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NEUMI A UNA NOTA

Virga (nella metrica gregoriana è sempre in battere, non sarà mai in levare, è autonoma)

Punctum quadratum (può essere autonomo, in battere ma anche in lavare)

Punctum inclinatum da solo non può stare, sono minimo due; sono sempre discendenti; deve
appoggiarsi a qualcosa che sia in grado di sostenerli (minimo virga), possono anche essere in
battere

Si possono combinare tra di loro e il risultato sarà la sequenza dei neumi tra due note: neuma
ascendente e discendente. Il neuma ascendente (PES) sono due punti quadrati uniti da una
filettatura sulla destra; si legge dal basso.
Come si trascrivono in notazione moderna? Siamo in sistema amensurale (senza battute) e i neumi
li trascriviamo con una pallina senza grafice che possano richiamare il sistema mensurale.

NEUMI A DUE NOTE

Il concetto di direzione è fondamentale:


PES
Nel caso del PES (podatus) trascriviamo con due palline vicine, dal basso verso l’alto. (o di salto o
per grado congiunto).
La prima nota di ogni neuma di almeno due note è sempre in battere.

Problema dell’episema: nel PES la prima nota è quella sotto, quindi se vogliamo episemare solo la
prima nota, il trattino lo dobbiamo mettere sotto.

[ Mora Vocis:
prolungamento delle voce, quindi la nota viene allungata (anni fa si riteneva in senso di
raddoppio, ma questo richiama il sistema mensurale, quindi non funziona). Quindi si deve fare il
prolungamento adatto al contesto.

Questo è un motivo di contrasto tra scuola tedesca (che non accettano la mora voci) e la scuola
francese (per la quale la mora voci è diventata un dogma).

Come trascriviamo la mora vocis?


2 soluzioni: se vogliamo essere attenti e fare una trascrizione letterale possiamo fare la pallina
scura con puntino (molto visibile, che vale lo stesso valore della nota), in alternativa possiamo

usare la pallina bianca che indica un valore maggiore di quella scura. ]

Bisogna tenere molto presenti le direzioni dei neumi,


in senso ascendente e discendente.

LA CLIVIS
Neuma discendente (alto-basso): neuma costituito da una virga più un punctum quadratum : LA
CLIVIS (unico neuma femminile)

Come trascriviamo la clivis? Due palline ripiene della stessa grandezza con sopra la legatura (per
indicare che le note fanno parte di un unico neuma).

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NEUMI A TRE NOTE (bidirezionali) unendo tre puncta quadrata

Neuma a tre note misto con andamento ascendente e successivamente discendente (neuma
bidirezionale): TORCULUS

Le sue note possono essere di salto o di grado. (può essere misto, se di salto è allegato con filettatura)

Come trascriviamo il torculus?


In questo caso (avendo tre note) bisogna introdurre il concetto dell’equidistanza: le tre note devono
avere la stessa distanza. Concetto applicabile dalle tre note in poi (ma anche, di prassi, su neumi a
due note).

Neuma a tre note misto con andamento discendente e successivamente ascendente: (neuma
bidirezionale): PORRECTUS

Neuma molto caratteristico: virga iniziale, collegata con un piano inclinato, con un per successivo. La
prima nota si trova tra la punta e la parte inferiore del piano inclinato. Tra le due estremità c’è la
seconda nota, mentre l’ultima è un puctum quadratum.

Le sue note possono essere di salto o di grado.

Come trascriviamo il porrectus?


Tre note equi dimensionali ed equi distanti

=> NON APPAIONO NELLA SCUOLA TEDESCA, ma presenti nella suola benedettina francese.

Episema: sta ad indicare un prolungamento del neuma o di alcune note del neuma a nostra
discrezione (a piacere). L’episema da un senso di fine della frase, come una sorta di rallentando; si da
più importanza a quelle note.

Ictus: trattino verticale che si trova sotto le note che sta ad indicare il battere (che i francesi risolvono
così per i casi particolari).
Es: nel gregoriano sillabico bisogna rispettare l’accento del testo, quindi gli episemi vanno messi da
parte; per il gregoriano melismatico e neumatico è un altro discorso.

Mora Vocis: prolungamento della voce, la nota allungata non si prolunga della metà del valore ma
viene raddoppiata (non appare nei testi tedeschi). Si tratta di una (o due) note finali. Si tratta di una
caratteristica conclusiva di una frase, semi-frase..

La prima nota di ogni neuma di almeno due note anche se non ha l’ictus in battere.

IMPRIMATUR PAPALE: Dopo l’imprimatur, la matrice non si può modificare, quindi vengono
aggiunte legature e apostrofi per correggere gli errori.
Legatura (viene tolto un quarto di stanghetta) e apostrofo (come se fosse inserito un altro quarto di
stanghetta).

Alterazioni: hanno validità fino al cambio di parola, poi cambio di stanghetta (il bequadro si usa
come ultima possibilità)

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Sono posizionate dove c’è posto. Non si fanno troppi scrupoli di posizionarle nelle immediate
vicinanze della nota che deve essere alterata.

NEUMI MONO DIREZIONALI (solo ascendenti o solo discendenti) a tre o più note.

«si tratta di un “climax” rovesciato»


neuma gregoriano che parte dal punto più alto e scende (possiede tre o più note (se ne possedesse
due si chiamerebbe clivis): CLIMACUS

È costituito da una virga, seguita da una serie di note discendenti (virga inclinata), devono essere
minimo due (possono essere di salto o misti).

Come trascriviamo il climacus?


Note equi dimensionali ed equi distanti. (La virga è sempre in battere, spesso corrisponde all’inizio del
neuma. La prima nota di ogni neuma di almeno due note è sempre in battere, si tratta di una nota un po’ più
importante, in termini teorici)

Neuma ascendente di tre o più note: SCANDICUS (neuma che ha mille volti)
SILLABAZIONE FERMA

Scandicus a tre:
(1) Punctum quadratum + (2) pes (devono essere collegati tra loro)

Scandicus a tre:
(2) Pes + (1) virga

Scandicus a quattro:
(2) Due pes

Neuma all’unisono di due punti quadrati o tre punti quadrati: BISTROFA, TRISTROFA (tre volte)
=> sillabazione ferma

Come trascriviamo bistrofa e tristrofa?


Con un pallino nero, con legature, due sotto e una sopra.

Con lo stesso principio possiamo trovare la bivirga (due virghe, è più potente, ha precedenza nella
gerarchia) o la trivirga.

Come trascriviamo bivirga e trivirga?


Con un pallino bianco

Stroficus: simile ad un punctum quadratum caratterizzato da una piccola imperfezione. Dal punto di
vista esecutivo non ha alcuna differenza con il punctum quadratum. Ad oggi non esiste, non
riusciamo a distinguerlo. (bistroficus => bivirga - tristroficus => trivirga)

LA LIQUESCENZA

La liquescenza è un segnale di attenzione per il cantore; stare attento alla pronuncia. Non fare
vocalizzi sulla n (per esempio). Quindi, in caduta, prima della sillaba successiva ci mettiamo la n.
In questi casi la liquescenza può essere d’aiuto. Ogni neuma può essere liquescente.

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Epiphonus (pes liquescente)
Cephalicus (clivis liquescente)
Ancus (climacus liquescente)

NEUMI COMPOSTI con l’aggiunta di una sola nota (punctum quadratum)


L’aggiunta di questa nota è in direzione contraria all’andamento del neuma (o all’ultimo andamento
del neuma)
È fondamentale considerare le direzioni del neuma
Se si tratta di un neuma monodirezionale si tratterà di uno scandicus (se ascendente), climacus (se
discendente)

4 note equidistanti della stessa grandezza e intensità

SCANDICUS FLEXUS: neuma ascendente con aggiunta di una nota che scende (cipresso)

CLIMACUS RESUPINUS: neuma discendente con l’aggiunta di una nota che sale

Tutti i neumi che hanno direzione ascendente però di almeno tre note (scandicus e salicus) possono
essere flessi

NEUMI BIDIREZIONALI (con aggiunta di puncutm quadratum)

Torculus resupinus: nella grafia corrente si ricorre ad un porrectus con una nota davanti
(ECCEZIONE).

Porrectus flexus: porrectus seguito da un punctum quadratum (=> sopra, sotto, sopra, sotto.)

NEUMI COMPOSTI

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