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UNIVERSIT SANTI CIRILO E METODIO FACOLT DI FILOLOGIA BLAZE KONESKI - SKOPJE

TESINA DI GRAMMATICA ITALIANA

Anglicismi nel linguaggio informatico italiano

ELABORATA DA :

PROF.

Aleksandra Nikolic

Aleksandra Sarzoska

SKOPJE 2010

INDICE

1. Introduzione 1.1. Scopo della tesi 1.2. Contatto linguistico 1.2.1 Contatto, interferenza e prestito linguistici 1.3. Prestiti linguistici in italiano 1.3.1. Le lingue che hanno influito sull'italiano 1.3.2. Gli anglicismi nella lingua italiana 2. Linguaggi speciali 2.1. Caratteristiche dei linguaggi speciali 2.2 Il linguaggio informatico 2.3. L'inglese nel linguaggio informatico italiano 2.3.1. Classificazione dei prestiti inglesi nella terminologia informatica italiana 3. Conclusione 4. Glossario dei principali termini informatici 5. Bibliografia

1. Introduzione

1.1. Scopo della tesi

Nel corso di quest'ultimo ventennio lo studio dei linguaggi specialistici ha ricevuto un'attenzione sempre maggiore, parallelamente alla rapida espansione della letteratura tecnico-scientifica in diversi campi del sapere . Uno degli ambiti specialistici in costante evoluzione senza dubbio quello informatico. Proprio la terminologia connessa con lo sviluppo di questo specifico settore sar qui assunta a oggetto di analisi e di riflessione. Si deciso di focalizzare l'attenzione sul linguaggio informatico perch quello che maggiormente si presta all'influenza della lingua inglese, che porta a preferire una determinata unit lessicale d'aspetto straniero al suo equivalente italiano.

1.2. Contatto linguistico 1.2.1 Contatto, interferenza e prestito linguistici


Le lingue sono in contatto se sono usate alternativamente dalle stesse

persone, che sono dunque il luogo del contatto. Ci si parla del contatto linguistico diretto quando parlanti bilingui usano le loro lingue in una comunicazione attiva. Il contatto linguistico indiretto, invece, vuol dire trasmissione per mezzi scritti ed orali, soprattutto i mezzi di comunicazione di massa. Quando un parlante bilingue devia norme di una delle due lingue, p.es. a causa del contatto linguistico, si tratta dell'interferenza linguistica. Il termine comprende il riordinamento dei modelli risultato dall'introduzione di elementi stranieri. Il prestito linguistico una manifestazione dell'interferenza linguistica. Si tratta del prestito quando si accentua il trasferimento di un elemento linguistico. Nel senso pi stretto un prestito linguistico una parola importata da un'altra lingua.

1.3. Prestiti linguistici in italiano

1.3.1. Le lingue che hanno influito sull'italiano

L'influsso pi forte sulla lingua italiana stato esercitato, storicamente parlando, senz'altro dal francese. L'afflusso di francesismi fu al suo colmo nel Settecento a causa della posizione della Francia dal punto di vista sociale, economico e culturale. Nello stesso tempo si fece sentire anche l'influsso inglese. L'influsso francese perdur nell'Ottocento, ma cominci a diminuire alla fine del secolo ed

all'inizio del Novecento; aument invece l'afflusso di anglicismi. Dopo la seconda guerra mondiale l'influenza della cultura anglo-americana sull'Italia, e sul tutto il mondo occidentale, caus una grande importazione di parole inglesi. Oggi questa categoria cresce continuamente. Gli influssi germanico, arabo e spagnolo sono anche stati notevoli, ma non molto costanti. L'influenza delle lingue germaniche sulla lingua italiana fu al suo colmo nei secoli V-VIII, quando un certo numero di parole fu importato dagli invasori goti, longobardi e franchi e da mercanti tedeschi all'epoca di stretti rapporti commerciali tra l'Italia ed i paesi germanici. Nei secoli VIII-XII i contatti con il mondo islamico furono frequenti e fecero penetrare nell'italiano molte parole arabe. Lo spagnolo influenz il vocabolario italiano fortemente nei Cinque-Seicento, perch la Spagna era allora una grande potenza politica nella penisola italiana. Oltre all'influsso delle lingue moderne si deve notare l'importanza di quello del latino e del greco. Il latino continu ad influenzare il lessico del volgare potenziandolo e arricchiandolo con prestiti di matrice colta. Nell'epoca della cultura umanistica (secoli XV e XVI) il greco ebbe un'influenza notevole soprattutto sul lessico scientifico sia nella lingua italiana che nelle altre lingue d'Europa.

1.3.2. Gli anglicismi nella lingua italiana

Il significato del termine anglicismo viene spiegato in alcuni tra i pi recenti dizionari della lingua italiana: Anglicismo,

s.m. TS ling. parola, locuzione o costruzione inglese entrata in unaltra lingua | parola o locuzione che costituisce calco semantico dellinglese (ad es. lit. grattacielo dalling. skyscraper) S anglismo, inglesismo [1829 cfr. ingl. anglicismo] (de mauro 2008) Lemma Sillabazione/ Fonetica Etimologia Definizione Anglicismo [ an-gli-cis-mo; pr. /anglitSizmo/] Deriv. di anglico s.m. parola o costrutto della lingua inglese entrato in unaltra lingua. (Dizionario Garzanti on-line) Queste pi recenti spiegazioni si affiancano alle precedenti visioni di Gaetano Rando, nel suo Dizionario degli anglicismi nellitaliano post-unitario (1987), il quale aggiunge ulteriori parametri alla definizione di anglicismo, che include non solo il prestito formale, ma anche quello semantico, tiene conto delle variet ormai affermatisi dellinglese e vede linglese nella sua funzione ambivalente di source language e di lingua mediatrice per lingresso nellitaliano di altre parole di origine straniera: per anglicismo (specificatamente anglicismo italiano) si intende ogni vocabolo o accezione di vocabolo che sia di origine inglese o che sia giunto nella nostra lingua tramite linglese nella variet britannica e americana ma anche in quelle dellAustralia, Canada, Sud Africa. e quelle di Grlach, il quale sottolinea esplicitamente che nel passaggio dalla source alla target language, la parola di origine anglosassone deve conservare almeno una delle sue caratteristiche formali: An Anglicism is a word or idiom that is recognizably English in its form (spelling, pronunciation, morphology, or at least one of the three), but is accepted as an item in the vocabulary of the receptor language. Insieme al Francese, lInglese stato ed la pi importante fonte di

rinnovamebnto esogeneo dellitaliano moderno. Gli influssi dellinglese sulla lingua e sulla societ italiana cominciano a farsi sentire gia sin dal XII secolo, ma solo nel XX secolo, nella seconda met in particolare, che tale influenza raggiunge livelli molto alti. Limpatto della cultura angloamericana dopo la prima e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale ha stabilito il primato della lingua inglese come la lingua straniera pi diffusa nel nostro paese cosa che nei secoli precedenti era stato appannaggio del francese. La cultura angloamericana e tutto il suo corredo fatto di stile di vita, valori, linguaggio, moda, musica ha visto crescere gradulamente ma in modo costante e continuo la sua popolarit. Di tanto in tanto, studiosi e opinionisti hanno discusso sul forte ascendente che il mito americano ha sulla mentalit apparentemente debole, provinciale e facilmente influenzabile degli italiani. Nel complesso, tutavia, le reazioini e le tendenze generali sono state moderatamente critiche e tutto sommato tolleranti. Nel corso degli anni si sempre parlato di una attrazione fatale degli italiani nei confronti della lingua e dello stile di vita inglesi e americani. Gli italiani, a diffrenza dei francesi, si sono rivelati vittime meno riluttanti allinfiltrazione dellinglese nella propria lingua. Tanto forte stato, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, e continua ad essere, linflusso dellinglese sullitaliano che stato coniato il termine itangliano per indicare una mescolanza di parole, concetti ed espressioni di entrambe le lingue, spesso pronunciate in maniera scorretta ed usate per aggiungere un ipotetico tocco di classe allitaliano parlato e scritto soprattutto a livelli manageriali.

Linglese rappresenta la pi grande donor language per litaliano soprattutto dopo la seconda met del XX secolo, anche se non sempre si sono registrate omogeneit e continuit costanti in tale flusso, che sembra aver avuto il suo apice negli ani 70-80. Luso eccessivo di parole, concetti ed espressioni inglesi maggiormente nel campo della pubblicit o in quello della stampa stato spesso oggetto di critiche, non solo da parte dei puristi ma anche di linguisti, intellettuali ed opinionisti. La tendenza generale della critica va, comunque da una blanda intolleranza ad una totale accettazione della presenza dellinglese. Le parole inglesi risultano molto pi numerose in alcuni ambiti e contesti semantici ben definiti quali linformatica, le scienze, lo sport, la pubblicit e soprattutto leconomia; e sono usate da gruppi sociali ben precisi quali giornalisti, esperti di informatica, analisti finanziari ed imprenditori.

2. Linguaggi speciali

2.1. Caratteristiche dei linguaggi speciali

Lattenzione specifica verso le lingue speciali, nella tradizione italiana, risale agli anni Trenta. Si utilizza per la prima volta questo termine per denominare le variet impiegate in settori specifici della vita sociale e professionale e caratterizzate da terminologie speciali . Le lingue speciali sono dunque caratterizzate da un patrimonio lessicale

specialistico e sebbene siano impiegate da specifici gruppi di parlanti, il loro tratto peculiare tematico e non sociale. Non possibile parificare le lingue speciali ai gerghi in quanto le prime impiegano tecnicismi e quindi necessitano di massima precisione, mentre questi ultimi utilizzano loscurit come strumento di differenziazione dalla lingua comune e di coesione allinterno di un gruppo . Si pu effettuare unulteriore distinzione tra linguaggi specialistici e linguaggi settoriali: i primi hanno un lessico specifico e regole peculiari a cui corrisponde una circolazione mirata ad un pubblico di specialisti di un determinato settore, mentre i secondi sono caratterizzati dallassenza di un lessico specifico e dalla mancanza di regole convenzionali sono diffusi attraverso i mass-media e hanno unampia utenza . Le principali caratteristiche delle lingue speciali sono: - monoreferenzialit (rapporto biunivoco fra significato e significante); - precisione referenziale; - trasparenza; - sinteticit; - neutralit emotiva .

2.2 Il linguaggio informatico

Poich il campo dellinformatica cambia rapidamente, ci sono sempre nuove

parole e nuove cose per studiare. Secondo Palumbo il settore dellinformatica di particolare interesse per un linguista perch offre alla sua osservazione lo svolgimento di un processo di creazione ex novo di un lessico settoriale. Nel campo ci sono studi recenti di cui molti trattano il linguaggio dellinformatica in generale quando descrivono il linguaggio tecnico ed altri linguaggi specialistici; altriescrivono pi precisamente il linguaggio dellinformatica: trattano lorigine e la formazione dei termini. Per gli utenti il linguaggio dellinformatica contiene caratteristiche di marketing, e quindi la differenza nel tradurre per esempio un manuale per il computer paragonato ad altra traduzione tecnica il fatto che si crea un prodotto. I testi tecnici, come i manuali e le riviste specialistiche per il grande pubblico sono meno formali e cercano a raggiungere il linguaggio standard. Per gli esperti il linguaggio dellinformatica contiene abbreviazioni e termini precisi che sono difficili da capire dai comuni utenti. La grande parte dei termini della lingua dellinformatica sono prestiti da altri settori specialistici o dalla lingua comune. Palumbo afferma che per i termini del linguaggio dellinformatica facile trovare i meccanismi di analogia o di derivazione metaforica con cui i termini vengono presi in prestito. Meyer et al. hanno differenziato i campi della vita e i settori specialistici che hanno dato in prestito dei termini al linguaggio dellinformatica. La lingua dellinformatica italiana costituita in maggior parte da prestiti o da calchi dallinglese. I motivi per linfluenza dellinglese sono il primato economico e tecnico-scientifico degli Stati Uniti e i linguaggi dalto livello della programmazione che impongono tante voci inglesi al comune utente Nuovi termini si formano

praticamente sempre seguendo il modello dei termini gi esistenti. Si pu ottenere nuovi termini col ricorso a prefissi (a.e. inter-, iper-), suffissi (a.e. ale, che come suffisso ha ricevuto nuovo impulso dallinglese; architetturale) e altri modi compositivi. Linglese genera nuovi derivati o adattamenti funzionali (a.e. formattare da to format). Linglese pu condurre anche alluso dellelissi; ad esempio in interfaccia utente non c la preposizione intermedia tra le parole. Lo stile del linguaggio dellinformatica italiano molto pi neutro di quellinglese; quando in inglese si avvicina lutente con la forma you can, per gli italiani si deve essere pi distaccato: possibile. E quando in inglese si dice they are thousands of miles away from each other, in italiano si deve essere pi neutro: che neppure si conoscono. Il traduttore a.e. dei manuali del campo dellinformatica deve essere cosciente di queste aspettativi dei consumatori italiani.

2.3. L'inglese nel linguaggio informatico italiano


Uno degli aspetti che pi emergono dall'analisi fin qui condotta la notevole influenza che l'inglese esercita sulla terminologia informatica italiana. Il fenomeno investe cos la comunicazione specialistica orale come i diversi generi della produzione scritta del settore: articoli di riviste specializzate, manuali di consultazione, dizionari tecnici, etc. D'altra parte, negli Stati Uniti d'America che sono nati e si sono sviluppati i due sistemi operativi pi diffusi nel mondo Windows e Mac-OS, ed l'inglese la lingua dominante della letteratura scientifica internazionale. Non sorprende, quindi, che il peso dell'inglese nella lingua italiana sia

particolarmente evidente nel caso specifico della terminologia informatica. Inoltre, come opportunamente osserva Roncaglia (2003) a proposito del linguaggio tecnicoscientifico dell'informatica, la forza che spinge alla standardizzazione (e dunque alla diffusione di termini anglosassoni) rappresentata in primo luogo da una comunit internazionale di tecnici e ricercatori che ha nel proprio patrimonio genetico la preferenza per un linguaggio il pi possibile comune, uniforme e privo di ambiguit, e trova nell'inglese la lingua franca dalla quale in primo luogo attingere nella costruzione di questo linguaggio. Un articolo di una rivista specialistica in lingua italiana ci offre un buon esempio di omologazione di termini inglesi nel discorso specialistico informatico: Un altro tipo di web server, il profiler, viene utilizzato per fornire informazioni demografiche circa i visitatori del sito. Attraverso un link nascosto viene inviata una richiesta al profiler, il quale richiede un cookie, precedentemente inviato, contenente un identificativo utente che funge da chiave per i dati dell'utente, immagazzinati in una database sul profiler. Opzionalmente, il profiler pu segnalare al Web server che ha fornito, la pagina monitorata che l'utente XYZ sta visitando il sito. Poich spesso l'advertising pubblicitario e il profiling dell'utente sono effettuate dalla stessa impresa usualmente si tratta di due applicazioni (o due differenti moduli della stessa applicazione) sul medesimo server.

2.3.1. Classificazione dei prestiti inglesi nella terminologia informatica italiana

Nel linguaggio informatico italiano, pur esistendo, di numerosi termini inglesi, gli equivalenti italiani, si riscontra una spiccata tendenza all'uso del lessico nella lingua d'origine. Pi precisamente, in funzione della frequenza con cui vengono utilizzati, i prestiti inglesi ormai stabilmente presenti nel vocabolario informatico italiano possono essere suddivisi in tre principali categorie: a) termini che vengono utilizzati con la stessa frequenza degli equivalenti

italiani. Es: hard disk/disco fisso (o disco rigido); software/programma; display/schermo; b) termini che vengono utilizzati pi frequentemente degli equivalenti italiani. Es: file/archivio, Internet/Rete, sharing/condivisione, e lo stesso computer, i cui corrispondenti elaboratore e calcolatore sono ormai usati soltanto di rado. c) termini che vengono utilizzati esclusivamente nella lingua d'origine in quanto non esistono equivalenti italiani. Es: server, banner, lurker, cookie, mouse, password, browser, scanner, router, etc.

3. Conclusione
L'impatto che l'inglese esercita sulla terminologia specialistica italiana assai rilevante e sebbene non sempre in egual misura interessa vari settori disciplinari. Oltre alla terminologia informatica, si pensi per esempio ai corpora lessicali della comunicazione medica, giuridica, sportiva, economico-aziendale, tutti ricchissimi di prestiti inglesi, molti dei quali sono entrati a far parte anche del vocabolario comune.

4. Glossario dei principali termini informatici


ACTIVE X Tecnologia Microsoft, che permette di creare pagine Web altamente dinamiche. La risposta al linguaggio Java di Sun.

ALIAS Termine utilizzato sia per indirizzi e-mail, sia per Ip di indirizzi Internet. Nel primo caso sono nomi alternativi verso cui redirigere la posta. Attraverso gli Alias possibile, ad esempio, utilizzare un secondo indirizzo e-mail per la stessa casella di posta elettronica. Nel secondo caso invece, lindirizzo www.miosito.com lalias dellIp address (es. 192.168.02.2). BANNER Elemento grafico inserito nelle pagine Web per scopi promozionali di un prodotto, un servizio oppure di un sito. Generalmente unimmagine o un'animazione Flash con un determinato link. BROWSER Software che permette la visualizzazione di documenti Internet. I programmi pi conosciuti sono Microsoft Internet Explorer e Netscape Navigator. CLIENT Il client il computer che effettua le richieste di dati ad un server remoto. La pi comune interfaccia client il browser (Netscape, Internet Explorer). COOKIE "Biscotto" dallinglese, un file di testo che alcuni siti dinamici memorizzano sui Pc, per registrare informazioni. Dal punto di vista dei virus, sono assolutamete innocui e privi di rischio, in quanto sono semplici documenti di testo. DATABASE Un database un insieme di informazioni relative ad un particolare oggetto o scopo, inserite in record e tabelle. DEBUG

Operazione di verifica di un programma, per testarlo e per intercettare possibili errori di scrittura. DHCP Acronimo di Dynamic host configuration protocol). il protocollo che permette ad un server di rete TCP/IP di assegnare automaticamente un indirizzo numerico a ogni componente del Pc (modem, fax, stampante). DIAL UP Operazione del modem, quando compone il numero telefonico del provider. DIRECTORY Zona del disco fisso, chiamata anche cartella, che contiene (o potrebbe contenere) files e documenti. DNS Acronimo di Domain name server. Server che trasforma lindirizzo IP numerico (192.168.02.2) in un indirizzo (URL) alfanumerico (www.miosito.com). EDITOR WEB Software visuale Wysiwyg (What you see is what you get ovvero ci che vedi ci che ottieni) che permette di creare pagine Web senza scrivere nessuna riga di codice. ETHERNET Nata dalla mente di Robert Metcalfe e di Robert Blogs (due ricercatori della Xerox), Ethernet la rete locale pi diffusa al mondo. Il primo progetto risale agli inizi degli anni 70, mentre la sua prima definizione pubblica all'anno 1976. I dati infatti vengono trasmessi grazie a cavi coassiali o doppino telefonico. FIREWALL

Computer e/o programma che controlla l'accesso ad una rete locale e lo consente esclusivamente a particolari macchine ed utenti aventi particolari caratteristiche. FORWARD Ovvero inoltra, funzione che permette di rispedire a terzi un messaggio che ricevuto. FTP Acronimo di file transfer protocol, cio il protocollo per la trasmissione di file tra due sistemi Internet. Talvolta il suo utilizzo concesso anche per il prelievo di file da parte di persone che non dispongono di un accesso al sistema (Ftp anonimo). GATEWAY Periferica per collegare computer diversi in una rete, per consentire all'utente che si collega di consultare i dati del computer remoto. HOST Dallinglese ospite, il computer della rete che ospita le risorse ed servizi disponibili ad altri client. HOSTING Disponibilit di spazio su un server per la visualizzazione di un sito in rete. HTML Hypertext markup language, ovvero "Linguaggio di marcatura per ipertesti". il linguaggio standard per la realizzazione di ipertesti destinati al World Wide Web. Si compone di tag (marcatori) racchiusi fra i segni < e >, ogni tag ha determinati attributi ai quali vengono associati dei valori specifici. Il W3C (www.w3.org), ovvero il consorzio che definisce gli standard dell'Html ha stabilito che dalla versione 4.01 in

poi per motivi di compatibilit i tags dovranno essere scritti tutti con lettere minuscole ed i valori assegnati agli attributi dovranno essere racchiusi fra virgolette. HTTP Protocollo per il trasferimento, in una rete Tcp/Ip, di file contenenti testi e comandi di visualizzazione grafica e multimediale. il protocollo principale di Internet. HTTPS HyperTest transfer protocol over Ssl, protocollo di connessione sicura per l'invio di informazioni ad una pagina Web. JAVA Linguaggio di programmazione ideato dalla Sun Microsystems, ideale per pagine Web. Deriva dal complesso linguaggio C++ e si compila al di fuori di documenti Html, anche se si integra perfettamente grazie alle applet. Il campo dove ha riscosso maggior successo sono i menu, le immagini e i grafici. LINK In italiano, collegamento. Pu essere associato ad unimmagine o a del testo e conduce lutente da una pagina ad un qualsiasi altro file. LINUX Sistema operativo ideato da Linus Torvalds derivato da Unix. Nato per scommessa, oggi uno dei sistemi operativi pi amati dai programmatori internazionali. Ne esistono molte distribuzioni di cui le pi famose sono: Redhat, Corel, Mandrake, Caldera, Slackware, Debian e Suse. La sua peculiarit risiede nel permettere a tutti di collaborare alla crescita dello stesso: il codice sorgente infatti disponibile a tutti (filosofia open source).

MAILING LIST uno dei tanti mezzi di comunicazione messo a disposizione da Internet e ormai sfruttato da tutti i siti Internet. Consiste nell'utilizzo di un programma in grado di spedire una stessa email a svariati indirizzi di posta elettronica. Pu essere unidirezionale o bidirezionale. Nel primo caso, non prevista una risposta da parte degli utenti. MANTAINER Nel caso dei domini, il provider incaricato ad ospitare il dominio stesso presso una propria macchina. MIRROR Indica un sito speculare che ricalchi i medesimi contenuti di un altro Web site. Veniva spesso utilizzato qualche anno fa nei siti a grande traffico per deviare, in caso di malfunzionamenti del server, i visitatori verso un sito identico che quindi permettesse di non interrompere il servizio. NETWORK In italiano significa rete, ovvero una connessione tra Personal computers, costituita da uno o pi server e uno o pi client che dialogano tra di loro grazie a bridge e routers. OCR Acronimo di Optical Character Recognition. Tramite uno scanner, il software consente di leggere un testo stampato e convertirlo in un file di testo, come se digitato sulla tastiera. Le ultime evoluzioni di tali programmi sono in grado di ricostruire la formattazione del testo, la disposizione ed i colori. PLUG-IN

Software aggiuntivo, che se installato migliora le funzionalit del sofware. Per esempio in un browser, il plug-in di Flash, permette la visualizzazione di filmati grafici di Adobe Flash. PROXY Sistema che memorizza le pagine Web viste pi frequentemente in modo da scaricare i documenti dal disco rigido piuttosto che dalla Rete, in modo da diminuire i tempi di attesa. QUERY Operazione di estrapolazione, aggiornamento o modifica di dati presenti in un database. SCRIPT Porzioni di codice scritti in linguaggi appositi (Javascript, Perl, PHP, JScript) utilizzati all'interno di pagine web per creare animazioni o reazioni altrimenti non ottenibili con il semplice Html. SERVER Computer collegato ad internet 24 ore su 24, che ospita i files di vari utenti e li rende disponibili sulla rete a chi ne faccia richiesta (se abilitati ovviamente). SPAM Invio di messaggi non desiderati n sollecitati in alcun modo in una casella di posta elettronica con l'intenzione di disturbare il destinatario. Il termine "spam" si riferisce anche all'invio multiplo della stessa pagina web all'indice dei vari motori di ricerca. TCP/IP Acronimo di Trasmission control protocol/Internet protocol: il protocollo

standard per la connessione e trasferimento di dati in Internet. URL Acronimo di Uniform resource locator lo strumento con il quale si rappresentano le coordinate di un sito o di una informazione presente su Internet. L'Url di Migliorhosting ad esempio www.migliorhosting.it WORD WIDE WEB Sistema di informazioni distribuite distribuite basato sugli ipertesti creato dai ricercatori del Cern, in Svizzera. XML EXensible Markup Language, un linguaggio sviluppato dal W3C. un sottoinsieme di Sgml (Standard Generalized Markup Language), uno standard internazionale che definisce le regole per scrivere markup language, volutamente non comprende alcune funzionalit complesse di Sgml difficilmente implementabili su Web.

5.Bibliografia

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Meyer, I. et al., Metaphorical Internet Terms: A Conceptual and Structural Analysis , Terminology, 4(1), 1997, Amsterdam: 3 Palumbo, G., La localizzazione dallinglese in italiano dei prodotti software: problemi e tendenze, Rivista internazionale di tecnica della traduzione, 4, 1999, Universit degli studi di Trieste: 6-10, 184, 185, 194 Serianni, L., Grammatica italiana, Torino, 1989 :194 Sobrero, A., Introduzione allitaliano contemporaneo: La variazione e gli usi, RomaBari, 1997: 244, 245 Taylor, C., Language to language: a practical and theoretical guide for Italian/English translators, Cambridge, 1998 : 226, 323 Zingarelli, N., Vocabolario della lingua italiana. A cura di Dogliotti, M. e Rosiello, L., Bologna, 2000 http://www.ledonline.it/mpw/allegati/mpw0506cappuzzo.pdf http://www.framecoredesign.com/glossario.htm