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LO SCETTICISMO:

Pirrone fonda una scuola ponendosi a capo di un movimento filosofico, non strutturato in dottrina. I discepoli sono legati a lui da semplice ammirazione per il suo stile di vita. Lo scetticismo pone al centro della riflessione le questioni dellesistenza e della felicit, prefiggendosi di assicurare allanima quella stessa imperturbabilit che tutti i filosofi ellenisti cercano. Tutti i valori vanno posti sullo stesso piano e tutti ugualmente negati: non vi fra loro una differenza alcuna, perch sono tutti espressione di un desiderio. Si pu desiderare il denaro come si pu desiderare la felicit, la virt ecc. La vera condizione dellimperturbabilit il non desiderare pi nulla. Gli scettici si occupano anche delle sensazioni, negando che anche in questo ambito si possano raggiungere criteri definitivi di validazione. Rifacendosi a Socrate, si pu affermare che lunica certezza su cui il filosofo possa contare quella di sapere di non sapere. Lo scetticismo intende dunque liberare il soggetto non solo dai desideri fasulli ma anche dalla preoccupazione di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Ma abolire ogni forma di convinzione etica non facile: bisogna dimostrare che non possibile trovare una differenza fra un modello di vita giusto e uno sbagliato, qualunque sia il valore in essa perseguito. Ogni scuola filosofica suppone delle verit diverse dalle altre scuole, dunque evidente che non esiste una verit di fondo nella pratica filosofica. Non possono esserci molteplici verit, quindi non esiste alcuna verit. Il filosofo deve smettere di giudicare, sospendere ogni opinione e praticare la virt dellafasia, ossia del silenzio. Il saggio scettico si limita a organizzare la propria esistenza sui binari dellequilibrio e della saggezza pratica. Gli scettici sottolineano come epoch e afasia siano argomenti purgativi, capaci cio di distruggere se stessi assieme al male che intendono curare. Lo scettico riconosce la difficolt di vivere senza certezze e senza scopo. La filosofia serve ad abituare la mente a sopportare la nullificazione dei valori, a non attaccarsi ad alcuna supposta verit, a non produrre alcun ideale. Ad allenare la mente alla non facile arte della sospensione del giudizio servono i tropi, una serie di argomentazioni contro lidea di verit, da usarsi sia come stimoli per riflessioni pi ampie sia come strumenti di polemica contro i filosofi dogmatici. Il primo tropo suggerisce di considerare le nostre rappresentazioni sensibili in confronto con quelle di altri animali. A differenza di quanto sostengono stoici ed epicurei, le sensazioni non offrono affatto evidenze incontestabili perch dipendono dalla struttura degli organi di senso, variabile secondo la specie. Lo scettico professer di essere senza inclinazioni, senza opinioni, e vigiler sulla propria mente perch non ne produca. Se costretto dagli altri a prendere una decisione qualsiasi, professer il conservatorismo: fidandosi sempre della tradizione, delle consuetudini e delle leggi positive, opter per quelle soluzioni che, essendo le pi pratiche e le pi antiche, contengono meno possibilit di errore. Vivendo in questo modo, pu essere che la felicit accada, cio giunga inaspettatamente e immotivamente. E solo una possibilit, non una certezza : lo scettico non cerca la felicit ma neppure la evita.