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Anno accademico 2015-2016

Glottologia
(triennale c.d.l.Lingue e Letterature straniere, A-L)
(60 ore, 9 CFU)
Introduzione alle scienze del linguaggio
prof.ssa Laura Biondi (laura.biondi@unimi.it)

Unit didattica A: (20 ore) Istituzioni di linguistica teorica. Elementi di fonetica e di fonologia.
Unit didattica B: (20 ore) Fondamenti di morfologia, sintassi e semantica.
Unit didattica C: (20 ore) Il mutamento linguistico. Lapproccio tipologico allo studio delle lingue.

Il corso di Glottologia si propone di fornire una formazione di base in linguistica ed propedeutico sia ad
ulteriori approfondimenti nel settore delle scienze del linguaggio, sia alla riflessione sulle strutture delle
singole lingue storico-naturali. In questa prospettiva, il corso prettamente istituzionale ed costituito da tre
unit didattiche indivisibili.
Il programma cos articolato:
- G. Berruto - M. Cerruti, La linguistica. Un corso introduttivo, Novara, UTET Universit, 2011.
- G. Soravia, Le lingue del mondo, Bologna, il Mulino, 2014.
- E. Banfi - N. Grandi, Lingue dEuropa. Elementi di storia e di tipologia linguistica, Roma, Carocci, 2003.
- R. Lazzeroni (a cura di), Linguistica storica, Roma, Carocci, 2002, capp. I (R. Lazzeroni, Il mutamento
linguistico) e III (R. Gusmani, Interlinguistica).
- R. H. Robins, La linguistica moderna, Bologna, il Mulino, 2005.
- materiali predisposti dal docente.
Al programma per frequentanti, gli studenti che per seri e documentati motivi scelgono di non frequentare le
lezioni dovranno aggiungere la lettura integrale del volume:
A. Nocentini, LEuropa linguistica: profilo storico e tipologico, Firenze, Le Monnier, 2002.
Orario di ricevimento:
I semestre: marted h. 10.30-12.30, 14.30-15.30, c/o Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici Glottologia e Orientalistica (I piano), v. Festa del Perdono, 7.
________________________________________________________________________________
MODALIT DELLA PROVA DESAME

scritto + orale: Lesame di Glottologia consiste in una prova scritta non obbligatoria, da effettuarsi entro la
fine del corso, e in una prova orale obbligatoria, entrambe valutate in trentesimi. La prova scritta volta a
verificare le nozioni offerte nellunit didattica A e comprende anche una prova di trascrizione IPA. La prova
orale consister nella verifica delle conoscenze relative agli argomenti delle unit didattiche B e C del corso
e, per i frequentanti, anche dei contenuti, dei materiali di lavoro e degli approfondimenti proposti nelle
lezioni. Il voto dellesame sar comunque unico e, per chi sostenga sia la prova scritta sia quella orale, esso
terr conto della votazione riportata in ciascuna di queste. Eventuali informazioni aggiuntive sulle modalit
di valutazione saranno illustrate durante il corso e in occasione del ricevimento studenti.

I materiali qui proposti sono stati concepiti come ausilio e sussidio didattico alla
preparazione dellesame di Glottologia (A-L) per gli studenti del corso triennale di
Lingue e Letterature straniere della Facolt di Studi Umanistici. Questi materiali hanno
carattere sintetico e offrono unicamente puntualizzazioni relative ad alcuni dei temi
affrontati durante le lezioni; pertanto, essi non sostituiscono i contenuti presenti nei testi
indicati nel programma per la.a. 2015-2016. Si diffida chiunque a farne un uso diverso
da quello indicato.

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LINGUAGGIO, SEGNO, CODICE

Linguaggio: ogni meccanismo atto a comunicare, a trasmettere informazioni.

Segno: entit che fa da supporto ad ogni forma di comunicazione. Per propria


natura, il segno biplanare; costituito infatti dallassociazione indissolubile tra
il piano dellespressione (o significante, signifiant), percepibile ai sensi, e il piano
del contenuto (o significato, signifi), di per s non esprimibile perch astratto,
mentale, non percepibile tramite i sensi.
I segni possono essere classificati in base ad un criterio di motivatezza, che valuta
il rapporto esistente tra i due piani che li costituiscono, e in base al criterio
dellintenzionalit che accompagna il loro utilizzo.

Codice: un sistema di segni, che contempla le regole di corrispondenza fra unit


del piano del contenuto e unit del piano dellespressione; un insieme di
potenzialit ed astratto, fissato per convenzione ed regolato dalla comunit
che lo condivide e ne fa uso. Tutti i linguaggi, in quanto sistemi di
comunicazione, dal linguaggio della matematica alla danza delle api da miele
europee, fino alle lingue verbali umane, sono codici.

Classificazione dei segni

Secondo la formulazione del filosofo statunitense Charles Saunders Peirce


(1839-1914) i segni sono classificabili nei seguenti tipi:

.Icona (o segno iconico): segno intenzionale in cui il rapporto tra espressione e


contenuto motivato da somiglianze di forma o di struttura e, perci,
immediatamente interpretabile (foto, carte geografiche, diagrammi ecc.);

.Indice (o segno indessicale o sintomo): segno non intenzionale in cui il rapporto


tra espressione e contenuto di contiguit materiale, fattuale, del tipo causa o
condizione scatenante > effetto (lo starnuto involontario come indice di
raffreddore; la traccia lasciata sul terreno da un animale come indice del suo
passaggio);

.Segnale: il rapporto tra espressione e contenuto il medesimo che si osserva in


un indice, ma si caratterizza per lintenzionalit (il segnale di fumo prodotto
volutamente da un emittente);
.Simbolo: segno intenzionale e motivato su base culturale (la colomba o lulivo
come simboli della pace, colori, gesti legati a specifiche consuetudini sociali e
culturali);

.Segno in senso stretto: segno intenzionale in cui il rapporto tra espressione e


contenuto massimamente arbitrario, non motivato (i segni delle lingue verbali).

Che cosa una lingua storico-naturale

- Livelli di analisi: ogni lingua storico-naturale un sistema complesso, articolato


su pi livelli, gerarchicamente e sistematicamente ordinati; come naturale,
esistono numerosi fenomeni di interfaccia tra i diversi livelli. In ogni caso,
possiamo utilmente affidarci alla seguente partizione:

.livello dei suoni (fonetica e fonologia: studiano i suoni del linguaggio e le loro
combinazioni, nonch i rapporti che i suoni hanno tra loro nei sistemi fonologici delle
diverse lingue),

.livello delle parole (morfologia: studia le parole, il modo in cui sono strutturate e il
loro modificarsi in rapporto allespressione di specifici valori funzionali),

.livello delle frasi (sintassi: studia la struttura delle frasi e gli schemi di collegamento
tra parole e sintagmi),

.livello dei significati (semantica: studia il significato e i rapporti di designazione).

- Per ogni livello arbitrariamente individuato esistono unit minime, non


ulteriormente scomponibili: fono/fonema, morfema, sintagma, lessema.

- Gerarchia dei livelli: ogni livello formato dagli elementi del livello inferiore e,
con le proprie unit, costituisce il livello superiore; ci grazie ai princip della
economicit e della combinatoriet delle unit linguistiche.

La lingua un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente


fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente
articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza
interiore che consente di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di
elementi.

I segni delle lingue verbali e le loro caratteristiche:

A- Arbitrariet:
Per Ferdinand de Saussure (1857-1913), il segno linguistico unentit
psichica a due facce, inscindibilmente unite e in grado di richiamarsi a vicenda:

il concetto e limmagine acustica, che il linguista ginevrino propone di chiamare


rispettivamente signifi e signifiant.

Ferdinand de Saussure, Corso di linguistica generale. Introduzione, traduzione e


commento di Tullio De Mauro, Bari, Laterza, 19853 (da ora in poi CLG; 19671
per la Biblioteca di Cultura Moderna; trad. it. di Cours de linguistique gnrale,
d. par Charles Bally - Albert Sechehaye, Paris - Lausanne, Payot, 19161), pp. 8384:
Il segno linguistico unisce non una cosa a un nome, ma un contenuto e
unimmagine acustica. Questultima non il suono materiale, cosa puramente
fisica, ma la traccia psichica di questo suono, la rappresentazione che ci viene
data dalla testimonianza dei nostri sensi: essa sensoriale, e se ci capita di
chiamarla materiale, ci avviene solo in tal senso e in opposizione allaltro
termine dellassociazione, il concetto, generalmente pi astratto.

CGL, pp. 85-87 De Mauro:


Il legame che unisce il significante al significato arbitrario, o ancora, poich
intendiamo con segno il totale risultante dallassociazione di un significante a un
significato, possiamo dire pi semplicemente: il segno linguistico arbitrario.
Cos, lidea di sorella non legata da alcun rapporto interno alla sequenza dei
suoni s--r che le serve in francese da significante; potrebbe anche essere
rappresentata da una qualunque altra sequenza: lo provano le differenze tra le
lingue e lesistenza stessa di lingue differenti: il significato bue ha per
significante b--f da un lato ed o-k-s (Ochs) dallaltro lato della frontiera
La parola arbitrariet richiede anche unosservazione. Essa non deve dare lidea
che il significante dipenda dalla libera scelta del soggetto parlante noi

vogliamo dire che immotivato, vale a dire arbitrario in rapporto al significato,


col quale non ha nella realt alcun aggancio naturale.

A.1- Limitazioni dellarbitrariet:

Possono onomatopee e ideofoni (di cui fanno parte anche le esclamazioni), che
sono esempi di motivazione semantica, rappresentare una limitazione sostanziale
al riconoscimento dellarbitrariet come uno dei princip strutturali, costitutivi
del segno linguistico e delle lingue verbali?
CLG, p. 88 De Mauro: le onomatopee e le esclamazioni sono dimportanza
secondaria e la loro origine simbolica in parte contestabile.

Pi in dettaglio:
CLG, p. 87 De Mauro: Segnaliamo concludendo, due obiezioni che
potrebbero esser fatte alla statuizione di questo principio.

1.Ci si potrebbe basare sulle onomatopee per dire che la scelta del significante non
sempre arbitraria. Ma esse non sono mai elementi organici di un sistema
linguistico. Il loro numero daltra parte assai meno grande di quanto si creda.
Delle parole come, in francese, fouet frusta o glas rintocco possono colpire
lorecchio di qualcuno con una sonorit suggestiva: ma basta risalire alle loro
origini latine (fouet deriva da fgus faggio e glas da classicum segnale di
tromba) per vedere che non hanno carattere onomatopeico allorigine; la qualit
dei loro attuali suoni, o piuttosto la qualit che a tali suoni si attribuisce, un
risultato fortuito dellevoluzione fonetica.

Quanto alle onomatopee autentiche non soltanto sono poco numerose, ma la


loro scelta gi in qualche misura arbitraria, poich non sono altro che
limitazione approssimativa e gi a met convenzionale di certi rumori Inoltre,
una volta introdotte nella lingua, esse sono pi o meno trascinate nella evoluzione
fonetica, morfologica ecc. subita dalle altre parole (cfr. il franc. pigeon piccione
dal latino volgare ppo, che derivava per parte sua da unonomatopea): prova
evidente che esse hanno perduto qualche cosa del loro carattere primo per
assumere quello del segno linguistico in generale, che immotivato.

2.Le esclamazioni, molto vicine alle onomatopee, danno luogo ad osservazioni


analoghe.

Le lingue verbali sono dunque sistemi comunicativi totalmente arbitrari? Oppure


esse accolgono e contemplano anche una componente di motivatezza, un
principio di iconicit, che non viola peraltro quello dellarbitrariet radicale?
Dove risiede, allora, e in che cosa possibile ravvisare tale componente, che
diremo relativamente arbitraria?

A.2- Arbitrariet assoluta ed arbitrariet relativa:


CLG, p. 158 De Mauro: Il principio fondamentale dellarbitrariet del segno non
impedisce di distinguere in ciascuna lingua ci che radicalmente arbitrario, cio
a dire immotivato, da ci che lo solo relativamente. Solo una parte dei segni
assolutamente arbitraria; presso altri interviene un fenomeno che permette di
riconoscere dei gradi nellarbitrariet senza per eliminarla: il segno pu essere
relativamente arbitrario.

e prosegue facendo riferimento ad una motivatezza morfologica (ibidem):

Cos vingt immotivato, ma dix-neuf non lo in egual grado, perch evoca i


termini di cui si compone e altri che gli sono associati, per esempio dix, neuf,
vingt-neuf, dix-huit Lo stesso avviene per poirier, che richiama la parola
semplice poire ed il cui suffisso -ier fa pensare a cerisier, pommier ecc. Il
plurale inglese ships navi richiama per la sua formazione tutta la serie flags,
birds, books ecc., mentre men uomini, sheep pecore non richiamano niente.

A.3- Le solidariet:
CLG, p. 159 De Mauro: la nozione del relativamente motivato implica: 1.
lanalisi del termine dato, dunque un rapporto sintagmatico; 2. il richiamo a uno o
pi altri termini, dunque un rapporto associativo. Finora le unit ci sono
apparse come valori, vale a dire come elementi di un sistema, e le abbiamo
considerate soprattutto nelle loro opposizioni; adesso riconosciamo le solidariet
che sono dordine associativo e di ordine sintagmatico, e che, appunto, limitano
larbitrariet. Dix-neuf solidale associativamente con dix-huit, soixante-dix ecc.
e sintagmaticamente con i suoi elementi dix e neuf.

A.4- Rapporti sintagmatici e rapporti associativi nellarchitettura delle


lingue verbali:

A Ferdinand de Saussure dobbiamo aver individuato nelle relazioni di ordine


sintagmatico e in quelle di ordine associativo due modalit diverse in cui le unit
linguistiche entrano costantemente in rapporto e il cui operare costituisce e
presiede al funzionamento della lingua.

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La linguistica strutturalista successiva ha recepito e applicato entrambe le


nozioni; ad esse il linguista danese Louis Hjelmslev (1899-1965), esponente
della Scuola di Copenhagen, si riallaccia parlando di rapporti sintagmatici e di
rapporti paradigmatici alla base del funzionamento del linguaggio verbale.
Peraltro, gi in F. de Saussure luso metalinguistico di paradigmatico era
implicito nel ricorso ai paradigmi flessionali come esempio di rapporto
associativo.
CLG, pp. 149-150 De Mauro: Il rapporto sintagmatico in praesentia; esso si
basa su due o pi termini egualmente presenti in una serie effettiva. Al contrario
il rapporto associativo unisce dei termini in absentia in una serie mnemonica
virtuale.
Da questo duplice punto di vista, una unit linguistica comparabile a una parte
determinata di un edificio, ad esempio una colonna; questa si trova da un canto in
un certo rapporto con larchitrave che sorregge; tale organizzazione delle due
unit egualmente presenti nello spazio fa pensare al rapporto sintagmatico; daltra
parte, se questa colonna dordine dorico, essa evoca il confronto mentale con
altri ordini (ionico, corinzio, ecc.), che sono elementi non presenti nello spazio: il
rapporto associativo.

Ogni unit linguistica (segnica o subsegnica) viene selezionata dal parlante


entro il repertorio virtuale, potenziale, astratto, mnemonico, verticale di cui
fanno parte gli elementi posti sullasse associativo (o paradigmatico, in
absentia, asse delle scelte ), e viene poi disposta sullasse sintagmatico,
concreto, orizzontale e lineare (o in praesentia, asse delle combinazioni )
insieme ad altre unit dello stesso livello, altrettanto effettive, con cui si
combina.
Con un esempio saussuriano, il lat. quadruplex manifesta una relazione
sintagmatica () nella propria struttura morfologica (quadru- + -plex), oltre

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che nel combinarsi sequenziale dei singoli foni che ne costituiscono linearmente
il significante, ma manifesta anche una relazione associativa () laddove si
considerino le unit potenziali associabili rispettivamente ai suoi costituenti
quadru- e a -plex: quadrupes, quadrifrons, quadraginta da un lato,
simplex, triplex, centuplex ecc. dallaltro.
Lasse delle combinazioni , per cos dire, attivo: qui infatti che le unit
linguistiche possono subire dei mutamenti che danno luogo ad una loro forma
determinata. Si considerino gli esempi seguenti:

a)
Il contoide nasale del prefisso negativo italiano {in-} nel suo combinarsi
sintagmatico con altri suoni vocalici o consonantici iniziali delle basi a cui si
combina, prefissandole:
[n, contoide nasale alveolare]: in-adatto (e con tutte le altre vocali), in-sicuro, innaturale; [n, contoide nasale dentale]: in-tollerante, in-dubitabile; [n, contoide
nasale alveolare con tratto di palatalit]: in-censurato, in-gestibile; [m, contoide
nasale bilabiale]: im-possibile, im-battuto, im-maturo; [l, contoide laterale]: illogico; [r, contoide plurivibrante]: ir-razionale; [, contoide nasale velare]: ingrato, in-credibile; [, contoide nasale labiodentale]: in-felice, in-vivibile.

b)
Il

bambino

corre

Lo spinone

corre

La bambina

corre

Il bambino

sbuffa

Lo spinone

ringhia

La bambina

sorride.

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A.5- Lingue lessicologiche e lingue grammaticali:


CLG, pp. 160-161 De Mauro: I diversi idiomi contengono sempre elementi dei
due ordini - radicalmente arbitrari e relativamente motivati - ma in proporzioni
molto variabili, e vi in ci un carattere importante, che pu entrare in conto
nella loro classificazione.
In un certo senso si potrebbe dire che le lingue in cui limmotivato raggiunge
il massimo sono pi lessicologiche, e quelle in cui si abbassa al minimo sono pi
grammaticali. Non che lessico e arbitrariet da un lato, grammatica e
motivazione relativa dallaltro siano sempre sinonimi; ma vi qualche cosa di
comune nel fondamento. Sono come i due poli tra i quali si muove tutto il
sistema, due correnti opposte che si contendono il moto della lingua: la tendenza
a impiegare lo strumento lessicologico, il segno immotivato, e la preferenza
accordata allo strumento grammaticale, vale a dire alla regola di costruzione.
Si pu vedere per esempio che linglese d allimmotivato un posto ben pi
considerevole del tedesco; ma il tipo ultralessicologico il cinese, mentre
lindoeuropeo e il sanscrito sono esemplari del tipo ultragrammaticale.
Allinterno di una stessa lingua, tutto il movimento evolutivo pu essere
contrassegnato da un continuo passaggio del motivato allarbitrario e
dellarbitrario al motivato; questo va e vieni ha spesso il risultato di spostare
sensibilmente le proporzioni delle due categorie di segni.

A.6- Forma e sostanza secondo Louis Hjelmslev:


Nel solco della riflessione saussuriana relativa allarbitrariet delle lingue
verbali, il danese Louis Hjelmslev (Copenhagen 1899-1965) propone di
considerare i parametri di sostanza e di forma in rapporto sia alla dimensione
dellespressione sia alla dimensione del contenuto:

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ESPRESSIONE

CONTENUTO

SOSTANZA
FORMA
Con riferimento allespressione, la sostanza tutto il repertorio dei suoni (foni)
che lapparato fonatorio umano in grado di produrre e lapparato uditivo
riesce a percepire.
Tale sostanza dellespressione riceve forma diversa nelle diverse lingue
storico-naturali. La forma dellespressione infatti linventario dei suoni
distintivi (fonemi) che ogni lingua stabilisce come pertinenti, arbitrariamente e
secondo regole proprie.
Ad esempio, diversamente dal latino, dal tedesco o dallinglese, litaliano non
prevede il ricorso alla lunghezza vocalica a fine distintivo (o fonologico), cio
per individuare parole di significato diverso:
.lat. nom. sing. m. ppulus popolo con // ~ nom. sing. f. ppulus pioppo
con //
.lat. nom./voc. sing. puell con // ~ abl. sing. puell con //
.ted. (die) Stadt citt con // ~ (der) Staat stato con //
.ingl. meat carne e (to) meet incontrare con // [mi:t] ~ mitt manopola,
guanto (da baseball o da boxeur) con // [mit]; analogamente ingl. (to) beat [bi:t]
battere, percuotere ~ bit [bit] pezzetto.

Con riferimento al contenuto, la sostanza del contenuto tutta la gamma dei fatti
concettualizzabili, rispetto alla quale, arbitrariamente, le lingue operano una
selezione che d luogo ad una peculiare forma del contenuto. Le lingue
articolano diversamente i significati, cos che raramente vi corrispondenza
nelle suddivisioni semantiche.

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Ad esempio, larea concettuale che il latino ritaglia (forma) tramite le coppie


ater/niger e albus/candidus, rispettivamente nero opaco e nero lucido,
bianco opaco e bianco brillante, diversamente strutturata in italiano,
attraverso la coppia nero/bianco.
Ancora:
.it. nipote rispetto ad ingl. grandchild nipote di nonno e di nonna e
nephew/niece nipote di zio e di zia,
.it. sposare rispetto al lat. nubere (detto della donna) e uxorem ducere (detto
delluomo),
.it. andare rispetto al ted. fahren andare con un mezzo meccanico e gehen
andare a piedi,
.it. dita rispetto allingl. fingers (della mano) e toes (del piede).
Per F. de Saussure, in effetti (CLG, pp. 147-148 De Mauro), la lingua una
forma e non una sostanza.

B- La linearit: unaltra propriet delle lingue verbali


Con larbitrariet, Ferdinand de Saussure considera il carattere lineare del
significante un altro principio fondamentale del segno linguistico e delle lingue
verbali. La linearit, in effetti, riconosciuta come propriet del signifiant,
nella misura in cui esso tende a disporsi in una successione temporale (e
monodimensionale), poich viene prodotto, si realizza e si sviluppa in modo
sequenziale nel tempo (e se scritto anche nello spazio).

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CLG, p. 88 De Mauro: Il significante, essendo di natura auditiva, si svolge


soltanto nel tempo ed ha caratteri che trae dal tempo: a) rappresenta una
estensione, e b) tale estensione misurabile in una sola dimensione: una linea.

C- Altre propriet distintive delle lingue verbali:


Oltre allarbitrariet e alla linearit, le lingue verbali si distinguono dagli altri
sistemi comunicativi perch esibiscono una serie di propriet specifiche, tra le
quali segnaliamo:
- Fonoacusticit
- Doppia articolazione
- Economicit
- Combinatoriet
- Discretezza
- Ricorsivit
- Riflessivit o propriet metalinguistica.

C.1 Fonoacusticit

Le lingue verbali esibiscono la propriet della fonoacusticit in quanto si


compongono di suoni (foni), prodotti dallapparato articolatorio umano e
percepiti dallapparato uditivo. La fonoacusticit tanto distintiva del
linguaggio verbale rispetto agli altri tipi di linguaggio che in alcuni idiomi il
sostantivo per uno degli organi della fonazione, la lingua (gr. glssa; lat.
lingua), designa al contempo anche il codice.
Il parlato ha una priorit ontogenetica rispetto alla scrittura, nel senso che
ciascun individuo impara prima e spontaneamente a parlare, grazie

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allinterazione con i propri simili, e poi, dopo un addestramento specifico,


impara a scrivere.
Il parlato ha anche una priorit filogenetica rispetto alla scrittura, poich per la
specie umana questultima costituisce unopzione socio-culturale indotta da
specifiche circostanze della storia di ciascuna civilt, ma da cui anche
possibile prescindere; migliaia di idiomi in effetti, soprattutto in Africa e in
Oceania, si tramandano ancora oggi oralmente e non sono codificati dalla
scrittura).
CLG, p. 36 De Mauro: Lingua e scrittura sono due distinti sistemi di segni;
lunica ragion dessere del secondo la rappresentazione del primo; loggetto
linguistico non definito dalla combinazione della forma scritta e parlata;
questultima costituisce da sola loggetto della linguistica.

C.2- Doppia articolazione

La riflessione sul linguaggio e sulle lingue ha riconosciuto fin dai propri inizi la
natura articolata delle lingue (gr. dirthrsis, lat. articulatio; si noti listanza
metaforica che fa riferimento alle articolazioni del corpo umano). Per, il
linguaggio verbale doppiamente, non semplicemente articolato, e la DOPPIA
ARTICOLAZIONE (o dualit di strutturazione) la propriet che riconosce le
lingue verbali organizzate su due piani distinti.
Secondo Andr Martinet (1908-1999), allievo di Antoine Meillet e autore di La
double articulation linguistique (nei Travaux du Cercle Linguistique de
Copenhagen, V, 1949, pp. 30-37), uno tra i massimi esponenti dello
strutturalismo europeo e del funzionalismo praghese, questi due livelli strutturali
sono individuabili a partire da una scomposizione del significante del segno
linguistico in segmenti pi piccoli:

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. livello segnico - livello della prima articolazione - caratterizzato da unit che,


seguendo luso dello strutturalismo statunitense, chiamiamo MORFEMI
(MONEMI nella terminologia di Martinet, che li distingue ulteriormente in
MORFEMI se recano significato grammaticale e in SEMANTEMI se recano
significato lessicale).
Tali unit sono minime, cio non ulteriormente scomponibili (se non a prezzo di
perdere la loro natura di segni), sono dotate non solo di significante, ma anche
di significato, che pu essere di natura lessicale (MORFEMI LESSICALI) o
grammaticale (MORFEMI GRAMMATICALI); sono i segni minimi:
libro {libr-}{-o}, libretto {libr-}{-ett-}{-o}, librone {libr-}{-on-}{-e}.

. livello subsegnico - livello della seconda articolazione - caratterizzato da unit


che chiamiamo FONEMI (FONEMI anche per A. Martinet). Tali unit non sono
ulteriormente scomponibili, sono singolarmente prive di significato e dotate di
solo significante. Dal loro combinarsi hanno origine le entit di prima
articolazione, i morfemi:
libro /l/ /i/ /b/ /r/, /o/.

C.3- Economicit
Al principio della doppia articolazione consegue la propriet delleconomicit
delle lingue verbali. Le lingue verbali sono intrinsecamente economiche, poich
fanno uso di un numero limitato di risorse che, combinandosi tra loro, danno
luogo ad un numero potenzialmente infinito di esiti. Dunque, con un repertorio
ristretto di elementi e di regole di partenza, ogni lingua verbale ottiene un
numero illimitato di realizzazioni possibili.

C.4- Combinatoriet

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Il principio della doppia articolazione alla base anche della propriet della
combinatoriet (o combinabilit). Dal combinarsi di un inventario finito e
ridotto di unit di seconda articolazione (i fonemi), possibile ottenere un
numero finito ma estremamente ampio di unit di prima articolazione (i
morfemi), che a loro volta possono combinarsi tra loro dando luogo ad un
numero teoricamente illimitato e sempre pi complesso di esiti. Da questo punto
di vista, le lingue verbali sono intrinsecamente sintattiche (gr. syntssein
disporre insieme).

C.5- Discretezza
Il linguaggio verbale discreto dal punto di vista dellespressione, in quanto le
entit che lo compongono si distinguono reciprocamente in modo netto e
assoluto, sono dunque identificabili nel loro differenziarsi da altre unit, e sono
discontinue e numerabili. Tale propriet, che collegata allarbitrariet, rende
le lingue verbali dei codici digitali, non continui e quindi non analogici (una
lingua analogica sarebbe almeno parzialmente iconica).
Ad esempio, sono discreti i singoli foni (o suoni): esiste un limite preciso a
differenziare [p] da [b] quanto a propriet fonicoacustiche e non esistono unit
intermedie collocabili tra [p] e [b]. Tale limite vale anche nella (relativa)
variabilit delle realizzazioni dei singoli parlanti.

C.6- Ricorsivit
Si dice ricorsiva una regola che pu essere applicata allesito di una precedente
applicazione di se stessa, in un numero teoricamente illimitato di volte. Ad
esempio, ricorsiva la regola che genera la serie dei numeri interi: n n + 1
riscrivi ogni numero sommando 1 al numero che lo precede.

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Nelle lingue verbali un esempio di ricorsivit la regola della relativa: N


N + Frel, per cui un nome pu essere sostituito da se stesso + una frase relativa
che gli sia collegata:
.Maria scrive
.Maria che pensa a Luigi scrive
.Maria che dice che pensa a Luigi scrive
e cos via, stanti i limiti posti dalla natura umana alla gestione di parole molto
lunghe e complesse, e alla memorizzazione, elaborazione e processazione di
messaggi.

C.7- Riflessivit o propriet metalinguistica

La riflessivit riconosce alle lingue verbali la propriet di usare se stesse per


descrivere il proprio funzionamento. Ogni lingua verbale una metalingua
poich consente di avere se stessa come oggetto da descrivere. La linguistica non
fa che formalizzare questa propriet costitutiva delle lingue verbali.

D-Altro
Lelenco pu comprendere altre propriet delle lingue verbali, quali la
produttivit (o apertura, creativit, non finitezza, poich possibile creare un
numero infinito di frasi e interpretare messaggi mai sentiti prima), trasponibilit
di mezzo (cio la possibilit di realizzare il significante attraverso la
fonoacusticit o attraverso la scrittura), la trasmissibilit culturale (una lingua
viene trasmessa come bene culturale di generazione in generazione entro una
certa societ), il distanziamento (la possibilit di parlare di fatti lontani nel
tempo e nello spazio indipendentemente dalla localizzazione spazio-temporale
dellevento comunicativo), la libert da stimoli esterni (cio lindipendenza da

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condizionamenti esterni alla situazione comunicativa), lonnipotenza semantica


(cio la possibilit per le lingue verbali di esprimere qualsiasi contenuto).

Altre nozioni saussuriane:

1. Langue e parole - codice e messaggio

Ferdinand de Saussure ha introdotto la distinzione tra langage, inteso come


facolt propria della specie umana, langue e parole.
La parole latto linguistico individuale, concreto e sempre diverso al variare
delle condizioni in cui il parlante pu trovarsi; anche soggettiva e (solo) in essa
si attuano e si realizzano le risorse costitutive della langue.

La langue il sistema astratto di conoscenze mentali e di regole interiorizzate


che i membri di una certa comunit possiedono in egual misura; per F. de
Saussure la langue condivisa dai parlanti di una certa comunit perch
socialmente

ereditata;

in

quanto

sistema

di

riferimento

collettivo,

sovraindividuale, storico e sociale, essa permette agli individui di compiere atti


di parole. Ogni mutamento linguistico ha sede in un atto di parole, e cessa di
essere variabile soggettiva solo se ha successo, viene condiviso da altri parlanti
ed assurge ad elemento della langue.

Nel Cours leggiamo (CLG, pp. 118-119 De Mauro):


tutto quanto nella lingua diacronico non lo che per la parole. Nella
parole si trova il germe di tutti i cambiamenti: ciascuno inizialmente lanciato da
un certo numero di persone prima di entrare nelluso. Il tedesco moderno dice:
ich war, wir waren; il tedesco antico, fino al secolo XVI, diceva ich was, wir
waren (e linglese dice ancora oggi I was, we were). Come si realizzata questa

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sostituzione di war a was? Taluni, influenzati da waren, hanno creato war per
analogia; era un fatto di parole; questa forma, spesso ripetuta e accettata dalla
comunit, diventata un fatto di lingua. Un fatto di evoluzione sempre
preceduto da un fatto, o piuttosto da una moltitudine di fatti similari nella sfera
della parole nella storia di ogni innovazione si incontrano sempre due
momenti distinti: 1. il momento in cui sorge presso gli individui; 2. il momento in
cui diventata un fatto di lingua, esteriormente identico, ma adottato dalla
collettivit.
Il linguista interessato alla langue, ma non pu prescindere dallosservazione
degli atti di parole.
La distinzione saussuriana, che si avvale dei parametri di astrattezza e
concretezza, riformulata nella coppia nozionale codice e messaggio, suggerita
dal linguista russo Roman Jakobson (Mosca 1896 - Boston MA 1982), che
parla di codice e di messaggio.
Il codice un sistema di segni, che contempla le regole di corrispondenza fra
unit del piano del contenuto e unit del piano dellespressione; un insieme di
potenzialit ed astratto, fissato per convenzione ed regolato dalla comunit
che lo condivide e ne fa uso. Tutti i linguaggi, in quanto sistemi di
comunicazione, dal linguaggio della matematica alla danza delle api da miele
europee, fino alle lingue verbali, sono codici.
Il messaggio, invece, concreto e in esso trovano attuazione le possibilit date,
astrattamente, dal codice.
Il danese Louis Hjelmslev (1899-1965) usa la coppia terminologica sistema e
uso.

2. Sincronia e diacronia

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Dobbiamo ancora alla riflessione di Ferdinand de Saussure laver posto


attenzione a due dimensioni delloperare linguistico, due parametri attraverso i
quali il linguista pu studiare la lingua-oggetto: sincronia e la diacronia.
Per sincronia si intende una prospettiva di analisi che coglie i fatti linguistici e
le relazioni che tra questi intercorrono in un determinato e preciso stadio
temporale (sn insieme, con + khrnos tempo) pi o meno breve,
indipendentemente da ci che li ha prodotti o dai loro sviluppi in stadi successivi.
Sincronia designa uno stadio di lingua.
Per diacronia si intende una prospettiva di analisi che coglie uno o molteplici
fatti linguistici nel loro presentarsi lungo lasse del tempo (di per, attraverso
+ khrnos tempo) e li studia nel loro mutare da uno stadio A ad uno B
successivo.
Tali dimensioni non sono, e non appaiono neppure nella considerazione
saussuriana, in opposizione; sono piuttosto da intendersi come strumenti al
contempo autonomi e complementari a disposizione del linguista che pu usarli
per descrivere e interpretare la lingua con riferimento allasse delle
simultaneit e con riferimento allasse delle successioni.

. CLG, p. 107 De Mauro:


... se si taglia trasversalmente il tronco di un vegetale, si rileva sulla superficie
della sezione un disegno pi o meno complicato; non altro che la prospettiva
delle fibre longitudinali, che si potranno scorgere praticando una sezione
perpendicolare alla prima. Ancora una volta una delle prospettive dipende
dallaltra: la sezione longitudinale ci mostra le fibre stesse che costituiscono la
pianta, e la sezione trasversale ce ne mostra il raggruppamento su un piano
particolare; ma la seconda distinta dalla prima perch fa constatare tra le fibre
certi rapporti che non si potrebbero mai percepire su un piano longitudinale.