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LA NASCITA DELLA CLASSE INTELLETTUALE NEL MONDO GRECO

Non possibile delineare la posizione e la funzione dellintellettuale, in un momento qualsiasi


dellantichit, se non si chiarisce, almeno sommariamente dal punto di vista storico-culturale, quali siano
le caratteristiche inerenti al termine che useremo1: utile, perci, fare una sobria premessa.
Il termine intellettuale nasce dal tardo latino intellectualis, sul modello del francese intellectuel, ed
inizia a diffondersi nel 1895 circa nel contesto del famoso caso Dreyfus, a indicare un gruppo di non
militari, i quali si inseriscono in un caso giudicato di esclusiva competenza della casta militare: viene ad
avere, tra i suoi tanti significati (tipico dellintelletto, contrapposto al cuore, limitato allintelletto,
ecc.), quello di persona colta, che si dedica allattivit ed alla produzione artistica (e nelluso odierno, a
volte, viene usato ironicamente per indicare chi si sente superiore culturalmente); mentre, in ambito
politico, pu indicare il ristretto gruppo che si identifica con la mente direttiva di un partito2, o, in
maniera critica, chi assume atteggiamenti polemici e individualistici in seno alla societ o al gruppo di
cui fa parte3.
Il termine nasce, quindi, con una sua forte valenza che continuer a conservare, in senso
negativo o positivo, per tutta la sua storia: questa valenza sar sempre indissolubilmente legata ad un
preciso momento storico. Sar, pertanto, indispensabile cercare di eliminare dalla connotazione del
termine tutti gli orpelli e le sovrastrutture socio-politiche e storiche, al fine di recuperare il significato
minimo da inserire, di volta in volta, in un suo preciso contesto storico.
Nelle culture del Vicino Oriente antico basterebbe considerare, per riconoscere una classe di
intellettuali collegati al Tempio e al Palazzo, la classe degli scribi, non semplici segretari ma
detentori dellimportante potere della scrittura e contrapposti alla classe dei sudditi prestatori di lavori
manuali (contadini ed artigiani)4.
Prenderemo, perci come valore minimo del termine quello che riconosca, allinterno di un
sistema sociale, il ruolo dellintellettuale definito come funzione dedita ad attivit non manuali5, in
termini generali, e senza voler distinguere lhomo sapiens dallhomo faber6: cosa di per s impossibile, come
gi nel V secolo a.C. aveva messo in risalto il filosofo Anassagora7. In tale contesto sar utile, ai nostri
fini, anche la nozione moderna che riconosce allintellettuale una sua funzione sociale di
conservazione e trasmissione della cultura: funzione subalterna ma utile per la classe dominante, di cui
diffonde, in questo modo, lideologia. Utilizzando, quindi, tale parametro nellambito dello studio
dellantichit, non utile riconsiderare la cultura greca, tentando di isolare una sequenza di singole
figure di intellettuali considerati come autonomi e irripetibili, ma piuttosto si deve cercare di
individuare la figura dellintellettuale come frutto del sistema sociale, della sua organizzazione e della sua
evoluzione.
E difficile trovare nella societ greca lopposizione lavoro intellettuale/lavoro manuale, perch
anche il lavoro intellettuale inserito nel processo produttivo (almeno fino a una certa epoca):
lopposizione quella che possiamo ricavare, allinterno delle opere dei grandi pensatori come Platone
ed Aristotele, tra comando e dipendenza, attivit libera e lavoro dipendente (retribuito o no), o, meglio,
tra lavoro/non lavoro, concetti che, a loro volta, spesso si intersecano8.

1 Per le indicazioni bibliografiche date in forma abbreviata si rinvia alla bibliografia posta alla fine del contributo; per
unanalisi del termine v. O. Longo, p. 9.
2 In questo caso viene ad essere sinonimo del termine russo intelligencija, nato in Russia nei primi anni del XIX secolo per

indicare quella categoria politica formata da elementi colti, dapprima pervasi da idee liberali e democratiche, poi socialiste
in senso anarchico -utopistico, ed infine marxiste.
3 Cfr. C. Miralles, pp. 850-851.
4 Cfr. A.L. Oppenheim; bisogna, comunque, sottolineare che la funzione dello scriba cambia valore nei vari ambiti orientali,

a seconda del tempo e del luogo.


5 Diversamente pensa O. Longo, p. 16.
6 Cfr. A. Gramsci, pp. 16-17.
7 V., in Appendice, la traduzione del fr. A 102 Diels-Kranz.
8 Cfr. O. Longo, p. 25.

1
In Grecia, durante il IV secolo a.C., succede qualcosa che travalica la semplice trasformazione
sociale e politica: dalla comunicazione orale della cultura si passa alla comunicazione scritta, che per
noi un dato culturale ormai acquisito. Precedentemente, infatti, il libro aveva avuto una scarsa
diffusione e, fino al V secolo a.C., la pubblicazione e la trasmissione di un testo erano state
prevalentemente, se non esclusivamente, orali9: causa ed effetto della diffusione del libro fu la nascita, in
questo periodo, delle grandi Biblioteche di Alessandria e di Pergamo.
Alessandria, Pergamo, Antiochia, capitali dei grandi regni ellenistici nati dallo smembramento
del regno di Alessandro Magno, sono le sedi di un nuovo tipo di studio proprio perch i loro sovrani
hanno raccolto, in ben definiti centri culturali, tutto ci che serve allindagine scientifica. Ad
Alessandria, ad esempio, Tolomeo Filadelfo fa costruire la Biblioteca, in cui non solo vengono raccolti i
testi della letteratura greca precedente, ma anche, e soprattutto, vengono messi a disposizione degli
studiosi. Sappiamo che, quando fu fondata, possedeva circa mezzo milione di volumi e che poi fu
istituita unaltra biblioteca, nei pressi del Serapeo, per contenere i volumi doppi: gi nel I secolo a.C.
queste due Biblioteche possedevano complessivamente circa 700.000 volumi10.
Nella trasformazione del contesto storico muta la funzione della poesia e della letteratura,
elementi qualificanti del sistema socio-politico ed educativo greco, come si era configurato in et arcaica
e classica. I nuovi poeti ellenistici non si rivolgono pi al pubblico direttamente, ma il loro referente
la corte o, al limite, il ceto agiato, che pu permettersi di comprare i libri e richiede prodotti sempre pi
raffinati. Il loro lavoro a tavolino li allontana sempre pi dalla collettivit e rende la loro poesia pi
raffinata, ricercata ed erudita. Il poeta ellenistico, infatti, ha agio di studiare i poeti precedenti e di
riutilizzarli in maniera filologica11: i vecchi generi letterari vengono innovati e ne nascono di nuovi come
lepillio e lidillio; si abbandonano gli argomenti politici e religiosi per rivolgersi sempre pi a tematiche
erotiche, intimiste e naturalistiche: il poeta, rifugiandosi nellintimismo, nel particolare, nel dotto,
realizza la naturale soppressione dei valori collettivi, che erano insiti nella poesia epica, nella lirica, nella
tragedia e nella commedia. Inizia cos, in questo semplice modo la divisione tra cultura della classe
dirigente e cultura popolare, tra lavoro e non lavoro: gi da un po di tempo, con il tramonto della polis
(citt-stato) e dei suoi valori, la dimensione pubblica della cultura ( recitazioni rapsodiche pubbliche, il
teatro come festa collettiva, le catene elegiache dei simposi, ecc.) era venuta scemando a favore della
dimensione intimista dei cenacoli letterari legati alla corte o della presenza qualificante di dotti presso
la corte12.
Gi in un passo della Retorica (III 12, 1413b 3-9) Aristotele, passando in rassegna i diversi stili
delloratoria distingue tra lo stile che si adatta meglio al discorso scritto (grafik) e quello tipico del
dibattito (agonistik), sottolineando che per il primo necessario esprimersi correttamente in greco
(ellenzein) e per laltro saper prendere la parola opportunamente, al momento giusto: era delineato, in
maniera chiara, quello che era lambiente culturale dellepoca di trapasso da una civilt orale-aurale,
dove lascolto era preminente, ad unaltra, in cui il testo scritto aveva la preminenza anche come
strumento di conservazione, e non solo di trasmissione, del sapere13.
Ormai il poeta non uno dei cittadini che parla e viene ascoltato direttamente dai suoi
concittadini, usando le sue esperienze in maniera paradigmatica, come era stato fino a quella fase
storica, ma un erudito che scrive per eruditi come lui; e questa la caratteristica che si perpetuer in
tutta la letteratura successiva.

9 V. B. Gentili in E. A. Havelock, pp. V-XI.


10 Queste biblioteche subirono danneggiamenti gi con lassedio di Cesare ad Alessandria (47 a.C.), durante la campagna
militare contro Tolomeo XIII, ed ancora in epoche successive, tanto che nel IV secolo d.C. erano gi in rovina; il definitivo
tracollo avvenne con linvasione araba del VII secolo. Il numero dei volumi contenuti nelle biblioteche non deve
meravigliare, perch, in realt, si fa riferimento ai volumi (cio a rotoli di papiro, che erano lo strumento per la raccolta
e per la trasmissione delle opere: spesso pi rotoli erano necessari per contenere le opere pi estese); inoltre i testi
venivano studiati e collazionati al fine di poter approntare nuove edizioni, con relativi commenti, sempre pi accurate dal
punto di vista testuale, e queste nuove iniziative accrescevano il numero dei volumi della biblioteche stesse.
10 Cfr. G. Serrao, p. 172.
11 Cfr. G. Serrao, p. 172.
12 Ad es., basta ricordare che gi Aristotele era stato chiamato a Pella da Filippo, re di Macedonia, quale precettore del

giovane figlio Alessandro (poi Magno).


13 V., in Appendice, la traduzione del testo di Aristotele.

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E importante ribadire quanto questa trasformazione sia stata il prodotto di un epocale
cambiamento storico: la polis, con le sue ridotte dimensioni, le feste religiose (alle quali erano legati
giochi pubblici, rappresentazioni teatrali, la lirica, poesia celebrativa e pubblica di Dei e uomini), le
assemblee popolari (Solone, uomo politico ateniese del VII/VI secolo a. C., esponeva il suo programma
politico tramite la poesia elegiaca, cantata durante il simposio), i tribunali pubblici non poteva non
livellare la cultura, che era, pressoch simile per tutti14; e per di pi la poca diffusione del libro favoriva,
come ho gi detto, la trasmissione orale della cultura.
Con Alessandro Magno si realizza il passaggio dalla polis al grande regno ellenistico e poi,
dopo la sua morte (323 a.C.), ai grandi regni ellenistici, la cui nascita favorisce il passaggio dal cittadino
al suddito che non partecipava pi attivamente alla vita dello stato che era delegata ad una potente
classe di colti burocrati. E facile notare, esaminando la produzione letteraria dellepoca che in questo
periodo la speculazione e la partecipazione attiva alla politica lasciano il posto allindagine scientifica:
ogni campo dello scibile umano viene indagato, nasce la filologia come scienza della letteratura, ma
nascono anche scienze come la botanica e la zoologia, sulle orme degli insegnamenti di Aristotele e di
Teofrasto; la medicina diventa meno empirica e pi scientifica, la matematica e la geometria vengono
studiate15 e i loro risultati applicati (studio non estraneo ai premi dati dai sovrani ellenistici agli inventori
di nuove macchine da guerra), basti pensare a scoperte astronomiche come leliocentrismo (Aristarco, e
ripreso solo nel 1543 da Copernico), idrauliche (la vite perpetua di Archimede): tutto questo lavorio
intellettuale giunto a noi, spesso tramite compendi di epoche pi tarde o attraverso le traduzioni
arabe, ma in modo sufficiente a segnalarne lampiezza e la fama. Dora in avanti lintellettuale sar
specializzato: basti a ci la riflessione che non ci saranno pi le figure dei filosofi-scienziati o dei poeti-
politici, cos care allet arcaica, e in parte classica, greca ma la specializzazione come nella vita sociale e
politica, cos sar perseguita nellattivit culturale e di ricerca.
Questa nuova prospettiva cambia radicalmente il clima culturale che aveva avuto, ad esempio,
nel V secolo a.C., la sua massima espressione nel teatro come mezzo mediatico per un insegnamento
comune a tutto il popolo delle piccole citt-stato, cos come travolge la funzione del poeta-cittadino
dell et arcaica. Nel periodo arcaico il poeta era colui che doveva educare il popolo risvegliandone
linteresse (ancora nel V secolo a. C., Aristofane ribadisce che i poeti sono i maestri dei giovani)16 e il
suo pubblico, in spazi limitati a pochi, come il simposio17 o durante le feste che riunivano tutti, non
coglieva diversit tra ci che egli cantava e il mondo reale, e proprio a questo sono ricollegabili i tanti
esempi della lirica monodica e dellelegia arcaica che traggono spunto dalle vicende politiche, in cui tutti
i cittadini si sentivano coinvolti, poesia nata per lazione e nellazione, che riflette la vita
contemporanea, a cui, come, nel I secolo a.C., osserva il retore Dionigi di Alicarnasso (per i testi di
Alceo), basta togliere il metro per avere un discorso politico18. In questa fase prevalentemente orale
della trasmissione della cultura lintellettuale non una categoria definita: si tratta dei poeti depositari
della tradizione, che essi fissano, conservano e diffondono e che non sono nullaltro che artigiani,
come i carpentieri e medici19.
Nellepoca ellenistica, che coincide (dopo la morte di Alessandro Magno) con la nascita dei vari
regni nati dalla divisione dellImpero realizzato da Alessandro, questo retroterra sociale non esiste pi: la
politica amministrata dal sovrano e dai suoi ministri e lesercito non pi formato da cittadini ma da
professionisti, i poeti non hanno pi funzione educativa, non interpretano pi passioni e bisogni del
popolo ma la poesia diventa patrimonio di unlite culturale e sociale che usa il libro come mezzo di
trasmissione e il poeta esercita la sua scrittura su argomenti eruditi per un pubblico di eruditi in grado
di cogliere ogni allusione, le parole rare e preziosisticamente ricercate e le non consuete metafore20,

14 V. le osservazioni di A. M. Cirio.
15 Cfr. le acute osservazioni di L. Russo, il quale opportunamente chiarisce che la rivoluzione scientifica del XVII secolo non
che, in massima parte, la riscoperta della rivoluzione scientifica ellenistica.
16 V., in Appendice, la traduzione del testo di Aristofane.
17 V. la preziosa raccolta curata da M. Vetta.
18 V. De imit. 421, p. 205, 16 Usener-Radermacher; ved., in Appendice, la traduzione dei testi di Alceo, Archiloco e Solone.
19 Cfr. C. Miralles, p. 857.
20 Cfr. M. G. Bonanno, pp. 1-40, in particolare pp. 31-32.

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quando non addirittura la poesia diventa propaganda per il potente che nutre e si occupa della vita
materiale del poeta intellettuale.
Anche la rivalit tra poeti non pi che una rivalit di letterati che discutono sul concetto di arte
e sulla sua valutazione, e a causa di ci il poeta si allontana sempre pi dal quotidiano, che tanta parte
aveva avuto nella poesia arcaica e nel teatro classico, e si dedica alla ricerca di miti e argomenti rari o
inconsueti da trattare in maniera innovativa per interessare il proprio colto ed elitario pubblico. Le
composizioni sono, in linea di massima, brevi (riferimento emblematico, ad esempio, sono i testi di
Callimaco, che esprimono la sua teoria poetica: questa la poetica della nuova et che rifugge dal lungo
poema ed esige, invece, la brevit e la ricercatezza che solo un pubblico selezionato sa apprezzare ed
intendere21), raffinate, in una parola intellettuali, ma anche prive di sentimenti e di passione: a ci
contribuiscono sicuramente anche le idee della filosofia contemporanea, che propugnava il senso della
misura 22, per cui scompaiono le invettive violente, al punto che Callimaco, nel Giambo I, rappresenta
Ipponatte (giambografo del VI secolo a.C., famoso per la violenza della sua poesia), il quale ritorna
dallAde, per sostenere che al vero poeta si addicono toni pacati e che la sua guerra con il suo nemico
Bupalo ormai finita23.
Segno di questo allontanamento , nellambito dellorganizzazione politica fortemente
centralizzata dalla quale non si poteva disgiungere un disegno di istituzioni culturali ad essa
organicamente collegate, il sorgere (accanto alla Biblioteca di Alessandria) di una istituzione che non si
era mai vista nella cultura greca e che, da una parte, istituzionalizza un continuo controllo della vita
intellettuale e, dallaltra, la nascita di una nuova classe sociale: quella degli intellettuali, legati, non solo
sporadicamente, come era avvenuto per i poeti arcaici attraverso le committenze (cfr., ad esempio, le
odi celebrative, lautamente retribuite, di Pindaro in onore dei vincitori delle gare, recitate in raduni
panellenici come le grandi feste religiose)24, ma in maniera esclusiva al proprio sovrano di cui il poeta
diventa, consciamente, o meno, il propagandista. Nasce, infatti, prima del 283 a.C. (data della morte di
Tolemeo I Sotr), il Museo (tempio delle Muse), nei pressi dei palazzi reali, organizzato sul modello
del Peripato per ospitare, a spese del sovrano, gli studiosi che utilizzavano per le loro ricerche i testi
raccolti nella Biblioteca, nonch altre strutture come losservatorio astronomico, il giardino zoologico,
sale per lo studio dellanatomia e un orto botanico. Una specie di pensionato, in cui gli intellettuali,
liberi dalle preoccupazioni della vita quotidiana, grazie allindennit loro attribuita, studiavano e
discettavano.
A capo del Museo vi era un sovraintendente (episttes) ma la carica pi importante era quella
del direttore (prosttes) della Biblioteca, che venne ricoperta dalle personalit pi notevoli della cultura
alessandrina25. Non proprio una Universit perch non vi era lobbligo dellinsegnamento n un
calendario accademico ma dove linsegnamento nasceva liberamente dal clima intellettuale,
sullesempio delle scuole platonica ed aristotelica. Del resto universalmente riconosciuta limportanza
che ebbero per il ruolo di Alessandria nel mondo culturale, larrivo di rappresentanti del Peripato come
Stratone di Lampsaco, il successore di Teofrasto alla direzione del Peripato, a cui Tolemeo I affid
leducazione di suo figlio e successore Tolemeo Filadelfo o Demetrio Falereo, ex signore di Atene, al
momento dellesilio.
E fu proprio la splendida munificit dei Tolemei (famiglia dei Lagidi), che fece di Alessandria la
capitale della letteratura e poi della scienza, ma non bisogna dimenticare che anche gli altri regni dei

21 Da qui il prevalere della breve poesia epigrammatica, che spesso solo mera poesia di occasione; quella precedente
non era, invece, separabile da fatti sociali e politici, da cui traeva la sua ragione di essere.
22 In questo contesto sia lEpicureismo che lo Stoicismo sono dottrine a sfondo etico perfettamente inserite nellEllenismo,

la prima con listanza individualistica e laltra con la tesi universalistica, che poi la base dellideologia del principato: il
cosmopolitismo di questepoca non che il rovescio del lindividualismo .
23 V., in Appendice, la traduzione dei testi di Callimaco.
24 V. le chiare osservazioni di G. Nagy.
25 Un frustulo di Papiro, proveniente da Ossirinco (P. Oxy. 1241), nella zona del Fayum in Egitto, ha tramandato lelenco

dei primi bibliotecari : il filologo Zenodoto di Efeso, il poeta Apollonio Rodio, il geografo e critico letterario Eratostene di
Cirene, il filologo Aristofane di Bisanzio che era anche zoologo, Apollonio Eidografo, Aristarco di Samotracia: come si
vede, si tratta dei nomi dei pi importanti poeti, eruditi e scienziati dellepoca, non di semplici burocrati, sia pure importanti.

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diadochi dettero impulso alla vita intellettuale: del resto dove vi erano libri l arrivavano da ogni parte
letterati e scienziati, che di quei libri avevano bisogno. Tra queste capitali emerge Pergamo, che fu
dotata anchessa di una fornitissima biblioteca, allepoca di Attalo I (regnante dal 241 a.C.), ingrandita
dal successore Eumene II, e di cui fu collaboratore Cratete, fondatore della locale scuola grammaticale,
e che divenne in et imperiale sede di una famosissima scuola di retorica. Di minore importanza fu
Antiochia, capitale del regno di Siria, destinata, nella mente dei suoi sovrani, ad essere il faro della
cultura degli stati orientali: la sua Biblioteca fu fondata da Antioco I Sotr (successore del padre Seleuco
nel 280 a.C.), ma ingrandita da Antioco III, che alla fine del III secolo a.C. nomin direttore il poeta
Euforione, considerato da Cicerone, lispiratore dei latini poetae novi. Secondo notizie tarde (di Giovanni
Malala, storico siro ellenizzato del VI secolo d.C., autore di una cronaca universale) anche in
Antiochia fu fondato un Museo, simile a quello di Alessandria. Invece, la vita culturale di Pella e della
Macedonia fu breve e sembra essersi concentrata specialmente durante il regno di Antigono Gonata
(283-239 a.C.), seguace dello Stoicismo, e anche se Emilio Paolo dopo la battaglia di Pidna (168 a.C.)
trasfer a Roma la biblioteca di Perseo, sembra che non vi siano mai sorte Biblioteche pubbliche.
Il lavoro intellettuale , dunque, in et ellenistica riconosciuto socialmente, ed perci che si
pu parlare di una nuova classe di intellettuali: classe che prima, come si detto, non era mai esistita e
che ora riconosciuta come tale proprio per il volere e lopera dei sovrani ellenistici. Essi, si procurano
con la fondazione delle biblioteche e le facilitazioni per gli uomini di cultura le stesse benemerenze che i
precedenti capi delle citt si erano procurati con la costruzione dei templi. Fino a questa epoca le
biblioteche erano state un possesso privato di persone abbastanza abbienti da potersele permettere. Gli
stati ellenistici, a causa del bisogno di un ceto di funzionari di livello culturale alto, furono obbligati a
mettere i libri a disposizione della classe colta ma non particolarmente abbiente. Lo stesso Museo era
un istituto culturale in cui, come abbiamo visto, lavorava un gruppo di cento studiosi stipendiati per
fare ricerca e, pur non svolgendo regolare attivit dinsegnamento, la Biblioteca era, essenzialmente,
riservata ad essi. Qui, sotto la guida del Direttore (prosttes) un gruppo di grammatici sistemava il testo
delle varie opere, che venivano cos trasmesse correttamente e opportunamente interpretate e
commentate26.
E utile pure sottolineare che la protezione del principe aveva anche un suo lato oscuro: il dover
essere in balia delle sue direttive e delle sue decisioni, al punto di rischiare la vita, se si contravvenivano
(cos, ad esempio, documenta Ateneo, XIV, 620f-621a), come successe al poeta Sotade con Tolemeo
Filadelfo27; la classe intellettuale (ed evidente che ormai di classe conviene parlare!) sempre pi
collegata al potere, avendo un ruolo primario di propaganda, ulteriormente rinforzato dallessere
circoscritta alle accademie create dai monarchi, che diventarono veri e propri laboratori di cultura.
E in questo periodo che quasi tutta la letteratura presenta almeno due livelli di comprensione:
uno superficiale, di tipo realista o di feuilleton, e laltro raffinato e colto, che in fondo fatto di allusioni
letterarie, di cultura filosofica e di suggerimenti allegorici28, continuando a perpetuare la divisione tra la
cultura della classe dirigente e quella del popolo, nellambito della diffusione dell alfabetizzazione.
Il ruolo educativo si estende, e non pi solo i poeti sono educatori; nellambito della
specializzazione della cultura, sono educatori soprattutto i grammatici, pian piano soppiantati dai retori:
segno, anche questo, del convertirsi di tutta la cultura in letteratura. E nelleducazione delle classi pi
alte la poesia conter ormai solo se appartenente al passato e solo come preparazione alloratoria,
mezzo utile per il consolidamento del potere.

Amalia Margherita Cirio


Docente di Lingua e Letteratura Greca
Universit di Roma La Sapienza

26 I testi della Biblioteca servivano come base per continuare lo sviluppo della cultura greca in tutti i campi e resero la
filologia una scienza; e secondo le regole dellamministrazione ellenistica il bibliotecario, di nomina regia, non poteva che
essere una grossa personalit della cultura (v. sopra).
27 V., in Appendice, la traduzione del testo di Ateneo.
28 C. Miralles, p. 881.

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APPENDICE29
Alceo, fr. 208a Voigt30
Non comprendo lo scontro dei venti
da una parte rotola londa
e dallaltra, e noi nel mezzo
siamo trascinati con la nave nera,
spossati davvero dalla grande tempesta.
Lacqua gi copre la base dellalbero,
la vela ormai tutta lacera e trasparente
per i grandi squarci che sono in essa,
le sartie cedono
Anassagora,, fr. A 102 Diels-Kranz (=Aristotele, part. animal. IV 10, 687a 7-9)
Anassagora afferma che luomo il pi intelligente degli animali grazie allaver le mani;
invece ragionevole dire che ha ottenuto le mani perch il pi intelligente.

Archiloco, fr. 13 West (= 10 Tarditi)31


Nessuno dei cittadini, Pericle, biasimando
il lutto e il dolore, gioir con banchetti, e neppure la citt:
tali uomini londa del mare risonante
sommerse; e gonfio di pianto per la pena
il nostro cuore. Ma a mali irrimediabili gli di,
o amico, diedero la virile sopportazione
come rimedio: ora uno, ora un altro ha questa sorte;
adesso su di noi si volta, e piangiamo la ferita che sanguina,
poi, di nuovo, toccher ad altri. Ors, presto
allontanate il lutto femmineo e sopportate.

Archiloco, fr. 128 West (= 105 Tarditi)32


Cuore, cuore, turbato da dolori senza rimedio,
sorgi, difenditi dai nemici, opponendo a loro
il tuo petto, e di fronte a loro stai saldo nello scontro;
e se vinci non ti vantare davanti a tutti,
se sei vinto, non lamentarti, prostrato nella tua casa:
gioisci delle gioie e soffri dei dolori,
non troppo: impara quale regola governa gli uomini.

Aristofane, Rane, v. 1053-1056


ma il poeta deve nascondere il vizio
e non metterlo in mostra n insegnarlo; per i bambini
c il maestro che spiega, per i giovani ci sono i poeti:
noi dobbiamo raccontare cose oneste.

29 Le traduzioni sono mie.


30 Si tratta di un carme allegorico, come ci testimonia esplicitamente il grammatico Eraclito: la nave nella tempesta simbolo
della citt di Mitilene alla deriva, minacciata dal ritorno del tiranno Mirsilo. La metafora ha avuto una sua fortuna,che,
passando dalla poesia greca (Teognide, Eschilo, Sofocle, ecc.) a quella latina (specie Orazio, Carm. I,14), arriva fino a Dante.
31 Si pu affermare che in questi versi sono presenti, in realt, anche motivi di compianto per la morte di concittadini ed una

composta esortazione a sopportare i dolori che la vita umana inevitabilmente comporta: ci sembra essere il fine
educativo di questa elegia.
32 Il colloquio tra luomo e il suo cuore motivo gi presente nella poesia omerica (Odissea, XX, vv. 18-21); in questi versi

evidente la formulazione dellalternanza che regola le vicende umane: sono ripresi i motivi educativi presenti nel testo
precedente, che fa riferimento alla morte di Pericle, cognato di Archiloco.

6
Aristotele, Retorica , III 12, 1413b 3-9
Non bisogna dimenticare che ad ogni tipo di oratoria adatta unelocuzione diversa: infatti la
prosa scritta e quella del dibattito orale, loratoria politica e quella forense non sono eguali fra loro. Nel
primo caso si tratta di saper usare bene il greco, nellaltro di non essere costretti a tacere, se si vuol
comunicare agli altri, cosa che appunto accade a coloro che non sanno scrivere. Lelocuzione scritta la
pi precisa, quella del dibattito orale affidata molto alla recitazione.

Ateneo, XIV, 620f-621a


la franchezza di Sotade non teneva conto delle circostanze: ad Alessandria parl male del re
Lisimaco, alla corte di Lisimaco sparl di Tolemeo Filadelfo, e la medesima cosa fece di altri in altre
citt. Ebbe quindi la punizione che meritava; salp da Alessandria, e pens di essere ormai fuori
pericolo: aveva detto numerose battute feroci contro re TolemeoAllora Patroclo, generale di
Tolemeo, lo cattur nellisola di Caudo, lo fece rinchiudere in un contenitore di piombo, che poi fece
portare al largo e gettare in mare.

Callimaco, Aitia, I, vv. 1-633


[Spesso] i Telchini mormorano contro la mia arte,
ignoranti, che della Musa non nacquero amici,
perch non un unico canto continuo o di re
[a gloria] in molte migliaia di versi ho realizzato
o degli eroi [pi valenti], ma in breve giro il mio carme [volgo],
come un fanciullo, mentre degli anni miei non poche sono le decadi.

Callimaco, Inno II ( Ad Apollo), vv. 100-10734


Di nascosto lInvidia disse allorecchio di Apollo:
Non amo il poeta che non canti quanto il mare.
Apollo col piede respinse lInvidia e cos disse:
Egrande la corrente del fiume Assiro, ma molte impurit
della terra e molto fango trascina sullacqua.
Le api non da ogni luogo portano lacqua a Demetra,
ma quella che pura e incontaminata zampilla
da una pura sorgente: piccola goccia, fiore purissimo.

Callimaco, Giambi, I, vv. 1-435


Ascoltate Ipponatte: e infatti arrivo
dal luogo dove un bue si compra con un soldino,
portando un giambo che non canta la rissa
con Bupalo

33 Di questo testo, il cosiddetto Prologo contro i Telchini, trasmesso da un papiro che presenta numerose lacune, si
presenta la sezione iniziale; per la comprensione del testo si sottolinea che i Telchini rappresentano una mitica stirpe di
fabbri o di maghi, collocati dalla tradizione antica in vari luoghi dellEgeo: erano noti per essere invidiosi custodi della
propria arte.
34 Questi versi sono la sezione finale dellInno e rappresentano la difesa dellattivit del poeta contro i suoi detrattori. Si pu

sottolineare che qui ancora evidente il punto nodale della poetica callimachea, lopposizione grande poema/piccola
poesia, con la difesa della seconda: in questa ottica il mare pu rappresentare lepica omerica, il fiume i suoi pedissequi
imitatori e la sorgente la poesia callimachea. Sono i medesimi concetti sottolineati nel testo precedente.
35 Per la comprensione del testo linvito alla moderazione, che traspare in questi versi, contiene una chiara carica di

paradossalit. Il secondo verso fa riferimento allOltretomba, da cui viene richiamato Ipponatte, dove la ricchezza e la
povert sono eguagliate e tutto si compra con il cosiddetto obolo dei morti.

7
Solone, fr. 2 Gentili-Prato (=1-2 West)36
Io stesso venni araldo dalla bella Salamina:
composi un carme, ben composto in versi, invece di un discorso.
***
Fossi io di Folegandro o di Sicino
invece che Ateniese, scambiata la patria!
Tra gli uomini presto potrebbe correre questa fama:
E un Attico costui, di quelli che rinnegano Salamina.
***
Andiamo a Salamina, combattiamo per la bella
isola, e scrolliamoci di dosso una vergogna pesante.

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36 Questi versi, che appartegono alla cosiddetta elegia per Salamina, sono emblematici di una singolare fase della vita
politica ateniese: Plutarco narra che a causa della lunga e sanguinosa guerra conto i Megaresi per il possesso di Salamina, gli
Ateniesi vietarono con una legge, che prevedeva la pena di morte, che qualche cittadino proponesse la riconquista dellisola:
in tale contesto Solone si finse pazzo e recit questa Elegia per Salamina nellagor di Atene. Per la comprensione del
testo, giuntoci, fra laltro, allo stato frammentario, utile ricordare che Folegandro e Sicino sono due piccolissime isole delle
Cicladi meridionali.