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20122 Milano - Via Santa Croce, 20/2

Lo spirito
della materia
di Fabrice Hadjadj

Ripartire da Verona
con Amore
di Paola Binetti
& di Matteo Veronesi

Genocidio armeno
& negazionismo
turco
di Alberto Torresani

Fede & scrittura,


felice tandem
di Silvia Stucchi

Dal cielo di Berlino


a Francesco
699
Maggio
Wim Wenders
intervistato da Giovanni Sorge
2019
26 maggio 2019:
Poste Italiane Spa Spedizione in a.p.
i voti degli altri
di Lodovico Festa
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004
n. 46) art. 1, comma 2, DCB Perugia
Editoriale

P
Il tempo edace
arigi, 15 sua maglietta rossa
aprile e i pantaloncini
2019: brucia la cat- blu, spiaggiato co-
tedrale di Notre-Da- me se dormisse, il 3
me. Il video della settembre 2015; il
guglia – la flèche – 5 giugno 1989 ave-
spezzata dal fuoco, vamo visto l’uomo
ci ha tolto il fiato. solo davanti ai car-
Eppure, a meno di ri armati in Piazza
un mese, la tragedia Tienanmen, e l’8
appare già lontanis- giugno 1972 la
sima. Troppi com- bambina nuda in
menti, troppi simbo- fuga dal napalm
li, troppi coccodrilli. era diventata em-
Il presidente Ma- blema della guerra
cron, principe dei del Vietnam.
coccodrilli, ha invi- Un mese dopo, è
tato a «trasformare possibile anche dire
questa catastrofe in qualche verità su
occasione di rifles- Notre-Dame, che
sione su ciò che sia- non è la più riuscita
mo stati e su ciò che cattedrale gotica
dovremo essere, per francese: peraltro,
diventare migliori quello che vediamo
di come siamo, ri- (vedevamo) è il di-
trovare il filo del scutibile e discusso
nostro progetto na- restauro ottocente-
zionale, che ci uni- sco di Viollet-le-
sce, progetto umano, appassionatamente francese». Duc. Abbiamo le cattedrali di Chartres, di Saint-
Però sono proprio i francesi a non aver voluto in- Denis, di Burges, di Reims, di Amiens, di Bayeux...
cludere il riferimento alle radici cristiane nel pro- che più di Notre-Dame documentano il genio gotico
getto, affondato, di Costituzione europea. E l’ideo- di Francia.
logia di Macron è più affine a quella di chi aveva Il tempo edace, «fatal nemico, colla man rugosa /
distrutto la flèche nel 1792, quando una prostituta ti combatte, ti vince e ti disface: / egli il color del
aveva impersonato la Dea ragione nella cattedrale. giglio e della rosa / toglie alle gote più ridenti e
Troppo tardi per appropriarsi di simboli che riman- stende / dappertutto la falce ruinosa (Vincenzo
dano a una realtà in cui non si crede. Monti, 1847). Il tempo edace tutto divora: anche
Restano le immagini. La flèche spezzata si allinea le catastrofi, anche le distanze. Restano le imma-
al crollo delle Torri gemelle che l’11 settembre gini, quello che dentro di noi è suscitato dalle im-
2001 ha inaugurato catastroficamente il Terzo magini.
Millennio; poi c’era stato il piccolo Aylan con la C.C.
321
N° 699

Editoriale 321 Il tempo edace


Fabrice Hadjadj 324 Lo spirito della materia
Mons. Luigi Negri 331 «Opportune et importune». Se l’agenda della Chiesa è dettata dal mondo
Paola Binetti 332 Ripartire da Verona con amore
Matteo Veronesi 335 «Non fermare un cuore che batte»
Nicola Lecca 338 Lettera dalla Russia. San Pietroburgo fra trionfi & malinconia
Lodovico Festa 340 Scenari. 26 maggio: i voti degli altri
Alberto Torresani 342 Storia. Alle origini del Grande Male. Genocidio armeno & negazionismo turco
Dino Basili 345 Piazza quadrata. Spartiacque Europa
Ugo Borghello 346 Filosofia. Appartenenza primaria & verità
Michelangelo Peláez 350 Idee. Breve meditazione sul potere
Alessandro Catelani 352 Diritto. Norma giuridica & dato sociale
Mariolina Ceriotti Migliarese 355 Società. Ripartire dall’amore. L’efficacia dell’esperienza del «Marital Counseling»
Nicola Guiso 356 Emigrazione. Minori stranieri in Italia
Card. Angelo Scola 359 Opinioni & commenti. Non siamo nel caos. Robi Ronza accende le luci oltre la crisi
Aldo Maria Valli 360 Piazza San Pietro. Desecretato Pio XII
Silvia Stucchi 362 Letteratura. Fede & scrittura, felice tandem
* 364 La foto del mese
Marco Stracquadaini 365 Una nuova traduzione per «L’Angelo» di Borges
Claudio Pollastri 366 Interviste/1. Esmeralda piange Notre-Dame. Colloquio con Salma Hayek
C.P. 368 Interviste/2. W il clima (e meno scuola...). Colloquio con Greta Thunberg
Michele Dolz 370 Arti visive. Il Cenacolo non è finito
Giovanni Sorge 374 Personaggi. Dal cielo di Berlino a Francesco. Colloquio con Wim Wenders
Cesare Cavalleri 377 Storia della canzone. Un francobollo per Nilla Pizzi
Vincenzo Sardelli 378 Teatro. Don Milani a teatro
S.S. 380 Cinema. Applausi al volo di Dumbo & Shazam!
Erica Gallesi 382 Televisione. Rust & Marty nei tentacoli del male
Carlo Alessandro Landini 384 Riviste & riviste. Contro il Crimine c’è «Il carabiniere»
Matteo Andolfo 388 Ares news. Letteratura, attualità, Chiesa
Guido Clericetti 391 Inquietovivere
* 392 Libri & libri
Mauro Manfredini 396 Doppia classifica
Franco Palmieri 394 Porte girevoli
* 400 Libri ricevuti
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Promuoviamo insieme la cultura.

322 Nella sezione “Sostegno del volontariato”

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MAGGIO 2019
ANNO 63°

in questo numero:
Mensile di studi e attualità
20122 Milano - Via Santa Croce, 20/2
Telefoni 02.29.51.42.02 - 02.29.52.61.56

Redazione romana:
Via Vincenzo Coronelli, 26/a - 00176 Roma
Fabrice Hadjadj (foto) è sempre brillante e impre- tel. e fax 06.21.700.782
vedibile nell’individuare i tic del nostro tempo e a p. 324 http://www.ares.mi.it
riflette sullo smarrimento dello «spirito della materia»: se e-mail: info@ares.mi.it
sapessimo ritrovarlo, potremmo liberarci da quel male
molto diffuso che riduce il dato della natura a elementi DIRETTORE RESPONSABILE
Cesare Cavalleri
scomponibili a nostro piacimento. Ritrovare lo «spirito
della materia», ecco lo scatto del filosofo francese, ci farà CAPOREDATTORE
accostare con più stupore al mistero dell’Incarnazione. Riccardo Caniato

SEGRETARI DI REDAZIONE
Il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie (World Milano: Alessandro Rivali
Congress of Families), tenutosi a Verona dal 29 al 31 mar- Roma: Franco Palmieri
zo, ha suscitato polemiche dirompenti, e, in sede di bilan- EDITORE
cio, è stata un’occasione mancata: a p. 332 Paola Binetti
(foto) individua le cause dell’esito negativo dell’iniziativa,
ma avanza anche una serie di proposte concrete a salva-
guardia della «cellulla fondamentale della società»; l’ap-
profondimento continua poi a p. 335 con Matteo Veronesi, Ares. Associazione Ricerche e Studi
che ha seguito step by step il Congresso sottolineandone le Ente morale eretto con D. p. R. n. 549 (27-1-1966)
istanze a favore della vita nascente. iscritto al Registro nazionale della stampa
con il n. 534/6/265 (17-11-1982)
Codice fiscale: 00980910582
«Farsi carico della condizione dell’uomo contem- Partita Iva: 07634860154.
poraneo è per i cristiani una necessità della loro stessa fede
Numero Rea: MI-1745660
nel Dio incarnato»: è il saluto del card. Angelo Scola (foto)
ISSN 0039-2901
a Non siamo nel caos, la nuova fatica Ares di Robi Ronza;
l’Invito alla lettura è a p. 359. l Due lucidissimi approfon- Registrazione Tribunale di Milano
24-10-1966 - n. 384
dimenti per orientarsi alle Europee: Lodovico Festa a p. 340
e Dino Basili a p. 345. l Nel 1915 furono sterminati gli ar- STAMPA
meni, eppure c’è chi ha paura di usare la parola «Genocidio» Gesp srl - Città di Castello
come spiega Alberto Torresani a p. 342. l Pietroburgo è un
pendolo fra trionfo e malinconia, così Nicola Lecca a p. 33. Proprietà artistica e letteraria riservata all’Associazio-
ne Ares. Articoli e fotografie, anche se non pubblicati,
non si restituiscono. Le opinioni espresse negli articoli
Greta Thunberg (foto) è la star planetaria che ha pubblicati rispecchiano unicamente il pensiero
innescato il movimento ecologista Fridays for future, però dei rispettivi autori.
sta perdendo un po’ troppa scuola... così la riprovera Clau-
dio Pollastri a p. 366, ma il panel delle interviste di Sc è ABBONAMENTI
davvero ricco: Giovanni Sorge ha raggiunto il sofisticato re- Italia: ordinario annuale Euro 70
gista Wim Wenders a p. 374, mentre sempre il nostro Polla- sostenitore annuale Euro 150
benemerito Euro 600
stri ragiona sull’incendio della Cattedrale di Parigi con Sal- Estero: annuale Euro 150
ma Hayek che fu Esmeralda per il Gobbo di Notre-Dame Numero singolo Euro 7,50; arretrato Euro 9
(1997) di Peter Medak. l Il centenario di Nilla Pizzi è pas-
Conto corrente postale n. 00414201 intestato a:
sato inosservato, per fortuna c’è Cesare Cavalleri a p. 377. Ares (Associazione Ricerche e Studi)
20131 Milano - Via A. Stradivari n. 7.
È tornato Dumbo, l’elefantino volante (foto), ed IBAN: IT 14 F 01030 01666 000061154741
è stato un successo che Silvia Stucchi racconta a p. 380. l
Per la Tv, a p. 382 Erica Gallesi si addentra nei dedali di
True Detective, mentre per il Teatro Vincenzo Sardelli pre- GARANZIA DI RISERVATEZZA
senta due opere su Don Milani: il Vangelo secondo Loren- Il trattamento dei dati personali viene svolto nell’àmbito della

zo di Leo Muscato e Cammelli a Barbiana di Luigi D’Elia


banca dati elettronica dell’Ares-Associazione Ricerche e Studi
e nel rispetto delle tutele stabilite dal D. Lgs. n. 196 del
(p. 378). l 500 anni fa moriva Leonardo da Vinci: per lui 30/06/2003. Il trattamento dei dati, su cui si garantisce la
una grande mostra alle Stelline di Milano, accanto al Cena-
massima riservatezza, è effettuato per aggiornare gli interes-
sati su iniziative e offerte dell’Ares. I dati non saranno comu-
colo che non finisce di stupire: a p. 370 c’è Michele Dolz. nicati o diffusi a terzi e l’abbonato potrà in qualsiasi momento
richiederne la modifica o la cancellazione, scrivendo all’Ares
– Via Santa Croce, 20/2 - 20122 Milano.
Fabrice
Hadjadj Lo spirito
della materia
Crisi
& cultura
La tesi di fondo del saggista Fabrice Hadjadj è che il vero problema del tempo
attuale è di aver perso «lo spirito della materia», quello che, per esempio, di
fronte ai due concetti esaminati nello studio di «crisi» e di «cultura» permette
di recuperare l’immaginario agricolo che è alla loro origine. La parola «crisi»
viene del verbo greco krino che nell’Iliade indica la separazione del grano dal-
la pula, mentre il legame di «cultura» con l’agricoltura resta ancora percebile
nella parola stessa. Anche la Bibbia inizia dando come primo imperativo al-
l’uomo e alla donna di «fruttificare» (Gn 1, 28) e il Verbo incarnato faceva il
carpentiere (nella foto, Giorgio de Chirico, Gesù divino lavoratore, 1951), un
mestiere cruciale, all’incrocio tra l’arboricoltura e l’artigianato. Ritrovare lo
spirito della materia ci libererebbe da quel male molto contemporaneo, che si
sparge anche per mezzo dell’etica, consistente nel ridurre il dato della natura

«T
a elementi che possiamo provare a ricostruire a nostro piacimento: la materia
è decomposta in atomi, il vivente è decomposto in geni, l’intelligenza è de-
composta in neuroni, la società è decomposta in individui, essi stessi decom-
posti in una somma di funzioni. E non appena nella nostra visione gli elementi
prevalgono sulla forma naturale, non possiamo generare più nient’altro che il
sintetico a partire da un nuovo assemblaggio di quegli stessi elementi. E,
avendo perso lo spirito della materia. non sappiamo più accostarci al mistero
dell’Incarnazione. Di Fabrice Hadjadj le Edizioni Ares hanno pubblicato Ma che
cos’è una famiglia? (2015) e Risurrezione. Istruzioni per l’uso (2017).

ot bella per orbem, tam multae dei suoi sensi torni a essere presente al mondo, al
scelerum facies, / non ullus suo prossimo, a ciò che gli si offre intorno. Ma
aratro dignus honos, / squalent abductis arva colo- quando qualcuno perde la materia, quando un uo-
nis, et curvae rigidum falces conflantur in ensem» mo, che non è un angelo, perde il corpo, quando un
(Virgilio, Georgiche, I, 506-508)1. uomo, che non è una bestia, ma che comunque è un
«Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme animale e dunque non un puro spirito, si disincarna,
la parola del Signore. Egli giudicherà tra nazione e pretende di smaterializzarsi, che cosa resta perché
nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; ed essi tra- possiamo prendergli la mano? Che cosa resta affin-
sformeranno le loro spade in vomeri d’aratro, e le ché possiamo prenderlo tra le nostre braccia? Che
loro lance, in falci» (Is 2, 3-4). cosa resta per toccarlo, per il calore, per la semplice
Può darsi che non abbiamo perso lo spirito, ma la presenza senza parole? Allora, forse, non ha perso
materia. È probabile che la perdita di senso che co- lo spirito, ma ha perso lo zoccolo duro del suo spi-
nosciamo oggi, non sia perdita del senso dello spi- rito, l’ancoraggio del suo spirito, il peso, lo spesso-
rito, ma perdita del senso della materia. re, la concretezza, la sensibilità, il tatto e si potreb-
Quando qualcuno perde lo spirito, c’è ancora il cor- be anche dire la struttura del suo spirito.
po che gli rimane, il suo corpo che resta come Che abbiamo perso la materia si vede specialmente
un’àncora, come un accesso, come la speranza di un nelle Università moderne. Non parlo della bella e
ritorno, la speranza che letteralmente riprenda i suoi venerabile Università Cattolica di Milano, né di
spiriti, e che attraverso il contatto della sua carne e Oxford o di Cambridge, né della Sorbona, sebbene
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tutte, all’interno, nelle loro sale, nei loro anfiteatri,
siano comunque vittime dell’ammodernamento. Ma
precisamente, a differenza delle università moder-
ne, appaiono come vittime, e cioè che la loro vec-
chia architettura oppone resistenza agli sforzi per
modernizzarle, e che questi sforzi potranno essere
perfezionati solo distruggendo i vecchi muri e con-
servando di esse solo una bella facciata come nei
film hollywoodiani.

Il blocco funzionale

L’università moderna è volutamente, scientemente,


testardamente, un blocco funzionale di vetro e di ce-
mento. Erige dovunque con fierezza la sua struttura
high-tech connessa al futuro. Si fa beffe delle vec-
chie pietre come di altrettante stele di epoche passa-
te. Questa funzionalità, ci dicono gli esperti, è mi-
gliore per l’insegnamento: c’è una sonorizzazione
elettrica, una lavagna elettronica, una rete senza in-
terferenze, un motore di ricerca che mette a di-
sposizione in un paio di clic tutti i testi e tutte le im-
magini del patrimonio culturale e scientifico. Siamo
nell’e-school che pratica l’e-learning per un’umani-
tà aumentata, upgradata, 2.0. Ma presto si capisce
che in questo contesto la natura stessa dell’insegna-
mento cambia. Ciò che viene presentato sullo scher-
mo non sono le opere, ma immagini digitalizzate
delle opere: una Pietà senza marmo, una Cappella
Sistina senza cappella, una Summa Theologiae ri-
dotta a una somma di formule, una Divina Comme-
dia senza il tempo né lo spazio che permetterebbero
il dispiegamento reale, vocale, delle sue cantiche...
L’insegnamento si riduce così alla trasmissione di Benedetto Antelami (1150-1230 ca), allegoria della
informazioni e non apre più alla verità delle cose. vendemia, dal «Ciclo dei mesi» del Battistero di Parma.
Perché per cominciare ad aprirci alla verità delle co-
se, bisognerebbe essere circondati di cose che ci in- o di quella bella studentessa che non conosciamo, e
vitino attraverso la loro consistenza. Per cominciare poi la penna, l’inchiostro, la carta spessa che ci ob-
ad aprirci alla verità delle cose, bisognerebbe essere bliga a essere economi e sulla quale non si può scri-
attorniati da cose che, per la loro ospitalità, per la lo- vere una cosa qualunque – tutte cose che non servo-
ro bellezza, ci spingessero a considerare le cose con no al nostro lavoro, che non ci informano sul nostro
rispetto. Certuni potrebbero credere che non ci sia argomento di ricerca, ma che ci sostengono nella no-
differenza tra le biblioteche del Trinity College e stra presenza al mondo e che ci ricordano una certa
una banca dati. Si potrebbe credere anche che la generosa densità dell’esistenza.
banca dati sia a più alto rendimento, perché sta in La parola amplificata da un microfono e non dalla
una tasca, su una chiave USB o su un hard disk ester- nobiltà del luogo e dei materiali che sono uno scri-
no. Ma si può abitare un hard disk esterno? Con la gno per la voce umana, la parola amplificata da un
biblioteca, c’è il grande parco all’esterno, la vastità microfono in uno spazio funzionale ha già perso la
inutile delle sale e delle loro alte finestre, l’umile so- sua vera ampiezza. Non è più il tavolo del Simposio,
lennità delle lastre di pietra che portano la memoria né il giardino di Epicuro, né la cinta dell’Accademia
delle montagne, il dolce calore del legno che porta con il santuario dedicato ad Atena, né i viali del Li-
la memoria delle foreste, il cuoio delle rilegature che ceo dove Aristotele insegnava camminando, né quel
porta la memoria degli animali, e la prossimità fisica portico degli stoici con l’affresco che raccontava la
del maestro, la prossimità fisica di questo compagno battaglia di Maratona. Non è più, soprattutto, quella
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barca sulle rive del lago di Tiberiade, né la monta- Sotto questo aspetto, Internet, iTunes o BitTorrent
gna del Discorso della montagna, né i colonnati del hanno contribuito enormemente alla diffusione del-
Tempio né la casa del Cenacolo dove immagino un la cultura, probabilmente più di qualunque profes-
semplice e bel tappeto di lana di agnello. Le parole sore la cui missione sarebbe solamente quella di tra-
possono essere le stesse, ma non le si sentono più al- smettere questi prodotti.
lo stesso modo. Non sono più circondate dalle stesse Ora, ecco ciò che penso: questo modo di compren-
realtà, non si corredano più dello stesso immagina- dere la parola «crisi», e di provare a risolverla, è se-
rio, perché l’immaginario costituisce la frontiera per gno di una crisi più grave di quanto non si creda; e
una creatura al tempo stesso razionale e animale, questo modo di comprendere la parola «cultura», e
l’immaginario costituisce il perno, il cardine che di farne l’elogio, è segno di una gravissima mancan-
collega la nostra intelligenza e i nostri sensi. Quando za di cultura. Nei due casi, sentiamo queste parole
il Discorso sulla montagna è ripreso in un edificio di avendo perso l’immaginario al quale fanno riferi-
cemento, quando il Simposio è spiegato in teledidat- mento, e cioè un immaginario all’origine agricolo.
tica e valutato con un test a risposta multipla, quan- La parola «crisi» viene del verbo greco krino che si
do l’Etica Nicomachea è smerciata con le slide di incontra per la prima volta nell’Iliade (V, 500-502):
una presentazione Powerpoint, le parole sono forse «E come il vento sulle aie sacre solleva la pula,
le stesse, ma il senso è cambiato, perché la cornice, quando gli uomini vagliano il grano, e la bionda
la cassa di risonanza o ciò che chiamo la materia, è Demètra sotto la spinta dei venti separa (krine’)
cambiata. Lo scibile ha perso il suo sapore. I testi grano e pula, che biancheggia ammassata in un
hanno perso la loro struttura. Si insegue un discorso mucchio...».
senza essere mai entrati nella materia. Questi versi sono difficili da afferrare: io compro il
pane al supermercato che è ben lontano dalla vita

Sotto i termini, la terra


contadina. Appartengo a una generazione che non
ha visto mai qualcuno vagliare e che non sa molto
bene cosa sia la pula del grano né conosce l’azione
di separarla dal grano, una generazione che non ca-
pisce che cosa sia la «crisi» originaria.
Quanto alla cultura, il suo legame con l’agricoltura,
Così è anche per le due parole che sono il sottotitolo perso nel nostro immaginario, resta ancora imme-
di questo testo: «crisi» e «cultura». Per un moderno, diatamente udibile nella parola stessa. I media cul-
la parola «crisi» rimandava innanzitutto al campo turali ci informano del resto che è stato Cicerone,
della medicina: quel momento decisivo in una ma- nelle Tusculanae, ad aver trasferito questo termine
lattia che può portare al recupero della salute o a un dalla coltura della terra alla cultura dell’anima. La
aggravamento mortale (ed è allora una crisi fune- celebre citazione si trova in fondo a tutti i Google,
sta). Oggi questa parola fa pensare soprattutto alla Ask e Bing: «Cultura animi philosophia est» (Tusc.
crisi economico-finanziaria e, per gli analisti più II, 13). Ma, come sempre con i motori di ricerca e
profondi, a una crisi antropologica – con il proble- le enciclopedie, si tratta qui di una pesca e non di un
ma però che la crisi, invece di essere transitoria, ascolto, di un prelevamento, e non di una lettura
non accenna a terminare e ha perso il carattere di (notiamo incidentalmente che il termine lettura ri-
«giudizio» o di «discernimento» a cui rimandava la manda anch’esso a un’azione rustica, quella di co-
sua etimologia. Sui giornali si legge: «Siamo in una gliere un frutto su un albero o di scegliere le spighe
situazione di crisi» e si vuole dire semplicemente per legarle in un covone).
che va male in generale e che le strutture stesse del- Quando Cicerone definisce la filosofia come «cul-
la società vacillano. Il nostro immaginario si rap- tura dell’anima», è per rispondere a un’obiezione
presenta subito un crollo della borsa, un rialzo del del suo interlocutore. Secondo quest’ultimo, non si
prezzo della benzina, file di disoccupati davanti alle può fare l’elogio della filosofia, perché «i suoi più
agenzie per l’impiego, difficoltà a ottenere un cre- abili maestri non sono sempre persone oneste».
dito al consumo per il Natale... Grazie all’analogia agricola, Cicerone può rispon-
Per quanto riguarda la cultura, il termine farebbe dere in due modi. Da una parte, nella cultura non
subito pensare a un programma di musei, di teatri, basta seminare, bisogna disporre anche di una buo-
di cinema, di libri, di concerti, eventualmente di na terra, perché il grano migliore non può crescere
buoni vini. Essere colti consiste nell’aver letto i in un campo arido e questa è un’indicazione che si
grandi autori, visto i grandi film, ascoltate le grandi ritroverà nella parabola del seminatore. D’altra par-
musiche, apprezzati i grands crus, e poterne parlare te, filosofare non è riempirsi la testa, ma coltivare la
nelle migliori compagnie. La cultura è così ricon- propria anima affinché dia, come si dice di una buo-
dotta a un insieme di prodotti culturali preferibil- na terra che dà. Si tratta, infine, di un’operazione
mente disponibili per la massa, e cioè distribuiti nei immanente. A questo proposito, ciò che si chiama
supermercati e se possibile scaricabili da Internet. «il mondo della cultura» è il contrario della vera
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cultura, perché questa non si compie nell’accumulo con il primo comandamento, con la prima benedi-
di opere d’arte e di serate mondane, ma nel dispie- zione, quella che Adamo sente nel primo istante
gamento della natura umana, nella cura dell’anima, della sua creazione. È il comandamento che prece-
nella preoccupazione delle persone affinché cresca- de i dieci comandamenti. È la parola della Genesi
no e fruttifichino. (1, 28) con la quale Dio apre le orecchie dell’uomo:
Evidentemente, il moderno «mondo della cultura» «Fruttificate...».
si trova esattamente all’opposto di questa cura: è un Stranamente, l’ebraico dà come primo imperativo
immenso divertimento, una fuga davanti al duro la- all’uomo e alla donna di compiere un’operazione da
voro di coltivarsi; la cultura implica la necessità di albero. E non di un albero qualsiasi: di un albero da
rivoltare la terra del nostro spirito, strapparne le er- frutto, un albero che al giorno d’oggi cresce in un
bacce, sopprimere il legno morto, pulire, sfrondare frutteto e ogni anno necessita della potatura. Frutti-
e orientare i rami verso un migliore soleggiamento, ficare è principalmente un’operazione della natura,
tagliare implacabilmente i germogli da fiori nel gio- certo, ma un’operazione che fa appello anche alle
vane albero per privilegiare i germogli da legno, e cure della cultura. E si sa l’importanza di questo
tagliare i germogli da legno nel vecchio albero per verbo nel Vangelo. È il verbo del Verbo, per così di-
privilegiare i germogli da fiore. re, il verbo di Colui che è la Via, la Verità e la Vita,
la fruttificazione che riunisce in qualche modo que-

La prima parola soffocata


ste tre parole, implicando la via della linfa, la rive-
lazione del fiore e il dono del grappolo succoso.
Gesù non smette di ricordare che non basta seguirlo
né essere innestati in Lui: il discepolo deve anche
dare frutti. «In questo è glorificato il Padre mio: che
portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli»
Forse non si capisce dove io voglia andare a parare. (Gv 15, 8). Per parlare della gloria del Cielo, il Ver-
Queste considerazioni potrebbero sembrare insoli- bo adopera le parole della terra. Per dire la vita spi-
te, fuori dal tempo, incongrue, poco filosofiche. Ep- rituale, rimanda a una vita materiale, vegetale. Co-
pure, se crediamo a Cicerone, niente è più filosofico me se la nostra elevazione non potesse farsi senza
del riferirsi all’agricoltura. I grandi autori latini lo l’albero da frutto. Come se non ci fossero ali che
hanno fatto quasi tutti, Virgilio, certamente, ma an- per i contadini.
che Catone, Varrone, Columella, Palladio, Plinio... Perché? Perché sempre la vite, l’olivo, il fico, il
Tutti ci hanno lasciato un gran numero di trattati De campo di grano nei discorsi di Cristo? Invece del-
re rustica. Come se la Res rustica fosse un pream- l’albero non sarebbe possibile un’altra immagine?
bolo inevitabile alla Res publica. Catone il Vecchio, Forse questo privilegio è solo circostanziale, facen-
nella prefazione al suo De agricultura, fa questa os- do riferimento a un’epoca ormai passata? Non si
servazione significativa: «Quando i nostri antenati potrebbe sostituire al «Fruttificate e moltiplicate-
volevano lodare un buon cittadino, gli davano i ti- vi», un «Connettetevi e scaricate»? O perlomeno,
toli di buon agricoltore o di buon fattore: queste vantaggiosamente sostituire «Fruttificate», sostitui-
espressioni erano per loro il limite estremo della lo- re quest’imperativo oscuro con un imperativo tra-
de». La parola del Romano si staglia sempre sul sparente, «Fabbricate»: «Fabbricate, moltiplicate
fondo di latifundia. Egli sa che l’Eneide è preceduta gli articoli, riempite i negozi e sottomettete tutto al
dalle Georgiche. Egli sa che il più lirico dei poeti vostro ammirevole apparato produttivo»? Dopo tut-
comincia cantando «ciò che più pingui e floride le to, Gesù faceva il carpentiere, avrebbe potuto ado-
messi / Renda, e in quale stagion romper la terra, / perare il vocabolario dell’artigianato, della costru-
E a l’olmo giovi maritar la vite; / Qual cura aver de’ zione, della fabbricazione. Perché mai ha sempre
buoi, qual de la greggia / Debbasi, e quanta espe- preferito quello della coltura/cultura?3
rienza e arte / Chieggian l’api frugali»2. Perché sa che all’origine non sta scritto «Fabbrica-
Tutte cose che io non canterò mai. Tutte cose che te», ma «Fruttificate, moltiplicatevi, riempite la ter-
noi non canteremo più, se non come in un canto di ra e dominatela». Se si mette «fabbricate» al posto
lutto. di «fruttificate» il senso di questo dominio sulla ter-
Forse non si capisce ancora dove io voglia arrivare. ra si rovescia interamente. La dominazione attra-
Queste considerazioni potrebbero sembrare strane, verso la fabbricazione, la dominazione attuale, non
fuori luogo, inattuali, poco teologiche. In verità, è la dominazione attraverso la fruttificazione.
niente è più teologico del «considerare i gigli del Nella fruttificazione si domina la terra prima di tut-
campo». Niente è più teologale del «meditare sui to rispettando la terra, poiché è a partire da un’ope-
tralci che vengono tagliati perché non danno frutto razione della terra stessa che si esprime questo do-
e su quelli che vengono potati perché ne diano» (e minio. Nella fabbricazione, perlomeno nella fabbri-
così il potatore non risparmia nessuno). Ciò di cui cazione che non si basi su una fruttificazione, che
stiamo parlando è in rapporto con la prima parola, non conservi il primato dalla fruttificazione nel suo
327
immaginario, si domina la terra senza rispetto, poi- finché ci si potesse entrare, si sforzavano di dare
ché la materia terrestre non è più percepita nella sua l’illusione di aver conservato la loro taglia»5. La
fecondità propria, ma come un semplice materiale, miseria è descritta qui a partire da una perdita di
manipolabile secondo i nostri capricci, tanto più senso che è perdita della terra, perdita della propor-
manipolato, sfruttato, esaurito, scomposto e ricom- zione e perdita della materia. Una perdita che cul-
binato, quanto più sia per noi forte l’esigenza di mina in un «finto legno», vale a dire il legno rico-
stordirci e fuggire davanti all’esigenza di fruttifica- stituito, innanzitutto il legno lamellare, poi il com-
re, di coltivare noi stessi. pensato, poi l’agglomerato, poi la plastica con ve-
La crisi della crisi sta qui. L’incultura della cultura nature in finto-legno e infine lo sfondo dello scher-
sta qui. Non sentiamo più le parole nell’eco della mo digitale, quello sfondo che rappresenta una fo-
prima parola. Abbiamo perso l’immaginario del resta o un bel paesaggio con alberi e campi. Perché
suolo. Abbiamo perso il senso di quell’arboricoltura il proprio della società industriale e poi, a maggior
che deve sottendere tutte le attività umane. Perché a ragione, il proprio della società informatica, non è
partire dal paradigma dell’arboricoltura vediamo semplicemente di distruggere la natura, ma di rico-
che la tecnica consiste nell’accompagnare il dispie- stituirla, di fabbricare una pseudo-fruttificazione, di
gamento di una forma naturale data. Senza questo pianificare «spazi verdi», di inventare essenze
paradigma, vale a dire sostituendolo con il paradig- transgeniche e boschi illusori, più adatti alle condi-
ma dell’ingegneria, la tecnica non è più ciò che imi- zioni del produttivismo e dell’inquinamento. La
ta, accompagna e prolunga la natura, ma diventa ciò tecnica del contadino è assorbita oramai dalla tec-
che rompe con essa, ciò che la ricostruisce, la nologia dell’ingegnere. Il carpentiere di una volta, il
smonta e la rimonta, la ispeziona e la taglieggia in carpentiere che era Gesù, lavorava il legno pensan-
funzione dei nostri progetti babelici, dei nostri piani do alla fruttificazione. Traeva il mobile dal legno
faraonici, delle nostre macchinazioni tanto orgo- come si sarebbe tratto da esso un frutto meraviglio-
gliose quanto schiavizzanti4. so, e il mobile custodiva la memoria del primo co-
mandamento. Oggi la lavorazione del legno si fa

La grande scomparsa
pensando alla lavorazione industriale e all’informa-
tizzazione: il mobile non è un frutto meraviglioso, è
il risultato di un calcolo, nel migliore dei casi; un
mero prodotto funzionale, un ingranaggio in un di-
spositivo, nel caso peggiore; e sempre non è qual-
cosa che ci permette di abitare il mondo nel suo
In un recente libro di memorie, l’accademico Jean contesto, nella sua densità generosa.
Clair lascia intendere che questo cambiamento di

Il Verbo carpentiere
paradigma, questa perdita del riferimento contadino
a favore del riferimento ingegneristico, è l’avveni-
mento più importante del XX secolo: «Appartengo
a un popolo scomparso. Quando sono nato, esso co-
stituiva ancora circa il 60% della popolazione fran-
cese. Oggi, arriva al 2%. Bisognerà un giorno finire
per riconoscere che l’avvenimento più importante Il Verbo si è fatto carpentiere. Ecco un punto sul
del XX secolo non sarà stato l’avvento del proleta- quale non si insiste abbastanza. Il Verbo si è fatto
riato, ma la scomparsa della classe contadina. Sono carpentiere, non si è fatto filosofo né dottore della
loro, i contadini, i miei genitori che meriterebbero il legge. Non si è fatto neanche vasaio né scalpellino.
bel nome di “popolo originario” che la sociologia Perché, tuttavia, non si è fatto vignaiolo, o perlome-
applica a improbabili tribù. Nello stesso momento no pastore, oppure pescatore come alcuni dei suoi
in cui i primi monaci [bisogna sottolineare questa apostoli? Perché carpentiere, precisamente? Forse
unione del contadino e del monaco consacrata dal per l’ironia della Croce: essere inchiodato su quel
motto benedettino: ora e labora], sono loro ad aver legno che aveva inchiodato poco prima, essere tra-
dissodato, estirpato, creato un paesaggio, sono loro vagliato dal legno che aveva lavorato poco prima?
che gli hanno dato il nome di couture e cioè “cultu- Pare piuttosto che sia perché si tratta di un mestiere
ra”, una parola che neanche i greci avevano inven- mediano, di un mestiere cruciale, all’incrocio tra
tato: un modo di abitare il mondo non selvaggio...». l’arboricoltura e l’artigianato.
Rievocando l’esodo rurale, lo scrittore lo paragona L’opera del carpentiere si trova su questa cerniera:
a un esilio e a una diminuzione: «La vera miseria, tra la foresta e le case, tra il tronco e i tetti. Questa
questi emigrati delle origini la scoprirono in città, situazione viene dal fatto che opera sulla materia
alla ricerca di un lavoro, nelle ridotte nelle quali per eccellenza, quella che porta in sé la chiamata al-
avrebbero trovato rifugio, dove si sbatteva contro i la fruttificazione. La parola bois, in francese, desi-
muri e i cui i mobili di finto legno, rimpiccioliti af- gna al tempo stesso un insieme di alberi viventi, il
328
bosco, e il materiale ricavato da questi alberi, il le- la buona resistenza e dunque la buona stagionatura,
gno. In greco, materia si dice hyle, e anche questa bisogna ordinarlo almeno due anni prima: nessun
parola rimanda al legno. In latino, materia designa business-plan, con la sua logica di «flussi tesi», può
ancora il legno come materiale, ma nel suo potere ammettere un tale ritardo. Ancor di più: il buon le-
stesso di generare germogli, di far crescere dei ra- gno chiede all’investitore di accordarsi al ritmo del
mi, in un potere materno, poiché è la stessa radice germoglio, di passare dalla scala del secondo, che è
che risuona in mater, la madre, e materia, la mate- quella di una transazione finanziaria su Internet, al-
ria. Attraverso questa maternità della materia legno- la scala del secolo, che è quella dell’elevazione di
sa, il carpentiere, il falegname, l’ebanista sono invi- un fusto verso il sole8.
tati a essere padri e non semplicemente periti, a pro- Si capisce perché il moderno preferisce il metallo o
cedere generando e non semplicemente costruendo. il cemento o la plastica, i materiali liquidi, rimodel-
Lo scivolamento da materia come legno a materia labili, sottomessi solamente alle costrizioni generali
come materia in generale lascia intendere che per della pesantezza: «La materia antica si tagliava co-
gli antichi il legno è la materia per eccellenza, il so- m’era venuta naturalmente al mondo, mentre la fu-
strato, la causa materiale. Questa materia non è la sibile materia moderna, duttile, malleabile, agile,
materia dei moderni, informe, malleabile e piegabi- docile, intercambiabile, che va e che viene, si versa,
le a piacimento, puro effetto senza causalità pro- si cola, e dunque cola una volta per essere, una vol-
pria. Ha la sua parola da dire. Conserva il ricordo ta per essere adoperata, passa almeno una volta at-
del primo comandamento. traverso il passaggio di essere liquida, o pastosa, o
fangosa, o terrosa, colloide, una ganga, una fusione,

La materia secondo Péguy


una bollitura, un latticino, una colata che si modella
[...]. La materia vecchia, la materia antica aveva i
mezzi per esigere il rispetto, e non se ne privava,
non se lo faceva mancare; la materia moderna, al
contrario, non ne ha i mezzi, né il gusto, né l’inten-
zione». Non sono il metallo o il cemento a essere
Charles Péguy ha percepito molto bene questa op- colpevoli, ma quella preferenza sospetta che gli si
posizione tra materia antica e materia moderna. accorda, e che tradisce la nostra mancanza di rispet-
Nella sua Seconda Elegia XXX, testo postumo, co- to, un modo di trattare la materia che ha perso ogni
mincia con il lodare i «mestieri del legno»6, mestie- riferimento all’albero e alla fruttificazione (anche
ri dove l’operaio «sente attraverso il suo attrezzo», se fonde, martella e forgia, il fabbro di una volta
e può mettersi dunque all’ascolto del materiale, en- conserva nello spirito l’immaginario del legno).
trare in risonanza con esso. Perché il legno, né trop- E così la materia moderna si piega a tutti i nostri ca-
po duro né troppo tenero, possiede il giusto equili- pricci; ma la sua sottomissione è anche la nostra
brio, la giusta determinazione che lo rende special- disfatta, perché ci priva del contatto con un mondo
mente adatto all’operazione umana: «Durezza giu- consistente. Oramai conta solo «l’istituzione mole-
sto abbastanza dura per fare dei solidi, per ottenere colare». Le forme vive sono sparite, non c’è più che
immediatamente e direttamente dei piani, degli spi- una materia inerte, uno spazio atomizzato, mecca-
goli, degli angoli, delle sagomature, dei solidi, sen- nicizzato, molecole o elementi che si tratta di ri-
za dover consolidare, martellare, laminare, rifonde- combinare facendo certo appello alla nostra creati-
re, lavorare, riprendere, rifare la costituzione inti- vità, ma poi succede che la nostra creatività si acca-
ma, la struttura interiore, l’istituzione molecolare, scia, crolla, diventa essa stessa inconsistente, per-
senza dover rifare... E giusto abbastanza tenera per ché, staccato delle forme screziate della natura, il
permettere l’operazione, per ammettere direttamen- nostro immaginario si è prosciugato. Quando ci si
te e immediatamente l’attrezzo, senza dover nean- crede il creatore assoluto, si riesce solamente a non
che martellare, forgiare, costringere»7. avere più ispirazione. Quando si perde lo spirito
Questa disponibilità non è tuttavia servile. Nello della materia, si perde anche lo spirito dello spirito.
stesso momento in cui si consegna all’attrezzo, il le-

Dal frutto del seno


gno fa valere le sue esigenze. Esige le nostre precau-
zioni, la nostra delicatezza, perché non si può cor-
reggere un colpo di scalpello sbagliato, «un gesto
maldestro su questa materia non si recupera mai»: al prodotto di sintesi
«Nel commercio tra l’uomo e il legno un’ingiuria
non si dimentica per l’eternità. È il caso di dire che
qui tutte le ingiurie sono letteralmente incise». Si può comprendere adesso per quale ragione la
Ma c’è ancora questo: il legno non si piega al tempo maggior parte dei mali propri del nostro tempo pro-
corto del produttivismo e dell’efficienza tecnologi- vengano da questa perdita dello «spirito della mate-
ca. Per avere del buon legno, di buona sezione, con ria». Parlo precisamente dei mali propri del nostro
329
tempo. Ritrovare lo spirito della materia non ci libe- crisi spirituale: ci si smarrisce ora in un materiali-
rerebbe da ogni male: i vecchi mali ci sarebbero smo fisico-atomico, ora in uno spiritualismo etereo,
sempre, la crudeltà, l’odio, il disprezzo. Ritrovare perché avendo perso lo spirito della materia noi non
lo spirito della materia ci libererebbe solamente da sappiamo più accostarci alla storia della Salvezza e
quel male molto contemporaneo che non ha biso- al mistero dell’Incarnazione.
gno di crudeltà né di malignità per spargersi, che si La mia tesi è abbastanza semplice, in fondo: per
sparge anche per mezzo dell’etica, che prolifera uscire dalle parole vuote (langue de bois) bisogna
grazie alla morale, che persegue le sue devastazioni ritrovare la lingua del legno (langue du bois), il ver-
con la rivendicazione della giustizia. Perché qui il bo della vite, la grammatica della fruttificazione. Di
problema non è innanzitutto morale, ma fisico: cor- fatto, se non ritroviamo il senso della materia, se
risponde alla nostra visione della natura, della ma- non reintegriamo più l’immaginario della vite e dei
teria, da questo dato anteriore ai nostri progetti e al- tralci e del grappolo e del torchio, come potremo
le nostre scelte. Se la nostra visione è falsata, il più sentirci in risonanza concreta con la parola di Cristo
grande zelo morale potrà solamente farci correre in Gv 15, 1: «Io sono la vite vera e il Padre mio è
verso la catastrofe. Ora la visione che domina oggi, l’agricoltore (Ego sum vitis vera et Pater meus
di fronte al dato della natura, non è quella del do- agricola est)»?
num, ma quella dei data. Il dato della natura è ridot- Fabrice Hadjadj
to a elementi che possiamo provare a ricostruire a Traduzione di Ugo Moschella
nostro piacimento. È il regno del kit e del Meccano.
Non mettiamo solamente il carro davanti ai buoi.
La materia è decomposta in atomi, il vivente è de- 1 «Tante le guerre del mondo, altrettanti i tipi di delitto; nessun
composto in geni, l’intelligenza è decomposta in degno onore all’aratro: i campi abbandonati dai contadini con-
neuroni, la società è decomposta in individui, essi dotti via [per il servizio militare] e le ricurve falci riforgiate in
stessi decomposti in una somma di funzioni la cui dritte spade» (ndr).
comunicazione è decomposta in bit. A partire da 2 Sono i primi versi delle Georgiche di Virgilio.

questo, la morale stessa si altera in valori negozia-


3 Si tenga sempre presente il rinvio reciproco tra «cultura» e

«coltura» sottinteso anche quando compare uno solo dei due ter-
bili. E tale morale ci invita a ricomporre tutto in me- mini (ndr).
glio, a fare un uomo nuovo e migliorato, non attra- 4 Filone di Alessandria in De agricultura, 1-7 distingue già la

verso la fruttificazione, ma attraverso la fabbrica- «coltura» (georgia) dal semplice «lavoro della terra» (ges erga-
zione, non come frutto delle viscere, ma come pro- sia). Commentando in quattro trattati una sola frase della Gene-
dotto di sintesi, perché, non appena nella nostra vi- si (9, 20-22): «Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a pian-
tare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque sco-
sione gli elementi prevalgono sulla forma naturale, perto all’interno della sua tenda», comincia con il costatare il
non possiamo generare più nient’altro che il sinteti- mestiere che viene appena dopo il diluvio: «Noè il giusto appare
co a partire da un nuovo assemblaggio di quegli come coltivatore». Nel seguito, oppone il coltivatore al lavora-
stessi elementi. tore della terra rimarcando due differenze: 1) il lavoratore della
Questo è il principio del liberismo e allo stesso tem- terra non possiede la vera arte della coltura, e cioè una tecnica
capace di organizzare lo spazio a un essere affinché possa dare
po del totalitarismo: l’uomo non appare più come il suo frutto in abbondanza; 2) egli non lavora per il campo agri-
figlio in una genealogia, ma come un individuo, un colo, nella gioia della sua fioritura e dei suoi raccolti, ma per ot-
elemento in una comunità costruita da una teoria o tenere uno stipendio. Si tratta innanzitutto di monetizzazione e
da un contratto, dallo Stato o dal Mercato. Tale è il non di fruttificazione.
5 J. Clair, Les derniers jours, Gallimard, Paris 2013, pp. 135-
principio delle teorie del gender: non si tratta di far 137.
fruttificare il dato sessuale, il sesso è soltanto XX o 6 Il genitivo dev’essere qui inteso in senso soggettivo e non og-
XY, e questi simboli non vogliono dire niente e gli gettivo: questi mestieri non sembrano tanto imporsi al legno, ma
si può far dire qualsiasi cosa, li si deve orientare o nascere a partire da esso. Péguy precisa, del resto, che ama tutti
rifondere secondo le norme o le tendenze del mo- questi mestieri per «ragioni personali di razza, di nascita, di in-
fanzia e degli anni di apprendistato». Si tratta proprio di una
mento. Questo è il principio della crisi economica: fruttificazione, di una preferenza legata alla «razza», non nel
lo scopo è la crescita illimitata del PIL, della fabbri- senso moderno, biologico, razzista, ma nel senso di uno sboc-
cazione, e non la crescita in vista della maturità e ciare a partire dalle radici: «Non adopero a caso questo parago-
della fruttificazione delle persone, a tal punto che la ne [...] dell’umanità e della vegetazione – organica, storica – di
parola stessa economia ha perso il suo senso vege- un albero, e generalmente dei vegetali arborescenti». Cfr Ch.
Péguy, Seconda Elegia XXX [1908], in Ch. Péguy, Deuxième
tativo, al tempo stesso sessuale e agrario, giacché élégie XXX [1908], in Œuvres complètes en prose, II, Bibliothè-
per gli antichi essa rimandava al governo della fa- que de la Pléiade, Gallimard, Paris 1988, p. 942.
miglia (oikos) e alla gestione del campo agricolo 7 Ivi, pp. 945-946.

che a essa era legato. Questo è il principio della cul- 8 Cicerone in Tusculanae, I 14, insiste già su questa scala seco-

tura di morte: è una mancanza di cultura che si na- lare imposta dall’arboricoltura, e che è l’intervallo necessario a
ogni cultura autentica. Evoca «quell’ardore con il quale gli uo-
sconde sotto la moltiplicazione dei prodotti cultura- mini lavorano per un avvenire che sarà solamente dopo la loro
li, fondata sul modello dell’ingegneria, e non su morte: “Piantiamo alberi che saranno cresciuti solamente in un
quello dell’agricoltura. Questo è il principio della altro secolo” dice Cecilio nei Synephebi».
330
«OPPORTUNE ET IMPORTUNE» di mons. Luigi Negri

Se l’agenda della Chiesa


è dettata dal mondo
In questi ultimi tempi, purtroppo, siamo di fronte centralità di Cristo, dimenticarsi che Egli solo è
all’immagine di una Chiesa perennemente in ritar- il fondamento della nostra fede e della nostra
do con le esigenze dei tempi, un’immagine della speranza. San Giovanni Paolo II disse una vol-
Chiesa tutta preoccupata di intervenire su tutti i ta:«Era necessario che l’eroico diventasse quoti-
problemi della mentalità mondana, cercando di diano, perché il quotidiano potesse diventare
trovare un piccolo posto, una soluzione diversa. eroico». Siamo la Chiesa del Signore Gesù Cri-
La Chiesa ha cercato di marciare rigorosamente sto, siamo i cristiani chiamati a essere testimoni
negli àmbiti fissati dalla mentalità dominante e dell’Eterno che si è calato nel tempo e dà quindi
perciò si sta esaurendo: letteralmente è così; nel alla nostra vita quotidiana le dimensioni dell’as-
tentativo di rincorrere i problemi che la mentalità soluto; non perché cerchiamo di esaltarci in essa
mondana propone, per mostrare che è capace di o perché cerchiamo di esaltare le nostre conqui-
rispondere a questi problemi. Siamo grati a papa ste – della scienza, della tecnica, della politica,
Benedetto XVI che, nella sua presenza attenta, della psicologia – non abbiamo bisogno di asso-
discreta ma vigilante, accompagna e conforta il lutizzare nulla, perché l’assoluto è con noi. È la
nostro cammino: nella sua persona, nei suoi in- radice del nostro cuore e della nostra vita.
terventi, Benedetto XVI non cessa di ricordarci In Lui la nostra esistenza, che è l’esistenza di tut-
che la Chiesa ha un’identità irriducibile al mon- ti gli uomini, fatta di mangiare, di bere di dormi-
do; identità che scaturisce dal mistero di Cristo re, di soffrire, di lavorare e di gioire; è fatta di vi-
morto e risorto e si configura nel popolo del Si- cende quotidiane che non si perdono nell’àmbito
gnore, nel popolo che riconosce il Signore pre- ristretto e ottuso delle misure e degli interessi
sente nella realtà sociale della Chiesa che in que- umani, ma vive di quella suprema dilatazione di
sta realtà Lo incontra continuamente. partecipare effettivamente, fin da oggi, all’inizio
Se la Chiesa dimentica di essere mistero di Cristo della trasformazione del mondo, già avvenuta
presente, custodito seguito, amato e comunicato definitivamente in Gesù Cristo morto e risorto.
agli uomini, la Chiesa perde la sua identità: non Noi scongiuriamo il Signore ogni giorno: soprat-
perde la sua identità perché non sa rispondere ai tutto scongiuriamo la Madre della Chiesa, Maria,
problemi mondani – quello non è il suo compito – che le impedisca di perdersi nei meandri dell’an-
perde la sua identità se dimentica, se fa passare in tico male, non perdersi nei meandri dell’antico
secondo piano quella radice misteriosa di Cristo errore, pensando di avere un’infinità di problemi
presente, che è presente, dal Quale viene chiarez- mondani da risolvere.
za di giudizio, energia di carità, indomabile volon- Il problema che la Chiesa deve risolvere, in cui
tà di testimoniarLo ogni giorno, in ogni momento, solo risiede la sua identità e la fedeltà a Cristo,
fino agli estremi confini del mondo. è la volontà di annunciarLo (oggi come 2000
La crisi della Chiesa è una crisi di fede per il peri- anni fa) come l’unica possibilità di salvezza; la
colo della riduzione della Chiesa stessa ad agenzia Chiesa ha bisogno di respirare a pieni polmoni
di iniziative di carattere solidaristico, ad agenzia la saggezza della sua Tradizione, ha bisogno di
di interessamento soltanto ad alcuni aspetti della rivivere quell’assoluta tranquillità che nasce
vita sociale, non all’integralità del popolo. dalla Fede, quell’energia indomabile che spa-
La Chiesa vive il suo mistero se si abbandona a lanca la vita a ogni situazione e a ogni circo-
Cristo e sente che il suo cuore vibra per ogni uo- stanza. Quell’ impeto che ci fa adorare nel mi-
mo che viene in questo mondo, senza riduzioni, stero degli uomini che ci vivono accanto l’unico
senza limitazioni, senza esclusioni, ma anche e definitivo mistero del Signore Gesù Cristo. Il
senza esaltazioni . Cristiano è colui che per grazia cammina ogni
La Chiesa sa che ci sono i poveri, ma sa anche giorno nella verità che ha ricevuto da Dio e che
che il Signore ha detto «i poveri li avrete sempre lo impegna a essere testimone di questa novità
con voi, non sempre avrete me»; la Chiesa deve di fronte a tutti gli uomini di ogni tempo e,
sapere che il suo delitto è di dimenticarsi della quindi, anche di questo tempo.
331
Paola
Binetti Ripartire
da Verona
Il Congresso
di Verona/1
con Amore
(C.C.) Si è svolto a Verona, dal 29 al 31 marzo scorsi, il XIII Congresso Mon-
diale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF). Vi hanno partecipato
anche tre ministri del governo italiano: il vicepremier Matteo Salvini; il mini-
stro per la Famiglia, Lorenzo Fontana; il ministro dell’Istruzione Marco Bus-
setti. Il premier Giuseppe Conte ha fatto togliere il patrocinio della Presiden-
za del Consiglio, e l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, ha dichiarato che «a Ve-
rona la madre non è considerata una donna». La sen. Paola Binetti (UDC), in
queste pagine, lamenta che a Verona sia stata fatta una sorta di punto zero,
quasi che in precedenza nessuno, anche a livello politico, si sia occupato del
diritto alla vita e del problema Famiglie. Sembra che gli organizzatori abbiano
perorato per l’impegno nel sociale, come i primi cristiani: osservo però che i
primi cristiani hanno impiegato almeno quattro secoli per cambiare lo spirito

T
del loro tempo, riuscendoci solo in parte. Anche durante il Risorgimento mas-
sonico i cattolici si sono impegnati nel sociale con le scuole, l’assistenza, le
Casse rurali. Ma c’è voluto Luigi Sturzo per una svolta politica decisiva. Le
leggi pro-vita si fanno in Parlamento, e in Parlamento contano i numeri. Il sag-
gista Matteo Veronesi svolge suggestive considerazioni sul merito dei temi
trattati a Verona. Nella foto, da sinistra: il presidente di Pro Vita, Toni Brandi,
il senatore della Lega, Simone Pillon, il presidente del World Congress of Fa-
milies (WCF) Brian Brown, Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato Difen-
diamo i Nostri Figli e Jacopo Coghe, presidente di Generazione Famiglia.

ra polemiche, manifestazioni e contro- di due diversi schieramenti politici, sociali e cultu-


manifestazioni, nei giorni del Congresso rali, perfino religiosi ed ecclesiali.
di Verona ogni giorno abbiamo contemplato due Congresso e contro-congresso sulla Famiglia, per la
scenari completamente diversi, drammaticamente distanza siderale che separava i due eventi, sembra-
incapaci di dialogo e di reciproca comprensione. va che fossero a 5000 km di distanza, mentre invece
Entrambi inclini al fraintendimento e alla manipo- stavano a 500 metri l’uno dall’altra. Ma la vicinan-
lazione dei linguaggi; con un’alternanza di azione- za fisica sottolineava ed esasperava ancor più la di-
reazione che prendeva spunto dai gesti e dalle tesi stanza ideologica. Ideali e valori, convinzioni e teo-
dell’altro per aggredire quello che a tutti gli effetti rie, analisi politiche e immagini della realtà, hanno
appariva come l’avversario da battere. Il tutto rac- contribuito a elaborare delle proposte surreali, da
contato sulle prime pagine della stampa, nei tele- cui emergevano con chiarezza ideologie distinte e
giornali e nei talk show, ma soprattutto mandato in inconciliabili, proprio perché entrambe spinte al-
diretta in tutte le ore del giorno attraverso i social l’eccesso. Ignorando volutamente qualsiasi even-
network spuntati come funghi per l’occasione. tuale punto di contatto, i due contendenti si sono
Sempre con accenti di conflittualità crescente, in un soffermati sempre e solo sulle reciproche divergen-
clima di esasperazione in cui non si intravvedeva ze strutturali, rendendo improbabile essere d’accor-
nessuno spazio per possibili mediazioni e quindi do con gli uni o con gli altri. Come ha ben sintetiz-
per ipotetiche e auspicabili linee di sintesi. Sembra- zato il cardinal Parolin parlando alla stampa che gli
va che si fossero date appuntamento le ali estreme chiedeva un giudizio sul Convegno di Verona:
332
(C.C.) La famigia è una sola, quella formata da un marito e una moglie, legati da un patto socialmente riconosciuto,
e dai figli. Se si parla di famiglia «naturale» o «tradizionale» si intende una tradizione basata sulla natura. Nonostante
l’allergia redazionale per le maiuscole, qui scriveremo Famiglia in maiuscolo, per evitare l’aggettivazione.
«Credo che siamo d’accordo sulla sostanza», ma urgente bisogno di essere sostenuta, curata, trattata
con «qualche differenza sulle modalità». Esatta- come un bene prezioso per garantire maggiore co-
mente quanto ha rilanciato Papa Francesco, rispon- esione a tutta la società. Per abbassarne i toni aspri e
dendo ad alcuni giornalisti. aggressivi, per ricreare una cultura della fiducia re-
ciproca e del dono di sé, impossibile da realizzare

Un simbolo
senza la riscoperta del perdono reciproco. Di fatto,

della crisi
se la Famiglia soffre per le sue lacerazioni interne,
se i paradigmi che la descrivono sono così lontani
tra loro, non può destare stupore che l’intera società
sia, e appaia, visibilmente divisa, percorsa da una
Verona con il suo Congresso è diventata simbolo forte corrente di diffidenza, attraversata da un’ag-
della crisi che oggi attraversa la Famiglia, delle sue gressività che non di rado culmina negli episodi di
divisioni e delle sue fragilità; delle sue contrapposi- violenza a cui la cronaca ci sta tristemente abituan-
zioni e delle sue aspirazioni. Una Famiglia in cui i do. Vale quindi la pena ragionare su che cosa sia
giovani si sposano sempre più tardi e spesso lo fan- mancato a Verona, a cominciare dalla fase iniziale,
no solo civilmente, dopo lunghe e diverse conviven- quella della programmazione, partendo dalla rete dei
ze. Le statistiche dicono chiaramente che i matrimo- relatori e dalle dinamiche organizzative predisposte.
ni diminuiscono e le separazioni aumentano; che na-

La mancata
scono pochi, pochissimi bambini; dove si respira
una solitudine profonda, soprattutto dalla parte degli
anziani. Una Famiglia in cui i modelli genitoriali
possono essere stravolti; i ruoli invertiti o appiattiti
trasversalità
l’uno sull’altro; Famiglie in cui l’ideologia gender
ha seminato false soluzioni per problemi reali e di Tra i delusi di Verona ci sono anche molti parla-
difficile soluzione. Famiglie in cui si parla tanto di mentari che afferiscono all’area del Centro, inteso
Amore, con un’improbabile A maiuscola, proprio non solo e non tanto come soggetto politico, quanto
perché si fatica a farne esperienza nella vita quoti- piuttosto come realtà culturale, presentissima nel
diana; si sperimenta un indifferibile bisogno di af- nostro Paese. La centralità della Famiglia è nel DNA
fermazione personale e si confonde il desiderio con della cultura italiana, con le sue luci e le sue ombre,
il diritto, troppo spesso in chiave autoreferenziale. per la sua tipica struttura intergenerazionale che le
In definitiva, una Famiglia con le sue ferite, vecchie conferisce un carattere solidale e fortemente inclu-
e nuove, da cui emerge però con forza la voglia di sivo. Ma anche per quella consapevolezza tutta ita-
una ricostruzione più matura, con legami più solidi, liana dei propri limiti, che consente di assorbire un
ben consapevole delle difficoltà già sperimentate e discreto livello di errori e di contraddizioni, meta-
di quelle che potrebbero sopraggiungere. È la Fami- bolizzandoli senza mettere in discussione l’identità
glia del terzo millennio, figlia del suo tempo, che ha stessa della Famiglia. La Famiglia italiana, lungi
333
dall’essere perfetta, è sufficientemente solida da po- tutela della Famiglia. Questa volta è saltato quell’e-
ter ammortizzare buona parte dei problemi a cui le lemento coesivo che permetteva di andare oltre le
nuove Famiglie vanno incontro, accettando convi- differenze per riconoscersi in una comune radice: tu-
venze dei figli, nipotini non battezzati, qualche di- telare la centralità della Famiglia nelle scelte politi-
vorzio e le pesanti conseguenze di una crisi econo- che demandate a governi sostenuti anche da partiti
mica perdurante. È una Famiglia che percepisce in con diversa ispirazione politica, purché accumunati
modo realistico le difficoltà che si sperimentano nel dalla convinzione che dalla Famiglia si deve partire
nostro tempo, ma ciò nonostante non rinuncia a de- e alla Famiglia è sempre necessario tornare. Da que-
siderare, a volte perfino con nostalgia, un matrimo- ste convinzioni sono nate negli anni proposte come il
nio che duri per sempre, figli e nipoti sufficiente- Bonus Bebé, la promozione degli asili nido, la legge
mente numerosi, un lavoro professionale brillante e 104 per farsi carico delle persone disabili, la legge
ricco di soddisfazioni. E le donne, madri e profes- sul dopo di noi, le facilitazioni per l’acquisto della
sioniste di questo modello di Famiglia, vecchio e prima casa ecc. A Verona questa collaborazione, nata
nuovo, non si accontentano di una cosa senza l’al- da valori comuni e culminata in fatti concreti, è ve-
tra. Vogliono tutto: metter su Famiglia e continuare nuta meno. Quando il cardinale Parolin, parlando del
a lavorare. È questo ciò che hanno chiesto in questi Convegno di Verona, ha detto: «Ne condivido la so-
ultimi anni ai diversi governi. Lavoro e politiche fi- stanza, ma non i modi», lasciando trapelare il dispia-
scali a misura di Famiglia; una rete di servizi ade- cere per l’occasione perduta, sono emerse tutte le
guata, che vada dai nidi all’assistenza domiciliare, conseguenze della mancanza di un Centro, culturale,
includendo disabilità e cronicità; senza escludere prima ancora che politico, come luogo indispensabi-
trasporti accessibili e, per le nuove Famiglie, una le di incontro, punto al tempo stesso unificante ed
casa tutta per loro. Alla difesa della Famiglia è an- equilibrante. A Verona si è sentito un vento fortemen-
che strettamente legato il tema della libertà educati- te divisivo che preoccupa e richiede nuove misure
va dei genitori, come primi e principali educatori, per tentare una riconciliazione che consenta di sup-
per salvaguardare la diversità delle scelte nel rispet- portare tanti nuclei famigliari, sempre più fragili. Ur-
to dei propri profili culturali. gono anche misure capaci di riattivare politiche de-
Ma la normalità di queste richieste, presenti nel- mografiche efficaci, che vincano il pessimismo e in-
l’immaginario collettivo di tutte le Famiglie italiane nestino nella nostra società una vera e propria volon-
(comprese le donne, che fossero a Verona o che fos- tà di rinnovamento negli stili di vita e nelle politiche
sero rimaste a casa loro), è stata rimossa da quel po- per il lavoro.
tenziale terreno di incontro e di scambio che si sa-
rebbe potuto creare tra tutti, compresi i diversi par-
Il paradosso
del feto di plastica
titi interessati. Ma le parole chiave, annunciate con
grande enfasi prima dell’inizio del Congresso nei
vari Social, in TV, nelle interviste dei protagonisti
sui principali giornali, avevano tutt’altro sapore. La
loro cifra non era certo la moderazione e fin dall’i- Una considerazione a parte meritano alcuni dei sim-
nizio è apparso chiaro che la partita si giocava tra boli scelti dalle due controparti. Essere o non esse-
Lega, in maggioranza, e Fratelli d’Italia, decisa- re: Pro Life e Pro Choice, da sempre questo è il pro-
mente minoritari, con il supporto di alcuni gruppi blema. La 194 non si tocca, e Salvini lo ha ribadito
come Forze nuove: ossia partiti polemici per voca- con chiarezza e con energia, anche se non è riuscito
zione, con interlocutori graffianti per stile persona- a rassicurare i cortei antagonisti che hanno sfilato a
le. Dei moderati neppure l’ombra, del Centro nep- Verona, con i loro simboli e i loro slogan. Ogni
pure l’ombra. schieramento con i suoi, parte di un rituale che or-
Eppure gli organizzatori erano stati ripetutamente mai si consuma da oltre quarant’anni e lascia abba-
sollecitati proprio su questo fronte, con una racco- stanza indifferenti per la naturale assuefazione a
mandazione accorata: non escludete quell’Italia certe grida, che con il tempo sono diventate solo
moderata, discreta e operativa, che tenta giorno per stucchevoli ripetizioni. Quest’anno, però, due sono
giorno di mantenere viva la Famiglia, senza il ricor- state le novità: da un lato, i feti in pura plastica, av-
so alla piazza, se non in casi estremi. E per questo volti in cellophane e accompagnati dalla data del
non escludete i politici che da sempre rappresenta- presunto concepimento: dieci settimane. Davvero
no questo modello e questo paradigma, senza aver brutti, di pessimo gusto. C’è sempre un’estetica del-
paura di mostrare anche le proprie personali con- la comunicazione che qui è grossolanamente venuta
traddizioni. Ma il silenzio è stato assordante. meno. Un autogol sgradevole, con effetti micidiali
Il Convegno di Verona ha generato profondo disagio sotto il profilo comunicativo. La contromanifesta-
nella rete trasversale di tutti quei parlamentari che in zione femminista invece ha investito in modo mas-
questi ultimi dieci anni si sono riconosciuti nelle lot- siccio sull’utero in affitto, come segno di libertà e
te, sempre condivise, chiunque fosse al governo, a diritto alla genitorialità. Ancora una volta la disputa
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è stata tra Pro Life e Pro Choice, tra diritto alla vita
del concepito, troppo piccolo per potersi esprimere,
Le riforme
necessarie
e diritto all’autodeterminazione individuale. Ma se
nella 194 il diritto individuale spingeva la donna fi-
no all’aborto, negando al feto il più elementare dei
diritti, quello alla vita, nella richiesta di legittima-
zione dell’utero in affitto il concepito viene ricono- Si può e si deve dire di no all’utero in affitto, co-
sciuto come soggetto trasferibile, suo malgrado, da munque lo si voglia chiamare, ma non può accadere
un utero all’altro, con tutta la sua specificità di «fi- che sia più facile portare avanti una gestazione per
glio», desiderato e conteso. Al centro di un crocevia altri, che mettere al mondo un figlio o adottare un
in cui le figure genitoriali si moltiplicano senza che bambino già nato. Vorremmo che il ministro Fonta-
sia facile stabilire che sia più genitore dell’altro. Ed na, tornando da Verona, si concentrasse su un pac-
è proprio da questa schizofrenia esistenziale che chetto di misure a favore della Famiglia e su una
trae la sua forza comunicativa anche il feto di pla- nuova legge che, da un lato, attui politiche demo-
stica scelto dagli organizzatori del Congresso. È grafiche più efficaci e, dall’altro, renda le adozioni
proprio lui il soggetto che viene trasferito da un ute- più accessibili. Io stessa, con il gruppo di Forza Ita-
ro all’altro! È lui che in alcuni casi viene abortito, lia-UDC, i famosi moderati di Centro, di cui il Paese
mentre in altri è curato e coccolato perché metta ra- non può assolutamente fare a meno, se si vuole an-
dici nell’utero di un’altra donna. Nella gestazione dare oltre il deplorevole spaccato emerso a Verona,
per altri, la GPA, formula più accattivante che non con tutti contro tutti, ho appena presentato un Nuo-
quella di utero affittato a un’altra donna con eviden- vo Codice per la Famiglia con una serie di misure
te scopo di lucro, il feto almeno durante la gestazio- concrete che coprono la molteplicità dei bisogni
ne ha un destino ben diverso da quello del feto delle Famiglie. Calendarizzare questa legge, inte-
abortito. Ma è il dopo che preoccupa: il suo diritto grarla con quella delle adozioni, sono passi concreti
ad avere una Famiglia con un padre e una madre, che le Famiglie italiane attendono da mesi e da an-
possibilmente con dei fratelli... In quello stesso ni. Ripartire da Verona, andando oltre, significa re-
principio di autodeterminazione così forte, che ha stituire alla Famiglia la sua dignità, senza ignorarne
trasformato un desiderio in un diritto, ci sono tutte la fragilità, ma schierandosi al suo fianco con tutte
le insidie di una paternità e di una maternità a ri- le cure necessarie.
schio, possessive ed egocentriche. Paola Binetti

Matteo
Veronesi «Non fermare
un cuore
che batte»
C
Il Congresso
di Verona/2

hi pensava o sperava che il Congresso Ha trovato conferma, fra l’altro, con riferimento al-
mondiale delle Famiglie ospitato a Ve- l’Ungheria, un dato del resto abbastanza ovvio, ossia
rona si risolvesse in una sinistra adunata di biechi e che agevolazioni economiche per la Famiglia e la ma-
minacciosi reazionari si è dovuto ricredere. Si sono ternità fanno aumentare i matrimoni e diminuire gli
susseguiti sul palco distinti esponenti di vari gover- aborti. Dato il famigerato governo Orbán, qualcuno
ni e varie organizzazioni internazionali, che hanno potrebbe ascrivere ciò a una politica demografica di
esposto, in un inglese impeccabile e fluido, argo- stampo «fascista» (qualunque cosa ciò significhi).
mentazioni placide e ben documentate. Ma non credo che un popolo, per essere liberale o de-
335
mocratico, debba desiderare la propria estinzione. di Marx per cui il capitale trasforma la dignità uma-
Così com’è ovvio, oltre che confermato dalle stati- na in merce di scambio)» – come non pensare, oggi,
stiche, che la disgregazione della Famiglia (altro alla pratica dell’«utero in affitto», becera e brutale
punto sottolineato nel Congresso) non può che ave- come questa sua corrente definizione.
re, in genere, impatti non positivi sull’equilibrio e Certo non va idealizzata la Famiglia tradizionale/na-
sulla felicità dei figli. turale. Spesso era un inferno: un nodo di rancori sof-
Sono stati ribaditi i princìpi generali del movimen- focati, di colpe sorde e inconfessate, di mascherati
to, del resto enunciati da tempo in un documento (A odi, di aspre e meschine rivalse. Le Madri della tra-
Declaration of the Rights of Children and their Fa- gedia greca (riflessi o proiezioni, esse sì, di un mon-
milies) sottoposto (con eccessivo ottimismo) all’ap- do patriarcale – sebbene la Grecia classica, fin dal-
provazione dell’ONU, e che non sembra molto noto l’Illuminismo, non cessi di essere additata come au-
a politici e giornalisti italici. reo modello di Democrazia), con il loro sguardo mi-
Ogni bambino ha un intrinseco ed essenziale diritto al- naccioso e torvo, le loro ombre cupe e livide, ne sono
la vita («inherent right to life»), da proteggersi prima, la testimonianza eloquente e marmorea.
durante e dopo la nascita; ha diritto a crescere avvolto Ma i valori «tradizionali» andrebbero sostituiti con
dall’amore di una Famiglia; la Famiglia ha il diritto di qualcos’altro. Un punto di riferimento, un’identità,
scegliere per il figlio l’educazione che ritiene opportu- una stella polare ci vogliono. Specie negli anni diffi-
na (il che non pare in contrasto con il preziosissimo cili, incerti, vividi e cangianti, ma proprio per questo
principio costituzionale e democratico della libertà insidiosi, dell’infanzia e dell’adolescenza. Forse ogni
d’insegnamento), anche in accordo con la propria elogio della Famiglia suona anacronistico. Ma è leci-
identità culturale, religiosa, linguistica (il che non pare to guardare con una certa preoccupazione a ciò che
discostarsi dal principio, anch’esso decisamente de- verrà dopo; e chiedersi che cosa possa sostituirla.
mocratico, della tutela delle minoranze – né la laicità, Certo, la religione è religio, vincolo – nel duplice sen-
o il laicismo, comunque li si intenda, sono verità e giu- so che accomuna e frena, rassicura e insieme, inevita-
stizia assolute, e necessariamente sinonimo di libertà); bilmente, reprime. Vincolo a volte greve, come un
ognuno ha il diritto di professare, anche attraverso giogo, una responsabilità, una vocazione, una pro-
l’insegnamento, i propri princìpi morali e religiosi; messa – gravis religio, diceva un poeta. Ma esistono
ogni bambino ha diritto a un’infanzia, fatta di innocen- forse un legame, un’unione, una «social catena», che
za e protezione – il bambino ha diritto a essere un non comportino un certo risvolto repressivo, che non
bambino, e ad avvicinarsi all’età adulta secondo tempi impongano un limite alle pulsioni primigenie, che
dettati dalla sua individualità, sensibilità, educazione. non stabiliscano un sistema di norme non sempre gra-
dite? Non impone forse ogni forma di vita associata,

La Famiglia è crollata
in nome di qualsiasi valore religioso, etico, politico,

«senza rumore»
una certa limitazione della libertà?
Non so fino a che punto sia un bene che la Chiesa,
come luogo di aggregazione giovanile, sia stata so-
stituita dal Centro Commerciale – quasi che dai
Ma il problema mi sembra un altro. La Famiglia è or- Mercanti nel Tempio si fosse passati a un Tempio
mai crollata da un pezzo; «crollata senza rumore», do- rimpiazzato dal Mercato, e non fossero immagina-
po millenni, come un grande storico disse dell’Impero bili un Regno e un Tesoro al di là di questa terra, e
romano; indipendentemente dai gay, dalla «teoria gen- un velo avesse occultato ogni trascendenza, e le
der», dall’ateismo e dal laicismo (si divorzia più in mura della Città degli Uomini, limitata ormai agli
Iran che in Spagna). I paladini di modernità, laicità, spazi e ai tempi della moneta e dei commerci, si
progresso, libertà possono rasserenarsi. Il sinistro spet- fossero innalzate fino a negare del tutto allo sguar-
tro del plumbeo Patriarcato (che peraltro, in senso pro- do le lontane sommità della Città di Dio.
prio, non esiste più da millenni) è per sempre svanito, Forse non è un caso che contro il Congresso si sia
e non tornerà più a soffocare le nostre «magnifiche pronunciata anche una catena di ipermercati. «Fami-
sorti e progressive». glia è chi condivide il tuo divano, la tua tavola, il tuo
Torna attuale, semmai, un memorabile articolo di portaspazzolino. Famiglia è chi si presenta alla tua
Pasolini in margine a un discorso in cui Paolo VI porta senza chiamare, chi “stasera cucino io”. Non c’è
manifestava il disagio della Chiesa di fronte all’in- bisogno di un Congresso per capire cos’è una Fami-
calzare, al perenne mutevole movimento, della mo- glia». Dunque, non dovrebbe esserci differenza fra il
dernità. «La Chiesa potrebbe essere la guida, gran- rapporto con un marito, una moglie, i figli, e quello
diosa ma non autoritaria, di tutti coloro che rifiutano con un vicino, un coinquilino, un ospite, un cane. Fa-
il nuovo potere consumistico che è completamente miglia come insieme di persone che comprano: l’uni-
irreligioso; totalitario; violento; falsamente tolleran- ca, del resto, che interessi alla civiltà dei consumi.
te, anzi, più repressivo che mai; corruttore; degra- Un Congresso serve appunto per chiarire queste di-
dante (mai più di oggi ha avuto senso l’affermazione stinzioni. E per ribadire, se non l’unicità, almeno la
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specificità della Famiglia naturale, cellula della so- dentessa del Consiglio d’Europa che promosse in
cietà – idea che non è specificamente cristiano-cat- Francia la depenalizzazione dell’aborto, ma che era
tolica, ma è anzi legata a una tradizione di pensiero ben consapevole, da sopravvissuta ad Auschwitz,
razionalista, da Aristotele a Kant, a Hegel. del valore della vita), nella seduta del Parlamento
Ma un Congresso giova anche alla libertà di pensie- francese del 26 novembre 1974 definiva l’aborto
ro, al confronto d’opinioni, al dibattito. Chi vuole di- non come un trionfo della libertà, un tripudio d’au-
re che l’aborto è un orrore (e bisognerebbe sapere di todeterminazione, ma come extrema ratio, «ultima
che cosa si parla – bisognerebbe aver visto, sempre via d’uscita per una situazione senza soluzione»,
che si riesca a reggere alla visione fino in fondo, dramma umano, fallimento di un’esistenza e di una
l’«Ecografia di un Aborto» filmata dall’abortista società. E si chiedeva come fosse possibile depena-
pentito Bernard Nathanson...); che la Famiglia natu- lizzare l’aborto senza finire per incoraggiarlo; ri-
rale potrebbe apparire ad alcuni preferibile a quella spondendosi che compito dello Stato doveva essere
arcobaleno; che è una follia infliggere a bambini far- appunto eliminarne, o attenuarne, le cause.
maci che bloccano la pubertà, nell’attesa che decida- Non si vede, del resto, perché la donna non possa,
no a quale sesso appartenere; che il cambiamento di se vuole, trovare nella maternità la propria realizza-
sesso è spesso una traumatica e irreversibile mutila- zione e il proprio compimento. Non diceva Nietz-
zione – chi vuole dire ciò, sia o meno condivisibile, sche che la donna è un enigma che la Maternità ri-
dev’essere, proprio in nome della libertà di pensiero, solve – la Donna, gioiello «puro e raffinato come
libero di dirlo; e non si vede perché lo Stato, che in pietra preziosa, irradiato dalle virtù di un mondo
quanto democratico deve tutelare proprio quella li- che non c’è ancora»? Il tanto vituperato, più che
bertà, non debba patrocinare (cosa che ha suscitato, compreso, Patriarcato non giunse forse in Europa a
per usare una parola alla moda, «indignazione») lo sostituire un aurorale, semileggendario Matriarcato,
spazio e l’occasione in cui la si esercita. in cui proprio la Madre era celebrata come cardine
«L’aborto significa fermare un cuore che batte», è dell’universo? Chi contempli le Veneri paleolitiche
stato uno degli slogan più criticati. Curioso notare vede già, in quella generosa pietra appena sbozzata,
che un pensatore ateo (forse il pensatore ateo per an- la lontana sinopia delle floride Veneri del Rinasci-
tonomasia), Christopher Hitchens, dice esattamente mento – forse la più alta celebrazione della Donna.
la stessa cosa, mosso non da valori cristiani, ma dalla

L’ideologizzazione
semplice osservazione scientifica. «In order to termi-

dei diritti umani


nate a pregnancy, you have to still a heartbeat, switch
off a developing brain, and break some bones and
rupture some organs» (Nation, 24/4/1989). Spegnere
un cuore e un cervello, frantumare ossa, rompere or-
gani. C’è poco da fare: l’aborto quello è. Un’ultima, sottile considerazione. Il Congresso ha a
Si può essere, come Hitchens, da un lato contrari al- tratti denunciato (in particolare con l’intervento del
l’aborto, dall’altro favorevoli alla libertà di scelta. georgiano Levan Vasadze) la vaghezza e l’impalpa-
Che però dev’essere una scelta informata e consa- bilità insite, per certi aspetti, nell’«ideologia dei di-
pevole, proprio per la dignità di una donna davvero ritti umani» che caratterizza, a partire dall’Illumini-
conscia del proprio corpo e padrona del proprio de- smo, la coscienza dell’Occidente. In questa critica,
stino – ed è interessante notare che l’habeas corpus l’ottica marxiana (alludo allo scritto Sulla questione
ad subiciendum, l’idea dell’individuo ultima solitu- ebraica, che sembra destare ancor oggi qualche im-
do e imperium in imperio, insomma della sovranità barazzo negli esegeti) e quella cristiana sembrano,
assoluta sul proprio corpo e sulla propria persona, pur se per diverse vie, sorprendentemente conver-
prende forma proprio nell’odiato Medioevo, che in gere: l’ideologizzazione (nel senso di un’astratta e
tanti hanno evocato, inorriditi, nei giorni veronesi. impersonale generalizzazione, avulsa dai contesti
Del resto, la duplex veritas (la fede o il sentimento culturali, dalle diverse tradizioni) dei diritti umani
da un lato, la ragione e la politica dall’altro) è figlia rischia inevitabilmente di risolversi in chiusura, so-
dell’averroismo cristiano. Vengono in mente le pa- lipsismo, egoismo. E si è parlato, per converso, del
role di Norberto Bobbio, che, alla vigilia del refe- possibile ritorno, in quest’epoca post-ideologica, a
rendum sull’aborto, si interrogava sull’insanabile una visione teocentrica che non sia perciò teocratica
«conflitto di diritti e doveri», sul dissidio fra diritto – che, cioè, riscopra la sfera religiosa senza piegarla
alla vita e diritto alla libertà di scelta, che l’aborto a strumento di potere, a instrumentum regni.
poneva; aborto che si poteva depenalizzare, ma che Difficile, credo, immaginare davvero la dignità del-
non poteva lasciare «moralmente indifferenti». l’uomo in una prospettiva che escluda a priori, che
La Legge 194 (che molti dei suoi difensori sembra- estrometta del tutto dal dibattito pubblico e dal con-
no non avere mai letto) prevede, peraltro, che lo fronto ideologico qualsiasi orizzonte superiore, qual-
Stato cerchi appunto di rimuovere le cause che por- siasi possibilità di trascendenza.
tano la donna ad abortire. Simone Weil (la Presi- Matteo Veronesi
337
Nicola
Lecca San Pietroburgo
fra trionfi
Lettera
dalla Russia
& malinconia

S an Pietroburgo è nata per volontà politica


sul delta nella Neva, in un territorio stra-
tegico: ma aspro, freddo, difficile e acquitrinoso:
costruita a immagine e somiglianza delle più grandi
che un uomo magro, con gli occhi sporgenti e il naso
dantesco, decide che è tempo di fermare quelle risa-
te. Dunque, prende la parola: «La smetta di ridere:
abbia rispetto della nostra tristezza!». Dice soltanto
capitali europee (affinché di tutte loro rappresentas- questo. Lo dice a voce bassa. Quasi se ne vergognas-
se la summa delle essenze), voluta come sbocco sul se. È una frase breve ma potente: e svuota l’animo
Baltico: e dunque come porto commerciale. Co- di ogni possibile entusiasmo.
struirla fu un evento titanico: decine di migliaia di Adesso, sull’autobus, il silenzio regna completo:
persone persero la vita pur di renderla possibile. E interrotto soltanto da qualche colpo di tosse, dai ci-
nonostante tutto, San Pietroburgo è, oggi, la più po- golii e dai sobbalzi causati dagli ammortizzatori or-
polosa città del Nord Europa. E nessuna delle capi- mai consunti. I passeggeri sono felici che il turista
tali baltiche può competere con lei quanto a demo- non rida più: che abbia compreso lo spirito tragico
grafia, imponenza e bellezza. della città.
Raggiungere San Pietroburgo in treno, da Mosca, a

La città irrimediabile
bordo del treno notturno, è stata un’esperienza me-
morabile. Il vagone letto, piccolo e scomodo, ha ri-
servato una sorpresa imbarazzante. Il treno notturno
da Mosca a San Pietroburgo, infatti, è noto anche
con l’epiteto di «Treno degli amanti». Un luogo
neutro, discreto, segreto, dove poter trascorrere in
Una città dai tanti nomi spesso al centro della storia. pieno anonimato una galeotta notte di passione. Ieri
La storia russa e la storia d’Europa. Una città che ha notte, la coppia che condivideva lo scompartimento
conosciuto momenti di enorme oscurità. Come il accanto al mio apparteneva certamente a questa ca-
lungo assedio nazista costato la vita a quasi un mi- tegoria. Nemmeno i tappi per le orecchie comperati
lione di persone. Il dolore, la tristezza, la malinconia in farmacia sono riusciti ad attutire quei rumori tan-
e il rimpianto appartengono a questa città irrimedia- to lieti per chi li produce, quanto imbarazzanti per
bilmente: le sono cuciti addosso come un ricamo do- chi si trova costretto a subirli.
loroso. Per rendersene conto, basta salire su uno dei Del resto, il treno degli amanti è un luogo ambiguo
suoi tanti autobus sgangherati: e magari ridere un che ben si presta alla riservatezza. Qui, a differenza
po’ sguaiatamente. I passeggeri rimangono sbalordi- di una camera d’albergo, non è necessario registrar-
ti da tanto ardire, da tanta manifesta felicità. Fino a si: e basta salire in carrozza con un po’ d’anticipo
338
ll Museo dell’Hermitage visto dalla Neva.

(e, magari, scendere con un po’ di ritardo) per pas- L’Hotel Europa di San Pietroburgo vanta una storia
sare quasi del tutto inosservati. secolare e, già nel 1925, era quasi completamente
Il treno ha continuato lento la sua corsa notturna indipendente dalla città che lo ospitava: aveva una
verso il Nord fra stazioni che apparivano spettrali propria lavanderia, un panificio, un’equipe di medi-
almeno quanto i centrini di pizzo che tentavano – ci, ma anche idraulici, sarte e perfino addetti specia-
senza successo – di abbellire lo squallore del vago- lizzati nel lucidare l’argento. Inaugurato il 28 gen-
ne letto: discordanti con tutto il resto: e, anch’essi, naio del 1875, e celebre per la perfezione delle uni-
fonte di inquietudine. formi indossate da i suoi tanti dipendenti, l’albergo
Sul treno degli amanti ci si sveglia presto, al matti- vanta una fra le più imponenti e lunghe facciate al
no, e la colazione viene servita in ciascun scompar- mondo. In posizione invidiabile, proprio nella Pro-
timento con teiere d’epoca e una zolletta di zucche- spettiva Nevskij, ha ospitato la triste luna di miele
ro lunga e spessa, avvolta in una carta bianca e ce- del compositore russo Tchaikovsky. La sua impo-
lestina. In seconda classe si può godere il privilegio nente scalinata d’onore è stata salita, negli anni, da
di una tortina alle noci ben calda. Chissà che preli- spie, rivoluzionari, re, capi di Stato e, fra gli altri,
batezze serviranno in prima! Peccato che la came- da: Jane Fonda, Elton John, Claudia Schiffer, Clau-
riera fosse un po’ sprezzante nello sbattere ciascuna dio Abbado e Igor Stravinskij.
cosa sul traballante tavolino accanto al finestrino L’ho scelto per vivere in pieno contrasto una città
appannato di brina. All’arrivo in stazione decine di piena di contrasti nella quale le guardie di certi gran-
taxi facevano pazientemente la fila. di musei ti offrono di saltare la fila in cambio di die-
ci dollari e occorre attraversare un metal detector

La magia dell’Hotel Europa


per entrare in una certa paninoteca americana.
Bellezza e tristezza. Come nel romanzo di Kawaba-
ta. Ovunque, abbondantemente e a ogni angolo. Im-
ponenza e vanità. Mestizia e grandiosità. San Pie-
troburgo è soprattutto questo un continuo susseguir-
si di alti e bassi. Di trionfo e di malinconia almeno
«Devo andare all’hotel Europa», dico in inglese. E quanto la Messa funebre per un imperatore.
l’uomo, senza nemmeno rispondere, mette in moto
e parte. Nicola Lecca
339
SCENARI

26 Maggio: i voti degli altri


Che cosa succederà in Italia dopo si esercitano anche sugli altri Gran Bretagna thatcheriana, dove
il 26 maggio? Certamente pese- grandi Stati europei: il ruolo si mantenne una guida nazionale
ranno i risultati elettorali: se la dell’esercito francese nella prima sia pur liberale e di mercato sui
Lega resterà sopra il 30% che le fase dell’unificazione nazionale, processi economici che coinvolge-
danno i sondaggi, eserciterà nel quello della flotta inglese per vano interessi strategici. L’unica
medio periodo (nel medio perché quella con il Sud, il peso di Lon- comparazione possibile della tipo-
non c’è al momento alcuna stabi- dra e Parigi nel rapporto con il Re logia delle nostre privatizzazioni è
lizzazione né della situazione per l’entrata in una guerra nel con la Russia di Boris Eltsin e con
economica né di quella sociale né 1915 non voluta dalla maggioran- l’Argentina di Carlos Menem. La
di quella internazionale né di za parlamentare, la criminale al- liquidazione improvvisata e srego-
quella giudiziaria che consenta leanza con la Germania nazista fi- lata dell’esperienza dell’intervento
previsioni a più largo raggio e no all’influenza articolata (rivela- pubblica e poi, a fine anni ’90, del-
scrivere su un mensile di tenden- tasi, in parte ampia, propizia a un l’indirizzo che Enrico Cuccia ave-
ze in atto, accompagnate da quo- grande sviluppo economico) sulle va dato alla sua Mediobanca, han-
tidiani colpi di scena, è come cor- nostre diverse parti politiche, di no posto le basi per un comporta-
rere una maratona da azzoppati) americani e sovietici dopo il 1945. mento di settori della nostra bor-
una funzione centrale nel sistema ghesia analogo a quella cinese di
politico. E se parallelamente Fra- Condizionamenti Macao, che i portoghesi definirono
telli d’Italia supererà il 4 per cen-
to si delineerà un articolato schie- da «fuori» «compradora» perché si occupava
solo di mercanteggiare gli interessi
ramento di destra che avrà una nazionali invece di sostenerli. An-
base più solida di quella garantita Dal 1992 in avanti, poi, si sono che la spinta benedetta dell’FBI a
da un partito fluido come è stata prodotti condizionamenti ancora fare spietatamente i conti con la
Forza Italia dal ’94 al 2011. Se, più invasivi indebolendo quasi criminalità organizzata italiana è
poi, i berlusconiani non arrive- strutturalmente la nostra autono- diventata la base – prima che si
ranno al 10%, il processo descrit- mia nazionale rispetto a quelle che mettesse un freno agli estremismi
to si accelererà. Se Emma Bonino caratterizzano le grandi nazioni del più radicali di settori della magi-
non arriverà al 4%, l’ipotesi di Vecchio Continente. Da «fuori» stratura con una generazione di pm
uno spazio centrista che condizio- hanno contato le operazioni con- di valore come Raffaele Cantone,
ni sia la destra sia la sinistra di- dotte da parte americana per supe- Nicola Gratteri, Giuseppe Pignato-
venterà ancora più complicata di rare i compromessi determinati ne – per liquidare quella parte es-
quanto sia oggi. A sua volta se il dalla Guerra fredda, per esempio senziale della nostra storia che è
PD di Nicola Zingaretti non supe- negli appalti internazionali, opera- rappresentata per esempio da Giu-
rerà il 20%, gli scossoni nel parti- zioni che da noi hanno portato a lio Andreotti. Disgregazione del
to saranno consistenti. Così se i inchieste giudiziarie senza parago- sistema politico, formazione di un
Cinque stelle non supereranno il ne con altri Stati europei, determi- blocco socio-economico «compra-
20%. nando uno sbilanciamento tra i po- dore», destabilizzazione del siste-
Se si realizzerà uno o più di uno di teri di magistratura e istituzioni ma istituzionale hanno provocato
questi risultati, ciò conterà nello della sovranità popolare, disgre- un atteggiamento di sfiducia nelle
sviluppo della politica nazionale. gando il sistema politico e di fatto doti stesse del popolo italiano che
Però parte decisiva di quel che av- impedendo che si avviasse una pur si è tradotto nella formula della ne-
verrà nel nostro Paese non dipen- indispensabile fase costituente. In cessità di vincoli esterni per ristrut-
derà dal voto, tanto meno da quel- questo contesto le politiche di pri- turare una nazione incapace di go-
lo europeo. Sul nostro Stato le in- vatizzazione attuate in Italia sono vernarsi da sé. Con estesi ambienti
fluenze internazionali sono sem- state radicalmente diverse da quel- laici ma anche cristiani che hanno
pre state peculiarmente rilevanti le messe in atto non solo in Francia collegato l’idea di una riforma del-
rispetto a quelle che naturalmente o in Germania, ma anche nella la nazione con l’esigenza di una ri-
340
forma protestante della Chiesa. cratici italiani, puntando su un capiterà in Italia dipende dagli
Su queste basi si è infine imposta rapporto prioritario con gli Stati orientamenti e da una possibile
con il 2011 la prassi di governare Uniti di Barack Obama, grazie ma non scontata riacquisita capa-
dall’alto il Paese: prima con un go- anche alla mediazione di perso- cità di manovra di una Washin-
verno tecnico durato un anno e nalità di qualità e peso come gton che al momento ha le princi-
mezzo, poi con un governo di uni- Cantone e Mario Draghi. La pali sponde, con tutte le macro-
tà nazionale dove il leader di una sconfitta dei democratici ameri- scopiche contraddizioni che pur
delle due parti contraenti questo cani ha chiuso al momento que- si presentano (Venezuela, Cina e
accordo, è stato espulso dal Sena- sta via, restringendo ancor di più così via), con 5Stelle e Lega.
to, concludendo il tutto con un le prospettive degli eredi di PCI e Certo in Italia c’è anche un solido
premier non parlamentare che non sinistra DC uniti nello stesso par- partito francese (da Enrico Letta a
ha cercato un passaggio elettorale tito. Di fatto, oggi quelli che han- Marco Minniti, da Paolo Gentilo-
nazionale per legittimarsi. Questa no le migliori relazioni a Wa- ni a Carlo Calenda e così via) con
lunga fase è durata circa sette anni, shington sono i 5Stelle sia perché fortissimi legami con il blocco
generando l’unico movimento in svolgono un’oggettiva funzione economico-sociale della cosiddet-
Europa di protesta senza proposte, di destabilizzazione dell’Unione ta borghesia «compradora»: que-
né di destra né di sinistra, i 5Stelle, europea che interessa anche l’at- sto partito è però logorato dall’a-
ed è stata giustificata con l’accet- tuale amministrazione Trump, zione di Emmanuel Macron che
tazione/teorizzazione retorica del sia, insieme, perché sostengono alterna pericolosi avventurismi
destino europeo, determinando posizioni statalistiche, neopaga- (dalle rigidità sul dramma britan-
una situazione in cui mentre istitu- ne e nichilistiche che oggi hanno nico ai pasticci libici) a uno svi-
zioni come le banche centrali e le grande peso nell’opposizione an- luppato senso degli affarucci, mi-
corte costituzionali funzionano in titrumpista. Anche la Lega ha ri- scela che ha già poco fascino a Pa-
Germania e Francia per proteggere ferimenti negli Stati Uniti però rigi figurarsi a Roma. C’è poi an-
proprie economie e sistemi della coltiva pure un buon rapporto che un partito socialista mediter-
sovranità popolare, in Italia si oc- con Mosca, rapporto che lo stes- raneo, dal Portogallo alla Grecia
cupano essenzialmente di difende- so Donald Trump voleva imple- (e anche con qualche chance spa-
re istanze cosiddette «europee», di mentare (uno dei pochi vecchi gnola), che ha recuperato un po’
fatto subordinate a quelle francesi saggi rimasti in questo desolato di radici di sinistra alla sinistra ma
e tedesche. In questo quadro il vo- mondo, Henry Kissinger, ha spie- credo possa meglio funzionare,
to popolare è diventato sempre gato che senza una relazione di anche grazie a ampie integrazioni
meno dirimente rispetto a quello Washington con la Russia, la Ci- con l’espansionismo cinese, solo
nelle altre grandi nazioni conti- na entrerà in Europa come un in Paesi non così ingombranti co-
nentali e il nostro futuro politico è coltello nel burro). Ma questa vo- me il nostro.
stato segnato, con ancor meno me- lontà è stata contrastata e per ora Insomma, per prevedere l’evol-
diazioni del passato, dagli equili- bloccata sia dalla forte tendenza versi del quadro politico italiano
bri internazionali. idealistica da sempre presente dopo il 26 maggio sarà bene
nella politica estera americana, guardare i risultati dei nostri
Il dramma sia da militari che come spesso schieramenti nazionali ma sarà
del «dopo RenzI» accade sono impegnati a combat-
tere la guerra precedente, sia dai
anche necessario considerare l’e-
sito delle politiche in Spagna (si
settori di una FBI che ritengono è votato il 28 aprile), se si sarà
Dentro questo processo il partito come al mondo basti l’ammini- trovato un compromesso in Li-
che ha svolto la funzione princi- strazione (nel caso la, natural- bia, come si consumerà la vicen-
pale di raccordo con le influenze mente sacrosanta, persecuzione da dell’indagine Mueller negli
europee, il PD, è finito in una si- delle mafie) e non serva più la Stati Uniti e si dovrà tener conto
tuazione drammatica. Dei due politica, nonché da pezzi dell’e- di quanti voti prenderà Macron
partiti architrave dell’influenza stablishment economico-politico, alle europee. Se l’attuale presi-
tedesca sull’Europa, la CDU-CSU come spesso accade, più attenti ai dente francese finisse sotto Mari-
e la SPD, l’uno quello democri- propri affari che a esigenze stra- ne Le Pen, questo risultato po-
stiano non ha più un partner soli- tegiche. Si tratta di capire che co- trebbe determinare effetti politici
do di riferimento in Italia, l’altro sa avverrà ora che l’indagine di dinamici anche in un regime pre-
è allo sbando anche a casa sua e Robert Mueller si è conclusa. Se sidenziale (come un voto politico
ha anticipato la crisi del partito si metterà in moto qualcosa di ri- anticipato) che peserebbero poi
italiano che aderisce al PSE. An- levante nel breve periodo o se su un’Italia così esposta alle in-
che a causa di questo contesto, tutto sarà rinviato a dopo le pre- fluenze internazionali come si è
Matteo Renzi nel 2014 aveva ro- sidenziali del 2020. descritto.
vesciato i riferimenti dei demo- In questo senso molto di quel che Lodovico Festa
341
STORIA

Alle origini del Grande Male


Genocidio armeno & negazionismo turco
Il XX secolo verrà ricordato co-
me uno dei più feroci periodi del-
la storia. Andrea Riccardi sostie-
ne che il numero dei martiri cri-
stiani del Novecento è superiore a
tutti i martiri dei diciannove seco-
li precedenti sommati insieme.
Nel 1947 fu coniata la parola «ge-
nocidio» che doveva indicare un
reato inedito: l’appartenenza a un
popolo che è stato condannato a
morte da un altro popolo per odio
o per timore di venir sopraffatto.
Si conosceva il lemma mors tua
vita mea, ma non era stato procla-
mato valido per un intero popolo.

Popoli martiri
Il monastero di Khor Virap e il monte Ararat, simbolo dell’Armenia.

I due popoli martiri del XX secolo più grande impero prima di Ales- Molto singolare la vicenda dello
sono Ebrei e Armeni. Più nota la sandro Magno e di Roma. Pubbli- Stato armeno indipendente.
sofferenza dei primi che, oltre a cò un decreto perché gli Ebrei de- Nell’anno 301 gli Armeni accol-
essere più numerosi, sono riusciti portati a Babilonia, se lo desidera- sero il cristianesimo predicato da
a fondare un loro Stato, Israele, e a vano, potessero tornare in Palesti- san Gregorio l’Illuminatore. So-
mantenere sempre desta la loro vi- na per riedificare il tempio nazio- lamente nel 313, Costantino con
cenda nell’immaginario collettivo. nale e pregare il loro Dio per la l’Editto di Milano concesse al
Esistono analogie tra i due popoli, prosperità dell’impero persiano. cristianesimo lo statuto di religio
in primo luogo circa la collocazio- Gli Armeni, al riparo della loro licita nell’impero romano. A me-
ne geografica. Israele si trova in lingua, appartenente al gruppo in- tà del secolo successivo il mona-
una specie di corridoio di passag- doeuropeo, ma con sviluppo isola- co Mesrop inventò l’alfabeto che
gio tra l’Asia e l’Africa, un corri- to da età molto antica e senza scrit- permise di scrivere la lingua ar-
doio molto frequentato. Gli Arme- tura propria, fornivano ottime mena e da allora è fiorita una mi-
ni occupavano una regione tra il truppe mercenarie; gli uomini im- rabile creazione di codici in gra-
Caucaso e la Persia, la strada per- paravano qualche lingua straniera, do di competere con quelli bizan-
corsa dalle tribù asiatiche dirette si fermavano dopo il servizio mili- tini. Il regno armeno riuscì a resi-
verso l’Anatolia e la Siria. Gli Ar- tare là dove ritenevano più oppor- stere agli islamici creando una
meni avevano notevoli affinità con tuno darsi agli affari mantenendo miriade di monasteri edificati
i Persiani, separati solamente dalla contatti con la propria gente. Per- con il tufo locale di color ambra
religione. I Persiani erano Mazdei- ciò ci fu una diaspora armena si- secondo uno stile inconfondibile.
sti, la religione predicata da Zara- mile alla diaspora ebraica. Uguale Dopo il Mille gli Armeni non po-
tustra, una religione ritenuta così l’interesse per lo studio, per le pro- terono opporsi ai Turchi Selgiu-
elevata da non doverla imporre ai fessioni libere di medico, notaio, chidi, un gruppo di tribù divenute
sudditi. Dalla Bibbia sappiamo attore, interprete, commerciante, islamiche, ma senza essere sotto-
che Ciro il Grande, dopo aver banchiere che permettevano ai più poste al dominio degli Arabi. I
sconfitto Babilonia, aveva creato il capaci la scalata sociale. Turchi adottarono il sistema ara-
342
Nelle «marce della morte» pianificate dal governo turco morirono più di un milione di armeni.
bo di mostrarsi tolleranti nei con- 1571 essi furono sconfitti nella Arabi avevano fatto trionfare il
fronti di cristiani ed ebrei, defini- battaglia di Lepanto al tempo del nazionalismo rispetto all’islami-
ti «popoli del libro». Seguendo papa Pio V. Il declino militare smo e nel corso della Prima guer-
Maometto, affermavano che quei turco divenne notorio solamente ra mondiale aiutarono in azioni
libri erano certamente sacri, ma dopo il fallito assedio di Vienna di guerriglia Lawrence d’Arabia
erano interpretati in modo errato nel 1683. Seguì il riflusso nei a minare la ferrovia tra Gerusa-
da ebrei e cristiani, che venivano Balcani con la liberazione di Bel- lemme e la Mecca. Contro il na-
tollerati purché pagassero la tassa grado e Budapest. Nel secolo zionalismo arabo, il Governo tur-
degli infedeli e rimanessero sotto XIX le potenze islamiche subiro- co permise, a partire dal 1905,
la direzione del loro capo religio- no una serie di umiliazioni: nel l’immigrazione di molti ebrei po-
so. Per gli Armeni esso era il ka- 1798 Napoleone occupò l’Egitto lacchi e russi in terre acquistate
tolicos che garantiva per i suoi per un anno. Al Cairo fondò la dall’Agenzia ebraica in Palesti-
fedeli l’osservanza della legge. prima tipografia con caratteri na: si riteneva di poter imbriglia-
Al tempo delle crociate, molti arabi. I Francesi concepirono il re così il nazionalismo arabo.
Armeni furono trasferiti in Cili- progetto di domare l’islamismo,
cia, davanti all’isola di Cipro
(Armenia Minore). Nell’Arme-
così come erano riusciti a domare
i cattolici. Perciò nel 1830 occu-
I Giovani Turchi
nia Maggiore furono stanziati parono l’Algeria e in seguito pro-
molti Curdi musulmani: sola- gettarono di conquistare tutta
mente nella provincia di Van gli l’Africa a nord dell’equatore. Nel 1908, prese il potere a Istanbul
Armeni erano in maggioranza. Quel progetto fu avversato dalla il partito dei Giovani Turchi, es-
L’accennata passione per lo stu- Gran Bretagna che decise di oc- senzialmente ufficiali dell’esercito
dio portò i più capaci tra gli Ar- cupare l’Africa orientale, da irritati dall’indipendentismo degli
meni ai vertici del grande com- Alessandria a Città del Capo. Slavi nei Balcani, degli Armeni in
mercio nelle città. L’impero turco Il XIX secolo fu anche il secolo Anatolia, e degli Arabi in Palestina
conquistò Costantinopoli nel del nazionalismo, la causa princi- e Iraq. Il partito era tendenzial-
1453, ma già da un secolo era pe- pale della rovina dei tre Imperi mente laico, affascinato dalla Ri-
netrato in profondità nei Balcani. plurinazionali di Austria, Russia, voluzione francese e dall’ideale di
Infatti, nel 1389 i Serbi erano sta- Turchia. L’Impero turco, a partire uguaglianza e libertà. I Giovani
ti sconfitti a Kosovo Polje, e i dal congresso di Berlino del Turchi, spesso affiliati alla masso-
Turchi erano risaliti nella valle 1878, fu attratto nell’area tede- neria mediante il Comitato Unione
del Danubio fino a Budapest e sca. Krupp vendette i suoi canno- e Progresso, ben presto si accorse-
Belgrado. Nel 1522 i Cavalieri di ni alla Turchia e quando esplose ro che in un Paese musulmano non
San Giovanni furono sloggiati da la Prima guerra mondiale, l’im- può esistere l’uguaglianza tra fede-
Rodi e trasferiti a Malta al tempo pero turco si trovò a combattere li e infedeli. Questi ultimi sono tol-
di Solimano il Magnifico. Nel contro la Russia sul Caucaso e lerati se obbediscono; diversamen-
1565 fallì il tentativo operato dai contro la Gran Bretagna nella zo- te non hanno diritto di esistere. So-
Turchi di occupare Malta e nel na del canale di Suez. Anche gli no differenti, sono inferiori e gli is-
343
lamici sono pronti a dare una mano Turchi o almeno le loro autorità, to di assumere l’atteggiamento
per il loro annientamento. negano il termine «genocidio» definito «negazionismo». Con ciò
perché comparso dopo i fatti, sen- si intende affermare che la denun-
Le marce della morte za rendersi conto di negare un’evi-
denza. Anche senza l’esistenza del
cia di quei fatti si fa per motivi
ignobili, perciò occorre negare ciò
nome, il genocidio è stato pratica- che essi affermano e, se è possibi-
to nei Balcani molte volte, anche le, punire severamente chi si osti-
A seguito di gravi sconfitte mili- se era chiamato «pulizia etnica». na a riesporre quei fatti in quanto
tari nel settore del Caucaso, i Alcuni supplicano di non tirar fuo- antipatriota. Il fatto che molti ita-
Turchi fecero tornare nelle retro- ri queste vecchie storie. Dicono: liani siano stati gettati ancora vivi
vie almeno 200mila soldati arme- «Voi non sapete che ambiente c’e- nelle foibe del Carso viene negato
ni, li disarmarono affermando di ra in quei momenti». Ma ciò signi- da chi ripete: «Voi non capite quei
adibirli a lavori ferroviari, ma in fica non porre limiti all’odio e in- tempi e il vostro ricordo è una
realtà furono condotti a morire coraggiare la disumanità nei mo- vendetta nei confronti di coloro
nel corso di marce forzate, sen- menti critici. Quando Giampaolo che agivano da veri patrioti, non
z’acqua e senza cibo nel deserto Pansa nel 2003, quasi sessant’anni da turpi assassini».
iracheno. Nell’aprile del 1915 le dopo i fatti, ha pubblicato Il san-
autorità regionali ricevettero l’or-
dine di radunare gli Armeni di
gue dei vinti, dalle parti di Reggio
Emilia, Modena, Bologna sono
Il paese perduto
certi villaggi per «trasferirli», venute proteste contrarie alle rive-
con i viveri e gli indumenti che lazioni del libro: dicevano che si
potevano portare con sé, ma an- trattava di fatti dolorosi che la sen- La presente nota è stata suggerita
che costoro furono avviati in sibilità attuale non può compren- dalla lettura del volume Il paese
marce della morte, scortati da dere. Nella diocesi di Bologna perduto. A cent’anni dal genoci-
Curdi e anche da delinquenti co- molti sacerdoti furono chiamati di dio armeno, a cura di Antonia
muni, mantenuti dagli Armeni notte con il pretesto di un malato e Arslan, Francesco Berti, Paolo
per la durata del viaggio. Quando venivano uccisi, pensando così di De Stefani (Guerini e Associati,
l’ultimo armeno era morto, la affrettare la conquista del potere Milano 2017, pp. 324, euro 32).
scorta tornava indietro e ricomin- da parte dei comunisti. Un semi- Si tratta degli Atti di un conve-
ciava il viaggio con gli abitanti di narista di quindici anni, orgoglioso gno celebrato a Padova nel 2015
un altro paese. Il massacro aveva della propria veste, fu ucciso: che nel centenario del genocidio. Si
un carattere laico. I Giovani Tur- pericolo rappresentava per il mo- tratta di studi seri, condotti con
chi non ammiravano l’Europa, al vimento partigiano? Le brigate rigore metodologico da docenti
massimo ammiravano la Germa- Garibaldi in Istria collaboravano di una delle università più anti-
nia. L’ambasciatore tedesco Met- con i partigiani titini per eliminare che d’Italia, con esame critico dei
ternich protestò e avvisò il pro- gli italiani definiti «fascisti» e per documenti e delle testimonianze .
prio governo circa i fatti, ma si consegnare l’Istria ai comunisti. Per i lettori che giudicassero
sentì rispondere dal cancelliere Alla malga Porzus, i partigiani non troppo difficile questo approccio,
Bethmann-Hollweg che i Turchi marxisti furono uccisi dai partigia- rimane sempre disponibile il no-
erano alleati indispensabili e che ni comunisti. Ma queste cose, di- tissimo romanzo di Franz Werfel,
bisognava passar sopra la vicen- cono, non si possono capire se non I quaranta giorni del Musa
da. Naturalmente fu sostituito. si conosce lo stato d’animo preva- Dagh, pubblicato nel 1937, un
Allora e ancora adesso, la difesa lente allora. Sempre Pansa ricorda vero capolavoro dell’espressioni-
delle autorità turche viene così l’eccidio della famiglia Manzoni, smo tedesco. Werfel era ebreo e
espressa: «Noi eravamo in guerra. genitori con due figli e anche il ca- nel 1940, al tempo dell’attacco di
Combattevamo per la nostra esi- ne, massacrati unicamente perché Hitler contro la Francia, si trova-
stenza. Gli Armeni desideravano erano proprietari terrieri da parti- va a Parigi. Con il rischio di venir
la vittoria dei nostri nemici. Essi giani che si erano uniti in bande catturato, si diresse con molti
perciò erano traditori in zona di per fare giustizia sommaria dopo il profughi verso sud, riuscendo a
guerra e noi siamo stati costretti ad 25 aprile e che operarono senza varcare la frontiera spagnola nei
agire contro di loro con severità freni fino ai primi giorni di luglio pressi di Lourdes. Promise, se si
militare». Nei fatti, si tratta del- 1945. I morti furono circa 30mila. fosse salvato, di raccontare la
l’accettazione della legge dei so- Era meglio tacere su tutto ciò? storia di Bernardette Soubirous.
spetti: non occorre l’esistenza di Gli Armeni eliminati negli anni Raggiunse gli Stati Uniti e in Ca-
un reato accertato, basta il sospetto 1915-1916 furono secondo varie lifornia scrisse il suo ultimo libro
che un reato potrebbe essere com- stime, da 800mila a 1.500.000 e adempiendo alla promessa fatta.
piuto, passando subito alla sua pu- molti vorrebbero che tale evento
nizione. Allora come adesso, i non venisse ricordato, fino al pun- Alberto Torresani
344
PIAZZA QUADRATA di Dino Basili

Spartiacque Europa
L’assemblea di Strasburgo? «Sarà quel che sarà», into- mine «medioevo» nelle recenti polemiche sulla fami-
na il fatalismo sapientino. L’attenzione è di gittata bre- glia naturale e concentriamoci sull’agorà telefantastica
ve. Ancora una volta le urne europee sono ritenute, in- grillina, una sorta di asilo nei confronti della storica
nanzitutto, il termometro delle febbri all’interno degli piazza ateniese. II rischio maggiore che incombe sulla
Stati aderenti all’Unione. Quasi una controprova dei nostra democrazia, sommato ai gravi malanni econo-
sondaggi. Potremmo ripetere il giudizio espresso alla mico-sociali senza cure idonee, è il «direttismo». La
tornata del 1984 da Gianni Baget Bozzo: «Il tasso po- sua prima fase, la videocrazia di fine ’900, è stata lu-
litico nazionale è particolarmente elevato, data la com- cidamente denunciata dal politologo Giovanni Sartori.
plessità e la conflittualità esistenti nei Paesi chiamati al Adesso, tra l’altro, si sono aggiunti i sondaggi ad ho-
voto». E allora la nostra economia non era così decli- ras, i battitastiere d’ordinanza, le piattaforme ondula-
nante rispetto ai numeri continentali; né il timone era te, i deliri dell’incompetenza in nome del popolo, ec-
nelle mani rissose del populismo gialloverde. Sbanda- cetera. È urgente convincersi che sono fasulle quanto
te di qua e di là in mezzo alla burrasca: dolenti povertà rovinose le alternative alla democrazia rappresentati-
e risorse sprecate, debiti in rialzo e discredito interna- va. Da rinsaldare, certo. Convincersi davvero e opera-
zionale, bassa produttività e sfiducia epidemica. Con- re con decisione. I rimedi efficaci alle criticità del Bel-
tabilizzate, urca, ben 271 topiche dell’esecutivo! Va- paese sono legati alla sconfitta delle seduzioni «diret-
riante principale, guardando a 35 anni fa, è il tentato tiste». Comunque cerchino di truccarsi. Curiosità les-
arrembaggio dei corsari sovranisti ai galeoni PPE e sicale che riporta all’inizio del pezzetto. Sartori, erava-
PSE. Temibile, per quanto sgangherato. mo nel 1995, definì «medioevali» le campagne neo-
Non è invece possibile rifriggere la conclusione tirata populiste in favore dei parlamentari incatenati al man-
dall’indimenticabile amico, secondo cui «le elezioni dato imperativo.
formalmente europee segneranno il futuro politico ◙
italiano». Troppo semplice. Dopo il 26 maggio il pal- Amate sponde. «Noi abbiamo alzato moltissimo l’a-
lino continuerà a impazzare dentro la roulette fino al sticella della moralità e dell’onestà» asserisce il guar-
rinnovo delle Camere in carica. Presto, in autunno, o dasigilli Alfonso Bonafede. Ecco spiegato il perché dei
addirittura alla regolare scadenza della legislatura. patapunfete. «Spazio per la demagogia ce n’è ben po-
Non segna il nostro futuro, la scheda per Strasburgo, co ormai!», sentenzia Giovanni Tria, pungolato re-
ma offre importanti indicazioni. Svanita l’isteria pro- sponsabile dell’Economia. È sempre esuberante al lu-
pagandistica e uscito indenne dai bronci casalinghi, me del buonsenso: diventano cavallo di battaglia anche
Luigi Di Maio rimetterà in sesto l’ambiguo contratto gli sconti sui pannolini. OCSE all’attacco delle pensio-
con Matteo Salvini? È ormai tramontata la credibilità ni. «Sbagliano», replica Salvini. «Quota 100 darà lavo-
delle «riforme in poche settimane»: gli archivi sono ro a oltre centomila giovani». Sono già pre-occupati, in
stracolmi di promesse tradìte, scelte claudicanti, at- fila per tre col resto di due. Di Maio prende sottogamba
teggiamenti farseschi. La Lega e il suo capitano av- le accuse dei giornali stranieri. «Ci diano tempo, siamo
vertiranno il pericolo di uno scivolone verso la destra al governo da meno di un anno». Sono bastati 7-8 mesi
estrema? Di sicuro, all’Italia non conviene un gover- per entrare in recessione. «Oggi gli statisti, da che era-
no uguale o simile a quello formato a metà 2018 sulle no rari, si sono praticamente estinti», scrive il direttore
derive dell’antipolitica, con due fameliche caste in fu- del Corriere in risposta a un lettore degasperiano.
riosa competizione, inedito carburante della reciproca D’accordo. Però quel «praticamente», così beneduca-
sopravvivenza al potere. È inevitabile, nella saga del- to, poteva rimanere nella penna di Luciano Fontana.
le incertezze, domandarsi se PD e FI torneranno in «Furono solo il massiccio intervento della Chiesa e
gioco. Come e quando, magari sul selciato sconnesso l’impegno della DC che assicurarono al Paese la possi-
della legge finanziaria, sempre bisognosa di responsa- bilità di restare al di qua della Cortina di ferro e con-
bili apporti costruttivi. servare liberi ordinamenti». Promemoria (laico) di Er-
◙ nesto Galli della Loggia all’ex deputato radicale Mas-
Lasciamo in sospensione l’incolto uso-abuso del ter- simo Teodori nella recensione al suo ultimo libro.

345
FILOSOFIA

Appartenenza primaria & verità


A chi ha letto il libro L’apparte- bisogno di un padre e di una ma- forzare il senso di un altro per
nenza primaria. Una teoria ge- dre, ma il condizionamento ideo- giustificare una morale diversa.
nerale (Cantagalli, Siena 2018, logico oggi porta molti a pensare È vero che l’appartenenza riesce a
pp. 216, euro 17) appare chiaro lecite le adozioni da parte di cop- forzare la legge naturale e il senso
che il nostro pensare è fortemen- pie omosessuali. E così succede comune, anche per secoli. Certe
te condizionato dal bisogno di as- per tante altre verità naturali. religioni nella storia hanno soste-
sicurarsi un consenso esistenziale nuto lati disumani. Certe ideolo-
nell’àmbito di un vissuto relazio- Il dogmatismo gie ben note hanno portato innu-
nale socio-religioso variamente
configurato. Anche tante nostre del relativismo merevoli esseri umani a crimini
indescrivibili nella convinzione di
scelte sono decise in funzione del salvare il mondo. Ma se questo
successo di immagine che muove Con il disgregarsi di una comune sposta in parte il tema della re-
tutti i cuori umani inficiati dal tradizione in tante aree di appar- sponsabilità morale dall’indivi-
peccato originale e cioè dal cer- tenenza primaria con contenuti duo alla società vitale in cui vive,
care una fonte infinita di amore culturali propri, l’antica consape- pur lasciando sempre uno spazio
negli altri anziché in Dio. Questo volezza di verità oggettive valide per la libertà e la responsabilità
porta al convincimento presente per tutti è andata confondendosi, personale, è pur vero che, se viste
in ogni cerchia di appartenenza fino all’affermazione di un relati- dal di fuori, le varie appartenenze
primaria di avere la verità, fino a vismo assoluto. Ogni apparte- rivelano con facilità il bene o il
poter sostenere brutalità disuma- nenza primaria ha un suo dogma: male da esse propugnato. Ognuno
ne come fossero necessarie per il primi fra tutti proprio i relativisti riterrà sempre la propria «religio-
bene dell’umanità. Tutti si muo- assoluti, che affermano ciò che ne» come quella più vera; tuttavia,
vono in recinti ermeneutici. E credono con la certezza del dog- se ciascuno potesse osservare il
tutti credono di avere ragione. ma; sono infatti tra i più intransi- comportamento in voga in altre
Ciò pone un problema di verità genti. Non si riesce a convincere appartenenze che non siano la
oggettiva, del resto oggi molto un musulmano, ma neanche un sua, facilmente potrebbe valutare
contestata o negata nella sua pos- relativista. E neppure un tradizio- dove c’è più di umano e dove me-
sibilità. Effettivamente, la forza nalista cattolico riuscirà mai a no. E questo garantisce che esiste
nascosa (inconscia, direbbe Freud) convincere un progressista catto- un metro oggettivo su tanti aspetti
del bisogno di consenso in una lico o viceversa: ognuno difende della vita umana.
«tribù» è talmente condizionante un potere interno alla sua appar- Rimane sempre il compito della
che porta a forzare il senso comu- tenenza: se tentenna perde di ragione di cercare la verità ogget-
ne. Dio ci ha dotato di una razio- considerazione tra i suoi. Non si tiva, valida per tutti e sempre, ma
nalità innata, presente in tutti, at- usa la ragione per cercare la veri- è difficilissimo uscire dal condi-
ta a capirsi pur con lingue e co- tà, ma per aver ragione, per avere zionamento della ragione operato
stumi diversi. Come dice san più potere relazionale. Il dogma è dal consenso identitario.
Giovanni Paolo II nell’enciclica fonte di potere e coagula il biso-
Fides et ratio: «Esiste un insieme gno di consenso. Se nell’area re- L’insostituibilità
di conoscenze in cui è possibile
ravvisare una sorta di patrimonio
lativista qualcuno osasse affer-
mare qualche rimasuglio di legge della legge naturale
spirituale dell’umanità. È come naturale perderebbe subito potere
se ci trovassimo dinanzi a una fi- all’interno della sua «tribù». Oggi non si parla di legge natura-
losofia implicita per cui ciascuno Il «dogma» in genere mantiene le, neppure tra i teologi, con po-
sente di possedere questi princì- tanti elementi di senso comune, chissime eccezioni. I protestanti
pi, anche se in forma generica e ma ne può scalfire alcuni. Non si sono partiti da una filosofia no-
non riflessa» (n. 67). È di senso negano mai tutti e dieci i Coman- minalista, che nega l’esistenza
comune che un bambino abbia damenti, ma basta negarne uno o della legge naturale; ma anche tra
346
i cattolici c’è sempre stato a par-
tire da Ockham una corrente filo-
sofica nominalista. Questa lascia
alla Rivelazione la certezza di
valori morali oggettivi. Se però
sbiadisce la fede, risulta che nella
creazione non ci sia un ordine
oggettivo, ma caotico. Eppure, le
leggi della dinamica non cambia-
no mai! Qualcuno afferma che
con la fisica quantica non valgo-
no più neppure le leggi della di-
namica, ma ciò, se fosse vero,
varrebbe solo al di là della co-
Discorso di Benedetto XVI al Reichstag di Berlino, il 22 settembre 2011.
stante di Planck: al di qua di essa natura umana comprende la di- nismo, della Dichiarazione dei
a ogni azione corrisponde una mensione culturale e storica, non- Diritti umani dopo la Seconda
reazione uguale e costante. ché il bisogno di senso, di amore, guerra mondiale e fino alla forma-
Nonostante l’attacco di molti teo- di libertà vera. La tecnica, con i zione della nostra Legge Fonda-
logi antimetafisici, il Magistero suoi straordinari progressi, illude mentale la questione circa i fonda-
non ha mai abbandonato il tema sulla possibilità di costruire l’ul- menti della legislazione sembrava
della legge naturale. tra-umano, ma avrà sempre biso- chiarita, nell’ultimo mezzo secolo
Quando fu impostata su basi me- gno di attenersi alla legge natura- è avvenuto un drammatico cam-
tafisiche puramente essenzialiste le, altrimenti diventa strumento di biamento della situazione. L’idea
(Suárez) si arrivò all’obbrobrio distruzione: abbiamo inventato la del diritto naturale è considerata
della legge naturale etsi Deus non bomba atomica, ma è meglio non oggi una dottrina cattolica piutto-
daretur, tanto è grande la presun- usarla. Abbiamo inventato gli ae- sto singolare, su cui non varrebbe
zione della ragione astratta di po- roplani, ma non è il caso di ab- la pena discutere al di fuori del-
ter inquadrare tutto nelle essenze. bandonarli mentre si vola in mez- l’àmbito cattolico, così che quasi
Quell’impostazione ha portato a zo all’oceano in nome di una li- ci si vergogna di menzionarne an-
una sana reazione e a un improv- bertà dalle leggi di natura. che soltanto il termine».
vido rigetto. Si era arrivati, dopo Continuava: «Vorrei però affron-
Kant e con grandi sicurezze illu- Benedetto XVI tare con forza un punto che – mi
ministe, a sostenere una morale
autonoma, che non deve niente a a Berlino pare – venga trascurato oggi co-
me ieri: esiste anche un’ecologia
Dio. Oggi occorre ritrovare la te- dell’uomo. Anche l’uomo possie-
matica della legge morale naturale Rimarrà sempre fondamentale il de una natura che deve rispettare
come legge divina, nell’intreccio discorso tenuto da Benedetto XVI e che non può manipolare a pia-
di sapienza, religiosità naturale, al Reichstag, al Parlamento tede- cere. L’uomo non è soltanto una
religione civile, peccato, bisogno sco, proprio sulla legge naturale. libertà che si crea da sé. L’uomo
di salvezza, filosofia della storia. Dopo aver chiarito la necessità di non crea sé stesso. Egli è spirito e
Diceva Benedetto XVI: «Ma la poter distinguere il bene dal male volontà, ma è anche natura, e la
natura viene considerata oggi co- da parte dei politici, pena la possi- sua volontà è giusta quando egli
me una cosa puramente meccani- bilità di ricadute nella barbarie rispetta la natura, la ascolta e
ca, quindi che non contiene in sé sperimentata dalla Germania, af- quando accetta sé stesso per quel-
alcun imperativo morale, alcun fermava: «Contrariamente ad altre lo che è, e che non si è creato da
orientamento valoriale: è una co- grandi religioni, il cristianesimo sé. Proprio così e soltanto così si
sa puramente meccanica, e quin- non ha mai imposto allo Stato e al- realizza la vera libertà umana». E
di non viene alcun orientamento la società un diritto rivelato, mai concludeva richiamando la gran-
dall’essere stesso», e aggiunge- un ordinamento giuridico derivan- dezza delle radici d’Europa basa-
va: «Fondamentale è quindi ritro- te da una rivelazione. Ha invece te sulla fede nella creazione pro-
vare un concetto vero della natu- rimandato alla natura e alla ragio- pria degli ebrei e dei cristiani e
ra come creazione di Dio che par- ne quali vere fonti del diritto – ha sulla razionalità intrinseca alla
la a noi; il Creatore, tramite il li- rimandato all’armonia tra ragione creazione propria anche dei greci.
bro della creazione, parla a noi e oggettiva e soggettiva, un’armo- Concordiamo, ma rilevando l’in-
ci mostra i valori veri»1. Si è spes- nia che però presuppone l’essere sufficienza dell’impianto tradi-
so contrapposta la cultura alla na- ambedue le sfere fondate nella zionale europeo. Non si è portata
tura, la storia alla natura. Ma è Ragione creatrice di Dio. [...] Se a sostegno di tutta la cultura la
una stortura ideologica, perché la con ciò fino all’epoca dell’Illumi- frase radicale di sant’Agostino:
347
amor meus pondus meum, eo fe- innanzitutto dal bisogno di amo- appartenenza a creare imprevedi-
ror quocumque feror. Secoli di re. Per rispondere all’affetto si bili forzature al senso comune e
metafisica razionalista e poi di il- sviluppa la lealtà, il bisogno di alla semplice verità dei dieci Co-
luminismo hanno portato a consi- consenso, che spinge la mente a mandamenti o delle componenti
derare la vita secondo costruzioni conoscere sempre più, perché naturali per la famiglia o altro.
e ideali razionali cui attenersi per ogni apprendimento porta un con-
vivere in modo moralmente cor- senso. Ma anche da grandi è il bi- Legge naturale
retto. Ciò porta necessariamente
al moralismo, al volontarismo, e
sogno di consenso che orienta la
ragione. Da qui un problema im- & consenso
tra i cristiani al pelagianesimo, menso per il tema della verità.
per di più sempre sotto giudizio, Oggi abbiamo un’emergenza edu- Ciò non vuol dire che non ci si
dell’autorità o della propria co- cativa dovuta al fatto che quando possa fidare della legge naturale,
scienza immeschinita sulle pro- un figlio diventa adolescente fa- ma vuol dire che occorre appro-
prie azioni e sul confronto. Vitti- cilmente può agganciare il cuore a fondire tutto il tema del consenso
me di successo e insuccesso, di un’appartenenza primaria diversa in un gruppo primario, come na-
paragoni e lotte di potere, di re- da quella dei genitori e non c’è più tura profonda e abissale del cuore
sponsabilità istituzionali, di verità modo di capirsi e di trasmettere umano e delle relazioni sociali.
idolatrica, di giustizia somma- valori tradizionali. L’appartenen- Benedetto XVI invocava un al-
mente ingiusta. za primaria tra coetanei, sorta con largamento della ragione; effetti-
la rivoluzione giovanile del ’68, vamente occorre una ragione
La verità & l’amore, elimina di colpo valori millenari. «forte» che dia ragione della li-
virtù relazionale La legge morale naturale non è
delle essenze, ma del dinamismo
bertà e dell’amore. Non ci inte-
ressa un amore senza verità, ma
ultimo, divino, di tutto ciò che è certamente non ci basta una veri-
L’amore è stato inteso come virtù creato e che partecipa l’essere da tà che non sia verità dell’amore.
personale verso gli altri. In realtà, Dio. Nell’essere e non nelle es- La legge naturale non è astratta,
l’amore è dono relazionale con senze si attuano tutti i dinamismi ma scaturisce dalla realtà. La cu-
fonte divina, in cui si nasce, ci si ontologici e relazionali del crea- ra di una madre per il figlio è di
muove e si vive. to, sostanziati dalla dimensione legge naturale, spontanea, sem-
Non si procede da una verità storica, dall’amore, dalla libertà e pre presente, salvo casi patologi-
astratta a una vita moralmente dalla responsabilità verso gli al- ci. Ugualmente il senso di lealtà
corretta. Si nasce in una dimen- tri. La consistenza di una verità per le «persone essenziali» che
sione relazionale, che è sostan- morale iscritta nelle cose ha valo- danno senso alla nostra vita, là
ziata da istanze di amore. Dico re solo se si fonda su Dio e sulla dove c’è l’appartenenza primaria
istanze, perché il peccato origi- pienezza dell’essere creato, che del cuore. Si possono fare molti
nale è da cercare proprio nel cuo- comprende anche la chiarezza altri esempi, da cui risulta che la
re dell’amore, dell’appartenenza delle essenze iscritte nelle cose e legge naturale non è legata solo
primaria, dove si sostituisce la astraibili dalla ragione, ma mai ai dieci Comandamenti, ma reg-
fonte divina e gratuita dell’amore prescindendo dal disegno divino ge il senso comune, la razionalità
con l’immagine umana nella pro- di amore, che ci pone sempre in innata che ci permette di vivere
pria cerchia significativa; imma- una realtà relazionale dove trova da creature umane, nella famiglia
gine da procurarsi con prestazio- senso la vita. e nella società. È impressionante
ni di lavoro, di maternità, di cul- L’aver confuso la natura con ciò come si evade il confronto con la
tura, di politica o altro, cui si af- che è fisico o biochimico, o con legge naturale; eppure non se ne
fida idolatricamente il senso del- le essenze, ha portato a conside- può proprio fare a meno e tutti
la vita, che è sempre un «con- rare la storia e la cultura come prima o poi (più volte al giorno)
senso», un riconoscimento socio- luogo della libertà, da conquista- la invocano, magari senza accor-
religioso che configura l’apparte- re superando i legami naturali. gersene. Tutti diciamo «è giusto»
nenza primaria. Il nostro cuore, Ma la natura umana comprende o «non è giusto», sicuri di aver
impastato di amore divino, si in- la libertà e lo spirito, la storia e le ragione in modo oggettivo2.
curva, direbbe Agostino, e cerca relazioni, tutta intrisa del bisogno Se si guarda al di fuori della pro-
affannosamente il consenso. Noi di amore. La legge naturale non è pria cerchia si ritrova facilmente
siamo pieni di «amor proprio». a difesa del corporeo, ma dell’u- una verità iscritta nelle cose, che
La ricerca della verità è sempre mano, corpo compreso. Ha spes- si è sempre chiamata legge natu-
debitrice dell’amore, dritto o stor- sore relazionale in un’apparte- rale: facile distinguere tra bud-
to che sia. Si nasce in una fami- nenza primaria (sociale, cromo- dhisti pacifisti e nazisti razzisti.
glia, che comprende nonni e pa- somica, spirituale, religiosa e an- Ma è possibile porsi fuori dalla
renti. L’apprendimento è mosso che nella fede cristiana). È questa propria cerchia? È possibile porsi
348
in ricerca della verità oggettiva Anche i protestanti si collegano Capendo l’appartenenza primaria
dentro la propria appartenenza? con la Rivelazione, ma la leggo- – cosa difficile, molto difficile,
Resta il fatto che ognuno è porta- no con un proprio paradigma er- ma non impossibile – più facil-
to a usare la ragione non per cer- meneutico. mente ci si può aprire ad ascolta-
care la verità, ma per rafforzare il La Chiesa può contare sulla cat- re con buona volontà la testimo-
suo potere di consenso. tolicità: la lettura della Rivelazio- nianza dei cristiani coerenti che
ne con tutta la Tradizione e con illuminano le storture evidenti
L’appartenenza tutte le componenti della Chiesa. del peccato originale3, e la bel-
ecclesiale Nessun riformatore cattolico
pensa che solo lui abbia colto il
lezza dell’amore di Cristo che
salva il nostro cuore ammalato di
Vangelo nella sua verità, mentre amore. Capendo che la verità è
Certamente, nell’appartenenza a Lutero è successo proprio que- quella dell’amore, relazionale, in
ecclesiale, dove può agire lo Spi- sto, e così è per le circa 25.000 un dono grande che ci compren-
rito Santo, nella misura in cui ci si chiese o sette protestanti. de tutti e pertanto mistero per
santifica si va dipendendo sempre Anche gli ebrei si rifanno alla Ri- ciascuno, sempre aperta e sempre
più dal consenso soprannaturale, velazione dell’Antico Testamen- appagante, diventa più facile ri-
che libera dal giudizio degli uo- to: leggono i salmi esattamente scoprire la verità oggettiva, la
mini e permette di ritrovare una come noi, ma con un’ermeneuti- legge naturale rivivificata in un
passione per la verità in sé. Gesù ca ben differente, secondo la loro concetto di natura molto più di-
è morto per la verità! Gesù eleva appartenenza. namico, nell’àmbito di un dono
l’amore di Dio alla relazione tri- relazionale sostanziato dall’amo-
nitaria, dove si recupera l’amore La Chiesa cattolica re. Si può capire che il disegno di
primitivo dell’uomo creato a im-
magine divina, ma soprattutto ci difende la ragione Dio è disegno di amore; che c’è
una stortura nell’amore e che Ge-
si scopre consorti della vita inti- sù ci eleva e ci recupera.
ma divina, figli nel Figlio. Il le- La Chiesa, inoltre, ha sempre di- Naturalmente quanto detto non è
game di amore in cui necessaria- feso la razionalità, la ragione co- sufficiente per impostare il tema
mente ci muoviamo anche dopo me facoltà voluta da Dio per cer- della verità. Queste poche righe
il peccato originale smette di es- care la verità. L’ha difesa sempre intendono collocarlo in una nuo-
sere un legame servile (indotto e assai meglio degli illuministi, va prospettiva.
dal peccato originale) per diven- che erano arrivati a farne una
tare legame filiale, libero nell’a- dea, un assoluto. Dato che asso- Ugo Borghello
more. Questa è la verità dell’uo- luto non è, non potendo risolvere
mo, resa possibile da Gesù. «Se tutta la verità dell’uomo, che si
rimanete nella mia parola, siete apre al mistero dell’amore e deve
davvero miei discepoli, conosce- dare un senso alla sofferenza, la
Discorso ai Vescovi italiani riuniti in
rete la verità e la verità vi farà li- ragione è caduta nello scettici-
1

Assemblea, giovedì, 27 maggio 2010.


beri» (Gv 8, 31-32). Solo con la smo. In origine i protestanti han- 2 Come dimostra Michael Dummett, noi

crescita in santità, con una reale no rifiutato ogni filosofia. Solo la siamo sempre disposti a prendere sul se-
incorporazione a Cristo, ci si va Chiesa ha difeso la ragione nel rio la pretesa di verità implicita in ogni
liberando dal portato idolatrico suo compito metafisico, anche se asserzione, altrimenti non ci sarebbe la
possibilità di un pensiero definito dietro
del peccato originale, che ci spin- per secoli la metafisica è rimasta il nostro asserto; parleremmo per non di-
ge visceralmente a cercare la fon- impantanata nel primato delle es- re nulla. Se lo scettico (oggi diremmo
te dell’amore negli altri piuttosto senze e ciò ha soffocato il prima- l’assertore di un pensiero debole) ci con-
che in Dio. Chi si santifica va de- to della comunione rispetto all’i- vincesse che colui che parla è il primo a
non dover prendere sul serio la pretesa di
siderando sempre più la verità og- stituzione ecclesiastica. verità delle sue asserzioni, allora, conclu-
gettiva, nella ricchezza della crea- Tuttavia, non è così che possia- de Dummett, scenderebbe su di noi «una
zione divina e della redenzione. mo affrontare il problema della maledizione peggiore di quella che Dio
Anche i cattolici si muovono in verità, a partire dal dire che noi ha imposto ai costruttori di Babele: inve-
un recinto ermeneutico. Se non si abbiamo ragione. Bisogna partire ce che parlare diversi linguaggi non par-
lare affatto un vero linguaggio». Prendo
santificano, rientrano nella lettu- dallo studio dell’appartenenza queste considerazioni da Roberta de
ra idolatrica della propria espe- primaria. Se tutti si convincesse- Monticelli, che rimanda al libro di M.
rienza. Ma nella Chiesa la possi- ro di tale condizionamento, si po- Dummett, La natura e il futuro della filo-
bilità di essere dalla parte della trebbe capire che esiste una di- sofia, Il Melangolo, Genova 2001.
verità dell’uomo è maggiore. In- mensione relazionale più grande
3 Vale la pena ricordare Chesterton quan-

do diceva, con la sua ironia, che la gente


nanzitutto, c’è la Rivelazione so- della somma dei soggetti in rela- si accanisce a negare ciò che vi è di più
prannaturale, che le altre religio- zione, come studia da tanto tem- evidente: il peccato originale. Basta svol-
ni non hanno. po Pierpaolo Donati. tare l’angolo della strada che lo incontri.
349
IDEE

Breve meditazione sul potere


«Quando sento che una nave ha Ma se la sua cancellazione è im- diventa uomo, «quel momento in
bisogno di eroi come marinai, mi possibile, consegniamolo all’im- cui Dio e il mondo sono diventati
domando se sia marcia e vec- maginazione poetica: «L’imma- una cosa sola» (Ratzinger), an-
chia» (Bertolt Brecht). Effettiva- ginazione al potere» fu uno dei che il potere è purificato e nobili-
mente è così, tante volte la nave tanti slogan con cui i movimenti tato, divinizzato, nella sua fun-
della comunità politica e delle del ’68 tentarono irresponsabil- zione di riordinare tutte le rela-
sue istituzioni come di quelle ec- mente di scardinare l’ordine mo- zioni umane. La struttura del po-
clesiastiche o di qualsiasi altro ti- rale insieme alle sue molteplici e tere è un sistema aperto tra chi
po si dimostrano insicure ed esi- inevitabili degenerazioni che ac- comanda e chi ubbidisce, «forza
gono appellarsi alla generosità e compagnano la nostra storia di comune che risulta da quanti fan-
alla fortezza non soltanto di ma- santi e di peccatori. no parte di una comunità» (Han-
rinai, ma anche di timonieri eroi- nah Arendt).
ci. In assenza di queste disposi- Un volto Gesù di Nazareth viene a mostra-
zioni, è facile che si incattivisca-
no le relazioni di chi comanda diabolico re che il potere è servizio, anche
il più umile servizio: lavare i pie-
con chi deve ubbidire e di coloro di sporchi di coloro che non tratta
che ubbidiscono fra di loro. L’in- A conclusione dell’assemblea da sudditi né da servi, ma da ami-
sofferenza del potere non dipen- convocata da papa Francesco per ci. L’esempio che Gesù ci ha dato
de esclusivamente dalla costata- definire una chiara e ambiziosa non ammette alcuna furbesca re-
zione dell’abuso che spesso se ne strategia con cui contrastare e torica se si parla di potere come
fa da parte dei suoi detentori, i prevenire la piaga degli abusi di servizio.
quali a loro volta lamentano l’in- potere che l’infanzia subisce in Essere uomo per Gesù significa
gratitudine che accompagna i sa- tutto il mondo, civile ed ecclesia- essere sottomesso alla legge del
crifici di un esercizio responsabi- stico, ha parlato con forza di una popolo a cui appartiene: viene
le e onesto. Sorprende con quan- manifestazione diabolica dello circonciso, paga il tributo, ubbi-
ta ambizione si cerchi un potere spirito del male che non risparmia disce all’autorità di Giuseppe e di
che dà luogo a tante delusioni e nessun àmbito del potere. Forse Maria. Respinge la tentazione
rimane circondato da diffidenza e qualcuno se n’era dimenticato: il diabolica di esercitare un potere
acrimonia in un’epoca in cui le principe della menzogna induce assoluto, ma sa «partecipare alla
sedi del potere fanno acqua da al primo peccato dell’umanità gioia e al successo che una vita
tutte le parti. corrompendo l’ineliminabile le- pubblica può garantire [...], con-
Ambizione, delusione, ingratitu- game di comando e di obbedienza dividere il peso e i pericoli con-
dine, diffidenza, acrimonia, in- che regge l’ordine della convi- nessi all’esporsi nella società.
sofferenza e tanti altri sentimenti venza divina e umana, seminando Chi opera in seno alla collettività
circondano il potere, qualunque sospetto e diffidenza verso la fon- non si fa soltanto degli amici, ma
potere: politico, ecclesiastico, in- te ultima di ogni potere legittimo, si espone anche a contraddizioni,
tellettuale, economico-finanzia- e rendendo l’abuso di potere par- malintesi e strumentalizzazioni.
rio, professionale, sportivo. Lo si ticolarmente diabolico. Si com- Il suo nome e la sua parola pos-
vorrebbe addirittura eliminare prende che Carl Schmitt abbia sono essere usati da partiti di de-
dalla vita sociale, ma s’impone detto che il volto demoniaco del stra e di sinistra [...]. Vivere una
da sé, non ha un’origine storica, è potere si diffonde parallelamente vita pubblica significa, parados-
connaturale all’esistenza umana al grido «Dio è morto». salmente, conoscere l’isolamento
che è nativamente sociale e senza Ma Dio non è morto, anzi è venu- [...], la disillusione che deriva
un qualche potere nessuna socie- to ad abitare per sempre con noi. dall’amicizia tradìta, come pure
tà si costituisce e perdura: «Sen- Con la grande svolta della storia l’incomprensione dei discepoli,
za una direzione un popolo deca- che significa il momento in cui ben intenzionati, ma fragili»
de» (Pro 11, 14). Dio onnipotente e misericordioso (Ratzinger). Infatti, il re di Israe-
350
le che dà la vita per il suo popolo
regna da un patibolo.

Gesù
& il centurione
Il Vangelo ci presenta momenti
in cui Gesù si trova di fronte a
uomini di potere, a volte anoni-
mi, scribi, farisei, dottori della
legge, e ci sono ben noti i rimpro-
veri loro rivolti per il cattivo
esercizio della loro autorità –
scaricano sugli altri pesi che loro
non vogliono portare – e le av-
vertenze che dà al popolo, lascia-
to a sé stesso, di fare quello che
essi insegnano ma di non imitare
la loro condotta. Paolo Caliari (Veronese), Cristo e il centurione, 1575 ca.
Altre volte Gesù si incontra con
uomini di potere concreti: il capo cuore di questo soldato romano, stro popolo, ed è stato lui a co-
della sinagoga Giairo, il centu- «sta per morire». La fama di Ge- struirci la sinagoga».
rione, Caifa, Pilato, Erode. Sono sù è giunta anche a lui. Non vive È bello sentir dire di chi ha pote-
episodi che a meditarli attenta- abbarbicato entro le mura del Po- re che ha fiducia e ama, con i fat-
mente ci danno una risposta a tut- tere, e manda «alcuni anziani dei ti, i suoi sottoposti fino a interes-
te le domande che sorgono in noi giudei», cioè persone che conta- sarsi delle loro necessità. Chi go-
di fronte alla realtà del potere sia no, da Gesù «a pregarlo di venire verna, chi comanda, non può im-
quando tocca comandare sia e salvare il suo servo». Questi an- porre un regime di vita che di fat-
quando tocca ubbidire. ziani dimostrano di non andare di to impedisce l’adempimento di
Soffermiamoci sull’esempio di mala voglia a trasmettere buro- doveri fondamentali: famigliari,
buon esercizio del potere che Ge- craticamente il messaggio perché religiosi, sociali.
sù trova in un pagano presentan- comandati dal militare che tiene
docelo come modello da imitare sotto controllo il loro Paese. Gli Il principio
di autorità
(Lc 7, 1-10). anziani, «giunti da Gesù, lo sup-
Il centurione romano si trova di plicavano con insistenza: “Egli
stanza in Palestina esercitando il merita che tu gli conceda quello
potere in nome dell’imperatore che chiede – dicevano –, perché Ma c’è ancora da imparare da
Cesare Augusto. Potere militare, ama il nostro popolo ed è stato questo Vangelo. Com’è impor-
forse il potere più difficile da ac- lui a costruirci la sinagoga”». tante leggere e meditare quotidia-
cettare e quindi da gestire. Fermiamoci un momento su que- namente alcuni minuti il Vange-
Il centurione conosce bene le sta prima parte del Vangelo a lo; non si finisce mai di trovare
consuetudini dei giudei, sa che considerare in quale modo il cen- indicazioni che ci aiutano nella
non possono entrare in casa sua turione esercita il suo potere: pre- vita quotidiana a vivere bene.
perché egli non appartiene al po- ferisce inviare come messaggeri Le parole degli anziani fanno
polo di Israele, popolo eletto. di un incarico che gli sta tanto a breccia nel cuore di Gesù che «si
Certamente, lui, cittadino roma- cuore non i suoi fedeli soldati, incamminò con loro» verso la ca-
no, di un Impero che domina in- persone costituite in autorità, ma sa del centurione. Ma prima di ar-
contrastato il mondo allora cono- gli anziani appartenenti a un po- rivare, quando «non era ormai
sciuto, non si sente per questo polo in quel momento umiliato e molto distante dalla casa» il cen-
discriminato, ma ne tiene conto. vinto da Roma la cui fiducia era turione manda «alcuni amici a
Notiamo che rispetta le consuetu- tutta da dimostrare. Il centurione dirgli: “Signore, non disturbarti!
dini degli ebrei e ha con loro dimostra fiducia, e gli anziani Io non sono degno che tu entri
buone relazioni: lo dimostra l’e- non deludono. Perorano calda- sotto il mio tetto; per questo io
pisodio evangelico. mente con dati alla mano, la ri- stesso non mi sono ritenuto degno
Un servo che il centurione «ave- chiesta del centurione: «Egli me- di venire da te; ma di’ una parola
va molto caro», già questa parola rita che tu gli faccia questa gra- e il mio servo sarà guarito. An-
«caro» ci fa conoscere il grande zia, dicevano, perché ama il no- ch’io infatti sono nella condizio-
351
ne di subalterno [sono sottoposto
a un’autorità] e ho dei soldati sot- DIRITTO
to di me e dico a uno: ‘Va!’, ed
egli va; e a un altro: ‘Vieni!’, ed
egli viene; e al mio servo: ‘Fa
questo!’, ed egli lo fa”».
Da queste parole vediamo che il
centurione sa di essere dotato del
Norma giurdica & dato so
potere sufficiente per ottenere
obbedienza dai suoi soldati e an-
che dai giudei, più che sudditi
amici, che, intercedendo presso Il rapporto con la società è l’ele- normativo dev’essere interpreta-
Gesù, ricambiano il dono del mento vivificante del diritto, è il to in rapporto alle concrete esi-
tempio nel quale pregano e si riu- diritto vivente, l’aspetto concreto, genze della vita associata, che es-
niscono. Non sorprende per que- vivo e tangibile dell’ordinamen- so ha a oggetto.
sto che ci sia fra loro vera amici- to. Tanto più il diritto raggiunge i Il problema fondamentale del-
zia e non falsa adulazione. propri scopi di garanzia di civile l’interpretazione giuridica è dun-
Il centurione non è preda della convivenza, quanto più è aderen- que quello di adeguare l’astratta
paranoia del potere, sapiente- te alla vita, alle esigenze della so- forma normativa alle concrete
mente si riconosce sottoposto a cietà, alle istanze che da quella esigenze della vita associata, ri-
un’autorità superiore, si dichiara promanano. Il sistema normativo spettando i precetti contenuti nel-
un subalterno e soprattutto si dev’essere interpretato non in sé, la fattispecie astratta, ma nello
considera davanti all’autorità quale astrazione, bensì in rappor- stesso tempo attribuendo loro un
morale e spirituale di Gesù inde- to alla vita associata, alla corretta significato che li renda idonei a
gno della pur minima attenzione. regolamentazione dei rapporti so- disciplinare in maniera soddisfa-
Davanti a questo esempio non di- ciali, ai quali è destinato. cente i rapporti intersoggettivi.
mentichiamo che chi comanda Le carenze del normativismo,
può comandare proprio perché è quali sono state sempre eviden- L’adattamento
comandato, perché si sa sottopo-
sto a un’autorità superiore da ser-
ziate anche in riferimento alla
dottrina più famosa, qual è per alle esigenze sociali
vire con fedeltà. Chi ha un qual- esempio quella kelseniana, ri-
siasi potere è vincolato al manda- guardano la dissociazione tra la Bisogna quindi superare l’impo-
to ricevuto di comandare gli altri norma giuridica e la situazione stazione normativistica in ciò che
nell’interesse dell’istituzione, del- concreta alla quale quella si rife- essa ha di formale, considerando
l’azienda, della collettività, del risce, che renderebbe il sistema tale termine in senso deteriore.
popolo, in ultimo termine di Dio: normativo avulso dalle esigenze Non tenere conto della realtà so-
«Non c’è autorità se non da Dio», più vive del corpo sociale. Ma a ciale ai fini interpretativi è «for-
ci ricorda san Paolo (Rm 13, 1). ciò si deve obiettare che il diritto, malismo» giuridico, nel senso
Occorre quindi obbedire a Dio, in quanto realtà formale, non co- tradizionalmente inteso di inca-
alla propria coscienza, senza ce- stituisce un sistema che in quanto pacità di valutare adeguatamente
dere a interessi personali, di cor- espressione di logica e di razio- aspetti morali e di giustizia, ver-
date, di fazioni politiche. Sono nalità sia estraneo alle esigenze so i quali non si abbia sufficiente
queste le premesse esemplari di della società alla quale si riferi- sensibilità, o che comunque non
una condotta non ricattabile che sce, ma è destinato alla regola- si sia capaci di comprendere ade-
ottiene la libera e responsabile mentazione di tali rapporti, così guatamente ai sensi del diritto
obbedienza e collaborazione dei come concretamente si configu- positivo. Tale atteggiamento con-
sottoposti da considerare real- rano, e unicamente in tale disci- duce a palesi iniquità, perché
mente amici. plina ha una sua ragion d’essere. l’imprescindibile richiamo alla
Lo stile evangelico di esercizio Se la forma normativa, conside- realtà sostanziale è alla base, pro-
del potere non è né aspro né pu- rata nella sua astrattezza, urta ne- prio sul piano strettamente giuri-
sillanime, non ha bisogno di al- cessariamente, costantemente, dico, delle esigenze sociali delle
zare la voce: «Qui comando io». con le esigenze nuove e in peren- quali si deve tener conto nell’in-
Non è vilmente anonimo, ma fi- ne mutamento della vita colletti- terpretazione della norma. La
sicamente presente soprattutto va, una sua corretta interpretazio- norma giuridica deve pertanto es-
nei momenti di difficoltà che non ne dev’essere condotta in riferi- sere adattata alle esigenze con-
mancano mai. mento alle esigenze della realtà crete della società
concreta, nella quale unicamente La norma dà la rappresentazione
Michelangelo Peláez ha un suo significato. Il sistema ideale di un certo fenomeno, che
352
ciale
viene definito generalizzando, at-
traverso caratteristiche costanti, i
suoi aspetti. La forma rispecchia
l’aspetto esteriore della realtà,
compiuta attraverso quella sche-
matizzazione che è richiesta per
effettuare la disciplina dei rap-
porti intersoggettivi. Essa non è
il riflesso di tutti gli aspetti del
reale, ma solo di quelli che hanno
questa rilevanza.
Per sua natura la norma ha quindi
Giotto, allegoria della Giustizia, 1305 ca., Padova, Cappella degli Scrovegni.
un contenuto – per così dire – de-
formante di una realtà più specifi- pare completo nella misura in cui implica la sua valutazione mora-
ca e, in quanto tale, diversa. Pro- venga interpretato alla luce della le, così come di opportunità e
prio perché l’idea è un’astrazio- fattispecie concreta che esso ha a convenienza, e di ogni altro pro-
ne, è praticamente impossibile oggetto, e quindi venga adeguato filo pregiuridico, e quindi anche
che essa riproduca con esattezza alla realtà. il richiamo di quei valori che at-
la fattispecie alla quale si riferi- traverso i princìpi giuridici ven-
sce. L’idea implica sempre una Fattispecie astratta gono fatti propri da ciascun ordi-
generalizzazione della realtà ma-
teriale. Essa coglie soltanto certe & concreta namento, e che risultano pertanto
determinanti per la ricostruzione
caratteristiche di un fenomeno as- della fattispecie astratta. La rico-
sociativo, che dev’essere astratta- L’interprete deve richiamare, nel- struzione della fattispecie astrat-
mente rappresentato. l’àmbito di ogni complesso nor- ta, effettuata con il concorso di
La fattispecie astratta, nella sua mativo che disciplina i rapporti più norme, determinato, nel suo
genericità, richiede di essere in- intersoggettivi, quelle norme giu- concreto atteggiarsi, da criteri
tegrata da disposizioni più speci- ridiche che appaiono idonee a di- pregiuridici, si identifica con la
fiche per adattarsi alla situazione sciplinare la fattispecie concreta. valutazione e la qualificazione
concreta; o viceversa la norma Ciò è sempre possibile, e dipende della fattispecie concreta, ed è
specifica può, quando occorra, dalla ricostruzione del fatto. La implicita pertanto nella ricostru-
essere estesa ad altre situazioni ricostruzione del fatto determina zione di quest’ultima: si richia-
simili. La schematizzazione del la ricostruzione della fattispecie mano, considerandole pertinenti,
reale tanto più è rigida quanto più astratta, attraverso l’individua- quelle norme che sono implicite
conduce a conseguenze assurde e zione delle norme corrisponden- in questa valutazione.
inattendibili. La forma invece è ti, in quanto essa si traduce nel La ricostruzione della fattispecie
di per sé, non nel suo imperativi- definire il contenuto materiale di astratta, quale entità costituita da
smo, ma nei suoi contenuti, una una certa situazione giuridica e più norme giuridiche, presuppo-
realtà flessibile, che si presta ad formale, che è destinata a regola- ne non solo il richiamo di queste
assumere più specifici o più ampi mentarlo. ultime, che necessariamente vie-
contenuti. Interpretare il diritto La ricostruzione del fatto non è ne compiuto sulla base della fat-
significa anche costruire l’ordi- importante soltanto in riferimen- tispecie concreta, ma anche la de-
namento, perché la norma nella to all’accertamento di una situa- terminazione dei rapporti fra le
sua astrattezza dev’essere com- zione considerata nella sua mate- norme che al riguardo vengono
pletata attraverso il richiamo alla rialità, ma anche e soprattutto per in considerazione. Tale determi-
realtà sostanziale alla quale si ri- la sua qualificazione giuridica; nazione definisce quella situazio-
ferisce. Anzi, l’ordinamento ap- perché la qualificazione del fatto ne normativa che corrisponde al-
353
Un adattamento
la specifica fattispecie che si pre- diritto nel senso che essa è alla
senta all’esame dell’interprete. base di quell’adeguamento della
L’astratta fattispecie normativa è fattispecie astratta a quella con- costante
dunque determinata dal contenu- creta, quale viene compiuta in via
to di una pluralità di precetti; e interpretativa, e che si considera L’interpretazione della fattispecie
anche quando la norma sia una con esattezza come l’unica realtà astratta, quale entità normativa
sola e specifica, sempre si può ri- giuridicamente tangibile dell’or- che nel corso del tempo rimanga
correre ai princìpi generali del di- dinamento. Il diritto effettivamen- fissa e immutabile, prima che
ritto o a norme di carattere più te applicato lo è, o così dovrebbe, nuovi precetti giuridici ne modifi-
generale per adeguare, quando quando viene in considerazione chino la consistenza, deve mutare
occorra, il precetto, nei limiti del- una corretta interpretazione, com- per adeguarsi ai cambiamenti che
la sua flessibilità, alle particolari- piuta sulla base di un’esatta rico- sono imposti dal continuo evol-
tà della situazione concreta. struzione dei rapporti sociali. Poi- versi della vita associata.
ché la norma deve rispettare la La situazione concreta si atteggia
Specchio realtà alla quale si riferisce, tanto
più corretta sarà l’interpretazione
diversamente a seconda dell’a-
spetto cangiante e mutevole delle
della realtà che ne viene data quanto più la concrete istanze che promanano
norma riprodurrà fedelmente que- dal corpo sociale. Cambia il fat-
La fattispecie astratta deve tra- sta realtà, che essa, come entità to, e cambiano anche i criteri con
dursi in un’immagine normativa normativa, deve cogliere. cui devono essere affrontate certe
la quale costituisca lo specchio Attraverso la norma giuridica si situazioni. E tali criteri devono
della realtà alla quale essa fa rife- rispecchia la realtà sostanziale, entrare a far parte, attraverso
rimento, e che vuole struttural- così che questa è un riflesso, un’adeguata simbiosi, della strut-
mente modificare nel senso volu- un’immagine del reale. La norma tura formale della norma. Un
to. L’interpretazione della norma come immagine, l’immagine nor- adeguamento della norma è pre-
dev’essere condotta costantemen- mativa, non dev’essere solo il ri- sente in qualunque analisi della
te in riferimento a una certa situa- flesso della volontà collettiva, ma fattispecie concreta. Dato che la
zione concreta, perché la forma, anche della situazione sottostante realtà concreta, in un certo mo-
nella quale si traduce la fattispe- alla quale si riferisce, e che essa mento storico, quasi sempre di-
cie astratta, non è concepibile a vuol modificare qualora appaia, verge da quella che si è già veri-
prescindere dalla sostanza con la dal suo volere, difforme. L’imma- ficata, vi dev’essere un costante
quale è in rapporto, e alla quale gine normativa è destinata in pri- adattamento della norma alla fat-
dev’essere adeguata dall’inter- mo luogo a riprodurre la realtà so- tispecie concreta, che determina
prete. La realtà concreta non mo- stanziale propria della fattispecie una corrispondente modifica del
difica la coattività della norma concreta, che essa vuole plasmare diritto positivo, quale viene ap-
giuridica, ma ne condiziona l’o- in un certo modo. La volontà im- plicato nella realtà vivente dei
peratività, adattandola al suo con- perativa e precettiva del legislato- rapporti intersoggettivi: vi de-
tenuto. Poiché tra la norma come re non si può concepire che in v’essere questo continuo passag-
entità astratta, e quindi tra la fatti- quanto avente a oggetto quella si- gio dall’astratto al concreto, che
specie astratta della quale la nor- tuazione che essa vuol modificare tanto più adempie ai propri scopi
ma è espressione, e la situazione secondo le proprie prescrizioni. quanto più è aderente alle esigen-
concreta intersoggettiva, alla qua- La norma presuppone la fattispe- ze della società, quali si manife-
le la norma dev’essere applicata, cie concreta alla quale fa riferi- stano nel loro perenne divenire.
non vi è mai o quasi mai una cor- mento, così che la determinazione Questo non deve alterare la rigi-
rispondenza perfetta, in quanto la del contenuto normativo attraver- dità del diritto, la sua natura
situazione sostanziale alla quale so il reale avviene per sua volontà, strutturale; perché la norma non
la norma è destinata è cangiante e perché è proprio quel contenuto dev’essere modificata, quale ri-
mutevole, e presenta infiniti che essa vuol modificare attraver- sulta dalla sua effettiva formula-
aspetti che differenziano l’una si- so le proprie disposizioni. zione, ma solo devono essere
tuazione dall’altra, l’interprete ha La norma, in quanto astrazione, è adottate quelle interpretazioni
ampie possibilità di adattamento necessariamente una sintesi sche- che più appaiono consone alle
del precetto giuridico, il cui signi- matica di una più complessa real- esigenze vive e attuali della so-
ficato può essere ampliato o ri- tà. Ed è compito dell’interprete cietà. La norma dev’essere ade-
stretto a seconda delle circostan- definire quest’ultima per comple- guata alla realtà sostanziale, pur
ze, in rapporto al variare della ri- tare, in relazione alle concrete restando intatta la sua essenza
costruzione che venga data della modalità del suo operare, il con- normativa e strutturale.
fattispecie concreta. tenuto precettivo della fattispecie
La situazione concreta è fonte di astratta. Alessandro Catelani
354
SOCIETÀ

Ripartire dall’Amore
L’efficacia dell’esperienza del Marital Counseling
L’amore autentico fra due persone è il bene da cui ricominciare ogni giorno,
da difendere sopra ogni cosa. Non c’è litigio, non c’è ragione che tenga: l’a-
more vale di più e per questo va coltivato e difeso dagli inciampi della vita.
Dopo il successo, sempre con le Edizioni Ares, di Matrimonio & Paura. Si può
ancora dire per sempre? (pp. 88 euro 9), Cosimo Luigi Russo rilancia con Ri-
partire dall’amore (pp. 96, euro 9), volume in cui, partendo da casi concreti,
l’Autore mostra anche l’efficacia della metodologia del Marital Counseling,
cioè di come la mediazione e il dialogo possano essere risolutivi delle crisi di
coppia, anche le più cruente. Anticipiamo qui di seguito l’Invito alla Lettura
della neuropsichiatra Mariolina Ceriotti Migliarese.

Nel mio lavoro di psicoterapeuta


la richiesta di aiuto alle coppie in
crisi è diventata sempre più fre-
quente; ma ciò che più mi colpi- Il libro di Cosimo Luigi Russo è
sce è che la maggior parte delle ri- un buon aiuto in questa direzione,
chieste arriva ormai da coppie di perché in modo agile ed efficace
persone che si sono sposate in mette a fuoco, a partire dalla sua
Chiesa: le persone non credenti si esperienza di marital counselor,
rivolgono oggi con maggiore fre- quelli che sono i «fondamentali»
quenza all’avvocato per le proce- di un rapporto coniugale, i suoi
dure di separazione, piuttosto che imprescindibili elementi-base.
al terapeuta per un tentativo di ri- Il libro non si rivolge alle coppie
costruzione. Mi sembra che que- in crisi ma a tutte le coppie, in
sto la dica lunga sullo stato attuale ogni fase del loro percorso, per
del matrimonio, ma anche sulla aiutarle a riscoprire il valore della
difficoltà di leggerlo come una loro relazione e il suo significato
strada possibile e realistica di feli- Cosimo L. Russo, consulente pienamente vocazionale, toccan-
cità: solo i credenti, sembrerebbe, di Marital Counseling, e do punti che è indispensabile co-
mantengono ancora aperta la spe- le copertine dei suoi libri. noscere: la scoperta dell’identità
ranza. Ma anche in loro il dubbio specifica di ogni coppia (il sé co-
è crescente: davvero è umana- cosa che non si improvvisa: oggi niugale, che Russo definisce il
mente possibile stare insieme per più che mai è necessario in primo «Cuore Comune»), la centralità di
tutta la vita? Davvero è possibile luogo comprendere in che cosa un buono scambio sessuale, l’im-
stare insieme in modo positivo e consiste questa specialissima rela- portanza del concetto dei «Punti
non solo sopportandosi a vicenda zione uomo-donna, che contiene di vista» che ci aiuta a uscire dalle
con eroico sacrificio? in sé il progetto del per-sempre; è contrapposizioni sterili e a rinun-
necessario riflettere su quali sono ciare alla questione impossibile su
Custodire sempre le sue inevitabili difficoltà, ma an- chi ha «oggettivamente» ragione
il «Cuore Comune»
che su quali possono essere i pen- in un conflitto.
sieri-guida che aiutano a nutrirla, Si tratta di riflessioni che hanno
a rinnovarla e quando necessario una forte ricaduta operativa nella
Certo, vivere una vita lunga e anche a ripararla. Sono necessari vita della coppia e che, se ben as-
umanamente ricca con la persona pensieri di buona manutenzione, similate, possono rendere davvero
di cui ci si è innamorati rimane un ma anche pensieri che aiutano a migliore la vita insieme.
profondo e costante desiderio del gestire gli inevitabili conflitti per
cuore. Ma la vita insieme è qual- poterli superare. Mariolina Ceriotti Migliarese
355
EMIGRAZIONE

Minori stranieri in Italia


Le maggiori reti radio-televisive esigenze fisiche e morali di mi- di lavoro nel nostro Paese e la pre-
trasmettono con frequenza setti- gliaia di bambini e di giovani sunta facilità di giungervi (diffusi
manale – alcune plurisettimanale colpiti dagli effetti devastanti da servizi televisivi visibili nei
– servizi segnati da fatti di vio- della esplosione – nell’aprile del Paesi d’origine, ma soprattutto da
lenza, brutalità, sopraffazioni e 1986 – della centrale nucleare di organizzazioni che lucrano sul
crudeltà, dei quali, oltre le perso- Chernobyl. traffico di migranti). Suggestione
ne, spesso sono protagoniste an- creata su soggetti provati da duris-
che le famiglie. Occasionalmen- I minori stranieri sime condizioni di vita e di lavo-
te, e raramente, trasmettono inve-
ce servizi su fatti e comporta- non accompagnati ro. La seconda, è la volontà di
minori «residuali» nelle terre
menti caratterizzati da manifesta- d’origine di raggiungere i fami-
zioni di amore, carità, solidarietà. I Minori Stranieri Non Accompa- gliari o membri della comunità
Nella grande stampa quotidiana e gnati (da ora MSNA) che sono nelle «terre dell’oro» dell’Euro-
periodica, il rapporto tra le fre- giunti e che giungono in Italia pa, in cui genitori o membri delle
quenze dei due generi di servizi è costituiscono un problema di comunità si sono trasferiti.
la stessa; con l’aggiunta che vi grande e delicata portata; innan- Le due motivazioni sono all’ori-
sono testate periodiche dedicate zitutto per le istituzioni pubbli- gine dei diversi comportamenti
esclusivamente ai fatti delittuosi. che, ma anche per le comunità. A dei MSNA giunti in Italia. Quelli
Nell’ultimo articolo scritto per Il renderlo evidente bastano poche spinti dalle suggestioni, nono-
Giorno, prima di essere seque- cifre. Al 31 dicembre 2018 i stante le delusioni all’arrivo, so-
strato e assassinato dalle Brigate MSNA in Italia erano 10.787, il no portati a dare valore alle rego-
Rosse, Aldo Moro osservava, con 92,7% maschi e il 7,3% donne. Il le e ai programmi dei centri di
rammarico, come venissero sfrut- 62% dei maschi ha 17 anni, il 7% accoglienza, assistenza e qualifi-
tati sistematicamente fatti e vi- meno di 15. Il 44,6% delle donne cazione. Nei quali svolgono atti-
cende a forti tinte emozionali al ha 17 anni, il 20,6% meno di 15. vità persone – in età e giovani di
fine di mantenere e accrescere le I maschi provengono soprattutto ambo i sessi – con senso di re-
tirature, trascurando fatti, vicende da Albania, Egitto, Gambia, Gui- sponsabilità, passione, capacità
e situazioni che, adeguatamente nea, Eritrea, Costa d’Avorio. Le di adattare, e di correggere quan-
raccontate e valorizzate, potreb- donne soprattutto da Nigeria, to possibile, aride norme e mode-
bero contribuire ad affermare va- Eritrea, Albania, Costa d’Avorio, stia di mezzi, al fine di creare un
lori positivi per la vita delle per- Somalia. Strutture pubbliche di rapporto, delicato e complesso,
sone, delle comunità e delle isti- competenza dei Ministeri degli con bambini e giovani di matrici
tuzioni. Voglio richiamare due di interni e del lavoro, ispirate da culturali, sociali, religiose il più
queste vicende, sia pure in sintesi normative internazionali, offrono delle volte lontanissime dalla
estrema. assistenza e servizi di inclusione propria formazione e dalla pro-
La prima riguarda gli indirizzi e i sociale agli stranieri non accom- pria vita. Dunque, esperienze
modi con cui le istituzioni affron- pagnati anche non richiedenti preziose, atte ad arricchire i com-
tano l’arrivo nel nostro Paese dei asilo, sino al compimento della portamenti positivi delle comuni-
minori stranieri non accompa- maggiore età, e alla definizione tà nei confronti dei nuovi «diver-
gnati, legato al fenomeno epoca- della domanda «di protezione in- si», destinati ad avere un peso
le delle migrazioni dal sud al ternazionale». La Sicilia è la re- crescente in tutti i comparti di vi-
nord del mondo. La seconda, gli gione che accoglie nelle strutture ta, di scuola e di lavoro. Quelli
indirizzi e i modi con cui le isti- il maggior numero sia di uomini che partono per ricongiungersi a
tuzioni, associazioni espressione sia di donne. famigliari o a membri delle co-
di comunità locali, ma soprattut- Due soprattutto sono le motiva- munità d’origine già in Europa
to tante famiglie hanno saputo zioni dell’arrivo in Italia di MSNA: costituiscono il grosso dei MSNA,
corrispondere alle drammatiche la suggestione dei modi di vita e che risultano irreperibili dopo
356
brevi soggiorni nei centri di ac-
coglienza, sino al compimento
della maggiore età o all’eventua-
le rintraccio del minore.
Al 31/12/2018 risultavano irrepe-
ribili 5.229 MSNA, la maggior
parte provenienti da Eritrea, Tu-
nisia, Somalia, Afghanistan. Un
comportamento dovuto soprat-
tutto alle difficoltà create alle
istituzioni (cioè ai Centri) e ai ra-
gazzi dalle sicuramente ambigue,
spesso ingenerose o irrazionali
normative che riguardano le que-
stioni dei migranti nell’Unione
europea. Uno dei numerosi minori non accompagnati sbarcati in Italia.

I bambini all’origine del fatto che oltre la getti venuti a contatto con persone
di Chernobyl metà dei genitori coinvolti (63%)
è di età superiore ai 50 anni.
e ambienti che hanno loro testi-
moniato, spesso per anni, profon-
Quelli con meno di 40 anni contri- do affetto.
L’accoglienza temporanea in Ita- buiscono all’accoglienza per il Il valore morale, civile, sociale, e
lia dei minori col consenso delle 5,6%. Oltre un terzo dei minori è per molti anche religioso, dei fat-
loro famiglie, o di istituti dei loro stato e viene ospitato nel Nord- ti e dei comportamenti riguardan-
Paesi d’origine, costituisce un’e- Ovest; nel Nord-Est la percentuale ti i MSNA, e l’accoglienza tempo-
sperienza unica in Europa. Perché e di oltre il 25%, mentre nel Cen- ranea di minori stranieri in Italia
espressione di un atteggiamento tro e Sud Italia è pari al 20%. (trascurati quando non ignorati
profondamente solidaristico e Le persone colpite dal disastro di dai media) di cui ho detto risalta-
amorevole di migliaia di famiglie Chernobyl bisognose di assisten- no soprattutto da iniziative e te-
e di molte strutture associative del za medica e sociale sono state 3 stimonianze dei principali prota-
nostro Paese. La maggior parte milioni e 400 mila, delle quali 1 gonisti.
dei minori stranieri che hanno milione e 200 mila bambini. Gli Tra esse è di particolare interesse
vissuto e vivono momenti signi- effetti delle radiazioni provocate l’iniziativa «Filo diretto con le
ficativi ed esperienze importanti dall’esplosione della centrale ato- seconde generazioni» – lanciata
per la loro salute, il loro benesse- mica possono provocare una forte attraverso il portale «Integrazio-
re e la loro crescita sono, negli caduta delle difese naturali del- ne migranti» del Ministero del la-
ultimi 20 anni, oltre 540 mila, l’organismo nei confronti di alcu- voro – alla quale hanno parteci-
colpiti dalla catastrofe nucleare ne forme di tumore (in particolare pato, con interesse e passione, ol-
di Chernobyl nel 1986. Ancora cancro alla tiroide) e di alcune tre 30 associazioni di giovani in
nel 2016 e nel 2017 sono stati malattie genetiche. Le ricerche origine migranti o figli di mi-
ospitati in Italia 19.950 bambini. hanno inoltre rilevato anche la granti. Obiettivo principale del-
La durata massima del soggiorno possibilità di trasmissione ai di- l’iniziativa è di approfondire la
dei minori col consenso delle fa- scendenti dei colpiti dalle radia- conoscenza delle realtà associati-
miglie d’origine è fissata, per zioni della riduzione di quella ve e di stabilire uno spazio di
legge, in 120 giorni l’anno, e si protezione naturale. confronto con le loro istanze.
concentra soprattutto nel periodo L’esperienza e le ricerche hanno Il confronto ha portato, nel 2014,
estivo e in quello natalizio. La provato inoltre che lunghe esposi- alla stesura di un Manifesto delle
grandissima maggioranza prove- zioni al sole, il consumo in forti giovani generazioni Italiane, ag-
niva e proviene dalla Bielorussia e quantità di frutta e di verdure fre- giornato nel 2016, sui temi relativi
dall’Ucraina. Il 61% di genere sche aiutano l’organismo dei sog- a scuola, lavoro, cultura e sport, e
femminile e di età compresa tra getti colpiti dalle radiazioni (in alla creazione del CONNIGI (Coor-
gli 8 e i 12 anni. L’89% sono stati particolare nei bambini) a raffor- dinamento Nazionale Giovani
ospitati in famiglie, e il restante zare la capacità dell’organismo al- Generazioni Italiane), chiamato a
11% in strutture associative. Cir- l’autodifesa nei confronti dei pos- operare su un vastissimo quadro
ca 10.000 le famiglie che hanno sibili effetti negativi delle stesse. di interessi e problemi.
accolto uno o più minori. Certa- A cui si deve aggiungere l’apporto Sono infatti più di 500 mila i
mente i costi dell’ospitalità (sicu- positivo degli effetti indotti, psi- bambini e i ragazzi nati in Italia
ramente di qualche rilievo) sono cologici ma anche fisici, in sog- da genitori stranieri, e circa 900
357
cuore» (D.H.). «Ho 19 anni e so-
no felice di poter vedere la mia fa-
miglia italiana ogni anno. Voi che
mi avete regalato la cosa più pre-
ziosa che ci possa essere, il vostro
Amore... Sono felice di avervi
nella mia vita» (Y.T.).
«Ho 18 anni e sono al mio primo
anno di università... Dieci anni fa
ho avuto la fortuna di venire in
Italia... Sono stata ospite per un
mese da una famiglia e da quel
giorno la mia vita è cambiata, ho
conosciuto tante persone che sono
diventate importanti per me»,
(V.Z.). «Non si dimentica niente e
ogni volta quando si parla dell’I-
talia arrivano grandi emozioni di
bontà [...]. Stando nella mia fami-
Bambini di Chernobyl ospitati a Rescaldina (MI) nel novembre 2018.

Lettere dei minori


mila, in totale, i minori con citta- glia italiana ho imparato a essere
dinanza non italiana che vivono responsabile, sincera e ad apprez-
nel nostro Paese. Sono bambini e alle famiglie ospitanti zare la famiglia» (A.S., 18 anni).
ragazzi che non patiscono le stes- «La mia famiglia è la migliore
se barriere linguistiche dei propri Per quanto riguarda invece i perché mi teneva come un figlio.
genitori; spesso si esprimono nei bambini e i ragazzi che hanno Sono stato l’altro anno la terza
dialetti dei coetanei italiani, ne trascorso e trascorrono periodi di volta in Italia, avrò molta nostal-
padroneggiano i codici culturali, soggiorno in Italia dopo il di- gia di voi [...]. Vi voglio tantissi-
vivono in Italia il percorso di so- sastro di Chernobyl, i loro senti- mo bene, voi siete davvero la mi-
cializzazione. menti dominanti sono espressi – gliore famiglia del mondo» (R.B.,
Nelle scuole gli studenti e le stu- nei pochi passi che lo spazio con- 15 anni).
dentesse con origini legate alle sente di riprodurre – in lettere di «In Italia più di tutto ho imparato
migrazioni sono 826.091, e il tanti di loro alle famiglie ospitan- che a casa bisogna aiutare l’un
60,9% sono nati in Italia e rap- ti, e anche ai dirigenti delle asso- l’altro a fare tutto e a stare più
presentano il 9,4% degli iscritti. ciazioni e dei comitati sorti in tempo insieme. Così la famiglia
Le statistiche rilevano che, pur- Italia dopo il disastro atomico. diventerà unita e forte. La mia fa-
troppo, tra di essi sono maggiori Scrive B.A.: «Ho 21 anni e ven- miglia in futuro sarà proprio co-
i casi di abbandono scolastico. go in Italia in questa famiglia sì» (M.D., 11 anni).
Il manifesto del CONNIGI propone meravigliosa già da 13 anni. [...] In una società che appare sempre
un impegno costante alle associa- Ogni volta ho sentito l’amore dei più dominata da rancori e da di-
zioni per realizzare 15 punti. Tra miei genitori e fratelli italiani e visioni economiche, sociali e po-
i quali: promuovere la formazio- questo amore è più importante di litiche, da istituzioni in difficoltà
ne di docenti per la gestione di qualsiasi regalo». a svolgere le funzioni di indirizzo
classi multiculturali; rafforzare «Neanche il tempo di ambientar- e di controllo sopra le parti che le
nell’attività scolastica il coinvol- mi ed era ora di sederci a tavola, sono proprie, e da associazioni di
gimento delle famiglie; ricono- tutti insieme, come una famiglia legittima rappresentanza di inte-
scere e valorizzare le competenze vera. [...] Anche M.e D., tramite ressi, che faticano però a coniu-
formali e informali dei bambini e l’associazione, vennero in Italia e garli con quelli generali della co-
dei ragazzi; valorizzare e favorire anche loro trovarono delle fami- munità nazionale, c’è da augurar-
in essi la conservazione della cul- glie speciali» (S.S.V.). «Sembra si che gli esempi di amore, carità,
tura del Paese d’origine e raffor- ieri la prima volta... eravamo pic- solidarietà e capacità operative
zare il legame con la cultura ita- coli... è iniziato tutto a 7-8 anni ricordate, se più conosciuti e dif-
liana; sostenere iniziative che ga- [...]. Ora ho 23 anni, ne sono pas- fusi, possano essere di aiuto alle
rantiscano pari diritti civili e po- sati 8 dal mio ultimo viaggio in persone di buona volontà per
litici; favorire una rappresenta- Italia [...]. È una sensazione inde- consentire al Paese di superare
zione autentica della società; fa- scrivibile sentire di essere amato e situazioni molto pericolose per il
vorire il protagonismo dei giova- sentire questo affetto nonostante il suo futuro.
ni quali attori della cooperazione tempo che passa e le distanze che
internazionale. ti separano, sarete sempre nel mio Nicola Guiso
358
OPINIONI & COMMENTI

Non siamo nel Caos


Robi Ronza accende le luci oltre la crisi
pagine. Fermo restando che l’ho
trovato ricco di spunti originali e
«Non è vero che siamo nel caos. Non lo è nel profondo, perché in ultima analisi

di osservazioni spesso illuminan-


la realtà non è un caos bensì un cosmos, cioè un ordine ragionevole e orientato

ti, il libro mi interessa soprattutto


al bene». Ci vuole coraggio per sostenere una tesi come questa in un’epoca in

come testimonianza e come


cui al crollo delle ideologie è seguito il crollo di ogni evidenza, in un mondo tra-

esempio di una sensibilità e di un


volto dalla velocità della rete, dallo sfumare dei confini territoriali, dalla dittatura

metodo che mi auguro facciano


dell’incertezza. Lo ha fatto il giornalista Robi Ronza (foto), nel suo saggio Non

scuola. Si potrà poi discutere su


siamo nel caos (Edizioni Ares, pp. 368, euro 19), che leggendo i fatti che acca-

questa o su quella analisi o su


dono resta ancorato alla prospettiva cristiana, che si nutre di speranza, offrendo

questa o su quella proposta, ma


proposte concrete e, soprattutto, un metodo per uscire dalle crisi del nostro tem-

vedo utile che lo si faccia muo-


po. Riportiamo di seguito la Prefazione al libro del cardinale Angelo Scola.

Un buon esempio di quella nuova te in campo specificamente la vendosi nell’ampio orizzonte ben
laicità cui i cristiani sono chia- Chiesa e i cristiani: la fede, in individuato da Ronza.
mati nella società plurale del no- quanto dice all’uomo chi è, di- Venendo alla vita pubblica italia-
stro tempo. È questo in sostanza venta cultura (Benedetto XVI). na quale adesso si configura, re-
ciò che innanzitutto vedo di buo- sta poi da vedere come e dove
no nelle pagine che seguono. Fin Ciò che di meglio si una presenza così caratterizzata
può offrire è Cristo
da quando eravamo liceali con la può trovare non solo ascolto ma
bella esperienza del Michelaccio, anche effettiva attenzione e ade-
il giornale studentesco con edi- guato spazio. In un contesto or-
zioni a Busto Arsizio, Gallarate, Non si tratta beninteso di tornare mai così diverso da quello molto
Como, Lecco, Sondrio e Varese, a percorrere strade proprie di altri più rigido ma anche molto più
ho avuto modo di godere dell’a- tempi e opportune in altre situa- semplice degli anni della Guerra
bilità giornalistica di Robi Ronza zioni ma oggi non più giustifica- fredda, ciò che allora era oppor-
e della sua curiositas a 360°. Do- te. Si tratta di attingere al grande tuno e inevitabile oggi sarebbe
po tanti anni ritrovo la stessa du- patrimonio di esperienza umana, sterile ed equivoco. A mio avviso
plice attitudine in questo libro. di idee vissute e maturate nei se- occorre promuovere scelte ampie
Sono molto d’accordo con il pun- coli dal popolo cristiano, in una e collaborative che, senza trascu-
to di partenza da cui muove Robi, parola di santità, per dare laica- rare il livello nazionale europeo e
che cioè prima di essere politico mente il proprio contributo alla mondiale del «politico», possie-
ed economico il travaglio del costruzione di relazioni buone dano l’umile coraggio di partire
cambiamento d’epoca in atto è per l’uomo e per la società. Tutto dal basso (comuni, periferie).
culturale nel senso più ampio del questo avendo ben chiara quella Ai laici che ne hanno vocazione
termine. Non è pertanto qualcosa ineliminabile distanza tra la Città tocca di porre tale presenza nella
che si possa risolvere innanzitutto di Dio e la Città degli Uomini vita pubblica muovendosi in essa
politicamente, né tanto meno in- che mette al riparo da ogni tenta- alla luce delle virtù teologali (fe-
nanzitutto economicamente. In zione di clericalismo. de, speranza, carità) e delle virtù
questo quadro l’urgenza di una La pienezza della verità dell’hu- cardinali (prudenza, giustizia,
rinnovata presenza consapevole manum che hanno gratuitamente fortezza, temperanza). Al magi-
dei cristiani nella vita pubblica ha ricevuto dalla rivelazione di Ge- stero tocca di garantire tanto con
una duplice ragione. Farsi carico sù Cristo è ciò che di meglio, con vigilanza quanto con simpatia che
della condizione dell’uomo con- l’aiuto dello Spirito, i cristiani quell’ineliminabile distanza tra la
temporaneo è per i cristiani una possono offrire a tutti gli uomini Città di Dio e la Città degli Uomi-
necessità della loro stessa fede e le donne di ogni tempo. ni di cui si diceva venga rispettata
nel Dio incarnato. Tanto più che il Non entro qui nello specifico di sia da una parte che dall’altra.
carattere culturale prima che poli- tutti i giudizi e di tutte le propo-
tico ed economico della crisi met- ste che Ronza sviluppa in queste + Angelo Cardinale Scola
359
PIAZZA SAN PIETRO

Desecretato Pio XII


La Chiesa
Dal 2 marzo del 2020 gli studiosi
potranno accedere alle carte relati-
ve al pontificato di Pio XII, che fu dà i numeri
alla guida della Chiesa dal 2 marzo
1939 al 9 ottobre 1958. È stato Pa-
pa Francesco a dare l’annuncio ri- Su una popolazione mondiale di
cevendo in udienza superiori, di- 7.408 milioni, i cattolici battez-
pendenti e collaboratori dell’Archi- zati sono 1.313 milioni, pari al
vio Segreto Vaticano. 17,7%, così distribuiti per conti-
Non è la prima volta che un Ponte- nente: 48,5% in America, 21,8%
fice prende una iniziativa del gene- in Europa, 17,8% in Africa,
re. Già nel 1881 Leone XIII decise 11,1% in Asia e 0,8% in Ocea-
di rendere possibile la consultazio- nia. È quanto risulta dall’Annua-
ne delle carte prodotte dal governo rium Statisticum Ecclesiae
centrale della Chiesa fino al 1815 e 2017, la cui redazione – insieme
in seguito, nel 1924, Pio XI spostò con quella dell’Annuario ponti-
il termine al 1846, alla fine del ficio 2019 – è stata curata dal-
pontificato di Gregorio XVI. Paolo l’Ufficio Centrale di Statistica
VI nel 1966 rese libero l’accesso ai della Chiesa.
documenti fino alla morte di Pio Indici positivi del tasso di crescita
IX (1878). Nel 1978 Giovanni dei cattolici caratterizzano tutte le
Paolo II prorogò il limite ai docu- ripartizioni territoriali: rispetto al
menti del periodo di Leone XIII Occorre ricordare tuttavia che, in dato mondiale dell’1,1%, i tassi di
(scomparso nel 1903) e nel 1985 relazione al tema caldo del com- variazione più elevati si hanno in
spostò il limite fino al termine del portamento della Santa Sede circa Africa e Asia con un +2,5% e un
pontificato di Benedetto XV la shoah, i documenti vaticani sono +1,5%. L’Europa è il solo conti-
(1922). Dopo l’apertura dell’archi- già parzialmente a disposizione de- nente ad avere un trend quasi nullo
vio per il periodo di Pio XI (6 feb- gli studiosi. Infatti, dopo che il (+0,1%) mentre per l’America il
braio 1922 - 10 febbraio 1939), de- drammaturgo tedesco Rolf Hoch- tasso di crescita (+0,96%) si attesta
cisione presa da Benedetto XVI huth, con l’opera teatrale Il Vicario al di sotto di quello mondiale.
nel 2006, è incominciato l’ampio (1963), accusò il Papa di passività La lettura dei dati mostra anche
lavoro di riordino, censimento e nei confronti dello sterminio degli come la presenza dei cattolici sia
classificazione dei documenti ri- ebrei, Paolo VI affidò a una com- differenziata nelle varie aree geo-
guardanti l’attività dei dicasteri e missione di storici gesuiti il compi- grafiche: si va da un 63,8% di
degli uffici di curia negli anni del to di pubblicare i più significativi cattolici nella popolazione ameri-
pontificato di Eugenio Pacelli. documenti vaticani dell’epoca del- cana al 39,7% in quella europea,
Ora grazie alla nuova apertura si la Seconda guerra mondiale. Dal al 19,2% in quella africana, fino
potranno consultare carte della Se- 1965 al 1981 uscirono così undici al 3,3% in quella asiatica.
greteria di Stato, della Congrega- volumi degli Actes et documents L’area americana è molto differen-
zione per gli Affari ecclesiastici du Saint-Siège relatifs à la Deuxiè- ziata: se nel Nord America la per-
straordinari (oggi Sezione per i me guerre mondiale, oggi disponi- centuale di cattolici è del 24,7%, in
Rapporti con gli Stati), del San- bili anche nel sito del Vaticano. quella Centro Continentale e delle
t’Uffizio (oggi Congregazione per La commissione storica interna- Antille supera l’84% e in quella del
la Dottrina della Fede), di Propa- zionale cattolico-ebraica istituita Sud America è quasi dell’87%.
ganda Fide (oggi Congregazione nel 1999 ha in ogni caso indivi- Il complesso delle forze che si de-
per l’Evangelizzazione dei Popoli) duato ben quarantasette questioni dicano all’apostolato ammonta a
e di altri dicasteri e uffici. ancora da chiarire. fine 2017 a 4.666.073 unità, con
360
La presenza dei cattolici nel mondo.

Cosmesi vaticana
un aumento dello 0,5% rispetto al nish ha detto che si tratta di «meglio
2016. Il rapporto percentuale tra rispondere al crescente desiderio
l’insieme dei chierici e il totale delle persone di ricercare un buono
degli operatori pastorali risulta stato di salute». Al centro «c’è sem-
del 10,4% a livello mondiale pre la persona e i suoi bisogni, intesi
complessivo, con i valori inferiori La Farmacia vaticana continua nel non solo come cura della malattia,
in Africa (6,4%) e in America cammino di rinnovamento. Dopo i ma anche come esigenza di un be-
(8,4%), mentre i valori superiori lavori di ampliamento e ristruttura- nessere individuale e sociale». Con
alla media si registrano in Europa zione degli spazi adiacenti al locale la nuova apertura «si vuole dare
(19,3%) e in Oceania (18,2%). In adibito alla vendita dei medicinali, uno spazio unico al reparto cosme-
Asia la percentuale è vicina a dall’8 marzo, memoria di san Gio- tico così da offrire al cliente un più
quella mondiale. vanni di Dio, fondatore dei Fatebe- facile e immediato colpo d’occhio
Dal confronto con il 2016 risalta, nefratelli – ai quali la struttura è af- sui molteplici prodotti presenti». La
ed è la prima volta dal 2010, la fidata da circa centoquarantacinque Farmacia avrà quindi la possibilità
diminuzione dei sacerdoti, passa- anni – è in funzione il nuovo repar- «di ampliare notevolmente sia lo
ti da 414.969 nel 2016 a 414.582 to cosmetico. A inaugurarlo è stato spazio espositivo sia quello lavora-
nel 2017. Risultano, invece, in il cardinale Giuseppe Bertello, pre- tivo, così da migliorare e rendere
crescita i vescovi, i diaconi per- sidente del Governatorato dello più rapide le scelte dei prodotti
manenti, i missionari laici e i ca- Stato della Città del Vaticano, con il esposti e le operazioni di vendita».
techisti. I candidati al sacerdozio vescovo Fernando Vérgez Alzaga, In questo modo si potranno garanti-
nel pianeta passano da 116.160 segretario generale del Governato- re «servizi sempre migliori e pro-
nel 2016 a 115.328 nel 2017, con rato, e padre Jesús Etayo Arrondo, fessionali con aree più facilmente
un calo dello 0,7 per cento. Il superiore generale dell’ordine identificate e spazi meno ristretti
quadro dei flussi continentali ap- ospedaliero di San Giovanni di Dio. per le migliaia di persone che quo-
pare soddisfacente nella Chiesa Il direttore della Farmacia, fra Bi- tidianamente affollano questo luo-
africana e asiatica, mentre in Eu- nish Thomas Mulackal, ha ricorda- go, dove si aspettano di trovare
ropa e in America la diminuzione to le origini della presenza dell’or- conforto, ascolto e professionalità».
è molto evidente. La distribuzio- dine ospedaliero in Vaticano. «Que- La Farmacia, con oltre duemila
ne dei seminaristi maggiori per sta missione — ha detto — viene clienti al giorno, offre un servizio
continente rimane sostanzial- svolta ancora oggi. I fratelli di san molto apprezzato in tutta Italia e
mente stabile negli ultimi due an- Giovanni e i loro collaboratori co- anche all’estero. Una storia inizia-
ni. Con riferimento all’anno stituiscono una famiglia che cerca ta nel 1874, quando un farmacista
2017 si osserva che l’Europa di offrire un servizio secondo il ca- dei Fatebenefratelli venne messo a
contribuisce per il 14,9% al tota- risma dell’ordine, cioè l’ospitalità». disposizione per la distribuzione
le mondiale, l’America per il Spiegando all’Osservatore romano dei medicinali al Papa e alla Corte
27,3%, l’Asia per il 29,8% e l’A- i motivi che hanno indotto ad aprire pontificia.
frica per il 27,1%. un nuovo reparto cosmetico, fra Bi- Aldo Maria Valli
361
LETTERATURA

Fede & scrittura, felice tandem


Il nuovo Dizionario Biblico della letteratura italiana
Imponente e importante impresa poesia e la riflessione teologico-
editoriale è il Dizionario biblico filosofica, con risultati spesso
della letteratura italiana, diretto molto alti nella difficilissima im-
da Marco Ballarini (IPL 2018, pp. presa di conciliare quello che, nel-
1054, euro 90), pubblicazione la storia umana, è stato soggetto a
realizzata con il contributo dell’I- forti spinte centrifughe. Ma vale
stituto Superiore di Scienze Reli- la pena, per chi si appresta a fami-
giose dell’Italia Settentrionale. Il gliarizzare con questo impegnati-
volume è dedicato a padre Fran- vo e irrinunciabile volume, di
cesco Mattesini, e curato da Pie- concentrarsi sia su secoli molto
rantonio Frare, Giuseppe Frasso, lontani da noi, sia sulla nostra
Giuseppe Langella, con la colla- contemporaneità. Per il tempo
borazione di Simona Brambilla, precedente l’età moderna, dando
tutti nomi ben noti fra gli italiani- per scontate sia la famigliarità dei
sti. Al Dizionario hanno poi lavo- chierici con la Bibbia (per quanto
rato circa 150 studiosi, collabora- fossero diverse l’ispirazione e la
tori a vario titolo di diverse realtà personalità dei vari autori), sia la
culturali e atenei, per cercare di naturale e doverosa presenza dei
coprire tutto lo spettro di autori e re ai tempi del Magnifico (p. 758, rimandi all’Antico e Nuovo Testa-
movimenti che hanno intrecciato a cura di Giuseppe Crimi); Vociani mento nelle opere di soggetto reli-
e intrecciano ispirazioni, memo- (p. 1030, a cura di Andrea Vanni- gioso, va segnalato, in particolare,
rie, citazioni bibliche e letteratura celli, con particolare cura per Ar- l’uso assai disinvolto che del testi
italiana. Se, per i singoli autori o dengo Soffici e Scipio Slataper); biblico fa Luigi Pulci (p. 804, vo-
le singole opere, sono ormai dif- Luciano Erba e i poeti della Linea ce a cura di Andrea Giltri). L’auto-
fusi saggi che affrontano tale te- Lombarda (p. 344, a cura di Mas- re del Morgante, infatti, è caposti-
matica in forma monografica, simo Migliorati); Neo-orfici. Poeti pite di un atteggiamento e di una
mancava ancora un’opera che, di tardo Novecento (p. 650, di Pie- linea che, nei secoli successivi,
come il presente Dizionario, pro- tro Montorfani, con particolare at- non sarà più tollerata, e che riap-
ponesse un quadro sistematico e tenzione per Milo De Angelis, parirà, con un sostrato teologico e
il più possibile completo del lega- Giuseppe Conte, Giancarlo Pon- filosofico ben più consapevole e
me che le opere e gli autori della tiggia, Roberto Mussapi). agguerrito, in Giordano Bruno. In
nostra letteratura hanno intratte- Naturalmente, le voci di questo quest’ultimo autore, la profonda
nuto con il grande codice della Dizionario hanno diversa ampiez- conoscenza delle Scritture viene
cultura occidentale. za, in quanto gli autori sono stati messa non soltanto al servizio del-
classificati in tre gruppi: quelli la spregiudicatezza di chi ama
Canonici & minori che si usa definire «canonici», scherzare con fatti, personaggi e
quelli che è consuetudine definire situazioni sacre, ma si fa strumen-
«minori» e, infine, i cosiddetti to di una irridente, provocatoria
«minimi». Naturalmente, una vo- polemica anticristiana, che diven-
Il presente volume comprende 270 ce assai cospicua e impegnativa è ta, nel prosieguo degli anni, sem-
voci, ma gli autori trattati sono ben quella dedicata a Dante (pp. 28- pre più caustica e virulenta. Tale
più numerosi, poiché troviamo an- 39, a cura di Emiliano Bertin), e filone continuerà poi, nel Nove-
che molte voci collettive, come certo la Commedia costituisce cento, con quelle opere che, come
Dolce Stil Novo (p. 328, di Dona- un’origine cui gli autori della no- i romanzi di Umberto Eco, sono
to Pirovano); Poeti Siculo-Toscani stra letteratura si sono sempre ri- percorse dal «fil rouge di una si-
(p. 770, sempre a cura di Donato chiamati, per opere che hanno stematica negazione delle verità
Pirovano); Poesia toscana anterio- spesso cercato di contemperare la bibliche, condotta attraverso un
362
altrettanto sistematico ricorso al- lo snodo fra Otto e Novecento, Joseph Ratzinger in limine al suo
l’insieme di lessico, temi, imma- sulla base, molto probabilmente, Gesù di Nazaret: «Al tempo della
gini, figure, episodi, attraverso cui della lezione di Manzoni. Infatti, mia giovinezza – negli anni
esse sono tramandate» (p. 8) se nelle tragedie e nelle liriche di Trenta e Quaranta – esisteva una
ispirazione patriottica il Dio degli serie di opere entusiasmanti su
Ricerca religiosa eserciti di memoria veterotesta-
mentarie «è chiamato a garante
Gesù. Ricordo solo il nome di al-
cuni autori: Karl Adam, Romano
della legittimità morale dello sfor- Guardini, Franz Michel William,
zo indipendentista italiano» (Pre- Giovanni Papini, Daniel-Rops».
Per avvicinarci agli anni a noi con- fazione, p. 9) (con tutte le forza- Molto interessante è l’attenzione
temporanei, invece, molto impor- ture del caso, messe in luce, fra gli dedicata da questo Dizionario ad
tante è la voce dedicata ai Vangeli altri, da Carlo Annoni), nei alcuni «minori», di cui tale opera,
apocrifi moderni, definizione co- Promessi Sposi, invece, troviamo con la sintesi che di necessità im-
niata da Giuseppe Lupo (p. 997, una virata «decisa e irreversibile» pongono imprese editoriali simili,
voce a cura di Silvia Cavalli): (p. 9) verso il Dio di misericordia delinea un ritratto molto icastico
come spiega l’autrice, è con la Sto- dei Vangeli, e, in particolare, del che può suscitare interesse e in-
ria di Cristo (1921) di Giovanni discorso delle Beatitudini (cfr la durre e invogliare a ulteriori ap-
Papini che si inaugura la fitta serie voce dedicata a Manzoni, p. 562, a profondimenti critici: è il caso
di opere letterarie che nel Nove- cura di G. Langella). della voce dedicata a Piero Jahier
cento hanno ripercorso i racconti (p. 483, a cura di Andrea Vanni-
evangelici come terreno privile-
giato per una ricerca del senso ul-
Il Cristo di Papini celli). In Jahier si ritrova infatti
«una dimensione di colloquio
timo dell’esistenza, sia essa inqui- d’anime, di confessione in pubbli-
eta, di taglio esistenziale, o co, di “predicazione”, che sono
dichiaratamente religiosa. In Andando dunque a scandagliare tutti aspetti di un cristianesimo
questo filone rientrano per esem- la voce dedicata a Giovanni Pap- drammaticamente vissuto», e il
pio Lo sguardo di Gesù (1948) di ini (p. 671, a cura di Andrea Van- cui itinerario letterario designa tre
Riccardo Bacchelli, Chi è costui nicelli), dalla cui Storia di Cristo tappe ascetiche, in senso etimo-
che viene? (1953) di Luigi Santuc- (1921), inizia il fortunato filone logico, come esercizi diagnostici
ci, la Morte di Adamo (1958) di E- delle riscritture novecentesche e terapeutici secondo la tradizione
lena Bono, Gloria (1978) di del testo neotestamentario, sco- agostiniana di confessio peccato-
Giuseppe Berto, che pone al cen- priamo come la figura di Papini rum, confessio laudis e confessio
tro del suo racconto Giuda Iscario- sia emblematica. Egli, infatti, fidei. Oppure, troviamo figure
ta, In nome della madre di Erri De trattò nella sua opera dei Vangeli femminili novecentesche partico-
Luca, Il pescatore di Cafarnao di ben prima della conversione, larmente significative: è il caso di
Ferruccio Parazzoli (entrambi del maturata nel primo Dopoguerra: Elena Bono (p. 167) e di Antonia
2007) e L’ultimo dei Magi (2008) Cristo viene, infatti, menzionato Pozzi (p. 791), entrambe voci a
di Gennaro Matino. prima in un libello filosofico, Il cura di Stefania Segatori; e che
Questa ampia voce collettiva, così, crepuscolo dei filosofi (1905), in dire della completissima voce
ci mostra l’ampiezza del fenome- cui Papini rifiuta l’interpre- dedicata a Giuseppe Gioacchino
no novecentesco della riscrittura tazione dei Vangeli proposta da Belli (p. 107, a cura di Pietro
dei Vangeli, continuamente inter- Nietzsche, e poi, l’anno successi- Gibellini) e di quella dedicata da
rogati e testati sul banco di prova vo, nel 1906, nelle novelle del Alessandro Zaccuri a Ferruccio
delle inquietudini della coscienza Tragico quotidiano, quantunque Parazzoli (p. 675)?
smarrita dell’uomo contempora- la maggiore attenzione sia riser- Il Dizionario biblico della lette-
neo. In particolare, l’attualità della vata, in quest’opera, alla figura ratura italiana è destinato a di-
figura di Cristo è sottolineata con del diavolo, protagonista di due ventare, oltre che uno strumento
forza da Pasolini (p. 693, voce cu- racconti. Nel Tragico quotidiano, di consultazione indispensabile
rata da Guglielmina Rogante), che nota Vannicelli, bizzarramente è per i ricercatori, anche un classi-
in lui ha visto il modello della con- proprio il diavolo l’unica figura co, da sfogliare e compulsare da
testazione di tutte le forme di tale da meritare un’ampia de- parte di chi vuole rileggere le
potere e di inautenticità che alien- scrizione: essa, tuttavia, è di opere della nostra letteratura in-
ano l’uomo. La scelta di Pasolini stampo byroniano, più romantica serendole in un quadro più com-
rappresenta, fra l’altro, la riprova che biblica. Il primo frutto della pleto e articolato, che tenga conto
del progressivo spostamento del- conversione di Papini è però pro- del contesto storico-culturale in
l’attenzione degli scritturi italiani prio la Storia di Cristo, che ha cui esse sono germogliate.
dall’Antico al Nuovo Testamento, avuto un sussulto di meritata no-
chiara soprattutto se guardiamo al- torietà grazie alla osservazione di Silvia Stucchi
363
LA FOTO DEL MESE

Ogni mese la foto scattata dai lettori e pervenuta a info@ares.mi.it che la giuria redazionale riterrà più interessante,
verrà pubblicata e premiata con un buono acquisto di 120 euro in libri del catalogo Ares. La miglior foto del mese di
maggio, qui pubblicata, è stata scattata da Matteo Maria Martinoli, cui vanno il premio e i complimenti della giuria.

364
Una nuova traduzione per «L’Angelo» di Borges
Un angelo per niente angelico o angelicato, che
fa la sua apparizione con la spada. Come tutti gli
angeli, è quasi invisibile: qui compare al primo
verso e all’ultimo, poi lungo la poesia come colui
che incessantemente ci guarda; e come uno
specchio. Una presenza forte e fragile com’è a
volte l’uomo che deve custodire. O meglio: forte
e rattristabile. Una presenza armata e che può
piangere. L’angelo dunque ci difende e incessan-
temente ci guarda e piange. Non si dice qui che
gioisce né che ci ammonisce o che sorride. Ma
non solo sorride, un angelo, ma scoppia a volte
forse in grandi risate, se è vero ciò che riferisce
lo stesso Borges: «La tenerezza è appannaggio
dei giorni, degli anni che passano. Altra virtù del
tempo [...] è la sua buona vena di umorismo. È
una condizione che presuppone delicatezza di ca-
rattere: le anime poco nobili non si perdono mai
in quel puro godimento disinteressato delle debolezze altrui, indispensabile all’amicizia.
È una condizione molto prossima all’amore: Soame Jenyns, scrittrice del millesettecen-
to, pensò con reverenza che parte della felicità dei beati e degli angeli doveva provenire
da una percezione squisita del ridicolo».
Marco Stracquadaini

El Ángel L’Angelo

Que el hombre no sea indigno del Ángel L’uomo non sia indegno dell’Angelo,
cuya espada lo guarda la cui spada lo difende
desde que lo engendró aquel Amor da quando lo generò quell’Amore
que mueve el sol y las estrellas che muove il sole e le stelle
hasta el Ultimo Día en que retumbe fino all’Ultimo Giorno in cui risuona
el trueno en la trompeta. il tuono nella tromba.
Que no lo arrastre a rojos lupanares Non lo trascini ai rossi lupanari
ni a los palacios que erigió la soberbia né ai palazzi che eresse la superbia
ni a las tabernas insensatas. né alle taverne insensate.
Que no se rebaje a la súplica Che non si abbassi alla supplica
ni al oprobio del llanto o all’obbrobrio del pianto
ni a la fabulosa esperanza o alla favolosa speranza,
ni a las pequeñas magias del miedo alle piccole magie della paura,
ni al simulacro del histrión; alla finzione dell’istrione;
el Otro lo mira. l’Altro lo guarda.
Que recuerde que nunca estará solo. Ricordi che non sarà mai solo.
En el público día o en la sombra Nell’ombra o nel pubblico giorno
el incesante espejo lo atestigua; ne è testimone l’incessante specchio;
que no macule su cristal una lágrima. non sia sporcato il suo cristallo da una lacrima.

Señor, que al cabo de mis días en la Tierra Al compiersi dei miei giorni sulla Terra, Signore,
yo no deshonre al Ángel. che io non disonori l’Angelo.

da Jorge Luís Borges, La cifra, 1981.

365
INTERVISTE/1

Esmeralda piange Notre-Dame


Colloquio con Salma Hayek
Parigi, lunedì 15 aprile ore 18,45, Notre-Dame brucia. L’incendio si sviluppa
nella parte superiore, in corrispondenza dei ponteggi montati intorno alla gu-
glia per i lavori di restauro. La gravità dell’incendio diventa più evidente quan-
do alle 19,50 crolla la guglia, uno degli elementi architettonici più riconosci-
bili della cattedrale. Era alta 45 metri ed era stata costruita nel 1860 su pro-
getto di Eugène Viollet-le-Duc (quella originale del Duecento era stata demo-
lita alla fine del XVIII secolo). Oltre al crollo della guglia, l’incendio causa la
distruzione di circa due terzi del tetto e altri danni importanti all’interno. Le
fiamme vengono completamente domate la mattina di martedì 16 con l’inter-
vento di circa 500 vigili del fuoco. Il Presidente francese Emmanuel Macron
dichiara che la cattedrale sarà ricostruita e che continuerà a essere un sim-
bolo della Francia. Nel frattempo, la Procura di Parigi avvia un’inchiesta per
verificare le cause dell’incendio anche se si ritiene sia di natura colposa, cau-
sato dai lavori di restauro. La cattedrale (che fa risalire al XII secolo l’inizio
della costruzione e nel corso dei secoli ha subito numerosi rimaneggiamenti
fino ad assumere nell’Ottocento l’aspetto attuale) ha mostrato negli anni se-
gni evidenti di deterioramento causati soprattutto dall’inquinamento atmosfe-
rico. Nel 2014 il Ministero della Cultura francese valuta che un restauro pos-
sa costare oltre 150 milioni di euro. Ma il destino anticipa tutti minando il accadere.
simbolo più profondo dei francesi, ma riuscendo nell’impresa di ricreare uno l Notre-Dame doveva essere
spirito di solidarietà nazionale che spinge alcune delle famiglie più facoltose, più protetta? Non saprei.
legate ai marchi più famosi come LVMH, Kering, L’Oréal e Total, a promettere l Forse si doveva intervenire
circa 600 milioni di euro per la ricostruzione di Notre-Dame. Studi cattolici ha prima con le ristrutturazio-
sentito l’attrice di origini libanesi Salma Hayek – moglie di François-Henri Pi- ni? È stato fatto il possibile.
nault, CEO e Presidente di Kering, uno dei mecenati – che nel 1997 ha inter- l E quando ha visto crollare la
pretato Esmeralda nella versione televisiva del capolavoro di Victor Hugo. guglia? Un senso di soffoca-
mento alla gola per la tensione.
l Scusi Salma, ma lei è doppia- emotiva. l Era come se crollasse la
mente coinvolta emotivamen- l Che cosa la impressionava? Francia? Oh oui!
te nel rogo di Notre-Dame. L’imponenza della struttura. l Si è sentita più fragile e vacil-
Pourquoi? l Sentiva anche il peso della lante anche tutta l’Europa...
l Come abitante di Parigi. Il storia? C’era una sensazione Notre-Dame è un patrimonio
mondo intero è coinvolto. di mistero tra quelle guglie. dell’umanità.
l E come interprete di Esme- l Quanto è legata a quei ricor- l I patrimoni dell’umanità for-
ralda nella versione televisiva di? Beaucoup. se dovrebbero essere protetti
del capolavoro di Victor Hu- meglio... Credo lo siano.
go. (Nel 1997 Salma Hayek Come se crollasse l Ha visto i numerosi gruppi di
diventa Esmeralda in The
Hunchback, diretta da Peter
la Francia persone che pregavano spon-
taneamente davanti alla cat-
Medak – nda). Ho molto ama- tedrale in fiamme? Un gesto
to quel ruolo. l Che effetto le ha fatto vedere commovente.
l Però le scene delle torri pare bruciare la cattedrale? Deva- l Lei è credente? Notre-Dame
siano state girate a Budapest stante. Soffrivo nel profondo non è solamente un simbolo
e Praga. Non le scene centrali. del cuore. religioso, ma riguarda tutta
l Sono state girate nella catte- l Un evento inimmaginabile? l’umanità.
drale? Con una forte carica Mai avrei pensato che potesse l Lei non è parigina di nasci-
366
cinque anni, come ha pro-
messo sempre il Presidente
Macron? Lo spero.
l Molti parigini facoltosi han-
no subito offerto cifre impor-
tanti per la ricostruzione di
Notre-Dame. Un bel gesto.
l Anche suo marito François-
Henri Pinault ha donato una
cifra considerevole, credo
100 milioni di euro. Sono fiera
di mio marito.
l Suo marito ha accompagna-
to la donazione dichiarando
che «di fronte a una tragedia
di tale portata, ognuno desi-
dera ridare vita il più presto
possibile a questo gioiello del
nostro patrimonio». Oggi mi
sento più che mai orgogliosa di
far parte della famiglia Pinault.
l E poi ha aggiunto: «Mio pa-
dre e io abbiamo deciso di de-
stinare 100 milioni di euro
del nostro fondo Artemis per
partecipare a tutti gli sforzi
necessari per la ricostruzio-
ne». Conosco la loro generosi-
tà e l’amore per Parigi.
l Sono stati i primi a dare la
propria disponibilità econo-
mica. Mio marito e mio suoce-
ro sono molto generosi.
Salma Hayek nella parte di Esmeralda e, nella pagina accanto, la tragica im- l E...? E comprendono l’impor-
magine di Notre-Dame in fiamme. tanza di questo tesoro, spiritua-
le e culturale, di Parigi e del
ta... Sono di origini libanesi. l Va spesso a Notre-Dame? Sì. mondo.
Ma Nostre-Dame riguarda la l Per ricordare la sua inter- l Al di là dell’emotività del
cultura mondiale. pretazione? È un luogo che mi momento, qualcuno ha insi-
l Si sente francese dopo aver dà un profondo senso di pace. nuato che fosse un gesto ge-
sposato François-Henri Pi- l Anche a chi non è credente? neroso con un occhio anche al
nault? (Pinault fa parte di È il monumento più visitato Fisco. La donazione di mio
una delle famiglie più ricche d’Europa, anche da chi non marito non richiederà nessuna
di Francia, è presidente e crede. detrazione fiscale da parte del
CEO di Kering, cui fanno ca- l È anche un simbolo artistico. Governo.
po i brand Gucci, Saint Lau- Il gotico francese. Notre-Dame l Solo un gesto d’amore per
rent, Balenciaga – nda). Mi è una pagina di storia dell’arte Parigi? Solo una partecipazio-
sento profondamente francese. mondiale. ne personale e sentimentale
Ma non per il matrimonio. Mi l La conosceva anche prima di nella ricostruzione della catte-
sento unita nella sensibilità e sposare Pinault e di interpre- drale di Notre-Dame.
nei simboli francesi. tare Esmeralda? Oui. l La «sua» Esmeralda come
l E adesso cosa succede? Verrà avrebbe reagito davanti a
Un profondo ricostruita.
l Più bella di prima, come af-
Notre-Dame in fiamme? Con
la generosità del suo carattere
senso di pace ferma il Presidente Macron? romantico.
Notre-Dame è Nostre-Dame. l Si riconosce in Esmeralda?
l Nous sommes tous français. Sempre. Beaucoup!
Oui. l Pensa che ce la faranno in Claudio Pollastri
367
INTERVISTE/2

W il clima (e meno scuola...)


Colloquio con Greta Thunberg
mento Fridays for future so-
stengono che il tuo messaggio
Greta Thunberg, la studentessa svedese di 16 anni che ha innescato il movi-

possa diventare l’alibi ecolo-


mento globale per «lo sviluppo sostenibile contro il cambiamento climatico», è

gico per non andare a scuola


stata salutata da papa Francesco mercoledì 17 aprile. Un incontro chiesto dai

il venerdì. Bisogna fidarsi dei


genitori di Greta, che giovedì 18 ha parlato al Senato italiano e venerdì 19 ha

giovani.
sfilato con i giovani a Roma per il Fridays for future – Italia. Tutto è iniziato il

l E dei politici? No.


20 agosto del 2018 quando Greta (che sembra candidata al Premio Nobel) an-

l Però ti stanno invitando in


ziché andare a scuola si è seduta davanti al Riksdag, il Parlamento svedese a

tutti i Parlamenti. Ma non


Stoccolma (sua città natale) con un cartello che riportava lo slogan Skolstrejk

fanno niente.
för klimatet (sciopero scolastico per il clima). A chi le chiedeva chiarimenti ri-

l Non ti preoccupa andare


spondeva: «Il clima è il nostro futuro, state distruggendo il pianeta, ci state ru-
contro le Superpotenze che
bando il futuro». Ogni giorno fino alle elezioni svedesi Greta è andata davanti al
del clima se ne infischiano?
Parlamento a protestare. Poi, è tornata, come fa tutt’ora, ogni venerdì. È diven-
No.
tato virale sui social anche l’incipit del discorso al Cop 24, il forum sul clima
l Speri di bloccare o almeno
che si è tenuto in Polonia nel dicembre scorso: «Il mio nome è Greta Thunberg,
rallentare i loro mega-inte-
ho 15 anni e vengo dalla Svezia, che molti credono un piccolo Paese. A loro non
ressi miliardari? Non credo.
importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per
l E allora perché protesti ogni
fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, im-
maginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo volessimo veramente». venerdì? Per il Pianeta.
l Anche se non otterrai risul-
l Scusa, Greta, ma i ragazzi Senza futuro non ci sarà più tati concreti, o almeno non
della tua età non dovrebbero scuola. subito? Conta il messaggio.
andare a scuola? Io vado a l Senti la responsabilità di ave- l Ma se non ottieni risultati
scuola. re dato una coscienza civile ai perché lo fai? Per il nostro fu-
l Tranne il venerdì? Una prote- ragazzi che protestano? Il turo.
sta. problema del clima è condiviso l Qualcuno dice che è una scu-
l Contro la scuola? Contro i da tutti i ragazzi del mondo. sa per non andare a scuola. A
potenti che ci rubano il futuro. me piace la scuola.
l Come mai quel venerdì 20
agosto anziché andare a
Conta il messaggio l Chi vuole sminuire il tuo
ruolo ti paragona a una pro-
scuola hai deciso di protesta- tagonista leggendaria del tuo
re davanti al Parlamento? Paese, Pippi Calzelunghe. Mi
Sentivo che dovevo fare qual- l Grazie a te i ragazzi che si diverte.
cosa per difendere il nostro preoccupano del clima rie- l Anche per le trecce e per il
Pianeta. scono a farsi ascoltare. Non piglio determinato. Credo in
l Seduta davanti al Parlamen- basta. quello che faccio.
to con il cartello ormai famo- l La tua popolarità permette l E le trecce? Le ho fin da bam-
so in tutto il mondo Skolstrejk ai ragazzi di scendere in piaz- bina.
för klimatet (sciopero scola- za ed essere ascoltati. Finora l Non hai mai pensato di ta-
stico per il clima). Il messag- non si è mosso niente. gliarle per sembrare più
gio in cui credo. l Delusa? No, anzi, mi spinge grande? No.
l Il messaggio continuava con ad andare sempre più avanti. l Come fai a mantenere questa
«il clima è il nostro futuro, l Però... c’è un però. Cosa si- calma adulta, da politica
state distruggendo il pianeta, gnifica? esperta davanti a chi ti dice in
ci state rubando il futuro». È l Significa che quelli – e sono faccia che non crede alla tua
vero. numerosi – che non sono protesta? Conta il messaggio.
l Il futuro è anche la scuola. d’accordo con il tuo movi- l Un messaggio che ormai ha
368
contagiato i giovani di tutto il
mondo. Per fortuna.
l I soliti scettici sostengono che
molti giovani, in realtà, han-
no trovato l’alibi del Friday
for future per non andare a
scuola ogni venerdì. Il nostro
Pianeta è in pericolo.
l Ti sei mai chiesta come mai i
politici di tutto il mondo non
avvertono questo rischio glo-
bale? I soldi contano di più.
l Speri di far cambiare idea ai
potenti che inseguono soltan-
to il profitto? Sì.
l Senti la responsabilità del
tuo ruolo? Sì.
l Verso chi? Verso i giovani.
l Che cosa chiedi ai tuoi coeta-
nei? Di continuare a manife- L’incontro di Greta con papa Francesco.
stare.
l Perché? Sono chiusa. to svedese come ha reagito?
Continuare a lottare l Però sai parlare senza pro- Mi ha chiesto se ero veramente
blemi davanti ai potenti del convinta.
mondo. Quando credo in una l E poi? Mi ha lasciato fare.
causa non m’imbarazzo. l Non ha sospettato che fosse
l Credi che i potenti vi ascolte- l Infatti non hai problemi a una scusa per non andare a
ranno? Bisogna fare qualcosa. lanciare accuse pesantissime scuola? Si fida di me.
l Il mondo però va avanti no- davanti ai cosiddetti Grandi l Non avevi mai fatto qualcosa
nostante le tue proteste. Non della Terra. Per le cose in cui di simile? Mi piace andare a
mi aspetto grandi risposte. credo divento combattiva. scuola.
l Da nessuno? Soltanto da uno. l Manca Trump tra i grandi l Materia preferita? Tutte.
l Da chi? Da papa Francesco. che ti hanno invitata. La lotta l Scusa, ma se non sbaglio, il
l Lo senti vicino? È l’unica au- contro i cambiamenti climatici primo sit-in è andato avanti
torità mondiale a preoccuparsi riguarda tutti. per molti giorni. Serviva una
del clima. l Ma se le Superpotenze non dimostrazione forte.
l Che cos’hai provato quando collaborano? Non bisogna ar- l Adesso? Ogni venerdì.
l’hai incontrato? Grande rendersi. l Però ti assenti molti giorni
emozione. l Da quando hai iniziato a di- per girare il mondo. Serve al-
l È una delle pochissime volte mostrare con i Friday for fu- la causa.
che hai sorriso. Mi ha tra- ture è cambiato qualcosa? No. l I tuoi insegnanti sono d’ac-
smesso spiritualità. l Continuerai ugualmente? Sì. cordo su questi «permessi
l Sei cattolica? No. l È vero che per non inquinare speciali»? Sì.
l Cosa ti ha detto papa Fran- non ti sposti con l’aereo ma l Quando si spegnerà l’inte-
cesco? Di continuare a lottare. col treno? Ho smesso anche di resse mediatico che cosa fa-
l Ti ha promesso una preghie- mangiare carne. rai? Continuerò a combattere.
ra? Sì. l Qualcuno insinua che dietro l Non temi che adesso tutti ti
l Che cosa ti aspettavi dall’in- di te ci siano movimenti poli- ascoltano, anche se non fanno
contro col Papa? Quello che è tici e lobby del business eco- niente, perché è diventato di
avvenuto. logico. Dietro di me ci sono i moda, è politically correct?
l Dai politici di tutto il mondo miei genitori. Conta il messaggio.
che ti stanno invitando che l Quanto contano in questa l Chi senti che ti abbia presa
cosa ti aspetti? Niente. tua protesta? Moltissimo. sul serio? Papa Francesco.
l Però accetti i loro inviti. Mi l Ti hanno sostenuta? Sempre. l Resterete in contatto? Sì.
interessa lanciare il mio mes- l Quando hai detto a tua ma- l E la scuola? Regolare.
saggio. dre che quel venerdì non vo- l E il venerdì? Fridays for futu-
l Ti occuperai di politica da levi andare a scuola per pro- re.
grande? No. testare davanti al Parlamen- Claudio Pollastri
369
ARTI VISIVE

Il Cenacolo non è finito


Era il 25 gennaio 1787 quando di Brera, il quale aveva ricevuto
Johann Wolfgang von Goethe, nel l’incarico di fare una copia del
suo soggiorno a Roma, venne a Cenacolo destinata a una sua tra-
contatto con il Cenacolo di Leo- duzione in mosaico che la fissas-
nardo. «Nella casa di un sacerdo- se in eterno. E il Bossi non si li-
te che, pur privo di talenti innati, mitò a una cosa qualunque. Dise-
ha consacrato la sua vita all’arte, gnò dei «lucidi» di tutti i partico-
abbiamo veduto interessanti co- lari e, cercando di avvicinarsi il
pie di grandi quadri da lui ripro- più possibile all’originale, intra-
dotti in miniatura. La più notevo- prese una lunga ricerca che diede
le è quella della Cena di Leonar- origine a quattro volumi dedicati
do da Vinci a Milano. È colto il al capolavoro. Era il 1810. Anco-
momento in cui Cristo, che siede ra oggi godiamo di questa ecce-
a tavola in lieta familiarità con gli zionale documentazione. Ma ac-
apostoli, annunzia loro: “C’è uno cadde che nell’estate 1817 Carlo
tra voi che mi tradirà!”. Speriamo Augusto di Sassonia fece un viag-
di poterci procurare un’incisione gio a Milano alla ricerca di opere
su rame di tale copia, o di altre d’arte da acquistare e si prese i di-
ancora in lavoro. Sarà un dono segni e i testi di Bossi. Proprio al-
veramente grande quando una fe- lora a Weimar Goethe stava lavo-
dele riproduzione sarà messa a rando alle memorie del suo viag-
disposizione del pubblico». Gra- gio in Italia e, visto quel materia-
zie a quel prete copista Goethe le, decise di scrivere un saggio sul
s’innamorò follemente del dipin- Cenacolo, uscito nel 1818. Co-
to leonardesco. Ma solo nel mag- minciava l’interesse moderno per
gio 1788 poté visitarlo dal vero a il capolavoro vinciano.
Milano e, preso da una violenta
emozione, scrisse al granduca La soluzione
più copiata
Carlo Augusto di Sassonia, signo-
re di Weimar: «Il Cenacolo di
Leonardo da Vinci è una vera
chiave di volta nei miei concetti Capolavoro lo è ma, come è ben
artistici. È unico nel suo genere, noto, ha avuto da sempre, già in
non vi è nulla con cui possa esse- vita di Leonardo, problemi di
re paragonato». conservazione a causa della tec-
Non aveva visto i cenacoli fio- nica inadatta usata dall’artista.
rentini? Certo il cenacolo più fa- Da lì l’interesse per le copie. Ep-
moso della storia dell’arte, il ce- pure è stata proprio l’abbondanza
nacolo per eccellenza, è quello di In alto, l’opera di Ro- di copie a fare di un «affresco» in
Leonardo, finito nel 1498, ma bert Longo e, qui so- fondo poco accessibile una sor-
Leonardo non fu l’inventore del pra, quella di Anish gente continua d’ispirazione.
tipo iconografico: attinse a una Kapoor selezionate da L’Ultima Cena, non poteva esse-
tradizione fiorentina nel suo tem- Demetrio Paparoni. re altrimenti, è iconografia tra le
po già lunga e fiorente. Portò a più diffuse nell’arte cristiana, fin
Milano il cenacolo fiorentino. zione di Goethe s’intrecciò con dalle catacombe. Nel Rinasci-
Solo che Leonardo è Leonardo. l’impagabile lavoro di Giuseppe mento si possono distinguere al-
Comunque sia andata, la commo- Bossi, segretario dell’Accademia meno tre line di sviluppo. Una è
370
Il «nuovo» cartone di Raffaello
M.D. - Torna alla Pinacoteca Ambrosiana, dopo Santissimo Sacramento), la Giurisprudenza
anni di restauro, il celebre cartone di Raffaello (Virtù) e la Poesia (Parnaso).
La Scuola di Atene, interamente autografo. Ora Il disegno arrivò in Ambrosiana nel 1610 come
è godibile in un allestimento nuovo a cura di prestito del conte Fabio II Visconti di Brebbia.
Stefano Boeri. Nel 1626 la vedova Bianca Spi-
Merita tutta l’attenzione perché nola Borromeo lo vendette per
non si tratta «solo» di un dise- seicento lire imperiali, somma
gno, ma del più grande disegno spropositata. Ma nel 1796 fu re-
rinascimentale (285x804 cm), quisito dai francesi e portato al
perfettamente conservato. Ben- Louvre. Solo nel 1815 venne
ché da sempre lo si chiami «car- consegnato alla commissione
tone», è in realtà il disegno pre- austriaca per il recupero delle
paratorio per l’affresco, esegui- opere d’arte e tornò a Milano.
to a grandezza naturale. Da esso Non si può dire che in seguito
si ricavò il cartone vero e pro- abbia avuto vita tranquilla, per-
prio che servì per l’esecuzione ché si dovette salvarlo dai bom-
del dipinto murale. Era il 1508 e bardamenti delle due guerre: nel
committente fu papa Giulio II per la Stanza del- 1918 fu trasportato temporaneamente a Roma e
la Segnatura in Vaticano. Lo si conosce come nel 1942 trovò rifugio nel caveau della Cariplo.
La Scuola di Atene, ma il vero nome è La Filo- Ora è lì per la nostra ammirazione, più bello che
sofia e si inserisce in un complesso programma mai. E sembra proprio di sentire il frusciare del-
iconografico che vede nelle quattro pareti della la mano di Raffaello che tratteggia grazia su
stanza la Filosofia, la Teologia (Disputa sul grazia.

quella fiorentina, e quindi di manità e che nel 1999 Pinin aspetta sempre dal catalogo: un
Leonardo, erede diretta delle ce- Brambilla consegnò l’opera dopo approfondimento, qualcosa in
ne medievali con la sua frontalità un restauro minuzioso durato più rispetto a quello che è già
ed essenzialità. Un’altra, quella ventidue anni. Oggi, tolte le ridi- esposto e tutti possono vedere e
veneta, che vede in Tintoretto e pinture e i resti di restauri danno- giudicare. Finalmente.
Veronese un’impostazione ben si, di Leonardo è rimasto poco… In un ampio excursus sull’ispira-
più movimentata, sia nell’inqua- ma sicuro. zione di artisti del XX e XXI se-
dratura sia nel numero e nei gesti colo al Cenacolo vinciano, Papa-
dei personaggi. La terza è quella
fiamminga, che congrega gli
E oggi? roni ci riporta a quel che andrebbe
considerato il primo caso: Il sa-
apostoli intorno a una tavola qua- cramento dell’ultima cena, di Sal-
drata e che arriva fino al capola- vador Dalí (1955), dove il riferi-
voro di Rubens, presentata a Bre- Ma oggi, continua il Cenacolo a mento è evidente ma l’opera è au-
ra in una delle diverse versioni. ispirare gli artisti come nel passa- tonoma; quello strano personag-
Il Cenacolo leonardiano è, fra to? È la domanda che si pone, gio di Dalí, che diceva di essere
tutti, il più copiato, stampato, ri- nell’àmbito delle celebrazioni di cattolico convinto, l’ha trasforma-
prodotto in ogni modo. E al tem- Leonardo, la piccola ma sostan- ta in un cenacolo di preghiera dal-
po stesso è stato fecondo di altre ziosa mostra della Fondazione l’aria fortemente mistica.
cene più o meno direttamente Stelline a Milano, proprio dirim- È proprio ciò che cerca questa
ispirate. Basti citare il grande petto al Cenacolo vinciano. Cu- mostra: illuminazione leonardia-
gruppo scultoreo (1531) di An- rata da Demetrio Paparoni, radu- na diretta ma indipendenza
drea da Corbetta nel Santuario di na otto opere di artisti contempo- espressiva e stilistica. E il passo
Saronno, ma la produzione è du- ranei di fama internazionale, al- fondamentale lo fece Andy War-
rata fino ai nostri giorni, anche in cune prodotte direttamente per hol con la memorabile mostra Il
forme molto popolari da tenere in l’esposizione, altre comunque re- Cenacolo tenutasi proprio alle
casa o nelle chiese. centi ed esplicitamente collegate Stelline nel 1986 curata e soste-
Della sua storia recente è utile ri- al Cenacolo. Paparoni affianca nuta da Alexandre Iolas. Warhol
cordare che nel 1980 il Cenacolo alla mostra un sostanzioso cata- trasformò il dipinto leonardesco
fu dichiarato patrimonio dell’u- logo Skira con quel che ci si in un’icona pop; senza snaturare
371
L’Ultima Cena. Interno assoluto di Nicola Samorì, ispirata al capolavoro vinciano.

il carattere sacro, produsse un pre, sempre carsica, sempre tra- vinciano. Non si rimane indiffe-
centinaio di lavori sul tema. Na- sformata, l’immagine è insepolta, renti di fronte a questo volto. Un
turalmente l’operazione suscitò come scriveva Georges Didi-Hu- sacchetto di cuoio con le monete,
entusiasmi e polemiche, ma quel- berman. appeso alla cornice, ricorda il tra-
le immagini sono una pietra mi- dimento di Giuda e fa guardare
liare della storia recente dell’arte Il meglio, questo Cristo con ancor maggio-
e un interessante focus sulla spi-
ritualità cattolica di Warhol ulti- con sorprese re struggimento. L’artista poi ha
voluto l’opera esposta su una pa-
mamente scoperta. Aperta la stra- rete rossa, immergendo così
da, ecco tanti artisti che tornano La selezione di Paparoni non si idealmente il corpo di Cristo nel
ad abbeverarsi al genio vinciano. può dire propriamente antologi- vino dell’ultima cena, che è il
Qui vengono citati tra gli altri ca. Anche in considerazione sangue versato in remissione dei
Mary Beth Edelson (1972), An- dell’abbondante paccottiglia che peccati.
drés Serrano (1990), Marlene gira in materia di «ispirazione» al Anish Kapoor ha scelto due lavo-
Dumas (1991), Vik Muniz Cenacolo, ha portato artisti di fa- ri che, nelle parole del curatore,
(1998), Hiroshi Sugimoto (1999- ma mondiale, apprezzati e amati sono «come una prefigurazione
2012), David LaChapelle (2003), e, non ultimo, consacrati dal mer- della passione e del sacrificio che
Zhang Huan (2012). Tutte opere cato. È una sorta di rassegna del da lì a poco si sarebbe consuma-
interessanti per diversi aspetti, meglio in questo soggetto. E con to» e che è teologicamente inse-
nessuna apertamente blasfema, sorprese. parabile dalla Cena. «Nel prefi-
alcune senza afflato religioso Robert Longo ha disegnato in gurare la Passione e il sacrificio
(che non si può chiedere a chi grande scala il volto di Cristo co- Flayed II dà immagine a un ba-
non ce l’ha). me appare dopo il restauro, ac- gno di sangue che impregna come
Ancora una volta si riafferma la centuando con i carboncini il una sindone l’intera tovaglia, Un-
teoria di Aby Warburg: l’arte vi- chiaroscuro e le crepe. Ne viene titled diviene invece una visione
ve di storia dell’arte (e quando un’immagine di forte impatto che macroscopica di una ferita».
non è così se ne vede tutta la mi- amplifica di molto l’intenso rac- «Nell’opera di Nicola Samorì Ge-
seria). L’immagine ritorna sem- coglimento del volto originale sù offre letteralmente ai suoi
372
Maestri contemporanei a Palazzo Robellini
di Acqui Terme
C.S. - Dopo le antologiche di Pablo Picasso nel stessi maestri e demiurghi che trasformano e im-
2015, Salvator Dalí nel 2016, Marc Chagall nel preziosiscono fogli immacolati, in un clima di
2017 e Lucio Fontana nel 2018, tutte ospitate a continua e costante evoluzione dei linguaggi
Palazzo Saracco, quest’anno è in cantiere una grafici tradizionali. Molti di questi esemplari
raffinata esposizione di oltre cento capolavori esposti liberano gli artisti dai limiti tecnici della
della grafica italiana e internazionale. A Palazzo stampa (formato, colore e modalità esecutive),
Robellini le opere saranno precedute da un vi- consentendo loro di raggiungere risultati inediti
deo esplicativo di interessante impatto emozio- e straordinari. Non a caso, oggi, talune di quelle
nale e didattico. Saranno esposte oltre cento la- opere sono considerate pietre miliari, non solo
vori su carta di grandi maestri del ’900, che per- nella produzione degli artisti ma anche nella sto-
mettono di ripercorrere le tappe dell’innovazio- ria della grafica contemporanea. La mostra è cu-
ne artistica nella grafica e nella tecnica incisoria rata da Adriano Benzi e Rosalba Dolermo; gode
nella seconda metà del secolo scorso, con parti- del patrocinio della città di Acqui Terme, del
colare messa a fuoco per calcografia, xilografia Rotary Club, dei Cento Amici del Libro e del
e litografia. In mostra capolavori della grafica Premio Acqui Storia e, dopo la chiusura acquese
contemporanea, gran parte dei quali fanno parte agli inizi di settembre, dovrebbe essere riallesti-
di una celebre collezione privata, raccolta in ol- ta presso una importante istituzione culturale
tre quarant’anni di cura e severa selezione criti- milanese. A corredo dell’esposizione nelle quat-
ca, potendo anche contare sulla conoscenza di- tro sale d’arte di Palazzo Robellini è previsto un
retta, e in molti casi amicizia, con diversi degli grande catalogo a colori, con tutte le opere espo-
artisti rappresentati. Le opere esposte nascono ste e saggi critici di Elisabetta Cocito, Carlo
dai torchi e dai telai di celebri stampatori, loro Sburlati e Gianfranco Schialvino.

commensali il suo corpo raschia- documentativo. Come nel dipinto ninni. Galimberti è un fotografo
to dal supporto e adagiato sulla di Leonardo gli apostoli parlano di fama internazionale che elabo-
tavola. La pelle pende da un cor- anche con le mani, qui sono le ra delle composizioni a mosaico
po liberato dalle sembianze uma- mani a raccontarci l’esperienza in cui il soggetto viene scomposto
ne. Scura e raggrinzita racchiude di cui Madame Pinin è stata pro- in numerosi scatti da diverse pro-
in sé tracce di quelle sembianze, tagonista nel tentare di riportarci spettive. Ne deriva qualcosa di
come il lenzuolo che ha avvolto il a una versione dell’opera il più analogo al cubismo, che tentava
corpo di Cristo. Privato della sua possibile vicina a quella voluta di comporre sul piano orizzontale
carne, Cristo si trasforma in una da Leonardo». angolature differenti del soggetto.
sagoma di luce: di lui rimane solo Due pittori cinesi, Wang Guangyi Ma Galimberti è luminoso, le sue
il bagliore della lastra di rame che e Yue Minjun, ben noti al grande immagini respirano e ci riportano
fa da supporto all’intero dipinto e pubblico, sono comprensibil- all’inevitabile frammentarietà del
ci trasmette il senso del sacro del- mente lontani dallo spirito del nostro sguardo. Qui applica il suo
le antiche icone». Gran bella ope- Cenacolo sia per cultura sia per obiettivo multiplo al dipinto di
ra, questa di Samorì, dipinta con religione. Ma forse è proprio Leonardo.
acidi e olio, che idealmente ha questo che li rende interessanti. Galimberti è creatore del Movi-
portato avanti il processo di con- Wang Guangyi vede nelle sago- mento Dada Polaroid: la sua fo-
sunzione del dipinto vero. me delle figure le montagne della tografia è stata sviluppata attra-
Masbedo (Nicolò Massazza e Ia- sua terra e lascia delle scolature verso il tempo in una dimensione
copo Bedogni) presenta un video evocando l’antica pittura cinese. di ricerca e di scoperta del ritmo
sull’importanza «di prendersi cu- Minjun, famoso per gli uomini e del movimento. Applicare tutto
ra delle testimonianze della cul- dalla perenne risata stupida, pre- ciò a un capolavoro idolatrato co-
tura per mantenere in vita valori senta un’opera molto concettua- me il Cenacolo è indice di un co-
che sono a fondamento della no- le, forse troppo. raggio non comune. Il risultato è
stra civiltà». Sono le mani di Pi- Contemporaneamente esce per i godibilissimo in questo libro di
nin Brambilla che indicano alcu- tipi di Skira il libro Maurizio Ga- grande formato da tenere e sfo-
ni dettagli del restauro su foto- limberti. Il Cenacolo di Leonardo gliare in casa.
grafie. «L’opera non ha intento da Vinci, a cura di Federico Mi- Michele Dolz
373
PERSONAGGI

Dal cielo di Berlino a Francesco


Colloquio con Wim Wenders
Il suo primo documentario, a dif- tario. Regalandoci, essenzialmen- le quattro lunghe interviste con lui
ferenza dei successivi, aveva un te, veri e propri tributi che rifletto- condotte, direttamente in teleca-
esito certo e ineluttabile: la morte no di volta in volta tappe di una mera, per dare il senso di un dia-
del protagonista. Sì, perché quan- passione, e direi anche compas- logo diretto con lo spettatore. Do-
do nel 1980 il 34enne Wim Wen- sione, incessante e poliedrica. po quello della Berlinale nel
ders accettò di firmare quello che Opere che aprono squarci su 2015, Wim Wenders ha ricevuto
sarebbe diventato lo scioccante te- mondi e figure capaci di affinare e lo scorso ottobre un premio alla
stamento di Nicholas Ray, non innalzare lo sguardo di chi le ve- carriera. A conferirglielo è stato lo
c’erano grandi mezzi e neppure de: basti pensare, per esempio, a Zurich Film Festival, una rasse-
una sceneggiatura, ma la sola cer- Buena Vista Social Club (1999), gna nata 14 anni fa che grazie a
tezza del cancro che stava dila- una fairy tale, come l’ha definita, sponsor facoltosi, ma soprattutto
niando il regista, suo mentore e che ha portato alla ribalta interna- a una programmazione oculata
amico. Inno alla vita attraverso la zionale, a due anni dalla pubblica- quanto smart, si sta profilando per
sua negazione estrema, la quale zione dell’omonimo album, l’or- la sua capacità di coniugare gla-
paradossalmente più d’ogni altra mai indimenticabile gruppo di mour e impegno sociale, richia-
cosa può darle un senso, Light- musicisti cubani, a Pina (2011), il mando nella maggiore città elve-
ning Over Water – Lampi sull’ac- pionieristico omaggio in 3D alla tica vip e celebrities, ma anche
qua è rimasto un unicum nella sto- coreografa Pina Bausch e al «tea- giovani filmmakers debuttanti.
ria del cinema. Non mancarono le trodanza» da lei concepito, o a Il
critiche, al presunto voyerismo
dell’opera, straziante anche per lo
sale della terra dedicato a Seba-
stiào Salgado (2014): pellicola
Film impegnati
stesso Wenders che difatti ne fug- impreziosita dagli stupendi scatti
gì, affidando il montaggio a Peter del fotografo brasiliano che testi-
Przygodda, per poi tornarci sopra, monia altresì il tragitto interiore l Che cosa ha significato per
dopo Cannes e Venezia, rimontan- di colui che, dopo aver documen- lei affiancare documentari alla
dola e accorciandola. Certo è che, tato condizioni di lavoro fra le più fiction? Nei documentari trovo
sin dagli inizi, il tema della spiri- disumane nel pianeta e le peggiori più libertà, maggiore senso di av-
tualità informa la ricerca wender- atrocità della guerra – fra cui ventura. Lo scenario dei lungo-
siana, con una concretezza tutta quella genocida in Ruanda nel metraggi si è fatto ormai piutto-
sua, che ricorda l’anelito degli an- 1994 – non finiva, e c’è mancato sto prevedibile, più di quanto mi
geli nel Cielo sopra Berlino poco, nel baratro della depressio- piaccia. La mia forza sta nel la-
(1987) i quali, anziché bearsi di ne, dello scoramento per un’uma- vorare a film in cui si possa cam-
un’algida eternità, guardavano al- nità che mai impara dai propri er- biare rotta, film senza sceneggia-
le umane vicende con empatico rori, ma sceglieva invece di torna- tura o senza gran parte di essa.
trasporto. Del film che più lo rese re alla sua terra, in Brasile, e da lì Nella fiction oggi questo è diven-
celebre ha detto a Cannes un paio ripartire, rimboscando ettari di tato praticamente impossibile.
d’anni fa: «Con il senno di poi, è terreno che si era desertificato. Da Con i documentari invece si dà
sembrato come se gli angeli che ultimo, l’anno scorso, è arrivato per scontato che il regista possa
ho ricercato ed evocato nel film Un uomo di parola, il docufilm su non sapere esattamente dove lo
mi avessero concesso una grande papa Francesco, un lustro dopo la porterà la storia.
lezione sull’atto del vedere». richiesta del Vaticano di pensare a
Abbandonata l’idea sacerdozio, un documentario sul pontefice da l Da giovane voleva diventare
Wenders ha fatto della macchina poco eletto, lasciando al regista sacerdote. Cosa le ha fatto
da presa lo strumento primo della carta bianca. Ne è nato un altro cambiare idea? L’arrivo dei film
propria quest, creativa e spiritua- unicum nella storia della settima e del rock’n’roll nella mia vita.
le, riplasmando come pochi altri arte, anche per la scelta di indiriz- Una grande tentazione, giunta al-
la fisionomia stessa del documen- zare lo sguardo del papa, durante l’improvviso, a cui non ho resi-
374
stito. Succedeva all’inizio degli
anni Sessanta, l’epoca dei Beat-
les, di Bob Dylan... era la mia ge-
nerazione – tra le mie canzoni
preferite c’era proprio My gene-
ration degli Who – un’intera ge-
nerazione che ha cercato di ride-
finire i propri obiettivi, e così ho
fatto anch’io. Ma non sono di-
ventato ateo. Ho lasciato, sì, la
Chiesa cattolica, nel 1968, da
studente socialista. In seguito, al-
la fine degli anni Ottanta, sono ri-
entrato nel grembo del Cristiane-
simo dall’altra porta, converten-
domi al protestantesimo.

l Per quale ragione? Perché


credo in Dio, non in una Chiesa.
Mi sento un cristiano ecumenico.
Ritengo che la religione organiz- Il regista Wim Wenders (Düsseldorf, 14 agosto 1945).
zata crei parecchi problemi e im-
pedisca a molti di entrare in con- che siamo capaci di essere miglio- dei compiti immani che stia cer-
tatto con Dio. ri, e talvolta mostrarci un mondo cando di affrontare. D’altronde,
migliore; o almeno la possibilità quale leader politico è stato sia al
l Secondo lei il cinema può as- della libertà d’immaginare un Muro del Pianto a Gerusalemme,
solvere a funzioni analoghe a mondo migliore. C’è chi ancora lo sia al muro di divisione tra Israele
quelle di una Chiesa? Il cinema fa e vedo sempre più documenta- e i territori palestinesi? Non lo
è uno strumento potente, di gran- risti convinti che il mondo si possa fanno. Quest’uomo invece si reca
de ricchezza, e riveste molteplici cambiare. Invece i film d’intratte- ovunque vi sia dolore, dimostran-
funzioni. Può, tra l’altro, fùngere nimento, in genere, non fanno che do un coraggio straordinario.
anche da Chiesa. Nel passato è convalidare l’ineluttabilità di un
successo di frequente. Alcuni dei mondo che va bene così com’è. l Quanto il suo incontro con il
miei registi preferiti, come Carl papa l’ha cambiata e come ha
Theodor Dreyer, Robert Bresson «Un uomo di parola» influito sulla sua fede? In un
o Andrei Tarkovsky, fanno un ci- certo senso ha cambiato il mio at-
nema spirituale: che resta, a teggiamento, perché ho realizza-
tutt’oggi, una delle innumerevoli to che quest’uomo non ha paura.
possibilità dell’arte cinematogra- l Per il suo ultimo film ha gira- Non è solo coraggioso, è davvero
fica. I film possono essere qual- to otto ore di intervista con il completamente privo di paura.
siasi cosa, possono parlare di tut- Pontefice nel corso di ben due Rappresenta un esempio per tutti,
to e devono anche continuare a anni. Che impressione ne ha a prescindere dalla professione di
farlo e a poterlo fare. tratto? Di una persona capace ciascuno; e per quanto mi riguar-
davvero di parlare a tutti. Papa da ho anche capito che alcuni dei
Affinare lo sguardo Francesco non si rivolge esclusi- miei film erano stati guidati dalla
vamente ai cattolici e neppure ai paura di non poter fare questo o
soli cristiani. Parla a ognuno di quest’altro... Mi ha insegnato a
noi, parla anche ai musulmani, e essere più convinto di me stesso.
l Come giudica oggi lo stato di il suo miglior amico è un rabbino.
salute del cinema? Mi costerna Può suonare radicale, ma credo l La posizione del Papa è stata
molto il fatto che oggi, in modo che questo Papa rappresenti non duramente criticata da frange
strano, ha preso piede una defini- tanto la Chiesa, ma le persone di conservatrici interne alla Chie-
zione di cinema alquanto limitata, buona volontà in un’accezione sa, come pure da chi lo accusa
che lo riduce a mero intratteni- molto ampia. Credo stia cercando di non fare abbastanza. Che co-
mento. L’entertainment è senz’al- di promuovere la pace tra le reli- sa ne pensa? A mio parere papa
tro una funzione importante del ci- gioni, perché alla fine non ce n’è Francesco è un uomo di un’aper-
nema, di certo non la sola. Un film mai stata molta, di pace, tra credi tura incredibile. Penso che que-
può fare molto di più. Può dirci diversi. E penso sia questo uno sto voglia anche dire tolleranza
375
zero quando parla di pedofilia. ti sta vicino, ma senza vederlo, il molto commercializzabili. Lo
Vuole trasformare una rigida or- che è piuttosto triste. sono state quando avevano senso
ganizzazione in qualcosa di tra- all’interno del film... (ride, ndr).
sparente. Ma gran parte della l Quanto è potente il messag- A volte la colonna sonora funzio-
Chiesa si oppone alla trasparenza gio del Papa nella nostra era na meglio del film: come è suc-
e all’apertura. Molti suoi critici digitale, di rapidi mutamenti? cesso per esempio con Until thè
sono persone che prima non ama- Fra i messaggi che gli stanno più End of thè World.
vano la sua politica. Mi pare che a cuore c’è quello che riguarda la
stiamo assistendo a una battaglia vicinanza, la prossimità. Nella l Ha funzionato meglio per lei
dalle dimensioni epocali, una sua lingua si dice cercania. Che o per il pubblico? Era ancora un
delle più impressionanti del no- la vicinanza reale, oggi, stia di- tempo di relativa libertà. Il film
stro tempo; contro quanti non vo- ventando un vero e proprio lusso venne girato nel 1990 e costò 24
gliono accettare la Chiesa guida- fa parte delle malattie peggiori milioni di dollari del tempo, il
ta dall’attuale Papa, l’apertura e della nostra epoca. Una delle co- che significò una gran libertà.
la tenerezza che rappresenta. se più straordinarie che ha detto Era un film d’autore, e probabil-
Francesco rimane saldo, mantie- il Papa durante l’intervista è mente uno dei film d’autore più
ne le proprie opinioni, ma com- qualcosa, in fondo, di molto sem- costosi mai realizzati. Altrettanto
battere le forze conservatrici nel- plice. «Perdete tempo con i vostri probabilmente fu quella una delle
le sue fila da un lato e l’intero co- figli?» era la sua domanda ricor- ultime volte in cui un regista poté
siddetto mondo liberale dall’altro rente ai genitori durante la con- disporre di tanta libertà.
rimane un’impresa estremamente fessione. Siamo di fronte a uno
difficile. dei grandi problemi culturali e l Il tema del film si riconnette
sociali del nostro tempo. La mag- a quello di cui abbiamo parlato
Rivoluzione digitale gior parte dei miei amici ha figli. poco fa, i potenziamenti tecno-
Sono diventato nonno anch’io e logici, le tentazioni del virtua-
ne sono felice. Ma quanti giovani le... E stato un tentativo di antici-
genitori mandano i loro bambini pare il futuro, sì.
l Lei è stato il primo, con Pina all’asilo per vederli solo al matti-
(2003), a realizzare un film in- no e alla sera? Ci sono sempre l E in un certo senso ci è riusci-
teramente in 3D. C’è chi guar- meno i genitori capaci di «spre- to. Ha cercato di immaginare co-
da al 3D come un’innovazione care» tempo con i propri figli. me si sarebbe evoluto il settore au-
dalle grandi potenzialità che, diovisivo, ne è emerso un quadro
insieme alle cosiddette Virtual
e augmented realities, fa parte
Business & concept che non mi pare poi così distante
dalla nostra realtà quotidiana.
di una sorta di «rivoluzione di-
gitale» a cui molti «credono» l Gli somiglia parecchio. Ab-
in modo quasi religioso. Lei co- l Che cosa a suo parere è mag- biamo persino inventato il moto-
me la vede? Da sempre mi inte- giormente cambiato, oggi, ri- re di ricerca prima che chiunque
ressa tutto ciò che potenzia i no- spetto agli anni Settanta e Ot- ne parlasse!
stri mezzi, il linguaggio e le op- tanta? Il packaging. È il «confe-
zioni che abbiamo per capire la zionamento» del business, dei pro- l Per concludere: a cosa sta la-
realtà in cui viviamo. Ma parte dotti, della moda a essere cambia- vorando attualmente? A un do-
della società contemporanea pro- to: in una parola, è il business oggi cumentario sull’architetto svizze-
duce proprio quel che ci rende a guidare le idee. Quando ho ini- ro Peter Zumthor: il suo lavoro, le
più soli, penso soprattutto ai co- ziato a fare film era il contrario, le sue opere e il suo metodo. Alla
siddetti social media, che sono idee guidavano il business. Biennale di Architettura di Vene-
tutt’altro che social(i). La nostra zia, nel 2016, abbiamo presentato
cultura digitale concorre a isola- l Ed è questo che più le man- un primo cortometraggio su di lui.
re le persone. Sono stato felice ca? Quel che mi manca di più è È un progetto che sta prendendo
dell’arrivo del digitale come pu- che bisogna fare i conti non solo forma lentamente e richiederà di-
re del 3D, ma non credo che la con il concept del film, ma anche versi anni. Nel frattempo, proba-
realtà virtuale o la augmented con il business plan; e lì ci deve bilmente, mi dedicherò anche ad
reality possano diventare stru- entrare l’intero progetto. La co- altro.
menti narrativi. Penso afferisca- lonna sonora dev’essere commer-
no piuttosto all’area dell’intratte- cializzabile, tante piccole cose. Giovanni V. R. Sorge
nimento, della distrazione. Con
la realtà virtuale te la vedi da so- l Lei è stato fra i primi, peral- La versione integrale di questa intervista
lo: puoi anche collidere con chi tro, a creare colonne sonore è disponibile sul sito di «Lettera 43».

376
STORIA DELLA CANZONE

Un francobollo per Nilla Pizzi


Il centenario della nascita di 78 giri di quella canzone, e si
Nilla Pizzi, 14 aprile 1919- legge che «la fidanzata» è stata
2019, è trascorso praticamente sostituita con «la vita»: «Non
inosservato. E non è giusto. metterti nella vita di nessuno».
Continua una sorta di malinte- Già parlare di «novia» era consi-
so sulla «Regina della canzo- derato osé.
ne» (© Luca Goldoni, sembra) In quegli anni, Nilla Pizzi canta-
che pure ha contribuito in mi- va Amanti, di Galdieri e D’an-
sura non lieve a plasmare l’im- zi, inno all’amore clandestino,
maginario collettivo italiano, costretto a nascondersi dalle
non solo canoro. convenzioni sociali: «Perfin
È proprio qui, il punto. Nilla le furtive parole ignorano il lieto
Pizzi rappresenta un’Italia del splendor del sole». Ma il finale
dopoguerra, operosa e provin- sistemava le cose, la clandestini-
ciale, di cui oggi (ma anche ie- tà come ingrediente della rela-
ri e ierlaltro), ingiustamente ci zione: «È triste, lo so, ma è forse
si vergogna un po’. Nilla Pizzi per ciò che spesso il vostro amor
è rimasta inchiodata ai trionfi non muore». Se non c’è rego-
dei primi due Festival di San- la, viene meno anche il gusto
remo (1951, Grazie dei fiori; della trasgressione.
1952 la troppo nota tripletta Vo- superata da Domenico Modugno
la colomba, Papaveri e papere, con Nel blu dipinto di blu. La ri- Un riconoscimento
Una donna prega), ma già al
terzo Festival si parlava di de-
vincita avvenne a fine anno,
quando L’Edera vinse Canzonis- quasi istituzionale
clino e cominciò l’esilio per la sima. Poi seguirono partecipazio-
Regina. Mancanza di repertorio, ni sporadiche a programmi televi- Ma torniamo al centenario. Ci
querelle con le case discografi- sivi pomeridiani e sempre con sono stati festeggiamenti a
che, infelici partecipazioni cine- Papaveri e papere (anche cantata Sant’Agata Bolognese, dove la
matografiche, anche se il regista in duetto con Mina) e Grazie dei Pizzi era nata, riportati nelle pa-
di Ci troviamo in galleria fiori. Ma la Pizzi aveva anche un gine locali di Repubblica. Ina-
(1953), con Alberto Sordi, Car- repertorio latino-americano in cui spettatamente, però, le Poste
lo Dapporto e un’acerbissima dava il meglio di sé. hanno emesso un francobollo
Sophia (col ph) Loren, era Mau- Per capire l’aria che tirava negli per Nilla Pizzi, un riconosci-
ro Bolognini, non proprio l’ulti- anni Cinquanta, basta andare su mento quasi istituzionale alla
mo dei cinematografari. Youtube e ascoltare No te metas, cantante insignita dal presidente
Per qualche anno Nilla si trasferì cantata in spagnolo dall’impareg- Ciampi, nel 2003, del titolo di
ad Acapulco dove aveva aperto giabile Duo Fasano, le gemelle Grande ufficiale al merito della
un night frequentato da Frank Si- Dina e Delfina, dall’intonazione Repubblica italiana.
natra e altri big. leggendaria. Ebbene, il testo dice- Il monumento lo stanno costruen-
va: «No te metas con la novia de do gli amici di il discobolo.net,
«Avvinta nadie, non metterti con la fidanza- non solo con notizie e repertorio di
come l’edera»
ta di nessuno, perché nessuno si Nilla Pizzi & colleghi, ma anche
metta con la tua. Va’ per la tua stra- con la biografia redatta da Enzo
da, senza voltarti». E poi, con stac- Giannelli in sette grossi volumi, di
L’ultimo trionfo fu L’Edera co sorprendente: «E adesso andia- cui sono già usciti i primi tre.
(1958), gran bella canzone, se- mo a vedere Teresa che balla la
conda a Sanremo, giustamente rumba». Su Youtube c’è la foto del Cesare Cavalleri
377
TEATRO

Don Milani a teatro


I chiaroscuri dell’uomo & del prete, oltre l’icona
«Ridare ai poveri la parola, per-
ché senza la parola non c’è digni-
tà e quindi neanche libertà e giu-
stizia: questo insegna don Milani.
Ed è la parola che potrà aprire la
strada alla piena cittadinanza nel-
la società, mediante il lavoro, e
alla piena appartenenza alla Chie-
sa, con una fede consapevole».
Così, ponendo fine a una lunga
stagione di incomprensioni, papa
Francesco commemorò il priore
di Barbiana il 20 giugno 2017, in
occasione dei cinquant’anni dal-
la morte.
«Mi capiranno tra cinquant’an- Una scena del« Vangelo secondo Lorenzo».
ni»: lo stesso don Milani lo aveva
vaticinato nei suoi consueti toni obbedienza e disciplina, e intanto Si tratta di Vangelo secondo Lo-
provocatori pochi giorni prima sferzava i superiori. Era deferente renzo di Leo Muscato e Cammel-
della scomparsa, a soli 44 anni, il verso la parola che rende liberi, li a Barbiana di Luigi D’Elia.
26 giugno del 1967. eppure gli scappava, ogni tanto,
Era un prete sui generis, don Mi-
lani. Un personaggio di quelli che
qualche espressione triviale.
Istitutore, educatore, don Milani
Il Vangelo di Lorenzo
dividono, come tutte le figure pro- corredava il metodo scientifico di
fetiche. Ancora adesso c’è chi lo passione e sarcasmo. Era duro, af-
adora e chi lo detesta. Era orto- filato, sprezzante. Giudicava senza Vangelo secondo Lorenzo, di Leo
dosso nella sostanza, eretico nella mezzi termini. Ignorava l’arte del- Muscato e Laura Perini, vede un
forma. Censurava la borghesia, da la diplomazia. Preferiva l’azione al caleidoscopico Alex Cendron
cui proveniva. Era rapito dalla misticismo. Conobbe i poveri, li nella parte di don Milani. Con lui
Messa, dai Vangeli e dalla litur- amò. Per loro fondò una scuola, in in scena, i bravissimi Alessandro
gia; ma il suo apostolato lo svol- un villaggio a una manciata di me- Baldinotti, Giuliana Colzi, An-
geva tra la cattedra e i banchi, tri dal Mugello, dove era stato re- drea Costagli, Nicola Di Chio,
piuttosto che tra l’altare e il con- legato essendo indocile alle autori- Silvia Frasson, Dimitri Frosali,
fessionale. Che poi a Barbiana, tà. Amava gli emarginati in modo Fabio Mascagni, Massimo Sal-
dove realizzò la sua attività peda- sanguigno ed era convinto che vianti, Lucia Socci, Beniamino
gogica e didattica, i banchi e la avrebbero trionfato anche con me- Zannoni. Lo spettacolo si foca-
cattedra neppure c’erano. E nean- todi facinorosi. Il suo era un uma- lizza sugli ultimi vent’anni del
che la lavagna, i registri e i voti. nesimo utopico. Per questo si gua- priore di Barbiana, partendo da
La scuola era in ogni caso il luogo dagnò la fama di prete comunista. quando operò come cappellano a
della sua missione, il modo in cui Dedicati a don Milani, due recen- San Donato a Calenzano.
esprimeva il suo carisma sacerdo- ti spettacoli hanno il merito di A dare vivacità a questo lavoro,
tale. Stava dalla parte degli sfrut- proporne la figura nelle sfumatu- orchestrato da Muscato con ripetu-
tati contro gli sfruttatori, dei sin- re chiaroscurali, nella bidimen- ti ribaltamenti scenici consentiti da
dacati contro i padroni. Deplorava sionalità umanissima di pregi e uno sfondo tridimensionale a sca-
le intrusioni della Chiesa nella po- difetti, con sortite che ne svisce- tole cinesi efficacemente costruito
litica. Eppure, in modo sottile, an- rano le profondità, i desideri, le da Federico Biancalani, è la pre-
ch’egli faceva politica. Professava angosce, la portata apocalittica. senza di sette bambini, Sebastiano
378
Daffra, Olivia Fantozzi, Lio Ghez-
zi, Sebastian Mattia Knox, Andrea
Pillitteri, Emily Tabacco, Samuel
Zinicola, selezionati dallo stesso
Muscato a seguito di un laborato-
rio tenuto all’Istituto comprensivo
Cavalieri di Milano.
Lo spettacolo, coproduzione Elsi-
nor, Arca Azzurra Teatro e Teatro
Metastasio, ha chiuso il 18 aprile
al Teatro Franco Parenti di Milano
una tournée durata due anni, con
80 repliche. Esso si focalizza sul
sacerdote sempre dalla parte degli
ultimi, propugnatore della lotta di Luigi d’Elia è don Milani in «Cammelli a Barbiana».
classe, antimilitarista, obiettore di
coscienza, animatore di un cristia- un prete che provò a rivoluziona- nare la realtà e a modificarla attra-
nesimo sociale che lo accomuna- re il modo di fare scuola e di con- verso la cooperazione. La forma-
va ad altre figure radicali come cepire le relazioni sociali, econo- zione era vista come un processo
don Primo Mazzolari, padre Da- miche e politiche. La regia pulita, che dura tutta la vita.
vid Maria Turoldo, don Zeno Sal- geometrica di Muscato, smorza D’Elia spazia tra registri stilistici e
tini e don Andrea Gallo. ogni eccesso retorico e sfronda recitativi che assecondano i modi
In Vangelo secondo Lorenzo di- ogni surplus di teatralità per per- espressivi, soprattutto il tempera-
ciotto attori danno vita e colore a seguire essenzialità e chiarezza. mento multiforme del focoso sa-
oltre cento personaggi di grande cerdote. Il suo personaggio oscilla
vitalità, rifiniti nel carattere e sfac- Cammelli a Barbiana tra dolcezza e accessi d’ira.
cettati nella personalità. Campeg- Il bisogno di chiarezza attraversa
gia su tutti Alex Cendron, che qui il personaggio e l’attore, ne in-
ha l’occasione di mettere a frutto carna passioni e idiosincrasie,
un percorso artistico di quindici Cammelli a Barbiana è un’altra parole e ipocondrie. Come quan-
anni dalla commedia alla dram- prova della capacità affabulatrice do gli brillano gli occhi, di fronte
maturgia contemporanea, al teatro di Luigi D’Elia. L’attore brindisi- a un telescopio (immaginario)
di ricerca. Il suo don Milani è un no, supportato alla drammaturgia puntato verso le stelle. Oppure
personaggio carismatico, vibran- da Francesco Niccolini e alla re- quando la voce tuona contro la
te, a tratti ironico e accondiscen- gia da Fabrizio Saccomanno, co- mistica della guerra.
dente, a tratti caustico e sgarbato, struisce uno spettacolo che, sen- D’Elia incarna le ansie, i fervori, il
severo ed esigente, bonario e za orpelli scenici né elucubrazio- respiro affannato, la paura, il co-
combattivo. Sempre animato da ni, raggiunge spettatori di ogni raggio, l’indignazione, i risenti-
una profonda dialettica. età, contando solo sul potere del- menti di un uomo. Una vita densa
Qualche dettaglio, nell’arco dei la narrazione. Proprio in questa di passione quella del personag-
160 minuti dello spettacolo, ap- capacità di dominare la voce, di gio, una pérformance pregna di
pare pleonastico. Qualche aned- impostare la mimica, di orche- sentimenti quella dell’attore.
doto potrebbe essere tagliato. strare gesti e movimenti, D’Elia C’è un vigore nuovo nello spetta-
Ciononostante, i rapidi cambi di interiorizza la figura del priore. colo. Il pubblico lo avverte, ne
scena, i dialoghi agili, la costru- Sgorgano parole che restituisco- condivide il calore, reagisce con
zione paratattica della sceneggia- no anche qui il fervore di un uo- energia. Il finale intenso chiude un
tura, i grandi affreschi corali mo e di una vita, il carisma del lavoro che è una scultura lignea,
esorcizzano ogni rischio di em- pastore innamorato del Vangelo, ricca di sfumature. Lo stile grezzo
passe. Tutti i personaggi, nell’at- il rapporto complicato con i ver- e qualche truciolo preservano l’o-
to in cui interagiscono con il pro- tici della Chiesa. dore naturale, un po’ agreste, del
tagonista, ne sdoganano la perso- Emerge ancora la statura dell’edu- legno scolpito. Il monologo sarà in
nalità multiforme e ne evidenzia- catore. A Barbiana l’aiuto recipro- scena ancora a giugno, il 6 a Rho
no la psicologia complessa. Assi- co era un imperativo categorico. (MI), il 13 a Bergamo, il 27 a Forte
stiamo, passo dopo passo, alle fa- Nessuno doveva rimanere indie- dei Marmi (LU) e il 30 a Campsi-
si della malattia, all’inesorabile tro. Dominava una condivisa sete rago (LC) in occasione del Festival
declino fisico, che pure non ri- di conoscenza. Attraverso la sa- Il giardino delle Esperidi.
uscì a minare lo spirito ottimisti- pienza, anche Dio era raggiungibi-
co e ad attutire l’entusiasmo di le. I giovani imparavano a domi- Vincenzo Sardelli
379
CINEMA

Applausi al volo di Dumbo & Shazam!


«Vola, Dumbo, vola! Tu puoi vo-
lare! La piuma è solo un pretesto!
Vola!». Così dice il topolino ami-
co e motivatore di Dumbo all’e-
lefantino volante dalle grandi
orecchie nell’omonimo cartoon
della Disney (1941), di cui Tim
Burton ha girato il remake in live
action, come già aveva fatto con
Alice nel Paese delle Meraviglie
(Alice in Wonderland, 2010). La
frase del topolino nella pellicola
di Burton, distribuita in Italia da
inizio marzo, viene pronunciata
da Colin Farrell; eh già, dopo
avere vestito i panni di Alessan-
dro Magno, eroico vincitore del
Gran Re dei Persiani e conquista-
Dumbo.
tore dell’oikoumene (in Alexan- braccio sul campo di battaglia, bo, salvo poi ricredersi una volta
der, diretto nel 2004 da Oliver tornando al circo, che era la sua scoperto il talento dell’elefantino
Stone), adesso Colin Farrell in- casa, trova una situazione ben di- dagli occhi blu.
terpreta il ruolo che fu del topoli- versa da quella che aveva lascia- Entra quindi in scena V.A. Vande-
no vestito di rosso: quantum mu- to: la moglie è morta e il circo è in vere, interpretato da un Michael
tatus ab illo! In verità, Farrell forte crisi, nonostante gli sforzi Keaton in perfida forma, nei pan-
aveva già dato il volto a un per- del direttore, Danny De Vito. ni di uno spregiudicato imprendi-
sonaggio portato sullo schermo Questi, perfettamente a suo agio tore circense, che si mette in so-
per la prima volta dalla Disney, in tale ruolo (già lo aveva inter- cietà con Danny De Vito per
visto che in The New World di pretato per Tim Burton in Big sfruttare commercialmente su lar-
Malick interpretò John Smith in Fish, del 2003), si trova però fra ga scala le doti di Dumbo, in un
quella che era, di fatto, la vera le mani un piccolo tesoro: Dum- numero in grande stile insieme
storia di Pocahontas. bo, l’elefantino volante. con l’acrobata francese Colette
In Dumbo, invece, la necessità di Il film di Tim Burton mantiene gli Marchand (Eva Green, qui al ter-
Burton di allungare la pellicola (il snodi essenziali del cartoon, con zo ruolo per Burton, dopo la fa-
cartoon originale dura poco più qualche adattamento: per esem- scinosa strega di Dark Shadows,
di un’ora, 64 minuti), impone del- pio, nel cartoon l’elefantino na- 2012, e la protagonista di Mrs Pe-
le scelte ben precise: per prima sce con orecchie apparentemente regrine - La casa dei ragazzi spe-
cosa, l’inserimento massiccio nel di dimensioni normali, ma, dopo ciali, 2016). E, per i fan di lungo
racconto di personaggi umani, uno starnuto, le orecchie diventa- corso di Burton, è interessante ri-
come gli adorabili bimbi, Milly e no enormi. Nella pellicola in live vedere insieme Keaton e De Vito,
Joe Farrier, interpretati da Nico action, Dumbo, appena nato, è Batman e il Pinguino di Batman Re-
Parker (giovanissima figlia di coperto dalla paglia, e solo quan- turns (1992), su uno sfondo ugual-
Thandie Newton, già coprotago- do si scopre, il direttore del circo mente cupissimo, come quello del-
nista dell’Assedio di Bertolucci e – il solo personaggio umano che la città del divertimento, perenne-
di Mission Impossibile 2) e Finley nel cartoon avesse un minimo ri- mente immersa in un’atmosfera
Hobbins, o il padre, appunto, Holt lievo, insieme ai clown – prima notturna, che rappresenta il busi-
Farrier (Colin Farrell). Questi, re- invoca il risarcimento da parte di ness del cinico Vandevere. A que-
duce di guerra che ha perso un chi gli ha venduto Mamma Jum- sto panorama tenebroso farà da
380
poi contraltare il circo luminoso e
rispettoso della dignità degli ani-
mali in cui Holt e i figli sono im-
pegnati nel finale.
Finale in cui, come per Alice in
Wonderland, Burton, come sem-
pre visivamente ricchissimo, si
concede l’ennesima variazione
rispetto al film del 1941: se nel
cartoon Dumbo, riconosciuto nel
suo valore, si riuniva con la mam-
ma e i due restavano felicemente
nel circo, con un vagone di lusso
tutto per loro, Burton (che già
aveva immaginato una Alice pro-
tofemminista imbarcata su una
nave in partenza per la Cina) pre-
senta qui Dumbo e la mamma
che, finalmente, ritornano nella
Shazam.
natura selvaggia, unendosi a un visto anche in Amistad, 1997 e però la necessità di riconoscere le
branco di loro simili. Blood Diamond, 2006), il Mago relazioni autentiche da quelle
Shazam, appunto, gli dona il po- inautentiche: e così Billy, che pas-
Un supereroe tere di trasformarsi nell’omoni- sa le sue giornate in cerca della
mo supereroe, alto, muscoloso, e madre biologica, si renderà conto,
quattordicenne abbigliato con un costume un po’ una volta ritrovatala, che non ha
ridicolo, diciamolo, costituito da nulla da dirle, e che, in realtà, è
Interessante variazione sul cano- una tuta rossa aderente con un stato volutamente abbandonato.
vaccio del film a tema supereroi- fulmine dorato sul petto e un va- Da qui il ripensamento, che gli fa-
stico è invece Shazam!, diretto da poroso mantello bianco. Compito rà capire come non necessaria-
David F. Sandberg e basato sul- di Shazam sarà contrastare i mal- mente il vincolo di sangue sia ga-
l’omonimo personaggio della vagi, soprattutto il Dottor Sivana, ranzia di un sincero affetto e che
D.C. Comics. Interpretato da Za- che porta sempre con sé sette gli farà comprendere anche come
chary Levy, nel ruolo del supere- mostri, corrispondenti ai sette davvero i suoi fratelli acquisiti co-
roe, e da Mark Strong, ormai ab- peccati capitali. stituiscano la sua vera famiglia: la
bonato dal ruolo del villain, nei Peccato che Shazam sia sì un su- quale, nello specifico, diventa, a
panni del malvagio dottor Thad- pereroe invulnerabile e capace di un certo punto, una vera «famiglia
deus Sivana, il film presenta la volare, ma ancora con la mentalità di superereroi», nello scontro fi-
storia di William, detto Billy, di un quattordicenne, quale egli, nale con il malvagio Sivana, lotta
Batson, adolescente orfano, spe- effettivamente, è: pertanto, passa che, guarda caso, avviene anche
cializzato nella fuga da istituti e le giornate a esibirsi in numeri di in Shazam! in un Luna Park.
case famiglia, perché sempre in apparente giocoleria per racimola- E, nel finale, il fatto che il novel-
cerca della madre biologica. re qualche spicciolo, e, dopo aver lo arrivato fra i difensori della
A un certo punto, dopo l’ennesi- sventato una rapina in un super- giustizia dotati di superpoteri sia
mo disastro (addirittura, il furto di market, con il suo fratello adottivo assurto nell’empireo dei supere-
un’auto della polizia), il ragazzo coetaneo, pensa bene di farsi ri- roi è sancito non soltanto dal fat-
viene affidato a una casa famiglia compensare con una quantità di to che Shazam si presenta rego-
gestita da una simpatica coppia lattine di birra, salvo poi scoprire larmente in sala mensa, come
che ha già radunato nella sua che il sapore della bevanda alcoo- promesso, accanto al fratellino
grande dimora dall’atmosfera cal- lica non piace a nessuno dei due, e vessato dai bulletti della scuola,
da e un po’ bohémien altri ragazzi così si faranno prontamente sosti- ma, addirittura, dal fatto che egli
ugualmente bisognosi di un tetto tuire la birra con dolci, merendine venga raggiunto da un altro supe-
e di affetto. e schifezze assortite. E non parlia- reroe, il primo e il più importante
Ma Billy, una sera, si ritrova mo poi delle esilaranti prove, re- in ordine cronologico, ovvero da
sbalzato in un’altra dimensione: golarmente filmate e condivise sul Superman: indizio forse di un
qui l’ultimo superstite del Consi- web, con cui il novello supereroe prossimo sequel che li vedrà l’u-
glio dei Maghi, Djimon Houn- cerca di appurare quali siano i no accanto all’altro?
sum (l’amico di Russel Crowe suoi reali poteri.
nel Gladiatore, per intenderci, Tema conduttore della pellicola è Silvia Stucchi
381
TELEVISIONE

Rust & Marty nei tentacoli del male


La prima stagione di «True Detective»
Quando una donna viene ritrovata ma stagione di True Detective, Rust Cohle, il più tormentato tra i
morta nel mezzo della campagna scritta e ideata interamente da Nic due protagonisti, non perde occa-
della Louisiana, la prima cosa da Pizzolatto, trasmessa da HBO nel sione per far riflettere il collega
fare è sicuramente chiamare la po- 2014. Ma che cosa è successo dav- sulla vacuità della vita e sull’inuti-
lizia. Se, poi, il cadavere della sud- vero durante le indagini? Perché il lità delle illusioni, e i suoi dialoghi
detta viene ritrovato nudo, marto- rapporto tra Rust e Marty si è inter- sono stati ispirati dalla filosofia di
riato, con le mani legate e con un rotto bruscamente? I veri colpevoli Schopenhauer, Nietzsche e Cio-
enorme paio di corna di cervo fis- sono stati presi o sono ancora in li- ran. In sintesi, Rust è un pessimista
sate sul capo, è proprio il momento bertà, magari anche spaventosa- autodidatta; effettivamente, sco-
di chiamare i migliori detective mente vicini? prendo a poco a poco quanto la vi-
della zona. Sì, perché potrebbe es- ta gli abbia tolto negli anni, la sua
sere solo un omicidio isolato, ope- Il lato oscuro posizione diventa comprensibile,
ra di un qualche pazzo esaltato, fa- anche se magari non condivisibile.
cile da identificare e fermare, op- Le capacità affabulatorie di Rust
dell’animo
pure potrebbe esserci qualcosa die- sono in grado di affascinare lo
tro di più impegnativo. Qualcosa Questi e molti altri sono gli interro- spettatore, nonostante l’evidente
di rituale e di terribile. Il Male. gativi che la serie solleva e a cui asperità dei concetti citati. Tutto
Siamo a metà degli anni Novanta, darà risposta nello svolgersi della questo, però, sarebbe andato spre-
e questo terribile omicidio scuote vicenda. Però, ciò che tiene davve- cato se non si fosse trovato l’inter-
dal torpore una normale cittadina ro lo spettatore incollato allo scher- prete giusto: Matthew McConau-
americana. Per indagare sul caso, mo è la curiosità, forse un po’ mor- ghey, il quale è stato conquistato
viene mandata una coppia di poli- bosa, di scoprire fino a che punto si dall’idea di Nic Pizzolatto, già sce-
ziotti apparentemente male assor- può combattere, fino a che punto ci neggiatore per The Killing e autore
titi, ma in grado di formare una si può addentrare nel lato più oscu- del romanzo poliziesco Galveston
grande squadra: Rust Cohle (Mat- ro dell’umanità senza rimanerne nel 2010, e ha convinto a sua volta
thew McConaughey) e il suo col- profondamente invischiati. La vera Woody Harrelson a partecipare. I
lega Marty Hart (Woody Harrel- indagine, dunque, è quella che ri- due, infatti, avevano già lavorato
son). I due non potrebbero essere guarda l’animo umano nelle sue insieme in passato.
più diversi: infatti, il primo è pes- sfumature più oscure. In origine, McConaughey era stato
simista e solitario al limite della Le evoluzioni e il rapporto di cia- immaginato nel ruolo di Marty, ma
sociopatia, mentre il secondo è, o scun personaggio con il proprio la- lui ha richiesto espressamente la
almeno sembra, il perfetto padre di to oscuro sono forse l’elemento più parte di Rust. Ed effettivamente,
famiglia, il collega più affabile, il forte della prima stagione di True vedendolo all’opera, è perfetto per
poliziotto modello. Il caso viene ri- Detective. Non è un caso, ovvia- questo ruolo.
solto non senza difficoltà, ma qual- mente che la tag-line (la frase, il Fresco di Oscar per Dallas Buyers
cosa va storto e infatti, esattamente motto con cui viene pubblicizzato Club (2013), McConaughey stava
diciassette anni dopo, Rust e Marty un prodotto audiovisivo e non) sia: proprio in quegli anni rilanciando
si ritrovano indagati a loro volta da Tocca l’oscurità e l’oscurità ti toc- la sua carriera di attore: conosciuto
un’altra coppia di detective, Gil- cherà a sua volta. La frase, forse, al grande pubblico come protago-
bough e Papania, convinti che i farà risuonare l’eco di una citazio- nista frivolo e sciupafemmine in
fatti raccontati dai nostri eroi negli ne celebre di Nietzsche: «E se tu commedie romantiche, era convin-
anni Novanta presentino delle cri- scruterai a lungo in un abisso, an- to che fosse giunto il momento di
ticità... sospette. che l’abisso scruterà dentro di te». mostrare le sue vere doti attoriali.
Ed è così che, nel 2012, con l’in- Ovviamente, non è un caso: l’inte- Carismatico e tormentato, dà vita a
terrogatorio di un Rust sciupato e ra stagione affonda le sue radici un personaggio complesso, tratteg-
invecchiatissimo e di un Marty di- nel filone nichilista della Storia del giato con grande attenzione dalla
vorziato e imbolsito, inizia la pri- pensiero occidentale. penna di Pizzolatto e reso concreto
382
dalla relazione complicata che il
personaggio ha con il mondo che
lo circonda. Il solare, amichevole e
gioviale Marty, invece, è il suo
perfetto opposto. Tanto Rust è ni-
chilista, ma solido nei suoi valori,
tanto è volubile e superficiale
Marty: era inevitabile che i due ar-
rivassero allo scontro.
Marty, pur essendo un personaggio
forse meno originale, è altrettanto
ben scritto e rappresentato: anche
se all’apparenza sembra quello più
solido del duo, è in realtà molto
più fragile, facilmente vittima dei
suoi impulsi, che non riesce a con-
trollare. Egocentrico ed egoriferi-
Matthew McConaughey & Woody Harrelson.
to, riesce a distruggere la sua fami- sizione il doppio, il triplo o persino stesso in cui ricorre più volte l’im-
glia, spezzando più vuole il cuore il quadruplo del tempo. magine della spirale, simbolo per
della donna che ama, Maggie, in- eccellenza di questa teoria.
terpretata da Michelle Monaghan. Tre linee Tutti questi riferimenti alla filoso-
Nel cast, tra i tanti volti conosciuti, fia pessimista, però, sono costati a
figura anche quello di Alexandra temporali Pizzolatto un’accusa di plagio: in-
Daddario, nel ruolo di Lisa Tra- fatti, gli è stato rimproverato il fat-
gnetti, sensuale e vendicativa E proprio il tempo è un altro ele- to di essersi affidato troppo alle pa-
amante di Marty. mento caratterizzante nella prima role dello scrittore Thomas Lingot-
Insomma, la serie ha esordito con stagione, infatti, la serie si sviluppa ti per la creazione della sua serie,
un cast da capogiro, elemento da in tre diversi momenti: se le pri- in particolare per la scrittura dei
non dare per scontato, soprattutto missime scene sono, come già det- dialoghi di Rust. Pizzolatto, però,
perché stiamo parlando di un pro- to, ambientate nel 2012, un attimo ha saputo rispondere con chiarezza
dotto televisivo. Infatti, tenden- dopo ci troviamo catapultati nel e puntualità alle critiche che gli so-
zialmente, gli attori cinematografi- mezzo delle indagini del 1995, a no state mosse: innanzitutto, ha di-
ci non hanno mai considerato la te- cui, però, vengono inframezzati gli chiarato di non aver mai fatto mi-
levisione come un terreno interes- eventi del 2002, anno in cui Rust e stero di ammirare e considerare un
sante: il piccolo schermo poteva Marty discutono così aspramente modello Lingotti; poi, ha aggiunto,
essere al massimo considerato un da arrivare alle mani. il personaggio di Rust incarna
trampolino di lancio, sfruttato per A una prima lettura, il meccanismo un’intera corrente filosofica, e non
poi arrivare alle grandi sale cine- può sembrare complicato da segui- è possibile accusare di plagio chi
matografiche, ma per fortuna ci ha re, ma non è così: le tre linee tem- fa riferimento a idee così astratte.
pensato Kevin Spacey nel 2013 a porali confluiscono una nell’altra HBO si è subito schierata dalla par-
sdoganare questo pregiudizio, in- piacevolmente, senza stacchi bru- te dello sceneggiatore e la questio-
terpretando il protagonista nella schi e, al contrario, contribuiscono ne si è risolta per il meglio.
celebre House of Cards. È anche a tenere alta l’attenzione e la curio- Ma, quindi, True Detective è una
vero, però, che lavorare a una serie sità dello spettatore. L’idea di base serie televisiva pessimista, caratte-
impedisce alle grandi star di porta- è quella dell’eterno ritorno, po- rizzata da una visione cupa e nega-
re avanti le loro carriere hollywoo- tremmo dire, per citare ancora tiva dell’animo umano? In verità...
diane: dunque, una serie antologi- Nietzsche. E Rust lo evidenzia fin tutt’altro. La serie presenta e accet-
ca come True detective, ovvero da subito, durante i primi minuti ta la presenza del Male nella vita,
con una trama che si conclude in dell’episodio pilota, quando affer- ma non per questo si arrende alle
una singola stagione, è un ottimo ma: «Vedrai, succederà di nuovo. sue tentazioni. Anzi, le combatte
compromesso. Da una parte, l’at- O è già successo in passato. O tutte fino all’ultimo, ed è pronta a spor-
tore è impegnato sul set per un e due». Questo concetto fonda- carsene le mani, perché alla fine,
tempo limitato, e, dall’altra, ha co- mentale verrà ripreso e riproposto «c’è solo una storia. La più antica.
sì la possibilità di studiare e svilup- in numerose occasioni, in partico- [...] La luce contro l’oscurità. [...]
pare il proprio personaggio con lare da Rust, che ne sembra quasi Una volta c’era solo l’oscurità. Se
una profondità impensabile per un ossessionato, ma anche dagli altri me lo chiedessi, ti direi che la luce
film: invece di dover condensare il personaggi, sia pure in maniera sta vincendo».
tutto in 120’, si può avere a dispo- minore, o persino dall’ambiente Erica Gallesi
383
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Stefania Garassini scontato alla prima Comunione. Pochi però
si chiedono se sia una buona idea mettere
nelle mani di un bambino di 9 o 10 anni uno

10 ragioni per non regalarlo


strumento così potente.
Eppure, scegliere l’età giusta per dare a un
alla prima Comunione ragazzo un cellulare è una decisione impor-
(e magari neanche alla Cresima) tante, perché spalanca le porte di un nuovo
Invito alla lettura di
mondo, ricco e complesso, destinato a occu-
Mariolina Ceriotti Migliarese pare una parte significativa della vita di chi
lo utilizza. Con questa guida breve ma docu-
mentata l’autrice invita ogni genitore, inse-
gnante, educatore a valutare attentamente i
motivi per cui varrebbe la pena aspettare a
regalare uno smartphone più a lungo di quel
che il mercato, la moda e «gli altri» tendono
a farci credere. Non si tratta di demonizzare
uno strumento dalle straordinarie potenziali-
tà, ma semplicemente di usarlo al meglio. I
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RIVISTE & RIVISTE

Contro il Crimine c’è Il carabiniere


Far luce sul mondo del delitto, inglese, per l’altra metà in italia-
questo l’intento del mensile Cri- no, era tra quelle destinate a peri-
me & Scienza, pubblicato da re ancor prima di aver visto la lu-
Gruner+Jahr/Mondadori, primo ce. Ne uscì un solo numero, all’i-
periodico del genere a occuparsi, nizio del 2012. Poi giunse la
in Italia, di sangue, passione, sto- morte, inevitabile. Il direttore
rie umane, miserevoli – come lo (Jacopo Loredan) e la ciurma dei
sono tutte quelle che formano la redattori furono rinvenuti dalla
vizza ghirlanda della Comédie donna delle pulizie, il mattino
humaine –, un misto di scienza dopo, a sole già alto nel cielo.
forense e di Luminol. Analisi al Assassinati. Il colpevole fu indi-
computer del DNA e degli altri re- viduato nella persona del mag-
perti offerti dalla crime scene. In giordomo, alto, distinto, azzima-
mezzo, i buoni vecchi metodi in- to, ma con le mani (perfettamente
vestigativi della polizia, sulle or- inguantate) ancora intinte nel
me della scaltra Miss Marple e sangue delle vittime.
del goloso e paffuto Hercule Poi-
rot. In realtà, oggi queste figure
di poliziotti fanno sorridere le ge-
gare così come accade ai perso-
naggi dei fumetti. In realtà, que-
«Mistero»
nerazioni più giovani, che predi- sta supponenza criminale finisce
ligono il cosiddetto giornalismo per scontrarsi con errori grossola-
d’inchiesta. ni, con i ripensamenti di chi non In un’ideale classifica delle peg-
riesce a sfuggire al bisogno della giori riviste in circolazione, non
«Crime & Scienza» verità e con la perseveranza del
senso di giustizia (è stato Freud a
solo per la pletora di contenuti
scadenti e francamente irricevibi-
spiegare, per primo, perché il de- li, ma anche, e soprattutto, in
linquente sia solito tornare sul questo caso, per il rischio di pla-
Questo è stato Crime & Scienza, luogo del delitto). Negli anni in giare i lettori infermi di mente, o
un periodico che, giusta il claim cui il mercato editoriale vede la solo debolucci di carattere, entra
un tantino supponente, «senza an- crime fiction, declinata nelle va- di prepotenza questa, Mistero, il
gosciarvi, vi inchioderà alla pol- rie sfumature del tascabile un po’ cui numero di aprile abbiamo
trona» (accadde l’esatto opposto: giallo, un po’ noir, un po’ rosa, sotto gli occhi. Lo abbiamo ac-
ne restammo angosciati, non ve- piazzarsi ai primi posti nelle ven- quistato, pentendocene amara-
dendo l’ora di alzarci dalla nostra dite, la storia della letteratura mente, per il solo servizio in gra-
poltrona per spalancare le finestre continua a insegnarci che la fin- do di destare il nostro interesse, il
e poter respirare una boccata d’a- zione non fa altro che «riprodurre, solo che valesse l’esborso del-
ria buona). Ma chi sono gli assas- in forma inevitabilmente più po- l’acquisto, quello dedicato al rap-
sini, queste bestie indegne di pro- vera ma nonostante tutto epica, la porto fra musica rock e moderni
fessarsi appartenenti all’umano realtà, composta dalle azioni culti satanisti (F. Baldi, «Sotto il
genere? Sono, fu Edgar Allan Poe dell’uomo, dai suoi comporta- segno di Satana», Mistero, aprile
a riconoscerlo per primo, persone menti spesso non razionalizzabili, 2019, pp. 36-43).
dalle indubbie capacità. Ognuno eleggendolo a grande drammatur- Per il resto, tutte ovvietà, notizie
di essi è dotato di un suo fascino go di sé stesso» (M. di Marco, improbabili e la solita esca, or-
particolare, il che gli permette di Lettera 43, 19 luglio 2017). mai trita e collaudata come una
premeditare accuratamente un La rivista della quale stiamo par- vecchia e sdrucita pantofola, del
crimine e pianificarlo nei minimi lando, Crime & Scienza, testata sesso strano (A. Schiavone, «L’e-
dettagli, convinto di poterla sfan- dal titolo buffo, per una metà in ra del porno di massa», Mistero,
385
cit., pp. 30-35). Si tratta, insom-
ma, di un mensile destinato a tutti
i gonzi e creduloni, i pervertiti, i
perditempo di questo singolare
Paese. Nel quale – parliamo della
culla della cristianità, se questo
vi par poco – le primizie prurigi-
nose si pagano a peso d’oro e le
delizie e prelibatezze dello spiri-
to sono, viceversa, confinate nel
cantuccio degli asini.

«Il Carabiniere»

Altra aria, più salubre, più pura,


meno inquinata da contese delit- questi bravi militi senza i quali numero di novembre 2018 l’onore
tuose e crimini efferati, si respira l’Italia sarebbe da lunga pezza della copertina era spettato a Pi-
leggendo il mensile Il Carabinie- somigliante al Far West. Questa è nocchio che, ci informa Collodi,
re, organo istituzionale della Be- la percezione che buona parte di dai Carabinieri fu arrestato. Qual-
nemerita, diretto da Manuel Scar- noi ne ha, come di qualcuno pa- cuno storcerà il naso, pensando,
so e stampato a Roma. La rivista, gato per (ma anche votato a) pro- alla fine di cotanto elenco laudati-
ben fatta, interessante, riccamen- teggerci, qualcuno che ha a cuore vo, al geometra Stefano Cucchi e
te illustrata, si prefigge di «divul- i nostri diritti, capace di garantire ai graduati responsabili del pe-
gare la conoscenza dell’Arma la nostra incolumità, il tutto in un staggio, colpevoli di una morte as-
promuovendone i valori, la storia Paese ad altissimo tasso di crimi- surda e, quel che è peggio, dell’o-
e le attività anche attraverso con- nalità come lo è il nostro. mertà che ne è seguita. Rispondia-
tenuti tecnici, giuridici, storici, di L’Arma ci educa alla civiltà della mo: quel tale che storcesse il naso
cultura generale, di attualità e re- convivenza, alla pratica del mutuo non avrebbe ragione di storcerlo.
lativi a vita e attività istituziona- rispetto, all’osservanza delle ga- Il corpo in sé è benemerito, il che
li». Nata nel 1872, la prima serie ranzie civili. Solo la Chiesa catto- non vuol dire che qualcuno fra
di pubblicazioni ebbe termine nel lica ha storicamente rivestito, nel quelli che indossano la gloriosa
1894. Fu ricreata nel 1948, per Belpaese, un ruolo di uguale im- uniforme non abbia sbagliato e
sostituire la precedente pubblica- portanza, pedagogico e di servizio non possa sbagliare in futuro, «un
zione ufficiale, col titolo Il Cara- al tempo stesso, ruolo di missione, futuro che si vuole all’altezza del-
biniere della Nuova Italia. Oc- di aderenza alla tradizione, di fe- le tante belle pagine del nostro
corre notare che da sempre il deltà ai valori. Per sacri o laici che passato», scrive il generale Gio-
Belpaese ha creduto di potersi siano questi ultimi, la percezione vanni Nistri, comandante dell’Ar-
rinnovare semplicemente pre- che il cittadino ne riceve pone sul- ma, «pagine da prendere ad esem-
mettendo l’aggettivo nuovo alle lo stesso piano, tanto nel piccolo pio, e migliori di quelle brutte, as-
sue anticaglie. Sulla porta di in- paesino dell’Aspromonte che nei solutamente da condannare» (G.
gresso delle mercerie si legge meleti altoatesini, la figura del cu- Nistri, Il Carabiniere, novembre
«nuova gestione», ma nulla la rato e quella del maresciallo (l’é- 2018, editoriale, p. 3).
scritta dice quanto alla novità e pée et l’autel, il binomio inossida-
qualità (quasi mai sinonimi) della bile dei re carolingi). Carlo Alessandro Landini
merce esposta. Che in questo ca- La nuova serie è diffusa in abbo-
so è però di primissima scelta. namento per 11 numeri annui, ha
Basta dire carabinieri e il nostro una consistenza media di 130 pa- Un numero di Crime & Scienza costava,
cuore ha un sussulto: temiamo gine e ha ospitato iniziative come alla sua prima e unica uscita, € 4,90. Inu-
tile dire di più. La rivista è morta. Stec-
una perquisizione domiciliare, è la serie di racconti Carabinieri in chita. Pace. Un numero di Mistero costa
vero, ma al tempo stesso ci sen- giallo, brevi testi che ritraggono i € 3,99 (un importo assurdo). Il mensile Il
tiamo protetti come pulcini sotto bravi militi della Benemerita du- Carabiniere è nelle edicole al prezzo di €
le grandi ali di mamma chioccia. rante la loro attività investigativa. 2,50. L’abbonamento annuo costa € 23.
Temiamo i posti di blocco, è ve- Fra le altre rubriche ci sono: Per L’importo è da versare sul c/c postale n.
90331000 intestato a: Ente Editoriale Ar-
ro, perché potremmo esser privi non dimenticare, Quotidiano im- ma dei Carabinieri, Piazza San Bernardo
del triangolo regolamentare, ma pegno, Le medaglie d’oro, Paese 109, 00187 Roma, specificando la causa-
al tempo stesso benediciamo che vai, caserma che trovi. Nel le del versamento.

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ARES NEWS

Pirandello, «Kosmos», Chiesa


sione per la nostra precarietà e fi-
nitezza che richiedono per forza
di levare in alto lo sguardo alla
ricerca una risposta più grande».
E della religiosità di Pirandello si
è soffermato in modo documen-
tato lo stesso Fighera in un arti-
colo-presentazione del libro pub-
blicato sul numero di febbraio
del mensile Tempi, tra l’altro ri-
portando un passo dell’ultima in-
tervista rilasciata da Pirandello a
Carlo Cavicchioli nel 1936: «Nel
Lazzaro do la risposta più netta al
dissidio fondamentale del mio
teatro: Cristo è carità, amore. So-
lo dall’amore che comprende, e
sa tenere il giusto mezzo fra ordi-
Su Avvenire del 28 aprile Antonio ne e anarchia, fra forma e vita, è anche se molto esaltate dalla cri-
Giuliano ha recensito il nuovo li- risolto il conflitto. La Civiltà Cat- tica, presto decadono».
bro di Giovanni Fighera, Pirandel- tolica ne ha parlato a fondo e con-
lo in cerca di autore. Una rilettura viene della sua perfetta ortodossia «Kosmos»,
(Edizioni Ares, Milano 2019, pp.
176, euro 13), rilevando che Pi-
in quanto posizione di problemi.
E tali problemi non comportano non caos
randello «è stata una delle voci che una soluzione cristiana».
più originali e importanti della Il libro è stato recensito anche su Il sito web di segnalazioni librarie
cultura del Novecento. Ma è ri- Libero del 6 aprile, evidenziando Letture.org ha pubblicato in apri-
masto un genio incompreso, vit- che Fighera, «presentando docu- le un’intervista a Robi Ronza sul
tima di interpretazioni riduttive e menti rari e poco noti, illustra suo volume Non siamo nel caos.
ideologiche, denunciate peraltro l’autentica complessità della fi- Proposte per uscire dalle crisi
da lui stesso quando era ancora in gura di Luigi Pirandello, non so- (Edizioni Ares, Milano 2019, pp.
vita. Non sarà dunque mai troppo lo per quanto concerne la vita fa- 368, euro 19), nella quale l’autore
tardi per rileggere in profondità migliare, a partire dalla malattia ha sottolineato che la causa pro-
la sua sterminata produzione e mentale della moglie per poi pas- fonda della crisi in atto è culturale
rendergli giustizia. E quel che fa sare al tentato suicidio della fi- ed è dovuta al fatto che, «spin-
un appassionato e apprezzato in- glia», ma anche riguardo alla sua gendo ai margini dello spazio
segnante di italiano e latino nei concezione dell’arte. pubblico tutto ciò che non è poli-
licei, Giovanni Fighera. Un viag- «Un grande scrittore», prosegue tica o economia, il potere ha ina-
gio sorprendente che scandaglia la recensione, «riesce a liberarsi ridito le fonti della convivenza ci-
romanzi e novelle, poesie e saggi della sua temporalità, vale a dire vile, e quindi le basi stesse dall’a-
e fa emergere un ritratto contro di tanti elementi, spesso incoerci- gire politico e dell’agire econo-
corrente del grande scrittore agri- bili, che sono del tempo e nel mico. La speranza, la disponibili-
gentino. Ciò che si può scorgere tempo assorbendoli in una forma tà al sacrificio di sé e la fiducia
in tutta la sua produzione», ha che sia per sé stessa compresente nel futuro, senza le quali dalla cri-
sottolineato Giuliano, «è un’in- d’ogni tempo. Le opere basate si non si esce, vengono infatti da
domita ricerca della verità sul- sulla contemporaneità, che però qualcosa che insomma va ben ol-
l’uomo. C’è sempre la compren- non l’hanno assorbita e superata, tre l’economia e la politica».
388
Dal carattere culturale della crisi
dipendono, per Ronza, sia la crisi
demografica italiana sia la vulne-
rabilità dell’Occidente al terrori-
smo, certo non per debolezza mi-
litare: «Il problema sta altrove,
ossia nello stato di prostrazione
morale e psicologica in cui alcuni
decenni di marcia trionfale del-
l’ateismo pratico e quindi dello
scetticismo di massa ci hanno ri-
dotti». Alla luce di questa «dia-
gnosi», Ronza sostiene che la
scuola costituisce la priorità as- Il 7 maggio alle Edizioni Ares è stato presentato il libro di Robi Ron-
soluta: «Perché, se è vero come è za, Non siamo nel caos. Proposte per uscire dalle crisi (Edizioni
vero che la prima risorsa dell’uo- Ares, Milano 2019, pp. 368, euro 19), con la prefazione del card.
mo è l’uomo stesso, la formazio- Angelo Scola, pubblicata su questo numero a p. 359. Sono interve-
ne di personalità forti e responsa- nuti: Gianfranco Fabi, già direttore di Radio24; l’avvocato Giuseppe
bili costituisce l’unico inestingui- Zola e (nella foto, da sinistra) Riccardo Caniato, caporedattore
bile presidio della libertà e del Ares; mons. Luigi Negri; l’autore; Cesare Cavalleri, direttore Ares.
progresso. In questo quadro l’e-
ducazione assume un’importanza quindi in una relazione non passi- sempre a dicembre, sono state ri-
cruciale». va con tutto ciò che ci circonda». portate le parole di Riccardo Pe-
Alla domanda su che cosa fonda- drizzi, presidente dell’UCID: «Si
re la fiducia nel futuro, Ronza ha Joaquín Navarro-Valls tratta di un libro che riassume il
risposto: «Sul fatto che, come
Giovanni Paolo II ci ha ricordato & Giovanni Paolo II pensiero e la vita di chi dal 1984
al 2006 ha guidato la Sala Stam-
nell’enciclica Redemptor Homi- pa della Santa Sede come Porta-
nis, non noi bensì Cristo è il cen- A proposito di Giovanni Paolo II, voce di Papa Giovanni Paolo II,
tro del cosmo e della storia. Po- Rino Cammilleri ha recensito sul con cui instaurò un rapporto filia-
tremmo dire che san Giovanni quotidiano Il Giornale del 7 aprile le caratterizzato da stima e amici-
Paolo II ha riaperto all’annuncio il volume curato dal vaticanista zia reciproche. Di fronte alla crisi
cristiano la strada nella giungla polacco Wlodzimierz Redzioch, di leadership internazionale, na-
della fine dell’età moderna; Be- Accanto a Giovanni Paolo II. Gli zionale e locale, Navarro-Valls è
nedetto XVI l’ha pavimentata; amici & i collaboratori racconta- indubbiamente una figura da stu-
Papa Francesco la percorre». no (Edizioni Ares, Milano 20143, diare, riscoprire e attraverso il cui
Il 12 aprile il sito Rfmonline ha pp. 256, euro 15,90). esempio formare la futura classe
pubblicato un intervento di Ron- Invece, il libro di Paolo Arullani, dirigente».
za che risponde a quei lettori che Joaquín Navarro-Valls. Ricordi «Come giovani imprenditori pro-
dubitano della ragionevolezza Scritti Testimonianze (Edizioni fessionisti e dirigenti cristiani»,
del titolo del libro, ricordando un Ares, Milano 2018, pp. 172, euro ha soggiunto Benedetto Delle Si-
suo colloquio con il medico Oli- 19), è stato presentato il 26 marzo te, presidente dei «Giovani UCID
ver Sacks, che lo aveva invitato a nel Museo Nazionale Archeologi- Lazio», «guardiamo a Joaquín
«non dire che qualcosa è un caos co Dinu Adamesteanu, a Potenza, Navarro-Valls come un modello
solo perché obbedisce a leggi co- come annunciato sulla Gazzetta di leadership. Navarro è stato un
sì complesse da superare la no- del Mezzogiorno – edizione della testimone dell’impegno a cui noi
stra attuale capacità di analisi e di Basilicata dello stesso giorno. laici siamo chiamati nella vita
calcolo. A partire dalla sua espe- Una precedente presentazione si professionale e nei ruoli istituzio-
rienza di scienziato “laico” Sacks è svolta il 14 dicembre 2018 a nali, cioè incidere positivamente
confermava insomma con grande Latina, organizzata dall’Unione a ogni livello della società ri-
rigore un’idea tipicamente giu- Cristiana Imprenditori Dirigenti spondendo alla chiamata univer-
daico-cristiana: che cioè in ulti- (UCID) in collaborazione con il sale alla santità nel mondo con-
ma analisi la realtà è un kosmos, club Lions Latina Host e l’asso- temporaneo, come ci ha esortato
un ordine, e non un caos. Essere ciazione Minerva. Oltre alla se- a fare anche il Santo Padre Fran-
convinti che quanto accade ha gnalazione del testo sul settima- cesco attraverso l’esortazione
sempre dei comprensibili motivi nale Laziosette, allegato domeni- Gaudete et exultate».
diviene uno stimolo inestinguibi- cale di Avvenire, del 16 dicem-
le a procedere nella conoscenza e bre, sul sito Latinaquotidiano, Matteo Andolfo
389
ARES NOVITÀ
Robi Ronza
Non siamo nel caos
Robi Ronza

NON SIAMO
NEL CAOS
Proposte per uscire dalle crisi

Proposte per uscire Prefazione del card. Angelo Scola


pp. 368 € 19
dalle crisi

Prefazione del card.

Non è vero che siamo nel caos. È vero tuttavia che siamo in una
Angelo Scola

difficile situazione. In tale quadro diventa perciò interessante al-


lungare lo sguardo anche al là dei limiti dell’attuale ordine costi-
tuito. Mettendosi su questa via la prima e più imponente realtà in
cui ci si imbatte in Italia è la visione del mondo cristiana, oggi in
larga misura tagliata fuori dalla vita pubblica del Paese. Che co-
sa da essa può saltar fuori di buono per tutti? Vale certamente la
pena di domandarselo.

Belloni
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INQUIETOVIVERE di Guido Clericetti

Per i 50 anni dell'uomo sulla Luna


e un omaggio a Giacomo Leopardi per i 200 anni del suo Infinito

391
LIBRI & LIBRI

rio di Nissa. È per questo che «in nione sostanziale delle due nature
molti trattati importanti di autori di Cristo si realizza mediante la pe-
Chi è l’uomo che conobbero e utilizzarono il De netrazione del Verbo nella natura
natura hominis, fino alla Summa umana nell’assoluta permanenza
Theologiae di Tommaso d’Aquino, della reciproca distinzione.
Nemesio di Emesa, La natura del- il nome di Nemesio compare rara- L’attenzione principale di Nemesio
l’uomo, testo critico di M. Morani, a mente o non compare del tutto. [...] è rivolta al neoplatonismo, ma non
cura di M. Morani e G. Regoliosi, Di fatto, la modalità dell’esposi- mancano riferimenti ad Aristotele,
ESD, Bologna 2018, pp. 368, euro 32. zione fa del trattato una piccola e agli Stoici e a Filone di Alessandria.
agile summa, che poteva prestarsi I principali nuclei dottrinali del trat-
L’età patristica in modo efficace all’uso scolasti- tato sono tre: il primo riguarda la
(secc. II-VIII co» (pp. 8-9), rilevano nell’Intro- posizione dell’uomo al vertice della
d.C.) ha visto la duzione Moreno Morani, già pro- creazione, essendo l’unico essere
fioritura del fessore di Glottologia all’Universi- che abbia ragione di esistere per sé
pensiero dei Pa- tà di Genova, e Giulia Regoliosi, stesso e perché è un «microcosmo»
dri della Chie- preside del Liceo Classico Alexis che collega gli elementi razionali e
sa, da cui trae il Carrel di Milano. La presenza, nel irrazionali della natura. L’uomo «è
proprio nome, testo, della confutazione delle tesi stato ritenuto degno di così grande
ma anche di nu- teologiche eunomiane (neoariane) provvidenza da parte di Dio», affer-
merose opere di e apollinariste e l’assenza delle ma Nemesio nel cap. 1, «che per lui
rilievo, sebbene i loro autori non controversie cristologiche induce a sono state fatte tutte le cose [...]; per
siano assurti al titolo di Padri. È il datare l’opera tra la fine del IV e i lui Dio si è fatto uomo; [...] fatto a
caso, per esempio, del trattato Sulla primi decenni del V secolo. immagine e somiglianza di Dio, vi-
natura dell’uomo, che a partire dal Il trattato ha come fine «quello di ve insieme con Cristo, è figlio di
VII secolo ha avuto larga diffusio- integrare la filosofia greca in una Dio [...]: e tutto ciò guadagna grazie
ne e popolarità negli àmbiti greco- sintesi di antropologia cristiana», alla virtù e alla religiosità».
bizantino, latino-occidentale e in esponendo in 43 capitoli «una dot- Il secondo nucleo è la trattazione
Oriente (ne esistono più versioni trina cristiana improntata a catego- della struttura sia del corpo, degli
latine di diverse epoche, una arme- rie filosofiche greche, intelligibile elementi che lo compongono, del
na, una georgiana, due siriache e ai cristiani, ma accettabile anche moto e della respirazione, sia dell’a-
due versioni arabe integrali e altre dagli intellettuali non credenti» (p. nima e delle sue facoltà, suddivise in
parziali), venendo studiato e citato 17). Infatti, sono proprio i pagani i prettamente psichiche (immaginati-
da teologi e filosofi, come Massi- destinatari espliciti dell’opera, a cui va, percettiva, intellettiva e mnemo-
mo il Confessore e Giovanni Da- Nemesio vuole mostrare la conso- nica) e in «corporee» (così chiamate
masceno. nanza tra il loro pensiero, il testo bi- in quanto le passioni fisiche si river-
Il consistente numero di mano- blico e le verità cristiane, compresa berano nello spirito), ossia le facoltà
scritti greci che ce lo trasmettono l’Incarnazione, a sostegno della irrazionali sottomesse (appetitiva e
lo attribuiscono a Nemesio, vesco- quale volge persino alcune tesi dei desiderativa) o meno (nutritiva, vita-
vo di Emesa, l’odierna città siriana filosofi pagani più ostili al cristiane- le e generativa) alla ragione. Esisto-
di Homs, che aveva grande impor- simo: come le potenze dell’anima e no perciò anche passioni buone, ol-
tanza durante l’Impero romano e in quelle del corpo non sussistono se- tre alle «gioie» spirituali, che sono
età patristica. Dell’autore non si ha paratamente, ma in virtù di quella azioni e non passioni. Il terzo è il
alcuna notizia, se non quanto può reciproca interazione che si fonda problema etico della libertà umana e
desumersi dall’interno dell’opera, sull’unione reale, ma inconfusa di della sua relazione con la provviden-
la cui fortuna è stata agevolata dal- entrambe, che i neoplatonici pagani za. Seguendo Platone e Aristotele,
la sua erronea attribuzione al gran- paragonano alla permeazione del- Nemesio distingue tra involontarie-
de Padre della Chiesa greca Grego- l’aria da parte della luce, così l’u- tà, volontarietà e scelta deliberata,
392
ma concepisce quest’ultima origi- decenni di assenza, un forte rilan- spirituali sono più alte dell’uomo.
nalmente come il risultato non solo cio in Occidente. Berdjaev era ripa- Con la bizzarria tipica del messiani-
di decisione e giudizio, ma anche di rato in Germania a causa dell’e- smo russo, cerca di dimostrare co-
impulsività, desiderio e volontà. Non- spulsione di 160 persone non gradi- me anche i filosofi marxisti non
dimeno, del compiersi di un’azione è te al regime, quasi tutti intellettuali, possano evitare la necessità di una
ritenuta responsabile la provviden- lui compreso, o militari caduti in componente metafisica. E del resto
za, una tesi che Giovanni Damasce- disgrazia. Aveva 49 anni, l’espe- non dimentichiamo che Berdjaev
no, l’ultimo Padre della Chiesa, nel rienza di una cattedra a Mosca affi- era nato in Ucraina e si era formato
De fide orthodoxa svilupperà nei se- datagli nel 1917 dal governo bol- alla scuola di Kiev e dei monasteri,
guenti termini: la scelta delle azioni scevico, e un percorso di pensiero con le grotte di sant’Ilarione sulle
da compiere dipende da noi, mentre che andava da Skovorodà – il pri- quali la Rus’ aveva fondato la sua
il compimento di quelle buone di- mo scopritore del filone spirituale prima cattedrale. Sotto questo punto
pende dal fatto che Dio, principio e russo – a Marx. La sua filosofia era di vista, è plausibile la confusione
causa di ogni bene, coopera con chi iniziata con l’idea di libertà nelle del filosofo sui vari temi e tempi
ha liberamente scelto il bene con ret- sue cento sfaccettature, aveva pub- dell’uomo. Una parte di mente lo ha
ta coscienza, poiché è impossibile blicato molti saggi, aderito alla teo- reso partecipe, mentre una parte lo
per noi agire bene senza il suo soc- ria positivista della conoscenza, ha spinto fuori – ed egli ritiene che
corso. Nondimeno, anche il compi- ben presto rivelandone la «necessi- sia quella la parte migliore. Nell’in-
mento delle azioni malvagie dipende tà della metafisica»: nella «Libera terpretare l’evoluzione storica, il
da Dio, dall’abbandono di Dio. accademia di cultura spirituale», chiodo fisso della libertà si prefigu-
La lettura di questa pregevole tradu- ente statale che chiuse i battenti do- ra nell’anziano maestro, morto a
zione farà scoprire a chi già non lo po una serie di sue pregnanti lezio- Clamart nel 1948, con la veste di un
conosce un vero «talento» della tra- ni sull’universo di Dostoevskij, era fallimento politico mondiale. Solo
dizione cristiana, che ha influito no- stato più volte applaudito, in altre un cammino à rebours condurrà a
tevolmente, anche se non sempre duramente discusso. Quando arrivò ripescarne la luce e, con essa, a co-
esplicitamente, su tutto il pensiero a Berlino, Berdjaev era dunque un noscere il veritiero motivo dell’esi-
cristiano antico-medievale. Il libro è filosofo molto attrezzato e in un stenza umana.
arricchito dal testo greco a fronte certo senso stravagante, assai vici-
che riproduce l’edizione critica cu- no, per la sua scrittura, più ai ro- Curzia Ferrari
rata dallo stesso Morani per la Col- manzieri e ai poeti che non ai puri
lezione Teubner, Leipzig 1987 (edi- maestri del pensiero. Gli erano
tio maior), tenendo conto delle le- prossimi Michajlovic e Blok, auto- Madri
zioni delle versioni latine e orientali re degli Sciti e dei Dodici. Essi pen-
rilevanti per la costituzione del te- savano, come lui, che la salvezza
sto. Tra le versioni orientali ha parti- sarebbe venuta dal mondo slavo Gianni Mussini (cur), Donne in
colare rilevanza quella armena, poi- perché è l’unico che consideri la cerca di guai – Avventure di materni-
ché è anteriore a tutti i codici greci. possibilità di conciliare Dio con le tà, Interlinea, Novara 2018, pp.
cose della terra, l’unico che cono- 88, euro 12.
Matteo Andolfo sca l’alienazione che accompagna
la libertà umana. Questo nuovo
Berdjaev però è antiprogressista, ed libro di Gianni
Berdjaev ritrovato è su questo tema che costruisce Il Mussini è defi-
senso della creazione e Nuovo Me- nito «militante»
dioevo. Diffida delle novità, e lan- dall’Autore,
Nikolaj Berdjaev, Nuovo Medioe- cia anatemi che passeranno come cioè «scritto sul
vo, a cura di Massimo Boffa, Fazi, aforismi. L’Occidente è in sfacelo campo», su
Roma, 2017, pp. 184, euro 20. (a guardare la contemporaneità, fu drammi e trage-
profeta), l’eccesso di «oggettività» die reali, dove il dramma o la trage-
La storia di e il culto della tecnica lo spingeran- dia vengono raccontati come picco-
Berdjaev non no a picco (c’è forse nelle sue paro- li o grandi epos – le vicende, le im-
comincia a Ber- le il presagio di Hiroshima?): ma prese – di tante donne: quelle che,
lino nel 1923 siccome «è un errore pensare che insieme al figlio, «nascono mam-
con la pubbli- l’uomo comune ami la libertà», an- me» e quelle che invece di festeg-
cazione del suo che fuori dal moloch del comuni- giare una nascita, concelebrano una
equivocabile li- smo l’uomo è uno schiavo. Si affac- morte e un funerale senza Messa e
bro Nuovo Me- cia qui l’ipotesi di un ritorno al Me- senza parentela e perfino senza il
dioevo che sta dioevo, visto come luogo di «tene- morto.
avendo, dopo bra risanatrice», dove le esperienze Sarebbe più bello se anche i nasci-
393
turi narrassero i propri epos, i rac- ancora farla. Certe volte sembra di ziatore di una lunga tradizione filo-
conti delle attese, delle speranze, leggere un romanzo vero, di quelli a sofica che si è vivamente interessa-
della tragedia o della gioia per la batticuore, perché tale è l’insieme ta alla questione dell’opposizione e
luce finalmente arrivata o, invece, delle singole storie. E in Italia si fa dell’ostilità, in una parola della
il buio che si colora di rosso, il san- ancora festa anche ai dolcissimi fi- guerra. Ed è pure evidente che l’in-
gue, le tragedie, i pianti soffocati e gli down, quelli che nella civilissi- dagine su tale argomento sia lungi
una madre sola che adesso si sente ma Islanda stanno scomparendo, dall’aver trovato una conclusione,
vuota di sé e piena invece di rim- perché nessuno più potrà averne cu- come sostiene Giangiuseppe Pili,
pianti. Prima di mettere il lettore a ra nel proprio grembo. E pensare dottore di ricerca in Filosofia e
contatto diretto con le storie di po- che stanno per seguirla la Danimar- Scienze della mente all’Università
co più di sessanta donne che quel ca, la Svizzera e la Spagna. Non Vita-Salute San Raffaele e assi-
figlio non lo volevano ma poi lo leggete questo libro per curiosità: i stant professor in Intelligence Stu-
hanno accolto felici, il libro ragio- figli sono preziosi doni di Dio an- dies presso la Dublin City Univer-
na: far nascere non basta, scrive che se i genitori sono atei, materia- sity, il quale asserisce con decisio-
Claudio Magris nella Presentazio- listi, agnostici, razionalisti. ne che il libro di cui è l’autore prin-
ne: bisogna aiutare a vivere. Scrive Per finire, un assaggio: una mamma cipale «nasce dalla convinzione che
con l’anima che alla vita ci crede, aveva forti disturbi al grembo e il la guerra sia un tema filosofico trat-
con l’esperienza vissuta nelle Uni- medico le consigliò di abortire, ma tato in modo del tutto insoddisfa-
versità di Torino e di Trieste e so- lei disse no. I disturbi sparirono e il cente». Anzi, a suo giudizio, «oggi
prattutto nel giornalismo (il Corrie- bambino nacque sano. La mamma più che mai dobbiamo adoperarci
re della Sera). lo chiamò Andrea e oggi è adulto. Si per fornire una teoria razionale su
Anche l’attuale presidente del Mo- chiama Bocelli e gli piace cantare: uno degli aspetti più oscuri e com-
vimento per la Vita, Marina Casini «Voglio vivere così, col sole in fron- plessi della realtà, prima che essa
fa ragionare i lettori, fa loro amare te e felice canto beatamente...». invada di nuovo tutti i confini del
la vita perché, singolare coinciden- nostro mondo... Per questo il volu-
za, ha avuto alle spalle prima la Pier Giorgio Liverani me assume un peculiare significato
scuola del Casini padre e ora una all’interno del percorso di chi ha
vita di mamma, di università (la sempre creduto nei valori contrari
Cattolica di Roma) e un po’ di gior- Della guerra alla guerra e che, allo stesso tempo,
nalismo: è sua la Postfazione del li- non si rifiuta di portare la luce della
bro. E infine l’Autore-curatore, ragione anche negli oscuri meandri
Gianni Mussini che «introduce» al- Giangiuseppe Pili, Socrate va in del conflitto militare».
la sostanza del libro con l’esperien- guerra. Filosofia della guerra e della Il volume si apre con un’ampia
za e la saggezza di uno scrittore che pace, Le due Torri, Bologna 2019, Prefazione di Mario Caligiuri, inse-
in più ha l’impegno sostanzioso pp. 160, euro 17,50. gnante nell’Università della Cala-
nella fatica dei Centri di Aiuti alla bria, e accoglie, nell’ordine, i con-
Vita del Movimento per la Vita. In uno dei suoi tributi di Alexander Moseley, Mar-
Ma veniamo al contenuto. La prima frammenti per- co Bettalli, Giangiuseppe Pili, Ro-
nota da prendere è che non c’è una venuti sino a berta Sala, Giuseppe Gagliano e
parola di polemica: la legge c’è, le noi, Eraclito, il Chiara Cozzi, i quali approfondi-
donne prigioniere dei figli hanno grande pensato- scono alcuni problemi assai signifi-
pensieri e atteggiamenti diversi. re greco vissuto cativi: il rapporto tra la filosofia e
Qualcuna insiste: l’aborto è un dirit- a cavallo tra il le cause della guerra, la democrazia
to, tenere un figlio è fuori delle mie VI e il V secolo dell’antica Atene di fronte al con-
possibilità. Far polemica nelle sedi a.C., afferma: flitto armato, la filosofia e l’intelli-
dei CAV (Centro di aiuto alla Vita) è «Il conflitto è il gence all’interno dei sistemi demo-
assurdo e inutile, bisogna prenderla padre di tutte le cose e di tutte re». cratici, la guerra e il liberalismo, la
da un altro punto: se lei, quella che Si tratta di una delle prime chiare guerra nel pensiero di Francisco
ancora non è mamma, è ancora pri- affermazioni fatte da un filosofo in- Suárez e, infine, la dottrina del du-
gioniera di sé stessa, non c’è che torno al tema della guerra. Certo, il plice effetto e i conflitti bellici. Co-
renderla consapevole che anche se conflitto a cui fa riferimento il sa- m’è facile immaginare, le sollecita-
ha il «diritto» non è vero che debba piente di Efeso – gli studiosi con- zioni e le indicazioni provenienti
farlo: si è liberi dal «diritto» all’a- cordano nell’identificare in quella da un testo simile sono assai nume-
borto. Molte donne se ne sono già città dell’Asia Minore la sua patria rose: da esse emerge una chiara to-
liberate grazie alla fraternità dei vo- – ha uno spessore indiscutibilmente nalità realista che domina i diversi
lontari dei CAV. Descrivere la scelta cosmologico e fors’anche metafisi- interventi, senza tuttavia che si per-
di non far morire chi ancora non è co, tuttavia non v’è dubbio che Era- venga mai a conclusioni inappella-
nato è quasi impossibile, ma può clito possa essere considerato l’ini- bilmente pessimiste. Di sicuro,
394
aveva le sue buone ragioni Thomas Un po’ ghost story, un po’ romanzo De Maria, con una sensibilità esa-
Hobbes, che non temeva di affer- distopico, Le venti giornate di To- cerbata e quasi profetica, delinea,
mare che ogni uomo è un pericolo rino è narrato in prima persona da senza ovviamente parlare di PC e di
per il proprio simile e auspicava un investigatore dilettante, che ini- web, il meccanismo alla base dei So-
uno Stato mostruosamente potente zia a ricostruire le vicende accadu- cial network. La Biblioteca, infatti, è
capace di tenere a bada l’egoismo e te dieci anni prima, quando in città un gigantesco repositorio di vite, un
gli appetiti umani che conducono si erano verificati strani episodi di deposito di manoscritti, costituitosi
alla guerra di tutti contro tutti. Ma insonnia collettiva, che avevano proprio in concomitanza delle «Ven-
non si può certo asserire che fosse trasformato alcuni torinesi in una ti giornate»: in esso ognuno poteva
un ingenuo sognatore Immanuel sorta di zombie, in continuo vaga- depositare la sua «confessione», il
Kant, il quale, nel 1795, dette alle bondaggio per le vie. Poi, nell’arco racconto della sua vita, delle sue più
stampe il suo lavoro su La pace di venti giornate, si erano verificati segrete aspirazioni; e ciascuno, a
perpetua, il cui titolo non è soltanto misteriosi delitti: i cadaveri di al- sua volta, poteva avere accesso ai
un auspicio, ma un vero e proprio cuni di quanti erano stati colpiti manoscritti e risalire all’identità del-
programma politico. Fra le dottrine dall’insonnia erano stati trovati in l’autore. Sulla carta, quindi, la Bi-
di Hobbes e quelle di Kant esiste pose grottesche, sfigurati, con se- blioteca nasceva con un intento po-
un ampio spazio che può e dev’es- gni sinistri che potevano far pensa- sitivo, quello di spezzare il cerchio
sere saggiamente «sfruttato» per ri- re persino che i corpi fossero stati di solitudine in cui troppi cittadini
pensare il tema della guerra dal impugnati e usati a mo’ di corpi trascinano la loro esistenza. Tutta-
punto di vista filosofico: il libro di contundenti per uno scontro fra via, dopo i fatti di sangue, la Biblio-
Giangiuseppe Pili ce ne offre un’u- creature gigantesche. teca viene dismessa e smantellata, e
tile occasione. Il nostro investigatore inizia la sua il protagonista si ritrova a frugare fra
indagine incontrando la signorina quanto ne resta, un insieme di qua-
Maurizio Schoepflin Bergesio, sorella della prima vitti- derni e rotoli di carta semi-ammuffi-
ma di quei giorni: da lei apprende ti. Secondo il sindaco Bonfante, la
come l’immagine che perseguitava Biblioteca, però, contrariamente a
Insonnia killer il povero Bergesio, che, pur aven- quanto si sarebbe potuto pensare,
do molto sonno, non riusciva ad non ha raggiunto lo scopo con cui,
addormentarsi, fosse quella di un almeno teoricamente, era nata, ov-
lago prosciugato, sul cui fondo, in- vero avvicinare maggiormente la
Giorgio De Maria, Le venti giorna-
te di Torino, Frassinelli, Milano,
vece di sassi, vi erano strani affa- gente. Al contrario, essa fornì solo
2017, pp. 156, euro 17,50.
scinanti bassorilievi. Con negli oc- l’illusione di un rapporto con il
chi questa immagine, il protagoni- mondo esterno, quasi che il parlare
Ristampato da sta si avvia verso lo studio dell’av- ossessivamente e monomaniacal-
Frassinelli nel vocato Andrea Segre, testimone mente di sé stessi potesse suscitare
2017, dopo uditivo, potremmo dire, della notte un interesse autentico in altri uomi-
quarant’anni fra 2 e 3 luglio, quando iniziarono ni. Però, come nota l’investigatore
dalla sua prima le morti misteriose; l’avvocato gli protagonista del volume, nonostante
pubblicazione, consegna un libriccino con scritti quella della Biblioteca sia un’espe-
Le venti giorna- poco noti di Musil, fra cui una ri- rienza ormai conclusa, si stanno ve-
te di Torino di flessione sui monumenti: essi sono rificando in città strani movimenti
De Maria è un quanto di più visibile esista nelle che fanno pensare come permanga
libro insolito e nostre città, e, allo stesso tempo, questa insana, strisciante curiosità di
inquietante. L’autore, nato a Torino essi diventano pressoché invisibili, appropriarsi di particolari della vita
nel 1924, fu critico teatrale per L’U- tanto poca è l’attenzione di cui li intima dei concittadini, e come,
nità dal 1958 al 1965. La sua attività degnano i passanti assorti nei loro d’altro canto, molti scrivano ancora
letteraria fu breve: dopo Le canzoni pensieri. diari, taccuini intimi, che abbando-
della cattiva coscienza (1964, in Il nostro investigatore va dunque per nano nelle buche delle lettere di-
collaborazione con Eco, Liberovici, le vie di una città in preda a una gra- smesse, agli angoli delle strade, per-
Straniero), fu autore di alcuni ro- ve crisi economica, e in cui si aggi- ché vengano raccolti e letti.
manzi: I trasgressionisti (1968), I rano presenze misteriose, che sem- Le venti giornate di Torino è una
dorsi dei bufali (1973), La morte se- brano tallonarlo da vicino. Si respira sfida condotta sui toni del non det-
greta di Josif Giugasvili (1976); Le in queste pagine un’atmosfera di to, che comunica, sino all’enigma-
venti giornate di Torino è stato il suo non detto, di inquietudine, di assur- tico finale, un senso di sospensione
ultimo romanzo: De Maria, prima do; e, su tutto, troneggia la Bibliote- degno del più riuscito thriller con
anticlericale, poi cattolico, soggetto ca, o meglio, quel che resta della Bi- venature soprannaturali.
a numerose crisi mistiche, è morto blioteca. Questo è l’elemento forse
nel 2009 dopo un’esistenza inquieta. più interessante del romanzo, perché Silvia Stucchi
395
IN LIBRERIA doppia
La Doppia classifica, come dice il nome, si divide in
due parti. La pagina sinistra, qui sotto, offre una clas-
sifica mensile dei libri più venduti, compilata rielabo-
rando le liste dei bestseller diffuse dalle principali fon-
ti giornalistiche. Vale come un sintomo dell'aria che
tira nel mercato editoriale. Il numero su fondo nero ¶
indica la posizione attuale; il numero su fondo chiaro
¬ indica la posizione nel mese precedente; la stellina
H segnala le nuove entrate. La presente elaborazione
si riferisce al mese di aprile 2019.

Letteratura Varia
¶ Á Gianrico Carofiglio, La versione di Fenoglio, ¶ H Massimo Recalcati, Mantieni il bacio, Feltri-
Einaudi, Torino 2019, pp. 720, € 16,50. nelli, Milano 2019, pp. 126, € 14.

Un maresciallo vicino alla pensione e uno studente È il canovaccio del Lessico amoroso che Recalcati
ventenne s’incrociano dalla fisioterapista: la riabili- ha allestito per Raitre: un canovaccio però ricchis-
tazione si trasforma in un’inaspettata amicizia, tra simo e molto intriso di poesia: in fondo, un inno alla
maestro (con tanti Gialli da raccontare) e discepolo fedeltà (il libro è dedicato alla moglie Arianna con
(ancora inesperto di vita). Non il miglior Carofiglio, cui è legato da più di vent’anni).
ma è sempre un buon Carofiglio ☺.
· Á Matteo Renzi, Un'altra strada. Idee per l'Italia
· H Chiara Gamberale, L’isola dell’abbandono, di domani, Marsilio, Venezia 2019, pp. 240, € 16.
Feltrinelli, Milano 2019, pp. 224, € 16,50.
Nell’esergo c’è una frase di Michael Jordan, mitico
Nelle intenzioni un carotaggio sugli snodi della vi- cestista dei Chicago Bulls: «Nella mia vita ho falli-
ta: l’innamoramento, un lutto, la nascita di un figlio. to molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto
E come stella di riferimento, il mito di Arianna ab- tutto». Ma Renzi non è Jordan...
bandonata da Teseo a Naxos. «Nelle intenzioni»,
perché la storia proprio non decolla... ¸ H Andrea Camilleri, Conversazione su Tiresia,
Sellerio, Palermo 2019, pp. 64, € 8.
¸ H Maurizio De Giovanni, Le parole di Sara,
Rizzoli, Milano 2019, pp. 350, € 19. Nel magico teatro di Siracusa Camilleri ha dialoga-
to con gli autori più amati: come Omero, Sofocle,
Siamo lontani dalla verve del Commissario Ricciar- Seneca, Dante, Eliot, Borges, Pound... Lo spettaco-
di e dei Bastardi di Pizzofalcone, ma anche con lo è stato un successo anche in Tv, segno che la bel-
meccaniche inceppate questo noir vola in libreria. lezza dei Classici non sbiadisce...

¹ H Alessandro Robecchi, I tempi nuovi, Selle- ¹ ¬ Valerio Mazzei - Sespo, #Valespo, Mondado-
rio, Palermo 2019, pp. 336, € 15. ri, Milano 2018, pp. 144, € 15,90.

Un giovane inspiegabilmente ucciso e un marito al- Sono gli youtuber del momento e ci hanno messo un
trettanto inspiegabilmente scomparso: ecco i nuovi «botto» a scriverlo... Termometro indicativo della no-
casi per il team Monterossi & C: scrittura vivacissima stra editoria (questo non è un libro ma un gadget...).
per un thriller che racconta una Milano off records.
º H Iris Ferrari, Le nostre emozioni, Mondadori
º H Anna Todd, After. Vol. 1, Sperling & Kupfer, Electa, Milano 2019, pp. 144, € 15,90.
Milano 2015, pp. 426, € 14,90.
Youtuber che diventa autrice e poi incontra i fan e
Il film ricatapulta in classifica questo polpettone poi racconta dei fan su Youtube e poi scrive un altro
amoroso un po’ Twilight, un po’ Sfumature. Peccato. libro (?)... e la dorata giostra continua...
396
classifica di Mauro Manfredini
IN REDAZIONE

Qui sotto, nella pagina destra, figura un'altra classifi-


ca, che non si basa sulle vendite ma sulla qualità: è
una rassegna di volumi consigliabili e consigliati sulla
base del gusto, del buonsenso e di opinioni magari
sindacabili ma, di norma, non dissennate.
Entrambe le classifiche, quella di destra e quella di si-
nistra, sono accompagnate da brevi giudizi che forni-
scono sintetiche indicazioni critiche per un tempesti-
vo orientamento e non pregiudicano recensioni parti-
colareggiate in successivi numeri della rivista.

Letteratura Varia
¶ Herman Melville, Bartleby lo scrivano e altri rac- ¶ Benedetto XVI in dialogo con il rabbino Arie
conti, traduzione di A. Roffeni, Bompiani, Milano Folger, Ebrei e Cristiani, a cura di Elio Guerriero, San
2018, pp. 176, € 10. Paolo, Cinisello Balsamo 2019, pp. 142, € 15.

Ritorni/1. Nuova edizione Bompiani per una delle Libro prezioso che sviluppa gli auspici della dichia-
più celebri short stories di tutti i tempi (con implaca- razione conciliare Nostra aetate: «Essendo tanto
bile critica all’utilitarismo made in Usa). grande il patrimonio spirituale comune a Cristiani
ed Ebrei, questo sacro concilio vuole promuovere e
· Eugenio Corti, I più non ritornano – Diario di ven- raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima,
che si ottengono soprattutto dagli studi biblici e da
Ares, Milano 2019, pp. 328, € 16. un fraterno dialogo».
totto giorni in una sacca sul fronte russo (1942-43),

Ritorni/2. La prima testimonianza della tragica ana- · Andrea Mardegan, Giuseppe e Maria. La nostra
basi che rivelò l’ispirazione di Corti: tra i primi recen- storia d’amore, acquerelli di Anna Maria Trevisan,
sori, Benedetto Croce: «Una lettura straziante, alla Paoline, Milano 2019, pp. 182, € 16.
quale non manca la consolazione del non infrequente
lampeggiare della bontà e della nobiltà umana». Per vivere nel Vangelo con occhi sempre nuovi.

¸ Sylvia Beach, Shakespeare and Company, Neri ¸ Pippo Corigliano, Il cammino di san Josemaría. Il
Pozza, Milano 2018, pp. 282, € 14,50. fondatore dell’Opus Dei e i giovani, Mondadori, Milano
2019, pp. 156, € 18.
Frizzante memoir della libraia che pubblicò l’Ulysse
di Joyce e fu riferimento per Pound, Valéry, Heming- Quando la vocazione cambia la vita verso orizzonti
way, Gertrude Stein, Eliot e tanti altri. Da leggere con felicemente inaspettati: un pamphlet energizzante e
La libraia di Joyce. Sylvia Beach e la generazione carico di speranza (non solo per i ragazzi ☺).
perduta di Noel Riley Fitch (Il saggiatore).
¹ Dizionario biblico della letteratura italiana, diretto da
¹ Les A. Murray, Un arcobaleno perfettamente norma- Marco Ballarini e a cura di P. Frare - G. Frasso - G.
le, Adelphi, Milano 2004, pp. 540, € 24. Langella, Milano 2018, pp. 1.056, € 90.

Per ricordare il grande poeta australiano scomparso Opera necessaria che Silvia Stucchi racconta a p. 362.
lo scorso 29 aprile: avrebbe meritato il Nobel con il
suo soprendente Freddy Nettuno (Giano). º Lucia Battaglia Ricci, Dante per immagini. Dalle
miniature trecentesche ai giorni nostri, Einaudi, Torino
º Cees Nooteboom, Cerchi infiniti. Viaggi in Giappo- 2019, pp. 358, € 60.
ne, Iperborea, Milano 2017, pp. 128, € 15.
Polifonia di artisti sedotti dal Sommo poeta: Botti-
Altro scrittore in zona Nobel che qui racconta con celli, Signorelli, Michelangelo, Zuccari, Reynolds,
zoom affilato le atmosfere del Sol Levante. Füssli, Delacroix, Rodin, Doré, Dalí, Guttuso...
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PORTE GIREVOLI

Museo
obbligatorio
Qualcuno aveva già detto che il
progresso è il risultato di tentativi
programmati. Poi aveva corretto:
se sei partito da un presupposto
giusto. Ora sarebbe facile con-
cludere, come avete già capito,
che da partenze errate ci ritrovia-
mo a oggi. Metti la plastica; metti
le lattine; la differenziata insegna
che la plastica si ricicla per fare
altra plastica e le lattine di plasti-
ca, perché molte cose di latta si truppate per musei, scavi, l’im- mania, cuore dell’Europa, la rici-
fanno di plastica. È tutto un pla- mancabile Auschwitz con testi- clata come missione nazionale,
stificio. Lo stesso capita col ve- mone sopravvissuto al seguito divisa sulla carta non è mai stata
tro. Pare che alcuni bypass al (mai spiega come c’è riuscito), il divisa nello spirito, l’unico Paese
cuore siano di plastica. Li ritro- politico che ne ricava utile visibi- europeo giudicato dai vincitori,
veranno intatti nella polvere gli lità a sinistra (la destra lì non può noi ci siamo fatta giustizia (giu-
archeologici del futuro. Gli anti- andarci), i ragazzi che si fanno il stizia?) da soli e dal ’45 ne stiamo
chi lo avevano quasi capito: tutto selfie; e il tanto biasimato telefo- discutendo del come e perché.
scorre, nulla si crea, tutto si tra- nino, dopo l’eroe Ramy che se la Per spiegare questo coacervo di
sforma, i modelli ci guidano. prende tutta l’aureola dell’eroe contraddizioni obblighiamo i ra-
Eraclito. Il ritorno al Medioevo del bus incendiato con la scuola gazzi al museo. Il museo è il luo-
sarebbe la soluzione se non fosse dentro, è ormai la bacchetta ma- go della verità e della documen-
che per conservare i prosciutti ci gica del Nokia & Co, o altre dit- tazione corretta e il magazzino
vuole il frigo. Stavano lì, a Sala- te. Il passato è dunque un must. dei valori storici e culturali. Que-
manca, cristiani, ebrei, musulma- Ma il passato non è uguale per sta è la premessa, il presupposto
ni, con qualche miscredente ne- tutti. Esso è preparato dai con- giusto. Ma se questa promozione
cessario con cui litigare per com- temporanei, come la differenzia- educativa è utile, come si spiega-
pletare la partita. Non perdere di ta, che non potendo distruggere no un po’ delle seguenti cose? E
vista la memoria storica, il passa- l’indistruttibile pericoloso, lo ri- questo continuo richiamarsi alla
to, da cui ricavare insegnamenti cicla. Facciamo un riassunto: il memoria serve a corroborarla in
per il futuro. Chi non possiede passato dei francesi risale a Ver- chi ce l’ha, o nel farla nascere in
questa percezione, questa consa- cingetorige; quello tedesco ai chi non ce l’ha?
pevolezza dell’esserci non avrà prussiani e al Sacro Romano Im- Le seguenti cose: si legge poco e
identità di riferimento, sarà una pero; la stirpe italica risale ai Bru- niente; giornali in crisi, e giorna-
goccia d’acqua in cerca almeno zi, oggi i Lucani, che risalirono listi indecisi a chi dare credito, ne
di una pozzanghera. Tra due eve- fino al Tevere, l’unico fiume di va della loro carriera. Non si fan-
nienze che non ci sono, passato e qualche consistenza che incontra- no bambini perché costa troppo,
futuro, ci siamo perduti il presen- rono verso nord; il Volturno era non bastano più le due camere e
te. Perciò di questa stagione ve- un torrentaccio corto. Oggi la cucina, esci la mattina presto e
diamo masse di scolaresche in- Francia è ancora quella, la Ger- torni la sera tardi, un pezzo di

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di Franco Palmieri

pizza a pranzo o un piatto di pa- che non diventi come lo plasmia- vogliono diventare la fabbrica dei
sta, che è lo stesso. Il motorino mo noi. Perciò educarci non ba- consumi del mondo, hanno la di-
per fare presto. Stanno bene solo sta e non serve. La riciclata falli- sciplina per farlo e l’assiduità ver-
gli anziani pensionati. E le ba- sce, la cultura declina, il politico so questo obiettivo. Se uniti si vin-
danti. I turisti stanno a Roma due non può essere migliore di noi, la ce, forse noi non stiamo nel pre-
giorni, uno a Firenze a mezza Chiesa era un grande collante. supposto giusto nemmeno qui.
giornata a Venezia. A Pompei an- Andare per musei che insegna-
data ritorno in 24 ore. Si dorme mento comporta? Lo ha spiegato
sul pullman. Ci vengono a milio- Vincenzo Trione sul Corriere del E i signor
ni perché l’Italia è il Paese più 26 marzo, p. 17, cui rubiamo la qualcuno?
bello del mondo, ma a divertirsi citazione: «Il successo di un mu-
vanno a Parigi. seo non si valuta in base al nume- Su Repubblica di domenica 31
Perché le cose stanno così si ro dei visitatori, che vi affluisco- marzo, Corrado Augias nella
spiega facilmente. Da noi manca no, ma al numero dei visitatori ai sua rubrica ci ha fatto sapere
la «sostanza nazionale» uguale quali ha insegnato qualcosa». È il che Gesù è una figura importan-
per tutti, quel senso di apparte- presupposto di cui sopra. te che ha introdotto il concetto
nenza che accomuna i popoli di di «amore per il prossimo» nella
uno stesso luogo, oltre che di una storia dell’umanità. È evidente
stessa storia. Ce l’hanno perfino La valigia che il grande scrittore, elegante
gli americani che sono un’am-
mucchiata eterogenea obbligata a
delle Indie e nascostamente sornione, si era
appena svegliato. Se ne sarebbe
condividere tutto perché se lo so- Il Presidente cinese Xi è venuto accorto prima. Non si capisce
no deciso da soli. La nostra «so- prima in Italia perché piace tanto però se la scoperta è sua o di
stanza nazionale» è fatta di «tan- alla sua deliziosa consorte che è Scalfari, che la pensa allo stesso
te sostanze», tutte diverse e rico- anche un’artista lirica. Secondo modo. Più terra-terra, sull’E-
noscibili al proprio interno da chi motivo, perché l’Italia è la frontie- spresso del 31 marzo, Marco
vi si identifica per i più svariati ra commerciale dell’Oriente in Damilano ha scritto (p. 9): «Il
ma tutti necessari motivi. Basta Europa. I cargo cinesi arrivano Movimento 5 Stelle occupa il
guardare al mondo nostro marca- passando per Suez e poi scelgono, centro dell’emiciclo parlamen-
to regionalismo, Nord, Sud, Bor- il porto di Palermo, di Napoli, di tare con un esercito di valorosi
bone, Savoia, piemontesi, napo- Genova; ma c’è un’altra opzione, signor nessuno». Caro Marchi-
letani, letterature, mitologie e pa- Brindisi. Quando fu aperto il Fre- no barbone e baffino, e i «signor
ganesimi vivi e intoccabili, ma- jus, voluto anche da francesi e in- qualcuno» si sono lasciati batte-
fie; le mafie oggi sono gruppi in- glesi che per arrivare a Suez dove- re da costoro? Adesso pare che
dustriali paralleli che funzionano vano passare per Gibilterra, finan- siano gli stessi di prima a ripro-
meglio di quello nazionale italia- ziarono la ferrovia adriatica per varci. E poi, «il benessere eco-
no, che si alimenta della corru- Brindisi, e da lì verso l’India. Il nomico e la crescita degli anni
zione e il cui mercato siamo tutti treno si chiamava infatti La vali- Cinquanta e Sessanta» lo dob-
noi senza poterlo evitare né sa- gia delle Indie. Ne approfittarono biamo ai sovietici che finanzia-
perlo. Sono tutte quelle divisioni anche i prussiani, invece di imbar- vano la sinistra e agli americani
di indistruttibile italianità a ren- carsi a Kiel sul Mar del Nord. Riu- che finanziavano il resto. Furo-
derci unici, incorreggibili e pe- sciremo ad approfittarne per far ri- no anche gli anni delle migra-
renni. La nostra genialità sta in nascere il Sud? Ci sono ferrovie e zioni dei meridionali verso il
queste differenze, perciò siamo strade da rimodernare. Mafie da ricco Nord delle fabbriche. Il
restii ad accogliere il diverso, tenere a bada, burocrazia da argi- Sud forse sta peggio, considera-
l’immigrato, l’africano, a meno nare e snellire. È vero che i cinesi to che a Matera si canta; e basta.

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LIBRI RICEVUTI

Ringraziamo gli editori per l’invio delle loro novità. Il giudizio critico, nei limiti di R. Besana, Oaks Editrice, Sesto
dello spazio disponibile alle rubriche, è cronologicamente indipendente da San Giovanni 2019, pp. 286, euro 22.

Marco Pallis, Il loto e la Croce, introdu-


questo annuncio bibliografico.
zione di L. Lombardi Vallauri, IDUNA
Giano Accame, Storia della Repubblica, Honoré de Balzac, Studi su Stendhal e
Edizioni, Sesto San Giovanni 2019,
prefazione di M. Bozzi Sentieri, Oaks «La Certosa di Parma» (Con la ri-
pp. 254, euro 24.
Editrice, Sesto San Giovanni 2019, sposta di Stendhal), a cura di P. di
pp. 442, euro 25. Branco, testo francese a fronte, La
Vita Felice, Milano 2019, pp. 220, Vittorio Possenti, Ritorno all’essere (Ad-
euro 13,50. dio alla metafisica moderna), Ar-
Lucia Barocchi, Lui e Gabrielle Bossis,
mando Editore, Roma 2019, pp. 440,
Edizioni San Paolo, Cinisello Balsa-
euro 29.
mo 2019, pp. 252, euro 15. Luca Del Pozzo, Filosofia cristiana e po-
litica in Augusto del Noce, Pagine,
Benedetto XVI in dialogo con il rabbi- Roma 2019, pp. 264, euro 18. Emilio Rentocchini, 44 ottave, con tre e-
no Arie Folger, Ebrei e cristiani, a mail a M.C. Cabani e una postilla di
cura di E. Guerriero, San Paolo, Cini- A. Bertoni, Book Editore, Ro ferrare-
Vincenzo Frungillo, Un nome in meno, se 2019, pp. 80, euro 12.
sello Balsamo 2019, pp. 144, euro 15. Edizioni Ensemble, Roma 2019, pp.
194, euro 15.
Romolo Bugaro, Non c’è stata nessuna Ettore Rota, Italia! Storia di un’idea (Da
battaglia, Marsilio Editori, Venezia Roma a Petrarca), a cura di G. Mal-
Sossio Giametta, Il colpo di timpano, gieri, Oaks Editrice, Sesto San Gio-
2019, pp. 220, euro 16. Edizioni Saletta dell’Uva, Caserta vanni 2019, vol. I, pp. 288, euro 20.
2019, pp. 148, euro 10.
Nicola Bultrini, I fatti salienti, prefazio-
ne di D. Rondoni, Nordpress Edizio- Ettore Rota, Italia! Storia di un’idea
Mariateresa Giani, Prima della luce, (Dal Trecento al Risorgimento), a cu-
ni, Chiari (BS) 2007, pp. 120, euro Giuliano Ladolfi Editore, Borgoma-
12,50. ra di G. Malgieri, Oaks Editrice, Se-
nero 2019, pp. 56, euro 10. sto San Giovanni 2019, vol. II, pp.
268, euro 20.
Nicola Bultrini, La coda dell’occhio,
Daniel Halévy, L’accelerazione della
Marietti 1820, Genova-Milano 2011,
storia, a cura di F. Ingravalle e T.C. Nicola Rotundo, L’abito della libertà: le
pp. 84, euro 14.
Carena, Oaks Editrice, Sesto san Gio- virtù teologali, prefazione di C. Di
vanni 2019, pp. 172, euro 15. Bruno, Edizioni Cantagalli, Siena
Nicola Bultrini, La specie dominante,
2019, pp. 270, euro 19.
prefazione di F. Loi, Nino Aragno
Hugo von Hofmannsthal, Le opere co-
Editore, Torino 2014, pp. 70, euro 8.
me spazio spirituale della nazione, a Massimo Scrignòli, Lupa a Gennaio,
cura di E. Raponi, Morcelliana, Bre- Book Editore, Ro ferrarese 2019, pp.
Nicola Bultrini, Carlo Orelli. L’ultimo scia 2019, pp. 110, euro 11. 80, euro 14.
Fante (La Grande Guerra sul Car-
so), Fuorilinea, Monterotondo (RM)
2018, pp. 120, euro 13. Sandro Mancinelli – Antonio Mattatel- Harukichi Shimoi, Un samurai a Fiume,
li, Satana esiste (Un giovane esorci- a cura di G.A. Pautasso, Oaks Editri-
sta racconta), Gribaudi, Milano ce, Sesto San Giovanni 2019, pp.
Nicola Bultrini – Lucio Fabi, Pianto di 2019, pp. 156, euro 10,50. 300, euro 20.
pietra (La Grande Guerra di Giusep-
pe Ungaretti), prefazione di A. Zan-
zotto, Iacobellieditore, Guidonia Alessandro Nasi, Legazione alla Corte Paolo Sorbi, Poveri e capitale (La pover-
(RM) 2018, pp. 160, euro 14. di Giulio II (13 novembre 1505 – 19 tà nella politica), prefazione di M.
giugno 1506), a cura di E. Cutinelli- Tronti, Scholé – Morcelliana, Brescia
Rendina e D. Fachard, Nino Aragno 2019, pp. 162, euro 14.
Pippo Corigliano, Il cammino di san Jo-
Editore, Torino 2019, pp. XXXII-
semaría (Il fondatore dell’Opus Dei e
538, euro 30. Marcello Stanzione, Luisa Piccarreta e
i giovani), Mondadori, Milano 2019,
pp. 156, euro 18. la devozione agli Angeli, Gribaudi,
Rafael Navarro-Valls, Joaquín Navarro Milano 2019, pp. 152, euro 8.
Anna Crespi, Dialoghi con gli Amici (In- Valls, el Portavoz (Testimonios de sus
contri con i protagonisti della storia amigos), Ediciones Rialp, Madrid Voltaire, Dialogo del Cappone e della
e dell’immaginazione), disegni di L. 2019, pp. 224, s.i.p. Pollastra, a cura di G. Mastrullo, te-
Spinatelli, Jaca Book, Milano 2019, sto francese a fronte, Book Time, Mi-
pp. 288, euro 25. Alfredo Oriani, La rivolta ideale, a cura lano 2019, pp. 56, euro 6,50.

Questo fascicolo (n. 699) è stato chiuso in tipografia il 10 maggio 2019. Il fascicolo precedente (n. 698) è
stato consegnato al C.M. Postale di Perugia, per l’inoltro agli abbonati e alle librerie, il 17 aprile 2019.
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