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I modelli di innovazione

Il processo di innovazione non è semplice, ma negli ultimi anni ci sono stati molti tentativi di
modellizzarli, definendo un ordine concettuale al fine di individuare le migliori strategie.
Uno dei principali modelli è il modello lineare. Il modello prevede che la ricerca preceda lo
sviluppo, seguito da produzione e infine marketing. Nonostante il modello non rispetti la realtà che
è molto più complessa e influenzata da molti altri aspetti, viene utilizzato ancora oggi. Nel modello
non si tiene in considerazione dei feedback dei clienti, essenziali per migliorare i prodotti come
imparato dall’azienda Aspire. È necessario ricordare, inoltre, che l’innovazione si basa sul progetto,
non sulla scienza anche se la domanda di innovazioni conduce a nuove ricerche scientifiche.
L’innovazione, però, solo di raro si basa sulla ricerca, ma si realizza con la conoscenza nella testa
delle persone e altre informazioni accessibili. L’assenza di una teoria non ha evitato per esempio
l’invenzione della bicicletta. È tuttavia normale che più conoscenze si hanno più il processo di
innovazione è fluido.
Un’alternativa al modello lineare è il modello a catene collegate (modello di Kline e Rosenberg,
1986). Il modello prevede cinque percorsi.

Il primo percorso (C) del processo di innovazione è la catena centrale. Inizia con il progetto e segue
con lo sviluppo, la produzione e il marketing. Il secondo percorso (f, F) è costituito da una serie di
feedback che provengono dai bisogni percepiti sul mercato, determinando potenziali miglioramenti
dei prodotti nella fase di progettazione. Un bisogno verrà comunque soddisfatto solo se compatibile
con aspetti di natura tecnica e se apprezzato sul mercato: in quest’ottica ogni bisogno determina un
nuovo progetto che determina a sua volta nuove condizioni del mercato. La catena centrale può essere
attivata dall’invenzione o da progetto analitico. L’invenzione è un nuovo modo per svolgere qualche
funzione che non risulta ancora nota. Il progetto analitico consiste nell’analisi di varie combinazioni
di componenti esistenti o nelle modifiche del progetto per compiere una nuova funzione: è una forma
di innovazione incrementale. Il legame tra scienza e innovazione non è più soltanto all’inizio, ma
segue l’intero processo di innovazione per essere usata quando richiesta, costituendo il terzo
percorso (D, K, R). L’uso della scienza avviene in due stati: inizialmente ci basiamo sulla scienza
costituita dalle conoscenze acquisite e soltanto quando non riusciamo a trovare informazioni richiesta
si passa alla seconda fase, cioè la ricerca di nuove conoscenze. Il quarto percorso (D) si fonda
sull’attività di ricerca, rendendo possibili innovazioni radicali. È un percorso raro, ma quando si
realizzano creano nuovi settori industriali (ingegneria nucleare o genetica). Infine il quinto percorso
(I) è il feedback dall’innovazione alla scienza: senza un telescopio, non avremmo avuto il lavoro di
Galileo e quindi una moderna astronomia.
Sebbene il modello a catene collegate apporti un considerevole miglioramento al modello lineare,
rimane sempre un modello schematico e dunque omette una serie di dettagli significativi.
Models of innovation
The process of innovation is not simple, but in the last years there have been a lot of attempts to model
them, defining a conceptual sequence in order to identify the best strategies.
One of the main models is the linear model. The model is based on research before development,
followed by production and finally marketing. Although the model doesn't respect the reality that
is much more complex and influenced by many other aspects, it is still used today. The model doesn't
take into consideration customer feedback, which is essential to improve products as learned from
Aspire. It should also be remembered that innovation is based on the project, not only on science,
even if the demand for innovation leads to new scientific research. Innovation, however, is
occasionally based on research, but is made with knowledge in people's heads and other accessible
information. The absence of a theory has not avoided, for example, the invention of the bicycle.
However, it is normal that more knowledge you have and more fluid the innovation process is.
An alternative to the linear model is the linked chains’ model (or Kline's and Rosenberg's model,
1986). The model has five routes.

The first way (C) of the innovation process is the central chain. It begins with the project and follows
with development, production and marketing.

The second one (f, F) consists of a series of feedbacks that come from perceived needs in the market,
leading to potential product improvements in the project phase. However, a need will only be satisfied
if it is possible to deal with technical aspects and if it is appreciated on the market: from this point of
view, every need leads to a new project which in turn leads to new market conditions. The central
chain can be activated by the invention or by an analytical project. The invention is a new way to
perform some function that is not yet known. The analytical project consists of the analysis of various
combinations of existing components or changes in the design to perform a new function: it is a form
of incremental innovation.

The link between science and innovation is no longer just at the beginning, but follows the entire
innovation process to be used when required, forming the third way (D, K, R). The use of science
takes place in two states: initially we base ourselves on the science made up of the gained knowledge
and only when we are unable to find the informations we move on to the second phase, that is the
search for new knowledge.

The fourth way (D) is based on research activity, making radical innovations possible. It is a rare
way, but when it comes to implementation it creates new industrial sectors (nuclear or genetic
engineering).

Finally, the fifth way (I) is the feedback from innovation to science: without a telescope, we wouldn't
have had the work of Galileo and therefore the modern astronomy.
Although the chain-linked model makes a considerable improvement to the linear model, it is still a
schematic model and therefore leaves out a number of significant details.