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LUIGI PIRANDELLO (n. Agrigento 1867- m.

Roma 1936)
VITA
1867 nasce ad Agrigento
1887-89 Studia lettere a Palermo. Conosce Luigi Capuana. 1891 Si laurea a Bonn.
1892 a Roma. Si sposa con Antonietta Portolano, scelta per lui dal padre perché figlia di un ricco commerciante.
1903 Dissesto economico (crollo di una miniera di zolfo in cui aveva investito). Turbe mentali della moglie (da cui
tema della frantumazione dell'io).
1904 A puntate su rivista “Nuova Antologia” esce romanzo Il fu Mattia Pascal. Novelle su “Corriere delle sera”.
1908 saggio L'umorismo.
1919 interna la moglie (lei morirà molti anni dopo il marito).
1921 in scena al Teatro Valle di Roma, la prima di Sei personaggi in cerca d'autore. A Roma è un fiasco, ma a
Parigi e Berlino e New York record d'incassi.
1924 Adesione al fascismo (convinto che sia l'unica alternativa alla mediocrità e corruzione della classe dirigente
postunitaria).
1925 fonda la sua Compagnia del Teatro d'Arte. Si innamora di giovane attrice Marta Abba.
1926 Uno, nessuno e centomila.
1934 vince Premio Nobel.
1936 muore
CONCETTI Mette in discussione i presupposti di realismo e Naturalismo-Verismo ottocenteschi, basati su idea che
→ la realtà è determinata da aspetti esteriori, da fenomeni studiabili scientificamente. Cerca, nella sua poetica, una
mediazione tra:
-tradizione, usando generi e forme ottocentesche
-avanguardia, creando trame complicate sino all'inverosimile.
Temi ricorrenti dell'opera pirandelliana
A)-Contrasto tra vita e forma. La vita è flusso di istinti, desideri; la forma è la gabbia in cui è necessario
imprigionare la vita per riuscire a vivere nella società.
-Ogni uomo per vivere, deve frenarsi, frenare i propri istinti, deve cioè recitare un ruolo.
-Indosserà ciò una maschera, la maschera che quel ruolo gli impone.
-Gettare via la maschera è rischioso poiché significherebbe vivere in isolamento, escluso dalla società.
-Infatti le convenzioni borghesi sono la forma con cui la società ci imprigiona, in cui noi stessi ci imprigioniamo.
Ci impongono obblighi legati alla morale condivisa (le convenzioni).
-Il personaggio di Pirandello comprende che la società si basa su ruoli e maschere imposte, nel momento in cui
prova a togliersi la maschera, scopre che senza maschera è impossibile vivere (es. Mattia Pascal).
-Gli rimangono due alternative:
1) continuare a indossare la maschera in maniera critica, e “guardare con distacco” Il gioco delle parti”
2) rifiutare qualsiasi maschera e rimanere senza identità, una condizione simile a quella degli animali o delle
piante, come farà Vitangelo Moscarda, protagonista di Uno, nessuno e centomila.
B)-Ciò porta alla dissoluzione dell'io . Tutti ci illudiamo di essere “uno”, di avere una identità precisa, definita. In
realtà gli altri ci vedono in “centomila” modi differenti, e se siamo tutto allora non siamo più “nessuno”, poiché
non sappiamo più chi siamo realmente.
VITA CONTRO FORMA L'insoddisfazione dell'uomo moderno non è collegata a fattori economici ma per il
rapporto con la realtà come insieme di apparenze.
→ “vita contro forma” → fluire delle pulsioni vitali contro inquadramento in norme rigide, clichés
-vita come flusso incessante di passioni e istinti VS forma come fissità morale comune, convenzioni
imposti al singolo che vorrebbe invece essere come si sente interiormente.
Vita (flusso continuo in divenire) contro → forma (cristallizzazione del flusso vitale). Reazioni dei personaggi sono:
1) rassegnazione (Mattia Pascal nell'ultima parte di romanzo)
2) drammatica →
-pazzia (Vitangelo Mascarda in Uno, nessuno, centomila)
-maschera (della pazzia) (di Enrico IV)
-la solitudine dei 6 personaggi (in Sei personaggi in cerca d'autore)
3) tra rassegnazione e pazzia (es. La carriola)
“L'UMORISMO” saggio, 1908
→ strumento per scardinare convenzioni e luoghi comuni coglie motivazioni nascoste di eventi strani
→ interpreta in profondità il reale, che a un primo sguardo superficiale sembra buffo (“avvertimento del contrario”)
→ poi si passa al “sentimento del contrario”; nella lettura di 2 grado → senso nascosto (logiche occulte della psiche)
Umorismo distinto dal comico: il comico rappresenta fatti incongrui che suscitano il riso; l'umorista mette in luce i
risvolti drammatici Dall' “avvertimento del contrario” (tipico del comico) → si passa al “sentimento del contrario”
(tipico dell'umorismo) umorismo è una forma di conoscenza - in discussione le verità costituite. L'Umorismo è il
“sentimento del contrario”: vedo lo strappo nel cielo di carta, ne sorrido, poi comincio a rifletterci sopra e mi
rendo conto che quel cielo non ha nulla di comico, significa infatti che non posso più essere sicuro di nulla.
Pirandello sceglie perciò di → spezzare le forme consuete della narrazione → per rivelare la falsità delle opere
naturalistiche ottocentesche serve distruggere le convenzioni della vita borghese in crisi non solo unità esteriore,
ma anche quelle interiori → in crisi la fiducia dell'io nella sua unitarietà, nell'idea di essere “uno”.
Al contrario di Svevo, non si avvale però delle teorie freudiane. Se la realtà nasconde un'altra realtà allora si apre il
concetto di relativismo, in fondo siamo “uno, nessuno e centomila” altri. Il concetto di Relativismo è legato a:
1) perdita di ogni verità assoluta 2) scomposizione dell'io
→ identità è forma esteriore, accertabile a livello burocratico (cioè la carta d'identità, lo stato civile), ma è separata
dall'interiorità, ecco che → nasce contrasto persona/personaggio: l'uomo che nella vita recita una parte – indossa una
“maschera” –perché non gli è possibile essere una persona coerente e completa (all'interno della gabbia sociale)
L'atteggiamento del personaggio umoristico ha 2 possibilità:
1) rinuncia a dare ordine alla vita
2) guarda la vita come dall'esterno (= il “guardarsi vivere”) in quanto estraneo all'esistenza
Fonti di Pirandello:
-riferimenti a Schopenhauer, per teoria di forme e vita come carcere
-psicologo Binet (la soggettività della conoscenza, la fluidità del reale, la continua mutevolezza).
Sentimento del contrario = comprensione profonda del contrario (di ciò che non è consueto, è contrario alla
norma), in opposizione al comico (avvertimento del contrario). Conseguenze di tale consapevolezza:
1) molteplicità dell'io, irriducibile a identità stabile e fissa
2) rappresentazione artistica funge da specchio e mette a nudo il soggetto
3) conflitto tra vita (flusso) e forme (che bloccano)
L'umorismo: «La vita è un flusso [...] che cerchiamo di arrestare, di fissare in forme; […] noi siamo già
forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili [...] in ciò che noi chiamiamo anima, il
flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo [...] in certi momenti
tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle forme fittizie crollano […] in certi momenti di piena straripa»
Crisi dell'identità dell'individuo, essere diverso momento dopo momento, diversi istinti, varie anime in perenne
disaccordo → contraddizione tra livello istintuale e le forme superficiali in cui è costretta. L'uomo ha costruito
argini → ma la forza sotterranea, che non cessa mai di scorrere sotto le forme, a volte riesce a rompere le barriere
→ l'uomo può guardare l'abisso in cui scorre (quella forza e l'uomo stesso): è il fondo dell'animo umano. Introduce
il tema dell'inconscio → rende vana ogni forma di mascheramento; va davanti allo specchio, vedendosi con gli
occhi di un altro o con altri occhi → talvolta osservando il proprio nome scritto su un foglio o su una targhetta
(l'uomo è la targhetta del ruolo che porta? Avvocato, ingegnere, professore...)
L'uomo non riesce a rientrare nelle forme, il risultato è che:
1) impazzisce (diviene pazzo davvero; pazzo per la società) o
2) muore o
3) escogita soluzioni di “vita non vita”:
protetta sotto la maschera-schermo della pazzia, fingendo di essere pazzo (es. Enrico IV)
rifugio-prigione di biblioteca (come Mattia Pascal)
indistinzione della natura (come Vitangelo Moscarda di “Uno, nessuno e centomila”)
L'umorista in fondo rivela l'uomo a se stesso.
-)Novelle per una anno 1922-1937 contaminazione continua con la produzione romanzesca e drammaturgica
fusione di molteplici esperienze culturali: dall'oggettività verista → al relativismo della focalizzazione multipla
(punti di vista inconciliabili dei personaggi)
-)La carriola → favorisce un'uscita da sé dello spirito, che vaga nel “brulichio di una vita diversa“(nel quale ci
sono le possibilità non realizzate). E’ un'epifania → al rientro in casa, davanti a targhetta d'ottone, legge proprio
nome (forme) con titoli → specchiarsi e non riconoscersi → consapevole di non aver vissuto → quando ci si vede
vivere si vede soltanto una forma, cioè qualcosa di morto → come conservare quella scintilla? → una forma
controllata e assurda di evasione: il gioco della carriola con la cagnetta (= il ritorno al mondo dell'infanzia, l'unico
che conserva traccia di fluidità e di possibilità dell'essere).
ROMANZI: L'esclusa (1901), Il turno (1902), e I vecchi e i giovani (1913) sono narrati in terza persona e con
ambientazione siciliana. Verismo e regionalismo rivisitati nelle prime opere narrative – ambientate nella realtà
siciliana – come nel romanzo breve “Il turno”; o ne “L'esclusa” (Marta Ajala, moglie ingiustamente accusata di
adulterio, riammessa, dopo che è stato consumato). Suo marito (1911), Il fu Mattia Pascal (1904) e Uno, nessuno e
centomila (1926) sono narrate in prima persona e vi sono inconsuete vicende del protagonista- narratore. Quaderni
di Serafino Gubbio operatore (1925) sono in forma di diario e legate al nascente cinema.
-)Il fu Mattia Pascal uscito a puntate nel 1904, poi ed. 1910, 1918, 1921. Mattia Pascal, ha caratteristiche
dell'inetto → inadatto a vivere, infelice vita familiare fallisce anche il secondo tentativo di inventarsi; non gli resta
che la vita di carta del romanzo → vive attraverso il suo resoconto manoscritto; è una ribellione impossibile
Dialogo tra Anselmo Paleari, filosofo dilettante (è l'autore) e Mattia Pascal-Adriano Meis [Oreste: Agamennone, al
ritorno da Troia, viene assassinato dalla moglie Clitemnestra con l'aiuto dell'amante Egisto. Oreste e Elettra
vendicano il padre uccidendo i due amanti] -Lo strappo nel cielo di carta → la tragedia di Oreste in un teatrino di
marionette – «si facesse uno strappo nel cielo del teatrino, cosa accadrebbe?» – «Oreste rimarrebbe sconcertato da
quel buco» – «Oreste diventerebbe Amleto [incapace di agire perché in preda dei dubbi], tutta la differenza fra
tragedia antica e moderna consiste in un buco nel cielo di carta – «Beate le marionette […] su le cui teste di legno il
finto cielo di carta si conserva senza strappi» – «per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto
proporzionato» → ciò che accade all'uomo occidentale → Copernico ha fatto scoprire all'uomo di non essere al
centro e di essere piccolo. → per rimediare allo strappo di carta → serve costruire un «tetto proporzionato»;
-Lanternino → Ogni uomo porta con sé un lanternino, intorno a lui un cerchio più o meno ampio di luce;
-il lanternino ha una luce debole da far sembrare ancora più minacciose le ombre che lo circondano
-lanternoni sono ideologie (verità, virtù, onore, bellezza), oggi si sono spenti -i lanternini si spengono → uomini
vagano senza alcun riferimento →nel buio improvviso, ci si scontra e non si trova più la via (cap. XIII) -più forti
delle ideologie sono le convenzioni → imprigionano uomini in gabbia → l'inautentico è divenuto secondo natura →
al di fuori di quelle regole non è possibile vivere → quelle regole, legami, atti burocratici erano la sua identità. Il
prezzo della libertà è l'inibizione a vivere → uscire dagli schemi = non vita → Mattia, ritornato al proprio paese,
accetterà di non essere né vivo né morto, ma spettatore (= siamo spettatori della nostra vita, ma non viviamo).
Cap. XV → si sente l'ombra di un morto. Mattia calpesta la propria ombra, prova pietà per l'ombra (quindi per se
stesso). Tutti la calpestano. L'ombra è scura (la solarità appartiene alla vita, l'oscurità alla morte). Salva l'ombra
portandola sul tram. Capisce che non si può vivere che da ombra (fuori dai lacci della vita sociale non c'è infatti
libertà).
-)Uno, nessuno, centomila – lunga gestazione inizia 1910, 1926 definitiva - insieme a Il fu Mattia Pascal rinnova
forma del romanzo: capitoli frammentari, non sempre contenuto narrativo, spesso riflessioni saggistiche. Come
Mattia, Vitangelo Mascarda parla in prima persona → vicino monologo teatrale, colloquio diretto con lettori. Mentre
si guarda allo specchio, Vitangelo Mascarda → a causa di una banale osservazione della moglie a proposito del naso
(il naso storto è simbolo del malessere esistenziale) → l'immagine che ha di sé non è la stessa che hanno gli altri (un
doppio; specchio c'è estraneo); l'immagine del doppio appartiene alla vita quotidiana (specchio, ritratto, ombra,
anima) → la sua identità si frantuma → fa serie di azioni illogiche, è generoso e poi crudele - conoscersi = significa
frantumare l'apparente compattezza dell'identità
-finisce per essere considerato pazzo (follia come fuga)
→ decide di uscire dal mondo, entrando in un ospizio (suo dono) – senza nome, beni (forme)
→ diventa nessuno, come un sasso, una pianta, un animale
→ vive nell'indeterminatezza della natura, ricongiunto al fluido della vita, rinuncia a qualsiasi forma
Il teatro. Poi arriva a riflessioni sulla modalità della rappresentazione drammaturgica.
-)Sei personaggi in cerca d'autore, 1921 conflitto attori-personaggi - scena senza sipario →non si separano gli
spazi teatrali (pubblico/palco)→ teatro nel teatro
sfondamento della “quarta parete” →i personaggi arrivano da un'altra dimensione
sei personaggi / sei attori = contrasto tra vita e forma personaggi cercano autore e attori che sappiano interpretare idea
di personaggi senza autore → capaci di vivere vita autentica nell'arte testimoni di doloroso bisogno di vita
labile confine persona/personaggi → persone indossano maschere e diventano personaggi → i personaggi, per la
consistenza del loro dramma, diventano persone la vita è dinamica → non si può rappresentare con le forme fisse
dell'arte; si parla del teatro → impossibilità del teatro di conoscere la vita, dell'arte di riprodurre la vita intreccio tra
realtà e finzione costituisce la condizione umana. Allo stesso modo il teatro luogo di finzione → diventa affermazione
di vita. In generale nel teatro ogni personaggio è detentore di sua verità → impossibile raggiungere verità valida per
tutti→ (relativismo conoscitivo) I drammi → incentrati su tragedia personale del personaggio – l'autore indaga con
umorismo emerge conflitto uomo/società, ipocrisie rapporti umani, solitudine condizione dell'uomo.
Le opere teatrali, 3 (o 4) fasi:
-1 )dal 1917 fase del teatro del grottesco → Così è (se vi pare) 1917. Intrusione della società nelle vicende
personali; natura soggettiva della verità; contrasto vita/forma; maschere che indossiamo; relativismo conoscitivo;
Indagine collettiva finché il Signor Ponza e la suocera, signora Frola, non dichiarano la loro verità sulla moglie.
Conclusione: non esiste la verità in assoluto, ma pluralità dei punti di vista mancato scioglimento della trama, non si
arriva a punto di vista stabile
-2)“Teatro nel teatro” (metateatro) → 1921 Sei personaggi in cerca d'autore, a Roma non bene poi a Milano
successo; –affronta problemi e tematiche del teatro stesso( conflitto attori- personaggi, attori-pubblico, attori-regista)
1922 Enrico IV → tema della pazzia (Che potrebbe essere parte di una ulteriore fase del teatro pirandelliano: la fase
della follia) 1924 Ciascuno a suo modo → forte coinvolgimento spettatori, superamento scena-platea la realtà talvolta
copia il teatro 1930 Questa sera si recita a soggetto → riflessione su teatro: regista invita attori a recitare senza
seguire un copione preciso (“a soggetto”); gli attori rivendicano diritto di recitare guidate da passione (scontro attori-
regista)
-3) Ultima fase: “Teatro dei miti” (La nuova colonia, 1928; Lazzaro, 1929-33; I giganti della montagna, 1938,
incompiuto) Vita comunitaria, fede, arte come valori mitici → per rifondare la società moderna Impossibile trovare
soluzione nella realtà, solo nell'utopia è possibile
Esordio verso poetiche veriste; poi vicino studi psicologia di A. Binet, G. Simmel → indaga gli aspetti nascosti
*La poetica di Pirandello:
-contrasto individuo/società sfuggente e inconoscibile
-contro ipocrisia -maschera e autenticità
-impossibilità di essere liberi (le trappole) -contrasto arte/vita (forma/vita)
-molteplicità dell'io e crisi dell'io→ identità -relativismo conoscitivo → una realtà oggettiva e
valida per tutti non esiste
La realtà è soggettiva dal punto di vista dell'osservatore, ognuno ha propria verità ognuno è inconoscibile all'altro
(incomunicabilità) -e a se stesso (es. Uno, nessuno, centomila, 1926). Tentare di conoscere se stessi porta a →
disgregazione dell'io e follia, come possibile via d'uscita.(Enrico IV, 1922). Tutto riporta a contraddizione
esistenziale dell'uomo → ognuno indossa una maschera, recita un ruolo nella “commedia” della vita → e se tenta di
recuperare la sua vera identità, non ritrova il suo posto nella società (es. Il fu Mattia Pascal, 1904)
-superamento della visione del mondo e degli schemi veristi (realtà oggettiva)
-realtà soggettiva, multiforme, inafferrabile, inconoscibile, relativismo conoscitivo incomunicabilità crisi di
identità
-personaggi analizzati nella vita psichica
-convenzioni sociali come trappole → convenzioni sociali, famiglia, lavoro
-uscita dalla trappole → arte e fede, mito, immersione nel flusso vitale della natura, rifiuto maschere.
La Maschera e la condizione dell'uomo moderno. Per Pirandello l’uomo :
→ è un burattino
→ che vede (è testimone) dello strappo nel cielo di carta nel teatrino in cui recita;
→ sorride poi riflette: scopre che la vita è una buffonata;
→ se il burattino non può essere sicuro che il cielo è cielo, allora perde tutte le sue certezze;
→ così fa l'uomo
→ avvertimento del contrario: vedo il cielo di carta strappato e ne rido
→ sentimento del contrario: vedo il cielo strappato e capisco che quello strappo non ha nulla di comico,
perdo ogni certezza.
La vita è perciò definita una “grande pupazzata” (in lettera inviata alla sorella), una grande recita dove ognuno ha la
propria parte → ma se ognuno indossa una maschera → i rapporti umani non sono autentici; chi tenta di vivere una
vita più autentica → è relegato ai margini, solo la follia può strappare la maschera che opprime – e liberarlo da
costrizioni di società; per ogni maschera che si indossa – ve ne sono centomila altre (infinite) che la società
attribuisce; La società imprigiona l'uomo in convenzioni sociali, famiglia, lavoro
→ fuori dai ruoli non si può vivere
→ tentando si diventa così spettatori della vita altrui
“Filosofia del lontano”, distacco dalla vita, per acquisire prospettiva estraniata. Nel 1922 raccolse i suoi drammi
sotto il titolo “Maschere nude”. La maschera dell'attore è simbolo della condizione umana - denudarsi = liberarsi
da costrizioni della forma → vita più vera ma più dolorosa Per smascherare le trappole → usa il metateatro → che
mette in scena i meccanismi della costruzione teatrale (come se denudasse la vita , come se smascherando il
teatro smascherasse le maschere della vita); Serve non rappresentare il soggetto, ma fare il soggetto: gli attori
interpretano se stessi mentre “costruiscono” quel soggetto. Pirandello insieme a Svevo → racconta la crisi dell'uomo
moderno, il crollo dei valori della società borghese ottocentesca. Secondo R. Luperini: -Il fu Mattia Pascal
rappresenta il rovesciamento del romanzo di formazione ottocentesco e dissoluzione del romanzo familiare
-romanzo ottocentesco:→ruotava attorno a formazione identità individuo→ attraverso prove → gli permettono di
inserirsi nella società; -ora tale autorealizzazione possibile solo al di fuori di leggi sociali (stato civile) non porta il
Mattia Pascal-Adriano Meis alla realizzazione piena → ma al fallimento di Adriano. Pascal non torna ad essere
quello dell'inizio → è “un fu” Mattia Pascal → è sfiducia nella società dimostra l'impossibilità di una formazione-
nella prima parte de “Il fu Mattia Pascal” → mostra la disgregazione dei valori della famiglia, è vicino al cammino
di Verga da I Malavoglia a Mastro-don Gesualdo (quei modelli distrutti; le scelte importanti sono dettate
dall'interesse)