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Tesina a cura di: Francesca Buonanno

LA FIGURA DI GALILEI NEL CONTESTO DELLA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA

Nel Seicento si verifica, soprattutto nel campo della fisica e della astronomia, una ricchissima fioritura del pensiero scientifico, che nel giro di due secoli sconvolge le convinzioni sulla posizione della Terra al centro del sistema solare e dell' Uomo sulla Terra, consolidate da secoli. Ma senz'altro vero che il cambiamento portato dal nuovo sapere scientifico si sia attuato dopo un lungo corso e senza essere privo di contraddizioni. Infatti le nuove teorie scientifiche molto spesso contrastavano a tal punto l'autorita' assoluta delle Sante Scritture (dove si affermava chiaramente la posizione fissa della Terra al centro dell' Universo) che il nuovo sistema di Copernico sembrava voler prendere il posto della ben piu' autorevole e seguita fonte di quel periodo . Cosi certe posizioni dei padri della scienza come quella di Galilei, che certo non voleva negare l' autorevolezza del Cristianesimo, ma voleva semplicemente separare la scienza dalla fede, non venne mai accettata dalla chiesa. appunto in prospettiva di una nuova scienza in lotta contro le resistenze della tradizione che bisogna cercare di capire il significato dellopera di Galileo Galilei, il quale, sin dai primi anni di studio, intese chiaramente la necessit di comprendere e imbrogliare i fenomeni naturali attraverso una interpretazione di tipo matematico.

Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio 1564, da Vincenzo Galilei e Giulia Ammannati, dapprima frequenta luniversit di Pisa, poi studia filosofia e medicina a Firenze, ma ben presto abbandona la medicina e si dedica agli studi di matematica, fisica e astronomia. Dal 1589 al 1592 insegna matematica all'universit di Pisa e in seguito all'universit di Padova dal 1593 al 1610. Il periodo pi affascinante e produttivo della sua vita. In particolare, un anno cruciale fu il 1609.Gli era giunta voce che era stato inventato uno strumento ottico tramite il quale gli oggetti visibili e distanti si vedevano come se fossero vicini: Galileo ricostru una versione di questo occhiale, Perspicillumin latino (il termine telescopio fu introdotto successivamente) , lo us per osservare gli oggetti terrestri e si rese conto della sua importanza dal punto di vista pratico. 1

Tesina a cura di: Francesca Buonanno Galilei non fu certamente linventore del cannocchiale e daltro canto non rivendica mai linvenzione ma piuttosto il suo perfezionamento.Infatti gi a partire dal 1590 in Olanda si era diffusa la tecnica di costruire rozzi cannocchiali in grado di ingrandire due o tre volte. Nel 1609 si procur uno strumento olandese, lo esamin e ne comprese il principio base (sostanzialmente meccanico e non ottico). Galilei cap subito le potenzialit dello strumento, dapprima lo riprodusse,poi lo miglior e lo fece apprezzare alla classe dirigente veneziana.Il primo cannocchiale di Galilei, del luglio del 1609, utilizza come obiettivo una lente convergente e come oculare una lente divergente; il vantaggio di questo accoppiamento di produrre un immagine diritta, mentre il principale inconveniente era di avere un campo visivo molto ristretto. Il cannocchiale di Galilei, come quelli inventati dagli artigiani olandesi, nacque per tentativi: egli non formula mai (a differenza di Keplero) una teoria compiuta sul funzionamento del cannocchiale, avendone comunque ben compreso il principio di funzionamento: il telescopio rappresenta gli oggetti p grandi perch gli porta sotto maggiore angolo che quando son veduti senza lo strumento.

questo fu causa che io mi volgessi tutto a cercar le ragioni e ad escogitare i mezzi per giungere all'invenzione di un simile strumento, che poco dopo conseguii, basandomi sulla dottrina delle rifrazioni. Preparai dapprima un tubo di piombo alle cui estremit applicai due lenti, entrambe piane da una parte, e dall'altra una convessa e una concava; posto l'occhio alla parte concava vidi gli oggetti abbastanza grandi e vicini, tre volte pi vicini e nove volte pi grandi di quanto non si vedano a occhio nudo. In seguito preparai uno strumento pi esatto, che mostrava gli oggetti pi di sessanta volte maggiori. E finalmente, non risparmiando fatiche e spese, venni a tanto da costruirmi uno strumento cos eccellente, che gli oggetti visti per il suo mezzo appaiono ingranditi quasi mille volte e trenta volte pi vicini che visti a occhio nudo.

Tesina a cura di: Francesca Buonanno Galileo fa progressi molto rapidi nella tecnica costruttiva, tanto che gi dopo pochi giorni dalla costruzione del primissimo strumento, in grado di presentare un cannocchiale perfezionato ai notabili e al Doge di Venezia, i quali apprezzarono la possibilit di riconoscere, dall alto del campanile di San Marco, le navi che si avvicinavano al porto di Venezia, molto prima che fossero individuabili ad occhio nudo. Lo stupore che suscit questo fu enorme e come riconoscimento fu offerto a Galileo linsegnamento a vita a Padova e uno stipendio di 1000 fiorini lanno, una somma senza precedenti per un incarico accademico. assodato che quando Galileo costru il primo cannocchiale, lo strumento era ormai diffusissimo in Olanda, e gi da un anno era in vendita a poco prezzo in Francia e in Germania. Il merito di Galileo , come stato detto, quello di aver dato allo strumento dignit scientifica, riconoscendo in esso un nuovo e validissimo mezzo dindagine, oltre che averlo notevolmente perfezionato. Fu nellinverno del 1609 che Galileo decise di passare la maggior parte delle notti allaperto, piuttosto che in camera vicino al fuoco per scrutare il cielo con il nuovo strumento, e nel

giro di pochi mesi Galilei, puntato al cielo il cannocchiale, realizz una serie di osservazioni fondamentali che avevano il merito rilevante di nascere da un criterio di ricerca libero e spregiudicato, privo di remore di fronte alle pi venerande tradizioni; Galileo sirese conto subito della portatadelle sue scoperte, ottenute grazie ai ricchi risultati delle osservazioni compiute col cannocchiale: si affrett perci a darne notizia in un breve scritto latino, il Sidereus Nuncius, compiuto alla fine di gennaio, che dedic al granduca Cosimo II.
Sidereus Nuncius un piccolo libro, pubblicato da unoscuro tipografo ingaggiato personalmente da Galileo

Il testo continuo, senza suddivisioni in capitoli, ma accuratamente scandito nei suoi argomenti:

la tecnica costruttiva del cannocchiale, dando precise istruzioni sul come fabbricarne uno. Spiega il tipo di lenti usate e anche come arrivare agli ingrandimenti desiderati i risultati delle indagini sulla superficie lunare le osservazioni delle stelle fisse, della via Lattea, dei satelliti di Giove e dei risultati dedotti da tutte queste osservazioni

Prima di tutto individu delle rugosit (montagne e crateri) sulla superficie della Luna, fino ad allora ritenuta completamente liscia e composta di materia celeste incorruttibile.Questo lo port a pensare che la Luna ha natura terrestre, e si muove nei cieli, qundi anche la terra portrebbe farlo. Poi, con l'osservazione delle luci e delle ombre proiettate dalla Terra sulla Luna, cap il movimento relativo fra i due corpi celesti. Passando quindi all'analisi della Via Lattea, la identific come 3

Tesina a cura di: Francesca Buonanno un enorme ammasso di stelle e corpi celesti, raggruppati a mucchi. Infine focalizz la sua attenzione su Giove, di cui scopr 4 satelliti naturali battezzati prima "pianeti cosmici" e poi "pianeti Medicei e, correlando la natura di tali satelliti a quella della Luna, stabil che Giove era un pianeta simile alla Terra fra altri pianeti simili. Limpatto del Sidereus Nuncius sulla cultura dellepoca fu impressionante. Se Galileo aveva ragione e se il suo strumento era affidabile, allora tutte le conoscenze astronomiche e lintera filosofia naturale dovevano subire trasformazioni gigantesche. Galileo divenne, in bravissimo tempo, un uomo famoso in tutta Europa. Qui tuttavia cominciarono i suoi problemi con gli accademici, laici, dei Lincei e con il Sant Uffizio, la congregazione pontificia che si occupava delle eresie. I primi erano invidiosi dei successi di Galileo, erano scettici sull'affidabilit del nuovo strumento di osservazione (il telescopio), ed erano ancorati alla teoria geocentrica, che insegnavano da anni e che era molto pi semplice da verificare. Saranno questi, nella persona dello scienziato Cremonini, a rifiutarsi di guardar dentro al telescopio, mentre i religiosi come il cardinale Bellarmino (poi Santo e Dottore della Chiesa) presero molto sul serio le innovazioni introdotte dallo scienziato. Furono proprio gli scienziati dei Lincei a spostare la questione sul piano teologico, asserendo che se la teoria eliocentrica, attribuita a Niccol Copernico (1473-1543), fosse stata vera, avrebbe contrastato con il brano dell'Antico Testamento in cui si afferma che il Sole fu "fermato" da Dio per un giorno (Gs 10,12-13). Galileo non ebbe la capacit di tenersi fuori da questa diatriba, forte del sostegno sul piano scientifico da parte di insigni religiosi, e dichiar che allora quel brano della Scrittura doveva ritenersi non ispirato. In questa fase della sua incipiente battaglia Galilei si impegn a difendere la tesi copernicana e le recenti scoperte dovute al cannocchiale mediante alcune lettere a personaggi noti del tempo, le cos dette quattro lettere copernicane (una a Benedetto Castelli, due a monsignor Pietro Dini, una alla granduchessa madre Cristina di Lorena), Galileo cerc di difendersi dalle accuse ed insieme di fondare, su un piano generale, lautonomia della ricerca scientifica rispetto allautorit religiosa. Queste lettere dimostrano che in quel periodo pi che alla ricerca scientifica, Galilei era interessato ad una propaganda culturale capace di incidere pi largamente possibile negli ambienti nobiliari ed ecclesiastici pi colti, per assuefarli a un nuovo tipo di ricerca che rompeva i ponti con la tradizione. Galilei, in sostanza, che pur era un cattolico praticante anche se indifferente ad unautentica problematica religiosa, voleva attirare al copernicanesimo la Chiesa della quale ammirava la potenza politico-amministrativa, alla quale egli guardava come alleata possibile e desiderabile, poich, non a torto, temeva che un conflitto fra Chiesa e copernicanesimo potesse ritardare allinfinito lo sviluppo della scienza che, come Bacone, anche se in modo meno drammatico, doveva diventare il simbolo e la vittima illustre di un conflitto tra due culture che non potevano coesistere.Il conflitto tra la nuova scienza galileiana e la Chiesa di Roma si apre all'indomani della diffusione delle Lettere copernicane , in cui Galileo si esprime a favore di una interpretazione non letterale delle Sacre Scritture. Il 20 marzo 1615 il domenicano fiorentino Tommaso Caccini si reca a Roma per denunciare Galileo di fronte al S. Uffizio. Galileo filosofo e copernicano, Galileo amico e compagno del frate Paolo Sarpi scomunicato, Galileo capo di una setta che gode di publichissima fama, che in Firenze ha molti seguaci che si chiamano galileisti et questi sono quelli che vanno magnificando e lodando la sua dottrina et opinioni: sono questi, nel 1616 (anno del primo processo a Galileo e della condanna del De revolutionibus orbium coelestium di 4

Tesina a cura di: Francesca Buonanno Niccol Copernico), gli argomenti al centro della polemica e su cui si apr lo scontro che avrebbe condotto, un quindicennio pi tardi, alla condanna e all'abiura. Il Dialogo, che si stampa a Firenze nel 1632, era munito del permesso ecclesiastico. Nonostante nel Proemio Galileo affermasse di aver preso nel Discorso la parte Copernicana, procedendo in pura ipotesi matematica, non ci volle molto a capire che le cose non stavano cos. L'accusa nota: Galileo non aveva rispettato l'ammonimento ingiuntogli sedici anni prima dal cardinale Bellarmino di non sostenere, n difendere o insegnare, a voce o per scritto, la concezione copernicana del moto della Terra. Tutti i tentativi compiuti da Galileo e dalla diplomazia fiorentina di evitare il processo furono inutili. E quale fosse lo stato d'animo dello scienziato toscano si evince dalla lettera che in data 15 gennaio 1633 scriveva a Elia Diodati: Hora sono in procinto d'andare a Roma, chiamato dal Santo Officio, il quale ha gi sospeso il mio Dialogo; e da buona parte intendo, i Padri Giesuiti haver fatto impressioni in teste principalissime che tal libro esecrando e pi pernicioso per Santa Chiesa che le scritture di Lutero e di Calvino; e per ci tengo per fermo che sar proibito. In data 23 giugno 1633 Galileo fu costretto a pronunciare una pubblica abiura.