Innovation Design
Dipartimento di Management
Prof. Mario Calabrese
Obiettivi del corso
Fornire agli studenti le competenze
teoriche e le capacità di analisi
fondamentali in materia di gestione
dell’innovazione e di cambiamento e
sviluppo organizzativo.
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Il metodo
Approccio interdisciplinare
Combinazione di analisi teorica e
conoscenze applicate
Metodo didattico interattivo: essenziale
la partecipazione!
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Programma
Il corso si rivolge agli studenti del corso di laurea di Scienze della Moda
e del Costume in cui i temi dell’innovazione giocano un ruolo decisivo
per comprendere le strategie e i comportamenti delle imprese nonché
le scelte dei consumatori.
Per avere successo nei processi innovativi, è fondamentale che un’impresa
definisca con cura la sua strategia e sia in grado di realizzarla
RISORSE
Competenze Intento
chiave strategico
OBIETTIVI
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Programma
Parte 1 I fondamenti dell’innovazione tecnologica
Le fonti dell’innovazione
Le forme e i modelli dell’innovazione
I conflitti di standard e il disegno dominante
Il tempo d’ingresso
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Programma
Parte 2 La formulazione di una strategia di innovazione tecnologica
Definire l’orientamento strategico dell’organizzazione
Valutare e scegliere i progetti di innovazione
Collaborare per lo sviluppo dell’innovazione
Proteggere i processi di innovazione
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Programma
Parte 3 Implementare una strategia di innovazione tecnologica
Organizzare i processi innovativi
Industria 4.0 oggi, Industria 5.0 domani
Tecnologie abilitanti
Tecnologie emergenti
Prospettive sul futuro della digitalizzazione
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Programma
Parte 4
I concetti di Design, Project e Operations
Concetti di Project Management
I processi di project management
Gruppo dei processi di avvio
Gruppo dei processi di pianificazione
Gruppo dei processi di esecuzione
Gruppo dei processi di controllo
Gruppo dei processi di chiusura
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Testo di riferimento
Calabrese M., Innovation Design, McGraw-Hill, Milano, I
Edizione, 2022.
Calabrese, M., Piccarreta, G. (2022), Canali distributivi e
omnicanalità nel sistema moda. Elementi introduttivi.
Collana di scienze della moda e del costume. Edizioni Nuova
Cultura - Roma
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Modalità di esame
Per i frequentanti
Le modalità d’esame consistono nel superamento di due prove
scritte sugli argomenti descritti nel programma e trattati a lezione
dal docente, compresa l’analisi dei casi di studio.
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Orario delle lezioni
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Innovation Design
Lunedì ore 13:00 – 15:00 aula Archeologia
Martedì ore 15:00 - 17.00 Aula Odeion
Mercoledì ore 11:00 - 13.00 Aula Odeion
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Ricevimento
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Giorni della settimana Orario
Lunedì 15:00 – 17:30
Martedì 10:30 – 14:30
Giovedì 9:00 – 10:30
Previo appuntamento, a mezzo posta elettronica,
presso lo studio n. 6, Dipartimento di Management, terzo
piano, ala B, della Facoltà di Economia.
Previo appuntamento, a mezzo posta elettronica,
in modalità telematica.
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Informazione e assistenza
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.
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Introduzione
In molti settori, l’innovazione tecnologica è diventata il
fattore determinante del successo competitivo: per la
maggior parte delle imprese, innovare è ormai un
imperativo strategico, fondamentale per mantenere e
acquisire posizioni di leadership nel mercato così come per
recuperare condizioni di vantaggio competitivo.
L’innovazione può giocare un ruolo decisivo nei processi di
cambiamento strategico e di turnaround di un’impresa
(FCA).
La crescente importanza dell’innovazione è in parte dovuta
alla globalizzazione dei mercati (Ferrero)
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Introduzione
Molte innovazioni sono indispensabili per adattare i prodotti
alle esigenze e alle caratteristiche dei differenti mercati in
cui è presente l’azienda.
Le dimensioni, anche se condizionano in molti casi l’esito di
processi di R&S, non sempre sono determinanti. Innovare è
soprattutto una questione di atteggiamento (Illycaffè).
Quando le imprese adottano nuove tecnologie e accelerano
il proprio ritmo di innovazione, in realtà elevano per tutti i
concorrenti la soglia competitiva e innalzano barriere
all’ingresso.
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Introduzione
Un indicatore dell’impatto complessivo dell’innovazione tecnologica
è il prodotto interno lordo (PIL).
In una serie di studi condotti negli Stati Uniti è stato dimostrato
che la crescita del PIL non poteva essere spiegata con la crescita
nell’impiego dei fattori in termini di lavoro e di capitale.
Nel 1957, l’economista Robert Merton Solow ha ipotizzato che il
“residuo” statistico, ovvero la componente della crescita non
spiegata, era da imputare al progresso tecnico: era l’innovazione
tecnologica ad aumentare la produzione ottenibile da una
determinata quantità di lavoro e di capitale.
A volte l’innovazione tecnologica produce delle esternalità
negative
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Introduzione
Nella sua essenza più pura l’innovazione tecnologica può essere
definita, pertanto, come la creazione di nuova conoscenza che
consente di perseguire scopi sempre più ambiziosi.
Il concetto di innovazione
Innovazione significa cambiamento, processo evolutivo
in cui agiscono meccanismi di selezione e
apprendimento che permettono alle organizzazioni di
sopravvivere e di crescere.
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Introduzione: il problema dei 9 punti
Disegnare una linea spezzata formata da 4 segmenti che passi
attraverso tutti i nove punti. La linea deve attraversare ogni
punto una sola volta.
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Introduzione: il problema dei 9 punti
Chi ha risolto il problema, non si è limitato a cambiare percorso,
ha cambiato le premesse. Ha messo in discussione qualcosa di
cui non era consapevole
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Introduzione: il ponte degli U2
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Introduzione: la prospettiva d’osservazione
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Introduzione: la mappa non è il territorio
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Introduzione: la percezione visiva
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Introduzione: la percezione visiva
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Introduzione: la percezione visiva
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Introduzione: la percezione visiva
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Introduzione
Il concetto di innovazione
Molto tempo prima di Solow, la consapevolezza dell’innovazione come fattore
chiave dei processi economici e, in particolare, come determinante della
“ricchezza di una nazione”, era già presente nell’opera di economisti classici,
come Adam Smith.
Adam Smith distingueva due differenti concetti di innovazione. Il primo
richiamava una modalità di innovazione basata sull’esperienza, il secondo si
riferiva invece ai processi di innovazione basati sul progresso scientifico.
Gunnar Lundvall ha ribattezzato i due modelli guardando ai processi di
apprendimento: 1) DUI-mode of learning (DUI= learning by doing, using and
interacting); 2) STI-mode of learning (STI = science, (new) technology,
innovation)
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Introduzione
Il concetto di innovazione
La teoria neoclassica ha considerato il cambiamento e l’innovazione
tecnologica in termini statici: la conoscenza scientifica è esogena e
immediatamente accessibile a tutte le imprese in coerenza con la
struttura trasparente di un mercato di concorrenza perfetta. Assumendo
che in un equilibrio di lungo periodo tutte le imprese sono uguali, si
rinuncia al concetto di apprendimento organizzativo.
Per i neoclassici la tecnologia è informazione, e di conseguenza
l’apprendimento è acquisizioni di informazioni o, al limite, di
esperienza.
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Introduzione: l’apprendimento a “subroutine unica”
Fase 1: processo di
percezione, scandaglio e
monitoraggio
dell’ambiente
Fase 2: raffronto Fase 1
dell’informazione con le
norme operative
Fase 3: attivazione
dell’azione appropriata
Questo modello consente
al sistema di apprendere,
ma il sistema può solo
mantenere il corso di
Fase 3 Fase 2
azione predefinito
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Introduzione: l’apprendimento a “subroutine doppia”
Fase 1: processo di percezione,
scandaglio e monitoraggio
dell’ambiente
Fase 2: raffronto dell’informazione con
le norme operative
Fase 1
Fase 2a: verifica della
opportunità delle norme
operative (autocritica)
Fase 3: attivazione dell’azione
appropriata
Fase 3 Fase 2
Fase 2a
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Introduzione
Il concetto di innovazione
È solo con l’economista austriaco Schumpeter che la ricerca sui temi
dell’economia dell’innovazione si separa dai paradigmi neoclassici per
inaugurare una nuova stagione di studi. L’innovazione viene considerata
da Schumpeter come il meccanismo principale delle dinamiche
capitalistiche: “senza innovazione non c’è capitalismo”.
È l’innovazione l’unica reale fonte in grado di sostenere la crescita
dell’impresa e garantire il profitto. A muovere tale meccanismo è la figura
dell’imprenditore individuale, impegnato sia a rompere le regole
dell’equilibrio competitivo sia a introdurre innovazioni.
Nel 1942, il meccanismo dell’innovazione nel pensiero di Schumpeter
cambia di segno. La fonte principale dell’innovazione non è più
l’imprenditore eroico ma la grande impresa
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Introduzione
Il concetto di innovazione
La prospettiva più stimolante nell’economia dell’innovazione
contemporanea è stata suggerita dalla teoria evolutiva. Con tale
approccio teorico, l’innovazione e la sua diffusione vengono interpretati
più correttamente come fenomeni dinamici.
Per gli evoluzionisti è indispensabile analizzare tre fondamentali
processi: l’ereditarietà, le variazioni e la selezione.
Hodgson, un economista evoluzionista, applicando all’economia per
analogia i principi di Darwin, assimila ai geni abitudini e routine delle
imprese; entrambe però non si replicano in modo diretto.
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Introduzione
Il concetto di innovazione
L’innovazione è un processo che presenta determinate caratteristiche
fondamentali a prescindere dall’approccio teorico adoperato:
1) ha un esito incerto;
2) è un processo cumulativo e combinatorio;
3) è pervasiva e ha un’evoluzione ciclica.
Infine, nonostante i processi innovativi siano organizzati su base
globale, l’innovazione rimane “ancorata” a determinati luoghi:
geography matters
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Introduzione
Innovazione e vantaggio competitivo
Le imprese hanno un pacchetto di risorse e competenze differenziate
(eterogeneità delle risorse) che le rende diverse nel senso che alcune
sono superiori ad altre per la capacità di creare valore.
La rendita conseguita da un’impresa può essere di due tipi:
1) Rendita ricardiana è riconducibile alla scarsità delle risorse. Le
rendite ricardiane si formano sul mercato in cui operano imprese
che assumono il prezzo come dato (price takers) e derivano dal
fatto che l’impresa disponga di risorse produttive migliori di quelle
della concorrenza.
2) Rendita monopolistica è il risultato prodotto dalla capacità di
innovazione di un’impresa e la sua durata limitata, misurata dal
tempo che corre dalla sua introduzione al momento in cui i
concorrenti riusciranno a imitarla.
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Introduzione
Risorse e Vantaggio Competitivo
IMPRESA AMBIENTE SETTORIALE
OBIETTIVI E
CONCORRENTI
VALORI
RISORSE E STRATEGIA
CLIENTI
COMPETENZE
STRUTTURA E
SISTEMI
FORNITORI
ORGANIZZATIVI
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Introduzione
La strategia basata sulle risorse e sulle
competenze
Resource-based view of the firm: correnti di pensiero
(anni ’90) che considerano l’impresa come un insieme di
risorse e competenze le quali costituiscono la base per la
strategia e la fonte primaria di redditività.
Le imprese cercano di dare risposta a 2 tipiche domande:
1. qual è la nostra attività in termini di mercato servito?
2. Chi sono i nostri clienti o quali bisogni cerchiamo di
soddisfare?
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Introduzione: modello di business
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37
Introduzione: modello di Abell
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Introduzione: modello di Abell
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Introduzione: modello di Abell
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Introduzione
L’identificazione delle risorse e delle competenze
Distinzione tra risorse e competenze:
Risorse: beni produttivi posseduti dall’impresa.
Competenze: ciò che un’impresa può fare.
Le risorse non conferiscono un vantaggio competitivo:
devono essere integrate tra loro per creare le
COMPETENZE ORGANIZZATIVE.
Queste ultime, quando messe in azione attraverso una
strategia appropriata, forniscono la base per il
vantaggio competitivo.
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La Catena del Valore di Porter
La catena del valore di Porter
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SCARSITA’
Dimensione del
vantaggio
competitivo RILEVANZA
DURATA
Profitti potenziali Mantenimento
derivati da del vantaggio TRAFERIBILITA’
risorse e capacità competitivo
REPLICABILITA’
BREVETTI&MARCHI
Acquisizione dei
rendimenti del POTERE CONTRATTUALE
vantaggio RELATIVO
competitivo
RADICAMENTO NEL
SISTEMA AZIENDALE
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L’imbuto dell’innovazione
La maggior parte delle idee innovative non si trasforma in
prodotti innovativi. Secondo alcune ricerche, solo 1 idea fra
3000 diventa un prodotto di successo nel mercato
Pagina 44
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La dimensione dell’ellisse rappresenta la valenza dei fattori di
conoscenza nella soluzione di problemi derivanti dalla specifica area
Rapporto tra
varietà informativa
e tipologie decisionali
30/05/2023
Il principio ispiratore della proposta, convalidato dagli esempi
che seguono, può essere riassunto con le parole di Berthoz:
«Spesso le decisioni non sono prese in funzione dell’interesse
personale.
Intervengono altri valori umani importanti, come le idee
religiose o politiche, il sacrificio per i figli, la legalità, la
correttezza, la giustizia, la compassione, la reciprocità, la
fiducia».
Il ruolo delle
categorie valoriali
30/05/2023
Decisioni e illusioni
Decisioni e illusioni
Decisioni e illusioni
Decisioni e illusioni
Donazione Organi
I moduli a confronto
Decisioni
Decisioni
58
Decisioni e relatività
Decisioni e relatività
Decisioni e relatività
Decisioni e relatività
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