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[IL GAZZETTINO DELLALUNNO] 8 dicembre 2011

Astronomia Lo strumento di osservazione impiegato dal grande Galileo Galilei.

Oh canna meravigliosa, pi preziosa d'uno scettro! (cit. Giovanni Keplero)


Quest'astronomo italiano, fu definito un genio grazie alla sua capacit di ragionamento e al suo intelletto o per quel singolo colpo di genio e di fortuna di capire limportanza dello strumento che lo rese famoso: Il cannocchiale?

mie scoperte scientifiche ho appreso pi col concorso della divina grazia che con i telescopi (Galileo Galilei, Senza fonte). Non vi sicuramente una frase pi azzeccata, tra quelle che sono stati gli aforismi pronunciati da Galileo Galilei, per capire ci che lo stesso astronomo italiano pensava dei suoi risultati scientifici determinati dalluso del suo famoso strumento di osservazione: il cannocchiale (utilizzato e acclamato dagli scienziati che seguirono Galileo e limpiego del suo strumento, es. Keplero e il suo telescopio kepleriano). Certo che, noi, avendone avuta la possibilit e conoscendo come si svilupper il suo futuro da l a poco, avremo potuto controbattere alla sua affermazione dicendogli: Divina Grazia ? S. E la

elle

Figura 1. Particolare di una riproduzione fotografica, Galileo mostra al doge la funzione del cannocchiale posti sul campanile di San Marco (Guglielmo de Sanctis, olio su tavola, Roma, Palazzo Braschi, 1867).

genialit assoluta? Certamente pi rilevante. Bisogna infatti ricordare come lo stesso Galileo dovette farsi strada tra i teologi del suo tempo, scettici e ideologicamente fermi su una dottrina cristiana che limitava quella creativit di carattere scientifico che era necessaria in quel tempo per raggiungere un vero progresso; furono quegli stessi scienziati, insieme al tribunale dellInquisizione Romana, difendendo unassurda teoria aristotelica a farlo

condannare per un crimine inesistente: ritrattare le teorie che basavano lideale di un universo associato a quello cristiano della Bibbia. Quale fu infatti il motivo che port Galileo a formulare quelle teorie (copernicane) e a formulare quella mitica frase Eppur si muove! (Giuseppe Baretti, discorso di abiura di Galileo Galilei, Italian Library, Londra, 1757) davanti al tribunale giudicante dellInquisizione, che non accettando gli studi da lui illustrati riusc a farlo abiurare e condannare ?

[IL GAZZETTINO DELLALUNNO] 8 dicembre 2011 A questa domanda si pu rispondere ricordando la pi importante delle scoperte scientifiche dellastronomo italiano che riusc a confermare in parte la teoria copernicana: il cannocchiale. La figura del Galileo Galilei, famoso scienziato rivoluzionatore dellideale astronomico del suo periodo, infatti non si deve soltanto alla sua genialit e alla sua innata capacit analitica e intuitiva, bens principalmente al suo pi grande colpo di genio o di fortuna: limpiego dello strumento potenzialmente pi innovatore e sottovalutato del suo tempo, il cannocchiale. Quest'oggetto veniva infatti utilizzato e considerato in precedenza come un semplice giocattolo, esso era molto in voga nel territorio olandese (dove fu creato), fino allintuizione del Galilei di impiegarlo in maniera scientifica; questo dimostr come la genialit di Galileo stesse nellaver capito il suo probabile utilizzo e non nella creazione in s dello strumento: grazie al suo intuito cap come quel semplice sistema di due lenti (figura 2. ,una lente concava detta di potenza ottica negativa dove mettere locchio e unaltra convessa positiva posta

Figura 2. Illustrazione semplificativa del principio delle 2 lenti che sta alla base del cannocchiale galileiano (il campo visivo viene allargato dalla prima lente e poi bloccato dalla seconda).

allaltra estremit che compensava la potenza ottica della prima ingrandendo limmagine di un oggetto lontano) poteva essere potenziato e puntato verso il cielo per osservarlo nei dettagli, insomma poteva essere trasformato in uno strumento di osservazione astronomica atto soprattutto a semplificare il suo lavoro. Si pu ironicamente dire che il lavoro di Galileo non fu solamente semplificato dallimpiego di questo tubo , bens fu completamente basato su di esso, considerato che lo strumento fu alla base di ogni successiva scoperta dellastronomo (dal calcolo delle montagne lunari alla, pi importante, conferma delleliocentrismo copernicano, il quale gli valse la condanna alla prigionia). Questa invenzione cosiddetta scientifica visto che quando fu concepita non aveva un tale fine si

attribuisce allolandese Haus Lippershey, un ottico amico dello stesso Galileo il quale venne grazie a lui a conoscenza di questo strumento basato su un principio studiato anche dal grande Leonardo da Vinci. Ovviamente il nome di Haus fu ben presto dimenticato lasciando spazio al nome dell italiano, diventato padre del ramo astronomico della scienza, il quale dal 1609 in poi riusc a potenziare quel primitivo cannocchiale portando il numero massimo di lenti fino a 30 e a guadagnarsi il ruolo di punta e di riferimento nellastronomia seicentesca e successiva. Questo strumento, poi rinominato nel 1611 dallo stesso Galileo telescopio, gli procur diverse scoperte di grande rilevanza (fonte, Raccolta documenti Istituto e Museo di Storia della Scienza):

[IL GAZZETTINO DELLALUNNO] 8 dicembre 2011 Inizialmente dovette potenziare fin da subito il cannocchiale usando 8 lenti (questa scoperta gli procur un lavoro a vita grazie al doge, figura 1.), poi port il numero a 20 (creando un oggetto notevolmente pi avanzato di quelli in circolazione). Ovviamente queste modifiche gli consentirono di raggiungere quelle scoperte come le fasi di Venere a conferma delleliocentrismo, osservazioni importanti sulla Luna su Saturno e sullaspetto della Via Lattea, ma pi importante la scoperta dei 4 satelliti di Giove. nella scienza astronomica sia scomparsa dagli scenari di quella comunit scientifica, che fu scossa dalle sue teorie moderne e cos rivoluzionarie, cos come vi entr: con unaria di pura umilt e la consapevolezza di poter riuscire nellintento di rivoluzionare lideale scientifico comune del tempo (basato su un sistema aristotelico-tolemaico). Eppure, nonostante questo egli riuscito a lasciare allumanit una grande immagine di s sia sotto il punto di vista scientifico che umano introducendo nel campo scientifico il suo cannocchiale e fondando la vera astronomia. Per questo la sua immagine non scomparir mai e il suo gesto sar sempre ricordato: Oh canna meravigliosa, pi preziosa d'uno scettro!.

In definitiva si pu affermare che questo genio seicentesco riusc a raggiungere tale fama grazie a un semplice, e allo stesso tempo complesso, strumento. Nonostante questo la sua fine non fu delle pi gloriose; infatti lincomprensione degli scienziati del tempo davanti a tanta modernit riusc a togliere di mezzo cos presto una mente geniale, ancora in grado di dare al campo scientifico del tempo nuove nozioni rivoluzionarie. Bisogna sicuramente ricordare che questa mente impiegata

Gabriele Lobina 4F