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Appunti di teoria ed armonia musicale parte 1

Pubblicato il 28 gennaio 2013 di silviorelandini


Molti dimenticano che la tecnologia musicale offre strumenti per manipolare le informazioni
musicali costituenti uno dei linguaggi pi complessi che luomo riuscito a formulare. Come ogni
linguaggio anche quello musicale si basa sulla correlazione tra semantica (significato) e sintassi
(regole). Approfitto della richiesta di alcuni lettori del blog per iniziare da oggi la scrittura di alcuni
articoli dedicati ad argomenti musicali di carattere teorico. Sicuramente esistono trattati pi
esaurienti in materia, ben conosciuti a chi studia musica e pertanto consiglio a chi volesse
approfondire lo studio di dare unocchiata allelenco di libri che collocher a conclusione di questo
iter. Buona lettura e ben vengano suggerimenti e critiche.
La Musica unarte che deriva dalla successione ritmica dei suoni, della melodia e della loro
combinazione simultanea. Sia che questi suoni giungano al nostro orecchio successivamente o
simultaneamente, vengono a trovarsi tra loro in determinati rapporti. Gli elementi costitutivi della
musica pertanto sono la melodia, il ritmo, larmonia.
Per melodia si intende la successione di pi suoni di differente altezza e durata.
Il ritmo determinato dal rapporto di tempo intercorrente tra i vari suoni percepiti
successivamente dal nostro orecchio.
LArmonia la scienza e larte che studia la genesi e la concatenazione degli accordi.
La melodia e larmonia hanno unorigine comune, le stesse tendenze e la stessa importanza.
Unendo simultaneamente i suoni di cui formata una melodia si possono formare successioni
armoniche e dalla disposizione successiva e simmetrica dei suoni che compongono gli accordi si
pu ricavare una melodia.
Larmonia viene ripartita in 3 generi: diatonica, cromatica, enarmonica.
Larmonia diatonica si basa sui modi maggiore e minore e studia gli accordi consonanti e tutti
quelli dissonanti di 3, 4, 5, 6, 7 suoni.
Larmonia cromatica si occupa delle alterazioni di uno o pi suoni negli accordi diatonici.
Larmonia enarmonica si occupa del vario aspetto sotto il quale pu essere considerato uno
stesso suono o uno stesso accordo. In altri termini la sostituzione di un accordo mediante un altro
omofono ma non omologo, cio avente gli stessi suoni ma non lo stesso nome. Tale sostituzione
cambiando lessenza dellaccordo produce risoluzioni impreviste che portano in tonalit lontane da
quella di partenza.

Lelemento base dellarmonia lintervallo che rappresenta la distanza tra due suoni. Nel nostro
sistema temperato lottava giusta divisa in 12 parti uguali chiamati semitoni che possono essere
di due specie:

semitono cromatico, quello che passa tra due suoni aventi lo stesso nome

semitono diatonico, quello che passa tra due suoni aventi nome differente

Lunione di due semitoni di diversa specie (uno cromatico e laltro diatonico o viceversa) forma il
tono.

Gli intervalli possono essere di due specie:


1. intervallo melodico: i due suoni vengono emessi in successione
2. intervallo armonico: i due suoni vengono emessi contemporaneamente

Lintervallo costituito da suoni tratti dalla scala.


La scala una successione di suoni procedenti per grado congiunto i quali si trovano in
determinati rapporti di distanza con un suono base che serve come punto di partenza e che viene

denominato tonica. I suoni costituenti la scala vengono chiamati gradi della scala. La scala pu
essere di due specie:

scala diatonica: si ha quando la scala procede per toni e semitoni che si alternano
secondo un ordine prestabilito. La scala diatonica pu essere maggiore o minore.

Scala cromatica: si ha quando la scala procede per soli semitoni, sia diatonici che
cromatici e pu svolgersi sia in senso ascendente che discendente.

La scala cromatica pu salire o scendere sia per diesis che per bemolli indifferentemente.
I sette suoni della scala diatonica sono chiamati gradi della scala e generalmente vengono indicati
con i numeri romani. Essi sono: tonica, sopratonica, mediante (o nota caratteristica),
sottodominante, dominante, sopradominante, sensibile.

Si parla di sensibile quando la distanza tra il settimo grado e la tonica pari ad un semitono.
Quando tale distanza un tono il VII grado viene chiamato VII grado minore.
A seconda del differente criterio con il quale vengono considerati, gli intervalli possono distinguersi
in diatonici, cromatici, consonanti, dissonanti, enarmonici.
Gli intervalli diatonici sono quelli formati da due suoni appartenenti a una scala diatonica la cui
tonica rappresentata dal pi basso dei due suoni che formano lintervallo.

Gli intervalli cromatici sono quelli formati da due suoni di cui quello inferiore viene considerato
come tonica di una scala diatonica e quello superiore, non rientrando fra i suoni di quella scala
perch alterato, viene considerato come se facesse parte di una scala cromatica.

Il nome di un intervallo diviso in due parti: terza maggiore. La prima parte si trova contando il
numero di note costituenti lintervallo (do-mi una terza per via delle note do-re-mi) mentre la
seconda parte determinata mediante un confronto con la scala maggiore formata a partire dalla
nota pi grave costituente lintervallo.
A seconda della distanza calcolata soltanto in gradi, lintervallo viene denominato di seconda,
terza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava.

Se lampiezza di un intervallo non supera lottava lintervallo viene definito semplice mentre in caso
contrario composto.

Gli intervalli consonanti sono quelli che danno lidea di riposo producendo unimpressione di
suoni che stanno bene insieme e che riescono gradevoli allorecchio. Gli intervalli consonanti sono:

unisono

terza maggiore

terza minore

quarta giusta

quinta giusta

sesta maggiore

sesta minore

ottava

Gli intervalli dissonanti sono quelli che danno lidea di movimento. Sono tutti quelli non
compresi tra i consonanti:

seconda

settima (di qualsiasi specie)

intervalli aumentati

intervalli diminuiti

La cosidetta risoluzione di un intervallo dissonante consiste nel passare da un intervallo dissonante


ad un altro intervallo consonante.
Gli Intervalli enarmonici sono quelli che pur differendo tra loro per il diverso nome con il quale
vengono chiamati i suoni che li compongono costituiscono in realt gli stessi suoni.

Il rivolto di un intervallo consiste nellinvertire lordine dei suoni che lo compongono. Indicando
gli intervalli compresi nellottava con una serie di numeri (da 1 a 8) e il rispettivo rivolto con
unaltra serie di numeri inversa (da 8 a 1), sovrapponendo le due serie avremo che la somma
dellintervallo e del rispettivo rivolto dar sempre il numero 9.

Nellintervallo rivoltato oltre che cambiare il numero dei gradi intermedi cambia anche il numero
dei toni e dei semitoni e quindi anche il nome.

Gli intervalli maggiori rivoltati diventano minori e viceversa.


Gli intervalli eccedenti rivoltati diventano diminuiti e viceversa.
Gli intervalli giusti rivoltati rimangono tali.
Per effetto del sistema temperato avviene spesso che suonando al pianoforte due intervalli diversi
sulla carta essi risultano uguali: per esempio la seconda eccedente e la terza minore. In questi casi
si dice che un intervallo lequivalente armonico dellaltro. Anche le singole note possono
essere equivalenti enarmonici (Fa# e Solb) come anche le tonalit (RebM e Do#M).
laccordo la combinazione di due o pi intervalli armonici. Ognuno dei suoni di cui formato
prende il nome di parte. Il nome pi basso prende il nome di nota fondamentale o basso
fondamentale. Nel caso dei rivolti, quando la nota fondamentale si trova in una delle parti
superiori piuttosto che in quella pi grave, la nota che nel basso chiamata nota del basso. Se
laccordo allo stato fondamentale la nota del basso e la fondamentale dellaccordo sono costituite
dalla stessa nota.
Gli accordi si distinguono in varie categorie a seconda del criterio con il quale vengono considerati
ovvero relativamente al numero di suoni che li compongono oppure alla specie degli intervalli di
cui sono formati.
A seconda del numero di suoni di cui sono composti si possono avere accordi di 3, 4, 5, 6, 7 suoni.
Nellarmonia tonale e modale laccordo generato dalla sovrapposizione di terze successive su una
nota base; le terze possono essere al massimo sei.

A seconda della specie degli intervalli di cui sono composti gli accordi si distinguono in diatonici,
cromatici, consonanti, dissonanti.
Gli accordi diatonici sono quelli formati di tutti intervalli diatonici.
Gli accordi cromatici sono quelli formati di uno o pi intervalli cromatici.
Gli accordi consonanti sono quelli formati di tutti gli intervalli consonanti.
Gli accordi dissonanti sono quelli formati di uno o pi intervalli dissonanti.

Appunti di teoria ed armonia musicale parte 2


Pubblicato il 29 gennaio 2013 di silviorelandini
Triade: accordo di 3 suoni (chiamati componenti dellaccordo) che si ottiene sovrapponendo due
terze. I tre suoni si chiamano fondamentale, terza, quinta, indipendentemente dalla posizione in
cui si presentano. La triade si distingue in quattro specie (maggiore, minore, aumentata, diminuita)
e pu essere allo stato fondamentale, in primo e in secondo rivolto, in prima, seconda e terza
posizione, in disposizione lata o stretta. Ogni accordo della scala pu essere usato come
fondamentale di una triade. La classificazione delle triadi su ogni grado della scala di Do maggiore

e La minore naturale, armonica e melodica la seguente (M = maggiore, m = minore, A =


aumentata, d = diminuita):

A partire da una fondamentale data:

una terza minore su una terza maggiore d origine ad una triade maggiore

una terza maggiore su una terza minore d origine ad una triade minore

due terze maggiori sovrapposte formano una triade aumentata

due terze minori sovrapposte formano una triade diminuita

Nelle triadi maggiori e minori lintervallo tra la fondamentale e la quinta una quinta giusta (Vg);
nelle triadi eccedenti tale intervallo una quinta eccedente (Va); nelle triadi diminuite tale
intervallo una quinta diminuita (Vd).

Una triade :

in stato fondamentale quando la sua fondamentale la nota pi grave dellaccordo

in primo rivolto quando la nota pi grave la terza

in secondo rivolto quando la nota pi grave la quinta.

Nella composizione di un brano musicale, usando un numero di voci superiore alle tre occorre
raddoppiare uno dei suoni componenti le triadi.
Nellarmonizzazione a 4 voci si rende necessario il raddoppio di una delle parti reali delle triadi. La
fondamentale viene raddoppiata a preferenza delle altre e non pu essere mai omessa essendo la
base sulla quale riposa laccordo e dalla quale laccordo stesso ha origine.

La terza generalmente non viene raddoppiata specialmente quando forma una terza maggiore con
il basso. In generale non viene omessa perch quella che caratterizza laccordo maggiore o
minore.

Spesso per il raddoppio della terza pu essere necessario e talvolta inevitabile perch salva da
errori pi gravi.

La quinta pu essere raddoppiata e pu anche essere omessa. Lomissione della quinta negli
accordi consonanti giustificata dal fatto che pur mancando nellaccordo essa viene percepita
(seppur debolmente) fra gli armonici dati dalla fondamentale dellaccordo stesso. Volendo
omettere la quinta generalmente si triplica la fondamentale oppure (poco preferibile) si
raddoppiano la fondamentale e la terza).

Laccordo viene indicato mediante numeri posti sul basso fondamentale.

Uno o pi numeri posti sul basso e seguiti da una o pi linee rette orizzontali indicano che
laccordo, a cui quei numeri corrisponde, va mantenuto su tutte le note sulle quali passa quella
linea.

Quando un numero seguito da una linea orizzontale:

le parti superiori possono restare ferme

possibile cambiarne a piacere le posizioni

Talvolta il numero viene posto sopra una pausa del basso e la linea viene prolungata sopra la nota
che segue la pausa stessa: in tal caso laccordo relativo a quella nota deve essere collocato sulla
pausa e siccome in quel momento la parte pi bassa dellaccordo funziona da basso dellaccordo
stesso, quando ci avviene in principio del brano quella nota deve essere la tonica.

Un numero sbarrato da una linea indica che lintervallo rappresentato da quel numero diminuito.
Un segno di alterazione, senza il numero, posto sopra la nota del basso si riferisce sempre alla terza
dellaccordo.

Posizione lata: i componenti dellaccordo sono distanziati in maniera tale che tra luno e laltro
sarebbe possibile intercalare altri suoni sempre dello stesso accordo.

Posizione stretta: i suoni componenti laccordo sono ravvicinati in maniera che tra luno e laltro
non possibile intercalare altri suoni sempre dello stesso accordo.

Appunti di teoria ed armonia musicale parte 3


Pubblicato il 31 gennaio 2013 di silviorelandini
Estensione delle voci del soprano, contralto, tenore, basso.

Posizioni melodiche: si hanno le diverse posizioni melodiche quando una piuttosto che laltra
delle note componenti laccordo si trova nella parte estrema superiore (la pi acuta).

La successione di due o pi accordi determina un movimento di suoni che pu essere considerato


secondo due aspetti diversi: quello melodico e quello armonico. Ognuno dei suoni che forma
laccordo costituisce una parte sia che tale suono venga eseguito da una voce che da uno strumento.
Moto melodico: il passaggio da un suono allaltro nella stessa parte; i suoni si susseguono
ritmicamente in ordine di tempo e sono vincolati tra loro da un nesso logico e strutturale.

Moto armonico: linsieme di due o pi moti melodici. Pu essere di tre specie:

moto retto: quando due o pi parti procedono nella stessa direzione ovvero salgono o
scendono insieme compiendo o non gli stessi salti.

moto obbliquo: quando una o pi parti sono ferme mentre una o pi parti si muovono.

moto contrario: quando due parti procedono in direzione opposta ovvero una sale e
laltra scende o viceversa.

Successione armonica: un accordo succede ad un altro secondo determinate regole.


Il rapporto dellaccordo con la scala, dato dalla posizione dello stesso accordo allinterno della
tonalit, indicato dal grado della scala che costituisce la fondamentale che identifica la funzione
dellaccordo.

Se due triadi hanno una o pi note in comune queste saranno ripetute dalle stesse voci mentre le
altre andranno sulle note rimanenti dellaccordo compiendo il minore spostamento possibile
(movimento per grado congiunto). Lunica eccezione la successione II V nella quale non si
ripete la nota comune.

Se due triadi non hanno note in comune le tre voci superiori si muovono nella direzione opposta a
quella del basso sempre compiendo il minimo spostamento possibile (grado congiunto). Esiste
uneccezione: nella successione V VI la sensibile sale alla tonica mentre le altre voci scendono alla
posizione pi vicina allaccordo. Nella triade di VI si raddoppia la terza invece della fondamentale.

Se la fondamentale si ripete meglio cambiare almeno due delle voci superiori per ottenere
maggiore variet.

Il passaggio da parti late a parti strette un buon metodo per ottenere una nuova nota per il
soprano indipendentemente dal fatto che la fondamentale resti la stessa nota oppure cambi.

Luso occasionale di una triade senza quinta, generalmente costituita da tre fondamentali e una
terza, pu servire a migliorare la linea del soprano. Lomissione della terza sconsigliabile perch
ne deriva un effetto sonoro della quinta vuota piuttosto povero.

Un altro mezzo che permette di ottenere una maggiore scelta di note per il soprano il raddoppio
della terza o della quinta invece della fondamentale. Generalmente si preferisce un accordo
costituito da fondamentale, quinta e due terze a uno formato da due fondamentali e due terze.
Quando la sensibile la terza del V si deve evitare di raddoppiarla mentre pu essere raddoppiata
quando la quinta del III.

Appunti di teoria ed armonia musicale parte 4a


Pubblicato il 11 marzo 2013 di silviorelandini
Salti usati e proibiti nel moto melodico
Nel moto melodico ovvero passando da un suono allaltro nella stessa parte e specialmente per le
voci pi che per gli strumenti, bisogna evitare di compiere tuti quei salti che sono di difficile
intonazione. I salti permessi sono:

semitono cromatico

la seconda maggiore e minore (semitono diatonico)

la terza maggiore e minore

la quarta giusta

la quinta giusta

la sesta minore (preferibilmente in senso ascendente)

lottava giusta (preferibilmente in senso ascendente)

Tutti gli altri salti sono proibiti.


Bisogna evitare di compiere due salti consecutivi la cui somma dia per risultato un salto proibito e
in particolare due salti uguali.

Con valori musicali grandi il salto viene tollerato purch la quinta aumentata risolva salendo di un
semitono diatonico.

Bisogna evitare due salti di quarta giusta la cui somma d un intervallo di settima minore.

Bisogna evitare due salti di quinta giusta la cui somma d un intervallo di nona maggiore.

In ogni modo i salti di settima e di nona proibiti con valori musicali piccoli vengono tollerati
quando i valori musicali sono grandi e specialmente se si trovano nella parte del basso.

Alcuni salti vengono ammessi purch la parte che li compie proceda melodicamente e specialmente
quando il salto va a cadere sulla sensibile che risolve a sua volta sulla tonica ( preferibile che tale
salto proibito abbia luogo in senso discendente).

La somma di due salti pu produrre un salto proibito. Tali errori possono essere corretti in due
modi a seconda che il salto proibito si effettui in senso ascendente oppure discendente.

se il salto ha luogo in senso ascendente si sostituisce la nota intermedia con unaltra nota
che si trovi una seconda sopra quella sulla quale il salto stesso termina.

se il salto ha luogo in senso discendente si sostituisce la nota intermedia con unaltra nota
che si trova una seconda sotto a quella sulla quale il salto stesso termina.

Esistono alcune successioni melodiche che pur non contenendo salti proibiti devono essere evitate
perch la melodia risulta contorta e poco spontanea. Questo avviene:

quando unalterazione ascendente, che potrebbe essere considerata come una sensibile, non
risolve salendo.

quando unalterazione discendente, che potrebbe essere considerata come un quarto grado,
non risolve scendendo.

Appunti di teoria ed armonia musicale parte 4b


Pubblicato il 19 marzo 2013 di silviorelandini
Esistono due specie di false relazioni:

di ottava

di tritono (intervallo di quarta aumentata (3 toni)

La falsa relazione di ottava consiste nellalterare un suono in una parte diversa rispetto a quella
dove tale suono era stato udito non alterato nella parte immediatamente prima.

La falsa relazione di ottava costituisce un certo pericolo nella intonazione solo per le voci e quando
sono sole mentre quando sono accompagnate da strumenti tale pericolo viene attenuato. Per un
brano per soli strumenti inutile parlare di falsa relazione di ottava. La falsa relazione di ottava si
corregge facilmente alterando il suono nella stessa parte che lo aveva eseguito non alterato.

E possibile anche evitare la falsa relazione di ottava facendo procedere le parti per grado congiunto
specialmente in senso discendente anche se viene tollerata quando una qualsiasi delle due parti
procede per grado congiunto in senso ascendente.

Nella musica moderna la falsa relazione di ottava non viene pi evitata.


La falsa relazione di tritono consiste nellimmediata successione del settimo e del quarto grado in
due parti diverse quando si passa dal V al IV o viceversa senza accordi intermedi e quando si passa
dal IV al III o viceversa senza altri accordi intermedi.

Quando entrambi le parti procedono di un tono e distano tra loro di una terza maggiore si ha la
falsa relazione di tritono.

La falsa relazione di tritono non ha luogo quando le due parti pur essendo tra loro a distanza di una
terza maggiore procedono ciascuna di un semitono.

Alcune false relazioni di tritono vengono permesse quando la successione di accordi determina una
cadenza.

In senso discendente la durezza del tritono minore.

La falsa relazione di tritono che avviene nel modo minore tra il II e il VI alterato permessa.

La relazione di tritono resta proibita nel modo maggiore e minore tra il quarto e il settimo grado.
La falsa relazione di tritono pu essere determinata anche dalla somma di pi salti precedenti per
grado congiunto sia in senso ascendente che discendente.

Nella musica moderna di questa falsa relazione non si tiene pi conto.


Appunti di teoria ed armonia musicale parte 5
Pubblicato il 13 aprile 2013 di silviorelandini
Errori armonici nel movimento delle parti

Nel moto armonico passando da un accordo allaltro possono aver luogo speciali errori denominati
quinte, ottave, unisoni di seguito e relazioni di quinta, di ottava e di unisono. Nel concatenare fra
loro due accordi vietato passare per moto retto.
1) da un intervallo di quinta giusta a un altro di quinta giusta (d la sensazione di due tonalit
differenti non convenientemente collegati tra loro, come se si passasse immediatamente da una
tonalit allaltra).

2) da un intervallo di ottava giusta ad un altro di ottava giusta (si impoverisce larmonia)

3) da un unisono ad un altro unisono

E permesso passare da un intervallo di quinta giusta ad uno di quinta diminuita, preferibilmente


se tale successione avviene in senso discendente, purch non sia fra le parti estreme. I seguenti
esempi sono permessi perch la successione non ha luogo tra le parti estreme.

E permessa la successione di due e pi quinte diminuite di seguito, sia in senso ascendente che
discendente, perch rappresentano intervalli di quarta aumentata.

Talvolta le successioni armoniche di quinte o di ottave non hanno luogo consecutivamente ma a


distanza ovvero divise luna dallaltra da una o pi note ed anche in questo caso tali successioni
costituiscono errore.

Gli errori armonici di quinte e di ottave non vengono eliminati cambiando la posizione melodica di
un accordo o cambiandone la forma (cio da fondamentale a rivolto o viceversa). Per evitare tali
errori bisogna effettuare lo scambio di parti. Sono proibite anche due o pi quinte o due o pi
ottave di seguito per moto contrario.

Quando per nella conclusione di una frase o di un periodo una melodia procede dalla dominante
alla tonica permesso fare le ottave per moto contrario fra la melodia e il basso perch qualsiasi
altro ripiego sminuirebbe leffetto o lassenza della cadenza.

Due quinte o due ottave per moto obliquo non costituiscono errore.
Tutte le precedenti successioni prendono il nome di quinte, ottave, unisoni di seguito. Quando
invece si passa per moto retto da un qualsiasi intervallo (che non sia di quinta, da un intervallo (che
non sia di ottava) a un intervallo di ottava, da un intervallo (che non sia di unisono) ad uno di
unisono, tali successioni prendono il nome di relazioni di quinta, di ottava, di unisono oppure
quinte, ottave, unisoni nascosti. Queste successioni sono tollerate quando hanno luogo fra le parti
medie e sono vietate fra le parti estreme.
Le quinte e le ottave nascoste non hanno luogo per moto contrario.
E vietato far succedere immediatamente in due parti differenti due suoni dello stesso nome di cui il
primo naturale alla tonalit e il secondo alterato o viceversa.

Talvolta non possibile colmare i vuoti in entrambe le parti perch una delle due non compie salti
ma procede per grado congiunto.

In tal caso la quinta e lottava nascosta determinata dal primo dei due suoni reali nella parte che
procede per grado congiunto e dallultimo di quelli nascosti nellaltra.

Le quinte e le ottave nascoste non hanno luogo per moto contrario. Similmente anche per moto
obliquo non hanno luogo quinte n ottave nascoste.

Esempi di relazioni di quinta, di ottava e di unisono negli accordi di tre suoni:

parte 6
parte 1
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Appunti di teoria ed armonia musicale parte 6


Pubblicato il 23 aprile 2013 di silviorelandini
Nel moto retto se due voci si mantengono alla stessa distanza si dice che esse procedono in moto
parallelo.
Intervalli paralleli da evitare.

Le quinte e le ottave parallele devono essere evitate tra tutte le coppie di voci. Si devono anche
evitare intervalli consecutivi di dodicesima, di unisono e di ottava e viceversa. Le quarte parallele
sono consentite in presenza di terze parallele inferiori.

La sensibile si distingue da qualsiasi altra nota della scala diatonica per la sua tendenza ad una
risoluzione melodica verso la tonica. Nelle successioni V-I e V-VI quando la sensibile nellaccordo
di V al soprano essa dovr risolvere alla tonica nel secondo accordo. Se la sensibile in una parte
interna si potr scegliere tra farla salire alla tonica o farla scendere.
Lintervallo tra la sensibile e il quarto grado, quarta eccedente in senso discendente, chiamato
tritono poich costituito da 3 toni interi; in senso ascendente costituisce una quinta diminuita.

Quando due voci salgono per moto retto la voce pi grave non dovrebbe andare ad una posizione
pi alta di quella appena lasciata dalla voce pi acuta (per il movimento discendente vale la regola
inversa). Questa regola proibisce anche di andare su un unisono o di uscirne per moto retto (
accettabile il caso particolare in cui dalla sensibile il tenore va alla tonica e lo stesso fa il basso dalla
dominante). E bene evitare che tutte le parti si muovano nella stessa direzione quando le triadi
sono in stato fondamentale.
Eccezioni alle regole quando ci sono le relazioni di quinta, di ottava e di unisono:

ammessa la relazione di ottava giusta o di unisono per moto retto quando delle due parti
che formano la relazione quella superiore sale di grado (tono o preferibilmente semitono)

mentre quella inferiore sale compiendo un salto qualsiasi ma preferibilmente di quarta


giusta).

ammessa la relazione di quinta giusta per moto retto quando delle due parti che formano
la relazione quella superiore scende di grado (tono o preferibilmente semitono) mentre
quella inferiore scende compiendo un salto qualsiasi ma preferibilmente di quarta giusta.

ammessa la relazione di quinta giusta per moto retto quando delle due parti che formano
la relazione quella superiore compie il movimento: tonica, sopratonica, mediante, mentre
quella inferiore compie il movimento mediante, dominante, tonica.

ammessa la relazione di quinta per moto retto quando questa ha luogo tra le parti di uno
stesso accordo che cambia posizione.

parte 7
parte 1
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Appunti di teoria ed armonia musicale parte 7


Pubblicato il 8 maggio 2013 di silviorelandini
Le voci differiscono tra loro per lestensione e il carattere e si distinguono in maschili, femminili e
voci bianche.
Le voci maschili, dalle pi gravi alle pi acute, sono:

il basso (voce pi bassa di tutte)

il baritono, la cui estensione una terza pi alta di quella del basso

il tenore, la cui estensione una terza pi alta di quella del baritono.

Le voci femminili dalle pi gravi alle pi acute sono:

il contralto

il mezzo soprano

il soprano.

Le voci bianche sono le voci dei fanciulli prima della pubert.


La tessitura di una voce quello spazio nel quale ogni voce canta spesso e facilmente; non deve
essere confusa con lestensione (rappresenta i limiti massimi e minimi nei quali ogni voce pu
aggirarsi). Per scrivere bene per le voci bisognerebbe evitare di sorpassare i limiti di tessitura

(quelli dove le voci possono essere impiegate normalmente senza pregiudizio per la voce stessa)
perch il cantare a lungo nel grave o nellacuto porta come conseguenze di stancare le voci stesse e
di nuocere alla perfezione dellesecuzione.

Le voci dovendo muoversi nel loro ambito naturale si devono evitare gli incroci che talvolta
vengono tollerati purch non si trovino nella prima o nellultima battuta e fra voci di timbro
diverso.
Nella disposizione delle voci necessario che esse stiano fra loro ad una giusta distanza: se troppo
lontane larmonia manca di efficacia, se troppo vicine risultano poco chiare.