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IL FUTURO CHE VERRÀ

L A RIVISTA UFFICIALE DEL PROGRAMMA TV

Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 Aut. GIPA/ S/ SA/33 /2013 – Distribuzione: ME.PE. Milano

Periodicità mensile • Febbraio 2017 • Anno VI • Numero 2 (53)

AICONFINI DELLACONOSCENZA

L’OMBRA DELLA SVASTICA SU HIROSHIMA

Unamisteriosavicenda

proponenuove

einquietantiverità

magazine

LA SETTA STERMINATA

Custodi di un tesoro, eretici e miscredenti:

la tragica fine dei Catari

IL PRIMO UOMO VOLANTE

Decenni prima della mongolfiera una enigmatica apparecchiatura a raversava il cielo

NEFERTARI È IN ITALIA!

Un team di scienziati ha confermato: la mummia di Torino è la regina egizia

LA SVOLTA

Ci siamo stati

Viaggio a Siena, tra sacro e profano

Le meraviglie e gli arcani di una ci à ricca di sorprese

Dietro la storia

Follia nelle trincee

Vi sveliamo un terribile e doloroso retroscena della Grande Guerra

Profezieevisioni:un’affascinanteindagine

sullepiùgrandipredizionidellastoria

comunità

grande

La

di Voyager

www.raiplay.it/programmi/voyager ci sono

sulla programmazione televisiva,

h p://voyagermagazine.edmaster.it trovate

informazioni

in edicola.

nuovo numero

la presentazione del

(www.facebook.com/pages/Voyager/206775842754200),

(h ps://instagram.com/voyagerai2)

gerai2).

Parleremo di antichi uomini che cercavano, con i mezzi a loro disposizione, di immaginare quello che sarebbe stato il futuro”

Sul sito
Sul sito
immaginare quello che sarebbe stato il futuro” Sul sito mentre su i sono La community social
mentre su
mentre su
i sono
i sono
La community social discute su Facebook
La community
social discute
su Facebook
Instagram e Twi er
Instagram
e
Twi er
(h ps://twi er.com/Vo
(h ps://twi er.com/Vo

Editoriale

Storia, mistero e profezie

B entrovati e soprattutto grazie. Grazie per il grande consenso

che ci avete accordato guardando numerosi

e con attenzione l’ultima serie andata in onda nel nostro

programma, la trentesima.

Anche se andiamo in onda “solo” da 13 anni, molte volte abbiamo realizzato due serie all’anno e talvolta tre. E siamo così arrivati molto velocemente a questa importante cifra. Una serie speciale, dicevo, in cui ogni puntata ha realizzato un risultato superiore alla precedente. Cosa molto rara! Avevamo iniziato bene e abbiamo chiuso oltre ogni più rosea aspettativa. I complimenti che abbiamo ricevuto voglio rimbalzarli a voi come costante segno di stima e di affetto. Stiamo già lavorando alla prossima serie, speriamo bene. In questo numero del nostro magazine vi proponiamo una serie di importanti approfondimenti che raccontano i retroscena e quello che non si può dire di argomenti che spesso ci hanno toccato molto da vicino. Come non ricordare la tragedia della prima bomba atomica? Un’importante testimonianza ci farà

scoprire elementi che permetteranno di ricostruire

scopr re e ement c e permetteranno r costru re il percorso che avrebbero fatto
scopr re e ement c
e permetteranno
r costru re
il percorso che avrebbero fatto le sostanze
necessarie alla sua realizzazione.
Recentemente, poi, sono state attribuite
alla splendida regina Nefertari alcune
parti incomplete di una mummia: questo
confermerebbe il valore e l’importanza del museo
egizio di Torino che lo scorso anno abbiamo
visitato e raccontato.
Continueremo con la prima mongolfiera, che non
sarebbe stata inventata dai fratelli Montgolfier,
che poi le hanno dato il nome, ma avrebbe visto la
luce in Portogallo. Una vicenda affascinante e che ci fa
comprendere come talvolta la storia venga scritta da
una mano interessata e non dalla penna della verità.
Parleremo, poi, del 2017, affrontando con

attenzione la cultura e la conoscenza di antichi uomini che cercavano, con i mezzi a loro disposizione, di immaginare quello che sarebbe stato il futuro. Non erano folli con manie di protagonismo, ma persone che meritano attenzione e rispetto anche dagli uomini moderni che, invece, attraverso altri strumenti si sono fatti un’idea della predizione del futuro completamente diversa A febbraio, speriamo, ci sarà una nuova sorpresa targata Voyager. Seguiteci sui social e fate attenzione… alla domenica mattina!

A Voyager!

R o be rto Gi ac ob bo

Voyager . Seguiteci sui social e fate attenzione… alla domenica mattina! A Voyager! R o be

VOYAGER 3

sommario

20

36

Lo sterminio dei Catari

Custodi d’un tesoro, eretici, miscredenti: la storia della se a che predicava la purezza e la divinità di Gesù

68

Dietro la Grande Guerra

Il doloroso contributo dei soldati del primo confli o mondiale alla psicanalisi

4 VOYAGER

“Non pecco per malvagità, ma per una mia naturale inclinazione

al piacere

Lorenzo Il Magnifico - I segreti di casa de’ Medici - p. 40

Profezie e visioni Un’affascinante indagine tra le più grandi predizioni della storia. Alcune si sono verificate, altre ci aspe ano nei prossimi anni

Meraviglie e misteri di Siena

La ci à toscana è uno dei poli artistici e storici più importanti del nostro Paese

56

Antico Egi o in Italia

Un team di scienziati ha confermato che i resti della moglie predile a del Faraone Ramesse II sono a Torino

72

Cover story

Profezie e visioni

20

Quelle che si sono verificate

e

quelle che ci aspe ano

Storia

Il

primo uomo

volante

30

misterioso proge o di padre Gusmao

Il

Spiritualità

Trucidati da una crociata

36

I Catari e la loro persecuzione

a opera della Chiesa…

Misteri

Nel cuore di Firenze

40

Medici: una delle famiglie che hanno fa o la Storia

I

Viaggi

Siena, tra sacro

e

profano

56

Uno dei poli artistici più importanti d’Italia

Open

Le SS e la bomba atomica

64

Una vicenda che potrebbe riscrivere la fine della Seconda guerra mondiale

La follia

nelle trincee

68

La Grande Guerra e la moderna

psicanalisi

Sì, è la regina Nefertari!

72

I resti della moglie di Ramesse

II sono in Italia

Rubriche

Dietro le quinte

6

Facts

8

Gli amici di Voyager

18

Inserto Ragazzi c’è Voyager

47

Tech

78

Domande&Risposte

80

Photogallery

86

Mind training

90

Review

96

Visioni

98

magazine

Anno VI - n. 2 (53) Periodicità Mensile - Febbraio 2017 Reg. Trib CS n.9 del 12.09.2012 Cod. ISSN: 2280-9457

Direttore Responsabile: Massimo Mattone

Responsabile editoriale: Mario Bencivinni Redazione: Francesco Forestiero

Collaborazioni: Elena Amione, Maria Carrano, Elena Cartotto, Pasquale Petrullo, Anna Magli, Carlo Minervini, Valentina Noto, Davide Scaglione, Veronica Vetrulli, Mirko Zago

Indirizzo mail Redazione: voyager@edmaster.it

Realizzazione Grafica: Cromatika S.r.l. Responsabile Produzione: Giancarlo Sicilia Responsabile grafico di progetto: Salvatore Vuono Impaginazione e grafica: Pasquale Pelle

EDIZIONI MASTER S.p.A.

via B. Diaz 13 87036 Rende (CS) Presidente e Amministratore Delegato: Massimo Sesti Direttore Editoriale: Massimo Mattone

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Finito di stampare nel mese di Gennaio 2017 Stampa: STIGE S.p.a. Via Pescarito 110 – 10099 San Mauro (To)

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MEPE - DISTRIBUZIONE EDITORIALE S.p.A. Via Ettore Bugatti, 15 - 20142 Milano

”Voyager” © Rai-Radiotelevisione Italiana S.p.A.

Su licenza esclusiva Rai - Radiotelevisione Italiana S.p.A.

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere in al- cun modo riprodotta senza autorizzazione scritta della Edizioni Ma- ster S.p.A. Il contenuto di quest’opera, anche se curato con scrupo- losa attenzione, non può comportare specifiche responsabilità per involontari errori o inesattezze o per un uso improprio delle informazioni contenute. Nomi e marchi protetti sono citati senza indicare i relativi brevetti. Manoscritti e foto originali anche se non pubblicati non si restituiscono.

Dietro le quinte

Ai piedi della Sfinge

Egi o 2007: il nostro primo speciale. Un’emozione indimenticabile

6 VOYAGER

facts

Il vulcano degli ufo

È il Popocatépetl, a se anta chilometri da Ci à del Messico. Ed è in piena a ività!

I l Cenapred, il Centro nazionale di pre- venzioni e disastri messicano, ha co- municato che il vulcano Popocatépetl

è in procinto di “esplodere”. Di recente è stato sorvolato da un elicottero per veri- ficare lo stato del cratere, che è apparso pieno di magma. Si stima che ci siano cir- ca tre milioni di metri cubi tappati da una specie di cupola che non è in grado di resistere ancora a lungo. Ai turisti è stato vietato avvicinarsi e la popolazione è stata invitata a prestare la massima attenzione

8 VOYAGER

alle eventuali comunicazioni di abban- donare le abitazioni. La caduta di palle e lapilli infuocati potrebbe già mettere a repentaglio la vita delle persone. Il vul- cano, il secondo più grande del Sudame- rica, alto 5.452 metri, rappresenterebbe una minaccia specialmente per via delle pericolosissime colate di fango. Il geo- logo Mike Sheridan, professore emerito dell’Università di Buffalo, insieme ad al- tri colleghi, ha dimostrato il reale rischio, avvertendo le autorità locali di prevedere

le giuste misure di sicurezza. ll vulcano è famoso per essere stato scenario di moltissimi avvistamenti ufo, che sono talmente numerosi da far nascere “visio- ni” e strane credenze. Come nel giugno del 2014, quando in un video ripreso dal- lo stesso Centro nazionale di prevenzioni e disastri messicano, qualcuno intravide l’immagine di un volto alieno nella scia di fumo proveniente dal cratere. O come chi fantastica addirittura che il vulcano possa celare una base aliena

La verità perduta tra gli alberi. Noto alle popolazioni locali come “grande popo”, il vulcano deve il nome a un diale o proveniente dalla lingua degli atzechi, il nahuatl. La traduzione corrisponde a “montagna che eme e vapore”.

Un gustnado si è abbatu o in Qatar

Lo strano fenomeno meteorologico ha destato scompiglio tra gli abitanti

A fine novembre, nell’arido

Qatar, è stato avvistato un “gus-

tnado”, contrazione dei termini gust, front e tornado. Caratterizzato da un piccolo vortice di polvere e detriti di breve durata e intensità de-

bole, questo fenomeno non è legato a temporali, ma si forma negli strati più bassi dell’atmo- sfera. L’altezza dal suolo è mol-

to

limitata, così come è limitata

la

potenza. È bene notare che,

comunque, la sua azione può arrivare a ribaltare bidoni e rompere vetri. Come si forma? Il vortice ha origine nella zona, detta di outflow, di una tempesta, ov-

vero l’aria che si propaga ver- so l’esterno di un complesso temporalesco. In questa zona

le raffiche di vento possono

superare i 90 chilometri orari, specialmente nel cosiddetto gust front e nella shelf cloud. Il primo termine sta a indicare

Si è tra ato di un “Al Afoor”. Il fenomeno è chiamato così in lingua locale. Seppur sia molto meno potente di un tornando, non è assolutamente da so ovalutare.

il percorso che fa l’aria duran- te la tempesta: quella fredda che discende nei temporali tocca terra, si apre come fosse un ventaglio pur dirigendosi in preferenza nella direzione in cui si sposta il temporale stesso, creando un fronte di avanzamento che lo separa

dalle correnti di aspirazioni (inflow). Il secondo termine invece (shelf cloud) è un tipo di nube detta, appunto, a men- sola. Il fronte freddo all’arrivo

della formazione temporalesca solleva con violenza le masse d’aria più calde preesistenti al suolo che, risalendo, conden- sano, formando la nube dalla caratteristica forma. L’aspetto più affascinante del gustnado è rappresentato dalla sua ra- pida formazione e dalla durata effimera. La “morte” di un gustnado può essere seguita dalla nascita di un nuovo fenomeno o anche più di uno in contemporanea.

Un’antica ci à sta per tornare alla luce

Grazie a indagini radar, ricercatori internazionali hanno svelato una fortificazione sconosciuta

Nella collina di Strongilovouni, in prossimità

di Vlochos, nella regione della Tessaglia, in

Grecia, è a lavoro un team internazionale di archeologi impegnati in quello che è stato

battezzato Vlochos Archaeological Project.

Si tratta di un progetto che intende riportare

alla luce quella che sarebbe una città sepol- ta. A scoprire che questa zona collinare cela un antico segreto è stato Robin Ronnlund dell’università di Göteborg: “Insieme a un collega ci siamo imbattuti in una serie di in- dizi dell’esistenza di qualcosa di importante

mentre lavoravamo a un altro progetto. E così, nell’arco di una sola stagione di lavori, abbiamo appurato che quello che sembrava essere un insediamento irrilevante è, in real-

tà, una città di grande importanza”.

La zona è impervia e quindi i primi studi sono stati effettuati grazie alle riprese fatte

con un drone comandato dal ricercatore

Derek Pitman dell’università di Bourne- mouth. L’area è stata sottoposta, nello speci- fico, a una scansione radar, inviando impulsi luminosi verso il suolo e registrando quelli

di riflesso per determinare la presenza di

oggetti. Dall’indagine è stato possibile de- terminare che la superficie coinvolta è di al- meno 40 ettari, delimitata da torrette e mura

di cinta e che è ricca di quelli che possono

presumibilmente essere insediamenti abita- tivi. Sono stati ritrovati anche pezzi di vasi e

monete. Da questi ritrovamenti è stato sti- mato che la città fortificata possa risalire a 2.000-2.500 anni fa. Gli scavi, che verranno eseguiti a breve, potrebbero portare alla luce nuove, interessanti sorprese che permette- ranno di ricostruire meglio la storia di questo misterioso luogo.

Inaspe atamente ricca di reperti Prima dei recenti ritrovamenti la zona ogge o di indagine era considerata scarsamente sviluppata e quindi storicamente poco interessante.

facts

Storie da ghostbuster: in un castello italiano ci sarebbe uno strano “ospite”

Il tempie o del maniero di Bevilacqua è so o indagine degli acchiappa-fantasmi

Risalente al XVII secolo, il ca- stello di Bevilacqua, nel vero- nese, ha sempre attirato la cu- riosità dei cittadini del posto, convinti che sia abitato da spi- riti. È l’oratorio, realizzato come cappella privata della famiglia Bevilacqua, a essere al centro di una cupa leggenda. Su ordine del Feldmaresciallo Radetzky, le truppe austriache incendiarono il castello ed en- trarono nella chiesetta, trafu- gando e danneggiando tutto. I soldati profanarono la tomba del conte Alessandro Bevilac- qua, padre di Felicita, ultima discendente della dinastia. Lo spirito del conte si aggi- rerebbe per la proprietà da quando i soldati ne dispersero

le ceneri e i resti al vento. A se- guito di numerosi casi di ano- malie udite nel castello (cigolii,

passi

)

è stato chiesto l’inter-

vento del gruppo Ghost Hunter Padova, esperti di paranorma- le. Di recente è stata effettuata

un’indagine approfondita nel tempietto. I risultati sono stati presentati poche settimane fa dal presidente dell’associazio- ne culturale padovana Andrea Pugliese: “Dall’analisi del ma- teriale fotografico non abbiamo riscontrato anomalie, mentre sono molto interessanti gli au- dio registrati”. Nell’indagine sono emerse stranezze inerenti le voci elet- troniche Evp captate durante le sessioni di metafonia e regi-

strate con una radio sintoniz- zata su onde corte. “Dopo aver elencato i nomi della famiglia Bevilacqua, è stata registrata una voce femminile infantile che sembra dire ‘i nobili’”, han- no spiegato i membri dell’asso- ciazione. La stanza adiacente è stata al centro di ulteriori anomalie: “Tra i rumori di sot- tofondo, si sente distintamente

il cigolio delle assi della sca- la a chiocciola presente nella stanza e una voce maschile dire ‘passi’”, hanno aggiunto i ghostbuster padovani. Duran- te l’indagine è stata anche po- sta agli spettri la domanda “ti recavi spesso a pregare qui?” che avrebbe ottenuto come ri- sposta un colpo udito da tutti i membri.

Un mostro marino alle Auckland?

La sua composizione lascia adito a dubbi circa la sua natura, tu a da decifrare

Buono? Pare che quello che è stato riba ezzato “il mostro di Muriwai” altro non sia che un pezzo di legno aggredito da cirripedi (crostacei considerati prelibatezze).

10 VOYAGER

Il ritrovamento avvenuto nei primi mesi di dicembre sulle spiagge di Mu- riwai Beach, nella costa ovest delle isole Auckland, ha dell’incredibile. Ad accor- gersi della strana “creatura” è stata una passante, Melissa Doubleday, che ha subito condiviso su Facebook la foto per farsi aiutare a dare una spiegazione plausibile. Qualcuno l’ha già sopranno- minata la “capsula aliena” vista la stra-

na forma e le fattezze che ricordano

vagamente il mostro del noto film Pre- dator. Un’altra residente, Rani Timoti, dice che nonostante il mare ogni tanto porti alla deriva strani oggetti, “è il più

grande che abbia mai visto. Emana un odore putrido quando c’è vento e guar- dandolo da vicino sembra ci siano ver-

mi che si muovono”.

È probabile che il “mostro”, arenato a

5 chilometri a sud rispetto a Muriwai

Creek, sia emerso con le mareggiate. La New Zealand Science Marine Society

ha comunicato che, da una visione delle immagini, sembra si tratti di un pezzo di legno ricoperto da quelli che sono conosciuti come cirripedi a col- lo di cigno (lepas anatifera). Si tratte- rebbe di crostacei molto brutti alla vista che vivono attaccati alla superfici dure

di roccia o, appunto, pezzi di legno.

A novembre, il territorio è stato colpito

da un fortissimo terremoto di magnitu-

do 7,8. Questo drammatico evento na- turale ha riportato a galla diversi oggetti dal mare (oltre che danneggiare pesan-

temente le coste dell’isola). In questo caso è probabile che la versione fornita dagli studiosi sia più che plausibile. La natura è stata in grado di affascinare e incuriosire grazie a delle sue manifesta- zioni poco note.

facts

Alla scoperta di Marte

Partita a o obre, la missione ExoMars ci svelerà nuovi segreti del Pianeta rosso

S ono trascorsi 13 anni dall’ultima missione marziana Mars Express. L’Esa, in collaborazione con

l’agenzia spaziale russa Roscosmos, ha investito numerose risorse affinché la nuova ExoMars possa dare i frutti spera- ti. La sfida è ambiziosa: si cercano prove dell’esistenza di forme di vita odierne o passate con strumenti sofisticati svi- luppati proprio per questo scopo. L’in- tera missione è composta da più step:

il primo si è realizzato il 14 marzo con il lancio dell’ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO), che sta orbitando attorno a Mar-

12 VOYAGER

te a un’altezza di 400 km. Il 19 ottobre invece è avvenuto lo sgancio della sonda nominata Schiapparelli, che purtroppo per colpa di test lacunosi (dai quali l’Esa si è dissociata), si è schiantata al suolo diventando inutilizzabile. Alcuni dati inviati prima della perdita di contatto sono stati comunque molto utili per pianificare la procedura di discesa del lander, e saranno sicuramente fonda- mentali per missioni future. Nonostan- te la perdita della sonda, l’Europa può esultare in quanto da oggi possiede un suo satellite che orbita attorno a Marte

e comunica costantemente con la Ter- ra. Si stanno inoltre immagazzinando numerosi dati inviati dal TGO utili per l’analisi dei gas atmosferici e per la map- patura delle loro fonti, e si attendono - a questo punto - nuove immagini raccolte nello spazio. La missione dovrebbe pro- seguire con la seconda fase nel 2020 con lo sgancio sulla superficie di Marte di un rover Esa che effettuerà analisi geologi- che e biochimiche per caratterizzare la formazione delle rocce in prossimità della superficie e cercare finalmente tracce di vita.

Sonda sfortunata La Schiaparelli presso i laboratori dell’Esa. Durante il suo a erraggio sul suolo di Marte, i retropropulsori hanno funzionato per pochi secondi lasciandola precipitare al suolo.

facts

Giove, un pianeta turbolento. La camera a colori istallata sulla sonda NASA Juno

ha immortalato un suggestivo ritra o del pianeta gassoso. Si notano numerose stru ure chiare e di forma ovale: si tra a di tempeste particolarmente violente che

si abba ono nell’emisfero meridionale. La missione partita nel 2011 ha raggiunto

il pianeta il 5 luglio 2016 e si prefigge l’obie ivo di analizzare le cara eristiche

di Giove in rappresentanza dei “pianeti giganti”.

14 VOYAGER

Opera unica e misteriosa

La sonda della NASA Osiris-Rex

raggiungerà nel 2019 l’asteroide Bennu. Si tra a di un ogge o

dalla forma sferica e dal diametro

di circa 560 metri. Una volta

avvenuto il conta o, verrà effe uato un campionamento a raverso il braccio robotico di cui è dotata la sonda. Rientrerà sulla Terra per le analisi nel 2023. Le manovre avverranno a distanza, agevolate da “Ocams”, un sistema di tre telecamere di cui una ad alta definizione utilizzata per la mappatura del suolo. Osiris-Rex è fondamentale per

raccogliere dati utili a ricostruire

la formazione dei corpi celesti

del Sistema Solare.

Bella anche dall’alto. L’Italia fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale a un’altitudine che oscilla tra i 300 e 400 Km.

È stata costruita a partire dal 1998 e il suo completamento dovrebbe

avvenire nel corso del prossimo anno. Fino al 2024, ipotetico anno del suo smantellamento, continuerà a ospitare equipaggio internazionale (alla costruzione hanno partecipato Usa, Europa, Russia, Giappone

e Canada) impegnato in sperimentazioni che spaziano da biologia, chimica, medicina, fisiologia e fisica.

Vortice tempestoso. La sonda Cassini nel novembre 2012 ha fotografato un de aglio spe acolare del vortice di un uragano abba utosi al polo nord di Saturno. Seppur il pianeta sia spesso “ritra o” come un gigante gassoso mansueto prote o dai suoi anelli, è spesso coinvolto da violente tempeste che superano perfino la grandezza della Terra. Iniziata nel 1997, la missione Cassini compirà le ultime evoluzioni proprio su Saturno, fino a che la sonda, il 30 novembre 2017 si lascerà precipitare sul pianeta.

“Mi piacerebbesalire sullamacchinadel tempo”

La condu rice di Chi lha visto? Federica Sciarelli ci parla del suo rapporto con il mistero

di Giulio Serri

Qual è il tuo rapporto con l’ignoto?

C’è un personaggio storico che ti sarebbe piaciuto

dal suo amore non corrisposto per

 

Credi all’aldilà? Sono atea. Penso comunque al

Al contrario che nella mia

intervistare?

corpo umano come a un involucro,

professione, dove con Chi l’ha

Giacomo Leopardi: sono

a

un contenitore d'energia. Ecco,

visto? affronto il mistero “di petto”, nella vita sono una donna molto pratica, pragmatica e razionale.

affascinata dal poeta di Recanati,

Silvia.

forse siamo soprattutto anima e da qualche parte andremo.

Cerco di dissipare ogni dubbio, faccio chiarezza e tutto ciò che

Se incontrassi un essere

Dalla parte

Chi l’ha visto? ti ha cambiata? Sì, quando passi la maggior parte

non è conosciuto o enigmatico lo

proveniente da un altro

degli

del tempo con i familiari degli

ripongo nel cassetto del comodino.

mondo, cosa faresti?

scomparsi

scomparsi, la tua vita ne risente.

Probabilmente lo saluterei e,

Federica Sciarelli

Con alcuni, poi, nascono vere e

Fantasia e scienza

se

fosse simpatico, lo inviterei

comincia la sua

proprie amicizie: Gildo Claps, il

possono convivere?

a

giocare a carte, ricordando

carriera giornalisti-

fratello di Elisa; Piera Maggio, la

Assolutamente sì, anzi, si

la

scena di un film di Massimo

ca

giovanissima,

madre di Denise Pipitone. Questo

devono mischiare! È solo grazie

Troisi nel quale il grande attore

al

Tg3 dove segue

è

un lavoro usurante perché hai

all’immaginazione, all’intuito

partenopeo improvvisava una

per anni la cronaca

sempre a che fare con le disgrazie

e

alla curiosità che alcuni nostri

partita a tressette con Da Vinci.

politica. Dal 2004

delle persone. Però sento l’orgoglio

scienziati hanno portato avanti le

loro scoperte.

“Me lo sentivo!” Hai mai avuto un presentimento che poi

a oggi è salda-

mente al timone

di Chi l’ha visto?.

di fare un programma utile, che

rispecchia lo spirito del servizio

pubblico che deve dare la Rai. Mi

Se potessi tornare

Ad esempio, eliminerei i telefonini,

si è avverato?

La

trasmissione

sento una lavoratrice del sociale.

indietro nel tempo,

Più che di presentimenti parlerei

racconta storie di

cosa vorresti vedere?

di

sogni premonitori, purtroppo

persone scom-

Che cosa conta nella vita?

Mi piacerebbe salire sulla macchina del tempo per "tagliare".

tutti a sfondo negativo. Quando succede, non dico niente a nessuno, cerco magari di stare un po’

parse ritrovate, decine di deli i inspiegabili svelati

Non farsi sopraffare, guardarla con leggerezza. E capire che, se aiuti gli altri, aiuti anche te.

li

detesto! Non c’è più piacere

più attenta e se le cose capitano

con una ricono-

nell’invitare amici a cena: tutti a

comunque dico che “me la sono

sciuta capacità

Quale mistero vorresti

smanettare con il loro smartphone!

cercata” (ride ndr).

di

contribuire alle

che ti fosse svelato?

 

indagini quando

Come fare il triplo Axel sul ghiaccio

18

VOYAGER

Passioni. Da piccola il suo sogno era cantare in un coro.

il mistero si fa più

senza cadere (ride, ndr). A parte

o. Tra gli hobby

gli scherzi , non desidererei che mi

della giornalista, nata a Roma, ma di origini napo- letane, c’è sicura- mente lo sport. Ha praticato atletica per dieci anni come mezzofondi-

fosse svelato granché. Sul fronte professionale, invece, sono tanti i casi e le storie che vorrei fossero prontamente risolti. Ne cito uno tra tutti: la scomparsa di Emanuela Orlandi. Sono passati 33 anni e i familiari e tutti noi stiamo ancora aspettando la verità dal Vaticano.

sta, è appassionata

di bicicle a cam-

pestre, pa inaggio sul ghiaccio e ama

la musica.

Cosa ti auguri per il 2017? Nulla per me stessa: mi considero una privilegiata. Piuttosto, vorrei

che ottenessero un po’ di sollievo le tante persone di cui mi occupo.

A San Michele Contenuta in una preghiera, è un’orazione profetica composta da Papa Leone XIII oltre 100 anni fa.

20

VOYAGER

COVER STORY

Profezie e visioni: un’affascinante indagine tra le più grandi predizioni della storia. Alcune si sono verificate, altre ci aspe ano nei prossimi anni

di Elena Carto o

P rofezia è

un termine

tardo latino

modellato

sul greco

antico. Etimologicamente indica il parlare “prima” o “al posto di”, alludendo alla capacità di alcuni individui di prevedere il futuro o di par- lare in luogo d’altri. E i profeti, infatti, non esprimono le loro opinioni, ma sono spinti a comunicare da entità trascen- denti che, a seconda dei casi, possono essere spiriti, anime defunte o Dio stesso come, ad esempio, si narra nella Bibbia. La psicologia ha cercato di spiegare questo fenomeno at- traverso un’altra prospettiva, ossia quella dell’inconscio. L’inconscio individuale o quello collettivo teorizzato da

“La psicologia ha tentato di spiegare il fenomeno dei profeti. Ma i misteri restano ”

Jung ed emergente nei sogni, nelle visioni e nelle diverse produzioni culturali di ogni tempo e luogo, potrebbe costi- tuire una dimensione poten- zialmente ricchissima e piena di informazioni che la vita co- sciente e razionale dell’uomo ignora totalmente. Per altro nell’inconscio non sussiste alcuna suddivisione tempo- rale tra passato, presente e futuro. Freud, infatti, ha evi- denziato come la caratteristica fondante dell’inconscio sia proprio l’atemporalità vista in contrapposizione alla linearità del tempo che caratterizza il principio di realtà. Pare quasi di sentire risuonare le parole dello scrittore Thomas Mann quando nell’opera Giuseppe e i suoi fratelli, ispirata al racconto biblico, scrive:

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2017, la svolta

Assunzione di Giovanni (Gio o, 1320). L’evangelista diventa profeta con l’Apocalisse.

Thomas Mann. Il popolare scri ore a colloquio con Albert Einstein.

Quello che qui ci interessa non è il tempo misurabile. È piuttosto l’annullamento e la dissoluzione del tempo in una oscillazione tra tradizione e profezia, il che conferisce all’espressione ‘una volta’ il suo duplice valore di passato e futuro, ma anche il suo peso di potenziale presente”.

Chi sono i profeti?

I cosiddetti profeti, nel corso della storia, sono stati moltis- simi. Nell’Antico Testamento troviamo coloro che hanno annunciato l’avvento del Cri- sto con largo anticipo, e nel Nuovo Testamento l’apostolo Giovanni diventa profeta nel momento stesso in cui si toglie

le vesti del narratore evangelico per indossare quelle dell’uomo dell’Apocalisse: tutt’oggi que- sto testo è foriero delle più di- verse interpretazioni. Il terreno d’origine delle profe- zie non è, però, sempre di na- tura religiosa, anche dal mondo laico possono giungere inaspet- tate rivelazioni. Eclatanti furono

Il conte di Cagliostro e lo scandalo della collana

Il suo vero nome era Giuseppe Giovanni Bat- tista Vincenzo Pietro Antonio Ma eo Franco Balsamo ed è ricordato, sia come un alchimi- sta e un esoterista, ma sopra u o per essere stato un truffatore e un affarista. Diverse volte venne diffamato e finì in prigione, tentando nu- merose inganni. Nota è quella passata alla sto- ria come “scandalo della collana”. Nel 1774 il gioielliere Boehmer confezionò una collana di diamanti, dal valore spropositato, e tentò di venderla alla regina Maria Antonie a che, però, rifiutò l’acquisto. Così Cagliostro e la contessa De la Mo e organizzarono una truffa ai danni del cardinale de Rohan. Lo convinsero che in realtà Maria Antonie a desiderava ac- quistare la collana e, dunque, a farsi garante presso il gioielliere per conto della regina, ri- conquistandone così la sua amicizia (perduta dopo la gaffe da lui commessa nei confronti di Maria Teresa). La truffa però venne scoperta e i colpevoli arrestati.

La fine. Cagliostro fu condannato dalla Chiesa ca olica al carcere a vita per eresia.

22

VOYAGER

1913. La famiglia Romanov al completo.

i casi di Giuseppe Balsamo,

Analogo fu il caso del mo-

una guerra: se la Russia non

meglio noto come il conte di Cagliostro, e di Rasputin. Cagliostro, nonostante la fama

naco siberiano Rasputin nella Russia del 1914. Accolto da- gli Zar per le sue capacità di

ne fosse rimasta fuori, in se- guito a una rivoluzione tutta la famiglia reale sarebbe stata

di

faccendiere e ciarlatano che

guaritore, aveva dato prova

trucidata in una cantina. Ra-

lo

ha sempre circondato, nel

di essere in grado di curare,

sputin si riferiva alla prima

1781 ebbe una visione durante

a dispetto dei medici che non

guerra mondiale e quella da

una seduta spiritica: profetizzò

ci riuscivano, l’erede al trono

lui esplicitata fu l’orrenda fine

lo

scoppio della Rivoluzione

malato di emofilia. Disse alla

a cui andarono incontro i Ro-

francese.

zarina che sarebbe scoppiata

manov.

Particolare. Il profeta Isaia. Affresco di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina.

Il monaco santo. Rasputin, nella Russia del 1914, anticipò alla zarina lo scoppio della Grande guerra.

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2017, la svolta

La sfera mistica

2017, il centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima e la fine del Tempo di Satana

Francesco. Il Giubileo straordinario della Misericordia, inde o dal pontefice nel 2016, ha spinto alcuni studiosi di profezie e rivelazioni a porsi nuove domande.

M olti pare abbiano in- terpretato il Giubileo straordinario della

Misericordia, indetto da papa Francesco lo scorso anno, come una preparazione all’annus mirabilis, il 2017. Un anno che coincide con un anniversario importantissimo: il centenario delle apparizioni mariane a Fatima. Ed è proprio a Fatima che intende recarsi il Papa nel maggio del prossimo anno per celebrare questo avvenimento unico, carico di simboli e spiri- tualità.

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VOYAGER

Segno profetico del XX secolo

Il messaggio di Fatima, che ab- braccia e interpreta tutto il XX secolo, nonostante il contenuto drammatico, non esclude la speranza. Le profezie di Fatima fanno riferimento alle appari- zioni della Santa Vergine ai tre pastorelli di Aljiustrel - Lucia, Giacinta e Francesco - che vi- dero per la prima volta la Ma- donna il 13 maggio 1917 alla Cova da Iria, in Portogallo. Le apparizioni proseguirono fino al 13 ottobre dello stesso anno. Le

parole profetiche racchiudono una sorta di monito all’umanità contemporanea, ormai diven- tata indifferente all’appello di Dio, nella speranza che si ravveda. Nel messaggio della terza apparizione venne detto ai tre pastorelli che sotto il pontificato di Pio XI sarebbe scoppiata una guerra peggiore della prima e che un fenomeno naturale consistente in una luce sconosciuta, l’avrebbe prean- nunciata. A conferma della profezia, tra il 25 e il 26 gennaio del 1938, una luce immensa,

Voce. Nella visione dice alla Neumann di seguire la stella e al contempo le parla dell’uomo nuovo purificato che indosserà l’abito dell’umiltà e della fede.

identificata poi dagli studiosi con un’aurora boreale, illuminò tutta l’Europa. Nello stesso mes- saggio la Madonna comunicò ai tre bambini che il conflitto allora in corso, ossia la prima guerra mondiale, sarebbe presto finito e che se la Russia si fosse consacrata al “cuore immaco- lato” di Maria, avrebbe ritrovato la fede in Cristo. Il documento relativo all’ultima parte del messaggio è cono- sciuto come “il terzo segreto di Fatima” e, per espresso deside- rio della Santa Vergine, doveva

essere consegnato al Papa e reso pubblico nel 1960, ma l’allora papa Giovanni XXIII preferì non assumersi questa responsabi- lità. La comunicazione ufficiale del contenuto del terzo segreto venne fatta, invece, nel 2000 per volontà dell’allora papa Gio- vanni Paolo II. L’interpretazione fu data dal prefetto della Con- gregazione per la dottrina della fede e futuro Papa, Joseph Rat- zinger, che vide nel messaggio un riferimento simbolico alla persecuzione dei cristiani. Vi era poi il celebre passaggio re-

Fatima. Il santuario della ci adina portoghese che conta circa 10mila abitanti.

lativo all’uccisione del vescovo vestito di bianco, identificato da molti con Giovanni Paolo II che fu effettivamente ferito in modo molto grave da Ali Agca nel 1981. Le interpretazioni co- munque non sono unanimi e lasciano aperta la possibilità di molteplici letture.

Sciolto dalle catene

Il centenario delle apparizioni mariane a Fatima nel 2017 po- trebbe coincidere con la fine del cosiddetto Tempo di Satana, ossia dei cento anni che,

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2017, la svolta

Ratzinger. Diede un’interpretazione del terzo segreto di Fatima quando era Prefe o della Congregazione per la do rina della fede.

secondo alcuni mistici, Dio avrebbe concesso all’angelo ca- duto. In questo periodo, sciolto dalle catene, il principe delle tenebre sarebbe stato libero di dare il meglio di sé tra orrori vari, sangue, distruzione, crisi materiale e morale dell’uma- nità. L’esistenza di un tempo di Satana è stata riferita in tre diverse visioni. La mistica Anna Katharina Emmerick, oggi Beata, è stata una monaca agostiniana tedesca nata nel 1774 il giorno 8 settembre, quando la chiesa celebra la nascita della Vergine Maria. La beata Emmerick sperimentò i dolori della Passione di Cristo ed ebbe in dono le stimmate. Le sue visioni, a cui si è ispirato Mel Gibson per realizzare il film The Passion, vennero dettate da lei stessa al poeta Clemens Brentano. Alla Emmerich venne rivelato che Satana sarebbe stato liberato dalla catene circa ottanta anni prima dell’anno 2000. Tale periodo di libertà per l’Angelo decaduto sarebbe durato un secolo. Papa Leone XIII, invece, assistette nel 1884 ad un colloquio tra Dio e Sa- tana. Quest’ultimo dichiarava con orgoglio che avrebbe potuto

26

VOYAGER

facilmente distruggere la Chiesa se avesse avuto maggiore potere su coloro che si mettono al suo servizio, e più libertà per circa 100 anni. Il Signore rispose a Satana che, a tempo debito, gli avrebbe concesso sia più libertà che i cento anni richiesti.

Il Tempo di Caino

Un’altra e più recente visione, oggetto di indagine da parte de- gli studiosi di questi fenomeni, è quella di Teresa Neumann, mi- stica cattolica tedesca nata nel

1898 e morta nel 1962. Celebre

per le sue doti profetiche e per i suoi doni sovrannaturali, si nu-

trì per gran parte della sua vita solo dell’Eucarestia. È in corso il suo processo di beatificazione. Pur essendo cattolica ricevette la visita di Paramahansa Yo- gananda che scrisse di lei nella celebre Autobiografia di uno Yogi. Secondo la Neumann sarà il 2017 il punto di svolta: tale anno segnerà la fine del crudele tempo di Caino in coincidenza con le apparizioni di Fatima e con le visioni della Beata Em- merick e di papa Leone XIII. Il Tempo di Caino di cui parla Teresa Neumann copre un intervallo che si estende dal

1999 al 2017 e viene visualiz-

zato come una grande piaga sanguinante. Impressionano i

passaggi di questa visione rela- tivi non solo alla violenza gra- tuita, ma anche all’ignoranza e

al disprezzo della cultura. Per

cui, dice la Neumann, la cultura

brucerà sulla piazza pubblica e

vi sarà un’orrenda strage degli

uomini di pietà e d’intelletto. Tali espressioni hanno subito

portato l’attenzione degli inter- preti sugli avvenimenti recenti che hanno visto luoghi pieni d’arte e di storia venire lette- ralmente distrutti dalla furia devastatrice dell’Isis, e uomini

di chiesa ed intellettuali venire

trucidati a sangue freddo: basti pensare ai tanti giornalisti uc- cisi e all’archeologo Khaled Al- Asaad di Palmira, diventato or- mai un simbolo della resistenza culturale. Per fortuna, dopo la descrizione di tante situazioni negative, la Neumann alla fine dei diciotto anni di Caino, vede

brillare una stella di una luce eccezionale, tra il rosso e il viola.

A questa stella si accoderanno

molte altre stelle, quasi a for- mare una chioma.

La preghiera di San Michele Arcangelo. Fu in seguito alla sua visione che Leone XIII scrisse la celebre invocazione per la protezione della Chiesa, chiedendo che fosse recitata in ginocchio dopo ogni Santa Messa. Tale pratica non è più in uso.

Le stelle e lo studio dei cicli planetari

Un futuro scri o dalla favola, tra La Fontaine e Barbault

I l celebre favolista La Fontaine, nel suo secondo libro, narra la simpati- ca storia dell’astrologo che cade nel pozzo. Curioso che chi prevede il futu- ro con gli occhi puntati alle stelle, non sappia dove poggia i piedi mentre cam- mina nel presente. Ancora più curioso che a ricordare questa favola di La Fon- taine, ma alcuni sostengono che l’origi- nale sia di Esopo, sia proprio un astro- logo, anzi l’astrologo per eccellenza, André Barbault, il più grande esperto di astrologia mondiale ancora vivente. At- traverso il rigoroso e scientifico studio dei cicli planetari ha “azzeccato” la pre- visione che forse l’ha reso più celebre, quella della caduta del muro di Berlino nel 1989. Tale previsione era contenuta ne“Il pronostico sperimentale in astro- logia”, dato alle stampe in Francia nel

per far posto ad una nuova società mon- diale, definitivamente avviata verso il fu- turo …” . André Barbault, ospite della prima puntata della nostra trasmissione dedi- cata alle profezie e ai veggenti, andata in onda il 20 maggio del 2003, ha con- tinuato i suoi studi e, sempre sorre o da una chiara impostazione scientifica

e storica, ha formulato altri pronostici

per il mondo che verrà. Ad esempio, nel libro André Barbault parla. Piccola antologia astrologica che raccoglie di- versi articoli pubblicati dallo studioso

sul suo sito, si parla della crisi a uale

e di un possibile apice di tale crisi nel

biennio 2020-21. Al contempo, però, andando oltre tu i i gufi e i i teorici del

catastrofismo, Barbault evidenzia an-

che quali saranno gli incroci planeta-

1973 e uscito in Italia con la casa editri- ce Mursia nel 1979. In questo libro tra ricostruzioni di importanti eventi storici

che finalmente porteranno, dopo il

2021, ad una ricostruzione mondiale e ad una nuova ascesa dell’umanità che

ri

e

pronostici sull’evoluzione futura del-

avverrà in maniera ne a a partire dal

la

società vista nell’incrociarsi dei moti

2026 e perdurerà fino al 2029. Barbault spiega che si formerà un triangolo iso- scele che richiamerà il grande triango- lo equilatero Urano-Ne uno-Plutone del 1770, ossia quella configurazione felice che accompagnò l’avvento ca- pitale della civiltà moderna andando a costituire l’inizio della rivoluzione in- dustriale nel mondo. Inoltre, in quel- lo stesso anno, ossia il 2026, Giove, il pianeta della fortuna e dell’espansio- ne, starà alla testa del corteo dei pia- neti lenti, raccogliendo i suoi generosi aspe i evolutivi. Difficile chiedere di più al cielo. Scrive Barbault: “Rientra qui fortemente in ballo il genio prome- teico, con la forza inventiva e creativa dell’uomo che deve ‘sistemare le cose’ con progressi prodigiosi: mutamento dell’umanità con scoperte che risanano la società, prodezze tecnologiche e di altro tipo che arricchiscono ancora in modo sensibile le condizioni di vita de- gli esseri umani sulla terra!”.

planetari, Barbault scriveva riflessioni degne di profonda a enzione tra cui la

Il muro di Berlino

più famosa: “… ma l’annata più significa- tiva dovrebbe essere quella del 1989…

André Barbault ha previsto la sua caduta a raverso lo

È

a questo punto che potrebbe stabilirsi

studio dei cicli planetari.

e

concretarsi la sorte dell’umanità du-

rante tu o il XXI secolo… al momento

della triplice congiunzione, i due partenti

– gli Stati Uniti e la Russia, ciò equivale ai valori del capitalismo e del comuni- smo da essi rappresentati – arrivano al termine della corsa, nel medesimo punto

e nel medesimo istante, come per unirsi

in un’unica corrente, al modo di due af- fluenti riuniti nello stesso fiume. Questa comune e ultima destinazione del 1988- 1992 costituisce quindi la suprema sca- denza secolare allo scoccare della quale

il nostro a uale mondo diviso sparisce,

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La Grande Piramide

di Cheope. La costruzione

di Giza è al centro di complesso di profezie.

2017, la svolta

Il più grande archite o egizio

La profezia della Grande Piramide e del Regno dello Spirito nel 2025

I l pozzo non è soltanto il luogo di pri- gionia e di scherno dell’astrologo ignorante che parla del cielo senza conoscere la terra, secondo la favola

di La Fontaine, ma è anche il simbolo

dell’Ade, lo stato di morte da cui emer- gerà la Resurrezione, rappresentata da Cristo. Questo almeno secondo il libro Great Pyramid Passages di John e Mor- ton Edgar. Nella loro interpretazione i corridoi e gli ambienti della Grande Pi- ramide di Cheope a Giza, la prima delle

se e meraviglie del mondo antico, era-

no tappe della storia di Cristo e il pozzo con il suo cunicolo starebbe ad indicare l’unica via verso l’immortalità, dato che il Corridoio Ascendente è chiuso dai blocchi dell’Alleanza. È opinione condivisa dalla comuni-

tà degli archeologi che la costruzione

della Grande Piramide sia da far risalire

28

VOYAGER

al 2170 avanti Cristo: venne proge ata come monumento funerario per il Fara- one Cheope da Imhotep, il più grande archite o egizio e iniziatore dei misteri massonici. Qualcuno addiri ura si az- zarda a dire che la Grande Piramide po- trebbe essere di diverse migliaia di anni più antica di quanto si creda: testimo- nianza, forse, dei tempi di Atlantide. La Piramide è alta 147 metri ed è costi- tuita da migliaia di blocchi di pietra cal- carea. Nel 1865 John Menzies avanzò per primo l’ipotesi che le proporzioni e le misure del sistema dei corridoi della Grande Piramide fossero la rappresen- tazione cronologica d’un complesso di profezie: secondo lui, la Galleria Mag- giore corrispondeva all’Era della Gra- zia, apertasi con la nascita di Cristo. In seguito, Menzies, sostenne anche che l’accesso all’anticamera simbolizzasse

l’inizio del periodo di guerre e tribola- zioni profetizzate dalla Bibbia per la fine dei tempi. Vari studiosi esoterici arrivarono, co- munque, a formulare delle predizioni per i nostri giorni. Alcuni sostengono l’idea che un Regno dello Spirito sorgerà en- tro il 2025. Curioso che questo sia il pe- riodo in cui anche l’astrologo Barbault vede manifestarsi, da un punto di vista celeste, la rinascita dell’umanità. Tale Regno avrà un fine ed un’etica altamen- te spirituale. La nostra civiltà nel 2025 comincerà a trasformarsi in una socie- tà nuova. Tale nuova società mondiale sarà operativa a partire dal 2034, anno in cui nel cielo si vedrà un segno parti- colare che, sembra, precederà l’appa- rizione del Messia nel 2040. Dal 2050 al 2080 avrà luogo un periodo di grandi conquiste materiali ed intelle uali.

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STORIA

Il primo uomo

volante

Un sogno. Un mistero. Un’apparecchiatura realizzata decenni prima della mongolfiera

30 VOYAGER

La “passarola”. La sua invenzione sarebbe antecedente alla mongolfiera.

Inventore, fisico, matematico Si distinse fin da giovane per le sue conoscenze in diversi se ori.

N ell’immaginario col- lettivo i fratelli Mon- tgolfier vengono

considerati i padri della mongolfiera. Nel 1782 fece-

ro volare il primo pallone gonfio

d’aria calda. All’interno del cestello, agganciato alla mongol- fiera, furono ospitati due anima- li. L’anno seguente, invece, per la

prima volta nella storia, furono trasportati alcuni uomini che, per diversi metri, sorvolarono il cielo della Francia.

Un personaggio sconosciuto

Questo è ciò che conosciamo

noi tutti, visto che è racconta-

to nei libri di storia. Eppure c’è

un’altra vicenda, documentata e testimoniata da diverse prove,

che i libri ignorano. Si tratta di una storia legata a un personag- gio oscuro ai più, anzi, per nien-

te conosciuto, che meriterebbe

una notorietà e un riconosci- mento decisamente maggiori. Stiamo parlando di qualcuno

che è riuscito a volare sui cieli

di Lisbona addirittura 74 anni

prima dei fratelli Montgolfier. E se tutto ciò fosse ufficialmente riconosciuto, la mongolfiera oggi, forse verrebbe chiamata gusmalfiera. “Bartolomeu de Gusmao era un portoghese nato in Brasile che, sin da giovanissimo, si rivelò

molto portato per la fisica e le scienze”. A raccontarlo a noi di Voyager è Maria De Lurdes Hen- riques, dell’Archivio di Stato di Lisbona. “Già ordinato sacer-

dote, si trasferì in Portogallo, a Coimbra, per studiare diritto. E

in seguito, viste le sue variegate

conoscenze e, soprattutto, la sua capacità di parlare diverse lingue,

don Giovanni V, re del Portogallo

lo chiamò a corte, dove ricoprì il

ruolo di professore di matemati- ca”. Nel corso degli anni si dedicò anche alla meccanica, che applicò ad alcune sue invenzioni, come

nel caso di un particolare mec- canismo, attraverso il quale portò

l’acqua al convento in cui viveva,

situato a più di 100 metri sul livello

di un lago, unica fonte del posto.

Il primo pallone aerostatico

“Era effettivamente un grande

inventore”, prosegue la Henri- ques. “Inventò, tra le altre cose, un pallone aerostatico ad aria calda ma, poiché non voleva far conoscere l’invenzione prima di

averne registrato il brevetto, per mascherare la realtà decise di riportare sulla carta una ‘passa- rola’, una specie di strana mac- china volante a forma di uccello”.

Soldi e protezione

Subito dopo questa ecceziona-

le invezione, Padre Gusmao

Chi era Bartolomeu de Gusmao?

Bartolomeu Lourenço de Gusmao fu un gesuita, inventore e naturalista portoghese. Si distinse fin dall’inizio della sua carriera grazie alla variegata conoscenza in diversi se ori: le ere, filosofia, matematica, chimica, fisica, chimica, diplomazia e cri ografia. È passato sicuramente alla storia come l’inventore del primo aerostato di cui si abbia documentazione: la Passarola, con la quale dimostrò che un piccolo ogge o, reso più leggero dell’aria, avrebbe potuto volare. Ma Gusmao divenne famoso ancor prima di tale invenzione. A soli 20 anni inventò un dispositivo che consentiva di sollevare un flusso d’acqua a un’altezza di circa 100 metri. In questo modo l’acqua non avrebbe avuto più bisogno di essere portata da uomini o sul dorso di animali dalla costa alla cima delle colline o montagne.

STORIA

Il primo uomo volante

Era il 21 novembre del 1783

I fratelli

Montgolfier

Il

pallone aerostatico più conosciuto è

Parigi, durò circa 25 minuti e coprì una

Presentarono

senza dubbio la mongolfiera che utilizza

Montgolfier, Joseph-Michel e Jacques-

distanza di quasi 9 km a una quota intor-

la prima

l’aria calda, più leggera di quella circo-

no ai 100 m di altezza. La stru ura di una

mongolfiera

stante, per o enere una spinta verso

mongolfiera è costituita da un ampio

a Versailles.

l’alto necessaria a sollevarsi da terra. Tale scoperta viene a ribuita ai fratelli

Etienne. Era il 21 novembre del 1783 e i due fratelli riuscirono a far volare, senza nessun tipo di ancoraggio a terra, il pallone con all’interno delle persone.

pallone in nylon. In basso è presente un foro chiamato gola; al pallone viene agganciato un cesto, de o anche gon- dola, che ospita il pilota e i passeggeri. Da un punto di vista direzionale il volo in mongolfiera è completamente passivo poiché non è possibile fare altro che va-

Il

primo volo libero umano, svoltosi a

riare la quota di volo e non la direzione.

capì che, per poter mettere in moto il suo progetto, aveva bisogno di due cose essenziali:

soldi e protezione. Nessuno ave- va il permesso di volare sui cieli del Portogallo senza averlo fatto sapere al sovrano e avere avuto la sua benedizione. Gusmao si presentò, quindi, dal re Giovanni V il quale, da giova- ne visionario, accordò protezio- ne e soldi a un altro visionario:

Padre Gusmao. Cominciò così, in maniera concreta, il suo pro- getto. Il 17 aprile del 1709 la “gondola volante” cominciò a viaggiare sui cieli di Lisbona. Cosa ce lo racconta meglio? Quali prove sono giunte fino ai

giorni nostri di questa inven- zione a dimostrazione del fatto che è stato tutto reale? Continua Henriques: “Il pallone salì a una grande altezza e poi scese len- tamente, ma a bordo non c’era nessuno”. La gondola volante di padre Bar- tolomeu Lourenço de Gusmao fu brevettata pochi giorni dopo, il 19 aprile 1709, con un documen- to depositato nella Cancelleria di Giovanni V, Uffici e Grazie, Libro 31, Foglio 201 W. È questa la testimonianza che prova la veri- dicità di tale scoperta. Eppure, nonostante i molti documenti che ne parlano, della macchina si sa poco, tranne che avrebbe

Il protagonista di un Nobel per la le eratura

Bartolomeu de Gusmao, grazie alla sua più famosa inven- zione, divenne anche uno dei protagonisti del romanzo Memoriale del Convento di José Saramago, narratore, poeta

e drammaturgo portoghese. Il romanzo, pubblicato nel

1982, è ambientato nel Portogallo del Se ecento, periodo in cui dominò la Santa Inquisizione, ovvero l’epoca in cui il re Giovanni V diede inizio ai lavori di costruzione del grande Monastero di Mafra. Gusmao, che incarna se stesso e colui che appoggerà l’amore tra i due giovani protagonisti, Balta- sar e Blimunda, viene soprannominato il “volatore”, proprio

perché fu in grado di far sollevare da terra il primo aerostato. Nel romanzo, in cui si intrecciano le vite di diversi personaggi, il protagonista di fondo è co-

munque il rinnovamento sociale e culturale che si cominciò ad avere in quell’epoca.

José Saramago Nel 1998,Premio Nobel per la le eratura.

32 VOYAGER

volato e che poteva essere pilo- tata nella direzione voluta.

Una scoperta davvero rivoluzionaria

Re Giovanni V aveva un sogno:

il regno da lui guidato era già padrone dei mari e la concreta possibilità di diventare anche

padrone dei cieli lo aveva sicu- ramente galvanizzato. Di cer-

to c’è che la struttura avesse la

forma di un uccello con tanto

di testa, ali e coda direzionali.

Nel mistero, invece, è avvolto il segreto del suo funzionamento. Alcuni documenti parlerebbero

di un forte getto d’aria, sprigio-

nato da appositi tubi, che serviva

per gonfiare le vele, consenten- do alla macchina di spostarsi

in mancanza di vento. Poi, un

misterioso congegno realizza-

to con sfere d’ambra, magneti e

parti in ferro, ne avrebbe con- sentito il volo. Ma come poteva volare rimase un segreto, igno- rato anche dallo stesso Padre Gusmao che asserì sempre di

sapere come costruire quell’ap- parecchiatura ma di non sapere come facesse a volare. Nell’estate del 1709, dopo l’espe- rimento svoltosi nella primave-

ra dello stesso anno, la gondola

volante si sollevò da terra alla presenza di re Giovanni V e di tutta la corte riunita. Purtroppo, però, non andò molto lontano a causa di un incendio che la dan-

neggiò seriamente, costringendo

il frate a riportarla a terra. Ma i

testimoni videro chiaramen- te il vascello librarsi in aria anche se solo per pochi metri. Dopo qualche mese, e soprat-

tutto dopo aver perfezionato la macchina, l’esperimento fu ripe- tuto e questa volta le cose fun- zionarono: la gondola volante

di Padre Gusmao salì nel cielo di

Lisbona e ridiscese nell’entusia-

smo generale. A seguito di tale esperimento, il frate fu nomina-

to accademico di corte e si gua-

dagnò l’appellativo di “volador”,

volatore. La macchina, invece, venne chiamata “passarola”.

Il Premio Nobel per la letteratura

del 1998, Josè Saramago, nel suo romanzo Memoriale del Conven- to, dove Gusmao è presente tra i protagonisti, scrisse: “La mac- china rabbrividì, oscillò come se cercasse un equilibrio, improv- visamente perduta. Si sentì uno

stridore generale ed all’improv- viso, come se la spirasse un vorti-

ce luminoso, girò due volte su se

stessa mentre saliva, non aveva superato l’altezza delle mura del cortile che di nuovo equilibrata, vergendo la sua testa di gabbia- no, si lanciò a freccia su nel cielo”.

Riconoscimento negato

Dovranno passare altri 74 anni

prima che l’aerostato dei fratel-

li Montgolfier conquisti il cielo

di Parigi, ottenendo la gloria e

i riconoscimenti negati a Padre

Gusmao che, al contrario, dovet- te nascondersi e fuggire. Ebbe due grandi nemici: la sua salu- te e la Santa Inquisizione. Per quanto riguarda la prima, diven- ne molto cagionevole a causa di un’influenza. Per l’Inquisizione, invece, non era in nessun modo accettabile che qualcuno potes-

se essere in grado di volare e quindi di avvicinarsi a Dio. Chi poteva fare tutto questo era con- siderato blasfemo.

“Ciò che è certo è che Bartolo- meu de Gusmao finì con l’essere vittima di intrighi di corte e fu lo stesso re a consigliargli di fuggire

perché altrimenti avrebbe potuto essere perseguitato dall’Inquisi- zione”, afferma Henriques. “Per questi motivi fuggì in Spagna accompagnato dal fratello mino- re, anch’egli frate. Per le difficoltà avute nell’ultimo periodo del- la sua vita finì col morire molto giovane, a Toledo, in condizioni miserabili”. La principale causa della man- canza di riconoscimento della sua scoperta fu dovuta al fatto che Padre Gusmao morì senza poter portare avanti il suo progetto, senza trasferire le sue conoscen- ze ad altri e, come spesso acca- deva in passato, non essendoci una catena della conoscenza che poteva continuare e andare avan-

ti, questa geniale intuizione si

perse nel nulla.

Del 1709 Rappresentazione della macchina di Padre Gusmao.

Settantaquattro anni dopo il pri- mo volo di Padre Gusmao, i fra- telli Montgolfier inventarono un pallone aerostatico ad aria calda in grado di volare e di sollevare da terra anche gli uomini. Non si trattò di plagio, ma di pro- gresso, che quando non riesce a sbocciare da una parte, prima o poi trova la sua strada, in questo caso la sua rotta, da un’altra

La “Passarola” non si può cancellare

Affidiamo a José Saramago le conclusioni. In Memoriale del Convento scrive: “Credo che la Passarola non si possa cancellare dalla storia; il fatto che non sia mai esistita non significa che la si pos- sa cancellare, perché c’è una storia che si deve scrivere ed è la storia dei sogni degli uomini e la passa- rola è stata per Padre Bartolomeo Gusmao un sogno”.

Tuta alare È questa l’ultima scoperta dell’uomo per quanto riguarda i voli “naturali”.

L’uomo volante oggi

Dal primo tentativo di padre Gusmao nel 1709 a oggi diversi esperimenti e un’infinità di invenzioni sono passati davanti ai nostri occhi. L’ultima trovata in ordine cronologico consiste nell’aver predisposto una tuta alare, ovvero una speciale tuta da lancio che perme e di aumentare la superficie del corpo umano, conferendogli un profilo alare e trasformando la velocità data dalla forza di gravità durante una planata orizzontale. Al primo impa o sembrerebbe di essere di fronte a uno scoia olo volante, ma è proprio questa forma un po’ bizzarra a consentirle di raddoppiare i tempi di caduta libera e aumentare la distanza dai possibili ostacoli, diminuendo in questo modo il rischio di incidenti. Il principale fautore di tale tecnica è stato sicuramente Patrick de Gayardon de Fenoyl, paracadutista acrobatico francese, morto proprio durante un volo con la tuta alare.

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SPIRITUALITÀ

Peyrepertuse. Uno dei castelli catari della Francia meridionale. Fu abbandonato nel XVIII secolo.

I Catari

la setta sterminata

Custodi di un tesoro, eretici e miscredenti: la storia del gruppo che predicava la purezza e la divinità di Gesù, trucidato da una crociata cristiana

36 VOYAGER

Novaziano. Raffigurazione dell’antipapa.

Il significato: “puri”

Alla base della morale della se a catara vi è la purezza. Il termine deriverebbe da una parola greca che significa per l’appunto “puro” come si definivano i seguaci del vescovo Novaziano ele osi antipapa nel 251 in aperto scontro contro il contendente “al potere” (Papa Cornelio). Ma esistono altre interpretazioni etimologiche. Il teologo del 1200 Alano di Lilla sostiene che il termine derivi dal greco katha (“spurgo”) con un richiamo alla volontà dei Catari di “trasudare tu i i loro vizi”. Ma i Catari sono anche de i “albigesi”, come soleva chia- marli San Bernardo, uno dei loro persecutori. Il nome in questo caso deriva dalla ci adina francese di Albi (dove viveva originariamente un folto numero di Catari).

L a setta dei Catari fu annientata con una violentissima crocia-

ta voluta dal Papa Innocenzo Terzo attorno al 1220: i loro rigorosi precetti rischiavano di

destabilizzare il clero smanioso di potere e ricchezza. Secondo alcu- ni, i Catari non avrebbero messo solo a repentaglio i vantaggi nobi- liari acquisiti nei secoli. La loro sparizione sarebbe legata alla necessità di custodire un prezioso tesoro.

Chi erano in realtà?

Setta cristiana diffusa in Europa tra il 12esimo e 14esimo secolo,

i Catari professavano una fede

diversa da quella della Chiesa di Roma. Credevano nella divinità di Gesù, ma non nella sua umanità.

Predicavano un rinnovamento morale, basato sulla netta contrap- posizione tra bene e male. Rispet- tosa dei precetti religiosi, furono sterminati per mano di uomini che dichiaravano di professare la stessa religione. Cristiani contro cristiani, quindi. Le storie dietro al loro massacro abbondano e spaziano tra storia

e leggenda. Quel che è ricono-

sciuto e dimostrato attraverso elementi documentali dell’epoca

è che i Catari furono vittime a più riprese di massacri sanguinolenti

di inaudita violenza. Una rabbia

esagerata che ha alimentato più

di un sospetto circa la vera moti-

vazione che spinse l’Inquisizione

Persuaderli?

Domenico

di Guzmàn brucia alcuni scri i degli

albigesi in una pi ura

a olio realizzata da Pedro Berruguete.

Il dipinto risale al 15esimo secolo. Domenico di Guzman era

fondatore dell’ordine

dei domenicani

e incaricato di

persuadere i Catari. Ne fu invece a ra o tanto da ispirarsi

a loro per la morale

dei suoi frati.

a scagliarsi contro la setta con così

tanta ferocia. Per ricostruire la loro storia occorre viaggiare indietro

nel tempo fino al medioevo nella Francia meridionale e, in partico-

lare, nella regione della Linguado-

ca e Occitania.

È in questo contesto che molti pos-

sidenti e commercianti abbraccia- rono la religione professata dai Catari creando una chiesa paralle- la. Si ritenevano i depositari di una cristianesimo delle origini e con-

sideravano la loro fede pura, lon- tana dalla corruzione e dalle lotte

di potere della Chiesa di Roma.

Gli ecclesiastici dell’epoca inizial-

mente sembrano tollerare questo movimento che predicava la

SPIRITUALITÀ

I Catari, la se a sterminata

Una vita povera e pacifica

L’eresia catara si sarebbe sviluppata dal manicheismo,

la do rina professata dal persiano Mani (terzo secolo).

Anche in questo caso si tra a di una religione dualista

e radicale che contrappone la luce e le tenebre e pro-

fessa una vita povera e pacifica. Secondo Mani per salvarsi occorre essere “virtuosi” impegnandosi a proteggere la luce imprigionata nella materia e di conseguenza conservata in ogni essere vivente. Solo dopo la morte si può raggiungere la salvezza liberando così la luce che ognuno ha dentro di sé. Ne deriva l’astensione dall’uccisione di qualsivoglia forma di vita (anche animali e piante) che altrimenti non potrebbe liberare la sua luce. L’a o sessuale, inoltre, rappresenterebbe una minaccia all’esito di questo processo. Ancora una volta il rischio è che la luce venga imprigionata in un altro essere

Manoscri o. Di origine cinese, risalente all’o avo-nono secolo, ritrae monaci manichei intenti a copiare testi sacri.

povertà e l’umiltà almeno fino all’elezione di Papa Innocenzo Terzo. Dopo alcuni anni di tenta-

ta opera di persuasione durante la quale furono assoldati i miglio-

ri predicatori dell’epoca, proprio

questo Papa decise di “risolvere” la situazione con l’uso della violenza.

La fine

Cosciente che l’opera di convin- cimento perpetrata ai danni dei Catari non avrebbe avuto esito

e fremente di “mettere a tacere”

la scomoda voce eretica, il Papa Innocenzo Terzo invocò le truppe crociate per mettere sotto assedio la cittadina di Béziers, abitata da una sparuta minoranza di appar- tenenti alla setta. Era il 1229. Si

racconta che l’inviato del Papa, Arnaldo Amalric, abate e inquisi- tore, alla domanda su come poter distinguere gli eretici dagli altri cattolici abbia risposto: “uccideteli tutti. Dio saprà come riconosce- re i suoi figli”. Fu una strage. Non

è dato sapere se la frase sia stata

veramente pronunciata, ma quel che è certo è che migliaia di per-

sone persero la vita quel giorno

a prescindere dalla loro fede, un

massacro cieco e violento, ben superiore a quello che era già avvenuto nel 1210 al poco lontano castello di Puivert (150 Km a sud

38 VOYAGER

rispetto a Béziers) e l’anno prima a Carcassonne, cittadina che rivesti- va un ruolo strategico per avere il controllo sui territori limitrofi. Dopo Béziers, le truppe crociate

espugnarono una a una tutte le cit- tà dove si nascondevano i Catari. E dove non arrivò la spada suben- trano i tribunali dell’inquisizione, investiti del compito di indagare e punire ogni forma di eresia. Cacciati dalle loro terre i Catari si strinsero attorno ad un unico

centro, costituendo una roccafor- te a più di 1200 metri di altezza: il Castello di Montségur, sui Pirenei francesi.

Il rifugio segreto

Ai piedi del Castello di Montsé- gur si trova una croce di pietra con alcuni fiori in memoria degli oltre 200 Catari (compresi alcu- ni bambini) arsi vivi. Il castello è imponente e difeso su un versan- te da uno strapiombo e dall’altro raggiungibile solo attraverso un

sentiero che si inerpica tra il bosco, caratterizzato da una salita molto scoscesa. È qui che gli ultimi appartenen-

ti alla setta, coscienti di essere costantemente in pericolo, si rifu- giarono istituendo il loro ultimo baluardo. Un luogo remoto pro- tetto da mura di cinta, da barriere

Ultima roccaforte Il Castello di Montségur visto dall’alto.

Nascondiglio poco sicuro

Il castello di Puivert fu uno

dei punti dove si rifugiarono

i Catari durante la persecuzione del XIII secolo.

naturali in grado di proteggere le poche centinaia di abitanti super- stiti. Anche la loro organizzazione si fece più strutturata: su 400 abi- tanti la metà era addestrata per la difesa. Una misura necessaria per tutelare la loro sopravvivenza. Ciò che accade dopo un quindi- cennio dall’insediamento è terri- bile. Una rappresaglia contro due religiosi domenicani, durante il tentativo di incontrare i Catari, ter- minò nel sangue. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Nonostan- te il rigido inverno e la completa assenza di fonti d’acqua, iniziò un estenuante assedio alla base della fortezza che durò 11 mesi. Era il

16 marzo 1244 quando le truppe

papali penetrano a forza nel castel-

inquisitori, intrappolati per sempre nell’anima della montagna. Così

le sarebbe invece stato creato da

Satana, compresi gli uomini nel-

lo

seminando morte e distruzione.

tanta ostinazione nella fuga e nella

Alleanza forte

la

loro fisicità. Da qui si prefigura

200 persone pur di salvarsi abiu-

In fuga per salvare

ricerca di un riparo fece ipotizzare

la

contrapposizione tra invisibile

rarono, ma si trattò di “famiglie di

che la setta custodisse un misterio-

ed immortale (come l’anima) di

contorno”. La guarnigione e i con- dottieri, vero cuore religioso della setta, preferirono combattere o

so tesoro

origine divina e ciò che è invece effimero e materiale di origine dia- bolica (come il corpo). Per i cristia-

farsi ammazzare. Molti di loro, cat-

Se i Catari fossero stati in possesso

ni

cattolici però il Dio della Genesi

turati, furono bruciati al rogo. Finì così l’eresia catara.

del Santo Graal, questo potrebbe essere rimasto intrappolato nel cuore dei Pirenei francesi. Secondo alcuni documenti

è anche il creatore della materia

che sarebbe a questo punto iden- tificabile con il diavolo. È evidente il rifiuto del Vecchio Testamento e

il tesoro?

dell’epoca, i Templari (o quanto

la

connotazione malvagia di diver-

Un esiguo numero di Catari, in

meno i loro precursori visto che

se

figure in esso contenute, come

modo rocambolesco, tentò la fuga

l’ordine fu istituito nel 1118 con il

Mosè e David considerati schiavi

dal castello di Montségur durante

famoso concilio di Troyes) avreb-

di

Satana. Anche le opinioni cir-

l’assalto del 1244. Molti sopravvis-

bero appoggiato i Catari e in alcuni

ca

la figura di Gesù fu oggetto di

sero e cercarono rifugio nelle mon-

casi li avrebbero difesi dall’inqui-

interpretazioni diverse. Per alcuni

tagne limitrofe. Fu in particolare una grande grot-

sizione. Qualcuno ipotizza addi- rittura che i Templari stessi siano

era considerato un angelo sceso

sulla terra, per altri un semplice

ta

poco lontana a rappresentare

nati come propaggine dei Catari.

predicatore.

la

dimora più sicura. È la grotta

La loro “migrazione” verso la Pale-

La vita morigerata dei Catari

di

Lombrives, la più grande d’Eu-

stina sarebbe da ricercare nella

derivava sostanzialmente dalla

ropa, con uno sviluppo di oltre

volontà di tutelare le sorti della cri-

necessità di fare penitenza per i

40

Km. Questa città sotterranea

stianità, riparandola in qualunque

propri peccati durante l’esistenza

nascose gli ultimi sopravvissu-

modo dalla minaccia proveniente

umana, così da essere liberi dopo

ti almeno fino a che, pochi anni

dopo, i cavalieri dell’inquisizione riuscirono a intrufolarsi nelle spac- cature nella roccia e far breccia. Quel che accadde a quel punto ha dell’incredibile. I Catari striscian- do nei meandri più remoti della grotta, riuscirono a raggiungere un’ampia sala ribattezzata per la sua mastodontica ampiezza “la cattedrale”. Fu questa l’ultima

dimora dei sopravvissuti, mura- ti vivi all’interno per opera degli

da oriente.

La do rina gnostica

Non è facile descrivere la dottrina dei Catari, poiché è molto artico- lata e ricca di sfaccettature. Per i Catari l’uomo nascerebbe dal cielo e non dalla terra. Lucifero, dopo essere stato cacciato dalla volta celeste assieme ad altri ange- li corrotti, sarebbe giunto sulla terra incarnandosi nelle anime degli uomini. Il mondo materia-

Gro a di Lombrives. Secondo la leggenda nei suoi meandri sarebbe nascosto il Santo Graal, seppellito assieme agli ultimi Catari.

la morte e quindi poter salire al

cielo. La preghiera era una costan-

te nella vita dei Catari.

Uno dei rituali tipici era il “con- solamentum”. Si trattava di una cerimonia con la quale un novi- zio poteva entrare a far parte degli angeli caduti che sarebbero tor- nati al cielo. Questo momento era preceduto da un anno di anno di prove e di digiuno detto “endura” prima della presentazione alla comunità.

Le origini del Graal

Del Santo Graal, una delle icone della cristianità, si sa poco. La sua ricerca fu per l’ordine dei Templari una vera e propria missione. Ma perfino l’esercito nazista fu indaffarato nella sua localizzazione. Si crede che possa nascondere poteri prodigiosi seppur non si sappia esa amente cosa sia. Viene spesso identificato nella le eratura come la coppa da cui bevve il Cristo nell’ultima cena. Ma per altre supposizioni lo identificano come un vangelo segreto, la Sacra sindone e perfino una meteorite. Altre teorie superano l’identificazione con un ogge o materiale riferendosi piu osto al Graal come a un insieme di conoscenze perdute o addiri ura a una dina- stia di discendenti dire i del Cristo

MISTERI

I segreti

di casa de’ Medici

Un viaggio alla scoperta della famiglia che ha cambiato per sempre la cultura e la fisionomia di Firenze

40 VOYAGER

Ci à-museo. Fautori dell’Umanesimo e del Rinascimento, i Medici governarono Firenze e la trasformarono in una meravigliosa opera d’arte

L a famiglia dei Medi- ci ha segnato la sto- ria della città di

Firenze e ha cam- biato inesorabilmente le sorti dell’Italia nei secoli a venire.

Economia, arte, letteratura, architettura: il principato medi- ceo ha dato un impulso decisi- vo alla crescita e allo sviluppo dell’Italia intera in particolare nel periodo del Rinascimento. Se l’attentato del 1478 con- tro Lorenzo il Magnifico – il più illuminato dei sovrani del casato – fosse andato a buon fine, la Storia di tutta la città sarebbe cambiata. Oggi Firen- ze è un’opera d’arte visitata da milioni di turisti e celebrata dagli amanti della bellezza. A decretarne la grandezza sono stati i regnanti di casa Medici.

E oggi, oltre cinquecento anni

dopo, sono ancora tutti insie- me, nella maestosa basilica di San Lorenzo.

Un cenacolo di intelle uali

In epoca umanistica e rinasci- mentale, le figure di Lorenzo

e Giuliano de’ Medici si sono

rivelate decisive. Lorenzo, in particolare, seguendo l’esem-

pio dei grandi imperatori del passato, creò intorno a sé un vero e proprio cenacolo di intel- lettuali, con il compito di espri- mere tutta la creatività possibile per fare di Firenze un centro di potere culturale prim’ancora che economico. Grandissimi letterati come Angelo Polizia- no, Luigi Pulci, filosofi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, grandi artisti come Sandro Botticelli e un giova- ne Michelangelo accesero uno straordinario fermento cultura-

le intorno alla corte medicea.

Le tombe dei principi

Nella Basilica di San Lorenzo, la Sacrestia Nuova è un luogo dove l’impronta di Michelan-

gelo è evidente. Al suo interno

si trovano due tombe: quel-

MISTERI

I segreti di casa de’ Medici

Lo scrigno di Francesco I

A

Palazzo Vecchio si trova uno dei luoghi

al

tempo più segreti di tu a Firenze: il

cosidde o scrigno di Francesco I dei Medici, un luogo lontano da occhi indi- screti dove il principe ragionava in tu a tranquillità e nascondeva gli ogge i a lui cari. La stanza è una straordinaria galleria di dipinti, disposti in modo da circondare a distanza equanime tu a

tu e le pareti.

Ogni quadro non è altro che l’anta di una cassaforte scavata nel legno dove Francesco custodiva i suoi tesori, in particolar modo gli ogge i legati alla sua più grande passione: l’alchimia. La definizione di scrigno non è nata a caso, in quanto la stanza è costruita proprio a mo’ di scrigno. E sono tante le particolarità di questo luogo. Il conte- nuto raffigurato nei dipinti offre, di per sé, un’indicazione precisa su ciò che vi era nascosto all’interno. Alcuni quadri, inoltre, nascondono dei veri e propri passaggi segreti.

PalazzoVecchio.Uno dei luoghi più straordinari di Firenze. Nasconde le stanze più misteriose dell’epoca medicea.

la di Lorenzo il Magnifico e di Giuliano de’ Medici. I loro corpi sono stati esaminati dagli scienziati, per l’ultima volta, nel 1947. Uno studio che ha per- messo di notare come Lorenzo avesse una forte malformazione

Cappella dei Principi I sarcofagi contenuti sono vuoti. Le spoglie dei granduchi sono conservate in realtà dietro le mura.

alle cavità nasali. Il che proba- bilmente non gli consentiva di sentire gli odori e lo faceva par- lare con voce stridula. A suffra- gare questa ipotesi sono anche documenti del tempo, ma sono stati proprio gli esami dei suoi

42 VOYAGER

resti a darne conferma. Ma c’è

di più. Si è scoperto che il suo

cranio era più grande del nor- male. Che fosse dovuto a questa particolare caratteristica la sua intelligenza? Nessuno potrà mai dirlo con certezza. Esaminando

l’altra tomba, quella che conser-

va i resti di Giuliano, gli scien- ziati hanno rinvenuto evidenti tracce delle pugnalate che lo portarono alla morte.

Rilievi scientifici

I resti umani dei due principi hanno permesso di confron-

tare i documenti per verificare quanto realmente accaduto. La professoressa Donatella Lippi, docente di Storia della medici-

na presso l’Università di Firen-

ze, ha studiato i resti di Giuliano dichiarando che gli assassini

“hanno infierito sul calvario e colpito la mandibola. Dobbia- mo immaginare – ha spiegato

- Giuliano che cade che cerca di proteggersi col braccio destro. Sul braccio infatti sono state trovate le tracce di altri colpi. Oltretutto viene anche ferito alla gamba”.

Nel cuore della basilica

La cupola è talmente alta da essere seconda soltanto a quel- la del duomo. Nella cosiddetta Cappella dei Principi sono con- servate le loro tombe monu- mentali, anche se all’interno non vi sono più i corpi. La cap- pella è formata da un magnifico intarsio di pietre colorate. Per la sua realizzazione di questa fu istituita un’istituzione, l’Opifi- cio delle pietre dure, che ancora oggi opera a Firenze per la con- servazione e il restauro delle tante opere d’arte che Firenze condivide con il mondo. Uno alla volta, i Medici sono sta- ti portati via dalla cappella in

altri luoghi e studiati affinché si potesse ricostruirne tutta la loro storia.

I danni dell’alluvione

L’alluvione che ha colpito Firen- ze negli anni Sessanta ha creato non poche difficoltà all’opera degli studiosi. “L’inizio dei lavo- ri è stato molto promettente - ha dichiarato la direttrice del museo Cappelle Medicee Moni- ca Bietti - anche se da subito ci siamo dovuti accorgere che la terribile alluvione nel 1966 aveva colpito profondamente anche le tombe dei medici. Si trattava – ha spiegato – di rie- sumare le ossa dei principi e di stabilire, attraverso le indagini che si potevano fare, dal DNA ad altre mille ricerche, quali fossero le patologie che pote-

Particolare Il ritra o di Lorenzo il Magnifico (1550 circa), realizzato da

invece, si notò, inciso sul pavi- mento, un cerchio nero. Rimuovendo la lastra di marmo, i ricercatori trovarono un acces-

vano aver colpito in i membri

Luigi Fiammingo, è

so

a una cavità sotterranea dove

della famiglia”.

conservato nel Museo

fu

scavata una piccola volta al

degli argenti

di

sotto del pavimento. Quando

La tomba di Gian Gastone

In una delle zone meno acces- sibili della Basilica vi è una lapi-

scoperta era ancora piena del

fango che aveva invaso gli spazi a causa della alluvione di Firenze del 1966, ma, una volta bonifica-

fu

de, quella di Gian Gastone dei

ta

l’area, furono ritrovate diverse

medici morto nel 1737. Quan-

tombe di bambini. Probabilmen-

do la lapide fu rimossa, al suo

te

nell’antichità si trattava della

interno non fu trovato nulla. A pochi centimetri dalla lapide,

cripta che ospitava i nati morti della famiglia dei Medici. Al

Il laboratorio dell’alchimista Di Giovanni Stradano, ritrae Francesco I come un operaio alchimista.

Quella

pozione

Da un passaggio segreto all’interno di Pa- lazzo Vecchio, si accede a una piccolissima stanza, senza finestre e nascosta al transito. L’ipotesi avanzata nel corso dei secoli è che proprio quella stanza che custodisse gli ogge i più preziosi. E un altro passaggio, infine, conclude la diramazione dei cunicoli che riporta allo scrigno di Francesco I. Tra i tanti e meravigliosi dipinti appesi alle pareti della sala, ce n’è uno più particolare degli altri. Il quadro fu stato realizzato da Giovanni Stradano e raffigura un laboratorio di alchimia laddove, tra i vari personaggi, Francesco I è ritra o nel nell’intento di mescolare una pozione. È una raffigurazione assolutamente insolita per un sovrano, dal momento che egli appare come un operaio.

MISTERI

I segreti di casa de’ Medici

Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, h ps://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24677262

Sala del tesoro. Dalla stanza di Cosimo I vi si accedeva a raverso un passaggio segreto.

tempo infatti, la mortalità infantile era molto alta.

Nella cripta

Tra le altre, nella cripta si tro-

va una bara trasparente dove è

ancora visibile un corpo di un

bambino che si pensa abbia avuto circa 5 anni. Intorno ai

suoi piccoli resti sono ancora visibili i vestitini che indossava

al tempo della morte. Oltre alle

bare più piccole, che conserva- vano i corpicini dei bambini, è

stata ritrovata anche una tom- ba più grande il cui involucro

di legno era rovinato dall’umi-

dità e dal fango. La particolarità

però in questo caso era un’altra:

l’involucro di legno era ricoper-

to a sua volta da una serie di

strati di piombo che ne hanno

preservato la conservazione. Il corpo all’interno della teca era proprio quello di Gian Gastone de’ Medici, attualmente con- servato all’interno della cripta

in una teca di vetro.

L’ultimo principe

Gian Gastone de’ Medici muo-

re nel 1737 ed è l’ultimo prin-

cipe della dinastia medicea. Nella tomba fu ritrovata anche la corona che indossava al momento della morte. La sorel-

la di Gian Gastone, Anna Maria

Luisa de’ Medici era una donna d’intelligenza sopraffina e, a suo modo, salvò la storia della

44 VOYAGER

La Basilica di San Lorenzo. Le tombe dei principi medicei e i segreti delle loro morti si trovano in questo luogo meraviglioso.

Lo studio di Cosimo

Da uno dei passaggi segreti dello scrigno di Francesco I a un altro studiolo, appartenuto a Cosimo I, padre di Francesco, che seguiva la stessa filosofia dello scrigno. Un luogo in cui era tu o talmente segreto che era impedito perfino alla servitù di accedervi. Cosa vi si facesse all’interno è rimasto un mistero. Nello studiolo è presente una sola finestra che dà verso l’ester- no. I vetri furono costruiti in modo da tale da far passare la luce ma da impedire di capire chi vi fosse all’interno della stanza. Anche nello studiolo, tra i tanti armadi nei quali il principe conservava documenti e segreti, si trova un passaggio, che conduce a quella a raverso uno stre o corridoio a quella che alcuni hanno definito la Sala del tesoro.

sua famiglia e tramandò le ope- re costruite a Firenze nel corso dei secoli. Ella, infatti, avendo compreso che la città sarebbe finita nelle mani degli Asburgo, ebbe un’idea geniale. Stipulò un patto con gli Asburgo, che pre- vedeva che tutte le opere d’arte di Firenze dovevano rimanere

nella città senza essere distrutte o spostate. Gli Asburgo tennero fede a questo patto ed è stato proprio grazie a tale stratagem- ma che la città di Firenze è riu- scita a conservare - a differenza di quello che è accaduto in altre città d’Italia - il proprio patri- monio artistico e culturale.

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del sapere

Giovani esploratori

SCIENZA

Si alzano in cielo senza difficoltà e sfrecciano liberi tra le nuvole. Ma come fanno a restare su?

embra una magia. Eppure, la forza che fa volare un aereo è “nascosta” semplicemente nella forma delle sue ali. Il segreto del

volo di un aeroplano, infatti, s ta proprio qui, nel particolarissimo profilo di questi elementi strutturali, che è asimmetrico. Se il motore - che può essere a elica o a reazione - serve a dare al velivolo la cosiddetta “forza di propulsione”, le ali gli consentono di restare in aria. Non è tanto la potenza, quindi, a far volare un aereo, ma questa forza, chiamata “forza di portanza”. Di cosa si tratta, in particolare? Beh, a grandi linee, si può considerare come una spinta perpendicolare alla direzione dell’aereo, generata dell’aria che sta intorno alle ali. Questa si ritrova, insomma, obbligata a scorrere su entrambe le superfici dell’ala, sia sopra che sotto. Il fatto di essere curve, poi, fa in modo che la velocità dello strato che scorre sul dorso sia superiore a quella che scorre sotto. Ne risulta un effetto di risucchio che spinge l’aria verso l’alto… e l’aereo si stacca da terra!

u

STORIA

Seguivano una dieta particolare? Andavano a caccia? E come catturavano le prede i nostri antenati?

iversi scienziati hanno appurato che i primi abitanti della Terra vivevano in Africa ed erano molto simili a noi, ma con mascelle e nasi

leggermente più larghi. Dall’Africa migrarono poi in altri continenti. All’epoca il clima era molto freddo, le malattie imperversavano, e all’età di trenta anni una persona era già considerata “vecchia”. Per trovare il cibo, le femmine raccoglievano frutti selvatici, mentre i maschi catturavano piccoli animali, adoperando armi rudimentali, come bastoni di legno, lance con la punta di pietra e sassi. La caccia ad animali di grande taglia, invece, avveniva in gruppo: la preda era poi fatta a pezzi e scuoiata e le pelli raschiate per essere utilizzate come vestiti.

NATURA

In gran parte la colpa è dell’erosione della crosta terrestre e dei sali minerali presenti in quantità su di essa

li oceani e i mari si sono formati grazie a una serie di fa ori, tra cui i più importanti sono senza

dubbio: la pioggia, la grandine, la neve e il vento. Nel corso dei secoli tali gli eventi atmosferici hanno contribuito all’erosione della crosta terrestre, che è ricca di sali minerali, andando così ad alimentare le acque dei fiumi che, a loro volta, hanno trasportato le sostanze disciolte fino al mare. Poi, a causa dell’azione del sole, gran parte dell’acqua ritorna nell’atmosfera,

lasciando sui fondali soli i sali. Una parte del sale torna nell’atmosfera

grazie alle onde che, infrangendosi sulle coste, vaporizzano l’acqua, compreso il sale in essa contenuto. È un ciclo che

si ripete da miliardi di anni. Per i più

curiosi: un litro di acqua marina contiene

mediamente 35 grammi di sale o meglio

di sali, visto che nel mare se ne possono

trovare almeno 57 tipi differenti.

CURIOSITÀ

Se ci sono, che fattezze hanno gli extraterresti? Hanno la forma che vediamo spesso nei film?

a questione è aperta. Anche se molti scienziati, favorevoli all’esistenza di forme di vita

extraterrestri, pensano che una tale probabilità sia molto bassa. Tu avia, è recente

la notizia di una scoperta molto particolare avvenuta in Perù. Uno scheletro ha

ca urato l’immaginazione di molti. La foto è rimbalzata da un giornale all’atro facendo il giro del mondo. L’immagine mostrava uno scheletro di piccole dimensioni con una testa enorme, molto simile alla figura classica dei Grigi, gli alieni che secondo alcuni avrebbero più volte visitato il nostro pianeta e conosciuti anche come Alieni di razza Alfa. Ma secondo l’antropologo che lo ha rinvenuto, lo scheletro apparterrebbe a un piccolo essere umano, un fanciullo. Sappiamo infa i che molte antiche civiltà come i Maya, gli Inca e gli Egizi applicavano fasciature alla testa dei bambini appena nati per modellare la crescita e la forma del cranio.

 

ASTRONOMIA

In realtà, sono i nostri occhi a farci vedere il colore che, come sappiamo, cambia di notte, se ci sono nuvole oppure piove

l cielo del ma ino, in una giornata di sole, è azzurro. Ma non è sempre così. Di no e, ad

esempio, diventa nero, rendendo le stelle visibili. E al tramonto, invece, è sfumato d’arancione o di rosso. Ma quando osserviamo delle fotografie

secolo scorso lo studioso irlandese John Tyndall. Scoprì che il colore dipende dalla nostra atmosfera. Molto densa, è composta, oltre che

dall’aria, da tantissimi microscopici elementi in sospensione (azoto,

ossigeno, argon, acqua

) che, per

di

paesaggi lunari o seguiamo

farla semplice, agiscono, da filtro in

le

missioni degli astronauti in

grado di assorbire i raggi luminosi

televisione, lo vediamo nero. Com’è possibile? La risposta a questa domanda la diede nel

che arrivano dal sole, facendo passare solo quelli che virano verso il blu.

NATURA

Certo non come lo facciamo noi, ma anche gli abitanti del mare e degli oceani lo fanno!

ere non è la stessa cosa per i pesci di acqua dolce e quelli di acqua salata. I primi non devono inghio ire acqua per idratarsi: i loro liquidi corporei sono cara erizzati da un tenore salino maggiore di quello dell’acqua circostante. Ciò

vuol dire che il corpo tende già fisiologicamente ad assorbire acqua dai tessuti. Al contrario, i pesci che vivono nei mari e negli oceani hanno fluidi meno salini di quelli dell’acqua che li circonda per evitare di “stressare” il loro organismo con una quantità eccessiva di sali. Per raggiungere quindi un equilibrio devono idratarsi continuamente espellendo poi i sali in eccesso a raverso appositi organi posti di solito nelle branchie o nell’apparato digerente. Quindi, sì, i pesci bevono, ma con moderazione!

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Meraviglie e misteri

di

Siena

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La ci à toscana

è uno dei poli artistici

e storici italiani più importanti

Medioevale. La ci à è conosciuta in tu o il mondo per il suo immenso patrimonio artistico e per il suo imitatissimo Palio.

Bellezza toscana Nel 1995 l’Unesco ha dichiarato il centro storico di Siena Patrimonio dell’Umanità.

U n monumento unico al mondo, un pro-

getto decorativo che è durato sei secoli,

dal 1300 al 1800, un pavimento di 1300

metri quadrati, mirabilmente rivestito di tarsie marmoree. Stiamo parlando del pavimento del Duomo di Siena che Giorgio Vasari nel 1568 non esitò a definire come “più bello, grande e magni- fico pavimento che fosse mai stato fatto”. Nei suoi 56 riquadri vengono raffigurate molte scene ma una più di tutte nasconde un grande mistero: per- ché nella chiesa più importante di Siena compare una tarsia con l’immagine di Ermete? Un uomo che rappresenta la sapienza che non compare ne- gli antichi testi ma che, anzi, spesso è considerato rappresentante di una cultura pagana? Perché lo ritroviamo in una struttura cristiana all’interno di un’opera d’arte eccezionale come il pavimento del Duomo di Siena?

Il pavimento più bello del mondo Lo splendido rivestimento interno del Duomo di Siena.

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Meraviglie e misteri di Siena

L’inventore della sapienza

Ermete è una figura leggendaria a volte identifi- cabile con un grande sapiente realmente esistito

La meraviglia

vissuto nell’antico Egitto. Altre volte corrisponde alla divinità greca Ermes, equivalente all’egizio Thot e al dio Mercurio dell’Antica Roma. Maestro

e

incompiuta

di

sapienza e inventore dell’alchimia, è colui che

Non tu i sanno che il Duomo di Sie-

ha

iniziato le scienze ermetiche ossia quelle dot-

na poteva essere molto più maestoso

trine religiose, filosofiche e scientifiche i cui con- tenuti possono essere compresi solo dagli iniziati.

È “il tre volte grandissimo” per questo i greci lo chiamarono Trismegisto. A lui è attributo il “Cor-

pus hermeticum”, un insieme di scritti iniziatici

e filosofici recuperati e tradotti per volontà di Co- simo dÈ Medici e che tanto ispirarono i più grandi artisti del Rinascimento. All’ingresso del Duomo

di Siena la tarsia in marmo raffigurante Ermete

che offre a due personaggi in abiti orientali un li-

bro con un’iscrizione latina che recita “Prendete oh egiziani le lettere e le leggi”. Quale significato può avere e perché nella stessa tarsia si legge nella parte bassa che “Ermete è stato contemporaneo

di Mosè”? “Ermete Trismegisto è il saggio del

mondo egiziano, il legislatore umano. È stato un

contemporaneo di Mosè (la cui storia è presente

nelle altre tarsie del Duomo di Siena) che è invece

il legislatore divino”, ha spiegato Marilena Cacior-

gna dell’Università degli studi di Siena.

Parole misteriose

Nella parte più nascosta del Duomo si trova una pietra che riveste la facciata laterale con la scritta “sator arepo tenet opera rotas”. Un mes- saggio enigmatico che ha ricevuto molte inter- pretazioni, sia laiche che religiose, e che risulta una frase palindroma, ossia una sequenza di caratteri che, anche se letta al contrario, rimane invariata. La stessa scritta compare in una villa dell’antichità a Pompei e nei sotterranei della Ba- silica di Santa Maria Maggiore a Roma. Un altro

di come appare oggi. Nel 1339 l’auto-

rità ci adina

dell’opera in fase di costruzione sarebbe stato allungato per diventare il corpo centrale del Duo- mo Nuovo: la chiesa che ammiriamo ancora oggi sarebbe divenuta così il transe o di quella nuova, assumendo dimensioni enormi. Circa dieci anni

dopo, complice sopra u o l’epidemia di peste, i lavori furono abbandonati, scegliendo di prose- guire sul vecchio impianto, portato a termine nel 1370. Il prolungamento del transe o e la facciata del Duomo Nuo- vo, però, erano già state costruite: le mura, insieme ai basa- menti per le colonne, vennero lasciate inta e. Ancora oggi restano ben visibili e la facciata del Duomo “incompiuto” venne riba ezzata dai ci adini come “il Fac- ciatone”. Una storia poco conosciuta nel resto d’Italia ma molto sentita dai senesi.

Il “Facciatone” I lavori del

Duomo Nuovo ebbero inizio nel

1339 ma furono

interro i nel

1348 a causa

della peste.

stabilì infa i che il transe o

arcano resta la presenza all’angolo del Duomo, delle statue di due grandi rappresentanti della cultura e della filosofia come Platone e Aristo- tele, che tuttavia poco hanno a che vedere con la religione. Una contrapposizione continua tra laicismo (talvolta addirittura l’eresia secondo i canoni dell’epoca) e religione. Sopra il portale di destra del duomo esiste inoltre quella che sembrerebbe la più antica scritta che parla di un giubileo e che recita: “Il centesimo anno a Roma è sempre giubilare, i peccati sono rimessi e con- donati a chi si pente. Questo dichiarò e confermò Bonifacio”.

Giù nella cripta

Nel ventre della Ca edrale, in quella che comunemente viene denominata “Cripta”, esiste una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi vent’anni. I lavori del 1999, rivolti dapprima al recupero degli ambienti con- nessi con l’Oratorio di San Giovannino e San Gennaro, si sono estesi all’area so o il coro della ca edrale, me endo in luce inaspe atamente un ambien- te decorato da un ciclo pi orico realizzato da una serie di artisti operanti a Siena nella seconda metà del XIII secolo. Le opere ricoprono le pareti dove si trovano gli affreschi, rivestono interamente colonne, pilastri, capitelli e mensole, decorati a motivi geometrici o vegetali. Le scene figurate riguar- dano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Straordinaria la rappre- sentazione del dramma della Passione di Cristo con tre grandi momenti:

Crocifissione, Deposizione dalla Croce e Deposizione nel Sepolcro.

Opere so erranee. Gli affreschi rinvenuti nell’area so ostante il Duomo.

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Sublime. La facciata del Duomo.

Il quadrato del Sator

Le cinque parole Sator, Arepo, Tenet, Opera e Rotas incise su una pie- tra della parete del Duomo di Siena sono una ricorrente iscrizione la- tina, nota come il quadrato del Sator. La loro giustapposizione, nell’or- dine indicato, dà luogo a un palindromo, ossia una frase che rimane identica se le a da sinistra a destra o viceversa. Disponendo le parole su una matrice quadrata, si o iene una stru ura che ricorda quella dei

quadrati magici di tipo numerico. L’iscrizione è stata ogge o di nume- rosi ritrovamenti archeologici, sia in epigrafi lapidee sia in graffiti. Il rin- venimento più antico si è verificato durante gli scavi di Pompei inciso su una colonna della casa di Publio Paquio Proculo e quello trovato su una colonna della Palestra Grande. La troviamo inoltre nei so erranei della basilica di Santa Maria Mag- giore, nelle rovine romane di Ciren- cester (l’antica Corinium) in Inghil- terra, a Santiago di Compostela in Spagna, a Riva San Vitale in Svizze-

ra, solo per citarne alcune. il senso e il significato simbolico rimango- no ancora incerti, nonostante le numerose ipotesi formulate.

Enigma. La misteriosa incisione sul muro esterno della ca edrale.

Magnifica ca edrale

tra il 1456 e il 1525), intarsiatore e intagliatore di

Il

Duomo di Siena costituisce un classico esempio

grande rilievo nel panorama storico-artistico del

di

cattedrale romanico-gotica italiana. Secondo la

XVI

secolo.

tradizione, quella attuale sostituisce una prima

chiesa eretta intorno al IX secolo, sorta nel luogo

in cui si trovava un tempio offerto a Minerva.

Sempre da notizie prive di una precisa documen- tazione, si apprende che l’edificio fu consacrato nel 1179, alla presenza del pontefice senese Ales- sandro III Bandinelli. Abbiamo già parlato della splendida pavimentazione ma la cattedrale si contraddistingue anche per quanto concerne la

scultura. Nel Duomo di Siena hanno infatti lavo- rato i più grandi scultori del passato: da Nicola e Giovanni Pisano a Donatello e Michelangelo fino

a Gian Lorenzo Bernini. La libreria Piccolomini,

situata lungo la navata sinistra, fu fatta costru-

ire nel 1492 dall’arcivescovo di Siena, cardinale

Francesco Piccolomini Todeschini (salito poi al soglio pontificio con il nome di papa Pio III) per custodire il ricchissimo patrimonio librario rac- colto dal suo predecessore Pio II. Tra il 1502 e il 1507 circa la Libreria Piccolomini venne comple- tamente affrescata da Pinturicchio. La cattedrale conserva inoltre una serie di pregevoli vetrate. La più importante, quella di Duccio di Buoninsegna, un tempo collocata sopra l’abside, è stata di re- cente trasferita nel Museo dell’Opera e sostituita

da una copia. Da ricordare infine il coro, una delle

opere più conosciute della lunga e prolifica car- riera artistica di Fra Giovanni da Verona (vissuto

I segreti del Duomo

Nel 1999 è stata scoperta una cripta del Duomo di

Siena sulle cui mura sono dipinte immagini dei vangeli canonici che raccontano la vita di Gesù.

Ma nello stesso luogo esistono anche raffigura- zioni di vangeli apocrifi che raccontano, ad esem-

pio, l’infanzia di Cristo. C’è in particolare un’inso-

lita immagine di Gesù da bambino che a scuola

viene probabilmente redarguito dal suo maestro.

È stata ritrovata anche la cappella con il coro di

San Giovannino, attualmente in fase di restauro.

Dietro il muro affrescato della cripta è stata rin-

venuta una struttura muraria circolare che si ipotizza possa essere una fondazione o il retro di

un’abside. Dietro uno dei muri del Duomo sono state scoperte anche delle nicchie contenenti delle mummie che sono attualmente oggetto di studio

e restauro. Nella chiesa è possibile inoltre entrare

in una scala che conduce in un luogo dove si può ammirare un panorama a dir poco eccezionale. Un percorso simbolico al termine del quale si os- serva il pavimento e le tarsie da una prospettiva assolutamente perfetta. La “porta del cielo” si apre dunque ai visitatori come se salissero attraverso la scala apparsa in sogno a Giacobbe, la cui cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano (Genesi 28,10-22). Nel sogno Dio

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Meraviglie e misteri di Siena

promette a Giacobbe la terra sulla quale egli stava dormendo e un’immensa discendenza. Al

suo risveglio Giacobbe esclama “Questa è proprio

la casa di Dio, questa è la porta del cielo”.

Ricovero di malati e pellegrini

Davanti la facciata del Duomo si trova il com- plesso di Santa Maria della Croce. Un edificio in

cui si dava assistenza ai malati, ricovero ai po-

veri e cura ai bambini. Tutto era distribuito su un

gran numero di spazi come granai, stalle, forni, panetterie e cucine. Una struttura imponente che oggi definiremmo polifunzionale. Un punto

di riferimento per i pellegrini che potevano così

essere accolti e ristorati. Infatti la via Francigena,

l’importante percorso che collegava il Nord Eu- ropa alla Terra Santa, passava proprio da Siena e questo è stato uno dei motivi della crescita e del

consolidamento della città divenuta nel corso dei

secoli così importante. Santa Maria della Croce è

stato uno dei più antichi e grandi ospedali euro-

pei e, oggi, esaurite le proprie funzioni sanitarie,

è uno dei più importanti centri museali e culturali della città. Viene considerato il terzo polo artistico

di Siena, dopo il Palazzo Pubblico e il Duomo. Da

segnalare le opere del Pellegrinaio (affreschi del

XV e XVI secolo di Domenico di Bartolo, Lorenzo

Vecchietta, Giovanni di Raffaele Navesi e Priamo della Quercia), la Sagrestia Vecchia (affreschi del

XV secolo di Lorenzo Vecchietta), la Chiesa della

Santissima Annunziata (dipinto absidale del

XVIII secolo di Sebastiano Conca), la Cappella

del Manto (affresco del XVI secolo di Domenico

Beccafumi), la Cappella della Madonna (dipinti

di Giuseppe Nicola Nasini).

Torre senza fondamenta

Giovanni Di Duccio è stato uno dei primi cam- panari della torre del Palazzo pubblico di Siena.

Appartenenza. Ciascuna contrada ha un mo o, uno stemma e una bandiera.

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Sembra che avesse l’abitudine di sperperare i

suoi profitti nelle osterie della città. Venne so- prannominato, pertanto, “mangia guadagni” o più semplicemente “il mangia”. Da allora la torre

è conosciuta come “del Mangia”. Essa sovrasta la

famosa Piazza dal Campo divisa in nove spicchi, questo era infatti il numero dei componenti della giunta della Repubblica di Siena nel XIV secolo. Nella Torre del Mangia si trova l’orologio di Bar- tolomeo Guidi, realizzato poco dopo il 1300. Un meccanismo molto complesso che necessitava di una grande manutenzione ma che costituiva un bene pubblico di primaria importanza. Nel corso

dei secoli la torre ha agito, difatti, da parafulmine

e ha subito molti danni. Ancora oggi quando c’è

maltempo viene vietato l’ingresso nella struttura.

Storica La celebre corsa di cavalli in Piazza del Campo.

Le contrade della città

A Siena ci sono 17 contrade: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civet- ta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Le contrade si identificano in porzioni di territorio comunali iscri i all’inter- no della cinta muraria. Ogni contrada è organizzata in modo analogo. Tu e hanno le proprie costituzioni o statuti che stabi- liscono le finalità e gli ambiti di intervento della contrada nel- la comunità di riferimento, indicano le responsabilità di ogni organismo, regolano i meccanismi ele ivi. Non è possibile determinare con esa ezza quando si formarono le a uali 17 contrade: ciò dipende dalla mancanza di una de agliata do- cumentazione. Tu avia, vi sono testimonianze che provano la loro esistenza fin dalla metà del XV secolo.

Il Monte dei Paschi

Le Magistrature della Repubblica di Siena fondarono un monte di pietà chia- mato Monte Pio nel 1472, anno in cui venne approvato il suo statuto e dal quale l’istituto di credito opera senza interruzione. Lo “Statuto dei Paschi”, reda o dai Senesi nel 1419 per la regolamentava tu e le a ività inerenti all’agricoltura e alla pastorizia in Maremma. Nel 1580 il Monte assunse i ca- ra eri della “banca pubblica”, in quanto incominciò a svolgere la funzione di esa oria. Nel 1624 fu costituito un secondo monte, specializzato nel credito agrario, chiamato Monte non vacabile dei Paschi della ci à e stato di Siena, per il quale il Granduca Ferdinando II concesse a garanzia dei debiti le ren- dite dei pascoli demaniali della Maremma (i cosidde i “Paschi”). La Banca Monte dei Paschi di Siena è la più antica banca in a ività ed è ritenuta anche la più longeva al mondo.

Monte di pietà. Palazzo Salimbeni è la sede centrale della Banca Monte dei Paschi di Siena.

Una costruzione altissima divenuta un punto di riferimento per i senesi ma anche…per i fulmini. I lavori iniziarono nel 1325 e furono completati nel 1348. È composta da 330 gradini ed è alta 88 metri, pari a un grattacielo di 29 piani. Nel XVIII secolo si scoprì che la costruzione era senza fondamenta, ossia poggiata sul suolo. È la terza torre più alta d’Italia dopo la Torre degli Asinelli a Bologna (97,20 metri) e Torrazzo a Cremona (110 metri). Nel punto più alto della Torre del Mangia si trova

la campana costruita nel 1666 che oggi viene suo-

nata con un meccanismo elettromeccanico ma in situazioni particolari viene ancora messa in fun- zione manualmente.

Orgoglio civico

Il Palazzo Pubblico, detto anche Palazzo Comu- nale, fu costruito tra il XIII ed il XIV secolo per ospitare i Nove signori che governavano la Re-

pubblica di Siena. Da allora non ha subìto par- ticolari variazioni. All’ingresso si trova il Cortile del Podestà, chiamato “entrone”. Da qui si entra nel Museo Civico, che si sviluppa in grandissime sale che custodiscono famose opere d’arte, e che comprende anche la Loggia panoramica ed una cappella in stile gotico del XV secolo. Nela Sala del Mappamondo, si può ammirare “la Maestà”