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CAPITOLO 1: LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: TRA CONCETTO E REALT Il termine rivoluzione industriale tradizionalmente usato per indicare le fasi ini

i ziali del processo a lungo termine di industrializzazione che ha segnato la storia non solo economica, della Gran Bret agna e del mondo intero. Grammaticalmente e metaforicamente questo non il termine ottimale dato che rivolu zione si riferisce ad un cambiamento repentino, ad una conversione o ad un ritorno al passato, ma ormai l a tradizione lo ha consolidato al suddetto fine. Per comprendere a pieno il significato di questa denominazione necessario far ri ferimento a dei criteri specifici tra i quali i pi idonei sembrano essere: maggior tassi di crescita delleconomia nel suo complesso; e strettamente collegati ai primi - cambiamenti strutturali che si manifestarono nel 18 secolo in Gran Bretagna, per poi diffondersi in tutto il mondo. Considerando la prima questione, si deve per subito precisare se il concetto dei pi elevati tassi di crescita riguarda lespansione globale delleconomia o lespansione della popolazione in termini di prod uzione pro-capite. Il reddito nazionale pro-capite il modo convenzionalmente accettato in cui misurata la ricchezza relat iva delle nazioni, il meno problematico e il pi comunemente adatto alle misurazioni quantitative. La considerazione dei tassi di sviluppo pro-capite la cui traduzione in termini monetari rischiosa, particolarmente in contesti antecedenti al 20 secolo, necessaria per discernere tra espansione e svi luppo economico. Si pu avere espansione delleconomia aggiungendo lavoro, capitale, terra e risorse agli esistenti metodi di produzione, con lo stesso tipo di organizzazione economica e di tecnologia. Pu crescere quindi, c ome un pallone che si espande, ma conservando la stessa forma. Unespansione economica di questo tipo, in particolar e in uneconomia prevalentemente agricola, di solito avviene estendendo larea di insediamento e di coltivazione, a livelli fissi o che si muovono solo lentamente. E improbabile che un tale processo di cambiamento produca crescita, nel senso che aumenti la produzione pro-capite (perch, particolarmente in agricoltura, lestensione della coltivazione pu interessa re terre meno fertili). Ricorrenti crisi di risorse naturali sono di solito emerse in un contesto di cre scita esponenziale senza cambiare la matrice tecnologica o la risorsa di base sia essa la scarsit di legno nel 16 secolo, o di petrolio alla fine del 20 secolo. Le scarsit che si sviluppano nei fattori di produzione condurranno ad aumenti di prezzi, creando incentivi affinch la sostituzione e i cambiamenti della matrice tecnologica e della risorsa base facc iano superare le restrizioni. Lo sviluppo economico pu essere cos incoraggiato in un contesto di espansione economica. Lo sviluppo economico implica cambiamenti nella natura delleconomia che permetton o un aumento nellefficienza del sistema, un rialzo della produttivit che veramente sollevi il reddito pro-capite. Ci implica nel lungo periodo , un cambiamento in tutti o almeno nella maggior par te dei rapporti economici di base (nuove fonti di energia, strutture istituzionali, sviluppo del sistema dei trasp orti). Il cambiamento strutturale delleconomia britannica si impernia proprio sullespansi one dei mezzi impiegati e sullo sviluppo che ne deriva, implicando miglioramenti tecnologici, nuove risorse base

, nuovi modelli organizzativi, ecc. Questo cambiamento strutturale ha come conseguenza la caduta della quota della f orza lavoro e della produzione nazionale in agricoltura, favorita dalla crescente urbanizzazione e quindi da maggiori tas si di profitto dovuti alla nascente industria. LA PROTO-INDUSTRIALIZZAZIONE Gran parte del progresso industriale britannico nel 700 si manifest attraverso la c.d. proto-industrializzazione, vale a dire con lespansione di industrie fondamentalmente artigianali. Processo denomi nato tale in un articolo da Franklin Mendels nel 1972, intesa come lapprendistato chiave o lintroduzione allindustrializ zazione propriamente detta. Il classico modello lavorativo del tempo, infatti, era il lavoro a domicilio svolt o da artigiani assistiti da organizzatori commerciali che fornivano le materie prime e smerciavano il prodotto. Altri elementi caratterizzanti la proto-industrializzazione erano la produzione metallurgica secondaria di Birmingham e Sheffield: piccoli oggetti metallici chiodi soprattutto insieme ad articoli di f erro come perni, serrature, componenti metallici per le navi e per ogni tipo di orologi; lestrazione mineraria fatta da piccoli proprietari agricoli durante i periodi invernali e lintegrazione tra lavoro industriali ed agricolo che si ebbe con le p rime fabbriche rurali. La proto-industrializzazione cre nuova manodopera industriale qualificata e pi di tutto una tradizione di lavoro non agricolo indispensabile affinch la popolazione, fino ad allora prevalentemente co ntadina, potesse allontanarsi dalle campagne per lavorare nelle nascenti fabbriche. Allo stesso punto molti organizzatori commerciali, acquisita esperienza, divenne ro imprenditori e proprietari di opifici, iniziando cos la tradizione capitalista. Lo sviluppo proto-industriale rivel quindi, importanti relazioni dinamiche con la crescita demografica. Il Telaio e il lavoro di chioderia assegnato settimanalmente, divennero sostituti dellappezzamento coltiva to a patate o del podere agricolo troppo piccolo per sostenere una famiglia. Una siffatta crescita industriale porto ad u na certa integrazione tra la forza lavoro industriale e quella agricola. In parte ci si svilupp attraverso una divisione domestica o familiare del lavoro. Durante i mesi invernali, quando le necessit della terra erano minime, ci si poteva dedicare al telaio la maggior par te del tempo. Durante la primavere, la fienagione e il raccolto, la famiglia era necessaria nei campi almeno fintanto c he lo permetteva la pioggia. Nonostante la sua importanza, la proto-industrializzazione stata oggetto di rise rve volte a sottolineare come essa non fu lunica fonte di slancio per lespansione economica e per la sua indeterminat ezza temporale e contestuale. Gran parte del processo ebbe come base citt grandi e piccole, anche se Londra fu il maggiore centro industriale del Paese. La maggior parte dellindustria mineraria e di fusione dei metalli fu gestita su l arga scala e cadde al di fuori dellambito della proto - industr. LE FASI DI CRESCITA NEL 18 SECOLO La dinamica della crescita nella Gran Bretagna durante il 18 sec. non fu semplice n unitaria nel lungo periodo. Nella prima met del secolo la popolazione cresceva lentamente e, dalla fine delle guerre di Marlborough, cominci presto un declino c ontinuo dei prezzi agricoli che dur fino a met secolo. I raccolti, in generale, er ano copiosi e le esportazioni agricole in aumento.

I proprietari terrieri soffrirono anche di una caduta del valore capitale del te rreno agricolo. Ma data la struttura a 3 stati della societ rurale in Inghilterra proprietari terrieri, fittavoli e lavoratori agricoli la caduta dei prezzi agri coli andava beneficio delle famiglie lavoratrici nellagricoltura. Grazie allesportazione dei prodotti agricoli, grande espansione venne ai porti de lla costa occidentale come Bristol, Liverpool, Whitehaven e Glasgow per la rapida espansione del commercio transatla ntico, ma ci fu una crescita regionale e locale, piuttosto che frutto di uno stim olo nazionale. Nelle due decadi di met secolo, 1740-1760, la dinamica di crescita si modific. Le esportazioni agricole declinarono, dopo la punta toccata nel 1750 e i prezzi agricoli interni cominciarono a salire . Anche il ritmo di crescita della popolazione cominci il suo aumento costante e si ebbe un aumento delle tariffe salariali nelle principali regioni in corso di industrializzazione. Il periodo successivo , tra il 1760 e il 1783, mostra anchesso alcune nuove signi ficative tendenze. Il commercioestero declin durante gli ultimi anni della Guerra di Indipendenza Americana, quando si perse la supremazia sul mare. Questo colp il cuore del commercio internazionale britannico: il commercio transatlantic o. Ma col continuo aumento del ritmo di crescita della popolazione, le tariffe s alariali quasi raddoppiarono. Si possono individuare importanti cambiamenti settoriali, regionali, istituziona li, che danno particolare rilievo allultimo periodo del 18 secolo. In questo periodo si ebbero miglioramenti nel sistema dei trasporti con le linee di comunicazione interne create per il trasporto via acqua mediante il prolungamento dei canali. E ci fu lestensione del sistema Bancario a Londra e una rapida crescita di negozi e di vendite al dettaglio. Si ebbero anche eccezionali conquiste tecnologiche: il movimento rotativo nella forza vapore; progressi eccezionali nellindustria siderurgica (con i processi di puddellaggio e di laminazione); lo svi luppo di macchinari di ferro; la rapida diffusione di tecniche ad alta produttivit nella filatura del cotone. Poich questi sensazionali progressi interessarono settori molto limitati delleconomia, non ebbero grande impatto sugli aggregati nazionali di crescita. Comunque, un tale modello di crescita, con delle cause di stimolo cos ampiamente diffuse, rende difficile accettare lanalisi del settore guida proposto da Rostow. Questi sostenne che limpulso principa le alla crescita economica mellInghilterra del 18 secolo venne da un grosso colpo su un piccolo fronte, localiz zandosi soprattutto nellindustria cotoniera e siderurgica. Rostow rivest di moderni termini concettuali una lunga t radizione storiografica che vedeva la rivoluzione Industriale come la storia del cotone, del ferro e della macchina a vapore. La principale difficolt, che sta sulla strada di questa ipotesi, nella dimensione dellindustria cotoniera e siderurgica nella seconda met del 18 secolo. Il cotone era concentrato su base regionale come industria: questa pagava elevate fatture per importare la materia prima. Linfluenza esercitata dallespansione di questi due settori dellindustria se per mez zo della manodopera impiegata (e dei salari pagati) o per mezzo degli investimenti e di inputs e outpus di ogni t ipo non sufficiente a spiegare lesperienza nazionale nel complesso. Gran parte della produzione industriale venne dallespansione del vecchio mondo di p roduzione artigianale, arnesi manuali ed energia umana. Unespansione notevole interess infatti ampi gruppi occup

azionali come i domestici, i tessitori con telaio a mano, i carpentieri, i maniscalchi, i ciabattini, i sarti, le cucit rici, i muratori, gli stuccatori e simili. Di conseguenza gran parte del cambiamento economico nel 18 secolo si deve conside rare sotto il profilo di espansione economica crescendo gli inputs di manodopera, capitale e risorse piuttosto che so tto il profilo di sviluppo economico impiego di tecniche di maggiore produttivit sebbene questi 2 aspetti della cresci ta fossero strettamente collegati. CAPITOLO 2: LA NEW ECONOMIC HISTORY E LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ( CRAFTS ) Grazie a Floud e McCloskey, che hanno applicato alla storia metodi della scienza sociale e modelli statistici, possiamo capire meglio la rivoluzione industriale. Il loro volume fu scritto nel 1976, e linsieme degli sforzi di molti studiosi ha alterato in modo assai radicale le nozioni di ritmo e natura dello sviluppo economico durante la Riv. Industriale. A livello microeconomico: La nuova storia economica ha mostrato notevole interes se a misurare e a spiegare il cambiamento di produttivit: - per lagricoltura, in cui si dimostrato limportanza dei primi miglioramenti nella resa per acro; il ruolo avuto dalla grandezza crescente delle fattorie nellaumento della produttivit; la concomitanza della rivoluzione agricola con quella industriale. - per lindustria, in cui stato dimostrato limportanza limitata della forza vapore sulla prima industrializzazione; la portata sia dei miglioramenti continui nella tecnologia sia dei fattori economici nellado zione e diffusione dei miglioramenti tecnici. Field ha dimostrato che generalmente in Gran Bretagna leconomia fu basata su capi tale intensivo molto pi che negli U.S.A., mentre James e Skinner hanno spiegato la prevalenza dei sistemi a capita le intensivo in un sottoinsieme particolarmente limitato dellindustria manifatturiera americana per mezzo della c omplementarit in quelle attivit che presentavano input agricoli e capitali a buon mercato. A livello macroeconomico: I confronti tra la Gran Bretagna e la Francia (in segu ito alquanto rivisti da Craft) hanno evidenziato quanto insoddisfacenti fossero le generalizzazioni in modelli come l a teoria di Rostow, rivelando i sentieri del tutto diversi che i due Paesi avevano seguito nello sviluppo delle loro economie chiarendo che si era sottovalutato la performance francese. La situazione macroeconomica prima e dopo la rivoluzione industriale era sensibi le allequilibrio tra popolazione di nascita e popolazione di mortalit, e cio che le variazioni di mortalit erano le cause prime d isturbo dellequilibrio popolazionerisorse. Quale risultato di una pi recente ricerca, la nuova storia economica comincia a p rodurre delle reinterpretazioni fondamentali degli aspetti chiave del processo dindustrializzazione, che vanno be n al di l dei risultati raggiunti da Floud e McCloskey.. CAMBIAMENTI STRUTTURALI NELLA GRAN BRETAGNA 1688-1841 In termini di cambiamenti strutturali la nuova storia economica ha dimostrato si a che lespressione rivoluzione industriale appropriata, sia che lesperienza britannica fu considerevolmente diver sa da quella dallEuropa continentale. I confronti fra i vari Paesi europei, ad uno stesso livello di reddito reale, mo stra come la G.B. si industrializz per prima, ma anche in maniera molto completa. A questo livello di reddito la G.B. ha una q uota di forza lavoro sorprendentemente

alta nellindustrializzazione e bassa nellagricoltura. Da notare anche che la G.B. ha di fatto la stessa quota di reddito e di forza la voro nel settore primario, mentre in Francia e in Germania la quota del settore primario molto pi alta nella forza lav oro che nella produzione. Da tale confronto appare chiaro che durante il periodo 1760-1840 il reddito procapite de lla G.B. crebbe molto lentamente rispetto a quello di altri Paesi che pervennero a livelli simili di reddito. Daltra parte, fu molto pi rapido lo spostamento della manodopera dallagricoltura al lindustria, con conseguenza che la produzione per lavoratore nellagricoltura britannica nel 1841 era superiore del 6 0 % rispetto a quella nellagricoltura francese. Nello stesso tempo la produttivit della manodopera industriale era in G .B. forse solo del 10 % pi alta della Francia. CRAFTS ha fornito importanti intuizioni per spiegare tutto ci: ritiene che l agric oltura britannica dipendeva, per la maggior parte della sua aumentata produzione per operaio, dalla terra di qualit superiore e dal rapporto capitale-lavoro piuttosto che da raccolti pi copiosi. Quindi i cambiamenti strutturali britannici erano basati su unalta produttivit in agricoltura e su un sottoinsieme di prodotti manufatti esportabili, piuttosto che nellindustria in generale. Dalle ricerche della nuova storia economica emerge la percezione che in G.B. la rivoluzione industriale ebbe queste caratteristiche: Durante il periodo 1760-1840 leconomia britannica ebbe un cambiamento strutturale molto rapido e pronunciato. Il grado di cambiamento strutturale fu notevole, mentre il tasso di crescita pro capite fu molto modesto, particolarmente prima del 1820; La rivoluzione industriale comport un basilare ridispiegamento di risorse lontano dallagricoltura, ma non comport lo sviluppo rapido e dilagante di produttivit e la modernizzazione da un c apo allaltro dellindustria; La rivoluzione industriale era frutto pi della immissione di molti operai nellindu stria che del conseguimento di unalta produttivit da parte di questi, una volta inseriti nel settore. la produtti vit agricola della G.B., lallontanamento della manodopera dallagricoltura e il trionfo delle esportazioni d ei tessili cotonieri che emerge come qualcosa di straordinario. IL DIBATTITO SUL LIVELLO DI VITA La nuova storia economica stata molto attiva nel dibattito pi noto tra quelli rig uardanti la Riv. Industriale, vale a dire quello sui cambiamenti del livello di vita delle classi lavoratrici. Sono stati fatti progressi su due fronti: a) un ampio riconoscimento dei problemi impliciti nel misurare i cambiamenti dei salari real i; b) la scoperta che lo scenario del dibattito il modesto sviluppo nella prima parte della riv. Industriale. Revisioni delle precedenti opinioni sui trends dei salari reali sono derivati pr incipalmente da nuovi indici del costo della vita. Una controversia tra Lindert, Williamson e Craft, ha prodotto un ragionevole - s e pur certamente non definitivo indice Best Guess . il risultato dellinterscambio stato di dare un idea di consenso generale sullo sviluppo del salario reale per tutti gli operai del periodo 1780-1850, che fosse in effetti eguale al lo sviluppo del consumo personale globale. Limpressione generale che la crescita dei salari reali fu grosso modo simile allo

sviluppo del reddito nazionale procapite. Williamson ha sostenuto che il mezzo secolo dopo le guerre Napoleoniche fu un pe riodo di significativi aumenti di disuguaglianza, in cui la paga dei lavoratori non qualificati rest seriamente ind ietro rispetto alle altre. Sfortunatamente come Feinstein ha mostrato, questa conclusione dipende da un insieme di prove, f atalmente viziate, sul reddito dei pubblici dipendenti e il modello usato per spiegare il supposto rialzo della disuguaglian za sembra avere seri punti deboli. Si necessita quindi di migliori dati e modelli per produrre dei risultai significativi. Ma altri risultati hanno mostrato che i trends nel consumo di importazioni come tabacco, zucchero e t non si armonizzano prontamente con la opinione generale sui salari reali, e infatti sembr a suggerire dei vantaggi molto limitati nel tenore di vita per la maggioranza degli operai, fino a circa met del 19 secolo . Forse giusto dire che la nuova storia economica ha realmente animato e migliorat o largomentazione nel dibattito sul tenore di vita, ma, a causa della qualit dei dati e di aspetti non-quantificabili della controversia, ha mancato di risolvere tale dibattito. CAPITOLO 3: LINDUSTRIALIZZAZIONE IN G.B. E IN EUROPA PRIMA DEL 1850 NUOVE PROSPET TIVE E VECCHI PROBLEMI INTRODUZIONE In questo capitolo John A. Davis, presidente del centro di storia sociale e lead er di storia moderna allUniversit di Warwick, affronta la delicata questione della relazione intercorrente tra la pre coce rivoluzione in G.B. alla fine del 18 secolo e la successiva industrializzazione del continente europeo. Negli anni recenti, infatti, tale relazione stata oggetto di importanti ripensamenti. Viene fatta una distinzione tra Nuovi storici economici e Storici proto industria li. I nuovi storici economici considerano lo sviluppo industriale il risultato delle forze di mercato e di fenomeno esclusivamente economici, non ritengono la nazione ununit adatta alla comparazione e quindi non ritengono che si debbano fare paragoni per settori specializzati e sono propensi ad unanalisi di t ipo quantitativo. Gli storici proto industriali invece affermano che lindustrializzazione il prodot to di forze politiche e sociali oltre che economiche e non si basano su unanalisi quantitativa che, a parer loro, crea prob lemi di interpretazione nonch controversie sulla validit dei dati e delle fonti usate. Resta da definire cosa intendiamo per proto-industria. Mendels definisce la prot oindustria come la prima fase del processo di industrializzazione; fase caratterizzata dallespansione di industrie artigianali con una tecnologia progredita, ma non rivoluzionaria. LEUROPA E LA NUOVA STORIA ECONOMICA Una peculiarit dei nuovi storici la loro critica ferrata nei confronti dei lavori precedenti. Obrien, in particolar modo, evidenzia che pi che le conclusioni empiriche sono da rivedere le ipotesi metodologiche su cui erano fondate le autentiche interpretazioni. Con i lavori precedenti di Rostow e dei suoi contemporanei, infatti, si ebbe lass unzione della rivoluzione industriale in G.B. a modello per tutti i successivi processi di industrializzazione ed essa di venne la base empirica per uno sviluppo a stadi. Si cercava quindi di individuare il modello di decollo in ogni paese e po

i di spiegare il grado di arretratezza, di ritardo, dei paesi considerati rispetto alla G.B. Con Gerschenkon si pose lattenzione sul fatto che quei paesi che si industrializz arono in ritardo rispetto alla G.B. ( Russia, Italia, Germania, Francia ) poterono saltare le prime fasi di sviluppo i ndustriale, divenute tecnologicamente irrilevanti, e cos colmare il divario con la G.B., specializzandosi direttamente in settori pi avanzati. Gli studi e le conclusioni di Rostow, Gerschenkron e dei loro contemporanei offr irono ai nuovi storici una lista di argomenti di ricerca. Essi si occuparono del problema del ritardo, cercando di spi egare anche perch la G.B. ad un certo punto fu superata e del momento del decollo in ogni Paese, evidenziando luso impr oprio di tale concetto data lassenza di una qualsiasi rottura improvvisa e rivoluzionaria con il passato. UNA NUOVA LISTA DI ARGOMENTI La nuova storia economica sta tentando di riscrivere la rivoluzione industriale enfatizzando la lentezza e lirregolarit dello sviluppo, la diffusione relativamente lenta della forza vapore e delle nuo ve tecnologie, lassenza di una rottura improvvisa con il passato. Essa ha affermato che lindustrializzazione della G.B. era il risultato di uno sviluppo a lungo termine. Cosa che la vecchia storia economica andava dicendo dal principio. I nuovi storici economici sostengono che lindustrializzazione in G.B., come altro ve, fu il frutto di un lento sviluppo che ha luogo simultaneamente per un periodo prolungato in diversi settori delleconomi a e che qui non ha senso analizzare il processo di industrializzazione in Europa in termini di leadership e di ritardo. Craft ha giustamente sostenuto, per esempio che non v fondamento logico nellipotesi che la G.B. si meccanizz per prima, perch leconomia britannica del 18 sec. era in un certo senso superiore alle altre. La meccanizzazione, in altre parole, nonostante la sua importanza, fu solo un elemento di un pi ampio processo di sviluppo in tutta leconomia considerata complessivamente. I nuovi storici economici promuovono metodi di analisi dello sviluppo economico. Craft promuove lapplicazione storica delle tecniche di contabilit per misurare lo sviluppo nazionale, promuovendo lo sviluppo di opportuni indici che permettono di misurare le variazioni del reddit o e dei consumi pro capite, della produttivit e di qualsiasi altro parametro dellefficienza economica. Lunica limitazione dellutili zzo di tale metodologia data dalla scarsit dei dati disponibili che limitano e rendono poco validi i confronti inter nazionali. Ci si chiede se queste nuove tecniche possano migliorare la comprensione storica . La risposta senzaltro affermativa, in quanto i nuovi studi condotti, utilizzando tale metodologia, hanno messo in evid enza realt prima sconosciute. UN CASE STUDY: GRAN BRETAGNA E FRANCIA In particolar modo uno studio comparato sullo sviluppo Gran Bretagna e in Franci a nel 18 e 19 sec. Svolto da Obrien e Keyder evidenzia come i due paesi in realt abbiano conseguito tassi di sviluppo comparabili, in contrasto con quanto asserivano i risultati di studi precedenti, considerando unit di misura different i. I due studiosi sostituirono gli indici medi di produzione utilizzati per determi nare lo sviluppo industriale, con unanalisi di tipo economico, basata sul confronto dei redditi pro capite, evidenziando come l o sviluppo economico fosse un concetto essenzialmente relativo da rapportare alle risorse produttive, alla popolazione

elle dotazioni dei paesi in considerazione; quindi lo sviluppo industriale non pi misurato in spindles (misura di lunghezza i n iard, x misurare lino e cotone) e cavalli vapore. Sulla base di queste considerazioni Obrien e Keyder rilevarono che in realt, la pe rformance della Francia fu buona se non migliore, per alcuni, aspetti, rispetto a quella della Gran Bretagna. La Francia realizz infatti uno sviluppo sostenuto e a lungo termine senza pagare i gravi costi sociali dal processo industriale. Inoltre, essi dimostrarono come lagricoltura arretrata non costituis se in realt un ostacolo insormontabile allo sviluppo economico, e che la Francia si concentr con successo su una gamma di set tori industriali altamente competitivi, dove lapparente mancanza di interesse verso tecnologie adottate oltre Manica non era un ostacolo allalta produttivit della manodopera. Ma il loro studio solleva anche questioni pi importanti. In primo luogo, laffidabilit dei dati statistici francesi, su cui basarono i loro calcoli, ampiamente messa in discussione e generalmente riconosce che tali dati esagerano i dati di sviluppo delleconomia francese. In secondo luogo, la loro revisione della prestazione dellagricoltura francese e di certi settori dellindustria manifatturiera rende forse ancora pi difficile capire il perch nei settori industr iali chiave, come acciaio e prodotti chimici, la Francia per tutto il secolo rimase segnatamente inferiore non solo a lla G.B., am anche ad altri rivali europei e mondiali. In terzo luogo, mentre giustamente mettono in rilievo che, storicamente, lo svil uppo economico potrebbe seguire differenti modelli e cammini, non rendono chiaro quanto quel processo sia espand ibile, quante differenti vie fossero possibili e in quale misura si potesse conseguire uno sviluppo effettivo senza l o sviluppo di certi settori industriali critici. Quindi viene da chiedersi: qual per esempio il senso dellaffermazione che i franc esi fecero buon uso delle risorse disponibili, che la Francia, in altre parole, effettivamente sfrutt i suoi vantagg i comparati? Sostenere che uneconomia potrebbe spandersi con successo seguendo i suoi vantaggi comparati implica che lo sviluppo economico potrebbe raggiungersi senza il rischio della concorrenza internazional e basta che si individui il proprio vantaggio comparato per diventare ricchi e coesistere felicemente con il proprio vicino. Obrien e Keyder realizzarono che se ogni Paese avesse incentivato quella produzio ne nella quale deteneva un vantaggio comparato non sarebbero sorte conflittualit ma si sarebbe giunti ad una cooperazi one tra gli Stati mutuamente benefica. Ma un analisi espressa in questi termini sembrerebbe difficile da applicare agli ultimi arrivati, come lItalia, la Russia o la Spagna, dove lo sviluppo spontaneo si rivel difficile da perseguire, ma dove l a modernizzazione economica fu vista come un importante obiettivo politico. Perch la teoria si operativa dobbiamo supporre lesistenza di uneconomia di mercato ragionevolmente integrata, con confine ragionevolmente identificabili, insieme alla presenza di mercati di mano dopera e strutture di prezzi standardizzati a un livello nazionale. Per la maggior parte del periodo considerato, discutibilme nte poche di queste strutture esistevano in

Francia, o in verit, in qualsiasi altra economia europea. Strutture e mercati erano prevalentemente regionali e locali; i mercati della ma nodopera e dei consumatori erano frammentati; le strutture dei prezzi mancavano di uniformit. LINDUSTRIALIZZAZIONE EUROPEA: INTEGRAZIONE O CONQUISTA PACIFICA Anche Sidney Pollard come Obrien e Keyder, considera il processo di sviluppo econ omico in Europa non conflittuale e ne parla in termini di conquista pacifica. Ma diversamente dai due studiosi egli scarta le economie nazionali come unit di analisi, reputandole artificiali ed estendo il concetto ad ambiti regionali. In questa prospettiva fu la regione, non le economia nazionali, ad essere al cen tro del processo di industrializzazione; in G.B., il Sud Lancashire; nel Nord Europa, larea tra i fiumi Schelda, Mosa e Reno; nellEuropa del Sud lItalia settentrionale e la Catalogna. Da queste aree regionali si irradi il pi ampio processo di industrializzazione di tutta Europa. Pollard in disaccordo con quanti ritengono che lindustrializzazione del continent e sia una reazione al precoce sviluppo della Gran Bretagna e afferma invece che, in realt, essa il risultato dellinterazi one di forze di mercato. Egli, quindi, insiste sulluniformit del processo di industrializzazione, mettendo in evidenza come la tecnologia proveniente dalla G.B. fosse in seguito adottata in tutto il continente. I succe ssi dell utilizzo di queste tecnologie tuttavia, dipendevano dalle condizioni contestuali dei singoli Paesi. Come i critici hanno evidenziato, in questa prospettiva, lindustrializzazione div enta di fatto sinonimo di trasferimento tecnologico. Ma il trasferimento tecnologico fu, naturalmente, solo un elemento tra molti nel riuscito sviluppo di nuove industrie; e cmq verano anche molti casi in cui i trasf. Tecnologici non si dimos trarono facili, anche in presenza di qualificati artigiani e ingegneri inglesi. Inoltre il Pollard considera il commercio estero di fondamentale importanza per lo sviluppo, in quanto da la possibilit alle economie industriali di trarre vantaggio dai rapporti con i Paesi pi avanzat i. Il ruolo del commercio estero in questo periodo e anche loggetto di un importante studio comparato tra gli storici ungheresi I. Berend e G. Ranky. Anchessi hanno sottolineato i potenziali vantaggi che le economia non industriali potrebbero aver tratto dal commercio con Paesi pi avanzati, ma rappresentano un q uadro pi differenziato delle conseguenze immediate e a lungo termine per le economie agrarie delle periferia europea. Essi rilevano come le strutture politiche ed economiche furono sempre tanto impo rtanti quanto le dotazioni economiche, nel determinare lo sviluppo economico. Per le economie e gli stai pi deboli vale la pena ricordare che persino dentro lEuropa limperialismo del libero scambio potrebbe essere una dura realt, che brutalme nte rivel come le disparit di forza politica potessero rovesciare la pi semplice logica sia dei vantaggi econom ici comparati che della conquista pacifica. LA POLITICA DI CRESCITA ECONOMICA Le relazioni tra economie Regionali e Nazionali, pongono anche la questione del ruolo dello stato e della politica nellindustrializzazione europea di questo periodo. Sembra esserci un forte consenso sullidea che lo stato ebbe una parte piccola o i nefficace nello sviluppo delle prime economie industriali europee. Pollard presenta questargomento con particolare for

za, e incontra molti sostenitori. Tuttavia vi sono motivi per rivedere alcuni di questi pareri. Dire che la politica statale non fu sempre la causa della crescita economica nat uralmente, del tutto diverso dal dire che essa non ebbe affatto importanza. Sul ruolo dello stato nel primo sviluppo industriale, Barry Supple ha sostenuto che il contributo dello stato non pu considerarsi semplicemente negli sforzi di promuovere particolari industrie e so stituti delle importazioni. Molti storici economici anche volto la loro attenzione al ruolo avuto dal capital e umano, in particolare lalfabetismo e la qualificazione,nel processo di industrializzazione,e non si pu studiare lacquisizi one di queste risorse a prescindere dallo stato e dallo sviluppo dellistruzione pubblica. La questione centrale, come not Supple, che lo stato al pari dellimprenditore o del movimento dei lavoratori, un fenomeno sociale. Per quanto imperfettamente, lo stato rappresent le forze sociali in ogni societ e si preoccup soprattutto di proteggere e di far progredire i loro interessi, spesso a spese di altri. Ecco perch i cambi amenti economici furono raramente pacifici. CAPITOLO 4: IL FINANZIAMENTO DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE La disponibilit di capitali, e quindi il finanziamento di iniziative industriali, rappresenta sicuramente uno dei fattori di fondamentale importanza. Per quanto riguarda la trattazione delle fonti di finanziamento utile ricordare che durante la prima fase della rivoluzione industriale 1760-1790 i finanziamenti, o forse meglio i finanziatori erano rappresentati da: I proprietari terrieri, i quali dopo aver accumulato i capitali, per non tesauri zzarli, finanziarono la rivoluzione industriale; molti agricoltori facoltosi svolgevano, tra laltro, in prima persona unattivit indu striale; investimenti furono dirottati dai proprietari terrieri nel settore secondario anche a causa della introduzione del la imposta fondiaria. Ci permetteva loro di evitare una tassazione molto incisiva. Se un imprenditore, la sua famiglia, sua moglie o la famiglia di lei, aveva qual che terreno o possedimento in propriet allodiale (i beni e le terre possedute in piena propriet) per quanto modesto allo ra laccensione di unipoteca poteva essere il mezzo chiave per ottenere un prestito. Il mercato ipotecario era forse il mezzo pi tradizionale per procurarsi contante. I commercianti, che potevano spesso dare credito, o facilitazioni breve termine, per consentire un ammortizzamento del credito con le vendite dellimpresa. Le banche. Il loro compito era di carattere creditizio, a breve termine, e valut ario nel senso che creavano valuta circolante; le banche sostennero questa trasformazione industriale, ma non inter vennero nel momento del suo avvio. Come intermediari, facilitarono il finanziamento dei capitali con lintroduzione di alt ernativi mezzi di pagamento come per esempio le cambiali. La concessione di prestiti da parte dei banchieri a termini pi lunghi non fu una caratteristica strutturale permanente o regolare della formazione di capitale nella Gran Bretagna durante la rivoluzione industriale, ma fu anche essenziale in certe epoche di espansione o di sopravvivenza per unazienda. I banchieri divennero persone danarose; esse a volte sostenevano con i loro prof itti, ritirati dalla banca come loro

propriet personale, un mercante, un proprietario terriero o un professionista che , a sua volta, era creditore a lungo termine per unazienda o una miniera. I banchieri pi famosi dellepoca si arricchirono, insieme agli industriali, non sol o mediante il credito bancario ma anche speculando sui mercati. Merita di essere citata, tra le numerose banche operative, la Bank of England. I l capitale estero che vi affluiva, proveniva soprattutto dallOlanda, in seguito allelevato tasso di interesse pratica to dallInghilterra; il capitale degli ebrei, degli ugonotti protestanti francesi e degli altri profughi che investirono non s olo le loro fortune ma anche le loro esperienze. Infine, si ricordano i risparmi personali degli imprenditori, che spesso compren devano le doti delle mogli. Nella II fase (1790-1820) si ritrovano come fonti di finanziamento: Lautofinanziamento, ottenuto tramite profitti elevati che poggiavano su salari ba ssi; Le banche, che si ristrutturarono per poter finanziare meglio le industrie; Varie istituzioni finanziarie ( borsa valori, assicurazioni, ecc. ) Una peculiarit propria di questa fase il ritorno di ingenti quote di mezzi finanz iari di ricchi proprietari terrieri, le quali furono utilizzate per lacquisto di altri terreni; insomma il terreno simboleggiav a uno stato di ricchezza concreta. CAPITOLO 5: I TRASPORTI LA SOPRAVVIVENZA DEL VECCHIO ACCANTO AL NUOVO Durante la rivoluzione industriale, che con una certa generosit considereremo che si estenda dalla met del 18 secolo alla met del 19 secolo, in modo da includere la prima et delle ferrovie, si ottenne un maggior rendimento nei trasporti, per mezzo di una forza lavoro rapidamente crescente, alla riorganizza zione dei metodi di produzione e soprattutto grazie ad innovazioni meccaniche ed in particolare allimpiego di macc hinari a motore. Anzich sottolineare che i mezzi meccanici sostituirono i tradizionali mezzi di tr asporto preesistenti, gli storici dei trasporti hanno mirato a capire come funzionavano i vecchi mezzi, quali furono g li inconvenienti che spinsero luomo a sostituirli con altri moderni e a sottolineare che labbandono dei vecchi mezzi no n fu drastico e simultaneo. I nuovi mezzi di trasporto infatti inizialmente evidenziarono palesi inefficienz e come per esempio elevati costi di trasporto fino ad allora utilizzati ottennero un ulteriore incremento e la trazi one meccanica cominci a rimpiazzarli solo mezzo secolo dopo che le ferrovie cominciarono ad apparire. importante considerare che vi sono due tipi di traffico ciascuno dei quali richi ede un differente metodo di trasporto. La prima categoria comprende merci pesanti, voluminose e di poco valore come car bone, pietre, cereali, da trasportare impiegando mezzi di brandi dimensioni in grado di caricare grosse qu antit di merci facendo cos diminuire lincidenza dei costi di trasporto. La seconda categoria comprende merci di alto valore come spezie, pietre preziose , spedizioni postali, trasporto passeggeri grazie a mezzi veloci. La differenza passante fra i due tipi di trasp orto caratterizzante da bassi costi di trasporto per tonnellata e/o la bassa velocit. La Gran Bretagna ed in particolare lInghilterra fu favorita dal fatto di essere u na stretta isola attraversata da fiumi in gran parte navigabili, quindi la navigazione anche se inizialmente rudimentali p ermise di raggiungere i mercati del paese attraverso il traffico costiero e fluviale.

Lespandersi di questi traffici fece in modo che fosse ampliata la rete di vie dacq ua, attraverso la costruzione di chiuse e sbarramenti, collegando altri fiumi al sistema e permettendo in tal modo a vasce lli di grandi dimensioni di poter navigare su tratti dacqua che fino ad allora venivano solcati soltanto da quelli di minor dim ensione. Tra il 17 ed il 18 secolo, Londra ebbe una crescita smisurata della sua popolazion e che raggiunse i 600.000 abitanti e le forniture necessarie a questa crescente popolazione potevano pervenire solo d alle fattorie collegate tramite il Tamigi o in comunicazione con esso. Anche il trasporto di combustibile, necessario per la capitale, proveniva dalle vie dacqua, infatti Flinn nel suo volume sullindustria carbonifera britannica tra il 1700 ed il 1830 dimostr che Londra con sumava circa il 15 % dellintera produzione della G.B. Le forniture giungevano a Londra da Nord-Est, dal Tyne che produceva circa il 40 % dellintera produzione di carbone del paese. I traffici costieri e fluviali continuarono a crescere ed in questo periodo che furono creati i primi canali artificiali. Lera dei canali ebbe inizio nel 18 secolo nel Lancashire del Sud-Ovest, dove i mer canti di Liverpool volevano accedere per la presenza del bacino carbonifero di ST Helens, dove vi era un fiorente com mercio di sale . Fu in quegli anni che nacque lidea di strada a pedaggio, che mirava a trasferire i costi di manutenzione agli utenti delle strade. Dapprima ci fu fatto per ordine dei Giudici di Pace, ma poi altri notabil i locali ottennero lapprovazione parlamentare di costituire un trust per far fronte a tale responsabilit. Agli amministratori di tali strade fu permesso di erigere barricate, cancelli o sbarre, in modo che gli utenti pagassero il pedaggio secondo una tariffa pubblica che variava a seconda della dimensione del veicolo e del tipo di traffico. La diffusione delle strade a pedaggio si ebbe realmente agli inizi del 18 secolo. Entro il 1750 furono completati i principali raccordi stradali fra Londra ed i principali centri come Berwick-on T weed, al confine scozzese, Manchester, Chester, Hereford. Il sistema a pedaggio fu applicato, nel frattempo, anche ai tratti di strade pi t rafficate delle aree in via di industrializzazione. Il servizio di trasporto pubblico fu incoraggiato ulteriormente grazie a carrozz e molleggiate e migliorate, ma anche grazie alla migliore organizzazione di servizi. I locandieri, infatti, si costituirono in consorzi, ognuno dei quali organizzava dei cambi di cavalli lungo il tragitto, consentendo, in questo modo, che i cavalli freschi aumentassero la velocit di percorrenza e limitassero la loro corsa a tratti brevi. Le fermate di riposo per i cavalli si abbreviarono e le carrozze potettero viaggiar giorno e notte. In questo modo i tempi di percorso si ridussero drasticamente anche se le tariff e rimasero alte. Il tragitto, per esempio, da Londra a New Castle, fu ridotto da sei gironi a meno di due. I costi di trasp orto si ridussero notevolmente grazie al risparmio di soste notturne. Ogni carrozza trasportava quattro o sei passeggeri allinterno e una decina sul te tto. Negli anni 80 del 18 secolo furono introdotte le carrozze postali (per tutta la p osta,non solo quella reale), che erano i

veicoli pi veloci della strada, perch avevano diritto di precedenza, e allo squill o del corno postale suonato dallagente di posta, tutti i cancelli delle strade pedaggio si aprivano per permetterne il pas saggio. Fu questo il quadro in cui la forza vapore fu applicata ai trasporti. Fu dapprim a usata per le strade ferrate nelle miniere di carbone, che precedentemente usavano cavalli. Queste macchine a vapore, che g li ingegneri erano veramente disposti a mettere su due ruote, erano opere rudimentali, spesso troppo pesanti per i binar i, ed erano sempre inefficienti e lente; ma il carbone era merce da due soldi e non aveva bisogno di velocit. Infatti la nuova tecnologia di trasporto a vapore fu efficacemente usata per pri ma su battelli fluviali e su bastimenti costieri. Tuttavia le ferrovie furono linnovazione storica nei trasporti dal 1830, quando f u aperta la prima linea interurbana del mondo tra Liverpool e Manchester. La loro importanza economica stava nel fatto c he potevano occuparsi di entrambe le categorie di traffico, cosa che non aveva potuto fare precedentemente nessun alt ro sistema di trasporto. Offrivano costi inferiori e maggiore velocit, anche se allinizio, e con grande sor presa di tutti, lelemento velocit, che attraeva passeggeri, la posta e merci di alto valore, si dimostr pi importante del la riduzione dei costi di trasporto per il carbone e per il traffico della categoria uno. Il trasporto a cavallo non fu affatto eclissato dalla ferrovia a vapore. Ci vole va tempo perch la rete ferroviaria aumentasse. Molti luoghi si trovavano infatti, ancora lontani dalle ferrovie, e questo produsse trasporto con i cavalli per brevi distanze. Il cavallo rimase unimmagine sempre pi concreta su vie e strade de lla Gran Bretagna. Ci che era vecchio e non meccanizzato dimostr di sopravvivere in maniera straordinaria. CAPITOLO 6: AGRICOLTURA E INDUSTRIALIZZAZIONE Il processo di evoluzione dellagricoltura nel campo economico ha favorito la diff usione di nuove tecniche e regole, grazie alle quali, dopo un attento esame si avvertito come essa abbia avuto una funzion e determinante per leconomia in tutti i suoi settori. La lenta evoluzione nel campo economico dellagricoltura ha i suoi inizi dal 17 e 1 8 secolo; lenta in quanto pi di rivoluzione, intesa come rapida crescita economica, si tratta di innovazione che rappresent una diffusa crescita nellagricoltura e nel suo mercato, in un contesto storico che mostra la consapevo lezza della precedente condizione di ristagno, conseguenza del lungo protrarsi del feudalesimo. Il primo passo fu determinato dalla diffusione della piccola propriet, allora rea lizzatesi con le recinzioni ad evitare il libero passaggio di pascoli e quindi il deterioramento del terreno stesso. Le innovazioni agricole Si pot associare un metodo di coltura a rotazione che consiste nellalternanza di d iverse colture a seconda dellhumus (fertilit) del terreno, e quindi la conversione di terra arabile a pascolo, allimp renditorialit del singolo contadino che pot realizzare i primi profitti senza ignorare i costi cui andava soggetto. Il movimento delle terre recintate, associato alle innovazioni agricole fu di no tevole importanza dato che port ad una concentrazione una specializzazione regionale. I rinnovamenti agricoli consentiv ano la diffusione di nuovi cereali, quali il luppolo, le verdure e persino il tabacco nella prima met del 17 secolo, che coltiv ati a rotazione condussero a pratiche

agricole pi intensive. In questo periodo, sebbene molto lenta, nella diffusione, si ricordano innovazio ni negli attrezzi quali: la zappa a trazione equina e laratro di ferro pi leggero. Gradatamente si instaura un rapporto fra affittuari - uomini agiati su ampie fat torie - e proprietari terrieri. Legame molto sottile, che tendeva a mascherare la figura del proprietario considerato il prin cipale azionista, ma mai interessato in via diretta al rinnovamento tecnico eseguito ed amministrativo dallaffittuario. In seguito fu evidente linteresse del proprietario ad incentivare laffittuario ad investire proficuamente il suo capitale di rischio nel ammodernamento della fattoria. Per questo motivo il proprietario incaricava lamministratore che svolgeva, il ruo lo di intermediario, di procurargli un valido affittuario il quale era tenuto a rispettare delle regole per la coltivaz ione del terreno, inserite nel contratto di affitto, al fine di mantenere il valore capitale delle loro fattorie e prevenire il cattivo uso. Nel 18 secolo in seguito allaumento esagerato del pezzo della terra linnovazione er a molto pi diffusa in quelle zone che, oltre ad essere favorite dal clima, erano pi aperte e disposte a realizzare una fusione delle aree adiacenti innalzando il grado di efficienza oltre che migliorando le rendite. Una serie di leggi sulle Recinzioni accompagnarono le innovazioni che si ebbero nel 18 secolo; regole che aumentarono durante le guerre francesi che portarono allaumento dei cereali e che quindi tendevano a controllare le oscillazioni del mercato monetario e le agevolazioni creditizie realizzate nel b reve periodo. Le guerre causarono laumento dei salari incentivando linnovazione tecnologica ( co me la mietitrice e trebbiatrice ), che consentirono la riduzione di impiego di manodopera ( 18 secolo ). IL MINISTERO DELLAGRICOLTURA Il Ministero delAgricola fu istituito da Pitt nel 1793 in quanto parte della camp agna per ampliare le forniture alimentare interne. Il suo pi stretto parallelo oggi sarebbe un ufficio di consulenza agricola, istit uito per esaminare lo stato dellagricoltura nel Paese, per scoprire lestensione delle terre deserte, di pratiche agricole non innovate e simili. Il ministero non aveva poteri esecutivi per effettuare cambiamenti. Oltre alla pubblicazione delle relazioni, il principale obiettivo del Ministero era di premere per una Legge Generale sulle Recinzioni che rendesse pi economico il processo delle recinzioni (grande ambizio ne delle piccola nobilt e dellinteresse agricolo). Essa fu accettata da Parlamento in seguito ai prezzi molto alti del 1 801, dopo varie commissioni dinchiesta. Questa legge fu lombra di ci che avrebbe potuto essere. I costi medi delle recinzi oni - che ogni legge del parlamento comportava con lintero processo parlamentare, insieme a tasse e spese legali per ogni progetto locale erano molto alti e costituivano un pesante onere, specie per i proprietari terrieri pi piccoli. Il fine di una Legge Generale sulle Recinzioni era di standardizzare le forme i processi in modo sufficiente per poter decentralizzare queste procedure legali da Westminster ai magistrati locali, eli minando tutte le spese connesse alla procedura di conversione di un progetto in legge. Risult una misera mezza misura, perch si scontr con i due primari interessi acquisiti nellInghilterra del 18 secolo: gli ecclesiastici che difendeva no le loro (tributi) e gli avvocati che

difendevano i loro emolumenti (onorari). La Legge Generale sulle Recinzioni si rivel una vittoria del tutto vana, dopo la quale il Ministero dellAgricoltura cess di meritare la fiducia della comunit agricola. CAMBIAMENTI AGRICOLI E PROTESTA RURALE I cambiamenti che giunsero alla societ rurale non furono esenti da tensioni o sco ppi di violenza. Le proteste furono spinte, in parte, dai cambiamenti di condizione e dal non voler accettare il des tino di diventare lavoratori agricoli in seguito al ritiro dei diritti duso della terra o di un convenzionale titolo di propriet de lla terra. Il fatto che questi titoli o diritti non assicuravano di per s maggiori livelli d i compensi. La protesta sociale non fu contrassegnata da unostinata violenza endemica (persis tente, diffusa) nellInghilterra rurale. Molto pi diffusi furono i tumulti nelle citt per la carenza di cibo. Nei paesi con una struttura a due strati delle societ rurale proprietari terrieri e contadini in segno in extremis della violenza rura le fu di bruciare castelli e distruggere i ruoli dei censi (stato sociale di una persona dato dalle sue ricchezze), poich i propri etari terrieri erano visti come oppressori. IL CAPITALE Date le opportunit tecniche e di mercato disponibili, era importante che coltivat ori e proprietari investissero in modo produttivo per migliorare lefficienza della coltivazione, non tanto per comprare pi terra risposta classica del contadino che aveva messo da parte i risparmi. Laffittanza forma caratteristica del possess o della terra in Inghilterra aveva certi vantaggi a tal riguardo. Il coltivatore, se non poteva comprare la fattoria in cui lavorava, era pi tentat o a investire capitali in beni produttivi, attrezzature e bestiame. Il capitale del proprietario terriero era il principale strumento degli investim enti fissi in agricoltura, in costruzioni e in quelle forme di miglioramento che accrescevano il valore capitale della fattoria . Ugualmente un forte flusso di capitale proveniente dai proprietari t., sosteneva gli investimenti nei trasporti, canali e strade a pedaggio, o lo sviluppo urbano (investimento meno direttamente produttiv o). Quando si sapeva che essi si erano impegnati a sostenere un disegno di legge, la possibilit di passare per questo erano molto maggiori. I motivi dei proprietari terrieri erano eterogenei: il desiderio di migliorare la ccesso delle loro terre ai mercati urbani, o di ricevere rifornimenti di calce, carburante e concime. CAPITOLO 7: CRESCITA DELLA POPOLAZIONE E CAMBIAMENTI ECONOMICI NEL 18 E 19 SECOLO SALARIO NOMINALE/ REALE: Per salario nominale (o monetario) si intende la quanti t di moneta che viene data al lavoratore dipendente, periodicamente, in cambio della sua prestazione. Per salario reale s i intende, invece, il potere d acquisto del salario nominale, cio la quantit di beni e servizi che il lavoratore pu ottenere co n esso. Di conseguenza, il salario reale pari al salario nominale diviso per un indice d ei prezzi (infatti, a parit di salario nominale, il salario reale sar alto se i prezzi dei beni e dei servizi sono bassi, e viceve rsa). possibile stabilire un relazione tra la crescita demografica e lo sviluppo indus triale? A questa domanda possiamo rispondere seguendo determinati punti; partendo dallana

lisi della popolazione e dellalimentazione continueremo con il tasso autonomo di mortalit, la produzione di merce su scala ridotta e infine lurbanizzazione. Riguardo alla POPOLAZIONE E ALLALIMENTAZIONE bisogna evidenziare alcune important i relazioni esistenti fra la crescita demografica, i prezzi alimentari e il tasso di crescita demografico, che sono di rettamente proporzionali tra loro. Dal momento che il livello dei salari reali inversamente proporzionale ai prezzi alimentari, anche i tassi del salario reale saranno proporzionali al tasso di crescita demografica. Facendo riferimento anche alla legge della produttivit decrescente possiamo affer mare, quando i processi tecnologici in agricoltura sono lenti o non-esistenti e tutta la terra disponibile gi usata, all ora allaumentare della manodopera la resa diminuir. Quindi la terra vecchia potr essere usata intensamente fino ad un certo limite. Il tasso di crescita demografica , per definizione, influenzato da tre elementi: mortalit, fertilit e emigrazione. La mortalit fa da freno al tasso di crescita demografica. La fertilit influenzata a sua volta dallet in cui le coppie si sposano, dallestensio ne del celibato permanentemente e dal livello di fertilit maritale. Infine, anche lemigrazione di qualsiasi tipo essa sia, modifica il tasso di cresc ita demografica. La figura 1 mostra un sistema in equilibrio dove il tasso di crescita demografic o tenuto sotto controllo se per qualche ragione non va al passo con la produzione alimentare. Possiamo vedere che il circuito esterno rappresenta per Thomas Robert Malthus il meccanismo del freno positivo. Funziona nel modo seguente: qualsiasi aumento del tasso di crescita demografica far salire i prezzi alimentari il che ridurr il livello del salario reale che di conseguenza aumenter il livello di mortalit il quale servir a ridurre il tasso di crescita demografico. In questa sequenza la morte procura lequilibrio per mezzo della fame e della carestia. Malthus sugger un altro mezzo con il quale si poteva controllare il tasso di cres cita demografica: il freno preventivo. Allora un aumento del tasso di crescita ridurr il livello del salario reale sugge rendo a coloro che intendono sposarsi di rimandare i loro progetti, innalzando cos let media del primo matrimonio. In entrambi i modi i bassi livelli di nuzialit ridurranno il tasso di fertilit gen erale e, quindi, il tasso di crescita demografica. Per Malthus questo freno preventivo rappresent un modo in cui il comportamento um ano poteva essere cambiato tramite la pratica della restrizione morale, cosicch si potevano evitare la miser ia e la fame associati al freno positivo. Il freno preventivo sar molto efficiente in quelle societ dove hanno luogo contemp oraneamente il matrimonio, la costituzione di una famiglia indipendente e linizio dei rapporti sessuali (almeno per la moglie). Il TASSO AUTONOMO DI MORTALITA (strettamente collegato allo stato delleconomia e i n particolare ai prezzi alimentari) riveste una notevole importanza nel modello malthusiano di economia pre-industri ale. In effetti, quando esso perviene al nostro sistema equilibrato chiuso, lo riapre influenzandolo in misura tanto maggiore a seconda che esso dipenda da una condizione normale di mortalit oppure da fattori eccezionali quali guerre, epidemie, ecc.

Anche qui il freno preventivo ha la sua importanza e la sua efficacia se con det erminati metodi si riuscisse a prevenire questi eventi eccezionali diminuendo cos la mortalit e accelerando la crescita dem ografica, il freno preventivo sarebbe messo in azione. LA PRODUZIONE DI MERCI SU SCALA RIDOTTA. Finora gli argomenti presentati riguard avano esclusivamente le societ agrarie. Tuttavia, tali societ possono anche comprendere numerose persone che non sono dir ettamente occupate nella produzione agricola, o che lo sono solo a tempo parziale, forse stagionale. Esempi tradizionali di tali occupazioni sono la molitura e il mestiere del manis calco, ma se si aggiungono anche mestieri come la fabbricazione di carri, di birra, la tessitura, la carpenteria, ledilizia , la calzoleria ecc, allora aumenterebbe notevolmente la proporzione di abitanti rurali non-agricoli. LURBANIZZAZIONE Molte societ pre-industriali, pur essendo in prevalenza rurali, possedevano anche una complessa rete urbana. Molti di questi luoghi urbani erano centri amministrativi, ecclesiastici o commerciali. Le pi grandi citt assorbivano il surplus della popolazione proveniente dalle campa gne, ed in questo modo, compensavano la mortalit eccessiva ivi esistente apportando una modifica nel tass o di crescita demografico. Questo effetto dellemigrazione dalla campagna alla citt potrebbe essere paragonato a quello dellemigrazione internazionale permanentemente sulla popolazione nazionale. Differenze nei tassi di crescita demografica possono esistere non solo a livello interregionale ma anche tra ambiente rurale e urbano. URBANIZZAZIONE, EMIGRAZIONE E REDISTRIBUZIONE REGIONALE DELLA POPOLAZIONE risultato sempre pi difficile effettuare una distinzione tra aree urbane ed aree rurali nonostante tutti i tentativi fatti. Uno di questi tentativi quello effettuato dal Wrigley che ha portato pi avanti qu esta linea di indagine e ha cercato di separare allinterno della popolazione rurale quella agricola da quella non agrico la. I suoi calcoli mostrati nella fig. 4 e, oltre lInghilterra includono anche lOlanda e la Francia; si nota uno spostamento della popolazione rurale a quella urbana e al di fuori dellagricoltura in ciascun o di questi tre paesi. In Olanda lurbanizzazione rimane pi alta, ma stabile; in Francia continu ad un live llo pi basso rispetto allInghilterra dove si not un veloce movimento dellurbanizzazione e del settore rurale non agrico lo. Wrigley avanz anche unipotesi molto interessante e cio che una delle caratteristich e rilevanti dellInghilterra fu la rapidit con cui crebbe la popolazione del settore non agricolo durante il 17 e 18 s ecolo mentre la crescita della popolazione agricola era molto meno notevole rispetto agli altri paesi europei. Interessante ora chiederci da dove provenissero queste masse urbane e rurali non agricole. CAPITOLO 8: LA TRASFORMAZIONE DEL LAVORO NELLINDUSTRIALIZZAZIONE EUROPEA JRISTINE BRULAND INTRODUZIONE La storia economica europea del XIX secolo rappresenta principalmente dalla stor ia dellindustrializzazione. Gli enormi cambiamenti tecnologici di questo periodo interessano non solo o cicl i produttivi, le macchine e gli utensili ma anche e soprattutto il lavoro intenso sia come organizzazione di questo che come composizione delle nuove classi

lavoratrici. IL RETROTERRA STORIOGRAFICO Ci sono autori far cui Arnold Toynbee secondo cui lindustrializzazione e la nuova organizzazione sociale del lavoro furono causati da innovazioni tecnologiche nel settore tessile e dallintroduzione della nuova forza motrice: la macchina a vapore. Questi cambiamenti tecnologici sono stati considerati come esterni al processo l avorativo ed i lavoratori erano visti come destinatari passivi degli effetti del cambiamento ed stata data importanza allimp atto che il cambiamento tecnologico ha avuto sui lavoratori, piuttosto che allimportante ruolo dei lavoratori nel determ inare tale cambiamento tecnico; ci si evince anche dai tanti rapporti delle commissioni parlamentari inglesi sui vari dellindu strializzazione. Soprattutto in Inghilterra il dibattito storico sullindustrializzazione ed i lavo ratori, si concentr sui redditi reali di questi ultimi e sul loro tenore di vita. Da ci nascevano due problemi chiave: il primo concerne il perch ed il cosa contrib uirono a determinare quei rapidi e continui cambiamenti tecnologici, il secondo riguarda il fatto che le innovazion i di hardware o le manifeste innovazioni di macchinari furono molto pi modeste di quanto non apparve. Cio furono introdotte nuove macchine e prese vita la moderna fabbrica meccanizzat a, ma questultima coesisteva con la manodopera familiare e il lavoro a domicilio, i laboratori artigiani e altre forme di organizzazione, alcune basate sul lavoro forzoso. Due sono gli argomenti principali sul rapporto fra organizzazione del lavoro, lin novazione tecnologica e la crescita economica: il primo riguarda i cambiamenti nei metodi, nella gestione e nella divisione del lavoro che costituirono la precondizione necessaria al successivo cambiamento tecnologico accelerato nelle attrezzature; il secondo riguarda il fatto che la reazione dei lavoratori alle innovazioni fu determinante per il cambiamento stesso poich innesc una spirale lotta operaia e innovazione che spingeva gli impre nditori capitalisti ad automatizzare per estromettere sempre pi i lavoratori dalla gestione del lavoro e d imporre i propri salari. FORME DI CAMBIAMENTO NELLA PRODUZIONE E NEL LAVORO La produzione industriale cominci ad essere meccanizzata in Inghilterra dalla fin e del 18 secolo e il resto dEuropa segu lesempio Inglese lentamente. Vi fu, tuttavia, la trasformazione nei metodi e nellorganizzazione del lavoro che precedette lindustrializzazione, la quale fu ugualmente importante. Prima di tali cambiamenti il lavoro degli artigiani, sia nei laboratori che nell e fabbriche, era strettamente legato alle loro abilit manuali e gli orari di lavoro erano assai altalenanti e discontinui poich s i passava da giornate ad intensa attivit lavorativa a giornate di ozio. Un esempio tipico di cambiamento strutturale generale nellorganizzazione del lavo ro in Europa, pi che di esempio tipico di trasformazione del lavoro da pre-industriale ad industriale, senza int roduzione di nuove macchine, dato dal mastro ceramista Josiah Wedgwood, la cui attivit arriv a dominare lindustria ingles e della ceramica. Egli ebbe una grande abilit di commercializzazione, ma riusc a combinare questa co n una radicale trasformazione dei

metodi di produzione. Cos determin la sua preminenza e la sua attivit divenne un mo dello per lindustria della ceramica. Gli elementi chiave del suo sistema furono: Suddivisione dei compiti: la produzione di Wedgwood era spezzata in una lunga se rie di operazioni minori, ed ogni operaio specializzato ripeteva una variet di operazioni simili piuttosto che comp iere operazioni che avanzavano verticalmente il lavoro (quindi si ebbe la orizzontalizzazione e la specializzaz ione); Reclutamento ed addestramento: ci comportava, come conseguenza della specializzaz ione, a creazione di una forza lavoro le cui abilit erano limitate ad un campo pi ristretto di quello solit o fino ad allora. Wedgwood richiedeva lavoratori disposti ad accettare le sue condizioni e le indicazioni d el datore di lavoro; Disciplina del lavoro: il lavoratore doveva anche essere disposto a lavorare in un modo in cui il controllo dellesecuzione del lavoro era sempre pi nelle mani del datore o dei suoi sorveglia nti ed erano previste delle sanzioni per chi non rispettava tali direttive. Lesempio di Wedgwood fu presto seguito da altri imprenditori che fecero della div isione del lavoro e della severit verso i lavoratori le loro armi per incrementare la produttivit e soprattutto i loro re dditi: fu proprio questo che costitu un potente incentivo a cercare innovazioni mentre gli operai britannici giocarono un ruolo determinate nel diffonder tali nuovi sistemi di lavoro addestrando gli operai doltre Manica. OPERAI E FORMAZIONE DEL CAMBIAMENTO TECNOLOGICO Ma le nuove discipline del lavoro non furono accettate senza conflitto. I lavoratori erano poco propensi al lavoro in fabbrica poich, questo significava una nuova mentalit e soprattutto obbedienza verso il padrone . Inoltre il problema particolare per i primi imprenditori era rappresentato dal r eclutamento degli operai specializzati i quali con un sotto-contratto reclutavano e sorvegliano la manodopera alle loro d ipendenze, che spesso proveniva da membri della propria famiglia. In molte industrie era usata la coercizione: orfa ni, prigionieri, e indigeni erano costretti a lavorare nelle nuove fabbriche. Nello stesso tempo scarseggiavano gli operai qualificati. Essi erano sempre pron ti a spostarsi ed era solitamente alto il turnover di manodopera. Grazie al turnover (avvicendamento del personale) della manodopera stessa questi operai qualificati riuscivano ad avere un enorme potere contrattuale (aumentavano i sal ari e imponevano i ritmi di produzione) a cui gli imprenditori dovevano spesso sottostare. Fu proprio questo uno strumento che spinse gli imprenditori a ricercare nuove ma cchine che non richiedessero operasi qualificati ma poca manodopera comune. Quindi il rapporto conflitto-innovazione ha costituito un notevole impulso per li nvenzione di unampia gamma di nuove macchine il cui numero aument vertiginosamente nel giro di pochi decenni a partir e dagli inizi del 19 secolo. Si possono fornire 4 esempi di innovazioni avvenute nellindustria tessile, causat e da conflitti di lavoro: la prima macchina automatica per la filatura del cotone, di Richard Roberts, le macchine per lo stampaggio tessile policromo, macchinari per la tintura e risciacquatura, lattrezzatura preparatoria per la tes situra. Da tutto ci si evince che i cambiamenti nellorganizzazione del lavoro ebbero un ru

olo determinate come pre-condizioni causali dei cambiamenti tecnologici, che coincisero con lindustrializzazione ma n on furono i soli; infatti allindustrializzazione europea contribuirono anche diversi fattori di carattere scientifico, legale, po litico e militare tutti strettamente collegati