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LE SCALE MUSICALI

Si definisce Scala musicale una successione ascendente o discendente di sette note chiamate gradi comprese tra il suono iniziale e lottavo suono, il quale non che la ripetizione del primo per in posizione pi acuta o pi grave

Come costruita una scala?


 

 

Esistono diversi tipi di scale. Alla base del nostro sistema musicale c la scala diatonica, che formata dalla successione di 5 toni e 2 semitoni: pi precisamente si ha un semitono tra il 3 e il 4 grado e fra il 7 e l8 grado, e un tono fra tutti gli altri gradi (1-2, 2-3, 4-5, 5-6, 6-7). La scala di Do maggiore il modello da cui derivano tutte le altre scale. Ogni grado pu essere linizio di una nuova scala, purch la successione dei toni e dei semitoni avvenga come nella scala di Do maggiore. Ad ogni scala maggiore corrisponde la relativa minore che conserva le medesime alterazioni costanti della scala maggiore. Essa si ottiene partendo dal 6 grado della scala maggiore oppure scendendo di una terza minore (1 tono e mezzo) dalla tonica della scala maggiore.

Le scale modello


La scala di Do maggiore costituisce il modello da cui derivano tutte le altre scale maggiori. La sua relativa minore, la scala di La minore, costituisce il modello da cui derivano tutte le altre scale minori. importante notare che la scala maggiore e la sua relativa minore sono in relazione tra di loro poich sono formate dalle stesse note (per questo si dice anche che ogni scala minore somigliante alla sua relativa maggiore); tuttavia cambia la disposizione dei toni e dei semitoni: nella scala minore si ha un semitono tra il 2 e il 3 grado e fra il 5 e il 6; si ha un tono tra tutti gli altri gradi (1-2, 3-4, 4.5, 6-7, 7-8. Ogni grado pu essere linizio di una nuova scala minore, purch la successione dei toni e dei semitoni avvenga come nella scala di La minore.

I gradi della scala


 

A seconda della posizione che occupano nella scala, i gradi hanno un loro nome particolare che ne qualifica la funzione in rapporto alla scala stessa. 1 grado chiamato Tonica: la nota iniziale della scala, alla quale d il nome 2 grado chiamato Sopratonica 3 grado chiamato Mediante, Caratteristica o Modale: determina il carattere della scala, cio se maggiore o minore 4 grado chiamato Sottodominante 5 grado chiamato Dominante: per la sua posizione al centro della scala domina sugli altri gradi 6 grado chiamato Sopradominante 7 grado chiamato Sensibile: la nota pi sensibile di tutta la scala per la sua spiccata tendenza a risolvere sulla tonica; nella scala minorale naturale, dove la differenza tra il 7 e l8 grado di un tono e non di un semitono, esso chiamato Sottotonica 8 grado chiamato Tonica: identica al 1 grado ma allottava superiore

Le scale minori
  

Ogni scala maggiore ha una sua relativa minore, la quale possiede le stesse alterazioni costanti in chiave, mutando per la disposizione dei toni e dei semitoni. Nella scala minore naturale si ha un semitono fra il 2-3 grado e fra il 5-6 grado; fra tutti gli altri gradi si ha un tono. Poich fra il 7 e l8 grado si ha la distanza di un tono, il 7 grado perde il suo carattere di sensibile e quel senso di moto che lo porta a risolvere sulla tonica; pertanto si alterato il 7 grado innalzandolo di un semitono, formando la scala minore armonica, nella quale si ha un semitono fra il 2-3 grado, fra il 5-6 grado e fra il 7-8 grado, un intervallo di 2 eccedente fra il 7-8 grado e un tono fra tutti gli altri gradi. Nella scala minore melodica nel moto ascendente troviamo il 6 e 7 grado alterati di un semitono ascendente, mentre discendendo ritornano entrambi allo stato naturale. La successione dei toni e dei semitoni la seguente: moto ascendente: un tono, un semitono, quattro toni e un semitono; moto discendente: due toni, un semitono, due toni, un semitono e un tono

La tonalit


Qualsiasi brano musicale tende ad appoggiarsi durante lo svolgimento su un particolare suono, la Tonica (1 grado della scala), su cui il brano si conclude. Tale nota rappresenta il centro di attrazione di tutto il brano. Si definisce quindi tonalit latteggiarsi dei suoni in rapporto al suono fondamentale. In particolare, la tonalit la costruzione di un brano sui gradi di una determinata scala, maggiore o minore, da cui prender il nome. Poich ogni scala maggiore o minore deve avere la stessa disposizione dei toni e dei semitoni, si dovr ricorrere a delle alterazioni costanti dei gradi della scala poste in chiave; ad ogni alterazione in pi corrisponde una nuova tonalit; larmatura della chiave dunque ci indica la tonalit del brano.

Stabilito che ogni grado della scala pu essere il punto di partenza, cio la nuova tonica, di una nuova scala e sapendo che la scala cromatica dispone di 12 suoni, avremo 12 scale maggiori e 12 scale minori, pi 6 tonalit omofone o omologhe (= medesimo suono). Ricordiamo che la divisione della scala cromatica in 12 semitoni uguali nata nel 1691 con la teoria del Temperamento equabile proposta da Andreas Werckmeister. Anticamente, non essendo utilizzata la scala cromatica, la tonalit non assumeva n il significato n limportanza che assume oggi. La musica antica non era tonale, ma modale, basata, cio, sugli otto modi che ancora oggi si usano nel canto gregoriano (dorico, frigio, lidio, misolidio, ipodorico, ipoionico, ipofrigio, ipomisolidio) su cui si basava anche la costruzione delle scale musicali, la cui teoria in realt particolarmente complessa, e ha dato luogo ad accesi dibattiti e ha condotto gli studiosi fin dallantichit ad escogitare sistemi di calcolo anche matematico della struttura di una scala, precorrendo la nascita dellarmonia, che studia i rapporti fra i gradi di una scala e come essi si possono combinare per formare gli accordi.

Il circolo delle quinte




Abbiamo gi detto che per garantire la stessa disposizione dei toni e dei semitoni della scala modello occorre ricorrere a delle alterazioni costanti; tali alterazioni sono diverse per ogni scala (per esempio, per la scala di do maggiore non necessaria alcuna alterazione, per la scala di re maggiore ne sono necessarie 2, per quella di mi 4), ed diverso anche il tipo di alterazioni che occorrono (per la scala di fa maggiore, per esempio, necessario un bemolle, mentre per la scala di re maggiore sono necessari 2 diesis) e su quali gradi esse vanno poste. Esiste un procedimento per conoscere le alterazioni costanti di ogni scala (e quindi di ogni tonalit). Tale procedimento non semplicemente un metodo empirico, ma frutto anche di uno studio (e successivamente anche di dimostrazioni scientifiche) che in qualche modo collegato a quella branca della teoria musicale che larmonia, la quale si interessa dei rapporti fra i gradi di una scala e fra le tonalit.

La teoria musicale ci dice che le tonalit vicine, ovvero quelle tonalit che presentano una sola nota di differenza (la nota alterata per garantire lesatta disposizione dei toni e dei semitoni) si costruiscono su toniche che si trovano allintervallo reciproco di una quinta giusta. Per esempio una tonalit vicina a quella di do maggiore sol maggiore, la quale presenta una sola nota alterata (il fa diesis), che quindi lunica nota che differenzia la scala di sol maggiore da quella di do maggiore. Anche la scala di fa maggiore vicina a do maggiore perch presenta alterato solo il si bemolle. Quindi, per stabilire lesatta successione delle tonalit con i diesis occorrer, partendo dal do, salire di quinta giusta in quinta giusta. Per stabilire lesatta successione delle tonalit con i bemolli, occorrer, sempre partendo dal do, scendere di quinta giusta in quinta giusta. Per stabilire le alterazioni costanti di ogni scala si dovr tenere conto che nella scala di sol maggiore la nota alterata il fa diesis, mentre in fa maggiore il si bemolle: pertanto per le alterazioni che via via si aggiungeranno nelle successive scale si dovr salire di quinta giusta in quinta giusta partendo dal fa diesis per le tonalit con i diesis e scendere di quinta giusta in quinta giusta in quinta giusta partendo dal si bemolle per le tonalit con i bemolli.

Questo procedimento pu essere schematizzato in un grafico, definito circolo delle quinte. In un quadrante di orologio sono inserite in senso orario le note a partire dal Do in successione di quinte giuste. In questo modo tutte e dodici le note sono rappresentate, e in senso orario ogni nota adiacente alla sua dominante mentre in senso antiorario alla sua sottodominante. Per determinare il numero di diesis o bemolle che sono inseriti in chiave per una determinata tonalit ci si muove in senso orario per i diesis ed in senso antiorario i bemolle. Per esempio partendo dal Do maggiore, che non ha accidenti in chiave, ci spostiamo sul Sol che ha un diesis in chiave (Fa#), il Re maggiore ha due diesis (Fa# e Do#) e cos via.

La modulazione


 

Per modulazione si intende un cambio di tonalit nel corso di un brano musicale. Pu essere di due tipi: ai toni vicini o ai toni lontani. ai toni vicini quando il cambio di tonalit avviene con la differenza di una alterazione in pi o in meno rispetto alla tonalit del brano. Fra i toni vicini sono comprese anche tutte le tonalit relative minori. Quando, modulando, la differenza pi di una alterazione fra la vecchia e la nuova tonalit, la modulazione ai toni lontani. Esempio: se il brano nella tonalit di Do maggiore, si potr modulare nelle seguenti tonalit vicine: La minore, Sol maggiore, Mi minore, Fa maggiore, Re minore. Modulando in tutte le altre tonalit si avr una modulazione ai toni lontani.

La modulazione pu essere:  Passeggera: quando la nuova tonalit ha una brevissima durata  Convergente: quando, dopo una variante armonico-tonale pi o meno lunga, fa ritorno alla tonalit iniziale  Divergente: quando si porta inequivocabilmente e definitivamente su unaltra tonalit.