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I volti della follia

Sigmund Freud

Pileri Alberto 5 E Tesi interdisciplinare Istituto Statale dArte Pietro Selvatico


Anno scolastico 2008/2009

Concezione di follia prima della psicoanalisi, Thodore Gricault - Monomanie


Jean Louis Andr Thodore Gricault, nato a Rouen il 26 settembre 1791 da unagiata famiglia francese, studi al Lyce Imprial e fu allievo di Pierre Narcisse Gurin (pittore neoclassico presso il quale conobbe Eugne Delacroix). Divenuto pittore indipendente grazie alle notevoli risorse economiche familiari verr considerato un caposcuola dagli artisti dellepoca. La sua poetica sospesa tra Neoclassicismo e Romanticismo, con una propensione verso la sensibilit romantica. Questo dovuto alla sua indole irrequieta, alla sua vita quasi da bohmien e alla convinzione che Se gli ostacoli e le difficolt scoraggiano un uomo mediocre, al contrario al genio sono necessari. Egli fu il primo ad ispirare le sue opere a fatti di cronaca, fu dunque un precursore del realismo. Dopo un breve viaggio in Inghilterra sempre pi convinto della tragica situazione delluomo e si concentra in un indagine sulla follia e il malessere interiore che ne consegue; tra il 1822 e il 1823 con il medico parigino Georget, che andava indagando come si potessero stabilire disturbi interiori dallanalisi della fisionomia, realizz i dieci Ritratti di alienati (cinque dei quali sono andati perduti) in cui si pu notare com egli voleva sottolineare la dignit e la sofferenza, pi o meno cosciente, resa tramite gli sguardi appannati e le espressioni alienate che in quel cupo contesto lasciano trasparire sentimenti di emarginazione e solitudine, colpendo la sensibilit dellosservatore nel quale nasce un sentimento di piet, rassegnazione, come se nulla si potesse fare per guarire queste persone.

Freud e il concetto dinconscio


Secondo la teoria psicoanalitica di Sigmund Freud, elaborata nellintento di trovare una cura allisteria, i disagi della mente sarebbero causati da fatti che lindividuo non ricorda e che vengono trasportati (rimossi) nell Inconscio, una zona della mente normalmente inaccessibile alla coscienza. La rimozione costituisce il pilastro su cui poggia tutta la psicoanalisi. Questo processo serve secondo Freud ad allontanare dalla sfera cosciente conflitti altrimenti insopportabili, per esempio il senso di colpa che nasce dal desiderio che ogni bambino proverebbe di uccidere il padre per essere lo sposo della madre (complesso di Edipo). Quando la personalit appare turbata occorre poter entrare in contatto con la sfera inconscia e portare alla luce le cause profonde del comportamento nevrotico. I metodi per aprire linconscio sono procedimenti che riescono a limitare la sorveglianza di altre due forze che agiscono sulla psiche: il Super-io, ovvero la coscienza morale e lIo, istanza che si trova ad equilibrare tramite compromessi. Questi metodi sono linterpretazione dei sogni, partendo dal presupposto che ognuno elabora una simbologia personale e a volte indecifrabile; lesame del lapsus e del motto di spirito, poich lerrore e il riso verrebbero provocati quasi sempre dallemergere di contenuti inconsci; il metodo pi efficace quello delle libere associazioni di parole: lasciato libero di non seguire alcuna logica il paziente accumula termini che hanno un legame solo a livello inconscio. Nella figura sono schematizzate le tre istanze secondo Freud: per Es sintende lambito delle pulsioni, in gran parte inconscio; lio rappresenta il mediatore tra le esigenze dellEs e del Super-io, in buona parte conflittuali cio inconciliabili. Al di la della diffidenza di Freud nei confronti dellarte surrealista, le sue teorie e il movimento fondato da Breton avevano radici comuni: anche Freud aveva avuto una formazione umanistica e filosofica, con spiccate simpatie per la corrente antirazionalistica e perci, nel pensiero di Nietzsche in particolare, che invitava a smascherare la repressione e lipocrisia della mentalit corrente.

Il Surrealismo
Fortemente influenzato dalla psicoanalisi freudiana, il Surrealismo nacque nel 1924 a Parigi con la pubblicazione del "Manifesto del Surrealismo" da parte di Andr Breton, il quale riusc persino ad avere un breve colloquio con Freud; i due non si compresero in quanto secondo il medico viennese i "matti" erano malati da curare, mentre per il poeta, teorico e romanziere Breton dovevano essere preservati e conservati tali in quanto testimonianze viventi dell' esistenza del subconscio. Priorit del movimento surrealista fu esprimere in forma artistica la dimensione onirica e le pulsioni dell' inconscio e del fantastico attraverso tecniche di espressione libera.
Andr Breton Foto di Man Ray

Salvador Dal

Salvador Dal Follia e autocontrollo (paranoia critica)


Salvador Felipe Jacinto Dal y Domenech fu senz'altro lesponente surrealista pi discusso e criticato per la sua genialit e grande inventiva. Nasce a Figueres l' 11 Maggio 1904 a figueres in una famiglia benestante e, sin da piccolo, ha la convinzione di dover assolvere una doppia vita, la sua e quella del fratello morto prima che lui nascesse. Dal ha una personalit lunatica, famosa per gli atteggiamenti irritanti, esuberanti ed egocentrici che lo caratterizzarono. Prende lezioni di pittura del professor Juan Nunez durante gli studi presso l'Istituto di Figueres, manifestando gi da allora uno spiccato talento artistico. Nel 1921, dopo la morte del padre, si trasferisce a Madrid e frequenta la scuola speciale di pittura, scultura e incisione dell' Accademia di S. Fernando dalla quale verr ripetutamente espulso per aver pi volte accusato i professori di incompetenza. Vivendo nella Residencia des Etudiantes conosce Luis Bunuel, il cineasta con cui scriver e diriger 2 tra le prime pellicole surrealiste della storia del cinema: Un chien andalou, 1929, e L' age d'or, 1930. Dopo un primo approccio impressionista alla pittura passa allo stile cubista finch nel 28 entra a contatto col gruppo surrealista, elaborando uno stile che egli stesso etichetter "perverso - polimorfo" che pu essere letto come una prima consapevolezza dei suoi disturbi. Nei suoi dipinti Dal rappresenta elementi che riconducono alle sue principali ossessioni (riuscendo cos ad esserne padrone): la morte (formiche), le pulsioni erotiche, la moglie Gala, le cavallette e le stampelle. Egli definisce la sua pittura "critico - paranoica", un' espressione che potremmo tradurre "guardare un' oggetto e vederne, dunque dipingerne un altro". Analizzando le due parole s intuisce che "paranoia" la consapevolezza di una precaria situazione psicologica, ricca di ossessioni e perversioni; "critica" la sua capacit d'inseguire, ricostruire e controllare questa sua condizione: si tratta dunque di un equilibrio tra forza e debolezza, delirio e autocontrollo, realt e immaginazione.

Amore e psicanalisi Il miracolo Gala


Nel 29 Dal conobbe Helena Devulina Diakonova, moglie di Paul Eluard (uno dei padri del movimento surrealista) e ne rimase subito affascinato. Obbedendo al suo temperamento impulsivo, sembra che Dal abbia cercato di attirare l'attenzione della donna con metodi stravaganti: prese la camicia pi bella e l'accorci in modo che si potesse vedere l'ombelico, poi la strapp sulle maniche e sul petto. Rivolt i pantaloni, si rase le ascelle e le color di blu ma, non ancora soddisfatto, tolse il blu e le rase di nuovo le fino a farle sanguinare. Poich non aveva altro profumo che l'acqua di colonia, che lo faceva star male, fece bollire della colla di pesce aggiungendo un po di liquame di capra e gelatina, ottenendo una massa che si spalm su tutto il corpo. Vedendola dalla finestra che si avvicinava, and a lavarsi in fretta, togliendosi come meglio poteva quella mistura maleodorante, si cambi d'abito e le corse incontro, crollando ai suoi piedi in preda ad un attacco di riso. Alla donna Dal apparve sulle prime disgustoso e insopportabile, ma nonostante tutto cominciarono a fare amicizia. Quando gli ospiti tornarono a Parigi Gala (cos era stata rinominata da Dal) rimase a Cadaqus poich interessata a scoprire se il suo nuovo amico fosse coprofago (cos si vociferava nellambiente surrealista parigino dopo la visione del quadro Il gioco lugubre del 29), durante questo periodo anche Gala sinfatu dellartista e, una volta risolto il suo dubbio, tra i due nacque un sentimento che li accompagn fino alla morte. Gala divent la sua musa ispiratrice segnando una fase d'oro nelle opere dellartista spagnolo. In Gala Dal trov rifugio e protezione dalle sue stesse ossessioni e paure, elementi scatenanti delle sue stravaganze. I due compagni fecero tutto insieme, dai viaggi alle uscite in societ, dalle performance ai ritiri volontari, dalle gesta eclatanti alla solitudine, creando un rapporto che serv allartista da collante di tante parti di se, che altrimenti avrebbero potuto portarlo alla disgregazione. Gala era il suo sostegno in ogni momento e, anche se avallava ogni sua stravaganza stimolando ella stessa i suoi atteggiamenti pi surreali, al tempo stesso arginava la sua follia, difendendolo dal mondo.

Invece di rendermi duro, come la vita in realt aveva progettato, Gala riusc [...] a costruirmi un guscio che proteggeva la sensibile nudit del paguro bernardo che vi era insediato, cio io stesso, sicch, mentre io esternamente acquistavo sempre pi l'aspetto di una fortezza, internamente potevo continuare a invecchiare molle, ipermolle. E il giorno in cui decisi di dipingere orologi li dipinsi molli...

La persistenza della memoria

Nel '48 la sua arte prende una nuova svolta classicista con cui cerca di collegare le antiche forme rinascimentali al suo nuovo interesse per le scoperte nucleari. Si dedicher allo studio della fisica raggiungendo in questo campo conoscenze molto elevate. Tra il '71 e il '74 saranno inaugurati il Salvador Dal Museum di Cleveland (che nell' 82 verr trasferito Petersburg, Florida) e il Teatro-Museo Dal di Figueres; Il Nostro, l'unico artista ad aver avuto due musei a lui dedicati mentre era ancora in vita. Il grande masturbatore Dopo la morte di Gala, avvenuta nell82 ,tenter, in preda alla disperazione, di togliersi la vita disidratandosi; non riuscendoci trascorrer il resto della sua esistenza in isolamento, producendo, nonostante lirrefrenabile tremore delle mani, una quantit incredibile di opere, quasi ad esorcizzare, tramite una sorta di bulimia creativa, la sua profonda malinconia. morir nell89 per complicazioni respiratorie.

Caro signor Freud, La proposta, fattami dalla Societ delle Nazioni e dal suo Istituto internazionale di cooperazione intellettuale di Parigi, dinvitare una persona di mio gradimento a un franco scambio d opinioni su un problema qualsiasi da ma scelto, mi offre la benvenuta occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare, nella presente condizione del mondo la pi urgente tra tutte quelle che si pongono alla civilt. La domanda : C un modo per liberare gli uomini dalla fatalit della guerra?
A. Einstein

Alienato con monomania del comando militare

Albert Einstein, il pensiero sulla guerra (bomba atomica per la pace)


Maggior fisico della nostra epoca, tedesco naturalizzato statunitense. Dall'et di un anno visse a Monaco; fu per alcuni a Milano e poi a Zurigo (1896). Divenuto cittadino svizzero, trov un impiego all'ufficio brevetti di Berna. Nel 1905 pubblic tre scritti di fondamentale importanza; uno esponeva i principi della teoria della relativit ristretta; uno sul moto browniano, che costituiva la prima prova della reale esistenza degli atomi; il terzo per lungo tempo respinto dai fisici, rappresentava la prova della natura corpuscolare della luce. Proprio per questa prova (l'interpretazione dell'effetto fotoelettrico) vinse il premio Nobel per la fisica nel 1921. Nel 1916 pubblic un fondamentale articolo sulla teoria della relativit generale, teoria che recentemente ha ottenuto una considerazione sempre pi ampia e diverse nuove verifiche in campo cosmologico. Influenz, con Freud, Bergson e Planck artisti come Picasso dando vita a nuove avanguardie pittoriche. Si rifugi negli Stati Uniti durante il periodo delle persecuzioni ebraiche hitleriane dove venne a conoscenza dei lavori di Otto Hahn, Fritz Strassmann e Leo Szilard (fisico teorico, ex allievo di Einstein) all'Istituto di Fisica di Berlino e di quelli di Fermi. Con una lettera a Roosevelt propose la costruzione di una bomba nucleare prima che ci riuscissero i tedeschi, del resto, gli pervennero dalla Germania le ultime informazioni sulla struttura dell'atomo e sulle possibilit di usare l'energia nucleare. Einstein stato pacifista dalladolescenza fino al 1933, quando lavvento di Hitler lo spinse a mutare la propria ideologia. Il suo pacifismo trova origine in un sentimento istintivo, che lo abita "perch lomicidio ripugnante": non nasce da alcuna teoria intellettualistica, quanto piuttosto da un profondo orrore per ogni forma di odio e crudelt. Egli prova un radicato disprezzo nei confronti dellapparato militare ("che un uomo provi piacere a marciare in riga sulle cadenze di una banda, basta a farmelo disprezzare") e della leva obbligatoria, sentita come violazione della pi importante missione dello Stato, quella di proteggere lindividuo e di porlo in condizione di sviluppare un personalit creativa.

Einstein si pone decisamente contro la soluzione armata di un conflitto: egli stesso la definisce "ignobile e spregevole", al punto tale di essere disposto a farsi tagliare a pezzi piuttosto che partecipare ad una tale abominazione. Il regime militare viene definito dallo scienziato come "il peggior frutto della vita di branco", "una lebbra della civilt" da abolire il pi presto possibile dal momento che, finch esister, qualsiasi conflitto grave condurr necessariamente allo scoppio di una nuova guerra. Sostiene che caratteristico della mentalit militare il ritenere essenziali fattori non umani, quali le bombe atomiche, le basi strategiche, le armi di ogni genere o il possesso delle materie prime, mentre lessere umano, i suoi desideri e pensieri, vengono ritenuti secondari e trascurabili: lindividuo viene degradato a "materiale umano". Il suo pensiero politico era incentrato sullinstaurazione di un governo sovranazionale, indispensabile per salvare la civilt e la libert individuale, la cui tutela il criterio del vero pacifismo. Il compito di questo organismo sarebbe stato quello di limitare la sovranit illimitata dei singoli stati. Dopo la conquista del potere da parte di Hitler, egli mut la sua concezione pacifista limitandone la sfera di validit: egli si definisce un pacifista militante ma non assoluto, contrario all utilizzo della forza in qualsiasi circostanza, salvo contro un nemico che persegue la distruzione della vita come fine in s. Egli pensa che La non cooperazione con lindustria militare dovrebbe essere un principio morale assoluto per tutti i veri scienziati che sono impegnati nella ricerca fondamentale ma dal momento che il sodalizio scienza-industria bellica ha gi preso corpo, ed ha trovato la sua pi manifesta applicazione nel cosiddetto Progetto Manhattan, che ha condotto alla realizzazione della prima bomba atomica con cui stata rasa al suolo la citt di Hiroshima. Einstein non ha mai preso parte in maniera diretta alla realizzazione della bomba, tuttavia ne ha appoggiato la creazione giustificando il proprio operato asserendo che essa non sorta come strumento di distruzione, ma di dissuasione: era infatti opinione comune che i tedeschi sarebbero riusciti a realizzare a loro volta unarma atomica, della quale si sarebbero serviti per diventare la razza padrona. Proseguendo su questa linea, Einstein si dichiar favorevole alla produzione e conservazione di un numero di testate atomiche da parte degli Stati Uniti, ...per impedire che unaltra nazione, una volta procuratasi la bomba, possa scatenare una guerra nucleare, esentando dalle responsabilit la classe degli scienziati La responsabilit di chi fa uso di questi nuovi strumenti e non di chi contribuisce al progresso della conoscenza: dei politici, quindi, e non degli scienziati.

Follie di Guerra - Hiroshima e Nagasaki


Dopo molte discussioni con i colleghi di Chicago, Leo Szilard tent tramite l'appoggio di Einstein di incontrare il presidente americano Roosevelt per presentargli un promemoria, sottoscritto da altri scienziati, nel quale si sosteneva che sarebbe stato assolutamente ingiustificato lanciare le prime bombe atomiche sul Giappone. Con la scoperta dell'impossibilit per la Germania di costruirsi una bomba atomica e con la disfatta delle armate di Hitler, venne a cadere la giustificazione ideologica che aveva sorretto il lavoro degli scienziati partecipanti al progetto Manhattan e, alcuni di essi, cominciarono a pensare che non avesse pi senso proseguire nellimpresa. Purtroppo Roosevelt mor il 12 aprile 1945, prima che avvenisse l'incontro, e il presidente Harry Truman che gli succedette non lo vide mai. Dopo la resa della Germania i dubbi degli scienziati crebbero, e all'inizio di giugno fu consegnato al ministro della guerra americano Henry Stimson il Rapporto Franck in cui si sconsigliava l'uso delle bombe atomiche contro il Giappone e si suggeriva una dimostrazione incruenta della nuova arma. Il rapporto, per, non ebbe grande fortuna e fu subito censurato. Ci fu dovuto anche all'opposizione del fisico Oppenheimer, direttore tecnico del progetto Manhattan e fervente sostenitore dell'uso bellico dell'energia nucleare per terminare una volta per tutte il conflitto mondiale. Nel maggio del 1945 Truman aveva creato la Interim Committee, una commissione per affrontare la questione di un eventuale uso della bomba atomica. Tale commissione era affiancata da un'altra commissione, composta da quattro scienziati: Oppenheimer, Fermi, Lawrence e Compton, che avevano la responsabilit delicata di dare consigli tecnici sull'uso dell'arma atomica contro il Giappone. Entrambi le commissioni ricevettero il Rapporto Franck, ma non lo ritennero convincente, per cui decisero di sfruttare la bomba secondo tre criteri: la bomba doveva essere usata contro il Giappone al pi presto; doveva essere usata sopra un doppio bersaglio, cio su installazioni militari circondati o adiacenti ad abitazioni; doveva essere usata senza preavviso sulla natura della nuova arma usata. Il loro intento, in quel particolare frangente, era infatti creare il pi possibile un effetto di terrore sui nemici per la potenza distruttiva e la novit della nuova arma. L'obiettivo era quindi quello di impressionare.

Durante la conferenza di Potsdam, Truman invi al Giappone un ultimatum, senza per fare alcuna allusione alla nuova arma. Sotto la pressione dei militari il Giappone respinse la dichiarazione di Potsdam il 28 luglio.

Little Boy e Fat Man, Bradbury Science Museum, Los Alamos, New Mexico.

Il 6 agosto la prima bomba a uranio 235 (Little Boy) veniva sganciata sullisola di Hiroshima. Hiroshima era una citt di circa 350.000 abitanti, uno dei maggiori centri giapponesi di produzione bellica. La bomba distrusse qualsiasi cosa nel raggio di due chilometri, circa il 98% dei palazzi della citt furono distrutti o gravemente danneggiati, oltre 70.000 persone furono uccise e molte altre morirono poi per effetto delle radiazioni. L'esplosivo nucleare utilizzato nelle bombe a fissione era costituito da uranio e plutonio, due materiali fissili. Ogni qual volta un nucleo si divide per l'urto con un neutrone, produce almeno due nuovi neutroni, che nel caso di un'esigua massa di materiale fissile, sfuggono senza indurre ulteriori fissioni. Se per si accumula una quantit di plutonio e uranio arricchito, sufficientemente puro e tale da superare la cosiddetta massa critica, si innesca un processo a catena incontrollata, in cui le fissioni di nuovi nuclei si susseguono. La liberazione di energia che ne deriva ha carattere esplosivo. La bomba di Hiroshima era costituita da due masse di uranio, in ciascuna delle quali lo sviluppo della superficie in rapporto alla massa era tale da non raggiungere la criticit. Una volta accostate le basi delle due parti ne derivava una massa in condizioni critiche. In essa, era usata una carica esplosiva convenzionale per spingere una met della massa di uranio contro l'altra lungo un tubo; superata cos quella critica, la massa esplose con la potenza equivalente a 12-13 mila tonnellate di tritolo.

LITTLE BOY

Di fronte alle titubanze del governo giapponese ad accettare la resa incondizionata, il 9 agosto venne sganciata su Nagasaki una bomba al plutonio (Fat Man). La citt fu distrutta per il 47 % e i morti furono 75.000. La bomba di Nagasaki utilizz il fatto che la massa critica si riduce se il materiale fissile viene compresso cos da fare aumentare la sua densit. Una massa sottocritica di plutonio venne circondata da cariche di esplosivo convenzionale che, fatte esplodere, compressero il plutonio in condizioni supercritiche e produssero unesplosione equivalente a 20 mila tonnellate di tritolo.

Il Giappone si affrett ad accettare la resa.

Se molti scienziati erano contrari alluso della prima bomba, quella di Nagasaki gener sgomento e ira. Di fronte ad un nemico ormai piegato che aveva gi sperimentato sulla propria carne il terribile morso dellatomica, quella bomba appariva del tutto inutile. Con la seconda bomba si affrettava il termine del conflitto, impedendo che anche lUnione Sovietica entrasse in guerra con il Giappone e pretendesse poi di rivendicare i meriti della propria partecipazione alla vittoria. Per molti quella di Nagasaki non fu lultima azione militare della seconda mondiale, ma la prima grande operazione della guerra fredda.

FAT MAN

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AN 219 destruct fuse Archie radar antenna Plate with batteries (to detonate charge surrounding nuclear components) X-Unit, a firing set placed near the charge Hinge fixing the two ellipsoidal parts of the bomb High explosive pentagonal lens (12 units around the core, made of high and low velocity explosive) High explosive hexagonal lens (20 units around the core, made of high and low velocity explosive) California Parachute tail (aluminium) Dural casing, ~140 cm inner diameter Cones that contained the whole sphere Explosive lenses (low and high velocity) Nuclear material Plate with instruments (radars, baroswitches and timers) Barotube collector

Resoconto di Paul Tibbett, pilota dell aereo Enola Gay, ritrovato nel diario di bordo, riguardante gli ultimi secondi dal lancio di Little boy. "Alle 8, 25 minuti e 17 secondi, Little Boy scivol nellaria. Lesplosione avrebbe dovuto verificarsi dopo quarantatre secondi, contai mentalmente fino a quarantatre e poi fu la luce, un lampo accecante che abbagli 300.000 persone e cancell dalla citt ogni ombra, sin nei recessi pi nascosti. Alla luce segu lesplosione: solo a quaranta o cinquanta chilometri da Hiroshima fu possibile udirne il boato, per quelli pi vicini si trasform in silenzio. Il calore, dai trecento ai novecentomila gradi liquefece i tetti delle case, annient le persone fissando le loro ombre sullasfalto a irrefutabile prova della scomparsa di un essere umano. A quattro chilometri da Hiroshima la gente sent quel calore sul viso e ne ebbe la pelle ustionata. La raffica dellesplosione si sprigion dalla sfera di fuoco alla velocit di 1300 chilometri orari e, in un raggio di molti chilometri quadrati, le case ancora in piedi vennero sradicate dalle fondamenta. Poi enormi gocce dacqua color pece, prodotte dalla vaporizzazione dellumidit, riportarono a terra la polvere radioattiva dispersa nellatmosfera. Un vento infuocato riflu verso il centro dellesplosione a mano a mano che laria, al di sopra della citt diventava pi rovente. Dallistante dellesplosione erano passati solo otto minuti. Nel cielo, a undici miglia di distanza, due onde durto colpirono successivamente la superfortezza volante che aveva sganciato la bomba, scuotendola con violenza. Il mio compagno si volse a guardare indietro: " Dio mio, che abbiamo fatto!", fu il suo unico commento". P.Tibbett ritratto di fronte allEnola Gay

B29 Enola Gay, lancio di Little Boy su Hiroshima (anonimo)

"La vita attuale inquinata alle radici. L'uomo si messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinato l'aria, ha impedito il libero spazio [...]. L'occhialuto uomo inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c' stata salute e nobilt in chi li invent, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comprano, si vendono e si rubano [...]. Quando i gas velenosi non basteranno pi, un uomo fatto come gli altri, ma degli altri un po' pi ammalato, ruber tale esplosivo e si arrampicher al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potr essere il massimo. Ci sar un'esplosione enorme che nessuno udr e la terra ritornata alla forma di nebulosa errer nei cieli priva di parassiti e di malattie".
. Italo Svevo - La coscienza di Zeno (1923)

Italo Svevo

La vita
Ettore Schmitz nacque a Trieste nel 1861 da un' agiata famiglia di commercianti ebrei. Apprese la lingua tedesca in Baviera, nel collegio di Segnitz, dove ricevette un' ottima preparazione umanistica. Tornato a Trieste nel 1878 frequent l' Istituto Superiore di Commercio ma, in seguito ad un dissesto familiare, fu costretto ad interrompere gli studi per impiegarsi nel 1880 nella succursale triestina della Banca Union di Vienna come corrispondente di francese e tedesco. Nello stesso anno cominci a collaborare al quotidiano triestino "L'Indipendente" con articoli di critica letteraria, coltivando anche l'hobby per il violino. Il suo primo romanzo, Una vita, venne pubblicato nel 1892, con lo pseudonimo di Italo Svevo (che allude alla sua formazione letteraria italo - tedesca). Nel 1896 spos Livia Veneziani e nel 1898 scrisse Senilit, il quale non raccolse consensi critici. Decise allora di entrare nella ditta Veneziani, gestita dal suocero e specializzata in vernici sottomarine, rivelandosi un ottimo uomo daffari. Nel 1906 si iscrisse alla Berlitz School e fu allievo di James Joyce che apprezz le sue opere e promise di segnalarle in Francia e allestero. Il successo arriv in Francia nel 1926 con "La coscienza di Zeno", scritto nel 1923 dopo la lettura in lingua originale delle opere di Freud. Montale lo elogi nella rivista LEsame. Svevo raggiunse l'apice della fama nel 1928 dopo che il critico Benjamin Crmieux gli diede largo spazio in un suo Panorama della letteratura italiana. Cominci a dedicarsi a un nuovo romanzo, Il vecchione, rimasto incompiuto per la morte dello scrittore in un incidente automobilistico nel 1928.

La coscienza di Zeno
Il romanzo composto di otto capitoli: Prefazione, Preambolo e sei capitoli tematici, in cui il protagonista, Zeno Cosini, narra gli episodi della sua adolescenza e maturit, che ruotano attorno alle tappe cruciali della vita e dai quali trapelano i piccoli vizi e le innocenti manie di un borghese insoddisfatto, la cui nevrosi consiste nel ritenersi "inetto" alla vita diventando l'icona di un' anti-eroe decadente, incapace di vivere per la sua eccessiva tendenza all'autoanalisi.

Suddivisione in capitoli. I. Prefazione. S'immagina redatta dal dottor S. (lo psicoanalista di Zeno) e fornisce al lettore alcune informazioni: il protagonista, su consiglio del medico, fissa su carta i ricordi della propria vita, ma interrompe sul pi bello la terapia scatenando la vendetta del dottore che "per dispetto", pubblica il racconto autobiografico di Zeno senza la sua approvazione. lunico capitolo in terza persona. II. Preambolo. Zeno in prima persona accenna al faticoso lavoro di recupero del suo passato e alle difficolt che incontra nell'attivare il rapporto psicoanalitico. III. Il fumo. Zeno comincia con il ricordo dei tentativi falliti per liberarsi dal vizio del fumo, i particolari comici e i sotterfugi con se stesso per continuare a fumare. IV. La morte di mio padre. Narra il ricordo dell' agonia del padre che, in punto di morte sembra colpire con un gesto involontario (per Zeno uno schiaffo) la "mediocrit fannullona" del figlio. Lo schiaffo, lasciando irrisolto il conflitto con la figura paterna, condiziona la psiche del protagonista, che cerca disperatamente protezione. V. La storia del mio matrimonio. Nella frequentazione della famiglia Malfenti il protagonista trova finalmente un rifugio. Il signor Malfenti, oltre che datore di lavoro, diventa anche una figura protettiva e, tra le sue figlie, Ada, Alberta, Augusta e Anna, Zeno cerca una possibile consorte. Nonostante il suo debole per Ada sposer Augusta che, meno attraente delle sorelle, si rivela una moglie ideale. VI. La moglie e l'amante. Nonostante sia soddisfatto del suo matrimonio, Zeno ha una relazione con una ragazza di nome Carla; egli non sa decidersi fra l'amore per la moglie e quello per l'amante, finch quest'ultima a troncare il rapporto per amore di Zeno stesso.

VII. Storia di un'associazione commerciale. Il capitolo incentrato sull'impresa economica di Zeno e del cognato Guido (marito di Ada da sempre suo rivale perch considerato uomo amabile, piacente, ottimo affarista e buon musicista) che, sommerso dai debiti, perde la vita cercando dinscenare la propria morte. Zeno riesce involontariamente a salvare la situazione economica della famiglia. VIII. Psico-analisi. Qui terminano i capitoli del memoriale. Zeno spiega i motivi dell'abbandono della cura e proclama la propria guarigione. Il protagonista indica l'idea che lo ha liberato dalla malattia: "La vita attuale inquinata alle radici" la malattia deriva quindi dal malessere interiore causato dalla societ e dalla cultura delluomo moderno, la guarigione non esiste, esistono solo equilibri provvisori che nascono dalla coscienza dellinevitabilit della malattia, la malattia un mezzo essenziale per conoscere se stessi. La coscienza di Zeno unopera che analizza anche il rapporto tra il tempo della scrittura (e della cura) e quello della vita, il flusso del presente e quello dellesistenza trascorsa, del ricordo. Zeno si accorge che non possibile alcun rapporto sicuro e lineare con il tempo, esso si riavvolge e si ripete nel ricordo, ma il suo ritornare lo trasforma, lo muove, lo deforma. I ricordi diventano sempre unaltra cosa, creando nuove realt. La conduzione del romanzo fortemente segnata dallincombenza della guerra, essa si pone come segno simbolico di uscita da unepoca in cui il mondo era stato, al di la dei suoi precari equilibri, compatto. Zeno sembra ottenere la guarigione proprio dai fortunati affari che la guerra gli permette di fare. Tale guarigione lo conduce per ad allargare lo sguardo alla malattia che ha colpito lintera umanit, alimentata dallaccumulo di oggetti e ordigni. Come ha rivelato la guerra lo sviluppo industriale e il dominio sulla natura si traducono in morte e distruzione: il romanzo si chiude proiettando un futuro minaccioso e quasi profetico in cui un uomo fatto come gli altri, ma pi ammalato far esplodere un ordigno talmente grande da distruggere lintero pianeta.

Fonti: Itinerario nellarte - Cricco, di Teodoro - Zanichelli Storia dellarte - Dorfles, Vettese - Atlas Vita dartista, Dal Nicosia Fiorella Giunti Editore Interrogare il passato Emilio Zanette Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori I fatti e le interpretazioni Di Rienzo, Cristino - Petrini Letteratura Modulare 2 Sambugar, Sal La nuova Italia http://cronologia.leonardo.it/cronoein2.htm http://www.ihr.org/jhr/v16/v16n3p-4_Weber.html http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/Freud/freudarchivio.htm http://www.presentepassato.it/Dossier/900barbaro/hiroshima3_tibbets.htm