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RADIOTERAPIA (professoressa Sardaro) lezione n 3

Sbobinatore: Francesca Salvatore Revisionatore: Liborio Scaltrito In alcuni casi la radioterapia pu essere utilizzata come unica cura per le patologie neoplastiche maligne ad esempio abbiamo gi parlato del rinofaringe, molto spesso per si associa alla chemioterapia proprio per avere un miglior risultato oppure pu essere usata in alternativa nel senso che o facciamo l'intervento chirurgico o facciamo la radioterapia il risultato comunque sovrapponibile, questo il caso del laringe glottico; ad esempio se ci troviamo di fronte ad una neoplasia della corda vocale T1-T2 N0 o effettuiamo l'intervento chirurgico o il trattamento radioterapico si ha sempre una sopravvivenza del 95% a 5 anni quindi si pu effettuare in alternativa comodamente all'intervento chirurgico anche se secondo me va meglio consigliata la radioterapia perch con l'intervento chirurgico c' asportazione della corda vocale con problemi di fonazione per tutta la vita, invece con la radioterapia si possono avere durante il trattamento processi infiammatori conseguenti al trattamento con problemi di fonazione ma una volta finita la radioterapia si ripristina comunque perch non c' asportazione della corda vocale. Poi la radioterapia pu essere usata in associazione per migliorare i risultati della cura tumorale tenuto conto che in associazione si pu fare sia la chirurgia che la chemioterapia che sono gli altri due presidi di cura per le neoplasie. Molto spesso la radioterapia viene usata come cura in tutte le neoplasie del testa- collo, un distretto anatomico molto complesso, insidioso, molto difficile eradicare con la sola chirurgia la neoplasia. PROSTATA Nella stragrande maggioranza dei casi oggi come per il carcinoma della mammella la % di pz che si ammalano di carcinoma della prostata pi elevata perch c' maggior screening e perch si allungata la vita. In passato venivano sottoposti all'intervento chirurgico la stragrande maggioranza dei pz anziani ogni volta che l'intervento era possibile. Oggi invece non c' solo la chirurgia per curare un carcinoma della prostata ma anche la radioterapia; esclusivamente un trattamento radioterapico pu curare quel pz. Immaginiamo un pz di 50-60 anni affetto da adenocarcinoma della prostata, questo paziente ha 2 possibilit o l'intervento chirurgico, sto parlando sempre dei T1-T2, o la radioterapia ma con l'intervento chirurgico c' il 60-70% di possibilit come conseguenza chirurgica di incontinenza urinaria, di impotenza sessuale, cosa che estremamente ridotta con la radioterapia. Oggi con la radioterapia grazie alle nuove tecniche ci sono ottimi risultati curativi quindi se avete un nonno a cui stato scoperto, in virt dell'aumento del PSA, un carcinoma della prostata non detto che debba fare l'intervento chirurgico con tutte le conseguenze perch poi studi hanno dimostrato che nella stragrande maggioranza degli interventi chirurgici non c' mai una adeguata radicalit, cio proprio per essere meno demolitivi, con meno effetti collaterali, pi facile che questi pz abbiano bisogno poi di fare la radioterapia perch i margini sono positivi. Attenzione quando dovete consigliare un pz affetto da carcinoma della prostata soprattutto nelle forme intracapsulari, nelle forme iniziali, in un pz con 50-60 anni in cui i problemi di incontinenza ed impotenza verrebbero notevolmente ridotti con la radioterapia esclusivamente. LINFOMI Sia nel morbo di Hodking che non Hodking la radioterapia pu dare una sopravvivenza sovrapponibile alla chemioterapia nel 80-90% dei casi anche a 10 anni. In passato era l'ultimo presidio terapeutico che si aveva perch non avevamo il livello che c' nella chemioterapia cio dei farmaci che potevano essere usati con minori effetti collaterali. Se vi trovate di fronte ad un pz che alla biopsia linfonodale ha un linfoma di Hodking lo inviate da quale specialista? L' ematologo, l'oncologo mai dal chirurgo. Sono patologie che non si operano mai perch sono sistemiche. La chirurgia cos come la radioterapia sono trattamenti loco regionali, una volta che abbiamo tolto la malattia a livello dei linfonodi latero cervicali, siete sicuri che dall'altro

lato o a livello mediastinico non c' nessuna infiltrazione linfonodale? Di certo non possiamo andare ad intervenire chirurgicamente su tutte le stazioni linfonodali. CUTE Pu essere ben trattata solo mediante trattamento radioterapico, i basaliomi spinocellulari vanno incontro a guarigione solo mediante trattamento radioterapico. Contadini, pescatori, muratori che sono sottoposti ad esposizioni importanti per molti anni della loro vita sono pi soggetti a basaliomi spinocellulari della cute, giusto? Gli interventi chirurgici che vengono effettuati dalla stragrande maggioranza dei chirurghi plastici o generali o anche dai dermatologi sono interventi di minima, nel senso che sui referti istologici c' sempre un residuo microscopico e quindi questo depone per una recidiva accreditata quindi un secondo intervento chirurgico, un eventuale terzo intervento per non essere poi altamente demolitivi anche dal punto di vista puramente estetico perch l, soprattutto se al volto, entra in gioco la componente estetica. Allora il chirurgo o il dermatologo sono molto poco demolitivi. Dopo la terza, la quarta recidiva i pz di solito vengono inviati al radioterapista. A quel punto un basalioma a livello della palpebra, del labbro, delle ali nasali pu aver provocato danni. Invece con la radioterapia radicale fatta fin dall'inizio si pu curare un basalioma spinocellulare. Attenzione quando leggete per la prima volta un referto istologico perch ad un mm di distanza di un dato negativo io avrei le mie paure per una recidiva loco regionale. Per quanto riguarda tutta la parte ginecologica adesso un po' meno, ma in passato per tutta la psicologia che questo comporta le donne avevano paura ad andare dal ginecologo quindi ci trovavamo di fronte a masse neoplastiche o del corpo uterino o del collo dell'utero tali che fare l'intervento chirurgico sarebbe stato altamente demolitivo, la radioterapia sia endocavitaria che quella a fasci esterni possono comportare o guarigione o un allungamento della sopravvivenza, meglio per l'intervento chirurgico. La radioterapia in quello che l'iter terapeutico delle neoplasie pu essere effettuata prima, durante e dopo l'intervento chirurgico. La radioterapia pre operatoria viene effettuata per ridurre le dimensioni del T affinch l'approccio chirurgico possa essere meno demolitivo possibile; se ho una neoplasia di 5cm e la radioterapia me lo riduce a 3cm ovviamente l'intervento chirurgico sar meno demolitivo, poi con la radioterapia pre operatoria si viene a creare un processo infiammatorio intorno alla parte pi esterna della massa neoplastica tale che il chirurgo quando incide trova un piano di clivaggio tale che pi facile resecare, cio pi facile definire fin dove si deve spingere per asportare quel tumore macroscopico. Poi il motivo per cui viene effettuata ridurre le infiltrazioni microscopiche perch noi molto spesso durante l'intervento chirurgico vediamo quello che macroscopicamente evidente ma le infiltrazioni microscopiche non sappiamo neanche per quanti cm si possono estendere e spesso viene anche effettuato l'esame istologico estemporaneo proprio per valutare quanto dobbiamo estenderci ancora. Ovviamente con la radioterapia pre operatoria avremo la possibilit di essere pi radicali con l'intervento chirurgico. Molto spesso pu essere importante fare la radioterapia pre operatoria per quanto riguarda la qualit della vita del pz; per esempio prendiamo in esame un carcinoma del terzo distale del retto, nel momento in cui abbiamo un carcinoma del grosso intestino fino al sigma questo non di competenza del radioterapista perch una radioterapia sarebbe dannosa per il pz per gli effetti collaterali, invece dal sigma in gi di competenza del radioterapista. In questo caso infatti l'intervento chirurgico altamente demolitivo comporterebbe l'asportazione dello sfintere con incontinenza rettale e stomia assicurata perch l'anastomosi non possibile. Per assicurare una buona qualit di vita al pz facciamo la radioterapia pre operatoria, riduciamo le dimensioni della massa neoplastica, riduciamo le probabilit di infiltrazione del perineo e molto probabilmente siamo capaci con l'intervento chirurgico di lasciare minimo 2 cm alla fine del canale anale necessari a creare un' anastomosi con il grosso intestino per evitare una stomia. DOMANDA: Quanto tempo dovrebbe durare la radioterapia pre operatoria? RISPOSTA: Una settimana in associazione con la chemioterapia.

Molto spesso se effettuiamo la biopsia e per esempio sappiamo che un adenocarcinoma T3, durante l'intervento chirurgico possiamo trovare all'esame istologico un T0, non riusciamo neanche pi dopo la radiochemioterapia a definire che ci sia infiltrazione microscopica; i risultati quindi ci sono. Poi c' sempre la possibilit dell'intervento chirurgico perch il chirurgo che si rende conto che il pz non ha risposto alla radiochemioterapia associata e questo succede in una piccola % di casi, pu sempre asportare anche lo sfintere. Poi bisogna tener presente che per effettuare la radioterapia post operatoria bisogna sempre aspettare la guarigione totale della cicatrice e vanno via anche 6-7 settimane e le cellule possono anche proliferare di nuovo e questo pu determinare un ulteriore danno. In termini di sopravvivenza i risultati per l'intervento chirurgico con stomia e l'intervento minimo con radioterapia pre operatoria sono sovrapponibili. Anche perch se durante l'intervento il chirurgo si rende conto che c' ancora infiltrazione o la massa non si ridotta di dimensioni o trova una situazione che non lo convince, pu procedere con l'intervento chirurgico normale. Oggi ci sono chirurghi che fanno dei corsi per poter imparare la metodica necessaria a fare l'intervento di anastomosi con poco tessuto. La radioterapia pu essere effettuata anche post operatoriamente tutte le volte che c' un residuo dopo intervento chirurgico. Cosa trovate scritto in un reperto istologico quando c' un residuo? R0= margini completamente liberi R1= residuo microscopico cio l'incisione chirurgica stata effettuata oltre i margini macroscopici ma c' ancora infiltrazione microscopica R2= presenza di patologia macroscopica In tutti i casi di R1 e R2 bisogna consigliare di andare dal radioterapista perch devono essere effettuate terapie loco regionali perch l ci sono ancora cellule neoplastiche e le recidive sono assicurate nel 100% dei casi. Se ho un carcinoma del retto e c' infiltrazione di tutta la parete rettale, del grasso peri rettale e all'intervento chirurgico c'era un T3 N0 deve fare la radioterapia? Nelle stadiazioni avanzate, quanto pi alto il rischio di recidiva loco regionale va sempre effettuata la radioterapia. Quando leggerete un referto di un carcinoma del corpo dell'utero per esempio c' indicazione alla radioterapia se la neoplasia ha infiltrato fino a tutto lo spessore del miometrio, se ha infiltrato meno di met dello spessore del miometrio non c' indicazione al trattamento radioterapico perch si visto che se viene infiltrato meno del 50% dello spessore del miometrio il rischio di avere recidive loco regionali talmente basso che non conviene dare alla pz tutti gli effetti collaterali del trattamento, cio o la fa o non la fa la stessa cosa. Se invece si supera il 50% dello spessore allora fare la radioterapia ha allungato la sopravvivenza di queste pz quindi si deve porre indicazione al trattamento radioterapico. Questa la stessa cosa dei carcinomi polmonari, ad esempio T1-T2 N0N1 non devono effettuare radioterapia post intervento chirurgico, invece le forme T1-T2 N2 non fare il trattamento radioterapico significherebbe inficiare la curabilit del pz perch si visto che fino all'interessamento N1 quindi delle stazioni linfonodali ilari fare o meno la radioterapia non serve a nulla, invece non effettuare la radioterapia post operatoria nei pz N2 significa ridurre la sopravvivenza del pz. Se una pz viene sottoposta ad un intervento di quadrantectomia per una neoplasia di 0,5-0,8 cm deve effettuare la radioterapia post operatoria? Si nel 100% dei casi perch altrimenti dopo dovrebbe procedere alla mastectomia dato che negli altri quadranti o nello stesso quadrante ci possono essere residui microscopici non visibili alla mammografia che possono comportare una recidiva post intervento chirurgico. Sono tutti casi in cui va effettuata la radioterapia post operatoria. Per una pz invece sottoposta a mastectomia la radioterapia post operatoria deve essere effettuata solo in determinati casi cio: se le dimensioni del T sono uguali a 5 cm; se sono interessati 4 o pi linfonodi ascellari interessati anche se l'intervento chirurgico stato radicale perch le recidive loco regionali sono assicurate entro 2 anni;

tutte le volte che c' infiltrazione del capezzolo, della cute, del sottocute, del derma; tutte le volte in cui c' infiltrazione della fascia, peri linfatica.

Questo vale soprattutto per il carcinoma della mammella maschile perch vengono scoperti cos in ritardo che c' sempre infiltrazione. SARCOMI Interessano soprattutto i giovani e ci piacerebbe avere ottimi risultati di cura associando l'intervento chirurgico alla radioterapia e alla chemioterapia ma molto spesso non cos. Dopo l'intervento chirurgico va effettuata sempre la radioterapia loco regionale per la grande capacit d'infiltrazione del sarcoma che comunque ha una certa resistenza al trattamento radioterapico ma anche alla chemioterapia, sono altamente aggressivi. In molti casi quando viene scoperto con masse di grosse dimensioni l'approccio chirurgico non possibile quindi viene effettuata la radioterapia pre operatoria per impedire la mutazione dell'arto e magari anche la radioterapia dopo l'intervento chirurgico. I sarcomi sono delle neoplasie molto infiltranti, radio resistenti. TESTICOLO Nei seminomi tipici cio T1-T2 l'intervento chirurgico potrebbe essere anche curativo, si visto per che in questi pz entro 2 anni dall'intervento chirurgico presentano una diffusione della patologia lungo le vie lombo aortiche per arrivare anche a livello sovradiaframmatico. Quindi viene effettuato il trattamento radioterapico post operatorio non a livello inguinale perch basso il rischio di recidive loco regionali, ma a livello dei linfonodi lombo aortici a scopo preventivo a bassissime dosi. Del polmone abbiamo gi parlato, abbiamo parlato anche del retto per ripeto se abbiamo infiltrazione a tutto spessore della parete rettale, infiltrazione dei linfonodi pelvici, anche dopo l'intervento chirurgico deve essere effettuata la radioterapia post operatoria perch le recidive a livello anteriore sono altamente dolorose per questi pz. In questi casi non si pu pensare di essere altamente radicali con il solo intervento chirurgico, bene effettuare sempre la radioterapia considerando che non crea grossi problemi. I rapporti a questo livello sono talmente intimi che impossibile che un T3 non possa dare infiltrazione delle strutture circostanti. Durante gli esami mi capitava spesso di sentire che dopo la quadrantectomia si fa la radioterapia intra operatoria, questo non vero in quanto la radioterapia intra operatoria si fa solo in alcune patologie ed ancora oggetto di studio perch il pz a campo operatorio aperto viene sottoposto a trattamento radioterapico in un'unica seduta. Poi va tenuto conto che il pz nel momento in cui viene operato c' un piccolo acceleratore che pu essere trasportato in sala operatoria e che ci consente di eseguire il trattamento che stato costruito da poco, in passato il pz veniva trasportato dalla sala operatoria in radioterapia quindi all'inizio questa tecnica non aveva avuto nessun successo. Poi si dovevano demolire tutte le sale operatorie in virt del fatto che venivano liberate radiazioni ionizzanti quindi il miglioramento del trattamento dovuto all'acceleratore mobile. Il trattamento intra operatorio attualmente viene utilizzato per il carcinoma della mammella ma soprattutto per le neoplasie gastrointestinali ed in particolare per il carcinoma del pancreas che ha una prognosi particolarmente infausta quindi per evitare che ci sia diffusione loco regionale delle cellule tumorali attraverso il letto operatorio, attraverso le vie linfatiche, si sterilizza attraverso il letto operatorio in un'unica seduta affinch poche cellule possano diffondere. Gli studi che si stanno facendo ora sono rivolti ad una radioterapia intra operatoria sul quadrante della mammella dove c' la neoplasia e che prende il nome di irradiazione parziale della mammella e si stanno ottenendo buoni risultati ma per quanto riguarda il pancreas non si stanno ottenendo grossi risultati. Queste sono tutte tecniche rivolte ad ottenere un miglioramento della sopravvivenza agendo su patologie, prevalentemente neoplastiche, che hanno una radio sensibilit intermedia perch su quelle radio sensibili e radio

resistenti sappiamo quali sono le nostre possibilit. Il trattamento chemioterapico un trattamento sistemico perch raggiunge tutti i distretti tranne l'encefalo e quindi non ha nessuna valenza per le metastasi cerebrali quindi un pz con metastasi cerebrali viene inviato direttamente alla radioterapia. Molto spesso per la chemioterapia soprattutto per quanto riguarda le neoplasie cerebrali viene usata in associazione alla radioterapia perch si crea un sinergismo d'azione tale da avere un miglior effetto curativo. Abbiamo parlato la volta scorsa di glioblastoma multiforme, questo dopo l'intervento chirurgico nella stragrande maggioranza dei casi utilizzando talidomide che uno dei pochi chemioterapici in grado di attraversare la barriera emato enfalica, ci consente di avere una migliore sopravvivenza con radio e chemio associate. Secondo voi in tutti i casi possibile fare la radio chemio associata? Se si pu evitare tanto di guadagnato perch gli effetti collaterali sono importanti. Tutti i pz devono effettuare un emocromo settimanale durante il trattamento radioterapico perch questo pu comportare una riduzione dei livelli di globuli bianchi e Hb, immaginate se a questo bisogna associare la chemioterapia; infatti questi pz molto spesso devo sospendere il trattamento perch hanno 5-6 mila globuli bianchi o bassi valori di Hb. Quando si deve effettuare questo trattamento radio chemio associato meglio che il pz sia ricoverato. In passato si diceva che se la pz effettuava il ciclo con ciclofosfamide, methotrexate, fluorouracile per il trattamento di casi a basso stadio della mammella con associazione al trattamento radioterapico si poteva fare senza ricovero, si pu fare ma la pz deve portare ogni 2-3 giorni l'emocromo perch se i globuli bianchi o Hb non sono buoni meglio fare prima la radioterapia o prima la chemioterapia e poi passare all'altra terapia.

PALLIAZIONE
Significa non migliorare la sopravvivenza del paziente ma la sua qualit di vita. Tutte le volte che ci troviamo di fronte ad un pz con metastasi cerebrali, con dolore, con sanguinamenti, con difficolt a respirare, il trattamento palliativo potrebbe migliorare la sua qualit di vita. Due sono le urgenze in radioterapia: la compressione midollare fino ad L2-L3 e la compressione della vena cava superiore. La compressione midollare per pi di 48 ore non ha pi possibilit di ripresa, se si instaurato un deficit motorio o sensitivo non pi possibile recuperare quel pz con possibile paraplegia, tetraplegia a seconda del livello. Il pz deve essere preso in tempo sia dal punto di vista neurochirurgico che radioterapico. La compressione della vena cava superiore porta dispnea marcata, fame d'aria, il pz ha paura di soffocare, non mai in posizione supina, dorme con pi cuscini, sulla poltrona. 3-4 giorni con trattamento radioterapico per decomprimere la vena cava superiore migliorano la qualit della vita del pz, questo deve essere fatto il pi velocemente possibile. Tutte le volte che abbiamo delle neoplasie dell'esofago che impediscono il passaggio del bolo alimentare o se l'esofago viene compresso ab estrinseco, fare un trattamento radioterapico per decomprimere l'esofago consente un miglioramento; tutte le volte in cui c' dispnea, tosse, dolore, viene effettuato un trattamento radioterapico a scopo palliativo. Tutte le volte in cui il pz colpito da metastasi ossee i dolori sono indescrivibili e riducono la qualit della vita del pz quasi a zero, fare il trattamento utile per alleviarlo. Anche le metastasi cerebrali sono appannaggio del radioterapista perch il trattamento riduce sia le dimensioni che il numero delle metastasi radio sensibili. Per esempio le metastasi cerebrali da microcitoma polmonare rispondono benissimo al trattamento radioterapico. La radioterapia su metastasi delle ossa lunghe previene anche il rischio di fratture che sono molto frequenti. Questo uno schema che mostro in virt della cultura del trattamento radioterapico. Entrare in un centro di radioterapia significa effettuare una prima visita; poi si ha la simulazione o centraggio che corrisponde al secondo passaggio di un pz nel centro di radioterapia, quando sentite parlare di TPS treatment planning system siete in un centro di radioterapia, sono dei computer con dei software utilizzati dal radioterapista; quando sentite parlare di acceleratore lineare o di sistemi di

mobilizzazione, di maschere, siete in un centro di radioterapia. La simulazione viene effettuata con un apparecchio che si chiama TC simulatore usato per individuare precisamente la sede dove indirizzare le radiazioni. Quando visiterete un pz e questo ha dei tatuaggi sulla cute, queste sono le stigmate del trattamento radioterapico. Il pz tutte le volte che viene sottoposto al trattamento viene posizionato sul lettino e tutti i giorni viene posizionato allo stesso modo perch dobbiamo irradiare sempre la stessa zona, e tutti i giorni dobbiamo fare la simulazione e la TC per individuare quella regione? No, va a casa con dei piccoli tatuaggi, un po' d'inchiostro di china e con un aghetto si solleva la cute e sono indelebili, dureranno per tutta la vita. Solo se effettuo il trattamento radioterapico all'encefalo i capelli in quella sede non cresceranno pi ma se si fa il trattamento dal collo in gi questo non succede. Quando visitate un pz quindi e vedete dei tatuaggi, dei piccoli puntini neri, anche se il pz non ve l'ha detto voi sapete che ha fatto trattamento radioterapico. Il treatment planning system serve per farci vedere in tempo reale quello che succede quando il pz sta sul lettino, cio i tessuti attraversati dalle radiazioni ionizzanti e quanta dose i tessuti attraversati prendono. un software utilizzato per valutare la distribuzione di dose cio come viene rilasciata l'energia delle radiazioni ionizzanti nell'organismo, tutti elementi curve linee che mettono in mostra quante radizioni il pz prende, vedete queste sono tutte linee punti che ci fanno vedere quante radizioni il pz prende. Il rosso prende il 100 per 100, il verde prende il 95 per cento, il blu l80 per 100, tutti elementi che ci interessano per valutare gli effetti collaterali. Quindi avere la capacit di dirottare i fasci in maniera tale da risparmiare quanto pi possibile i tessuti sani circostanti indipendentemente dai protocolli da seguire secondo me la parte pi interessante del radioterapista. Molto spesso abbiamo anche la possibilit di fondere le immagini tra TC e PET, TC e RMN e questo ci fa controllare meglio il nostro volume e questo comporta una maggiore possibilit di sicurezza di adeguarci quanto pi possibile al target e di irradiare quanto meno possibile il pz. Tutto questo radioterapia. Quando un pz deve effettuare un trattamento sulla ghiandola mammaria utilizza come sistema di mobilizzazione il wing board. La pz ha la testa poggiata su un poggiatesta, le braccia poggiate sui braccioli, le mani ad impugnare questo manubrio, supina. Il poggiatesta ha 3 altezze perch il pz deve stare il pi comodamente possibile, immaginate un anziano con il gibbo ha bisogno di una curvatura lungo il tratto cervicale,che lo faccia stare comodo, quindi viene personalizzato. Immaginate la lunghezza degli arti, chi ha gli arti pi lunghi chi ha gli arti pi corti; la posizione del manubrio pu essere spostata e tutto questo va studiato nella simulazione. Questo un piano inclinato, immaginate le mammelle di grosse dimensioni che mentre la pz supina arrivano verso il giugulo, mettendo il piano inclinato si allontana la pz dalle strutture giugulari dove per esempio c' la tiroide. Questo invece viene utilizzato per i trattamenti pelvici, qui la testa, qui i quadranti addominali, qui gli arti e qui i genitali. Secondo voi perch viene usato questo sistema di mobilizzazione se il pz riesce a stare in posizione prona? Mettendoci in posizione prona le anse intestinali si allontanano dal nostro campo I sistemi di mobilizzazione vengono utilizzati per far stare i pz pi comodamente possibile perch quanto pi comodi sono meno si muovono e per allontanare le strutture sane circostanti dal campo d'irradiazione. Questi sono i cuscini a moto spinto, quando un pz deve subire un trattamento addominale o pelvico, ci sono queste buste di plastica piene di grani di polistirolo, l si pu creare il vuoto, viene posizionato sul lettino, il pz sopra e nel momento in cui viene creato il vuoto si creano tutte le curve anatomiche. Il pz per stare comodo nel trattamento successivo si deve posizionare essenzialmente secondo quelle curve altrimenti comincia a muoversi, la trovano loro stessi la posizione per stare comodi, immaginate i bambini! Si forma proprio tutta la concavit delle curve anatomiche. Questi sistemi servono per impedire che tutti i giorni portiamo dei dati differenti. Nei trattamenti pelvici per esempio anche se ci sono i tatuaggi non si trova la posizione giusta, invece con i COMBIFIX puoi posizionare gli arti bene, quindi il pz verr posizionato il pi correttamente possibile, e tutti i giorni effettueremo lo stesso trattamento. Altirmenti un giorno ruoteremo la caviglia in un modo e un altro giorno in un altro!!Quanto pi precisi siamo tanto pi abbiamo la possibilit di ridurre le dimensioni del nostro campo.

DOMANDA: Quanto pu durare il trattamento? RISPOSTA: Anche un quarto d'ora e stare immobili un quarto d'ora pu non essere facile, soprattutto per pz sofferenti. Tutte le volte che un pz deve essere sottoposto ad un trattamento testa-collo e parlo di neoplasie cerebrali e del distretto testa-collo, viene immobilizzato con la maschera perch se oggi mi posiziono con il mento iperesteso, e se domani sono stanco mi posiziono ipoesteso, con la maschera non lo posso fare perch personalizzata, c' anche la forma della clavicola, del mento. La maschera nasce come un foglio rigido, poi viene messa in una caldaia dove c' dell'acqua calda perch bicomposta, fatta di materiale malleabile, viene resa malleabile, adagiata sul volto del pz e una volta fatta raffreddare si adatta. Tutti questi elementi vengono fatti per dare il massimo della dose al target e ridurre la dose ai tessuti circostanti! (ragazzi la professoressa ci ha tenuto 5-6 volte a ripetere che con tutti questi dati una cosa certa: SIETE IN UN CENTRO DI RADIOTERAPIA!!!!!)