Sei sulla pagina 1di 1

[,ocke

Si soliti raccogliere sotto l'etichetta di "empirisrno inglese" l'opera di quei filosofi che, tra '60O e '7ge, svolsero un'assidua polemica alle istanze e agli esiti propri del r:azionalismo. Bench nella realt storica difficile ,-d--S#ftdn, distinzione assoluta tra errrpirismo e razionalismo, possiamo individuare delle caratteristiche di fondo che sono una costante peculiare della prima corrente di pensiero. Nei confronti del razionalismo, l'empirismo si caratterizza per l'enfasi posta sull'esperienza intesa sia come fonte di ogni conoscenza, come origine del processo conoscitivo, sia come criterio della verit della conoscenza. ln altri termini da un lato ogni nostra conoscenza ha come fonte l'esperienza e dall'altro le tesi dell'intelletto hanno validit solo se possono essere verificate, controllate empiricamente. ll primo aspetto caratterizza l'empirismo in antitesi ad una concezione innatista (secondo cui noi abbiamo gi sin dalla nascita delie conoscenze; il secondo aspetto caratterizza l'empirismo in antitesi al razionalismo e sottolinea l'opportunit di assumere un atteggiamento critico nei confronti delle possibilit conoscitive dell'uorno: se la conoscenza umana ha come criterio di verit l'esperienza, se le tesi dell'intelletto sonc valide nella misura in cu! possono essere confermate dall'esperienza, allora dobbiamo riconoscere il carattere |imitato del!a nostra ragione e seguire un indirizzo antimetafisico che esclude dal!e nostre indagini problemi relativi a realt non accessibili agli strumenti mentali posseduti dall'uomo. L'indagine di Locke si propone divagliare i compiti e i limitidella ragione, dell'intelletto urnano; la sua imporranza e la sua originalii ccnsistono nella priorit riconosciuta all'esame critico degli strumenti della conoscenza e del loro uso ) "soggio sul!'intelletto umono"-Si tratta di esaminare quali siano le capacit proprie della ragione umana (ragione che per quanto limitata l'unica guida di cui l'uomo dispone) e quali i suoi lirniti. Tali limiti derivano dal fatto che la ragicne deve fare i conti con l'esperienza: quest'ultirn4 infatti, a t'ornire il materiale alla prima e a controllare che l'attivit della ragione non partorisca costruzioni arbitrarie e fantastlche. Questa posizione porta Locke a criticare ogni forma di innatismo- Se esistessero dei principi o delle idee innate {ad esempio i principi logici di identit o dinon contraddizione; i principi morali o religios!; le verit matematiche), se questi principi, se queste idee fossero congenite, e, ncn acquisiie sul!a base dell'esperienza, esse dovrebbero essere effettivamente note a tutti. L'esperienza quotidiana ia constatare invece che quelle iciee, che si direbbero innate, sono lg*ote per esempio ai fanciulli e agli uornini incolti (popolazioni intere sonc prive di idee moraii o reiigiose). Coniro l'innatismo, Locke oppone, come fonte delle nostre idee, l'esperienza: -Relativa alla realt esterna ) sensazione - Relativa alle operazioni interne dell'anima i riflessione Tramite questa duplice esperienza {esterna e interna) noi abbiamo le idee semplici. La semplicit ditali idee sta proprio nel loro derivare direttamente dfll'esperienza. Le idee semplici costituiscono gli elementi primi della conoscenza, che si impongono necessariamente al so'ggetto senziente e sono perci chiare e distinte. In altri terrnini, di fronte a tali !dee, la mente qmana non attiva (non il pensiero a creariei, ma completamente passiva. La passivit della sensazione non garantisce per la piena corrispondenza delle idee semplici alle caratteristiche delle cose esterne. Lpcke ammette infatti la distinzione tra idee cii qualit primarie (estensione, forma, moto) e idee di qualit secondarie (cglore, odore, sapore); se !e prime trovano una corrispondenza negli cggetti del mondo esterno, ie seconde sono semplicemente nrociificazioni del soggetto senziente che non hanno alcuna conformit con !e qualit degti oggetti reali che le prociucono. Lf esperienza ci fornisce solo le idee semplici: le idee ccmptesse su"o prodotte dalla ncstra-"nte rnedante la riunione di varie ldee semplici. L'intelletto, operando sulle ideesemplici (cio suidatiforniti dalla sensazione e dal!'ir-npfessione), forma, compcnendole, paragonandole, riunendole in modi vari, iCee complesse, La conoscenza umana risulta proprio @ questa capacit di combinazione. Ma l'intelletto non pu inventare o creare un'idea semplice nuova, non dei'ivata dall'esperienza, o,distruggerne qualcuna foi'nlta datl'esperienza. Cos tutte le. idee sono ricondotte ad un'origine empirica: senza iresperenza l'intelletto una tabula rasa. Le idee complesse possono essere di modi, di sostanza, di relazioni. Di particolare importanza la critica di Locke ali'idea di sostanza- La sostanza non , come voleva la metafisica tradizionale, il fondamento tiltimo della realt, ma un'idea complessa formata ciall'intelletto. Considerando che varie idee semplici sono costantemente unite fra loro, la nostra mente portata a considerarle come un'unica idea, a supporre l'esistenza di un "sostrato" che ne sia la base. Questo sostrato che costituisce la sostanza ha un carattere ai'bitrario: non conosciuto in quanto supera la testimonianza dell'esperienza, ma semplicemente supposto. Ci vale sia per la sostanza corporea sia per la sostanza spirituale. Nelle relazioni rientra il rapporto di causa ed effetto; tale rapporto fonciato sulla constatazione empirica cji una certa successione degli avveniment, ma l'espei'ierrza empirica non ci ciice nulla sulla necessit di tale rapporto. L'attivit dell'intelletto si esplica non solo attraverso la composizione di idee complesse ma anche nella formazione di idee generali (o astratte): esse sono ottenute mediante un processo di generallzzazione delle idee par-ticolari, eliminairdo per astrazicne le deterrninazioni particolari. Le idee generali non hanno un coi-risp_onciqnte sul piano della realt, sono semplicemente nomi o parole generali: sono segni che servono a designare le idefiffian-e si applicano a quegli individui che rientrano nell'idea generale- L'esperienzafornisce, con le idee semplici, il materiale della conoscenza; questa ha sempre a che fare con dee, ma non si riduce alle idee perch consiste nella percezione di un accordo o d un disaccordo delle idee tra di loro. La conoscenza pu essere di due tpi dversi: intuitiva oppure discorsiva. Neila prima l'accordo o il disaccordo di idee visto immediatamente. Nella seconda I'accordo o il disaccordo tra due idee non percepito immediatamente ma viene reSo evidente mediante l'uso di idee intermedie: la conoscenza dimostrativa consiste in una catena di conoscenze intuitive.