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AVVERTENZE GENERALI PER TUTTE LE CLASSI DI CONCORSO. Maggioli editore LIBRO PRIMO : METODOLOGIE E TEMATICHE DELLA DIDATTICA.

Di ROSANNA CLAVINO. Cap.1 Il SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO 1.1 LEVOLUZIONE STORICA DELLA SCUOLA ITALIANA. LILLUMINISMO (dalla seconda met dellOttocento) la corrente filosofica che solleva il dibattito sul principio dellistruzione di massa e laccesso allo studio. Ruolo importante fu svolto dalle iniziative filantropiche e non strutturate gestite dagli enti ecclesiastici e religiosi. 1847 Re Carlo Alberto istitu il ministero della pubblica istruzione ma lo chiam : Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione. Affid a questo ente la competenza organizzativa e sottoline limportanza di una gestione amministrativa centralizzata. 1848 Legge Boncompagni scompare la denominazione : Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione. Lente gestore della Pubblica Istruzione fu denominato Ministero della Pubblica Istruzione e Boncompagni sottoline la radice civile e non religiosa di questo ente al quale vennero trasferite tutte le funzioni dellIstruzione,Universit compresa. 1859 Legge Casati. Lo Stato esprime la volont di voler assumersi la responsabilit del diritto/dovere di intervenire in materia scolastica. La Chiesa Cattolica fin ad ora aveva avuto il monopolio in tale settore. 1877 Depretis ( sinistra storica). Legge Coppino. Essa aveva lo scopo di formare alla cittadinanza, ispirata dal Positivismo, quindi introdusse a scuola lo studio delleducazione civile e ampli lo spazio dedicato alle materie scientifiche. Cominci a cambiare anche la metodologia scolastica: meno dogmi maggiori insegnamenti scientifici e epistemologici. I cattolici aprirono scuole private di fronte alla laicizzazione della scuola. Aggiunse le sanzioni per gli inadempienti circa lobbligo scolastico: i primi 3 anni di scuola elementare (essa in totale ne prevedeva 5). 1923 La legge Gentile. la convergenza tra la cultura neoidealista e il cattolicesimo. Esprime i valori della borghesia conservatrice. ( la fonte per lo schema sotto riportato Giovanni Genovesi, Storia della scuola in Italia dal Settecento ad oggi - Laterza 2000)

Grado preparatorio Non obbligatorio 3 anni scuola materna

Scuola elementare Uguale per tutti, con formula 3 + 2. Esami al termine della 3 elementare e della 5 . Al termine della Quinta si poteva accedere :

Corso Integrativo
3 anni con esame di fine corso. Non d accesso ad altra scuola

Scuola Complementare
3 anni.

Ginnasio Inferiore
3 anni. Esame dingresso. Superato esame al 3 si accede al: Ginnasio Superiore 2 anni con esame al 2 anno, da cui si accede al Liceo Classico

Istituto Magistrale Inferiore


4 anni. Ha un esame dingresso e uno al 4 da cui si accede Istituto Magistrale Superiore 3 anni, con esame finale. Questa scuola da laccesso all Istituto Superiore di Magistero, che prevedeva un esame dingresso.

Istituto Tecnico Inferiore

Liceo scientifico
4 anni. Esame dingresso. Erano necessari i 14 anni o aver frequentato la scuola media. Esame a fine corso. Si pu accedere a tutte le Facolt ad eccezione di Lettere e Filosofia, Giurisprudenza

4 anni. Ha un esame dingresso. Al termine del corso si pu accedere

Istituto Tecnico Superiore. AGRIMENSURA. 4 anni, con esame di ammissione e fine corso. Poi si accede ad Economia e Commercio, Scienze Statistiche, Agraria, tutte di 4 anni.

Istituto Tecnico Superiore. COMMERCIALE 4 anni, con esame di ammissione e fine corso. Poi si accede ad Economia e Commercio, Scienze Statistiche, Agraria, tutte di 4 anni.

3 anni con esame a fine corso. Dal Liceo Classico si pu accedere a tutte le Facolt Universitarie.

1928 postelementari .

Testo Unico n.577, il ministro Giuseppe Belluzzo introduce la Scuola di avviamento Professionale al posto dei corsi

1948 Costituzione della Repubblica Italiana. Si vuole realizzare una scuola democratica, pubblica, gratuita e obbligatoria per almeno 8 anni. Il modello scolastico disciplinato dagli articoli 9, 33 e 34 della Costituzione.
Articolo 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Art. 33 L'arte e la scienza sono libere e libero ne l' insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sullistruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parit, deve assicurare ad esse piena libert e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E' prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, universit ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. Art. 34 La scuola aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

1962 Viene approvata la legge n. 1859 ovvero viene abolita la scuola di avviamento al lavoro e viene creata una scuola media unificata che permettesse a tutti di accedere alle scuole superiori. La scuola non ha pi in carattere elitario, anche le classi sociali meno agiate ora possono aspirare ad unistruzione pi elevata. 1968 Culmine delle rivolte e delle contestazioni che hanno segnato per lo pi gli anni Sessanta. Un documento significativo che testimonia questo tempo il noto scritto di Don Milani Lettera ad una professoressa (1967). In esso sono contenute le critiche pi rilevanti e condivise in quel periodo dai contestatori: es. I poveri non sono inclusi nella scuola; i contenuti sono nozionistici; la scuola non aderisce alla vita reale e non prepara a diventare cittadini consapevoli; luso del voto.

1969 Sono state approvate norme per la liberalizzazione dellaccesso agli studi universitari e quelle che regolavano la strutturazione dellesame di maturit. Nel 1969, sperimentale, e nei successivi 20 anni questesame era strutturato in 2 prove scritte e 1 orale, che verteva su 2 materie (1 scelta dallo studente, laltra dai docenti) tra un gruppo di quattro indicate dal Ministero della Pubblica Istruzione, diverso per ogni Istituto. La contestazione giovanile degli anni Sessanta ha molti meriti, una tra questi quello di aver abbattuto la barriera esistente tra docente ed alunno, cos da favorire un dialogo educativo pi realistico. 1973 Legge delega n.477 del 30 luglio rese la scuola pi aperta alla societ; si definirono gli stati giuridici del personale direttivo, ispettivo, docente e non docente, infine furono istituiti nella scuola gli organi collegiali pi o meno nella forma che oggi conosciamo. 1974 Decreti Delegati che introdussero nella vita della scuola una rappresentanza dei genitori, del personale ATA (Amministrativo, Tecnico,Ausiliario) e degli studenti (solo nella scuola superiore). Il corpus dei decreti delegati oltre alla legge n.477 del 1973 comprende i : D.P.R. numeri :416;417; 418; 419; 420 del 31 maggio 1974; (D.P.R = Decreti del Presidente della Repubblica). In questi Provvedimenti Delegati stata istituita la figura del Vicario del Preside (Vicepreside) figura importante giuridicamente e gi menzionata nella legge n.477 del 1973 D.P.R. n. 416 Istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola materna, elementare, secondaria e artistica. Esso istituisce gli organi collegiali della scuola a livello di circolo e di istituto: Consiglio di classe o di interclasse; collegio dei docenti; consiglio distituto; La giunta esecutiva; il consiglio di disciplina degli alunni; comitato di valutazione del servizio degli insegnanti. Nel 1994 (Testo Unico) queste istituzioni sono state confermate e ad oggi funzionano. Infatti, anche le regole per le elezioni degli organi collegiali erano contenuti in questo provvedimento, ed in seguito sono state recepite e aggiornate dallordinanza ministeriale n. 215 del 15 luglio 1991 e dal Testo Unico del 1994. In esso anche sancita lautonomia amministrativa delle scuole e imposta la costituzione di un albo pubblico distituto o di circolo. Si istituisce listituto delle Assemblee degli studenti e dei genitori riconoscendo il diritto di assemblea. Le norme sulle assemblee sono state riprese dal Testo Unico in materia di istruzione e continuano ad essere rispettate nelle scuole italiane.

D.P.R. n.417 Norme sullo stato giuridico del personale docente, direttivo ed ispettivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica dello Stato.

D.P.R. n.419 Sperimentazione e ricerca educativa, aggiornamento culturale e professionale ed istituzione dei relativi istituti. Riconosce e regola le sperimentazioni nella scuola, intese come ricerca e realizzazione di innovazioni sia sul piano metodologico - didattico che degli ordinamenti e delle strutture esistenti. D.P.R. n.420 Norme sullo stato giuridico del personale non insegnante statale delle scuole materne, elementari, secondarie ed artistiche. Riguarda lo stato giuridico e il trattamento economico del personale non docente.

1977 Legge 517 Norme sulla valutazione degli alunni e sullabolizione degli esami di riparazione nonch altre norme di modifica dellordinamento scolastico. In sostanza viene definito lesame di Quinta elementare a valutare linsegnate della classe affiancata da altri due docenti del Collegio di appartenenza e vengono aboliti gli esami di riparazione nella scuola media. Anni 90 Maastricht del 1992. Si mette al centro la qualit del sistema, la cultura del servizio; i principi di sussidiariet sanciti dal Trattato di

1997 Legge Quadro del 3 giugno 1997 il ministro Luigi Berlinguer riordina i cicli scolastici ; mentre con la Legge 10 dicembre 1997, n.425 viene modificato lesame di maturit chiamato ora Esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore, in breve Esame di Stato. La Riforma Berlinguer aumenta estende lobbligo scolastico a 15 anni e crea quindi un secondo tipo di obbligo: formazione professionale, che dura fino ai 18 anni. Il numero di anni complessivi dedicati alla scuola per diminuiscono da 13 si passa a 12 anni. Ora ci sono soltanto : Il ciclo Primario (3 bienni ovvero 6 anni) e quello secondario (5 anni) suddivisi in un biennio con materie comuni e dei trienni differenziati. Al termine dei 5 anni lo studente deve sottoporsi allesame di Stato. 2001 Governo Berlusconi, ministro della Pubblica Istruzione: Letizia Moratti che presente una proposta di radicale riforma del sistema scolastico, suscitando consensi e dissensi accesi su fronti opposti.

In questo paragrafo vengono citati con 2 righe scritte in piccolissimo: Don Bosco(1815-1888) e Montessori (1870-1952), definite personalit si spicco in ambito istruzione/formazione italiana.

1.2 LA SCUOLA ITALIANA DEI NOSTRI GIORNI. Partendo dagli Anni 90 il sistema scolastico stato protagonista di un ampio processo di ristrutturazione e cambiamento, testimoniati da numerose leggi. I principi riformatori sono 2 : Principio di sussidiariet: Decentramento amministrativo ovvero ampliata lautonomia didattica e organizzativa delle istruzioni scolastiche; Principio di conformit con gli orientamenti europei. Adeguamento del sistema scolastico agli standard europei: partecipazione scolastica e erogazione della formazione. Dal 1997 vengono approvate leggi che favoriscono il decentramento amministrativo; significative sono state il D. Lgs. 112/1998 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali e la successiva Riforma Costituzionale del Titolo V attraverso la legge costituzionale n.3/2001 che cambia il sistema delle Autonomie locali e dei rapporti con lo Stato. La modifica costituzionale ripartisce le competenze secondo lo schema sotto riportato : Competenze esclusive dello Stato.: legislativa esclusiva per le norme generali dellistruzione e sui livelli essenziali di prestazione regionali, escluse le Regioni a statuto speciale e le Province di Trento e Bolzano (autonome). Competenze esclusive delle Regioni: legislativa esclusiva sullistruzione/formazione professionale. Ci sono dei parametri formativi minimi ai quali devono aderire. Competenze concorrenti tra Stato e Regioni. Lo Stato stabilisce i parametri formativi minimi e i principi generali dellistruzione. (es: durata, tipologia dei corsi; certificazioni valide; obiettivi di apprendimento; valore legale dei titoli). Le Regioni si occupano di organizzare lofferta formativa sul territorio. Autonomia delle scuole e delle universit. La scelta didattica completamente gestita dalle scuole, cos come lassetto organizzativo e le politiche di ricerca e sviluppo. Legge 131/2003 Disposizioni per ladeguamento delordinamento della Repubblica alla legge costituzionale n.3 si definisce che in materia dei piani di studio spetta a livello nazionale stabilire: I livelli essenziali di prestazione (LEP) per le scuole di ogni ordine e grado;

Il profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) che lalunno deve possedere a conclusione dei corsi scolastici e di formazione professionale; Gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) stabiliti per ogni disciplina impartita esclusivamente nelle scuole. Gli OSA del sistema della formazione scolastica sono stabiliti dalle Regioni. Legge n.53/2003, legge Moratti, che cancella la riforma Berlinguer varata nel 2000. La Moratti cambia il riordino dei cicli scolastici e attua il principio dellalternanza scuola-lavoro. Gli studenti dai 15 ai 18 anni potevano svolgere una formazione strutturata sullalternanza tra periodi di studio e di lavoro, di cui si faceva responsabile listituzione scolastica. Il periodo di lavoro era effettuato presso imprese, associazioni di rappresentanza, camera di commercio, industria, artigianato: enti pubblici e privati, compresi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere studenti per periodi di tirocinio con i quali venivano stipulate convenzioni. Inoltre il riordino dei cicli ha subito tale cambiamenti: Scuola dellInfanzia: liscrizione viene consentita ai bambini con 28 mesi compiuti anzich 36. Scuola primaria: liscrizione viene consentita ai bambini a partire dai 5 anni e 4 mesi compiuti. Fin dal primo anno si insegna la lingua straniera e luso del computer con una valutazione biennale. Cambiano totalmente i programmi ministeriali per lo studio di: Storia geografia e scienze. Abolito il tempo prolungato. Scuola secondaria di primo grado: prevista una valutazione dopo il secondo anno; al termine del terzo anno invece si sostiene lEsame di Stato; La durata dellanno scolastico ridotta a 27 settimane; Sono ridotte da 3 a 2 le ore di studio della 2 lingua comunitaria; introdotto il Portfolio: dossier delle esperienze scolastiche ed extrascolastiche attraverso le quali gli studenti avevano acquisito delle abilit. Scuola secondaria di secondo grado: cos strutturata: Un biennio + Un biennio + Un ulteriore anno. La maturit lesame necessario per accedere agli studi Universitari. Nelle scuole professionali prevista una durata graduata nel corso degli anni con periodi di alternanza fra scuola e lavoro. Al termine di tre anni viene consegnato un diploma di qualifica.

La strategia del Cacciavite: il ministro Fioroni, governo Prodi, corresse per alcune parti la Riforma Moratti. I punti qualificanti sono sintetizzati cos : Innalzamento dellobbligo allistruzione fino ai 16 anni (legge 296/2006) e aver puntato su una formazione culturale allineata alle direttive UE; In questa legge riorganizzata la struttura scolastica: 1. Si istituisce lAgenzia nazionale per lo sviluppo dellautonomia scolastica (ANSAS); 2. Ristruttura lIstituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI); 3. Predispone lapporto di 2 revisori dei conti, nominati dal Ministero delleconomia e delle finanze e dal Miur, in ambito territoriale, per rilevare le regolarit amministrative e contabili presso le istituzioni scolastiche statali; 4. Attivati progetti per lampliamento qualificato dellofferta formativa per bambini tra i 24 e 36 mesi; 5. Viene aggiunta lorganizzazione provinciale cos si riorganizza quella regionale e degli enti locali; nascono i Centri provinciali per listruzione degli adulti. Fioroni, inoltre smonta il D.Lgs. 226/2005 e con la legge 40/2007 rilancia e ripristina listruzione tecnica e professionale, distinguendo i compiti dello Stato ( rilascio diplomi) da quelli della Regione (garantire le qualifiche triennali della formazione professionale; organizza la scuola dellinfanzia e il primo ciclo sulla continuit e sui traguardi di competenze. Infine con il D.M. 139/2007 Regolamento recante le norme in materia di adempimento dellobbligo di istruzione introduce le linee guida sulladempimento dellobbligo scolastico. La Riforma Gelmini. quella attualmente vigente: essa costituita da una serie di atti normativi in ambito scolastico. Nello specifico alcuni articoli della legge 133/2008, proseguiti con la legge n.169/2008. In seguito ad essi la Riforma entra in atto il 1 settembre 2009 per la scuola primaria e secondaria di primo grado; il 1 settembre 2010 per la scuola secondaria di secondo grado. Luniversit invece organizzata dalla legge n.240/2010, entrata in vigore nel gennaio 2011. Legge 133/2008 = piano programmatico del Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca insieme al ministero dellEconomia e delle Finanze; lo scopo quello di razionalizzare lutilizzo delle risorse disponibili e che diano maggiore efficacia e efficienza al sistema scolastico. Quindi si rivede lassetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola italiana, di conseguenza si regolamentano i curricola scolastici, i piani di studi e gli orari nei vari ordini scolastici. Cinque Decreti, di seguito elencati, attuano la legge 133/2008:

D.P.R. n. 81 del 20/03/2009 Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola. Definite queste ogni anno dal MIUR e MEF e gli Uffici Scolastici Regionali. D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009 Revisione dellassetto ordina mentale, organizzativo e didattico della scuola dinfanzia e del primo ciclo di istruzione. Riprestino sezioni primavera (bambini dai 24 ai 26 mesi). Ritorno al maestro unico nella scuola primaria e modifica dellorario da 24 a 40 ore, compresa la mensa. Nella scuola secondaria di primo grado si potenzia lo studio della lingua straniera e dellitaliano per i bambini stranieri. D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009 Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalit applicative in materia. D.P.R. n. 87 del 15 giugno 2010 Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali Inserisce gli istituti professionali nellIstruzione secondaria superiore, esattamente come articolazione del secondo ciclo del sistema di istruzione, inseriti nellarea tecnico-professionale unitaria finalizzata al rilascio di titoli conclusivi e dotati di una propria identit giuridica. Gli istituti Professionali hanno come riferimento le filiere produttive a differenza degli istituti Tecnici che hanno quelle tecnologiche. Gli Istituti Professionali sono competenti nei settori dellistruzione e formazione professionale dellapprendistato e nel rilascio di qualifiche professionali e diplomi in conformit con gli standard nazionali. Con la riforma gli Istituti Professionali, una volta suddivisi in 5 settori con 27 indirizzi, ora vengono suddivisi in 2 macrosettori con un totale di 6 indirizzi, tutti a 32 ore settimanali, che sono diminuite, ci significa meno ore di laboratorio e di stage esterni. In totale il corso di studi sar di 5 anni: Un biennio + un biennio + un ultimo anno. Macrosettore: Settore dei servizi : Servizi per lagricoltura e lo sviluppo rurale; Servizi socio-sanitari; Servizi per lenogastronomia e lospitalit alberghiera; Servizi commerciali. Macrosettore : Industria e Artigianato : Produzioni artigianali e industriali; Manutenzione e assistenza tecnica. D.P.R. n. 88 del 20 marzo 2010 Regolamento recante norme per il riordino degli Istituti Tecnici ai sensi dellart.64, comma 4 del Decreto Legge 25 giugno 2008 n.112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n.133. Gli Istituti Tecnici forniscono una formazione di carattere tecnologico e scientifica in conformit allUE. Danno uno sbocco diretto sul mercato, ma

anche accesso allUniversit e allIstruzione tecnica Superiore. Dai 10 settori e 39 indirizzi con il riordino degli Istituti Tecnici si ottengono 2 settori e 11 indirizzi. Anche questo corso di studi prevede la formula : 2 bienni + 1 anno ulteriore. Nel primo biennio si studieranno materie comuni, per poi specializzarsi nel secondo biennio. Infine lultimo anno permetter stage e tirocini quando possibile. prevista la collaborazione con esperti del mondo del lavoro e delle professioni per arricchire lofferta formativa e sviluppare competenze specifiche. Quindi anche la costituzione di : Un comitato tecnico-scientifico (tanti docenti quanti esperti); Dipartimenti per lintegrazione disciplinare e la progettazione formativa; Ufficio tecnico per organizzare in maniera funzionale i laboratori (innovazione, sicurezza per le persone e lambiente). Dallanno scolastico 2010/2011 partita la realizzazione di un nuovo sistema di Licei, dai 400 indirizzi se ne sono individuati 6: 1. Liceo artistico (6 indirizzi); 2. Liceo classino; 3. Liceo linguistico; 4. Liceo musicale e coreutica; Liceo scientifico con opzione scienze applicate; Liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale (sostituisce il liceo psico-pedagogico). La formula resta uguale ovvero: 2 bienni e un quinto anno conclusivo. La riorganizzazione dei licei ha come finalit quella di produrre un maggiore sbocco lavorativo, prevedendo anche periodi di tirocinio formativo o alternanza scuola-lavoro.