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Luigi Pirandello

Luigi Pirandello, nato nel 1867, è un autore che esplora il concetto di identità attraverso opere letterarie e teatrali, evidenziando l'indebolimento dell'identità individuale nella società di massa. La sua poetica si basa sull'idea che la realtà è in continua mutazione e che gli individui indossano maschere sociali che nascondono la loro vera essenza. Il romanzo 'Il fu Mattia Pascal' illustra la perdita dell'identità del protagonista, che non riesce a liberarsi dalle convenzioni sociali, rimanendo intrappolato in nuove forme imposte dalla società.

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Luigi Pirandello

Luigi Pirandello, nato nel 1867, è un autore che esplora il concetto di identità attraverso opere letterarie e teatrali, evidenziando l'indebolimento dell'identità individuale nella società di massa. La sua poetica si basa sull'idea che la realtà è in continua mutazione e che gli individui indossano maschere sociali che nascondono la loro vera essenza. Il romanzo 'Il fu Mattia Pascal' illustra la perdita dell'identità del protagonista, che non riesce a liberarsi dalle convenzioni sociali, rimanendo intrappolato in nuove forme imposte dalla società.

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LUIGI PIRANDELLO

Nasce a Girgenti nel 1867, studia presso l’università di Palermo, Roma e poi Bonn dove si laurea. Successivamente
alla laurea si trasferisce a Roma. Nel 1893 sposa una donna dal fragile equilibrio psichico (Maria Antonietta
Portulano) , che poi tornerà come tema all’interno delle sue opere.
Nel 1903 inizia la stesione di “Il fu Mattia Pascal” e Pirandello intensifica la produzione di novelle e romanzi e inizia
a scrivere soggetti cinematografici, in quanto in quel periodo si interessò come molti altri, alla cinematografia.
Successivamente, nel 1908 scrisse il saggio “L’umorismo” dove chiarisce la sua poetica. Dal 1910 si interesserà
solamente al teatro.
Nel 1924 si iscrive al partito fascista e ottiene l’appoggio del regime, che sovvenziona il teatro d’Arte a Roma di cui
è direttore.(COLLEGAMENTO CON STORIA) A poco a poco, egli si allontana dal regime fascista dopo essersi reso
conto della persona che aveva davanti (riferito a Mussolini).
→ Vince anche il nobel per la letteratura.

PERCHÉ È IMPORTANTE STUDIARE PIRANDELLO?


→ Indebolimento del concetto di identità individuale: dovuto alla nascita delle società di massa, che non distingue
più il singolo individuo ma una massa uniforme che viene trattata come se fosse un'unica cosa.
→ Positivismo che va in crisi, dunque la caduta della logica, della ragione. Ci si rende conto che la realtà è strana,
soggettiva. – relativismo conoscitivo ( due persone diverse che vedono la stessa cosa in maniera diversa)
→ la sua letteratura è molto versatile (saggio, teatro, romanzo, cinematografia ect..). Dunque propone un’arte completamente diversa e per
alcuni versi anche strana.

PENSIERO DI PIRANDELLO
→ concezione vitalistica: la realtà per lui non può essere capita subito e per sempre, in quanto la realtà è in continua ed eterna mutazione. La
vita (=la realtà) è un perpetuo movimento e mutamento. Dunque noi umani non abbiamo delle certezze, in quanto siamo soggetti ad un
continuo fluire e ad un’incessante trasformazione da uno stato all’altro. Dunque se siamo in mutamento, in realtà quello che proponiamo come
nostra figura che ci rappresenta nella società è una maschera.
Esempio: se mi presento come un professore, essa è una maschera di cui mi servo per poter vivere con gli altri (enorme pupazzata) poiché io
non sarò mai uguale all’attimo prima. → maschere come pupari siciliani.

La Forma= etichette che ci diamo noi stessi o gli altri. Questa forma però è illusoria, perché gli altri e noi stessi ci
fotografiamo in un determinato momento ma noi sotto la maschera cambiamo sempre ma la maschera non
cambia. Sotto alla maschera si nasconde un’identità informe ed inafferrabile.

Noi crediamo di essere “Uno” (in base alla visione di un altro) ma in realtà siamo “Centomila”. —---> titolo anche del
suo romanzo Uno, Nessuno, Centomila.
Perché del “nessuno”? Perché siamo in perenne trasformazione.
Centomila: a seconda delle centomila diverse visioni degli altri su di me.

Poiché non ci sono certezze , allora non si può stare bene poiché sono “nessuno” e dunque vi è una tremenda
solitudine e tristezza nei personaggi di Pirandello, poiché nessuno potrà mai conoscere realmente (perché
mutiamo) e al tempo stesso tutti avranno una diversa opinione su di noi (che ci possono far soffrire). E ne soffre
anche per colpa della maschera che devono forzatamente portare. Le maschere diventano una trappola mortale,
un carcere.

Le due trappole per eccellenza:


1. La famiglia;
2. Il lavoro.
Da queste trappole, però, non c’è via di scampo. E la società viene totalmente condannata.

Pirandello sogna una vita autentica e libera da costrizioni sociali, dalla logica crudele dei rapporti sociali:
❖ costruzione di personaggi che rifiutano ogni legame, che si estraniano dalla società accettando la
disgregazione dell’io.
Salvezza relativa: immaginazione o la follia.

POETICA DI PIRANDELLO
→ Umorismo: atteggiamento che coglie il carattere molteplice e contraddittorio della realtà.

IL FU MATTIA PASCAL
Tema centrale del romanzo: PERDITA DELL’IDENTITÁ del protagonista
Egli non riesce a liberarsi dalle convenzioni sociali
Mattia si illude di poter sfuggire alla FORME che la società gli ha imposto(il matrimonio)
La trasformazione in «Adriano Meis» non lo libera veramente, ma anzi lo
imprigiona in una nuova forma che però la società non riconosce
Il protagonista è costretto quindi a riconoscere che l’uomo NON PUO’
VIVERE ALL’INTERNO DELLA SUA FORMA MA NEMMENO FUORI DA ESSA

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