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JOHN LOCKE 1-LEMPIRISMO INGLESE E IL SUO FONDATORE Locke viene considerato il fondatore dellempirsmo inglese, che verr successivamente

seguito anche da Berkeley e Hume. Sebbene alcune critiche da parte degli storici riguardo il nome, questo sta a indicare la mutata atmosfera in cui questi filosofi si muovono rispetto a Cartesio, Spinoza e Leibniz. Lempirismo inglese presenta diversi punti di contatto sia con il cartesianesimo che con la rivoluzione scientifica. Rispetto al razionalismo, lempirismo caratterizzato dalla teoria della ragione come un insieme di poteri limitati dallesperienza, intesa come fonte e origine del processo conoscitivo (questa ripresa dalla tradizione anti-innalistica) e come criterio di verit o strumento di certificazione delle tesi dellintelletto (questa verr ripresa da Hume), che risultano valide solo se suscettibili di controllo empirico. Rispetto al razionalismo, lempirismo tende ad assumere un atteggiamento limitativo o critico nei confronti delle possibilit conoscitive delluomo, respingendo fuori dalla filosofia e da ogni ricerca legittima problemi che non sono accessibili allintelletto umano. Solo Hume per avanz queste tesi in modo esplicito e rigoroso. In ogni caso, con Locke, scaturisce quel concetto di filosofia come come analisi del mondo umano, tipico dellilluminismo. John Locke nacque nel 1632 a Wrington. Studi alluniversit di Oxford e nel 1658 consegu il grado di maestro delle arti e insegn nella stessa scuola (periodo pi importante della sua formazione spirituale). Influenzato dalla filosofia di Cartesio, nel 1666 si occup di studi naturali e di medicina. Successivamente divent segretario di Lord Ashley, che divent conte di Shafterbury. Quando questo divent cancelliere, Locke intraprese la vita politica. Nel 1675 Locke si ritir in Francia per 4 anni, dedicandosi alla preparazione del Saggio. Torn a Londra e in un momento successivo si rec in volontario esilio in Olanda e ci rimase per 5 anni. Nel 1688 prese parte attiva ai preparativi della spedizione di Guglielmo DOrange e lanno successivo ritorn in Inghilterra. Qui cominci il periodo pi intenso della sua attivit letteraria, che possiamo ritrovare nellEpistola sulla tolleranza, nei Due trattati sul governo e nel Saggio sullintelletto umano (di grande successo). Poi compose altre opere, tra le quali la Condotta dellintelletto, Lesame delle Melebranche, i Pensieri sulleducazione, la Ragionevolezza del cristianesimo. Mor nel 1704 nel castello di Oates. 2-RAGIONE ED ESPERIENZA Contrariamente a Cartesio, Locke nega che la ragione sia uguale in tutti gli uomini, linfallibilit della stessa (poich le idee di cui dispone sono in numero troppo limitato e oscure oppure pu essere ingannata da falsi principi e dal linguaggio), e il fatto che essa possa ricavare da se idee e principi (solo dallesperienza). Ma essa lunica guida efficace di cui luomo dispone e la estende alla morale, alletica e alla religione. Lidea stessa del Saggio nacque in modo casuale durante una riunione con amici con i quali intraprese discussioni che incontravo difficolt da ogni parte. Da ci, Locke cap che era necessario esaminare le capacit intellettive delluomo prima di indagare su quel tipo di problemi. Cos, fu il primo a fare unindagine critica sulla filosofia moderna, ponendo dei limiti alla ragione delluomo, che si basa sullesperienza. Questa permette alla ragione di non avventurarsi in problemi che vanno oltre le capacit umane. Nonostante ci, la ragione ha il potere di formare nella mente idee complesse e ragionamenti e di intendere i fondamenti della morale e della politica e lessenza della religione. 3-LE IDEE SEMPLICI E LA PASSIVITA DELLA MENTE

Per Locke loggetto della nostra conoscenza lidea; lavere idee e pensare sono la stessa cosa. Le idee derivano solo dallesperienza, poich lintelletto umano non capace di crearsele da se. Egli divide le idee in: idee di sensazione (senso esterno) e idee di riflessione (senso interno). Le prime comprendono le qualit che attribuiamo alle cose, mentre le seconde si riferiscono a operazioni compiute nel nostro spirito. Riprendendo Cartesio, afferma che avere unidea significa percepirla. Il filosofo nega lesistenza delle idee innate, poich le idee non ci sono quando non sono pensate. Le idee dovrebbero esistere in tutti gli uomini, ma poich alcuni (bambini, idioti e selvaggi) non le percepiscono, esse possono essere acquisite solamente con lesperienza. Lesperienza ci fornisce soltanto idee semplici; la riunione delle idee semplici porta alla formazione di idee complesse. Questa combinazione da luogo alla conoscenza. Per, nonostante ci, nessuno pu creare idee semplici, chi non riconosce questo limite, si abbandona a sogni chimerici. Inoltre, Locke distingue la sensazione stessa dalla qualit che la produce in noi; questultima pu essere di 2 tipi: soggettiva, oggettiva. 4-LATTIVITA DELLA MENTE Lattivit del nostro spirito consiste: 1. Nella organizzazione delle idee semplici (create in modo passivo). Questo atto da luogo a idee complesse e idee generali. Le idee complesse si riallacciano principalmente a 3 categorie: Modi: idee considerate come manifestazioni di una sostanza (es la triangolo); Sostanze: idee ritenute sussistenti di per se (uomo); Relazioni: idee che scaturiscono dal mettere a confronto pi idee. Alla base dellidea complessa di sostanza , che pu essere corporea o spirituale, presente un substrato sia per la sostanza corporea (delle qualit sensibili) che per quella spirituale (delle operazioni dello spirito); 2. Nel porre o riconoscere le relazioni tra le varie idee. Nascono cos le relazioni, che possono essere: di causa ed effetto, e di identit e diversit. Lidentit della persona sta nella coscienza che accompagna gli stati o i pensieri che si succedono nel senso interno, in quanto percepisce di percepire; 3. Nella formazione di idee generali, che sono segni delle cose particolari, tra e quali c una certa somiglianza. Ad esempio lidea generale di uomo sono sono segni di quegli esseri che, avendo caratteri comuni, noi diamo il termine di uomo. A questo punto, il nostro intelletto attribuisce alla specie uomo tutti gli individui somiglianti. 5-LA CONOSCENZA E LE SUE FORME Lesperienza da luogo alla conoscenza, che consiste nella percezione di un accordo o disaccordo delle idee tra loro. La conoscenza si divide in: Conoscenza intuitiva, ovvero quando laccordo o disaccordo tra 2 idee visto immediatamente in virt di queste idee stesse, senza lintervento di altre idee. Questo il fondamento della certezza ed evidenza di ogni altra conoscenza; Conoscenza dimostrativa, ovvero quando laccordo o disaccordo tra 2 idee viene reso evidente mediante luso di idee intermedie (prove), dando luogo ad una catena di conoscenze intuitive. La certezza della dimostrazione si fonda su quella dellintuizione, perci la probabilit dellerrore cresce allaumentare delle prove;

Conoscenza delle cose esistenti al di fuori delle idee, che luomo non pu percepire perch non c conformit tra le idee e le cose reali. Ma come pu essere verificata questa conformit? Locke individua 3 ordini di realt: 1. Lio, la cui esistenza viene dimostrata intuitivamente con il procedimento cartesiano Dubito ergo sum; 2. Dio, la cui esistenza va ritrovata nella prova causale della tradizione, secondo cui se qualcosa esiste deve essere stato creato da qualcosaltro; dato che non si pu risalire allinfinito deve esistere un essere eterno (Dio stesso); 3. Le cose, la cui esistenza viene percepita attraverso la sensazione attuale; inoltre non c alcun rapporto necessario tra lidea e la cosa a cui si riferisce. Una volta ricevuta la sensazione, siamo certi della cosa che la produce in noi; ci basta a garantire la realt della cosa esterna. Locke suggerisce una certa fiducia per le nostre facolt, anche se la certezza dellesistenza delle cose non assoluta. Nonostante ci, tutto questo sufficiente a soddisfare tutti i bisogni umani. Lesistenza delle cose viene confermata da ragioni supplementari: Le idee vengono a mancare allassenza dellorgano di senso adeguato; Le idee sono prodotte involontariamente nel nostro spirito; Diverse idee sono prodotte in noi con piacere o con dolore, mentre quando sono solo ricordate non sono pi accompagnate da piacere o dolore; La reciprocit della testimonianza di pi sensi rafforza lesistenza delle cose.

Locke ammette il dominio della conoscenza probabile, nella quale si afferma la verit o la falsit di una proposizione a causa della sua conformit con lesperienza o della testimonianza di altri uomini. La fede invece fondata sulla rivelazione, per la ragione rimane ugualmente criterio di verit in quanto solo essa pu riconoscere lattendibilit e il valore della rivelazione. 6-LA POLITICA Locke per scrivere il Saggio trasse spunto dalle vicende della sua vita su problematiche che interessavano la politica e in minor parte la morale. Dal saggio possiamo comprendere il carattere razionale e dimostrativo delletica, utile per la conservazione della societ e per la felicit pubblica. Egli viene considerato una dei maggiori difensori delle libert dei cittadini, della tolleranza religiosa e della libert delle chiese, a seguito di una lunga serie di ricerche. Nel secondo dei Due Trattati Locke ammette, lesistenza di una legge di natura, che la ragione stessa in quanto ha per oggetto i rapporti degli uomini e che determina la reciprocit di tali rapporti. Come aveva fatto Hobbes, riconnette questo concetto alluguaglianza originaria degli uomini, ma ritiene che questa limiti il diritto naturale di ciascuno con il pari diritto degli altri. Nello stato di natura la legge di natura la sola valida, e consiste nel rispettare solamente la norma naturale. Il diritto naturale delluomo (limitato a esso stesso) risulta quindi quello di poter vivere, essere libero, detenere una propriet, punire loffensore ed essere lesecutore della legge di natura. Perci, non necessariamente lo stato di natura uno stato di guerra, ma pu diventarlo quando una o pi persone ricorrono alla forza per ottenere ci che la norma naturale vieterebbe di ottenere. Per evitare ci, gli uomini si pongono in societ e abbandonano lo stato di natura. Locke afferma che, dato che i cittadini

instaurano un contratto tra di loro, la libert e i diritti di questi ultimi devono essere garantiti da un potere civile; lunico diritto che viene loro tolto quello di farsi giustizia da se. La vita dei cittadini non pu essere affidata ad un sovrano assoluto che la gestisce a proprio piacimento. 7-TOLLERANZA E RELIGIONE LEpistola sulla tolleranza una delle pi importanti opere sulla libert di coscienza. Qui mette in relazione lo Stato e la Chiesa, secondo cui il primo ha il compito di garantire la vita, la libert e lintegrit del corpo, la sua immunit dal dolore, il possesso delle cose esterne. Il magistrato detiene solamente il compito della costrizione, perci non pu imporre con la forza la salvezza. Perci, la salvezza pu essere raggiunta solo con la fede. La Chiesa invece non ricorre alla forza, poich a guidarla un magistrato civile. Egli ammette la ragionevolezza del Cristianesimo, poich si tratta di un organo privo di superstizioni che risulta compatibile con la ragione e risulta un alleato della ragione stessa.