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Il Petrarca dei manoscritti

Cristina Bozzetti - 08.07.2004

All'interno della sublime cornice della Biblioteca Ambrosiana di Milano, stata allestita la mostra (aperta fino
al 18 luglio) dei preziosi manoscritti e incunaboli appartenuti a Francesco Petrarca.
Osservando i diversi esemplari, si ricostruisce non solo la biblioteca dello scrittore, ma anche la sua
personalit
e
la
sua
attivit
di
letterato.
Il percorso della prima sala si apre con i manoscritti autobiografici, a cui seguiranno le opere classiche e
morali
fino
a
giungere
al
"Canzoniere"
e
ai
"Trionfi".
Tra le "Epistulae" private che aprono la camminata all'interno del mondo petrarchesco, spicca la lettera
dell'incoronazione in Campidoglio nella quale lo scrittore esprime i suoi sentimenti e disquisisce sulla fama e
sull'amicizia.
Il visitatore si imbatte subito nell'ala dedicata agli scritti in latino, di cui ne sono significativi esempi il "De
viris illustribus" (1426), con miniatura a tutta pagina raffigurante un sovrano del Trecento a cavallo, e il "De
remediis" (1420), manoscritto prodotto con grafia umanistica e toscana che verr tradotto in diverse lingue.
Il viaggio dedicato alla "riscoperta dei classici" si conclude nella seconda sala, dove si ammirano i manoscritti
di Cicerone - "Retorica ad Herennium", "De Oratore", "Ad Brutum", "De inventione" - scoperti da Petrarca
nella
Biblioteca
Capitolina
di
Verona
nel
1345.
Si visita, poi, l'ala consacrata ai manoscritti
appartenenti al periodo umanistico: testi in volgare "Trionfi", "Rerum vulgarium fragmenta" (detto anche
"Canzoniere") - che si sono proposti di soddisfare le
esigenze di un pubblico pi vasto di quello dei lettori
degli scritti in latino. I "Trionfi", manoscritto in
pergamena con fascicolatura regolare, abbreviazioni e
indici, sono scritti in un vernacolo dell'Italia
settentrionale.
I manoscritti del "Canzoniere", invece, caratterizzati
da sillogi di diverse canzoni e tematiche, presentano
le tipiche trascrizioni, inversioni e miniature dei
Malatesta, specie il "Rerum volgarium fragmenta" del

Quattrocento e una versione successiva della stessa


opera
commentata
da
Francesco
Fidelfo.
La visita di questa sezione si conclude nella seconda
sala, dove si scorge la maggiore opera a stampa di
Petrarca, "Memorabilia de Laura" (1472), scritta in
volgare e prodotta da Bartolomeo Valdezocchio a
Padova, citt strategica nella conservazione e
diffusione dei manoscritti petrarcheschi. Giungiamo,
quindi, all'ultima sala, nella quale sono racchiusi i
volumi cardine della biblioteca petrarchesca: l'"Iliade",
fatta allestire a Costantinopoli, su richiesta dell'autore,
da Nicola Sigero, ambasciatore e letterato, e il
"Virgilio"; ambedue i testi sono custoditi nella
Biblioteca
Ambrosiana
da
fine
Settecento.
Il famoso "Virgilio", dove Petrarca annot glosse al
testo, errori dei copisti, note obituarie di Laura e degli
amici e chiose autografe sparse lungo tutte le pagine
del volume, apre la strada a un'attivit filologica che
caratterizzer tutto il Quattrocento e condurr a un
diverso approccio nei confronti dei classici.
L'opera aperta da una miniatura di Simone Martini
che raffigura, in forma allegorica, oltre al poeta e al
suo commentatore, le opere in esso contenute: Enea
per l'"Eneide", il contadino per le "Georgiche" e il
pastore
per
le
"Bucoliche".
Degna chiusa della mostra la visione del distico
latino autografo del poeta relativo alla morte di Laura
dove associa l'innamoramento per la sua amata,

secondo

la

tradizione

classica,

alla

morte.

 
Pinacoteca Ambrosiana
16 marzo-18 luglio 2004
Piazza Pio XI, 2 - Milano
Biglietto d'ingresso: 7,50 (ridotto 4,50)
Aperta tutti i giorni, tranne il luned, dalle 10 alle 17.30
DIDASCALIE
1
Cicerone,
Opere
E
14
inf.,
sec.
XIV,
miniatura
padovana,
"De
invenzione".
2
Omero,
"Iliade"
appartenuta
al
Petrarca
98
inf.
sec.
XIV.
3 - Virgilio, "Bucoliche", "Georgiche", "Eneide" (con il commento di Servio); appartenuto al Petrarca, con
postille
autografe
A
79
inf.
sec.
XIV,
miniatura
di
Simone
Martini.
Le immagini sono di propriet del sito web di Vivimilano.