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L’educatore

L’
di Arcangela Mastromarco, Insegnante

italiano come lingua 2

Criteri e metodi frequentare regolarmente la prima – lo sviluppo della competenza


elementare. lessicale;
per insegnare Nella mia esperienza di facilitatri- – i fattori psicologico-affettivi che
ce di apprendimento infatti, ogni possono interferire con l’appren-
agli alunni stranieri anno posso ritrovare un certo nu- dimento del sistema di scrittura
a leggere e scrivere mero di casi di insuccesso nell’ac- della L2.
quisizione del meccanismo della
in lingua italiana. letto-scrittura, all’interno della
classe di appartenenza e del curri-
colo “standard” proposto a tutti gli LE BIOGRAFIE
alunni.
Si tratta di bambini, in genere mo-
LINGUISTICHE
Tutti gli insegnanti della scuola nolingui nella L1 fino ai tre anni,
elementare italiana possiedono un che, nonostante l’esposizione alla Una ricerca del Ministero della
notevole livello di competenza nostra lingua nei tre anni di fre- Pubblica Istruzione sulla presenza
nell’insegnamento dei meccani- quenza della scuola dell’infanzia, di alunni stranieri nelle scuole ita-
smi della letto-scrittura. La ric- incontrano delle difficoltà a tra- liane ha individuato ben 78 diver-
chezza di metodi, di approcci, di sformare in lingua scritta ciò che si sistemi linguistici di provenien-
tecniche e di materiali, sperimen- hanno appreso oralmente della L2. za. Nella sola scuola in cui inse-
Per questi alunni molto spesso gno sono rappresentate 19 nazio-
tati e utilizzati negli ultimi venti
viene richiesto l’intervento del la- nalità e 13 lingue!
anni, ne sono la conferma eviden-
boratorio di italiano o comunque Agli insegnanti non può essere ri-
te. E tuttavia, l’esperienza acquisi-
la predisposizione di un percorso chiesto di conoscere tutte le lingue
ta non sembra sufficiente – o me-
di recupero individualizzato della e i sistemi grafematici degli alunni
glio richiede alcune correzioni – stranieri, ma è importante che,
letto-scrittura.
quando il destinatario dell’inse- nella programmazione del curri-
Prima di richiamare le diverse si-
gnamento è un alunno con una colo, partano da alcune considera-
tuazioni scolastiche di partenza
lingua madre diversa dall’italiano. zioni “interculturali”, e cioè che:
degli alunni stranieri, che costitui-
Insegnare a leggere e a scrivere scono altrettanti punti di attenzio- – nel mondo esistono vari sistemi
nella seconda lingua richiede at- ne, sono necessarie alcune rifles- di scrittura e molti sono diversi da
tenzioni particolari e in alcuni ca- sioni di carattere più generale che quello neo-latino;
si l’elaborazione di percorsi di ap- evidenziano le ragioni della speci- – non tutti sono fonetico-alfabetici
prendimento differenziati, che ficità del processo di acquisizione (i caratteri: ciascun segno rappre-
guidino gli alunni stranieri nei del meccanismo di letto-scrittura senta un significato);
suoni e nei segni della nuova lin- della seconda lingua: – alcune caratteristiche fonetiche
gua. – la possibile interferenza fonolo- della lingua madre possono pro-
Questa affermazione, in parte pre- gica della lingua madre; durre interferenza rispetto all’ap-
vedibile per i neoarrivati non ita- – l’astrattezza del sistema alfabe- prendimento del sistema grafema-
lofoni, è valida anche per i bambi- tico; tico della L2.
ni stranieri nati in Italia, parzial- – lo sviluppo della competenza fo- Le informazioni da selezionare so-
mente italofoni, che cominciano a nologica; no quelle che ci permettono di co-

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Intercultura

gliere le differenze significative, non un solo suono, ma un’intera stati prima sillabici e poi alfabetici
tra il sistema di provenienza e la sillaba (la scrittura cuneiforme e lo sono tutt’ora (esempio: il giap-
lingua target (la direzione della mesopotamica). Proprio a partire ponese Kana, le lingue degli India-
lettura per gli alunni arabofoni) e da un sistema sillabico, quello fe- ni d’America).
che possono costituire un elemen- nicio, si è passati ad un sistema al- La forte salienza della sillaba sem-
to di difficoltà per gli apprendenti fabetico puro: quello greco arcaico bra essere confermata sia dal pun-
di una seconda lingua (vedi riferi- da cui discende l’alfabeto latino. to di vista articolatorio, sia da
menti in bibliografia). Mentre nei primi sistemi ideogra- quello acustico:
Le varie biografie linguistiche de- fici esiste una relazione diretta fra – dal punto di vista articolatorio
gli alunni stranieri e quindi la di- l’oggetto o il concetto e la sua rap- ad ogni sillaba corrisponde un in-
versità dei sistemi di scrittura pos- presentazione grafica, nei sistemi cremento della pressione dell’aria;
sono comportare la diversificazio- sillabico e alfabetico, nei quali i – dal punto di vista acustico si no-
ne del percorso di acquisizione segni scritti rappresentano i suoni ta che in una sequenza di suoni al-
del sistema di scrittura della se- interni alle parole, il rapporto tra cuni sono più sonori e che ciascun
conda lingua. parola scritta e orale è analitico e culmine di sonorità corrisponde
In questa prospettiva, particolare frutto di convenzioni. ad un centro di sillaba.
rilievo assumono per esempio i La consapevolezza fonemica (la Va osservato che il sistema sillabi-
problemi di percezione-riprodu- capacità cioè, di isolare-collegare i co è funzionale soprattutto a lin-
zione di alcuni fonemi della L2: fonemi che formano le parole), in- gue come l’italiano, che hanno un
– i suoni non presenti nella lingua vece che un prerequisito per l’ap- numero limitato di sillabe e un’or-
madre (esempio: il fonema /f/ per i prendimento del meccanismo del- tografia molto regolare, mentre
filippini); la letto-scrittura, sembra dunque non lo è per lingue come l’inglese
– i suoni dubbi (esempio: b/v per essere il risultato dell’esposizione che hanno parecchie migliaia di
gli ispanofoni). ad una scrittura di tipo alfabetico. sillabe e numerose eccezioni nelle
Anche la nostra esperienza perso- regole ortografiche.
nale nell’apprendimento di una La nozione di sillaba infatti è viva
lingua straniera può facilmente LA COMPETENZA LESSICALE nella coscienza del parlante nati-
farci comprendere la tendenza del vo italiano, il quale può pronun-
parlante a sostituire il fonema del- ciare una parola “sillabandola”,
la nuova lingua con un fonema si- Bisogna rilevare inoltre che la anche se le regole di sillabazione
mile, preso a prestito dalla L1 (gli competenza fonemica prevede a scritta risultano poi diverse da
italiani tendono a sostituire il TH sua volta un livello di analisi pre- quelle orali.
inglese con i fonemi /t/ o /d/). cedente e cioè la capacità di rico- La domanda da porsi è: che dime-
noscere ed isolare “le parole” al- stichezza ha l’alunno straniero
l’interno della catena del parlato. con la segmentazione sillabica?
Sebbene la percezione del confine (ad esempio, in cinese, la sillaba
di parola in italiano sia facilitata
IL SISTEMA ALFABETICO dalla posizione dell’accento (pre-
coincide con il significato, non
con un pezzo di parola).
valentemente posto sulla penulti-
Il sistema alfabetico è rarissimo nel ma sillaba), è importante stimola-
mondo, anche se è il più diffuso. re il processo di individuazione
L’osservazione che non viene mai delle unità lessicali attraverso la
sottolineata abbastanza è che l’al- costituzione di un “monte” di pa- L’ALFABETO
fabeto, che pure è il sistema più role conosciute e praticate, alle
pratico che permette di scrivere quali attribuire solo successiva- Quando parliamo di alfabeto, in
qualsiasi lingua, non costituisce mente una forma scritta. Lo svi- genere parliamo di una scrittura
un livello di analisi fonetica “na- luppo di una competenza lessicale che idealmente usa un segno per
turale” per gli esseri umani. di base costituisce perciò un pre- un suono: un segno grafico per un
La storia delle lingue sembra con- requisito essenziale per l’alfabe- fonema.
fermare questa ipotesi. Molto in tizzazione dell’alunno straniero. Ogni lingua dispone di un certo
generale si può parlare di un’evo- numero di suoni e non ne impiega
luzione dalla primitiva fase ideo- altri appartenenti ad altri codici.
grafica attraverso sistemi misti nei I parlanti di questa lingua sono
quali, accanto agli ideogrammi, si IL SISTEMA SILLABICO abituati a prestare orecchio a certi
trovano segni con valore fonetico suoni e non ad altri.
(la scrittura geroglifica degli anti- Il livello di analisi fonetica più na- Così i nostri alunni stranieri sono
chi Egizi) fino a sistemi sillabici turale sembra essere la sillaba. In- “allenati” a percepire-discrimina-
dove ciascun segno rappresenta fatti molti sistemi di scrittura sono re i suoni familiari della lingua

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L’educatore

madre e devono invece essere alle- LA COMPETENZA zione, per chi proviene da un di-
nati a riconoscere i suoni della verso universo di suoni, deve pas-
nuova lingua.
FONOLOGICA sare attraverso la consapevolezza
Noi italiani possediamo per esem- “esplicita” di questa diversità.
pio tanti fonemi vocalici mentre Anche in questo caso, non è neces-
non possediamo molti fonemi la- sario che gli insegnanti si trasfor-
ringali e faringali usatissimi nel- mino in esperti “ortofonisti” in
l’arabo e che noi facciamo fatica a
grado di definire i tratti distintivi UN SISTEMA DI SCRITTURA
di ogni singolo fonema, ma che
percepire e a riprodurre.
prendano in considerazione il fat- DIVERSO DA QUELLO
L’età dell’apprendente sembra co- to che il rapporto di transcodifica- DELLA LINGUA MADRE
stituire il fattore determinante per zione tra italiano parlato e scritto
l’acquisizione della corretta pro- non è sempre così trasparente. Quando il sistema grafematico
nuncia della L2. I nostri alunni In molti casi sono stati gli stessi della lingua madre è particolar-
hanno molte probabilità, dopo un alunni stranieri a farmi notare che mente diverso da quello della L2 e
certo periodo, di perdere “l’accen- la S di SOLE era diversa da quella di richiede numerosi anni di training
to straniero” (i bambini cinesi, do- SBAGLIO e a chiedermi perché in- (il cinese e l’arabo), imparare a leg-
po circa un anno, sono in grado di vece si scrivessero allo stesso modo. gere e a scrivere in italiano può as-
pronunciare il fonema /r/) e di ri- Il fenomeno degli omografi non sumere il significato di “allonta-
conoscere e riprodurre corretta- omofoni e viceversa degli omofoni namento” dalla propria lingua ma-
mente i fonemi dell’italiano. non omografi di cui il parlante na- dre e quindi in qualche modo an-
Numerose ricerche individuano tivo spesso non è neanche consa- che dalla propria famiglia, dalla
nella pubertà il limite massimo, il pevole, può costituire un proble- cultura d’origine.
cosiddetto “periodo critico” per ma per l’alunno straniero che deve A questo vissuto si aggiunge quel-
l’apprendimento della pronuncia imparare l’italiano. lo dei genitori stranieri che, oltre
nativa di una seconda lingua. Soprattutto nella fase iniziale del- alla difficoltà di seguire i figli in
l’interlingua infatti, l’apprendente un percorso scolastico che non co-
di una L2 svolge un’intensa atti- noscono, avvertono con maggiore
vità metafonologica (e metalingui- consapevolezza che “l’entrata” dei
stica) di confronto fra la L1 e la L2,
L’ALFABETO ITALIANO alla ricerca di somiglianze e di dif-
figli nel sistema di scrittura della
lingua del paese ospite può avere
ferenze che lo guidino nella deco- come conseguenza la difficoltà a
Un fonema = un grafema: è il con- difica dei suoni indistinti della “rientrare” poi in quello della pro-
cetto che noi possediamo di alfa- nuova lingua. pria lingua madre e quindi di com-
beto. Si tratta di un concetto La fonologia sembra costituire il promettere il progetto di ritorno
astratto perché in realtà non esiste livello in cui l’influenza della lin- nel proprio paese.
nessun sistema di scrittura natura- gua madre è più evidente e più dif- L’apprendimento o il manteni-
le in cui esista questa corrispon- ficile da eliminare. mento della lingua e del sistema di
denza biunivoca. Lo sviluppo della competenza fo- scrittura d’origine, accanto a quel-
Anche l’italiano, che apparente- nologica (per esempio attraverso lo della lingua target, è una condi-
mente si legge come si scrive, ha giochi che potenziano la capacità zione che facilita l’acquisizione
delle regole di trascrizione dei fo- di discriminazione uditiva come: del sistema linguistico della L2.
nemi (i digrammi e i trigrammi) del individuare rumori abituali, rico-
tutto specifiche della nostra lingua. noscere i compagni solo dalla vo-
L’alfabeto italiano è composto da: ce, rubare un oggetto ad un com-
– 7 fonemi vocalici chiusi/aperti pagno bendato senza fare il mini- LE STORIE PERSONALI E LE
mo rumore eccetera) è un obiettivo
(a, e aperta/chiusa, i, o aperta/chiu-
che va praticato con l’alunno stra- BIOGRAFIE SCOLASTICHE
sa, u) di cui 5 resi graficamente;
niero e che può costituire un pun-
– 21 fonemi consonantici sordi/so- to di partenza per lo sviluppo suc- Nella prima fase di accoglienza, la
nori, orali/nasali e 16 grafemi. cessivo della competenza fonemi- scuola raccoglie una serie di infor-
La sordità/sonorità, l’oralità/na- ca vera e propria. mazioni sulla storia del bambino,
salità costituiscono delle differen- Questo non vuol dire insegnare a sull’inserimento educativo e sco-
ze fondamentali che permettono leggere e a scrivere all’alunno stra- lastico nel paese d’origine attra-
l’opposizione tra fonemi altrimen- niero come se fosse un allievo non verso colloqui con i genitori e con
ti identici (ad esempio: p/b, t/d, udente o con particolari difficoltà il bambino stesso.
k/g, d/n, b/m) che potrebbero esse- di apprendimento, ma semplice- È necessario che i vari dispositivi
re confusi dagli alunni stranieri. mente che il processo di acquisi- di accoglienza messi a punto dalle

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scuole per l’inserimento degli – non è ancora stato scolarizzato fondamentale della relazione di-
alunni neoarrivati siano estesi an- per età; retta tra espressione del pensiero e
che ai bambini stranieri iscritti – nonostante l’età, non è stato sco- parola scritta.
nelle classi prime, per due ragioni larizzato per ragioni legate alla mi- L’insufficiente conoscenza della
principali: grazione o alla situazione socio- lingua d’arrivo non consente all’a-
– essere “nati in Italia”, da solo, politica del suo paese d’origine; lunno straniero di formulare frasi
come abbiamo visto, non costitui- – nonostante la scolarizzazione, significative, che verbalizzino espe-
sce un requisito sufficiente ad as- non ha appreso a leggere per pro- rienze personali e collettive, da cui
sicurare la piena italofonia; blemi personali di apprendimento partire per la successiva attività di
– un bambino nato in Italia, per ra- e/o di compatibilità con i metodi analisi.
gioni legate alla situazione lavora- scolastici del paese di provenienza Il metodo globale inoltre induce i
tiva dei genitori ed in particolare (classi troppo numerose eccetera). bambini a compiere in modo im-
della madre può essere stato affi- È necessario rilevare che il manca- plicito quella serie di operazioni
dato, per un certo periodo, a pa- to apprendimento del meccani- metafonologiche che noi invece ci
renti nel paese d’origine e “torna- smo della letto-scrittura nella pro- siamo proposti di evidenziare per
to” in Italia quando le condizioni pria lingua madre, rende comun- sostenere l’alunno non italofono.
di vita della famiglia lo permette- que più difficile l’apprendimento Il metodo fonematico, che parte da
vano. In alcuni di questi casi di se- nella seconda lingua, per varie ra- una capacità di analisi fonetica già
parazione precoce dalla madre o gioni tra cui: molto sviluppata, che potrebbe non
di “pendolarismo” tra l’Italia e il – non essere abituati alla corri- essere stata acquisita nella prece-
paese d’origine, si tratta di veri e spondenza fonema/grafema (asso- dente esperienza scolastica, pre-
propri neoarrivati che rischiano di ciazione suono/simbolo); senta una unità, il fonema, di scar-
passare “inosservati” e di non ri- – non avere esercitato la coordina- so significato percettivo-uditivo,
cevere le necessarie facilitazioni. zione oculo-manuale e quindi la sia per gli alunni neoarrivati, sia
I dati raccolti sulla storia e sulla motricità fine; per i bambini stranieri nati in Italia.
scolarità pregressa, integrati con – non avere sviluppato personali Numerose ricerche sulla percezio-
teorie su come funziona la lingua. ne dei suoni linguistici hanno di-
quelli della biografia linguistica
Passare dal parlato alla parola mostrato che il fonema viene per-
degli alunni stranieri, costituisco-
scritta, permette al bambino di “os- cepito non solo per le sue caratteri-
no le informazioni da cui partire
servare” la lingua e di cominciare a stiche individuali, ma anche per il
per la programmazione del curri-
riflettere sulle sue regole interne. suo rapporto con i segmenti vicini.
colo di alfabetizzazione in italia-
Dal complesso di queste informa- È opportuno che lo sviluppo del-
no. Oltre a calibrare le richieste, ci l’abilità di segmentazione sillabi-
permettono di “riutilizzare” le zioni e dalle precedenti considera-
zioni sui sistemi grafematici di ca, facilitato dalla maggiore sa-
abilità già acquisite nella prece- lienza della sillaba, preceda e pre-
dente esperienza scolastica. provenienza, dipende la scelta del
metodo e del percorso da seguire pari il livello di analisi fonemica
Se l’alunno straniero ha già appre- vera e propria. La capacità di seg-
so il meccanismo della letto-scrit- per l’alfabetizzazione dell’alunno
straniero. mentazione fonemica rappresenta
tura nella L1 e se questa lingua è in comunque il successivo obiettivo
caratteri latini, il percorso di alfa- necessario per operare la sintesi
betizzazione in italiano potrà co- sillabica e per acquisire il mecca-
minciare da: nismo della letto-scrittura.
– lo sviluppo delle abilità di perce- I METODI PER FAR IMPARARE
Anche il metodo fonico-sillabico
zione-discriminazione dei suoni A LEGGERE E A SCRIVERE rischia però di diventare un eser-
non presenti nella lingua madre; cizio astratto e meccanico, se non
– l’acquisizione e il consolidamen- Questo articolo non intende essere viene collegato ad un significato.
to della competenza ortografica in esaustivo di tutti i metodi di inse- Se per leggere e scrivere è necessa-
italiano (esempio: i digrammi, i tri- gnamento-apprendimento della rio che nel bambino si sviluppi
grammi, le doppie eccetera). letto-scrittura; l’obiettivo è quello una competenza fonologica non
Quando l’alunno straniero invece di condividere alcune riflessioni possiamo limitarci a chiedere al-
non possiede i prerequisiti neces- che hanno condotto, nel corso de- l’alunno straniero di trasformare
sari per leggere la nostra lingua, gli anni, ad una scelta molto empi- dei segni in suoni (leggere) e vice-
vanno operate alcune distinzioni: rica e “naturale” di esclusione di versa trasformare dei suoni in se-
– il bambino sa già leggere nella alcuni metodi in favore di altri. gni (scrivere): “leggere” vuol dire
lingua madre il cui sistema di Il metodo globale, più adatto ai comprensione del significato e
scrittura è diverso dall’alfabeto la- bambini del primo ciclo, non è ap- “scrivere” vuol dire prima di tutto
tino o non è fonetico (arabo, cinga- plicabile nella nostra situazione, verbalizzare correttamente ciò che
lese, cinese eccetera); in cui viene a mancare il requisito si intende comunicare.

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UN METODO MISTO timbri con le PATATE…), da gioca- zione delle sillabe, sempre asso-
re (DAMA, DOMINO…), da muo- ciate a parole note che le conten-
vere (RANA che salta, CANE che gono in posizione iniziale (per
Nel nostro caso, se non da brevi te-
muove la testa…) e così progre- esempio: TE - TELEFONO).
sti compiuti, possiamo partire da
dendo. La scelta dell’ordine di presenta-
singole parole piene di significato
Il requisito fondamentale è che si zione non deve essere casuale, ma
per l’alunno straniero, che nell’u- tratti di parole note e già “pronun- orientata a:
so e nel contesto verranno ricono- ciate” numerose volte. – non iniziare da un fonema non
sciute “globalmente”, smontate,
presente nella lingua madre (ad
rimontate, confrontate con altre
esempio /p/ per gli alunni ara-
parole e infine analizzate.
bofoni);
Si tratta di individuare per esem- DALLE PAROLE ALLE VOCALI – evitare accuratamente la vici-
pio le prime parole apprese, le più
nanza di fonemi simili (p/b, c/g)
utili, quelle legate al gioco e a Mentre raccogliamo e costruiamo che potrebbe generare problemi di
esperienze motorie e di manipola- una serie di parole, possiamo co- discriminazione uditiva.
zione o fortemente ancorate ad minciare il lavoro di riconosci- È importante: per formare nuove
esperienze affettive. mento e scrittura delle vocali. parole non è necessario aspettare
Vere e proprie parole-frase, diver- È necessario dedicare sufficiente che siano state presentate tutte le
se per ogni bambino, che ci per- tempo e attenzione al riconosci- sillabe! Bastano due gruppi silla-
mettono di combinare il metodo mento delle vocali e alla loro giusta bici per creare numerose parole
globale con le tecniche del metodo pronuncia e impostazione articola- (per esempio: MATITA, MOTO,
fonico-sillabico. toria, sia perché le nostre vocali TUTA, PATATA, TOPO…).
L’unica accortezza è comunque non sono presenti in tutte le lingue, Contemporaneamente o successi-
quella di non scrivere parole che sia perché costituiscono la base per vamente, a seconda dei casi e del-
non siano state prima conosciute e l’apprendimento delle sillabe. le conoscenze pregresse, al lavoro
pronunciate. Va però detto che la pronuncia, e di riconoscimento delle sillabe si
Se usiamo la parola MANO ecco quindi la lettura e la scrittura, dei aggiunge la riflessione sulla sinte-
un possibile percorso: suoni vocalici può restare un pro- si sillabica, la capacità cioè di ri-
– dopo vari giochi disegniamo il blema per lungo tempo. conoscere-isolare-collegare i due
contorno della nostra mano destra Per i bambini arabofoni, ad esem- fonemi che costituiscono la sillaba
e di quella del bambino; pio, distinguere i suoni E/I e O/U è semplice (piana):
– verbalizziamo “La mia mano” e molto problematico e richiede at- Alcuni esempi:
invitiamo il bambino a fare altret- tenzioni prolungate. Lo sviluppo
tanto; della competenza fonologica av-
– scriviamo MANO su un foglietto viene con il tempo e deve essere
adesivo (tipo post-it); guidata, ma non forzata.
– dividiamo in due parti MA e NO Oltre che a riconoscere e isolare il
– stacchiamo il pezzo MA fonema vocalico in parole che lo
– se prima abbiamo giocato con la contengano in posizione iniziale,
parola NO! disegnando il fumetto si possono preparare numerosi
di un bambino molto arrabbiato giochi in cui le vocali:
che dice sempre “NO!” il nostro – vengono “cantate” come in una
alunno riconoscerà il pezzo NO; specie di canto gregoriano; Nello schema presentato, l’utiliz-
– riattacchiamo MA e la parola – si associano a movimenti del zo di vari colori, font e immagini
torna completa; corpo stabiliti; può facilitare la comprensione
– stacchiamo NO e rimane MA; – si collegano alle posizioni di ar- delle trasformazioni del fonema
– a questo punto disegniamo e ri- ticolazione della bocca; iniziale associato alla vocale.
tagliamo anche il contorno della – vengono scritte con vari colori e Nella fase di analisi fonemica vera
mano sinistra e verbalizziamo materiali… e propria può essere necessario co-
“Due mani”, “Le mie mani”; munque svolgere giochi di asso-
– ripetiamo il gioco con la parola ciazione del fonema iniziale alla
MANI, MA NI eccetera. sua posizione articolatoria (sentire
Questo ed altri giochi sono possi- LE SILLABE l’aria che esce dalla bocca quando
bili, ricordando sempre l’impor- si pronuncia il fonema /p/), ad un
tanza dell’approccio esperenziale Quando è stato raccolto un buon suono (Pum Pum!), alla riprodu-
e ludico. Cerchiamo parole da as- numero di parole e i bambini rico- zione del grafema con vari mate-
saggiare (SALE, PANE, PIZZA…), noscono le vocali, comincia il la- riali (la lettera P ritagliata nella
da costruire (CASA con l’origami, voro più sistematico di presenta- carta vetrata, modellata con il pon-

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go, composta con un collage di pe- mente la dimensione delle lettere Grafema: la più piccola unità distinti-
re, disegnata al computer con un e l’uso e l’organizzazione dello va della scrittura; le lettere dell’alfabe-
programma di disegno eccetera). spazio-foglio. E poi chiediamoci: to sono dei grafemi.
Quando la sintesi sillabica sembra quali quaderni usavano nel loro Interferenza: l’influenza della lingua
acquisita si può passare all’opera- paese i nostri alunni stranieri? madre sull’apprendimento della L2.
Lingua madre, LM, L1: la lingua che
zione più astratta di inversione
un individuo ha appreso per prima, da
delle sillabe, che rappresenta il se- bambino.
gnale più evidente della compren- Seconda lingua, L2: la lingua che vie-
sione del meccanismo della letto- LA PROGRAMMAZIONE ne appresa nel paese dove viene parla-
scrittura. Per esempio: DEL PERCORSO ta abitualmente (per esempio l’italia-
no per gli alunni stranieri).
DI ALFABETIZZAZIONE Lingua target, lingua d’arrivo: la lin-
DEGLI ALUNNI STRANIERI gua che deve essere appresa.
Omografi non omofoni: le stesse lette-
re possono rappresentare fonemi di-
Presso il Centro Come è possibile
versi (esempio: il grafema Z rappre-
reperire un modello di program- senta i fonemi /ts/ e /ds/).
mazione su floppy disk, in cui la Omofoni non omografi: fonemi che
declinazione dettagliata degli possono essere scritti con grafemi di-
obiettivi specifici tiene conto del- versi (esempio il fonema /k/ può esse-
le indicazioni contenute nel pre- re scritto con i grafemi C, CH, Q, CQ).
sente articolo.
IL PERCORSO
SUGGERIMENTI PARTICOLARI parole “piene”, conosciute, Bibliografia
pronunciate, appartenenti
– È importante non dare per scon- a domini ricorrenti M. Omodeo, La lingua cinese - C. Mar-
tata l’acquisizione della direzione (gioco, affetti, scuola, tino, La lingua spagnola - C. Tresso, La
della lettura. Oltre agli arabofoni, cibi, vita quotidiana) lingua araba in C. Bargellini (a cura
↓ di), Ni Hao e Salam - Lingue e culture
anche i pachistani, per esempio,
a scuola, Quaderni ISMU 3/2000.
scrivono da destra a sinistra. Si riconoscimento-discriminazione
F. Della Puppa, L’allievo di origine ara-
possono preparare alcuni esercizi visiva ba - B. D’Annunzio, L’allievo di origi-
in cui giocare a “leggere”, da sini- (riconoscere in una lista, abbinare ne cinese - E. Dizdari, G. Triolo, M.C.
stra a destra, sequenze di immagi- il disegno al nome, ricopiare Luise, L’allievo proveniente da Kosovo
ni riferite a parole conosciute. al posto giusto, attaccare e Albania in P.E. Balboni (a cura di),
– All’inizio e soprattutto con i i cartellini adatti eccetera) ALIAS - Approccio alla lingua italia-
bambini più piccoli è più indicato ↓ na per allievi stranieri, Theorema Li-
presentare solo lo stampato maiu- individuazione delle sillabe bri, 2000.
scolo; una volta appreso il mecca- piane (C+V) M. Dardano, Manualetto di linguistica
nismo, la corrispondenza con lo lettura delle sillabe italiana, Zanichelli, 1996.
stampato minuscolo risulterà mol- (pezzo di parola conosciuto) H. Dulay, M. Burt, S. Krashen, La se-
giochi con sillabe note conda lingua, Il Mulino, Bologna,
to facile. Il corsivo, naturalmente,
1985.
viene presentato per ultimo non (domino, comincia con …,
A. Fioroni, Guida modulo L come lin-
solo per imitazione, ma con l’aiuto abbinamento nome/disegno guaggi, Nicola, Milano, 1993.
di esercizi guidati (unire i puntini a sillaba eccetera) A. Giacalone Ramat, Italiano di stra-
che compongono una lettera) che ↓ nieri in A.A. Sobrero (a cura di), Intro-
mettano in evidenza anche la dire- creatività: duzione all’italiano contemporaneo
zione dei vari segni e facilitino formare altre parole la variazione e gli usi, Laterza, Bari,
l’acquisizione del “sinistro giro”. con le sillabe note 1993.
– Negli ultimi anni si è diffusa la lettura delle nuove parole G. Gosciu, I suoni delle parole, Centro
strana abitudine di usare quaderni verifica Programmazione Editoriale.
a quadretti anche per scrivere; so- A. Mastromarco, Imparare a leggere e
a scrivere in italiano, Centro Come,
prattutto all’inizio, è sempre con-
Provincia di Milano, Viale Piceno 60,
sigliabile usare la buona vecchia Milano.
Glossario
riga unica che costituisce per il G. Pallotti, La seconda lingua, Bom-
bambino il necessario riferimento Fonema: minima unità fonica del lin- piani, Milano, 1998.
spaziale sopra/sotto, quando inve- guaggio. C. Pontecorvo, A. Tosi, C. Zuccherma-
ce il destra/sinistra del quadretto Fonologia: descrizione dei suoni di- glio, Dalla madrelingua all’italiano, la
rischia di condizionare eccessiva- stintivi di una lingua, i fonemi. Nuova Italia, Firenze, 1995.

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