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E.

Thompson, Societ patrizia, cultura plebea


Tempo, disciplina del lavoro e capitalismo industriale
I. Cambiamento nella percezione del tempo
1300-1650: cambiamenti nella percezione del tempo all'interno della cultura intellettuale dell'Eu
occidentale. Contrasto tra tempo della natura e tempo meccanico, testimoniato dai Racconti di
Canterbury di Chaucer (XIV sec). Il cambiamento pu essere dovuto al diffondersi degli orologi dal
XIV sec o sintomo di una nuova disciplina e precisione.
Sec XVII: l'immagine dell'orologio si espande fino a occupare l'intero universo con Newton.
Problematica: quanto e in quale modo questo cambiamento del senso del tempo incise sulla
disciplina del lavoro? In che modo essa influenz la percezione del tempo da parte dei lavoratori?
Il passaggio a una soc industriale comporta una ristrutturazione delle abitudini di lavoro. Quanto
collegato al cambiamento nella misura interiore del tempo?

II. Percezione del tempo nel lavoro: orientamento in base al compito


Pop primitivi: calcolo del tempo legato ai processi familiari nel ciclo del lavoro e delle attivit
economiche. es. i Nuer di Evans-Pritchard. es. Bordieu, misurazione del tempo presso i contadini in
Algeria: sottomissione e indifferenza. es. Synge, resoconto sulle isole Arand: la cognizione del
tempo dipende dalla direzione del vento.
La noncuranza verso il tempo meccanico possibile solo in una comunit di agricoltori e pescatori
con scarse strutture commerciali e amministrative. I compiti si rivelano con la logica del bisogno.
Condizionamento delle differenti misurazioni del tempo, costituito dalle diverse situazioni
produttive e dal loro legame con i ritmi naturali.
Modello dell'orientamento in base al compito (efficace nelle soc contadine):
1. umanamente pi soddisfacente del lavoro regolato dall'orologio perch serve una necessit.
2. rivela una minore separazione tra lavoro e vita
3. per chi abituato al lavoro-orologio questo orientamento sembra dispendioso e poco produttivo.
Nel caso del lavoro indipendente, il modello si complica. Con l'assunzione di manodopera si passa
al lavoro regolato dal tempo. Non pi il compito, ma il valore del tempo tradotto in denaro che
prevalente. Testimoniato da The Thresher's Labour di Duck ('700): monotonia, alienazione dal
lavoro e antagonismo di interessi ascritto al sistema di fabbrica.

III. Gli orologi


In che misura erano estese le disponibilit per una precisa misurazione del tempo nel periodo della
rivoluzione industriale?
Sec XIV: citt e grossi centri di mercato ebbero orologi dei campanili e orologi comunali. Scarso
grado di precisione, tanto che la meridiana rimane in uso per regolare l'orologio.
'600: donazioni caritatevoli per fare suonare le campane alla mattina presto e al coprifuoco. Il suono
delle campane regolava le attivit nei distretti manifatturieri in sviluppo.
1658: impiego del pendolo, maggiore precisione.
1674: introduzione della molla a spirale del bilanciere, rende gli orologi da tasca pi precisi.
1680: l'orologio inglese prevale sui concorrenti europei. I fabbri si occupano della fabbricazione.
Numerosi artigiani ebbero un ruolo decisivo nell'innovazione tecnica durante le prime fasi della riv
ind. Fabbricazione di orologi da casa in ogni citt.
'700: la fabbricazione di orologi da tasca fu concentrata in pochi centri. Divisione del lavoro
prod su vasta scala. Poich essi avevano prezzi non accessibili al lavoratore medio, la misura del

tempo era ancora un privilegio della piccola nobilt di campagna, degli artigiani in proprio e di
agricoltori e commercianti: simbolo di rango sociale.
Fine '700: dibattito per tassa sugli orologi. Pitt prevedeva dei grandi introiti da questa tassa, ma era
impossibile da riscuotere. La situazione: ci sono molti orologi, dal lusso all'utilit.
La diffusione degli orologi nel momento in cui la riv ind richiede maggiore sincronizzazione del
lavoro. L'orologio era utile e costitutiva un simbolo di prestigio x il proprietario; era un modo x
investire i soldi x i poveri, per poi venderlo o impegnarlo; segno del miglioramento delle condizioni
di vita per un gruppo di lavoratori.

IV. Ritmi di lavoro


Nel lavoro l'attenzione al tempo dipende dalla necessit di sincronizzazione. Fino a quando
l'attivit manifatturiera gestita su scala familiare o di piccola bottega, la sincr scarsa e prevale
l'orientamento in base al compito. Tempi morti; tempo meteorologico; operazioni ausiliarie.
Discontinuit tra gli schemi di lavoro prima dell'industria basata sulle macchine: le giornate
lavorative erano molto flessibili in quanto a durata e occupazioni (fonte: diario di un agricoltoretessitore nel 1782). Discontinuit + andamento irregolare della settimana lavorativa nel '600-'700
(lamentele di moralisti e mercantilisti contro San Luned). Periodi di lavoro intenso alternati a
periodi di inattivit: irregolarit della settimana lavorativa + irregolarit dell'anno lavorativo,
interrotto da feste e fiere.
Questo vale solo parzialmente x i braccianti agricoli; discriminando le diverse situazioni di lavoro,
solo il servitore agricolo o salariato fisso sottoposto a una severa disciplina, ma con alcune riserve.
Le recinzioni e il progresso agricolo ambivano a un'amministrazione pi efficiente della forzalavoro. + sovrabbondanza di manodopera di fine XVIII sec peggioramento della situazione. Tra
gli imprenditori capitalisti si sviluppa un senso di risparmio del tempo (diatriba tra fautori del
lavoro salariato o del taken-work).
Sec XIX: lavoro salariato settimanale integrato dal lavoro a cottimo. Nell'economia contadina il
lavoro + pesante era quello della moglie del bracciante (orientato ai compiti per bambini e casa, una
parte nei campi): sopportabile solo perch parte si presentava come necessaria e inevitabile.
Macchinari disciplina dell'attivit industriale.

V. Transizione al lavoro industriale dal punto di vista degli agenti esterni


Preindustriale: non c' stato un processo unico, neutrale e tecnologicamente determinato come
l'industrializzazione, ma tante transizioni. Resistenza al cambiamento e accettazione
dipendono dalla cultura, che comprende i sistemi di potere, le relazioni di propriet ecc.
Considerare non solo i cambiamenti nelle tecniche di produzione (maggiore sincronizzazione e
precisione), ma anche come questi sono stati vissuti nelle societ del capitalismo ind = senso del
tempo nel suo condizionamento tecnologico e calcolo del tempo come mezzo di sfruttamento del
lavoro. La transizione in Ing stata lunga e conflittuale: prima riv industriale, preliminari talmente
lunghi da lasciare che i distretti manifatturieri sviluppino una cultura popolare.
Imposizione della disciplina del tempo
Law Book delle Fonderie Crowley: codice civile e penale per controllare e disciplinare la forzalavoro. Motivo della vigilanza moralmente giustificata, trattenute applicate per il tempo dell'ozio,
sorvegliante e guardiano compilano un foglio delle presenze.
Capitalismo industriale disciplinato: fogli delle presence, addetto al controllo dei tempi del lavoro,
informatori e multe. Questa disciplina viene imposta 60 anni dopo sui primi cotonifici. Nelle
fabbriche di ceramica fu introdotta una disciplina + attenuata a causa dell'assenza di macchine.

Tentativo di imporre l'economia di tempo nella produzione a domicilio e ripercussioni sulla vita
sociale e familiare
Friendly Advice to the Poor, pamphlet del Reverendo J. Clayton (1755): predica contro i tessitori
oziosi, che non possono aspettarsi nient'altro che la povert; alzarsi presto.
Un'altra istituzione non industriale usata per inculcare l'economia del tempo fu la scuola. Clayton
elogia le scuole gratuite, che insegnano l'operosit, l'ordine e la frugalit.
Temple: dai quattro anni, case di lavoro (scopi produttivi + 2h di scuola).
Powell: istruzione come allenamento all'operosit.
L'attacco alle abitudini di lavoro provoc prima una semplice resistenza, poi, con l'imposizione
della disciplina del tempo, gli operai iniziarono a combattere. Sec XVII: con l'affermarsi delle
leghe, nelle attivit artigiane meglio organizzate gli orari furono accorciati progressivamente.
Nelle attivit pi umili e nei settori basati sul lavoro a domicilio gli orari tendevano ad estendersi: in
questi stabilimenti tessili e officine meccaniche la nuova disciplina del tempo fu imposta con rigore
e la lotta sugli orari divenne violenta. Gli imprenditori usarono stratagemmi meschini per
aumentare l'orario di lavoro e ridurre le pause.
Nel giro di tre generazioni gli operai accettarono le categorie dei padroni e lottarono all'interno di
esse, seguendo la lezione che il tempo denaro.

VI. Interiorizzazione del cambiamento nella percezione del tempo


Quanto fu imposta e quanto fu assimilata? Collocare il problema all'interno dello sviluppo dell'etica
puritana. Non c' niente di nuovo nella condanna morale dell'ozio, ma appare un'insistenza nuova
nell'applicarla alla classe operaia.
Baxter, Christian Directory: tema del riscatto del tempo. L'immagine del tempo come denaro
proposta a un pubblico di mercanti e commercianti.
La retorica morale si muove su due poli:
- Discorsi sulla brevit della vita umana in paragone alla certezza del giudizio universale. ex.
Heywood, fine '600.
- Ammonimenti pi bruschi e mondani sull'economia del tempo. ex. Baxter.
Metodisti economia del tempo. Wesley: insistenza sulla mortalit umana e sull'esortazione di
carattere pratico. Immagine del tempo come denaro, ma non necessariamente del mercante. Watts:
Early Rising. Gli Evangelisti raccolsero la tematica ex. Hannah More, Early Rising. Immagine del
tempo come denaro nel mercato del lavoro.

VII. Successo e valutazione della disciplina del tempo


Con la divisione del lavoro, la sorveglianza della manodopera, le multe, le campane e gli orologi,
gli incentivi in denaro, le prediche e l'istruzione, la soppressione delle feste e degli svaghi; furono
plasmate le nuove abitudini di lavoro e fu imposta la nuova disciplina del tempo.
Questo richiese parecchie generazioni e i ritmi di lavoro irregolari si sono perpetuati.
Sec XIX la propaganda del risparmio del tempo continu a essere rivolta alla classe operaia. Le
classi agiate cominciano a scoprire il problema del tempo libero delle masse: improduttivit
mescolata a impertinenza, mentre nella soc capitalistica tutto deve essere utilizzato e la forza-lavoro
non pu passare il tempo.
In che misura questa propaganda ebbe successo?
Possiamo vedere nelle sette metodiste di inizio '800 una prefigurazione della crisi dovuta
all'interiorizzazione dell'economia del tempo. La morte ebbe un risalto ossessivo nei sermoni e negli
opuscoli dedicati alla classe operaia.
Parallelamente gli incentivi salariali e le spinte al consumo furono efficaci.
Verifica di tipo comparativo: quello che veniva detto dai moralisti mercantilisti sull'incapacit dei
poveri inglesi del sec XVIII si adeguarsi agli incentivi e alle discipline viene ripetuto oggi a
proposito delle pop dei paesi in via di sviluppo.

Il problema ricorre nella letteratura sull'Industrializzazione: il problema ricondotto


all'assenteismo; ai ritmi stagionali della campagna, con feste e celebrazioni; di mantenere una forzalavoro, a costo di perpetuare metodi inefficienti (la forza-lavoro spesso legata solo
temporaneamente e parzialmente al modo di vivere industriale).
Tutte le soc industriali mature sono caratterizzate dall'economia del tempo e da una netta
demarcazione tra lavoro e vita. Questo non che espressione di un conflitto di pi vasta
portata: la storia anche storia di sfruttamento e di resistenza. L'ingegneria dello sviluppo
occidentale: W. Moore ha stilato un catalogo di valori pervasivi e orientamenti normativi attinenti
allo scopo dello sviluppo sociale che sono necessari per ottener uno sviluppo economico e sociale
(impersonalit: specificit delle relazioni; razionalit; puntualit; disciplina; rispetto per la
propriet), che compare anche nelle pubblicazioni Unesco.

VIII. Conclusione
Questi modelli presentano le masse lavoratrici come forza-lavoro inerte.
Il puritanesimo fu una componente necessaria nell'ethos del lavoro per il capitalismo industriale.
Diede al mondo industrializzato la possibilit di uscire dalle economie del passato. La valutazione
puritana del tempo per comincia a decomporsi quando si allenta la pressione della povert?
Conservando la valutazione puritana del tempo come denaro, da utilizzare, il problema sar come
utilizzato il tempo libero dall'industria.
Se essa venisse meno, gli uomini dovrebbero re-imparare arti del vivere perdute ai tempi della riv
ind: relazioni personali pi ricche e piacevoli, niente barriere tra lavoro e vita. Dovranno combinare
elementi della vecchia cultura e di quella nuova, trovando immagini che non si fondino n su
stagioni n su mercati, ma sulle circostanze umane. Questo non colto da chi interpreta la storia
dell'industrializzazione in termini apparentemente neutrali, ma in verit carichi di valore. La
crescita di una coscienza sociale non pu essere pianificata.

L'economia morale delle classi popolari inglesi nel secolo XVIII


I. Riduzionismo economicista vs. economia morale delle classi popolari
Problematica: Invito alla cautela per l'uso del termine riot, soprattutto per i tumulti alimentari
dell'Ing del sec XVIII. Essa rischia di nascondere la concezione che non si pu considerare la gene
comune come un soggetto storico prima della Riv Fr, perch prima essa si impone solo
occasionalmente e in modo convulso, con intrusioni dettare dagli stimoli economici, n consapevoli
n autonome. Ex Beloff aggressioni, azioni criminose; Wearmouth, miseria come
spiegazione; Ashton, reazione istintiva.
Le ricerche sistematiche di storia sociale son rimaste arretrate nei confronti della storia economica
per decenni: studi pi recenti hanno la tendenza a e elaborare e quantificare dati solo parzialmente
compresi. Ex Rostow, grafico della tensione sociale (disoccupazione e costo della vita rivolte
sociali). L'analisi deve invece chiedersi: quando affamata la gente cosa fa? In che modo il suo
comportamento condizionato dal costume, dalla cultura, dalla ragione? Dando per scontato lo
stimolo della miseria, il suo comportamento non sta a indicare una funzione pi complessa e
culturalmente mediata? Riduzionismo economicista, segue una visione riduttiva dell'uomo
economico.
Visione alternativa: in quasi tutte le azioni di piazza del sec XVIII possibile individuare delle
nozioni di legittimit, cio il comportamento degli uomini della folla era guidato dalla convinzione
di difendere diritti e costumi tradizionali e dalla convinzione di godere dell'approvazione della
comunit.
Tesi: I moti per il pane costituirono una forma di azione popolare diretta, strutturata, con obiettivi
precisi. La problematica di quanto questa forma di lotta sia stata vincente troppo complessa, ma si
pu porre l'individuazione degli obbiettivi della folla.
Le rimostranze dei moti agivano all'interno della concezione popolare che definiva la legittimit o
illegittimit dei modi di esercitare il commercio e le attivit agricole; concezione radicata in una
visione tradizionale degli obblighi e delle norme sociali = economia morale del povero.
Un'offesa contro questi principi era incentivo per un'azione non meno di uno stato di privazione.
Questa economia morale non n politica n apolitica, perch presupponeva una concezione del
benessere comune sostenuta con passione: l'eco mor non si imponeva solo nei momenti di
agitazione, ma influenzava il governo e il pensiero settecentesco. Il termine riot troppo limitato
per questo.

II. Il mercato del pane e il modello paternalista nel 18s


Per il 18s possiamo parlare di relazione tramite il pane: il conflitto tra campagna e citt si
manifestava sul problema del prezzo del pane; il conflitto tra tradizionalismo e nuova economia
politica era incentrato sulle Leggi del grano.
Zone cerealicole del Sud e dell'Est, il periodo d'oro dell'espansione agricola coincise con una
coscienza del consumatore anni di tumulti (1709-1800). Il settore agricolo capitalistico in
espansione si basava su un mercato eccitabile e rischiava di essere distrutto da questi moti. La
fortuna di queste classi capitalistiche dipendeva dalla vendita di carne, cereali e lana, quasi
direttamente al consumatore.
I lavoratori non vivevano di solo pane, ma molti di essi vivevano sostanzialmente di questo. Dal
1790 almeno due terzi della pop si alimentavano di frumento. Il modello di consumo rifletteva i
relativi gradi di povert e le caratteristiche agricole delle varie zone. And crescendo il consumo di
pane, in parte per la questione del prestigio sociale attribuito al pane bianco. Per i fornai era
conveniente vendere pane bianco e farina raffinata + profitto. Questo era una conseguenza della
politica paternalistica di prot del consumatore: ai fornai era imposto un limite di produzione del

pane comune perch non fosse la loro fonte di profitto. C'era inoltre il sospetto che il pane nero
nascondesse additivi nocivi. Con la fine del secolo si osserva una forte presenza di motivi di rango
per il prevalere del pane bianco di fronte a una miscela peggiore.
1800: il governo var il decreto Poison Act o Legge del pane scuro, che obbligava i mugnai a
produrre solo pane integrale, e le rivolte furono immediate. il decreto fu abrogato.
Come passavano i cereali dai campi alle case dei lavoratori?
Il frumento viene raccolto, trebbiato, portato al mercato, macinato al mulino, cotto e mangiato. Ogni
fase ha delle complicazioni a catena. necessario delineare il modello paternalistico del processo
produttivo e della compra-vendita.
In base a questo modello la vendita doveva essere il pi possibile diretta, dal produttore al
consumatore. I mercati dovevano essere controllati: quando i bisogni dei poveri erano stati
soddisfatti potevano iniziare gli acquisti dei grandi commercianti, vincolati da parecchie restrizioni,
codificate durante il regno di Edoardo VI. Il mediatore nel 18s era una figura sospetta e le sue
operazioni erano rigidamente regolamentate.
Difesa del consumatore: i mugnai e i fornai venivano considerati al servizio della comunit. Molti
poveri potevano acquistare il grano direttamente dal mercato o ottenerlo come integrazione del
salario. Nelle citt la ricompensa o il profitto del fornaio era calcolato secondo le ordinanze del
Tribunale del pane.
Questo modello in molti punti non corrisponde alla realt del 18s. Gli agricoltori spesso evitavano il
mercato per trattare direttamente con grossisti e mediatori. Molti piccoli agricoltori seguitarono a
portare il grano al mercato e il vecchio modello rimase come esempio per contestare le nuove
procedure, ritenute subdole e non limpide.
Diffondersi delle nuove pratiche nell'Ing occ: lettera del 1766 (gli affari vengono conclusi prima
del mercato) e del 1772 (i grossi agricoltori si accordano prima del mercato per stabilire i prezzi). I
paternalisti e i poveri continuarono a protestare contro queste pratiche es. pamphlet del 1768.
La presenza dell'agricoltore al mercato parte concreta dei suoi doveri. A partire dagli anni '60 in
parecchie zone del Sud la funzione dei mercati si ridusse e le proteste si fecero pi rare. Nelle
regioni del Nord la situazione era diversa, le nuove pratiche presero piede alla fine del secolo.
Il modello paternalista stava decadendo in altri punti: il Tribunale del pane si limitava a registrare il
prezzo del frumento e della farina senza influenzarlo; i mugnai diventano degli imprenditori.
Fino a che punto le autorit si resero conto che il loro modello non corrispondeva pi alla realt
dei fatti?
Normalmente i paternalisti erano consapevoli del mutamento in atto, anche se in caso di emergenza
ritornavano a quel modello. Furono parzialmente prigionieri del popolo, che adott alcune parti del
modello come proprio diritto e patrimonio. Durante i periodi di carestia questo permetteva ai
magistrati di tenere aperti alcuni spazi di manovra nelle regioni pi inquiete e assicurarsi il
consenso. Le leggi contro gli accaparratori furono abolite nel 1772, ma ad es durante la penuria del
1795 il Lord primo giudice di Kenyon pot appellarsi all'incetta come una trasgressione dal diritto
consuetudinario perseguibile per legge. I processi continuarono fino al 1800, ma molti avevano solo
significato simbolico: servivano per dimostrare ai poveri che le autorit agivano nel loro interesse.
Conclusione: il modello paternalista, oltre ad avere un'esistenza ideale, era presente nella realt, in
modo episodico.

III. Il modello dell'economia politica di Smith


La vittoria dei fautori della nuova economia politica nella regolamentazione del commercio interno
del grano fu schiacciante. Come modello della nuova econ pol si pu considerare Adam Smith, pi
come punto di arrivo che come di partenza (la revoca della legislazione contro gli accaparratori
arriv prima del suo lavoro). Si tratta di un modello negativo: la negazione delle politiche Tudor di
tutela amministrativa ormai in decadenza. La nuova econ segn la de-moralizzazione = messa in
crisi dei fondamenti morali della teoria dello scambio e del consumo; liberata dalla soggezione a

imperativi morali sentiti come estranei.


Nuovo modello: il naturale esplicarsi della domanda e dell'offerta avrebbe massimizzato la
soddisfazione di tutte le parti e fondato il bene comune. Auto-regolazione del mercato. Nel corso di
un anno normale il prezzo del grano avrebbe trovato i suoi punti di equilibrio attraverso il
meccanismo di mercato. Senza nessun intervento dello Stato, le scorte nazionali di frumento
sarebbero state distribuite facilmente lungo l'arco dell'anno in base al meccanismo dei prezzi.
L'unica minaccia reale per l'autoregol erano le inferenze dello Stato e il pregiudizio popolare. Il
grano deve passare liberamente dalle regione in cui abbondante a quelle in cui manca: il mediatore
ha un ruolo non solo utile ma necessario. Le inferenze possono provocare carestie e danni alla prod.
Lo stesso ragionamento vale per gli altri capri espiatori del popolo: poich le loro attivit sono
concorrenziali, essi possono alterare i prezzi rispetto al loro livello naturale solo sul breve periodo e
spesso a loro danno. Alla fine del secolo, quando i prezzi iniziarono ad aumentare, il rimedio fu
visto non nel ritorno al vecchio modello ma in nuove recinzioni e nel progresso agronomico.
Il carattere del modello di econ naturale autoregolantesi non meno magico di quello
paternalista. Il modello paternalista si appella a una norma etica, mentre quello nuovo si appella a
una verifica empirica; eppure il modello sembra una ricerca logica in cui le parti si confermano tra
loro, piuttosto che una ricerca empirica.
Una verifica empirica sull'organizz effettiva del commercio del grano nel 18s non facile per
nessuno dei due modelli. La domanda di grano o pane non elastica, i lavoratori consumano anche
pi pane negli anni in cui i prezzi aumentano, per sostituire altri generi. Le fluttuazioni del prezzo
del grano non possono essere spiegate con il meccanismo domanda-offerta: il frumento era un
bisogno primario, sensibile a ogni carenza nell'offerta.
Le procedure di compravendita divennero via via meno trasparenti e la rete di intermediari divenne
+ complessa. Gli agricoltori non vendevano pi i loro prodotti al mercato aperto basato sulla
concorrenza, ma a commercianti e mugnai, in una posizione migliore per immagazzinare e
mantenere i prezzi alti. Erano le previsioni sul raccolto che determinavano maggiormente il prezzo
del grano prodotto: negli ultimi decenni del secolo si svilupp un partito agrario che alimentava le
previsioni di penuria.
Conclusione: Il modello del libero mercato presuppone un insieme di agricoltori che lungo l'anno
portano il loro grano al mercato, ma alla fine del secolo erano sempre di pi i piccoli agricoltori in
grado di rinviare la vendita fino a che i prezzi raggiungessero un livello soddisfacente. Con lo
sviluppo delle piccole banche di campagna, per gli agricoltori divent pi semplice ottenere i
prestiti necessari per pagare i canoni. I tumulti furono spesso innescati dal fatto che dopo raccolti
abbondanti i prezzi non calavano. Il modello di laissez-faire non mai stato verificato a livello
empirico, intrinsecamente infondato e smentito da alcuni dati.

IV. L'economia morale del popolo


possibile individuare un modello dietro l'economia morale delle masse?
Difficile: ci si trova di fonte a un insieme di analisi razionali, pregiudizi, modelli tradizionali di
risposta alla carestia, non si pu sapere con chiarezza i gruppi che appoggiavano le teorie delle
masse. Comprendono gente in grado di esprimersi e no, di varia cultura.
La piccola nobilt spesso incitava il malcontento popolare: il pop derivava dal modello
paternalistico un senso di legittimazione delle proprie azioni. Dove i signori feudali possedevano
diritti sul mercato essi soffrivano la perdita dei dazi loro dovuti. A questa forma di ostilit verso i
commercianti parteciparono anche i magistrati delle regioni rurali, che spesso chiudevano un
occhio sulle rivolte. Si diffuse la convinzione che certe forme di agitazione pop non fossero sgradite
ad alcune autorit, poich distoglievano l'attenzione da agricoltori e rentiers, mentre davano
l'impressione ai poveri di difendere i loro interessi contro accaparratori.
Anche i cittadini di diversi ceti si unirono: fecero pressioni per abolire il premio di esportazione o
perch nei periodi di carestia fossero proibite. Le proteste popolari erano alimentate da quelle dei

tradizionalisti e dai ceti professionali urbani.


Se alla base dei tumulti per la riduzione dei prezzi vi era un modello teorico coerente, questo era
una rielaborazione selettiva di quello paternalista. Era una concezione meno generalizzante di
quella paternalistica: le testimonianze dei poveri rivelano un senso del particolare sviluppato,
accuse personali, permeato da una concezione generale dei diritti che emerge quando si esamina il
comportamento pop durante le lotte. L'econ morale delle masse rompeva in modo decisivo con il
paternalismo su almeno un punto: l'azione diretta della folla.
L'economia dei poveri aveva un carattere locale e regionale, derivando da un'econ di sussistenza.
L'esportazione di grano nei periodi di carestia continu a provocare un risentimento profondo:
siccome le attivit manifatturiere erano sparse nella campagna, i lavoratori avevano sempre il grano
sott'occhio. Nei periodi di penuria i commercianti potevano sperare di fare grandi affari nelle citt,
aggravando cos la carestia locale.
Introno alla met del sec il risentimento era provocato pi dalle esportazioni estere. Si pensava che
il prezzo per gli stranieri fosse inferiore a quello del mercato inglese. L'esportatore veniva trattato
duramente, considerato un uomo che insegue un profitto personale deplorevole a spese della sua
gente. Il risentimento poteva essere indirizzato anche verso un commerciante che, trafficando con i
mercati esteri, comprometteva la comunit locale. Queste rimostranze erano strettamente collegare
a quelle avanzate contro gli agricoltori che non portavano pi le merci al mercato aperto. Il
bracciante doveva quindi rivolgersi al dettaglio e pagare prezzi pi alti. Nei luoghi in cui i lavoratori
potevano ancora comprare al dettaglio, questi rancori potevano nascere su pesi e misure. La
molteplicit di misure lasciava ampi margini di manovra al piccolo affarismo. I tentativi di
modificare le misure incontrarono spesso resistenze e talvolta tumulti, forse a ragione: i tentativi di
mutare il sistema di misura spesso danneggiano il consumatore.
Il povero comprava sempre meno grano al mercato importanza del mugnaio. Per molti secoli il
mugnaio ha avuto un ruolo importante nella tradizione popolare. Da un lato aveva la fama del
libertino di successo (la posizione vantaggiosa del mulino, il controllo su un importante mezzo di
sussistenza, la sua posizione sociale); dall'altro veniva accusato di avere costumi medievali bizzarri
o forme di peculato moderne e pi intraprendenti. I mugnai, occupandosi sempre di pi di grandi
clienti, divennero sempre meno attenti ai piccoli clienti. Il passaggio di molti mulini alla produzione
industriale miglior la posizione dei piccoli mulini ancora esistenti. 1796: legge sui diritti del
mugnaio, per regolamentare i modi di esercizio dell'attivit, pesi e misure. Questi piccoli mugnai
costituivano ormai una categoria insignificante nel 18s.
I mulini furono il bersaglio visibile e concreto dei pi pericolosi tumulti urbani del secolo. Questo
pu sembrare strano, visto che alla fine del secolo in molte parti del Sud e nelle citt i lavoratori
erano abituati ad acquistare il pane dal fornaio; tuttavia non possiamo valutare con precisione
questo cambiamento. Dove questo fu radicale, ci furono disordini fuori dalle panetterie e la folla
impose il prezzo del pane. Ma il fornaio era l'unico tra coloro che si occupavano dei beni di prima
necessit in diretto contatto quotidiano con il consumatore ed era pi protetto grazie all'apparato
paternalistico. Il Tribunale del pane limitava in modo pubblico le sue possibilit legali di profitto,
proteggendolo dalla rabbia popolare. La funzione psicologica del Tribunale era rilevante. Il fornaio
poteva aumentare il suo profitto solo sofisticando il prodotto o ingannando su pesi e misure. Molte
municipalit fecero mostra di esercitare una sorveglianza su di essi e punire i trasgressori.
I fornai talvolta si giustificavano dicendo che non potevano ridurre i prezzi e dirottavano la folla sul
mulino o sul mercato.
Conclusione: Abbiamo a che fare con un modello di azione complesso, che non pu essere ridotto a
uno scontro faccia a faccia tra popolo e singoli mugnai, commercianti o fornai.

V. Forma e caratteristiche comuni dei tumulti alimentari


Il termine riot uno strumento di analisi inadeguato anche per le azioni popolari. Per individuare
le forme dell'azione diretta dobbiamo prendere in esame le sollevazioni popolari (1740, 1756,

1766, 1795, 1800), in cui predominano minatori di carbone e di stagno, tessitori e calzettai.
Organizzazione
Modello di comportamento dalle origini remote, che nel '700 diventa pi complesso e si ripete in
parti diverse del paese. L'elemento centrale la volont di imporre i prezzi.
Questo modello riproduce le misure di emergenza per i periodi di carestia (codificate nel Book of
Orders), attuate da Elisabetta e nel regno di Carlo I (1730). Il Book of Orders dava ai magistrati la
potest di ispezionare le riserve di frumento; ordinare quanto grano mandare al mercato; applicare
la legislazione sulla compra-vendita, sulle licenze e sull'incetta. Il grano doveva essere veduto solo
al mercato aperto. Non affidavano ai magistrati il compito di imporre i prezzi, ma prescrivevano di
sorvegliare il mercato. Questa legislazione era caduta in disuso con le guerre civili, ma rimase nella
memoria popolare molto a lungo ed sicuramente collegata alle azioni dei lavoratori tessili
dell'Ovest nel '700.
Gli Orders erano in parte una risposta alle pressioni esercitate dai poveri. I modelli di azione diretta
si trovano sporadicamente, ma si diffusero solo nel 18s.
Tratti caratteristici
Movimento della folla verso l'esterno, i mulini, alle fattorie (per esaminare le provviste e ordinare
gli agricoltori di vendere il grano al mercato a un certo prezzo). Seguiva un giro di visite alle grandi
famiglie per ottenere contributi. Ci che colpisce di queste azioni la loro compostezza. Il consenso
popolare indubbio. Era radicata la convinzione che nei periodi di carestia i prezzi dovessero essere
regolati e che lo speculatore si mettesse fuori dalla soc da solo. Talvolta le guardie e le truppe
regolari sorvegliavano le vendite politiche. Nel caso in cui le merci fossero prese senza pagare o
fossero commessi atti di violenza, c'erano circostanze aggravanti da tenere in conto; molto spesso si
presenta il movente della punizione o della vendetta. Quando venivano assaliti i mulini e
danneggiati i macchinari si trattava spesso di un gesto punitivo o del seguito di un avvertimento.
Uomini e donne assalivano mulini e granai non per rubare il cibo, ma per punire i proprietari: i
tumulti alimentari non sono atti istintivi e selvaggi, come venivano invece visti dalle autorit.

VI. Composizione dei tumulti alimentari


Spesso erano le donne a dare il via ai tumulti. In molti casi succede la stessa cosa: le donne
colpiscono un commerciante impopolare o combinano la collera con la consapevolezza di una
qualche maggiore impunit rispetto agli uomini dalle rappresaglie contro l'autorit. Le donne erano
le pi coinvolte nella contrattazione individuale al mercato, attente ai prezzi e abili a scoprire gli
inganni. Le donne facevano pi spesso precipitare le agitazioni spontanee. Altre azioni erano
preparate in modo accurato, con manifesti alle porte delle chiese o delle taverne o avvisi scritti.
Le azioni spontanee, su piccola scala, potevano svilupparsi in un'atmosfera rituale di urla e
imprecazioni alla porta delle botteghe; oppure potevano nascere dall'intercettazione di un carro di
grano in un centro abitato; oppure da un semplice assembramento. Queste situazioni potevano
trasformarsi in occasione di contrattazione: se il commerciante non accettava il prezzo metteva a
rischio l'intera partita. I commercianti, che dovevano mantenere la clientela sia nelle annate buone
che nelle carestie, cedevano al primo segno di agitazione della folla.
Il punto decisivo era la formazione del nucleo traente. Il ruolo determinante dei minatori di
carbone si spiega anche con la loro forza numerica e con la disciplina propria della loro attivit. La
composizione occupazionale della folla non d sorprese: i mestieri tipici dei ceti inferiori erano
ben rappresentati. Tessitori, sarti, domestici, calzolai, muratori, falegnami, braccianti. C' il sospetto
che i braccianti ecc fossero istigati da proprietari e artigiani, che non volevano agire direttamente.
Diversamente dalla Fr, si nota un'inerzia nei braccianti inglesi. Bankers: addetti alla pulizia dei
canali e alla manutenzione degli argini, correvano meno il rischio di essere identificati e puniti
perch stranieri.
Non si pu comunque dire che i tumulti alimentari richiedessero un alto grado di organizzazione.
Esigevano il consenso e l'appoggio della comunit e un modello di azione trasmesso

ereditariamente con i suoi propri obiettivi e le sue regole. La persistenza di questa forma di azione
pone un interrogativo: quale successo poteva avere?

VII. Effetti e funzione dei tumulti alimentari


Nel breve periodo i tumulti e la politica di imposizione dei prezzi furono perdenti: spaventavano gli
agricoltori e impedivano la circolazione del grano nella nazione, favorendo la penuria. In alcuni casi
al tumulto segu un abbassamento dei prezzi, ma si trovano anche esempi contrari: nessuno di questi
casi rivela l'effetto dell'aspettativa del tumulto sulla situazione complessiva del mercato. I benefici
che derivano dalla minaccia sono maggiori dei benefici dell'atto stesso. Se il mercato era la scena
del conflitto di classe, la minaccia di rivolta influiva sull'intera situazione di mercato non solo nelle
annate di carestia, ma anche in quelle di minor raccolto e non solo nelle zone note per la loro
predisposizione a ribellarsi, ma anche in quelle in cui c'era una tradizione di pace.
Le autorit delle zone ribelli mostravano spesso grande abilit nel gestire il disordine, ma il tumulto
era comunque una calamit che sconvolgeva le relazioni sociali all'interno della comunit. Il
problema dell'ordine pubblico non era semplice: inadeguatezza delle forze di polizia civile +
riluttanza a far intervenire l'esercito. I magistrati locali raramente autorizzavano le armi da fuoco,
perch dovevano continuare a vivere nella zona. Le truppe acquartierate diventavano impopolari
molto presto (le richieste di intervento sono seguite molto spesso da istanze di sgombero). Se il
tumulto era una calamit, quello che seguiva poteva esserlo ancora di pi: le autorit cercavano
quindi di prevenire queste situazioni o troncarle sul nascere con ammonimenti e concessioni. Erano
frequenti trattative pi o meno forzate. Le trattative alle prime battute assicuravano delle
concessioni alla folla. I magistrati e i proprietari terrieri si forzavano anche di prevenire la rivolta,
venendo incontro alle richieste della folla. I proprietari terrieri esercitavano pressioni sui loro
fittavoli in previsione dei tumulti; in questo modo il frumento veniva portato al mercato, l'aumento
dei prezzi era contenuto e si scoraggiava l'accaparramento. Un'avvisaglia di rivolta funzionava
come avvertimento ai ricchi di rimettere in sesto beneficenza e sussidio parrocchiale.
Es 1795, misure estese: sottoscrizioni dirette per ridurre il prezzo del pane, sussidi, prezzi speciali
praticati ai poveri. In certe occasioni gli effetti furono curiosi: le sottoscrizioni potevano provocare
tumulti nelle zone limitrofe per una sensazione di disuguaglianza. Le sottoscrizioni avevano spesso
l'effetto di alzare il prezzo del pane per tutti coloro che non usufruivano del loro beneficio.
importante considerare il contesto socio-economico generale in cui opera il mercato e la logica
della pressione popolare. All'interno di questo contesto si pu comprendere la funzione dei tumulti:
esso poteva ance avere conseguenze controproducenti sul breve periodo, ma si trattava di una
calamit sociale da evitare a ogni costo. Si arrivava spesso a qualche compromesso tra un prezzo
economico del mercato e un prezzo morale imposto dalla folla, grazie all'intervento di
paternalisti o mediante l'autocontrollo di agricoltori e commercianti o con beneficenze e sussidi per
una parte della popolazione.

VIII. Evoluzione dei tumulti alimentari a fine secolo


Questo modello di protesta sociale deriva dalla concezione popolare dell'economia morale e del
bene comune nei periodi di carestia. Questa concezione non va considerata come intenzioni
politiche esplicite e articolate; si tratta di espressioni di ribellione, dirette a spaventare i ricchi con la
teatralit: minacce di tono genericamente livellatore, imprecazioni contro i ricchi. Questa retorica
contrasta fortemente con l'immagine di un'Ing georgiana caratterizzata da deferenza e solidariet
sociale.
1795, 1800-01: autentico filone di motivazioni politiche, nelle lettere si trova un accenno al
giacobinismo. Questi anni di crisi delle guerre devono essere considerati a parte: si tratta di anni di
fine di una tradizione ed emergenza di un'altra. La forma alternativa di pressione economica (sui
salari) sta diventando vigorosa e il linguaggio sovversivo non pi solo retorica (organizz sindacale

clandestina...). Nel 1812 ai tumulti tradizionali si aggiunge il luddismo. Nel 1816 in Anglia i tumulti
alimentari si sposano con rivendicazioni di un salario minimo garantito.
L'antica forma di azione dur fino agli anni '40 dell'800, soprattutto nel Sud-Ovest, ma si trasform
gradualmente in altre forme d'azione. Il crollo dei prezzi del frumento dopo le guerre facilit questo
passaggio.
Questi anni presentano una sit storica differente anche perch le forme d'azione esaminate erano
legate a un particolare nesso di relazioni sociali che viene sconvolto nel corso delle guerre:
- l'antigiacobinismo della piccola nobilt di campagna porta una nuova paura di ogni forma di
iniziativa popolare. La paura dell'invasione diede origine al corpo di Volunteer strumento
repressivo per fronteggiare la folla.
- questa repressione era giustificata agli occhi delle autorit centrali e di molte autorit locali dal
trionfo della nuova ideologia dell'economia politica.
Il duca di Portland, ministro degli Interni, si diede da fare per applicare concretamente una politica
repressiva contro queste manifestazioni. Impose l'intervento dell'esercito e dei Volunteer, anche
quando le autorit locali non lo richiedevano, e scoraggi le sottoscrizioni per il grano, in quanto
avrebbero esaurito le scorte. I tentativi di convincere gli agricoltori ad abbassare i prezzi erano un
affronto all'economia politica. Essa distruggeva la solidariet tra governanti e poveri in tempi di
carestia, prescrivendo la solidariet tra i governanti e l'investimento di capitali.

IX. Conclusioni
difficile ricostruire i presupposti morali di un contesto sociale storicamente diverso: tendiamo ad
accorciare le grandi transizioni. La morte della vecchia economia morale dei sussidi, come la fine
delle interferenze paternalistiche nell'industria e nel commercio, andarono per le lunghe. Il
consumatore difese la sua antica concezione del giusto, articolate con chiarezza e con
l'autorizzazione della chiesa.
Con l'avanzare del secolo, gli antichi insegnamento morali divennero patrimonio esclusivo della
piccola nobilt agraria e delle plebi ribelli. Esisteva uno stato di miseria riconosciuto dalla gentry. In
questa situazione, un aumento dei prezzi significava fame e malattia. La carestia era accompagnata
da malori e scene pietose.
Se il mercato era il luogo in cui i lavoratori sentivano pi spesso di essere esposti allo sfruttamento,
era anche quello in cui potevano darsi pi facilmente un organizzazione. Nella soc industriale esso
ha assunto carattere impersonale, ma nel 700 esso costituiva un nesso sia economico che sociale, in
cui il popolo era numeroso e forte. I conflitti di mercato in una soc preindustriale sono pi
universali di qualsiasi esperienza nazionale; in Ing poi la sopravvivenza di immagini pagane aveva
risonanza profonda. La carestia era un trauma psicologico, facilmente si trasformava in furore se
accompagnata da disuguaglianza e manipolazioni.
L'affermarsi della nuova economia politica di mercato segn il tramonto della vecchia economia
morale della sussistenza. Dopo le guerre era rimasta solo la beneficenza. Ci volle pi tempo perch
morisse anche l'economia morale del popolo, che sopravvisse in varie forme. Un sintomo del suo
decesso che abbiamo accettato a lungo un quadro riduttivo economicistico dei tumulti
alimentari, interpretati come risposte irrazionali alla fame, frutto esso stesso dell'economia politica,
che ridusse gli scambi umani al rapporto salariale.

Rough music: lo charivari inglese


I. Rough music
Forme rituali di ostilit nei confronti degli individui che hanno infranto determinate regole della
comunit.
Francese: charivari; italiano: scampanate; tedesco: varie parole, tra cui katzenmusic.
Questo saggio si basa sulle forme inglesi e gallesi. Il problema dello charivari ne suscita altri legati
alle regole comunitarie e a tutte le forme di legge non-scritta.

II. Forme di rough music


All'interno delle Isole Britanniche esistono forme diverse. Alla base di tutti i rituali si trovano
manifestazioni umane fondamentali: grida, risa, mimiche. Il tutto accompagnato dal frastuono di
strumenti quotidiani. Il rumore parte di una manifestazione di ostilit ritualizzata.
Questa categoria di forme rituali comune a tutta l'Eu e ha un'origine antica. In Ing copre una
gamma che va dal motteggio al sarcasmo; all'estremit opposta, la caccia al cervo del Devon era
psicologicamente brutale (un giovane mascherato funge da sostituto della vittima e viene cacciato
fino alla casa della vittima, dove avveniva la sua esecuzione).
La maggior parte delle forme possono essere classificate in 4 gruppi, che talvolta si mescolano:
a) ceffyl pren (cavallo di legno in gallese), associato ai Rebecca riots nel Galles.
b) riding the stang, Scozia e Nord Ing
c) skimmington, sfilata, nell'Ovest e nel Su
d) rough music, senza processione, accompagnata spesso dal rogo delle effigi e diffusa un po'
ovunque.
Riding the stang
Il trasgressore o un suo sostituto viene portato lungo un pancone seguito da una fanfara; alla fine
viene gettato in un fossato o una buca. Talvolta una scala e un asino sostituiscono lo stang, o
un'immagine su un carretto. La cerimonia veniva ripetuta in diverse parrocchie per diverse sere.
Skimmington
Si distingue dallo riding the stang per:
- carattere elaborato del rituale
- frequenza con la quale la vittima era la donna, opposta ai valori della societ patriarcale.
Gli uomini dello skimmington erano armati, suonavano molti strumenti, prendevano a pietrate porta
e finiestre della vittima finch la sposa non era tirata fuori dalla stanza, picchiata e deposta sulla
cucking-stool destinata alle mogli infedeli. Se si trattava di una donna autoritaria, ci potevano
essere due comparse su un carretto che si picchiavano con utensili da cucina. Se il pretesto era
l'infedelt, qualche indumento femminile veniva brandito dal corteo.
Gli studiosi di folclore del XIX sec che riportano questi rituali erano pi interessati alle forme che
alle circostanze scatenanti. Osservazioni sulle forme:
1. le forme sono drammatiche. Si adattano immediatamente alla funzione di denuncia
pubblica. Generalmente processionali o anti-processionali (caricatura del cerimoniale
processionale dell'esercito ecc). Si pu supporre un rapporto tra le forme satiriche e le forme
cerimoniali delle societ nelle quali esse si manifestano, es nell'Ing protestante il rituale
processionale caduto in oblio; allo stesso modo declinato l'elemento satirico antiprocessionale.
2. Le forme sono flessibili. Certe forme possono essere utilizzate nella stessa regione per
esprimere una beffa o manifestare antagonismo. L'ostilit comunque canalizzata
dall'eredit nei vincoli imposti dal rituale. Il rito esprime un motivo di conflitto all'interno

della comunit e allo stesso tempo ne inserisce la manifestazione nelle forme della
legittimit popolare.
3. Il vero significato del rito sta nella pubblicit che viene data al misfatto. La denuncia pone
il rito come giudizio della comunit e non solo come diverbio fortuito tra vicini. Lo charivari
una proclamazione pubblica di cio che era privato per colpire la vittima.
4. Lo charivari lascia sulla vittima un segno durevole. Lo scopo era proprio quello di scacciare
la vittima dal vicinato. In alcuni casi l'umiliazione poteva portare alla morte o al suicidio.
Nella maggior parte dei casi ci non accadeva, ma coloro che contravvenivano alle regole
sessuali erano soggetti a un trattamento particolarmente ostile.
Quali che fossero le regole morali contravvenute, le vittime erano escluse dalla comunit
che adottava queste regole e quindi dalla sua protezione; parallelamente, grazie al processo
di esclusione, la comunit fissava i limiti del comportamento permesso. La coerenza di
valori della comunit implicava un capro espiatorio.
5. Testimonianze suggeriscono che rendesse esecutiva una sentenza frutto di deliberazioni
segrete all'interno della comunit locale. Lo charivari esprimeva in maniera informale
l'appoggio della comunit: tutti partecipavano e mettevano a disposizione le loro risorse.
Il carattere principale dello charivari riesce solo se la vittima sufficientemente inserita nella
comunit da essere vulnerabile al disprezzo di essa e soffrirne; solo se la musica esprime l'opinione
della comunit o almeno di una frazione abbastanza importante da imporsi come opinione
dominante.

III. Forma e funzione negli studi folcloristici del XIX sec


Lo charivari scomparso dalla nostra storia. Le ricerche inglesi sul folclore, vivaci nel XIXsec, si
sono ridotte nel XXsec (trauma di ritorno da Frazer?).
Il materiale raccolto dagli studiosi di folclore deve essere utilizzato con precauzione: chi esaminava
i riti popolari esaminava una cultura che gli rimaneva estranea e non aveva metodi rigorosi. I
folcloristi del XIX sec si interessavano pi alla forma e all'origine del rito piuttosto che alla sua
funzione aumenta il rischio nella comparazione dei riti, perch le forme non sono inserite nel
loro contesto e il loro significato soc non pu essere determinato.
La posizione evoluzionistica del XIX sec ha costituito un freno allo studio della funzione. Ma anche
la concezione strutturalista, che vede nelle somiglianze di costumi di soc differenti elementi per una
tipologia ideale del funzionamento soc, implica una stasi. Lo storico pu dimostrare che certe
forme e riti non presentano un'unica tipologia funzionale o strutturale: se la forma rimane costante o
in evoluzione, la funzione non pu esserle debitrice di molto. Prendere in esame una soc primitiva,
che associa forma e funzione in modo leggibile, come punto di partenza a cui seguono elaborazioni,
significa trascurare l'importanza della discontinuit e delle progressioni/regress. nel processo soc.

IV. Esame della funzione dello charivari


I commenti dei testimoni sono succinti e contraddittori. Le definizioni pi utili sono quelle meno
precise: es. Roberts classifica varie occasioni di skimmington: 1) litigio tra uomo e donne in cui
l'uomo cede 2) tradimento della moglie subito dal marito 3) comportamenti licenziosi degli sposi.
Brockett: il rito esprime la riprovazione pubblica di certi atti scandalosi.
E' utile (e arbitrario) dividere le occasioni in domestiche e pubbliche.
Gruppo domestico
1. attentati allo schema patriarcale dei ruoli coniugali. Anche se la donna la sola colpevole,
anche il marito esposto al disprezzo pubblico perch non ha fatto rispettare la sua autorit patriarc.
2. vedove che si vogliono risposare e, con meno frequenza, contro vedovi; contro i matrimoni
considerati male assortiti o basati sull'avarizia.

3. deviazioni sessuali, spesso adulterio di una persona sposata; seduttore di ragazze; omosessualit
e comportamenti considerati perversi.
4. maltrattamenti del marito verso la moglie e crudelt nei confronti dei bambini.
Possibili interpretazioni delle funzioni:
Van Gennep in Francia il pretesto principale sarebbero le seconde nozze di vedovi; ma anche
avarizia, violenza, stranieri che non rispettano le norme locali, pretesti di carattere sessuale vari.
Lvi-Strauss sulla base di ricerche di Fortier-Beaulieu, il pretesto principale sarebbero le seconde
nozze, con differenze di et o di ricchezza, o fra persone anziane. Trascurando molte altre occasioni,
presenta lo charivari come segnale di rottura nella continuit ideale della catena degli
imparentamenti matrimoniali.
Natalie Davis Fr sec XVI, risposarsi era un bersaglio originario del rito; altri casi 1 e 2.
Le testimonianze letterarie suggeriscono differenze e similitudini: es il ruolo quasi istituzionalizzato
dei giovani notato dalla Davis non viene osservato in Ing. Lo charivari inglese potrebbe essere stato
pi vendicativo di quello francese. Skimmingtons sec XVIII-XIX: matrimoni male assortiti, mogli
che picchiano il marito, altri crimini sessuali. Si nota una variazione nelle cause con il rapido
aumento degli charivari contro i mariti che picchiano le mogli nel XIX sec.
Gli esempi mostrano che il contesto pi denso e complesso di quanto un'analisi superficiale
potrebbe fare pensare. L'occasione di una moglie picchiata dal marito una spiegazione sommaria:
in ogni comunit la storia coniugale di una coppia sconosciuta ai vicini, gli incidenti domestici si
iscrivono in un contesto di tensioni e interdipendenze. Un episodio coniugale pu provocare la
reazione tradizionale in alcuni, essere usato come pretesto per altri.
Un episodio isolato ma la cui storia ben conosciuta pu essere motivo scatenante.
Elemento di una comunit locale che fa blocco contro lo straniero.

Commenti:
a. gli adolescenti e i ragazzi hanno un ruolo attivo nello charivari, ma nessun documento ci
permette di concludere che nell'Ing di 18-19 sec l'iniziazione allo charivari abbia fatto parte della
cultura o istituz degli adolescenti.
b. l'insieme delle testimonianze porta a opporsi alla definizione di una funzione unica.
Davis: accento sul numero limitato di giovani disponibili per il matrimonio.
Lvi-Strauss presenta questa tesi in modo ideale. Il matrimonio costituisce una discontinuit di
rapporti nel contesto di una nuova affermazione della continuit. Gli charivari sarebbero una
denuncia della sottrazione di un* giovane alla comunit da parte di un* vedov* che l* sposa; lo
scopo sarebbe di esercitare rappresaglie contro coloro che sposano un giovane o una giovane che
non erano virtualmente destinati a loro. Nella rottura esercitata da un normale matrimonio, la
nascita di un figlio l'elemento mediatore.
L.S. Parte da un'analisi dei dati antropologici e approda a una forma ideale per mezzo di un
formalismo logico o metaforico.
Obiezioni:
1) ob empirica. Anche senza tener conto dei casi pubblici di charivari, nemmeno i casi domestici
possono essere inglobati in un'analisi unidimensionale di questo tipo: si tratta di casi che
costituiscono un attentato al sistema dei valori della comunit e aprono una falla in un ordine
morale sociologico, ma non costituiscono la disgiunzione dell'ordine matrimoniale. In pi in Ing la
funzione dello charivari si modific nel XIXsec (sanzionare i mariti che picchiano le mogli).
2) ob al metodo. Il metodo allontana da un'analisi globale riservando alle strutture mentali il
primato sui fenomeni morali, mentali e sociologici effettivi. Il significato dello charivari viene
affermato come codice metaforico, trascurando i significati che i partecipanti attribuivano
coscientemente ai loro atti.
L'importanza dello charivari non pu consistere in una sola funzione (o gruppo di funzioni), ma nel
fatto che essi costituiscono un rivelatore sensibile dei mutamenti nella definizione dei ruoli sessuali
o matrimoniali. Costituiscono la prova dei mezzi con i quali le relazioni private sono condizionate

dalle norme e dai ruoli imposti dalla societ. Quindi non ci chiediamo quale sia la funzione dello
charivari, ma perch queste funzioni cambino e quali mutamenti nel sistema di valori sociali diano
origine a questi cambiamenti.
Lo spostamento verso il marito che picchia la moglie un indizio di mutamenti profondi nella
definizione dei ruoli coniugali; questo implica un allontanamento dallo schema patriarcale, che
corrisponde alla scomparsa dello skimmington.
Bisogna per confrontare quest'analisi con altri dati. Il prevalere degli skimmington nella Fr dec
XVI-XVII indica la solidit dei valori della dominazione patriarcale o la battaglia difensiva di un
sistema minacciato?
L'Ing del sec XVIII si configura come una societ patriarcale, ma in stato di decomposizione
avanzata: n le chiese cattoliche n quelle anglicane riescono a esercitare un'autorit costrittiva; la
castit resta un tema morale ma non cos fondamentale; un figlio illegittimo non provoca
ostracismo familiare o sociale; la vendetta scomparsa.
Lo sviluppo di charivari contro i mariti brutali pu essere un indizio della nuova direzione della soc,
ma le indicazioni sulla condizione delle donne dal momento del loro ingresso nella riv ind sono
molto contraddittorie. Esso pu essere espressione di galanteria patriarcale e non contenere nessuna
incitazione all'autodeterminazione femminile. L'indicazione dello charivari rimane priva di
significato se non viene messa in rapporto con altre indicazioni. Maggior rispetto o maggior
bisogno di protezione?
c. nel caso in cui adulterio e infrazioni sessuali sono censurati, abbiamo bisogno di maggiori
dati empirici. Il rito chiarisce che i lavoratori dell'epoca non vivevano nella promiscuit, la soc
manteneva obblighi formali e norme di comportamento sessuale. Esse non vanno per considerate
assolute. Ogni charivari appoggiava su una storia gi nota, in cui dei particolari aggravanti era il
fattore scatenante. Non era l'adulterio di per s ma il modo, per es. l'impudenza. Sarebbe utile
quindi rintracciare una storia interna a ogni charivari e descriverne gli incidenti particolari.

V. Casi di charivari provocati da avvenimenti pubblici


Gruppo pubblico
Luoghi e momenti diversi con differenti scopi. Es furto che danneggia i vicini; sottolineare la
disapprovazione per la decisione di un magistrato; contro personalit ufficiali impopolari.
L'uso dello charivari si adatt spesso ai conflitti industriali: furono di uso corrente fino a inizio sec
XIX, ma sembra esserci un solo caso in cui queste forme rituali siano state legate a un avvenimento
importante.
Caso del Galles, inizio XIX sec, il ceffyl pren usualmente impiegato contro colpe domestiche fu
utilizzato sempre pi spesso contro le colpe pubbliche nel caso di ingiustizie agrarie ecc.,
soprattutto durante le rivolte contro i pedaggi stradali = Rebecca riots. Anni '30 e '40: instaurazione
della legge di Rebecca (mitico capo dei ribelli agrari). Per un breve periodo un regime di giustizia
popolare si fece portavoce delle rivendicazioni popolari.

VI. Analisi del gruppo pubblico e conclusioni


Lo charivari pubblico pone pochi problemi di analisi. In quello industriale chiaro quale colpa sia
stata commessa e perch sia stata applicata la legge popolare, ma perch esso si manifesta solo in
certe regioni e in determinati mestieri? Che caratteristiche ha la soc in cui appare?
Solo risultati negativi: i primi movimenti operai organizzati in Ing non si appropriarono di questo
genere di rituale, pi il movimento organizzato e politicamente cosciente, meno manifesta
violenza popolare tradizionale. Il rogo delle effigi un'eccezione. La causa potrebbe essere che i
riformatori sentivano nelle forme una tendenza a favorire lo stato d'animo tradizionale del popolo;
le forme erano utilizzate infatti dai tradizionalisti contro i riformatori.

Conclusione
Lo charivari funzionalmente e tipologicamente una forma pi o meno neutra: pu servire in
contesti diversi a scopi diversi o opposti.
Le forme appartengono a uno stadio di sviluppo soc che precede la razionalizzazione; laddove il
rituale sopravvissuto alla trasformazione dei lumi industriali, rivela il suo carattere conservatore
sul piano sociale.
difficile caratterizzare la comunit in cui lo charivari si mantiene a lungo. Lo charivari si
mantiene in un contesto urbano e industriale ancora a lungo; appartiene forse alle zone pi antiche
della citt. Pu esserci forse un legame tra continuit del dialetto e dello charivari (che indica anche
il grado di sopravvivenza della coscienza tradizionale). Il rituale era socialmente conservatore nella
misura in cui difendeva il costume, riposava su un consenso preesistente e faceva appello ai
pregiudizi.
Alienazione dalla legge: non sono pi coloro che dirigono la comunit ad assumersi il suo
funzionamento, ma essa viene delegata, spesso contro di loro. Lo charivari fa parte di un genere di
vita in cui la legge non ancora totalmente alienata, una parte di essa appartiene alla comunit, che
deve esercitarla. Per il fatto che essa appartiene alla comunit non diventa pi tollerante, lo solo
nella misura in cui lo permettono i pregiudizi e il sistema di valori del popolo.

Il delitto di anonimato
I. Le lettere anonime del XVIII sec
La lettera anonima di minacce una forma di protesta sociale caratteristica di ogni societ con
alfabetismo, forme di difesa collettiva organizzata deboli, individui identificati destinati a diventare
vittime. Strumento di espressione di rimostranze o estorsione; non c' una linea netta di
demarcazione. Chi l'oggetto di queste lettere soggetto a paura, angosce, sospetti e talvolta
paranoia.
Lo studio si fonda su testimonianze del XVIII sec. Natura e limiti delle fonti: London Gazette:
Published by Authority, gazzetta ufficiale inglese, pubblicazione delle pi alte autorit, su cui
comparivano proclami reali, note ministeriali... Le lettere minatorie erano pubblicate per ottenere
informazioni sul colpevole e promettere una ricompensa. La LG era utilizzata solo quando si offriva
un'assoluzione ufficiale in cambio di informazioni (autorizzata dal Primo Ministro). Il cittadino
doveva procurarsi la taglia e le lettere venivano pubblicate per intero.
Non c' una distinzione netta tra proteste sociali e altre (50 lettere di singoli vs. 235 lettere
sociali). L'omicidio la minaccia pi comune nelle lettere di tipo privato, mentre l'incendio doloso
quella pi comune per le lettere sociali. I destinatari sono in maggioranza nobilt e piccola nobilt
di campagna, padroni di manifatturiere e commercianti, persone che detengono cariche, sindaci,
magistrati...

II. Impressioni sulle lettere anonime


- Il num di lettere pubblicate sulla LG non d un indice fedele del num di lettere in generale, ma
indica solo il num di volte in cui una lettera era considerata abbastanza seriamente da meritare
l'offerta uff di grazia:
a) se il destinatario era coinvolto con il governo
b) se venivano esibite testimonianze che il pericolo era concreto
c) se la natura eversiva del documento era allarmante.
- Le disposizioni dei diversi Primi Ministri aggiungono incertezza: solo una minoranza di
destinatari utilizzava questo metodo per tenere la situazione sotto controllo (comportava spese e
ritardi).
- Dubbi sull'efficacia del sistema settecentesco di concessioni uff di grazia contro delitti che
potevano essere messi in atto in incognito e senza complici.
es. tra 1795 e 1805 furono pubblicate solo 6 lettere di protesta soc, mentre se ne conservano molte
di pi tra i doc del min degli Interni. Il Gov non voleva dare pubblicit ai sentimenti eversivi.
1800: disordini e incendi dolosi diffusi dimostrarono che non era possibile fare affidamento sul
buon senso + le minacce erano molto comuni 35 lett pubblicate. Il suggerimento del duca di
Portland era di vigilare e se c'era buona probabilit di successo pubblicare.
=> le cifre offrono solo un'indicazione frammentaria riguardo all'ampiezza del fenomeno:
- selezione della LG (gran parte era archiviata senza essere pubblicata)
- selezione dei destinatari (molte furono tenute segrete dai destinatario, o non le consideravano o
soddisfacevano le richieste)

III. Le lettere anonime


Il ricatto privato un crimine epidemico che prospera con la pubblicit. La prima occasione fu forse
nel 1730 a Bristol: richiesta di piccole somme e minaccia di incendi dolosi ripetuta per qualche
mese con lettere in officine e abitazioni. Il caso di George Packer (gli fu incendiata la casa) e un

proclama a novembre che offriva la grazia e una somma considerevole in cambio di informazioni (i
colpevoli erano condannati a morte secondo il Black Act del 1723) diedero ulteriore pubblicit.
I contemporanei ritenevano che fosse un nuovo crimine, ma poco attendibile. L'esempio dato dalle
esecuzioni ridusse l'epidemia.
Si trattava di un'aggressione facile da intraprendere ma difficile da portare a termine con successo
(come ottenere il denaro senza farsi scoprire?).
1) se era in possesso di informazioni riguardo a trascorsi delittuosi della vittima o dannose in
generale.
2) se faceva parte di un racket di protezione.
3) se la vittima era costretta a cedere impaurita dalle violenza delle minacce spiega l'estrema
violenza delle espressioni.
Violenza delle espressioni; rapporto di conoscenza personale tra vittima e autore. Bisogna tenere
presente la prigione per i debitori e il rifiuto di pagare i fornitori da parte di molta nobilt di
campagna. Si pu conoscere poco riguardo alle lettere, tranne nei casi di processo.
Si ha talvolta l'impressione di un racket di protezione o esazione forzata da parte di un gruppo. Le
fasi d'incriminazione spesso lasciavano spazi aperti a influenze. Dato che la maggior parte dei
processi erano messi in moto da privati, era qua che gli amici dell'accusato potevano esercitare
pressioni con questo tipo di lettere.
Ci sono molti esempi di accusatori sia pubblici che privati eccessivamente zelanti che ricevevano
avvertimenti. Se l'accusato era condannato, venivano minacciati il querelante o le autorit.
probabile che l'effetto di queste minacce sia stato solo quello di mettere in una situazione peggiore il
condannato: la facolt di concedere la grazia era sostenuta da una complessa ideologia, esso era
concesso solo a chi mostrava la dovuta deferenza. Per questo le minacce sono poco frequenti in
queste fasi, ma una volta finito il processo potevano riprendere.
Anche i ricattatori di piccolo calibro cercavano di presentarsi come parte di una banda e quelli che
sostenevano rimostranze pi generali si presentavano come parte di una lega o un gruppo forte.
Nel caso di contrabbando, tumulti alimentari o associazioni a delinquere le minacce avevano una
certa presa. (esempi di uomini liberati dopo i tumulti/ di lettere pubblicate sulla LG). Le inserzioni
venivano pubblicate anche sulla stampa locale e spesso in aggiunta venivano fatte circolare come
volantini e manifesti. Le inserzioni sulla LG erano spesso vissute come strumento di pubblicit
dagli autori, che mettevano una particolare cura nei messaggi. Le inserzioni sulla LG trovavano
attenti lettori tra le masse, alcuni singoli vedevano in esse uno strumento per esprimere proteste e
richieste. Non si pu quindi dimostrare che queste pressioni avessero un'efficacia, ma le
intimidazioni contro corti e autorit probabilmente fallivano nei loro intenti.
Lettere di questo tipo offrono un contrappunto inutile a reali scambi di influenza e interessi che
avvenivano all'interno dell'aristocrazia. solo in specifici ambiti di conflitto che tali lettere
acquistano importanza; possono apparire intrinseche a forme di organizzazione proto-democratiche,
caratteristiche delle delle relazioni econ e soc del 700.

IV. Contenuto delle lettere anonime


In una soc basata su paternalismo e deferenza, l'anonimato era desiderabile non solo dai poveri, ma
anche da possidenti e professionisti. Tra i documenti dell'amministrazione delle famiglie
aristocratiche ci sono lettere di ossequi, mentre tra i documenti dell'amministrazione dello Stato ci
sono lettere di minacce. Nel 18s buona parte della posta per gli uffici del Primo ministro fu
anonima. Spesso seguiva un rituale complicato per ottenere protezione nel caso di abbandono
dell'anonimato.
Se questo comportamento era frequente presso le classi elevate, l'anonimato era essenziale in ogni
forma di protesta sociale e operaia. La protezione che la comunit poteva offrire al ribelle era
inadeguata e insufficiente. Per tutto il 18s e parte del 19s la sola forma di protesta la lettera
anonima.

Le lettere si dividono in due gruppi:


- indirizzate ai ricchi, alle autorit, ai datori di lavoro.
- indirizzate ai compagni di lavoro e al popolo
Fino agli anni '90 il primo gruppo pi consistente. Dal '90 aumentano le lettere del secondo tipo,
ma le lettere cominciano a essere meno frequenti di volantini o manifesti.
I messaggi del primo tipo possono essere divisi in due gruppi:
- rivolti alla classe benestante o alla piccola nobilt della zona
- indirizzati ai singoli
La maggior parte adotta verso i destinatari atteggiamenti e tono simili, caratterizzati dall'uso del
noi. Non si tratta di rimostranze individuali, ma piuttosto dell'espressione di un senso di
ingiustizia generale.
Tre contesti specifici:
- lettere connesse a conflitti nelle fabbriche
- lettere originate nell'ambiente agrario
- lettere e messaggi connessi a disordini per carovita o tumulti alimentari, tra 1785-1800
sedizioni giacobine.
1) Lettere connesse a conflitti nelle fabbriche
La maggior parte appartiene al primo sindacalismo illegale. La distruzione degli utensili e del
materiale da lavoro dei crumiri e dei padroni, intimidazione degli oppositori. La distruzione di
macchinari e gli incendi dolosi nelle manifatture erano quasi sempre accompagnati da lettere es.
lettere anni 80-90 dall'industria cotoniera del Lancashire; 1799-1803 cimatori e tessitori dell'ovest.
2) Lettere provenienti dall'ambiente rurale o dalle piccole citt sedi di mercato
Nacquero presto e continuarono a lungo. Gli esempi settecenteschi sono complessi perch fanno
riferimento a questioni di diritto comune, di recinzioni, di spigolatura, consuetudini locali. Alcune
contengono difese sviluppate delle rivendicazioni dei poveri. Es lettera dei Confederati di Cheshunt
(1799) e dei Gentiluomini di Ashill (1816). Una decina di lettere della LG riguardano recinzioni e
diritti acquisiti. La resistenza continua e su larga scala alle recinzioni era accompagnata da lettere.
Per ogni episodio di conflittualit diffusa nelle campagne o di tumulti alimentari in queste lettere
affioravano una quantit di rimostranze, sostenute da un sentimento egualitario. Es Rebecca, che
offre rivendicazioni per questioni sia generali, di diritti complessivi, sia particolari, come misfatti
attribuiti a singole persone.
Una caratteristica comune delle lettere di provenienza rurale inglesi, soprattutto dopo il 1790, la
minaccia di incendio doloso, spesso portata a effetto. Questa forma di protesta era percepita come
tremenda e indiscriminata; rimaneva comunque una delle poche forme possibili. Esso non era
indiscriminato e non comportava omicidi. Era diretto soprattuto contro il grano ammassato, covoni
e pagliai; poi rimesse, stalle e fienili. Il grano era una parte rilevante del capitale dell'agricoltore e lo
rendeva quindi vulnerabile.
3) Lettere connesse al prezzo delle derrate e alle pratiche commerciali
Una spiegazione funzionalistica pu essere proposta con pi sicurezza. 1800: oltre 30 lettere
sediziose pubblicate sulla LG, al termine di una tradizione consolidata, legate a estesi tumulti
alimentari. Molti messaggi erano pi che lettere volantini o avvisi, per minacciare i ricchi e
pubblicizzare tra le masse le rimostranze. Questa tradizione risale ai primi anni del 17s. In rapporto
ai tumulti alimentari, le lettere erano un segnale rivolto alle autorit per contenere i prezzi,
regolamentare i mercati, istituire sovvenzioni e promuovere la beneficenza. La lettera era compresa
da entrambe le parti come elemento di un codice ritualizzato di comportamento.
Le lettere vanno quindi interpretate all'interno di questo codice: le intenzioni erano serie, ma non
letterali. A differenza delle lettere di ambiente rurale, che spesso erano realizzate, queste lettere non
davano luogo a insurrezioni, incendi di massa o assassinii, ma ad azioni controllate di imposizione
dei prezzi o di rappresaglia contro mugnai e commercianti.
Dal 1795 le lettere elencano rimostranze specifiche contro persone identificabili, ma le minacce di
distruzioni e sedizioni diventano pi diffuse e indicano la presenza di una cultura clandestina e

giacobina. L'elemento sedizioso non si estinse pi, ma continu in ogni situazione in cui la
ribellione portava il pericolo di persecuzioni e vittime (es luddismo, rivolte contadine 1816-20). se
le lettere anonime e i volantini divennero meno frequenti in altri contesti dopo il 1830, dipese dal
fatto che furono soppiantati dalla stampa radicale o cartista.

V. Metodi di indagine e condanne per le lettere anonime


Scrivere una lettera anonima era un delitto da pena capitale e la pubblicazione sulla LG era indice
della seriet con cui era considerato. Questi messaggi erano definiti incendiari. Coloro che li
scrivevano e diffondevano rischiavano la vita.
Scrivere lettere di minacce poteva rientrare nella legge comune o ricadere sotto i termini della
diffamazione. Il reato fu esaminato per la prima volta con la legge contro i ricatti del 1723 (il
Black Act), ma i termini erano ambigui; la definizione venne estesa nel 1754, dopo alcuni tumulti
per il grano. Nel 1757 venne approvata un'altra legge contro ricattatori (coloro che minacciavano
una persona di accusarla di un crimine per estorcerle denaro), 7 anni di deportazione. 1823: la pena
capitale comminata in base alle precedenti tre leggi viene ridotta alla sentenza massima di
deportazione a vita.
Non ci sono dati riguardo agli arresti per il 18s, ma nel 19s ci furono pochi arresti e molte
assoluzioni. Aumento degli arresti sopo il 1828, in seguito alle rivolte dei campi. I singoli casi
sono portati alla luce dagli atti processuali delle Corti o dalla stampa. Il numero elevato di reati
commessi in proporzione agli arresti nasce dall'estrema difficolt di scoprire i responsabili (meno
nei casi di ricatto) e l'alto numero di assoluzioni fa pensare alla difficolt di portare prove del
misfatto. Nel 1830 mancavano ancora periti calligrafi. Le difficolt di assicurare il colpevole si
aggiungevano alla riluttanza a mandare a morte un uomo per questo tipo di reato. Poco dopo
l'approvazione del Black Act ci furono parecchie condanne a morte, anche per casi di dilettanti. Il
primo fu Bryan Smith nel 1725: questo cattolico irlandese minacci un uomo che aveva sporto
denuncia contro un amico.
Che genere di uomini scriveva lettere di protesta sociale?
Es Charles Alderson, sellaio di Lowestoft, che scrisse 3 lettere sediziose a un magistrato nel 1793,
due contro la guerra alla Francia. Egli non del tutto fuori dalla norma: la sua cultura, le sue
citazioni, i suoi tentativi di imitare uno stile letterario aulico si riscontrano in altre lettere che si
fecero frequenti negli anni del dopoguerra e del luddismo.
Es 1830 Joseph Saville, fabbricante di trecce di paglia e autore di lettere incendiarie, che forniva
lavoro aiuto ai contadini poveri e scriveva le lettere incendiarie per loro. Fu descritto come una
sorta di predicatore metodista. Non neg di aver scritto le lettere, ma neg di avere interessi politici.
La condanna per lui fu lieve.
Le condanne contemplavano la deportazione da qualche anno a vita. Le sentenze nel complesso
colpivano lavoratori manuali o uomini occupati in attivit impiegatizie. Dal 1830 in poi l'avanzata
dell'intelletto and di pari passo con l'avanzata della mania incendiaria. Gli autori delle lettere sono
quindi membri di una comunit di persone che lavorano insieme e sono costrette a subire le stesse
vessazioni, che si distinguono per le attitudini letterarie.
Il governo adottava ancora la tradizionale posizione in base alla quale serie minacce di eversione
politica non potevano provenire da individui poco chiari in condizioni di vita disagiate, ma da
uomini di pi elevata posizione sociale. Se le produzioni anonime non erano accompagnate da gesti
come incendi dolosi, sparatorie o tumulti, fino al 1795 il governo di dimostr disposto a chiudere un
occhio; ma quando dal 1800 la cultura clandestina si manifest apertamente, anche il duca di
Portland modific la sua posizione. I procedimenti giudiziari portati avanti con successo in questi
anni furono pochi, ma Portland, scrivendo a un amico, afferm che anche se le offerte di grazia non
aiutavano nella scoperta del colpevole, le inserzioni funzionavano da deterrente. Il che era il pi
delle volte falso: le lettere non erano semplici espressioni teatrali.

VI. Stile e riferimenti letterari delle lettere anonime


Se gli autori delle lettere sono diversi, dobbiamo aspettarci stili diversi. L'ortografia interessante:
molto spesso tra le righe si trovano dialetto o cadenza regionale e le lettere erano stilate da
persone che conoscevano la loro lingua scritta, ma che erano guidate pi dall'orecchio che
dall'occhio. Nell'800 ci sono pi lettere che rimandano agli intellettuali del movimento. L'avvento
di un metodo di agitazione di massa basato su manifesti nelle piazze di mercato, volantini e scritte
morali implica un pubblico di massa in cui molti possono leggere. Le lettere fanno pensare che ci
sia stato un movimento verso l'esterno a partire dalle citt pi grandi in direzione dei villaggi e delle
citt pi piccole sedi di mercato. La Scozia rivendica la sua reputazione di paese culturalmente
avanzato fornendo esempi di produzione letteraria raffinata.
Molti autori usavano lo stile formale e ritualizzato richiesto dalla comunicazione epistolare. Si
credeva che la minaccia sarebbe stata nobilitata con uno stile elevato e letterario. I testi pi raffinati
provengono dagli ultimi anni della tradizione, dall'800 fino agli anni '30. alcune lettere seguivano lo
stile caratteristico del linguaggio delle autorit e della burocrazia amministrativa. Il pi elevato stile
letterario a cui gli autori aspiravano era quello della Bibbia: l'abbondanza di riferimenti biblici
conferma che il Vecchio testamento si prestava all'imprecazione e allo stesso tempo forniva esempi
morali a cui appellarsi. La porta della chiesa era un luogo di affissione comune, mentre altre lettere
erano spedite al clero con la richiesta di leggerle in chiesa.
Parecchie lettere sfociano in rozzi versi in rima o filastrocche. In alcuni casi (testi diretti a un
pubblico generico piuttosto che a un singolo) questo il massimo in fatto di aulicit dello stile. In
altri esempi c' una propaganda in versi, in altri il sospetto che siano gli ultimi esempi di un'antica
tradizione orale. Una minaccia in rima al termine di una lettera aggiungeva una forza magica.

VII. Conclusioni
La lettera minatoria anonima fu intrinseca alla protesta sociale e individuale della soc fondata
sull'industria manifatturiera e sullo sviluppo capitalistico dell'industria (soc preindustriale).
Soc rurale: spiega i motivi degli incendi, delle distruzioni di staccionate ecc.
Miniere, officine, cantieri, industrie tessili: si accompagna all'organizzazione illegale di sindacati e
al sabotaggio.
Carovita: ostacolo a sistemi di distribuzione e di vendita, incentivo alla beneficenza; talvolta canale
di negoziazione tra paternalismo e plebe.
Dobbiamo ricollocare ciascuna lettera o gruppo nel suo contesto specifico. La forma pu essere
compresa solo entro due temi unificanti: il gesto di mandare una simile lettere costituiva un crimine;
queste lettere sono per molti decenni la sola espressione scritta che rimasta di coloro che non
hanno voce.
Come era vissuta dal basso una soc in cui l'ideologia era il paternalismo?
Se non fossero state scritte queste lettere si potrebbe supporre che l'Ing tra 1750 e 1810 fu un paese
caratterizzato da un consenso moderato, in cui le classi inferiori mostravano gratitudine verso il
paternalismo e deferenza; oppure una soc in cui fino all'ultimo decennio del 700 la piccola nobilt
rurale aveva un'egemonia tale che l'ordine imposto appariva fuori discussione. Le dichiarazioni che
si trovano in queste lettere mostrano che c'era in realt un forte dissenso e una critica feroce ai
vertici della soc.
Sappiamo abbastanza sul modo di agire delle plebi 700esce per non fidarci della storiografia
classica, che afferma che il gentiluomo di campagna inglese fosse vicino alla vita semplice della
gente comune.
L'insieme delle voci del dissenso suscitano una riflessione: la violenza dell'espressione verbale non
dovrebbe condurre all'altro estremo, secondo cui le plebi dell'Ing del 700 sarebbero dei
rivoluzionari impotenti e furenti. Le imprecazioni e la violenza verbale sono l'altro lato della
medaglia della deferenza. Le voci di coloro che non potevano esprimere le loro rimostranze

apertamente di riversavano nell'anonimato. Avendone l'occasione, queste voci sarebbero sfociate in


atti insurrezionali; mancando l'occasione, le voci sarebbero tornate subito al silenzio.
Si trova la rassegnazione per l'inevitabilit dell'ordine sociale dato: i poveri ricordano con le
minacce che esistono certi doveri per i ricchi. Le lettere non mostrano assenza di deferenza per
questo tipo di soc, ma individuano alcune delle caratteristiche e dei limiti. Anche se odiavano i loro
superiori, la dipendenza imponeva certi doveri dal punto di vista di come ci si comporta e si parla.
N gli atti di sottomissione n le imprecazioni sono indicazioni di una verit conclusiva: entrambi
potrebbero essere il prodotto della stessa mente, in base alle circostanze e al calcolo dei vantaggi.

L'antropologia e la disciplina del contesto storico


Questioni di metodo storiografico: storia + antropologia, sociologia e altre scienze umane.
Originalit e sistematica presa in esame delle singole fonti ma difficolt di metodo.
Macfarlane, The Family Life of Ralph Josselin, A Seventeenth-Century Clergyman (1970)
Manca la preoccupazione di confermare e identificare la natura delle fonti, se non quando fatti
obiettivi possono essere confrontati con fonti alternative. Quando ad es il diario verte
sull'introspezione in comportamento e fede necessaria maggiore cautela: si tratta di un
atteggiamento tradotto in un'immagine di s mediata e approvata.
Critica del metodo: l'analisi di un diario non accompagnata da un metodo critico per risolvere il
problema. Lo studio non pu essere conclusivo. Uno studioso di formazione antropologica pu
cadere nell'errore di usare categorie di una cultura sociale diversa.
La comparazione con altre societ (prende in esame lo studio di Campbell) passa per l'utilizzo della
categoria di parentela bilaterale senza tenere conto delle grosse differenze. Il lavoro di Campbell
citato non importante per i risultati isolati, ma per la dimostrazione dell'interdipendenza delle parti
in un sistema culturale e sociale coerente ed equilibrato. La tendenza a usare scoperte
antropologiche fuori dal loro contesto, come se avessero un valore intrinseco, per riferirle a
situazioni diverse una minaccia per la storia.
L'esperienza antropologica detta molte domande interessanti che sono state spesso trascurate dagli
storici, ma questo non abilita lo studioso a rispondere alle domande senza una verifica della
testimonianza storica. L'interpretazione ne risulta compromessa. Es: uno strumento costruito per
sondare dall'interno le regole del rapporto matrimoniale della met del sec XX non pu essere
applicato all'Essex del XVII sec.
Gli antropologi pongono problemi legittimi, ma non per questo possono fornire le risposte pi
facilmente: le fonti sono un documento utile solo se studiate all'interno del loro contesto storico
totale. Queste difficolt sono tipiche di molti tentativi di applicare alla storia concetti antropologici.
Difficolt:
1) l'antropologia, la sociologia e la criminologia si sono sviluppate come discipline a-storiche
o con una componente storica inadeguata o con un pregiudizio anti-storico. Non possono
offrire una tipologia storica del contesto: ogni fatto acquista significato solo entro un
insieme di altri significati. I concetti sociologici devono essere modificati e riconvertiti
prima di diventare funzionali all'insieme di significati di un periodo storico diverso.
2) Non esiste qualcosa che si possa definire come i concetti della sociologia, ma una massa
di concetti in conflitto e discussione. La sociologia influenzata dalle pressioni
ideologiche dell'epoca; l'utilizzazione di quei concetti sottoposta a uno sforzo selettivo.
3) Il metodo comparativo ha un'influenza pericolosa sulla storia. Ogni concetto deve essere
ricondotto all'insieme di significati di uno specifico contesto storico.
Thomas, Religion and the discipline of Magic (1971) London
Le suggestioni provenienti dall'antropologia sono passate al vaglio della disciplina storica. Il libro
un esempio di argomentazione storica sostenuta: insieme di significati in relazione reciproca.
Il metodo quello della deduzione logica, idoneit delle fonti, padronanza delle fonti a stampa e
inedite... pi che di un nuovo metodo si ha l'impressione di un ampliamento della disc storica
tradizionale. C' una spinta antropologica che opera nella struttura pi generale del libro: i concetti
non sono estrapolati dal loro contesto per essere applicati a un altro, ma sono confrontati, sottoposti
a confronto con il materiale e modificati.
Il ricorso a questo materiale non costituisce di per s un nuovo metodo. Il suo campo comparativo
limitato proprio perch evita comparazioni che non tengono conto della disciplina del contesto. Non
un metodo comparato n antropologico se non nel senso che ispirato dall'antropologia.

Il tradizionale metodo storico, presentare esempi e controesempi, non pu essere soppiantato da una
misurazione statistica: gli storici devono cercare di capire come gli uomini consumano le loro vite
sotto forma di esperienze.
critica a Thomas: non vuole usare fonti letterarie, non fa riferimento alla critica letteraria (la
critica testuale fondamentale per usare i testi letterari come fonte). In alcuni punti il suo lavoro
indebolito dalla riluttanza a usare tali fonti (i significati simbolici, metaforici e poetici sono
fondamentali nella magia e nella religione, e sono influenti nel popolo).
2a critica: sul piano metodologico, procede con l'accumulazione rapida di esempi; si nega lo spazio
per la micro-analisi e per lo studio delle testimonianze, sia per le eccezioni che per le regole. Cos
lo storico decide che solo un aspetto della fonte deve essere selezionato per l'interpretazione.
La visione dall'interno, uno studio pi completo di pochi casi accidentali, difficile da raggiungere
e non risolve il problema della tipicit, ma permette di risolvere il problema del metodo. I limiti
dell'assenza di fonti letterarie e l'assenza di micro-analisi sono sufficienti a mettere in questione il
lavoro: mancanza di sintesi dei dati acquisiti, mancanza di un quadro ben integrato e conclusioni
insoddisfacenti.
Es: T ha un tono razionalista nei confronti delle superstizioni e ignora il ruolo complice della
Chiesa, la cui autorit era rafforzata dall'integrazione con le superstizioni. La religione, come risulta
dall'antropologia, ha fornito un metodo rituale del vivere; ma non significa che lo stesso non
abbiano fatto le credenze magiche.
Inoltre T trascura la funzione della religione come imposizione al popolo dei valori della deferenza
e dell'ordine. La gente comune si formava quindi una contro-cultura che assimilava alcune dottrine
e ne respingeva altre processo di traduzione di una dottrina in un simbolismo pi significativo o
rifiuto. L'ignoranza non basta a spiegare gli esempi, perch indicativa di ironia, evasione,
traduzione, resistenza intellettuale.
possibile ricostruire questo insieme di religione popolare e folclore, scoprire come era strutturato
e in che misura offriva una visione del mondo coerente, attraverso l'analisi letteraria (si tratta di una
cultura prevalentemente orale).
Queste opere per evidenziano il vuoto dove dovrebbe essere la storia sociale del XVIIIsec: la
tradizione del XVIII sec in contrasto con le pratiche della soc industriale (XIX), ma cosa
successo nel frattempo? Cosa ne stato della magia? T d indicazioni di sopravvivenze, dando
l'impressione che l'opinione intellettuale si sia separata dalla cultura pop in cui la magia
sopravviveva, con un processo di decomposizione lungo. La realt del declino della cultura pop nel
XVIII sec presa come assunto e ne vengono date le ragioni a posteriori; in realt la cultura pop era
molto vitale, coerente. Supporre che lo sviluppo intellettuale nel XVIII sec fosse unilaterale e i
cambiamenti delle credenze dei dotti si trasmettessero a tutti gli strati della soc inopportuno.
Dissociazione tra cultura dotta e plebea. La magia e la religione di stato si erano indeboliti
all'inizio del XVIII sec; le manifestazioni della cultura pop si svilupparono indipendentemente dal
calendario religioso sistema alternativo di credenze e sanzioni.
Quando si descrive una cultura popolare come un sistema di credenze, si usano non tanto prove
razionali quanto il concetto circa una coerente struttura del sentire, un modo totale di percepire il
mondo. Questo modo di percezione non era limitato ai pi poveri o isolati. Es Thomas Hardy (The
mayor of Castelbridge) ha rappresentato tensioni interne alla coscienza tra modi vecchi e nuovi.

Societ patrizia, cultura plebea


I. Il lavoro libero e la crisi del paternalismo
I rapporti tra gentry e lavoratori del XVIII sec in Ing sono definiti come paternalismo (definizione
dall'alto). Per indagare questi rapporti bisogna definire meglio la cultura popolare e prima ancora
quello che non cultura. Quali istituzioni permettevano ai padroni di ottenere un controllo sulla vita
intera del lavoratore?
XVIII sec: erosione di forme di lavoro a mezza giornata, declino del lavoro a domicilio, estinzione
dei servizi di lavoro lavoro salariale, libero e mobile. Lunga resistenza del cittadino inglese +
resistenza dei padroni contro alcune conseguenze del nuovo sistema: immagine del lavoratore non
libero, servo + immagine dell'uomo libero come vagabondo da disciplinare. I padroni rinnegarono
le loro responsabilit paternalistiche e si scandalizzarono di fronte alla diminuzione della referenza
che ne consegu.
Lamentela: indisciplina dei lavoratori, irregolarit del lavoro, mancanza di un senso di dipendenza
economica e insubordinazione sociale. Diventa evidente una nuova psicologia del lavoratore libero.
C' un grosso cambiamento in termini di rapporti: subordinazione negoziato.
Mutamento qualitativo nei rapporti di lavoro. C' sia uno sviluppo nella scala e nel volume di
manifattura e commercio, sia un cambiamento qualitativo: la forza-lavoro pi libera. Fase
transitoria con tre criteri:
- fine degli usi retributivi di beni o favori non monetari e loro trasformazione in pagamenti in
moneta. Essi favorivano il controllo sociale paternalistico, apparendo come rapporti sia sociali sia
economici. La razionalizzazione dell'economia comincia a erodere i vincoli del paternalismo.
- allargamento del settore dell'economia che non dipendeva da un rapporto di dipendenza dai
signori. Crescente area d'indipendenza entro la quale i piccoli padroni e i lavoratori avvertivano
poco il rapporto clientelare con i signori. Dall'interno di questo gruppo provenivano probabilmente i
ribelli sociali. Conservavano molto attributi del lavoro pre-industriale: lavoro in casa, con
strumenti propri o in affitto, per piccoli datori di lavoro, con orari irregolari e diverse mansioni
sfuggono al controllo del villaggio feudale e del lavoro di fabbrica. Frequentavano i mercati, luogo
di relazioni economiche e culturali.
Gran parte della crescita industriale prese la forma di una dispersione in piccole unit e di
occupazione secondaria risorse di indipendenza (talvolta solo sussistenza). L'indipendenza del
lavoro dalla clientela era incoraggiata dal passaggio dai favori non monetari ai pagamenti +
dall'estendersi del commercio e dell'industria sulla base della moltiplicazione di numerose piccole
unit di produzione, con molte occupazioni secondarie in corrispondenza con molte forme
persistenti di piccolissime propriet terriere e richieste casuali di lavoro manuale.
Questo caus una lamentela indifferenziata contro il volgo: il lavoro libero aveva comportato un
indebolimento dei vecchi valori di disciplina sociale.

II. L'egemonia culturale della classe dominante


Tuttavia prima della Riv Fr i dirigenti non sembrano concepire l'esistenza di un pericolo reale per il
loro ordine sociale. Se si concentra l'attenzione sul parassitismo statale al vertice, sull'erosione dei
rapporti tradiz grazie al lavoro libero alla base, si trascurano i livelli intermedi in cui i controlli
economici e familiari rimangono forti.
Il controllo della classe dirigente nel sec XVIII si colloca in una sfera di egemonia culturale e solo
secondariamente in termini di potere economico o fisico. Culturale non significa immateriale, non
analizzabile, ma di immagine del potere e dell'autorit nella visione pop della subordinazione.
L'egemonia culturale comporta una disposizione d'animo tale che le strutture dell'autorit e i modi
di sfruttamento sembrano rientrare nell'ordine naturale delle cose, il che non esclude il risentimento
ma preclude la ribellione in positivo.

Rapporto tra servi e padroni indiretto: sistema a tre ordini (proprietario, fittavolo e lavoratore) i
lavoratori rurali non affrontavano gli aristocratici come principali, n l'aristocrazia appariva
responsabile. Essi erano tenuti lontani dai nodi dell'antagonismo sociale ed economico in vari modi
ed erano sempre pi lontani fisicamente dai rapporti diretti col popolo. La credibilit dei grandi
proprietari come paternalisti proveniva dall'accentuata evidenza di alcune loro funzioni e dalla
scarsa evidenza di altre. Dalla loro dimora al loro portamento, tutto era in funzione di esibire la
propria autorit alla plebe e di esigerne la deferenza. Occasioni rituali: rituale della caccia, banchi
separati in Chiesa... O cerimoniale pi ampio: celebrazione dei matrimoni, feste nazionali,
distribuzione dell'elemosina all'occasione di un funerale stile egemonico elaborato e studiato.
Questo stile era molto elaborato e dispiegato in maniera consapevole. I proprietari giudicavano alla
perfezione i vari generi di ostentazione appropriati ai vari livelli. Questo teatro non poggiava su un
costante esercizio di responsabilit (dati in appalto ai subordinati), ma su occasionali interventi.
Questi gesti straordinari erano calcolati per ricevere in cambio una deferenza sproporzionata alla
spesa e non si possono definire responsabilit.
La classe dominante assumeva interamente come propria solo l'amministrazione della legge, il
mantenimento dell'ordine pubblico in tempo di crisi. Responsabilit solo per la loro propriet e
autorit. I limiti di tolleranza del sistema sociale venivano puntualizzati, es, impiccagioni a Londra.

III. Dissociazione tra cultura d'lite e cultura plebea


Un effettivo dominio paternalistico richiede un'autorit non solo temporale ma spirituale o psichica,
probabile anello pi debole del sistema. Il clero del XVIII sec ha talvolta adempiuto alle sue
funzioni paternalistiche, ma si tratta di figure eccezionali; se la chiesa avesse avuto questo ruolo, il
movimento metodista non sarebbe mai esistito. Il dominio magico della Chiesa e dei suoi rituali
sul popolo si stava indebolendo (sec XVI-XVII puritanesimo contro la superstizione). La
Restaurazione non riusci n a ripristinare la devozione superstiziosa, n a sostituire la disciplina
puritana. => incremento di povert, di genere negativo, per i poveri.
La Chiesa integra le credenze pagane per poter controllare i riti di passaggio e aggregare le festivit
al suo calendario; ma la Chiesa anglicana del XVIII sec non cos. Era servita da pastori,
provenienti dai ceti alti. Perse il dominio sul tempo libero dei poveri su un'area della cultura
plebea. difficile distinguere tra tempo libero e lavoro in questa soc rurale; le occasioni di
socializzazione sono mischiate al lavoro.
Veniva investito un grosso capitale emozionale in speciali occasioni di festa, che compensavano il
resto del tempo; se la Chiesa aveva perso il controllo su di esse, aveva perso il coinvolgimento dei
poveri. Il calendario di festivit pop del 18s coincide con il calendario agricolo (settimane
successive al raccolto del grano). Secolarizzazione del calendario = secolarizzazione dello stile e
della funzione delle occasioni.
L'elemento religioso e secolare avevano avuto una coesistenza conflittuale per secoli. In questo
conflitto, la Chiesa rimaneva il perno attorno al quale ruotava la tradizione popolare. Nel 18s il
calendario agricolo diventa il perno. Riforma + declino del puritanesimo dissociazione fra
cultura d'lite e plebea nell'Ing post-Rest.
La produzione di cultura dal basso produceva anche interpretazioni della vita e cerimoniali es.
vendita della moglie. Revival degli sport popolari. La cultura plebea era in fermento, evadeva al
controllo dei puritani. La gente aveva trovato protettori al di fuori della Chiesa: osti e commercianti.
Questa effervescenza non avrebbe potuto manifestarsi senza un atteggiamento permissivo da parte
di molti grossi proprietari: era nella logica dei tempi. Materialismo dei ricchi ed erastianesmo della
Chiesa. Ma questo non convince: solo una classe dirigente che si sente minacciata ha paura a
mostrare una doppia morale. Altri indizi suggeriscono una certa reciprocit nei confronti fra ricchi e
poveri; inibizione nell'uso della forza contro le sommosse; cautela nel prendere misure che
avrebbero allontanato i poveri => mutualismo dei rapporti.

Fielding: l'evidente divisione tra ricchi e poveri si pone come spaccatura culturale attraverso il
paese, patrizi vs plebei. La polarizzazione dei rapporti di classe non significa che la plebe non
esistesse politicamente.
La plebe non una classe di lavoratori, non organizzata, non ha consapevolezza, ma la sua
presenza politica come mob manifesta. Governanti e folla erano necessari gli uni agli altri,
modificavano il loro comportamento politico a vicenda: un rapporto pi attivo di paternalismo e
deferenza. L'opinione che ci fosse una presa di coscienza verticale dei mestieri tale da inibire una
consapevolezza orizzontale va superata. In parte, l'artigiano urbano conserva una visione
corporativa, nei festeggiamenti e nella vita sociale. Si organizzavano per corporazioni di mestiere
per difendere i loro interessi economici in quanto produttori. La consapevolezza di corporazione
non imped tuttavia una solidariet pi vasta. La solidariet non veniva incrinata dalle differenze di
mestiere, come dimostra la partecipazione a tumulti e sommosse, in cui diversi gruppi erano animati
da una consapevolezza comune sia materialistica che culturale.
Il paternalismo era teatro e gestualit quanto effettiva responsabilit; una studiata tecnica di
governo pi che un rapporto faccia a faccia. La cultura plebea nel 18s era forte, distanziata dalla
cultura d'lite e non riconosceva pi l'egemonia della Chiesa. Non era una cultura rivoluzionaria n
proto-rivoluzionaria, ma nemmeno deferente: produceva sommosse ma non ribellioni. Si potrebbe
considerare la classe dei lavoratori del 18s come immatura, conoscendo la classe del 19s, ma si
rischia di non cogliere le particolarit della prima, con i suoi obiettivi e la logica dei suoi
comportamenti (rivolte contro il caro-pane).
Caratteristiche dell'azione popolare:
tradizione dell'anonimato: la minaccia anonima avviene spesso in una soc in cui i rapporti
sono basati sulla clientela e sulla dipendenza. In una soc rurale la resistenza manifesta risulta
in una rappresaglia immediata anonimato.
Gli storici hanno cominciato a studiare le dimensioni della violenza anonima: Waltham
Black Act (1723), leggi sulla pena di morte... Gli uomini che lavoravano nel 18s erano
capaci di distruggere l'illusione di deferenza e paternalismo. Le lettere mostrano che la
deferenza poteva essere molto fragile, composta di interesse personale, dissimulazione, un
po' di rispetto per l'autorit; contro-teatro dei poveri per richiamare i potenti ai loro doveri.
Contro-teatro: la plebe riafferma la sua presenza con un teatro di minacce e sedizioni.
Prima degli anni '60 del 18s il simbolismo teatrale pi difficile da interpretare: la plebe
utilizzava il simbolismo giacobita come teatro (contro la casata Hannover). es. per la
commemorazione dell'incoronazione di un sovrano Hannover, la corte assiste a una rough
music molto violenta.
Abilit nell'azione rapida e diretta: essere uno nel mob era un modo di essere anonimi, al
contrario di una organizzazione permanente. I successi della folla dovevano essere
immediati.
N la folla n i magistrati perdevano il controllo, solo qualche volta. La folla era disciplinata, aveva
obiettivi chiari, sapeva come negoziare. Le 3 caratt attirano l'attenzione sul contesto unitario del
rapporto di classe. Governanti e folla moderavano reciprocamente il comportamento politico.
L'Ing non fu mai priva di un esercito permanente nel 18s, il cui mantenimento era un impegno dei
whig pro Hannover, ma allo scopo del controllo interno era una forza limitata e di emergenza: c'era
spesso un ritardo di parecchi giorni tra l'inizio dei disordini e l'arrivo dell'esercito. La debolezza
dello Stato si manifestava nell'incapacit a usare prontamente la forza, nella sensibilit nei confronti
delle libert civili, in una burocrazia disorganizzata, dal parassitismo e dalle clientele. Il prezzo che
l'aristocrazia e la gentry pagavano per una monarchia limitata e uno stato debole era una certa
libert della forza.
Fino a 1750-60 il termine gentry troppo indiscriminato: c'era divergenza tra i rapporti con la
folla di whig e tory.

I whig non furono mai paternalisti persuasivi; negli stessi anni, i tories svilupparono un legame pi
attivo tradizione tory di paternalismo (durante i regni di Giorgio I e II, questa alleanza si
manifest con il giacobinismo popolare).
Giorgio III clima differente, si pu considerare la magistratura nel suo insieme. Occupandosi del
mantenimento dell'ordine, spesso si schierava pi con la plebe che con i piccoli proprietari, che con
il loro comportamento mettevano a rischio l'ordine. In ogni caso, non c' mai la sensazione che
l'ordine sociale in quanto tale fosse in pericolo. Si temeva l'anarchia locale, la perdita di prestigio e
di egemonia, l'allentamento della disciplina sociale. La severit dipende dall'esempio che si vuole
dare: l'esame delle fonti dimostra che l'elemento culturale molto pi importante dell'egemonia
fisica nel mantenimento dell'ordine.

Folclore, antropologia e storia sociale


Difesa dell'eclettismo: categorie, modelli, derivati da un contesto devono essere verificati,
perfezionati e ridefiniti nel corso della ricerca storica. L'impulso antropologico per uno storico si
traduce non nella costruzione di modelli ma nell'individuazione di nuovi problemi e nell'attenzione
a fattori diversi, come le funzioni espressive di forme di azione sociale e espressioni simboliche.
Studio della soc del 18s: caratterizzata dalla consuetudine (pratiche agricole, forme di
apprendistato, aspettative consuetudinarie). Per decifrare il significato delle consuetudine si fa
ricorso allo studio del folclore. In questi studi la consuetudine e il rituale sono spesso visti dall'altro,
attraverso una barriera di classe, separati dalla loro situazione o dal contesto generale. Erano visti
come resti, tracce di un'eredit pre-cristiana, ripetute meccanicamente dal popolo o con
un'accettazione inconscia del significato. + M. Muller, ricerche linguistiche folclore come
strumento d'indagine della dispersione preistorica di razze e culture. In Fr il folclore incontr
l'antropologia con Van Gennep. In Ing fin nel discredito; gli studiosi marxisti e radicali
accompagnarono il folclore al sospetto politico, perch la consuetudine fu oggetto di interesse degli
storici pi conservatori.
=> il folclore non studiato nelle universit inglesi.
In Ing il folclore una testimonianza letteraria dei 18/19s, documentata attraverso la lente
deformante della condiscendenza di classe. Il materiale raccolto deve essere sottoposto a nuove
domande, che riguardano pi l'essere che il divenire. L'economico pu essere compreso solo nel
contesto di una soc strutturata in questo modo.
Un modo di scoprire le norme non-dette spesso esaminare l'episodio o la situazione atipica, sia
per il comportamento pubblico e sociale che per quello privato e domestico.
es. rituale della vendita delle mogli in Ing nei s18 e 19. Pratica riscontrata tra braccianti, agricoltori
e altre categorie; universalmente conosciuta nelle classi inferiori, i rituali erano confermati dalla
comunit lavoratrice a significare un trasferimento di partner matrimoniali.
La moglie era condotta in una piazza di mercato, con avviso anticipato, e il marito faceva da
banditore, ricevendo offerte libere. Le fonti per lo studio di questa pratica sono brevi articoli di
giornale in cui gli autori cercano di risalire al senso dagli attributi formali, cio la vendita. La
pratica era generalmente condannata in termini moralistici.
Un esame pi ravvicinato permette di vedere la pratica come una forma di divorzio in un tempo in
cui non ne esistevano altre: la vendita avveniva con il consenso della moglie e il compratore era
prescelto. Il marito copriva la vergogna di perdere la moglie con il rituale, per poi omaggiare la
nuova coppia in vari modi. Il rituale complesso: apparentemente uno scambio beni-moglie
maschilista, ma a un attraverso l'apparenza il rituale stato adattato a nuovi fini (scambio di partner
con consenso reciproco). Resta comunque un rituale di subordinazione femminile.
Il rituale permea la vita sociale e politica come quella domestica. In questo caso, n il terrore n il
contro-terrore possono esaurire il loro significato con un esame quantitativo, perch essi vanno visti
in un contesto globale, che attribuisce diversi valori a diverse forme di violenza. L'attenzione alle
forme e agli atti del rituale pu dare un contributo alla conoscenza storica. Es Tyburn, centro
principale delle esecuzioni nel 18s a Londra, un teatro del controllo di classe attraverso l'esempio.
La mutilazione del cadavere un inasprimento del terrore delle autorit, che colpivano i tab pop.
Questo stato provato con lo studio delle consuetudini mortuarie folcloriche.
Il materiale folclorico andrebbe quindi usato in modo selettivo, ponendosi questioni che gli
studiosi di folclore non si ponevano. Un'operazione simile di avvicinamento tra storia sociale e
antropologia comporta pi difficolt teoriche. La storia la disciplina dei contesti e dei processi,
ogni significato individuato dal contesto. Strutture, forme e funzioni sono soggette a una
rielaborazione.
es. studio di Jones sul dono, la descrizione vista dall'altro, mentre ci sono caratteristiche pi
determinanti individuabili dal basso. Se esiste la costante del dono essa deformata lungo il s18,

cosa che J trascura, rendendo la sua spiegazione incompleta. In breve non c' nessuna costante con
caratteristiche costanti da isolare dal contesto particolare. La struttura si trova nella singolarit
storica dell'insieme di relazioni sociali e non in una forma isolata di rituale. I fenomeni e la loro
organizzazione strutturale rispetto all'insieme cambiano come la struttura della soc.
Studio della rough music: anche in questo caso, rituale limite che getta luce sulle norme.
I rituali espongono l'individuo che non ha rispettato le norme della comunit a forme pubbliche di
ingiuria e ostracismo; queste forme hanno importanza non come strutture universali, ma perch le
funzioni immediate dei rituali cambiano. I tipi di trasgressione puniti con la rough music cambiano
da regione a regione, da secolo a secolo. Rivelando quale comportamento reca offesa alla comunit,
riveliamo quali norme regolavano la comunit.
Le forme restano importanti nonostante il cambiamento di funzione bisogno di indicazioni
dall'antropologia sociale: non solo la funzione, ma l'atto dell'ostracismo, i modi in cui una
delimitazione sulla norma fissata, necessitano di considerazione, grazie al dialogo con l'antropol.
Il modo in cui condurre questo dialogo problematico. La storia sociale deve presupporre la scienza
dell'antropologia sociale. Non possiamo osservare rituali, consuetudini, parentele senza fermare di
volta in volta il processo storico e sottoporre gli elementi a un'analisi statica, sincronica, strutturale.
L'arbitro tra le due parti deve essere la filosofia es. l'autore, pur appartenendo alla tradizione
marxista, ha rifiutato i concetti di struttura e sovrastruttura perch non si sposano con l'antropologia
sociale.
Il materialismo storico ha sostenuto un fondamentale modello di soc organizzato orizzontalmente
secondo una struttura e una sovrastruttura. Attenzione ai modi di produzione e rapporti di
produzione determinismo economico di base. Il modello stato utilizzato dagli storici, tenendo
conto dell'interazione reciproca tra strutt e sovrastrutt e della relativa autonomia di alcuni elementi
sovrastrutt. Quello che importante il manifestarsi in tutti i sistemi e le aree della vita soc di
rapporti di prod caratteristici, piuttosto che un concetto di supremazia dell'economico che releghi
norme e cultura a riflessi secondari. La divisione tra strutt e sovrastr arbitraria, astratta e non pu
essere valida nello studio della soc reale. Quindi l'analogia strutt e sovrastrutt un concetto
insoddisfacente, a causa del suo riduzionismo: si allea pi con l'ideologia borghese che con quella
marxista.
La questione della categoria dell'economico solleva altre questioni: si tratta di un termine
relativamente recente, es in Ing del 18s esso indicava regolamentazioni e adattamenti della
conduzione della famiglia senza riferimento a elementi materiali e finanziari. => le categorie
esplicative economiche adatte alle soc industrializzate sono meno adatte alla comprensione delle
soc precedenti. Le aspettative e le motivazioni interne a queste soc non possono essere comprese in
termini anacronisticamente economici.
Si potrebbe obiettare che cosa resta di marxista tolte l'analogia str/sovrastr e il predominio
dell'elemento economico; non difficile dimostrare che le letture riduzioniste ed econom. del
marxismo sono lontane dal pensiero di Marx.
Il modo di produzione, oggetto centrale dell'analisi di M, comprende anche i rapporti di
produzione rapporti di dominio e subordinazione, entro cui uomini donne nascono o entrano
involontariamente. Essi trovano espressione nella lotta delle classi, ma la classe non una categoria
statica che si possa misurare in termini quantitativi. La classe una categoria storica, che
rappresenta le persone nei loro rapporti nel tempo e il modo in cui essere prendono coscienza dei
loro rapporti e trasmettono valori secondo modalit di classe: formazione economica + culturale.
Quello che muta tra modi e rapporti di prod l'esperienza degli uomini.
In una data soc, i cui rapporti soc sono determinati secondo linee di classe, esiste un'organizz
cognitiva della vita; questo il senso comune del potere, che espresso nell'egemonia della classe
dominante e nelle sue forme di dominio ideologico.
Nell'ambito di questa egemonia c' un numero di contesti e situazioni in cui gli uomini producono
valori propri e una propria cultura, interna al loro modo di vivere: l'essere soc non separato dalla

coscienza soc e dalle norme. In alcuni momenti i valori possono essere antagonisti al sistema di
dominio, ma alla lunga l'antagonismo rimane spesso inarticolato. Molto spesso la protesta
legittimata nei termini del sistema dominante.
La pressione operata dall'essere soc sulla coscienza non si rivela in una spaccatura orizzontale tra
str/sovrastr ma come:
a) congruenze: necessarie norme aspettative e valori con cui la gente vive i rapporti di produzione.
b) contraddizioni: conflitto tra il modo di vivere e le norme della comunit locale e di lavoro + i
modi e le norme di vita e soc esterna dominante. Anche i modi in cui vengono sperimentati gli
aspetti di sfruttamento che caratterizzano i rapp di produzione fino ai valori antagonistici e critica
del senso comune del potere.
c) cambiamenti involontari: cambiamenti nella tecnologia, nella demografia ecc., le cui involontarie
conseguenze influenzano il modo di produzione e alterano l'equilibrio dei rapporti di produzione.
Nessun cambiamento involontario ha mai spontaneamente riorganizzato un modo di produzione;
alterando l'equilibrio, hanno favorito la ristrutturazione dei rapporti di potere, che per sempre il
risultato di una lotta. I mutamenti storici si verificano non perch una struttura data deve dare
origine a una sovrastruttura corrispondente, ma perch i cambiamenti nei rapporti di prod sono
sperimentati nella vita soc e culturale, rispecchiati nelle idee e nei valori della gente e verificati
nelle loro azioni, scelte e credenze.

La societ inglese del sec XVIII: lotta di classe senza classe?


In ogni societ non si possono comprendere le parti senza comprendere la loro funzione e i loro
ruoli sia nel rapporto reciproco sia in relazione al tutto. Il successo di questa descrizione olistica si
pu verificare solo nella pratica storica.

I. Discorso sul paternalismo: riflessioni sul termine


Termini come preindustriale, tradizionale, paternalismo e modernizzazione sono imprecisi,
coprono fenomeni troppo vasti per un'analisi analitica e hanno una paternit teorica incerta.
Alludono a una concezione della soc come sistema sociologico autoregolantesi, si offrono come
privi di ogni connotazione di valore.
I termini patriarcale e paternalistico possono essere interscambiabili, in realt possono
compenetrarsi sia nella pratica che nella teoria. es. descrizione delle soc tradizionali di Weber,
studio delle relazioni familiari dell'unit domestica deduz sulle relazioni di dominio e
dipendenza della soc patriarcale come tutto organico.
Potrebbe sembrare che il paternalismo fosse abbastanza forte da impedire il confronto di classe fino
a quando l'industrializz non lo port come conseguenza; che prima non esistesse n classe operaia
n coscienza di classe n conflitto di classe ma solo frammenti di conflitti. Coscienza di categoria
pi che coscienza di classe; divisioni verticali piuttosto che orizzontali. es. descrizioni di un propr
terriero del 18s, potrebbe applicarsi a qualsiasi soc in cui autorit politica e poteri giudiziari siano
accentrati in una sola localit.
Paternalismo = concentrazione di autorit economica e culturale; termine troppo esteso per analisi
particolareggiate + descrizione di relazioni soc viste dall'alto. Per descrivere la soc ci potrebbero
essere modi diversi, in quanto ci poteva essere una radicale dissociazione tra cultura e politica dei
poveri e quella dei grandi. Le descrizioni dell'ordinamento soc viste dall'alto sono pi comuni di
quelle viste dal basso. La nozione di paternalismo suggerisce un rapporto affettivo in una relazione
reciprocamente accettata. Come mito o ideologia il paternalismo nostalgico: si presenta nella
storia inglese non come attualit ma come modello antico andatosi perso. Si pu risalire sempre pi
indietro; Shakespeare il paternalismo scomparso di fronte all'individualismo del capit nascente.
Pat specificit storica inferiore a quella di termini come feudalesimo o capitalismo; tende a
presentare un modello di ordine soc visto dall'alto; implica relazioni affettive personali che
sottintendono un giudizio di valore; confonde reale e ideale.

II. Discorso sul paternalismo: come stavano le cose nell'Ing del sec 18?
Oggetto della ricerca: espressione istituzionale delle relazioni sociali. La soc sembra presentare
pochi tratti paternalistici da questo pdv.
importanza del denaro: la gentry classificata in base alla rendita, vendita di cariche e
uffici, diritti d'uso convertiti in denaro il denaro prevale.
Diritti d'uso e servizi hanno un valore commerciale, ma non sono disponibili sul libero
mercato, ma solo entro una particolare struttura di potere politico. Cariche nominali di
prestigio e privilegi potevano essere comprati e venduti, ma non da chiunque. La sit era
identica nel caso delle promozioni alle pi alte cariche ecclesiastiche, legali e militari. La
detenzione di propr terriere era del tutto sicura ed ereditaria: punto di partenza per potere e
cariche + punto al quale potere e cariche ritornavano.
Fase predatoria del capitalismo agrario e commerciale, in cui lo Stato stesso fu tra i primi
oggetti di preda. Lo Stato non era un organo effettivo di qualche classe quanto un parassita
che viveva alle spalle di quella stessa classe (gentry). Durante la prima met del secolo la
maggior parte della nobilt tory considerava lo Stato in questo modo e non lo tollerava.

L'oligarchia whig al governo cerc di istituzionalizzarsi, ma i tory opposero resistenza.


Oltre la met del sec, l'ostilit tra whig e tory si era attenuata. I tory sopravvissuti ebbero la
loro parte di potere; quando la prod manifatturiera divenne pi redditizia del commercio,
certe forme di privilegio e corruzione cominciarono a essere nocive agli stessi ricchi.
Giorgio III non seppe proporsi come monarca illuminato; le funzioni parassitarie furono
sottoposte a un crescente controllo e attaccate, ma il ruolo rimase sostanz intatto.
Vecchia corruzione il potere politico, per la magg parte del 18s, pu essere compreso non
come organo diretto di qualche classe, ma come formazione politica secondaria, attraverso la quale
venivano guadagnati o accresciuti altri tipi di potere econ e sociale. Esso era costoso, inefficiente e
sopravvisse solo perch non ostacol i movimenti di coloro che detenevano di fatto il potere
economico o politico. Non terreno fertile per il paternalismo. Similitudine tra alta politica e
mondo della malavita, comune nella satira.
Non c'era una classe media unita e determinata a tenere a freno il parassitismo. Essa cominci a
rivelarsi negli ultimi 30 anni del sec. Per il resto, i suoi potenziali membri si accontentarono di
sottomettersi alla dipendenza: erano coscientemente consenzienti alla corruzione. Si sottomettevano
a relazioni clientelari, cercavano di rimediare all'ingiustizia non con un'organizz associativa ma con
la mobilit sociale.
Le limitazioni del regime erano diverse:

tradizione tory, della piccola nobilt rurale indipendente

stampa, presenza della classe media in anticipo su altre manifestazioni articolate

Legge, elevata ad un ruolo pi rilevante che in ogni altro periodo, autorit e arbitro
imparziale. La legge civile garant agli interessi concorrenti sia un complesso di difese delle
loro propr che regole di gioco che evitarono l'anarchia.

Onnipresente resistenza della folla, che si estendeva talvolta fino alla piccola nobilt rurale e
professionisti fino ai poveri. La relazione tra gentry e folla di rilievo in questa discussione.

III. Problemi relativi a classe e cultura plebea


Interesse sulle implicazioni teoriche della formazione storica nello studio della classe. Erosione
delle forme paternalistiche di controllo ad opera del lavoro libero e indipendente. Questo
mutamento per non mette in crisi il vecchio ordine, ma mantenuto all'interno delle vecchie
strutture di potere, e l'egemonia culturale della gentry non minacciata a condizione che soddisfi
certe attese e agisca secondo certi ruoli: esiste quindi una reciprocit nelle relazioni tra gentry e
plebe, analizzabile a livello di relazioni di classe.
Molti artigiani cittadini manifestarono una consapevolezza verticale del mestiere plebe e
non classe lavoratrice. Questa consap verticale nn li legava con solide catene alla classe dirigente.
Dalla classe operaia, queste plebi differivano non solo nel tipo di consapevolezza soc, ma anche
nelle loro caratt forme di rivolta (tradizione dell'anonimato, controteatro, azioni dirette e
distruttive). Il prezzo che l'aristocrazia e la piccola nobilt pagarono per una monarchia limitata e
uno Stato debole fu la libert incontrollata della folla. I whig guardarono con orrore le folle
incontrollate e cercarono occasioni per contenerne l'azione, tentativi di trovare una soluzione in
senso autoritario. Un esercito permanente + potere dei distretti + Black Act. Ogni libert concessa
alla folla sorgeva non da sentimenti libertari, ma da considerazioni realistiche dei limiti imposti da
un particolare equilibrio di forze, che va analizzato ricorrendo al concetto di classe.

III. Sul termine classe


Classe: la classe definita dagli uomini mentre vivono la loro storia e questa la sua sola
definizione.

1) categoria storica. Deriva dall'osservazione del processo storico nel tempo. Gli eventi storici
rivelano che vi una certa regolarit di risposta a situazioni analoghe e possiamo osservare
la creazione di istituzioni, di una cultura con connotazioni di classe. teoria generale della
classe e della formazione della classe.
2) facile supporre che la classe si formi non come processo storico ma piuttosto come entit
puramente concettuale.
3) Da questo modo di ragionale sorgono le nozioni alternative di classe, in quanto categoria
statica, sia in senso sociologico che euristico.
4) La classe come categoria storica rappresenta l'accezione marxista domante e pi propria.
5) La classe come categoria storica ha due accezioni diverse:
a) contenuto storico, reale ed empiricamente osservabile
b) categoria euristica o analitica per organizzare i dati storici.
a) la classe sorge all'interno della soc capital industr del 20s. Il concetto non solo permette di
organizzare e analizzare i dati, ma anche presente nel dato storico stesso.
b) la specificit storica un problema quando si usa il termine nell'analisi di soc anteriori
alla rivoluzione industriale: la corrispondenza della categoria al dato storico diventa meno
diretta. Se descriviamo i conflitti pre-ind in termini di classe, ci vuole cautela contro
tendenza ad attribuire connotazioni che ha assunto solo in seguito. Questo concetto ancora
usato perch manca una categoria alternativa per analizzare un processo storico evidente e
universale.
6) classe nel suo uso euristico inseparabile dalla nozione di lotta di classe. Il concetto di
lotta di classe antecedente e pi universale: le classi non esistono come entit separate, le
persone si ritrovano in una soc strutturata in certi modi, esperiscono lo sfruttamento,
individuano momenti di conflitto di interessi, incominciano la lotta attorno a questi elementi
e nel corso della lotta si scoprono in quanto classe e acquistano una coscienza di classe. La
coscienza di classe l'ultimo stadio, non il primo.
7) Nessuna indagine su dati oggettivi e nessun modello da questa teorizzato pu ammettere che
classe e coscienza di classe siano termini di un'equazione. La classe risulta dal modo in cui
uomini e donne vivono le loro relazioni produttive e da come sperimentano le situazioni
entro l'insieme delle relazioni sociali, e da come traducono le esperienze in modi culturali.
La classe non ha nessuna pretesa di universalit, ma solo un caso particolare delle formazioni
storiche che sorgono dalla lotta di classe.

V.
18s: dobbiamo supporre di trovarvi la lotta di classe, ma non necessariamente i tipi di classe del
19s. Il fatto che in altri luoghi e altri periodi sia possibile osservare mature formazioni di classe
nonsignifica che una formazione realizzatasi in modo meno definito non sia una classe.
18/19s c' una resistenza molto articolata alle idee dominanti e alle istituzioni sociali. Si corre il
pericolo di essere condizionati dagli assunti e dall'autocoscienza della classe dirigente. I fenomeni,
sottoposti a un'analisi dialettica, rivelano un nuovo significato, con una prospettiva dal basso.
possibile ricostruire una cultura popolare delle consuetudini, trasmessa per tradizione orale,
riprodotta attraverso esempi, espresse in simboli e rituali, situata a una netta distanza dalla cultura
della classe dirigente inglese.
L'errore pi comune oggi quello di usare antitesi che implicano l'interpretazione retrospettiva di
una societ precedente per mezzo di categorie per le quali la societ non aveva elementi o
definizioni. Le antitesi rilevanti che si possono proporre per la cultura popolare del 18s:
- dialettica tra ci che e ci che non cultura e la loro traduzione in consuetudini culturali.

- polarit dialettiche tra cultura colta e cultura popolare.


Questa cultura mostra caratteristiche comunemente ascritte alla cultura tradizionale. Per quanto la
vita sociale stia cambiando, non si raggiunto ancora il momento in cui si prevede che gli orizzonti
di ogni successiva generazione siano differenti. La gente tende a legittimare la pratica come un uso
consuetudinario. Le tradizioni sono perpetuate attraverso la trasmissione orale, la tradizione orale
integrata dal crescente grado d'istruzione, i prodotti stampati tendono a subordinarsi alla cultura
orale.
Nel 18s questa cultura non n antica n instabile: trasmette forme di comportamento ritualizzate.
possibile che la mobilit geografica ampli il suo raggio d'azione. Le forme non esemplificano
semplicemente comportamenti e riproducono norme: la cultura conservatrice nelle forme in
quanto esse richiamano al costume e spesso sono irrazionali, ma il contenuto della cultura non pu
essere definito conservatore. Nell'effettiva realt sociale, il lavoro si sta liberando, dai tradizionali
controlli feudali, corporativi e paternalistici. Questa cultura consuetudinaria non soggetta alla
dominazione ideologica della classe dirigente. L'egemonia aristocratica pu solo delimitare il
campo di azione della cultura popolare, e gli strumenti di controllo e i simboli dell'egemonia sono
quelli della Legge, non della Chiesa o della monarchia. Essa pu stabilire gli estremi del
comportamento tollerato dalla classe dirigente, ma non entra nelle case.
Paradosso: cultura tradizionale ribelle. La cultura conservatrice della plebe resiste a quelle
innovazioni economiche e razionalizzanti che la classe dirigente e i datori di lavoro cercano di
imporre. La cultura popolare ribelle per difendere le sue consuetudini, alcune anche piuttosto
recenti; ma quando deve legittimare la sua protesta, il popolo torna alle regole paternalistiche di una
societ pi autoritaria e sceglie quelle pi adatte a difendere i suoi interessi.
Questa cultura ha altre caratteristiche tradizionali es. priorit data al non economico rispetto a
sanzioni monetarie dirette. Possiamo interpretare la storia sociale del 18s come una successione di
confronti tra una nuova economia di mercato e l'economia morale consuetudinaria della plebe.
Geetz: alla base del simbolismo della cultura pop c' un sistema coerente. Thomas: l'immensa
gamma di variazioni cronologiche, sociali e regionali presentata da una societ cos varia come l'Ing
del 17s impedisce una tale supposizione. G: distinzione semplicistica tra illetterati e letterati. Le
persone meno colte hanno la possibilit di conoscere i prodotti culturali attraverso la lettura ad alta
voce, mentre molti letterati impiegano le loro abilit solo in modo strumentale, mentre gli usi e la
saggezza sono tramandati entro una cultura orale pre-letteraria.
Nel 18s sembra esserci un movimento verso un universo mentale simbolico pi coerente. La
coerenza si sviluppa non tanto da una struttura cognitiva interna, quanto dal particolare campo di
forze e dalle opposizioni sociologiche tipiche della soc del 18s: gli elementi frammentari di pi
antichi modelli di pensiero sono integrati nel concetto di classe.
La struttura dell'organizzazione cognitiva della cultura popolare si trova nella classe stessa, che un
nuovo insieme di concetti. Ogni cosa trasmessaci attraverso la cultura colta deve essere
attentamente esaminata in tutti i sensi.
solo all'interno di questo campo di forza di classi che i residui frammentari di schemi mentali pi
antichi sono reintegrati. La cultura popolare la cultura propria del pop: difende contro le intrusioni
della gentry e del clero e consolida le usanze utili ai propri interessi. Lo charivari uno dei suoi
mezzo di auto-regolazione.
Poich il popolino ha una scarsa sensibilit di anticipazione del futuro, esperienze e opportunit
sono afferrate appena se ne presenta l'occasione; nello stesso modo la folla impone il suo potere con
rivolte immediate. La cultura pop costretta entro i parametri dell'egemonia della gentry, e vista la
reciprocit delle relazioni, la plebe utilizza a proprio vantaggio la retorica della gentry. La
consuetudine considerata buona e vecchia spesso un'affermazione recente.
La caratteristica distintiva del sistema manifatturiero era che i lavoratori tenevano ancora sotto
controllo i propri rapporti immediati e i propri metodi di lavoro, mentre avevano un controllo molto
+ limitato sul mercato dei prodotti o sul prezzo di materie prime e cibo. Questo spiega in parte la
struttura delle relaz industriali e della protesta, come i prodotti della cultura e la sua tendenza a

coesione e indipendenza.
La plebe era consapevole che la classe dominante che fondava la sua legittimit su comando e legge
non aveva abbastanza autorit per abrogare le sue usanze e i suoi diritti. La reciprocit delle
relazioni espressioni simboliche di egemonia e di protesta. La simbologia, per la debolezza di
altri organismi di controllo, aveva un'importanza particolare.
La gentry aveva 3 mezzi di controllo:
- sistema di influenza e patrocinio
- la maest e il terrore della legge
- la simbologia della sua egemonia
La lotta per l'autorit simbolica pu essere vista come un contrasto reale. Talvolta la protesta plebea
non aveva altro scopo che sfidare l'autocoscienza egemonica della gentry.
La lotta simbolica acquista significato solo all'interno di un particolare equilibrio di rapporti sociali.
Ogni elemento di questa soc, preso separatamente, pu avere precedenti e conseguenze, ma
considerati globalmente questi elementi formano una somma che una serie strutturata di relazioni.
In essa ogni elemento svolge un ruolo intrinseco al sistema, in base ai limiti dettati dal possibile
politicamente ma anche culturalmente.
Concetto di egemonia culturale? A livello pratico, l'egemonia della gentry sulla vita politica della
nazione fu imposta fino all'ultimo decennio del secolo; le ribellioni sporadiche non si propongono
di sostituirla, ma solo di punirla. Ci sono cose per che questa egemonia non impone: non impone
di accettare il paternalismo nei termini stabiliti dalla gentry e nell'immagine autorizzata, tanto che
spesso la deferenza era priva della bench minima illusione (autoconservazione; estorsione
calcolata i povero imposero ai ricchi alcuni dei doveri e delle funzioni del paternalismo).
L'egemonia pu aver stabilito i limiti esteriori di ci che era politicamente e socialmente accettabile,
ma entro questo spazio si allestirono scene diverse.
Questa egemonia pu essere sostenuta, da chi governa, solo con il costante esercizio della destrezza,
del teatro e delle concessioni. Anche quando viene imposta con successo, non impone una visione
onnicomprensiva della vita, piuttosto dei paraocchi che limitano la vista. Pu coesistere con una
cultura pop molto vigorosa, resistente alle forme di dominio esterno, stimolata dal conflitto.
Nell'Ing del 18s non c' stata quindi un'egemonia in grado di dominare completamente i suoi
sudditi, tramite il raggiungimento della soglia della loro esperienza e categorie di subordinazione
impartite dalla nascita.

VI. Conclusioni
Nel 18s i poveri conservarono la loro cultura tradizionale: garantirono un parziale arresto della
disciplina lavorativa del primo capitalismo; imposero organizzazioni di carit; godettero della
libert di fare ressa nelle strade e di ostentare un atteggiamento ribelle. Gli anni novanta fecero
cadere l'illusione di libert, la reciprocit si infranse. La gentry perse l'egemonia culturale: c' un
riordinamento strutturale dei rapporti ideologici e di classe.