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Storia Della Letteratura Francese

Lingua e letteratura francese (Università degli Studi di Napoli Federico II)

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CHATEAUBRIAND: La vita e la produzione artistica saranno


marcate dall’ambiguo rapporto con la sorella Lucille. Imbarcatosi
per il muovo mondo, fa ritorno in Francia all’arto di Luigi XVI; per
fedeltà al re si esilia in Inghilterra da dove farà ritorno nel 1800.
Viene nominato segretario d’ambasciata a Roma nel 1803 e questo
soggiorno italiano gli valse Le voyage en Italie pubblicato nel 1826.
Dimessosi, intraprende un viaggio in Oriente che evocherà in
Itinéraire de Paris à Jéruselem (1811). Rientrato in Francia, si
oppone al regime di Napoleone unendosi a Borbone ed entra in
politica. Diventa ambasciatore a Berlino e a Londra ritirandosi dalla
politica nel 1830 rifiutandosi di riconoscere la monarchia di luglio.
In questo periodo scrive altre opere a carattere politico, De
Bonaparte e Des Bourbons, pamphlet contro Napoleone ed elogio
alla monarchia. Dopo l’abbandono della carriera politica, C riunisce i
suoi ricordi nell’epopea autobiografica Mémoires d’autretombe,
pubblicato dopo la sua morte, avvenuta nel 1848. Si ispira alla
tradizione autobiografica di Rousseau e Montaigne che fa dell’io
dello scrittore il cuore della riflessione. Oltre ad esperienze
personali, l’autore vi affianca i grandi stravolgimenti che
rimarcheranno la storia della Francia della rivoluzione.
René: composto nel 1802 integrato all’edizione di Génie du
Christianisme poi separatamente nel 1805. In gran parte
autobiografico, descrive e analizza il sentimento di stanchezza e
impotenza a vivere che diventerà il male del secolo. René finisce poi
per rifugiarsi in America mentre sua sorella in convento a causa
dell’ambiguo sentimento che li lega.
Atala: è ambientato in Louisiana e racconta l’amore puro e naturale
tra Atala e Chactas, ma la giovane aveva fatto voto di castità, per
cui si avvelena.
Génie du Christianisme: è una sorta di guida spirituale in cui si
esalta il cristianesimo senza cui, secondo C, la civiltà non sarebbe
quella che è.
DE LAMARTINE: Nasce a Macon nel 1790. L’improvvisa fine
della sua storia con Julie Charles, a causa della morte di lei, lascia L
disperato, ma gli darà anche la forza per incanalare la sua
ispirazione. Nel 1823 pubblica Les nouvelles méditations e Les
armonies poetiques et religeuses, poemi scritti per la gloria di dio
dove si celebra la religione cristiana. Nel 1848, anno della
rivoluzione, L viene portato alla testa del governo provvisorio,
diventando ministro degli esteri. La carriera politica termina con il
secondo impero.

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LESMEDITATIONS POETIQUE: L racconta l’avventura sentimentale


con Julie: i suoi stati d’animo, i suoi sentimenti sono evocati in
poemi molto commuoventi, in cui si cita Elvire. Sono 24 poesie in
cui sono espressi modi personali, sentimenti in voga già grazie a
Goethe, Byron e Chateaubriand.
DE MUSSET: Nato
a Parigi nel 1810, viene introdotto alla
letteratura grazie al cenacolo di Nodier. Nel 1830 pubblica la prima
raccolta in versi Contes d’Espagne et d’Italie, nello stesso anno
mette in scena una sfortunata commedia in prosa, La nuit
venitienne. Nel suo viaggio a Venezia, incontra Georges Sand con
cui inizia una relazione che si concluderà presto; la rottura con la
scrittrice gli ispirerà Nuits e Confessions d’un enfants du siècle, ma
le opere iniziano ad impoverirsi sempre più, fin quando la morte lo
coglie, solo, nel 1857.
NUITS: Sono 4 poemi presenti nell’opera. Il tema centrale è il
problema dell’ispirazione artistica legata agli stati d’animo del
poeta che predilige gli slanci del cuore.
La nuit de mai: la musa incita il poeta a comporre poiché la
sofferenza è il fermento della poesia.
La nuit de decembre: il poeta è il dialogo con il suo doppio che lo
accompagna nei momenti di disperazione, alla fine il doppio si
rivela essere la solitudine.
La nuit d’aout: la musa rimprovera al poeta di lasciarsi distrarre
dalle nuove avventure amorose.
La nuit d’octobre: il poeta vorrebbe rigettare il suo passato, ma la
musa gli mostra che la sofferenza l’ha fatto maturare.
VIGNY: CON UNA VOCAZIONE MILITARE DECIDE DI ISCRIVERSIALL’École
polythécnique. Con la Restaurazione si arruola nell’esercito. Le
prime opere sono di carattere biblico e risentono dell’influenza di
Byron: Moïse, Le Déluge, epopea in tre canti. Pubblica il romanzo
storico Cinq Mars, in cui l’eroe diventa simbolo della patria. Con la
rivoluzione del 1830, V inizia il suo percorso di rinuncia alla poesia
per dedicarsi alla prosa come in Stello e Chatteron.
LA MAISON DU BERGER: in questo poema l’autore ha cercato di fare
una sintesi dei problemi che lo ossessionano. Invita Eva, la sua
compagna, a scappare da tutte le città per trovare un luogo propizio
alla meditazione della natura.
LES DESTINéS: raccolta postuma delle sue opere dopo la rottura con
Marie Dorval: il male del secolo con lui diventa angoscia metafisica.
Al pessimismo l’autore oppone una resistenza stoica.
NERVAL: Insiemeall’amico Gautier si avvicina agli ambienti
romantici, da qui nasce una vera e propria passione per la

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Germania (Impara il tedesco, traduce il Faust). Si innamora di Jenny


Colon che lo rifiuta, a causa di ciò ha una prima crisi che si
ripresenteranno in forma più grave nel 1850. Rimanendo in
ospedale molto tempo, scrive alcune delle sue opere più suggestive
come Aurélia e Pandora. Nel 1855 si suicida.
Nell’operato di N non vi sono autobiografia, ma l’autore dissemina
esperienze personali nei testi, come fa in Aurélia: l’opera appare in
generale come un viaggio interiore del poeta come esplorazione
della sua vita inconscia.
VICTOR HUGO: La
sua vocazione artistica si manifesta
precocemente: nel 1824 pubblica Ode seguito nel 1826 da Odes et
balles, ma l’opera che lo consacrerà sarà Cromwell. Due
avvenimenti lo allontanano da Les Burgraves e la morte della figlia
Leopoldine. Si dedica alla carica politica in un primo momento è
favorevole alla figura di Napoleone, consenso che gli viene meno
quando si accorge del potere personale di quest’uomo. Si rifugia
presso le isole Jersey e poi in Guernesey, da cui vi farà ritorno alla
proclamazione della repubblica nel 1870.
LES ORIENTALES: Trattano di un viaggio mai avvenuto in oriente:
benchè sembra che quest’opera non abbia alcuna ambizione se non
quella del bello stile, l’opera ha un forte messaggio critico.
LES CONTEMPLATIONS: Pubblicate nel 1853 dopo la morte di
Leopoldine. Sono un tentativo di rimarginare la vita divisa in due
momenti. Le poesie contenute sono state scritte in epoche diverse e
sono divisibili in due parti antitetiche:”autrefois” e “aujourd’hui” con
al centro il 1843, anno della morte della bambina.
NOTRE DAME DE PARIS: romanzo storico, influenzato da Walter
Scott. Il romanzo non ha nessuna pretesa storica anche se attesta la
vita tumultuosa del popolo parigino del 1400, composto da briganti
e povera gente. Tutto giostra intorno alla cattedrale di Parigi. I
personaggi principali sono:
Esmeralda, giovane bohèmien di cui tutti si innamorano.
Phoebus, il bel capitano un po’ stupido.
Frollo, il prete concupiscente.
Quasimodo, il gobbo che suona le campane della cattedrale.

LES MISERABLES, del 1862, conquista immediatamente il pubblico.


È un romanzo storico, filosofico, didattico e sentimentale, affresco
sociale molto realista del popolo dal 1815 al 1832. Tratta della
salvezza delle anime dei miserabili che tocca il lettore per la sua
umanità e per la sua generosità.

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3 POETI- D’AUREVILLY/DE L’ISLE-ADAM/BLOY:


Dopo una vita condotta all’insegna del dandysmo, che si servirà per
nascondere la tragicità dell’esistenza, Barbey si accorse di essere
affamato di cose religiose. Nel 1846 si converte ma ritorna ad una
pratica religiosa regolare solo dopo il 1851, con l’incontro
dell’Angelo bianco: si tratta di una vedova che gli ispirò un amore
libero da impulsi carnali. Il mancato matrimonio con la vedova lo
avevano rigettato nelle sue antiche passioni ed in particolare
l’amante rossa, l’alcool.
Barbey è stato fortemente influenzato dal suo mestiere di
giornalista: nella prefazione di 26 volumi in cui si trovano riuniti i
suoi articoli sotto il titolo di Les oeuvres et les hommes elogia il
giornalismo per la sua rapidità e sinteticità. L’autore concepisce
l’idea di un insieme di romanzi che si sarebbero intitolati Ouest dei
quali ha lasciato solo pochi frammenti. Il più significativo è Le
Chevalier des Touches in cui dei conversatori rievocano gli anni
gloriosi delle rivolte contadine e la figura affascinante di un eroe
bello e crudele.
Proviene da una famiglia di antica nobiltà bretone ostile sia alla
democrazia che al Positivismo. Per un certo periodo aveva sperato
in un ricco matrimonio con un’inglese ma la trattativa fallì lasciando
a Villers una viva delusione. Villiers ha sempre proclamato il suo
disprezzo per i realisti: egli vuole solo risvegliare delle impressioni
intense, sconosciute e sublimi, e dimostrare che l’uomo appartiene
ad un mondo superiore.
Collabora a vari giornali, e la violenza dei suoi articoli gli vale degli
odi tenaci. Raccoglie una prostituta che riesce a convertire e con la
quale vive fino a quando non impazzisce. Questa avventura sarà
trasportata in un romanzo pubblicato nel 1886, Le Déséspéré. I suoi
sono dei romanzi a chiave in cui rende ridicoli o odiosi certi suoi
contemporanei: se la prende con gli avversari della chiesa ma
anche con gli stessi cattolici che, a parte alcune eccezioni, secondo
lui sono al soldo della Banca di Francia. Come pellegrino
dell’assoluto egli va in cerca di quel Dio da cui è partito, e il volto di
Dio che a volte esce dalle tenebre, è quello di un Dio sofferente da
cui Bloy non si può staccare.
LAUTRéMONT: Muore a 24 anni lasciando due opere
sconcertanti: Les Chants de Maldoror (1869) e le Poésies del 1870.
Il manoscritto completo dell’opera viene stampato a Bruxelles
durante l’estate 1869, ma l’editore si spaventa per la sua audacia e
ne sospende la diffusione, venendo messi in vendita solo nel 1874.
Con il suo titolo e la divisione in canti si presenta un’epopea

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dell’odio che si contrappone, per forza di cose, all’epopea


dell’amore, la Bibbia. Profonda ambiguità quella di questo eroe che
oscilla tra la crudeltà e la pietà. Si rivela così un progetto
fondamentale: screditare l’arte dello scrivere.
Il suo romanticismo sembra più inglese che francese. Inoltre il
primitivismo della sua fantasia trascina L verso i grandi centri
d’irradiazione dell’inconscio collettivo. Come nei grandi scrittori
dotati di immaginazione, si succedono visioni diverse. All’interno di
molti poemi il tema iniziale sembra dimenticato, si sviluppa una
apparente digressione ma la fine riunisce tema e digressione in
un’inattesa unità. Tuttavia, dall’inizio alla fine, l’opera conduce
un’oscura ricerca della luce. L’umorismo implica un distacco che gli
permette di moltiplicare le angolazioni di visuale. Questo umorismo
arriva al nonsense.
Ai surrealisti i Chants appaiono come la prova sperimentale della
fecondità della scrittura automatica. Ciò che vi è di fantastico
urbano nei Chants diventa in Breton, Eluard e Aragon meraviglioso
urbano.

BALZAC: Dopo studi mediocri, B decide di dedicarsi


completamente alla letteratura. Si fa apprezzare dal pubblico per Le
Dernier Chouan e Peau de Chagrin, che si fa acquisire sempre più
successo. Dopo la morte di mme Berny, sua amante e mecenate, B
si trova schiacciato dai debiti e per estinguerli trova la soluzione nei
romanzi a puntate.
Nel 1842 scrive La Comedie Humaine. Con il termine commedia fa
sicuramente riferimento al teatro, genere in cui B è stato
fallimentare. È composto da documenti che coprono il periodo della
rivoluzione ove descriverà tutti gli strati della società, dai borghesi
alla povera gente. L’autore analizza con minuzia sia gli aspetti
caratteriali che fisici, rifacendosi alla fisiognomica del Lombroso.
Utilizza la tecnica del narratore onnisciente che conduce la lettura
spiegando, commentando e interrompendo la narrazione per
inserire il suo parere soggettivo. L’uomo è determinato
dall’ambiente in cui vive, e questi personaggi sono tipi psicologici
che si rivelano per quello che sono durante situazioni di crisi.

STENDHAL: Comincia
a studiare matematica per rientrare
presso l’école polythecnique ma preferirà arruolarsi nell’esercito di
Bonaparte. Nel 1800 entra a Milano con l’esercito e l’Italia gli sarà
d’ispirazione. A 23 anni intraprende la carriera diplomatica, ma
essendo legato a contesti liberali italiani gli austriaci lo costringono

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a rientrare in patria. Nel 1827 pubblica Armance che non riscuote


tanto successo.
LE ROUGE ET LE NOIR: del 1830, è lo specchio della Restaurazione,
ma è anche un documentario sul tentativo di un giovane popolano
di inserirsi nella società, il protagonista è Julien Sorel, ammiratore di
Napoleone. Il sindaco di Verrieres lo sceglie come precettore dei
suoi figli, in seguito intreccia una relazione con la moglie per cui
viene licenziato. Entra in seminario ed ottiene un posto da
segretario presso il marchese de la Mole; in questo ambiente
aristocratico conosce Mathilde, figlia del marchese, di cui chiede la
mano. Il Marchese riceve una lettera dal sindaco in cui spiega la
tresca e lo condanna alla galera. Furioso, Sorel torna a Verrieres
ferendo Mme de Renal, ragion per cui viene condannato a morte per
ghigliottina. Il titolo mette l’accento su un dilemma: scegliere il
Rosso (che rappresenta la carriera nell’esercito) o Nero (carriera
ecclesiastica)?
Sia Julien che Fabrice, eroe de La Charteuse de Parma, fanno parte
di ciò che l’autore definisce Beylisme, ossia una concezione della
vita dove i valori predominanti sono la Conquista della felicità,
l’energia e la passione.
CHARLES BAUDELAIRE: pochi mesi dalla morte del
A
padre, la madre si risposa, scacciando il piccolo Charles “dal verde
paradiso degli scintillii infantili”, ragion per cui serberà rancore per
tutta la vita. La creazione artistica nasce sia come bisogno interiore
che come necessità economica: la famiglia gli accorda una misera
mensilità che non gli sarà sufficiente per cui scrive articoli, novelle e
traduzioni di Poe. I poemi notturni saranno riuniti in un’edizione
postuma in numero esiguo rispetto all’originale (Le spleen de Paris).
Altre opere postume come Les Paradis artificiels, l’Art romantique,
Curiosités esthétiques sono dei saggi circa i suoi contemporanei.
Logorato da una vita di disordini, B aveva subito gravi attacchi nel
’60 e nel ’66, a Bruxelles, rimanendo semiparallizzato. Il ricorso
all’oppio è imputabile a diversi motivi: il dolore; la noia; l’impotenza
creatrice.
LES FLEURS DU MAL: A differenza dei poeti romantici, che
concepiano la loro opera per temi o ordine cronologico, B la intende
come percorso, in cui l’esposizione occupa tutta la prima parte ed
esplicita la dualità di cui si prigionieri: spleen et idéal.
Dualismo dell’esperienza artistica.
Dualismo dell’amore.
Dualismo dell’esperienza della solitudine.
I “cinque atti” sono 5 tentativi per sfuggire allo scontro:
Tentativo della carità romantica (Tableux parisiens)

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Tentativo dei paradisi artificiali (Le Vin)


Tentativo della dissolutezza (Les Fleurs du Mal)
Tentativo della bestemmia (Révolte)
Tentativo supremo, la morte (La Mort)
L’epilogo è costituito dalla poesia Le Voyage: oltre a rintrecciare i
temi d’insieme della raccolta, lascia presagire che l’ultimo tentativo
finirà con un insuccesso.
Esclamazioni oratorie in serie, allegorie, similitudini, parole-
ritornello sono gli espedienti principali. L’uso della maschera indica
che B più che mai esita di fronte alla confessione diretta. Usando
frequentemente il sonetto il poeta mira a suggerire, commuovere,
giungere a una creazione assoluta.
B, da critico d’arte, non può isolare il linguaggio poetico da quello
artistico: d’altra parte Théophile Gautier è il destinatario dell’opera.
Inoltre l’esistenza dei paradisi artificiali gli ha confermato
un’intuizione che aveva trovato nei romantici tedeschi: l’esistenza
di corrispondenze tra le sensazioni; ma la poesia deve anche essere
in corrispondenza con le altre arti. La sua opera è una descrizione
della ricerca: una ricerca esitante, piena di ritorni, appesantita dalla
stanchezza; un duello la cui posta è la spiritualità dell’uomo.
IL REALISMO DEL 1850: rivoluzione del 1848 ha LA
ricordato l’esistenza del popolo e ha inaugurato l’età della massa. Il
romanzo non dovrà più presentare una collezione di individui
(Balzac) o dei tipi popolari (Eugène Sue) ma rendere sensibile una
presenza collettiva. Alle utopie socialiste succedono le analisi più
mordenti di Proudhon: Le causerie du lundi si propongono di
studiare “ogni essere, ogni autore”. Taine ha contribuito alla
costruzione della critica positivista: egli estende il suo campo di
investigazione alla letteratura antica, straniera, all’arte greca e
italiana.
Dietro questo dogmatismo si indovina la figura del padre del
Positivismo: Auguste Comte. La dottrine derivata dal Cours de
philosophie positive si è rapidamente propagata: dopo lo stadio
teologico e quello metafisico, ecco lo stadio positivo in cui la mente
umana deve solo interrogarsi sulle leggi effettive dei fenomeni.
IL TEATRO: Conducendo la campagna della “scuola del buon senso”
contro il romanticismo, Emile Augier non si è accontentato di
presentare gli avvenimenti semplici della vita borghese; anche
Dumas figlio affronta sulla scena un certo numero di problemi che
erano all’ordine del giorno nella società del secondo impero, come
La dame aux camélias; questo teatro ama definirsi moralizzatore.
È così poco borgese che finisce per passare per uno dei simboli del
mondo borghese, il mondo in cui ci si annoia, in cui ci si diverte.

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CHAMPFLEURY E DURANTY: Anche il realismo, cui


Balzac ha impresso la sua cifra particolare, si evolve in direzione
anti-romantica diventando una corrente artistica autonoma. La sua
vocazione si afferma in pittura a partire dalla scuola degli artisti
che, durante la rivoluzione del 1848, si rifugiano a Barbizon. Ma è
Courbet a imporre l’affermazione del termine in occasione
dell’Esposizione universale del 1855, e il suo realismo si proclama
crudo: lo scrittore DURANTY fonda a suo supporto la rivista “Le
réalisme”, di breve durata, insieme a CHAMPFLEURY che, nel 1857
pubblica il Manifesto del Realismo: C, cita a sostegno delle sue
opinioni l’imponente tendenza realista che si sviluppa nel resto
dell’Europa, dall’Inghilterra alla Russia alla Germania.
In realtà il realismo di questi autori è assai lontano da quel che C
vorrebbe: egli predica un realismo che aderisca con sincerità alle
realtà sociali più umili, accompagnato da una narrazione semplice.
Per questo non vede di buon occhio la poesia, considerata puro
esercizio formale a meno che non si tratti di una poesia popolare,
immediata traduzione di uno stato d’animo.

GUSTAVE FLAUBERT: L’infanzia


di F trascorre monotona a
Rouen dove, nel 1813, viene colpito da una malattia nervosa. Dopo
una prima versione de La tentation de Saint Antoine, disapprovata
dai suoi amici, F si accanisce alla redazione di Madame Bovary, la
cui pubblicazione provoca scandalo. Continua il suo lavoro e nel
1869 pubblica l’éducation sentimentale che risulterà in fiasco.
Nonostante ciò viene celebrato come il capo della nascente scuola
naturalista. Muore nel 1880 lasciando incompleto Bouvard et
Pécuchet.
F si è presentato come un uomo duplice, conteso tra il bisogno di
lirismo e il riprodurre il reale. La corrispondenza che F osservava
con colleghi e amici è testimonianza della lotta che ha combattuto
per padroneggiare lo stile.
MADAME BOVARY: Alla base si trova un fatto di cronaca: il fatto
Delamare. I molti capitoli contrappongono subito l’opera a quella
dei suoi contemporanei: egli ama passare in rassegna la
successione degli episodi di una vita; alla forte tensione dell’istante
balzachiano, F preferisce l’articolazione dei momenti. MB è un
romanzo del fallimento: nessuna salvezza è possibile in un universo
in cui regna la mediocrità. Esistono due atteggiamenti possibili
davanti a tale mediocrità: rifiutarla (come fa Emma tramite il
suicidio) o farla propria (trionfo di Homais). Tutta la sua attenzione

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si concentra sull’arte del romanzo: il posto che lo scrittore accorda


allo stile è significativo della sua estetica narrativa.
L’Éducation sentimentale era la costante di un’epoca che assisteva
al crollo delle speranze. La novità risiede nella negazione
dell’azione: Frédéric incapace di agire, non poteva che modellare il
suo atteggiamento su quello degli altri. L’inattività dell’eroe, sempre
in cerca di una possibile speranza, conduceva Fréderic a fare del
fallimento un valore.
Secondo F l’opera non è il riflesso dello scrittore; tuttavia questa
impersonalità che desidera F non esclude una presenza dell’autore
in sottofondo: attraverso il travaglio dello stile lo scrittore ritrova
posto nella sua opera.

LA POESIA PARNASSIANA: Un gruppo di artisti riuniti


attorno al movimento si orientarono verso la raccolta, o parnasse:
Parnasse contemporaine de 1866
Parnasse contemporaine de 1869
Parnasse contemporaine de 1876
La scelta di una forma impassibile non esclude la sensibilità del
poeta. In generale, l’arte parnassiana tende all’oggettività sia con
minuzia della descrizione, sia come unione di poesia e scienza. Il
movimento si basava sul culto della bellezza: l’arte non mira che al
bello e non si preoccupa di essere utile ed eterna. I parnassiani
coltivano difficoltà tecniche come rime, ritmo e immagini. Il
movimento nasce verso il 1830 per estinguersi completamente nel
1876.
Théophile Gautier: la sua poesia si prospetta come uno studio
della realtà e trasporterà delle scene viste o dei paesaggi. Per
riuscirci il poeta ricerca la purezza della forma, instaurando la
religione dell’ arte per l’arte.
Leconte de Lisle: nel 1852 pubblica i Poèmes antiques ove il
significato simbolico dei miti greci si è allargato a sentimenti
universali, ma nel suo insieme la raccolta esprime l’insoddisfazione
lasciata da un ritorno al passato che non è riuscito a lenire le ferite
del presente. I Poèmes barbares spiegano attraverso le leggende
religiosi dei miti non greci, dei delitti spaventosi. Il poeta esprime le
sue disillusioni e lancia un appello alla morte perché dissipi la vanità
dell’esistenza.

NATURALISMO + TEATRO + CRISI: Mentre il realismo


restava una tendenza diffusa, il naturalismo che lo continua
esasperandolo appare come un movimento letterario con una

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dottrina e una scuola. Questa modernità il più delle volte viene


cercata nei bassifondi della società.
Il più importante teatro appare il Théatre Libre fondato nel 1887 da
Antoine. Godendo di un ridotto pubblico di invitati, Antoine poteva
evitare la censura. All’inizio accolse opere molto diverse, ma ben
presto divenne naturalista. L’arte registica di Antoine era nel fare
come se una delle quattro pareti della scena non fosse stata aperta
verso il pubblico, ma proprio in questo modo il gusto dello stesso
pubblico veniva trasformato.
Uno degli attacchi più efficaci contro il movimento provenne da Paul
Bourget quando pubblicò Le Disciple: il protagonista del libro,
Robert, ha sedotto una giovane nell’unica intenzione di
documentarsi sugli impulsi dell’amore, ma oltre al discepolo viene
condannato anche il maestro. Oltre al naturalismo, viene ad essere
contestato anche il clima intellettuale che gli ha permesso di
svilupparsi.

GUY DE MAUPASSANT: Attraverso sua madre, amica di


infanzia di Flaubert, il giovane Guy assimila i lavori flaubertiani,
viene introdotto ai maestri del momento, gli vengono corretti i
lavori giovanili. Con Hennique, Alexis e Huysman completa il
gruppetto che si riunisce a casa di Zola e che, nel 1880, pubblicherà
il volume collettivo Les soirées de Medan, dove ciascuno doveva
inventare una storia nell’ambiente scelto da Zola.
La novella Les deux amis mette in mostra gli aspetti dell’arte
realista di Maupassant: una serie di rapide notazioni che bastano ad
evocare un ambiente per tracciare una figura o esprimere un
atteggiamento familiare.
Le circa 300 novelle non sono tutte dello stesso tono, ma
concordano sull’emozione per la povera gente. La più significativa è
Le Horla: il protagonista della storia si crede pazzo e succube di una
creatura spaventosa che deve cacciare l’uomo dalla terra; egli,
invano, appicca il fuoco alla sua casa. Una simile nevrosi lo spingerà
a tentare il suicidio il 1° gennaio 1892.
Nella vasta produzione novellistica una parte considerevole è
occupata da racconti che potrebbero essere definiti fantastici: tra
questi, l’elemento soprannaturale riveste un ruolo secondario,
mentre assai più numerosi sono quelli incentrati su alterazioni della
percezione della realtà. In molti racconti, che potremo definire di un
realismo fantastico, la molla principale è la paura ed il protagonista,
soccombendo all’orrore di sentirsi solo, è condannato a smarrire per
sempre il proprio equilibrio mentale.

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I GONCOURT: Riprendono, per la loro opera, i metodi della


storia cercano di riunire la documentazione per un montaggio in cui
la trama sembra occupare un posto secondario. L’insieme della loro
opera narrativa ci presenta un quadro delle varie classi della società
contemporanea.
Germinie Lacerteux ci presenta un caso di isteria: soltanto la
malattia può spiegare le contraddizioni nella condotta della serva e
le fasi successive della sua degradazione.
I Goncourt ricorrono volentieri a lunghe retrospettive che illuminano
il passato del personaggio per spiegare la sua crisi presente. La
sottigliezza della scrittura confina con il prezionismo.

HUYSMANS: Esordì con Le drageoir à épices, raccolta di


poemetti in prosa d’imitazione baudelairiana; si volse poi al
romanzo naturalista con Marthe (1876) e Les soeurs Vatara.
Collaborò al volume Les Soirées de Médan; scrittore di raffinate
aspirazioni, rappresentò egualmente la meschinità e mediocrità
della vita con romanzi quali En Ménage e À vau-l’eau. Inclinò con
Là-bas (1891) verso un satanismo che gli aprì la via della
conversione al cattolicesimo.
À Rebours: pubblicato nel 1884, è uno dei testi chiave della
letteratura europea della seconda metà dell’800. La sua
pubblicazione segna infatti la definitiva crisi del modello naturalista
e l’inizio del cosiddetto decadentismo. Alla fiducia del progresso H
contrappone la convinzione che l’organizzazione sociale sfugga alle
leggi scientifiche e che gli eventi storici non preludano
necessariamente ad un destino prospero. Appena pubblicato,
tuttavia, l’opera venne criticata sia per i contenuti e per lo stile: i
primi ritenuti immorali, il secondo giudicato troppo lontano dai
precetti naturalisti ancora in vigore.
In questo romanzo non c’è l’intreccio, nel senso che non è costituito
da sequenze narrative ma descrittive e riflessive quindi è come se
la storia non andasse avanti ma si fermasse sulla figura da esteta
del protagonista. À Rebours è un romanzo decadente per quanto
riguarda il tema ma anche per la forma: il contenuto è abbastanza
vuoto, mentre la forma è studiatissima.

EMILE ZOLA: Nel 1867, Thérèse Raquin si presentava come


l’analisi quasi scientifica di un caso di fisiologia: si sente che essa è
tributaria dello studio clinico dei Goncourt, alla credenza di Taine

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dell’influenza degli ambienti, all’opera del dottor Lucas


sull’ereditarietà e Introduction à la médicine expérimentale.
Sono stati necessari 20 volumi per costruire il ciclo romanzesco dei
Rougon-Macquart. All’origine vi è LA COUSINE BETTE, di Balzac,
considerato come il miglior esempio di romanzo sperimentale; ma il
progetto dei RM sarà più preciso e il campo di studio più limitato: Z
considererà soltanto il periodo del Secondo Impero. Concepito
durante il 1868, l’Histoire sociale et naturelle sous le seconde
Empire presenta 5 generazioni successive. Il romanziere non ha
insistito troppo sul colpo di stato ma ha costituito una sorprendente
analogia tra la fortuna dei RM e quella del regime. Z ha scelto di
illustrare due periodi: 1) 1856-61 2) Gli ultimi quattro anni
dell’impero.
Nei primi RM si assiste alla marcia della borghesia, ma ben presto la
società si degrada e gli individui si consumano.
La parola “naturalismo” ritrova allora, applicata a Z, il suo
significato filosofico: quello di una dottrina che presenta la natura
come il principio primo. Ma questo naturalismo è militante che
anzitutto deve lottare contro la religione cristiana.
VERLAINE: Nasce a Metz nel 1844 ma passa la sua
adolescenza a Parigi dove intraprende studi classici; ben presto il
suo gusto letterario si accentua grazie alle molte letture di
Baudelaire. Nel 1866 pubblica i Poèmes Saturniens, in cui tratta
temi comuni ma rielaborati in chiave personale. L’aggettivo
“saturniano” viene assegnato perché le poesie sono poste sotto il
segno di saturno, che porta agli uomini il malumore.
Dopo la morte del padre e dell’amata cugina Elise, V si rifugia
nell’alcool, pur continuando a scrivere. Del 1869, Les Fetes
Galantes sono una raccolta di 26 poesie dove l’estetica verlainiana,
fatta di raffinatezza ed evanescenza, si afferma per la prima volta.
Completamente ubriaco, tenta di uccidere la madre in due
occasioni.
Nel 1870 si sposa e passa un periodo molto tranquillo, tant’è che
dedicherà alla moglie la raccolta Bonne Chanson. L’assedio di Parigi
e la Comune, insieme all’incontro con Rimbaud minano la sua
stabilità. Per lui scrive Romances sans Paroles, definendolo “sposo
fatale”. Per aver cercato di uccidere Rimbaud viene imprigionato; in
carcere intraprende una conversione spirituale e morale che si
risolve in Sagesse.

RIMBAUD: Nasce nel 1854 in una tipica famiglia borghese.


Educato seguendo gli schemi più tradizionali, si segnalò per la

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straordinaria precocità intellettuale. Nel corso di una delle sue


tipiche fughe conobbe Verlaine con cui intrecciò una relazione
amorosa. Tentò di raggiungere Parigi dove era sorta la Comune; a
Bruxelles Verlaine lo ferì ad una gamba e con ciò si concluse la loro
storia. Riprese la sua vita randagia per l’Europa, in Asia e in Africa.
Fermatosi in Etiopia si occupò di vari traffici, ormai del tutto lontano
dall’esperienza letteraria abbandonata a 20 anni. La breve stagione
della sua poesia coincide con quella della sua rivolta giovanile, con
il totale disprezzo di ogni convenzione sociale e morale della stessa
letteratura. È significativo che R rifiutasse di pubblicare le sue
poesie e che l’unica opera che egli abbia dato alle stampe sia Une
saison d’enfers, la drammatica costatazione del suo fallimento.
Le prime poesie erano state l’esplosione di un temperamento lirico
personalissimo: la metallica perfezione delle Chercheuses de poux,
le immagini grandiose e incisive del Bateau Ivre, le ardite sintesi del
sonetto Voyelles avevano già rivelato una prodigiosa maturità.
LETTRE DU VOYANT: è la missiva inviata dal poeta all’amico
Dementy nel 187. La Lettre può essere suddivisa in 3 parti che si
possono individuare in:
Una critica lucida della letteratura del passato.
La prospettiva ben definita di una poetica del futuro.
Il rapporto degli autori del Romanticismo con la “veggenza”.
MALLARMé: Benché il suo entusiasmo si sia in un primo
momento diretto verso i Parnassiani, ammira profondamente
Baudelaire, a cui si ispira per gli ideali e la ricerca del vero oltre le
apparenze. L’impossibilità di trovare un ordine del caos lo porta
all’angoscia del nulla. Le opere più famose sono Héroidiade e
L’après-midi d’un faune.
La grande innovazione della sua poesia sta nel linguaggio: il poeta
comprende la potenza del linguaggio e gli dona potere a discapito
delle parole stesse. Ecco perché la poesia di M glissa verso
l’ermetismo: le parole perdono di significato divenendo dei simboli
che solo gli iniziati sono in grado di decifrare. Da tale tensione
drammatica, che conosce continue crisi d’impotenza e ossessione
della creazione, nasce una poesia che cerca di modularsi sul ritmo
essenziale dell’esistenza spirituale, di attingere il puro pensiero, il
fondo misterioso della vita, i suoi rapporti con il cosmo.
SIMBOLISMO: La parola “simbolismo” entra nella letteratura
nel 1878, sarà Jean Moreas a coniare il termine e a pubblicare il
Manifesto Letterario della dottrina simbolista nel 1886. Le origini
vanno ricercate nel rifiuto di molti artisti della società industriale e

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si ponevano contro il conformismo borghese. Decidono quindi di


riunirsi intorno a vari club quali quello degli Zutisti, degli Idropati,
degli Irsuti e dei Menefreghisti. Si riunivano nei cabaret, il più
famoso di cui era lo CHAT NOIR di Parigi.
Nel 1884 il movimento sfocia nel decadentismo; vengono accusati
di essere dei misantropi e dei mistici perversi, portando così
all’esaurimento del movimento all’inizio del nuovo secolo. Il
simbolismo è quindi una reazione contro il positivismo e che trova
eco nella letteratura naturalista e parnassiana.
Il mondo visibile per i simbolisti non è altro che una
rappresentazione del mondo invisibile quindi è necessario
interpretare i simboli di cui la realtà è piena per scoprire nuovi
mondi. La poesia simbolista ha avuto il compito di unire differenti
arti come pittura impressionista alla musica di Wagner e Debussy.
APOLLINAIRE: Viene al mondo a Roma nel 1880. Per
guadagnarsi da vivere accetta lavori mediocri per poi lavorare come
precettore in Renaria dove si innamora di una governante inglese,
Annie Playden, che però lo rifiuta. Questo episodio darà alla luce La
Chanson du Mal-Aimé. Ritornato a Parigi inizia a frequentare i ritrovi
degli artisti parigini frequentando LE BATEAU LAVOIR, cabaret
ufficiale degli artisti dove incontra Marie Laurecin con la quale avrà
una lunga relazione.
Nel 1913 pubblica Alcools, un colpo di tuono nella poesia d’epoca
sia per i suoi temi che per la punteggiatura (abolita). Allo scoppio
della guerra si arruola come volontario e verrà inviato al fronte nel
1915; rientrato a Parigi nel 1918 pubblica Calligrammes, nuova
raccolta di poesie originali sia per le poesie-immagini che per le
poesie-conversazioni. Verrà colpito dalla spagnola e morirà nel
1918.
ALCOOLS è una raccolta di poesie composte tra il 1898-1913
marcata dalla diversità sia di espressione che si ispirazione. Le
poesie esprimono per mezzo di immagini e musicalità della lingua, i
ricordi strazianti degli amori perduti. In generale i poemi di Alcool
sono molto misteriosi, oscuri e con immagini insolite.
CALLIGRAMMES si ispira completamente alla pittura,
cominciando a comporre degli ideogrammi disegnando l’oggetto
cantato nella poesia. I calligrammi danno così la possibilità
all’autore di far nascere un lirismo visuale si trovano anche delle
poesie conversazione ma troviamo poesie di stile più classico che si
ispirano agli orrori della guerra e all’amore per una donna.

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POESIA PRIMA DEL 1945:All’inizio del 20° secolo la


poesia presenta una grande vivacità e varietà che si esprime in
nuove forme innovatrici come quelle di Apollinaire ma anche più
tradizionali come Claudel. La poesia oscilla quindi tra modernità
(per temi e forme) e tradizione. In questo periodo l’influenza
dell’arte sulla letteratura si fa ancora sentire, soprattutto con le
nuove correnti del fauvismo, del futurismo e del cubismo.
VALERY: Pubblica delle poesie su diverse riviste simboliste fino
al 1892, quando a causa di una crisi spirituale e intellettuale decide
di rinunciare alla poesia. È la famosa Nuit de Genes dove V attua la
sua rivoluzione intellettuale, prima di dedicarsi per 20 anni ad altri
studi tra cui quello su Leonardo, l’uomo immortale. Nel 1922 editerà
Charmes che gli consacrano il successo; poi escono dei dialoghi
platonici, Essais, e delle opere che riprendono alcuni suoi libri.
Durante l’occupazione nazista, nonostante le sue origine ebraiche,
continua a produrre. Alla sua morte, nel 1945, Charles de Gaulle
vorrà i funerali di stato.
CHARMES, tradotto dal latino “carmina”. Sono 21 poesie articolate
tra ritmo rapido e breve e ritmo ampio e lunghe. Tutte le tematiche
essenziali di V si ritrovano in questo libro: tema della creazione
poetica, della nascita di un’opera, della condizione umana, della
vita e della morte. V considera le poesie come un esercizio del
pensiero che il poeta deve domare e offrire al lettore per far trovare
a lui stesso il suo senso.
CLAUDEL: Dopo aver scoperto Rimbaud ed il suo mondo
sovrannaturale, decide di dedicarsi alla poesia simultaneamente
alla carriera diplomatica. Eletto all’Accademie française, si ritrova
nella sua abituazione privata dedicandosi alla meditazione e alla
lettura della Bibbia. Muore nel 1955 prima della messa in scena
della sua grande opera, L’Annonce fait à Marie, presso la Comedie
Française.

LES CINQUES GRANDES ODES, scritte tra il 1904-08, sono sia un inno a
Dio che alla poesia perché, secondo C, sono inscindibili. La prima
ode (Les Muses) mostra come la poesia vibri al ritmo dell’intera
creazione. Nella seconda, L’esprit, il poeta, animato dal soffio dello
spirito, diviene creatore. In Magnificat, il poeta rende grazie a Dio e
denuncia tutte le illusioni che allontanano l’uomo da Dio. la quarta e
la quinta offrono una meditazione sulla missione della poesia e del

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rapporto con il Signore. Qui crea il versetto claudiano, che si


modella sul ritmo della respirazione umana, ma anche sul ritmo
cosmico del mare, rivelando così il senso del mondo.

MARCEL PROUST: Nasce nel 1871 nella grande borghesia


israelita. Il clima familiare in cui cresce è caloroso, la sua infanzia
martoriata dall’asma. Ama sia i classici che i contemporanei e fonda
con un amico la rivista letteraria Le Banquet dove scrive molti
articoli di letteratura, arte e consumi. Nel 1896 pubblica la sua
prima opera, Les Plaisirs et les jours, ma con scarso successo.
Comincia un nuovo libro, Jean Santeuil, in cui sono presenti ricordi
della sua infanzia e delle osservazioni sulla vita mondana.

L’avvenimento che lo porta a scrivere è la morte dei genitori; così,


nel 1908, comincia A la recherche du temps perdu, a cui lavorerà
senza sosta. Nel 1913 pubblica Du côté de chez Swann e nel 1916
L’ombre des jeunes filles en fleurs. Dopo aver completato l’ultimo
volume della sua grande opera, muore nel 1922, così la Recherche
verrà pubblicato solo postumo.

Ogni opera di P è come un mega-puzzle che, assemblate insieme,


rivelano l’intero senso della sua più grande opera:

1. Du coté de chez Swamm: rappresenta il mondo dell’infanzia:


Marcel rievoca la sua infanzia con il bacio della buonanotte
della madre e il suo primo amore Gilberte.
2. A l’ombre des jeunes filles en fleurs: gli amori adolescenziali.
Racconta le vacanze estive e quella in cui si lega ad Albertine
(forse evocazione del suo autista, con cui intrecciò una
relazione).
3. Les Guermantes
4. Sodome et Gomorrhe: il mondo del vizio.
5. La prissonnière: La passione distruttrice. Per vincere la sua
gelosia, Marcel sequestra Albertine.
6. La fuggitive: Tragedia. Albertine scappa e muore
accidentalmente.
7. Le temps retrouvé: il senso della vita.

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Nelle sue opere, P descrive il mondo borghese che conosce


creando dei personaggi straordinari, nonostante il piccolo mondo
circoscritto: P li descrive nella loro quotidianità e li vediamo
entrare ed uscire di scena come se fossero attori di teatro. La
Recherche è quella della propria identità e solo nell’ultimo
volume capirà davvero il senso della vita. L’opera è circolare,
comincia e finisce in un luogo chiuso.

La ricerca dell’identità esige quindi di rivolgersi al passato, ma il


tempo abolisce e cambia tutto, in particolare l’IO che evolve
senza sosta; quindi per ritrovare le sensazioni veritiere è
necessario utilizzare la memoria involontaria, dimostrando nel
romanzo, grazie al filosofo Bergson, come una sensazione attuale
possa fare ritornare in superficie della coscienza emozioni del
passato.

All’interno dell’opera vi è un narratore, Marcel, che pur


esprimendosi con l’io non rappresenta l’autore perché il romanzo
non è totalmente autobiografico. P usa uno stratagemma: gioca il
numero di pagine. Capita infatti che a volte venga raccontato un
episodio non molto importante, in apparenza minore per la
complessità della storia, ma necessario per comprendere la
sensibilità dell’autore.

Vuole rappresentare la sinuosité de la pensée, ossia il flusso di


coscienza, utilizzando frasi lunghe con numerose subordinate.

ANDRé GIDE: Nasce nel 1869 in una famiglia borghese. La


sua adolescenza è segnata dall’amore per sua cugina ; senza
fondi, comincia a scrivere e a frequentare gli ambienti simbolisti.
Pubblica nel 1891Les Cahiers D’André Walter, doppio dell’autore,
dove profetizza a sua cugina cosa le capiterà qualora non si
sposasse: i due si accordano per un matrimonio in bianco, dove
non consumeranno mai. Malato di tubercolosi, parte per la Tunisia
dove compie le prime esperienze omosessuali; ritorna in Francia
due anni dopo.

Quasi tutti i libri di G sono di ispirazione autobiografica e


propongono il problema della morale:

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1. Les Nourritures Terrestres sono il Vangelo della liberazione e


esalta il piacere dei sensi.
2. La Symphonie Pastorale è la lotta disperata di un eroe
contro le tentazioni dell’amore.
3. Les Faux Monnayeurs capovolge la concezione stessa del
romanzo, rinnovando la tecnica. Voleva realizzare un
romanzo puro in cui aspetti fisici e paesaggi dovevano
essere ridotti al minimo ma ne risultò tutt’altro: per salvare
l’opera sia dal realismo ottuso che dall’inanità estetica, G si
è affidato al procedimento della mise en abyme: uno dei
suoi personaggi, Edouard, scrive un romanzo che deve
intitolarsi anch’esso Les Faux Monnayeurs. Il diario dei
personaggi si sostituisce spesso alla narrazione; il
personaggio-romanziere pensa anche lui di introdurre nel
suo romanzo un personaggio-romanziere e così all’infinito. G
vuole dunque presentare congiuntamente la realtà e lo
sforzo dell’artista per stilizzarla.

Partirà per l’URSS dopo aver aderito al comunismo ma ritornerà


in Francia deluso dalla sua esperienza sovietica. Il suo
testamento morale lo si può ritrovare in Thesée del 1946. L’anno
dopo riceverà il Nobel e morirà nel 1951.

SURREALISMO: Nel 1916 a Zurigo, Tristan Tzara e alcuni


amici danno vita al Movimento DADA, che si estende in tutta
Europa. DADA è la reazione contro l’assurdità della guerra e
traduce il disgusto delle giovani generazioni. Rifiuta tutto e
destruttura tutto, ecco perché Breton, Eluard e Aragon creano un
movimento nuovo, il surrealismo.

Nel 1924 viene pubblicato il Manifesto surrealista in cui vengono


affermati i principi del movimento. Surrealismo = un
automatismo psichico per il quale si propone di esprimere il
funzionamento del pensiero, non preoccupandosi delle
costruzioni culturali, sociali e religiose. Lo scrittore surrealista
deve scrivere automaticamente, sotto il dettato dell’inconscio.

Ma il surrealismo non è nato da sé, ha avuto i suoi precursori


nelle epoche precedenti come Rimbaud e Baudelaire. Infine il

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surrealismo deve molto al metodo psicoanalitico di Freud e


all’interpretazione dei sogni, in cui si affermava l’importanza
delle comprensioni dei sogni per sondare l’inconscio e conoscere
la totalità dell’uomo. Alla fine degli anni ’20 il movimento si lascia
sedurre dalla idee marxiste per approdare a quelle trotziste. Non
sopravvive alla morte di Breton nel 1966.

BRETON: Nel 1914 si cimenta nella sperimentazione sui


soldati delle teorie psicoanalitiche di Freud. Nelle opere poetiche
come Champs Magnetiques o Clair de Terre, B prova a
raggiungere la verità nascosta nella religione per mezzo della
dislocazione della frase o con metafore. Nei suoi racconti invece
rifiuta la funzione romanzesca ed elabora una teoria del
meraviglioso che irrompe nel quotidiano.

ARAGON: Nei suoi primi scritti dimostra di aver compreso


perfettamente i diktat del movimento. Le paysan de Paris è infatti
un’esplorazione del meraviglioso quotidiano grazie ad una
montagna di racconti, dialoghi, poesie. Nel 192 chiude con il
surrealismo e aderisce al comunismo: il realismo socialista è
quindi il secondo aspetto delle opere di A.

Pubblica una serie di romanzi, Le Monde Réel dove, nonostante il


loro realismo, esitano tra la volontà d’analisi sociale e il lirismo
dell’amore. Nel 1956 abbandona il comunismo all’alba
dell’invasione dell’Ungheria da parte dei sovietici. Le Roman
Inachévé è una raccolta di poesie a carattere autobiografico dove
viene descritta la sua crisi di coscienza morale e politica che solo
la presenza di Elsa, la sua compagna, riuscirà a risolvere. A lei
dedicherà Le Fou D’Elsa.

ELUARD: Dopo la prima guerra mondiale entra a far parte del


surrealismo e vi aderirà fino al 1938. La sua poesia esplora
l’inconscio, le immagini esplodono, si urtano. Con la guerra di
Spagna prende coscienza della dimensione umana e della
fratellanza e si scaglia contro le barbarie e contro la guerra: la
poesia Liberté, ha fatto di lui il poeta più importante della
Resistenza.

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La particolarità di E sta nel fatto che la sua poesia è in grado di


ricreare il mondo attraverso la magia del linguaggio, che celebra
l’amore e che ispira chi legge.

LOUIS-FERDINAND CELINE: Nasce nella banlieu


parigina da una famiglia modesta. Decide di arruolarsi
diciottenne e nel 1914 parte per la guerra dove si ferisce ad un
braccio. Ristabilitosi parte per l’Africa per poi tornare in Francia
dopo aver spostato la figlia di un medico, da cui divorzierò ne
1926.

Pubblica il suo primo romanzo nel 1932, Le Voyage au Bout de la


nuit, che provocò sia scandalo che successo soprattutto per il
contenuto dove si rivelano le concezioni antiborghesi dell’autore,
contornato da un linguaggio popolare e dall’argot. Nel 1936 esce
invece Mort à credit.

Negli anni travagliati della seconda guerra mondiale, di ritorno


dall’URSS pubblica pamphlet anti-comunisti, riuniti in Mea Culpa,
a cui seguiranno altri dove afferma la sua angoscia per il pericolo
giudaico e il suo antisemitismo. Viene arrestato in Danimarca,
l’anno dopo l’armistizio rientra in Francia e vive
misantropicamente.

VOYAGE AU BOUT DE LA NUIT : questo romanzo è un grido di


rivolta sia nel contenuto che nella forma. A scapito di un bel
linguaggio, C scrive “come si parla per meglio urlare il suo dolore,
l’angoscia e lo sconcerto contro la stupidità dell’uomo. È una
sorta di romanzo picaresco moderno in cui vengono raccontate le
avventure di Ferdinand Bardamu, un medico che racconta lui
stesso la storia che non porta da nessuna parte, se non alla notte
opaca e priva di senso.

inoltre la vitalità del libro è data da un’impressione tragica, dove i


personaggi sono sballottolati qua e là senza essere
effettivamente responsabili del loro destino. Ogni tappa di questo
viaggio infernale è l’occasione per denunciare le tare della
società: il colonialismo africano, la disumanizzazione del lavoro,
la povertà delle banlieu parigine. Tuttavia questi aspetti negativi
sono attenuati dalla derisione e dall’ironia.

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Il ROMANZO DAL 1900 AL 1945: Nella prima metà


del 20° secolo il romanzo conosce un’espansione eccezionale
poiché il libro non è più solo un prodotto d’élite, ma grazie alla
scuola obbligatoria è diventato accessibile a tutti i francesi in
grado di leggere, ampliando così il suo pubblico e le vendite.
Grazie a ciò molti cominciano a dilettarsi nella professione di
scrittore. Questa produzione romanzesca, immensa e
diversificata, pone qualche problema quando si tenta una
classificazione, che sostanzialmente si divide in tre grandi filoni:

 I ROMANZI D’INQUIETUDINE SPIRITUALE: quegli scrittori nelle


cui opere la religione gioca un ruolo importante sia nei temi
trattati che nell’investigazione psicologica dei personaggi,
combattuti tra il bene e il male. La tematica principale è anche
il lutto interiore, la tentazione, la sofferenza, ma anche la
redenzione attraverso l’amore.
 CICLI ROMANZESCHI: il genere letterario ebbe fortuna già nel
19° secolo, anche quello del 20° offre dei grandi affreschi
storici e sociali che permettono di seguire la storia di più
generazioni e nelle stesso tempo di descrivere un’epoca.
( Jean-Christope/ Les Thibault/Les Hommes de bonne volonté).
 I ROMANZI DELLA GRANDEZZA UMANA: l’uomo è un essere in
conflitto perpetuo, ma si può trovare in lui la forza per
sormontare le difficoltà e per rendersi utili con gli altri.

BERNANOS: Nasce nel 1888 a Parigi. Studia lettere e


milita nel partito Action Française di estrema destra. Il suo
romanzo Sous le soleil de Satan ottiene un discreto successo
mentre Le Journal d’un curé de campagne, scritto durante il
suo soggiorno a Maiorca dove vive la guerra civile spagnola, è
considerato un capolavoro.
Schieratosi contro il franchismo scrive pamphlet (Les Grandes
Cimitières sous la lune) dove insorge contro le atrocità
commesse dai fascisti, rompendo definitivamente con l’Action.
Muore nel 1948.

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Nelle sue opere dipinge i personaggi in preda alle forze del


male in lotta contro quelle del bene. Questa psicomachia viene
vissuta come un tormento che conduce alla disperazione.

MAURIAC: Nasce a Bordeaux nel 1885. Molto presto viene


attirato dalla letteratura debuttando giovanissimo con la
poesia, ma il suo vero genio sta nei romanzi come Le Baiser
aux Lepreux, Genitrix, Desert de l’amour, che fanno di lui uno
degli scrittori cattolici più grandi del suo tempo. Oltre alla
scritture dei romanzi si cimenta anche nelle pièce teatrali,
saggi e biografia.
Nel 1952 vince il Premio Nobel per la letteratura. La landa e la
vigna costituiscono il decoro dei romanzi di M, radicate nella
sua regione natale. Queste due peculiarità introducono il
lettore nel centro della chiusa e ben pensante borghesia
terriera dove mette a nudo l’egoismo e le sue ossessioni.

MALRAUX: Lavorando in libreria comincia a scrivere. Parte


per l’Indocina per ritrovare se stesso ma viene imprigionato.
Scarcerato, resta comunque nel territorio orientale dove
scopre gli abusi del potere coloniale schierandosi dalla parte
degli indigeni. Il libro Les Conquerants alimenterà la leggenda,
insieme a La Condition Humaine, del sollevamento comunista
a Shangai nel 1927.
Durante la seconda guerra mondiale entra nella Resistenza,
stringendo una grande amicizia con De Gaulle, che lo
proclamerà ministro degli affari culturali.
LA CONDITION HUMAINE è un miscuglio di azioni violente e
riflessioni filosofiche e metafisiche. Gli eroi agiscono, ma
meditano anche, a testimonianza vi sono discussioni e
dibattiti.

SAINT-EXUPERY: Nel 1929 viene nominato capo aereo


nel deserto della Mauritania, mentre in seguito, fino al ’32 sarà
impiegato presso l’aeroposta argentina. Eterno viaggiatore, è
al contempo grande giornalista e reporter. Dal ’39 al ’40
combatte in varie missioni e nel ’43 raggiunge le forze francesi
libere. Continua la sua carriera militare fino a 44 anni, quando
sparirà in mezzo al deserto.

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L’opera letteraria di SE è interamente in linea con la sua vita.


Oltre a testimonianze autentiche, dà anche la possibilità di
capire le sue meditazioni sul senso della vita. Il primo romanzo
è Courrier Sud, seguito da Vol de Nuit, breve racconto che
presenta al grande pubblico la vita dei piloti di linea e le loro
azioni eroiche legate alle prime conquiste aeree.
Le Petit Prince, del ’45, lo consacra al successo.
PRIMA DEL 1914: All’alba del nuovo secolo Bergson e
la psicoanalisi di Freud hanno influenzato molto gli intellettuali
e gli scrittori i quali osservando queste teorie, hanno varcato
nuovi campi di analisi psicologica in contrasto con la visione
naturalista.
 BOUGET – romanzi psicologici e di idee. Si pose in
polemica rispetto alle correnti del naturalismo poiché
trovava che riducesse la vita al solo aspetto
deterministico.
 FRANCE – Non fu un grande creatore di personaggi ma
seppe esprimere con evidenza e ironia le sue produzioni
intellettuali. Fu uno scrittore attento e raffinato, fedele ad
una tradizione di purezza formale che è propria della
prosa francese.
 BARRèS – Nella trilogia di romanzi Le culte du moi, mostrò
un geloso individualismo. Il successivo sviluppo fece di B
il campione intellettuale del nazionalismo francese.
DOPO IL 1918: La generazione che cresce la
guerra è profondamente martoriata dal conflitto con
l’assurdo che pervade l’Europa. Si piega su se stessa e
cerca di superare il trauma; poco a poco cominciano a
comparire romanzi che parlano di massacri che
descrivono con termini crudi l’assurdità della guerra. A
partire dagli anni ’20, la Francia conosce un periodo di
grandi problemi politici, economici e sociali. Ritorna il
desiderio di integrare i personaggi in uno specifico
contesto sociale.
DOPO IL 1930: Gli anni ’30 marcano una svolta
nella storia del romanzo e i critici riconoscono nella
generazione dei romanzieri di questi anni la volontà di

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agire sul mondo per trasformarlo. I romanzieri di questo


periodo sono particolarmente sensibili agli eventi
contemporanei: alcuni si ritrovano nell’ideologia di destra,
altri percepiscono con ansia il pericolo che rappresenta
l’installazione in Europa di dittature. In questo periodo
storico si pone quindi il problema del senso della vita già
accennato da Céline.

ESISTENZIALISMO: un movimento filosofico letterario


È
incentrato sul concetto di esistenza. Dei filosofi tedeschi hanno
cominciato ad interrogarsi sull’esistenza umana pensata a
prescindere dal rapporto con il divino. Questi, tra cui Kirkegard,
hanno anche mostrato l’uomo come un essere vittima dell’angoscia
all’interno della misura in cui non è in grado di trovare un principio
razionale alla sua vita in questo mondo.

L’esistenzialismo non è solo un movimento di pensiero, ma diventa


anche una moda e uno stile di vita. Gli intellettuali amano ritrovarsi
insieme a discutere ma anche per ballare insieme al ritmo del jazz
americano. La vita intellettuale di questa gioventù si concentra nei
cabaret, nuovo luogo culto.

SARTRE: Nel1905 da una famiglia borghese. Dopo la morte di


suo padre conosce un’infanzia travagliata che racconta in Les Mots
dove tenta di spiegare l’uomo che è diventato attraverso l’infanzia
che ha subìto. Marcato da una parte dalla filosofia tedesca e
dall’altra dal marxismo, il suo esistenzialismo comincia a prendere
forma, pubblicando opere come L’Existentialisme est humanisme,
ma sono soprattutto saggi e racconti a renderlo famoso.

Nel 1938 pubblica La Nausée, poi 5 novelle del Mur, sulla guerra di
Spagna, ed i tre romanzi che mettono in piazza tutti il problema
dell’esistenzialismo e dell’azione. Sarà poi il teatro a riflettere
l’evoluzione del suo pensiero. Non ha mai risparmiato le sue critiche
a De Gaulle; a volte interpellato dalle autorità, S non è mai stato
infastidito per le sue idee.

Nel ’64 rifiuta il premio Nobel e pubblica come ultimo libro Les Mots,
una raccolta autobiografica che conclude il suo percorso prima della

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morte: è un classico della letteratura engagé, scritto durante il


periodo in cui l’autore formalizza il suo pensiero sulla letteratura.
Passando in rassegna la sua infanzia, S si pone la domanda su “chi”
sia diventato quel bambino.

La Nausée: traduce il male di vivere e il non sapere più che


significato dare all’esistenza. L’eroe Roquentin è preso da una
tragica angoscia esistenziale, arrivando anche a dubitare di se
stesso e del suo pensiero. Alla fine Roquentin crede di aver trovato
una soluzione nell’arte, ma questa soluzione verrà rigettata quando
S prenderà coscienza della realtà preferendo l’art engagé. In
questo libro la letteratura sembra la risposta al malessere
individuale di fronte all’assurdità dell’esistenza. Si pone lo scrittore
come interprete e il mondo è azione di cui lo scrittore è pienamente
responsabile.

ALBERT CAMUS: Nasce nel 1913 da una povera famiglia


algerina. La giovinezza è molto dura a causa delle guerre e della
tubercolosi. Scrive L’Envers et l’endroit, breve raccolta di saggi che
costituiscono parte della sua ideologia. Dopo la guerra del ’40 C
raggiunge la Francia dove pubblica, nel 1942 L’étranger, il romanzo
che incarna il sentimento dell’assurdo.

C è diviso da due ideologie: il sentimento dell’assurdo e la rivolta


attiva. Nel 1947 esce La Peste, che fa di C il profeta della rivolta. È
un romanzo simbolico dove la peste è una metafora del nazismo e
trova eco nella seguente opera L’Homme retrouvé: alla sua
apparizione, questo libro provoca una forte polemica contro
l’autore, soprattutto da Sartre che denuncia la sua attitudine
idealista. Nel 1957 gli viene assegnato il premio Nobel.

LE MYTHE DE SISYPHE: C sceglie di incarnare la sua filosofia di un


eroe della mitologia greca Sisifo, condannato a far rotolare senza
mai smettere una grossa pietra verso la sommità di una montagna.
Un destino che non ha senso, dunque Sisifo è l’eroe dell’assurdo per
eccellenza: l’uomo condannato ad una vita ripetitiva e inutile, ma
eroe perché ne è cosciente. Il mito è considerato come una
costrizione dell’umanismo ateo che serve a esorcizzare la
tentazione del suicidio.

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L’ETRANGER: Questo romanzo breve si costituisce attorno a due


avvenimenti collegati tra di loro; Mersault uccide su una spiaggia
uno sconosciuto arabo, ma la condanna verrà emanata perché il
giorno del funerale della madre non ha pianto: la giuria concorda
quindi che è un mostro dal cuore insensibile. Il protagonista sembra
assistere agli avvenimenti della sua vita, ma senza prenderne parte.
Lo accuseranno di essere straniero alla società, alla giustizia, a lui
stesso. La prima parte dura 18 giorni, la seconda 13 mesi. Tutta la
costruzione è al passé composé.

LA POESIA CONTEMPORANEA: I poeti all’inizio del 20°


secolo hanno percorso liberamente i cammini inaugurati da
Baudelaire e del simbolismo e hanno adottato le possibilità sonore e
visuali della lingua. Il surrealismo in particolare ha prodotto una
vera rivoluzione nella poesia durante il periodo tra le due guerre,
anche se molti se ne sono allontanati in un secondo momento. Tutto
è esploso poi nella poesia moderna dove sono state tirate al
massimo le risorse linguistiche: il poeta fa del linguaggio un oggetto
della sua ricerca. È sulla poesia che si registra l’eco dei dubbi e
dell’angoscia degli uomini, e un ritorno al lirismo come espressione
dell’io doloroso è percepibile.

PREVERT: nasce nel 1900 e partecipa al movimento surrealista,


ma una volta escluso trova la sua vocazione nel cinema e nella
canzone. Già in queste produzioni P lascia intravedere il poeta pieno
di umorismo e fantasia che diventerà. La sua prima raccolta,
Paroles, lo consacra al pubblico. Nelle ultime opere P conserva del
surrealismo l’anticonformismo. Sa giocare con le parole attraverso
giochi linguistici: allitterazioni, racconti in prosa mescolati a versi,
poesie, collage.

MICHAUX: HA una visione del mondo piuttosto tragica e la sua


opera, generalmente in prosa, traduce la sua ricerca ostinata di un
senso segreto delle cose. Edita la Nuit Remue, esplorazione di
territori sconosciuti e di fantasmi che infestano il suo universo
interiore. Con Plume, personaggio vittima di una serie di catastrofi,
il suo universo quotidiano di colpo si guasta. La tragedia è pero

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temperata da un humor acido. Misérable Miracle è un tentativo di


fissare le esperienze interiori che possono provocare le droghe.

OULIPO: Nella seconda metà del secolo sembra che la poesia


vada in due direzioni: da una parte un certo numero di scrittori
privilegia la ricerca linguistica sistematica: si tratta dei poeti
raggruppati sotto la rivista “Tel Quel” o del gruppo OULIPO. Nel
novembre del 1960 avviene il primo incontro dei membri, il cui
fondatore è Quenaeau, che iniziando la sua carriera nel surrealismo,
ha poi scritto il manifesto. Ma molti autori ritrovano in questo
periodo l’ispirazione in cui si mischiano lirismo e interrogazione
sull’esistenza.

CHAR: comincia con il surrealismo ma lo abbandona presto.


Durante la guerra dirige la maquis, descrivendo questa esperienza
in Feuillets d’Hypnos. Le successive raccolte sembrano tradurre la
volontà dell’uomo, in tutto quello che lo riguarda. La sua poesia,
sempre più sobria e piena di aforismi, si pone come mezzo di
conoscenza dell’uomo e dell’amore.

BONNEFOY: Nasce da una modesta famiglia operaia; nel ’43


dopo aver studiato e fatto concorsi, si trasferisce a Parigi dove
incontra Breton e aderisce al surrealismo.

JACCOTTET: Si consacra alla poesia molto presto e si interessa


alle traduzioni estere. J non è stato solo un poeta, ma anche critico.
La sua scrittura ferma e limpida si accorda ai realisti più semplici
che fanno niente meno che sentire l’illimitatezza del mondo.

PORGE: Les Parts des Choses mostra quanto il poeta sia


affascinato dagli oggetti, dai fenomeni e dalle persone in tutte le
loro funzioni e attraverso una lingua ricca dove inserisce anche
immagini, musica o dove l’etimologia delle parole possono
moltiplicare il senso. Il linguaggio, nel suo rigore e nella sua
precisione, gli permette inoltre di appropriarsi del mondo. Le sue
poesie, descrizioni, resoconti in prosa, ma le frontiere tra prosa e la
poesia si aboliscono: per ogni cosa, una forma differente da cui il
titolo di una delle sue raccolte Proemes ( poesie + prosa).

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PEREC: figlio di immigrati polacchi, perde i suoi genitori nei


campi nazisti. Il suo primo romanzo, Les Choses, denuncia
attraverso la vita di coppia di due piccoli borghesi la società
consumistica. Il suo estro è visibile in un altro romanzo: La
Disparition, senza e, ed in un altro solo con le e, Les Revenentes. Al
di là dell’eclettismo delle sue opere, c’è un’unità nei principi di
creazione letteraria: P ama citare altri autori, apprezza le descrizioni
oggettive, lavora sui ricordi che camuffa spesso sotto il puzzle della
forma e di giochi. LA VIE MODE D’EMPLOI: edito nel 1978, in cui P
ha fissato delle costruzioni incredibili: 99 capitoli raggruppati in 6
parti intorno all’immobile situato al numero 11 Rue Simon-
Crubellier. Lo stabile è diviso in 20 scomparti attraverso cui l’autore
passa in rassegna; vengono inseriti documenti non letterari (ricette,
formule matematiche): il tutto deve dare l’idea di un puzzle.

CANZONE: è una sintesi di più arti come poesia, musica, teatro


e danza. La canzone del 20° secolo si rifà ad una tradizione
francese che rimanda al medioevo. Si tratta di un genere poetico
che unisce melodie e testo: i poet-canzonieri creano loro stessi le
parole le musiche delle loro opere. BREL: belga, conquista il
pubblico con Qu’on n’a que l’amour. Evocando con sensibilità la
piccola gente, rivelando la bellezza dei gesti quotidiani, cantando di
amicizia e fratellanza, B prende le distanze denunziando il male
della società. BRASSENS: denuncia le ipocrisie della gente ben
pensante per prendere le difese dei ladri e della povera gente,
conquistando così il pubblico,.

NOUVEAU ROMAN: è un insieme di testi che mettono in


questione la tradizione romanzesca realista; intorno agli anni ’50
alcuni scrittori senza formare una scuola si incontrano nel loro
desiderio di rinnovare il genere romanzesco o la critica ha sentito il
bisogno di raggrupparli sotto la dicitura NUOVO ROMANZO. Si
rifanno a Joyce e Kafka e nei loro scritti affermano di rifiutare la
tradizione. Non c’è più un personaggio, un intrigo e una
verosimiglianza. Il romanzo non deve esistere per rapporto al reale,
ma per apporto alla sola oggettività di chi scrive. Il lettore non può
leggere la storia del romanzo identificandosi con il personaggio e
provando a comprendere la sua psicologia, ma deve leggere in

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maniera intellettuale mettendosi al fianco del romanziere e


cercando di seguire il suo metodo creatore.

I NUOVI CLASSICISTI: Non è un appellativo ufficiale, ma


raggruppa tutti gli autori di questo periodi storico le cui opere
hanno un carattere immutabile che le rende attuali in tutti i
momenti. Producono opere personali che non per forza fanno
riferimento al loro tempo e si mischiano tra classico e moderno.

GRAQUES: Nasce da una famiglia di artigiani della loira e diventa


professore. Il suo primo romanzo Au Chateau d’Argol è un racconto
sia surrealista che gotico, optando per uno pseudonimo misto tra
Julien Sorel e i Gracchi. Dopo la guerra continua la sua scrittura con
Le Beau Tenebreux che scrive in onore di Nerval; delle poesie
surrealiste, delle pièce. Contrario al sistema dei premi letterari,
rifiuta il Gouncourt. Dagli anni ’70 abbandona il romanzo per
dedicarsi alle novelle e infine glissa verso la sua autobiografia e i
ricordi di viaggi.

TOURNIER: Arriva al romanzo attraverso la filosofia. Decide di


iniziare a scrivere dopo aver fallito l’esame per l’insegnamento. I
libri di T offrono più chiavi di lettura: la lettura del mito (pollicino), la
lettura filosofica e quella stilistica: l’autore tocca tutti i registri, le
tecniche narrative, abolisce il tempo e lo spazio e ricorre
all’intertestualità. L’autore distrugge la morale stabilita dalla ricerca
ansiosa dell’assoluto.

VENDRERI OU LES LIMBES DU PACIFIQUE: T riprende il mito di


Robinson Crusoe ma lo trasforma radicalmente. La storia è la stessa
ma non è un inno alla civiltà: il libro di T ribalta completamente i
valori poiché Robinson fallisce nella sua missione civilizzatrice e, al
contrario, a contatto con Venerdi, l’essenza e la verità del mondo
primitivo emergono.

MODIANO: AL primo romanzo, La Place de l’étoile, seguono una


ventina d’altri in cui una tematica ossessiva ritorna quasi in tutti:
l’occupazione durante la guerra. I personaggi sono problematici,
vivono di espedienti, sembrano errare senza uno scopo preciso.

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LE CLEZIO: Nasce nel 1940 a Nizza da padre inglese e madre


delle Mauritius. Entra nel panorama letterario francese nel 1963 con
Le Proces Verbal: l’eroe, Adam Pollo, un giovane sbandato che
finisce per impazzire sembra tradurre il grido di inquietudine delle
giovani generazioni del mondo moderno. Il tema della città non
piacque al pubblico, cosi C lo abbandona. I suoi viaggi in America gli
fanno capire i reali segreti del mondo: tornare ad una civiltà
primitiva. Parallelamente ritrova l’universo dell’infanzia scrivendo
molte favole con bambini come protagonisti in una lingua sia
semplice, ma anche ricca di immagini e poesia. Conquista il pieno
successo con Desert dove racconta la storia della giovane Touareg
Lalla immigrata a Marsiglia dove diviene indossatrice.

YOUCENAR: Comincia a comporre giovanissima scegliendo di


anagrammare il suo nome da CRAYENCOUR a YOUCENAR. Viaggia
molto in Europa con lunghi soggiorni che si risolveranno nel 1968 in
L’oeuvre Noire, ma è nota soprattutto per Les Memoires D’Hadrien.
Le sue opere spaziano in vari campi, dalla poesia al teatro al saggio,
ma sono i romanzi i suoi capolavori dove tende ad una perfezione
classica moderna grazie allo stile pure e trasparente, ma moderna
per la tematica che rifiuta i tabu della società.

IL TEATRO: Alcuni artisti conservano le forme classiche della


composizione, come divisione delle unità aristoteliche e
composizione rigorosa dell’intrigo. Anche Sartre e Camus rientrano
in questo scenario risentendo entrambi di Bertol Brecht e del suo
dramma comunista. Altri drammaturghi invece ricercano il nuovo
rifiutando tutte le regole tradizionali. Questo raptus di rifiuto è
avvenuto intorno agli anni ’50.

ANOUILH: Scrive tante pièces vagliando vari generi, tra cui noir,
rosa e di costume. Porta gli spettatori in un universo dove si
affrontano degli esseri mediocri e vili da una parte e dall’altra
giovani eroi che per sete di purità rifiutano ogni compromesso: non
vogliono vedere nemmeno che il mondo dei sogni della loro infanzia
non corrisponde per niente alla realtà e non trovano altra via
d’uscita che la morte. È quindi un teatro pessimista con
protagonista un’umanità mediocre e a volte ridicola.

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GENET: Si fa conoscere per il suo teatro dove teorizza la sua


rivolta come in Les Bonnes; questa rivolta ha ispirato dei pezzi
sovversivi, con i quali si propone di mostrare la bellezza del male e
di esprimere la sua solidarietà con tutti i fuori casta della società.
L’autore vede nel teatro il mondo reale, mettendo sempre davanti a
sé l’illusione teatrale attraverso un linguaggio ricco che spazia dai
gerghi ad uno stile più aulico.

BECKET: Irlandese ma compositore di opere francofone. Pubblica


anche romanzi e novelle ma è il teatro l’attività principale. Il
principio fondamentale del teatro è rappresentare una storia con dei
personaggi dotati di personalità in un tempo e in uno spazio
determinato, ma con Becket tutto svanisce, mettendo così in risalto
il messaggio che l’uomo è una marionetta derisoria che funziona
per abitudine. I personaggi di B urtano contro un muro di
incomunicabilità e sottolineano i loro aspetti comici per mettere
ancora più in risalto lo loro assurdità. Sia Fin de Partie che En
attendant Godot sono facenti parte dell’anti-teatro.

IONESCO: Romeno d’origine, il teatro di I è stato classificato


come teatro dell’assurdo; con la produzione teatrale traduce lo
stupore dell’uomo che dispone di un’unica certezza: che morirà.
Non è un teatro di verosimiglianza che si accontenta di una
psicologia sommaria ma vuole sondare l’inconscio e le sue
profondità. Con la Chanteuse Chauve mette proprio in scena questo
linguaggio privo di senso; in Rhinoceros gli uomini si trasformano in
rinoceronti man mano che sono contagiati dal totalitarismo
collettivo.

SIMONE DE BEAUVOIR: Studia filosofia per poi dedicarsi


all’insegnamento. Nel 1929 incontrò Sarte e ne divenne la
compagna. In uno stile sobrio e preciso il suo primo romanzo,
L’Invitée, affronta un’analisi complessa e articolata della condizione
della donna del tempo. Seguirono Le Sang des autres e Les
Mandarins, forse la sua opera più significativo in cui riflette
sull’esistenza femminile e ricostruisce ile esperienze di un gruppo di
intellettuali di sinistra del dopoguerra.

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Approfondì ancora la ricerca dell’identità femminile nei romanzi Les


Belles Images e Une femme rompue; mentre nelle ultime opere è la
dolente meditazione sulla vecchiaia e la morte che irrompe: Une
morte très douce e La Cérémonie des adieux.

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