall’epicentro) in Lombardia: alcune delle
registrazioni sono scalate in modo tale da raggiungere la spettro-compatibilità fino a 0.25 s con lo
spettro medio di riferimento della fascia di pericolosità VIII°, come di seguito riportato in termini
di spettri di risposta in accelerazione al 5% dello smorzamento critico:

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0.60
limite inferiore limite superiore 1977-SMT_NS*1.5
1977-SRC0_NS*1.6 1977-SMU_NS/1.2 1977-SMU_WE*2
0.50 2004-GVD_NS*2 media Fascia VIII

0.40
PSA (g)

0.30

0.20

0.10

0.00
0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5
Periodo (s)

12.4.3. Sismo-stratigrafia di riferimento


Per quanto riguarda i modelli sismo-stratigrafici dei 4 siti d’intervento si è operato facendo
riferimento alle acquisizioni attive MASW per la determinazione della rigidezza nei primi 30 m di
profondità e alle acquisizioni passive HVSR per la determinazione della rigidezza oltre i 30 m; in
particolare si è operato determinando, tramite inversione, il profilo di Vs con la profondità, la cui
curva HV teorica meglio approssima la curva HV media calcolata tra le 4 curve acquisite
sperimentalmente (software Geopsy 2.9):

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US1
US2
US3
US4

US5

US6

L’inversione della curva HV ha evidenziato la seguente sismo-stratigrafia:


- US1: estesa fino a circa 3 m e con valori di VS compresi tra 200 e 250 m/s;
- US2: estesa fino a circa 15 m e con valori di VS compresi tra 300 e 350 m/s;
- US3: estesa fino a circa 30 m e con valori di VS compresi tra 400 e 500 m/s;
- US4: estesa fino a circa 70 m e con valori di VS compresi tra 600 e 800 m/s;
- US5: estesa fino a circa 320 m e con valori di VS compresi tra 800 e 1200 m/s;
- US6: con valori di VS superiori a 1500-200 m/s.
L’unità US6 corrisponde al substrato geologico roccioso, l’unità US5 all’unità villafranchiana,
l’unità US4 all’unità geologica G4 ed idrogeologica dei conglomerati, le unità U2 e U3 ai depositi
alluvionali e l’unità U1 al deposito superficiale di alterazione.
Dal punto di vista della risposta sismica locale l’US5 rappresenta il substrato rigido o bedrock
sismico al quale andrà applicato il moto sismico di riferimento, mentre l’US4, pur presentando alti
valori di rigidezza non sempre supera il valore convenzionale di 800 m/s e quindi è stata
considerata nel modello 1D con il valore di VS di 745 m/s (ottenuto dal processo di inversione con
misfit di 0.13).
Per la caratterizzazione dei primi 30 m di sottosuolo si è fatto riferimento ai risultati delle indagini
MASW (allegato n. 4), riferendosi al modello con misfit inferiore; l’indagine pregressa MASW1 e
l’indagine MASW3, che mostrano una maggior penetrazione, riescono a definire l’unità US4 come
semispazio infinito, al contrario le indagini MASW2 e MASW4 si arrestano all’unità sismo-
stratigrafica US3.

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L’analogia in termini di HVSR (picco n. 1) permette comunque di associare la profondità


dell’interfaccia US3-US4, estrapolando il valore di VS dell’unità US3 fino ad agganciarla ai risultati
dell’inversione della curva HV sopra descritti, che estende l’US4 fino a 72 m di profondità.
Di seguito si riportano i 4 profili di VS analizzati con modellazione numerica:
SC.1 SC.6 IN. 2 IN. 3
Unità Case del Sole Ex Ideal Clima Borgo S. Giovanni Via Rose
S (m) VS (m/s) S (m) VS (m/s) S (m) VS (m/s) S (m) VS (m/s)
US1 2.0 233 2.3 200 2.7 194 2.9 260
5.2 331 8.8 300 13.0 338 3.6 311
US2
4.7 347 4.5 400 4.4 308 17.8 357
7.2 412
US3 14.4 500 10.4 496 5.7 431
5.8 474
US4 47.1 745 42.0 745 41.5 745 42.0 745
US5 BEDROCK SISMICO (800 m/s)
Per quanto riguarda il valore del peso di volume è stato assegnato all’unità US1 un valore pari a 17
kN/m3, all’unità US2 un valore pari a 19 kN/m3, compatibilmente con i dati desumibili dalle
indagini geotecniche, all’unità US3 un valore pari a 20 kN/m3, all’unità US4 un valore pari a 21
kN/m3 e al bedrock sismico US5 un valore pari a 22 kN/m3, compatibilmente con il modello
geologico e con i dati disponibili in letteratura.

12.4.4. Curve di decadimento dei materiali

Sulla base del modello geologico è stato possibile associare, seppur approssimativamente, la curva
di decadimento più appropriata in funzione della litologia prevalentemente, estratta dalla Banca
dati regionale: all’unità US1 è stata assegnata la curva dei limi argillosi, mentre alle restanti unità,
data la prevalenza litologica, è stata assegnata la curva delle ghiaie; l’unità US5 è stata considerata
come substrato rigido, assegnandovi un valore di D pari a 0.5%, convenzionalmente adottato.
Di seguito si riportano le curva di decadimento del modulo di taglio e le curve del rapporto di
smorzamento interno dei materiali funzione della deformazione tangenziale γ:

G/G0 Litologia limoso-argillosa Litologia ghiaiosa D% Litologia limoso-argillosa Litologia ghiaiosa


1.0 21
18
0.8
15
0.6 12
G/G0

D%

0.4 9
6
0.2
3
0.0 0
0.0001 0.001 0.01 0.1 1 0.0001 0.001 0.01 0.1 1
γ (%) γ (%)

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12.4.5. Risultati
Sulla base dei dati di input sopra descritti sono stati applicati i 5 accelerogrammi alla base del
modello in corrispondenza del bedrock sismico (sismo-strato US5) in modalità outcropping, per
tenere in considerazione il fatto che gli accelerogrammi selezionati della banca dati regionale sono
stati registrati in superficie e quindi prevederne la relativa correzione. Ad ogni ciclo di iterazione
eseguito nell’analisi numerica è stato considerato il 65% della deformazione massima raggiunta
nel ciclo precedente, in accordo con gli studi condotti da Seed and Idriss e in relazione alla
magnitudo degli eventi utilizzati come input.
La risposta è stata calcolata in corrispondenza del tetto del sismo-strato 1 in condizioni
outcropping (ovvero piano campagna).
I risultati sono stati espressi in termini di spettri di risposta elastici in pseudo-velocità al 5% dello
smorzamento critico, dai quali sono stati calcolati i relativi fattori di amplificazione, di seguito
riportati (le sigle degli accelerogrammi con * indicano che la registrazione originale è stata scalata
in accordo con quanto stabilito dai criteri regionali – banca dati accelerometrica):

SITO SC. 1 – CENTRO POLIFUNZIONALE “CASE DEL SOLE”


Fa 1977SRC0_NS* 1977SMT_NS* 1977SMU_NS* 1977SMU_WE* 2004GVD_NS* MEDIA
0.1-0.5 s 1.88 1.80 1.74 1.78 1.81 1.80
0.5-1.5 s 1.31 1.24 1.35 1.28 1.38 1.31

SITO SC. 6 – EDIFICIO EX IDEAL CLIMA


Fa 1977SRC0_NS* 1977SMT_NS* 1977SMU_NS* 1977SMU_WE* 2004GVD_NS* MEDIA
0.1-0.5 s 2.06 1.97 1.91 1.95 1.98 1.97
0.5-1.5 s 1.38 1.29 1.42 1.33 1.44 1.37

SITO IN. 2 – STAZIONE BORGO SAN GIOVANNI


Fa 1977SRC0_NS* 1977SMT_NS* 1977SMU_NS* 1977SMU_WE* 2004GVD_NS* MEDIA
0.1-0.5 s 1.88 1.90 1.86 1.83 1.72 1.84
0.5-1.5 s 1.49 1.39 1.64 1.45 1.45 1.48

SITO IN. 3 – VIA ROSE INTERSEZIONE CON LINEA FERROVIARIA BS-EDOLO


Fa 1977SRC0_NS* 1977SMT_NS* 1977SMU_NS* 1977SMU_WE* 2004GVD_NS* MEDIA
0.1-0.5 s 1.74 1.80 1.80 1.73 1.63 1.74
0.5-1.5 s 1.50 1.41 1.69 1.47 1.45 1.50

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 44 - SETTEMBRE 2017


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Dalle analisi si evince che la copertura poggiante sul substrato rigido US5 ha un periodo di
vibrazione variabile da 0.46 a 0.49 s in condizioni elastiche lineari, che tende ad aumentare a 0.51-
0.54 s in ragione del decadimento dei materiali conseguente alle deformazioni tangenziali, che
comunque raggiungono valori massimi dell’ordine degli 0.03-0.04% restando abbondantemente al
di sotto della soglia volumetrica.
I profili di rigidezza adottati nelle analisi presentano i seguenti valori del parametro VS30 dal quale
ai sensi del DM 14-01-2008 si desume la categoria di sottosuolo:
SC.1 SC.6 IN. 2 IN. 3
Case del Sole Ex Ideal Clima Borgo S. Giovanni Via Rose
VS30 396 371 346 350
Categoria di
B B C C
sottosuolo
I criteri regionali fissano per il Comune di Brescia e per la categoria di sottosuolo B valori di soglia
pari a 1.4 e 1.7, rispettivamente per intervalli di periodo compresi tra 0.1-0.5 s e 0.5-1.5 s e per la
categoria di sottosuolo C valori di soglia pari a 1.8 e 2.4.
Di seguito si riporta il confronto tra i valori del Fattore di Amplificazione calcolati con la procedura
di 3° livello (2° grado di approfondimento), approssimati alla prima cifra decimale e i valori di
soglia FAS, tenendo in considerazione la tolleranza prevista dalla normativa regionale pari a ± 0.1:

VERIFICA A PIANO CAMPAGNA


Intervallo di Valori di Fa
SITO Valori di soglia
periodo di calcolati Risultato
INTERVENTO FAS
riferimento FAC
0.1 – 0.5 s 1.8 1.4 NON VERIFICATO
SC.1
0.5 – 1.5 s 1.3 1.7 VERIFICATO
0.1 – 0.5 s 2.0 1.4 NON VERIFICATO
SC.6
0.5 – 1.5 s 1.4 1.7 VERIFICATO
0.1 – 0.5 s 1.8 1.8 VERIFICATO
IN.2
0.5 – 1.5 s 1.5 2.4 VERIFICATO
0.1 – 0.5 s 1.7 1.8 VERIFICATO
IN.3
0.5 – 1.5 s 1.5 2.4 VERIFICATO

Per tutti i siti considerati l’analisi risulta verificata per intervalli di periodo compreso tra 0.5 e 1.5
s, mentre per intervalli di periodo compresi tra 0.1 e 0.5 s risulta verificata per i siti d’intervento
IN.2 e IN.3, per i quali è associata una categoria di sottosuolo C, e non verificata per i siti
d’intervento SC.1 e SC.6, per i quali è associata una categoria di sottosuolo B.
Per il sito SC.1 il semplice passaggio alla categoria di sottosuolo C garantisce la verifica della
relazione FAC≤FAS, mentre per il sito SC.6 il valore di FAC è comunque maggiore di FAS.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 45 - SETTEMBRE 2017


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A tale riguarda è possibile affinare l’analisi calcolando i risultati in corrispondenza di un ipotetico


piano di fondazione posto almeno 1.0 m al di sotto del primo metro di riporto (unità US0, la cui
presenza è stata trascurata nelle analisi), ovvero a 2.0 m dall’attuale piano piazzale.
Di seguito si riportano i risultati ottenuti:

SITO SC. 6 – EDIFICIO EX IDEAL CLIMA – Ipotetico piano di fondazione posto a – 2.0 m dal p.c.
Fa 1977SRC0_NS* 1977SMT_NS* 1977SMU_NS* 1977SMU_WE* 2004GVD_NS* MEDIA
0.1-0.5 s 1.97 1.89 1.84 1.88 1.92 1.90
0.5-1.5 s 1.34 1.26 1.38 1.30 1.40 1.34

e le nuove verifiche che mostrano come il passaggio alla categoria di sottosuolo C garantisca la
verifica della relazione FAC≤FAS a meno della tolleranza prevista:
VERIFICA con soglie CATEGORIE DI SOTTOSUOLO C
Intervallo di Valori di Fa
SITO Valori di soglia
periodo di calcolati Risultato
INTERVENTO FAS
riferimento FAC
0.1 – 0.5 s 1.8 1.8 VERIFICATO
SC.1
0.5 – 1.5 s 1.3 2.4 VERIFICATO
0.1 – 0.5 s 1.9 1.8 VERIFICATO
SC.6
0.5 – 1.5 s 1.3 2.4 VERIFICATO
Le analisi di approfondimento sismico condotte nel presente studio legittimano l’applicazione del
metodo semplificato proposto dalla normativa nazionale, dimostrando che per strutture la cui
risposta in oscillazione rientra nell’intervallo compreso tra 0.1 e 0.5 s l’assegnazione della
categoria di sottosuolo B risulta insufficiente in termini energetici a tenere in considerazione i
fenomeni di amplificazione stratigrafica attesi nei siti e che risulta più adeguata la scelta dello
spettro di risposta elastico associato alla categoria di sottosuolo C con l’accortezza, per il solo sito
SC.6, di adottare piani di fondazione non inferiori a – 2.0 m dall’attuale piano campagna.

13. Approfondimento lito-tecnico – Parametrizzazione dei litotipi

Al fine di approfondire l’aspetto litotecnico nei 4 siti oggetto di interventi sono stati recepiti i
risultati elaborati di 2 prove penetrometriche DPSH e la stratigrafia di un sondaggio a carotaggio
continuo (SP1) eseguiti nel sito SC1 Case del Sole, integrate dai dati sperimentali di altre 2 prove
penetrometriche DPSH eseguite immediatamente a Sud dello stesso (DPSHa e DPSHb) e la
stratigrafia di un sondaggio a carotaggio continuo (SP2) eseguito nel sito IN3 di Via Rose; tali
indagini sono state raccolte nell’allegato n. 5.
Ad integrazione delle indagini già disponibili sono state eseguite nei giorni 26-05-17 e 09-06-17:
- n. 3 prove penetrometriche DPSH nel sito SC.1 – Case del Sole (DPSH1, DPSH2, DPSH3);

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 46 - SETTEMBRE 2017


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- n. 2 prove penetrometriche DPSH nel sito SC.6 – Ex edificio Ideal Clima (DPSH4, DPSH5);
- n. 3 prove penetrometriche DPSH e un sondaggio a carotaggio continuo nel sito IN.2 –
Stazione Borgo San Giovanni (DPSH9, DPSH10a, DPSH10b e S1);
- n. 3 prove penetrometriche DPSH nel sito IN.3 – Via Rose (DPSH6, DPSH7 e DPSH8).
Le indagini geotecniche in sito sono state commissionate da Brescia Infrastrutture S.r.l. alla Ditta
Pergeo S.r.l., la quale ha fornito i vari certificati di prova, raccolti nell’allegato n. 6.

La sonda di perforazione utilizzata per l’esecuzione del sondaggio S1 è del tipo autocarrata IVECO
TRAKKER Magirus 190TW/E4 con Fraste FS200.
Il penetrometro utilizzato è del tipo semovente superpesante PAGANI TG 73/200 kN (tipo AGI-
Meardi), utilizzando una punta conica e un maglio di peso standard 73 kg lasciato cadere da
un’altezza di 75 cm; la prova DPSH fornisce come dato sperimentale il numero di colpi ottenuto
per approfondire la punta di 30 cm, definito NDPSH, e nonostante sia considerata grossolana e non
fornisca buone informazioni sulla stratigrafia, permette, attraversando anche depositi ghiaioso
sabbiosi addensati, di raggiungere profondità non raggiungibili con altre prove; inoltre la prova
permette di caratterizzare meccanicamente i depositi attraversati mediante la trasformazione del
parametro misurato in sito nel corrispondente numero di colpi standardizzato (NSPT numero dei
colpi per approfondire il campionatore standard di 30 cm nelle prove standard penetration test
eseguite in foro di sondaggio) e l’utilizzo di numerose correlazioni empiriche tra quest’ultimo
parametro e la densità relativa, il modulo elastico e l’angolo d’attrito.
Le prove sono state spinte fino alla profondità di 12-15 m ed interrotte a profondità inferiori nel
caso di raggiungimento del rifiuto geotecnico (n. di colpi superiore a 50 per un approfondimento
di 15 cm o meno).
Al fine di eliminare i punti singolari di scarso significato geotecnico, si è operato uno smussamento
dei dati sperimentali espressi in NDPSH attraverso la procedura proposta da Crespellani e Loi;
successivamente il dato sperimentale smussato N(i) è stato trasformato in NSPT facendo
riferimento alla costante di trasformazione tipica dei penetrometri superpesanti tipo AGI-Meardi.
I valori di NSPT sono stati successivamente corretti e normalizzati in N(1)60, tenendo in
considerazione l’influenza della tensione verticale efficace mediante la formulazione di Castro,
1995. In aggiunta è stata calcolata la resistenza dinamica alla punta mediante la formula
tradizionale per la stima dell’energia del colpo e la formula Olandese, che tiene conto anche del
peso della batteria di aste e del sistema di battitura.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 47 - SETTEMBRE 2017


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Per quanto riguarda le prove penetrometriche eseguite in foro di sondaggio, in considerazione del
fatto che è stata utilizzata, per ovvie ragioni di applicabilità, la punta conica del diametro di 51
mm ed apertura di 60° tipica delle prove SCPT anziché il campionatore Raymond tipico delle prove
SPT, si è considerato NSCPT = NSPT dato che la litologia prevalente è ghiaia e ghiaia sabbiosa.

Di seguito si riportano, per ciascuna sito d’indagine e per ciascuna prova, nel grafico di sinistra i
diagrammi dei parametri sperimentali (NR e NDPSH), di quelli smussati (N(i)), di quelli derivati (NSPT)
e di quelli corretti e normalizzati (N(1)60), mentre nel grafico di destra le resistenze dinamiche alla
punta rd e qd; nella tabella per ciascuna litozona è riportata la profondità del letto, il valore
sperimentale minimo e medio di NDPSH, NSPT, N(1)60 e di qd (espressa in kg/cm2).

Nel sito SC1 Case del Sole l’unità geologica G1 superficiale, presente più a sud, è sostituita da
materiale di riporto (unità litotecnica L0), mentre l’unità geologica G2, che si sviluppa fino a circa
15 m di profondità, risulta costituita da due sotto-unità litotecniche L2a e L2b:
DIAGRAMMA PROVA - DPSHa DIAGRAMMA PROVA - DPSHa
colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0
0.0 0.00

0.6 0.60

1.2
L1 1.20
L1
1.8 1.80

2.4 L2a 2.40 L2a


3.0 3.00

3.6 3.60
Z (m)

4.2
Z (m)

4.20

4.8 4.80

5.4 5.40

6.0
L2b 6.00
L2b
6.6 6.60

7.2 7.20

7.8 7.80

8.4 8.40

NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

DPSHa – Prova pregressa 1 per sovrappasso Via Rose


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L1 1.8 1.0 2.5 1.1 2.5 1.7 4.0 4.8 12.2
L2a 3.0 10.0 18.8 11.4 19.0 15.7 24.7 46.4 85.1
L2b > 8.7 2.0 9.6 2.3 9.9 2.5 9.1 8.5 38.0
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 48 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

DIAGRAMMA PROVA - DPSHb DIAGRAMMA PROVA - DPSHb


colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0
0.0 0.00

0.6 0.60

1.2 1.20

1.8
L1 1.80
L1
2.4 2.40

3.0 L2a 3.00 L2a


3.6 3.60
L2b L2b
Z (m)

4.2

Z (m)
4.20

4.8 4.80

5.4 L2a 5.40 L2a


6.0
L2b 6.00 L2b
6.6 6.60

7.2
L2a 7.20
L2a
7.8 7.80

8.4 8.40

NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

DPSHb – Prova pregressa 2 per sovrappasso Via Rose


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L1 2.7 2.0 3.6 2.3 3.9 3.1 5.6 9.2 16.7
L2a 3.3 56.0 62.5 44.5 54.2 53.5 66.4 250.1 277.3
L2b 4.8 6.0 10.8 6.8 11.9 7.1 13.2 25.0 46.1
L2a 5.7 14.0 19.0 16.0 17.7 15.4 17.5 56.3 77.3
L2b 6.3 8.0 10.0 9.1 11.4 8.6 10.6 31.8 39.5
L2a > 7.2 18.0 20.0 20.5 21.8 18.4 19.1 70.0 77.0
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

SP1 – Sondaggio a carotaggio continuo pregresso Case del Sole


Profondità NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità N1 – N2 – N3 NSPT
prova minimo medio minimo medio minimo medio
2.00-2.45 07 – 16 – 32 48
4.00-4.45 32 – 48 – 49 97
L2a 35 44.9 32.9 48.3 139.2 239.2
6.00-6.45 11 – 23 – 13 36
8.00-8.45 20 – 21 – 27 48
10.00-10.45 25 – 16 – 09 25
L2b/L3 12.00-12.45 23 – 15 – 14 29 25 29.3 17.7 18.5 86.7 95.3
14.00-14.45 21 – 21 – 13 34
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 49 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Le nuove prove penetrometriche DPSH1, DPSH2 e DPSH3 eseguite nel sito SC1 – Case del Sole
hanno incontrato il rifiuto geotecnico tra 1.2 e 1.8 m di profondità; di seguito si riportano le
tabelle dei parametri:
DPSH 1 – Nuova prova Case del Sole
Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L0 0.6 2.0 8.5 2.3 9.7 3.9 16.3 10.0 42.2
L2a > 0.6 24.0 36.0 27.4 41.0 43.9 64.1 117.3 174.4
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

DPSH 2 – Nuova prova Case del Sole


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L0 0.6 3.0 3.0 3.4 3.4 5.8 5.8 14.9 15.0
L2a > 0.6 14.0 38.7 16.0 44.1 25.6 67.2 68.4 185.8
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

DPSH 3 – Nuova prova Case del Sole


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L0 0.9 9.0 13.3 10.3 11.9 16.6 19.9 44.0 66.3
L2a > 0.9 23.0 30.0 26.2 34.2 40.4 51.4 110.9 143.5
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Nel sito SC2 Ex Ideal Clima l’unità geologica G1 superficiale è in parte sostituita da materiale di
riporto (unità litotecnica L0) e in parte presente fino a circa 3 m di profondità (unità litotecnica
L1), mentre l’unità geologica G2, che si sviluppa fino a circa 10 m di profondità, risulta costituita
dalla sotto-unità litotecniche L2a.
Le nuove prove penetrometriche DPSH4 e DPSH5 eseguite nel sito SC2 – Ex Ideal Clima hanno
incontrato il rifiuto geotecnico a 3.3 e a 0.6 m di profondità (la prova DPSH5 non è pertanto
interpretabile); di seguito si riporta la tabella dei parametri della prova DPSH4:

DPSH 4 – Nuova prova Ex Ideal Clima


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L0 0.3 - - - - - - - -
L1 2.4 7.0 14.9 8.0 16.7 12.4 25.1 33.8 70.7
L2a > 3.0 37.0 47.5 42.2 54.2 54.2 68.2 167.3 213.2
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 50 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Nel sito IN3 Via Rose l’unità geologica G1 superficiale si estende fino a circa 3.0 m di profondità
(unità litotecnica L1), mentre l’unità geologica G2 è sostituita dall’unità geologica G3, che si
sviluppa dai 3 m ad oltre i 12 m di profondità ed è costituita prevalentemente da ghiaia sabbiosa
moderatamente addensata con intercalazioni di orizzonti sottili più ricchi in frazione limoso
argillosa; le sue caratteristiche litotecniche sono simili alla sotto-unità L2b ma per la sua diversa
origine geologica e per le frequenti e sottili intercalazioni a granulometria più fine e più sciolta è
stata accorpata in una nuova unità litotecnica L3.

DPSH 6 – Nuova prova Via Rose


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L0 0.9 15.0 17.3 17.4 20.1 28.3 33.7 73.3 86.0
L1 3.3 4.0 4.5 4.6 5.1 5.7 7.1 17.6 20.8
L3 > 12.3 8.0 16.5 9.3 17.5 6.6 15.1 28.4 62.6
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato
DIAGRAMMA PROVA - DPSH6 DIAGRAMMA PROVA - DPSH6
colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0 300.0 350.0
0.0 0.00
0.6 L0 0.60 L0
1.2 1.20
1.8
2.4
L1 1.80
2.40
L1
3.0 3.00
3.6 3.60
4.2 4.20
4.8 4.80
5.4 5.40
L3 L3
Z (m)

Z (m)

6.0 6.00
6.6 6.60
7.2 7.20
7.8 7.80
8.4 8.40
9.0 9.00
9.6 9.60
10.2 10.20
10.8 10.80
11.4 11.40
12.0 12.00
NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

DPSH 7 – Nuova prova Via Rose


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L0 0.6 12.0 14.0 10.5 12.2 17.6 20.7 60.3 69.8
L1 3.3 2.0 3.1 2.3 3.5 3.0 5.0 9.0 14.5
L3 > 12.3 7.0 13.9 8.1 15.0 6.1 12.9 25.1 52.4
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 51 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

DIAGRAMMA PROVA - DPSH7 DIAGRAMMA PROVA - DPSH7


colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0 300.0 350.0
0.0
0.6
L0 0.00
0.60
L0
1.2 1.20
1.8
2.4
L1 1.80
2.40
L1
3.0 3.00
3.6 3.60
4.2 4.20
4.8 4.80
5.4 5.40
Z (m)

Z (m)
6.0 6.00
6.6 6.60
7.2
L3 7.20
L3
7.8 7.80
8.4 8.40
9.0 9.00
9.6 9.60
10.2 10.20
10.8 10.80
11.4 11.40
12.0 12.00
NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

DPSH 8 – Nuova prova Via Rose


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L1 3.9 2.0 5.3 2.3 5.8 3.3 7.9 9.4 24.3
L3 > 12.3 8.0 15.3 9.3 16.8 7.8 13.6 30.2 56.4
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

DIAGRAMMA PROVA - DPSH8 DIAGRAMMA PROVA - DPSH8


colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0 300.0 350.0
0.0 0.00
0.6 0.60
1.2 1.20
1.8
2.4
L1 1.80 L1
2.40
3.0 3.00
3.6 3.60
4.2 4.20
4.8 4.80
5.4 5.40
Z (m)

Z (m)

6.0 6.00
6.6 6.60
7.2 7.20
7.8 L3 7.80 L3
8.4 8.40
9.0 9.00
9.6 9.60
10.2 10.20
10.8 10.80
11.4 11.40
12.0 12.00
NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 52 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

SP2 – Sondaggio a carotaggio continuo pregresso Via Rose


Profondità NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità N1 – N2 – N3 NSPT
prova minimo medio minimo medio minimo medio
3.00-3.45 04 – 21 – 20 41 - - - - - -
6.00-6.45 18 – 10 – 11 21
L3
9.00-9.45 11 – 12 – 10 22 19.0 20.7 12.0 16.1 61.9 74.8
12.00-12.45 10 – 09 – 10 19
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Nel sito IN2 Stazione Borgo San Giovanni l’unità geologica G1 superficiale si estende fino a circa
3.0-4.0 m di profondità (unità litotecnica L1), mentre l’unità geologica G2 si estende fino a circa
7.5 m di profondità (rappresentata dalle due sotto-unità litotecniche L2a e L2b), poggiando
sull’unità geologica G3 estesa fino ad almeno 15 m (unità litotecnica L3).
La stratigrafia del sondaggio S1 (allegato n. 6) mostra il passaggio stratigrafico tra le alluvioni più
antiche con abbondante matrice limoso-argillosa e le alluvioni più recenti prevalentemente più
grossolane ed addensate; l’unità superficiale L1, rappresentata da limo argilloso, è stata
campionata da 3.25 a 3.75 m di profondità e sottoposta a prove standard di caratterizzazione
fisica in laboratorio: il peso di volume naturale è risultato variabile da 1.8 a 2.0 kN/m3, con grado
di umidità dell’ordine del 21% e porosità del 40% (vedi rapporto di analisi nell’allegato n. 6).

DIAGRAMMA PROVA - DPSH9 DIAGRAMMA PROVA - DPSH9


colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0 300.0 350.0
0.0 0.00
0.6 0.60
1.2 L1 1.20 L1
1.8 1.80
2.4 2.40
3.0 3.00
3.6 3.60
4.2 4.20
4.8 L2a 4.80 L2a
5.4 5.40
6.0 6.00
6.6 L2b 6.60 L2b
Z (m)

7.2 7.20
Z (m)

7.8 7.80
8.4 8.40
9.0 9.00
9.6
10.2
L3 9.60
10.20
L3
10.8 10.80
11.4 11.40
12.0 12.00
12.6 12.60
13.2 13.20
13.8 13.80
14.4 14.40
15.0 15.00
NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 53 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

DPSH 9 – Nuova prova Stazione Borgo San Giovanni


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L1 3.0 1.0 2.0 1.2 2.4 1.7 3.4 4.8 10.3
L2a 5.7 13.0 25.3 15.1 27.4 15.7 29.9 54.1 107.3
L2b 7.5 10.0 12.7 11.6 14.7 10.2 13.1 38.5 49.1
L3 > 15.0 10.0 20.2 11.6 21.9 6.4 14.5 31.7 67.1
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

DPSH 10a – Nuova prova Stazione Borgo San Giovanni


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L1 2.7 2.0 5.6 1.6 5.1 2.2 8.3 9.3 27.5
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato
Prova interrotta dalla presenza di sotto-servizio

DIAGRAMMA PROVA - DPSH10b DIAGRAMMA PROVA - DPSH10b


colpi/30 cm Rpd (kg/cm2)
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 0.0 50.0 100.0 150.0 200.0 250.0 300.0 350.0
0.0 0.00
0.6 0.60
1.2 1.20
1.8 L1 1.80 L1
2.4 2.40
3.0 3.00
3.6 3.60
4.2 4.20
4.8
5.4 L2a 4.80
5.40
L2a
6.0 6.00
6.6 6.60
Z (m)

7.2
L2b 7.20 L2b
Z (m)

7.8 7.80
8.4 8.40
9.0 9.00
9.6 9.60
10.2 L3 10.20 L3
10.8 10.80
11.4 11.40
12.0 12.00
12.6 12.60
13.2 13.20
13.8 13.80
14.4 14.40
15.0 15.00
NR NDPSH N(i) Nspt (N1)60 qd rd

DPSH 10b – Nuova prova Stazione Borgo San Giovanni


Profondità NDPSH NDPSH NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità
letto (m) minimo medio minimo medio minimo medio minimo medio
L1 3.0 5.0 8.5 5.8 8.8 8.1 13.1 23.2 40.4
L2a 6.9 23.0 41.7 26.7 46.9 28.5 48.3 101.5 172.1
L2b 7.8 16.0 18.0 18.6 18.9 15.2 15.8 59.7 67.9
L3 > 15.0 10.0 18.3 11.6 18.9 6.9 12.5 31.5 60.4
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 54 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

S1 – Nuovo sondaggio a carotaggio continuo Stazione Borgo San Giovanni


Profondità NSPT NSPT N(1)60 N(1)60 qd qd
Unità N1 – N2 – N3 NSPT
prova minimo medio minimo medio minimo medio
L1 2.5 02 – 02 – 04 6 6.0 6.0 8.0 8.0 27.4 27.4
L2a 5.0 45 – 38 – 25 63 63.0 63.0 64.5 64.5 260.0 260.0
L2b 7.5 17 – 19 – 22 41 41.0 41.0 34.4 34.4 154.5 154.5
10.0 13 – 10 – 10 20
L3 12.5 14 – 13 – 25 38 20.0 36.7 14.2 21.9 69.4 115.7
15.0 38 – 27 – 25 52
Livello piezometrico misurato nel foro di prova: non rilevato

In allegato n. 5 e n. 6 sono riportate le stratigrafie dei sondaggi e le prove penetrometriche


dinamiche pregresse e di nuova esecuzione.
Sulla base dei valori sperimentali smussati, trasformati e normalizzati sopra riportati sono stati
calcolati i seguenti parametri geotecnici:
l'angolo di resistenza al taglio o di attrito drenato φ’, la densità relativa Dr e il modulo di
deformazione elastico drenato E’ per i terreni granulari,
la resistenza al taglio non drenata Cu e il modulo di compressibilità edometrica M per quelli
coesivi.
Le principali relazioni empiriche utilizzate, scelte sulla base delle osservazioni geologiche sopra
descritte, sono di seguito riportate:

Parametro
Parametro derivato Autore della relazione
sperimentale
Meyerhof, 1965 (L0-L2a-L2b)
Angolo attrito drenato NSPT
Wolf, 1989 (L1-L3)
Densità relativa NSPT Skempton, 1986 (L0-L1-L2a-L2b-L3)
D’Apollonia et al, 1970 (L0-L2a-L2b-L3)
Modulo di elasticità NSPT
Schmertmann, 1978 - Webb, 1970 (L1)
Coesione non drenata NSPT Hara et al., 1971 (L1)
Modulo confinato NSPT Mezembach & Malcev, 1964 (L1)

Si è scelto di interpretare, sulla base del modello geologico del sito, tutte le unità litotecniche
come depositi a comportamento meccanico prevalentemente granulare, considerando per l’unità
litotecnica L1 anche un possibile comportamento meccanico coesivo.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 55 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Nella tabella seguente sono stati definiti gli intervalli di valori dei principali parametri geotecnici
assegnati alle diverse unità litotecniche individuate nel sottosuolo dei siti oggetto d’intervento:

PARAMETRI GEOTECNICI del SOTTOSUOLO - AREA DI STUDIO


Descrizione litotipo γ Dr φ’ c’ E’ Cu Mo
LITOZONA
prevalente (kN/m3) (%) (°) (kPa) (MPa) (kPa) (MPa)
L0 Riporto granulare 17.0-18.0 30-70 30-36 - 10-35 - -
L1 Sabbia argillosa 17.0-19.0 30-40 28-30 0-10 5-16 50-100 8-20
L2a Ghiaia con ciottoli e sabbia 19.0-21.0 70-95 36-42 - 25-60 - -
L2b Ghiaia con sabbia 19.0-20.0 40-60 32-35 - 25-35 - -
L3 Ghiaia sabbioso-argillosa 19.0-20.0 40-60 30-33 - 25-35 - -
γ peso di volume Dr densità relativa φ’ angolo di resistenza al taglio
c’ coesione drenata Cu coesione non drenata
E’ modulo elastico drenato M0 modulo confinato

W E
L0 L1
L2a

L2b
L3

Lo schema lito-tecnico generale mostra la presenza della:


- litozona L1 che, ove preservata, presenta spessori dell’ordine dei 3-4 m; essa risulta in buona
parte asportata (sito SC.1), talora sostituita totalmente o parzialmente (siti SC.6 e IN.2) dalla
litozona L0 di origine antropica;
- litozona L2a e L2b che rappresentano le alluvioni più recenti e che si estendono fino a
profondità dell’ordine dei 7-10 m nel settore occidentale, tendendo a chiudersi verso est;
- litozona L3 che rappresenta le alluvioni più antiche.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 56 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

14. Modellazione geotecnica

Per la definizione dei valori caratteristici delle proprietà meccaniche rappresentative di ciascuna
litozona si è operato secondo quanto riportato nella Circolare Esplicativa del 2 febbraio 2009 n.
617 “Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al DM 14-
01-2008”: il valore caratteristico di un parametro geotecnico deve intendersi come una stima
ragionata e cautelativa del valore del parametro nello stato limite considerato.
Pertanto il valore caratteristico è da considerarsi prossimo al valore minimo nel caso siano
coinvolti modesti volumi di terreni (resistenze non compensate) e prossimo al valore medio,
quando nello stato limite considerato, è coinvolto un elevato volume di terreno con possibile
compensazione delle eterogeneità (resistenze compensate).
Ai fini della definizione dei valori caratteristici, disponendo di sufficienti dati sperimentali
nell’ambito di ciascuna litozona, si è scelto di utilizzare il metodo statistico, applicando la
formulazione proposta da Frank et al., 2004 sui dati sperimentali disponibili per ciascun sito
d’intervento:
Xc = Xm (1-K S)
ove
Xc = valore caratteristico del parametro geotecnico considerato
Xm = valore medio aritmetico relativo ad una serie n di dati ritenuti afferenti ad un’unità geotecnica
S = coefficiente di varianza o deviazione standard relativa
K = variabile dipendente dalla legge di distribuzione di Student e della probabilità di non superamento adottata e
funzione del numero di dati disponibili nella serie considerata

La formulazione adottata si basa sul fatto che i dati considerati presentano una distribuzione di
probabilità di tipo gaussiano o normale; per questo nell’applicazione della procedura è stata
considerata la tangente dell’angolo di resistenza al taglio considerata più prossima ad una
distribuzione di tipo normale.
Dalle elaborazioni statistiche sono stati individuati, per ciascun parametro geotecnico che
caratterizza ciascuna litozona presente nel volume geotecnico significativo di ciascun sito
d’intervento, i valori caratteristici validi per analisi che coinvolgano:

- elevati volumi di terreno (resistenze compensate): ove le eterogeneità sono compensate,


come ad esempio la determinazione della portanza laterale di un palo di fondazione, la
verifica a capacità portante limite di una fondazione superficiale (plinto e platea di larghezza e
rigidezza sufficienti a trasferire le azioni dalle zone meno resistenti a quelle più resistenti) ecc.;

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 57 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

- modesti volumi di terreno (resistenze non compensate): ove le eterogeneità non sono
compensate, come ad esempio la determinazione della portanza di base di un palo di
fondazione, la verifica a scorrimento di una fondazione di larghezza limitata, verifica a capacità
portante limite di plinti e travi di fondazione non collegati ecc..
Per quanto riguarda il peso di volume si è fatto riferimento a valori di letteratura, scegliendo i
valori medi per le resistenze compensate e i valori minimi per le resistenze non compensate.

14.1. Sito SC.1 – Complesso polifunzionale “Case del Sole”


Sulla base delle 2 prove penetrometriche pregresse disponibili per il sito del sovrappasso della
tangenziale (DPSHa e DPSHb), sulla base delle prove SCPT eseguite nel foro di sondaggio realizzato
nel sito delle Case del Sole (SP1) e sulla base delle 3 prove penetrometriche eseguite nel sito il
giorno 26-05-2017 (DPSH1, DPSH2 e DPSH3) sono stati individuati n. 19 valori sperimentali
associabili all’unità litotecnica L2a, costituente il volume geotecnico significativo del sito in esame.
Distribuzione normale - Funzione di densità Distribuzione normale - Funzione di ripartizione L2a
L2a
Tangente angolo di resistenza al taglio Tangente angolo di resistenza al taglio
10 1

9 0.9

8 0.8

7 0.7

6 0.6

5 0.5

4 0.4

3 0.3

2 0.2

1 0.1

0 0
0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1 0.4 0.45 0.5 0.55 0.6 0.65 0.7 0.75 0.8 0.85 0.9 0.95 1

Serie dati tan(φcv’)


Parametro
L2a
n. campioni 19
Media 0.836
Mediana 0.834
Deviazione standard 0.063
Coefficiente di varianza 0.075
Kmean = tn-10.95 √1/n 0.427
Klow = tn-10.95 √(1/n)+1 1.809

Distribuzione normale - Funzione di densità L2a


Distribuzione normale - Funzione di ripartizione L2a
Modulo di deformazione elastico Ed' (MPa) Modulo di deformazione elastico Ed' (MPa)
0.1 1

0.09 0.9

0.08 0.8

0.07 0.7

0.06 0.6

0.05 0.5

0.04 0.4

0.03 0.3

0.02 0.2

0.01 0.1

0 0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 58 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

Serie dati Ed’


Parametro
L2a
n. campioni 19
Media 45.48
Mediana 43.20
Deviazione standard 12.339
Coefficiente di varianza 0.271
Kmean = tn-10.95 √1/n 0.427
Klow = tn-10.95 √(1/n)+1 1.809

SC.1 - PARAMETRI GEOTECNICI CARATTERISTICI – RESISTENZE COMPENSATE


RESISTENZA DEFORMABILITÀ

Unità γk Condizioni non drenate Condizioni drenate Condizioni non drenate Condizioni drenate

geotecnica (kN/m3) Cu,k φ’cv,k c’k M0,k E’d,k


(kPa) (°) (kPa) (MPa) (MPa)
L2a 20.0 - 38.9 0 - 40.8
γk peso di volume caratteristico φ’cv,k angolo di resistenza al taglio (stato critico) caratteristico
c’k coesione drenata caratteristica M0,k modulo di deformazione confinato caratteristico
Cu,k coesione non drenata caratteristica E’d,k modulo di deformazione elastico drenato caratteristico

SC.1 - PARAMETRI GEOTECNICI CARATTERISTICI – RESISTENZE NON COMPENSATE


RESISTENZA DEFORMABILITÀ

Unità γk Condizioni non drenate Condizioni drenate Condizioni non drenate Condizioni drenate

geotecnica (kN/m3) Cu,k φ’cv,k c’k M0,k E’d,k


(kPa) (°) (kPa) (MPa) (MPa)
L2a 19.0 - 36.0 0 - 23.2
γk peso di volume caratteristico φ’cv,k angolo di resistenza al taglio (stato critico) caratteristico
c’k coesione drenata caratteristica M0,k modulo di deformazione confinato caratteristico
Cu,k coesione non drenata caratteristica E’d,k modulo di deformazione elastico drenato caratteristico

Il valore del coefficiente di reazione del terreno o di Winkler k, sulla base della formulazione di
Vesic, 1961, funzione del modulo di deformazione del terreno di fondazione, considerando una
fondazione di larghezza pari a 1 m, è variabile da un minimo di 3.2 kg/cm3 (resistenze non
compensate) a un massimo di 5.6 kg/cm3 (resistenze compensate).

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 59 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

15. Analisi sismica dei siti

Nella progettazione di nuovi edifici e nella verifica di sicurezza di edifici esistenti il fine dell’analisi
sismica di sito è quello di verificare la sua adeguatezza, esaminando in prospettiva sismica il
modello geologico.
Per quanto riguarda l’adeguatezza del sito di costruzione si escludono problemi legati agli effetti
derivanti dalla vicinanza di faglie e/o discontinuità geologiche importanti e problemi legati ad
instabilità di versante; è invece da valutare la risposta sismica locale in superficie (free field, in
assenza di manufatti), tenendo in considerazione gli effetti di amplificazione litologica ed
escludendo effetti di natura topografica e di geometria sepolta. Tali effetti amplificativi sono stati
valutati attraverso la procedura semplificata proposta dal DM 14-01-2008, in mancanza di studi di
maggior dettaglio (punto 7.11.3), ritenuta applicabile nel sito oggetto d’intervento.
Il sito appartiene alla categoria topografica T1 e alla categoria di sottosuolo C (che è stata
definita sulla base di indagini sismiche sito dipendenti e risulta compatibile dal punto di vista
energetico in base ai risultati dell’analisi di 3° livello condotta secondo l’approccio numerico di 2°
grado di approfondimento secondo i criteri regionali di cui alla DGR 5001/2016.
Per quanto riguarda l’adeguatezza del terreno di fondazione, in base ad un’analisi preliminare
della sismicità del sito e delle caratteristiche geotecniche del deposito, sulla base dei criteri
riportati al punto 7.11.3.4.2 del DM 14-01-2008, integrati con quelli riportati nell’allegato 4
all’OPCM n. 3274/03 e al punto 7.3 delle linee guida AGI 2005, nel sito in esame sono presenti i
fattori scatenanti il fenomeno della liquefazione:
per il sito sono attesi eventi sismici con magnitudo momento superiore a 5,
l’accelerazione massima attesa al piano campagna in condizioni free-field è superiore a 0.15g,
ma NON sono presenti i fattori predisponenti:
la falda principale presenta una profondità media stagionale dell’ordine dei 20 m dal p.c.;
il deposito ritrovato nel primo sottosuolo e presente fino ad almeno 20 m di profondità è
caratterizzato da una distribuzione granulometrica esterna al fuso granulometrico
potenzialmente liquefacibile valido per coefficienti di uniformità maggiori di 3.5 come proposto
dalle NTC.
Ai sensi del punto 7.11.3.4.2 delle NTC è possibile omettere la verifica di sicurezza alla
liquefazione, escludendo a priori il verificarsi del fenomeno, in quanto il terreno di fondazione
non ne risulta suscettibile sia per la mancanza di saturazione sia per la distribuzione
granulometrica.

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 60 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

16. Considerazioni finali

Il presente studio è stato redatto ai sensi dei criteri regionali di cui alla DGR 2616/2011 e delle
norme tecniche per le costruzioni DM 14-01-2008, al fine di supportare la progettazione definitiva
del progetto di riqualificazione urbana “Oltre la Strada” nel Comune di Brescia (BS) ed è stato
ritenuto sufficientemente esauriente anche per la successiva progettazione esecutiva.
Nel sito sussistono alcune limitazioni geologiche, come evidenziato in pianificazione, tali da
subordinare il progetto a specifici studi geologici di approfondimento, rappresentati dalla
presente relazione, grazie alla quale si è pervenuti alle seguenti considerazioni:

1. il sottosuolo del sito presenta una conformazione ben assimilabile ad un modello


monodimensionale a strati piano e paralleli in termini di rigidezza;

2. il sito appartiene alla categoria topografica T1 e alla categoria di sottosuolo C, la cui


compatibilità energetica è stata verificata mediante analisi sismica di 3° livello applicando il 2°
grado di approfondimento ai sensi dei criteri regionali di cui alla DGR 5001/16;

3. l’intervento previsto non interferisce con la superficie di falda, la quale si trova mediamente a
18-20 m di profondità dal p.c.; non si evidenziano pertanto problemi connessi a possibili
fenomeni di liquefazione;

4. il volume geologico significativo è rappresentato dai primi 10-15 m di profondità, nell’ambito


dei depositi alluvionali appartenenti all’unità idrogeologica A, alle unità geologiche G1, G2 e
G3 e alle unità sismo-stratigrafiche US1 e US2; si distinguono 4 diverse unità litotecniche, oltre
all’unità L0 rappresentata dal riporto presente in modo discontinuo ed eterogeneo: la litozona
L1 superficiale e più scadente di spessore massimo 3-4 m poggia su depositi con
caratteristiche meccaniche migliori rappresentate dalle litozone L2a e L2b (distinte nell’ambito
dell’unità geologica recente G2) e dalla litozona L3 (distinta nell’ambito dell’unità geologica G3
antica);

5. i litotipi interagenti con le strutture di progetto sono stati caratterizzati attraverso


l’esecuzione di prove geotecniche in sito, rappresentate da prove penetrometriche dinamiche
DPSH e da prove SCPT in foro, in numero sufficientemente rappresentativo da permettere una
buona modellazione geotecnica in termini di valori caratteristici di progetto;

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 61 - SETTEMBRE 2017


Progetto “OLTRE LA STRADA” - RELAZIONE GEOLOGICA e MODELLAZIONE GEOTECNICA - Comune di Brescia

6. per l’intervento SC.1 il terreno di fondazione è rappresentato dall’unità L2a, per la quale si
consiglia l’utilizzo dei parametri caratteristici validi per resistenze non compensate.

L’intervento di riqualificazione urbana, cosi come progettato, ed in particolare l’intervento SC.1,


sulla base delle indicazioni sopra riportate, è da considerarsi fattibile dal punto di vista geologico,
idrogeologico e sismico.

Si resta a disposizione per qualsiasi chiarimento si rendesse necessario.


Il geologo incaricato
Dott. Geol. Massimo Compagnoni

ALLEGATI

Allegato n. 1: Carta Geologica con ubicazione delle indagini pregresse e di nuova esecuzione
Allegato n. 2: Rapporti di indagine HVSR
Allegato n. 3: Rapporti di indagine di sismica a rifrazione
Allegato n. 4: Rapporti di indagine MASW
Allegato n. 5: Rapporti d’indagini in sito pregresse disponibili
Allegato n. 6: Rapporti d’indagini in sito di nuova esecuzione

Dott. Massimo Compagnoni – Geologo - 62 - SETTEMBRE 2017


ALLEGATO n. 1: carta geologica con ubicazione delle indagini pregresse e di nuova esecuzione

SC.1 SC.6

HVSR1
SP1
MASW1
DPSH1 DPSH2
DPSH3

DPSH4
HVSR2
DPSH5
DPSHb MASW2
SC.6 DPSHa

SC.1
IN.2 IN.3
IN.2
DPSH7 DPSH8
MASW3
S1 DPSH6
HVSR4 SP2
HVSR3
DPSH9

DPSH10a
IN.3 MASW4

±
DPSH10b

LEGENDA 0 125 250 500


Meters INDAGINI PREGRESSE NUOVE INDAGINI
Prova penetrometrica Prova penetrometrica
Depositi alluvionali prevalentemente sabbioso-limosi del tardo Pleistocene dinamica superpesante tipo MEARDI dinamica superpesante tipo MEARDI

Sondaggio a carotaggio continuo Sondaggio a carotaggio continuo


Depositi alluvionali antichi ghiaioso-sabbiosi terrazzati post-glaciali dell'Olocene
Acquisizione MASW Acquisizione HVSR
Depositi alluvionali recenti e attuali ghiaioso-sabbiosi
Dott. Geol. MASSIMO COMPAGNONI Acquisizione Rifrazione + MASW
Dr. Geol. Massimo Compagnoni
Studio di Geologia Applicata Ambientale e Territoriale
Via G. Zanardelli, 3 – 25020 Capriano del Colle (BS) – Tel. 3384679767 – email massimo.compagnoni@geo3studio.it

ALLEGATO n. 2
Rapporto di indagine HVSR

TIPO e CARATTERISTICHE DEL SENSORE UTILIZZATO


VELOCIMETRO TRIDIREZIONALE TRILLIUM COMPACT 20 s con acquisitore CENTAUR della NANOMETRICS

SENSITIVITY 1500 V-s/m nominali ± 0.5% di precisione

OFF-AXIS
± 0.5 %
SENSITIVITY

BANWIDTH - 3 dB da 20s a 100 Hz

CLIP LEVEL 26 mm/s da 0.1 Hz a 10 Hz

OPER. TILTE
± 10°
RANGE

PARASITIC
Nessuna sotto i 200 Hz
RESONANCE

Dott. Massimo Compagnoni Geologo


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE HVSR1

Inquadramento installazione

Campo di moto acquisito nelle tre direzioni

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -1- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Rimozione transienti e fenestratura del segnale utile (numero 43 finestre di lunghezza 40 s senza sovrapposizione)

E-W N-S

Spettri di ampiezza calcolati per ciascuna finestra e per ciascuna componente: in basso a destra gli spettri di ampiezza
medi di ciascuna componente (E-W: Rossa – N-S: Verde – Z: Blu)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -2- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Curve HV calcolate per ciascuna finestra di elaborazione (sin.) e curva HV media e relativa deviazione standard (des.)

Grafico di direzionalità della curva HV

Picco H/V 3.65 Hz ± 0.43 Picco H/V 0.69 Hz ± 0.11


Criteri per una curva H/V affidabile Criteri per una curva H/V affidabile
[Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti] [Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti]
f0>10/Lw 3.65 > 0.250 OK f0>10/Lw 0.69 > 0.250 OK
nc(f0)>200 6286 > 200 OK nc(f0)>200 1194 > 200 OK
σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI
OK OK
σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO
Criteri per un picco H/V chiaro Criteri per un picco H/V chiaro
[Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti] [Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti]
Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK
+ +
Esiste f in [f0, 4f0] | AH/V(f ) < A0/2 OK Esiste f+ in [f0, 4f0] | AH/V(f+) < A0/2 OK
A0 > 2 2.92 > 2 OK A0 > 2 2.92 > 2 OK
fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.05 < 0.05 OK fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.08 < 0.05 NO
σf < ε(f0) 0.433 < 0.183 NO σf < ε(f0) 0.108 < 0.104 NO
σA(f0) < θ(f0) 1.213 < 1.580 OK σA(f0) < θ(f0) 1.395 < 2.000 OK

Criteri Sesame, 2004 per la valutazione dell’affidabilità statistica della curva HV e della chiarezza dei picchi di risonanza

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -3- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE HVSR2

Inquadramento installazione

Campo di moto acquisito nelle tre direzioni

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -4- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Rimozione transienti e fenestratura del segnale utile (numero 78 finestre di lunghezza 40 s senza sovrapposizione)

E-W N-S

Spettri di ampiezza calcolati per ciascuna finestra e per ciascuna componente: in basso a destra gli spettri di ampiezza
medi di ciascuna componente (E-W: Rossa – N-S: Verde – Z: Blu)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -5- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Curve HV calcolate per ciascuna finestra di elaborazione (sin.) e curva HV media e relativa deviazione standard (des.)

Grafico di direzionalità della curva HV

Picco H/V 3.26 Hz ± 0.45 Picco H/V 0.64 Hz ± 0.08


Criteri per una curva H/V affidabile Criteri per una curva H/V affidabile
[Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti] [Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti]
f0>10/Lw 3.26 > 0.250 OK f0>10/Lw 0.64 > 0.250 OK
nc(f0)>200 10183 > 200 OK nc(f0)>200 1984 > 200 OK
σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI
OK OK
σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO
Criteri per un picco H/V chiaro Criteri per un picco H/V chiaro
[Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti] [Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti]
Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK
+ +
Esiste f in [f0, 4f0] | AH/V(f ) < A0/2 OK Esiste f+ in [f0, 4f0] | AH/V(f+) < A0/2 OK
A0 > 2 2.10 > 2 OK A0 > 2 4.81 > 2 OK
fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.06 < 0.05 NO fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.02 < 0.05 OK
σf < ε(f0) 0.452 < 0.163 NO σf < ε(f0) 0.082 < 0.095 OK
σA(f0) < θ(f0) 1.245 < 1.580 OK σA(f0) < θ(f0) 1.719 < 2.000 OK

Criteri Sesame, 2004 per la valutazione dell’affidabilità statistica della curva HV e della chiarezza dei picchi di risonanza

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -6- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE HVSR3

Inquadramento installazione

Campo di moto acquisito nelle tre direzioni

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -7- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Rimozione transienti e fenestratura del segnale utile (numero 80 finestre di lunghezza 40 s senza sovrapposizione)

E-W N-S

Spettri di ampiezza calcolati per ciascuna finestra e per ciascuna componente: in basso a destra gli spettri di ampiezza
medi di ciascuna componente (E-W: Rossa – N-S: Verde – Z: Blu)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -8- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Curve HV calcolate per ciascuna finestra di elaborazione (sin.) e curva HV media e relativa deviazione standard (des.)

Grafico di direzionalità della curva HV

Picco H/V 3.53 Hz ± 0.40 Picco H/V 0.60 Hz ± 0.08


Criteri per una curva H/V affidabile Criteri per una curva H/V affidabile
[Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti] [Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti]
f0>10/Lw 3.53 > 0.250 OK f0>10/Lw 0.60 > 0.250 OK
nc(f0)>200 11302 > 200 OK nc(f0)>200 1911 > 200 OK
σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI
OK OK
σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO
Criteri per un picco H/V chiaro Criteri per un picco H/V chiaro
[Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti] [Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti]
Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 NO
Esiste f+ in [f0, 4f0] | AH/V(f+) < A0/2 OK Esiste f+ in [f0, 4f0] | AH/V(f+) < A0/2 OK
A0 > 2 3.03 > 2 OK A0 > 2 5.05 > 2 OK
fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.05 < 0.05 OK fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.04 < 0.05 OK
σf < ε(f0) 0.397 < 0.177 NO σf < ε(f0) 0.078 < 0.090 OK
σA(f0) < θ(f0) 1.251 < 1.580 OK σA(f0) < θ(f0) 1.510 < 2.000 OK

Criteri Sesame, 2004 per la valutazione dell’affidabilità statistica della curva HV e della chiarezza dei picchi di risonanza

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -9- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE HVSR4

Inquadramento installazione

Campo di moto acquisito nelle tre direzioni

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 10 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Rimozione transienti e fenestratura del segnale utile (numero 53 finestre di lunghezza 40 s senza sovrapposizione)

E-W N-S

Spettri di ampiezza calcolati per ciascuna finestra e per ciascuna componente: in basso a destra gli spettri di ampiezza
medi di ciascuna componente (E-W: Rossa – N-S: Verde – Z: Blu)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 11 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE HVSR – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Curve HV calcolate per ciascuna finestra di elaborazione (sin.) e curva HV media e relativa deviazione standard (des.)

Grafico di direzionalità della curva HV

Picco H/V 3.64 Hz ± 0.41 Picco H/V 0.66 Hz ± 0.12


Criteri per una curva H/V affidabile Criteri per una curva H/V affidabile
[Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti] [Tutti 3 dovrebbero risultare soddisfatti]
f0>10/Lw 3.64 > 0.250 OK f0>10/Lw 0.66 > 0.250 OK
nc(f0)>200 7715 > 200 OK nc(f0)>200 1403 > 200 OK
σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI σA(f) < 2 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 >0.5Hz f0 >0.5Hz SI
OK OK
σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO σA(f) < 3 per 0.5f 0 < f < 2f0 se f0 < 0.5Hz f0 <0.5Hz NO
Criteri per un picco H/V chiaro Criteri per un picco H/V chiaro
[Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti] [Almeno 5 su 6 dovrebbero essere soddisfatti]
Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK Esiste f- in [f0/4, f0] | AH/V(f-) < A0/2 OK
+ +
Esiste f in [f0, 4f0] | AH/V(f ) < A0/2 OK Esiste f+ in [f0, 4f0] | AH/V(f+) < A0/2 OK
A0 > 2 2.85 > 2 OK A0 > 2 2.97 > 2 OK
fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.03 < 0.05 OK fpicco[AH/V(f) ±σA(f)] = f0 ± 5% 0.05 < 0.05 OK
σf < ε(f0) 0.412 < 0.182 NO σf < ε(f0) 0.116 < 0.099 NO
σA(f0) < θ(f0) 1.218 < 1.580 OK σA(f0) < θ(f0) 1.579 < 2.000 OK

Criteri Sesame, 2004 per la valutazione dell’affidabilità statistica della curva HV e della chiarezza dei picchi di risonanza

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 12 - GIUGNO 2017


Dr. Geol. Massimo Compagnoni
Studio di Geologia Applicata Ambientale e Territoriale
Via G. Zanardelli, 3 – 25020 Capriano del Colle (BS) – Tel. 3384679767 – email massimo.compagnoni@geo3studio.it

ALLEGATO n. 3
Rapporto di indagine sismica a rifrazione

STRUMENTAZIONE e PARAMETRI CONFIGURAZIONALI SISMICA LINEARE ATTIVA


• Sismografo a 24 bit e a 24 canali della
Geometrics , con range dinamico di sistema
di 144 dB, intervallo di campionamento
Strumentazione di acquisizione compreso tra 0.02 e 16 ms
• Geofoni verticali monocomponente del tipo
elettromagnetico a bobina mobile a massa
sospesa con frequenza propria 4.5 Hz
Sigla _ Orientamento MASW2 _ W-E MASW3 _ W-E MASW4 _ N-S
Dislivello altimetrico tra gli shots esterni 0m 0m 0m
Lunghezza stendimento compresi shots esterni 66.0 m 66.0 m 66.0 m
Lunghezza stendimento ricevitori 46.0 m 46.0 m 46.0 m
Numero Geofoni 24 24 24
Distanza intergeofonica 2.0 m 2.0 m 2.0 m
Numero punti di energizzazione (shots) 7 7 7
1° Shot esterno 6.0 m 6.0 m 6.0 m
2° Shot esterno 10.0 m 10.0 m 10.0 m
Durata acquisizione 2s 2s 2s
Pre-triggering delay 0 ms 0 ms 0 ms
Intervallo di campionamento 0.25 ms 0.25 ms 0.25 ms
Numero di campioni per traccia 8000 8000 8000
Massima frequenza campionabile 2 kHz 2 kHz 2 kHz

Dott. Massimo Compagnoni Geologo


RAPPORTO D’INDAGINE SISMICA A RIFRAZIONE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE SISMICA A RIFRAZIONE 2

Inquadramento installazione

Dromocrone e sezione tomografica in fase P

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -1- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE SISMICA A RIFRAZIONE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE SISMICA A RIFRAZIONE 3

Inquadramento installazione

Dromocrone e sezione tomografica in fase P

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -2- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE SISMICA A RIFRAZIONE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE SISMICAA RIFRAZIONE 4

Inquadramento installazione

Dromocrone e sezione tomografica in fase P

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -3- GIUGNO 2017


Dr. Geol. Massimo Compagnoni
Studio di Geologia Applicata Ambientale e Territoriale
Via G. Zanardelli, 3 – 25020 Capriano del Colle (BS) – Tel. 3384679767 – email massimo.compagnoni@geo3studio.it

ALLEGATO n. 4
Rapporto di indagine MASW

STRUMENTAZIONE e PARAMETRI CONFIGURAZIONALI SISMICA LINEARE ATTIVA


• Sismografo a 24 bit e a 24 canali della
Geometrics , con range dinamico di sistema
di 144 dB, intervallo di campionamento
Strumentazione di acquisizione compreso tra 0.02 e 16 ms
• Geofoni verticali monocomponente del tipo
elettromagnetico a bobina mobile a massa
sospesa con frequenza propria 4.5 Hz
Sigla _ Orientamento MASW2 _ W-E MASW3 _ W-E MASW4 _ N-S
Dislivello altimetrico tra gli shots esterni 0m 0m 0m
Lunghezza stendimento compresi shots esterni 66.0 m 66.0 m 66.0 m
Lunghezza stendimento ricevitori 46.0 m 46.0 m 46.0 m
Numero Geofoni 24 24 24
Distanza intergeofonica 2.0 m 2.0 m 2.0 m
Numero punti di energizzazione (shots) 7 7 7
1° Shot esterno 6.0 m 6.0 m 6.0 m
2° Shot esterno 10.0 m 10.0 m 10.0 m
Durata acquisizione 2s 2s 2s
Pre-triggering delay 0 ms 0 ms 0 ms
Intervallo di campionamento 0.25 ms 0.25 ms 0.25 ms
Numero di campioni per traccia 8000 8000 8000
Massima frequenza campionabile 2 kHz 2 kHz 2 kHz

Dott. Massimo Compagnoni Geologo


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE MASW2

Inquadramento installazione

S1 S7

S2 S6

Campo di moto acquisito in corrispondenza dei 4 shots esterni: S1-S2-S6-S7

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -1- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

S1

S7

S2

S6

Spettri frequenza-velocità di fase delle acquisizioni grezze (a sinistra) e dopo operazioni di filtraggio nel dominio del
tempo con eliminazione delle fasi delle onde di volume (dirette e rifratte) e dei disturbi incoerenti presenti in coda alle
onde superficiali (a destra)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -2- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

S1

S7

S2

S6

Spettri frequenza-numero d’onda delle acquisizioni grezze (a sinistra) e dopo operazioni di filtraggio nel dominio del
tempo con eliminazione delle fasi delle onde di volume (dirette e rifratte) e dei disturbi incoerenti presenti in coda alle
onde superficiali (a destra)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -3- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Spettro frequenza-velocità di fase dell’acquisizione S1 (considerata la più rappresentativa per il sito) dopo rimozione
nel dominio della frequenza delle fasi energetiche presenti a frequenze maggiori di 30 Hz legate a commistioni tra
modi superiori dell’Onda di Rayleigh

Operazione di picking dei massimi energetici nel dominio f-k e f-Vf

Curve di dispersione teoriche del modo fondamentale e dei primi 2 modi superiori dell’Onda di Rayleigh ottenute
numericamente ipotizzando un modello di rigidezza preliminare desunto dai risultati della Sismica a rifrazione in fase P
e da vincoli di natura geotecnica e stratigrafica (indagini pregresse)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -4- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Processo di inversione automatica mediante algoritmo genetico (winMASW5.2, 2013 della Eliosoft), imponendo come
target il picking effettuato e come modello iniziale il modello di rigidezza preliminare

Modello preliminare Modello medio Modello a minor misfit


Unità
S (m) VS (m/s) VP (m/s) S (m) VS (m/s) VP (m/s) S (m) VS (m/s) VP (m/s)
US0* 1.0 600 900 1.0 558 837 0.9 597 895
US1 2.5 230 430 2.4 203 380 2.3 200 374
8.0 310 705 7.9 303 689 8.8 300 682
US2
4.0 350 729 4.1 370 771 4.5 400 833
US3 450 1102 465 1139 500 1222
Vs30
a -1 m 363 m/s 364 m/s 371 m/s
da pc

Profili di rigidezza preliminare, medio e migliore (con minor misfit tra soluzione numerica e target) e valore di VS30
calcolato a partire dal tetto dell’unità sismo-stratigrafica US1 (escluso US0), considerando, data la limitata
penetrazione dell’indagine, di estendere fino alla profondità di 30 m il valore di rigidezza dell’unità US3

*
L’unità è stata inserita esclusivamente per ragioni di congruenza con la situazione logistica del sito (acquisizione
eseguita su pavimentazione rigida), sebbene il suo spessore risulti inferiore a quello minimo desumibile dalla minima
lunghezza d’onda rilevata sperimentalmente ( min=VR/fmax).

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -5- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE MASW3

Inquadramento installazione

S1 S7

S2 S6

Campo di moto acquisito in corrispondenza dei 4 shots esterni: S1-S2-S6-S7

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -6- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

S1

S7

S2

S6

Spettri frequenza-velocità di fase delle acquisizioni grezze (a sinistra) e dopo operazioni di filtraggio nel dominio del
tempo con eliminazione delle fasi delle onde di volume (dirette e rifratte) e dei disturbi incoerenti presenti in coda alle
onde superficiali (a destra)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -7- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

S1

S7

S2

S6

Spettri frequenza-numero d’onda delle acquisizioni grezze (a sinistra) e dopo operazioni di filtraggio nel dominio del
tempo con eliminazione delle fasi delle onde di volume (dirette e rifratte) e dei disturbi incoerenti presenti in coda alle
onde superficiali (a destra)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -8- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Spettro frequenza-velocità di fase dell’acquisizione S1 (considerata la più rappresentativa per il sito) dopo rimozione
nel dominio della frequenza delle fasi energetiche presenti a frequenze maggiori di 30 Hz legate a commistioni tra
modi superiori dell’Onda di Rayleigh

Operazione di picking dei massimi energetici nel dominio f-k e f-Vf

Curve di dispersione teoriche del modo fondamentale e dei primi 2 modi superiori dell’Onda di Rayleigh ottenute
numericamente ipotizzando un modello di rigidezza preliminare desunto dai risultati della Sismica a rifrazione in fase P
e da vincoli di natura geotecnica e stratigrafica (indagini pregresse)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -9- GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Processo di inversione automatica mediante algoritmo genetico (winMASW5.2, 2013 della Eliosoft), imponendo come
target il picking effettuato e come modello iniziale il modello di rigidezza preliminare

Modello preliminare Modello medio Modello a minor misfit


Unità
S (m) VS (m/s) VP (m/s) S (m) VS (m/s) VP (m/s) S (m) VS (m/s) VP (m/s)
US0* 0.5 600 900 0.4 477 715 0.4 474 711
US1 3.0 200 490 2.7 194 475 2.7 194 475
US2 13.0 340 708 13.1 338 704 13.0 338 704
4.0 400 1077 4.1 309 832 4.4 308 829
US3
8.0 420 1543 9.0 478 1756 10.4 496 1822
US4 700 1715 703 1722 738 1808
Vs30
a -1 m 352 m/s 347 m/s 346 m/s
da pc

Profili di rigidezza preliminare, medio e migliore (con minor misfit tra soluzione numerica e target) e valore di VS30
calcolato a partire dal tetto dell’unità sismo-stratigrafica US1 (escluso US0)

*
L’unità è stata inserita esclusivamente per ragioni di congruenza con la situazione logistica del sito (acquisizione
eseguita su pavimentazione rigida), sebbene il suo spessore risulti inferiore a quello minimo desumibile dalla minima
lunghezza d’onda rilevata sperimentalmente ( min=VR/fmax).

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 10 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

INDAGINE MASW4

Inquadramento installazione

S1 S7

S2 S6

Campo di moto acquisito in corrispondenza dei 4 shots esterni: S1-S2-S6-S7

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 11 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

S1

S7

S2

S6

Spettri frequenza-velocità di fase delle acquisizioni grezze (a sinistra) e dopo operazioni di filtraggio nel dominio del
tempo con eliminazione delle fasi delle onde di volume (dirette e rifratte) e dei disturbi incoerenti presenti in coda alle
onde superficiali (a destra)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 12 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

S1

S7

S2

S6

Spettri frequenza-numero d’onda delle acquisizioni grezze (a sinistra) e dopo operazioni di filtraggio nel dominio del
tempo con eliminazione delle fasi delle onde di volume (dirette e rifratte) e dei disturbi incoerenti presenti in coda alle
onde superficiali (a destra)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 13 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Spettro frequenza-velocità di fase dell’acquisizione S1 (considerata la più rappresentativa per il sito) dopo rimozione
nel dominio della frequenza delle fasi energetiche presenti a frequenze maggiori di 30 Hz legate a commistioni tra
modi superiori dell’Onda di Rayleigh

Operazione di picking dei massimi energetici nel dominio f-k e f-Vf

Curve di dispersione teoriche del modo fondamentale e dei primi 2 modi superiori dell’Onda di Rayleigh ottenute
numericamente ipotizzando un modello di rigidezza preliminare desunto dai risultati della Sismica a rifrazione in fase P
e da vincoli di natura geotecnica e stratigrafica (indagini pregresse)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 14 - GIUGNO 2017


RAPPORTO D’INDAGINE MASW – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

Processo di inversione automatica mediante algoritmo genetico (winMASW5.2, 2013 della Eliosoft), imponendo come
target il picking effettuato e come modello iniziale il modello di rigidezza preliminare

Modello preliminare Modello medio Modello a minor misfit


Unità
S (m) VS (m/s) VP (m/s) S (m) VS (m/s) VP (m/s) S (m) VS (m/s) VP (m/s)
US1 3.0 260 486 3.0 260 486 2.9 260 486
3.0 320 666 3.2 313 652 3.6 311 647
US2
14.0 350 729 14.8 355 739 17.8 357 743
US3 440 1459 440 1459 431 1429
Vs30 359 m/s 358 m/s 350 m/s

Profili di rigidezza preliminare, medio e migliore (con minor misfit tra soluzione numerica e target) e valore di VS30
calcolato a partire da piano campagna, considerando di estendere fino alla profondità di 30 m il valore di rigidezza
dell’unità US3

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo - 15 - GIUGNO 2017


Dr. Geol. Massimo Compagnoni
Studio di Geologia Applicata Ambientale e Territoriale
Via G. Zanardelli, 3 – 25020 Capriano del Colle (BS) – Tel. 3384679767 – email massimo.compagnoni@geo3studio.it

ALLEGATO n. 5
Rapporto di indagini in sito pregresse e disponibili

Dott. Massimo Compagnoni Geologo


RAPPORTO INDAGINI IN SITO PREGRESSE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

SP1

Sondaggio a carotaggio continuo realizzato per il Complesso Polifunzionale Case del Sole (Coluzzi, 2008)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -1- GIUGNO 2017


RAPPORTO INDAGINI IN SITO PREGRESSE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

DPSHa

Prova penetrometrica dinamica eseguita per la realizzazione del sovrappasso di Via Rose (Gasparetti, 2004)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -2- GIUGNO 2017


RAPPORTO INDAGINI IN SITO PREGRESSE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

DPSHb

Prova penetrometrica dinamica eseguita per la realizzazione del sovrappasso di Via Rose (Gasparetti, 2004)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -3- GIUGNO 2017


RAPPORTO INDAGINI IN SITO PREGRESSE – PROGETTO COMPLESSO OLTRE LA STRADA Comune di Brescia

SP2

Sondaggio a carotaggio continuo in via Rose (Gasparetti, 2002)

Dott. Geol. Massimo Compagnoni – Geologo -4- GIUGNO 2017


Dr. Geol. Massimo Compagnoni
Studio di Geologia Applicata Ambientale e Territoriale
Via G. Zanardelli, 3 – 25020 Capriano del Colle (BS) – Tel. 3384679767 – email massimo.compagnoni@geo3studio.it

ALLEGATO n. 6
Rapporto di indagini in sito di nuova esecuzione

Dott. Massimo Compagnoni Geologo


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 1 data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Milano, 1 - Casa del Sole
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 1 bis data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Milano, 1 - Casa del Sole
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 1 tris data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Milano, 1 - Casa del Sole
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 1 data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Milano, 83 - Ideal Clima
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 2 data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Milano, 83 - Ideal Clima
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 1 data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Rose
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 2 data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Rose
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm


%14)
Prova penetrometrica dinamica n. 3 data 26 maggio 2017
Località : Brescia Via Rose
Committente : Brescia Infrastrutture Srl

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Falda Acquifera
0,3
0
1,2

2,1

3,9 N. Punta

4,8
N. Rivestimento
5,7

6,6

7,5

8,4

9,3

10,2

11,1

12

12,9

13,8

14,7

15,6

16,5

17,4

18,3

19,2

20,1

21

Punta conica da 51 mm Mazza battente da 73 Kg

Rivestimento da 48 mm Altezza di caduta 75 cm