Sei sulla pagina 1di 15

STORIA DELLA LETTERATURA INGLESE DALLE ORIGINI ALLA RESTAURAZIONE

LA LETTERATURA MEDIOEVALE
LET ANGLOSASSONE
A partire dal VI secolo a.C. lintera regione delle isole britanniche era stata occupata dalle avanguardie occidentali delle popolazioni celtiche: quelle stesse che la conquista romana avrebbe finito per sottomettere, anche se si tratt prevalentemente di una occupazione militare. Circa nel IV secolo d.C. lImpero Romano rinunci al dominio sulla Britannia, e fu allora che inizi una vera e propria invasione dellisola da parte delle popolazioni germaniche, ancora non cristianizzate; si trattava di tre gruppi principali: Angli, Sassoni e Iuti. Nel VI secolo circa completata la germanizzazione della Britannia. La Britannia romana, pur avendo perso ogni efficacia politica, aveva per consegnato agli invasori il cristianesimo: fino allinizio del IX secolo la produzione e la promozione della cultura in Inghilterra sono prerogativa esclusiva dei centri monastici e il latino ne il veicolo linguistico. In ambito linguistico si ricorre al termine di <<antico inglese>> (Old English), per indicare la fase pi antica, quella che cela in realt la coesistenza di almeno quattro dialetti principali appartenenti alla famiglia linguistica del germanico occidentale, seguita da quella del <<medio inglese>> (Middle English). Dopo una serie di attacchi sporadici, nell865 i Vichinghi danesi sbarcarono da oriente, fino a conquistare, nel giro di una ventina danni, gran parte delle terre della Britannia; resistette solamente la monarchia del Wessex sotto la guida di Alfredo il Grande, riuscendo poi, con i suoi successori, a giungere alla riunificazione dei territori anglosassoni.
P R O S A S TO R I C A

proprio con Alfredo il Grande che ha inizio, allincirca nellanno 891, la compilazione in volgare della Anglo-saxon Chronicle, di gran lunga lopera in prosa pi significativa prodotta dalla letteratura anglosassone. Il fervore culturale di questi secoli induce a rivolgere lo sguardo verso le testimonianze di un passato pi o meno recente, portando alla compilazione di quattro manoscritti che raccolgono la quasi totalit del patrimonio che giunto fino a noi; allinterno di questo corpus possiamo distinguere tre filoni principali: quello religioso, quello epico e quello elegiaco.
POESIA RELIGIOSA

Il primo poeta cristiano dellInghilterra anglosassone di cui abbiamo notizia Caedmon, vissuto nel tardo VII secolo. Questi, umile servitore in una comunit monastica, avrebbe ricevuto da Dio in sogno il dono dellispirazione poetica e, al risveglio, avrebbe composto un inno al Creatore, il quale si modella fondamentalmente sulla Bibbia; la sua opera particolarmente importante proprio perch prima testimonianza nella letteratura scritta in Inghilterra della Bibbia e perch rievoca nella sua stesura un tono epicizzante. 1

Tra la fine dellVIII secolo e linizio del IX si colloca invece Cynewulf, poeta al quale si possono attribuire diversi poemi contenuti nel corpus di cui sopra. Egli autore dellopera di maggior rilievo della poesia religiosa in antico inglese, The Dream of the Rood (Il sogno della Croce); qui, nel primo poema-sogno della tradizione poetica inglese, troviamo il racconto della Croce che narra delle proprie vicende attraverso i secoli.
POESIA EPICO-EROICA

Il pi antico poema composto in una delle lingue volgari europee: Beowulf; vi compaiono diversi dialetti, ma la provenienza, la datazione (nellarco di duecento anni) e lautore sono sconosciuti. Gli scenari dellazione sono le regioni della Danimarca e della Scandinavia meridionale e la storia si svolge a partire da tre nuclei narrativi corrispondenti forse a tre sessioni di narrazione orale che presentano per uno schema di fondo identico: il combattimento tra leroe e il mostro (trama pag.10). evidente, in un poema incorniciato da due riti funebri, il pessimismo tragico che sta al fondo della visione del cosmo, propria della cultura germanica; sono messe a confronto forze archetipiche: da una parte il Male, lOscurit{, il Caos, dallaltra il Bene, la Luce, lOrdine. presente la figura pi caratteristica dellepica anglosassone, il kenning, ovvero una frase poetica che sostituisce, di solito mediante una metafora, il nome di una persona o di una cosa.
POESIA ELEGIACA

Questo termine comprende un certo numero di componimenti nei quali trova espressione un diffuso senso di desolato sgomento e alienazione provocato dalla perdita di un passato che rappresentava stabilit e sicurezza. Alcuni esempi di queste elegie sono rappresentati dai componimenti come Widsith, The Wanderer, The Seaferer o The Ruin (trame pagg.12-13).

DALLINVASIONE NORMANNA ALLET DI CHAUCER


Lanno 1066, in cui gli Anglosassoni sono sconfitti ad Hastings dai Normanni, segna linizio della dominazione di questi ultimi che ha unimportanza fondamentale nella storia dellInghilterra in quanto porta con s lintroduzione del francese (normanno, variet{ regionale di francese settentrionale) parlato da una minoranza che rappresenta per la parte pi potente della popolazione il franco-normanno promuove il processo verso il Middle English; sotto il profilo culturale grazie allinvasione normanna lInghilterra entra nellorbita dinfluenza romanza. Ad una cultura di tipo ancora barbarico si sostituisce una civilt{ di notevole raffinatezza che porta ad un atteggiamento verso la realt{ pi solare; sotto il profilo politico e sociale la conquista normanna coincide con lintroduzione in Inghilterra del sistema feudale.

La situazione che si presenta di frammentazione e conflitto; tentativi di mediazione vengono messi in atto dalla Chiesa, ma il clero, a sua volta, usa unaltra lingua, il latino. Tuttavia, a poco a poco, le tre classi e le corrispondenti lingue si fondono e verso la met del XIV secolo si perviene ad una relativa unit linguistica.

LA LETTERATURA DALLXI AL XIV SECOLO Inizialmente alle tre lingue fanno riscontro altrettante letterature; ben poco si sa per di quella anglosassone che sopravvive quasi solo attraverso la trasmissione orale. Quanto a quella in latino va tenuto presente che esso era la lingua della religione, della scienza e della cultura, perci le opere scritte in questa lingua esercitarono una scarsa influenza sulla letteratura. Di effettiva importanza invece la produzione poetica anglo-francese dintrattenimento, rivolta alla Corte e allaristocrazia.
ROMANCE

Il pi caratteristico genere letterario prodotto dal feudalesimo il romance, poesia narrativa di carattere puramente fantastico, genere nato e giunto a piena maturazione nella Francia settentrionale del XII secolo grazie soprattutto a Chrtien de Troyes. Sebbene in Inghilterra abbia avuto uno sviluppo piuttosto tardivo (fine XIII secolo) rispetto a quello della Francia (XII secolo), prende lavvio da unopera storica (o pseudo-storica): la Historia Regum Britanniae di Geoffrey of Monmouth, il pi celebre resoconto del passato mitico della Britannia celtica, ripreso e riadattato diverse volte, per esempio da Wace nel Roman de Brut o da Laamon nel Brut. In generale si pu affermare che questo genere vide la formazione di diversi filoni tematici: quello bretone detto anche ciclo arturiano di carattere raffinato e mondano, intriso di magia e amori, era incentrato sulla figura di Re Art e dei suoi cavalieri; quello carolingio, era volto alla celebrazione di Carlo Magno, dei suoi paladini e di Orlando (le Chanson de Geste); un terzo filone legato ai miti e alle leggende trasmessi dallantichit{ (principalmente con lEneide, lIliade e le Metamorfosi).

La straordinaria popolarit raggiunta dal romance strettamente collegata alla funzione di intrattenimento da esso svolta; la figura idealizzata del cavaliere al centro della maggior parte dei romance medioevali, probabilmente perch la societ{ feudale si basa sullidea del servizio prestato con obbedienza assoluta nei confronti di coloro che stanno pi su nella scala sociale, e la cavalleria risponde pienamente a questo ideale. Lo sviluppo degli ordini cavallereschi e linfluenza delle Crociate fecero s che tale idealismo potesse anche assumere un carattere religioso. Il romance tende poi a lasciare sempre maggior spazio allesperienza delleros, concepiti in termini nuovi rispetto al mondo classico; si sviluppa una nuova cultura dellamore, quella dell amor cortese. Se il romance sopravvissuto dal Medioevo ai giorni nostri anche perch i suoi contenuti essenziali sono in un certo senso universali. Dal Settecento in poi sembrato subentrargli un genere narrativo antagonistico, il novel, la cui specifica dimensione quella della realt{ storica e la cui verit{ legata all hic et nunc.
FABLIAU

Un rapporto dialettico analogo a quello che instaurer col novel, il romance lo intrattiene con il fabliau, genere narrativo nato in Francia, che presenta l altra faccia dellamore e della vita: non quella idealizzata, ma quella realistica, non lamore casto e puro, ma quello carnale, rappresentato allinterno di storie comiche, per lo pi oscene. I tratti salienti del fabliau, linteresse per la vita quotidiana e la gente comune, latteggiamento antieroico e pragmatico, lo rendono espressione tipica di una classe di mercanti, artigiani e borghesi destinata a svilupparsi sempre pi in corrispondenza al disgregarsi del mondo feudale.

LA LETTERATURA IN MIDDLE ENGLISH (1350-1500) Verso la met del XIV secolo il lungo processo di gestazione iniziato dopo la conquista normanna giunse a compimento: ormai tutte le classi usavano una lingua che era il risultato di una fusione dellanglosassone col latino e col franco-normanno; lunificazione linguistica impresse un potente impulso allo sviluppo di una nuova letteratura autenticamente inglese.
PRODUZIONE ALLEGORIC O-CAVALLERESCA: GAWAIN POET

In effetti non in Middle English ma in un dialetto settentrionale che sono scritti alcuni componimenti opera di un poeta anonimo, ma dotato di grandi qualit{ (noto come il Gawain poet). Il pi interessante di questi poemi Sir Gawain and the Green Knight, che allo stesso tempo un romance ed unallegoria della castit{, sebbene poi la vicenda qui narrata sia molto interessante anche per le sue implicazioni mitiche ed antropologiche. (trama pag.21 Gozzi). Lautore ha saputo qui combinare solennit{ e vigore propri dellepica anglosassone con la forbita eleganza della narrativa cortese dimportazione continentale; assieme a tematiche arturiane troviamo infatti un gusto aristocratico per lavventura e un forte senso del meraviglioso. Le stesse qualit{ poetiche del Gawain sono ritrovate negli altri poemi attribuiti allautore anonimo, ovvero Cleanness, Patience e Pearl; questultimo rivela le caratteristiche del dream-poem, che insieme al romance influenz moltissimo il Medioevo.
PIERS PLOWMAN

Lopera senzaltro pi ambiziosa e di maggior impegno etico, religioso e sociale che la letteratura medioinglese abbia prodotto The Vision of Piers Plowman. Il testo diviso in un Prologo e in venti sezioni disuguali, chiamate con il termine latino passus. La natura di questo poema quella di work in progress: il progress costituisce proprio lazione drammatica del poema, vale a dire un viaggio le cui tappe sono momenti di una ricerca di risposte a interrogativi che si rinnovano continuamente. Il protagonista Will (come William Langland, lautore stesso, o come Volont) che ci conduce attraverso le varie fasi della sua ricerca, organizzata in una serie di sogni inframezzati da risvegli, che scandiscono il progressivo accrescimento della consapevolezza di Will. Il tema di fondo quello della vita attiva di un uomo in un mondo, in una societ e in una storia inevitabilmente corrotte e del rapporto di essa con il regno di Dio: il poema si configura infatti come un pellegrinaggio spirituale alla ricerca della perfezione, pellegrinaggio che vede il protagonista colloquiare con diverse personificazioni, come Pensiero, Studio, Ingegno, etc. Fin dallinizio del poema chiaro linterrogativo essenziale a cui Will cerca una risposta: <<How I may save my soule>>. Piers Plowman, lAratore, sembra essere lincarnazione terrena di Cristo stesso. (trama pag.34 Bert.)
G E O F F R E Y C HA U C E R

LInghilterra della seconda met{ del Trecento nella quale trascorre quasi per intero lesistenza di Chaucer s ricca di fermenti religiosi, sociali, culturali, ma la sua civilt culturale ancora agli albori; e lo inevitabilmente, per il fatto che il processo di unificazione linguistica si appena concluso. Quindi anche se autori come il Gawain-poet o Langland ci abbiano lasciato delle opere significative, nessun poeta inglese ha dimostrato di saper dominare la tradizione letteraria dellEuropa tardomedievale al pari di Geoffrey Chaucer (1343ca 1400). Pur essendo di origini borghesi, Chaucer ricevette uneducazione da aristocratico; i suoi studi compresero il francese, il latino, la retorica e soprattutto la letteratura in auge, quella francese, nella quale il genere dominante la poesia allegorica. Lo sviluppo della sua carriera artistica consistette pertanto in un lento e graduale passaggio dalle astrazioni dellallegoria alla concretezza di una 4

rappresentazione di prima mano del mondo in cui vive: caratteristica fondamentale di questo autore infatti il suo forte realismo. Inizialmente egli si trova quasi costretto ad imitare i modelli disponibili, appunto le allegorie francesi, esordendo con la traduzione della pi famosa e prestigiosa di esse, il Roman de la Rose. Il rapporto con la Francia si fa pi stretto quanto partecipa alla Guerra dei Cento Anni e viene fatto prigioniero; il suo riscatto pagato dal re e ci sembra indicare che fosse gi{ un personaggio non privo dimportanza a corte. Successivamente viene inviato in missioni diplomatiche e, in due occasioni, inviato in Italia dove forse incontra Petrarca e ha sicuramente la possibilit di leggere le opere di Dante e Boccaccio. La carriera artistica di Chaucer viene generalmente divisa in tre periodi: a) Il periodo francese. Nella fase iniziale della sua attivit artistica si preoccupa anzitutto di apprendere il mestiere; dunque abbiamo la traduzione del Roman de la Rose. Completato lapprendistato abbiamo il primo poema originale The Book of the Duchess, scritto in memoria della duchessa moglie del suo protettore, che risponde alle caratteristiche di dreampoem e di allegoria. Lopera incompiuta, come praticamente tutte le allegorie di Chaucer e gi{ ci sintomatico della sua scarsa propensione per questo tipo di poesia. b) Il periodo italiano. Le prime opere in cui si manifesta linflusso italiano sono due componimenti poetici minori in cui Chaucer tenta di adattare allinglese forme metriche prese a prestito da Boccaccio e Dante. Il primo importante esempio dellinfluenza di Dante compare per in un poema allegorico, The House of Fame, opera prolissa che finisce per tediare lautore stesso, il quale la lascia incompiuta. (trama pag.25 Gozzi) Tuttavia latmosfera dei due episodi radicalmente diversa: in Dante mistica e solenne, mentre Chaucer preferisce sfruttare le potenzialit comiche della situazione, mettendo in luce le proprie attitudini al realismo e allo humour. A questo punto il processo di emancipazione dalla tradizione allegorica pressoch completato e la sua opera successiva, Troylus and Criseyde, lo conferma. In questo caso il suo modello Boccaccio col Filostrato, il quale aveva tratto a sua volta lepisodio dallIliade. Mentre in Boccaccio si presenta in una tonalit{ quasi romantica, Chaucer d{ unimpostazione molto diversa alla storia, narrandola in modo decisamente realistico e concentrandosi sullanalisi psicologica dei personaggi. (trama pag.26 Gozzi) c) Il periodo inglese. Questo periodo rappresentato da una sola opera, The Canterbury Tales. Nonostante ci sia una analogia di struttura col Decameron di Boccaccio, esse sono sostanzialmente diverse nello spirito e nelle intenzioni artistiche. Per esempio nel D. i dieci giovani che si trovano nella villa fuori Firenze per sfuggire la peste appartengono allo stesso ambiente sociale, mentre i pellegrini che in TCT si recano al santuario di Saint Thomas Beckett a Canterbury appartengono a tutte le classi sociali, eccetto a quelle estreme (era poco plausibile che un aristocratico e un contadino si incamminassero insieme). In Boccaccio abbiamo un progetto strutturale, improntato alla ricerca di simmetrie esatte conseguite suddividendo i cento racconti della raccolta in dieci giornate, dando cos vita ad una costruzione perfettamente simmetrica. Anche Chaucer a suo modo persegue un ordine, non di tipo intellettuale, ma naturale: la struttura dei CT avrebbe dovuto essere costituita da 120 racconti, multiplo di dodici e in quanto tale riconducibile ai cicli naturali, come le ore del giorno e i mesi dellanno. Ci perch i pellegrini sono una trentina (come i giorni del mese) e ciascuno di loro dovrebbe narrare quattro storie (come le stagioni). Il progetto non fu portato a termine questa volta per la morte dellautore e inoltre diversi racconti sono andati perduti: ne rimangono solo 24. La parte di gran lunga pi importante dellopera il Prologue, dove Chaucer descrive uno ad uno i pellegrini, che comprendono un cavaliere, uno scudiero, diversi membri del clero, uno studente di Oxford, un mercante, un mugnaio, un avvocato, un medico, etc. Chaucer mostra grande attenzione nel coglierne sia lidentit{ sociale, sia quella individuale; alla diversificazione dei pellegrini fa riscontro quella dei racconti, sempre appropriati ai rispettivi narratori nella 5

forma e nel linguaggio: il cavaliere racconta un romance, il venditore di indulgenze un exemplum morale, il mugnaio un fabliau osceno. Quanto allo stesso Chaucer autoironico: la prima storia da lui narrata cos tediosa da indurre lOste a zittirlo, e la seconda lo quasi altrettanto, cos che affida a se stesso la parte peggiore del libro.

IL XV SECOLO: DA CHAUCER ALLA BARREN AGE


POESIA E PROSA

Sotto il profilo sociale e politico, si tratta di unet{ di transizione, nella quale, dopo tre secoli in cui la Chiesa e il Feudalesimo erano state le forze dominanti, si apre un processo storico che porter alla nascita di una societ nuova. Tale processo, tuttavia, non fu n rapido, n agevole: nel XV secolo vi furono anzi circostanze che produssero una fase involutiva, come per esempio le due guerre, quella dei Cento Anni nella prima met del secolo e quella delle Due Rose nella seconda. Per quanto riguarda la letteratura colta il XV secolo appare come unet{ di declino e involuzione (di qui la comune definizione di barren age, et{ sterile) e paradossalmente ci appare imputabile, oltre che ai fattori politici ed economici menzionati sopra, alla grandezza stessa di Chaucer, troppo al di sopra dei contemporanei e dei successori, i quali continuarono a scrivere poesia allegorica o raccolte di exempla secondo la tradizione medievale. Il primo epigono di Chaucer in realt un suo contemporaneo, John Gower, la cui opera evidenzia labisso che lo separa dal maestro; per esempio, mentre Chaucer scrive in inglese perch si rende conto che la lingua letteraria del futuro, Gower la usa solo nella ultima parte della carriera. Ma il contrasto pi forte dato dal suo moralismo di stampo medievale, evidente gi{ dal suo prima poema, Speculum Meditantis, scritto in franco-normanno (Chaucer diceva rispettosamente moral Gower). Altri seguaci chauceriani sono anche due poeti, Thomas Occleve e John Lydgate, che continuano in Inghilterra la tradizione degli exempla moraleggianti in modo piatto e prosaico. Lydgate, per esempio, nel suo The Fall of Princes, raccoglie una massiccia quantit{ di exempla edificanti ad uso dei governanti per ammonirli contro i pericoli della malvagit e dei capricci di Fortuna. Ben pi fiorente la scuola di seguaci che si sviluppa in Scozia, dove due sono principalmente gli autori di spicco: il primo re Giacomo I, il quale, durante i lunghi anni di prigionia in Inghlilterra, scrive poesie damore in cui adotta il tipo di strofa utilizzato da Chaucer nel Parliament of Fowls, che da lui prender{ appunto il nome di royal stanza. Il maggior seguace in Scozia per Robert Henryson, che in The Testament of Cresseid ci d{ una sorta di continuazione di Troylus and Cryseide. (trama pag.29 Gozzi). Lelemento moralistico insito nella trama e nel finale in cui Criseide chiede perdono delle sue colpe, nel testo attenuato dallatteggiamento di umana compassione di Henryson nei confronti del suo personaggio; quel che poi pi significativo che Henryson in effetti non riscrive lopera di Chaucer, ma subentra a questi inventando quanto la fonte aveva taciuto, cio il destino di Criseide. Questo per quanto riguarda la produzione poetica; lunica grande opera in prosa del XV secolo di Thomas Malory, che scrisse Le Morte dArthur. Questopera fu scritta durante la Guerra delle Due Rose, in un mondo dominato dalla violenza, dal tradimento, dalla sete di potere, agli antipodi cio di quello evocato dalle leggende cavalleresche; di qui emerge la profonda nostalgia di un passato idealizzato alla quale lo scritto deve il proprio fascino. Il lavoro di Malory consistette essenzialmente nel rimaneggiamento di una quantit di fonti preesistenti, ma riusc nel rinnovamento del tessuto linguistico della prosa darte inglese fra Medioevo e Rinascimento: semplific dizione, lessico, ritmi, sintassi e anche le contorte tecniche ad intreccio proprie del romanzo tardomedievale europeo. (La sua opera fu pubblicata da Caxton, introduttore della stampa in Inghilterra, nel 1485, stesso anno che vide la fine della Guerra delle Due Rose con lincoronazione di Enrico VII Tudor). 6

I L TE A TR O

Come in altri paesi europei, anche in Inghilterra, il teatro si sviluppa attraverso un lento processo; inizialmente connesso al rituale religioso, se ne emancipa per gradi fino ad arrivare a quello dellEt{ Elisabettiana, che rappresenta il culmine di tale processo. La prima forma di teatro a nascere fu quella dei miracle plays, chiamati anche mystery plays. Allinizio hanno un carattere marcatamente rituale, anzi, rappresentano la drammatizzazione dei riti connessi con le pi importanti solennit religiose, Natale e Pasqua. Ma nel 300 iniziano lentamente a perdere questo carattere rituale, per diventare spettacolo: non si rappresentano pi soltanto i grandi misteri della religione, ma anche e soprattutto storie tratte dalla Bibbia; via via che le rappresentazioni assumono carattere di intrattenimento, anche la tecnica scenica si fa pi complessa: dallessere allestiti sui sagrati e poi nelle piazze, si arriva allutilizzo di rudimentali palcoscenici montati su carri, chiamati pageants e trascinati da buoi, del cui allestimento si fanno carico le varie corporazioni artigianali, chiamate guilds. Ormai solo i contenuti dei drammi rimangono strettamente legati alla religione, ma anche sotto questo punto di vista le cose cominciano a cambiare dal momento in cui gli autori introducono delle scenette comiche marginali di pura invenzione; anchesse rientrano nel processo di emancipazione del teatro dalla Chiesa. I miracle plays mantengono intatta la loro popolarit{ anche dopo il 300, ma nel 400 ad essi si affianca un nuovo tipo di rappresentazione teatrale, i morality plays. In esse, come suggerisce la denominazione, laccento si sposta dalla religione alla morale. Al posto delle figure bibliche troviamo personaggi allegorici che rappresentano virt e vizi, come lozio o la castit{, oppure astrazioni, come la morte o la bellezza. Due sono le tematiche centrali sulle quali si sviluppano gli intrecci delle moralities: il tema del combattimento, o psychomachia, tra due elementi contrapposti, quali ad esempio il vizio e la virt, e quello della vita come viaggio, o pellegrinaggio, dalla nascita alla morte. La morality considerata il capolavoro del teatro medievale inglese Everyman (trama pag.33Gozzi), in cui troviamo espressi i filoni di cui sopra. Breve accenno si pu fare in riferimento agli interludes, ovvero i brevi intermezzi di carattere comico messi in scena nellintervallo tra una morality e laltra, che rispondono a quella stessa necessit di intrattenimento da cui era scaturita linclusione di scenette comiche nei miracle plays.

LA LETTERATURA DEL CINQUECENTO: DALLUMANESIMO AL DOPO SHAKESPEARE


TRA UMANESIMO E RINASCIMENTO
In Inghilterra lUmanesimo si sviluppa con forte ritardo rispetto ad altri paesi europei, vale a dire tra la fine del 400 e gli inizi del 500. Sebbene influenzato dallattivit{ di studio svoltasi in tali paesi, esso presenta caratteri propri dovuti principalmente: a) alla tenace persistenza di una forma mentis medioevale e soprattutto di quel moralismo che aveva caratterizzato la vita culturale dellet{ precedente, b) ai conflitti religiosi dinastici che frenarono lindispensabile attivit{ di promozione della vita artistico-culturale da parte della nobilt. Quindi si pu dire che una sorta di Rinascimento fior soltanto alla corte di Enrico VIII (1491-1547), che tent di trapiantare in Inghilterra la pratica del mecenatismo; ma si tratta di un fenomeno piuttosto circoscritto. Gli studi umanistici si svilupparono soprattutto nelle universit e, sotto il profilo ideologico, lo sforzo degli umanisti inglesi di conciliare il retaggio classico con quello cristiano sfocia nellidea che lattivit{ educativa debba perseguire nel rispetto della morale religiosa il fine di sviluppare tutte le potenzialit umane, sia intellettuali che fisiche. Uno degli aspetti costanti dellumanesimo europeo fu perci lenfasi posta sulla pedagogia e, non a caso, spesso i maggiori umanisti furono tutori di re e di aristocratici. In ambito inglese si ricorda Roger Ascham tutore di Elisabetta I il quale, oltre a scrivere The Scholemaster in cui si impegna in un serio programma di educazione dellaristocrazia inglese attraverso il recupero della cultura latina e greca, lanci un attacco contro limportazione in Inghilterra della cultura italiana, preoccupato per la possibilit che questa impedisse il decollo della fragile identit nazionale. Il maggiore esponente dellumanesimo inglese Thomas More, il cui capolavoro, Utopia (1516), in senso stretto non appartiene alla letteratura inglese, essendo scritto in latino, ma ha su di essa uninfluenza vasta e profonda. Il mondo ideale che egli vi descrive in accordo tanto con gli ideali umanistici, quanto con il suo cristianesimo radicale. (ARG.pag63Bert.) Insieme ad Erasmo da Rotterdam, More fu il promotore del pi eloquente programma di riforma del cristianesimo che avrebbe costituito un riferimento fondamentale per il futuro sviluppo della cultura laica e religiosa di tutta lEuropa. Come suo accanito oppositore troviamo William Tyndale, il quale, dopo essersi recato allUniversit{ di Wittenberg ed essere diventato un convinto luterano, riscrisse, direttamente dalloriginale greco, una nuova versione del Nuovo Testamento in un inglese semplice, non solenne, diretto. A causa di diverse scelte di traduzione (es. ekklesia diventa congregation e non church) suscit l ira filologica di More. Non fu solo questa interpretazione che divise i due autori, ma anche linterpretazione del potere del sovrano: Tyndale scriveva infatti che disobbedire alle leggi del clero non significa disobbedire alla legge di Dio, e che il re governa lo Stato per diritto divino; egli difendeva la supremazia del sovrano al solo scopo di affermare la massima supremazia, ovvero la sua interpretazione della parola scritta di Dio. Ma Enrico VIII fu ovviamente attratto da una teoria che lo liberava dalla sottomissione alla regola ecclesiastica e, per questo ed altri motivi di natura giuridica, port il suo stato alla Riforma Protestante e alla nascita della Chiesa Anglicana, separata da quella Romana (pag.69 Bert.) Secondo Tyndale la lingua inglese era allaltezza del greco e del latino, ma non tutti erano della stessa opinione; il primo poeta a lamentarsi di questa situazione fu John Skelton, il pi vecchio dei poeti alla corte di Enrico VIII, che in una sua opera riporta: <<Our naturall tong is rude, | and hard to be ennuede>> [La nostra lingua naturale rozza | e difficile da invidiare]. Nonostante non sapesse 8

assorbire le novit{ culturali provenienti dallItalia, seppe certamente rivolgere parole aggressive contro il clero e in particolare contro il cardinale Thomas Wolsey, il potente e avido ministro di Enrico che guid quasi del tutto indisturbato la politica interna ed estera fino alla morte. Diversamente da Skelton, Thomas Wyatt fu il primo poeta inglese che import la lirica italiana e latina in Inghilterra. Impegnato nella vita politica e diplomatica del suo Paese, rivolse la sua attenzione prevalentemente al mondo infido della corte, che divenne largomento di gran parte delle sue poesie. La traduzione poi delle poesie italiane o latine in inglese doveva risultare una conseguenza alquanto prevedibile per un cortigiano internazionale: molte delle sue poesie sono libere traduzioni delle Rime sparse del Petrarca. Ma queste traduzioni non sono piatte trasposizioni linguistiche: il poeta rivive le poesie dellautore italiano, per arrivare dalla meditazione sullo stato irrimediabilmente infelice di un amore senza oggetto al dialogo vivo e diretto con una donna non fredda e distante come quella petrarchesca, bens volubile, frivola e soprattutto presente. Fu Henry Howard, conte di Surrey, che per primo riconobbe il merito di Wyatt di aver rinnovato il verso inglese attraverso luso ingegnoso del modello italiano e che raccolse il suo esempio traducendo anchegli alcuni sonetti di Petrarca. Surrey mise a punto la forma definitiva del sonetto inglese che verr usata nella grande stagione sonettistica degli anni novanta del Cinquecento da Sidney e Donne. FORMA SONETTO CANONICO Originariamente costituito da quattordici versi suddivisi in quattro strofe: due quartine e due terzine. Di fatto per la divisione pi netta quella dei i primi otto versi (ottava) dai restanti sei (sestina), tra i quali si instaura una relazione dialettica. Inoltre nellottava troviamo uno schema di rime fisso (ABAB-ABAB), mentre nella sestina pu variare (anche se generalmente CDE-CDE). FORMA SONETTO INGLESE Nella sua forma canonica il sonetto non facilmente adattabile allinglese. Wyatt e Surrey modificarono pertanto lo schema metrico, creando la forma nota come inglese o shakespeariana, nella quale la suddivisione prevede tre quartine e un distico finale, mentre lo schema delle rime abitualmente : ABAB-CDCD-EFEF-GG.

Wyatt fu il primo a scrivere sonetti in inglese, ma tradendo spesso impacci e incertezze di ordine tecnico. Per quanto riguarda Surrey egli fu, nella traduzione del secondo e quarto libro dellEneide, il creatore del blank verse, il famoso endecasillabo sciolto, verso non rimato con cinque accenti, destinato a divenire il mezzo espressivo dominante dei successivi quattro secoli. N Wyatt n Surrey pubblicarono in vita le loro opere, per il fatto che esse erano destinate al ristretto pubblico della corte presso il quale circolavano in forma manoscritta. Furono pubblicate solamente nelle famosa raccolta di poesie che prese nome di Tottels Miscellany dal nome dello stampatore. La grande importanza di questo libro risiede nel fatto che fu la prima antologia stampata e che diffuse la poesia rinascimentale fuori dellambiente cortese.

LET ELISABETTIANA
Il successore diretto di Enrico VIII fu Edoardo VI, salito al trono giovanissimo sotto il protettorato di un duca, convinto protestante. Nel 1549 fu scritto dallarcivescovo Cranmer e altri teologi il primo Book of Common Prayer, che stabiliva il tipo di liturgia che doveva essere officiata durante le funzioni religiose: con il regno di Edoardo la Riforma prese un aspetto radicale che non aveva ancora vissuto con Enrico e che fu accettata a fatica dalla popolazione. (v.pag.84-85Bert.) Alla morte precoce di Edoardo, sal al trono la sorella Maria, fervente cattolica: nel giro di pochi anni mand sul rogo centinaia di protestanti, suscitando una vera e propria ribellione capeggiata da Sir Thomas Wyatt, figlio del poeta e acquistando cos il soprannome di Bloody Mary. Dopo i brevi ma turbolenti anni del regno del padre e dei fratelli, Elisabetta I fu salutata come una salvatrice; regn per quarantacinque anni, fino cio alla sua morte, riuscendo a controllare il regno pi fragile e pi intelligente della storia dInghilterra. (v.pagg.86-87Bert.) La sua fu la prima corte inglese che pot competere con quelle europee e intorno alla quale sorse una delle pi strabilianti opere di produzioni di opere di poesia e di teatro dellEuropa del tempo e della letteratura inglese; dal padre Enrico Elisabetta ha infatti ereditato un amore per il sapere e larte che la porta a far gravitare numerosi intellettuali ed artisti verso la corte. LA POESIA Nonostante le sue credenziali aristocratiche, Sir Philip Sidney non divenne mai un favorito della regina; egli infatti partecip attivamente alla politica del tempo e, forse, a giudizio della regina, troppo attivamente. Fu comunque sempre ammirato, sia in vita che dopo la morte, e ricordato come colui che riusc a fondere le qualit{ delluomo darmi con quelle del perfetto cortigiano. Pubblicata postuma nel 1595, la Defence of Poetry la prima e la pi influente discussione mai scritta in Inghilterra (per poesia si intendeva allora quello che noi oggi chiamiamo letteratura). Questopera non ha per un carattere normativo, perch si presenta piuttosto come unargomentazione che aspira a convincere il lettore della nobilt{ della poesia, sulla base del suo passato prestigioso, della sua funzionalit sociale e del suo potere di nobilitare. Sidney afferma perci che la poesia istruisce attraverso il piacere (docere et delectare); al poeta riservato lattributo di maker, creatore, mentre al pubblico rivolto linvito a leggere con attenzione la poesia. Le due Arcadie si rifanno poi, in certa misura, all Arcadia di Sannazaro; qui, come gi per altri autori, il genere pastorale offr al poeta un repertorio di immagini dentro le quali articolare e nascondere il suo dissenso politico. La Old Arcadia completamente immersa nel genere pastorale, ma Sidney vi immette una innovativa e travolgente trama romanzesca; inoltre si presenta come una tragicommedia in cinque atti, o libri, in cui sono mescolati prosa e versi. (TRAMApag.95Bert.) Il locus amoenus di Arcadia finisce per risultare una spassosa parodia delle vicende della corte di Elisabetta. Molto meno umoristica invece la New Arcadia, rimasta incompleta; non una revisione della Old, possiede un impianto narrativo del tutto diverso dal romanzo pastorale: la trama si complica al punto da diventare oscura e i personaggi si moltiplicano fino a diventare un centinaio. Questa non pi una leggera presa in giro della politica del suo tempo, ma una impegnata presa di posizione su come dovrebbe essere. Unaltra opera, Astrophil and Stella, sebbene abbia portato il suo autore ad essere considerato come l English Petrarck, in realt{ non un rifacimento del canzoniere italiano perch le convenzioni petrarchesche sono spesso parodiate o esplicitamente messe in discussione. Questopera composta da un centinaio di componimenti soprattutto sonetti che raccontano lamore di Astrophil, il cui nome gioca sul doppio senso di amante delle stelle e liniziale del nome di Sidney, per Stella, che lautore stesso identifica come Penelope 10

Devereux, moglie di un nobile inglese. Come indica largomento stesso, lopera assume toni dolci e lievi propri dellamore, ma a volte tragici e seri: nello scoprirsi innamorato Astrophil a volte chiama la sua emozione schiavit, inferno o veleno. La retorica di questo amore ha molto a che fare quindi con la retorica che regolava il rapporto tra suddito e sovrano e, essendo il sovrano attuale una donna, il canzoniere stato spesso interpretato come una drammatizzazione del rapporto tra il cortigiano ribelle Sidney e la potente Elisabetta. Di tuttaltra origine sociale rispetto a quella di Sidney fu il pi grande e sicuramente pi ambizioso poeta del regno di Elisabetta: Edmund Spenser, nel opera del quale lamore per la poesia e per la bellezza appare ancora pi appassionato. Egli aspira ad un mondo ideale di pura bellezza, che a volte sembra incontrare nella natura mentre altre nel ricordo di un passato favoloso, anche se fatica a far coesistere questi ideali con preoccupazioni religiose e patriottiche che spesso lo inducono ad introdurre nelle sue opere sforzati passi moraleggianti e convenzionali adulazioni della Regina. The Shepeards Calendar una raccolta di dodici egloghe in cui gli argomenti che variano per ciascun componimento (uno per ogni mese dellanno) hanno generalmente a che fare con il mondo della corte. Al contrario di Sidney, Spenser non rinnega il passato della poesia medievale inglese e proprio in questopera sembra voler innalzare, o rendere classico, linglese medievale di Chaucer. Se Sidney un poeta aristocratico, per definizione antimonarchico che invoca lautonomia della poesia dal potere, Spenser viene definito il primo poeta nazionale dellInghilterra che mette la sua poesia al servizio della regina. E questo ci riporta al capolavoro di Spencer non solo dedicato, ma interamente intitolato alla sovrana stessa: The Faerie Queen, il primo poema epico inglese. Il progetto dellopera prevedeva dodici libri, ma lautore ne riusc a scrivere solamente sei; ogni libro trattava di una diversa virt teologale (rappresentata ciascuna da un cavaliere) e nei sei libri rimasti troviamo la Santit, la Temperanza, la Castit, lAmicizia, la Giustizia e la Cortesia. Lintenzione dellautore dichiarata esplicitamente in una lettera a Sir Walter Ralegh: lo scopo quello di <<forgiare un gentiluomo o nobile a una virtuosa e gentile disciplina>>; istruire e formare la classe dirigente di Elisabetta/Gloriana, insomma. Per raggiungere questo scopo lautore dichiara di aver scelto di impartire le sue istruzioni morali attraverso luso della historical fiction di Re Art. Egli non si accontenta solo di fondere epica e romance, e introduce cos unallegoria morale nellopera con il tema delle virt teologali di cui sopra e lelemento magico inserendo nella trama anche fate, streghe, draghi, leoni e quantaltro. (tramapag106Bert.) Amoretti la raccolta di 89 sonetti che Spenser dedic a Elizabeth Boyle, sua seconda moglie; e, al contrario di Astrophil and Stella che termina in un epilogo di disperazione, racconta una vera storia damore il cui esito felice si riversa in Epithalamion, una poesia composta di ventiquattro stanze che celebra il matrimonio e la felicit coniugale. Sebbene siano imbevuti di petrarchismo, gli Amoretti e Epithalamion seguono soprattutto il modello filosofico religioso che ha le sue radici nel Cantico dei Cantici attribuito a Salomone, nel quale lincontro amoroso tra due giovani viene allegorizzato come il congiungimento erotico tra il filosofo e la sapienza. Sulla scia di Sidney e di Spencer furono scritte molte altre raccolte di sonetti tra il 1591 e la fine del secolo. Tra queste troviamo Delia di Samuel Daniel, canzoniere in cui la melodia del verso a risaltare, piuttosto che il ragionamento, ricordando sempre, come diceva proprio questo autore, che il sonetto doveva comprimere e controllare nel suo piccolo spazio di quattordici versi la storia di un momento emotivo intenso articolandola in un rigoroso ragionamento. Sempre di Daniel pervenuta fino a noi una Defence of Rhyme: se infatti lInghilterra non ha avuto una vera e propria questione sulla lingua n sui genere letterari come ebbe lItalia, ne ebbe certo una sulla rima; perci per Daniel la rima suono che delizia lorecchio e aiuta la memoria, armonia che ogni lingua possiede per natura, qualsiasi sia la sua nazione dappartenenza. 11

Nonostante il titolo, Idea, la raccolta di sonetti di Michael Drayton si incentra non su un amore ideale, ma su uno reale, con i suoi litigi, le riconciliazioni, i malintesi, che egli presenta con vigore drammatico e in un linguaggio talvolta colloquiale. LA PROSA In unet{ in cui quasi tutti gli scrittori appaiono sedotti dal potere del linguaggio di incantare con la musica dei suoni e dei ritmi, non potevano esserci condizioni favorevoli per lo sviluppo della prosa concepita in termini moderni, come mezzo per esporre, descrivere, narrare in modo diretto. La riprova di ci fornita, per quanto riguarda la narrativa, da alcune opere scritte durante lEt{ Elisabettiana, nessuna delle quali anticipa veramente il romanzo inteso in senso moderno. La prima di queste opere apparse in Inghilterra The Adventures of Master J.F. di George Gascoigne, che appar originariamente in una miscellanea. Ma lopera stessa una miscellanea, dove si alternano forme letterarie diverse: la narrazione della storia (che ha per argomento le avventure galanti di un libertino a Corte) si sviluppa anche attraverso uno scambio epistolare ed intramezzata da componimenti poetici. I protagonisti invece dei romanzi di Thomas Deloney, ad esempio nel Jack of Newsbury, non sono n cortigiani n gentiluomini, a sottolineare la provenienza borghese dellautore, il quale presenta personaggi che appartengono alla sua stessa classe, come artigiani o tessitori, i cui comportamenti e il cui ambiente egli descrive col realismo minuzioso che sar uno dei tratti salienti del romanzo borghese. Come il pi irriverente e polemico scrittore del regno di Elisabetta, si presenta invece Thomas Nashe, autore di pamphlets, liriche, drammi e di un romanzo, The Unfortunate Traveller, or the Life of Jack Wilton. Questopera rappresenta il primo esempio inglese di picaresca; e, anche se Wilton si presenta come diverso dal protagonista del pi famoso Lazarillo de Tormes perch non animato dalla rabbia di chi inevitabilmente escluso dalla societ, Nashe condivide per la novit di una narrazione totalmente affidata all io di un personaggio socialmente umile ed emarginato affermandone la sua autonomia. (Trama pag.50 Gozzi) Scritto da John Lyly il pi famoso Euphues, or the Anatomy of Wit. Limportanza di questo libro sta principalmente nel tipo di prosa che Lyly usa: una prosa estremamente artificiosa che tradisce a ogni passo la ricerca quasi ossessiva della simmetria nella disposizione delle frasi, nel continuo bilanciare antitesi, parallelismi, allitterazioni, nelluso di una imagery ricercata e puramente decorativa. Il nome del protagonista, Euphues, ha unetimologia greca e significa fornito di buone doti; proprio da questopera nacque leufuismo, uno stile letterario caratterizzato appunto dal gusto manieristico e dalluso abbondante di figure retoriche. Altri nomi di autori di questo periodo sono Greene, Sidney, Wroth, Ralegh. IL TEATRO Uno degli effetti della Riforma fu la soppressione del teatro religioso, che venne giudicato incompatibile con la nuova disciplina a causa del trattamento blasfemo di soggetti sacri; si sviluppa parallelamente cos il genere teatrale degli interludes, che a confronto si pu considerare laico. Questi prevedevano lillustrazione drammatica di un breve episodio tramite il confronto tra diversi personaggi, spesso allegorici; in alcune occasioni prevale lelemento comico, lattenzione allintrattenimento, ma spesso lintento puramente didattico. Ad esempio Magnyficience di John Skelton un dramma strutturato sulla lotta tra Vizi e Virt alla maniera medievale, ma vi sono inseriti consigli diretti al principe, secondo le nuove idee umaniste. Non mancarono poi esempi di interludi morali in chiave protestante, come propaganda religiosa, e viceversa in chiave cattolica. 12

Il teatro che si svilupp in Inghilterra alla fine del XVI secolo fu certamente lespressione culturale, letteraria e linguistica pi dirompente dEuropa; esso riusc a coinvolgere praticamente tutta la popolazione inglese. Ed questo fatto che spinge a fare una riflessione di tipo sociale e storico. Il numero dei londinesi crebbe in maniera esponenziale fino a fare di Londra la citt pi popolosa dEuropa, grazie alla costante immigrazione dalla provincia e da altri Paesi europei. Inoltre questa citt era diventata alla fine del XVI secolo intellettualmente effervescente, con le sue universit di Oxford, Cambridge e delle Inns of Courts (fu soprattutto in queste scuole che si perfezion la struttura del dramma inglese sulla scia del modello latino e italiano). Prosperit economica, mobilit sociale, slancio intellettuale, variet e quantit della popolazione congiunti a una relativa stabilit politica e sociale furono condizioni cruciali per il successo del teatro elisabettiano. Lattivit{ teatrale fu sempre osteggiata per in primo luogo dal sindaco di Londra, il quale vedeva negli assembramenti di folla un potenziale pericolo di sedizioni, e in secondo luogo principalmente, anzi dai moralisti e dai religiosi, specialmente la minoranza dei puritani. Questi ultimi ritenevano il teatro scandalosamente immorale, che, oltre a sottrarre i fedeli alle loro funzioni religiose nei giorni festivi, somigliava troppo da vicino alle cerimonie religiose dei nemici cattolici. La condanna contro gli attori colpiva soprattutto il travestimento dei ragazzi che recitavano ruoli femminili, non solo perch violavano espressamente una proibizione biblica, ma anche perch sollecitava desideri erotici di natura etero ed omosessuale. Tanta ostilit non fa che confermare il successo strepitoso dei teatri pubblici londinesi; le compagnie teatrali poterono contare in un primo momento sulla protezione del governo di Elisabetta (che amava le rappresentazioni durante le feste di Natale) e successivamente su quella di Giacomo, trasformandosi da compagnie itineranti in stabili. La protezione del governo non fu per assoluta: per esempio il Master of the Revels gradualmente venne ad assumere il ruolo di censore, per cui tutti i copioni dovevano essere sottoposti al suo vaglio prima di venire messi in scena. La conseguenza fu che solo le compagnie migliori, che prima presentavano lo spettacolo pubblico in prova per poi ripeterlo a corte, ricevettero la licenza di recitare: rimasero i Lord Chamberlains Men (Shakespeare), i Queens Men, gli Admirals Men e successivamente i Kings Men (Shakespeare). Per sottrarsi allostilit{ del governo cittadino i primi teatri furono costruiti in periferia; il primo teatro permanente di cui si ha notizia il Theatre, costruito nel 1576. Seguirono il Curtain, il Rose, lo Swan, il Frotune e il celebre teatro di Shakespeare, il Globe. (STRUTTURA pag132Bert e 52Gozzi). Le compagnie teatrali funzionavano come corporazioni commerciali i cui soci possedevano quote di partecipazione; non appartenevano poi al drammaturgo i diritti dautore dei suoi drammi, i quali venivano comprati dalle compagnie ed erano considerati come canovacci soggetti ai cambiamenti e alle improvvisazioni (i drammaturghi, ad eccezione di Ben Jonson, non si preoccuparono mai del destino editoriale delle loro opere). A Thomas Kyd attribuita convenzionalmente la paternit del teatro elisabettiano per il solo dramma che arrivato fino a noi, The Spanish Tragedy (trama pag.135Bert.). Il tema della vendetta, qui dominante, sar di fondamentale importanza per la costruzione di trame intrigate e passioni estreme nella produzione dei drammi successivi (revenge tragedy). soprattutto per luso di due finzioni la finta follia e il teatro nel teatro che a Kyd, e successivamente a Shakespeare, si attribuito il merito di aver suscitato nel pubblico la consapevolezza che ci che essi guardavano era finzione. Uno dei modi per fare carriera nel mondo elisabettiano era quello di entrare a far parte della rete di spionaggio creata per difendere il regno della regina: fu proprio quello che fece Christopher Marlowe, uomo dal temperamento litigioso e irriverente; e furono proprio i suoi drammi clamorosamente oltraggiosi che si prestarono ad avvalorare limmagine di unesistenza spericolata e ribelle. Shakespeare, solo a lui tra i poeti contemporanei, dedic un tributo in As you like it. Il tema della sfida allimpossibile si ripresenta in tutte le grandi tragedie di Marlowe, imperniate sulla figura di un personaggio titanico in lotta per raggiungere un qualche assoluto che trascende i limiti della condizione umana. 13

In pieno clima per la sconfitta della Invincibile Armata, Tamburlaine the Great suscit un tale entusiasmo presso il pubblico elisabettiano che Marlowe ne dovette scrivere una seconda parte. (trama pag.138Bert.) Se per Tamerlano il sogno irrealizzabile quello della potenza, per il protagonista di The Tragical History of Doctor Faustus invece la conoscenza, lambizione di arrivare a scoprire i segreti della natura; lo spazio si restringe dal mondo intero allo studio di un personaggio non meno ambizioso e non meno blasfemo di Tamerlano (tramaPag.139Bert.). Altrettanto solitario e anticristiano ma tuttaltro che studioso il perfido ebreo Barabas, protagonista di The Jew of Malta (tramaPag.140Bert.); questa volta la passione monomaniaca che attanaglia il protagonista il denaro. Nel dramma Edward II Marlowe capovolge la caratteristica formula drammatica in quanto il protagonista non un titano, bens un uomo debole al quale il fato ha affidato responsabilit{ troppo grandi e la cui rovina non dovuta allambizione, ma allaver subordinato i doveri e gli interessi dello stato ai sentimenti privati. (tramaPag.141Bert.) Lamore che unisce Edoardo e Gaveston (di cui sopra) ha le stesse caratteristiche dellamore greco che ritroviamo in Hero and Leander, questa volta un poemetto. Mentre il mito parla della morte di Leandro nellEllesponto nel tentativo di raggiungere Ero, la storia di Marlowe finisce con il felice amplesso dei due amanti, finale che sembra indicare la precisa volont dellautore.

SHAKESPEARE Nel 1616 apparve per la prima volta in Inghilterra un volume di opere raccolte e curate dal suo autore: The Works of Benjamin Jonson: Ben Jonson si pu quindi definire il primo autore inglese, ovvero colui che ebbe piena coscienza di s come scrittore. Scrittore coltissimo, la cui poetica e la cui produzione sono interamente di tipo classicistico, colui che ebbe la maggior familiarit rispetto a qualsiasi altro elisabettiano con gli autori greci e latini, partecipando ad ogni disputa letteraria del suo periodo. Scrisse brevi e semplici elegie, epitaffi, epigrammi cattivi e sconci, talvolta divertenti, odi e per il teatro pubblico commedie e tragedie. Criticava del teatro elisabettiano soprattutto la mancanza di disciplina formale e la tendenza a mescolare generi e registri espressivi allinterno della stessa opera; nella sua produzione teatrale le unit di tempo e luogo sono perci rispettate con puntigliosa pedanteria. Nel prologo ad una edizione di Every Man in His Humour Jonson dichiar apertamente che non avrebbe fatto appello allimmaginazione dello spettatore, ma che avrebbe rappresentato fedelmente le azioni e le parole che normalmente le persone usano. Secondo la teoria degli umori a cui lautore fa riferimento ogni uomo un compendio dei quattro umori, cio dei quattro liquidi del corpo sangue, flemma, bile gialla (collera) e bile nera (malinconia) che determinerebbero il temperamento di ognuno in base alla diversa mescolanza. Non solo in questa commedia, ma anche nelle altre da lui scritte, presenta dei personaggi piatti, basati su una caratteristica dominante che li imprigiona, rendendoli essenzialmente statici; cos anche nel suo capolavoro Volpone, opera in cui i personaggi principali incarnano fondamentalmente il medesimo tipo, essendo tutti posseduti da unavidit{ smisurata e ossessiva (tramaPag.70Gozzi). Non dunque la psicologia conflittuale di personaggi tragici o in cerca damore il campo di indagine del teatro di Jonson, n male vs bene, n virt vs vizi: egli studia le eccentricit, le assurdit, le manie e le stravaganze della societ urbana della Londra contemporanea. Linizio del secolo vide un graduale ma deciso cambiamento nel teatro; in primo luogo cambiava la struttura fisica della scena teatrale: accanto ai teatri pubblici allaperto nascevano i cosiddetti teatri privati, chiusi e relativamente piccoli. Il pi famoso di questi il Blackfriars, usato anche dai Lord Chamberlains Men. Fu a partire da questo mutamento della struttura dei teatri e della composizione del pubblico che segu un mutamento nelle leggi dei drammi stessi; questi potevano infatti contare ora su una scenografia pi ricca, sul gioco di luci, sulluso di macchine, su una migliore ricezione del suono.

14

La commedia diventa feroce e perde laura romantica delle commedie di Shakespeare; la tragedia, daltro canto, perde il suo centro e diventa un vero manicomio. E allora prende diverse direzioni: pu essere a) la tragedia di comuni uomini borghesi, la cosiddetta tragedia domestica, o murder play; b) la tragedia delle corti, ma in cui si trova una corte confusa e labirintica e dove i moltissimi intrecci sostituiscono la vicenda lineare, la cosiddetta tragedia di Stato; c) la tragedia di vendetta, in cui tutta la vicenda ruota attorno alla vendetta di un crimine rimasto ingiustamente punito. Un esempio della tragedia domestica dato dallanonima Tragedy of Mr Arden of Feversham, in cui troviamo gi{ nel titolo lindicazione che si tratta di una tragedia locale. Fin quando si trattava di mettere in scena le tragedie della borghesia era ancora possibile lambientazione inglese; ma le tragedie che avevano come membri dellaristocrazia dovevano obbligatoriamente essere ambientate fuori dai confini del regno, allestero, in particolare in Italia. In Italia ambientata proprio la Revengers Tragedy, attribuita a Thomas Middleton. La tragedia sembra volere suscitare una raccapricciante meraviglia sia nei personaggi che negli spettatori: <<sono colpito a morte>> lemblematica battuta di quesopera. Nella corte di Francia sono ambientate invece le tragedie di George Chapman, famoso pi che altro per le sue traduzioni dellIliade e dellOdissea. Nella cattolica e machiavellica Italia sono ambientate anche le due splendide tragedie di John Webster, che, sebbene indugino nel gusto del sensazionale e del macabro, hanno una struttura profonda e complessa capace di comunicare un autentico senso del tragico. The Duchess of Malfi viene definita a giusta ragione il capolavoro delle tragedie giacomiane (tramaPag.199Bert.). Webster saccheggia con grande spregiudicatezza la tragedia shakespeariana e quella dei suoi contemporanei, riconoscendone apertamente il debito. Non c comunque nulla in The White Devil che assomigli anche solo vagamente alla duchessa dAmalfi. La trama pi intricata e veloce e, come suggerisce il titolo ossimorico, i personaggi non sono mai quello che appaiono (tramaPag.202Bert.). La tragedia giacomiana (poich siamo gi nel periodo del regno di Giacomo I, succeduto ad Elisabetta nel 1625) sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno: sovraccarica di immagini sontuosamente funerarie e di metafore stupefacenti, essa cedeva sotto il suo peso. Con John Ford assistiamo per ad un graduale rasserenamento del linguaggio turbolento del dramma degli anni Venti del Seicento; bench titoli e temi fossero ancora sufficientemente scabrosi da attirare linteresse del pubblico, le tragedie di Ford presentano un universo meno conturbante di quello di Webster o Middleton, come per esempio in The Broken Heart (tramapag.203Bert.). Una passione fatale e incestuosa sembra irreprimibile per i due fratelli Annabella e Giovanni in Tis Pity Shes a Whore; lincesto non era una novit{ per le scene del teatro pubblico, ma di questa passione viene mostrato laspetto delicatamente profondo e fragile di due anime piuttosto che di due corpi (trama pagg.203-204Bert.). Anche la scena finale, in cui Giovanni compare in scena con il cuore della sorella infilzato su un pugnale, assume un carattere di rito, di sacrificio simbolico piuttosto che la casuale carneficina che chiudeva le tragedie giacominiane.

15