Sei sulla pagina 1di 3

Surrealismo

Il movimento:
Il Surrealismo, come movimento artistico, nacque nel 1924. Alla sua nascita contribuirono in maniera determinante sia il Dadaismo sia la pittura Metafisica. Teorico del gruppo fu soprattutto lo scrittore Andr Breton. Fu egli, nel 1924, a redigere il Manifesto sul Surrealismo. Egli mosse da Freud, per chiedersi come mai sul sogno, che rappresenta molta dell'attivit di pensiero dell'uomo, visto che trascorriamo buona parte della nostra vita a dormire, ci si sia interessati cos poco. Secondo Breton, bisogna cercare il modo di giungere ad una realt superiore (appunto una surrealt), in cui conciliare i due momenti fondamentali del pensiero umano: quello della veglia e quello del sogno. Il Surrealismo dunque un processo mediante il quale si giunge a questa surrealt. Sempre Breton definisce cos il Surrealismo: Con l'automatismo psichico puro ci si propone di esprimere sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero; il dettato del pensiero con l'assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale dal Manifesto surrealista del 1917. L'automatismo psichico significa quindi liberare la mente dai freni inibitori, razionali, morali, cos che il pensiero libero di vagare secondo libere associazione di immagini e di idee. In tal modo si riesce a portare in superficie quell'inconscio che altrimenti appare solo nel sogno. Al surrealismo aderirono diversi pittori europei, tra i quali Max Ernst, Juan Mir, Ren Magritte e Salvador Dal. Il Surrealismo un movimento che pratica un'arte figurativa e non astratta. La sua figurazione non ovviamente naturalistica, anche se ha con il naturalismo un dialogo serrato. E ci per l'ovvio motivo che vuol far trasfigurare la realt, ma non negarla. L'approccio al Surrealismo stato diverso da artista ad artista, per le ovvie ragioni delle diversit personali di chi lo ha interpretato. Ma, in sostanza, possiamo suddividere la tecnica surrealista in due grosse categorie: quella degli accostamenti inconsueti e quella delle deformazioni irreali. Gli accostamenti inconsueti sono stati spiegati da Max Ernst, pittore e scultore surrealista. Egli, partendo da una frase di un poeta : <<bello come l'incontro casuale di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio>>, spiegava che tale bellezza proveniva dall' <<accoppiamento di due realt in apparenza inconciliabili su un piano che in apparenza non conveniente per esse>>. In sostanza, procedendo per la libera associazioni di idee, si uniscono cose e spazi tra loro apparentemente estranei per ricavarne una sensazione inedita. La bellezza surrealista nasce, allora, dal trovare due oggetti reali, eri, esistenti (l'ombrello e la macchina da cucire), che non hanno nulla in comune, assieme in un luogo ugualmente estraneo per entrambi. Tale situazione genera una inattesa visione che sorprende per la sua assurdit e perch contraddice le nostre certezze. Le deformazioni irreali riguardano invece la categoria della metamorfosi. Le deformazioni espressionistiche nascevano dal procedimento della caricatura, ed erano tese alle accentuazione dei caratteri e delle sensazioni psicologiche. La metamorfosi invece la deformazione di un oggetto in un altro, come, ad esempio, delle foglie che hanno forma di uccelli (Magritte). Entrambi questi procedimenti hanno un unico fine: lo spostamento del senso. Ossia la trasformazione delle immagini, che abitualmente siamo abituati a vedere in base al senso comune, in immagini che ci trasmettono l'idea di un diverso ordine della realt.

Salvador Dal
Vita
Salvador Dal nasce in Catalogna, a Figueras, l'11 Marzo 1904. Frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Madrid. Ader piuttosto tardi al surrealismo, nel 1929, e vi rest fedele per tutto il resto della

sua vita. Eccentrico e bizzarro, Dal dipingeva seguendo un metodo da lui stesso definito associazioni deliranti come avviene in Persistenza della memoria. La sua vita ebbe degli episodi piuttosto tragici e Freud, pur non conoscendolo dedusse che qualcosa nel corso della sua vita lo aveva intaccato dal punto di visto psicologico. Prima ancora della sua nascita, infatti, i suoi genitori subirono la perdita del fratello e Dal, quando nacque, gli assomigliava come un' immagine riflessa nello specchio per questo motivo prese il nome del fratello morto: Salvador. La sua infanzia trascorse quindi fra foto del fratello sparse per la casa e rimproveri dei suoi genitori Non uscire senza sciarpa, altrimenti morirai come tuo fratello. Quel periodo critico che porta i bambini alla scoperta della propria immagine del corpo, essenziale ad un corretto sviluppo psicologico, in quanto influenza poi tutti i comportamenti futuri della persona, si rivel drammatico per Dal. Egli, col passare del tempo, si identific sempre di pi nel fratello morto; si sentiva l'ombra in decomposizione dell'altro Salvador, non dotato di essenza reale, ma un guscio vuoto in continua decomposizione e scioglimento. La sua vita segnata da altre vicende emblematiche, ma stata proprio la sua infanzia a segnare definitivamente la sua personalit e, quindi, la sua pittura. La mollezza delle sue figure, il loro stato di decomposizione, sono tutti elementi che discendono direttamente dalla sua identificazione con il fratello morto. La sua pittura quindi interessante non soltanto perch ha lo scopo di portare alla luce le immagini e le pulsioni dell'inconscio, ma anche perch quasi un'autobiografia ermetica dell'artista.

Come aderisce Salvador Dal al Surrealismo?


Ladesione al surrealismo si completa grazie allinvenzione di una tecnica di automatismo che definisce metodo paranoico-critico. La paranoia una malattia mentale cronica che nasce da delusioni sistematiche con o senza allucinazione dei sensi. Le delusioni, secondo Dal, possono prendere forma di mania di persecuzione, grandezza o ambizione. Proprio per questo possiamo comprendere come le immagini riportate nella sua tela nascano dallagitarsi del suo inconscio (momento paranoico) e riescono a prendere forma pittorica grazie alla razionalizzazione del delirio (momento critico). Si tratta d forme puramente inventate in quanto la sua poetica prevede guardare un oggetto, vederne due e dipingerne un altro. Lobiettivo di Dal risulta, dunque, esprimersi come un paranoico ma dalle sue opere emerge un sublime distacco che mette in luce la lucidit che acquisisce il momento critico. grazie a ci che gli elementi onirici, le fobie, le paure, le angosce riescono a materializzarsi nella tela con un nitore tale da sfiorare lIperrealismo. Il delirio rappresentato da figure mostruose, esseri ripugnanti, frammenti anatomici a seconda del punto di vista possono essere pi cose assieme, possono assumere pi significati in uno stesso momento. Concludendo, uno stile fondato sullimmaginario, uno stile che lui stesso lo definisce perverso e polimorfo. Persistenza della memoria 1931 Venere di Milo con cassetti 1936

LA GIRAFFA IN FIAMME
Ne la Giraffa infuocata si presenta lidea dei cassetti, tipica della pittura di Dal, intesa come simbolo delle nostre paranoie e dei nostri segreti tab. La psicoanalisi ha il ruolo di aprirli e mettere in luce il loro contenuto, differentemente lartista, come un ladro, pu solo frugarci dentro alla ricerca dellessenza delluomo. Il dipinto rappresenta, sullo sfondo di un paesaggio desolato e primitivo, una grande figura femminile in primo piano. Essa ha al posto della testa una massa informe simile a un teschio, mentre le mani scheletriche sono macchiate di sangue. Il corpo innaturale puntellato da stampelle e cassetti che si aprono. A destra, in secondo piano, unaltra figura di donna leva un drappo rosso simbolo di sesso e violenza. Anchessa puntellata e dalla testa le spunta un arbusto. In lontananza la giraffa infuocata messa in contrasto con il cielo cupo, allegoria di violenza morte. La rappresentazione di questo tema probabilmente dovuta al fatto che la tela creata nel periodo della guerra civile spagnola.