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Le Regole di Formazione di Parola

La formazione delle parole un processo attraverso cui, a partire da unit


esistenti, si formano unit nuove: questo processo governato dalle
Regole di Formazione di Parola.
Le regole morfologiche hanno la funzione di generare tutte le parole di una
lingua a partire dagli elementi di base.
Analizziamo ora alcune comuni regole usate da varie lingue per formare
parole complesse.
La composizione e la derivazione sono i due processi che rientrano nella
formazione delle parole:
capo+stazione
utile+it
I due processi si differenziano perch la prima combina due forme libere
mentre la seconda combina una forma libera ed una legata.
Una RFP specifica sia letichetta della/e base/i che quella della parola
risultante.
Composizione
La composizione permette di formare una singola parola unendo due parole.
La composizione , di tutti i processi morfologici, quello pi vicino alla
sintassi:
capostazione = capo della stazione
sottoscala = sotto la scala
portafiori = porta i fiori
Possiamo formalizzare il processo di composizione nel modo seguente:
[ ]X [ ]Y > [ [ ]X [ ]Y ]Z
[porta]V , [ombrelli]N > [ [porta]V + [ombrelli]N ]N
In italiano nel caso della composizione le basi possono essere N-A-V-P,
mentre le categorie in uscita sono N, o, meno spesso, A; cio, litaliano non
ha verbi, avverbi o preposizioni composti.
[capo]N+[stazione]N > N
[agro]A+[dolce]A > A
[sali]V+[scendi]V > N
qui lunione di due verbi d in uscita un nome
[campo]N + [santo]A > N
[lava]V + [piatti]N > N

[alto]A + [piano]N > N


[senza]P + [tetto]N > N

Un modello di composizione abbastanza comune in italiano quello che


forma nomi da una base verbale che ambigua tra tre forme: a) tema del
verbo; b) terza singolare dellindicativo presente; c) imperativo.
Nel caso della prima coniugazione la base ambigua tra queste tre forme,
nella seconda e terza coniugazione invece si vede che la forma sembra essere
un imperativo, perch se il verbo fosse un tema ci aspetteremmo una -e:
1 coniug: porta-ombrelli, attacca-panni, salva-gente, gratta-capo
ma
2 coniug: appendi-abiti, scendi-letto, reggi-mensole
3 coniug: apri-scatole, copri-letto
In molte lingue, si possono formare parole nuove combinando due o pi morfemi
lessicali; per esempio, nelle lingue germaniche la composizione nominale (cio di una
serie di radici nominali) un fenomeno che si incontra di frequente; cos, in tedesco
possiamo per esempio avere parole composte molto lunghe, quali Wassersportverein
circolo degli sport dacqua, che data da una combinazione di tre morfemi lessicali
liberi: Wasser acqua+ Sport sport + Verein circolo. Lo stesso tipo di costruzione
esiste in inglese, anche se i composti si scrivono pi raramente come una singola
sequenza ortografica: water sport club (o watersport club o addirittura watersports club)
Si noti che i composti hanno tipicamente un morfema lessicale che fornisce al composto
le caratteristiche sintattiche e semantiche di base; ci riferiamo a tale elemento con il
nome di testa, mentre per gli altri elementi usiamo il termine di modificatori.
Per esempio, la testa di Wassersportverein Verein, ed infatti questo
composto maschile come Verein. Inoltre, dal punto di vista semantico possiamo
osservare che un Wassersportverein un tipo di Verein, e non un tipo di Wasser, o un
tipo di Sport.

Derivazione
Allinterno della derivazione possiamo distinguere varie forme di affissazione
(suffissazione, prefissazione ed infissazione) tramite le quali i morfemi
grammaticali legati vengono combinati con radici e basi.
I processi pi comuni di formazione di parole complesse consistono
nellaggiungere prima o dopo di un singolo morfema lessicale (libero o
legato) uno o pi morfemi derivazionali (e/o flessivi) che sono legati. Ci
riferiamo a tali morfemi grammaticali legati con il termine di affissi.
Tipicamente, un certo affisso avr delle restrizioni sul tipo di base a cui si
pu attaccare; queste restrizioni riguardano:

- il tipo di categoria a cui il suffisso o il prefisso si attacca;


- i tratti semantici che la base deve avere.
Possiamo formalizzare come segue le regole di suffissazione e prefissazione:
Suffissazione
[ ]X > [ [ ]X + Suf ]Y
[inverno]N > [[inverno]N + ale]A
[ ]X > [ Pref + [ ]X ]X
[vedere]V > [ri + [vedere]V ]V

Prefissazione

Suffissazione e prefissazione sono processi simili, in quanto in entrambi i


casi abbiamo la formazione di una parola nuova tramite laggiunta di una
forma legata ad una forma libera.
I due processi si differenziano perch:
a) la suffissazione aggiunge un morfema legato a destra della parola base,
mentre la prefissazione aggiunge un morfema legato a sinistra della base:
prefissazione:
suffissazione:

in+attivo s+fortunato
attiv+it invern+ale

ex+presidente
veloc+ista

ri+scrivere
magistrat+ura

Quindi, gli affissi che seguono la base si chiamano suffissi, gli affissi che
precedono la base si chiamano prefissi.
b) la prefissazione non cambia la categoria lessicale della parola a cui si
aggiunge, mentre la suffissazione pu cambiarla:
fortunato A > sfortunato A
presidente N > expresidente N
scrivere V > riscrivere V
In particolare, la suffissazione pu creare i seguenti cambiamenti di categoria
(dove ogni categoria lessicale maggiore N-A-V pu diventare qualsiasi altra
categoria lessicale maggiore):
N>V
N>A

atomo > atomizzare


inverno > invernale

V>N
V>A
A>N
A>V
A > Avv

circolare > circolazione


mangiare > mangiabile
attivo > attivit
veloce > velocizzare
gentile > gentilmente

inoltre

c) i suffissi mostrano una maggiore tendenza a fondersi fonologicamente con


le basi rispetto ai prefissi: la suffissazione generalmente cambia la posizione
dellaccento della parola di base, la prefissazione no; questo accade perch,
come si visto quando abbiamo parlato di parola fonologica, solo i suffissi (e
un tipo di prefisso) formano ununica parola fonologica con la base:
onsto
disonsto
onestamente
morle
amorle
moralsmo
Linfissazione, cio linserimento di un infisso allinterno di una parola, un processo
meno diffuso (litaliano ad esempio non dispone di infissi per la formazione di parole
nuove):
finire
finiamo finite
finisco finiscono
[Greenberg 1966] ha osservato che, tra le lingue, i suffissi sono molto pi comuni dei
prefissi. Secondo [Hawkins e Cutler 1988] questa asimmetria deriva dal fatto che, dal
punto di vista del ricevente di un messaggio linguistico (parlato o scritto), i suffissi e i
prefissi hanno uno status diverso: i suffissi seguono il morfema lessicale a cui si
appoggiano, e dunque vengono sentiti o letti dopo che la base stata riconosciuta; i
prefissi, invece, precedono il morfema lessicale a cui si appoggiano, e dunque vengono
sentiti o letti prima che la base sia stata riconosciuta.

E interessante notare che, anche in una lingua come litaliano, che permette
sia prefissi che suffissi, la suffissazione sembra essere, per vari aspetti, il
sistema preferito per formare parole complesse:
- la morfologia flessiva dellitaliano (e di molte altre lingue indo-europee)
sia interamente basata sui suffissi.
- nellambito della morfologia derivazionale, solo i suffissi vengono
usati per cambiare la categoria sintattica delle basi lessicali (le parole
prefissate hanno sempre la stessa classe delle forme da cui derivano);
- solo i suffissi vengono usati per la morfologia alterativa, che in italiano
molto ricca (accrescitivi gattone, diminutivi gattino, vezzeggiativi gattuccio).

In generale, anche limitandosi alla derivazione, abbiamo a disposizione


molti pi suffissi che prefissi. Nellindice di [Dardano 1978] si contano pi o
meno 138 suffissi derivazionali, ma solo 73 prefissi.

La struttura interna delle parole complesse


Abbiamo visto che possiamo formalizzare le regole di composizione,
suffissazione e prefissazione tramite rappresentazioni con parentesi
etichettate; a queste corrispondono dei diagrammi ad albero:
N
A
V
/ \
/ \
/ \
V
N
N
Suf
Pref
V
porta ombrelli
inverno ale
ri
vedere
Una RFP specifica linsieme delle parole su cui pu operare; tale insieme si
definisce base della regola:
Y
/ \
X
Suf
La base alla quale un suffisso si pu aggiungere linsieme delle parole che
possono sostituire X.
Il suffisso determina la categoria lessicale della base che seleziona, ma
specifica anche i tratti semantici associati alle unit cui pu aggiungersi, in
tal modo si garantisce che la stringa X + Suf (Y) sia una parola ben formata.
Suf = -iera

X = cappello/sale/uccello/formaggio
X = N [+comune -astratto]

Suf = -oso
affannoso/decoroso/dignitoso/famoso/vigoroso/spaventoso/
vertiginoso/pericoloso/rumoroso/timoroso/doloroso/virtuoso
* verdoso/allegroso/contentoso
* cantaoso/amaoso/disperoso
* Giannioso/Paoloso/Pieroso
* ragazzoso/donnoso/bimboso
[ [ ]N + oso]
[+ com]

(no aggettivi)
(no verbi)
(no nomi propri)
(no nomi animati)

[+ astr]
[- anim]
nomi concreti :* tavoloso/vestitoso/lampadoso ma
> acquoso/bilioso/carnoso/danaroso/fosforoso/sciropposo/zuccheroso
[ [ ]N + oso]A
[+ com]
[- anim]
Se prendiamo il suffiso bile, X=V e Y=A
Se prendiamo il suffiso mento, X=V e Y=N

amabile/spendibile/sperabile
collocamento/innalzamento

Semantica delle RFP


Nelle lingue a morfologia concatenativa, ogni RFP specifica una singola
operazione di aggiunta compiuta sulla base, indicando la categoria lessicale
ed i tratti sintattico-semantici della base, ed una lettura semantica che
genralmente una funzione della lettura semantica della base.
La parte semantica della regola corrisponde ad una lettura composizionale
che viene data generalmente in forma di parafrasi:
desidera+bile > che pu essere desiderato
virtu+oso > dotato di virt
I suffissi determinano la categoria della parola risultante e aggiungono anche
delle caratteristiche semantiche.
es: -aio indica la persona che vende una certa cosa
vino+aio = vinaio persona che vende vino
giornale+aio = giornalaio persona che vende giornali
verdura+aio = verduraio persona che vende verdura
benzina+aio = benzinaio persona che vende benzina
Quindi sia la base sia laffisso concorrono alla semantica della parola
risultante dalla derivazione; tuttavia, il significato delle parole in aio consta
di una parte fissa (persona che vende) ed una varilabile; la parte fissa
introdotta dal suffisso, mentre la parte variabile corrisponde al nome base :
persona che vende N
dove N la base

se consideriamo per orologiaio


persona che svolge una attivit connessa con N
individuabile/osservabile/mangiabile >
che pu essere X-ato
dove X il verbo transitivo base
La semantica di una RFP trasparente o composizionale (cio il significato
della parola complessa si pu ricavare dal significato degli elementi
componenti) quando la regola produttiva.
Alcune caratteristiche/assunzioni relative alle RFP
a) le RFP sono regole lessicali in italiano, cio regole del componente
lessicale che non possono coinvolgere unit sintattiche:
portafiori
*porta i fiori
fioraio
*porta i fior[aio]
b) le RFP sono facoltative nel senso che non vi nessun livello linguistico che richieda
la presenza di una parola complessa; esse hanno due funzioni: rendono conto non solo
delle parole nuove ma anche della struttura interna delle parole esistenti;
c) vi una distinzione cruciale tra le nozioni di parola ed affisso rispetto al livello di
rappresentazione: mentre le parole sono immagazzinate nel lessico, gli affissi sono
collocati ad un livello pi basso, cio nel (sotto)componente delle RFP; ci significa che
essi sono entit di natura diversa: mentre le parole sono associate ad informazioni
categoriali, gli affissi sono associati anche ad informazioni relazionali; la
rappresentazione di un affisso quindi la RFP che aggiunge laffisso ad una certa base.
Le RFP sono regole che formano parole complesse ed agiscono esclusivamente entro il
componente lessicale, cosicch possono prendere come base solo parole.

d) le RFP costruiscono struttura: mentre le parole semplici non hanno


struttura interna le parole complesse hanno struttura interna:
[ieri][ogni]
ma
[[veloce]mente][amministra[zione]]
Vi struttura interna se vi sono parentesi interne o se lalbero presenta
almeno una ramificazione.

Ad ogni passaggio si forma una parola esistente; nella applicazione della


regola si rispetta una ciclicit, nel senso che una parola derivata pu servire
come base ad altre parole derivate; si aggiunge cio un solo affisso per volta.
e) le RFP agiscono su parole: oggi largamente accettata lipotesi che le
RFP agiscono su parole e non su morfemi.
Una parola come torinese non risulter da Torin + ese ma piuttosto da
Torino + ese (con cancellazione della o); lettura non risulter da lett+ura, ma
da letto + ura (con cancellazione della o); analogamente:
pericolo+oso > percoloso benzina+aio > benzinaio arte + ista > artista
Partendo da parole esistenti e non dai morfemi, ci serve una regola di cancellazione per
eliminare la vocale finale della parola di base; questa regola si applica in modo
sistematico quando si ha lincontro di due vocali.
Se consideriamo la suffissazione, lipotesi che le RFP agiscono su parole sembra quindi
pi costosa rispetto alla alternativa; ma considerando composizione e prefissazione
sembra vero il contrario, perch servirebbero regole di inserimento di morfemi:
[cap+o]+[stazion+e]
[pre+[esam+e]]

f) produttivit delle RFP: le RFP possono essere pi o meno produttive; la


nozione di produttivit connessa alla facoltativit delle RFP; essa esiste
perch le RFP possono applicarsi a determinate basi. Tuttavia la
produttivit di una RFP non identificabile con la frequenza con cui essa si
applica n, di conseguenza, con il numero di parole che essa forma. Bisogna
considerare piuttosto le restrizioni imposte sulle parole che possono essere
usate come base di applicazione della regola.
I suffussi -mento e zione formano N da V
una base eggiare favorisce mento amoreggiare >amoreggiamento
cannoneggiare > cannoneggiamento
corteggiare > corteggiamento
festeggiare > festeggiamento
una base izzare favorisce zione
banalizzare > banalizzazione
carbonizzare > carbonizzazione
evangelizzare > evangelizzazione
magnetizzare > magnetizzazione

Si pu parlare quindi di gradi diversi di produttivit di una regola rispetto ad


una classe di basi, e non di produttivit in senso assoluto; inoltre, si pu
parlare di produttivit solo per le regole che si aggiungono ad un ampio
numero di classi di basi:
evole/ido+ezza socievolezza/mutevolezza timidezza/
ace/ale/bile+it loquacit/capacit
liberalit/banalit
irritabilit
La produttivit dipende anche dalla facilit con cui un affisso si aggiunge alla propria
base.

g) Centro e periferia delle RFP: le RFP colgono un centro di regolarit


rispetto al quale esiste una piccola periferia di irregolarit (dovuta a resti,
prestiti, evoluzioni particolari):
-bile si aggiunge a -verbi ma papabile, tascabile, camionabile
-transitivi ma risibile, accessibile, deperibile, inarrivabile
Come si fa a scomporre una parola derivata?
La maggioranza dei processi morfologici in italiano di tipo concatenativo;
un affisso si aggiunge ad una base, un secondo affisso si aggiunge alla nuova
base; si proposto che la affissazione sia intesa come un processo ciclico che
procede dallinterno verso lesterno, cio che ogni RFP aggiunga un solo
affisso alla volta.
a) si individua la base lessicale: distinguere composizione da affissazione!
b) attenzione: questa base deve essere una parola astratta ma possibile, non
un pezzo di parola
[[giornale]N +aio]N non [[giornal]N +aio]N
Ci sono poi delle regole di riaggiustamento che eliminano alcune porzioni: in
questo caso ad esempio abbiamo due vocali vicine, quindi una cade per
cancellazione. Si noti tuttavia che non in tutti i casi possibile risolvere i
riaggiustamenti con la fonologia.
c) si determina la categoria della base e la si segna in basso sotto la
parentesi quadra

d) si analizzano gli affissi partendo da quello pi vicino alla base: si


aggiunge una seconda parentesi dopo laffisso e si mette la categoria
determinata dal suffisso sotto la parentesi
[[[[industria]N ale]A izza]V zione]N
qui scomparsa la re del suffisso -izzare, questa non sembra una regola
fonologica di quelle che abbiamo trattato in precedenza. La definizione
precisa delle regole di riaggiustamento e il loro statuto nella grammatica resta
un problema aperto.
[[[volont]N +ario]A +ato]N
[[[[industria]N +ale]A +izza(re)]V +zione]N
[[[centro]N +ale]A +it]N
[[in+ [[evita(re)]V +bile]A]A+mente]Avv
[[ri+ [[formula]N + a(re)]V]V + zione]N
[[ri+ [[frequente]A + a(re)]V]V + zione]N
[pre+ [[[pensione]N + a(re)]V +mento]N]N
Restrizioni sulle RFP
Bisogna formulare delle restrizioni sulle RFP in modo da determinare:
- a che tipo di informazioni esse possono avere accesso;
- quale tipo di operazioni esse possono effettuare.
Restrizioni sulla base (che corrisponde allinsieme di parole alle quali la
regola pu essere applicata):
1. restrizioni fonologiche: le RFP sono soggette ad una restrizione fonologica
quando il loro mancato funzionamento dipende soltanto da fattori fonologici;
cio lapplicazione di una regola non deve dar luogo a sequenze fonologiche
malformate.
Ad esempio il prefisso negativo s- in italiano non si aggiunge ad aggettivi
inizianti per [tS],[dZ], [s], perch queste non sono sequenze iniziali possibili
in italiano (si noti per che non si aggiunge neppure ad aggettivi inizianti per
vocale, probabilmente per ragioni di visibilit del prefisso):
sfortunato
sleale
scorretto

*scivile
(*sumano

*sgiusto
*sabitato

*ssicuro
*sonesto)

2. restrizioni morfologiche: una data RFP non si pu applicare a parole con


una certa struttura morfologica; vi sono cio alcune incompatibilit tra affissi.
Ad esempio il suffisso -ale si aggiunge ad N e crea A:
sacramentale
strumentale
monumentale
Non si aggiunge per a nomi che terminano in mento che abbiano come
base un verbo:
*discernimentale
*arrangiamentale
*collegamentale
La mancata applicazione della regola dipende dalla struttura interna della
base, che deve essere diversa da V+mento.
Altro caso quello dei nomi deverbali astratti derivati da verbi parasintetici
(formati con laggiunta di un suffisso ed un prefisso); a verbi della terza
coniugazione (con vocale tematica i) si pu applicare il suffisso mento,
mentre a verbi della prima (con vocale tematica a) possono essere applicati
vari suffissi nominalizzanti:
alleggerimento-approfondimento-arricchimento-inasprimento-impoverimento
allargamento-imboccatura-scarcerazione-atterraggio-inchiodata
3. restrizioni categoriali/sintattiche: la base di norma un membro di una
categoria lessicale maggiore; essa deve essere della categoria appropriata
alle necessit dellaffisso: ad esempio non si pu aggiungere oso ad un V, o
bile ad un N.
In derivazione abbiamo in entrata N-A-V ed in uscita anche Avv; nel caso
della composizione le basi possono essere N-A-V-P, mentre le categorie in
uscita sono solo A o N.
Le RFP sono sensibili anche ai tratti di sottocategorizzazione della base: -bile
si attacca a verbi [+transitivo], -aio a nomi [+comune][-astratto]
*gloriaio*futuraio
Quindi tutte le informazioni sintattiche presenti nella rappresentazione di una
parola possono influenzare i processi derivazionali.
4. restrizioni semantiche: gli affissi selezionano la loro base anche in
relazione al significato; le RFP operano delle distinzioni in relazione ai vari

possibili significati della parola base. Un certo affisso pu scegliere un solo


valore di una certa base:
che piace a molti > impopolare
popolare
della gente >*
essere attaccato

> aderente - adesivo *adesione

parteggiare

> aderente - adesione *adesivo

cercare di riuscire

> tentativo *tentatore *tentazione

aderire

tentare
cercare di corrompere> *tentativo tentatore tentazione
acre > *acidamente
acido
maligno > acidamente
riflettente > *lucidamente
lucido

rigido

> extralucido
ma

cosciente > lucidamente

> *extralucido

non pieghevole > *rigidamente


ma
severo > rigidamente

> semirigido
> *semirigido

Restrizioni sulluscita:
1. sintattica: ogni parola nuova creata da una RFP deve essere un membro di
una categoria lessicale maggiore: A-V-N-(Avv).
Si visto che luscita di una RFP una struttura con parentesizzazione
etichettata dove sono specificate sia la categoria dellentrata che la categoria
delluscita insieme al confine richiesto dalla regola; quando ad una base si
applicano pi RFP, lintera struttura costruita nella derivazione viene
mantenuta:
[[[[industria]N ale]A izza(re)]V zione]N

2. semantica: il significato delluscita di una RFP una funzione del


significato della base (funzione che viene espressa dal suffisso); il significato
delluscita viene rappresentato da una parafrasi contenente una variabile:
[[X]V + ura]N
[[X]V + bile]A
[in + [X]A]A

lazione del X-are


che pu essere X-ato
non X

filatura
trascurabile
inesperto

Il significato di una parola complessa composizionale solo quando questa


viene creata da una regola sincronicamente produttiva; con il tempo essa pu
acquisire significati non pi derivabili dai suoi componenti, pu cio subire
una deriva semantica:
persona che abitualmente o professionalmente osserva
osservatore
chi partecipa a convegni o congressi ossservando ci che vi accade senza
presentare relazioni
azione del friggere- nome astratto
frittura
pesce fritto- nome risultato

In alcuni casi la semantica della parola in uscita non prevedibile anche se il


processo regolare e produttivo; ad esempio il suffisso tore (ma anche ino)
diventato ambiguo tra nome dagente e nome strumentale, cio pu
indicare in alcuni casi la persona che professionalmente o abitualmente
compie una certa azione ed in altri casi uno strumento utilizzato per svolgere
una certa azione:
lavoratore- nuotatore- usurpatore- cospiratore
bruciatore- apiratore- estintore- refrigeratore
postino- bagnino
vs frullino-passino
decifratore-sollevatore-ungitore
possono avere entrambe le letture
Tratti di strato
Il lessico di una lingua stratificato, nel senso che costituito da vari strati (dovuti
spesso a contatti tra sistemi linguistici o a prestiti); per cogliere questo fatto, stato
proposto un sistema di tratti di strato in cui lo strato [+nativo] quello centrale di una

data lingua, mentre quello [-nativo] definisce gli strati periferici che spesso riflettono le
vicende storiche ed i contatti culturali della lingua in questione. Distinzioni di questo
tipo sono rilevanti per le RFP perch affissi diversi possono scegliere strati lessicali
diversi.
Produttivit e frequenza
Non tutti i processi di derivazione hanno lo stesso grado di produttivit, cio, non tutti i
processi hanno la stessa probabilit di venire usati per formare parole nuove.
Per es., cfr. ri- vs. re-, -are vs. -ire, -it vs. -ezza, -zione vs. -nza. . .
Vari fattori determinano la maggiore o minore produttivit di un affisso del processo
morfologico che ne fa uso.
Un fattore importante, anche se non quello cruciale, la frequenza con cui laffisso
viene usato in parole gi esistenti.
Intuitivamente, pi sono le parole, e soprattutto le parole trasparenti, in cui un affisso
viene usato, pi sar facile che il parlante decida di usare laffisso per creare parole
nuove. Si noti che quello che conta il numero di parole diverse in cui un affisso
capita, piuttosto che la frequenza di tali parole: cio, un prefisso che capita in 100 parole
poco frequenti sar probabilmente pi produttivo di un prefisso che capita in una o due
parole frequentissime. In altre parole, ci che conta la type frequency (frequenza in una
lista di parole), e non la token frequency (frequenza in un corpus).
Ad esempio, il fatto che la (o le) coniugazione(/i) in -ere dellitaliano contengano verbi
molto frequenti come essere, avere e potere non basta a rendere tale(/i) classe(/i)
produttiva(/e) il fattore determinante che rende la coniugazione in -are la pi
produttiva che ci sono un gran numero di verbi distinti (molti a bassissima frequenza)
che appartengono a questa coniugazione (secondo [Albright 2002b], il 72% dei verbi
italiani appartengono alla coniugazione in -are).
La produttivit di una regola ha a che fare con la sua trasparenza: il significato della
parola risultante dalla RFP la somma dei significati delle parti che la compongono.
La regola produttiva se viene sentita tale dai parlanti, cio se i parlanti la applicano
quando formano parole nuove e la usano per capire parole nuove.
Un modo per testare la produttivit di una regola dare delle non-parole a dei parlanti
madrelingua e chiedere di applicare una RFP.
Una parola pu rimanere a lungo nel lessico lessicalizzandosi, acquistando un significato
idiomatico che non desumibile dagli elementi costitutivi:
tavolaccio > giaciglio del prigioniero
passabile > accettabile