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Teoria & Armonia

Pi semplice che mai

By Ridolfo Luca

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Teoria & Armonia

Sommario
Prefazione....2
Introduzione.3
Le note nel pentagramma.....3
Durata delle note..4
Tempi e battute....5
Alterazioni: diesis e bemolli....5
La scala cromatica...6
Le scale maggiori.....6
Le scale minori....7
Intervalli..8
Circolo delle quinte.9
Armonizziamo la scala maggiore: come costruire gli accordi..12
Rivolti di un accordo.14
Successioni armoniche e cadenze..15
Libri consigliati..18
Conclusione19

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Teoria & Armonia

Prefazione

Questa dispensa che ho scritto un riassunto di teoria e armonia musicale, in cui vengono
spiegati concetti necessari e basilari per saper lavorare con la musica e saperla analizzare
nelle sue varie forme. Non dev'essere presa ovviamente come una guida completa, ma
semplicemente uno spunto da cui partire per un approfondimento pi mirato (nell'ultimo
capitolo troverai una lista di testi consigliati).
Ti suggerisco di affrontare questa dispensa nel seguente modo: la prima volta leggila tutta
d'un fiato. E' probabile che incontrerai alcuni termini di cui non capirai il significato; non
allarmarti, te li andr a spiegare subito dopo. Quando avrai finito di averlo letto rileggi
per capire e mettere a fuoco tutto ci che prima non ti era ben chiaro.

Cosa puoi fare con questo ebook?

Puoi tranquillamente condividere questo report con chiunque, stampare delle porzioni di
contenuto in maniera cartacea o nel tuo blog/sito, eccetto venderlo per profitto e/o
modificarne il suo contenuto.
Se vuoi riproporre il contenuto di questo testo ti sarei grato se citassi il mio nome e la
fonte da dove l'hai preso.

Ora gira pagina per iniziare il tuo nuovo percorso musicale...

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Introduzione
I suoni naturali sono Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, ovvero i tasti bianchi del pianoforte. Nel
sistema anglosassone (in verit di origine tedesca), le note vengono indicate con la lettere
dell'alfabeto: C (Do), D (Re), E (Mi), F (Fa), G (Sol), A (La), B (Si).

Le note nel pentagramma


A mio avviso importante se non obbligatorio - che tu sappia leggere le note nel
pentagramma, in modo da essere in grado di trascrivere tutto quello che senti dai tuoi
brani preferiti o nel caso tu volessi scrivere un pezzo tuo.
Per leggere le note nel pentagramma abbiamo bisogno di un punto di riferimento le
chiavi musicali - che ci dica dove sono collocate.
Le chiavi principali sono la chiave di violino (o chiave di sol) e la chiave di basso (o
chiave di fa). E' vero, esistono tante altre chiavi, per ora ti baster imparare queste due
per saper leggere e comporre pezzi originali contemporanei.

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Durata delle note


Oltre a sapere l'altezza delle note nel pentagramma, ovvero capire se un suono pi grave
o pi acuto, abbiamo bisogno anche di sapere quanto durino, ovvero quanto dobbiamo
tenerle lunghe.
Per questo compito sono state adottate delle varie simbologie grafiche proposte qui sotto.
Inoltre sappiamo che la musica non fatta solamente di suoni, ma anche di pause, e la
durata di queste la possiamo riassumere con questo schema

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Tempi e battute
Con il termine battuta o misura si intende la somma dei valori musicali contenuti fra due
stanghette verticali nel pentagramma; questa somma si sviluppa in base al tempo
stabilito.
Il tempo viene indicato all'inizio del primo rigo mediante una frazione o un simbolo
equivalente (sotto trovi vari esempi).

Alterazioni: Diesis e bemolli.


# = diesis: innalza la nota a cui fa riferimento di un semitono.
## (oppure indicato con x) = doppio diesis: innalza la nota a cui fa riferimento di 2
semitoni (o 1 tono).
= bemolle: abbassa la nota a cui fa riferimento di un semitono
= doppio bemolle: abbassa la nota a cui fa riferimento di 2 semitoni (1 tono)
= bequadro: annulla il diesis o il bemolle.

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La scala cromatica
La scala cromatica contiene 12 suoni, naturali e alterati.

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Do

Do#

Re

Re#

Mi

Fa

Fa#

Sol

Sol#

La

La#

Si

Reb

Mib

Solb

Lab

Sib

Le note che vengono chiamate con nome diverso ma hanno lo stesso suono vengono
chiamate enarmoniche (per esempio Do# - Reb).
La piu breve distanza tra due suoni della scala cromatica viene chiamato semitono (2
caselle vicine).
Due semitoni costituiscono un tono (esempio Do Re, Sol - La, ma anche Mi - Fa#).
Notare come Mi-Fa e Si-Do siano distanti un semitono.

Le scale maggiori
Per costruire le scale maggiori esiste una determinata sequenza di toni e semitoni che ci
permettono di realizzarla. E' la seguente:
Tono Tono Semitono Tono Tono Tono Semitono
Baster dunque prendere una nota di partenza, che dar il nome alla scala, per poi
costruirci sopra le altre note utilizzando lo schema appena proposto.
Esempio scala di Do Maggiore.
Do Re Mi Fa Sol La Si Do
T

ST

T ST

Legenda: T = Tono; ST = Semitono

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In allegato a questo report troverai le scale maggiori che esistono nella musica
occidentale.

Le scale minori
Ogni scala maggiore ha una propria relativa minore (e viceversa) la quale composta
dalle stesse note; la scala relativa minore costruita sul sesto grado della scala maggiore.
Per esempio, la scala relativa minore di Do maggiore La minore. Esistono varie scale
minori (melodiche, armoniche, di Bach eccecc. - sar compito tuo andare ad
approfondirle).

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Intervalli
Un intervallo la distanza tra due note. Esempio: Do Mi una terza (sempre contare
dalla prima nota presa in considerazione).
Gli intervalli di seconda, terza, sesta, settima possono essere maggiori o minori. Come
distinguerli? Prendiamo l'esempio di prima, ovvero l'intervallo Do Mi. A questo punto
per capire se un intervallo maggiore o minore bisogna considerare la seconda nota
dell'intervallo (in questo caso il Mi) e vedere se si trova nella scala maggiore o minore
della prima nota (in questo caso Do).
Sempre prendendo l'esempio appena riportato, il Mi naturale lo ritroviamo nella scala di
Do maggiore (nella scala di Do minore troviamo il Mi bemolle). Di conseguenza saremo
di fronte a un intervallo di terza maggiore.
Se un intervallo maggiore (Do - Mi) viene aumentato di un semitono, verr chiamato
aumentato (Do Mi#).
Se un intervallo maggiore viene abbassato di un semitono, diventer minore (Do Mib).
Se un intervallo minore (Do - Mib) viene aumentato di un semitono, diventer maggiore
(Do Mi).
Se un intervallo minore (Si Re) viene abbassato di un semitono, diventer diminuito (Si
Reb).

Gli intervalli di unisono (prima), quarta, quinta, ottava sono perfetti (o giusti) in quanto
non risentono del cambiamento di modo (scala maggiore / scala minore). Esempio, Do
Fa una quarta perfetta in quanto sia in Do maggiore che in Do minore possiamo trovare
questo intervallo all'interno della scala.
Se un intervallo perfetto (Do - Fa) viene abbassato di un semitono, diventer diminuito.
(Do Fab )
Se un intervallo perfetto (Do - Fa) viene aumentato di un semitono, diventer aumentato.
(Do - Fa#)

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Circolo (o Ciclo) delle quinte


Il ciclo delle quinte uno dei modi pi usati per riassumere tutto quello che ti ho spiegato
fin'ora a proposito delle scale.
E' importante sapere a memoria quanti e quali alterazioni ogni scala possiede.
Trovo molto utile ricordarsi queste due sequenze di note:
1. Fa Do Sol Re La Mi Si
2. Si Mi La Re Sol Do Fa

[piccolo trucchetto: basta che ne impari una, l'altra semplicemente il suo inverso]

La prima sequenza indica la serie dei diesis che vengono posizionati in armatura (ovvero
dopo il simbolo della chiave).La seconda sequenza indica la serie di bemolli.

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Qui sotto il cosidetto circolo delle quinte.

Un altro trucco per individuare il nome della tonalit il seguente: per le tonalit
maggiori aventi in armatura dei diesis, l'ultimo diesis il settimo grado della scala.

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Nell'esempio qui sopra ci troviamo in Re maggiore (o la sua relativa minore, Si minore,


dipende da come si svolge il brano); l'ultimo diesis in armatura un Do#, settimo grado
di Re maggiore.

Invece, per le tonalit maggiori aventi in armatura dei bemolli, il penultimo bemolle
indica la tonalit.

Nell'esempio riportato qui sopra ci troviamo in Mib maggiore ( o la sua relativa minore,
Do minore); il penultimo bemolle in armatura Mi bemolle, quello che dar il nome alla
scala.

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Armonizziamo la scala maggiore: come costruire gli accordi


Ogni nota della scala maggiore identifica un grado della scala espresso mediante numero
romano. Nell'esempio preso in esame siamo in Do maggiore, ma questo valido per le
altre scale maggiori in qualsiasi tonalit.

Se sovrapponiamo ad ogni grado due note in pi distanti una terza tra loro otterremmo
differenti tipologie di triadi (triade = gruppo di tre note). Queste triadi sono mostrate
nell'esempio qui sotto. Se noi analizziamo gli intervalli tra le note:

una triade maggiore ha una terza maggiore e una quinta perfetta (es. Do-Mi-Sol:
Do-Mi= terza maggiore, Do-Sol quinta perfetta)
una triade minore ha una terza minore e una quinta perfetta
una triade diminuita ha una terza minore e una quinta diminuita

Naturalmente avrai sempre la stessa sequenza di accordi nelle altre tonalit.

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Possiamo aggiungere un altra nota alla triade, sempre una terza sopra, ottenendo cosi
delle quadriadi.

Ricordati:

Nel primo e nel quarto grado abbiamo un accordi di settima maggiore


nel II III VI grado abbiamo degli accordi di settima minore
nel quinto grado abbiamo un accordo di settima di dominante
nel settimo grado abbiamo un accordo semidiminuito.

Anche in questo caso, la sequenza mostrata qui sopra sar valida per tutte le dodici
tonalit maggiori. Questo concetto vitale per imparare a capire come le canzoni sono
strutturate.
Naturalmente se prendiamo in considerazione una tonalit minore, avremo una casistica
diversa, in particolare la sequenza dei vari tipi di triadi e di quadriadi sar diversa (lascio
a te il compito di approfondire questo caso).

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Rivolti di un accordo
Armonizzando i gradi della scala nel capitolo precedente abbiamo ottenuto degli accordi
in stato fondamentale, ovvero una triade composta da terze sovrapposte.

Se noi disponessimo gli stessi suoni facenti parte di un accordo per utilizzando un
ordine diverso da quello presente nello stato fondamentale otterremmo un rivolto
dell'accordo. Piu precisamente, otteniamo un rivolto quando portiamo la nota pi grave
un' ottava sopra. Pertanto, nel caso della triade di do maggiore, se portiamo il do
un'ottava sopra otteniamo una triade in primo rivolto; a questo punto se portiamo anche il
Mi un'ottava sopra otterremmo una triade in secondo rivolto.

Nota come il numero dei rivolti + stato fondamentale sia uguale al numero delle note che
compongono l'accordo, se siamo in presenza di una triade avremo 2 rivolti + la triade in
stato fondamentale, se abbiamo una quadriade 3 rivolti + stato fondamentale e cosi
dicendo.

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Successioni armoniche e cadenze


Volevo chiudere questo report parlandoti delle successioni armoniche e le cadenze che
spesso vengono utilizzate nella musica di oggi; naturalmente poi star a te approfondire il
tutto studiando e analizzando i vari brani, leggendo anche i manuali consigliati
nell'ultimo capitolo.

Iniziamo affermando che ogni grado della scala pu essere un grado di:

riposo
preparazione (alla tensione)
tensione

cosa significa? Ti faccio un esempio, prendiamo un brano a caso, il tuo brano preferito.
Se lo ascoltiamo meglio noteremo una parte in cui non succede niente di speciale, quella
sar la parte di riposo. Man mano che la canzone si sviluppa, si integrano nuovi strumenti
che prima non c'erano e qui saremo in una fase di preparazione; questa culmina in un
punto di tensione, spesso identificato con il ritornello della canzone. Ad un certo punto il
ritornello si concluder e ritorneremo in uno stato di riposo
La stessa cosa avviene a livello armonico. Abbiamo il I grado che un grado di
preparazione, il VI-IV-II che sono dei gradi di preparazione e il VII-V che sono dei gradi
di tensione.

[non ho messo il III grado; questo un grado un po' ambiguo, pu essere sia di
preparazione che di riposo, essendo la triade che si viene a formare sopra questo un
prolungamento del primo grado]

Di conseguenza anche i gradi (e gli accordi armonizzati sopra questi) seguiranno lo


schema: riposo preparazione tensione riposo.
E' vero, incontrerai durante l'analisi dei brani delle eccezioni, c' ne sono moltissime; ad
ogni modo tutto si riconduce a quello che ti ho spiegato qui sopra.
Qui sotto ti fornisco una tabella con vari esempi di successioni armoniche che gi puoi
utilizzare nelle tue composizioni/produzioni.

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Ti consiglio di abituarti fin da subito a leggere i gradi con i numeri romani, in quanto poi
riuscirai a trasportare pi facilmente gli esempi delle successioni armoniche in qualsiasi
tonalit.

Progressione

Esempio in Do maggiore

I-IV

C-F

I-V

C-G

I-IV-V

C-F-G

I-IV-V7

C-F-G7

I-IV-I-V

C-F-C-G

I-IV-I-V7

C-F-C-G7

I-IV-V-IV

C-F-G-F

I-V-vi-IV

C-G-Am-F

I-ii-IV-V

C-Dm-F-G

I-ii-IV

C-Dm-F

I-vi-ii-V

C-Am-Dm-G

I-vi-IV-V

C-Am-F-G

I-vi-ii-IV-V7

C-Am-Dm-F-G7

I-vi-ii-V7-ii

C-Am-Dm-G7-Dm

IV-I-IV-V

F-C-F-G

ii7-V7-I

Dm7-G7-C

I-IV-I-V7-IV-I

C-F-C-G7-F-C

I-IV-viii-iii-vi-ii-V-I

C-F-Bdim-Em-Am-Dm-G-C

Naturalmente tutte queste finiscono e reiniziano con il primo grado. Di conseguenza il IIV-V andr verso un primo grado, esempio: I-IV-V-I

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Per concludere questo capitolo volevo parlarti di cadenze, ovvero di come possiamo
concludere armonicamente una frase musicale, passando dalla tensione al riposo.
Di queste cadenze ne esitono di vari tipi (qui sotto ti elenco quelli principali):

Cadenza perfetta: quella pi usata ed la strada per arrivare a casa pi


velocemente; questa composta dal V grado che va sul I (esempio in Do
maggiore: G C)
Cadenza plagale: meno forte rispetto a quella perfetta; IV-I (esempio in Do
maggiore: F C)
Cadenza imperfetta: V-I dove il I in stato di primo rivolto
Cadenza sospesa: la successione armonica conclude con un V grado, lasciando un
senso di sospensione (come dice il nome stesso)
Cadenza d'inganno: V-VI

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Libri Consigliati
Naturalmente il tuo percorso di studi musicali appena iniziato con questo report
gratuito, ma ti invito veramente ad approfondirlo acquistando e studiando i seguenti libri,
per avere una panoramica migliore del mondo della composizione e dell'analisi musicale.

Luigi Rossi, Teoria Musicale Ed. Carrara


Bruno Coltro, Lezioni di Armonia Complementare Zanibon
Walter Piston, Armonia EDT
Mark Levine, The Jazz Theory Book - Edizioni Curci

Ti consiglio di leggerli nell'ordine in cui li ho scritti. Ti ho consigliato anche un libro di


armonia jazz. Lo so, tu probabilmente non fai jazz, ma tutta l'armonia presente nei brani
di oggi (si, anche se fai dance-elettronica) viene dall'armonia jazz ed in primis
dall'armonia classica. ;-)

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Conclusione
Spero di averti introdotto nel modo pi semplice possibile nel mondo delle regole che
sono alla base della musica. Dopo aver letto questo testo qui sono sicuro che guarderai
tutti i brani con un occhio diverso. Mi ricordo un ragazzo che era venuto a fare lezione
da me una giornata; dopo avergli spiegato quello che hai appreso anche tu in questo testo
mi venne chiesto: ma allora se la musica segue queste semplici regole qui come si fa a
fare brani sempre nuovi?.. probabilmente anche tu ti sei posto una domanda simile e
dunque colgo l'occasione prima di salutarti per risponderti.
La musica durante il suo corso ha avuto varie correnti, vari modi di essere interpretata
ed estesa, mediante l'uso di nuove concezioni armoniche e nuovi strumenti (vedi i
sintetizzatori, ma non solo, alcuni legni come il sax sono stati inventati nell 1800).
Ricordati, per comporre musica nuova in modo veramente valido bisogna conoscere tutto
quello che stato prima creato.

Buona musica,
Ridolfo Luca

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