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Cristiana Mereu

IV F

A.S.2013/2014

LO STOICISMO
1. La scuola stoica
Zenone di Cizio (336 a. C. 264 a. C.), allievo di Cratete di Tebe, nel 300 a. C. fond una scuola propria che chiam Sto poikle (Portico dipinto), quella che noi chiamiamo scuola stoica. Zenone mor di morte volontaria e dei suoi scritti ci rimangono solo frammenti. I suoi pi celebri allievi furono: Cleante di Asso, anche lui morto suicida, gli successe nella direzione della scuola; Crisippo di Soli, reputato da molti il secondo fondatore dello stoicismo; Zenone di Tarso e Diogene di Seleucia (chiamato il Babilonese). Come gli scritti di Zenone, quelli di questi autori sono andati perduti e sono rimasti solo frammenti. Lo stoicismo si presenta come una continuazione della dottrina cinica (ci si spiega anche dal fatto che Zenone stato allievo di Cratete), infatti gli stoici cercano la felicit e la virt, ma, a differenza dei cinici, ritengono che il raggiungimento di queste ultime si ottenga per mezzo della scienza. Zenone ritiene che la scienza sia una virt; la virt la dottrina prevalente nello stoicismo, tanto da coincidere con il concetto di filosofia. Le virt generali sono tre (la naturale, la morale e la razionale) e tre sono anche le parti in cui si suddivide la filosofia: la fisica, letica e la logica.

2. Logica
Il criterio della verit
Per gli stoici la logica la scienza del discorso; retorica in quanto discorso continuo; dialettica in quanto discorso diviso tra domande e risposte, che si occupa di ci che vero e di ci che falso e di ci che non n vero n falso. Essa grammatica, il cui oggetto sono le parole; logica, il cui oggetto sono le cose. Per gli stoici il criterio della verit la rappresentazione catalettica concettuale, per cui lintelletto cattura loggetto, o loggetto fissa la rappresentazione sullintelletto. Il giudizio latto dellassentire, del dissentire o della rinuncia allassentire, secondo cui si afferma, si nega o si sospende. Per gli stoici lanima una tabula rasa su cui si registrano le rappresentazioni, per cui di sensi deriva tutta la conoscenza umana. Linsieme delle rappresentazioni crea la prolessi, cio il concetto universale. Luniversale esiste solo nellanima secondo gli stoici, dunque il concetto non ha realt, in quanto questultima individuale. I concetti principali sono il soggetto, la qualit, il modo dessere e la relazione. Il concetto dellessere il genere sommo, esteso a tutto ci che , al quale gli stoici affiancano quello del qualcosa che comprende lincorporeo e linesistente. L individuo il concetto che non ha al di sotto altre specie.

La teoria del significato


Per gli stoici, la dottrina del significato si fonda sulla considerazione del concetto, non come espressione dellessere, bens come segno che si riferisce a molteplici cose. Tale segno si costituisce di tre elementi, di cui due corporei (la parola o cosa significante e loggetto reale o cosa significata), ed uno incorporeo (limmagine o rappresentazione mentale, o significato). 1

Cristiana Mereu

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Paradossi, antinomie e sofismi: il dilemma del coccodrillo


Gli stoici consideravano discorsi insolubili quali paradossi, antinomie, sofismi, come forme di ragionamento. Tali ragionamenti, ritenuti logicamente possibili, hanno influenzato gli studiosi nel tentativo di creare appositi schemi risolutivi alle affermazioni apparentemente insolubili. Il celebre paradosso del Mentitore o del Bugiardo stato schematizzato Bertrand Russell, che ha risolto la contraddizione del paradosso e ha trovato la regola per eludere le antinomie, limitando la validit universale delle affermazioni escludendo che esse si riferiscano a se stesse. Il dilemma del coccodrillo rappresenta degli esempi di contraddizione che si legge nella formula del patto che il coccodrillo stipula con la madre del bambino che ha rubato: restituire il bambino se la mamma indoviner la sua intenzione o meno di restituirlo.

3. La fisica
Gli stoici hanno un concetto panteistico della fisica, in quanto ordine immutabile e razionale perfetto e necessario che identificato con Dio. La fisica panteistica dello stoicismo mossa da due principi legati fra loro, uno attivo che la forma o ragione, identificato con Dio, ed uno passivo che la materia o sostanza priva di qualit. Entrambi i principi di causa o materia sono corporei, in quanto esistono, poich secondo il concetto materialistico secondo cui ci che agisce p subisce unazione esiste, e poich ci pu riferirsi solo al corpo, dunque il corpo esiste. Il significato, il vuoto, il luogo ed il tempo, sono le quattro specie di cose ritenute incorporee dallo stoicismo. Dio, causa di tutto, corpo ed fuoco che alimenta e che ragione seminale del mondo dalla quale si generano le cose, rette dal destino o ordine del mondo (Dio), che si ripete attraverso cicli cosmici , tra conflagrazioni e processi di palingenesi o rinascite e apocatastasi o riformazioni, che originano medesimi ordini cosmici. La perfezione del mondo si fonda sul finalismo e ottimismo metafisico e sulla visione antropocentrica di esso, considerando tutto ci che esiste, in positivo o in negativo, i funzione del bene delluomo. Il rigoroso panteismo cosmico stoico si dimostra essere anche una giustificazione al politeismo tradizionale, in cui gli dei sono aspetti dellazione ordinatrice divina, e espressione di una capacit divinatrice o mantica, che concepisce gli eventi come preordinati da un provvidenza divina.

4. Lantropologia
Lanima si colloca tra le cose corporee, in quanto essa agisce. Essa fa parte dellAnima del mondo, fuoco o soffio vitale, cio di Dio. Lanima si suddivide in quattro parti: la ragione (principio direttivo); i cinque sensi; il seme; il linguaggio.

La ragione, o principio egemonico, controlla le altre parti dellanima e determina i sensi e listinto. Secondo gli stoici, la libert (autopragha) consiste nellessere causa di s; solo il sapiente si determina da s e la sua libert consiste nelladattarsi allordine del mondo. 2

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Alcuni stoici riconobbero al sapiente la libert anche nei confronti dellordine cosmico, come Crisippo, il quale fece una distinzione tra cause perfette (agiscono con necessit assoluta) e cause concomitanti (subiscono linfluenza delluomo).

5. Letica
Natura, ragione e dovere
Letica stoica si basa sulloikiosis, ossia ladattamento. Ogni essere vivente compie vari sforzi per essere in armonia con il Tutto, attraverso due forze: listinto, che guida lanimale a nutrirsi, a prendersi cura di s, ecc.; la ragione, che garantisce laccordo delluomo con s stesso e con la natura.

Letica, per gli stoici coincide con la teoria delluso della ragione al fine di vivere secondo natura, ossia stabilire un accordo uomo e natura, intesa come ordine razionale e perfetto (destino, Dio). La vita secondo natura si concretizza con lazione conforme e razionale del dovere; gli stoici distinguevano il dovere retto (solo del sapiente) dal dovere intermedio (comune a tutti).

Il bene e la virt
Il bene coincide con la virt, la quale, pur avendo vari nomi, una sola e soltanto il sapiente la possiede tutta. Il bene si ottiene dopo che la scelta fatta per mezzo del dovere ripetuta e consolidata fino a diventare appunto virt. Non esiste una via di mezzo tra virt e vizio (lopposto della virt): il saggio agisce bene e virtuosamente, mentre lo stolto fa tutto in modo vizioso ed pazzo (opposto del saggio). Da tale principio deriva la dottrina delle cose indifferenti, tra le quali alcune sono degne di esser scelte (come la bellezza, la salute, ecc.) e altre sono da respingere (ossia tutti i loro contrari). Linsieme di tutto ci che degno di scelta, sia la virt che le altre cose, chiamato valore.

Le emozioni e lapatia
Nelletica stoica vi la negazione totale del valore dellemozione (pathos), considerata come fenomeno di stoltezza e di ignoranza. Gli stoici riconoscono quattro emozioni fondamentali: la brama dei beni futuri e la letizia di quelli presenti; il timore dei mali futuri e lafflizione per i mali presenti. Ai primi tre corrispondo la volont, la gioia e la precauzione del sapiente; mentre non esiste uno stato del sapiente corrispondente allafflizione. Il sapiente indifferente alle emozioni: la sua condizione quindi lapatia.

La legge naturale e il cosmopolitismo


La legge naturale della comunit umana deriva dallordine razionale. Tale legge perfetta e non pu subire alcuna variazione o miglioramento. La legge si ispira alla ragione divina, la quale compie ununica azione, la giustizia. Il cosmopolitismo la dottrina che vede gli uomini come concittadini liberi; lunica schiavit quella dello stolto. 3