Sei sulla pagina 1di 3

LE SCOPERTE ASTRONOMICHE DI GALILEO

Galileo fu la prima persona ad utilizzare cannocchiale il in campo scientifico.

Questo strumento veniva precedentemente usato in campo militare per scrutare


all'orizzonte le tattiche avversarie, quindi è da escludere l'attribuzione
dell'invenzione di questo strumento a Galileo.
L'utilizzo di questo strumento da parte di Galileo per scrutare l'universo venne visto
dalla chiesa come un occhio maligno che permetteva all'uomo di vedere cose che ad
occhio nudo era impossibile vedere.
Nonostante questo Galileo perseguì nei suoi studi degli astri facendo rilevanti
scoperte in campo astronomico.
Sin dall'autunno del 1609 Galileo intraprese studi
sulla luna riproducendola in disegni molto
accurati. Galileo osservando il satellite col
cannocchiale pote notare che, contrariamente a
quello che diceva Aristotele,ovvero che tutti gli
astri erano perfettamente sferici, la luna
presentava delle protuberanze e avvallamenti.
Inoltre aveva notato la presenza di piccole zone
luminose situate nella parte oscura del disco
lunare in prossimità del terminatore, la lienea
immaginaria che separe la parte luminosa da
quella oscura. Col progredire dell'alba sulla
superficie lunare le macchie luminose si uniscono
alla zona luminosa. Cosi Galileo attribui giustamente il fenomeno alla presenza di monti
la cui cima viene raggiunta per prima dai raggi del sole rispetto alle zone sottostanti.
Grazie all'uso di questo strumento rivoluzionario lo scienziato pisano scoprì un numero
di stelle molto superiore rispetto a quello che potevano essere osservate a occhio
nudo.
Nel 1610 Galileo osservò Saturno trovandolo tricorporeo cioè composto con un corpo
centrale e altri due corpi di masse minori situati ai lati.
Due anni dopo Saturno gli apparve solitario e nel 1616 compervero nuovamente i due
corpi compagni del pianeta però notevolmente mutati.

Infatti, durante il moto di Saturno nella sua orbita, il piano degli anelli cambia
direzione rispetto alla Terra: quando essi si presentavano di taglio, non potevano
essere visti al cannocchiale.
In seguito, altri astronomi confermarono lo strano aspetto di Saturno e le sue
variazioni, ma fu solo nel 1659 che l'astronomo Christiaan Huygens lo spiegò con la
presenza di un anello attorno al pianeta.
Il 1 gennaio 1611 Galileo inviò a Giuliano De Medici una lettera in cui diceva che il
pianeta Venere aveva delle fasi esattamente come la luna questo perchè si trovava
esattamente tra il sole e la terra, la scoperta delle fasi non fece altro che rafforzare
in Galileo la convinzione del sistema Copernicano.

Galileo studiando Giove scopri i quattro maggiori satelliti (Io, Europa, Ganimede e
Callisto) piuttosto luminosi, ma ad occhio nudo non sono osservabili perche' la
luminosita' di Giove li nasconde.
Il primo a scoprirli fu Galileo, notò prima tre e poi quattro "stelline” vicini al pianeta.
Dopo averle osservate per diverse settimane, l'astronomo notò che esse sembravano
seguire Giove nel suo moto cambiando però posizione sia tra loro che rispetto al
pianeta.
Nel gennaio del 1610, Galileo giunse alla conclusione che non si trattava di stelle,
bensi' di quattro "lune" che ruotano attorno a Giove, come la Luna attorno alla Terra.
Egli annunciò la sua scoperta nell'opera, il"Sidereus Nuncius", pubblicato a Venezia nel
marzo 1610.

Le macchie solari sono regioni scure, di forma variabile, sulla superficie del Sole. Sono
visibili anche ad occhio nudo. Le prime osservazioni delle macchie solari ad occhio nudo
sono dovute ai Cinesi.
Il loro studio cominciò subito dopo l'introduzione del telescopio in astronomia, da
parte di Galileo, nel 1609. Lo scienziato compì una delle prime osservazioni delle
macchie, insieme a Thomas Herriot, Johannes e David Fabricius e Christoph Scheiner.
Il fatto che il Sole presentasse delle irregolarità sulla sua superficie e che il suo
apsetto variasse nel tempo, era anch'esso una prova a sfavore della teoria tolemaica,
secondo la quale ogni cosa appartenente al regno celeste era perfetta e immutabile.