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Il decadentismo

I circoli d'avanguardia della fine del 19esimo secolo si contrapponevano alla mentalit borghese ed
ostentavano atteggiamenti bohemien ed idee deliberatamente provocatorie, ispirandosi al modello
del poeta maledetto Baudelaire. Lo stato d'animo diffuso all'epoca era caratterizzato da un senso di
disfacimento e di fine di tutta la civilt e dall'idea di prossimo crollo.
La base della visione del mondo decadente un irrazionalismo misticheggiante, che riprende ed
esaspera posizioni gi largamente presenti nella cultura romantica. Viene radicalmente rifiutata la
visione positivistica, caratteristica della borghesia. Il decadente infatti ritiene che la ragione e la
scienza non possano dare la vera conoscenza del reale, perch l'essenza di esso al di l delle cose,
per cui solo rinunciando alla razionalit si pu tentare di attingere all'ignoto. Il decadentista infatti
sempre proteso verso il mistero che dietro la realt visibile, verso l'inconoscibile. Secondo questa
visione mistica, tutti gli aspetti dell'essere sono legati tra loro da analogie e corrispondenze che
sfuggono alla ragione e che possono essere colte solamente attraverso un'empatia irrazionale.
Charles Baudelaire formula queste teorie nel sonetto Corrispondenze dei Fiori del male, che cos
diventa il manifesto delle nuove tendenze.
La visione decadente propone una sostanziale identit tra l'io ed il mondo, nascosta sotto gli strati
superficiali della realt. La scoperta dell'inconscio stata fondamentale nel mondo decadente, ed
importante l'influenza di Freud, nonostante ci fossero intenzioni diverse: mentre Freud voleva
sottomettere l'inconscio al dominio dell'io, i decadenti vogliono distruggere ogni legame razionale,
convinti che solo questo abbandono totale possa garantire la scoperta di una realt pi vera.
I mezzi per cogliere il mistero e l'essenza segreta della realt sono tutti gli stati abnormi ed
irrazionali dell'esistere: la malattia, la follia, la nevrosi, il delirio, il sogno e l'incubo, l'allucinazione.
Questi stati potevano essere indotti artificialmente attraverso l'uso di droghe e alcol, e secondo i
decadenti aprono al nostro sguardo prospettive ignote, permettendo di vedere il mistero che al di
l delle cose. Rimbaud parla proprio della sua volont di sprofondare nella dissolutezza per
diventare veggente attraverso la sregolatezza di tutti i sensi.
Un altro modo per cogliere il mistero l'annullamento dell'io individuale nel tutto della natura, con
il cosiddetto panismo (D'Annunzio) oppure attraverso le epifanie, in cui un particolare qualunque
della realt si carica all'improvviso di una misteriosa intensit di significato che fornisce una
rivelazione momentanea di un assoluto.
Altro tema importante l'arte, in quanto l'artista non solo l'abile esecutore, ma colui che in
grado di rivelare l'assoluto attraverso l'arte stessa. L'esteta poi colui che assume come principio
morale la bellezza ed in base ad essa agisce e giudica la realt (es D'Annunzio e Oscar Wilde).
La poesia si propone quindi di assumere un valore suggestivo ed evocativo. Alle immagini nitide e
distinte si sostituisce il vago, l'impreciso e l'indefinito. La parola perde la sua funzione di strumento
comunicativo immediato e assume quella di rivelare l'ignoto. Ma se la poesia pura suggestione
irrazionale essa diviene oscura, al limite dell'incomprensibilit. Quindi in questo senso la poesia
decadente assume un carattere aristocratico, che rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese.
Gli artifici tecnici pi utilizzati sono sicuramente la metafora e la sinestesia.
La metafora decadente presuppone una sorta di concezione irrazionalistica, e quindi non regolata
da una semplice somiglianza tra due oggetti ma istituisce legami impensati tra realt remote.
La sinestesia invece una fusione di sensazioni, nel senso che impressioni che colpiscono un senso
evocano altre impressioni relative a sensi diversi. Di questo sono tipici esempi Corrispondenze di
Baudelaire e Vocali di Rimbaud.

Baudelaire segna il passaggio dal romanticismo al decadentismo, infatti il poeta indaga il negativo
della modernit, sia nella vita interiore che in quella sociale, cogliendo la malattia intrinseca. Il
poeta infatti ci parla del vizio, della corruzione, del male di vivere, della disperazione, del vuoto e
della noia. Anticipa Rimbaud e Verlaine.
In Corrispondenze, Baudelaire vede il reale in chiave mistica, le forma materiali della natura non
sono che simboli di una realt pi profonda ed autentica, che si colloca al di l delle cose. Per
decifrare questi simboli necessario rinunciare alla visione razionale che si ferma alla superficie
delle cose ed abbandonarsi alle sensazioni che mettono in comunicazione col profondo. Al di l
delle apparenze poi soggetto ed oggetto sono uniti, per questo sono necessarie le sinestesie che
possono cogliere i legami misteriosi che uniscono tutto il reale.
Il poeta colui che un grado di decifrare i simboli occulti, grazie alla sua sensibilit privilegiata
da veggente. La poesia agisce a livelli ultra logici, evocando queste analogie misteriose.