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rivista trimestrale

“Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1 comma1, LO/MI “

ISSN: 1721 - 1891

STORIA , UNIFORMOLOGIA E MODELLISMO MILITARE


Anno 21
n. 53
€ 13,00 Speciale Napoleone
NUMERO MONOTEMATICO IN OCCASIONE DEL BICENTENARIO DELLA MORTE
Parte prima
Il famoso personaggio
storico in alcuni articoli
inediti ed esclusivi
per le nostre rubriche:
STORIA
FIGURINI STEP BY STEP
CURIOSITÀ
DIORAMI
SOLDATINI DI CARTA
STORIA & UNIFORMI
Sommario
;\[[V:VSKH[PUP
www.isomedia.it

Rivista trimestrale - Numero 53-2021


Quarterly magazine of military miniatures
Contents
history and uniformology
Issue No. 53-2021

Direzione, redazione,
amministrazione, pubblicità

02
IsoMedia s.r.l., via Donizetti 12,
20090 Trezzano sul Naviglio (MI),
tel. e fax 02 48409019 - 333 6217977 Collezionisti

08
www.isomedia.it
info@isomedia.it
storia Origine della Famiglia Bonaparte

10
Direttore responsabile
Marisa Leali
storia Cronologia

13
Principali collaboratori
Guglielmo Aimaretti, Giuseppe Adduci,
.PHU7HVSV)PZ[\SÄZVSKH[PUPWPH[[P
tuttotondo Napoleone bambino

16
Davide Chiarabella (Figurini)
Maurizio Corona (Mondo Toys)
Mauro Cozza (Figurini, storia e uniformologia) storia Napoleone tra guerra, scienza e archeologia

20
Paolo Di Marco (Mostre, storia e uniformologia)

Collaboratori step by step Capitano Michele Carafa di Colubrano

28
Marco Berettoni, Aldo Biagini,
Ludovico Carrano, Enrico Collenzini, Alessandro
Corona, Danilo Fumagalli, Giuseppe Pogliani,
Gianbattista Poletti,
curiosità Napoleone e lo Stradivari “Marechal Berthier”

31
,ULH9V]HYPZ4HYJV:LYHÄUP
Massimo Todescato
soldatini di carta I napoleonici di Fabrizio Prudenziati

29
*UDÀFDHLPSDJLQD]LRQH
Martina Donà
martina@patuz.com storia L’ultimo viaggio di Napoleone I:

44
Registrazione tribunale di Milano
da San’Elena a Parigi
n. 330 del 27/5/2002 diorama Marching toward Moscow 1812

47
Spedizione in abbonamento postale 45%
Art. 2 comma 20/b legge 662/96
Filiale di Milano
tuttotondo Lanciere Rosso Polacco
della Poste Militaire, in 90 mm.
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“TuttoSoldatini” cita i nomi commerciali dei prodotti per la
Il diorama Le retour des cendres esposto al Musée
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completezza dell’informazione e per la libera scelta della
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redazione.
La redazione si è curata della autorizzazione degli aventi diritto
per la pubblicazione delle foto e dei disegni.
collezionisti
Alcuni lettori della nostra rivista, incalliti collezionisti e con un “debole” per il personaggio storico
di Napoleone I, ci hanno inviato tantissime foto di soldatini e figurini ispirati a momenti salienti della vita
dell’Imperatore. Con piacere ne pubblichiamo una ricca selezione in questa pagina e in quelle seguenti.

A lessandro Ballicu
1 2

Napoleone non può non suscitare in-


teresse in un appassionato di Storia,
tanto più se all’amore per la Storia si
unisce anche la passione per i soldatini.
Vale anche per me e, infatti, nella mia
collezione vi sono alcuni pezzi che lo
riproducono.
Nelle foto di questa pagina ho scel-
to due dei più significativi: il figurino
della Sineus (foto 1), delle dimensioni
di 54 mm, e dietro di lui come fondale
uno splendido dipinto di Napoleone I
a Marengo opera del talentuoso illu-
stratore storico Giuseppe Rava (la foto
2 è un particolare dello stesso figuri-
no) e il soldatino della King and Country,
dell’altezza di 65 mm, che riproduce
l’Imperatore e i suoi generali (codice
NA158) intenti a verificare sulle mappe
la disposizione delle armate prima del-
la battaglia (foto 3 e foto 4 particolare
3 4 con il solo Napoleone).

2 TuttoSoldatini n. 53
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Speciale Napoleone
collectors
Mario Tamponi

Modello: Napoleone a cavallo con Mamelucco Roustan


Produttore: King & Country, Serie The Age of Napoleon (2003)
Modello: Napoleone a piedi 1809 Modello: Napoleone alle Tuileries 1812
Dimensioni: 60 mm
Produttore: Sineus Produttore: Emi
Dimensioni: 60 mm Dimensioni: 54 mm

Modello: Napoleone
Primo Console 1801
Produttore: Black Hawk, Mod.: Napoleone incoronato Imperatore
Serie La Vie de Napolèon (1769-1821) Produttore: Masterclass
Dimensioni: 54 mm Dimensioni: 54 mm

La mia passione per l’Empereur nasce mezzo secolo fa, nel-


lo stesso periodo in cui fui attratto dai soldatini. Avevo
appena 8 anni e trascorso la notte in ospedale dopo aver
subito un importante operazione. Al risveglio, mio pa-
dre mi fece trovare dei bellissimi soldatini “napoleonici”,
perfettamente schierati sul tavolino accanto al letto. La
loro presenza mi rassicurò e quella piacevole sensazione
mi indusse di lì a poco ad iniziare a collezionarli. Da al-
lora non ho più smesso e tutti, ma proprio tutti, i pezzi
della mia collezione sono legati all’affascinante epopea
Produttore: Andrea Miniatures Dimensioni: 90 mm napoleonica e al suo grande artefice: Napoleone I.
Modello: Napoleone a cavallo 1809 Pittore: Alessandro Cimicchi

3 TuttoSoldatini n. 53
collezionisti

E ttore Castorina

Napoleone saluta il 12° reggimento dei corazzieri, diorama ispirato al


celebre olio su tela di Jean-Ernest-Louis Meissonier (1815-1891) esposto al
Metropolitan Museum di New York.
Napoleone e il suo stato maggiore a Waterloo.

Napoleone firma la sua abdicazione a Fontainebleau l’11 aprile 1814,


diorama ispirato al dipinto esposto nell’omonimo castello, iniziato da
Francois Bouchot (1800-1842) e completato da Gaetano Ferri (1822-1896).

I soldati francesi sventolano davanti a Napoleone le bandiere prussiane


catturate alla battaglia di Jena, diorama ispirato all’omonimo dipinto di
Edouard Detaille (1848-1912). Tutti i diorami sono realizzati con soldatini piatti tipo Norimberga e fanno parte della
collezione di Ettore Castorina.

4 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
collectors

D W International

Da sinistra a destra: Aiutante di campo, il Maresciallo Berthier,


Napoleone I e il Maresciallo Murat.

Napoleone I con i granatieri a piedi della Vecchia Guardia.

In prima fila, da sinistra a destra: i Marescialli Murat e Lannes, Napoleone In prima fila, Napoleone I con i Marescialli Lannes (alla sua sinistra) e
I e i Marescialli Berthier e Ney. Berthier (alla sua destra).

5 TuttoSoldatini n. 53
collezionisti

D W International

In prima fila, da sinistra a destra: i Marescialli Lannes e Berthier, L’Imperatore Napoleone I a cavallo con (da sinistra a destra)
l’Imperatore e i Marescialli Murat e Viktor. i Marescialli Ney, Davout, Berthier, Lannes e Murat.
Dietro di loro, i Cacciatori a cavallo della Vecchia Guardia.

Al centro, da sinistra a destra, l’Imperatore


Napoleone I e i Marescialli Viktor, Murat,
Berthier e Ney.
Sullo sfondo i cacciatori a cavallo
della Vecchia Guardia Imperiale.

Da sinistra a destra:
Aiutante di campo, il Maresciallo
Murat, Napoleone I, il Maresciallo
Berthier e un ufficiale dei Cacciatori a
cavallodella Vecchia Guardia.

6 TuttoSoldatini n. 53
news di Giuseppe Adduci

Volontari Toscani alla battaglia


di Curtatone e Montanara
Il 23 marzo 1848 il Re di Sardegna Carlo Alberto dichiarò
guerra all’Austria, adottando come bandiera il Tricolore
recante al centro lo stemma sabaudo.
A sostegno dei Sardo-Piemontesi inviarono truppe: lo Stato
Pontificio, il Granducato di Toscana, Parma e Modena in-
sorte contro i rispettivi Duchi, e il Regno delle Due Sicilie;
a questi contingenti si aggiunsero anche dei volontari ve-
neti. Tutte queste forze non erano coordinate tra loro e ciò
contribuì a far sì che non ebbero un ruolo significativo nel
conflitto, anche perché sia il Papa Pio IX che Ferdinando II
Re delle Due Sicilie ritirarono ben presto le loro truppe,
richiamandole in patria.
Importante fu invece il ruolo di Toscani (4800 uomini) e di
Napoletani (circa 600 uomini rimasti nonostante l’ordine
di rientrare in patria), che combatterono alla battaglia di
Curtatone e Montanara ( 29 maggio 1848), agli ordini del
Generale De Laugier, elbano, ex Generale napoleonico.
Riuscirono a fermare per 7 ore l’attacco di 20000 Austriaci,
impedendo la manovra di aggiramento ai danni dell’eserci-
to Piemontese, ideata dal Comandante austriaco Radetzky,
e favorendo così la successiva vittoria italiana a Goito.
Del contingente toscano a Curtatone e Montanara faceva
parte il Battaglione Universitario, formato da 283 volonta-
ri: studenti e docenti delle Università di Pisa e di Siena.
In memoria di quell’episodio, nel 2011 il Comune di Cur-
tatone ha conferito la cittadinanza onoraria alle Università
di Pisa e di Siena.

1848- Volontario Toscano

Battaglia di Curtatone e Montanara.


Quadro di Pietro Senno (1831-1904)

7 TuttoSoldatini n. 53
storia di Giuseppe Adduci

Origine
della Famiglia Bonaparte
Discendenti dei Cadolingi, di probabile origine longobarda, I discendenti del primo ramo, trasferendosi a Firenze, cam-
poi creati Conti da Carlo il Calvo nel IX secolo, i Bonaparte biarono il nome, nel 1432, per opera di Pietro di Giovanni,
assumono questo nome nel XII secolo, a Treviso, in quanto per distinguersi dalle altre famiglie Bonaparte che si trovava-
schierati dalla parte “bona”, cioè i Guelfi. Oltre a quello di no a Firenze, dando origine ai Buonaparte di Firenze, da cui
Treviso, vi furono rami della famiglia a Firenze, a Sarzana, a discenderà Napoleone.
San Miniato e ad Ajaccio. Giovanni di Pietro, dei Buonaparte di Firenze, dopo la con-
Della famiglia dei Cadolingi, di origine longobarda, si hanno giura dei Pazzi del 1478, essendo vicino ai Medici e temendo
notizie in Italia a partire dal VI secolo. In particolare, se ne vendette dai congiurati e dai loro alleati, si trasferì a Roma,
hanno notizie certe in Toscana dal secolo IX. presso la famiglia Orsini. I suoi discendenti seguirono Gior-
Nel XII secolo una parte del ramo dei discendenti dei Cado- dano Orsini n Corsica, nel 1533, e si stabilirono ad Ajaccio.
lingi stabilitosi a Treviso, appoggiò la causa dell’Impero, cioè Nel 1594 la famiglia Buonaparte fu riconosciuta appartenere
dei Ghibellini, guadagnandosi l’epiteto di Malaparte; un’altra al patriziato fiorentino; ebbe concessioni nobiliari dal Gover-
parte appoggiò la causa della Chiesa, cioè dei Guelfi, e venne da no Toscano, con patente del 1759, e dalla Suprema Corte di
questi considerata come schierata “de bona parte”, cioè dalla Ajaccio nel 1771. In quella data Carlo Maria, padre di Napo-
parte buona. Compare così per la prima volta il nome Bona- leone, aggiunge allo stemma di famiglia la corona nobiliare
parte, nella famiglia di Treviso, la quale poi si estinse nel 1450. e inizia a firmare col nome “de Buonaparte”.
Nel XII secolo un Ranieri discendente dei Cadolingi, a Luc- Nel 1796, Napoleone torna, per la prima volta, all’antico
ca, schieratosi coi Guelfi, prese il nome di Bonaparte, come nome “Bonaparte”, firmando una lettera, scritta il 24 mar-
i suoi consanguinei di Treviso. Un suo figlio, trasferitosi a Fi- zo, dal Quartier Generale di Tolone all’Amministrazione
renze nel 1204, dette origine a quella famiglia Bonaparte, di Municipale di Marsiglia.
fazione guelfa, che a causa delle lotte tra Guelfi e Ghibellini Il 29 giugno si reca a San Miniato a far visita a un prozio, il
si trovò ad essere esiliata, dapprima a Lucca e infine a Bolo- Canonico Filippo Bonaparte.
gna, dove si estinse nel1620. Fonte: Teodoro de Colle, Genealogia della Famiglia Bonaparte; Firenze, 1898.
Di un’altra famiglia che prende nome Bonaparte si hanno
notizie certe a Sarzana, nel 1235, proveniente da Fucecchio,
poi da Firenze, poi da Lucca. Un ramo dei Bonaparte della ULTERIORE BIBLIOGRAFIA
Lunigiana passò in Corsica, ad Aiaccio, nel 1512, estinguen- - F. Antommarchi, Mémoires de F. Antommarchi, 1825
dosi nel secolo successivo. - L. A. Bourrienne, Mémoires de M. de Bourrienne,
Un Bonaparte di San Niccolò, discendente dei Cadolingi di 1829-1831.
Fucecchio, guelfo a Firenze, durante la battaglia di Mon- - Ristori, Storia genealogica della famiglia Bonaparte,
taperti, contro i Senesi e i Ghibellini fuorusciti da Firenze scritta da un Sanminiatese; Firenze, 1846.
(1260), tradì passando con questi ultimi, che sconfissero le
armate guelfe di Firenze. Tornata guelfa Firenze, nel1268
Bonaparte venne espulso e riparò a San Miniato al Tedesco. Nella pagina accanto: Una stampa d’epoca raffigura “Napoléon et sa Famille”
(mogli, fratelli, sorelle, figli adottivi, madre).
Qui dette origine a una famiglia, che si divise in due rami: Prima fila: Maria Luisa d’Austria, Napoleone, Giuseppina Beauharnais.
uno che si stabilì a Firenze nel XV secolo e l’altro che rimase Seconda fila: Luigi, Girolamo, Giuseppe, Luciano.
in parte a San Miniato e in parte si stabilì a Firenze (questo Terza fila: Ortensia Beauharnais, Elisa, Paolina, Carolina.
ramo si estinse nel 1799). Quarta fila: Napoleone Francesco Re di Roma,
M.me Mère Letizia Ramolino, Eugenio Beauharnais.

8 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
history

9 TuttoSoldatini n. 53
storia di Giuseppe Adduci

Cronologia
RIVOLUZIONE FRANCESE cui Robespierre è uno dei più influenti esponenti. A settem-
bre esecuzione di Maria Antonietta. Esecuzioni degli avver-
Lo Stato francese rischia la bancarotta per i debiti contratti a sari.
causa del sostegno alla Rivoluzione Americana (Guerra d’In- Leva di massa; gli eserciti stranieri ricacciati fuori dalla Fran-
dipendenza: 1775-1783). cia; repressione della Vandea.
1788: il Ministro delle finanze Necker rende pubblico il bilan- 1794: (Febbraio: abolizione della schiavitù –ancora presente
cio dello Stato. nelle colonie americane-) luglio: arrestato Robespierre e de-
capitato con tutti superstiti membri del Comitato di Salute
1789: il Re convoca gli Stati Generali )Clero, Aristocrazia e Pubblica.
Terzo Stato). Il Terzo Stato si proclama Assemblea Costituen-
te (Giuramento della Pallacorda). 1795: Costituzione del ’95: ripristinato il sistema elettorale
censitario. Elezioni; il potere legislativo a un’Assemblea, il
Il Re chiama a Versailles 2000 soldati; scoppia a Parigi la rivol- potere esecutivo al Direttorio (5 persone), che dura in carica
ta, con la presa della Bastiglia (14 luglio). Il popolo obbliga il fino al 1799 (18 brumaio: 9 novembre): fine della Rivoluzione
Re a trasferirsi da Versailles alle Tuileries. Francese.
1790: Abolizione della Manomorta e vendita dei beni ecclesia- 1796-97: Prima Campagna d’Italia.
stici. Costituzione civile del clero: obbligo di giuramento di
fedeltà allo Stato. Il Papa si oppone. 1798-99: Spedizione in Egitto (che poi durerà fino al 1801).
1791: Costituzione: Separazione dei (tre) Poteri; il Re deve 1799: 18 brumaio (9 novembre):Colpo di Stato: N. Primo
giurare fedeltà alla Nazione. Gli uomini nascono liberi e Console. fine della Rivoluzione Francese.
uguali, però la legge elettorale non è basata sul suffragio uni-
versale , ma è su base censitaria. La proprietà è un diritto sacro NAPOLEONE
e inviolabile.
La famiglia reale fugge a Varennes (vicino al Belgio): qui sono 1769: nasce ad Aiaccio Napoleone. Nel XV secolo la famiglia
riconosciuti, arrestati e ricondotti a Parigi, dove sono messi Bonaparte di San Miniato si trasferisce a Firenze e cambia il
agli arresti domiciliari. nome in Buonaparte. Un secolo dopo li ritroviamo emigrati in
Corsica. Napoleone, nato Buonaparte, nel 1796 torna all’antico
1792: le elezioni danno la maggioranza ai moderati. La Francia nome, firmando una lettera come Bonaparte. Nello stesso anno
dichiara guerra all’Impero austriaco, su proposta del Re (che si reca in visita a un suo parente a San Miniato.
spera in una sconfitta dei Francesi, per tornare in possesso del
suo potere). A fianco dell’Austria scende in guerra la Prussia. 1789: Napoleone, tenente di artiglieria, aderisce agli ideali del-
20 Settembre battaglia di Valmy. La famiglia reale viene tra- la Rivoluzione Francese.
sferita in prigione. Viene proclamata la Repubblica, dalla
Convenzione Nazionale, che è il nuovo Parlamento, eletto a 1793: all’assedio di Tolone, occupata dagli Inglesi, bombarda
suffragio universale (maschile). le navi nemiche, costringendo gli Inglesi alla fuga. Poco dopo
viene nominato Generale.
1793: 21 gennaio: esecuzione del Re.
Prima coalizione: (1792-1797): Austria, Prussia, Spagna, In- 1796-97: comanda la vittoriosa Prima Campagna d’Italia, con-
ghilterra, Olanda, Sicilia e Granducato di Toscana. Guerra: tro Piemonte (Savoia) e Austria.
porti attaccati dagli Inglesi; Vandea in rivolta. Trattato di Campoformio: Lombardia, Emilia e parte del Veneto
La Convenzione forma un Comitato di Salute (= salvezza) sono ceduti alla Francia; Venezia viene occupata dagli Austriaci.
Pubblica (12 persone), che instaura il Terrore (dittatura) di Conquista Roma e Napoli (Repubblica Romana e Repubblica
Napoletana – sconfitta da Nelson-).

10 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
history
Sposa Giuseppina, vedova Beauharnais. 1808: N. depone il Re di Spagna e nomina Re Giuseppe.
Su richiesta del Direttorio, vengono trafugate molte opere Gli Inglesi sbarcano in Portogallo. Inizia la Guerra Peninsula-
d’arte Italiane e portate in Francia. re, che finirà con la liberazione della Spagna e del Portogallo
e l’invasione della Francia da sud (1808 / 1813-14).
1798-99: spedizione in Egitto. Battaglia delle Piramidi e distru-
zione della flotta, da parte degli Inglesi, nella baia di Abukir. 1809: L’Austria invade la Baviera, alleata dei Francesi. Battaglie
Stele di Rosetta. (Napoleone torna in Francia ma la spedizio- di Aspern-Essling (Arciduca Carlo) e di Wagram. Trattato di
ne dura fino al 1801). Schoenbrunn.
N. annette lo Stato Pontificio alla Francia; il Papa è arrestato e
1799: 18 Brumaio (9 Novembre) Colpo di Stato: si nominano deportato in Francia.
tre Consoli e Napoleone è Primo Console con poteri legisla-
tivi ed esecutivi. (data simbolica della fine della Rivoluzione 1810: aprile: Napoleone sposa Maria Luigia d’Austria, figlia di
Francese). Francesco I.
1800: Seconda Campagna d’Italia: battaglia di Marengo. 1811: a marzo nasce il figlio a cui N. dà il titolo di Re di Roma.
1801: Pace di Lunéville: riconosciuto il dominio francese su 1812: Il Blocco Continentale viene violato da più parti. Napo-
parte dell’Italia (Piemonte, Lombardia, ecc.), Olanda e parte leone, resosi conto che non può invadere l’Inghilterra, decide
della Germania. di invadere la Russia, che ha violato il blocco. Battaglie di Smo-
Concordato col Papa. lensk e di Borodino (Moscova). I Russi fanno terra bruciata.
Napoleone occupa Mosca. Incendio di Mosca. Inizia la ritirata,
1802: Domata la rivolta di Haiti, viene ripristinata la schiavitù con esiti disastrosi. Passaggio della Beresina.
nelle colonie.
(1812-1814 Guerra Anglo-Americana. Incendio della Casa
1803: la Louisiana viene venduta agli Stati Uniti. Era un terri- Bianca. Trattato di Gand).
torio vastissimo: dal confine col Canada al Golfo del Messico,
comprendendo il bacino del Mississippi. 1813: l’Austria e la Prussia lasciano l’alleanza con la Francia,
contro la quale entrano in guerra insieme a Svezia (Re Ber-
1804: N. si incorona Imperatore dei Francesi (formalmente nadotte) e alcuni Stati tedeschi. Battaglia di Lipsia, durante la
sopravvive la Repubblica fino al 1/1/1809). Approvazione del quale i soldati Sassoni passano dalla parte dei Coalizzati con-
Codice Civile. tro Napoleone.
1805: N. si incorona Re d’Italia. Il Regno ha la Capitale a Mila- 1814: anche il Regno di Napoli si aggiunge ai Coalizzati. La
no e comprende Lombardia, Veneto, Romagna ecc. e ha sboc- Francia è invasa sia dal fronte tedesco che dal fronte spagnolo.
co al mare sull’Adriatico. 11 aprile: N. si arrende.
Battaglia navale di Trafalgar flotta francese distrutta dagli In- Inizia il Congresso di Vienna.
glesi. Dal 3 maggio al 1° marzo 1815 Napoleone è all’ Isola d’Elba.
Battaglia di Austerlitz: N. sconfigge Austriaci e Russi. Trattato
di Presburg: si riconosce il predominio francese sull’Italia e sugli 1815: N. torna in Francia e riprende il potere. Battaglia di Wa-
Stati minori tedeschi, finisce il Sacro Romano Impero; l’Austria terloo (giugno) contro Inglesi e Prussiani. A novembre Pace
cede al Regno d’Italia: Venezia, l’Istria e la Dalmazia. di Parigi.
Napoleone è portato a Sant’Elena (dove morirà nel 1821)
1806: Nasce la Confederazione del Reno. Guerra con Prussia
e Russia: Prussiani sconfitti a Jena, Russi a Eylau (1807) e a ITALIA
Friedland (1807).
1807: Trattato di Tilsit: la Prussia cede territori alla Confede- 1796: Repubblica Cispadana (Modena ecc)
razione del Reno. 1797: Repubblica Cisalpina (Milano, ecc.)
I Francesi scacciano i Borboni da Napoli. 1802: Repubblica Italiana (Milano, ecc). Presidente Napoleo-
Decretato il Blocco Continentale contro i commerci con l’In- ne.
ghilterra. 1805: Regno d’Italia (Lombardia, veneto, Venezia Friuli, Emi-
N. invade il Portogallo, alleato degli Inglesi. lia, Romagna, Marche). Re Napoleone, Viceré Eugenio. Il Re-
gno ha sbocco al mare solo sull’Adriatico.

11 TuttoSoldatini n. 53
Cronologia

1798-99: Repubblica Romana. Poi occupata dai Borbonici Na- Le Province Illiriche (Dalmazia, Istria, Trieste), vanno all’Au-
poletani e tornata al Papa. (il Lazio sarà annesso alla Francia stria, insieme al Lombardo – Veneto. Il Granducato di Varsa-
nel 1809). via va (in piccola parte) alla Prussia ed è costituito un Regno
1799: Repubblica Napoletana (gennaio-giugno) repressa nel Polacco con Re lo Zar di Russia.
Sangue da Nelson. Nel 1806 Giuseppe Bonaparte sarà Re di Viene fondata la “Confederazione Germanica” con 39 Sta-
Napoli. Dal 1808 al 1814 sarà Re di Napoli Gioacchino Murat ti (giugno1815): poiché sono scartati i piani di unificazione
(cognato di N.). dello Stato tedesco, che riusciranno a realizzarsi, grazie alla
La Sicilia resta in mano ai Borboni, protetti dagli Inglesi. Nel Prussia, nel successivo corso del secolo XIX: dopo la guerra
1815 nasce il Regno, Borbonico, delle Due Sicilie. con l’Austria (1866) e la guerra con la Francia del Secondo
1797: Repubblica Ligure. Nel 1805 annessa alla Francia. Nel Impero (1870 - 71), nascerà, nel 1871, l’Impero Tedesco.
1814 (Congresso di Vienna) annessa al Regno di Sardegna-
Piemonte. L’ARMATA NAPOLEONICA: organizzazione
1798: Venezia ceduta all’Austria col Trattato di Campoformio.
Nel 1805 entra nel Regno d’Italia. Nel 1814 torna all’Austria. FANTERIA: “di linea”: Fucilieri, Granatieri, Volteggiatori.
1801-1807 Regno d’Etruria. 1808 Toscana annessa alla Francia. FANTERIA “leggera”: Cacciatori, Carabinieri, Volteggiatori.
1802 Repubblica di Lucca. 1814 tutta la Toscana torna agli
Asburgo - Lorena. CAVALLERIA Pesante: Corazzieri, Carabinieri a cavallo.
Le Ragioni tirreniche sono via via annesse all’Impero france- CAVALLERIA Leggera: Ussari, Cacciatori a cavallo.
se. Nel 1802 il Piemonte (alla Repubblica Francese), nel 1805 CAVALLERIA Media: Dragoni.
la Liguria, nel 1808 la Toscana , nel 1809 il Lazio. Al 1810 ne LANCERI (a cavallo).
fanno parte: Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio.
ARTIGLIERIA a piedi.
DINASTIE NAPOLEONICHE E NUOVO ASSETTO ARTIGLIERIA a cavallo.
DELL’ EUROPA (I cannoni sparano palle piene, o a mitraglia, o a esplosivo)
(Oltre al Regno d’Italia, 1805 e al Regno di Napoli, 1806)
GENIO pontieri.
1806: nasce la Confederazione del Reno, a seguito della scon-
La GUARDIA IMPERIALE comprendeva:
fitta dell’Austria (e della Russia) nel 1805. Finisce il Sacro Ro-
FANTERIA: Granatieri, Cacciatori (in Italia anche Veliti).
mano Impero e nasce l’Impero Austriaco (con l’Ungheria ecc).
CAVALLERIA: Granatieri, Dragoni, Gendarmi, Cacciatori, Lan-
La Confederazione del Reno è composta da Stati che escono ceri.
dal vecchio Impero e diventano indipendenti ma alleati della ARTIGLIERIA: a piedi e a cavallo.
Francia. Ne fanno parte tre Regni: Baviera, Wurtemberg, West- MARINA: Fanti di Marina.
falia; poi entrerà un quarto Regno: la Sassonia; inoltre ne fanno
parte: il Ducato di Clèves – Berg e altri piccoli Stati tedeschi. Punti di forza: la creazione di Corpi d’Armata (che compren-
Napoleone ne è nominato Protettore. devano tutte le specialità); la velocità; l’Artiglieria che N. ma-
novrava con grande abilità.
Fratelli ecc. Giuseppe, Re di Napoli (1806), poi Re di Spagna
(1808). Luigi Re d’Olanda (poi annessa alla Francia nel 1811. STRATEGIA
Murat (cognato di N.) Duca di Clèves – Berg (che dal 1808 va al
nipote Luigi Napoleone), poi Re di Napoli (1808 – 1814). Jerome Tre modelli:
Re di Westfalia; Elisa Granduchessa di Toscana (titolo onorifi- 1) Manovra d’accerchiamento (Manoeuvres sur les derrières)
co). Eugenio, figlio di Giuseppina, Viceré d’Italia. Bernadotte (usata almeno 30 volte da N.);
Maresciallo dell’Impero diventa Re di Svezia. Poniatowsky, 2) Strategia della Posizione centrale: contro due armate av-
Maresciallo dell’Impero, è Granduca di Varsavia. 1811: nasce il versarie (es. Rivoli, 1797)
figlio, a cui N. dà il titolo di Re di Roma. 3) Penetrazione strategica: contro una linea nemica a “cordo-
ne” lungo (es. Smolensk, 1812).
Col Congresso di Vienna (1814 – 1815), la Francia riconosce
l’indipendenza degli Stati Tedeschi, i quali cedono parte dei Nella Tattica di battaglia si utilizzavano (in scala) gli stessi
territori alla Prussia e all’Austria (il Tirolo bavarese). concetti della strategia.

12 TuttoSoldatini n. 53
tuttotondo di Giulio Cento

N apoleone bambino
Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio, in Corsica, poco più di un anno dopo la stipula
del trattato di Versailles del 1768, con il quale la Repubblica di Genova lasciava mano libera
alla Francia nell’isola, che fu così invasa dalle armate di Luigi XV e annessa al patrimonio
personale del re. La famiglia Bonaparte apparteneva alla piccola borghesia còrsa e aveva forse
lontane origini nobili genovesi.

L’idea di questa scenetta prende corpo il 15 agosto 2019


in occasione della ricorrenza del duecentocinquantesimo 1
anniversario della nascita di Napoleone. Purtroppo i miei
tempi di lavorazione sono piuttosto lunghi a causa degli
impegni di lavoro e non sono riuscito a completarla che
ben oltre un anno dopo la ricorrenza.
Volevo creare una scena rassicurante, affettuosa, per que-
sto personaggio che poi visse una vita tra guerre e campi
di battaglia.
Cercando poi in rete qualche figurino di bambino da po-
ter utilizzare come base rimasi colpito dalla scenetta del-
la mamma con i due bambini prodotta in scala 1/35 della
Model Victoria e subito mi balenò l’idea di non fare solo il
Napoleone bambino ma rappresentare la famiglia.
Alla nascita di Napoleone i coniugi Buonaparte, Carlo Ma- trovato una buona base sulla quale iniziare le modifiche
ria e Maria Letizia Ramolino, avevano già un altro figlio, necessarie. Sui bambini ho lavorato molto poco, più che
Giuseppe, primogenito. (Vedi foto n.0) altro si è trattato di migliorare alcuni dettagli non troppo
E sono proprio loro i personaggi ben rifiniti.
0 che ho voluto rappresentare. Sul più grande ho ridettagliato le maniche, allungata di un
Mi permetto di aggiungere, per millimetro la casacchina per coprire un po’ la pancia ed ho
completezza storica, che i Buo- ricostruito le orecchie.
naparte ebbero 12 figli, dei quali Sulla donna invece il lavoro é stato più intenso. Ho costru-
soltanto otto crebbero, cinque ito il collo di una camicia in seta, ed eliminato il grembiule
maschi, Giuseppe, Napoleone, con ricostruzione dell’abito. Ho poi aggiunto lo spillone
Luciano, Luigi e Girolamo, e tre con lo stemma di famiglia ed un fazzoletto nella mano de-
femmine, Elisa, Paolina e Caroli- stra.
na. (Vedi foto n.1 e 2) Carlo Maria invece è frutto di una completa autocostru-
Utilizzando quindi la scenetta zione su un manichino in plastica in scala 1/35. Per la re-
della Model Victoria mi sono già alizzazione dell’abito, mi sono basato sul famoso dipinto
di Anne-Louis Girodet De Roucy ed ho utilizzato una mi-
Carlo Maria Bonaparte scela di stucco 50% Green Stuff e 50% Epoxy Putty Tamiya.

13 TuttoSoldatini n. 53
Napoleone bambino

2
Completano la scena al-
cuni balocchi e sono par- 4
ticolarmente orgoglioso
dei “soldatini dei soldati-
ni”.
Due moschettieri del re
realizzati in stucco Gre-
en Stuff. Il cavalluccio è
in legno di balsa. Anche i
tappeti sono realizzati in
Green Stuff tirato con un
piccolo mattarello e poi
sagomati e frangiati. Ulti-
mo dettaglio bizzarro é il
bastone da passeggio di Carlo Maria realizzato usando una
spina di albero di limone.
Una volta impostata la scena sono passato al primer ta-
miya grigio e poi alla pittura con base in acrilico Vallejo ed
Andrea Miniatures. Soltanto per i volti e per i fregi in oro
ho applicato alcune velature ad olio. Per i volti ho utiliz-
zato una tavolozza di Nero, Terra d’ombra bruciata, Terra
di Siena bruciata, Giallo di Napoli scuro e Bianco di titanio

3 5

14 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
the world of ronde-bosses figures
6 7 8

tavolozza con i colori ad olio così composta: Nero, Terra


con alcuni tocchi di Violetto minerale scuro miscelato al d’ombra bruciata, Terra di Siena naturale, Giallo di Napoli
nero per simulare la barba dell’uomo, ed il Rosso di ga- chiaro, Bianco di titanio. Per ottenere un buon risultato
ranza per le arrossature degli zigoni. Per i fregi di tessuto e dare l’effetto dello spessore dei fregi ricamati in tessuto
dorato degli abiti ho utilizzato una base composta da Oro ho effettuato moltissimi passaggi con transizioni di colo-
ricco acrilico Apa Color miscelato con Light Brown Val- re appena percettibili dando così volume e al tempo stesso
lejo e Nero Vallejo. Ho dato poi già alcune luci ed alcune morbidezza nelle tonalità di colore e profondità.
ombre utilizzando gli stessi colori. Sono passato poi alla (Vedi foto da n.3 a 11)

15 TuttoSoldatini n. 53
storia di Alberto Fabri
Foto: Tribe Warhammer

N apoleone tra guerra,


scienza e archeologia
“L’Europa non è altro che una trappola per topi. Qui tutto si logora.
Bisogna andare in Oriente: tutte le grandi glorie provengono da là”
Dichiarazione del generale Napoleone Bonaparte nel 1798 al suo segretario Bourrienne.

È fuori dubbio che Napoleone sia conosciuto come un Appena prodotto da Best Soldiers, egregiamente scolpito
personaggio con delle caratteristiche psichiche e compor- da Antonio Zapatero, sono stato colpito da un magnifico
tamentali molto complesse. Ed io, anche se appassionato giovane Napoleone generale, un kit in 75 mm, con la possi-
della storia e soprattutto della sana pittura del soldatino, bilità di ambientarlo nei vari teatri operativi dove lui aveva
non mi ritengo certo all’altezza di illustri storici i quali ci plasmato la sua carriera. Il Napoleone di quel periodo po-
forniscono una moltitudine di testi e di notizie da consul- teva essere ambientato in diversi contesti: dalla campagna
tare per descrivere il suo profilo psicologico. Ma ogni volta d’Italia, contro l’esercito austriaco che dominava il Nord
che affronto un soggetto da dipingere ho il piacere di leg- Italia, fino alla campagna d’Egitto.
gere e scartabellare testi, fare ricerche per comprendere a Il fascino e l’esotica suggestione degli innumerevoli dipin-
cosa sto dando vita con i colori e i pennelli. ti dell’epoca che rappresentano l’esercito napoleonico, i
mamelucchi, i deserti, i palmizi, le rovine di una
splendida civiltà affioranti dalle dorate sabbie, ha
0 facilitato la mia scelta. Campagna d’Egitto senza
dubbio.
A cosa sarebbe servito tutto questo approfondi-
mento? Semplicemente al fatto che quando si
dipinge un nuovo figurino, qualunque esso sia,
tale ricerca può indirizzare il modellista non solo
alla giusta “direzione” uniformologica, ma an-
che verso un’ispirazione pittorica e scenografica
tale da trasmettere il più possibile emozione. Per
me la ricerca serve ad immedesimarmi nei luoghi
come se avessi una virtuale macchina del tempo
e trasferire poi con i pennelli i colori giusti per la
giusta atmosfera.
Scelto finalmente l’argomento dovevo, almeno
per pura curiosità, sapere qualcosa in più sulla
figura del Napoleone dell’epoca.
Chi era il generale Napoleone Bonaparte? Come
già detto, è complicato descrivere un personag-

16 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
history
gio di cui da un lato si parla benissimo, 1798 e il 1799, per bloccare il passaggio
come un leader, capace di farsi valere, 1 alle Indie e i relativi traffici commercia-
definito un genio, un ambizioso, auda- li agli eterni nemici: gli inglesi.
ce nelle scelte militari, un’intelligenza Pensate che da Tolone la spedizione
dominante e dall’altro egoista, spesso partì il 19 maggio del 1798 con una
sleale, inaffidabile, avido e senza scru- flotta di 328 navi e addirittura 38 mila
poli. Questo lato negativo, secondo la uomini raggiungendo Alessandria d’E-
cultura popolare, ha coniato la “sin- gitto dopo varie tappe.
drome di Napoleone”, relativa a colo- Arrivato al Cairo, l’esercito napoleoni-
ro che hanno complessi d’inferiorità, co combatté la battaglia delle Piramidi
e che per il condottiero probabilmente per poi voltare a nord est e raggiun-
scaturisce dalla bassa statura e al non gere la Palestina, Jaffa e San Giovanni
certo affascinante aspetto, ma che per d’Acri. Napoleone si dimostrò gene-
rivalsa forgiò un carattere aggressivo e ralmente superiore agli inglesi nelle
rampante nella socialità. battaglie terrestri, ma subì una rile-
Su Napoleone ci sono una infinità di vante sconfitta da Horatio Nelson nel-
biografie, da quelle che lo descrivono la battaglia navale di Abukir. Pur non
con negatività, come fosse un tiranno, avendo conseguito gli obiettivi sperati,
a quelle che rivalutano il personaggio, in raffronto agli insuccessi in serie del
guardando anche il lato positivo, non Direttorio, Napoleone fu acclamato
solo decisamente militare, ma anche “illuministico”, ab- come un salvatore della Patria al suo rientro a Parigi nel
bandonando gli stereotipi settecenteschi e contribuendo a 1799 e la popolarità acquisita gli fornirà l’occasione per
dare una svolta dall’Ancien Régime. Insomma, in lui tro- realizzare il colpo di Stato del 18 Brumaio. Mi ha colpito
viamo certamente due facce contraddittorie: quella legata un episodio, purtroppo tema d’attualità: oltre agli scontri
alle dottrine rivoluzionarie “Liberté, fraternité, égalité” e durante la Campagna d’Egitto, molti soldati furono col-
quella legata alla gerarchia sociale, alla meritocrazia, ecc. piti da malattie e dall’intolleranza ai forti raggi del sole,
Dopo aver inquadrato il personaggio era necessario un l’oftalmia, nonché dalla allora poco nota peste bubboni-
breve approfondimento sulla Campagna d’Egitto dal pun- ca: ben 1500 furono contagiati e raccolti nel Lazzaretto di
to di vista militare, intrapresa con parziale successo tra il Jaffa. Napoleone stesso visitò più volte i suoi soldati, ma
nessuno dei suoi generali fece men-
zione di questo fatto a Parigi. Intanto
2 gli inglesi avviarono una campagna
denigratoria nei confronti di Napo-
leone, questo Generale emergente
ed intrepido, tacciandolo di aver ab-
bandonato a morte certa i suoi sol-
dati all’interno del lazzaretto. L’im-
peratore per riabilitare la sua figura,
anche agli occhi degli altri soldati ri-
masti in Francia, commissionò que-
sto dipinto ad Antoine-Jean Gros dal
titolo “Bonaparte visita gli appestati
di Jaffa” (vedi foto n.0) completato nel
1804, la cui supervisione nella realiz-
zazione fu affidata allo storico e ri-
cercatore egittologo Dominique Vi-
vant Denon, presente alla spedizione
in Egitto e all’episodio della visita a

17 TuttoSoldatini n. 53
Napoleone tra guerra, scienza
e archeologia

Jaffa e che, nel mentre,


2A era stato nominato di-
rettore del nuovo Mu-
seo del Louvre.
Napoleone: genio mi-
litare e non solo, con
spiccata attitudine alla
cultura nella sua com-
plessa megalomania.
Quale luogo miglio-
re dell’Egitto poteva
attrarlo per portare
avanti la scienza sto-
rica dell’archeologia?
In quei luoghi avrebbe
acquisito una quantità 4 5
enorme di conoscen-
ze, tale da contribuire mento nacque l’interesse per la cultura egizia, la prefazio-
allo sviluppo e all’inte- ne alla futura Egittologia, con la clamorosa scoperta della
resse scientifico, nella “Stele di Rosetta” (vedi foto n.1) che permise la decodifica
prospettiva di un radi- della scrittura geroglifica.
cale cambiamento in Ritornando al mio figurino, impeccabile fusione in resina,
prossimità del nuovo interamente dipinto con colori acrilici, tranne qualche ec-
secolo. cezione con colori ad olio, avevo bisogno di una ambienta-
Infatti, oltre all’eserci- zione convincente. Mi è capitata una pubblicazione dove
to, Napoleone sbarcò mi ha attratto un dipinto di Jean-Charles Tardieu, Castello
ad Alessandria d’Egit- di Versailles, (vedi foto n.2) che rappresenta l’esercito fran-
to con un folto schie- cese a Syène (oggi Assuan) incaricato di pacificare l’Alto
ramento di “ben 167 scienziati (savants), comprendenti Egitto. La piccola colonna del generale Desaix risalì il Nilo
matematici, astronomi, ingegneri, geografi, architetti, di- all’inseguimento dei Mamelucchi e dopo diversi scontri
segnatori, chimici, naturalisti, geologi, orientalisti, inter- vittoriosi, si fermò a febbraio del 1799. Come alle Pirami-
preti, tipografi, nonché poeti, musicisti e pittori”. Tanti e di, i soldati, con i loro graffiti, vollero lasciare una traccia
tali furono gli studi, gli scavi, ma anche il modo di vivere, scritta del loro passaggio sulle rovine dell’antico Egitto:
le loro tradizioni e tecnologie che riempirono ben 25 vo- “Itinerario Da Parigi a Syène, 1.167 miglia” (vedi foto n.2a).
lumi, una sorta di enciclopedia, un inventario, intitolata La fortuna mi è venuta in soccorso, poiché durante un
“Description de l’Égypte”. E’ innegabile che da quel mo-
6

18 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
history
7
corso di scultura tenuta all’Accademia Alfa Model con il
Maestro Mariano Numitone (vedi foto n.3) vengono spiegate
proprio delle tecniche di realizzazione di costruzioni con il
gesso, per migliorare le nostre scenette. Ne stava eseguen-
do una proprio Mariano a forma di parallelepipedo, in
scala perfetta per il mio figurino che avrebbe confermato
l’ispirazione del suddetto dipinto a Syène. Quale migliore
quinta per la mia scena? Una volta scalfiti e testurizzati i
blocchi di marmo è iniziato il complesso e leggero lavo-
ro di incisione dei geroglifici e la riempitura dei solchi con
un nero azzurrino. Per il resto è bastato un nascente pal-
mizio tra le rovine per spezzare la monotonia desertica.
Quest’ultimo è dipinto con colori tenui e abbastanza lumi-
8 nosi per poter creare uno scenario soleggiato ed abbaglian-
te, il tutto cosparso da una sabbia molto sottile anch’essa
con tonalità decisamente lucente. Importante è ideare uno
spazio scenico tale da non soffocare il soggetto principale e
fare in modo che si integri perfettamente allo stesso.
Spesso raccontare una storia nel pochissimo spazio che
una miniatura ci concede è abbastanza complicato, ma ba-
sta un po’ di inventiva e di audace ricerca per trasmettere
sensazioni ed emozioni.
Per concludere, posso dire di aver messo nella mia colle-
zione un soldatino che mi ha fornito un doppio piacere:
dipingere e studiare. Consiglio spassionato? Cercate sem-
pre di approfondire, nel progetto iniziale, tutto ciò che la
miniatura vi può ispirare. Farete sicuramente un lavoro di-
verso ed interessante, ma soprattutto arricchirete il vostro
bagaglio di conoscenze! Ultimo ma non ultimo, un enor-
me “grazie!” all’esperto Giulio Centanni per le consulenze
sul periodo napoleonico. Ad maiora!
Napoleone: “Signore dai forza al mio nemico e fallo vivere
a lungo, affinché possa assistere al mio trionfo.” (da Guerra
e Pace) (vedi foto da n.4 a 10).

9 J

19 TuttoSoldatini n. 53
step by step Scultura Riccardo Cerilli
Pittura Giorgio Montesano

Capitano
Michele Carafa di Colubrano
Gli Ussari erano le unità di cavalleria veloce e leggera di Napoleone. Venivano considerati gli
occhi e le orecchie delle truppe napoleoniche, oltre che i migliori cavalieri e spadaccini della
Grande Armée. Questa considerazione tra tutti i soldati francesi era giustificata dalle loro uniformi
sgargianti e sfavillanti e dalla loro spavalderia in battaglia e nella vita.

LA REALIZZAZIONE Questo reggimento deriva dal corpo per la creazione di pose, ma in questo
DI UN PEZZO UNICO E dei veliti della guardia reale e fu uffi-caso ho ulteriormente modificato le
LA SUA STORIA cialmente denominato “Ussari” nel articolazioni delle zampe anteriori per
Il soggetto scelto per questo figurino Novembre 1813, nonostante portassero ottenere una posa precedentemen-
è Michele Carafa di Colubrano, Capi- l’uniforme “alla ussara” già dal 1809 mate concordata non realizzabile senza
tano degli ussari della guardia reale di con i colori distintivi del Regno (Bian-modifiche. Questa posa prevede una
Napoli, medaglia d’onore alla battaglia co e Amaranto). sola zampa poggiata in terra, e questo
di Ostrowno (campagna di Russia). Lo I dettagli dell’uniforme sono riportati ha richiesto l’inserimento di un perno
studio uniformologico è basato su una dalle poche e controverse informazioni di acciaio abbastanza robusto e lungo
copia in miniatura del bellissimo qua- disponibili sul Regno di Napoli, ci sia-per sorreggere il peso e collegarlo alla
dro di Gaetano Forte ritraente appunto mo basati sui lavori pittorici di Boisse-
basetta. Con calma e un trapanino a
un capitano degli ussari della guardia lier e Aloja, che riteniamo attendibili,basso numero di giri si fora la plastica
reale con l’uniforme di gran tenuta oltre al coinvolgimento di amici esper- dallo zoccolo fino al corpo del cavallo
verde e rossa del 1813 durante il domi- ti dell’argomento per la definizione dei facendo attenzione a non surriscaldar-
nio di Gioacchino Murat (1808-1815). tanti dettagli del figurino. la e farla sciogliere per effetto del ca-
Una volta messe insieme le informa- lore. Se come in questo caso la punta
zioni abbiamo subito definito l’idea di non arriva o la zampa è piegata con-
realizzare il soggetto durante una pa- viene tagliare la zampa in modo net-
rata ufficiale con l’uniforme di gran to sull’articolazione, inserire il perno
tenuta, con atteggiamento fiero ed ele- e poi incollare i pezzi con la specifica
gante. colla per polistirene. Una volta im-
perniati e preparati tutti i pezzi li as-
LA SCULTURA semblo insieme con lo stucco Magic
Per la realizzazione del cavallo sono Sculpt, per dare robustezza e un mi-
partito dai kit multipose Historex che nimo di spessore al cavallo altrimenti
mettono a disposizione 8 diversi ca- leggermente magro e fuori scala. La te-
valli tagliati a metà e combinabili tra sta è una copia in resina di una bellissi-
loro. Tagliando ulteriormente i pezzi ma scultura commerciale, mentre gli
Historex in quarti si hanno a disposi- zoccoli sono copie sempre in resina di
zione molte possibilità di abbinamento una mia scultura realizzata in passato.

20 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
step by step

21 TuttoSoldatini n. 53
Capitano Michele Carafa
di Colubrano

È importante lisciare e carteggiare il centuale di miscelazione degli stucchi


cavallo prima della realizzazione della dipende dalla propria sensibilità, di so-
gualdrappa e della imbracatura (molto lito uso un rapporto rispettivamente di
ricca di dettagli per questo soggetto), 60-40%, ma anche al 50% si ottengono
per evitare di scoprire aree da ritoccare buoni risultati. I finissimi fili ottenu-
in posti non più facilmente raggiungi- ti si applicano poi tramite acqua e un
bili. Una volta che la gualdrappa e la pennellino fino con una buona punta.
sella sono pronti, si può iniziare il ca- Questa servirà per manovrare il filo di
valiere. Preparo il manichino facendo stucco nella realizzazione dei piccoli
uso di pezzi prestampati per il torso, la riccioli ai lati degli alamari altrimenti
testa, le scarpe e il bacino che facilitano impossibili da gestire con un pennello
e velocizzano il lavoro quando è pos- grande. Una volta che lo stucco è po-
sibile, ma la cosa più importante è la sizionato correttamente si fa aderire
precisione dell’anatomia, che con abiti con alcool e una passata di Phon per
attillati si vedrà sotto la scultura dell’u- scaldare e ammorbidire la superfice di
niforme. Per la vestizione del figurino, contatto con il dolman.
inizio sempre dal basso verso l’alto e Un ussaro comporta la realizzazione di
dallo strato più interno verso l’ester- tanti altri dettagli, la sabretache, la pe-
no, una sequenza che mi permette un lisse, piumetti, gradi e decori, la tecnica
maggior controllo sui volumi e sulle è sempre la stessa, e ove possibile utiliz-
sovrapposizioni. zo parti provenienti dalla banca pezzi
Quando realizzo i pantaloni e lo stucco rispettando sempre la moda del tempo
è ancora modellabile, accosto il cava- e l’indole del personaggio, in caso di
liere al cavallo per realizzare una sor- dubbio è sempre meglio rifare un par-
ta di incastro e permettere la pittura ticolare piuttosto che mettere a rischio
dei pezzi separati. Il cavaliere ha meno l’intero lavoro con dettagli inadeguati.
possibilità di movimento di un pezzo a
piedi, quindi è molto importante posi-
zionare al meglio tutte le parti che pos-
sono renderlo interessante nella posa,
come la torsione della testa e del torso
e il movimento delle braccia.
La scultura degli ussari è più compli-
cata di altri pezzi, soprattutto per la
presenza degli alamari. La loro realiz-
zazione necessità di parecchio tempo e
precisione sia nella preparazione dello
stucco sia per l’applicazione sul mo-
dello, quando possibile è utile usare
copie già pronte, ma in questo caso la
torsione della posa ha richiesto la loro
realizzazione a mano. Utilizzo una mi-
scela di Magic Sculpt e Green stuff per
avere una pasta morbida e appiccicosa
da poter rullare tramite una piccola ta- Infine si prepara il pezzo per la pittu-
voletta trasparente di plastica e sfinare ra, in accordo con il caro amico Gior-
come un sottile e lungo cilindro fino gio, incollo al cavaliere la sciabola e la
alle dimensioni di un capello. La per- sabretache ma lascio il figurino separato

22 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
step by step

in 3 parti, cavallo, cavaliere e pelisse, in


modo da agevolare la pittura senza ri-
chiedere l’incollaggio di piccoli dettagli
sopra le parti dipinte.

LA PITTURA
Prima di dipingere questo splendido
soldatino di Riccardo, ho studiato at-
tentamente tutte le fasi della pittura,
perché soggetti come questi hanno bi-
sogno di una attenta programmazione.
Come tutti i miei soggetti inizio la pit-
tura dal volto utilizzando per il colore
di base Sand Brown e Hull Red a cui ag-

23 TuttoSoldatini n. 53
Capitano Michele Carafa
di Colubrano

aggiunto alla base con cui ho realizzato


la texture, inoltre con la stessa mesco-
la ho riprodotto a mano libera i ricami
intorno ai gradi e sulla pelisse.

Il rosso dei pantaloni e della pelisse ha


una base rossa a cui aggiungo un verde
napoleonico per scurire leggermente la
base di partenza; la tecnica di pittura è
giungo per le luci Basic Skintone e per la stessa descritta precedentemente di-
le ombre sempre lo stesso Hull Red, pingendo luci ed ombre prima e lavo-
tutti i colori utilizzati fanno parte della rando sullo sfumato successivamente.
gamma Vallejo color.
Tecnicamente approccio la mia pittu-
ra dipingendo sia le ombre che le luci
senza preoccuparmi troppo delle tran-
sizioni. Le sfumature arriveranno suc-
cessivamente una volta definite tutte le
zone di luci ed ombre utilizzando il co-
lore ben diluito ed asciutto sulla punta
del pennello.
Per dare le basi sul figurino utilizzo l’a-
erografo per avere una superficie più
uniforme e velocizzare il mio processo
di pittura.
Negli ultimi tempi, preferisco aggiun-
gere alle mescole un opacizzante della
AK, che risulta essere molto duttile an-
che perché si può usare direttamente
sulla superficie che risulti leggermente
lucida. Questo tipo di uniforme ricco di detta-
L’ussaro ha una uniforme con panta- gli, magistralmente scolpiti, ha richie-
lone rosso e dolman verde che essendo sto molto tempo e attenzione perché è Il progetto prevedeva di realizzare il ca-
due colori complementari ben si ar- in questi dettagli che si aumenta il va- vallo con un manto baio scuro utiliz-
monizzano nella realizzazione. lore pittorico di un soldatino. zando una tecnica mista acrilico olio,
Inizio la pittura del Dolman utilizzan- La pittura degli alamari della pelisse e del che consiste nel realizzare prima una
do un colore verde scuro della Andrea dolman ha avuto come base un marrone pittura ad acrilico con luci ed ombre e
che illumino con un colore verde più scuro che ho gradualmente illumina- tutti i relativi dettagli quali occhi balza-
chiaro e per le ultime luci aggiungendo to con aggiunte di Gold Brown ed in ne ed altri particolari e successivamen-
una punta di Iraqui Sand. ultimo con un Giallo di Napoli chiaro te di armonizzare e ammorbidire i vari

24 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
step by step
passaggi con un passaggio di olio.
La base ad acrilico è stata realizzata con
Burnt Umber e Nero dato con l’aero-
grafo e aggiungendo Carne Scura per
le luci e Nero per le ombre; in questa
fase bisogna aumentare decisamente
i contrasti in quanto la successiva fase
ad olio tenderà ad abbassare i contrasti
precedenti.
Dalle foto si può notare come la pit-
tura ad acrilico sia molto accentuata,
quasi eccessiva nel realizzare un baio
scuro, mentre nelle successive dopo
l’utilizzo dell’olio si può notare come
i toni si siano notevolmente abbassati
ma lasciando ben visibili volumi e luci.
Terra d’Ombra Bruciata, Ocra Dorata e
Nero Avorio sono i colori che ho utiliz-
zato per dipingere il cavallo ad olio; di-
pingo con pochissimo colore ad olio che
posiziono sulle luci e sulle ombre e sfu-
mo a fresco con un pennello asciutto.

La pittura continua piacevolmente di-


pingendo ulteriori dettagli comprese
le parti in metallo che su questo tipo di
soggetti preferisco dipingere con colori Giulio Centanni per il tempo dedicato-
effettivamente metallici senza utilizza- mi nella minuziosa ricerca dei dettagli
re la ormai nota tendenza del MNM. In dell’uniforme e per la sua consulenza
conclusione volevo ringraziare l’amico Storica.

25 TuttoSoldatini n. 53
Capitano Michele Carafa
di Colubrano

26 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
step by step

27 TuttoSoldatini n. 53
curiosità di Giulio Cento
Foto: Giuseppe Gensabella

N apoleone
e lo Stradivari “Marechal Berthier”
Il violino del liutaio Stradivari di cui ci racconta questo articolo è lo straordinario “Maréchal
Berthier” del 1716, appartenuto a Napoleone Bonaparte che lo regalò ad Alexandre Berthier,
Maresciallo di Francia, Principe di Neuchatel e Wagram. Dopo alcune interessanti peripezie,
fu acquistato dal Barone von Vecsey, il quale lo diede al figlio Ferenc, concertista,
che lo suonò fino alla morte, avvenuta nel 1935.

In occasione della ricorrenza del Bicentenario della morte che. Le sue tecniche
di Napoleone Imperatore dei Francesi e Re d’Italia volevo militari sono anco- 2
realizzare un soggetto che fosse diverso dall’iconografia ra oggi materia di
classica dei dipinti coevi. studio nelle scuole
Tutti sanno, il mondo intero sa, delle gesta di Napoleone, di guerra di tutto il
un soldato indomito e senza paura, un grande condottiero mondo.
ed esperto di strategie militari. In battaglia era in grado di Ma non molti san-
piegare a suo favore per vincere ogni dettaglio del terreno no che Napoleone
o dei caseggiati o addirittura le condizioni metereologi- non fu soltanto di-
chiarazioni di guer-
ra e trattati di pace
1 ma fu anche un
grande statista ed
un grande ammini-
stratore. In brevis-
simo tempo riorga-
nizzò la macchina
burocratica ed amministrativa della Francia e degli stati sa-
telliti ed ebbe un ruolo molto importante nella magistrale
riforma dei codici alla cui stesura egli stesso partecipò in
prima persona sostituendo gli oltre 40 codici di diritto con
uno solo, unico ed organico, trattato di legge che entrò in
vigore nel 1804. In esso si garantiva per iscritto, e per la pri-
ma volta, l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge,
la libertà della persona ed il diritto di proprietà come sacro
ed inviolabile. Venivano aboliti i privilegi per nascita sulla
base dell’esperienza rivoluzionaria e riformato e regolato
tutto il diritto di famiglia che, tra le altre cose, prevedeva

28 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
curiosity
anche i matrimoni civili, il raccogliere donazioni
3 divorzio ed una forte limi- che i principi ed i nobi- 5
tazione alla primogenitura. li offrivano spontanea-
“La mia vera Gloria non è mente ai suoi generali
di aver vinto 40 battaglie. per non essere destituiti
Quello che nulla distrug- o peggio ancora giusti-
gerà, che vivrà per sempre, ziati.
è il mio codice civile.” (dal- Napoleone aveva minu-
le memorie di Sant’Elena). ziosamente pianificato
Molte delle norme del ed impartito ordini chia-
codice Napoleonico sono ri su cosa raccogliere e, se
state integralmente riprese del caso, razziare. La sua
dalle costituzioni moderne idea era creare un Mu-
dell’intera Europa, Italia seo, una Biblioteca Cen-
compresa. trale ed un Archivio del
Ma ancora di Napoleo- Continente Unificato.
ne si deve riferire che fu Nascono così le formida-
un amante della musica e bili collezioni della Fran-
dell’arte, della storia antica cia.
e della matematica. Aveva Dobbiamo oggi ringra-
ideato e progettato palaz- ziare gli elevati costi di
zi, ponti, archi trionfali, spedizione se la colonna di Traiano è ancora al suo posto.
4 scavi e restauri di reperti e Una lettera del Generale François René Jean de Pomme-
siti archeologici tra i quali reul, capo militare di Roma, avvisava infatti Napoleone
figuravano anche i Mercati “spediremo un obelisco” riferendosi appunto alla leggen-
di Traiano di Roma. daria colonna. Fortunatamente le cose andarono in ma-
Galeotta fu la campagna niera diversa e l’Imperatore si limitò a prenderne spunto
d’Egitto dove le immense per far realizzare nel 1810 la Colonna di Vendòme a Parigi
distese di reperti archeo- per glorificare la battaglia di Austerlitz.
logici fecero germogliare Ed è proprio da una requisizione quale bottino di guerra
in lui il desiderio di realiz- che trae origine la mia idea. In occasione dell’occupazione
zare a Parigi un grandioso della Spagna del 1808, seguita al fallito tentativo di destitu-
museo. Iniziò quindi a rac- ire il Re di Spagna Carlo IV per insediarvi il giovane figlio
cogliere e a requisire ogni Ferdinando, il palazzo reale Borbonico di Madrid fu occu-
reperto archeologico che pato e molte delle opere d’arte in esso contenute furono
potesse essere trasportato. requisite.
Intanto nella capitale la Tra i vari oggetti c’era anche un violino, ma non un violino
sua idea iniziava a prendere qualunque:
forma in quello che venne “Antonius Stradivarius Cremonensis Faciebat anno 1716”.
denominato Museo Cen- (Vedi foto n.1 e 2)
trale della Repubblica ma Napoleone rimase strabiliato dalla bellezza e dall’eleganza
che presto cambiò nome in Museo Napoleone per diveni- di quel piccolo oggetto e decise di tenerlo per sé e si raccon-
re poi uno dei più prestigiosi musei del mondo: Musèe du ta che di tanto in tanto lo facesse suonare da maestri d’ope-
Louvre. Tutti i suoi Generali ed Ufficiali furono incaricati ra soltanto per lui e per i suoi ospiti. Nel 1814 ne fece dono
di requisire opere d’arte in ogni dove per cercare di placare al suo fedele amico Louis Alexandre Berthier, Marescial-
le brame dell’Imperatore e da quel momento in poi ogni lo dell’Impero, anch’egli amante dell’arte e della musica,
campagna di guerra divenne motivo per operare requisi- come segno di ringraziamento per i servigi resi alla Francia
zioni e molto spesso vere e proprie razzie, ma anche per e all’Imperatore.

29 TuttoSoldatini n. 53
Napoleone e lo Stradivari
“Marechal Berthier”

Nel 1984 il violino, oggi componenti: Green


6 noto come “Stradiva- 9 Stuff Kneadatite ed il
ri Marechal Berthier”, Tamyia Epoxy Putty
dopo vari passaggi di colore verde.
proprietà, fu acquistato Ho preparato quattro
dalla Fondazione Cana- palline di stucco di
le di Milano che tutt’ora ciascun componente
ne è in possesso e che di tutte di eguale mi-
tanto in tanto ne conce- sura ed ho poi tolto
de l’uso per eventi mu- una piccola quantità
sicali importanti. Una del componente blu
delle più talentuose vio- del Green Stuff, otte-
liniste del mondo, l’ita- nendo una maggiore
lo-rumena Anna Tifu elasticità e maggiore
è stata l’ultima artista tempo di lavorazione.
ad aver avuto l’onore Ho proceduto poi alla
di suonarlo al Pagani- modellazione utiliz-
ni Genova Festival del zando strumenti ed
2017. attrezzi alcuni com-
Riguardo alla scultura merciali ed alcuni
ho realizzato un mani- prodotti da me. Per
7 chino in filo di ferro ed ottenere alla fine una
utilizzato una replica superficie liscia e priva
in resina di un volto di
di impurità e grumi
ho lisciato il tutto J
8 con pennelli sintetici
imbevuti di Alcool
puro a 98%.
Ho poi utilizzato al-
cuni minimi acces-
sori di serie Histrorex
ed infine prodotto i
bottoni con foglia di
piombo incisa con il
pallettatore da orafo.
(Vedi foto da n.3 a 10)
In ultimo il violino
che è stato realizzato
in resina con stampa
in 3d molto precisa e
Napoleone di altro figurino che di ottima qualità.
poi ho provveduto a modificare
e meglio dettagliare ricostruen-
do guance, zigomi, fronte, capelli
orecchie e via dicendo. Ho uti-
lizzato una miscela di stucchi bi-

30 TuttoSoldatini n. 53
soldatini
storia di carta di Luigi Saso

Inapoleonici
di Fabrizio Prudenziati
Ho accolto con piacere l’invito a partecipare con uno scritto a questo speciale su Napoleone
anche per avere l’occasione di omaggiare il grande amico Fabrizio Prudenziati, scomparso
prematuramente nel 2014.

Parliamo di un grande artista che ha esplorato nell’arco Maggiore di Napoleone, la 16 con la Guardia Imperiale e
della sua vita tutte le forme di modellismo e specialmente i Mamelucchi e infine la 18 con gli stendardi. Per quanto
quelle in carta. Una brevissima biografia: Fabrizio nasce a riguarda invece la produzione di soldatini in carta in 3d è
Treviso nel 1946 ma quasi subito, a seguito della famiglia, si ovvio che la scelta è di farvi ammirare Napoleone che vie-
trasferisce a Genova dove vive e lavora fino alla sua morte. ne assemblato completo della sua basetta e che una volta
È un modellista eclettico ed eccelle sia costruito non ha nulla da invidiare ai
nel disegno e sia nella modellazione; soldatini fatti di altro materiale come il
nel 1976 fonda la ditta “Grifo” per la piombo o la plastica o la resina. Inoltre
quale crea soldatini di piombo. è possibile costruire anche il soldatino
Nel ’77 fonda e presiede la “Accademia del granatiere e del fuciliere del 1807
genovese di modellismo e collezioni- che sono assolutamente sbalorditivi
smo” e nel 1978 fonda la ditta “Ares” per precisione e completezza.
per la quale continua la produzione di Infine chiudo questo mio breve ricor-
figurini fino al 1984. Poi, dopo un pe- do di Fabrizio che considero il mio ma-
riodo di pausa, inizia a disegnare e co- estro nell’arte del disegno e della mo-
struire modelli di carta in 3d di tutti i dellazione, facendo cenno alla mostra
tipi (automobili, barche, navi, aeropla- “La magia della carta” che riuscì ad al-
ni, treni e figurini) e parallelamente lestire l’anno prima della sua scompar-
disegna soldatini di carta per wargame sa nella sua città di Genova nel loggiato
di sua creazione ambientati in diverse di ponente del Museo Navale di Pegli e
epoche. nella quale espose il meglio della sua
Ovviamente adesso focalizzeremo la produzione modellistica di carta.
nostra attenzione sui figurini 3d napoleonici assolutamen- Su Internet sono molti i riferimenti all’arte di Fabrizio Pru-
te incredibili per dettaglio e precisione e sui soldatini di car- denziati detto anche lo Zio Prudenzio come lui stesso si
ta creati per un progetto di wargame dedicato alla battaglia definiva e per chi volesse approfondire sarà facile trovare
di Austerlitz, mai terminato. materiale valido e modelli.
Per questi ultimi, ne propongo alcune: la tavola 0 dedica-
ta all’Imperatore, la 1 con fanteria di linea, fucilieri e co- http://www.luigisaso.it
razzieri a cavallo, la 2 con la fanteria leggera, la 4 con dra- Associazione Internazionale Soldatini di Carta
goni e artiglieria, la 7 con alcuni componenti dello Stato https://www.facebook.com/SoldatinidiCarta

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I napoleonici di Fabrizio Prudenziati

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Speciale Napoleone
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I napoleonici di Fabrizio Prudenziati

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Speciale Napoleone
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I napoleonici di Fabrizio Prudenziati

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Speciale Napoleone
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I napoleonici di Fabrizio Prudenziati

38 TuttoSoldatini n. 53
storia di Maurizio Corona

L ’ultimo viaggio
di Napoleone I:
da Sant’Elena a Parigi
Il magnifico diorama Le retour des cendres esposto al
Musée de la figurine historique di Compiègne.
© Maurizio Corona.

«Je dèsire que mes cendres reposent sur les bords de la Seine, au milieu de LA LUNGA TRAVERSATA
ce peuple français que j’ai tant aimé» (Desidero che le mie ceneri riposino Le spoglie erano state esumate dall’isola di Sant’Elena due
sulle rive della Senna, in mezzo al popolo francese che ho tanto amato). mesi prima, il 15 ottobre. Il corpo fu trovato in perfetto
Così scrisse Napoleone I nel testamento redatto il 15 aprile stato di conservazione, abbigliato nella consueta uniforme
1821, tre settimane prima di morire, a Longwood House, l’u- verde di colonnello dei cacciatori a cavallo della Vecchia
mida dimora dell’inospitale isola di Sant’Elena dove, pri- Guardia, le insegne della Legion d’Honneur e dell’Ordine della
gioniero degli inglesi, consumò l’ultima parte della sua Corona di Ferro sul petto, il tricorno posato sulle ginoc-
esistenza. Soltanto a distanza di quasi vent’anni, il 15 di- chia e, ai suoi piedi, due vasi d’argento contenenti il cuore
cembre 1840, le sue ultime volontà furono esaudite. Quel e le viscere. Fu trasportato in una nuova bara di piombo,
giorno un monumentale carro funebre con i resti mortali rivestita da un sarcofago d’ebano, senza alcun ornamen-
dell’Imperatore si mosse dal molo di Corbevoie sulla Sen- to, soltanto il nome Napoléon in lettere dorate, e caricato a
na, non lontano da dove oggi svettano i grattacieli della bordo della Belle-Poule, una fregata di cui era comandante
Défense, diretto a Les Invalides, il cuore delle glorie militari e Francesco d’Orleans, principe di Joinville, terzogenito del
patriottiche di Francia. re Luigi Filippo I.

39 TuttoSoldatini n. 53
L’ultimo viaggio di Napoleone I:
da Sant’Elena a Parigi

Il viaggio di ritorno in Francia fu molto più rapi-


do di quello dell’andata e il 30 novembre la nave
giunse con il suo prezioso carico nella rada di
Cherbourg. Dopo alcuni giorni di sosta, il sarco-
fago fu caricato sul Normandie, un battello a vapo-
re che, superata Le Havre, risalì la Senna sino a
Val-de-la-Haye, piccolo villaggio a sud di Rouen.
Lì la salma fu trasferita sulla Dorade, che compì il
tratto finale del tragitto sino alle porte di Parigi.

BAGNO DI FOLLA
Nella gelida mattina di quel 15 dicembre si cele-
brò l’ultimo atto de «le retour des cendres», il ritorno
delle ceneri, come fu definito dai francesi il rientro
in patria della salma di Napoleone (l’espressione
ebbe un grande successo ed entrò subito a far par-
Il trasporto delle spoglie di Napoleone I a Cherbourg dalla fregata Belle-Poule
te del linguaggio comune ma va intesa in senso al Normandie.
figurato perché l’Imperatore non fu cremato). © Musée dell’Armée, Parigi.
Oltre un milione di persone si assieparono lungo il

percorso del feretro sfidando il pungente freddo siberiano che sferzò


la capitale. Tra la folla, su uno dei palchi allestiti sopra l’ampio piazzale
degli Invalidi, c’era anche il grande Victor Hugo, all’epoca divenuto
già un’icona del romanticismo francese grazie al travolgente succes-
so di Notre Dame de Paris. La sua testimonianza – «15 décembre 1840,
Funérailles de l’Empereur, Notes prises sur place» (raccolta nell’opera postuma
Choses vues, Souvenirs, Jornaux, Cahiers 1830-1846) – è un attento e commos-
so resoconto (condito dalla giusta enfasi) di quella memorabile gior-
nata, in cui «tutta quanta Parigi si riversò in una sola parte della città come un liquido
in un vaso che si inclina».
Il corteo funebre attraversò lentamente la capitale. Passò sotto l’Ar-
co di Trionfo e imboccò i Campi Elisi trascinandosi dietro «l’acclama-
zione di tutta la città come una torcia si trae dietro il suo fumo».

IL GIGANTESCO CARRO FUNEBRE


Il carro che trasporta la salma dell’Imperatore è un’immensa massa
dorata, addobbata con bandiere, aquile, ghirlande, corone, vittorie
alate e amorini. È alto 10 metri, lungo 30, largo poco meno di 6 e
pesa 13 tonnellate.
Sulla sua sommità quattordici statue, simboli di vittoria, sostengono
una tavola dorata sulla quale è collocata la riproduzione di un feretro.
Ritratto di Napoleone I di Eugène Leliepvre. È un falso sarcofago dove sono state deposte le insegne di Napoleone:
L’Imperatore indossa l’uniforme di colonello dei la corona, la spada, lo scettro e il mantello. Il vero feretro è invisibile,
cacciatori a cavallo della Vecchia Guardia con la quale nascosto nel cavo del basamento. «È questo il grave difetto del carro» - anno-
fu abbigliato prima di essere sepolto nell’isola di ta Hugo - «…nasconde ciò che si vorrebbe vedere, ciò che la Francia ha reclamato, ciò
Sant’Elena. Collezione privata. che il popolo attende, quello che tutti gli occhi cercano: il feretro di Napoleone».

40 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
history

Il ritorno delle ceneri di Napoleone I da Sant’Elena, 14 dicembre 1840. L’arrivo della Dorade a Courbevoie.
Olio su tela di Henri Félix Emmanuel Philippoteaux (1815-1884).
© Châteaux de Malmaison.

NELLA CAPPELLA DEGLI INVALIDI


Alle due del pomeriggio il corteo funebre giunse davanti al can-
cello degli Invalidi. La salma fu traslata nell’antica cappella reale
di Luigi XIV (solo il 2 aprile 1861 sarà spostata nel sarcofago collo-
cato al centro della cripta-mausoleo in cui è tutt’ora custodita).
Il principe di Joinville disse al re: «Maestà vi presento il corpo dell’Impera-
tore Napoleone». «Io lo ricevo in nome della Francia», rispose solennemen-
te il sovrano e invitò i generali Bertrand e Gourgaud a deporre sul
feretro la spada e il cappello dell’Imperatore.
Nell’intimità della cappella furono ammessi in pochi. Tra i pre-
senti parteciparono commossi quattro dei marescialli di Napoleo-
ne I ancora in vita: Soult, Moncey, Oudinot e Grouchy. Il Requiem
di Mozart chiuse la cerimonia ma non piacque a Hugo, che com-
mentò «la musica mette le rughe».
Nei giorni seguenti la chiesa degli Invalidi rimase aperta al pub-
blico, dalle dieci del mattino alle quattro del pomeriggio, e ogni
giorno più di centomila persone vi si recarono per rendere omag-
gio all’Imperatore.

La ricostruzione in miniatura del gigantesco carro funebre che trasportò il


feretro di Napoleone per le vie di Parigi.
© Musée de la figurine historique, Compiègne.

41 TuttoSoldatini n. 53
L’ultimo viaggio di Napoleone I:
da Sant’Elena a Parigi

LE RETOUR DES CENDRES AL MUSEO DI COMPIÈGNE


Le retour des cendres è riprodotto in uno spettacolare diorama Il carro, trainato da quattro quadriglie di cavalli, bardati
esposto al Musée de la figurine historique di Compiègne, acco- dalla testa ai piedi di magnifici drappi di broccato dorato,
gliente cittadina situata ottanta chilometri a nord-est di è scortato da 500 marinai, ascia in spalla. Il corteo funebre
Parigi, nella parte meridionale della Piccardia, ai margini è raffigurato mentre attraversa gli Champs-Élysées, dipinti
dell’omonima foresta. sullo sfondo con somma maestria da Eugène Lelièpvre –
Il Musée de la figurine historique è il più ricco museo di figurini Montreuil (Pas-de-Calais), 2 aprile 1908, Armentières-en-
e soldatini di Francia: vi sono esposti oltre 45 mila solda- Brie (Senna e Marna), 17 novembre 2013 – disegnatore di
tini suddivisi in sei sale espositive che occupano circa 500 straordinario talento, tanto da essere nominato nel 1951
metri quadri. L’edificio in cui si trova ospitava durante il pittore ufficiale dell’Armée, divenuto una vera e propria
Secondo Impero l’antico Hôtel de la Cloche, reso celebre da icona dell’illustrazione storica mondiale.
Alexandre Dumas padre, che nel Conte di Montecristo lo Alla creazione del diorama diede il suo contributo un
descrisse come un «eccellente albergo di cui si ricordano altro grande illustratore francese, Lucien Rousselot –
anche coloro che vi hanno alloggiato una sola volta». Saint-Germain-sous-Doue (Senna e Marna), 4 maggio
Il diorama raffigurato nella foto fu realizzato intorno al 1900, Fay-les-Etangs (Oise), 4 maggio 1992 – conosciuto
1940 da Alexandre Ballada, considerato in Francia il padre dagli appassionati di storia militare e uniformi di tutto il
del figurino artistico da collezione, il quale si avvalse della mondo per le sue straordinarie illustrazioni delle armate
collaborazione di Fernand Durand-Grimaldi, autore dei francesi. Rousselot fornì i disegni delle singole parti che,
marinai della Belle-Poule, e fu donato al museo di Com- costruite e assemblate, c onsentirono la realizzazione dei
piègne nel 1948 in occasione della sua fondazione. figurini.

Un’altra bella immagine del diorama


Il ritorno delle ceneri in esposizione
al museo di Compiègne.
© Musée de la figurine historique,
Compiègne.

segue…

42 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
history
IL MONUMENTO FUNEBRE DI NAPOLEONE I, LA QUARZITE ROSSA E LO ZAR NICOLA I
Nella tarda primave- Originariamente Visconti pensò di realizzare il grande sar-
ra del 1841 fu indetto cofago che doveva custodire la salma di Napoleone I uti-
un concorso per la lizzando il porfido, roccia che per la sua tonalità porpora,
costruzione del mo- sin dall’Antichità, simboleggiava il potere. Le cave francesi,
numento destinato ad però, non erano in grado di fornire blocchi di grandezza
accogliere le spoglie sufficiente e, perciò, fu dato incarico all’ingegnere Louis
mortali di Napoleone I Léouzon Leduc di recarsi all’estero per reperirne.
all’interno della chiesa In Russia, su una piccola isola dell’immenso lago Onega,
del Dôme agli Invalidi. Leduc scoprì una pietra molto resistente, di colore rosso
La commissione giu- violetto, somigliante al porfido: una particolare varietà di
dicatrice fu presieduta quarzite rossa di cui lo zar Nicola I autorizzò l’estrazione.
dal ministro dell’inter- Fu così che il 15 gennaio 1847 la Francia firmò il contratto
no Charles de Rému- che le assicurava la necessaria fornitura.
sat e furono chiamati a Oggi l’imponente manufatto svetta al centro del mauso-
farne parte personaggi leo-cripta del Dôme. É lungo 4 metri, largo 2 e poggia su
celebri come il critico un piedistallo di granito verde, proveniente dalle alture
La cupola della chiesa del Dôme d’arte Théophile Gau- dei Vosgi, che ne accresce l’altezza elevandone la sommità
realizzata da Jules Hardouin tier e il pittore Jean- oltre i 5 metri.
Mansart (1646-1708) svetta oltre Auguste Dominique
il cortile d’onore dell’Hôtel des
Invalides. © Maurizio Corona.
Ingres. All’inizio furo-
no selezionati 23 pro-
getti, poi 10, quindi 2 PER SAPERNE DI PIÙ:
e, infine, fu scelto quello dell’architetto di origini italiane
Louis-Tullius Joachim Visconti (Roma, 11 febbraio 1791 – - Victor Hugo, I funerali di Napoleone, Mimesis Edizioni,
Parigi, 29 dicembre 1853). Milano-Udine, 2013, pp. 61.
- Jean-Marcel Humbert (sous la direction), Napoléon
aux Invalides, Éditions de l’Albaron/Musée de l’Armée,
Paris, 1990, pp. 203.
- Georges Poisson, L’Aventure du Retour des Cendres,
Tallandier Éditions, Paris, 2004, pp. 288.
- Céline Gautier, Le tombeau de Napoléon, Éditions Soteca,
Paris, 2010 (1er ed.), pp. 34.
- Raymond Queneau, Connaissez-vous Paris?, Éditions
Gallimard, Paris, 2011, pp. 192.
- Andrew Roberts, Napoleone il Grande, UTET, Milano,
2016 (2a ed.), pp. 1063.
- Maurizio Corona, La Storia in miniatura/L’Histoire
en miniature. Musée de la figurine historique, Compiègne,
Akademeia, Cagliari, 2017, pp. 232.
- Franco Cardini, Notre-Dame. Il cuore di luce dell’Europa,
Solferino, Milano, 2020, pp. 265.
Il monumento funebre che custodisce la salma di
Napoleone I al centro del mausoleo-cripta del Dôme.
© Maurizio Corona.

43 TuttoSoldatini n. 53
diorama di Nico Ardito

M arching toward
Moscow 1812
È passata alla storia con il nome di “Campagna di Russia” l’invasione dell’Impero russo nel 1812
da parte delle truppe di Napoleone.

La Grande Armata, al comando dal maresciallo Davout, nel loro stile, l’armata russa iniziava un ripiegamento tat-
comprendeva soldati provenienti da tutte le regioni e Stati tico che avrebbe portato le truppe francesi ad addentrarsi
dell’Impero e degli stati satelliti e alleati, vi erano francesi, sempre più profondamente in territorio nemico allonta-
tedeschi, austriaci e prussiani, polacchi e lituani, 32.000 gli nandosi dalle linee di rifornimenti. Vani furono i tentati-
italiani del Regno d’Italia e del Regno di Napoli, svizzeri, vi di accerchiamento dell’armata russa posti in essere da
illirici, spagnoli e portoghesi. Napoleone per sconfiggere il nemico in un’unica battaglia
La campagna iniziò ufficialmente il 23 giugno 1812, e, come campale e risolutiva, fino alla battaglia di Borodino. Alla

44 TuttoSoldatini n. 53
Speciale Napoleone
dioramas
mento, che sicuramente è avvenuto anche se forse non in
maniera identica a come rappresentato, vedesse riunito lo
staff dei Marescialli attorno all’Imperatore, quella famosa
mattina del 15 settembre quando, dalle colline attorno a
Mosca, l’Imperatore vide le porte della città aperte.
Ovviamente i figurini che dovevano ritrarre i marescialli
dovevano essere il più possibile simili nella fisionomia ai
loro omologhi in carne e ossa. Con l’aiuto di fonti icono-
grafiche coeve si è pertanto comparato le divise che più
caratterizzavano questi alti ufficiali con quanto offriva il
mercato modellistico.
La scelta della scala era praticamente obbligata, 54mm,
non più grande a causa delle dimensioni eccessive che un
diorama di tali proporzioni avrebbe dovuto avere e non
più piccola, per dare giusto risalto a fisionomie e uniformi.
Il mercato del 54mm offre vari figurini e accessori per
quanto concerne il napoleonico e pertanto si sono scelti
figurini di ottima qualità come base di partenza per le mo-
difiche che si sarebbero rese necessarie alla realizzazione
dei personaggi.
I cataloghi Metal models, Figurinitay, Emi, Beneito, Ber-
ruto e Historex, hanno fornito la materia prima su cui la-
vorare di stucco e pennello.
I Personaggi storici presenti nel diorama sono: Napoleo-
ne e il suo attendente Roustam, il Vicerè Eugenio di Be-
auharnais, Murat, Davout, Ney, Victor, Macdonald, Bes-
sieres, Saint Cyr, Oudinot, Augereau, Lefebvre, Mortier,
Grouchy.
Le modifiche sono state fatte con stucco epossidico bi-
fine della giornata i francesi restavano padroni del campo. componente milliput e tamiya mentre la pittura è stata
La strada per Mosca era aperta. realizzata ad olio su base acrilica.
Mi soffermo ad analizzare il personaggio principale, ovve-
REALIZZAZIONE TECNICA DEL DIORAMA ro Napoleone che fa da perno del diorama con il suo at-
Quando è stato deciso di raggruppare in un unico diora- tendente Roustam nella variopinta uniforme dei mame-
ma tutti i marescialli presenti nella Grande Armee duran- lucchi. Napoleone proviene da un kit Beneito modificato
te la Campagna di Russia, si è reso necessario effettuare nella posa, sono state ricostruite anche le gambe e le cal-
uno studio per individuare quanti effettivamente erano zature, aggiunto il cannocchiale e l’inseparabile cappotto
presenti al seguito di Napoleone e quanti erano dislocati sulla schiena. Roustam, è stato modificato nella posa da
in teatri operativi più lontani. Dalle fonti consultate non un vecchio kit Berruto ricostruendo anche braccia e testa.
è stato sempre possibile raccogliere informazioni certe Ogni elemento è stato fissato alla base con perni per ga-
perché talvolta queste discordavano tra loro. In una sola rantire un trasporto sicuro in caso di mostre, concorsi ed
occasione le fonti erano quasi tutte concordi, ovvero il esposizioni didattiche.
raggruppamento di forze e Marescialli presenti prima du- Realizzare “Marching toward Moscow 1812” mi ha impe-
rante e dopo la Battaglia di Borodino, che aprì di fatto le gnato parecchio e ha richiesto notevoli sforzi, sia in termi-
porte di Mosca. Per questo, seppur probabilmente a scapi- ni di studio sia in termini pratico-modellistici ma… Viva
to della realtà storica, si è voluto creare un ipotetico mo- i “soldatini”!

45 TuttoSoldatini n. 53
Marching toward Moscow 1812

46 TuttoSoldatini n. 53
tuttotondo Breve inquadramento storico a cura di Sergio Palumbo
Figurino dipinto da Fulvio Pagliettini

L anciere Rosso Polacco


della Poste Militaire, in 90 mm.
Con l’aria stagionata dei veterani di guerra, abituati ad en-
trare da conquistatori nelle capitali europee del tempo, i
Lancieri del 2° reggimento della Guardia, meglio noti come
Lancieri Rossi, indossavano una divisa molto simile a quel-
la dei Lancieri Polacchi, anche se di colore diverso. Con una
czapka (un copricapo shako caratteristico con visiera e fal-
da superiore quadrangolare) di colore rosso e giallo, dotata
di visiera nera e lungo pennacchio bianco, li si distingueva
facilmente per l’abbigliamento che comprendeva una giac-
chetta rossa con colletto e polsini blu, pantaloni rossi con
banda laterale blu e corti stivali neri. Sulla fronte spiccava
una placca d’ottone al centro della quale era apposta la ‘N’ di
Napoleone, ovviamente. Nell’uniforme della truppa, inve-
ce, le spalline e il cordone sulla spalla sinistra erano gialli, in
accordo con gli ornamenti della czapka e l’orlo del colletto
della giacca. La divisa degli ufficiali era quasi uguale a quella
della truppa; mentre però nei primi le spalline, i cordoni e
tutti gli addobbi erano argentati, nella truppa erano bianchi.
Infine, il cinturone era chiuso in vita da una vistosa fibbia do-
rata. L’armamento consisteva in una carabina con baionetta
e una pistola, cui si aggiungevano, quali armi da taglio, una
sciabola curva e una lancia molto lunga, ben oltre un metro
e mezzo con la punta ornata da una banderuola bicolore,
rossa e bianca.
Storicamente, i Lancieri Polacchi vennero integrati nella
Guardia Imperiale nel marzo del 1807 e a capo del loro reg-
gimento fu posto Vincent Corvin Krasinski. La loro prima combattimenti ravvicinati, Napoleone vide che i Polacchi
missione fu in Spagna, nel maggio 1808, e successivamente, sapevano destreggiarsi bene con quelle stesse lance, raccolte
parteciparono alla battaglia di Somosierra nel novembre al suolo, ed avrebbe pronunciato la frase “Che si lasci loro la
dello stesso anno. lancia, visto che sanno servirsene così bene…” Alla fine del
L’anno seguente combatterono a Wagram sconfiggendo gli 1811 tutta la cavalleria della Guardia venne portata a cinque
ulani di Schwarzenberg. In effetti, fu proprio dopo la batta- squadroni per reggimento ed i reparti Polacchi ancora ope-
glia di Wagram che Napoleone decise di fare dei lancieri il ranti in Spagna furono ritirati in previsione della guerra con
perno della sua cavalleria leggera, e venne loro dato ufficial- la Russia.
mente il nome di Lancieri Polacchi della cavalleria leggera I cavalleggeri Polacchi vennero quindi denominati 1 Rgt. e
della Guardia Imperiale. Secondo la leggenda del tempo, durante il 1812 parteciparono ad una carica alla battaglia di
proprio a Wagram nel 1809, mentre gli ulani Austriaci get- Borodino e, sia pure marginalmente, alla cruenta battaglia
tavano per terra le loro lance per disimpegnarsi meglio nei di Mosca.

47 TuttoSoldatini n. 53
Lanciere Rosso Polacco
della Poste Militaire, in 90 mm.

Se ora la scala 75 mm è tra le più vendute fra i figurinisti e gli


appassionati, lo si deve all’idea innovativa della Poste Militai-
re, che già in quegli anni aveva cambiato il modo di guardare
ai dettagli, ed alla postura, del c.d. soldatino storico.
Il modello che ho dipinto è di qualche anno fa e il tipo di co-
lorazione risente di un diverso approccio alle tecniche di pit-
tura e illuminazione. La scultura del Lanciere ha il panneg-
gio molto più morbido e meno spigoloso rispetto ai modelli
di adesso, perché ora la ricerca della luce, e del c.d. colpo di
luce, è più marcata rispetto alla pittura meno “esasperata”
di anni fa.
Però il piacere di metterci i pennelli sopra è stato un vero
divertimento!
Non sono un modellista esattamente di primo pelo, con-
siderati i capelli ingrigiti, anzi…, e in tutti questi anni,ho
avuto modo di vedere l’evoluzione delle varie tipologie di
pitturazione e ho sempre cercato di aggiornarmi, specifica-
tamente in accordo con il mio gusto personale.
Ovviamente l’approccio ad un figurino storico come questo,
rispetto ad un figurino Fantasy, è completamente diverso
per quanto attiene alla pittura. E ciò senza contare il tempo
speso per la ricerca storica riguardo l’uniformologia che, spe-
cialmente nel settore Napoleonico, è da sempre molto rigida
e dettagliata, poiché si hanno a disposizione molti testi e vi
sono moltissimi musei dove poter vedere le divise originali.
Il colore ad olio utilizzato per l’incarnato era quello che usa-
vo fin dalla fine degli anni ’90, ovvero un mix di ocra gialla
e ocra rossa con un pizzico di bianco. La mescola che si ot-
Innanzitutto, bisogna precisare che per la realizzazione del tiene, più o meno scura a seconda del proprio gusto, viene
figurino la base di partenza è stata la serie di bellissime tavole stesa uniforme sul viso, e poi, con mescole via via più chiare
uniformologiche del libro “Uniformes de l’Armée Française sulle zone in luce mentre con le mescole più scure si va ad
– de Fontenoy a Waterloo” di Michel Petard. operare nelle zone in ombra.
Riguardo la marca del produttore del figurino in 90 mm.,
per gli appassionati di soldatini, il nome di Poste Militaire è
sinonimo di bellezza e qualità.
Il Lanciere Rosso in questione è un pezzo storico scolpito
dal “leggendario” Raymond Lamb, creatore e scultore della
suddetta Poste Militaire, dotato di una dovizia di dettagli e
cura dei particolari tale che, pur essendo un soggetto “da-
tato”, ad oggi non sfigura nei concorsi e durante le mostre
più rinomate.
A suo tempo, la Ditta Poste Militaire è stata anche innova-
tiva nel mondo del soldatino, non solo per le sculture – al
di sopra del target usuale che presentavano le altre aziende
produttrici – , ma anche per aver dato il via alla produzione
di un’altra scala, la 70 mm, da contrapporre alla più famosa
e usata negli anni ‘80, che era la 54 mm.

48 TuttoSoldatini n. 53
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