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Biogra a

Nacque nel 1304 ad Arezzo e morì nel 1374 ad Arquà (Padova); è posteriore a Dante ma fu un
letterato collocabile tra medioevo ed umanesimo. Il padre fu un notaio e trascorse molti anni della
sua vita in Francia a causa del lavoro, che svolgeva alla corte ponti cia di Avignone, aveva una
casa a Val chiusa, la usava come luogo in cui avere un ritiro spirituale. Qui conobbe Laura, una
gura importante nella sua produzione - non si sa se fu realmente esistita, ma l’amore per lei era
simile a quello della letteratura cortese poiché, se esistente, era sposata. Qui manca però
l’elemento della sensualità che vedevamo nell’amore cortese.

Viene avviato agli studi giuridici ma, alla morte del padre, si dedica alla letteratura. Divenne anche
chierico, prese gli ordini religiosi. (Carriera ecclesiastica intrapresa per i bene ci che o riva:
rendita ssa, vita agiata) e si dedicò alla letteratura.

Ha due gli naturali, non nati all’interno del vincolo matrimoniale.

La permanenza in Francia lo porterà a scrivere il canzoniere.

Una permanenza importante fu quella dai Colonna, dove era cappellano di famiglia, a Roma. Qui
frequenta gli ambienti aristocratici e conduce una vita mondana, riceve anche l’alloro poetico su
iniziativa di Carlo d’Angiò. Ciò gli venne comunque attribuito maggiormente per le opere in latino,
nonostante studiamo il canzoniere tutt’oggi.

Petrarca era un estimatore delle opere latine, che apprezzava anche per gli insegnamenti morali,
non era invece a ne alla concezione aristotelico-tolemaica a ne a dante, capiamo quindi che è
un umanista - anche se si può de nire un letterato di transizione, vive un tormento tra il suo
desiderio di condurre una vita moralmente elevata e la continua ricaduta nei peccati terreni che lo
a iggono e che sono due: il desiderio di gloria (avere riconoscimenti u ciali, essere incoronato
poeta- si realizza) e l’amore per Laura, un amore terreno. Descrive un amore spirituale ma l’amata
è molto più terrena rispetto, per esempio alla Beatrice di Dante.

Molte delle sue opere ri ettono questo suo dissidio interiore, tra quello che voleva essere e quello
che, nei fatti, era. Un esempio è il saecretum, oppure le epistole metricae.

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