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L’equazione funzionale nella zeta di Riemann

ing. Rosario Turco

Introduzione

Un tema affascinante nel campo complesso è certamente la zeta di Riemann; chiunque che ha affrontato
per la prima volta lo studio di tale argomento si sarà posto almeno un paio di domande come: “da dove
nasce l’equazione funzionale?” oppure “perché i numeri primi sono legati agli zeri della zeta di Riemann?”.

Nel 1986 Titchmarsh col suo libro (vedi [1]), mostrò ben sette tecniche per dimostrare l’equazione
funzionale.

Nel seguito l’autore dell’articolo mostra una tecnica analitica, ritenuta valida tra le varie dimostrazioni
(anche in [1]), che mette in evidenza la “natura frazionaria” (vedi [8]) insita nella zeta di Riemann, il suo
legame con i numeri primi e rappresenta essa stessa una ulteriore strada in cui emerge la stessa zeta.

Formula di Eulero (s reale) e Zeta di Riemann (s complesso)

Premettiamo (vedi [1][2][5]), che è valida la relazione:



( s)   n s  p
n 1  p-s

La relazione è nota come zeta di Eulero se s è considerata in campo reale e mostra il legame con i numeri
primi. Se s è considerata complessa abbiamo a che fare con la zeta di Riemann e con la famosa congettura
sugli zeri sulla retta critica (vedi [3][4][5]).

Nel seguito mostreremo il seguente:

Teorema dell’equazione funzionale della zeta di Riemann:

La funzione (s) è regolare per tutti i valori di s eccetto s=1 dove vi è un polo semplice e residuo 1. Essa
soddisfa l’equazione:

1
 ( s)  2s  s 1 sin s (1  s) (1  s)
2

Per poter dimostrare il Teorema dobbiamo introdurre il concetto della formula di sommazione di Eulero
(vedi [6]).

Inizialmente immaginiamo una funzione f positiva e strettamente decrescente in un intervallo [1,n), come
nella figura successiva.

1
Per calcolare solo le aree tratteggiate sopra la curva, potremmo introdurre una sequenza di numeri {dn}
tale che:

n 1 n
d n   f (k )   f ( x)dx, n  2,3,... (1)
k 1 1

Se poi generalizziamo ulteriormente (vedi [6]) senza richiedere per forza che la funzione f sia positiva e
decrescente, in generale la differenza in (1) può essere riscritta come:

n 1
d n   I (k ) (2)
k 1

Dove, considerando la figura successiva:

k 1
I (k )    f (k )  f ( x) dx
k
(3)

Nella (3) la funzione integranda è del tipo u dv con u = f(k)-f(x) e v=x+c. Scegliamo c=-(k+1) e integrando per
parti, assumendo che f sia continuamente derivabile, I(k) diventa:

k 1
I (k )   x  k  1 f '( x)dx
k
(4)

2
Nella (4) la x fa da segnaposto e varia tra k e k+1 e si può sostituire con [x] cioè il più grande valore non
maggiore di x (ovvero minore uguale). Tenendo conto di ciò e sostituendo quindi nella (2) si ottiene:

n 1 n 1 k 1 n n
d n   I (k )  
k 1 k 1 k
  x  [ x]  1 f '( x)dx  x  [ x] f '( x)dx   f '( x)dx 
1 1
n

  x  [ x] f '( x)dx  f (1)  f (n)


1

Per cui in generale vale il Teorema sulla formula di sommazione di Eulero di prima forma derivativa: Per
ogni funzione f con derivata continua nell’intervallo [1,n]

n n n

 f (k )   f ( x)dx 
k 1 1
 x  [ x] f '( x)dx  f (1)
1
(5)

Gli ultimi due termini sulla destra rappresentano l’errore che si commette nel valutare la sommatoria solo
col primo integrale.

A questo punto l’errore si può scrivere come segue:

1
n n n

1 x  [ x] f '( x)dx  1 x  [ x]  2  f '( x)dx  2 1 f '( x)dx


1

L’ultimo termine corrisponde a 1/2{f(n)-f(1)}. Per cui la (5) diventa:

1
n n n

 x  [ x]  2  f '( x)dx  2  f (n)  f (1) (6)


1
 f (k )   f ( x)dx 
k 1 1 1

Per cui il Teorema precedente generalizzandolo diventa:

Sia (x) una funzione continua e derivabile in [a,b], allora se [x] è il più grande intero non eccedente x,

b b
1 1

a  n b
 (n)    ( x)dx   x  [ x]  1/ 2 '( x)dx (a  [a]  2 ) (a)  (b  [b]  2 ) (b) (7)
a a

La (7) è importante per la nostra trattazione dell’equazione funzionale della zeta di Riemann.

3
Essa è additiva rispetto all’intervallo (a,b]. Inoltre si suppone che n<= a < b <=n+1. Quindi abbiamo che:

b b
1 1
a x  n  1/ 2 '( x)dx  (b  n  2 ) (b)  (a  n  2 ) (a)  a  ( x)dx

Per cui la parte destra della (7) si riduce a (b-[n])(b) e per b=n+1 vale solo (n+1).

Se adesso (n) = n-s con s 1 allora la (7) diventa:

1 b1 s  a1 s x  [ x]  1/ 2
b b
1

n  a 1 n
s

1 s
-s 
x s 1
dx  (b s  a  s )
2
(8)
a

Se s =  + ib, per >1, a=1 e b-> la (8) diventa:


1 [ x]  x  1/ 2 1
 (s)  +s  s 1
dx  (9)
s 1 1 x 2

Poiché [x]-x+1/2 è limitato l’integrale è convergente per >1 e uniformemente convergente in qualche
regione a destra di =0. E’ quindi una funzione analitica di s, regolare per >0, per cui il lato destro della (9)
è la continuazione analitica di zeta di Riemann con polo a s=1 e residuo 1.

Se si considera che per 0 <  < 1 è:

[ x]  x
1 1 1
1 s dx 1
0 x s1 dx  0 x dx  s  1 , 2 0 x s1  2
s
(10)

Da qui la (9) si riscrive come:


[ x]  x
 ( s)  s  dx per 0 <  < 1 (11)
0
x s 1

Poiché l’integrale è convergente per  > -1 (si rimanda a [6] per l’approfondimento) possiamo arrivare a
scrivere che:

1
 [ x]  x 
 (s)  s  2 dx (12)
0
x s 1

Con lo sviluppo in serie di Fourier è:

4
1  sin 2n x
[ x]  x   (13)
2 n 1 n

Sostituendo e integrando si ottiene che:

 2n  
s
 

1 sin 2n x 
dy   2   sin s (1  s)(( s))
s s sin y s 1
 ( s)     
s
dx 
 n 1 n 0 x s 1
 n 1 n 0
y s 1
 2

Arrivando, quindi, all’equazione funzionale:

1
 ( s)  2s  s 1 sin s (1  s) (1  s)
2

Riferimenti
[1] The Theory of the Riemann-Zeta function – E. C. Titchmarsh

[2] Riemann’s Zeta Function – H.M. Edwards – Dover

[3] Proposta di dimostrazione alle Ipotesi di Riemann e Congettura molteplicità degli zeri – Rosario Turco,
Maria Colonnese

[4] Aggirandosi tra i plot della zeta di Riemann - Tecniche per la ricerca degli zeri non banali - Rosario Turco,
Maria Colonnese

[5] Sulle spalle dei giganti – Rosario Turco, Maria Colonnese et al.

[6] An elementary view of Euler’s summation Formula - Tom M. Apostol -The American Mathematical
Monthly, Vol. 106, No. 5. (May, 1999), pp. 409-418.

[7] La Zeta di Fibonacci in campo reale – Rosario Turco

[8] La Zeta di Keith e i numeri di Keith – Rosario Turco

[9] Frazioni continue e zeta di Riemann, connessioni con la teoria delle stringhe – Rosario Turco, Maria
Colonnese, Michele Nardelli

[10] On the Riemann Hypothesis. Formulas explained - ψ(x) as equivalent RH. Mathematical connections
with “Aurea” section and some sectors of String Theory – Rosario Turco, Maria Colonnese, Michele Nardelli

[11] The Riemann Hypothesis in a Nutshell


http://web.viu.ca/pughg/RiemannZeta/RiemannZetaLong.html#RH

[12] Analisi numeriche e simulazioni – Rosario Turco

[13] http://mathworld.wolfram.com/RiemannZetaFunction.html

5
Per segnalazione di propri sorgenti grafici in PARI/GP o suggerimenti, scrivere a:

rosario_turco@virgilio.it

Note: The sources zeta.txt and lambert.txt are in the section Software of www.gruppoeratostene.com site.