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N.

92 • OTTOBRE 2016 • 4,50 E

LA TOMBA
DEI MACEDONI
L’ULTIMA SCOPERTA
DELL’ARCHEOLOGIA

LA MECCA PRIMA

- poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, ne/vr
DI MAOMETTO
COM’ERA LA CITTÀ
CULLA DELL’ISLAM

LA BATTAGLIA
DI PAVIA
LO SCONTRO DECISIVO
DELLE GUERRE D’ITALIA

MACHIAVELLI

11,00 € - svizzera c. ticino CHF. 9,50- svizzera CHF. 9,90


E GUICCIARDINI
DUE VISIONI POLITICHE
NELL’ITALIA DEL ‘500

I NOBILI
periodicità mensile
germania

DELL’EGITTO
60092

772035 878008

COME VIVEVANO I FAVORITI DEI FARAONI


9
EDITORIALE

NZE
FIRE
LA ,
SCA
Per la civiltà italiana il Cinquecento rappresentò
uno scenario diverso dai due secoli precedenti, che avevano visto la
nascita dell’umanesimo. Questo, nato con la riscoperta del patrimonio
dell’età classica, che poneva l’uomo al centro del mondo e che era
permeato di ottimismo nei confronti della vita activa, cedette il passo
a una visione più disincantata, o comunque più realista ma nello stesso
tempo più vicina all’impegno politico-civile. Tale cambiamento di
prospettiva ha in Niccolò Machiavelli e in Francesco Guicciardini
i personaggi più rappresentativi. Per il nostro Paese, peraltro, non
si trattava di una novità. Alcuni studiosi hanno individuato un filo
conduttore del pensiero culturale-filosofico-civile che ha inizio
dal Dante della Monarchia ma anche della Commedia, prosegue nel
Cinquecento con Machiavelli e Guicciardini e in seguito con Tommaso
Campanella, Giordano Bruno, Giambattista Vico, Vincenzo Cuoco,
fino ai pensatori risorgimentali (Rosmini Serbati, Cattaneo, Gioberti).
È una specificità che ha, appunto, un filo conduttore nell’impegno
civile, nell’antidogmatismo, nella lontananza
dal razionalismo e dalla metafisica, sempre
calati nella realtà storica del tempo. Coscienza
civile, ma che, almeno fino all’Ottocento, quasi
mai coincise con una “coscienza nazionale”, nel
senso di Stato, mentre fu più vicina a un’idea
di nazione in senso di civiltà unificante.

GIORGIO RIVIECCIO
Direttore
N. 92 • OTTOBRE 2016 • 4,50 E Licenciataria de
NATIONAL GEOGRAPHIC SOCIETY,
LA TOMBA
NATIONAL GEOGRAPHIC TELEVISION
DEI MACEDONI
L’ULTIMA SCOPERTA
DELL’ARCHEOLOGIA Pubblicazione periodica mensile - Anno VII - n. 92 PRESIDENTE
LA MECCA PRIMA
DI MAOMETTO
COM’ERA LA CITTÀ
RICARDO RODRIGO
CULLA DELL’ISLAM
CONSEJERO DELEGADO
LA BATTAGLIA EDITORE: RBA ITALIA SRL
DI PAVIA ENRIQUE IGLESIAS
LO SCONTRO DECISIVO
DELLE GUERRE D’ITALIA Via Roberto Lepetit 8/10 DIRECTORAS GENERALES
MACHIAVELLI
E GUICCIARDINI
20124 Milano ANA RODRIGO,
DUE VISIONI POLITICHE
NELL’ITALIA DEL ‘500
Direttore generale: STEFANO BISATTI MARI CARMEN CORONAS
I NOBILI Direttore responsabile: GIORGIO RIVIECCIO
DELL’EGITTO
COME VIVEVANO I FAVORITI DEI FARAONI
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seconda edizione natura. La bisessualità dell’Accademia Autore di: Storie Autrice di: Da Figline a INTERNATIONAL PUBLISHING
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Etruscae, Fabrizio Serra Rizzoli - L’ambiguo Autore di: Ebla, un e idee in movimento del prete Michele in President, ROSS GOLDBERG Vice President of
editore malanno. Condizione e impero ritrovato, Celti e Germani. Egitto e in Terrasanta Strategic Development, ARIEL DEIACO-LOHR,
Autore di: Le iscrizioni immagine della donna Einaudi Storia dell’Arte L’europa e i suoi (1489-1490), Viella KELLY HOOVER, DIANA JAKSIC,
bilingui etrusco-latine, nel mondo greco e dell’Oriente Antico, antenati Encyclomedia Editore Caccia alle JENNIFER JONES, JENNIFER LIU,
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4 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


LA CITTÀ PROIBITA A PECHINO.
La corte imperiale fu il grande centro
che diede slancio alle innovazioni
tecniche e scientifiche cinesi.

Grandi storie Rubriche


7 ATTUALITÀ
22 La vita di un nobile egizio
I fortunati che entravano alla scuola di Palazzo iniziavano una carriera
10 PERSONAGGI STRAORDINARI
al servizio dello Stato che poteva portarli a cariche prestigiose. DI J. M. PARRA Harvey, pioniere
della fisiologia
Nel XVII secolo, il medico
34 L’origine degli indoeuropei inglese scoprì il funzionamento
Alla ricerca delle radici del popolo che parlava una protolingua dalla quale, della circolazione sanguigna
secondo gli esperti, sono derivate le lingue europee. DI O. PUJOL
14 L’EVENTO STORICO
44 La tomba di Anfipoli I romani alla ricerca
delle sorgenti del Nilo
Nel 2014, gli scavi di un tumulo funerario nel Nord della Grecia hanno La spedizione voluta da Nerone
portato alla luce una magnifica tomba macedone. DI A. J. D. MONEDERO si fermò soltanto a mille
chilometri dall’obiettivo
56 La Mecca prima di Maometto 18 VITA QUOTIDIANA
Da secoli commercio e religione erano intimamente uniti in Parigi ostaggio
quella che sarebbe divenuta la culla dell’Islam. DI D. BRAMON degli apache
Terrore e fascino delle
68 Le grandi invenzioni della Cina bande parigine nei
Diverse invenzioni portarono l’antica Cina all’avanguardia primi del Novecento
dello sviluppo tecnologico dell’umanità. DI R. G. BENITO 106 GRANDI
SCOPERTE
82 La battaglia di Pavia La porta
Lo scontro, nel 1525, fra gli eserciti dell’imperatore di Ishtar
Carlo V e di Francesco I, sovrano di Francia, per il Rinvenuta nel 1902,
dominio sull’Italia. DI VITTORIO H. BEONIO BROCCHIERI la porta di Babilonia
si trova ora a Berlino.
94 Guicciardini e Machiavelli 110 LIBRI E MOSTRE
Due diversi interpreti della politica che caratterizzò l’Italia 112 ITINERARI
del Quattrocento e Cinquecento. DI VINCENZO LAVENIA
114 PROSSIMO NUMERO
IL SACERDOTE TETI E LA MOGLIE CON LE MANI INTRECCIATE. MUSEO EGIZIO, BERLINO.
AT T UA L I T À

SANDRO VANNINI / CORBIS / GETTY IMAGES


SU ALCUNI OGGETTI del corredo del
faraone Tutankhamon il suo nome
è stato inciso in sostituzione di uno
precedente: questo si spiegherebbe
perché il re cambiò il suo nome
originale, Tutankhaton, dopo aver
XXXXXXXXXXXXX X XXX XX
BPK / SCALA, FIRENZE

XXXXX XXXXXXXXX XXXXXX XXXXX


HOWARD CARTER ESAMINA accolto il culto di Aton
XXXXXche aveva
XXXXXX XXX XXX XXXXX
LA MUMMIA DI TUTANKHAMON, LA CUI
TOMBA È STATA SCOPERTA NEL 1922. istituito suo padre Akhenaton.
XXXXXX XXX XXX XXXXX XXXX

ANTICO EGITTO

Per chi era la maschera


ART ARCHIVE

di Tutankhamon?
L’archeologo Nicholas Reeves avanza l’ipotesi che la maschera
funebre di Tutankhamon fosse destinata a Nefertiti

L’
egittologo britannico Secondo Reeves, diver- leggere, sotto segni di abra-
Nicholas Reeves è di si indizi supportano que- sione su cui è stato inciso il
LA REGINA NEFERTITI nuovo al centro di po- sta ipotesi, come la lega nome Tutankhamon, il testo
(visibile sul rilievo) fu lemiche, questa volta della parte del viso, diver- originale scritto su di essa:
la moglie di Akhenaton, sul destinatario originale del- sa da quella del resto della «Amato da Neferkheperura»,
padre di Tutankhamon,
faraone della XVIII la famosa maschera d’oro che maschera da cui, peraltro, è uno dei nomi di Akhenaton,
dinastia. La coppia copriva il volto della mummia separata. Si distinguono an- marito di Nefertiti.
ebbe 6 figli, ma nessun di Tutankhamon. Le scoperte che fori per i pendenti alle Tutto ciò rende ancora
maschio (Tutankhamon derivate dallo studio a cui è orecchie, il che continua a più emozionante il mistero
fu adottato). Il mistero stata sottoposta l’opera du- essere curioso tenendo con- e potrebbe supportare l’ipo-
circonda Nefertiti, rante la sua ultima operazione to che i faraoni adulti non tesi che parte del corredo fu-
tanto per la brusca di restauro sembrano indicare sono mai stati rappresentati nerario di Nefertiti sia stato
interruzione delle
sue rappresentazioni che la maschera funebre del con questo tipo di ornamen- adattato per Tutankhamon,
ufficiali quanto in faraone bambino non fosse to. Infine, grazie alla nuova e che la tomba di questo fa-
relazione al luogo della stata disegnata per lui, ma per illuminazione disposta per la raone potrebbe nascondere
sua sepoltura. un’altra persona, e precisa- maschera nel Museo Egizio anche il luogo di sepoltura
mente per la regina Nefertiti. del Cairo, Reeves ha potuto della famosa regina.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 7


AT T UA L I T À

LE TENTAZIONI DI
SANT’ANTONIO. MUSEO DEL
PRADO, MADRID.

L’ESTRAZIONE DELLA PIETRA


DELLA FOLLIA. MUSEO DEL

ERICH LESSING / ALBUM


PRADO, MADRID.
ALBUM

CONTROVERSIE ARTISTICHE
ORONOZ / ALBUM

Il Museo del Prado


“perde” tre Bosch
Alcuni specialisti olandesi hanno escluso l’autorialità di tre
delle opere del geniale pittore fiammingo conservate a Madrid

U
n gruppo di esperti Al contrario, gli specialisti ponibili per verificare così i
olandesi del Bosch olandesi ritengono che una cambiamenti e confrontare
HIERONYMUS BOSCH Research and Con- tavola conservata al Museo le caratteristiche della pen-
(qui ritratto in età servation Project Nelson-Atkins, a Kansas Ci- nellata. Gli esperti del Pra-
avanzata) nacque (BRCP) ha dichiarato che tre ty, finora attribuita a un allie- do hanno respinto queste
a ‘s-Hertogenbosch
(Bolduc) nel 1453. opere del Museo del Prado vo di Bosch, sia stata in realtà conclusioni, che ritengono
Il suo vero nome era attribuite al grande pitto- dipinta proprio dal maestro fondate su apprezzamenti
Jeroen Anthoniszoon re fiammingo Hieronymus fiammingo. stilistici soggettivi, e hanno
van Aken. Nel suo Bosch sono opere di suoi al- annunciato la realizzazione
peculiare stile trovano lievi. I dipinti in questione Conclusioni discusse di controanalisi. Intanto, in
particolare spazio il sono L’estrazione della pietra Per arrivare alle loro con- occasione del quinto cente-
grottesco e l’onirico. della follia e Le tentazioni di clusioni, gli esperti hanno nario della morte di Bosch,
L’artista non datò i suoi
quadri e ne firmò solo Sant’Antonio, a cui si aggiun- analizzato migliaia di foto- il Prado ha organizzato una
alcuni, e ciò rende ge I sette peccati capitali, la grafie con un programma mostra che espone, oltre alle
più complesse e incerte cui autorialità era già stata informatico che raccoglie 65 tele del museo, contribu-
le attribuzioni. verificata da questo gruppo tutte le opere del maestro e ti provenienti da istituzioni
di esperti alla fine del 2015. le dispone in strati sovrap- museali di tutto il mondo.

8 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


PERSONAGGI STRAORDINARI

Harvey, lo scopritore della


circolazione sanguigna
Nel XVII secolo, il medico inglese scoprì il funzionamento della circolazione sanguigna
nel corpo umano, stravolgendo le teorie consolidate in Occidente dal II secolo.

N
el 1628, il medico e ana- e poi tornava al cuore. Nonostante ciò,

Una diversa tomista inglese William


Harvey pubblicò a Fran-
questo filosofo e medico non definì le
vie di questa circolazione per eccessivo
visione del coforte Exercitatio ana- timore rispetto alla tradizione galenica

corpo umano tomica de motu cordis et


sanguinis in animalibus. Questo libro
che imperava in Europa.

di poco più di 70 pagine illustrato con Le idee di Galeno


1543
quattro tavole, in cui esponeva la sua Le tesi di Galeno erano state seguite
Andrea Vesalio, in De dimostrazione della circolazione del per secoli. Queste ritenevano che gli
humani corporis fabrica,
offre una nuova visione sangue nel corpo umano, metteva la alimenti assorbiti nello stomaco e
dell’anatomia, lontana parola fine sulle teorie sostenute nelle nell’intestino fossero elaborati dal
dalle teorie di Galeno. scuole di medicina sin dall’antichità. fegato, che produceva il sangue, che
Come in tanti altri campi della co- nutriva tutti i tessuti.
1578 noscenza, molti secoli prima la scien- Il concetto di ritorno sanguigno non
za orientale aveva anticipato quella era noto. Si pensava che le vene portas-
William Harvey nasce
a Folkestone. Dopo gli europea su tale questione. In uno dei sero il sangue, ma che le arterie fossero
studi a Cambridge, nel principali manuali di medicina cinese, vuote (da qui il loro nome, derivante
1602 si laurea in medicina scritto 2600 anni prima della nostra dal greco artería,“canale respiratorio”).
all’Università di Padova.
era, si affermava che «tutto il sangue Per far fronte al continuo consumo di
dell’organismo è diretto dal cuore, sangue, la sua produzione doveva es-
1628 forma un circolo e non si ferma mai». sere costante. D’altra parte, un eccesso
Viene pubblicata l’opera Nel XIII secolo, il medico arabo Ibn di sangue avrebbe alterato l’equilibrio
di Harvey che avanza al-Nafis descrisse a sua volta quella del metabolismo: per questo era uso
nuove teorie sul che denominava «piccola circolazio- praticare salassi per ristabilirlo.
funzionamento della
circolazione sanguigna. ne». In Occidente, i dogmi classici di Contraddicendo questa tradizio-
Galeno, medico greco del II secolo d.C., ne millenaria, che non aveva alcuna
furono messi in discussione solo da relazione con l’esperienza, anatomi-
1657 Michele Serveto (1511-1553), che affer- sti come Andrea Vesalio (1514-1564)
William Harvey muore. mò che il sangue cominciarono a dimostrare che l’ar-
A distanza di 15 anni la venoso arrivava ticolazione delle funzioni dei diffe-
circolazione sanguigna
si insegna in Francia per ai polmoni, dove renti organi faceva del corpo umano
volontà di Luigi XIV. veniva depurato un’autentica “fabbrica”.

1661
Malpighi mostra il
Harvey dimostrò la doppia
circolazione del sangue attraverso
LOREM IPSUM

collegamento fra
vene e arterie grazie
a Harvey e all’uso vene e arterie, spinta dal cuore
del microscopio.
COPERTINA DI MOTU CORDIS ET SANGUINIS, CHE HARVEY PUBBLICÒ NEL 1628.
AGE FOTOSTOCK

10 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


PERITO FORENSE
E MEDICO
DI CORTE
NEL 1618 HARVEY fu nominato
medico di corte. Vegliò sulla
salute di Giacomo I durante
la grave malattia che colpì il
sovrano nel 1625 e fece parte
della corte, dove fu chiamato a
occuparsi dei processi contro
la stregoneria. Il re lo volle co-
me esperto in varie occasioni:
Harvey salvò la vita di diverse
donne accusate di stregone-
ria che, senza il suo interven-
to, non sarebbero sfuggite alla
condanna a morte. In un’occa-
sione, rivelò una frode a propo-
sito di un presunto demonio in-
carnato in un rospo: lo aprì con
un bisturi che portava sempre
con sé e verificò che si trattava
di un comune anfibio.
WILLIAM HARVEY REALIZZA UN ESPERIMENTO
DI FRONTE A RE CARLO I PER DIMOSTRARE LA SUA
TEORIA SULLA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE.

RUE DES ARCHIVES / ALBUM

Lo scetticismo e le tecniche del da varie patologie, cercò di uccidersi animali. Dimostrò che attraverso vene
medico belga influenzarono in modo con il laudano (tintura di oppio) nel e arterie nel corpo umano si stabiliva
rilevante William Harvey, nato a Folke- 1651, ma morì sei anni dopo, vittima una doppia circolazione sanguigna:
stone, in Inghilterra. La sua grande di un’emorragia cerebrale. nelle vene circola il sangue che arriva
attitudine agli studi e la passione per al cuore dagli organi, e attraverso le
la medicina, che manifestò fin dalla Dal cuore agli organi arterie quello che viene distribuito nel
più giovane età, gli aprirono le por- Il contributo di Harvey fu fondamen- corpo. Individuò il motore di questa
te del Gonville and Caius College di tale per il progresso delle conoscenze circolazione nel cuore e non nel fe-
Cambridge e dell’università di Padova, mediche. Accettò come indiscutibili gato e dimostrò che il sangue non si
dove si laureò nel 1602. solo le conclusioni fondate su esperi- rinnovava incessantemente, ma che
Al suo ritorno in Inghilterra, si de- menti ripetuti, in accordo con direttrici era un elemento costante, in perenne
dicò all’insegnamento universitario, critiche e oggettive che documentò nel movimento.
tenendo lezioni di teoria settimanali prologo della sua opera. A tale scopo Alle tesi di Galeno, che postulavano
e sei lezioni anatomiche all’anno su realizzò numerose dissezioni di corpi la continua produzione di sangue da
corpi di criminali giustiziati. Colpito umani e di una quarantina di specie parte dell’organismo, Harvey oppose le

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 11


PERSONAGGI STRAORDINARI

BANQUETING HOUSE. L’edificio è tutto


ciò che resta del palazzo londinese di
Whitehall, dove vissero Giacomo I e
Carlo I, al cui servizio lavorò Harvey.
AKG / ALBUM

sue osservazioni. Calcolò che il volume un volume minore di sangue. Il battito delle tempie, del collo e dei polsi. La
pompato ogni ora dal cuore (circa 270 del cuore regolava questo passaggio del scoperta della circolazione gli permise
litri) corrispondeva a oltre tre volte il sangue attraverso le arterie e poi il suo di spiegare perché veleni o infezioni
peso di un uomo di medie dimensio- ritorno attraverso le vene fino al cuore. di specifiche aree del corpo – causati
ni. La produzione di tanto sangue in Effettuò osservazioni praticando per esempio da morsi di serpente o di
così poco tempo era con ogni evidenza flebotomie (incisioni delle vene), pro- animali rabbiosi – agissero su tutto
impossibile. A partire da questa con- vocando aneurismi arteriosi (ano- l’organismo. Posto che il sangue non
statazione, stabilì che fosse plausibile male dilatazioni dei vasi sanguigni) venisse consumato, non avanzò però
pensare a una circolazione continua di e auscultando le pulsazioni a livello ipotesi a proposito della funzionalità
del fegato, del ruolo della respirazione
o delle modalità con le quali gli organi
ricevevano il nutrimento.
Inoltre, le scoperte di Harvey non
STUDI SUGLI ANIMALI furono completate perché egli non
potè mai dimostrare la connessione
NEL 1628, Harvey pubblicò Exercitatio anato- fra vene e arterie. Attraverso le prime
mica de motu cordis et sanguinis in animalibus. scorreva il sangue“galenico”, di colore
In essa riporta i suoi esperimenti basati sulla molto scuro e non ossigenato, e attra-
vivisezione di animali di diverse specie e de- verso le seconde il sangue ossigenato,
scrive in modo dettagliato il funzionamento di colore scarlatto dopo il passaggio
dell’apparato circolatorio animale, che este- attraverso i polmoni.
se all’organismo umano. A quattro anni dalla morte del me-
HARVEY DISSANGUA UN ANIMALE DI FRONTE A CARLO I. INCISIONE. XIX SEC. dico inglese, sarebbe stato Marcel-
lo Malpighi (1628-1694) a rivelare la
GRANGER COLLECTION / AGE FOTOSTOCK

12 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


Come circola
il sangue
nelle vene
HARVEY VOLEVA dimostrare che le
vene sono vie di ritorno del sangue
al cuore e che le valvole venose
costringono il sangue a seguire
un unico percorso verso que-
sto organo: «Le valvole sono
fatte affinché il sangue non si
muova se non in una direzio-
ne, verso il centro del corpo,
quando proviene dalle estre-
mità, infatti tale movimento
apre facilmente le valvole
e il movimento contra-
rio le chiude». Per tale

SINISTRA: BRIDGEMAN / ACI; DERECHA: AGE FOTOSTOCK


motivo realizzò l’espe- Harvey legò un laccio al braccio di un Poi premette in un punto con un dito
volontario, che nel mentre afferrava per interrompere il flusso sanguigno,
rimento illustrato accanto. con la mano un oggetto, e attese impedendo che il sangue seguisse
che i vasi sanguigni si gonfiassero il suo percorso verso il cuore.
VISIONE TRADIZIONALE DEL SISTEMA per via dell’accumulo del liquido che Di conseguenza il tratto compreso
CIRCOLATORIO IN DE ARTE PHISICALI ET
DE CIRURGIA (1412), DI JOHN ARDERNE. circola attraverso di essi. Le piccole fra i punti O e H si svuotò di sangue,
protuberanze allungate (indicate con le fatto che dimostrava l’esistenza
DISEGNO TRATTO DA OPERA OMNIA lettere B, C, D, E) avrebbero indicato di una valvola in O che impediva
DI W. HARVEY EDITA A LONDRA NEL 1766. la presenza delle valvole venose. il reflusso del sangue.

connessione fra i sistemi venoso e valore accademico delle idee di Har- Il conservatorismo che dominava
arterioso. Ci riuscì attraverso il micro- vey: nel 1672, il Re Sole dispose che il l’esercizio della medicina spiega per-
scopio, strumento con il quale scoprì medico Pierre Dionis insegnasse la ché, mezzo secolo dopo la morte di
l’esistenza di minuscoli condotti, i circolazione sanguigna. Harvey, Luigi XIV – il suo grande so-
capillari sanguigni. Paradossalmente, Harvey fu poco stenitore accademico – fosse ancora
innovativo per quanto riguardava la curato con rimedi inveterati. Nel cor-
Affezioni e disaffezioni medicina applicata e sostenne la prati- so dell’esistenza il sovrano sarebbe
Le scoperte di Harvey si scontrarono ca dei salassi, che la tradizione indicava stato sottoposto a duemila purghe,
con l’ambiente tradizionale dell’epoca. per il trattamento di infiammazioni, centinaia di clisteri e 38 salassi. Prati-
Dopo la pubblicazione della sua opera febbri e molte altre patologie, e anche che di questo genere avrebbero con-
non si contarono le accuse contro di lui per contrastare le emorragie. Dopo la tinuato a incidere sulla salute di reali
da parte di pastori anglicani e medici. pubblicazione della sua opera vennero e aristocratici europei, generazione
Venne accusato di ciarlataneria e la discusse le aree più adatte per realiz- dopo generazione: le scoperte nel cam-
sua attività di medico ne risentì. Le zare le incisioni: lontano dalle lesioni po dell’anatomia e della biologia avreb-
resistenze alle sue scoperte ebbero eco o sul lato opposto del corpo. bero impiegato secoli a tradursi in ri-
nel continente e coinvolsero famosi Lo stesso Harvey si dimostrò po- sultati più concreti.
scrittori dell’epoca. co innovativo sulle terapie e non
BERNAT HERNÁNDEZ
Perfino Molière condivise ne Il ipotizzò nemmeno la possibilità UNIVERSITÀ AUTONOMA DI BARCELLONA
malato immaginario le tesi di Harvey. di realizzare trasfusioni sanguigne.
Cartesio, che inizialmente accettò le Fu il chirurgo britannico Richard Lower
idee sulla circolazione del sangue, finì (1631-1691) a effettuare i primi ten- Per SAGGI
L’evoluzione della medicina
per respingere la teoria sulla funzione tativi in questo campo, con esiti non saperne moderna
di più William Osler. Sampognaro
motoria del cuore. Carlo I di Inghilterra valutabili, visto che utilizzò sangue di & Pupi, Siracusa, 2010
e Luigi XIV di Francia riconobbero il cani e agnelli.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 13


I romani alla ricerca
delle sorgenti del Nilo
Nel I secolo d.C. Nerone organizzò una spedizione per trovare le sorgenti del Nilo,
ma i suoi membri, dopo un viaggio difficile, si fermarono a mille chilometri dall’obiettivo

D
ove si trovassero le sor- africano. Vennero situate nella zona il Vecchio e Cassio Dione, non solo
genti del Nilo e le cause che greci e romani conoscevano come pretendeva di risolvere l’enigma sulla
delle sue periodiche pie- Etiopia – a sud dell’Egitto –, si spe- nascita del fiume, ma fu anche molto
ne stagionali furono fra i culò sulla possibilità che si trovassero utile per realizzare un sopralluogo del
maggiori enigmi dell’an- sulle montagne dell’Atlante (nell’at- territorio, in vista di una possibile
tichità. Nonostante che faraoni, impe- tuale Marocco) e si ipotizzò anche espansione militare dell’Impero ro-
ratori, studiosi ed esploratori avessero un’origine sotterranea del fiume. mano verso il sud dell’Egitto.
cercato di individuare il Caput Nili, che Durante il regno dell’imperatore La spedizione fu effettuata fra gli
garantiva all’Egitto la sua ricchezza, il Nerone (54-68 d.C.) venne organiz- anni 61 e 63 d.C. e prese avvio nella
segreto sarebbe rimasto tale fino alla zata la spedizione che – nell’anti- città di Siene, l’attuale Assuan. La
metà del XIX secolo. chità – si sarebbe avvicinata di più missione era composta da un distac-
Nel mondo antico circolavano di- alle fonti del fiume. Questa missio- camento di pretoriani agli ordini di
verse teorie a proposito dell’ubica- ne, di cui conosciamo i particolari un tribuno militare e di due centu-
zione delle sorgenti del grande fiume attraverso le opere di Seneca, Plinio rioni: questi ultimi provenivano da

14 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


L’EVENTO STORICO

CULTURE IMAGES / ALBUM


LA VERA ORIGINE DEL FIUME
QUESTA MAPPA DEL XIV SECOLO, fondata sulle indicazioni di Claudio Tolomeo
– il geografo alessandrino del II secolo d.C. –, situa le sorgenti del Nilo
MOSAICO DEL NILO. Al museo
archeologico di Palestrina si trova
Bianco sugli enigmatici Monti della Luna, «da cui i laghi del Nilo ricevono
il magnifico mosaico romano del I le nevi». Ma le sorgenti furono localizzate soltanto nel 1862, quando
secolo a.C. che raffigura diverse scene l’esploratore britannico John H. Speke, dopo lunghe ricerche, individuò
della vita sulle sponde del fiume. quelle del Nilo Bianco nel Lago Vittoria.

DEA / ALBUM

una guarnigione romana di stanza miti, da Primis (l’attuale Qasr Ibrim, sconosciute nel mondo mediterraneo,
in Egitto. Partirono controcorrente un centinaio di chilometri a sud di fra esse pappagalli e “sfingi”, queste
verso Maharraqa, l’enclave più a sud Maharraqa) e da Acina, Pitara e Tergedo. ultime sicuramente un tipo di scim-
governata dai romani, situata a circa mia. Anche Plinio indica che a parti-
120 chilometri da Siene. Oltre i confini re da Tergedo gli esploratori videro
Così si addentrarono in Etiopia, che Plinio, che ebbe sicuramente accesso dei cinocefali, esseri che la mitologia
a quel tempo era dominata dal regno al resoconto ufficiale della spedizione, tradizionale rappresentava con corpo
cuscita di Meroe (antico popolo il cui racconta che la zona attraversata dalla umano e testa di cane, anche se pro-
nome deriva da Kush, primogenito di missione risalendo il corso del Nilo era babilmente si trattava di un qualche
Cam). Il percorso seguito dalla spedi- disabitata. Gli esploratori marciarono tipo di babbuino.
zione, e delle cui distanze gli esploratori attraverso un luogo desolato e abban- Oltre agli impedimenti specifici del
presero nota con molta precisione, li donato, forse per via dell’insicurezza territorio e alle alte temperature della
fece passare da Tama, la regione dove, che caratterizzava la frontiera fra Egitto zona, la missione dovette affrontare
secondo quanto narra ed Etiopia, o forse per via del degrado gli ostacoli naturali presentati dallo
Plinio il Vecchio, dello stesso ambiente naturale. stesso fiume: nel tratto fra Siene e
vivevano gli Nel loro percorso, i membri della Meroe esistono sei cateratte, e ciò
etiopi evoni- spedizione osservarono specie animali costrinse la spedizione ad aggirar-
le proseguendo via terra in diverse
occasioni. Dopo un difficile e lun-
Gli esploratori romani videro go tragitto, la spedizione raggiunse
dei cinocefali, esseri con corpo Napata. Secondo Plinio, questo fu il
primo sito abitato a cui arrivarono
umano e testa di cane
DEA / AGE FOTOSTOCK

gli esploratori che abbandonarono


l’Egitto. Questa città, all’epoca un
L’IMPERATORE NERONE. BUSTO DI MARMO. MUSEI CAPITOLINI, ROMA. piccolo villaggio, era stata in passa-

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 15


L’EVENTO STORICO

LA NECROPOLI REALE DI MEROE

ALDO PAVAN / AGE FOTOSTOK


conserva oltre duecento tombe
della civiltà cuscita, che si
sviluppò sulle sponde del Nilo.

to la capitale del regno cuscita, ma frivano una testimonianza tangibile ventava più abbondante e poterono
aveva perso potere e ricchezza do- della passata potenza della regione. osservare alcune zone boscose e anche
po la distruzione subita nell’anno Arrivata fin qui, la missione aveva tracce di rinoceronti ed elefanti.
591 a.C. per mano del faraone egizio percorso circa mille chilometri dal
Psammetico II e il successivo spo- suo punto di partenza a Siene. I mem- La sorgente “sotterranea”
stamento della capitale più a sud, a bri della spedizione continuarono ad In quel momento governava il regno
Meroe. Nonostante ciò, gli esploratori avanzare controcorrente fino a rag- cuscita la candace o regina Amanikha-
poterono osservare palazzi, templi e giungere Meroe, la capitale del regno tashan (62-85 d.C.), che ricevette i
piramidi disseminati nel territorio cuscita. Vicino alla capitale nubiana membri della spedizione e offrì loro
vicino a Napata, costruzioni che of- si resero conto che la vegetazione di- dei salvacondotti affinché la missio-
ne potesse proseguire senza pericoli
con l’aiuto delle vicine tribù del sud.
Inoltre, la candace meroita offrì loro
guide e una scorta militare.
MEROE, TERRA DI REGINE Una volta riposati e rifocillati, gli
esploratori proseguirono il loro
BRACCIALE appartenente al corredo della cammino verso le sorgenti del
regina Amanishakheto, una battagliera Nilo. Superata la sesta cascata,
sovrana cuscita che affrontò le truppe di vicino all’attuale città di Khar-
Augusto. Le decorazioni, che mostrano tum (la capitale del Sudan), gli
l’influenza egizia, presentano caratteri- esploratori videro come il fiume
stiche che si attribuivano solo ai faraoni. si biforcava in due grandi corsi
LA DEA ALATA MUT. I SECOLO A.C. MUSEO EGIZIO, BERLINO. d’acqua. Su raccomandazione
delle guide cuscite scelsero di
BPK / SCALA, FIRENZE

16 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


Uno sguardo
romano
sul Nilo
IL MOSAICO DEL NILO O MOSAI-
CO BARBERINI venne realizzato
nel I secolo a.C. a Praeneste
(oggi Palestrina) ed è com-
posto da scene indipendenti
che offrono una rappresen-
tazione idealizzata del paese
del Nilo, dei suoi abitanti e di
alcune specie animali; è una
dimostrazione eccezionale
del fascino che l’antico Egitto
esercitava sulla società roma-
na. Questo dettaglio mostra
l’alto corso del fiume e la sua
fauna: primati e grandi felini.
MOSAICO BARBERINI O MOSAICO DEL
NILO (DETTAGLIO). I SECOLO A.C. MUSEO
ARCHEOLOGICO PRENESTINO, PALESTRINA.

DEA / ALBUM
seguire il braccio più a ovest del fiume, fiume fuoriusciva con potenza». Per interruppero la marcia dei membri
che oggi conosciamo come Nilo Bian- il filosofo, era una prova sufficien- della spedizione romana. Nonostante
co, invece di proseguire lungo il Nilo te per pensare di essere arrivati alle questa zona non sia l’autentico Caput
Azzurro, il ramo più a est. Quest’ul- sorgenti del Nilo, originate da una Nili, la spedizione neroniana fu, senza
timo, chiamato al-nahr-al-Azraq in fonte sotterranea. Anche i membri dubbio, quella che nell’antichità si
arabo, proviene dal lago Tana, sull’al- della spedizione credettero di aver avvicinò maggiormente al lago Vit-
topiano etiope, dove cadevano le piog- raggiunto il loro obiettivo, perciò poco toria, scoperto dagli europei nel 1862
ge primaverili che causavano le piene dopo intrapresero il viaggio di ritorno. e considerato l’origine del Nilo.
annuali del fiume. Considerando la descrizione che i I membri della spedizione si sareb-
Dopo diversi giorni in cui avanza- centurioni offrirono del luogo a cui bero fermati a un migliaio di chilo-
rono controcorrente, gli esploratori arrivò la spedizione, gli storici si sono metri dalla meta del loro obiettivo,
notarono che il paesaggio cominciava determinati a situarlo nella zona del distanza affatto trascurabile se con-
a trasformarsi e che le rive del fume Sudd, nelle terre dell’attuale Sudan sideriamo gli oltre 6.500 chilometri
non erano più riconoscibili per l’e- del Sud, una superficie paludosa do- di lunghezza di questo fiume e gli ele-
stendersi di un’enorme area paludosa. ve il corso del fiume si frammenta in mentari sistemi di trasporto a dispo-
In essa crescevano grandi masse di innumerevoli canali nei quali cresce sizione nel mondo antico.
vegetazione molto compatta, che si il papiro e dove vivono ippopotami e JORGE PISA SÁNCHEZ
mescolavano con il fango formando coccodrilli. Questa regione si estende STORICO
lagune e stagni che impedivano l’a- per migliaia di chilometri quadrati e
vanzamento delle imbarcazioni. durante la stagione delle piogge ar- Per Storia del Nilo
Secondo Seneca, i membri del- riva a occupare un’estensione delle saperne Bernard Pierre. Rizzoli, Milano,
1982.
la spedizione raccontarono che, a dimensioni dell’Inghilterra, quindi di più Storia naturale
quest’altezza, avevano contempla- doveva essere invalicabile in epoca Gaio Plinio Secondo.
Einaudi, Torino, 1983.
to «due rocce, dalle quali la forza del antica. Lì, le condizioni geografiche

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 17


V I TA Q U OT I D I A N A

Gli apache
di Parigi: banditi
di periferia
Agli inizi del XX secolo, bande di malavitosi seminarono il
panico a Parigi e crearono uno stile di vita che fece scalpore

I
ntorno al 1900, Parigi era una città bande con nomi suggestivi o minac-
ricca di contrasti. Da un lato c’era ciosi – Cuori di Ferro, Vestiti Neri,
la Ville Lumière dei lunghi viali e Aristocratici –. Vivevano nei quartieri
dei grandi boulevard, dell’Opéra, a nord e a est della capitale – Belleville,
dei teatri e dei ristoranti, immersa Bastille oppure Montmartre – anche
nel lusso e frequentata da borghesi e se non tardarono a diffondersi in zone
bohémien. Ai margini di questo mondo più centrali come Maubert, Montpar-
privilegiato si estendevano sobborghi nasse o Les Halles.
dai vicoli bui e fangosi, dove impera-
vano il crimine, lo sfruttamento, la Pistola e maglietta a righe
miseria e la fame. Secondo i dati storici, a parlare per
Due mondi confinanti, ma netta- la prima volta dell’esistenza di una
mente separati l’uno dall’altro. Salvo «tribù di apache» nei bassifondi di
quando la stampa si faceva portavoce Parigi sarebbe stato il giornalista Henri
delle rapine, delle risse o degli assassi- Fouquier, in un articolo pubblicato
DUE APACHE durante
nii commessi dai criminali di periferia. sul quotidiano Le Matin il 12 dicem-
l’assalto di un negozio
Allora aumentavano l’insicurezza e bre 1900. In quegli anni, gli indiani di liquori di Parigi.
la paura dei parigini perbene, ma si americani erano di moda in Francia,
MARY EVANS / ACI

Illustrazione da Le Petit
accendeva anche una certa attrazione e il giornalista volle trovare una simi- Journal. 15 ottobre 1905.
per questo mondo calato nell’ombra. litudine con essi per parlare di questi
Fu in questo contesto che nacque, giovani fuorilegge che agivano con
nei primi anni del XX secolo, l’inquie- estrema brutalità.
tante fenomeno degli apache. Questi I delinquenti, dal canto loro, accet- severi codici di giustizia e perfino un
giovani, per la maggior parte privi di tarono l’etichetta e generarono una argot (dialetto della malavita) proprio,
lavoro e di vincoli familiari, formavano sottocultura caratteristica, con simboli, lo jare, il che alimentò ancora di più la
curiosità della stampa e del pubblico in
generale. Gli apache si trasformarono,
così, da finzione a realtà.
LA PISTOLA APACHE Questi personaggi si distingueva-
no prima di tutto per la loro tenuta.
QUEST’INVENZIONE del belga Louis Indossavano coppole,
Dolne, del 1860, aveva un pugno fazzoletti diversamente
d’acciaio per impugnatura e un colorati, distintivi della
coltello a doppia lama ripiegabili. banda di appartenenza, giacche di
In mancanza di sicura, si lasciava raso, camicie senza collo o magliette
PISTOLA APACHE.
una camera del tamburo vuota, 1870. ARMERIA REALE, LEEDS. a righe, gilet, cinture di flanella rossa,
per evitare spari accidentali. BRIDGEMAN / ACI
pantaloni di feltro e stivali lucidi con
bottoni dorati. In più avevano dei

18 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


Una rapina
alla luce
del giorno
IL 15 OTTOBRE 1905 un settimana-
le parigino raccontava un ten-
tativo di rapina in un negozio
di cibi e bevande gestito da un
tale Laporte. Approfittando che
quel giorno nel negozio c’erano
soltanto i figli del proprietario,
due ragazzini di 14 e 15 anni,
Maurice e Léon, due “apache”
assaltarono il locale gridando:
«Presto, fuori i soldi, e zitti o
siete morti!». I ragazzini, però,
riuscirono a contrastare gli as-
salitori brandendo spranghe
di ferro. Un vicino si accorse
di quanto stava accadendo e
chiamò la polizia. Gli assalitori
erano già scappati, ma succes-
sivamente furono arrestati. Tut-
to il quartiere si complimentò
con Maurice e Léon per il loro
coraggio e sangue freddo.

tatuaggi, una forma di ornamento scondere per sorprendere la vittima. pugni fossero un’arma letale e di con-
che a quell’epoca usavano soltanto i Gli apache agivano senza scrupoli seguenza decise che le risse a pugni
marinai e gli abitanti dei bassifondi. morali e alle loro azioni violente non sarebbero state punite con un lungo
sfuggivano nemmeno bambini, donne servizio nell’esercito.
Risse a mani nude o anziani. I loro schiamazzi disturba- In risposta a ciò, gli apache si in-
La violenza era un altro fattore che li vano in ogni momento la vita della cit- ventarono scaltrezze come il coup du
distingueva. Tra le loro armi c’erano tà. Per esempio, il 15 agosto del 1904, père François: un bandito si avvicinava
sbarre, manganelli, anelli chiodati in piazza della Bastiglia, uno scontro di soppiatto alle spalle della vittima
e bracciali di bronzo. Due di queste tra bande si trasformò in una vera e e le avvolgeva un fazzoletto intorno
però spiccavano più di tutte. Una era propria battaglia tra polizia e malavi- al collo, lo stringeva, si girava schiena
la cosiddetta “pistola apache”, poco tosi. La rissa paralizzò il centro della contro schiena e si piegava in avanti
potente, ma letale a bruciapelo, che città per ore e si chiuse con sei agenti in modo che i piedi del malcapitato si
poteva essere usata anche come col- colpiti dal fuoco delle “pistole apa- sollevassero dal suolo. Nel frattempo,
tello e pugno di ferro. L’altra, l’arma che” e nove delinquenti gravemente il suo complice lo derubava. Quando
preferita dagli apache, era lo zarin, un feriti. Per cercare di contenere questa la vittima si riprendeva dallo choc, i
coltellino affilatissimo facile da na- violenza, la legge francese stabilì che i due erano già fuggiti.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 19


V I TA Q U OT I D I A N A

UN BALLO PLACE PIGALLE, Parigi,


uno dei feudi degli apache fino
IRRESISTIBILE al 1900. In primo piano l’ingresso
al cabaret Moulin Rouge.

SPETTACOLO A METÀ tra il ballo e


la pantomima, la danse apache
(di cui si trovano alcuni video
su internet) era la rappresen-
tazione del violento incontro
tra una prostituta e il suo ruf-
fiano. Si vedevano schiaffi,
pugni, persino l’uo-
mo che gettava
per terra la don-
na e la trascina-
va dietro di sé.
Anche se i colpi
erano finti, livi-
di e ferite non
erano con-
seguenze
così rare.

UNO DEI
PASSI DELLA
DANZA APACHE.
BRIDGEMAN / ACI

FOTOGRAFIA
AGE FOTOSTOCK

DELL’EPOCA.

Un sistema alternativo era la“lotta chiudevano in antri e locali bui dei La danza apache ebbe una diffusione
parigina”, una modalità di lotta che quartieri di Montmartre e della Ba- straordinaria. Molte signore apparte-
prevedeva l’uso dei piedi e si richiama- stille e praticavano un ballo concitato nenti all’alta società frequentavano
va al savate, uno stile di combattimen- che sembrava narrare le loro peripezie quegli ambienti malfamati in cerca
to nato nei bassifondi che, nel corso quotidiane. Era la“danza apache”, una di emozioni forti. Alcuni apache di-
del tempo, si sarebbe trasformato in sorta di tango esasperato che spesso vennero i loro amanti, e si celebrarono
un’arte marziale: la boxe francese. comprendeva colpi e lanci di sedie. Gli perfino dei matrimoni.
uomini ballavano con donne che por- Le donne si tagliavano i capelli à la
Danza selvaggia tavano vestiti neri e grembiuli rossi, le garçonne, un simbolo dell’emancipa-
La lotta corpo a corpo praticata da- afferravano per i capelli, le sollevavano zione femminile.
gli apache finì per diventare anche e le facevano roteare a ritmo di musica.
uno spettacolo Spesso queste esibizioni avvenivano La regina degli apache
di cabaret. Di sulle note della Valse des rayons di Il fenomeno apache fu soprattutto
sera, nei mo- Offenbach, allora molto popolare nei maschile, ma anche le donne ne ebbe-
menti liberi, locali di spettacolo come il Moulin ro un ruolo. Le amazzoni, com’erano
gli apache si Rouge o il Maxim’s. conosciute, fungevano da messagge-
ri e perfino da sentinelle o complici
negli attacchi. Un caso fece partico-
Il 14 agosto del 1904, una vera larmente scalpore, quello di Amélie
Hélie, soprannominata Casque d’or,
e propria battaglia tra polizia casco d’oro, per i suoi capelli biondi.
e apache paralizzò la città per ore Questa giovane donna di umili origini
si dedicava alla prostituzione quando
MARY EVANS / ACI

VENDETTA TRA BANDE. LLUSTRAZIONE DA LE PETIT JOURNAL. 19 MAGGIO 1907.. conobbe Joseph Pleigneur, capo della
La piaga
LA “DIVISA”
DI UN APACHE

degli apache
Coppola
di colore nero.
Fazzoletto di
colore variabile,
Il numero di crimini aumenta. La in base alla banda
proliferazione degli apache. Le cau- di appartenenza.
se. La polizia è insufficiente.
Giacca di seta
In cinque anni gli assassinii sono nera; a volte sopra
aumentati del quaranta per cento. un gilet.
Ciò è dovuto alla crescente audacia Maglietta a righe
di questi predoni, malandrini, ladri da marinaio.
di ogni fatta che infestano Parigi e A volte indossa
sono conosciuti come apache. magliette azzurre
L’apache è il re della strada. Affol- o camicie dai
la le strade, occupa le piazze. Parigi colori sgargianti.
è un campo di battaglia in cui questi Fusciacca
mascalzoni si servono impunemente di flanella rossa
di coltello e pistole, assaltano i pa- arrotolata
cifici passanti e litigano tra di loro. intorno alla vita.
E con che indulgenza li trattano i
Pantaloni di
giudici! Li rilasciano non appena ar- feltro stretti
restati, li condannano a pene mini- conosciuti come
me o li mandano in prigioni confor- bénard o «mal
tevoli. Come si può pensare dunque di pancia».
che questi delinquenti possano aver
timore della giustizia? Stivali ben
lucidati, di colore
Le Petit Journal, 20-X-1907. giallo con bottoni
dorati.
BRIDGEMAN / ACI

banda degli Orteaux. Una notte, sta- Trasformata improvvisamente in bassifondi parigini dell’inizio del XX
vano cenando insieme in un tugurio una celebrità, si fece strada tra ca- secolo. La danza, più stilizzata, divenne
con il capo della banda dei Popincourt, baret e amanti illustri. Infine rientrò un’icona della cultura popolare. Que-
il còrso François Dominique, detto nell’anonimato, ma nel 1952 fu resa sto immaginario è quello che ancora
Leca. Improvvisamente, Pleigneur immortale dal cinema francese grazie oggi perdura.
accusò Leca di amoreggiare con la sua a un celeberrimo film intitolato con il Gli apache, in realtà, furono prota-
amante. La discussione si animò e i due suo soprannome, Casque d’or, in cui gonisti solo di una piccola parte di
uscirono per spostarsi in un luogo più l’eroina degli apache era interpretata tutti gli atti violenti commessi a Pa-
appartato per discutere. Ne nacque da Simone Signoret. rigi durante il primo decennio del XX
una violenta disputa. secolo. Ma l’impatto che ebbero sulla
Leca finì all’ospedale con due ferite Il mito del trasgressore cultura popolare fu immenso. La mu-
d’arma da fuoco. Quando uscì, mentre Lo scoppio della Prima Guerra Mon- sica, il cinema, la moda e anche qual-
Casque d’or lo aiutava a entrare in un diale segnò il declino delle bande degli che movimento giovanile hanno re-
taxi, Pleigneur gli inferse due pugna- apache: nulla poteva competere con la cuperato l’estetica, l’autenticità e la
late che lo mandarono nuovamente brutalità del conflitto. I giovani de- ribellione di questo movimento.
all’ospedale. Allora Leca fece una cosa linquenti furono mobilitati in massa VLADIMIR LÓPEZ ALCAÑIZ
strana per il mondo cui apparteneva: e molti di loro non fecero ritorno dal STORICO
denunciò Pleigneur alla polizia, che fronte.
lo arrestò immediatamente. I questi due decenni di presenza in Per Fantomas
La figura di Amélie attirò molta Francia dello stile apache furono tra- saperne M. Allain, P. Souvestre.
Mondadori, Milano, 2002.
attenzione. Il suo stile divenne di ten- sformati dalla stampa in un fenomeno di più L’apache
denza e la sua popolarità si diffuse, sociale. Le illustrazioni di copertina Film di Joseph de Grasse, 1919.
Casco d’oro
arrivando a farla conoscere come “la di Le Petit Journal contribuirono a ra- Film di Jean Becker. 1952.
regina degli apache”. dicare un immaginario variegato dei

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 21


I favoriti del faraone

LA VITA  
DI UN NOBILE 
EGIZIO
Nella terra del Nilo, i fortunati che
entravano alla scuola di Palazzo
iniziavano una carriera al servizio dello
Stato che poteva culminare
con la carica di visir, il primo ministro.
Una sontuosa tomba ratificava
il successo ottenuto in vita

JOSÉ MIGUEL PARRA


EGITTOLOGO

T
endiamo a immaginare quella egizia come una
società statica, nella quale i figli ereditavano il
lavoro dei padri, divisa in gruppi sociali chiusi in
se stessi, tutti sotto un faraone ieratico e inacces-
sibile che vigilava su di loro dall’alto. Tuttavia, le
apparenze ingannano. Nell’antico Egitto esisteva anche un
certo grado di mobilità sociale, necessario in ogni comuni-
tà per evitare la stagnazione e successivamente il declino.
Indubbiamente, questo non era alla portata dei contadini, il
cui orizzonte esistenziale andava poco oltre il raccolto suc-
cessivo. Lo stesso si potrebbe dire degli artigiani, dei piccoli
commercianti, dei modesti impiegati dell’amministrazione
o dei servi. Alcuni, però, quelli che ricevevano un’istruzione
formale e davano prova di qualche dote, potevano sognare di
intraprendere una strada di successo professionale e sociale.
BATTUTA DI CACCIA SUL NILO
Uno degli svaghi preferiti dai nobili
egizi era cacciare uccelli sulle
sponde del Nilo, come fa Nebamun
in una pittura murale nella sua
tomba. British Museum, Londra.
BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE
GIARDINO DELLA CASA
DI NEBAMUN, CON PESCI
E ALBERI DA FRUTTO.
PITTURA MURALE DELLA
SUA TOMBA. BRITISH
MUSEUM, LONDRA.
BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE

Potevano innalzarsi allo status di élite pri- tita da una zanna decorata di ippopotamo che
vilegiata della nobiltà egizia e, se la fortuna fungeva da amuleto (la divinità che protegge-
sorrideva loro, raggiungere la carica più ele- va la gravidanza era Tueret, dalle fattezze di
vata al di sotto del faraone: quella di visir. femmina di ippopotamo).
Vediamo allora come si sarebbe potuta Se il padre del nostro protagonista fosse
svolgere la vita di un “vincente” nell’antico stato uno scriba di categoria non molto ele-
Egitto, dalla nascita alla morte. Potremmo vata, molto probabilmente il figlio sarebbe
iniziare immaginando che i genitori del no- entrato in contatto sin da piccolo con il mondo
stro protagonista si fossero sposati per amore, della parola scritta e la magia dello ieratico,
cosa che accadeva spesso, come dimostrano la scrittura adottata dai burocrati egizi. Era
alcuni contratti prematrimoniali di cui ab- anche possibile che l’insegnamento gli fosse
biamo conoscenza. Come sempre in Egitto, impartito da un altro scriba che l’avesse preso
non si svolgeva alcuna cerimonia. L’uomo e sotto la sua protezione. Non esistevano, in-
la donna decidevano di andare a vivere insie- vece, le scuole pubbliche come le intendiamo
me e con queste semplici parole, senza alcun oggi; l’unica istituzione che permetteva di
riconoscimento da parte dello Stato o dei sa- completare la formazione di un futuro nobile
cerdoti, il matrimonio era consacrato. Poiché era la scuola di Palazzo. Forse grazie ai contatti
erano giovani e forti, le gravidanze non si face- del padre, il nostro protagonista vi sarebbe en- LA FAMIGLIA DI ANHERKHA.
PITTURA NELLA TOMBA
vano attendere. Erano più o meno distanziate trato all’età di circa dieci anni, studiando con i DELL’ALTO FUNZIONARIO
l’una dall’altra, perché quando desideravano figli di altri funzionari, con qualche principe A DEIR EL-MEDINA (TT359).
DEA / SCALA, FIRENZE
evitare gravidanze le donne ricorrevano agli straniero ostaggio del faraone e con i figli di
anticoncezionali (di affidabilità facilmente quest’ultimo. Uno di essi sarebbe diventato
immaginabile per quell’epoca). sovrano, e studiare con altri bambini gli per-
metteva di crearsi un gruppo di persone fedeli
Investire nell’istruzione che in seguito gli sarebbero state utili come
La morte della madre o del neonato era- uomini di fiducia una volta salito al trono.
no piuttosto frequenti durante il parto; per In generale i maestri egizi erano convinti
questo le donne non partorivano da sole e che le orecchie di un bambino si trovasse-
soprattutto non senza protezione. Quando era ro sulle natiche: più si colpivano, più questi
il momento, la donna si accucciava su lastre di ascoltavano. Dopo quattro anni di formazione
pietra decorate con figure magiche e, mentre uno studente era già in possesso dei rudi-
un’altra donna forte la stringeva da dietro, la menti che gli avrebbero permesso di lavorare
partoriente metteva alla luce il bambino. La come scriba poco qualificato: leggere, scrive-
sicurezza della madre e del neonato era garan- re, conoscere i tipi fondamentali di caratteri

24 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


2 1

3
5

4
6

IL NOBILE   Anherkha
1 
Il capofamiglia appare seduto
su una sedia e sfoggia una
Colombe e pulcini
4 
Alcuni dei bambini hanno in
mano degli uccelli: due tengono

IN FAMIGLIA barbetta a ornargli il mento.


Anherkha gioca con le trecce
di una delle sue figlie.
per le ali quelle che sembrano
colombe e una delle bambine
tiene tra le mani un pulcino.
DURANTE IL REGNO di Ramses III e Ramses IV visse
La moglie
2  Le offerte
5 
un alto funzionario di nome Anherkha, che ave-
La moglie Wabet è raffigurata Accanto ai defunti c’è una specie
va la carica di «caposquadra delle due terre nel nelle stesse dimensioni del di piedistallo con le offerte.
luogo della verità», cioè dirigeva gli operai che marito. Uno dei suoi titoli la Potrebbe trattarsi di un pasticcio
lavoravano alla costruzione delle tombe reali nel- indica come componente dei di fichi e infiorescenze d’acacia,
la Valle dei Re e che risiedevano nel villaggio di cantori del dio Amon. oppure di una cesta di fichi.
Deir el-Medina. La tomba di Anherkha (TT359),
a Deir el-Medina, vanta una ricca decorazione Figli
3  Profeta di Osiride
6 
che evoca in modo molto vivido la vita familiare Sono quattro, di età diverse. Il sacerdote, di nome Ken,
Sono raffigurati nudi e con una regge in una mano una statuina
di un nobile egizio. Nella scena riprodotta, Anher- pettinatura particolare, che pare di Osiride, il dio dell’oltretomba,
kha e la moglie ricevono offerte e libagioni dai derivata dal tradizionale codino e nell’altra una scatola
membri della loro famiglia. laterale dell’infanzia. di ushabti, figurine funerarie.
Case pulite propria famiglia e lasciava la casa dei genitori.
In realtà, solitamente i figli sposati restavano
e immacolate con i genitori, secondo il modello egizio di
famiglia. Tuttavia, poiché le case non erano
molto grandi (50-60 metri quadri) e poiché
non era il primogenito, non era così raro che
un figlio che cominciava a costruirsi una car-
riera avesse anche una propria abitazione.
Le case dell’antico Egitto erano semplici.
Erano formate da una sala per ricevere gli
ospiti, una stanza principale, una camera da
letto, una dispensa e una cucina, più tutto lo
spazio disponibile sulla terrazza della casa,
utilizzata come zona comune. Con il passare

DAGLI ORTI / ART ARCHIVE


del tempo, se si aveva successo, la casa au-
LA REGINA KAWIT, MOGLIE DI MENTUHOTEP II, mentava di dimensioni o se ne costruiva una
BEVE DA UNA COPPA MENTRE UNA SERVA LA PETTINA
XI DINASTIA. MUSEO EGIZIO, IL CAIRO. nuova. L’ideale era una magione con cortili,
magazzini, silos, giardino, stagno, pergolato

I
NOBILI EGIZI prestavano un’attenzione particolare all’igie- e molte stanze disposte su due piani.
ne personale. Già dalla I e II dinastia erano in uso stanze
da bagno e ritirate, rappresentate nelle grandi mastabe di Una carriera di successo
Saqqara. Erano piccole stanze con le pareti intonacate o ricoperte Per potersi permettere questi lussi, la cosa
fino a metà altezza da sottili lastre di pietra, affinché l’acqua non principale era svolgere i compiti assegnati in
danneggiasse i muri in adobe. Le ritirate erano dotate di un sedile modo soddisfacente per i superiori, e spe-
di muratura o di legno, con una bacinella per la raccolta. Quello rare che i propri buoni servigi giungessero
che, invece, gli egizi non svilupparono fu un sistema per condurre
all’orecchio del monarca per mezzo del visir.
le acque di scarico lontano dai centri abitati; questo compito era
Un primo passo nella scalata verso i livelli
lasciato all’inondazione annuale del Nilo.
superiori dell’amministrazione poteva esse-
re, per esempio, lavorare come aiutante di un
agrimensore. Finita la piena del Nilo e defluite
le acque dai campi, il suo compito consiste-
va nell’accompagnarlo portando il papiro del
che avrebbe dovuto scrivere, le quattro catasto e leggendolo al capo mentre due su-
regole dell’aritmetica e qualche pro- balterni misuravano i confini dei campi e si ac-
blema matematico con cui far fronte certavano che né le acque né un vicino furbo li
ai compiti più consueti: contare sac- avesse spostati. La precisione era importante,
chi, calcolare superfici, suddividere perché dalla misura dei campi dipendevano
razioni. Quando un alunno dimo- le imposte che il contadino doveva pagare.
strava una buona predisposizione, Altro impiego importante era far parte di
poteva proseguire la formazione per una spedizione nel deserto in cerca di minerali
diventare un funzionario superiore e pietre speciali come il basalto, la grovacca o
dello Stato. Per dodici anni svolgeva il granito rosso. Era un lavoro duro e perico-
compiti di sempre maggior respon- loso: oltre il dieci per cento dei partecipanti
sabilità e aumentava così le proprie poteva morire durante la missione. Tuttavia,
competenze e conoscenze. il lavoro come scriba militare e poi come ca-
Nel frattempo, possiamo suppor- po di qualche spedizione poteva insegnare
re che il nostro protagonista avesse al nostro protagonista a gestire uomini e si-
avuto la fortuna di incontrare una donna tuazioni difficili. Una nuova promozione da
che ricambiasse il suo amore e che l’a- parte dei suoi superiori poteva farlo diventare
BPK / SCALA, FIRENZE

vesse sposata. A quel punto formava una messaggero. Avrebbe dovuto allora viaggiare
IL SACERDOTE TETI E LA MOGLIE CON LE MANI INTRECCIATE.
con comunicati del re per l’estero, per i suoi
ANTICO REGNO. MUSEO EGIZIO, BERLINO. eserciti o per altri sovrani.
IL NOBILE   1

E I COMPITI 
QUOTIDIANI
I NOBILI E GLI ALTI FUNZIONARI che erano al servi-
zio dello Stato fecero rappresentare sulle pareti
delle loro tombe numerose scene nelle quali li
vediamo nello svolgimento dei loro
incarichi professionali. In que-
sta pagina possiamo ammirare
esempi provenienti da due
tombe: quella di Neba-
mun, che si fregiava
del titolo di «scriba e
contabile nel granaio BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE

di cereali del Divino


Amon» e di «contabile Bestiame
1  Carro
2  Raccolto
3 
del bestiame», e quella La scena della Nella pittura della Menna, seduto
tomba di Nebamun tomba di Menna su una sedia
di Menna, «scriba dei mostra uno dei vediamo il carro del sulla sinistra
campi del signore delle compiti che egli proprietario della dell’immagine,
Due Terre». Entrambi i doveva svolgere: tomba, un elemento presiede la scena
SCALA, FIRENZE

sepolcri sono databili al supervisionare il che sottolinea il nella quale alcuni


regno di Thutmose IV e bestiame del tempio suo status elevato. contadini muniti di
del dio Amon a Accanto, alcuni falcetti provvedono
Amenhotep III. Karnak, un lavoro scribi annotano alla mietitura del
che gli procurò le quantità di grano, la cui quantità
NEBAMUN, SEDUTO SU UNA SEDIA PIEGHEVOLE, PRESIEDE LA CONTA prosperità grano sotto la sua sarà poi annotata
DEGLI ANIMALI DI SUA PROPRIETÀ. BRITISH MUSEUM, LONDRA. e prestigio. supervisione. dagli scribi.

DUE SCENE DELLA


TOMBA DI MENNA
3 A SHEIKH ABD
EL-QURNA.
DEA / SCALA, FIRENZE
PROCESSIONE DI DIVINITÀ
Sulla volta della tomba di Pashedu, a Deir
el-Medina, sono raffigurati gli dèi che
lo attendono nell’oltretomba; tra questi
vi sono Osiride, Iside , Nefti e Anubi.
Pashedu fu «servitore nel Luogo della
Verità» sotto il regno di Ramses III.
ARALDO DE LUCA
L’«uomo dei segreti» Ed era effettivamente così: giudizi, cerimo-
nie, imposte: tutto finiva nello studio del visir
del faraone e richiedeva la sua attenzione.
Ma per il nostro protagonista non c’era-

L
no solo sofferenze. La sua casa era diventata
A CARICA di visir, che
un’importante magione alla quale si recava
in lingua egizia si chia-
mava tjaty, esisteva una clientela politica sempre più elevata. Allo
praticamente sin dalle stesso tempo, lui e la sua famiglia potevano
origini dello Stato faraonico. Il fare pasti sostanziosi con abbondanza di car-
potere del visir, che si esten- ne, un lusso alla portata di pochi, poiché gli
deva a quasi tutte le sfere del egizi si alimentavano quasi esclusivamente
governo, derivava in ultima con pane e birra, che aveva la consistenza della
istanza dalla fiducia personale farinata ed era quasi priva di alcol.
che il faraone riponeva in lui.
Ecco che cosa si legge nella La ricompensa finale
tomba di un visir, Rekhmire: Dopo trent’anni di governo, il visir era ormai
«Il nobile, il principe, l’inten-
anziano; a 60 anni aveva vissuto quasi il dop-
dente degli intendenti, l’uomo
dei segreti, che penetra nei DEA / SCALA, FIRENZE pio dell’egizio medio. La sua tomba era termi-
santuari; non vi è porta tra nata da tempo ed era pronta per accogliere la
il dio [cioè, il re] e lui». La sua mummia quando fosse giunto il momen-
prova più grande del favo- to di riunirsi a Ovest con il suo ka, lo spirito
re del faraone era data dalla RILIEVO DELLA TOMBA DEL VISIR RAMOSE NELLA vitale. L’ipogeo e la sua decorazione erano di
NECROPOLI DI SHEIKH ABD EL-QURNA.
concessione del privilegio di solito un omaggio del monarca, ma spettava al
possedere una tomba di grandi dimensioni. Per esempio, Ramose, visir occuparsi di assemblare il corredo fune-
che servì Amenhotep III durante gli ultimi otto anni del suo regno, rario che l’avrebbe accompagnato nell’Aldilà
dovette cominciare a costruire la propria tomba poco dopo aver e stabilire il lascito grazie al quale venissero
ottenuto la carica di visir. Alla realizzazione della tomba lavorarono poi portate le offerte adeguate affinché lui e
i migliori artisti reali, ma non venne mai terminata.
la moglie ricevessero alimenti in abbondanza
nel regno di Osiride.
Normalmente era compito dei figli fare i
servitori del ka di genitori, ma se questi erano
impegnati nella propria carriera ciò avveniva
In questo modo, svolgendo sempre i com- solo in certi giorni. Per tale motivo era meglio
piti assegnatigli, il nostro personaggio era stabilire quale dei suoi beni sarebbe stato de-
divenuto una figura di primo piano della stinato a queste offerte e firmare un contratto
corte: quando il suo vecchio compagno con una persona di fiducia che si sarebbe oc-
di studi era asceso al trono, aveva ri- cupata quotidianamente di esse.
compensato il suo zelo concedendogli Alla morte, secondo le sue disposizioni, il
l’ambita carica di visir, primo ministro, corpo del visir era imbalsamato e la mum-
BRIT
ISH

facendolo così diventare un nobile. mia portata nel luogo dell’eterno riposo sulla
MU
SE

Con questa carica era ricaduto su di lui riva occidentale del Nilo, accompagnata da
UM

/S
CA
LA
, FI
REN
ZE un grande potere, ma anche una grande re- familiari e amici. Lì, dopo la cerimonia dell’a-
sponsabilità. Doveva far eseguire gli ordini pertura della bocca che gli avrebbe garantito
del faraone e informarlo ogni giorno sull’an- l’immortalità, era deposto nella sua ultima
damento del Paese, aspetto sottolineato du- dimora per godere la meritata vita eterna.
rante la cerimonia di investitura: «Ecco, la
carica di visir: mostrati vigile rispetto a tutto
ciò che essa comporta, poiché è la colonna del
Paese. Quanto al lavoro di visir, non è piace- Per SAGGI
La civiltà egizia
saperne Alan Gardiner. Einaudi, Torino, 1971.
vole; di fatto, è amaro come la bile». di più
Vita quotidiana degli egizi
SPECCHIO IN BRONZO CON IL MANICO A FORMA DI GIOVANE DONNA Franco Cimmino. Rusconi., Milano, 1998
NUDA. XVIII DINASTIA. BRITISH MUSEUM, LONDRA.
IL NOBILE 
DOPO  
IL LAVORO
NELLA TOMBA di
Nebamun sono
raffigurate ma-
gnifiche scene di
feste e banchetti
c h e m o s t ra n o
l’opulenza e l’ele-
ganza in cui pote-
va vivere un nobi-
MARY EVANS / SCALA, FIRENZE
le egizio all’epoca
di Amenhotep III.
Donne e uomini sfoggiano splendidi gioielli e
siedono su sedie lussuose, mentre vengono
serviti da giovani servitori. Le serate sono al-
lietate da ballerine, musiciste e cantanti. Qui
sopra è riprodotta la pittura proveniente dalla

NZE
FIRE
tomba di un altro nobile, quella di Nakht (TT59),

LA ,
SCA
che cattura un istante di intimità domestica:
il gatto della padrona di casa, sotto la sua se-
dia, divora un pesce che gli è stato offerto: una
Dame sofisticate
Le invitate al banchetto indossano i loro abiti più eleganti,
buona dimostrazione dell’affetto che gli egizi le caratteristiche tuniche festive, e sfoggiano pesanti collane.
provavano verso i loro animali domestici. Sulle parrucche portano i tipici coni profumati, che, sciogliendosi
con il calore, sprigionavano essenze aromatiche.

Musica e danza
Nel registro superiore,
serve seminude si occupano
degli invitati. Nel registro
BRITISH MUSEUM / SCALA, FIRENZE

inferiore, un gruppo
di musiciste, due delle quali
sono sorprendentemente
raffigurate di fronte,
e alcune ballerine seminude
allietano la riunione.
LA TOMBA,  1 Figli e parenti
La processione funebre
di Ramose è molto numerosa.

UN TRIONFO 
Un gruppo di personaggi
vestiti di bianco 1,
probabilmente i parenti

POSTUMO
prossimi e i figli del defunto
– che avevano il compito
di svolgere la funzione di
servitori del ka dei genitori
morti –, chiude il corteo.
Ai nobili di rango più elevato il faraone Davanti, un uomo porta alcuni
poteva assegnare, come riconoscimento fiori di loto blu 2, simbolo
1
solare legato alla rinascita,
dei loro meriti, una splendida tomba, e altri portatori hanno sulle
nella quale il loro ka o spirito vitale spalle delle anfore, forse
contenenti vino o birra 3.
sarebbe vissuto in eterno. Sulle pareti
delle tombe veniva di solito raffigurata
la processione che conduceva il corpo
del defunto alla tomba e il ricco corredo
che l’avrebbe accompagnato nell’Aldilà.
Qui vediamo le magnifiche pitture della
2 Corredo funerario
La processione prosegue
con due uomini che portano
tomba di Ramose, visir di Amenhotep III. un letto funerario 1, quattro
portatori di casse con offerte
2 e un altro che regge sulle
SCENE CHE COMPONGONO IL SECONDO REGISTRO DELLE PITTURE DELLA
TOMBA DI RAMOSE. XVIII DINASTIA. NECROPOLI DI SHEIK ABD EL-QURNA. spalle una sedia e nella mano
destra tiene una tavola da
scriba 3. Davanti a lui, un
altro uomo porta, sui rispettivi
sostegni, due colonne djed
Al cospetto del dio Osiride (a rappresentare la colonna
vertebrale del dio Osiride) e
Una volta deposta la mummia nella tomba, e due recipienti di alabastro 4.
dopo i rituali necessari per assicurare al de- Il portatore che guida la fila
funto la vita eterna e superare il giudizio del regge due casse con ushabti
dio Osiride, il ka poteva godere della presenza (figurine funerarie) 5.
divina, come mostra questa stele, nella quale la
coppia dei defunti adora il dio Osiride davanti
a una tavola colma di offerte. Osiride appare
assiso in trono e sul capo ha la corona atef;
è accompagnato dalle divinità Iside e Nefti,
situate alle spalle del dio dell’oltretomba. 3Prefiche dolenti
Un gruppo di prefiche
guarda verso il catafalco
con la mummia del defunto
1. Alcune alzano le braccia
al cielo in un gesto di
disperazione, sottolineato
dalle lacrime che scorrono
sui loro volti. Altre si lanciano
terra sulla testa e quasi tutte
hanno il petto scoperto. 1
Dietro di loro, la processione
funebre di Ramose continua,
con un gruppo di uomini
che portano fiori di loto
e reggono sulle spalle
lunghi bastoni 2.

STELE FUNERARIA DI UN ALTO FUNZIONARIO CHE VISSE DURANTE LA XIX DINASTIA, ANCH’EGLI DI NOME
RAMOSE, E DELLA MOGLIE TEPTU, SACERDOTESSA DELLA DEA BASTET. MUSEO EGIZIO, FIRENZE.
BRIDGEMAN / ACI
1
2

2
3
4
2
3

CORBIS / GETTY IMAGES


IL SANSCRITO,
LINGUA DIVINA
Testo della filosofia
jaina, in sanscrito,
con l’immagine di
un Tirthamkara
(uno dei profeti
del giainismo). Il
sanscrito è una delle
lingue indoeuropee.
XV secolo.
R. S. MICHAUD / AKG / ALBUM

UN MONDO
SCOMPARSO
Sigillo
reale ittita.
Le lingue anatoliche
indoeuropee
(ittita, luvio,
palaico e altre)
si estinsero
nell’antichità.
1400-1200 a.C.
AKG / ALBUM

L’ORIGINE DEGLI
INDOEUROPEI
Il misterioso popolo che conquistò l’Europa
LOREMOS LAS IPSUMAS
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LOREMOS LAS IPSUMAS


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Nel XVIII secolo, l’individuazione di


somiglianze tra il sanscrito, il latino e il greco
portò alla scoperta dell’indoeuropeo, una
proto-lingua dalla quale ne sono derivate
moltissime altre, e alla ricerca del popolo che
la parlava e che si diffuse nell’Eurasia
ÒSCAR PUJOL
DOTTORE IN FILOLOGIA SANSCRITA PER LA BANARAS HINDU UNIVERSITY DI VARANASI
STUART FORSTER / CORBIS / GETTY IMAGES

ERIC LAFFORGUE / CORBIS / GETTY IMAGES


LA LINGUA DEI PERSIANI

L
Nelle tombe reali achemenidi di
LA PENITENZA a mente umana ha una tendenza che Naqsh-e Rostam, le iscrizioni in antico
DI ARJUNA persiano –una lingua indoeuropea–
non sappiamo bene se sia divina o sono incise nella scrittura cuneiforme.
È l’episodio
del Mahabharata
perversa: il desiderio di scoprire un
- la grande epopea principio che spieghi tutto. Nel cam-
indiana, scritta in po del linguaggio si manifesta nella
sanscrito – scolpito nozione di una lingua originale, presente
nello splendido rilievo nel mito della torre di Babele. Anche se quell’i- to che un indiano e un islandese, un iraniano
di Mahabalipuram,
nel Sud dell’India. dioma originario non è ancora stato trovato, e uno svedese, uno spagnolo e un russo, un
Il monumento è la ricerca visse il suo momento culminante tra afghano e un francese, un armeno e un inglese,
Patrimonio Unesco. i secoli XVIII e XIX, quando si scoprì che l’am- un tagiko e un portoghese parlassero lingue
pio ventaglio di lingue parlate dall’Islanda fi- che derivano da un antenato comune? Come
no al golfo del Bengala avevano un’origine si giunse a questa scoperta?
comune: l’indoeuropeo.
Di tutte le lingue parlate in Europa soltanto Sorpresa in India
quattro non appartengono alla famiglia indo- A partire dal XVI secolo, gli europei iniziaro-
europea: il basco, il finlandese, l’estone e l’un- no a viaggiare in India e a confrontare la sua
gherese. Anche una buona parte delle lingue di lingua sacra, il sanscrito, con le lingue euro-
India, Pakistan, Iran, Afghanistan e di alcune pee. Nel 1583, un letterato e mercante fioren-
ex repubbliche sovietiche rientra nella fami- tino con poco senso commerciale, ma con
glia indoeuropea. Chi avrebbe mai immagina- un gran desiderio di sapere e di conoscen-

C R O N O LO G I A

LE DIECI
FAMIGLIE
Data e lingua o scrittura in 1.700 1400 A.C. 1300 A.C. 600 A.C. 400 A.C.
cui compaiono documentate - 1.500 A.C. Indo-iranico Greco Italico Celtico
per la prima volta le dieci Anatolico In sanscrito In miceneo. In latino arcaico. In lepontico.
famiglie dell’indoeuropeo. In antico ittita vedico.
FOTO: ALBUM. ECCETTO TOCARIO: BRIDGEMAN / ACI

36 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


UNA TEORIA RIVOLUZIONARIA

TRE LINGUE,
UN’ORIGINE

I
l 2 febbraio del 1786, a Calcutta, nel suo
terzo discorso presso la Asiatic Society, il
suo fondatore, sir William Jones, pronunciò
questa celebre dichiarazione sull’origine
comune del latino, del greco e del sanscrito: «La
lingua sanscrita, quale che sia la sua antichità,
è una lingua di struttura meravigliosa; più per-
fetta della lingua greca, più ricca della latina,
e più squisitamente raffinata di ambedue, ha,
nondimeno, con entrambe, una parentela così
stretta, sia per le radici verbali sia per le forme
grammaticali, che questa affinità non potrebbe
essere attribuita al caso. Dopo aver esaminato
questi tre idiomi, nessun filologo potrà non
riconoscere che essi sono derivati da qualche
fonte comune che, forse, non esiste più. C’è
una ragione dello stesso genere, sebbene forse
meno evidente, per supporre che il celtico e il
gotico, sebbene mescolati con un idioma molto
differente, abbiano avuto la stessa origine del
sanscrito; e l’antico persiano potrebbe essere
aggiunto alla medesima famiglia».

za, si imbarcò a Lisbona alla volta dell’India. a Calcutta dove fondò la Asiatic Society. IL PRECURSORE
Si chiamava Filippo Sassetti. Forse non fece A Jones è attribuito l’onore di essere stato il pri- BRITANNICO

grandi affari, ma imparò il sanscrito e non tar- mo a ipotizzare l’origine comune delle lingue Sir William Jones,
il giurista inglese
dò molto a scoprire le somiglianze tra quella indoeuropee. Tuttavia, il primo a dimostrare e studioso dell’India
lingua e l’italiano in parole come deva / dio; la somiglianza tra il sanscrito, il latino, il gre- che annunciò la
sarpa / serpe; sapta / sette, o nava / nove. co, il tedesco e il russo fu il gesuita francese possibile esistenza
La storia della scoperta dell’indoeuropeo è Gaston-Laurent Coeurdoux, nel 1767. La sua di una famiglia di
lingue indoeuropee.
ricca di personaggi che, come Sassetti, parti- opera, però, fu conosciuta tardi e male, e la sua Dipinto del 1793.
rono verso l’India per cercare nella luce dell’O- scoperta rimase in secondo piano. British Library,
riente l’origine del linguaggio. Londra.
Uno di essi fu l’inglese William Jones, Tra rigore e fantasia
bambino prodigio che in tenerissima età im- Poiché l’ipotesi di una lingua indoeu-
parò greco, latino, persiano, arabo ed ebrai- ropea implica l’idea di un gruppo omo-
co, e che, divenuto giurista, si recò nel 1783 geneo di parlanti, gli studiosi non tar-

200 D.C. 400 D.C. 500 D.C. 800 D.C. 1462 D.C.
Germanico Armeno Tocario Baltico-slavo Albanese
In runico. In armeno classico In antico slavo In dialetto tosco.
o grabar. ecclesiastico.

BRIDGEMAN / ACI
Famiglia
Padre: il termine indoeuropeo è *pǝtēr. In sanscrito
è pit, in tedesco Vater, in tocario A pācar, in celtico
(irlandese antico) athir e in latino pater, da cui
proviene l’italiano padre.

Madre: in indoeuropeo, *mtēr. In


sanscrito è māt, in irlandese antico
māthir, in russo matĭ, in tedesco Mutter,
DE

/A
A

in inglese mother, in tocario B mācer e in


LBU
M

latino mater, dalla cui forma accusativa


(matrem) deriva l’italiano madre.
PAROLE Fratello: dall’indoeuropeo

COMUNI
La parentela tra numerose lingue asiatiche
*bhrtēr derivano il sanscrito
bhrtā, l’irlandese antico brāth(a)
ir, il tedesco Bruder, l’inglese
ed europee rimanda alla comune radice brother, il tocario B procer,
indoeuropea, come si vede da questi esempi. il russo brat e il latino frater.
L’italiano fratello deriva dal latino
L’asterisco davanti a parole di lingue antiche
volgare *fratellum, diminutivo del
indica che si tratta di ricostruzioni e che
latino classico frater. Lo spagnolo
di tali parole non vi è testimonianza scritta.
DEA LEGATA ALLA CURA E ALL’ALLEVAMENTO
QUADRIGA CON VITTORIA ALATA, SU UN DECADRAMMA D’ARGENTO DEI FIGLI. ARTE GRECA ARCAICA. NY CARLSBERG
CONIATO NELLA CITTÀ DI SIRACUSA. V SECOLO A.C. GLYPTOTEK, COPENAGHEN.

PRISMA / ALBUM

UNA CULTURA darono a interrogarsi su questi indoeuropei. lingua ancestrale? Dal punto di vista accade-
DELLE Quale era la loro origine, com’era la loro so- mico vi sono diverse teorie, di cui segnaleremo
STEPPE
cietà? Sono domande cui si è risposto per le due principali: quella dei Kurgan e quella
Si ritiene che il
territorio originale metà e che hanno dato luogo sia a ricerche dell’Anatolia.
degli indoeuropei sia rigorose sia a fantasie sfrenate, tra le quali
nell’area della cultura quella che identificava gli indoeuropei con gli La culla degli indoeuropei
di Jamna, a nord del iperborei del Polo Nord. La teoria più accettata è quella dei kurgan, pro-
Mar Nero e del Mar Fu il francese Joseph-Arthur de Gobineau posta da Marija Gimbutas negli anni Sessan-
Caspio. Statue della
cultura di Jamna che, nel suo Saggio sulla diseguaglianza delle ta. Secondo l’archeologa lituana gli indoeuro-
rinvenute in Crimea. razze umane (1853-1854), prese dal sanscrito pei erano pastori-guerrieri nomadi che abita-
III millennio a.C. il termine arya – che significa “nobile”, vano la steppa a est dell’Ucraina e a sud della
Museo Archeologico, “onorevole” – per proporre la Russia. Approfittando dell’addomesticamen-
Kerch.
teoria sulla supremazia raz- to del cavallo, tra il 4000 e il 1000 a.C. si
ziale degli ariani che nel XX espansero, in diverse ondate, in Europa, e sot-
secolo ebbe conseguenze tomisero i pacifici agricoltori del Neolitico.
tanto nefaste per mano del Gimbutas si dilungò sul contrasto tra la cul-
nazionalsocialismo. Anco- tura patriarcale degli indoeuropei, che seppel-
ra oggi, la ricerca del focolare livano i morti in kurgan o tumuli funerari, e la
indoeuropeo è diventata una cultura più femminile e pacifica, e persino
questione politica per il nazio- matriarcale, degli agricoltori del Neolitico.
nalismo indù, che postula l’India Un altro archeologo, lo statunitense Colin
come Urheimat o patria originale Renfrew, sostiene che l’avanzata degli indoeu-
dell’indoeuropeo. Ma sappiamo ropei non ebbe nulla a che vedere con la guerra,
quale fu, in realtà, la culla di questa ma che fu un’espansione pacifica legata alla

PRISMA / ALB
UM
hermano deriva dall’espressione frater germanus, “fratello
carnale”, cioè nato dagli stessi genitori.

Sorella: la parola indoeuropea è *swesōr. In sanscrito è


svásā, in russo sestrá, in tocario B ṣer, in tedesco Schwester,
in inglese sister, in irlandese antico siur e in latino soror,
dal quale deriva, per analogia con fratello, l’italiano sorella.
Lo spagnolo hermana deriva dal latino soror germana.

Religione
Dio: il termine generico in indoeuropeo è *deiwos, SUOVETAURILIA, SACRIFICIO DI UN TORO, UNA PECORA E UN MAIALE. RILIEVO
ERICH LESSING / ALBUM

che ritroviamo nel sanscrito devás, nell’avestico daeva, IN MARMO DELL’INIZIO DEL I SECOLO D.C., RITROVATO A ROMA.
nel celtico antico Deva, nel lituano diẽvas e nel latino deus,
del quale proviene l’italiano dio. bovino. La parola vacca proviene invece dal latino vacca, che
si richiama al sanscrito vaś(giovenca primipara) ed è simile
Allevamento per tutte le lingue neolatine.

Bestiame: il termine indoeuropeo generico è *peku, che dà il Tecnologia


sanscrito páśu, il lituano pekus, il gotico faíhu, il tedesco Vieh
e il latino pecus (pecora, bestiame) e pecunia (averi, denaro) Ruota, giogo: una delle parole indoeuropee per “ruota”
dal quale proviene l’italiano pecunia (denaro). è *rot-, che dà il latino rota (da cui deriva l’italiano ruota),
il lituano rãtas, il tedesco Rad e il vedico rátha- (che designa
Vacca: dall’indoeuropeo *gwōus provengono il sanscrito il carro in generale). La parola per “giogo” era *yugom:
gáus, l’irlandese antico bó, il lettone gùovs, il tocario kau e yugám in sanscrito, Joch in tedesco, jùngas in lituano
l’inglese cow. Inoltre, il greco bous, il latino bos e l’italiano bue, e iugum in latino, dal quale proviene giogo.

Origine nella cultura


Kurgan
(Marija Gimbutas)

L’IPOTESI DI KURGAN Origine in Anatolia


Patria originale degli indoeuropei
(Colin Renfrew)
Espansione tra il V e il III millennio a.C.
Espansione tra il III e il II millennio a.C.

LA PATRIA DEGLI INDOEUROPEI. Le teorie più accreditate colloca il punto di partenza di tale espansione nelle steppe
sull’origine dell’espansione indoeuropea, che si sarebbe pro- russo-ucraine, anche se recenti studi genetici indicano l’ori-
CARTOGRAFÍA: EOSGIS.COM

dotta in ondate successive, sono due. Una, formulata da Co- gine anatolica della popolazione nata da Kurgan. Può darsi,
lin Renfrew, postula un’origine anatolica, all’epoca del Neoli- tuttavia, che non vi sia un solo punto di partenza e che gli
tico; la seconda, quella dei Kurgan (raffigurata nella cartina), indoeuropei non costituissero una popolazione omogenea.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 39


I DRUIDI FURONO, NELLA GALLIA,
RAPPRESENTANTI DELLA STIRPE
DEI POETI INDOEUROPEI. DRUIDO
IN UN’INCISIONE DEL XIX SECOLO.

BRIDGEMAN / ACI
SOVRANI diffusione dell’agricoltura, che si propagò in
AYSE TOPBAS / GETTY IMAGES
DI SOCIETÀ Europa e in Oriente a partire dall’anno 8000
BELLICOSE
a.C., dopo la scoperta dei cereali in Anatolia.
Il mondo miceneo
ereditò la lingua e Negli ultimi decenni, la nascita dell’archeo-
le istituzioni degli genetica ha permesso di utilizzare l’analisi del
indoeuropei, con re DNA – la molecola nella quale è racchiusa
guerrieri alla guida l’informazione genetica negli esseri viven-
della società. ti – per determinare le migrazioni umane. sere terreno che per le questioni metafisiche.
Maschera detta
di Agamennone, In questo XXI secolo, il genetista Luigi Luca Non è chiaro il loro concetto dell’aldilà, ma per
appartenente a un Cavalli-Sforza, analizzando dati scientifici, loro era molto importante raggiungere la fa-
re di Micene del XVI ha affermato che Renfrew e Gimbautas più ma immortale, legata a un personaggio chiave
secolo a.C. Museo che contraddirsi sono complementari, dato del mondo indoeuropeo: il poeta che cantava
Archeologico, Atene.
che i popoli del Kurgan sono originari dell’A- le gesta di re e guerrieri. Il poeta non era sol-
natolia. Uno studio pubblicato sul DNA di 94 tanto un cantore, bensì il maestro della parola
antichissimi scheletri europei ha rafforzato e pertanto il sacerdote che invocava gli dèi, il
la tesi dei Kurgan, unendo dunque i dati medico che curava con cantilene, il giurista che
linguistici e archeologici con quelli conosceva le formule legali, e, soprattutto, il
della genetica. bardo che cantava la stirpe dei re e diffondeva
così l’ideologia dominante. Vi erano due tipi
Poeti e re di poeti: quello itinerante, che non godeva di
L’immagine che degli indoeuropei grandissima reputazione e considerazione, e
si ricava dagli antichi testi è quella il bardo, che al fianco del re arrivava ad avere
di una società patriarcale, nomade, un’influenza importante.
di pastori e guerrieri, con agricoltura Una delle ipotesi più suggestive sulla cultura
stagionale che aveva il cavallo come ca- indoeuropea è la cosiddetta tripartizione fun-
valcatura, il carro come veicolo, il bestia- zionale. Secondo questa idea, gli indoeuropei
LUI
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me come ricchezza e il sacrificio come reli- vedevano il mondo attraverso un prisma che era
RIC

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MA gione. Si trattava di una religione semplice, con formato da tre categorie o funzioni: l’ambito
un pantheon prevalentemente maschile, che sacro, l’ambito militare e l’ambito economico
tendeva a propiziarsi e a invocare gli dèi più o produttivo. Tale divisione si manifestava
per arrivare alla vittoria in guerra e al benes- nella religione (da cui i templi capitolini roma-

40 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


GLI STUDI DI DUMÉZIL

LE TRE FUNZIONI
DEL PENSIERO

L
o studio della cultura osseta, nel Cau-
caso, condusse il linguista francese Ge-
orges Dumézil (1898-1986) a scoprire
la tripartizione funzionale del pensiero
indoeuropeo, ovvero la comprensione della re-
altà mediante uno schema tripartito: il sacro, il
militare e l’economico; la sapienza, la forza e la
produttività. Dumézil scoprì strutture tripartite
nella maggior parte dei popoli indoeuropei, come
le tre caste originali dell’India: brahmani, guerrieri
e il popolo produttivo. Corrispondono a questo
schema anche i tre ceti feudali: il clero (oratores),
la nobiltà (bellatores) e il terzo stato (laboratores).
O ancora le tre componenti base della materia
(guna) dell’India: quella bianca della conoscenza,
quella rossa della forza e della passione, e quella
oscura della solidità e della stabilità. La funzione
tripartita indoeuropea sopravvive ancora oggi
nelle nostre strutture mentali, come ci dimostra-
no i tre tipi di personaggi di molte delle nostre
storie: il cervello del gruppo, l’eroe forte e bello
e il grassone simpatico e goloso.

ni dedicati a tre dèi, Giove, Marte e Quirino, divino. Il clan era costituito da un insieme di LE TRIADI
che rappresentano la conoscenza, la guerra grandi famiglie (*dom-) governate dal pater- DIVINE

e la fertilità) e nella società (che nella repub- familias, il *dom-potis (in greco, des-pótes). Vi La triade romana
formata da Giove,
blica ideale di Platone, per esempio, è formata erano tre forme riconosciute di matrimonio: Marte e Quirino
da sapienti, guerrieri e artigiani). il matrimonio consumato per amore quando (come quella greca
Gli indoeuropei si organizzavano in clan due giovani si univano liberamente, il rapimen- composta da Zeus,
(*wik-), guidati da «re» (*reg-, in latino rex, to della sposa da parte del giovane guerriero Ares e Atena)
incarnerebbe la
in sanscrito raj-, in gallico -rix), che combat- e il matrimonio combinato quando il padre concezione tripartita
tevano “fraternamente” tra loro per rubarsi il comprava una “sposa” per il figlio celibe, caso del mondo propria
bestiame, ma che si univano davanti al nemico più frequente. Il riconoscimento del neonato degli indoeuropei.
esterno. Il “re” era un personaggio umano e avveniva quando il paterfamilias prendeva il Tempio romano di
divino al contempo, che aveva la funzione di piccolo sulle ginocchia legittimandone la na- Giove a Baalbek
(Libano).
ottenere dagli dèi tutto il necessario per gli scita, accezione che si conserva nella parola
uomini. Un buon re assicurava la pioggia, la “genuino”, cioè autentico (in latino genuinus,
vittoria e l’abbondanza di pascoli, proteggeva da genu,“ginocchio”).
il bestiame dalle malattie e faceva sì che caccia Oggi, il mistero degli indoeuropei è sempre
e pesca dessero abbondanti frutti. Se tutto più vicino alla soluzione, grazie alla solidità dei
questo non accadeva, doveva essere sostituito. dati linguistici e ai progressi nella disciplina
Spesso, la consacrazione del re avveniva con dell’archeogenetica.
il matrimonio con una dea indigena, simbo-
leggiato dall’unione con una giumenta che Per SAGGI
Kurgan. Le origini della cultura
rappresentava la divinità locale. In ogni caso, saperne europea
l’accesso al trono dipendeva da un matrimonio di più Marija Gimbutas. Medusa, San Giorgio
a Cremano, 2010.
sacro che elevava la figura del re alla sfera del

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 41


L’ALBERO

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DELLE LINGUE
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INDOEUROPEE

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Un albero linguistico illustra la grande

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varietà di lingue parlate ed estinte che

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derivano dall’indoeuropeo, anche se è

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materialmente impossibile rappresentarle
tutte, come il curdo, che appartiene al

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ramo iranico, e olurdu, del ramo indoario.

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PROTOINDOEUROPEO
L’espansione
linguistica
Sar Attualmente, quasi tre miliardi di persone

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Italian

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parlano lingue indoeuropee. Delle dieci lingue
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lo più parlate al mondo, sette sono indoeuropee:

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l’inglese, lo spagnolo, l’hindi, il portoghese,

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il bengalese, il russo e il punjabi.

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Il protoindoeuropeo fu sicuramente una

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lingua unitaria attorno al 4.500 a.C.

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A partire da quel momento si disgregò in dieci
famiglie, o gruppi, delle quali sei sono in Europa.
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io Altre due famiglie si sono estinte: l’anatolico,
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LA al quale apparteneva la lingua degli ittiti, e il tocario,
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Rumeno parlato nel Bacino del Tarim, in Asia Centrale,
LA dove si snodava l’antica Via della Seta.
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ENO CLASSIC

1 Celtico. 2 Germanico. 3 Lingue romanze (derivate dal latino).


4 Baltico. 5 Slavo. 6 Albanese. 7 Greco. 8 Armeno. 9 Iranico.
10 Indoario. 11 Lingue non indoeuropee.

ILLUSTRAZIONE: SANTI PEREZ. MAPPE: EOSGIS.COM


CARIATIDE
DI ANFIPOLI
Due cariatidi
vestite con tuniche
drappeggiate e con
i capelli intrecciati
custodivano l’ingresso
della seconda camera
della tomba di Anfipoli.
Quella situata sulla
destra dell’entrata
ha perduto il volto.
YANNIS KONTOS / POLARIS /CONTACTO

UNA GRANDE CITTÀ


DELLA MACEDONIA
Tetradracma
in argento coniato
dal re macedone
Lisimmaco ad Anfipoli.
Conquistata nel 357
a.C. da Filippo II,
Anfipoli fece parte
del regno macedone
fino alla conquista
romana nel 168 a.C.
DEA / GETTY IMAGES
L’ultima grande scoperta
dell’archeologia classica

ANFIPOLI
Nel 2014, archeologi greci hanno riportato alla
luce un grande tumulo funerario nel Nord della
nazione, con una magnifica tomba macedone
legata alla famiglia di Alessandro Magno
ADOLFO J. DOMÍNGUEZ MONEDERO
DIPARTIMENTO DI STORIA ANTICA. UNIVERSITÀ AUTONOMA DI MADRID

N
ell’agosto 2014 le prime pagine dei giornali di
tutta la Grecia annunciavano la scoperta di una
grande tomba monumentale nel Paese, a Kasta,
a poca distanza dall’antica Anfipoli, nella regio-
ne della Macedonia centrale. La notizia ebbe un
notevole impatto perché la visita del Primo Ministro greco
Antonis Samarás al sito fu seguita da numerosi mezzi di
comunicazione, alcuni dei quali presentarono la sepoltura
come «la tomba di Alessandro Magno». Di conseguenza,
il ritrovamento ottenne un’eco internazionale immediata.
La scoperta, tuttavia, non era così nuova come si pensava.
Tra il 1964 e il 1965, il tumulo o collina artificiale che copre
la tomba era già stato oggetto di sondaggi e prospezioni che
avevano permesso di localizzare il muro che lo circondava.
IL LEONE DI ANFIPOLI
A circa quattro chilometri dal tumulo
di Anfipoli furono trovati frammenti
della statua di un leone. Restaurata
nel 1937, alta cinque metri, è uno dei
monumenti meglio conservati del IV sec.
a.C. e un simbolo della stessa Macedonia.
ATHANASIOS GIOUMPASIS / GETTY IMAGES

46 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


Tra il 1971 e il 1982 le analisi continua- dal tumulo, nell’alveo dello Strimone, quan- CORONE
rono e fu possibile determinare con do il fiume era stato dragato. Le pietre furono FUNERARIE
certezza le misure del tumulo: 487 metri di trasportate lì in epoca romana per costruire Corona funeraria
rinvenuta ad
circonferenza, 165 di diametro e 21 di al- una diga o un ponte. In quello stesso ambiente Anfipoli. Le corone
tezza, che dovevano essere 30 al momento furono localizzati vari frammenti di un leo- d’oro con foglie
della costruzione. L’archeologo che dirigeva ne monumentale che con ogni probabilità si di quercia sono
gli scavi, Dimitrios Lazaridis, ipotizzò che il trovava sulla cima del tumulo. tipiche di molti
corredi funerari
tumulo coprisse un grande complesso fune- Lo scavo del perimetro permise anche
macedoni, come
rario, ma non riuscì a trovarlo. Nel 1998 furono di localizzare l’accesso alla camera funera- quello scoperto
condotti nuovi studi per localizzare le camere ria, nella parte sud del tumulo. Dopo aver nella tomba II
funerarie, ma neanche questi ebbero successo. smontato un antico muro di cinta collocato di Verghina.
BRIDGEMAN / ACI
all’ingresso, tra agosto e novembre del 2014
Uno scavo straordinario gli archeologi scavarono l’interno del sepol-
Nel 2012 i lavori ripresero, sotto la supervisio- cro in un clima di grande aspettativa, ali-
ne di Katerina Peristeri, direttrice dell’Eforato mentato dai comunicati e dalle fotografie
delle antichità di Serres. Mediante escavatori pubblicati quasi al momento dalla stampa e dal-
venne liberato il perimetro del tumulo, e ciò lo stesso Ministero della Cultura. La copertura
portò completamente allo scoperto il peribolo, mediatica alimentò voci e opinioni non smenti-
ovvero il muro che delimitava la costruzione, te, che si diffusero con estrema rapidità in tutto
alto tre metri. Si rivelò molto più elaborato di il mondo grazie ai social network e sottoposero
quanto si credesse, poiché era coperto da una gli archeologi a una grande pressione. Una volta
muratura isodoma (un tipo di assemblaggio conclusa l’esplorazione della tomba, iniziarono
molto regolare) di blocchi di marmo di Taso e i lavori di consolidamento della struttura e di
culminava con una cornice. studio dei materiali, ancora in corso.
Di sicuro erano appartenute a questo mu- Come è caratteristico nelle tombe di tipo
ro le centinaia di pietre che dagli anni Trenta macedone, quella di Anfipoli ha un corridoio
erano state trovate a circa quattro chilometri d’accesso o dromos, in questo caso formato da

C R O N O LO G I A 1964 1977 2012 2014


LE TOMBE Localizzato il
muro attorno al
Manolis
Andónikos trova
Un’équipe
guidata da
Gli archeologi
entrano nelle
REALI tumulo di Kasta, nel Grande Katerina tre camere della
DI KASTA ma non si scava
e non si individua
Tumulo di
Verghina quattro
Peristeri
riprende gli
tomba. In una
si trova una fossa
l’entrata. tombe reali. scavi di Kasta. con resti ossei.
B UM
/ AL
DEA

TESTA COLOSSALE IN BRONZO CHE PROBABILMENTE RAFFIGURA EFESTIONE. IV SECOLO A.C. PRADO, MADRID.
STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 47
RESTI DI UNA BASILICA
CRISTIANA SCOPERTA
AD ANFIPOLI. V-VI SECOLO.

HERCULES MILAS / ALAMY / ACI


TRA GRECIA Territori conquistati da Filippo II
e Alessandro Magno.

E MACEDONIA
L’ANTICA ANFIPOLI sorgeva sulle periodo la vedova di Alessandro, TRACIA
Bisanzio
sponde del fiume Strimone, in un la principessa battriana Rossane, Macedonia Perinto
punto strategico della rotta che e suo figlio, il futuro Alessandro Pella
ANFIPOLI
ILLIRIA
univa la Grecia all’Ellesponto e IV. Quando la Macedonia diven- Olinto
alla Tracia. Gli ateniesi, che con- ne provincia romana nel 168 a.C., EPIRO
MA R
trollavano la regione, vi stabili- Anfipoli continuò a prosperare EGEO
rono un colonia nel 437 a.C., ma fino all’epoca cristiana. Gli scavi FOCIDE Tebe
dopo la guerra del Peloponneso la archeologici condotti sul luogo a Atene
PELOPONNESO
città riguadagnò l’indipendenza partire dal 1972 hanno riportato
Sparta
e la conservò fino alla conquista alla luce tre grandi necropoli, le
da parte di Filippo II nel 357 a.C. mura difensive della città bassa, il
e all’annessione al regno di Mace- ginnasio, una grande residenza el- MED MA R
IT E R RA N E O
donia. Con Alessandro Magno, An- lenistica, quattro basiliche cristia-
EOSGIS.COM

fipoli divenne un’importante città ne e il grande tumulo che è stato


portuale. Lì vissero per un certo scavato di recente.
tredici scalini, che termina davanti a una porta
custodita da due sfingi. Le statue erano senza
testa; quella di una di esse fu localizzata nell’ul-
tima delle camere funerarie, il che dimostra
che la tomba fu saccheggiata e danneggiata già
nell’antichità. La porta dava accesso a una prima
camera, sul fondo della quale si ergevano due
cariatidi sui rispettivi piedistalli. Il pavimento
era ricoperto con pezzi irregolari di marmo uniti
da una dura malta di tonalità rossastra, e nella
parte centrale del pavimento era disegnato un

YANNIS KONTOS / POLARIS / CONTACTO


motivo quadrangolare.

All’interno del grande tumulo


Nella seconda camera avvenne uno dei ritro-
vamenti più spettacolari del complesso: uno
splendido mosaico policromo che raffigura il
ratto di Persefone da parte di Ade-Plutone, il
dio degli inferi. Una porta in marmo a doppio LE GUARDIANE ALATE
battente dava accesso alla terza e ultima came-
ra. Sopra la porta e sui due lati, nella trabeazio- TREDICI GRADINI conducono all’entrata della tomba di Anfipoli, custo-
ne o parte superiore dei muri, c’era un fregio dita da sue sfingi purtroppo decapitate e senza ali. Una delle teste,
dipinto lungo 3,15 metri che è ancora in fase di che venne scoperta nell’ultima camera della tomba, ha il naso rotto;
presenta i tratti di una donna e i capelli ondulati conservano tracce
pulitura, consolidamento e restauro.
della policromia originale sui toni del rosso. Sono stati rinvenuti anche
Sul pavimento dell’ultima stanza – la camera
frammenti delle ali, con le piume finemente lavorate.
funeraria propriamente detta – era stata scavata
una fossa profonda 1,60 metri, ricoperta con
lastre di pietra e al cui interno furono scoperti
resti ossei, chiodi di ferro e bronzo, oltre a ele-
menti in vetro, osso e oro che forse ornavano ne possono essere collocati temporalmente STELE
il feretro, o i mobili e altri oggetti. nell’ultimo quarto del IV secolo a.C. È comple- DI ANFIPOLI
La tomba di Anfipoli è larga 4,5 metri, lunga tamente fuori questione che risalga all’epoca Stele funeraria
in marmo con rilievo
24 e alta 6 nel punto culminante della volta a romana, ma questo non significa che la tomba di fiori e foglie
botte che fa da soffitto. La tomba II della ne- non sia rimasta aperta fino a quel periodo. di acanto e rami
cropoli di Verghina, che da molti è considerata scoperta nella
la sepoltura del re Filippo II, è larga 5,60 metri, Una tomba enigmatica necropoli di Anfipoli.
lunga 9,50 e alta 5,30, il che fa della tomba di L’elemento fondamentale per sapere chi fu se- IV secolo a.C.
Kasta una delle più grandi tombe macedoni polto sono le ossa umane che sono state sco-
conosciute, se non la più grande in assoluto. perte nella terza camera. Una prima analisi ha
Dopo aver scavato il recinto, gli archeologi stabilito che appartengono a cinque persone:
hanno cercato di dare risposta ad alcune delle una donna di circa 60 anni, due uomini tra
domande basilari a proposito della data di co- i 35 e i 45 anni, uno dei quali con segni di
struzione, del personaggio cui era destinato e ferite da punta non guarite sulla cassa to-
il tipo di monumento di cui si tratta, cioè se sia racica, un neonato e alcune ossa bruciate
effettivamente una tomba. che con ogni probabilità appartenevano a
Quanto alla datazione, sia le sculture, i mo- un individuo adulto.
saici e le pitture ritrovati all’interno della ca- Un’ipotesi è che i resti carbonizzati ap-
mera sia il leone monumentale i cui frammenti partengano al destinatario della tomba, e
furono ritrovati nell’alveo del fiume Strimo- che gli altri siano di suoi familiari che fu-
DEA / GETTY IMAGES
MOSAICO RINVENUTO NELLA SECONDA CAMERA
DELLA TOMBA DI ANFIPOLI, CON LA SCENA
DEL RATTO DI PERSEFONE DA PARTE DI ADE.

YANNIS KONTOS / POLARIS / CONTACTO


IL RATTO
DI PERSEFONE
QUANDO ASPORTARONO LA TERRA nell’Aldilà. Si riconosce grazie ai suoi
che copriva il pavimento della ca- attributi caratteristici: un copricapo
mera della tomba di Anfipoli, gli con grandi ali, il caduceo o basto-
archeologi scoprirono uno splen- ne da messaggero e i sandali alati.
dido mosaico policromo, di 4,5 x 3 Accanto a lui è raffigurato un carro,
metri, realizzato con tessere nere, trainato da due briosi destrieri
bianche, rosse e gialle. L’opera rap- bianchi e guidato dal dio Ade. Sul
presenta un mito legato alla morte: carro viaggia anche la giovane Per-
il ratto di Persefone da parte di Ade, sefone, figlia della dea del grano
il dio greco degli inferi. Tre sono i e dell’agricoltura Demetra, che è
personaggi che compongono la stata rapita dal signore degli inferi,
scena. Ermes, il messaggero degli con il consenso di Zeus, per farne
dèi, compare sulla sinistra nelle ve- la sua sposa.
BRIDGEMAN / ACI

sti di psicopompo, ossia colui che IL RATTO DI PERSEFONE RAFFIGURATO NELLA


accompagna le anime dei defunti COSIDDETTA TOMBA DI PERSEFONE, A VERGHINA.
rono sepolti lì successivamente per sfruttare
il prestigio e del carisma del defunto, anche se
per il momento non sappiamo quale sia stata
la successione delle sepolture né se esistesse
un legame di parentela tra queste persone.
Nonostante tali incertezze, fin dal primo
momento furono proposte identificazioni del
defunto. Le ipotesi sono state numerose, dallo
stesso Alessandro Magno o un membro del-
la sua famiglia – la madre Olimpia, la moglie
Rossane o il figlio Alessandro IV – a qualcuno
dei suoi generali nelle campagne in Asia, come
l’ammiraglio Nearco, il generale Laomedon-
te di Mitilene o Cratero, uno dei collaboratori
preferiti del re macedone, tutti i quali, sappia-
CORDON PRESS

mo, risiedettero ad Anfipoli. Potrebbe trattarsi


anche di un qualche re ellenistico del periodo
immediatamente successivo ad Alessandro,
come Cassandro, re di Macedonia tra il 305 e VITTIME DELLA CONQUISTA ROMANA
il 297 a.C., o Antigono Monoftalmo, re d’Asia
tra il 306 e il 301 a.C. LE OSSA RINVENUTE nella camera funeraria della tomba di Anfipoli potrebbero
Il defunto, però, potrebbe essere anche un non avere nulla a che vedere con l’occupante originario della tomba, che fosse
cittadino eminente di Anfipoli. E ancora, la o meno Efestione. Forse furono depositate durante il periodo turbolento che
precedette la chiusura definitiva del sepolcro, ai tempi dell’occupazione
costruzione potrebbe essere un cenotafio (un
romana della Macedonia, e c’è la possibilità che si tratti dei resti di persone
monumento funerario in cui non è conservato
andate incontro a morte violenta, come è il caso di almeno una di esse.
alcun cadavere) o una tomba che non fu mai
occupata dal destinatario originale.

La pista di Efestione
Lo scavo del tumulo ha fornito alcuni indizi più relazione che leghi Efestione con Anfipoli. IL DIADOCO
concreti sull’identità del titolare del sepolcro. Un’altra domanda è quella che riguarda l’uti- DI ALESSANDRO

Nel peribolo, per esempio, un’iscrizione riporta lizzo che si fece del monumento nel corso del Moneta con
l’effigie di Seleuco
il monogramma di Antigono Monoftalmo, cioè tempo. Sappiamo che la tomba rimase aper- proveniente da
il disegno formato dalle iniziali del suo no- ta e fu accessibile fino a un certo punto del II Anfipoli. Seleuco
me. Tuttavia, i riferimenti più numerosi sono secolo a.C., come dimostrano il ritrovamento governò nella parte
quelli che rimandano a Efestione, l’amatissimo di monete risalenti a quel periodo e i segni di orientale dei territori
conquistati da
compagno di Alessandro che morì a Ecbatana, usura presenti sulla soglia della porta che dà Alessandro Magno.
la capitale della Media (oggi in Iran) nel 324 accesso alla camera funeraria, il che induce a IV secolo a.C.
a.C. e che fu cremato a Babilonia con una pira ipotizzare che il complesso sia stato utilizzato
colossale. Il suo monogramma compare in due per un qualche tipo di culto.
epigrafi nel peribolo della tomba e in altri due Da quello che sappiamo sulle pratiche
luoghi all’interno. religiose greche, le tombe dei personaggi
Inoltre, a Hamadan (l’antica Ecbatana) esiste illustri potevano diventare il centro di
un leone dello stesso tipo di quello di Anfipoli, un culto di tipo eroico.
molto deteriorato, che secondo alcuni studiosi Per i greci, l’eroe era un uomo che
potrebbe essere stato il cenotafio di Efestio- era vissuto come mortale, ma al quale,
ne. Le iscrizioni di Kasta, tuttavia, non sono dopo la morte, gli dèi concedevano
monumentali né molto visibili e per quanto una specie di immortalità. Come tale
ne sappiamo non esiste alcuna particolare era dunque venerato dagli uomini, e ciò

DE
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terza camera seconda camera prima camera entrata
Qui è stata trovata Il pavimento era Questa stanza conduce Un dromos con tredici
la fossa con i resti ossei totalmente rivestito a una porta custodita scalini conduce a una
di cinque individui. da un magnifico mosaico. sui lati da due cariatidi. porta con due sfingi.

GREEKTOYS.ORG. LUIS SANTOS, SOFIA PAVLAKI


RICOSTRUZIONE IN 3D DELLA TOMBA
DI ANFIPOLI DOPO GLI SCAVI DEL 2014.

UNA TOMBA
DEGNA DI UN RE
LA STRUTTURA della tomba di An- mente in epoca romana. Va sotto-
fipoli è molto simile a quella di lineato che il sepolcro di Anfipoli
altri monumenti funerari dell’élite è più grande di quelli di Verghina,
macedone, come le quattro il che ha spinto alcuni ricercatori a
tombe scoperte nel Grande Tu- ipotizzare che fosse opera di Dino-
mulo di Verghina, una delle qua- crate di Rodi, l’architetto preferito
li è stata attribuita a Filippo II di Alessandro Magno. Dinocrate
di Macedonia, padre di Alessandro realizzò molti progetti, tra i quali
Magno. Due dei sepolcri di Verghi- la pianta topografica della città di
na conservavano un ricco corredo Alessandria in Egitto, il monumen-
GREEK CULTURE MINISTRY / AP IMAGES

funerario che gli archeologi rinven- to funerario di Efestione a Babilo-


nero intatto e che può dare un’idea nia e la ricostruzione del tempio di
delle ricchezze che forse contene- Artemide a Efeso.
va la sepoltura di Anfipoli prima FRAMMENTI DI LEGNO ED ELEMENTI DECORATIVI IN
di essere saccheggiata, probabil- OSSO E VETRO TROVATI ALL’INTERNO DEL SEPOLCRO.
specialmente nel luogo in cui si trovavano i
resti del suo corpo, sopra il quale poteva essere
edificato un santuario speciale chiamato heroon.
In questo santuario si tenevano feste e ceri-
monie che, in un caso come quello di Anfipoli,
potevano consistere in processioni nelle quali si
accedeva all’interno della tomba, dove venivano
eseguite libagioni con vino, latte, miele o con
il sangue di vittime scannate, si collocavano
ghirlande e si depositavano offerte. Con ogni
probabilità la cerimonia si concludeva con un

YANNIS KONTOS / POLARIS / CONTACTO


qualche tipo di declamazione o cantico in cui
si commentavano le imprese dell’eroe con una
particolare insistenza sulla protezione che la
sua tomba garantiva alla regione.

Omaggio a un eroe
Le caratteristiche della tomba di Anfipoli sem-
brano corrispondere a quelle di un heroon. Il LE DAME DI PIETRA
fregio dipinto che incornicia la porta d’acces-
so alla camera funeraria contiene scene legate IN FONDO ALLA PRIMA CAMERA della tomba di Anfipoli, sui due lati della
al culto eroico. Una di esse raffigura un leone, porta che dava accesso alla stanza successiva, si ergevano, ciascuna
un carro e un elmo che rappresenterebbero sul proprio piedistallo, due cariatidi, figure femminili con funzione di
colonna o pilastro. Erano alte 2,27 metri ed erano finemente scolpite,
il defunto in vita, mentre sul lato sembrano
anche se, purtroppo, danneggiate: una ha perso il volto e all’altra (nella
scorgersi le armi dell’eroe nel quale il defunto
foto) manca il naso. Secondo gli esperti sono legate al culto di Dioniso.
si sarebbe trasformato dopo la morte. In un
altro fregio compaiono idrie, sfingi, centau-
ri e il sacrificio di un toro, il tripode di Delfi
e una piccola imbarcazione. Nel terzo fregio
si potevano vedere Hypnos (dio del sonno) e La tomba di Anfipoli cessò di essere uti-
Thanatos (dio della morte) con un tripode e lizzata nel II secolo a.C., probabilmente dopo
la rappresentazione della trasformazione del la battaglia di Pidna del 168 a.C., che segnò la
defunto in eroe (o eroizzazione). conquista romana della Macedonia. Diversi
Tutto il complesso funerario, con il tumulo elementi decorativi della tomba furono distrutti
e il leone che lo coronava, la scala che scendeva intenzionalmente, forse per la volontà di evitare
fino al recinto, le sfingi, le cariatidi, il mosaico che il sepolcro fosse lasciato alla mercè dei ro-
con il ratto di Persefone e le pitture della se- mani che avanzavano nella regione. In quell’e-
conda camera, formava una imponente sceno- poca il sepolcro fu aperto e vennero trafugati
grafia pensata per rendere evidente la forza che oggetti preziosi. Alla fine, qualcuno decise di
irradiava dal monumento e dall’individuo che chiudere l’entrata della tomba innalzando un
vi era sepolto. Con questo tipo di culto collima muro di cinta e riempiendo il dromos della scala
anche la figura di Efestione, poiché sappiamo con la terra; il passare del tempo fece il resto
che Alessandro Magno fece di tutto per as- e il monumento cadde nell’oblio per secoli.
sicurarsi che gli dèi avessero concesso al suo
compagno dell’adolescenza e della giovinez-
za lo status di eroe, e poco prima della propria Per SAGGI
Alessandro Magno
morte a Babilonia gli fu recapitato il permesso saperne Robin Lane Fox. Einaudi, Torino, 2008.
di più
dell’oracolo di Zeus Amon a Siwa per onorare INTERNET
www.theamphipolistomb.com
Efestione come un eroe.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 53


VISITA VIRTUALE

54 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


ALLA TOMBA
Il tumulo misura
487 m di
DI ANFIPOLI 1
circonferenza
Il tumulo di Kasta è stato oggetto e 165 m di diametro;
di prospezioni archeologiche a partire l’altezza doveva
raggiungere i 30 m
dal 1964. In questa pagina vi portiamo ed era circondato
a compiere una visita virtuale in tre da un muro di pietra
alto 3 m. Sulla cima
dimensioni al sepolcro così come è stato si ergeva un leone su
ricostruito dagli archeologici che lo un piedistallo; questo
insieme era alto in
hanno studiato in base ai resti. totale 16 m.

L’entrata della tomba era custodita da due sfingi alate e con testa di donna. Le due cariatidi che fiancheggiavano l’entrata della seconda camera
2 È stato possibile ricostruire le ali delle due figure a partire dai frammenti 3 indossavano il chitone (il tipico indumento femminile dell’antica Grecia).
rinvenuti all’interno del sepolcro. Alcuni resti di pigmenti indicano che le sfingi Ciascuna di esse aveva un braccio alzato, come a indicare l’accesso alla stanza
e le altre sculture della tomba dovevano essere dipinte a vivaci colori. seguente. Sono scolpite in marmo di Taso e conservano resti di pittura blu e rossa.
Uno spettacolare mosaico che rappresenta il ratto di Persefone decora il La fossa funeraria era coperta con lastre di pietra. Al suo interno sono stati
4 pavimento della seconda camera. La scena è incorniciata da una fascia 5 scoperti i resti di almeno cinque individui, che saranno sottoposti a diverse
decorativa con motivi geometrici. Anche se la parte centrale del mosaico è analisi del DNA; i ricercatori e gli studiosi sperano di confermare o smentire
danneggiata, le tessere disperse nella tomba ne possono facilitare la ricostruzione. il possibile legame di parentela tra i defunti sepolti nella fossa.

All’interno della seconda camera gli archeologi hanno scoperto fregi decorati Nell’antichità, la porta d’accesso della tomba fu chiusa con un muro di
6 con varie scene che presentano figure animali e umane, ma sono piuttosto 7 conci di pietra rettangolari e anche la scalinata rimase sepolta. Tutto questo
deteriorati a causa dell’umidità, del passare del tempo e del possibile saccheggio sarebbe stato fatto pressappoco all’epoca in cui Roma conquistò la Macedonia,
ai danni della tomba all’epoca della conquista romana. nel 168 a.C., con il fine di evitare che il sepolcro venisse di nuovo saccheggiato.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


55
DIMITRIOS TSALKANIS, WWW.ANCIENTATHENS3D.COM
VIAGGIO NELLA CULLA DELL’ISLAM

LA MECCA PRIMA
Il fondatore della terza religione monoteista vide la luce in un’attiva città dell’Arabia
UN CENTRO SPIRITUALE
La Ka’ba, oggi nella Grande Moschea,
era un luogo sacro già prima di
Maometto. Il nome della Mecca in
arabo è Makkah al-Mukarramah,
«Makka l’onoratissima».
ISSAM MADKOUK / GETTY IMAGES

DOLORS BRAMON
UNIVERSITÀ DI BARCELLONA

DI MAOMETTO
dove il commercio e la religione erano intimamente uniti da secoli
mava Macoraba, nome derivato da mikrab,
“tempio”. Un altro dei suoi nomi in epoca
preislamica fu Bakka, e come tale figura nel
Corano, che dice: «La prima Casa che è stata
eretta per gli uomini è certamente quella di
Bakka, benedetta, guida del creato» (3: 96).
Questa frase allude alla credenza che in quel
luogo fu costruito il primo luogo di culto de-
dicato al Dio Unico, il che permette all’Islam
di anticipare la narrazione biblica secondo la
quale il primo tempio monoteista fu eretto a
Gerusalemme dal re Salomone.

Gli antichi dèi


Che fossero nomadi o stanziali, gli arabi ave-
vano una certa religiosità con una vaga visio-
ne dell’esistenza dell’anima, che chiamavano
«spirito» o «alito vitale». Alcune tribù adora-
vano il Sole, e, in generale, celebravano il cul-
LA KA’BA SI TROVA NEL RECINTO to davanti a pietre erette, presunte dimore di
DELLA MASJID AL-HARAM, LA qualche divinità. È proprio dall’espressione
GRANDE MOSCHEA DELLA MECCA, LA
CUI STRUTTURA ATTUALE RISALE IN semitica bet o baytu il·lah, “abitacolo di [un]
GRAN PARTE ALL’EPOCA OTTOMANA. dio”, che deriva il termine“betilo”con il quale
sono note queste pietre, distribuite in tutta la
FINE ART IMAGES / AGE FOTOSTOCK
Penisola Arabica. Alcuni siti di betili furono
trasformati in santuari dove si celebravano

L’
L’ANTICO CULTO
feste e cerimonie in determinate date. Anche
DELLE PIETRE Hegiaz è una stretta fascia di ter- la zona circostante era considerata sacra ed era
Betilo rinvenuto nel ra, lunga circa 1400 chilometri, che proibito spargervi sangue durante alcuni mesi
tempio dei Leoni si stende sulla costa araba del Mar che gli arabi consideravano inviolabili. Il luogo
Alati di Petra, con
un’iscrizione Rosso. Il suo nome significa“barrie- che divenne più famoso fu la Ka’ba, alla Mecca.
che recita «dea ra”, e la sua spina dorsale è formata Conosciamo il nome di alcune divinità della
di Hayyan». In tutta dalla catena montuosa del Sarat, parallela al Ka’ba. Gli abitanti della Mecca adoravano una
l’Arabia si celebrava il mare, che separa l’area piana costiera, la Tiha- triade divina al cui vertice c’era al-Lat, divinità
culto agli dèi davanti ma, dai desolati altipiani del Neged. Nel Sarat solare femminile rappresentata da una pietra
ai betili, le pietre sacre
che li ospitavano. si aprono valichi e depressioni naturali, e in bianca, generalmente quadrangolare e talvolta
JANE TAYLOR / ART ARCHIVE una delle sue valli, a 80 chilometri dal Mar a forma di albero. La seconda dea, al-Uzza, si
Rosso, si trova La Mecca, città natale di rappresentava all’interno di un albero sacro
Maometto, il Profeta dell’Islam. posto sulla via tra La Mecca e l’Iraq. Al-Manat,
Il clima arido ha reso impossibi- figlia di al-Lat, chiudeva la triade; a lei era de-
li le coltivazioni, ma la stessa posi- dicato un santuario sulla costa del Mar Rosso,
zione geografica, che l’ha punita con sulla via dalla Mecca a Yathrib (la futura città di
temperature inclementi, l’ha favorita Medina), e la rappresentava una grande pietra.
collocandola al crocevia delle rotte ca- Esistevano altri culti politeistici, guidati, a
rovaniere: sin dagli albori dell’attività quanto pare, dal dio Hubal. Con il tempo, ogni
commerciale divenne un’importante tribù aveva traslato le immagini che adorava
enclave che univa l’Asia, l’Africa e l’a- alla Mecca, situandole nella Ka’ba, una costru-
rea del Mediterraneo. La religione finì zione di pietra grigia alla quale fu attribuito un
per consacrare questo ruolo centrale carattere sacro sin dalla più remota antichità.
della Mecca in Arabia. I membri delle diverse tribù vi si recavano in
La sua antichità è testimoniata dal pellegrinaggio e vi celebravano i loro riti, che,
geografo alessandrino Claudio To- in generale, consistevano nel compiere dei giri
lomeo, che nel II secolo d.C. la chia- attorno alla Ka’ba e nell’offrire sacrifici.
MA R
CA S P I O

MA R N E R O L’Arabia prima dell’Islam


LA STORIADELL’ARABIA prima della nascita dell’Islam fu caratterizzata dalla

Costantinopoli
metà del VI secolo d.C. dallo scontro tra due grandi potenze: l’Impero
bizantino, cristiano, e l’Impero persiano, zoroastriano. Entrambi poterono
contare su alleati tra gli arabi del Nord (come i ghassanidi e i lakhmidi),

I M P ETRION O
e appoggiarono diverse tradizioni religiose per limitare
il potere dei loro avversari e prendere il control-
N
BIZA
lo delle rotte commerciali che collegavano il
Mediterraneo e il Lontano Oriente. I sasa-
nidi appoggiarono prima l’ebraismo e in
seguito il cristianesimo nestoriano in
Yemen, e i bizantini si allearono con i
Antiochia cristiani monofisiti di Aksum (Etiopia),
Aleppo Eu
che nel 525 conquistarono il regno ye-
fr
at

menita di Himyar. Rhages


e

Palmira
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M A R A NSidone SIRIA
Damasco
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MEDITER

M
Tiro

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Cesarea

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DESERTO SIR IANO SIN
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Bostra Ctesifonte E. L
PALESTINA
Gerusalemme
Alessandria Gaza BANU LAJM Susa MONARCA SASANIDE A CACCIA.
BANU GASAN BANU KALB PATERA IN ARGENTO DORATO.
Tani al-Hira VI SECOLO. BIBLIOTHÈQUE
Petra NATIONALE, PARIGI.
Menfi Bassora
Eilat
Eracleopoli DE SE R TO DEL NEFUD Persepoli
GO
EGITTO
Tabuk BANU TAMIM LF
Tayma
Myos
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Hormos BANU ASAD P Ormuz
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Tebe al-Katif IC O
Leuce Come
Syene (Assuan) BANU SULAYM BANU HANIFA
Yathrib (Medina) Suhar
File Berenice
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Mascate
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Qasr Ibrim
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Faras HAWAZIN DESERTO DI RUB AL-KHALI


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Nuri MAHRA
ZUFAR
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Najran U
HAMDAN Marib A M A
H A D R Samahram
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Adulis SABA
Meroe Sana
AKSUM QATABAN Al Mukalla
Musawwarat Matara v e r s o l’ I n d i a
es-Sufra Qana
MA R O
Aksum YEMEN
Sennar
Ocelis Aden C
Impero bizantino
Controllato dai gassanidi
Regno di Himyar verso il 525
Zona produttrice di incenso GOLFO DI ADEN Socotra
A RA BI
(Banu Ghassan) Rotta commerciale terrestre

Mundus Mosylon
Impero sasanide Rotta commerciale marittima
Controllato dai lakhmidi AKSUM Regno
(Banu Lakhm) MAHRA Gruppo tribale
Antichi regni dello Yemen OMAN Regione storica Opone
CARTOGRAFIA: EOSGIS.COM
ABRAMO,
AGAR E IL FIGLIO ISMAELE
NEL DESERTO. INCISIONE A COLORI
DALL’EDIZIONE DELLA BIBBIA ILLUSTRATA

ISMAELE
DA GUSTAVE DORÉ. 1865.

E AGAR

A
BRAMO E ISMAELE, figlio maggiore
del patriarca biblico, occupano un
posto di rilievo nell’Islam. Abramo
aveva avuto Ismaele, il suo pri-
mogenito, dalla schiava Agar, ma in seguito
ebbe un altro figlio, Isacco, dalla moglie Sara.
Costei, gelosa, costrinse Abramo a mandare
Agar e il figlio nel deserto dell’Arabia. Alla
Mecca, Agar prese a cercare disperatamente
l’acqua, e presso la Ka’ba Dio fece sgorgare
la fonte di Zamzam, che salvò Ismaele e la
madre dalla morte. Durante il hajj, il pelle-
grinaggio canonico alla Mecca, i pellegrini
corrono tra le colline di al-Marwa e al-Shafa in
ricordo di quel fatto, poi bevono dal pozzo di
Zamzam. Da Isacco proverrebbero gli ebrei,
e da Ismaele gli arabi. Secondo l’Islam, lui
e il padre restaurarono la Ka’ba, edificata
a Adamo, e Ismaele e la madre sarebbero
sepolti vicino al santuario.

PRISMA / ALBUM

IL REGNO DEI L’apogeo della Mecca fu dovuto all’esistenza Chiunque sia stato a costruire la Ka’ba, di certo
CAMMELLI
della Ka’ba, parola che significa“cubo”, anche prima della nascita dell’Islam il luogo era già
Le rotte marittime
non erano sicure, se le misure non riproducono esattamente divenuto centro religioso di tutti gli arabi, e ai
e il commercio tra questa figura geometrica. È costruita su uno tempi di Maometto custodiva i simboli delle
India e Mediterraneo zoccolo di marmo bianco alto 25 centimetri e 360 divinità che essi adoravano.
avveniva in carovane. i suoi quattro angoli corrispondono ai punti Attualmente, la Ka’ba è all’interno della
Stele funeraria di
un cammelliere cardinali; in quello rivolto a est si trova inca- Grande Moschea, nel cui recinto si trova an-
proveniente dallo stonata la cosiddetta Pietra Nera, sollevata a che il pozzo di Zamzam, di 42 metri di pro-
Yemen. II-III secolo 140 centimetri da terra. Si tratta di una pietra fondità, con acqua lievemente salmastra cui
d.C. Louvre, Parigi. di circa 30 centimetri di diametro, molto ve- si attribuiscono poteri miracolosi. Si potrebbe
ERICH LESSING / ALBUM
nerata dai musulmani, anche se nessuna supporre che la sua esistenza fu una delle cau-
tradizione indica che prima fosse legata se, se non la principale, che contribuirono alla
a qualche divinità. prosperità del luogo che riforniva le carovane
di acqua per uomini e animali. Con l’Islam si
Il luogo più sacro disse che la sua acqua sgorgò miracolosamente
I musulmani ritengono che Abramo ab- per la prima volta quando la schiava Agar e suo
bia edificato la Ka’ba come luogo per l’a- figlio Ismaele furono abbandonati nel deser-
dorazione del Dio Unico, ma ciò non è to da Abramo, padre di Ismaele, e cercavano
confermato dalla documentazione. In disperatamente acqua. Oggi, i pellegrini sono
ogni caso, la narrazione coranica dice: soliti portarsi a casa un flacone di quest’acqua,
«Prendete come luogo di culto quello convinti delle sue virtù benefiche.
in cui Abramo ristette! E stabilimmo un Grazie alla sua funzione religiosa, con pelle-
patto con Abramo e Ismaele:“Purificate grinaggi annuali delle tribù che si recavano alla
la Mia Casa per coloro che vi gireranno Ka’ba, La Mecca raggiunse una grande prospe-
attorno, vi si ritireranno, si inchineran- rità economica. I suoi abitanti approfittarono
no e si prosterneranno» (Corano 2:125). del grande afflusso di gente e fiorì l’attività
La città
del Profeta
La Mecca preislamica era governata da un’oligarchia
nella quale predominava la tribù dei quraysh.
La città viveva del commercio e dei benefici
provenienti dai pellegrinaggi alla Ka’ba, e dalle
fiere che si svolgevano quando c’era una tregua
nelle periodiche guerre intestine dei beduini.
In questa città, attorno all’anno 570, nacque
Muhammad (Maometto), l’uomo che pose

ERICH LESSING / ALBUM


fine al tradizionale politeismo degli arabi.
CONTADINO CHE ARA CON DUE BUOI. STELE PROVENIENTE DALLA «ARABIA FELIX»,
IL FERTILE YEMEN, NEL SUD DELLA PENISOLA ARABICA. I-III SECOLO D.C. LOUVRE, PARIGI.

I SECOLO A.C. II-VI SECOLO D.C. VI SECOLO


Nel libro II della sua Bibliotheca historica, Nel libro VII della sua Geografia, il geografo La tribù dei quraysh controlla la città e il
dove parla dell’Arabia, lo storico alessandrino Tolomeo (100-170 d.C.) commercio che vi si concentra, e integra
siceliota Diodoro Siculo (90-30 a.C.) nomina Macoraba, che è stata identificata nelle sue reti commerciali le tribù dei
accenna all’esistenza in quella con La Mecca. È dimostrata la presenza in dintorni: concede loro diritti di passaggio
regione di un santuario riverito da città di ebrei e di cristiani probabilmente o prende le loro merci per commerciarle
tutti gli arabi; secondo alcuni studiosi monofisiti o nestoriani, attratti sul posto in nome loro. I clan che aderiscono
quel testo farebbe allusione all Ka’ba dall’attività commerciale; entrambi a questo sistema collocano immagini
della Mecca. i gruppi erano presenti in tutta l’Arabia. delle loro divinità nella Ka’ba.

570 610 630


Abraha, rappresentante nello Yemen Verso questa data, Maometto comincia Dopo aver sconfitto i quraysh sul
del regno cristiano di Aksum (alleato di a predicare l’esistenza di un Dio Unico. campo di battaglia, Maometto entra alla
Bisanzio), attacca senza esito La Mecca I quraysh, la cui egemonia si fonda sul Mecca e distrugge gli idoli della Ka’ba.
in una spedizione che usa uno o più politeismo, considerano il suo messaggio Il luogo, tuttavia, non perde il suo
elefanti da guerra. Attorno a questa data rivoluzionario e lo perseguitano. Nel 622 carattere sacro, poiché a Medina
nasce Maometto, che partecipando alle ha luogo l’Egira, il trasferimento del Profeta Maometto aveva decretato che i credenti
carovane arriva a conoscere il monoteismo e dei suoi seguaci nella vicina città di avrebbero rivolto le loro preghiere verso
ebraico e cristiano. Yathrib, la futura Medina. l’antico santuario della Mecca.

PELLEGRINI IN MARCIA
VERSO LA MECCA. IL DIPINTO,
REALIZZATO DA LÉON BELLY
NEL 1861, ATTUALMENTE
È CONSERVATO AL
MUSÉE D’ORSAY, A PARIGI.
BRIDGEMAN / ACI
VEDUTA DELLA MECCA DAL MONTE
HIRA, LUOGO IN CUI MAOMETTO EBBE
LA PRIMA RIVELAZIONE, VERSO IL 610, gno etiopico di Aksum, il Negus, in cambio di
NELLA COSIDDETTA «NOTTE DELLA
POTENZA» O «DEL DESTINO».
protezione a commercianti e merci. Le conti-
nue guerre che opponevano le due principa-
li potenze della regione, Bisanzio e l’Impero
persiano dei sasanidi, rendevano ancor più
insicura la zona, e la neutralità mantenuta dagli
arabi facilitò il consolidamento di nuove rotte
nei loro territori. Queste sostituivano quel-
le che in precedenza univano il golfo Persico
con Aleppo, nel nord dell’odierna Siria, che
era sconsigliabile seguire per via dei conflitti.

Il governo delle tribù


All’interno degli arabi preislamici si distin-
guevano tre gruppi: quelli che vivevano nelle
steppe del Nord, quelli delle oasi centrali e
quelli del fertile Sud. A partire dal IX secolo
a.C., in quest’ultima regione si erano succe-
duti prosperi regni che si basavano su agricol-
tura e commercio: quelli di Ma’in, Saba, Ha-
dramaut e Himyar, la cui fine giunse nel VII
secolo d.C. con l’invasione di Aksum, uno
Stato cristiano e alleato di Bisanzio.
Con l’eccezione di queste società più avan-
zate, tutti gli altri arabi, organizzati in tribù e
YOUSEF ALBALAWI / GETTY IMAGES clan, erano soliti riunirsi in assemblee perio-
diche e stabilirono una specie di senato chia-
CAPITALE commerciale, favorita, come abbiamo detto, mato Mala’ dal quale dipendevano le cariche
CAROVANIERA
dalla posizione geografica della città. Il prin- necessarie per mantenere un certo ordine so-
Arabi all’interno
di un tendone cipale oggetto di scambi commerciali erano ciale. Tuttavia, che fossero stanziali o beduini,
alla Mecca. Miniatura i metalli preziosi delle miniere dei Banu Sa- esisteva una rivalità ancestrale tra gli arabi del
del XV secolo. laim, tribù che abitava sulla rotta di Yathrib: Nord, che si ritenevano discendenti di Abramo
La Mecca divenne oro in polvere e in lingotti, e argento. A ciò si e Ismaele attraverso un personaggio leggen-
la tappa obbligata
delle carovane che aggiungevano avorio, profumi, incenso, mirra, dario chiamato Adnan, e quelli del Sud, che
attraversavano spezie e cuoio provenienti dal Sud della Pe- sostenevano di discendere da un semileggen-
l’Arabia. Bibliothèque nisola Arabica, dall’India e dalla Cina. Questi dario Qahtan; i primi storici islamici iden-
Nationale, Parigi. prodotti venivano scambiati con i tipici ma- tificano questo Qahtan con il biblico Joktan,
BRIDGEMAN / ACI
nufatti mediterranei: tessuti di cotone, seta e figlio di Eber (Genesi 10, 25-29). Il malanimo
lino, olio d’oliva, cereali, armi. che divideva i due gruppi di arabi perdurò e si
Spesso, tribù e clan si scontravano tra lo- trasferì ai territori che più tardi furono con-
ro, ma il buon governo della tribù di quray- quistati dai musulmani.
sh, che dominava La Mecca dal V secolo, Ciononostante, le relazioni burrascose si
fece della città la meta delle carovane pro- erano lievemente placate prima della nascita
venienti dallo Yemen, e il punto di di Maometto, nel 570. Il miglioramento viene
partenza d quelle dirette a Geru- attribuito al ruolo della Mecca come centro di
salemme e Damasco. Nel VI se- pellegrinaggio di tutti gli arabi. Venivano dun-
colo nacquero in città importanti que stabilite delle tregue affinché le carovane
organizzazioni mercantili la cui potessero attraversare con maggior sicurezza
funzione era quella di concor- le zone desertiche, e anche perché i fedeli delle
dare condizioni di traffico e di diverse divinità venerate nella Ka’ba potessero
compravendita con le autori- riunirsi alla Mecca e portare a termine i rispet-
tà di Siria, del Sud dell’Arabia e tivi rituali. Non conosciamo i dettagli di tali
persino con il sovrano del re- riti, ma sappiamo che gli arabi immolavano
La Pietra
Nera
CHIAMATA IN ARABO al-Hajaru l-Aswad,
la Pietra Nera è considerata una reliquia
preislamica, anche se tale idea non è
basata su alcuna tradizione. Nel 930, la
setta dei carmati assaltò la città e portò
via la pietra; la restituì vent’anni dopo, su
pagamento di un ingente riscatto. I mu-
sulmani la baciano alla fine di ciascuno
dei sette giri obbligatori attorno alla Ka’ba
(ma spesso si riesce soltanto a toccar-
la). Attualmente è costituita da tre pezzi
grandi e alcuni frammenti, che furono
IN ALTO: DEA / ALBUM. IN BASSO: K. NOMACHI / CORBIS / GETTY IMAGES

uniti tra loro e sono cinti da una fascia in


argento fissata a un angolo della Ka’ba.
Secondo la credenza popolare, Adamo
ricevette la pietra quando fu cacciato dal
Paradiso; allora era bianca, ma divenne
nera assorbendo i peccati dei pellegrini
che l’hanno toccata e baciata. LA PIETRA NERA. LA SCIENZA
HA ESCLUSO CHE SI TRATTI
DI UN METEORITE, COME SI È
MAOMETTO RISOLVE UNA DISPUTA RITENUTO PER MOLTO TEMPO.
SULLA COLLOCAZIONE DELLA PIETRA NERA
NELLA KA’BA. MINIATURA DEL XIV SECOLO.
Damasco e nel corso di questi viaggi proba-
bilmente ebbe modo di incontrare cristiani o
rabbini ebrei che gli avrebbero parlato del mo-
noteismo, che il Profeta predicò alla Mecca a
partire dall’anno 610.
Secondo la tradizione, i primi proseliti fu-
rono i poveri, ragione per cui l’oligarchia della
Mecca temette una rivoluzione che turbas-
se l’ordine sociale, che già vacillava perché,
secondo Maometto, gli schiavi che avessero
deciso di diventare musulmani avrebbero do-
vuto essere liberati. Dall’altra parte, i quraysh
temevano la perdita dell’egemonia religiosa
della loro città in favore di Gerusalemme, che
allora era la sede principale del monoteismo.
Di fatto, quando nel 622 Maometto dovette
fuggire a Yathrib, stabilì la alquibla (ovvero il
punto verso il quale i fedeli devono rivolgere
lo sguardo nel corso della preghiera) in dire-
zione di Gerusalemme, principale simbolo del
PELLEGRINI ALLA MECCA, VESTITI
CON L’ABITO BIANCO SENZA CUCITURE, monoteismo. Quando, però, le sue relazioni
SIMBOLO DELL’ABBANDONO DI TUTTI con la vasta comunità ebraica di Medina si
I VINCOLI MONDANI.
deteriorarono, Maometto cambiò la alquibla
volgendola verso la Ka’ba. A proposito di que-
BRITISH LIBRARY / SCALA, FIRENZE
sto cambio, nel Corano si dice: «E gli stolti
diranno: “Chi li ha sviati dall’orientamento,
che avevano prima?”. Di’:“Ad Allah appartiene
LA MISSIVA animali in onore degli dèi e ne imbrattavano le l’Oriente e l’Occidente, Egli guida chi vuole
AL RE DI PERSIA
immagini con il sangue delle vittime sacrifica- sulla Retta Via”» (Corano 2, 142).
Presunta lettera
del Profeta. Secondo li. Sappiamo anche che giravano per sette volte La Mecca era così diventata la Città Santa
la tradizione, in senso antiorario attorno alla Ka’ ba. Tutti dell’Islam, e la Ka’ ba il suo epicentro spiri-
Maometto inviò questi riti sono in vigore ancora oggi, giacché tuale. Quando nel 630 gli avversari di Mao-
a Cosroe II una lettera furono incorporati nell’Islam e si mantengono metto alla Mecca si arresero, il Profeta ordinò
in cui lo invitava
a convertirsi all’Islam, nel pellegrinaggio minore o umrah. Il territorio di distruggere gli idoli che si conservavano
ma il re sasanide circostante, segnalato da pietre, aveva carattere all’interno dell’antico santuario, anche se volle
la strappò. Pergamena sacro e al suo interno non era permesso ta- preservare le immagini della Vergine Maria e
del VII secolo. gliare alberi, portare armi né spargere sangue, di Gesù. Da quel momento in poi, La Mecca fu
BRIDGEMAN / ACI
quindi le condanne a morte venivano eseguite il cuore di una nuova religione che si fondeva
al di fuori di questo confine. con un nuovo ordine politico, nato dalla predi-
cazione di Maometto. I diversi gruppi etnici e
La predicazione dell’Islam tribali furono dunque uniti in una sola comu-
L’apogeo del commercio non si tradusse nità o ummah: quella di coloro che accettavano
solamente in prosperità per La Mecca: l’Islam e il suo Dio Unico. Il mondo avrebbe
diede origine anche a differenze sociali presto conosciuto il potere di espansione di
che scalzavano i valori tradizionali delle questa poderosa costruzione.
società beduine, come per esempio la
solidarietà. Fu in questo contesto che
Per SAGGI
Maometto iniziò a predicare una nuova saperne Maometto
Claudio Lo Jacono. Laterza, Roma-Bari, 2011.
religione. Figlio postumo di un membro di più Il mondo islamico. Breve storia
dal Cinquecento a oggi.
del clan arabo dei Banu Hashim, che ap- Pier Giovanni Donini. Laterza, Roma-Bari, 2003.
parteneva alla tribù dei quraysh, Maomet- TESTI
Il Corano. A cura di Alberto Ventura,
to fece parte di qualcuna delle carovane Mondadori, Milano, 2010.
che viaggiavano verso Gerusalemme e
La caduta LA PURIFICAZIONE
DELLA KA’BA

degli idoli Maometto ordina


di distruggere
gli idoli della Ka’ba.
Miniatura della
NEL 630, alla guida di un grande eser-
Storia meravigliosa
cito, Maometto entrò alla Mecca, di Maometto in versi,
dalla quale era stato cacciato otto manoscritto
anni prima. Era il giorno 20 del mese persiano del XVI-XVII
di Ramadan. Il Profeta, che predicava secolo.
l’esistenza di un Dio Unico, aveva in- Bibliothèque
Nationale, Parigi.
tenzione di abolire l’antica religione. BRIDGEMAN / ACI
Cavalcò attorno alla Ka’ba per sette
volte, toccando la Pietra Nera a ogni
giro e gridando «Allah Akbar!», «Dio IL NOME
è grande!». Poi distrusse i 360 idoli DI ALLAH
collocati attorno al santuario mentre Elemento decorativo
recitava questo verso: «E di’: “È giunta con il nome di Allah
sul coronamento di
la verità e la falsità è svanita”. Invero la una cupola
falsità è destinata a svanire» (Corano del palazzo Topkapi,
17, 81). Le pareti interne della Ka’ba a Istanbul.
erano decorate con pitture pagane e Il nome del Dio Unico
il Profeta ordinò di cancellare anche in arabo è Allah,
queste (anche se si dice che abbia con- probabilmente una
contrazione
servato quelle di Gesù e della Vergine). del termine arabo
Così si concluse per sempre la storia al-Ilah, «il Dio».
della Mecca politeista. UIG / ALBUM
IL SANTUARIO DELLA KA’BA
I musulmani recitano le loro cinque preghiere quotidiane rivolti verso questo luogo
Angolo della Siria
a nord-ovest.
Il tetto è formato
da un impalcato
di legno.

Kiswa

Muro. Edificato
con pietre delle Lampade d’oro
montagne vicine e argento sono
alla Mecca. gli unici arredi.

Angolo dello Yemen


a sud-ovest.

Tre colonne di
legno sostengono
il tetto.

Muri e pavimento
sono rivestiti di
marmo bianco.

La Pietra Nera
nell’angolo sud-est,
a 140 cm dal suolo.
Angolo dell’Iraq
Porta d’accesso a nord-est.
ricoperta d’oro.

Fascia di marmo che segna


l’inizio del tawaf, i sette
giri rituali che pellegrini
devono compiere attorno
2
alla Ka’ba. Stazione di Abramo
(Maqamu Ibrahim).
1

Canaletto d’oro
donato dal sultano
ottomano Ahmed I
e aggiunto nel 1627.

«Recinto di
Ismaele». Secondo
alcune tradizioni, 1  HATIM O MURO DI ISMAELE
Agar e Ismaele Secondo la tradizione, Adamo
furono sepolti qui. 2 costruì una prima Ka’ba con
pietre preziose. Poi Abramo
Hatim o muro e il figlio Ismaele edificarono
di Ismaele. il santuario di pietra, del quale
avrebbe fatto parte questa
1 struttura semicircolare
di marmo bianco, che
misura 0,90 m di altezza
e 1,5 di larghezza.

2  STAZIONE DI ABRAMO
Mentre Abramo e il figlio
Ismaele edificavano il
santuario di pietra giunse
un momento in cui i muri
superarono l’altezza di un
uomo. Allora, per lavorare,
Abramo salì su una pietra
3 sulla quale rimasero
impresse le sue orme e che è
conservata in questa nicchia.

3  LA KISWA
SOLO PER I CREDENTI
È la tela che ricopre i muri
La Ka’ba misura circa 12 m di lunghezza, 10 di della Ka’ba. È fatta di seta
larghezza e 15 di altezza. L’accesso al cortile è nera, con versetti del
riservato ai musulmani da quando, nel 631, Maometto Corano ricamati in oro.
guidò un pellegrinaggio solo per i fedeli dell’Islam; Viene cambiata tutti gli
a chi professa altre religioni è vietato l’ingresso nel anni il giorno 9 del mese
suo territorio, chiamato haram o “proibito”. Nel chiamato di Du l-hiyya
pellegrinaggio alla Mecca, i musulmani compiono o del pellegrinaggio, ossia
sette giri attorno a questo santuario preislamico, un quello in cui i musulmani
rituale che risale anch’esso a tempi precedenti l’Islam. compiono il hajj.

ILLUSTRAZIONE: GOLDEN SECTION GRAPHICS. 1: AP IMAGES / GTRES. 2: TRIP / AGE FOTOSTOCK. 3: PHOTOSINDIA / AGE FOTOSTOCK
le gr andi
INVENZIONI 
DELLA CINA
Telai meccanici, bussole, rilevatori di terremoti,
sistemi da stampa e orologi idraulici
sono solo alcune delle invenzioni che portarono
l’antica Cina all’avanguardia
dello sviluppo tecnologico dell’umanità

RUBÉN GARCÍA BENITO


RICERCATORE DELL’ISTITUTO DI ASTROFISICA DELL’ANDALUSIA,
ESPERTO IN STORIA DELLA SCIENZA DELL’ASIA ORIENTALE
IL SISMOSCOPIO
DI ZHANG HENG
Il modellino
realizzato nel
1952 riproduce
fedelmente il
rilevatore di
terremoti ideato
da Zhang Heng nel
II secolo, all’epoca
della dinastia Han.
Musei Statali,
Berlino.
BPK / SCALA, FIRENZE

SCIENZA CINESE
ED EUROPEA
Molti missionari
europei giunti in
Oriente nel XVII
secolo mostrarono
grande interesse
per l’antica scienza
cinese, come il
gesuita e astronomo
Ferdinad Verbiest.
Bibliothèque
Nationale, Parigi.
BRIDGEMAN / ACI
C R O N O LO G I A

La scienza
che venne
dall’Oriente
1046-771 a.C.
Durante la dinastia Zhou
Occidentale, con tecniche di
fusione del bronzo si creano
campane che producono
ciascuna un suono diverso.

453-222 a.C.
Si forgiano strumenti di ferro
fuso durante il periodo dei
regni combattenti. Fanno
la loro comparsa le balestre
a ripetizione.

206 a.C.-220 d.C.


Durante la dinastia Han,
Du Shi costruisce i primi
mantici azionati dall’energia
idraulica che vengono
usati negli altiforni.

220-265

A
Ma Jun costruisce, durante
il periodo dei Tre Regni, un IL CENTRO gli inizi del XVII secolo, il filo-
teatro automatico con figurine DELL’UNIVERSO sofo inglese Francesco Bacone
che ballano e suonano, La Città Proibita valutava l’enorme impatto che
azionato dall’energia idraulica. nel centro di
Pechino, residenza avevano avuto in Europa tre in-
imperiale costruita venzioni recenti, sconosciute
618-907 dai Ming. La corte nell’antichità: la stampa, la polvere da sparo
Sotto la dinastia Tang termina imperiale fu il e la bussola. «Queste tre cose – scriveva nel
la costruzione del Gran grande centro
suo Novum Organum – mutarono l’assetto
Canale, che collega Pechino che diede slancio
con Hangzhou e percorre alle innovazioni del mondo tutto [...] nessun impero né setta
oltre 1700 chilometri. scientifiche e né stella sembra aver esercitato sull’umanità
tecnologiche cinesi. maggiore influsso ed efficacia di queste tre
invenzioni meccaniche».
907-1279
Qiao Weiyue costruisce Bacone non esagerava l’importanza di que-
durante la dinastia Song ste invenzioni, fondamentali per la diffusione
il primo sistema di chiuse del sapere su vasta scala, la comparsa di eser-
per superare i dislivelli citi nazionali e le traversate oceaniche. Ciò
dei canali navigabili.
LOREM IPSUM

che non sapeva era che, all’estremo opposto


del continente euroasiatico, la civiltà cinese
1368-1644 aveva anticipato l’Europa di vari
Sotto la dinastia secoli nello sviluppo di queste
Ming, Zheng He
guida 7 spedizioni di stesse innovazioni.
decine di imbarcazioni fino Oggi si parla delle “quattro grandi
AC I
EMAN /

alle coste orientali dell’Africa. invenzioni cinesi” per riferirsi proprio alla
BRIDG

bussola, alla polvere da sparo e alla stampa –


TAZZA DA TÈ. DINASTIA SONG. 1127-1279.
70 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
DONNE CHE PREPARANO LA
SETA APPENA TINTA. DINASTIA
SONG. XI-XII SECOLO. MUSEUM
OF FINE ARTS, BOSTON.

DEA / AGE FOTOSTOCK


LA SETA, UN SEGRETO CINESE
LA SETA fu protagonista di uno dei primi grandi episodi di contrabban-
do della storia quando, nel VI secolo, Bisanzio riuscì a impossessarsi
del segreto del preziosissimo tessuto. L’acquisto di questo e altri
materiali di lusso fece sì che un terzo dell’argento prodotto nel mondo
ALAN COPSON / AWL IMAGES

tra il XVI e il XIX secolo finisse in Cina, facendo pendere la bilancia


commerciale in suo favore fino alle Guerre dell’oppio.

invenzioni che si possono datare tra i secoli Zhou, alla fine del II millennio a.C. Le fonti più IL CARRO CHE
VIII e XII – e alla carta, il cui procedimento di affidabili, tuttavia, situano questa invenzione INDICA IL SUD
fabbricazione esisteva dal II secolo a.C. Certo, nel periodo Han (206 a.C.-220 d.C.), un’epoca Il carro è dotato
di un complicato
vi furono molte altre innovazioni tecniche di di grande creatività scientifica e tecnologica sistema di
uguale o maggior rilevanza, come lo svilup- nella quale videro la luce alcune delle inven- trasmissione
po nel IV secolo a.C. dei primi strumenti in zioni più emblematiche della civiltà cinese. a ingranaggi grazie
ferro fuso, una tecnica che in Europa com- Tra queste si inserisce la prima bussola al quale la figura
parve nel XIV secolo, ma l’espressione serve meccanica completamente funzionale, ideata umana nella parte
superiore indica
per ricordare che per un lungo periodo della da Ma Jun, un funzionario che visse nel III se- sempre il Sud.
storia, prima che l’Europa avviasse la propria colo. Come indica il suo nome cinese, il «car- Ricostruzione
rivoluzione scientifica ed economica, fu la ro che indica il Sud» consisteva in un carro moderna.
Cina a essere all’avanguardia tecnologica e sul quale si ergeva la figura di un uomo con il
produttiva dell’umanità. braccio levato. Independentemente dal fatto
che il carro girasse o cambiasse direzione, il
Inventori leggendari meccanismo interno era progettato in modo
La tradizione cinese in fatto di invenzioni ri- che il braccio della figura puntasse sempre
sale a epoche molto antiche, anche se talvolta verso sud. Anche se non si conosce il disegno
è difficile distinguere la realtà dalla leggenda. preciso del sistema di ingranaggi che face-
Per esempio, si diceva che nel III millennio va funzionare il sistema, tutto fa pensare
a.C. il mitico Imperatore Giallo avesse ordina- che fosse un meccanismo differenziale.
to di disegnare una bussola meccanica, chia- Nell’anno 78 d.C., nell’antica
mata «il carro che indica il Sud», per orientar- contea di Xi’e di
si in condizioni di nebbia fitta, mentre altre Nanyang, nell’at-
storie attribuiscono questo fatto al duca du tuale provincia di
C
K

TO
OS
FOT
GE
SSP L/A
Il rivelatore
di terremoti
PREOCCUPATO DAGLI INGENTI DANNI che provo-
cavano i terremoti, l’astronomo Zhang Heng
(78-139) decise di creare un apparecchio che
fosse in grado di annunciare i distruttivi feno-
meni naturali. Si narra che lo studioso lo
inventò quando durante un viaggio il suo
carro frenò di colpo e lui rischiò di es-
sere sbalzato fuori per la legge di
inerzia. Così capì che un oggetto
spostato per lo stes-
so motivo durante
la breve durata di
un sisma avrebbe
rivelato una forza
che avrebbe reso
possibile indivi-
duare un terre-
moto anche a
distanza.
ZHANG HENG ESAMINA
IL SUO SISMOSCOPIO.
INCISIONE MODERNA.
K
FOTOSTOC
O / AGE
EASTPHOT

SCIENCE PHOTO LIBRARY / AGE FOTOSTOCK

Henan, nacque lo scienziato Zhang Heng. Do- DELICATE Ecco per quale motivo era molto impor-
po una lunga formazione e molte cariche uffi- PORCELLANE tante disporre di un metodo efficiente che
ciali, a 34 anni fu convocato nella capitale per Nella provincia di avvisasse di un terremoto non appena si ve-
Jingdezhen, durante
servire come assistente di palazzo, e quattro i secoli XI e XII, rificava, per accelerare i preparativi ed esse-
anni dopo, grazie alle sue conoscenze di astro- fu prodotta una re già pronti nel momento in cui arrivava un
nomia, fu promosso al posto di taishiling, il cui porcellana chiamata messaggero a informare del punto esatto in
compito consisteva nell’osservare fenomeni Qingbai. Il colore cui inviare i soccorsi.
astronomici, preparare e disegnare calendari bianco di tono Zhang Heng dovette avere un’esperien-
verdastro si otteneva
e utilizzare strumenti per misurare il tempo. usando il caolino za diretta dei terremoti, poiché tra il 92 e il
nella cottura. British 139 d.C. se ne registrarono circa venti e al-
Il rilevatore di terremoti Museum, Londra. cuni causarono gravi danni nella capitale
Il contributo più celebre di Zhang Heng fu un dell’epoca, Luoyang. Forse questo lo spinse
apparecchio per rilevare i terremoti, l’equi- a costruire il primo rilevatore di terremoti, o
valente, quindi, dei sismografi che iniziarono sismoscopio, di cui si ha notizia: uno stru-
a essere costruiti in Europa nel XVIII secolo, mento fuso in bronzo a forma di vaso, di
ovvero circa 1500 anni più tardi. Nell’antica circa due metri di diametro e due e mez-
Cina, i terremoti erano una preoccupa- zo di altezza, che presentò alla corte nel
zione costante degli imperatori, poiché 132 d.C. Fu chiamato Houfeng Didong Yi,
spesso erano la scintilla che faceva scop- «strumento per misurare i venti stagio-
piare il malcontento sociale sotto forma nali e i movimenti della Terra», giacché
di rivolte. Per mantenere il controllo, il la teoria imperante metteva in relazione
governo aveva bisogno di inviare nella i venti intrappolati all’interno della Terra
zona devastata cibo e truppe il più rapi- con i movimenti tellurici. La precisione
damente possibile. dello strumento divenne leggendaria. In

72 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


BRITIS NZE
H M U S E UM
/ SCALA , FIRE
UN CARRO TRASPORTA DIVERSI
OGGETTI DI PORCELLANA.
MINIATURA. XV SECOLO.
PALAZZO TOPKAPI, ISTANBUL.

2
1
4

Come funzionava il sismoscopio


All’interno dell’apparecchio c’era una colonna
centrale (duzhu) 1 capace di spostarsi

BRIDGEMAN / ACI
lungo otto vie disposte secondo le principali
direzioni della bussola. Queste vie erano
collegate alla parte esterna, dove vi erano otto
draghi con una pallina di bronzo in bocca 2.
Sotto ogni drago c’era un rospo con la bocca PORCELLANA: MADE IN CHINA
aperta 3. Quando la terra tremava, la pallina
LA CITTÀ DI JINGDEZHEN fu la capitale della porcellana durante le
del drago che puntava nella direzione del
SCIENCE PHOTO LIBRARY / AGE FOTOSTOCK

terremoto cadeva nella bocca del rospo 4, dinastie Ming e Qing. Dei suoi pezzi si diceva che «erano fini come
senza che le altre entrassero in azione. carta, lucenti come uno specchio, bianchi come la neve e sonori come
una campana di giada». La porcellana veniva lavorata con una terra
RIPRODUZIONE DEL SISMOSCOPIO INVENTATO DA ZHANG speciale e si faceva cuocere a circa 1300 gradi; il prodotto finale era
HENG FATTA DI PORCELLANA DIPINTA un oggetto bianco e rigido che non assorbiva l’acqua.

un’occasione, uno dei suoi draghi lasciò ca- era più vicina a una rivoluzione industriale di
dere una pallina senza che si fosse avvertita qualsiasi altro Stato premoderno.
alcuna scossa. Qualche giorno più tardi, però, La polvere da sparo, per esempio, era già
un messaggero portò la notizia che un forte nota nell’VIII secolo e sappiamo che era uti-
terremoto aveva avuto luogo a Longxi, una lizzata per fuochi artificiali o per granate che
località situata a diverse centinaia di chilome- generavano fumo. Nel XII secolo, però, iniziò
tri di distanza dalla capitale, nella direzione a essere utilizzata in modo sistematico a fini
annunciata dal drago. militari. Dapprima fu impiegata come ele-
Tutti riconobbero l’efficienza del favoloso mento per lanciare grappoli di frecce fiam-
dispositivo e fu stabilito che il dipartimento meggianti e in seguito fu utilizzata in diversi
di astronomia registrasse la localizzazione dei tipi di armi da fuoco manuali che possiamo
terremoti mediante lo strumento di Zhang considerare antenate dei moschetti o dei can-
Heng. Il sismoscopio è menzionato anche in noni. La polvere da sparo sarebbe arrivata in
fonti posteriori, ma non rimase in uso oltre la Occidente, seguendo l’espansione dell’Im-
fine della dinastia Tang, nell’anno 907. pero mongolo, nel XIII secolo.

Lo splendore della dinastia Song


Sotto la dinastia Song (960-1279) la Cina co-
nobbe qualcosa di molto simile a una rivolu-
zione tecnologica, dando vita a un complesso
All’epoca della dinastia Song, la Cina
di innovazioni che non si limitarono a manu- fu prossima a dare il via alla prima
fatti più o meno curiosi, ma che ebbero un’ap- rivoluzione industriale della storia
plicazione pratica. Non per nulla gli studiosi
hanno affermato che in quel periodo la Cina

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 73


FORTEZZA DI JIAYUGUAN
La fortezza, situata nella provincia
di Gansu, fu costruita dai Ming. Sotto
questa dinastia, la polvere da sparo, fino
ad allora usata a fini ricreativi, iniziò a
essere utilizzata a scopi bellici, soprattutto
per difendere i confini dell’Impero.
BRUNO MORANDI / GETTY IMAGES
L’orologio
astronomico
di Su Song
SU SONG, uno dei sapienti più famosi
della corte dell’imperatore Zhezong, 1

SOL 90 / ALBUM
costruì un orologio astronomico che
segnava il passare del tempo e per-
metteva di studiare il movimento
del Sole, della Luna e degli astri.
Era composto da una ruota idrau-
lica che azionava una pagoda con
figure che indicavano le ore, un
globo celeste e una sfera armil-
lare. L’orologio si adattava alle di-
visioni orarie in vigore nella Cina
dei Song: la giornata era suddivi-
sa in 12 shi, a loro volta suddivisi
3
in mezzo shi (1 ora), o in 100 ke
(equivalenti, pertanto, a 14,4 mi-
nuti). La notte era divisa in cinque
veglie di guardia (geng), ognuna
delle quali suddivisa a sua volta in
altre cinque. Il primo piano della
pagoda segnava il trascorrere dei
ke, dei mezzi shi e degli shi median-
te tamburi e campane. 2
d

1 SFERA ARMILLARE d
Era situata nella parte
superiore. In bronzo, pesava
circa 10 tonnellate
ed era formata da una serie c
di anelli che aiutavano
a eseguire misurazioni.
2 UNA GRANDE NORIA
L’acqua fluiva a velocità b
costante da un serbatoio e
riempiva le pale della noria;
quando una si riempiva faceva
girare la ruota, che si fermava a
alla pala successiva. 4

3 GLOBO CELESTE
Il meccanismo
comprendeva una
rappresentazione delle
costellazioni e delle stelle. DOPPIE ORE, ORE, MEZZE, QUARTI
Nella parte esterna della torre c’era una pagoda con cinque
4 SCARICO piani che ruotavano, sui quali si disponevano le figure che,
La costruzione era dotata affacciandosi alle finestrelle, indicavano le ore. Ogni livello
anche di un contenitore indicava una divisione oraria: a shi (2 h), ke (14‘) e mezzo shi
che faceva defluire l’acqua (1 h); b mezzo shi (1 h); c ke (14 ‘). I due superiori d erano per
tramite il tubo di scarico. le ore notturne: uno dava i rintocchi e l’altro il segno visivo.
LA BUSSOLA
DAL RITO ALLA
NAVIGAZIONE

S
i ritiene che i cinesi già nel IV se-
colo a.C. avessero scoperto che la
magnetite si orientava verso il nord
celeste, e risulta che sotto la dina-
stia Tang possedessero aghi magnetici,
ottenuti mediante sfregamento con ferro
magnetico. Questi aghi si usavano per
determinare l’orientamento degli edifici
e delle tombe, e si mettevano a galleggia-
re in acqua, in una bacinella o legati a un
filo di seta. Ben presto furono usati nella
navigazione, e i primi riferimenti risalgono
alla dinastia Song. In un’opera pubblicata
nel 1119 si menziona per la prima volta l’u-
HANS-JOACHIM SCHNEIDER / AGE FOTOSTOCK

so di bussole nautiche sulle imbarcazioni


cantonesi almeno dalla fine dell’XI secolo.
In Europa, questa invenzione – forse svi-
SINAN O BUSSOLA CINESE COMPOSTA DA UN CUCCHIAIO MAGNETICO
luppata indipendentemente dalla Cina
E DA UN PIATTO DI BRONZO DOVE SONO INDICATI I PUNTI CARDINALI. – comparve solo alla fine del XII secolo.

La cultura cinese fu molto precoce anche L’esempio più spettacolare della peri- L’ETÀ D’ORO
nello sviluppo di metodi di stampa di testi zia tecnica nella Cina dei Song è dato dalla DELLA CINA
scritti. Dall’VIII secolo, la xilografia o inci- torre-osservatorio di Su Song, un gigantesco Nel X secolo,
l’imperatore Taizu
sione su legno permise di riprodurre su vasta orologio meccanico costruito durante il regno riunificò la Cina dopo
scala ogni tipo di scritto, dai biglietti ai testi di Zhezong. Questo dispositivo appartiene a anni di guerre e fondò
agricoli, medici o calligrafici, oltre a opere re- una lunga tradizione di costruzione di stru- la dinastia Song,
ligiose e letterarie. Agli inizi dell’ XI secolo menti per la misurazione del tempo legati agli sotto la quale fiorì
nacque la stampa a caratteri mobili che, tra le studi astronomici del dipartimento imperiale. la scienza e videro
la luce invenzioni
altre cose, semplificò la produzione di libri per Già nel 725, il monaco buddhista Yixing e il come l’orologio
preparare gli esami di ammissione all’ammi- funzionario Liang Lingzan avevano costruito astronomico
nistrazione imperiale, uno degli eventi crucia- un apparecchio dotato di un meccanismo di idraulico.
GRANGER / ALBUM
li nella carriera dei funzionari statali. scappamento collegato a una campana e a un
tamburo per annunciare le ore e le loro frazio-
Dalla bussola all’orologio ni. Alla fine del X secolo, Zhang Sixun costruì
La bussola, la terza grande invenzione cinese, un altro apparecchio simile: una torre a tre
è legata soprattutto all’apogeo dell’attività piani contenente un macchinario che an-
mercantile e del commercio marittimo, ma nunciava le ore mediante il suono di campane
fu usata anche per l’orientamento di edifici e e di un tamburo, dotata di un modello che
tombe. Sotto la dinastia Song, la bussola fu mostrava il movimento del Sole, della Luna e
ridotta di dimensione e fu aggiunto un punto dei cinque pianeti allora conosciuti. Per evi-
fisso che facesse da perno per l’ago, e fu co- tare problemi con le basse temperature, nella
perta con un vetro di protezione. Il primo ri- stagione fredda l’acqua che muoveva
ferimento diretto scritto sul suo impiego nel- il macchinario veniva sostituita
la navigazione risale alla fine dell’XI secolo. con il mercurio.
UN’OPERA FARAONICA
Il tratto della Grande Muraglia che si snoda
vicino a Pechino. Concepita per proteggere
la Cina dalle invasioni dei popoli nomadi,
sopravvive oggi nella ricostruzione realizzata
sotto i Ming. L’edificazione della gigantesca
opera richiese 180 milioni di metri cubi di terra
e 60 milioni di pietre e mattoni.
EASTPHOTO / AGE FOTOSTOCK

Nel 1086 il governo imperiale cinese pro- INVENZIONI di un orologio: più di cento figurine suddi-
mosse la realizzazione di un nuovo orologio MILLENARIE vise sui cinque piani del corpo centrale dello
meccanico. Del progetto si incaricò Su Song, Riproduzione di un strumento, realizzato a forma di pagoda, si
odometro (dispositivo
un funzionario imperiale nato nel 1020 a per misurare le affacciavano alle finestre al momento giusto,
Quanzhou, attuale provincia di Fujian. Paral- distanze) su un carro. accompagnate da suoni di campane e tamburi,
lelamente alle sue responsabilità ufficiali, Su Si tratta di una delle e mostrando su cartelli l’ora e le suddivisioni
Song aveva condotto diverse ricerche scienti- rappresentazioni più del giorno e della notte.
fiche, soprattutto nel campo dell’astronomia; antiche di questo Al contempo, un globo celeste al secon-
marchingegno,
elaborò, per esempio, un catalogo astronomi- all’interno di una do piano della pagoda offriva all’osservatore
co che costituisce una delle mappe stellari tomba della dinastia un’immagine della posizione delle costella-
stampate più antiche che si conservino. Han. Anno 125 d.C. zioni. Il globo era a sua volta collegato con la
Su Song elaborò un modello in legno dell’o- sfera armillare situata sulla cima della torre,
rologio nel 1088, e due anni più tardi pre- che ruotava seguendo il movimento
sentò l’opera definitiva, che venne in- del cielo, il che permetteva di segui-
stallata nella corte di Kaifeng. re i corpi celesti, tra i quali il Sole,
attraverso un tubo visore.
La misurazione del tempo La parte più straordinaria dell’ap-
L’apparecchiatura di Su Song era parecchio era costituita dal
costituita da una grande torre alta complesso sistema centra-
circa dieci metri, con un globo cele- le che controllava tutto il
ste all’interno, una sfera armillare sulla funzionamento.
cuspide e un complesso meccanismo in- Un sistema idraulico
terno che faceva funzionare il tutto. Da una chiuso faceva girare una
parte, l’apparecchio svolgeva la funzione noria di otre tre metri di
AC I

78 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


N/

A
GEM
BRID
L’IMPERATORE YEOU
WANG USA POLVERE DA
SPARO PER SPAVENTARE
IL NEMICO. INCISIONE.

MARY EVANS PICTURE / AGE FOTOSTOCK


UNA SCOPERTA DIABOLICA
LA SCOPERTA della polvere da sparo in Cina è legata agli esperimenti
degli alchimisti adepti del taoismo. Nella loro ricerca delle pillole
dell’immortalità mescolavano diverse sostanze, fino a quando,
EASTPHOTO / AGE FOTOSTOCK

all’incirca nell’VIII secolo, scoprirono che la combinazione di zolfo,


salnitro e carbone provocava un’esplosione. Le applicazioni belliche
della polvere da sparo si svilupparono a partire dal XII secolo.

diametro, e il movimento era regolato me- Song potrebbe essere presa come simbolo di
diante la “bilancia celeste”, un sistema che quello che fu il destino di numerose innova-
funzionava in modo simile a un meccanismo zioni cinesi, che o furono abbandonate o non
di scappamento. Il globo celeste e la sfera ar- produssero sull’avanzamento della civiltà gli
millare erano collegati al meccanismo centrale effetti che avrebbero invece avuto in Occiden-
tramite ingranaggi. te a partire dall’età rinascimentale.
Questo sistema si trova raffigurato nel trat- Il grande sinologo e storico della scienza
tato di Su Song, che contiene oltre sessanta britannico Joseph Needham aprì circa mezzo
schemi di tutta la struttura e dei suoi compo- secolo fa un dibattito sulle cause di questa
nenti, e nel quale si descrive anche il sistema diversa evoluzione, quella che recentemen-
di connessione, la“scala celeste”, una delle più te è stata denominata la Grande Divergen-
antiche rappresentazioni che si conservino di za tra Oriente e Occidente nel modo in cui
una catena di trasmissione. ciascun ambito passò dalla società premo-
derna a quella industrializzata. Tra i fattori
La Grande Divergenza che avrebbero frenato lo sviluppo tecnologico
L’orologio costruito da Su Song rimase in cinese sono indicati l’equilibrio tra l’offerta e
funzione soltanto fino al 1126, anno in cui la domanda nell’economia, la disponibilità di
l’invasione degli jürchen (o jurchi) provocò la manodopera a basso costo, l’interferenza dello
caduta di Kaifeng. Sebbene il dispositivo fosse Stato, le invasioni dall’esterno.
stato trasferito a Pechino, era rimasto molto
danneggiato e nel XIII secolo un fulmine colpì Per SAGGI
Alle radici della civiltà cinese
la sfera armillare, causando danni all’intera saperne Claude Larre. Jaca Book, Milano, 2005.
struttura e portando al suo smantellamento di più Cina: Una storia millenaria
Kai Vogelsang. Einaudi, Torino, 2014.
definitivo. La breve vita dell’orologio di Su

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 79


1La pratica della scrittura in Cina
LA CARTA
LA FABBRICAZIONE
DELLA CARTA

E LA
è molto antica, anche se per
molto tempo si trovò limitata
dai materiali impiegati, come

STAMPA
l’osso, il bronzo o le tavolette di
bambù o di legno. A partire dal V
secolo a.C. si usò anche la seta,
più adatta alla scrittura ma molto
Se c’è un’invenzione cinese di cui costosa. Alla fine, attorno al II
si può dire che abbia conquistato secolo a.C. si scoprì che mettendo
il mondo, è senza dubbio la carta. in ammollo fibre vegetali – per
Nessun altro materiale ha esempio, di canapa o bambù – e
poi facendole asciugare su un
favorito maggiormente setaccio si otteneva una lamina
lo sviluppo della ideale per la scrittura, molto

VIEW STOCK / AGE FOTOSTOCK


cultura scritta, leggera e maneggevole, e dal costo
soprattutto da contenuto. Alla fine del I secolo
d.C., l’eunuco Cai Lun migliorò
quando si cominciò la combinazione di materiali e il
a utilizzarla con BANCONOTA STAMPATA IN CINA. LA SUA procedimento per la produzione.
diversi metodi di INVENZIONE RISALE AL VII SECOLO.
BR

PROCESSO DI FABBRICAZIONE DELLA CARTA


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A CARATTERI MOBILI DA LUI VASSOIO DI LEGNO CON
INVENTATO. LITOGRAFIA. CARATTERI MOBILI PER
XX SECOLO. LA STAMPA. XVIII SECOLO.
BRIDGEMAN / ACI

3La stampa a caratteri mobili fu inventata da Bi Sheng


BI SHENG E I CARATTERI
TIPOGRAFICI MOBILI

nell’XI secolo. I caratteri erano fatti di ceramica


e venivano collocati in uno scheletro di ferro,
ordinati secondo la loro pronuncia. Era lo stesso
metodo che Gutenberg sviluppò indipendentemente
verso il 1450, ma in Cina veniva riservato a grandi
BRIDGEMAN / ACI

progetti editoriali, per via del grande numero


di caratteri della scrittura cinese.
2. La miscela bollita viene
pestata in un mortaio in pietra.

1. I componenti della carta si 3. Si lava e si stende.


fanno bollire con ceneri vegetali.
BRIDGEMAN / ACI

5. Si impilano
i fogli di carta.
4. Si filtra con un setaccio in
bambù e si lascia asciugare.

2Gli antichi cinesi svilupparono


L’INCISIONE
SU LEGNO

diversi sistemi di incisione (su stele


con iscrizioni o sigilli), ma quello di
maggior successo fu la xilografia,
praticata a partire dall’VIII secolo.
Il processo partiva da un testo scritto
con inchiostro su carta trasparente,
che gli artigiani incollavano a una
tavola sulla quale incidevano i
caratteri. Si dipingeva poi la tavola
intagliata con inchiostro nero e vi si
premeva sopra un foglio bianco che
in questo modo veniva stampato.

SUTRA DEL DIAMANTE, IL PIÙ ANTICO LIBRO STAMPATO CHE SI CONOSCA. 868 D.C. BRITISH LIBRARY, LONDRA.
BRITISH LIBRARY / SCALA, FIRENZE

PLACCA DI LEGNO CON CARATTERI INCISI PER STAMPA XILOGRAFICA. COREA. XVII SECOLO.
ISTOCK / GETTY IMAGES
LA BATTAGLIA DI PAVIA
Arazzo raffigurante gli spagnoli assediati
a Pavia che nel 1525 effettuarono una sortita
attaccando le retroguardie francesi in ritirata.
Museo di Capodimonte, Napoli.

MEDAGLIA DI FRANCESCO I
Il sovrano di Francia guidò personalmente il suo
esercito e la sua temibile cavalleria pesante
contro le truppe di Carlo V nella battaglia di
Pavia. Rimasto appiedato, il re verrà catturato.

LE GUERRE HORRENDE D’ITALIA

PAVIA
SCALA, FIRENZE

Nel quadro delle guerre d’Italia, la battaglia


di Pavia del 1525 rappresentò una tappa
fondamentale: gli eserciti dell’imperatore
Carlo V e quello di Francesco I di Francia si
scontrarono infatti in una battaglia che fu
anche considerata l’ultima del Medioevo
UM
ALB

VITTORIO H. BEONIO BROCCHIERI


G/
AK

PROFESSORE DI STORIA MODERNA, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA CALABRIA


CARLO V
D’ASBURGO
L’imperatore del
Sacro Romano
Impero sfiderà
i francesi nella
battaglia di Pavia
per il controllo
dell’Italia. La
vittoria di Carlo ne
determinerà
la supremazia
sulla penisola.
FINE ART IMAGES / AGE FOTOSTOCK

D
alla discesa del re di Francia Carlo monarchie che si stavano consolidando al di
VIII in Italia, nel 1494, alla Pace là delle Alpi: la monarchia francese e quella
di Cateau-Cambrésis del 1559, spagnola in particolare. Anche i più grandi fra
l’Italia è stata il teatro e la posta i potentati italiani – Milano, Venezia, Firenze,
in gioco di una serie di conflitti lo Stato della Chiesa o il Regno di Napoli –
ai quali presero parte tutte le potenze della potevano ritagliarsi uno spazio politico solo
Cristianità. All’epoca la penisola era anco- giocando di rimessa e sfruttando le rivalità fra
ra la regione più prospera e sviluppata del le grandi potenze dell’epoca.
continente, ma proprio questa posizione
di privilegio, accompagnata da una estrema Milano contesa
frammentazione politica, ha costituito la pre- Due di questi Stati italiani, il Regno di Napoli
messa per quelle che Machiavelli ha chiamato e lo Stato di Milano persero del resto quasi
le «guerre horrende d’Italia». subito l’indipendenza. Napoli, dopo il 1504,
L’Italia era infatti una preda allo stesso tempo entrò definitivamente nell’orbita spagnola.
appetibile e vulnerabile. I piccoli staterelli che Nel caso di Milano gli sviluppi furono invece
componevano il suo mosaico politico non era- più complicati. Il re di Francia Luigi XII la con-
no infatti in grado di competere con le grandi quistò e la perse un paio di volte, tra il 1499 e

C R O N O LO G I A

LE GUERRE 1494 1499


Carlo VIII re di Francia, Luigi XII, il successore di
PER SPARTIRSI
BRIDGEMAN / ACI

rivendicando la propria Carlo VIII, prepara una nuova


eredità su Napoli, entra con spedizione in Italia
LA PENISOLA il suo esercito in Italia. La
attraversa in cinque mesi.
e l’anno seguente, nel 1500,
conquista il ducato di Milano.

ARCHIBUGIO XV SECOLO, MUSÉE DE L’ARMÉ, PARIGI, FRANCIA.


IL CASTELLO SFORZESCO
Tra i simboli di Milano, rappresentò sin dal
XV secolo la sede del potere della famiglia
Sforza. La città meneghina, più volte contesa
nel corso delle Guerre d’Italia, venne infatti
occupata a più riprese dai francesi.
SANDRA RACCANELLO / FOTOTECA 9X12

1508 1515 1525 1559


Si forma la Lega di Cambrai Con un nuovo cambio di La contesa prosegue e nella Il trattato di pace di Cateau-
che vede Francia, Spagna fronte, i francesi si alleano battaglia di Pavia i francesi Cambrésis segna la fine
e Impero allearsi contro a Venezia e sconfiggono a guidati da Francesco I delle guerre d’Italia e
Venezia per mantenere Marignano gli Sforza, duchi vengono sconfitti dalle il predominio spagnolo
il controllo sulla penisola. di Milano, e gli svizzeri. truppe imperiali di Carlo V. nella penisola italiana.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 85


LA BATTAGLIA DI MARIGNANO.
COMBATTUTA NEL 1515 A SUD
DI MILANO, VIDE I FRANCESI
DI FRANCESCO I E I VENEZIANI
SCONFIGGERE LE TRUPPE MILANESI E
La “rivoluzione”
SVIZZERE. CHÂTEAU DE VERSAILLES.
militare
DURANTE LE GUERRE D’ITALIA si verificò
una vera e propria “rivoluzione militare”.
Un aspetto fu il tramonto della cavalleria
pesante che durante il Quattrocento aveva
ancora dominato i campi di battaglia. A de-
cretarne la fine furono gli svizzeri, con le loro
compatte e impenetrabili falangi di mon-
tanari armati di lunghe picche sulle quale
si infrangevano le cariche della cavalleria
feudale. Ben presto però il predominio dei
mercenari elvetici venne a sua volta messo
in discussione da un’ulteriore evoluzione
delle tattiche e dell’armamento della fan-
teria il cui iniziatore fu lo spagnolo Gonzalo
Fernández de Cordóba. Ai picchieri, poco
adatti al combattimento individuale, gli spa-
gnoli aggiunsero dei fanti armati di scudo e
spada e un notevole numero di archibugieri,
che in molti scontri si rivelarono decisivi.

BRIDGEMAN / ACI

il 1512. Poi toccò a Francesco I, che la strappò ri, e un formidabile parco d’artiglieria. Milano
UN FRANCESE a Massimiliano Sforza e ai suoi alleati svizze- venne conquistata rapidamente e l’esercito
TRA LE FILA
IMPERIALI ri nel 1515 con la battaglia di Marignano – la francese si diresse verso Pavia.
Carlo di Borbone- “battaglia dei giganti”– ma nel novembre 1521 I francesi speravano in una facile vittoria,
Montpensier fu i francesi dovettero nuovamente andarsene. ma avevano sottovalutato la determinazio-
uno dei grandi Nel frattempo il quadro internazionale ne della guarnigione di circa 6000 uomini,
protagonisti delle era profondamente cambiato. Nel 1519 Carlo guidati dal valoroso Antonio de Leyva, e dei
Guerre d’Italia.
Dopo aver servito
d’Asburgo, già re di Spagna, era stato eletto cittadini, i quali «presero tutti l’arme, mer-
Francesco I, nel imperatore, ed era quindi diventato titolare canti, artigiani et altre persone e riussirono
1523, per una serie della sovranità sul Ducato di Milano. Carlo V a fermare i francesi e a ricacciarli ne’ loro al-
di contrasti, passò poteva far valere i suoi diritti su Milano anche loggiamenti con danno e vituperio», come
nell’esercito del
P. / BRIDGEMAN / ACI

per via delle risorse militari e finanziarie della scrisse un orgoglioso cronista locale.
rivale Carlo V.
Spagna che, grazie alle Americhe, si avviava Quindi il re di Francia «si voltò ad opere di
a diventare la prima superpotenza mondiale. trincee» (Francesco Guicciardini) e mise la
Per Francesco I, l’Asburgo era dunque un città sotto assedio, sperando di costringerla
concorrente temibile, ma non per questo a capitolare per fame. La situazione degli as-
il re di Francia intendeva rinunciare alla sediati in effetti non era facile. Munizioni e
Lombardia. Nell’ottobre del 1524 i francesi viveri scarseggiavano e, cosa forse ancora più
tornarono quindi all’offensiva e al comando grave, mancavano i soldi necessari ad assicu-
c’era Francesco I in persona. rare la fedeltà dei lanzichenecchi, combatten-
ti formidabili come gli svizzeri e altrettan-
Pavia assediata to venali. Per far cassa, de Leyva fu costretto
L’esercito francese era imponente: 2200“lan- a fondere la sua argenteria e anche le maz-
ce”, cioè cavalieri pesanti con loro seguito ze d’argento simbolo dell’autorità dei rettori
di scudieri, 1400 cavalleggeri e circa dell’università di Pavia. Nel frattempo l’eser-
30.000 fanti, in gran parte svizze- cito imperiale, forte di circa 25.000 uomini
PAVIA, UNA CITTÀ
CONTESA
Annessa dal 1360
al Ducato di Milano,
la città lombarda
conobbe una
grande rinascita
artistica e culturale,
con la costruzione
del Duomo, del
Castello Visconteo
e dell’università.
Fu poi contesa da
francesi e spagnoli.
DAVIDE ERBETTA / FOTOTECA 9X12

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 87


di denari et di vectuaglie sono in grandissi-
ma povertà» - come scrisse l’inviato pontifi-
cio Alessandro del Caccia - il loro esercito si
dissolvesse evitando i rischi di una battaglia.

La battaglia
Furono però proprio le difficoltà finanziarie a
costringere gli imperiali a «far giornata», come
si diceva nel linguaggio del tempo. Nel tentati-
vo di cogliere di sorpresa il nemico, nella not-
te fra il 23 e il 24 febbraio aprirono dei varchi
nella muraglia che circondava il parco. Non si
sa esattamente in che punto della cinta e in
realtà, forse anche perché la battaglia si svolse
alle prime incerte luci di una giornata inver-
nale, i resoconti delle varie fasi dello scontro
sono confusi e contraddittori. Giustamente
lo storico Simon Adams ha definito quella di
Pavia «la più complessa e confusa delle bat-
taglie delle Guerre d’Italia».
All’alba del 24, comunque, alcune migliaia
di fanti tedeschi e spagnoli si erano impadro-
nite del castello di Mirabello, al centro del par-
co. I francesi decisero allora di contrattaccare
con la loro arma migliore, la cavalleria pesante.
La più illustre nobiltà di Francia si lanciò nella
SCALA, FIRENZE
mischia con il suo tradizionale, sconsiderato,
coraggio, pronta a «morire con gioia», come
disse l’ambasciatore di Siena. Il terreno era
CONDOTTIERO e guidato dal conestabile di Borbone – il più però umido e percorso da una miriade di pic-
IMPERIALE importante signore feudale francese, ribelle al coli corsi d’acqua, inadatto a una carica di ca-
Fernando Francesco suo re – da Charles de Lannoy e da Fernando valleria, e i gensdarmes francesi vennero falciati
d’Avalos, marchese
di Pescara, fu uno Francesco d’Avalos, marchese di Pescara, si dagli archibugieri spagnoli. L’archibugio, che
dei condottieri della stava avvicinando. Ludovico Ariosto in quegli stessi anni aveva
battaglia di Pavia, All’inizio di febbraio del 1525 gli imperiali definito il «maldetto abominoso ordigno»,
ma prima di allora giunsero nei pressi del grande parco, volu- aveva posto fine al predominio, militare ma
combatté anche la
battaglia di Ravenna.
to dai Visconti come riserva di caccia, che si in fondo anche sociale, dei «cavalieri antiqui».
estendeva verso nord, fino alla Certosa, di- Pavia, in questo senso, è stata l’ultima batta-
stante una decina di chilometri circa da Pavia. glia del Medioevo e la prima dell’età moderna.
Nessuno dei due contendenti sembrava però Senza l’appoggio della loro cavalleria, anche i
ansioso di venire allo scontro. fanti svizzeri vennero messi in rotta da quelli
Gli imperiali erano prudenti a causa della spagnoli e dai Lanzi. Sul terreno rimasero cir-
superiorità numerica del nemico e i france- ca 8.000 francesi e un migliaio di imperiali.
si speravano che, non potendo «i cesarei [gli
imperiali] sopportar la spesa, intendendo che Dopo la battaglia
Tra i caduti, vi erano molti dei più bei no-
mi dell’aristocrazia transalpina: Louis de La
Tremoille, ammiraglio di Francia, Guillaume
Pavia è stata l’ultima Gouffier de Bonnivet, uno dei più cari amici
battaglia del Medioevo e di Francesco I, Jacques II Chabannes, signore
la prima dell’età moderna di La Palice, maresciallo di Francia, Thomas de
Foix, signore di Lescun, anch’egli maresciallo
BRIDGEMAN / ACI

STENDARDO DEI LANZICHENECCHI. DETTAGLIO DI VETRATA. XVI SEC. di Francia. Molti altri, come Henri d’Albret,
re di Navarra, Anne de Montmorency, il “pri-
Il tramonto
di una leggenda
LA BATTAGLIA DI PAVIA vide scontrarsi gli
eserciti di Francesco I di Francia, sul campo
con le sue truppe, e di Carlo V. Quest’ultimo,
oltre ai 20.000 fanti, tra cui i lanzichenecchi
tedeschi, schierava i picchieri spagnoli e 17
cannoni. L’esercito nemico schierava invece
ben 53 cannoni e la sua imbattuta cavalleria
pesante. L’esito della battaglia, che sancì la
vittoria imperiale, non solo rafforzò il potere
di Carlo V in Italia, ma da un punto di vista
tattico-militare, segnò anche la fine di un mi-
to, quello della temibile e temuta cavalleria
pesante francese che aveva spesso deciso
le sorti durante le grandi battaglie medieva-
li. I nobili cavalieri nulla poterono contro le
nuove armi e tattiche di guerra.

NATIONALMUSEUM, STOCCOLMA, SVEZIA / BRIDGEMAN / ACI


Il signore
di La Palice
JACQUES DE CHABANNES, signore di La Pali-
ce, non ha avuto fortuna. Non tanto perché
ha trovato la morte sul campo di Pavia, il che
per un cavaliere, era la fine naturale di una
brillante carriera. Tuttavia Jacques non cad-
de per mano di un suo pari, ma trucidato,
con un pugnale o con un colpo di archibugio
a bruciapelo, da un fantaccino plebeo. Dopo
la battaglia alcuni suoi seguaci superstiti co-
niarono un distico un po’ ingenuo: Il signor di
Lapalisse, morì qui, sotto Pavia, era vivo in fede
mia poco prima che morisse. L’intenzione era
quella di celebrare il coraggio di un uomo
che si era battuto fino all’ultimo. Complice
forse anche un piccolo errore di trascrizione,
IL SIGNORE DI LA PALICE,
CONDOTTIERO FRANCESE, il verso assunse però una sfumatura bur-
PARTECIPÒ ALLE BATTAGLIE lesca e l’aggettivo “lapalissiano” entrò nel
DI AGNADELLO, MARIGNANO,
BICOCCA E PAVIA, DOVE
vocabolario italiano e francese come sino-
INFINE TROVÒ LA MORTE. nimo di un’affermazione ovvia e scontata.

MUSÉE CONDÉ, CHANTILLY, FRANCIA / BRIDGEMAN / ACI

mo barone della Cristianità” e Francesco di firma del Trattato di Madrid che prevedeva la
LA PACE Borbone, conte di Saint-Pol, vennero catturati. cessione della Borgogna a Carlo V e la rinuncia
DEGLI EREDI
D’EUROPA Nelle ore e nei giorni seguenti, i vivi e i mor- a ogni pretesa su Napoli e Milano. È probabile
Le Guerre d’Italia ti vennero messi sul mercato. Mentre i pri- che l’imperatore non si facesse molte illusioni
cessarono con la gionieri trattavano direttamente il loro rila- sul fatto che il re di Francia avrebbe mante-
firma del trattato di scio, i morti, come ha scritto lo storico Dante nuto fede ai patti. E infatti, quando nel marzo
Cateau-Cambrésis Zanetti, «erano allineati per terra, così come 1526 Francesco fece ritorno nel suo regno (la-
del 1559, siglato
da Enrico II di
erano stati trovati sul campo di battaglia, e lan- sciando i due figli come ostaggi), non ratificò
Francia e Filippo zi tedeschi, cuchilleros spagnoli, fucilieri ita- il trattato. Il duello tra Francia e Spagna, o me-
II di Spagna, figli liani esponevano le tariffe ad alta voce, mentre glio fra Valois e Asburgo, per il predominio in
rispettivamente di segretari, scudieri, valletti, amici e parenti dei Italia e in Europa, sarebbe quindi continuato
JOSSE / SCALA, FIRENZE

Francesco I e Carlo illustri caduti arrivavano da ogni parte a mer- fino alla Pace di Cateau-Cambrésis.
V, protagonisti
canteggiare il rilascio». La sanguinosa battaglia di Pavia non mi-
della guerra.
Naturalmente la preda più se fine al conflitto (Pavia venne saccheggiata
preziosa era il re di Francia, proprio dai francesi due anni più tardi), ma da
catturato nel pieno della bat- quel momento i francesi non riuscirono mai
taglia. In questo caso il ri- più a riconquistare Milano.
scatto non poteva essere so-
lo pecuniario, ma anche, e
soprattutto, politico. Dopo Per SAGGI
La battaglia di Pavia, 24 febbbraio 1525
un breve periodo di deten- saperne L. Casali e M. Galandra.
di più Iuculano Editore, 1984.
zione nella vicina fortezza Le armi del diavolo
di Pizzighettone, Francesco Marco Scardigli e Andrea Santangelo.
Utet, Torino, 2015.
venne inviato in Spagna, do- Francesco I e la civiltà del Rinascimento
Jean Jacquart.
ve, nel gennaio del 1526, do- Arnoldo Mondadori Ed., Milano, 1983.
vette dare il suo assenso alla

90 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


IL RE IN OSTAGGIO
Il palazzo reale
di Aranjuez, nei
pressi di Madrid.
Francesco I ,dopo
la cattura di Pavia,
rimase prigioniero
a Madrid in
un’angusta torre,
lasciando poi in
ostaggio i due figli.
FÈLIZ DÍAZ ORTEGA / AGE FOTOSTOCK

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 91


LA CATTURA DI FRANCESCO I
La cronaca artisticamente più significativa, anche se non quella più attendibile,

Tre cavalieri alzano le


spade in segno di vittoria.

Charles de Lannoy,
mentre smonta da La cattura del re
cavallo per accogliere Francesco I da parte
la resa di Francesco I. dei cavalieri imperiali.

LA BATTAGLIA DI PAVIA IN SETTE OPERE D’ARTE


La cronaca della battaglia di Pavia è stata tessuta su sette imponenti 1 La cattura del re
Il terzo arazzo raffigura l’episodio
decisivo della battaglia, la cattura del re
arazzi – circa 40 m2 ciascuno – che riproducono le fasi dello scontro
di Francia. Secondo l’autore dell’arazzo,
sullo sfondo del paesaggio della zona di Pavia. Gli arazzi furono a catturare Francesco sarebbero stati
realizzati tra il 1528 e 1530 a Bruxelles, su disegno di Bernard van Nicolas von Salm, comandante della
Orley, e donati a Carlo V nel 1531. Divennero poi proprietà della cavalleria tedesca, Jean Bôtard, conte di
famiglia d’Avalos, i cui antenati furono protagonisti dalla battaglia. Montmartin, e Monsieur de Pompérant,
Da poco restaurati, sono esposti al Museo di Capodimonte a Napoli. cavaliere al seguito di Carlo di Borbone.
NEGLI ARAZZI DI NAPOLI
della battaglia di Pavia, non è stata scritta, ma tessuta con fili di seta e argento

Carlo di Borbone, la cui identità,


oltre che dal nome sulle briglie del
cavallo, è rivelata dallo stemma coi
gigli di Francia, sul collo della sua
Il castello di Mirabello, cavalcatura.
al centro del parco Accanto, Alfonso d’Avalos,
visconteo di Pavia. marchese del Vasto, comandante dei
lanzichenecchi e degli archibugieri
che decisero la battaglia.

I lanzichenecchi,
emuli e rivali
dei celebri
fanti svizzeri,
costituivano,
insieme agli
archibugieri
e agli spadaccini
spagnoli, il grosso
della fanteria
imperiale

LA BATTAGLIA DI PAVIA.
LA CATTURA DI FRANCESCO I,
RE DI FRANCIA. ARAZZO E TESSUTO.
MUSEO DI CAPODIMONTE, NAPOLI.

2 Il codice cavalleresco
Francesco I corse il rischio di
essere trucidato dai fanti spagnoli e
3 La propaganda
Gli arazzi sono una fonte di parte
imperiale e rappresentano Francesco
4 Lo scenario dello scontro
Nella parte superiore, quasi al
centro dell’arazzo, vediamo raffigurato
dai lanzichenecchi tedeschi, che non I mentre cerca goffamente di rialzarsi il castello di Mirabello, che dava il nome
seguivano certo il codice cavalleresco. aiutato dai tre avversari. Pare invece al parco visconteo, occupato dalla
A salvarlo fu forse l’intervento di che, nonostante il peso dell’armatura, fanteria imperiale. Il paesaggio appare
Charles de Lannoy, viceré di Napoli si sia risollevato da solo dopo che il suo estivo e luminoso, nonostante, in realtà,
e comandante degli imperiali. Il nome cavallo era stato abbattuto, e che abbia la battaglia sia avvenuta in una fredda
del personaggio è ricamato nell’arazzo. continuato a battersi. e nebbiosa mattinata invernale.
SCALA, FIRENZE
FRANCESCO
GUICCIARDINI
Nato a Firenze nel 1483
da famiglia filo-medicea,
dalla sua lunga e attenta
attività politica trasse
le osservazioni per la
Storia d’Italia. Cristofano
dell’Altissimo, Galleria
degli Uffizi, Firenze.
SCALA, FIRENZE

NICCOLÒ MACHIAVELLI
Anch’egli fiorentino
e della sua città storico
e politico, fu autore del
discusso Principe,
il trattato di dottrina
politica edito nel 1532.
Santi di Tito, Palazzo
Vecchio, Firenze.
SCALA, FIRENZE

Due interpreti della politica

GUICCIARDINI
I convulsi eventi che caratterizzarono la storia italiana tra Quattro e Cinquecento
XXXXXXXXX
XXXXXXXXXX
Boribusam is in
rem inihil est volore
non pore conet am,
coratenis verspite
experuntis ero eat
aliquasped mi, aut
quis audaera non
por maios erios
quist in remporeicia
entotas ratist et
ilignimus.
XXXXXXXXXXXXXXXXX

XXXXXXXXX
XXXXXXXXXX
Boribusam is in
rem inihil est volore
non pore conet am,
coratenis verspite
experuntis ero eat
aliquasped mi, aut
quis audaera non
por maios erios
quist in remporeicia
entotas ratist et
ilignimus.
XXXXXXXXXXXXXXXXX

VINCENZO LAVENIA
PROFESSORE DI STORIA MODERNA, UNIVERSITÀ DI MACERATA

E MACHIAVELLI
ebbero due interpreti d’eccezione che ne trassero insegnamenti diversi
N
FIRENZE, ella primavera del 1521 Machia- e scherzi. Guicciardini, del resto, lo canzonò
LA CITTÀ NATALE velli era in viaggio verso Carpi: per la sua missione: Niccolò, che aveva tratta-
Il ponte Vecchio doveva occuparsi di futili dissidi to con papi e re, e che, quanto alla religione, era
sull’Arno, costruito
nella forma attuale tra frati su richiesta degli Otto di sempre stato «di contraria professione», ora
nel 1345 , ospita Pratica, una magistratura di Firen- faceva l’ambasciatore presso i frati. Era come
fin dal XV secolo le ze, e cercare un predicatore quaresimale per il chiedere a Pacchierotto, noto omosessuale del
botteghe artigiane Duomo. Sulla strada fece sosta a Modena dall’a- tempo, di scegliere la moglie per un amico.
che lo caratterizzano,
mico Francesco Guicciardini, più giovane di Machiavelli rispose a tono, prendendosi
cui si aggiunsero
svariate stanzette lui, ma già governatore della città. L’uno ap- gioco di se stesso e dei suoi rovesci di fortuna, e
aggettanti sul fiume. prezzava la perspicacia dell’altro e da quel finse di trattare le faccende di Carpi come
momento i due cominciarono a scam- affari di Stato. Ma quando Guicciar-
biarsi lettere in cui mescolarono dini alluse all’eccentricità che aveva
commenti sulla politica e aneddo- caratterizzato quell’ex Segretario
ti d’amore, divergenze di pensiero della Repubblica – «extravagante

1492 1494
C R O N O LO G I A
Alla morte di Lorenzo il Con la discesa in Italia di Carlo
LA STORIA Magnifico Firenze viene
travolta dalle prediche
VIII Piero II de’ Medici, figlio di
Lorenzo e suo successore, viene
E I SUOI di Girolamo Savonarola, cacciato dalla città con l’accusa
LETTORI che portano in città
nuove idee religiose
di aver passivamente ceduto alle
esose richieste del re francese.
e soprattutto politiche. Viene instaurata la Repubblica.
BRIDGEMAN / ACI

BUSTO DI LORENZO DE’ MEDICI. XV SECOLO.


GUIDO COZZI / FOTOTECA 9X12

di opinione» e «inventore di cose nuove et in- e destino, Francesco Guicciardini e Niccolò I MEDICI
solite» – Machiavelli rivendicò con orgoglio Machiavelli hanno rappresentato per secoli E LA CONGIURA
la radicalità e la «caparbietà» del suo pensie- – e in parte continuano a farlo – due modi di Medaglia che ricorda
la congiura dei Pazzi
ro. Quanto ai frati, nella lettera del 17 maggio intendere la politica e la storia quasi antitetici. del 1478. In alto
sintetizzò in una battuta un intero metodo di Il carteggio (1521-1527) ha il vantaggio di of- profilo di Lorenzo
lavoro, il suo: «Vero è che [...] sono contrario, frire una prospettiva meno astratta sul loro de’ Medici, in basso
come in molte altre cose, all’oppinione di quelli rapporto e permette di cogliere due amici nel- il Magnifico si salva
dai congiurati a Santa
cittadini: eglino vorrieno un predicatore che la quotidianità, con un’immediatezza che ri-
Maria del Fiore.
insegnasse loro la via del Paradiso, et io vor- vela il loro modo di essere e rappresentarsi. Bertoldo di Giovanni,
rei trovarne uno che insegnassi loro la via di Quando si scambiarono le prime epistole Guic- Bargello, Firenze.
andare a casa il diavolo […], perché io credo ciardini, membro di un’illustre famiglia patri-
che questo sarebbe il vero modo ad andare in zia fiorentina e dottore in legge, era all’apice
Paradiso: inparare la via dello Inferno per fug- della carriera: governatore di Modena, quell’an-
girla». Dissimili per carattere, ceto sociale, stile no fu nominato da papa Leone X (Giovanni de’

1498 1512 1516


Quasi trentenne, Niccolò Il cardinale Giovanni de’ Medici, Francesco Guicciardini
Machiavelli inizia la sua carriera figlio di Lorenzo il Magnifico diviene governatore di
politica a Firenze con l’incarico e futuro papa Leone X, rientra Modena. Poi, ritiratosi
di Segretario della Seconda a Firenze ponendo fine alla ad Arcetri, raccoglierà le
Cancelleria. Gonfaloniere della Repubblica. Machiavelli si ritira proprie esperienze politiche
città è Soderini, che promuove all’Albergaccio e si dedica alla e testimonianze nell’opera
una ricca stagione artistica. redazione del dibattuto Principe. Storia d’Italia.
ZE
EN
FIR
A,
AL
SC
L’ANTIMACHIAVELLISMO

UN «CATTIVO
MAESTRO»

S
o [...] cambiar forma come Proteo, se ciò giova, e
dar lezione a quell’assassino di Machiavelli». I versi
dell’Enrico IV di Shakespeare sono esemplari di un uso
del nome di Machiavelli come sinonimo di astuzia,
cinismo e assenza di scrupoli. Tale esecrazione ha il nome
di “antimachiavellismo”, termine con cui si intende l’oppo-
sizione al realismo disincantato di Machiavelli, ritenuto da
più fronti il cattivo maestro per giose, nel 1576 il calvinista
eccellenza. Frutto di distorsio- Innocent Gentillet pubblicò a
ni o fraintendimenti del suo Ginevra un libro di successo,
pensiero, l’antimachiavellismo l’Anti-Machiavel, in cui, par-
dimostra l’enorme fortuna del tendo dalla confutazione di
Segretario fiorentino e il suo circa 50 massime estratte dal
ruolo nelle lotte ideologiche Principe e dai Discorsi, sostenne
a partire dal Cinquecento. La che Caterina aveva trovato
“leggenda nera” infatti ini- nel Principe l’ispirazione per la
ziò a diffondersi in Francia, strage di ugonotti nella notte
quando l’insofferenza per la di San Bartolomeo (24 agosto
sovrana fiorentina Caterina 1572). Machiavelli dunque
de’ Medici si tradusse in un appariva agli occhi di alcuni
forte astio verso gli italiani. In come un maestro di tirannide,
quel contesto di guerre reli- empietà e immoralità politica.

SCALA, FIRENZE

UNA MEDICI ALLA Medici, 1513-1521) commissario generale dell’e- dità di scrittura. A quel periodo risalgono il
CORTE DI FRANCIA sercito pontificio e poi presidente della Roma- Principe, i Discorsi sopra la prima deca di Tito
Caterina de’ Medici gna. Opposta la situazione privata e pubblica Livio, L’arte della guerra, le Istorie fiorentine e le
fu regina consorte del
re di Francia Enrico di Machiavelli. Il modesto incarico a Carpi co- commedie, La mandragola e Clizia.
II e, alla morte del stituì il segno di un parziale riavvicinamento
sovrano, reggente ai signori di Firenze, ma il prestigio di un tem- Dall’azione alla meditazione
del regno. Il suo po (comunque contenuto) restava lontano: Nato il 3 maggio 1469 da una famiglia non po-
influente ruolo
Niccolò era caduto in disgrazia nel 1512, con la vera, ma nemmeno agiata e nobile («nacqui po-
politico fu tuttavia
malvisto dalla corte fine del regime repubblicano. vero, ed imparai prima a stentare che a godere»),
e dal popolo francese. Quell’annus horribilis aveva segnato una rot- Machiavelli aveva 25 anni quando, nel 1494, le
tura, aveva tagliato in due la sua vita, dividen- truppe di Carlo VIII re di Francia varcarono le
dola in un prima glorioso e in un dopo umi- Alpi, mostrando la fragilità di una Penisola divi-
liante, post res perditas («dopo che tutto era sa. «Sanza capo, sanza ordine, battuta, spogliata,
andato perduto»), fatto di emarginazione, an- lacera, corsa», l’Italia diventò allora il campo di
che se illuminato da una straordinaria fecon- battaglia tra i francesi e gli spagnoli, che se ne
contesero la supremazia, in un crescendo che
culminò con il Sacco di Roma del 1527, l’anno
in cui Machiavelli sarebbe morto.
La sua vita politica era iniziata nel maggio
Il 1512 aveva tagliato la vita di Niccolò del 1498, dopo il rogo di Girolamo Savonaro-
Machiavelli in due, dividendola in un prima la, quando divenne Segretario della Seconda
glorioso e in un dopo umiliante Cancelleria e dei Dieci di Libertà e Pace, gua-
dagnandosi la fiducia del gonfaloniere Pier
Soderini, capo del regime comunale. In quegli
IL GOVERNATORATO DI GUICCIARDINI
Il Duomo di Modena, città di cui fu
governatore Francesco Guicciardini a partire
dal 1516. Il Duomo è, con la Torre Civica e la
Piazza Grande della città, nella lista dei siti
patrimonio dell’UNESCO.

JULIAN ELLIOTT / AGE FOTOSTOCK

anni Machiavelli avviò un’intensa attività di- IL PRINCIPE tare scandalo, fascinazione, fraintendimenti, e
plomatica al servizio della Repubblica: andò TRA ETICA anche oggi non smette di porre domande sui
E POLITICA
in Francia e in Germania, coordinò l’assedio caratteri e gli usi del potere. Con la dedica a
Pagina miniata
di Pisa, si occupò dell’arruolamento di milizie del Principe di Lorenzo di Piero de’ Medici Machiavelli spe-
cittadine, incontrò Cesare Borgia e il padre di Machiavelli, rava di guadagnarsi il favore della famiglia e di
lui, papa Alessandro VI. Con la battaglia di il trattato che ottenere un incarico che spezzasse l’inazione
Ravenna (1512) Firenze perse tuttavia l’alleato, sconvolse le in cui languiva; ma il giovane signore accol-
la Francia: la Spagna prevalse, la Repubblica teorie politiche se con indifferenza il dono, preferendogli una
del Rinascimento
cadde e Firenze divenne Signoria. e che venne anche coppia di cani da caccia. Il testo circolò così in
Quando i Medici rientrarono in città, Ma- iscritto nell’Indice versione manoscritta e fu stampato, postumo,
chiavelli non solo restò disoccupato e fu con- dei Libri Proibiti. nel 1532. A sconcertare o appassionare in ogni
dannato al confino per un anno, ma accusato tempo i lettori del Principe è lo sguardo mai
di aver preso parte alla congiura contro Giu- velato che Machiavelli affonda nella «verità
liano de’Medici fu imprigionato e subì per effettuale della cosa», descrivendo il mondo
sei volte la tortura. Rimesso in libertà grazie com’è e non come si vorrebbe che fosse, le
all’amnistia del papa mediceo, si ritirò for- repubbliche e i principati reali e non quelli
zatamente a vita privata poco fuori Firenze, immaginari.
nel podere dell’Albergaccio. Così, «divenuto La violenza originaria e ineliminabile che
inutile a [sé], ai parenti e agli amici», ragionò pervade la natura non è in alcun modo oc-
sui motivi di quella doppia sconfitta, per- cultata; la realtà, in perpetuo movimento, è
sonale e politica, e sui modi per porvi rime- insidiata dal male e dalla morte; la «ruina»
dio. È in quest’orizzonte di insicurezza e di incombe sul destino personale e su quello
frustrazione che si collocano le due opere delle civiltà, dei principati o delle repub-
maggiori. Il Principe era destinato a susci- bliche. La politica non può ignorare questo

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 99


DEA / SCALA , FIRENZE
UN MONDO AL CONTRARIO
L’INGRESSO DI CARLO VIII
A FIRENZE. DURANTE LA DISCESA
VERSO NAPOLI, IL RE DI FRANCIA
FECE TAPPA A FIRENZE ED ENTRÒ IN
CITTÀ NEL NOVEMBRE DEL 1494. GUICCIARDINI
E LA STORIA D’ITALIA
G. BEZZUOLI, PALAZZO PITTI, FIRENZE.

L
a Storia d’Italia è il cupo affresco di un profondo dise-
quilibrio politico e delle sue tragiche conseguenze.
Consapevole della connessione tra gli eventi, concatenati
tra loro, Guicciardini comprese che per raccontare
le vicende di Firenze fino al Sacco di Roma si doveva inclu-
dere l’intrico della politica europea a partire dalla discesa
dei francesi in Italia, chiamati dagli stessi principi d’Italia.
La sua è una narrazione pre- Ludovico il Moro, Alessandro
cisa e luttuosa, che si sforza VI: tutti gli appaiono dominati
di mostrare le cause di un da ambizioni scellerate, inetti-
disastro senza illudersi di tudine a calcolare gli esiti delle
rintracciarle tutte, perché azioni, voracità. E tutti colpe-
«gli uomini sono al buio voli dello sfacelo. Lo sguardo
delle cose». Le vicende uma- di Guicciardini è profondo e
ne, certo, sono scosse dalla travalica comunque i singoli
fortuna come in «uno mare personaggi: come Machiavelli
concitato da’ venti», ma ciò – da cui pure dissente – egli
non si traduce per chi governa muove dalla percezione di
nella deresponsabilizzazio- vivere in un tempo di crisi.
ne: anzi, aggrava l’accusa che Il mondo è rovesciato, non
Guicciardini rivolge alla classe c’è simmetria tra essere e
dirigente del tempo. Carlo V, apparire, tra azioni e premi.

BRIDGEMAN / ACI

fondo tragico e deve fare fronte alle minacce che IL PAPA, più biasimo: il Valentino con la sua irruenza o
nascono tanto dai capricci della fortuna, tanto IL DUCA Soderini, tanto irresoluto e debole da guada-
E IL RE
dalla «malignità» degli uomini. Per riuscirci gnarsi, agli occhi di Machiavelli, un posto nel
Lettera firmata da
deve anzitutto riconoscere con disincanto i papa Alessandro «limbo dei bambini»? Su due fonti, dichiarate
rapporti di forza che regolano le vicende mon- VI in cui sollecita dallo stesso autore, è costruito il Principe: l’e-
dane e ammettere che c’è sempre qualcosa che l’intercessione di sperienza vissuta durante l’attività politica e la
sfugge al controllo: l’imprevedibilità domina Ludovico il Moro lettura dei testi antichi. Lo studio della storia
l’universo. La funzione della politica è quella presso Carlo VIII di Roma non ha però nulla di un pedante eser-
di Francia per
di limitare un danno che in ogni caso avverrà, giungere alla pace. cizio umanistico; al contrario, è un colloquio
di preparare «i ripari e gli argini» contro i colpi Dicembre 1494. tra vivi e tra pari.
avversi, di governare, nei limiti del pos- In una delle lettere più note Machia-
sibile, la natura e la fortuna e di ritardare velli descrive all’amico Francesco Vettori
un processo di decadenza e una fine co- la vita all’Albergaccio: va a caccia, chiac-
munque inevitabili. chiera coi taglialegna e i mugnai, gioca a
L’ammirazione per Cesare Borgia, il carte all’osteria. «Rinvolto in tra questi
sanguinario duca Valentino, deriva dal pidocchi – si legge –, traggo el cervel-
riconoscimento delle sue formidabili vir- lo di muffa, e sfogo questa malignità di
tù politiche; e in Machiavelli per virtù si questa mia sorta». Di sera però, come in
intende la capacità di prendere decisioni una metamorfosi, si spoglia di «questa
tempestive, sfruttando il momento in veste cotidiana, piena di fango» ed entra
cui è consentito di incidere sugli eventi. bene abbigliato «nelle antique corti delli
Cesare era riuscito a unificare e pacificare antiqui uomini, dove, da loro ricevuto
la Romagna, a differenza di Firenze, dila- amorevolmente, mi pasco di quel cibo
niata dalle fazioni. E dunque, chi meritava che solum è mio […], sdimentico ogni

100 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


DEA / SCALA, FIRENZE
DHM / BRIDGEMAN / ACI

DEA / SCALA, FIRENZE

DEA / SCALA, FIRENZE


Clemente VII Ludovico il Moro Alessandro VI
Figlio naturale di Giuliano de’ Medici, Ludovico Maria Sforza divenne duca Eletto papa nel 1492, si inserì a pieno
assassinato durante la congiura dei Pazzi, di Milano alla morte del nipote Gian titolo nella tumultuosa vita politica
Giulio de’ Medici divenne pontefice con il Galeazzo Maria Sforza, assassinato nel della penisola. Come lui, anche i figli
nome di Clemente VII nel 1523, secondo 1494, episodio che anche Machiavelli e Cesare e Lucrezia Borgia saranno
papa della famiglia Medici dopo Leone X. Guicciardini imputano allo zio Ludovico. protagonisti del Rinascimento italiano.

affanno, non temo la povertà, non mi sbigot- contribuiscono a mantenere in vita gli istituti
tisce la morte: tutto mi trasferisco in loro» (10 politici e a superare le crisi: l’esistenza di una
dicembre 1513). Dalla riflessione sulla deca- religione civile capace di creare un vincolo tra
denza della Roma repubblicana prese forma i cittadini (il papato e la fede cristiana avevano
l’opera più complessa, i Discorsi sopra la prima diviso l’Italia e disarmato la virtù mondana) e
deca di Tito Livio, grandiosa meditazione sulla la valorizzazione del conflitto come elemento
religione, la legge, la storia, la libertà, pubblicata basilare di crescita e di potenza.
postuma nel 1531. Come e più che nel Principe,
Machiavelli vi ragiona della caducità degli in- La legge universale e la singolarità
dividui e degli Stati. I corpi misti, cioè gli Stati Sono proprio l’esemplarità della storia, il di-
e le Chiese, sono soggetti allo stesso destino rompente elogio del conflitto e quello del po-
dei corpi semplici: nascono, si sviluppano, si polo i punti su cui Guicciardini, nato nel 1483,
ammalano e alla fine, inevitabilmente, muo- dissente più nettamente da Machiavelli. Nel
iono. Da questo ciclo non si può uscire, ma si 1526 era stato il luogotenente del papa (un al-
può prolungare la vita degli Stati, rallentarne tro Medici, Clemente VII), e in tali vesti si era
il processo di corruzione e ritardare la fine.
Come? Guardando al passato, perché la na-
tura degli uomini non cambia mai ed è possibile
stabilire un circolo virtuoso tra passato, pre-
sente e futuro, tra storiografia e politica: «chi
«Nelle antique corti delli antiqui uomini,
vuol vedere, quello che ha da essere, consideri dove, da loro ricevuto amorevolmente,
quello che è stato». È alla Roma repubblica- mi pasco di quel cibo che solum è mio»
na che Machiavelli dedica la massima atten-
zione, perché vi trova due fattori salutari che
LA POSIZIONE RELIGIOSA

MACHIAVELLI
ALL’INFERNO

C
ritiche contro Machiavelli si levarono anche da
parte cattolica. Si affermò infatti una linea inter-
pretativa che faceva di lui un nemico della religione
cristiana: il cardinale inglese Reginald Pole scrisse
che il Principe era scritto col «dito di Satana». Così Machiavelli
finì all’Indice (1559) e nel clima della Controriforma i gesuiti
si scagliarono contro i suoi scritti incolpandoli di ateismo.
Il paradosso è che, in terra si autorizza, in alcuni casi, la
protestante, i gesuiti furono dissimulazione. La sua visione
accusati di machiavellismo della religione era complessa,
e ritenuti abili nel ricorrere anche se i suoi avversari ave-
strumentalmente alla fede vano ragione a considerarlo
per coprire interessi politici. un pensatore anticristiano.
Il fiorentino si trasformò così Machiavelli riteneva il cri-
nella maschera del politico che stianesimo una delle prime
insegna a usare ogni mezzo cause della decadenza del
per raggiungere e conservare mondo antico e della crisi
il potere ed esclude ogni va- del suo tempo perché esal-
lutazione morale dall’agire, tava la mortificazione e non la
dimenticando che in Machia- virtù, senza considerare che il
velli il fine ultimo è il bene co- papato aveva reso gli italiani
mune, e che solo per questo un popolo diviso e senza Dio.

GETTY IMAGES

IL POLITICO impegnato per la formazione di una lega tra riprendendo un’espressione di Robert Musil,
E LA DIPLOMAZIA Roma, Francia, Inghilterra, Venezia e cantoni aveva un «talento per la realtà»: una capacità
Nel monumento svizzeri per contrastare le pretese egemoniche di analisi capillare che lo portava a vedere la
funebre di Niccolò
Machiavelli, in Santa della Spagna. Ma con il Sacco ogni speranza specificità e unicità di ogni circostanza stori-
Croce a Firenze, era collassata. Inoltre con la breve restaura- ca. Ai suoi occhi, alla realizzazione di ciascuna
realizzato solo nel zione della repubblica a Firenze (1527-1530), azione concorre un numero di variabili tale
1787, la statua della in quanto sostenitore dei Medici, gli furono che non ha senso pensare di replicarle; per im-
Diplomazia
confiscati i beni e dovette rifugiarsi a Roma, percettibili accidenti, premesse in apparen-
è seduta su
un sarcofago dove scrisse le Considerazioni sul manoscrit- za simili producono conseguenze opposte. La
marmoreo. to dei Discorsi di Machiavelli. Né il ritorno dei «discrezione» – concetto chiave nel pensiero
Medici ristabilì la sua fortuna; al contrario, si di Guicciardini – è l’abitudine mentale atta a
ritrovò estromesso dalla vita pubblica fioren- privilegiare le differenze rispetto alle analogie
tina. Così, ritiratosi ad Arcetri, si dedicò fino e i dettagli concreti rispetto alle astrazioni; è
alla morte (1540) a stilare la sua Storia d’Italia. l’intelligenza delle cose che nasce dalla consa-
Guicciardini, ha scritto Giuseppe Pontiggia pevolezza che i fatti sono in flusso e mai uguali;
che le eccezioni contano più delle regole.
Da qui, il giudizio negativo su Machiavelli: è
assurdo prescindere dalle singolarità e dedurre
La ricerca dell’equilibrio dalla storia leggi universali e fisse, applicabili
nasce dalla constatazione a situazioni tanto diverse. Nei Ricordi, scritti
del disordine imperante brevi, Guicciardini torna continuamente su
quest’idea: «è grande errore parlare delle cose
TOMBA DI MACHIAVELLI. BASILICA DI SANTA CROCE, FIRENZE. del mondo [...] per regola; perché quasi tutte
hanno distinzione e eccezione per la varietà
BRIDGEMAN / ACI
RICCARDO SPILA / FOTOTECA 9X12

delle circunstanze [...]; e queste distinzione e – dell’equilibrio, che nasce dalla constatazione LA VITA
eccezione non si truovano scritte in su’ libri, del disordine imperante, del dilagare della con- ALL’ALBERGACCIO
ma bisogna le insegni la discrezione». Trapela fusione e della cecità delle passioni. Alla luce Nella tenuta di
famiglia, in località
il suo scetticismo nei confronti di chi, come di ciò si capisce il timore con cui guardava ai Sant’Andrea in
Machiavelli, cercava di costruire teorie e di ri- conflitti elogiati da Machiavelli. Ogni elemento Percussina nel
salire dal particolare al generale. Data l’incre- che aggiunge instabilità va scongiurato; il con- comune di San
dibile «varietà delle circunstanze», prendere flitto va neutralizzato, non potenziato. Casciano in Val
di Pesa, Niccolò
decisioni è però tanto più difficile quanto in- Da un’identica diagnosi, differenti reazioni;
Machiavelli si ritirò
dispensabile. Occorrono duttilità e pragma- ma nessuno dei due cedette all’autoinganno dal 1512 e qui scrisse
tismo, disincanto e cautela, e rinunciare alla circa le contraddizioni dell’epoca: entrambi il suo celebre Principe.
perfezione per mirare al male minore: «pesati cercarono di comprenderle e fronteggiarle. In
gli inconvenienti di ciaschuna parte, [bisogna] entrambi, infine, si ritrova il sentimento della
risolversi a quelli che pesano manco, ricordan- fragilità della vita individuale e comunitaria,
dosi non potere pigliare partito che sia necto et assediate da mille pericoli. Tanto che, come
perfecto da ogni parte». Di qui, la preferenza per scrisse Guicciardini, dovremmo guardare a un
un governo di «uomini savi» e il disprezzo per i uomo giunto alla vecchiaia o a un’annata fertile
regimi popolari: il popolo è «animal pazo, pieno come a miracoli degni di meraviglia, se si consi-
di mille errori [...], sanza gusto, sanza delecto, dera «a quanti accidenti e pericoli di infermità,
sanza stabilità»; ma anche il tiranno è portato di caso, di violenza [...] è sottoposta la vita».
a operare in modo «bestiale et crudele».
Un pessimismo radicale percorre gli scrit- Per SAGGI
L’Italia del Machiavelli
ti di Guicciardini, impietoso nel giudicare se saperne e l’Italia del Guicciardini
stesso e il mondo. Ne è una spia la ricerca os- di più G. Sasso.
UTET, Torino, 1962.
sessiva – in politica e nella condotta personale
MACHIAVELLI E GUICCIARDINI:
L’interpretazione storica e politica del frate domenicano le cui visionarie prediche

2L’arte della predicazione


Fu lo stesso Lorenzo de’ Medici a richiedere
«al Generale dei Frati Predicatori, che mandi qui
frate Hieronymo da Ferrara». Giunto a Firenze
nel 1490, Savonarola incentrò le sue prediche sul
tema dell’Apocalisse propugnando la necessità di
un rinnovamento spirituale e politico che gli valse
il favore del popolo. Il suo appassionato eloquio,
che Machiavelli in una lettera a Guicciardini definì
«versuto», ovvero abile, interessò anche Guicciardini
che con una attenta analisi riconobbe nelle parole
di fede di Savonarola il suo reale intento politico.

GIROLAMO
SAVONAROLA
3I rapporti con il papa
Nel 1492 salì al soglio pontificio Alessandro VI.
La crescente influenza che Savonarola ebbe sulla
FRA’ BARTOLOMEO politica fiorentina indusse il papa a vietare al frate di
MUSEO DI SAN predicare. Alla temporanea obbedienza di Savonarola,
MARCO, FIRENZE.
seguirono però altre predicazioni che Guicciardini
interpretò scrivendo «ma parendogli che dal silenzio
declinasse così la sua reputazione [...] ritornò di nuovo
publicamente al medesimo uffizio». Per Guicciardini
è quindi chiaro l’intento demagogico di Savonarola,
quello di un uomo conscio di non potersi permettere
di perdere la popolarità e il consenso raggiunti.
SCALA, FIRENZE

1Tra fede e politica


Girolamo Savonarola rappresentò una parentesi
di grande importanza non solo religiosa, ma anche
4Il declino e la condanna
Nel 1495 Alessandro VI accusò Savonarola di
eresia e due anni dopo lo scomunicò. Perso l’appoggio
e soprattutto sociale e politica. Propugnatore di un della Repubblica, Savonarola si trovò solo in una città
regime teocratico a Firenze, le sue prediche visionarie in cui il partito filo-mediceo organizzò la sua violenta
e il suo ruolo politico nelle confuse lotte di potere tra cattura prima della condanna al rogo. Nel Principe,
fautori dei Medici, della Repubblica e autorità papale Machiavelli individua tra le cause del declino del
vennero analizzati e interpretati da Machiavelli frate la mancanza di armi necessarie a garantire
e Guicciardini che, riconoscendo nell’operato del la sua posizione: «Moisè, Ciro, Teseo e Romulo non
frate un chiaro programma politico, di lui disquisirono arebbero possuto fare osservare loro lungamente le
in lettere e scritti: Machiavelli nel Principe, Guicciardini loro constituzioni, se fussino stati disarmati; come ne’
in Storie fiorentine prima e in Storia d’Italia dopo. nostri tempi intervenne a fra’ Girolamo Savonerola».

104 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


JOSSE / SCALA, FIRENZE
IsulGIUDIZI SU SAVONAROLA
castigo divino infiammarono Firenze sfidando il potere di regnanti e pontefici

6Botticelli e l’arte dopo Savonarola


Dopo lo storico falò delle vanità del febbraio
1497 organizzato da Savonarola e durante il quale
vennero dati alle fiamme oggetti e opere artistiche
ritenute “peccaminose”, Firenze e molti suoi artisti
cambiarono. Lo stesso Botticelli portò le sue tele al
rogo: il clima della città era mutato, l’anima di quella
che con Lorenzo il Magnifico era stata la culla dell’arte
rinascimentale italiana era cambiata. Profondamente
influenzato dalle prediche di Savonarola, Botticelli
muterà radicalmente la propria arte, orientandosi
verso temi e soggetti ormai esclusivamente sacri.

SCALA, FIRENZE
SANDRO BOTTICELLI.
LA PREDICAZIONE. AUTORITRATTO IN
SAVONAROLA PREDICA ADORAZIONE DEI MAGI.
NELLA CHIESA DI SAN GALLERIA DEGLI UFFIZI,
MINIATO A FIRENZE. FIRENZE.

5Il rogo e il giudizio


Il 23 maggio del 1498 Savonarola affrontò la
degradazione e la rimozione dell’abito domenicano.
Vestito di una tunica bianca, il potente predicatore fu
condotto al patibolo allestito in piazza della Signoria
dove venne impiccato e arso. La morte di Savonarola
mise fine ai progetti teocratici a Firenze, ma la sua
fulgida ascesa rimase viva nella memoria di chi,
come Machiavelli e Guicciardini, analizzò le scelte
e l’operato di Savonarola usando parole in cui stima
e ironia si confondono, ma in cui entrambi riconobbero
un lucido quanto lungimirante piano politico.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 105


GRANDI SCOPERTE

La porta di Ishtar
da Babilonia
al museo di Berlino
Portato alla luce da Robert Koldewey nel 1902, il monumento
policromo fu ricostruito pezzo per pezzo a Berlino

I
l 26 marzo 1899, gli ar- 31 dicembre 1897, nel cor-
cheologi tedeschi Robert so della mia seconda visita,
Koldewey e Walter An- vidi numerosi frammenti di
SIRIA
drae iniziarono gli scavi a AR N
M RRA
EO mattoni smaltati in rilievo».
Babilonia con il patroci- Questi non erano altro che i
E
IT IRAQ
ED
M

nio della Società Tedesca per Babilonia resti della decorazione della
gli Studi dell’Antico Oriente. celebre porta.
Essi erano animati dall’in-
M
AR

tento di portare alla luce i


ARABIA
Mattoni smaltati
NE

SAUDITA
RO

resti di tutto ciò che secon- La porta di Ishtar fu portata


do i testi classici e la Bibbia Gli scavi nel sito prose- alla luce tra il 1902 e il 1904,
esisteva nella mitica città del guirono quasi ininterrotta- mentre l’insieme monu-
re Nabucodonosor II: la torre mente fino al 5 marzo 1917. mentale che la univa alla via LA PORTA DI ISHTAR
di Babele, i giardini pensili, Nel corso di quegli anni, processionale di Marduk, il come si può osservare
le enormi mura, i palazzi, il Koldewey portò alla luce la complesso sistema difensi- al Pergamonmuseum
ponte che univa le due metà grande strada processionale vo della porta e la muraglia di Berlino, ricostruita
della città. A poco a poco gli della città, i templi, il palazzo riemersero completamente sotto la supervisione di
Walter Andrae nel 1928.
archeologi trovarono una di Nabucodonosore, appun- solo nel 1914. Una volta ter-
serie di resti attribuibili a to, la porta di Ishtar. minati gli scavi, si riuscirono
queste strutture. In realtà la scoperta della a stimare le diverse fasi di
Ciò che non si aspettavano porta fu fatta ancor prima costruzione della porta. Per
era di imbattersi nella monu- che si battesse il primo colpo la più antica, opera di Na- quelli smaltati, ma senza ri-
mentale porta di Ishtar, una di piccone, come possiamo bopolassar (626-605 a.C.) lievi. Infine, il figlio di Nabo-
delle entrate principali della dedurre dalle parole dello in epoca neobabilonese, fu- polassar, Nabucodonosor II,
Babilonia del VI secolo a.C. stesso Koldewey: «Durante rono usati mattoni in rilievo eresse sulle porte anteriori
Questa costruzione infatti il mio primo viaggio a Babi- non smaltati, sostituiti in un un’altra porta in mattoni
non viene descritta da nes- lonia, il 3 e 4 giugno 1887, secondo momento, sempre smaltati raffiguranti in ri-
suna fonte antica. e poi di nuovo tra il 29 e il sotto lo stesso sovrano, con lievo dragoni e tori.

1898 1902 1914 1928


Robert Koldewey Viene portata Sono scoperti il Walter Andrae
riceve l’incarico alla luce la porta sistema difensivo ricostruisce a
di dirigere gli scavi di Ishtar e iniziano della porta Berlino la porta di
archeologici del scavi che sarebbero di Ishtar e la Ishtar e parte della
sito di Babilonia. durati due anni. muraglia. via processionale.

DRAGONE O MUSHUSSU, RAFFIGURAZIONE DEL DIO BABILONESE MARDUK SULLA PORTA DI ISHTAR. PERGAMONMUSEUM, BERLINO.

IVY CLOSE IMAGES / AGE FOTOSTOCK


IMMAGINI DEL PASSATO
QUANDO KOLDEWEY portò alla luce i resti del-
JOSÉ FUSTE RAGA / AGE FOTOSTOCK la via processionale e della porta di Ishtar, si
immaginò come potessero svolgersi le pro-
cessioni del Nuovo Anno sotto il regno di Na-
Oltre che sulla gigantesca Koldewey, al termine di una bucodonosor II: «La rappresentazione [del dio
struttura della porta, gli ar- lunga negoziazione, Andrae Marduk], portata in processione da un solenne
cheologi focalizzarono il loro riuscì a ottenere che questa corteo accompagnato da musica fragorosa e
interesse sulla decorazione istituzione gli inviasse le veementi ovazioni, sovra-
che originariamente la rico- casse contenenti i mattoni stava le teste del popolo
priva. Perciò raccolsero de- smaltati. Queste arrivarono in tumulto. Ecco come
cine di migliaia di frammenti a Berlino tra la fine del 1926 m’immagino la proces-
di mattoni smaltati con cui e l’inizio del 1927. sione del dio Marduk,
riempirono 900 casse. L’anno successivo, An- che uscendo dall’Esagila,
A causa dello scoppio del- drae fu nominato direttore forse attraverso il peribolo
la Prima Guerra Mondiale della Sezione Asia Anterio- [circondato da alberi e
tutto questo materiale fu re del Pergamonmuseum di vigne], iniziava la sua
abbandonato a Babilonia, Berlino, il che gli permise di marcia trionfale per
BPK / SCALA, FIRENZE

eccetto una parte che appro- allestire un grande spazio la strada processio-
dò all’Università di Porto. espositivo. Come racconta nale di Babilonia».
Nel 1925, dopo la morte di nelle sue Memorie: «Biso-

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 107


GRANDI SCOPERTE

LE MACERIE
DI BABILONIA
QUANDO ROBERT KOLDEWEY condusse gli
scavi per portare alla luce la porta di Ishtar
a Babilonia, dovette trovare il modo per
superare una difficoltà tecnica: alcuni resti
si trovavano a 12, a volte anche fino a 24
metri di profondità. Per gli scavi, Koldewey
assunse più di duecento operai locali, e
per trasportare la terra asportata ideò un

UNDERWOOD ARCHIVES / AGE FOTOSTOCK


innovativo sistema di vagoncini che scor-
revano su binari e la rimuovevano dal sito.
In questa pagina sono raccolte immagini
del sito di Babilonia scattate agli inizi del
XX secolo e dei lavori di restauro presso il
Pergamonmuseum di Berlino: la ricompo-
sizione dei mattoni giunti dall’Iraq richiese LE FONDAMENTA della porta in un’immagine del 1932. Affondavano
molti mesi di lavoro. per quasi dodici metri ed erano decorate con figure di animali.
WORLD HISTORY ARCHIVE / AGE FOTOSTOCK

BPK / SCALA, FIRENZE


UN TORO, simbolo di Adad, divinità della MIGLIAIA DI FRAMMENTI di mattoni smaltati della porta di Ishtar
pioggia e della tempesta, sulla porta di Ishtar. disposti sui tavoli in attesa della ricomposizione.

BINARI DEI VAGONCINI


UTILIZZATI PER PORTARE VIA
LE MACERIE DALL’AREA
DEL SITO. SULLA DESTRA,
BPK / SCALA, FIRENZE

UNA TORRE DELLA PORTA


DI ISHTAR. 1902.
Il salone Via processionale.
Lunga 900 m, portava
del trono al centro religioso di
Babilonia. Qui sfilava
la statua di Marduk Etemenanki.
LA FACCIATA del salone del durante la festa per Questa ziqqurat,
l’Anno Nuovo. alta 60 metri,
trono di Nabucodonosor, 12 m era consacrata a
d’altezza, anch’essa esposta Marduk. Aveva sei
terrazze e un tempio
a Berlino, è decorata con pal- sulla sommità.
me stilizzate: questa pianta è
simbolo di fertilità e longevità.
Palazzo reale.
Porta di Ishtar. La residenza di
Accesso Nabucodonosor
principale alla II, di 275 x 183 m,
città, con una comprendeva le
struttura doppia stanze reali, gli
decorata con uffici e l’harem.
mattoni smaltati.
Misura circa 48 x
18 m. A Berlino è
stata ricostruita la
prima porta.
WORLD HISTORY ARCHIVE / AGE FOTOSTOCK

DORLING KINDERSLEY / GETTY IMAGES

gnava ricavare da quelle pa- immersi in duecento gran- sibilità, due frammenti che sedici dragoni, due parti della
reti e sale immense ciò che di bidoni d’acqua, per es- si incastrassero». L’obietti- facciata della sala del trono
di meglio si potesse. Dovetti sere lavati ed eliminare le vo era ricomporre le figure e la facciata del palazzo par-
dare una spintarella al mini- incrostazioni di sale. Poi li di animali iniziando con i tico e le avevamo montate
stero affinché concedesse si sottoponeva a un bagno di frammenti di mattone che lungo l’ala meridionale. La
denaro». Andrae fece co- paraffina allo scopo di fissare si erano conservati meglio. via processionale e la porta
struire una struttura di legno i resti di smalto. Solo quando erano assoluta- di Ishtar sono state inaugu-
che foderò con carta, sopra la mente certi che un mattone rate nel corso della festa per
quale disegnò tutta la porta Le tessere di un puzzle specifico mancasse, allora i cento anni dei musei nel
«a grandezza naturale» – in In seguito, venivano classi- esso veniva sostituito con 1930, insieme con l’altare
realtà dell’altezza che aveva ficati i frammenti per colore una replica moderna. di Pergamo».
registrato al momento in cui e forme di animali e poi si Dopo due anni di pazien-
FELIP MASÓ
l’aveva scoperta. Poi mostrò provava a comporli, pro- te lavoro, i restauratori non ARCHEOLOGO
tutto alle autorità e il proget- prio come se si trattasse di solo riuscirono a presentare
to fu approvato. un immenso puzzle. «Ave- la ricostruzione della por- I babilonesi
Michael Jursa. Il Mulino,
I lavori di ricostruzione vamo sempre tra sei e sette ta di Ishtar, ma addirittura Bologna, 2007.
della porta di Ishtar inizia- frammenti di ciascun lato in della via processionale e di Antico Oriente. Storia,
società, economia
rono nel 1928 a cura di una rilievo di un mattone», scri- alcuni palazzi adiacenti. «In Mario Liverani. Laterza,
squadra di nove tra sculto- veva Andrae, «e chi stava ri- due anni – ricordò in seguito Roma-Bari, 2015.

costruendo doveva indivi- Andrae – avevamo finito www.virtualmuseumiraq.


ri e modellisti. I frammenti cnr.it
di mattoni smaltati furono duare, tra centinaia di pos- trenta leoni, ventisei tori,

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 109


L I B R I E A P P U N TA M E N T I

GRANDI ESPLORATORI imprese lo fecero assurgere a

Vasco da Gama,
eroe. Ed è quest’ascesa trion-
fale che il volume di Sanjay
Subrahmanyam – docente

da ammiraglio a eroe
di Scienze Sociali all’Univer-
sità della California – indaga,
distinguendo l’aurea mitica
che ha attorniato l’uomo

A
bordo della São Gabriel, basa, Vasco da Gama raggiun- dall’uomo stesso. Muoven-
Vasco da Gama partì se le coste indiane del Mala- dosi sul doppio binario che
da Lisbona l’8 luglio bar il 20 maggio 1498. Una lo stesso titolo del volume
1497 diretto alle Indie. Era nuova rotta era stata aperta, anticipa, la vita e la leggenda,
l’epoca delle grandi esplora- un nuovo mercato, quello l’autore ripercorre le gesta di
zioni e conquiste, dell’aper- estremamente redditizio del- da Gama, la folgorante car-
tura di nuove rotte commer- le spezie, era stato individua- riera di un uomo che da am-
ciali, di epocali viaggi per to, e il Portogallo conquista- miraglio divenne viceré del-
mare che avrebbero cambia- va un oceano di possibilità e le Indie Orientali e infine eroe
to la storia, non solo delle ricchezze. Tornato in patria nazionale portoghese. In set-
grandi potenze europee che l’anno seguente, l’ammiraglio te capitoli e con una prospet-
quei viaggi finanziavano, ma venne accolto trionfalmente tiva altra da quella eurocen-
Sanjay Subrahmanyam
VITA E LEGGENDA
anche dei popoli e delle cul- e attorno alla sua eroica figu- trica, l’autore analizza le di-
DI VASCO DA GAMA ture che nei continenti rag- ra cominciarono a nascere namiche sociali e culturali
Carocci Editore, 2016, giunti vivevano. Dopo aver miti e leggende. La sua gloria capaci di fare delle gesta di un
400 pp., 29 ¤
doppiato il Capo di Buona gli sopravvisse, al punto che uomo uno strumento politi-
Speranza e fatto tappa a Mom- nei secoli successivi le sue co e nazionalistico. (A.G.)

SAGGI

L’ULTIMO ROMANOV
E IL MONACO FOLLE
È TRASCORSO UN SECOLO dall’assassinio di Rasputin,
uno dei personaggi più controversi della recente
storia russa. Di umili origini, riuscì a conquistare prima
gli elitari salotti di San Pietroburgo per poi inserirsi
nell’intima cerchia di Nicola II, l’ultimo zar. L’incontro
tra i due avvenne nel 1905 e l’influenza del “monaco
errante” a corte, la sua personalità eccentrica, i tanti
scandali a lui imputati, nonché i macchinosi giochi IL RETAGGIO SPQR
DELLA MESOPOTAMIA Mary Beard
di potere che allora si susseguirono ne fecero presto Stephanie Dalley Mondadori, 2016,
un discusso protagonista della vita e della storia dei Adelphi, 2016, 345 pp., 32 ¤ 564 pp., 25 ¤
Romanov. Fu un mistico
visionario o uno scaltro MITI E LEGGENDE hanno a lun- UN IMPERO fatto di organiz-
manipolatore a influenzare go popolato l’immaginario zazione e contraddizioni, di
le scelte politiche di Nicola II comune sulla cultura meso- istituzioni e ribellioni, di de-
proprio alla vigilia degli eventi potamica finché le ricerche mocrazia e schiavitù, di mili-
che segnarono la fine di una archeologiche e scientifiche tari e contadini, di conquiste
dinastia e di un’epoca? hanno finalmente dato al- e commerci, ma soprattutto
Marco Natalizi
le civiltà assiro-babilonesi di popoli il cui multiculturali-
IL BURATTINAIO quell’identità storica che, smo ha modellato una delle
DELL’ULTIMO ZAR secondo l’autrice, ne fanno la realtà sociali più variegate del
Salerno Ed., 2016, 220 pp., 13 ¤
culla «della nostra civiltà ur- passato. Un volume storico,
bana fondata sulla scrittura». quanto mai contemporaneo.

110 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


MUSEI con le Oliare, gli ambienti

Prigioni e passaggi segreti


adibiti un tempo a deposito
alimentare. Clou della visita
è sicuramente la Stufetta di

di Castel Sant’Angelo
Clemente VII, nome che in
realtà indica una sala da bagno
privata. Realizzata nella pri-
ma metà del XVI secolo, ne-

C
astelli, passaggi se- naliere, è possibile scoprire gli appartamenti pontifici, è
greti e antiche prigio- il famoso Passetto di Borgo, un vero gioiello rinascimen-
ni: sembrano le am- il camminamento lungo cir- tale in cui trovano posto sia
bientazioni perfette per stuz- ca 800 m che mette in comu- lo spogliatoio sia la sala da
POLO MUSEALE DEL LAZIO - MUSEO NAZIONALE DI CASTEL SANT’ANGELO

zicare la fantasia, ma sono nicazione il palazzo del Va- bagno vera e propria, muni-
realtà, anzi, sono storia. E ticano con il castello, lo stes- ta di vasca e inserita in un
paradossalmente è proprio so percorso da papa Alessan- ambiente decorato da stucchi
in uno dei più conosciuti e dro VI per sfuggire all’inva- e affreschi con motivi mito-
noti monumenti di Roma che sione di Carlo VIII e da Cle- logici e marini. (A.G.)
si celano sconosciuti e igno- mente VII durante il Sacco
ti luoghi: almeno fino a ora. di Roma, ma si possono vi- Il castello segreto
Castel Sant’Angelo ha infat- sitare anche le anguste celle LUOGO Museo Nazionale
ti inaugurato un evento ec- delle antiche prigioni – tra di Castel Sant’Angelo,
Lungotevere
cezionale, un percorso di vi- cui anche quella che accolse Castello, 50 - Roma
sita che si snoda in ambien- Benvenuto Cellini e che ne WEB http://castelsantangelo.
LE PRIGIONI SEGRETE beniculturali.it
DI CASTEL SANT’ANGELO, ti di norma chiusi al pubbli- vide la rocambolesca evasio- DATE Fino al 20 novembre 2016
Lungotevere Castello, Roma. co. Con visite guidate gior- ne. L’itinerario prosegue poi

GLITTICA

Una “piccola”, BUSTO DI


AUGUSTO
Antonio Gentili

grande raccolta da Faenza


(busto),
arte romana

F
u una passione tutta me- pietre dure compongono una (testa),
dicea quella della scul- ricca collezione tra cui spicca turchese, agata
orientale, oro,
tura di piccole dimen- un busto femminile con testa altezza 21
sioni, al punto che la raccolta di cristallo di rocca. Se il vi- cm, Museo
iniziata da Francesco I e de- sitatore fosse munito di len- degli Argenti,
stinata all’arredo della Tri- te, vedrebbe colossali scultu- Firenze.
buna degli Uffizi divenne un re, trovandosi in realtà di
vero e proprio tesoro. A Pa- fronte a gioielli di pochi cen-
lazzo Pitti se ne celebra la bel- timetri, ma, per usare le pa-
lezza con un’esposizione che role del direttore degli Uffizi,
raccoglie splendide sculture «il grandioso non deve esse-
“mignon” in pietre preziose. re necessariamente grande».
MUSEO DEGLI ARGENTI, INV. GEMME 1921, N. 759, FIRENZE

Tra le minute opere di epoca (A.G.)


ellenistico-romana, apprez-
zate dalla famiglia medicea Splendida minima.
Piccole sculture preziose
tanto da commissionare a nelle collezioni medicee
Roma marmi e pietre desti- LUOGO Palazzo Pitti, Firenze
nate a busti e ritratti, manu- WEB www.gallerieuffizi-
mostre.it
fatti di straordinaria fattura
DATE Fino al 2 novembre 2016
in alabastro, oro, argento e

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 111


ITINERARI

3 PARCO
DELLA VERNAVOLA Pavia

I percorsi
Provincia di Pavia; Firenze
www.visitpavia.com
Le armi ormai tacciono
sul campo di battaglia di
Pavia, che oggi è diventato Anfipoli
un sereno parco cittadino

di Storica
in cui godere della natura
e, finalmente, della pace.

4 PIAZZA DELLA SIGNORIA


Dove e come visitare Firenze;
www.visitflorence.com
i luoghi storici e i musei Il palazzo del potere,
legati ai servizi e ai le case dell’ambizione,
le statue dell’arte:
personaggi di questo tutto in un’unica piazza,
centro della vita politica
numero di Storica e sociale di Firenze
da oltre sette secoli.

tomba conserva infatti le raffigurazioni di sepoltura che, nelle diverse aree


dei tanti doveri amministrativi, giuridici in cui sono stati rinvenuti, presentano
ed economici del visir, dalla raccolta dei caratteristiche simili. Uno dei principali
tributi alla distribuzione dei viveri fino si trova a Majkop, un sito archeologico
alla supervisione dei lavori nei templi, della Russia meridionale. Datato al
il tutto in splendidi e sgargianti colori. III millennio a.C., il tumulo ospita la
Una cosa manca, tuttavia, in questa sepoltura di un uomo coperto d’ocra
tomba: il corpo stesso di Rekhmire, che in un ambiente che raccoglie anche
venne forse sepolto nella Valle dei Re. oggetti, armi, vasellame e utensili in
bronzo, nonché ornamenti e statuette
pagina 22 in oro e argento con raffigurazioni di
la vita animali. Il tumulo kurgan di Majkop
di un nobile egizio presenta un’altezza di circa 10 m per
una circonferenza di 200 m circa,
Sulle sponde occidentali del Nilo, nella e la sua struttura a tre sezioni lo
necropoli di Tebe, si trova Sheikh Abd rende una sorta di casa-sepolcro.
El-Qurna, un’area che custodisce
innumerevoli testimonianze del ricco
passato egizio. Tra le tante, ce n’è una
che ben testimonia della figura del visir: pagina 34
la tomba di Rekhmire 1 . Non era
il primo della sua famiglia, Rekhmire, l’origine
a rivestire un ruolo tanto prestigioso, degli indoeuropei
ma del visir di Thutmose III prima Se la scienza non ha ancora svelato il
e di Amenofi II dopo – XVIII dinastia – mistero delle origini degli indoeuropei,
resta una tomba tanto ricca da essere la ricerca dell’Urheimat, ovvero della
definita quasi una cappella. Si tratta zona di provenienza di questo popolo, pagina 44
di una struttura scavata alla base
di una collina la cui importanza non
offre già possibili itinerari di visita.
In base alla teoria proposta da Marija
anfipoli
si lega solamente alla bellezza e alla Gimbutas, per esempio, le origini Situata nella periferia della Macedonia
qualità delle decorazioni pittoriche che degli indoeuropei si situerebbero Centrale, nel nord della Grecia, l’antica
custodisce, ma dipende soprattutto nelle regioni della Russia meridionale, Anfipoli 2 non ha perso il fascino
dall’importanza storica che tali dove sono state rinvenute numerose delle passate glorie. Da visitare, i resti
immagini raffigurano. In un ambiente testimonianze della cultura Kurgan. delle mura difensive ancora visibili in
dalla classica struttura a “T” con soffitto Tra le evidenze archeologiche più alcuni tratti per un’altezza di circa 7-8
in salita che raggiunge gli 8 metri, la evidenti di tale cultura vi sono i tumuli metri, ma soprattutto la monumentale

112 STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC


2 ANFIPOLI
Macedonia Centrale, Grecia;
www.theamphipolis-
tomb.com
Un leone, due sfingi e due foglie...»: con queste parole, già Plinio faunistica molto frequentata dai pavesi
cariatidi custodiscono uno
dei più grandi ritrovamenti il Vecchio nella sua Naturalis Historia, funge da “corridoio” ecologico tra la
archeologici degli ultimi (23, 79) descrive la seta. Per questa città stessa e le campagne circostanti.
anni: la tomba di Kasta
e le sue tante meraviglie. stoffa preziosa, amata e ricercata, In origine, l’intera area faceva parte del
i cui segreti di produzione i cinesi hanno Parco Vecchio voluto da Galeazzo II
custodito per secoli, si è addirittura Visconti intorno alla metà del Trecento,
aperta una strada commerciale, la successivamente ampliato da Gian
1 SHEIKH ABD EL-QURNA leggendaria Via della Seta, e non Galeazzo: quella che fu una riserva
Necropoli di Tebe, Egitto;
www.touregypt.net sorprende quindi che le si sia dedicato di caccia viscontea era inoltre recintata
Identificata con la sigla uno spazio espositivo: il più grande da un muro perimetrale di cui restano
TT100, la tomba di
Tebe Rekhmire svela molti del mondo è il Museo di Hangzhou, ancora delle evidenze. Il nome attuale
misteri del passato, ma ne nella regione dello Zhejiang, nella del parco deriva da quello del torrente
cela uno: nella “cappella” Cina orientale. A partire dalla prima che lo attraversa e che giunge a lambire
funeraria del visir manca
il corpo del defunto... sala, che accoglie il visitatore con il castello di Mirabello, una costruzione
un’architettura evocativa che riproduce fortificata che fu testimone della storica
un grande bozzolo con ricami di battaglia, ma i cui rimaneggiamenti
foglie di gelso, si viene introdotti alla attuati nel corso dell’Ottocento ne
tomba di Kasta. Già dall’esterno, il sito scoperta dei 5000 anni di storia della hanno alterato l’originaria struttura.
promette meraviglie: la tomba è infatti seta, con un’esposizione che ne svela
inserita in un cerchio quasi perfetto la filatura e la tessitura, gli antichi
alto 3 m e il cui perimetro marmoreo segreti di produzione e di lavorazione
si snoda per un totale di 500 m. Per e, ovviamente, la diffusione. In mostra
accedere alla tomba si percorrono 13 sete grezze e in broccato, dalle origini
scalini che conducono a un portale di della bachicoltura e della sericoltura –
ingresso, presidiato da due imponenti con un’esposizione di abiti cerimoniali
sfingi alte 2 m senza testa e senza ali, organizzati per dinastia – per giungere
di fattura classica. L’interno invece al pezzo forte: un frammento broccato
conserva le sepolture e le splendide, risalente a più di 5600 anni fa, il più
imponenti cariatidi; per ammirare antico tessuto di seta mai rinvenuto. pagina 94
invece il leone alto più di 5 m che,
si dice, un tempo sorgeva sul tumulo,
Si prosegue con una sezione che
svela come la seta abbia influenzato
guicciardini
bisogna invece allontanarsi di qualche la società cinese, fino a forgiare un e machiavelli
km dal sito. Se il mistero sull’identità vero e proprio aspetto della cultura Machiavelli e Guicciardini viaggiarono
di chi la tomba ospitava permane, tradizionale nell’impero della seta. a lungo per lavoro ma rimasero sempre
la sua bellezza non è più un mistero. legati alla loro città: Firenze. Sono tanti
i possibili itinerari di visita in città, ma
abbiamo scelto di restringere il “campo”
al luogo che, oggi come ai loro tempi,
ne rappresenta il cuore, piazza della
Signoria 4 . Sulla piazza, rimodellata
per volere di Cosimo I de’ Medici e
dominata dall’inconfondibile profilo di
Palazzo Vecchio, si affacciano
la celebre Loggia della Signoria,
chiamata anche dei Lanzi perché qui
pagina 82 si accamparono i lanzichenecchi
pagina 68
la battaglia di pavia nel 1527, il tribunale della Mercanzia
invenzioni della cina Là dove nel 1525 infuriò la battaglia
e il palazzo Uguccioni. Nella piazza che
ospitava e ancora ospita il potere civile
«I Seri sono famosi per la sostanza di Pavia, oggi si estende una bucolica e amministrativo di Firenze si trova
lanosa che si ottiene dalle loro foreste. area verde, il parco della Vernavola 3 . poi la fontana del Nettuno e, a poca
Dopo un’immersione nell’acqua essi Siamo a nord della città e su un’area distanza, si trova la targa che ricorda
pettinano via la peluria bianca dalle di 35 ettari, una vera oasi di protezione il punto in cui Savonarola venne arso.

STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC 113


Prossimo numero
LA NASCITA
DEL REGNO
UNITO
DOPO IL REFERENDUM
scozzese del 2014, la
decisione della Gran Bretagna
di uscire dall’Unione Europea,
sancita dal referendum di
giugno, ha riproposto antichi
desideri nazionalisti da parte
della Scozia. La nascita del
Regno Unito, nel 1707, con
l’unificazione di Scozia e di
Inghilterra nella Corona di
Gran Bretagna, fu infatti il
ALAN COPSON / GETTY IMAGES

termine di una lunga vicenda


di contese e guerre tra i due
regni principali dell’isola.

La magia nell’antico Egitto


LA DAMA DI ELCHE, Egizi di tutte le condizioni sociali confidavano
GEMMA DELL’ARTE IBERICA in amuleti e riti magici per proteggersi dal malocchio
e dalla malasorte e ottenere il favore delle divinità.
IL 4 AGOSTO 1897 un ragazzo che lavorava
come bracciante in una tenuta di Elche, Come si costruiva una ziggurat
nei pressi della città di Alicante (Spagna),
L’edificazione di questi giganteschi monumenti
scoprì per caso il busto di una donna con
in terra realizzati dalle civiltà mesopotamiche
un’acconciatura elaborata e ornata di ha dato origine a numerose ipotesi fra gli specialisti.
eleganti gioielli. La scoperta di quella che
sarebbe divenuta famosa come la Dama
di Elche risvegliò un grande Sesso a Roma
interesse. Considerato Nell’antica Roma il sesso in tutte le sue forme,
un vertice della quello consumato nella camera nuziale come quello
scultura iberica di mercenario, esprimeva relazioni di dominio.
tutti i tempi, il pezzo
è stato soggetto a Fortebraccio, soldato e stratega
numerose speculazioni Tra i più grandi capitani di ventura del Medioevo, arrivò
soprattutto molto vicino a unificare l’Italia centrale con la creazione
riguardo alla di uno Stato autonomo dall’Umbria al Montefeltro.
datazione,
all’autenticità, al Le vicissitudini dell’Ultima Cena
significato e alla La sopravvivenza del celebre dipinto di Leonardo,
funzione. nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie
di Milano, è stata ripetutamente messa in pericolo.
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE