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Scheda libro de Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Trama
Il romanzo inizia in una chiesa, durante la fine di una messa. Don Fabrizio, principe di Salina, un importante nobile siciliano che, grazie ai suoi studi e alla sua posizione sociale, era conosciuto e rispettato in tutta la Sicilia e l'Italia. Un giorno, nel giardino della sua casa, viene rinvenuto il cadavere di un soldato del quinto battaglione cacciatori, ormai in putrefazione. Dallo sbarco di Garibaldi in Sicilia nel maggio 1860, Don Fabrizio assiste e vive in prima persona la decadenza della nobilt. Insieme a lui, tutta la classe aristocratica capisce che ormai prossima la fine della sua supremazia: infatti approfittano della nuova situazione politica gli amministratori dei terreni , la nuova classe sociale in ascesa. Don Fabrizio viene rassicurato dal nipote Tancredi, che, pur combattendo per Garibaldi, cerca di far volgere gli eventi a proprio vantaggio. Quando, come tutti gli anni, il principe con tutta la famiglia si reca nella residenza estiva di Donnafugata, il principe scopre che il nuovo sindaco del paese Calogero Sedara, un borghese di umili origini grezzo e poco istruito, che si arricchito ed ha fatto carriera in politica. Tancredi, che in precedenza aveva manifestato qualche simpatia per Concetta, la figlia maggiore del principe, si innamora di Angelica, figlia di don Calogero,che infine sposer, abbagliato sicuramente dalla sua bellezza, ma attratto anche dal suo patrimonio. Concetta cerca di mettere in cattiva luce la giovane Sedara, per riconquistare il cugino, ma invano. Tancredi, per convincere lo zio, o come lo chiama lui Zione, che occorre allearsi con le truppe piemontesi, pronuncia la famosa frase: Se vogliamo che tutto rimanga come , bisogna che tutto cambi. Alla fine Don Fabrizio comprende che non bisogna opporsi al cambiamento imminente. Un episodio molto importante riguarda il plebiscito a Donnafugata, nel quale si domanda al popolo di votare in favore o meno all'annessione della Sicilia al Regno Italico. Molti cittadini chiedono a Don Fabrizio un parere, egli risponde di essere favorevole e perci suggerisce di votare "si". Il consiglio del principe lascia di stucco molti, che vedono il suo come una scelta macchiavellica, sotto alla quale si nascondono dei contorti stratagemmi per trarne vantaggi. Altri non si vogliono lascir sottomettere e si oppongo, ma inutilmente, poich i voti negativi vengono annullati dal sindaco. Un altro episodio significativo l'arrivo a Donnafugata di un funzionario piemontese, il cavalier Chevalley di Monterzuolo, che offre a Don Fabrizio la carica di senatore siciliano del nuovo Regno d'Italia. Il principe per rifiuta, sentendosi troppo legato al vecchio mondo siciliano, e per il Regno d'Italia solo disposto a suggerire un altro senatore: Calogero Sedara. Il principe passa il resto della sua vita a pensare alla morte, arrivando addirittura a corteggiarla,

finch la mietitrice di anime, che gli si presenta come una bellissima donna, ricambia il suo corteggiamento e lo porta con s. Nella sua casa rimarranno le tre figlie nubili, inacidite da una vita chiusa e solitaria.

Personaggi
Don Fabrizio il protagonista del romanzo. Esponente di un importante casato siciliano, il cui simbolo per l'appunto un gattopardo, egli assiste al disfacimento della nobilt durante l'unificazione d'Italia. Egli anche un uomo di grande cultura e rispettato in tutta la penisola. I suoi pensieri sono unicamente l'amore e la morte: infatti la moglie Maria Stella era spesso soggetta a crisi isteriche a causa del tradimento del marito, e la morte una cosa che lo affascina cos tanto che il nipote Tancredi gli dice:Zione tu corteggi la morte. Le nozze tra Tancredi e Angelica sono state fatte per sua volont, collaborando affich esse andassero in porto: per, cos facendo si era abbassato al livello dei Sedara. Piano piano Don Fabrizio si sente sempre pi vechcio e mogio finch una sera, dopo esser stato invitato da Angelica a ballare con lei, si sente all'improvviso un giovane di vent'anni. La decadenza del suo casato finisce con la sua morte. Tancredi Falconieri il nipote di Don Fabrizio. un giovane che inizialmente combatteva nei garibaldini, anche se lo fa per il suo tornaconto personale: infatti dice allo zio che se si vuole continuare ad avere il potere e far rimanere le cose come sono, occorre che tutto cambi. Tancredi, inizialmente invaghito della cugina Concetta, si innamora di Angelica Sedara, figlia del sindaco di Donnafugata, sia per la sua bellezza sia per la sua dote e la ricchezza del padre. Il nipote di Don Fabrizio muore lasciando Angelica vedova e appartenente all'alta societ. Angelica Ssedara la figlia di Don Calogero. Al contrario del padre, una ragazza colta che stata educata a Firenze, dove le avevano anche insegnato a non far sentire l'accento siciliano nella sua parlantina. Angelica si innamora di Tancredi e i due si sposano dopo il ritorno a casa del giovane Falconieri con l'approvazione di Don Fabrizio, che lo fa solo per amore di Tancredi. Ella, dopo esser rimasta vedova, appartiene all'alta societ. Don Calogero un borghese arrichitosi grazie al rendimento dei suoi terreni, divenuto anche nuovo sindaco di Donnafugata. Dopo aver approvato il matrimonio tra Tancredi e sua figlia Angelica, la sua famiglia borghese di umili origini si fonde con quella dei Falconieri e in parte con quella dei Salina, cosa che a Don Fabrizio non va particolarmente a genio. Il principe considera infatti Don Calogero una persona grezza e greve, che non sa apprezzare le cose per la loro bellezza e per la loro raffinatezza, ma solo per il loro valore monetario. Concetta una delle tre figlie di Don Fabrizio. Prima di innamorarsi di Angelica, Tancredi provava una certa simpatia per la cugina e, non accettando di non esser pi desiderata dal giovane, tenta in ogni modo di mettere in cattiva luce la rivale, senza alcun risultato. Concetta si riduce ad essere una vecchia zitella inacidita, alla quale non rimane nulla, se non le reliquie che per tutta la vita aveva collezionato.

Ambientazione
Il romanzo ambientato in Sicilia, principalmente nel paese di Donnafugata, durante il periodo dell'unificazione d'Italia. Lo scenario si sposta anche a Napoli, dove il principe esala il suo ultimo respiro in un albergo nel 1883.

Tematiche
Attraverso lanalisi del romanzo di Tomasi di Lampedusa emergono diverse tematiche. In primo luogo un tema molto ricorrente quello della morte inevitabile per chiunque. Insieme a questo emerge spesso il disfacimento degli individui, come quello di tutta una famiglia. Il carattere dei siciliani, tutti parecchio presuntuosi, sicuri di s e molto tradizionalisti. Non molto disposti a cambiare le cose, perch probabilmente impauriti da ci che non conoscono, dal prnsiero di poter essere di nuovo sotto un dominio straniero. Il disprezzo e il senso di intoccabile superiorit che provano i nobili nei confronti dei borghesi. Lascesa, durante quel periodo della classe borghese contro la perdita di potere di quella nobiliare. La causa di tale fenomeno la maggiore attivit della classe in crescita, pi intraprendente, pi motivata a ottenere vittorie, nonostante sia pi volgare e meno raffinata dellaltra.

Le tre frasi che mi hanno colpito di pi


Finch c' morte c' speranza. Questa frase mi ha fatto pensare parecchio: contrariamente al proverbio finch c' vita c' speranza, Don Fabrizio ripone la sua fiducia nella morte, perch se uno sa di dover morire, sicuro che prima o poi tutti i suoi pensieri, i suoi problemi e le sue preoccupazioni finiranno con il sonno eterno. E da quel momento, invisibile, cominci il declino del suo prestigio. Questa frase mi ha colpito particolarmente perch ci fa capire chiaramente come il pi piccolo degli eventi, come l'invito a cena di Don Fabrizio a Don Calogero e a sua figlia Angelica, possa sconvolgere la vita di una persona. Quell'invito, al quale il principe non aveva dato troppa importanza, segna infatti l'abbassamento della nobilt al livello della borghesia. Don Fabrizio, ad un tratto, sent che l'odiava: era l'affermarsi di lui, di cento altri sui simili. Questa frase ci fa capire che Don Fabrizio, dopo essersi reso conto del prestigio e del distacco dal resto del popolo che stava perdendo, non sopportava l'idea di essere al pari di un borghese ignorante e rozzo, che infatti apprezzava le cose solo per il valore monetario e non per quello della bellezza.

Valutazione critica
Sinceramente all'inizio ho trovato questo romanzo abbastanza noioso, ma andando avanti mi sono fatta prendere dagli eventi e mi sfuggita una lacrima alla morte di Don Fabrizio. La storia si svolge durante un periodo molto delicato e importante della storia italiana che personalmente trovo molto interessante. Le descrizioni gattopardesche dell'autore sono estremamente affascinanti, il modo in cui descrive

anche solo lo sguardo del principe, come quello del felino stesso. Anche l'amore che prova per il nipote Tancredi commovente: infatti pur di non deludere il nipote, da la sua approvazione e addirittura collabora alle nozze con Angelica e alla fusione della nobile famiglia dei Falconieri con quella dei Sedara. Ho apprezzato moltissimo anche la rappresentazione del disfacimento della famiglia Salina nel finale del romanzo: la polverizzazione del cane Bendic ormai imbalsamato la maniera ideale di rappresentare la decadenza della nobilt. In conclusione posso dire che questo uno dei libri pi belli e commoventi che abbia mai letto.