Sei sulla pagina 1di 3

Francesco Petrarca

La vita
Nasce ad Arezzo nel 1304 dove il padre, amico di Dante, si trasferisce a
causa dell’esilio. Studia diritto e letteratura classica nelle Università di
Montpellier e di Bologna ma, dopo la morte del padre (1326), ritorna in
Francia.

Ad Avignone, nel 6 Aprile 1327, conosce Laura, la donna che diverrà


l’amore tenace che sarà la sua fonte d’ispirazione e tema principale della
sua lirica.

Nel 1330, dopo aver sperperato il patrimonio familiare, si dedica alla


carriera ecclesiastica entrando al servizio del card. Giovanni Colonna,
con cui compie vari viaggi in Europa. Nel 1337 si stabilisce a Valchiusa,
vicino Avignone, presso le sorgenti del Sorga (il fiume di chiari, fresche e dolci acque). Qui acquista casa e
darà alla luce il suo primo figlio naturale, Giovanni.

Durante questi anni approfondirà molto gli studi umanistici e comporrà diverse opere il lingua latina.

Petrarca come nuova figura di intellettuale


Petrarca rappresenta l’intellettuale ideale: ricerca i testi classici dimenticati nelle bibblioteche e nei
monasteri e ne confronta le varie redazioni per verificarne l’esattezza; promuove e diffonde la cultura
classica, i cui autori considera maestri di vita e di stile, preannunciando con la sua opera l’Umanesimo.

Petrarca suscita l’interesse del lettore esternando i suoi conflitti interni e morali: le tentazioni e i beni
materiali lo distraggono dal suo percorso verso la spiritualità, ed anche il suo amore per Laura viene
turbato dalle sue pulsioni erotiche che lo distolgono dalla ricerca della perfezione cristiana.

Petrarca usa il latino per trattare concetti e ragionamenti complessi, mentre usa il volgare per esprimere i
sentimenti. Pone molta cura nello scegliere le parole e nella ricerca di un effetto musicale.
Nei secoli il Canzoniere sarà un modello di perfezione stilistica in Italia e in Europa dando origine al
Petrarchismo, che nel ‘400-‘500 diventerà una vera e propria scuola.

La sua fama di letterato crebbe e, nel 1341, venne incoronato poeta a Roma sul Campidoglio, ottenendo i
diritti e le prerogative di insegnante universitario. Riprende i viaggi nel 1347 ricevendo numerosi onori e,
nel 1348, muore Laura a causa di una epidemia di peste, in coincidenza del ventunesimo anniversari del
suo innamoramento. Per otto anni alloggerà a Milano presso la corte dei Visconti, per i quali diventa
ambasciatore e compiendo numerose missioni in Italia e Francia. Proprio in Francia riceverà il titolo di
conte palatino. Nel 1361 Milano viene invasa dalla peste che ucciderà il figlio Giovanni; Petrarca, per salvare
se stesso, si trasferirà a Padova, Venezia e Arquà.

Opere
Secretum
1342-1358. dialogo in latino in 3 libri, divulgati dai posteri. Testimonianza della crisi spirituale del poeta,
scaturita dalla monacazione del fratello e della nascita di sua figlia Francesca. Nei dialoghi immaginari tra
lui e San’Agostino, quest’ultimo gli ricorda sempre le vere virtù e gli rinfaccia il suo attaccamento ai piaceri
terreni. Nelle risposte di petrarca emerge l’inappagamento spirituale che accomuna tutti gli uomini.
Lettere
Ricco epistolario latino che riunusce impressioni ed eventi della sua vita. Le lettere sono state selezionate e
corrette, per poi essere affidate ad esperti amanuensi per la trascrizione. Molte lettere sono indirizzate ai
familiari; 19 sono polemiche contro la Curia Avignonese; nell’epistola Inviata ai posteri egli racconta della
sua vita e si difende dall’accusa di cortigianeria; di tono pacato sono le composizioni della tarda età; vi
erano poi delle altre lettere, indirizzate agli ammiratori, che sono state disperse.

Canzoniere
Raccolta di 366 liriche, costituite da sonetti (317), canzoni, ballate e madrigali. La maggior parte di esse
sono dedicate a Laura, e sono dunque una sorta di romanzo amoroso.

Le liriche trattano la passione per Laura, esponendo nel contempo i turbamenti tra ideale (la perfezione
cristiana) e reale (l’amore per Laura e le pulsioni erotiche) provati dal poeta. Infatti, secondo l’ottica di
Petrarca, l’amore “umano” che provava verso Laura lo distoglieva dall’amore verso Dio.

L’opera è suddivisa in que parti: Rime in vita di madonna Laura e Rime in morte di madonna Laura,
quest’ultima parte scritta dopo la morte di Laura e quindi nostalgica e rievocativa.
A differenza della Beatrice di Dante, Laura appare sempre umana e non eterea.
Del canzoniere fanno parte anche alcune liriche a sfondo politico come Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno.

Dal Secretum:
Una malattia interiore: l’accidia

Potrebbero piacerti anche